L’amm. Di Paola, ideatore della delega, con il Ministro Mauro
Nella seduta odierna, il Consiglio dei Ministri (CdM) ha approvato in seconda e definitiva lettura i due decreti legislativi attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare rielaborati dall’Ufficio Legislativo dopo i pareri espressi dalle Commissioni Difesa (Notiziario n. 134 del 23 dic u.s.) sugli schemi adottati in prima lettura l’8 agosto u.s. (Notiziari n. 89 e 92/2013). Al momento in cui scriviamo, non conosciamo ancora i testi finali usciti dal CdM; pur tuttavia, le novità introdotte ci erano state anticipate nel corso della riunione che le OO.SS. nazionali hanno avuto nel pomeriggio di ieri 9 gennaio con il Sottosegretario Pinotti, e alla quale ha partecipato in avvio anche il Ministro della Difesa.
Il sen. Mauro ha tenuto innanzitutto a precisare come, nella scrittura finale dei due testi, la quasi totalità delle indicazioni espresse dalle due Commissioni Difesa fosse stata accolta. Ha quindi espresso piena soddisfazione per il lavoro sin qui svolto ringraziando le OO.SS. per il contributo offerto, ma ha affermato al contempo di essere comunque consapevole che alcuni problemi permangono ancora irrisolti. Per questo, ha delineato i propri intendimenti per il prossimo futuro: innanzitutto, l’uscita del “libro bianco” della Difesa, che avrà come fulcro il tema della “formazione continua” ; poi, a seguire, l’apertura di una fase di riflessione e di confronto, in sede politico-parlamentare ma anche con le Parti sociali, che dovrebbe traguardare la riforma dell’attuale modello difesa. In questo contesto, ha concluso il Ministro, è suo preciso intendimento quello di valorizzare al massimo la componente civile, della quale ha riconosciuto il ruolo importante e decisivo all’interno del Ministero Difesa, e di voler perseguire questo obiettivo anche attraverso un confronto costante, aperto e costruttivo, con le Rappresentanze sindacali.
Il Ministro ha poi abbandonato la sala riunione per altro impegno con i COCER, lasciando alla sen. Pinotti il compito di illustrare le modifiche apportate ai testi dei decreti rispetto a quelli adottati in prima lettura dal CdM, novità che proviamo a sintetizzare corredandole di alcune nostre prime considerazioni.
Decreto Legislativo sugli assetti ordinamentali
Sono state espunte le modifiche/integrazioni contenute negli artt. 29, 33 e 41 del testo uscito ad agosto dal CdM, che, in particolare in materia di armamenti, subordinavano il Segr. Gen. al Capo SMD. E’ questa la parte politicamente più significativa, in quanto è stato fermato il tentativo di depotenziare SGD a favore di SMD (si ricordi l’audizione dell’amm. Binelli Mantelli…). La denuncia della nostra O.S. (Notiziario n. 82 del 15 lug), le iniziative di lotta poste in essere dai lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL (al cui fianco FLP DIFESA è sempre stata, e praticamente in solitudine) e le continue sollecitazioni da noi rivolte alle Commissioni Difesa che sono andate a buon segno, hanno evidentemente avuto un peso decisivo. Rimane però un problema: contro l’indicazione data dalla Commissioni, e la cosa appare rilevante, l’art. 15 novellato del COM rimane quello uscito dal CdM di agosto, e rinvia ad un successivo Regolamento per la ripartizione di compiti e funzioni tra SMD e SGD e delle attribuzioni di comando nei riguardi del personale. Potrebbe ancora passare da qui il tentativo di alleggerire le due DD.GG. che rappresentano, insieme a Segretariato e altre DD.GG., uno dei luoghi di più marcata civilizzazione della Difesa, e per questo vanno difese. Noi pensiamo che le pesantissime osservazioni venute dalle Commissioni Difesa sulla necessità di mantenere l’attuale ripartizione tra SMD e SGD non potranno non essere tenute presenti anche in sede di scrittura del Regolamento; pur tuttavia, si dovranno mantenere alte l’attenzione e la mobilitazione dei lavoratori. E’ quello che la nostra O.S. cercherà di fare, sperando di non restare ancora da sola.
2. All’interno dello stesso art. 15, è stata espunta la parola “tendenziale” dal comma 2-bis, let. e, che prevede l’attribuzione di compiti tecnico-amministrativi al personale civile. Un importante e significativo riconoscimento, al quale però occorrerà dare concretezza e operatività in sede di ridefinizioni di organici e organigrammi degli Enti della Difesa. Altrimenti sarà solo aria fritta!
3. In ultimo, non possiamo non rilevare, nella prima pagina dello schema di decreto (“RITENUTO…”), la totale non condivisione dei contenuti della parte relativa al sistema di relazioni sindacali, che insieme ad altre sigle sindacali abbiamo chiesto venga espunto. Ma nel nostro intervento abbiamo anche evidenziato l’inaccettabilità del rigetto dell’indicazione venuta dalla Commissione Difesa della Camera di far espresso riferimento alla contrattazione decentrata, come da noi richiesto.
Decreto Legislativo sul personale militare e civile
Dopo il clamore suscitato dai media, è doveroso dar subito conto che è stata espunto l’art. 2209 sexies relativo all’esenzione del servizio del personale militare. Niente più “scivoli d’oro”, dunque, per i nostri colleghi con le stellette, compensati però da una riserva del 5% di mobilità verso altre AA.PP., con possibilità di attingere anche alla quota non utilizzata riservata ai civili (15%).
Nella parte che più interessa il personale civile (art. 12), segnaliamo ai colleghi:
– la cancellazione della mobilità in ambito regionale ai fini dell’assorbimento delle eccedenze, richiesta sulla quale, come noto, la nostra O.S. si è ripetutamente spesa in questi mesi e anche qui praticamente da sola; sulla questione, a seguito delle nostre sollecitazioni in sede politica, vi è stato un parere molto chiaro di entrambe le Commissioni Difesa che ha dato il là alla modifica;
– non si dovrà seguire alcun ordine di priorità nelle opzioni previste per l’assorbimento eccedenze;
– purtroppo, permane la norma che prevede il passaggio al FUA della sola quota strutturale del FESI (e non anche di quella variabile) del personale transitato, su cui abbiamo chiesto un ripensamento;
– non vanno infine dimenticati, le importanti assicurazioni venute, su nostra sollecitazione, sia sui tavoli nazionali che dal Ministro in sede di audizione, sui transiti dei militari nei ruoli civili.
Rimane ancora aperta la questione relativa alla tabella di equiparazione, rispetto alla quale la sen. Pinotti ha comunque confermato in riunione l’invio alla F.P. della proposta A.D. che reca una secca indicazione (SU in area 2^ e U. in area 3), come noi chiedevamo da anni, al netto delle favorevoli opzioni relative alle posizioni apicali (primo Maresciallo e Luogotenente) inizialmente previste.
Queste, le novità intervenute nell’ultima stesura dei testi. Rispetto a queste novità, non possiamo non esprimere una certa soddisfazione. Considerando la situazione di partenza, e cioè i paletti estremamente penalizzanti fissati dalla legge delega che FLP DIFESA (da sola!) ha cercato a suo tempo di contrastare in tutti i modi (mobilitazione; controproposte; iniziative varie; manifestazione nazionale del 6.07.2012; etc.), dobbiamo dire che il combinato disposto tra le cose portate a casa nei confronti di luglio e quelli emersi oggi, evidenzia un risultato certamente positivo, dovuto anche – è giusto riconoscerlo – alla disponibilità e all’attenzione riservate dall’attuale Vertice politico. Una soddisfazione per la nostra O.S., che aveva esplicitato sin da subito le proprie “osservazioni e proposte” (si veda il documento allegato al Notiziario n. del 15.07.2013), la gran parte delle quali risultano recepite.
Naturalmente la soddisfazione è solo relativa al fatto che, a fronte di quella legge concepita e voluta dall’amm. Di Paola, siamo riusciti a limitare i danni. Ma non certo a risolvere lo spinoso problema legato alla mancata civilizzazione e al riconoscimento dei nostro ruolo e funzioni, che necessitano di essere demarcati e distinti rispetto a quelli dei militari. Risolleveremo la questione nel corso del prossimo incontro con il Ministro, preannunciato per febbraio, che avvierà il confronto sul nuovo modello Difesa.
Completiamo questo Notiziario dando ancora conto di un paio di cose: la prima, il ribadito e forte impegno del sen. Pinotti e del Ministro per ottenere dalla F.P. una deroga per l’assunzione dei vincitori di concorso; la seconda, la nostra richiesta di istituire un “Osservatorio A.D-OO.SS.” per seguire tutto il processo di riduzione. Infine, è fissato per il 20 p.v. l’avvio del confronto con il SSS Pinotti su mobilità e reimpieghi.
Ed ora, attendiamo di conoscere i testi definitivi dei DD. LLgs. usciti dal C.d.M e, a seguire, proporremo ai colleghi le nostre riflessioni generali su questa lunga vicenda che ci ha impegnato due anni.
Pubblichiamo di seguito: i testi dei decreti; il comunicato stampa di Palazzo Chigi; le slide predisposte dall’A.D.
Nella tarda serata di oggi, è pervenuta alle OO.SS. dal Gabinetto l’allegata e inattesa convocazione per il 17 p.v. per discutere della tabella di equiparazione tra gradi militari e aree funzionali civili.
La convocazione pare sia nata da una richiesta della O.S. CISL a margine della riunione al Gabinetto del 9 u.s., come si legge nel comunicato di pari data della stessa sigla (CGIL e UIL la condividono? nel comunicato unitario diffuso a conclusione della riunione del 9 u.s. non se ne fa menzione…..). Una richiesta, va opportunamente sottolineato, alla quale l’Amministrazione ha dato riscontro con inusuale e (sospetta) tempestività, tenuto conto che fra la richiesta e l’invio della convocazione sono passate meno di 72 ore! Un record assoluto, considerando i tempi medi di risposta della A.D.: vogliamo ricordare, solo per limitarci alle ultime vicende, che ci sono voluti due mesi per avere la riunione sul riordino della Sanità già disposto dal Ministro, o che è passato quasi un mese prima di poter discutere delle problematiche del cedolino NoiPA?
Viene innanzitutto da chiedersi da dove nasca la necessità o l’utilità di discutere della tabella di equiparazione militari-civili, in questo momento e con un Vertice Politico a fine mandato; e viene anche da chiedersi come mai lo stesso Vertice Politico abbia raccolto rapidissimamente la richiesta, quando su altre questioni (per es, la rivisitazione di alcune parti del CCNI) lo stesso Sottosegretario, proprio in considerazione della parzialità attuale del mandato, abbia solo un mese fa espressamente dichiarato a FLP DIFESA la propria indisponibilità a discuterne, e abbia rinviato tutto al nuovo Ministro. Vorremmo capire!
L’ esigenza di una profonda rivisitazione della vigente tabella di equiparazione tra gradi militari e aree funzionali, quella allegata al Decreto Interministeriale 18.04.2002 che regola i transiti nei ruoli civili del personale militare inidoneo per motivi sanitari, è cosa sulla quale le OO.SS. della Difesa si sono sempre dichiarate interessate, e tra queste FLP DIFESA che, insieme ad altri Sindacati autonomi, contro quella tabella organizzò a suo tempo una forte protesta culminata con la grande manifestazione del 6 luglio 2002.
Il problema è stato risollecitato nel corso del 2011, dalla nostra O.S. e anche da altre sigle, e questo in considerazione del crescente numero di transiti nei ruoli civili (oltre 1.500 nel periodo tra il 2002 e il 2011), suscitando questa volta piena disponibilità da parte dell’A.D., tenuto anche conto di quanto introdotto, in materia di mobilità verso le AA.PP., dalla L. 183/2011. E, per questo, con D.M. 22.12.2011, fu costituito un “Gruppo di lavoro” ad hoc, presieduto dal Vice Segretario Generale civile avv. Di Palma, “con il compito di esaminare la disciplina del transito del personale militare all’impiego civile… e di predisporre apposite tabelle di equiparazione tra personale militare e personale civile”. Gruppo di lavoro nel quale, va ricordato, non ha trovato posto nessun esponente sindacale, come pure FLP DIFESA aveva chiesto ripetutamente.
Un paio di mesi più tardi, era esattamente il 17 gennaio 2012, si tenne a Segredifesa l’audizione (fu connotata proprio così!) a tavoli uniti delle OO.SS. nazionali, nella quale la nostra O.S. espresse le proprie considerazioni (si veda, a tal riguardo, il Notiziario n. 9 del 18.01.2012). Poi più nulla, sino ad oggi. Nel frattempo, però, è entrata in vigore la legge delega per la riduzione dello strumento militare (L. 244/2012), e con essa la previsione di (tanti) transiti ordinari (e non più solo per inidoneità fisica) nei ruoli civili, in soprannumero e senza vincoli rispetto alle dotazioni organiche e alle possibilità assunzionali.
Ci chiediamo allora: ma non avevamo tutti chiesto modifiche della legge delega su questo punto? E dove sta, a fronte delle attuali previsioni della L. 244, il nostro interesse a definire in questo momento la tabella? Noi non ne comprendiamo davvero le ragioni e l’utilità, e abbiamo il dubbio che l’Amm. abbia colto al volo l’ assist fornito da chi ne ha fatto richiesta, per chiudere subito la partita e aggiungere un altro tassello al progetto di gestire il grosso degli esuberi militari attraverso un corposo transito nei ruoli civili.
E’ stato sottoscritto nella tarda serata di oggi a Palazzo Baracchini, il “Protocollo d’intesa tra l’Amministrazione della Difesa e le Organizzazioni sindacali operanti nel Dicastero” che destina alla contrattazione integrativa il 25 % delle risorse recuperate dal riordino della Sanità militare. In allegato, copia del protocollo che reca le firme del Ministro Di Paola e di tutte le OO.SS. del Dicastero.
Come i colleghi ricorderanno, nella precedente riunione al Gabinetto del 4 febbraio u.s. la FLP DIFESA rappresentò la propria posizione in merito all’ipotesi di sottoscrizione di un protocollo che stabilisse la destinazione al FUA di quota parte delle risorse derivanti dai tagli della Sanità militare. In quella circostanza (si veda il Notiziario n. 15 del 4.02.2013), la nostra O.S. espresse “piena disponibilità” al riguardo, ponendo però alcuni paletti e facendo alcune richieste che hanno trovato oggi pieno riscontro nel testo del “Protocollo d’Intesa” . Da qui, la nostra convinta adesione e la sottoscrizione del documento.
Avevamo chiesto che il protocollo disciplinasse “in che modo, con che criteri, da parte di quali soggetti e in che tempi” verranno individuate le risorse da destinare al FUA, e ci pare che i contenuti del protocollo rispondano a nostra questa richiesta. Avevamo poi chiesto (e questo era per noi il vero punto irrinunciabile) che “le risorse disponibili derivanti dalle riduzioni di spesa vengano destinate alla contrattazione integrativa”, senza alcun “esplicito riferimento, in seno al protocollo, a rigide destinazioni alla premialità ex D.Lgs. 150/2009 (legge Brunetta) nei termini fissati dall’art. 16, comma 5, del DL 6.07.2011, n. 98, (che, lo ricordiamo, ha recepito l’Intesa del 4 febbraio precedente sottoscritta da Brunetta e da CISL, UIL e altre OO.SS., ma non da altre sigle tra le quali CGIL e CSE ) che avrebbe costituito un evidente problema ai fini della sottoscrizione del protocollo”, e così è stato, atteso che il protocollo non contiene alcun passaggio che preveda la destinazione di una parte delle risorse alla premialità. Inoltre, con l’intendimento dichiarato di dare al Protocollo una valenza che andasse oltre il riordino della Sanità, avevamo chiesto che la destinazione al FUA venisse estesa anche alle risorse derivanti dai riordini precedenti e “successivi a luglio 2008 atteso che la norma originaria del finanziamento della contrattazione integrativa con le riduzioni di spesa è contenuta nell’art. 61, comma 17, del D.L. 112/2008”, e, sul punto, il protocollo va addirittura oltre, offrendo una prospettiva di più lungo termine che travalica il riordino della Sanità militare e si protende anche ai riordini successivi, che certo non saranno pochi, in particolare per l’Esercito. Infine, va anche segnalata ai colleghi l’entità della percentuale destinata al FUA, il 25%, che appare significativamente più alta di quanto originariamente immaginato dalla stessa Amministrazione, atteso che si parlava di non oltre il 10%.
Nel complesso, un protocollo importante, dalla forte valenza politica, e che ha raccolto l’adesione di tutte le sigle sindacali. Un fatto, questo, davvero molto significativo, il cui merito va ascritto a chi ha saputo costruire un testo condiviso, in cui tutte le Parti hanno potuto riconoscersi. Nell’affermare l’importanza e il valore politico dell’intesa odierna, non possiamo però dimenticare che il Protocollo reca per l’A.D. la firma di un Ministro a conclusione di mandato… Ci sono, a tal riguardo, precedenti importanti che non vanno dimenticati, come il Protocollo del 29.11.1996 (giudicato allora “epocale” dalle OO.SS., era Ministro l’on. Parisi) e poi letteralmente stracciato dal successore, l’ on. la Russa. La cautela non guasta!
E non possiamo neanche dimenticare che il risultato odierno (più soldi al FUA) è il frutto di chiusure di Enti e di cancellazione di posti di lavoro, che recheranno un gravissimo disagio a molti nostri colleghi. Non dobbiamo dimenticarlo, e per questo evitiamo di cantar vittoria e trionfalismi fuori posto.
Ha fatto davvero molto rumore, e d’altronde non poteva che essere così, la pubblicazione sul nostro sito della bozza di decreto legislativo attuativo della legge delega per la riduzione dello strumento militare, che recava l’elenco di soppressioni e riorganizzazioni da qui al 2018 finalizzati a traguardare l’obiettivo, fissato dalla stessa legge, di riduzione del 30% minimo dell’attuale assetto delle FF.AA.
Comprendiamo bene lo stupore che si è generato nei lavoratori interessati, civili e militari; comprendiamo però molto meno, anzi quasi per nulla, l’esibita incredulità di alcuni addetti ai lavori come noi che dovrebbero conoscere bene le cose di casa Difesa, e che sono invece in cerca di conferme formali
Proviamo a riassumere le puntate precedenti. Il Ministro Di Paola presenta al Senato il disegno di legge delega (ddld) in data 23 apr.2012, esaminato il giorno 6 precedente dal Consiglio dei Ministri. Il complesso iter parlamentare del provvedimento dura quasi otto mesi, e si conclude solo l’11 dic. u.s. con il voto favorevole della Camera. E’ di tutta evidenza che, in questi lunghi mesi di attesa, lo SMD e gli SS.MM. di F.A. abbiamo lavorato alacremente per definire per tempo i provvedimenti attuativi di riordino, tenuto anche conto che l’orizzonte temporale del Ministro era breve (ad aprile scadeva la legislatura) e che Egli stesso ci teneva a chiudere per tempo il cerchio con il varo dei decreti attuativi. Noi queste cose le abbiamo ripetute più volte, ne fanno fede i nostri Notiziari; per questo abbiamo richiesto un confronto preliminare con l’A.D., ovviamente non concesso. E d’altronde il lavoro intenso degli SS.MM. era a conoscenza di tutti: quante riunioni interne e quante teleconferenze fatte in questi mesi!
Ora sappiamo bene come è andata a finire: il Parlamento ha alla fine votato la legge, anche dietro le forti pressioni esercitate dai Vertici politici e militari e dalla efficientissima lobby dell’industria della difesa, ma lo ha fatto sulla base di un compromesso che “obbliga” il Ministro Di Paola a non portare avanti durante il suo mandato i decreti attuativi con la lista dei provvedimenti di riordino, e questo sulla base di impegni richiesti e pubblicamente assunti da Di Paola e delle precise indicazioni venute dalla Camera. Motivi per i quali la bozza di decreto attuativo con i provvedimenti, già messo a punto da SMD d’intesa con gli altri SS.MM, è stato necessariamente “riposto nei cassetti”, come abbiamo ripetuto più volte nei nostri Notiziari di questi ultimi mesi. Ma accantonato temporaneamente, non certo cestinato!
E da quei “cassetti” è ora emerso, ha cominciato a girare anche negli Enti, e la FLP DIFESA ne è venuta a conoscenza nella scorsa settimana. Non è la prima volta che succede, non sarà certo l’ultima! I colleghi ricorderanno lo schema di legge delega entrato a Palazzo Chigi e da noi pubblicato (vds Notiziario n. 53 del 10.04.2012): anche allora molti dubbi, ma poi alla fine si comprese come era proprio quello il testo di ddld che il Ministro aveva sottoposto al Consiglio dei Ministri. E la storia sembra ripetersi oggi.
CGIL-CISL-UIL, a seguito della pubblicazione sul nostro sito, hanno scritto al Ministro Di Paola chiedendo un incontro urgente “al fine di chiarire la veridicità di quanto pubblicato in rete e di dominio pubblico”. Veridicità? Mah…….. Può darsi non sia tutto vero, lo abbiamo già precisato nel Notiziario n. 13, e che qualcosa possa ancora cambiare. Ma la sostanza è vera, non c’è dubbio. E, comunque, anche se il documento non fosse vero, appare quantomeno verosimile, vista la perfetta coerenza delle scelte in esso presenti con quelle recentemente illustrate alle OO.SS. dagli SS.MM., in particolare SME: pensiamo all’accorpamento fra le aree Territoriale e Infrastrutturale, i provvedimenti ci sono proprio tutti!
Noi pensiamo comunque che il problema non sia la “veridicità” del documento, bensì il fatto che, ancora una volta, le decisioni, quali che siano, vengono prese senza un confronto preliminare con le Parti sociali. Vogliamo affrontare questo problema, una volta per tutte e senza divisioni tra le OO.SS.?
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 13 del 29 gennaio 2013 –
Come vi è noto, nella Gazzetta Ufficiale n. 13 del 16.01.2013 è stata pubblicata la legge delega 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia” che prevede la riduzione nei prossimi sei anni del 30% (minimo) dell’assetto attuale delle Forze Armate attraverso provvedimenti di soppressione/riorganizzazione in chiave soprattutto interforze, e il taglio sino al 2024 di 10mila posti di lavoro civili e di 33mila militari.
La nostra O.S., pur comprendendo le ragioni che sono alla base di quel provvedimento e che traggono origine dalla situazione di grave sofferenza e di squilibrio del bilancio della Difesa, ha espresso un giudizio fortemente negativo sia nel metodo (mancanza di qualsiasi confronto vero ed effettivo con le Rappresentanze del personale) sia soprattutto nel merito, atteso che la legge delega propone una cura di cavallo su un organismo già debilitato e risulta totalmente mancante di scelte qualificate e significative sul versante del personale civile (niente su formazione, riqualificazione, civilizzazione, etc.), i cui ruoli peraltro potrebbero diventare la valvola di sfogo di migliaia e migliaia di esuberi militari.
Ebbene, nonostante la ferma opposizione dei Sindacati e anche dei COCER, e nonostante il marcato dissenso di grandissima parte del personale della Difesa, militare e civile (nel sondaggio pubblicato sul nostro sito, il giudizio negativo su Di Paola raggiunge quasi il 90%!), la legge è stata votata da una larga maggioranza del Parlamento. Ciò è avvenuto dietro le forti pressioni esercitate dai Vertici politici e militari e dalla pesantissima lobby dell’industria della Difesa, e sulla base di un compromesso al ribasso, un “do ut des”, che ha portato un Parlamento già scaduto ad approvare a fine legislatura una riforma epocale e il Ministro Di Paola a impegnarsi a non varare i decreti attuativi con la lista dei provvedimenti di riordino. Per questo, lo abbiamo detto più volte nei nostri Notiziari, gli schemi dei decreti attuativi, già messi a punto da SMD d’intesa con gli altri SS.MM., sono stati necessariamente “riposti nei cassetti”. Ma qualcuno li ha tirati fuori nei giorni scorsi, e così hanno cominciato a girare.
Noi di FLP DIFESA ne siamo venuti in possesso nella scorsa settimana, e nella riunione con il Sottosegretario Magri del 23 u.s. (ne sono testimoni i presenti, ed erano davvero tanti) abbiamo segnalato al Sottosegretario, esibendo nella circostanza copia del documento in nostro possesso, che lo schema di D.Lgs. messo a punto dall’Uf. Legislativo in attuazione della delega stava cominciando a girare, e che avrebbe creato certamente un pericoloso allarme e una forte preoccupazione tra il personale tutto. Per questo (si legga la parte finale del nostro Notiziario n. 9 del 23 u.s.), abbiamo riproposto al dr. Magri “ la richiesta, già formulata nella precedente riunione del 7 u.s., che durante questi tre mesi di sostanziale stand-bay in attesa del nuovo vertice Politico, il tavolo nazionale venga impegnato in una serie di confronti tecnici preliminari con SMD e/o gli OO.PP. di F.A. in merito agli scenari e alle ipotesi di riordino in attuazione della legge delega n. 244/2012, e che dovranno trovare posto nei DD. Delegati” .
Siccome “la risposta a breve” che attendevamo non è purtroppo arrivata, e tenuto conto che i files dello schema di D. Lgs con l’elenco dei provvedimenti sono già comparsi sul sito “forzearmate.org” che peraltro ha contestualmente pubblicato il nostro Notiziario sul recente incontro a SME, trasmettiamo alle nostre strutture, e pubblichiamo contestualmente anche noi sul nostro sito, lo schema di decreto attuativo della delega che reca l’elenco dei provvedimenti da qui al 2018, parte dei quali – quelle relativi al 2013 – già comunicati alle OO.SS.. Un elenco che potrebbe certo ancora cambiare, ma che consente di comprendere le direzioni di marcia, su cui naturalmente avremo presto modo di ritornare.
E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 13 del 16.01.2013 la legge 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia”, il cui testo è qui allegato . Trattasi del provvedimento che ridisegna in chiave fortemente riduttiva l’assetto delle FF.AA., e che abbiamo seguito in questi mesi in tutti i passaggi.
Come noto, il progetto trae origine dalle difficoltà finanziarie attuali della Difesa ed è finalizzato a riequilibrare la spesa riducendo i costi per il personale (oggi al 70%, di cui comunque solo il 10% per i dipendenti civili) a beneficio del c.d. “esercizio”. Da qui, la prevista riduzione nei prossimi sei anni del 30% (minimo) dell’assetto attuale delle Forze Armate, attraverso provvedimenti di soppressione/riorganizzazione in chiave soprattutto interforze, e il taglio sino al 2024 di 10mila posti di lavoro civili e di 33mila militari, la gran parte dei quali “smaltiti” attraverso l’estensione dell’ARQ a tutti e il transito nei ruoli civili. Un progetto di riforma che a FLP DIFESA è piaciuto poco, anche perché totalmente privo di scelte nuove e significative sul versante dell’impiego civile (niente su formazione, riqualificazione, civilizzazione, etc.) e con la non felice prospettiva di diventare la valvola di sfogo degli esuberi militari. Per questi motivi, FLP DIFESA si è mobilitata da subito, con centinaia di assemblee fatte in tutta Italia; è scesa in piazza con la straordinaria manifestazione nazionale del 6 luglio (Notiziario n.94 del 9.07.2012); ha lavorato anche sul versante parlamentare sollecitando emendamenti, un paio dei quali andati parzialmente a buon segno (riordino Sanità militare e Stabilimenti militari).
Il provvedimento è stato votato dall’Aula del Senato il 6 novembre, e successivamente lo stesso testo ha ottenuto anche il voto favorevole della Camera dei Deputati l’11 dicembre u.s., a crisi di governo già aperta. Insieme ad altri, avevamo chiesto e sperato nel rinvio alla prossima legislatura del varo della legge, anche allo scopo di rendere possibile una ulteriore riflessione su alcune criticità; ma le forti pressioni venute dai Vertici politici e militari e dai c.d. “poteri forti”, in primis quelli che fanno capo alla potentissima industria della difesa, hanno prodotto un’accelerazione mai vista e, infine, il disco verde. Ma con un compromesso, a tutti ben evidente: il Parlamento ha votato il provvedimento, ma impedendo a Di Paola di esercitare la delega nel corso del suo mandato; ha chiesto al Ministro e ottenuto l’ impegno formale di non mandare avanti i decreti attuativi (già pronti e ora per la gran parte riposti nei cassetti di SMD) e, per essere più sicuri, la Camera ha votato all’unanimità un ordine del giorno (primo firmatario il Presidente della Commissione Difesa, l’on. Cirielli) che impegna il Ministro a rinviare al nuovo Parlamento e al suo successore l’attuazione della riforma. Dunque, una vittoria di Pirro per l’amm. Di Paola che però, dimentico un po’ degli impegni, sembra voler andare avanti comunque: non si spiegano altrimenti i ritmi incredibilmente accelerati impressi in queste settimane al riordino della Sanità militare e di altri settori delle FF.AA. (nella prossima settimana, ben tre riunioni nazionali!), e gli ultimi imput sull’area centrale.
Poca cosa, comunque, rispetto al grosso che verrà certamente con la prossima legislatura. A noi questa legge delega non piace, e comunque non consideriamo conclusa la nostra battaglia per cambiarla. La riprenderemo con forza di fronte al nuovo Parlamento e al nuovo Ministro, ai quali chiederemo sin da subito di rivedere alcune parti della delega e di procedere al varo dei decreti attuativi anche attraverso un confronto preventivo, vero e serio, con le Rappresentanze del personale, e dunque anche con le OO.SS. nazionali, relegate in quest’ultimo anno ad un ruolo del tutto secondario da un Ministro che ha sempre predicato bene (vds, buon’ ultima, la Direttiva politica per il 2013) ma razzolato davvero male!
Il Ministro della Difesa ha emanato in data 19 dic. u.s. la “Direttiva ministeriale in merito alla politica militare per l’anno 2013”, che pubblichiamo di seguito come allegato. La Direttiva detta le linee di “policy” della Difesa per l’anno in corso ed è articolata in tre parti: nella prima, viene tracciato il quadro politico strategico, ad impronta fortemente europeista e atlantica, nel quale l’Italia è chiamata ad assumere un ruolo chiave; nella seconda, si parla dello “strumento militare” che deve essere improntato sulla qualità “anche a costo di sacrificare, quando necessario, la dimensione quantitativa delle Forze”; nell’ultima, infine, il Ministro detta le direttive operative vere e proprie, ed è su queste che vogliamo soffermarci.
Il punto di partenza è sempre lo stesso, quello di carattere finanziario: il bilancio della Difesa è sbilanciato e in grande sofferenza e pertanto occorre tendere al progressivo riequilibrio, riducendo gli impegni di spesa sul personale fino al 50% (oggi sono al 70%) e riequilibrando in aumento le due altri voci (25% esercizio – oggi al 12% – e 25% investimenti – oggi al 18%). Vanno in questa direzione le riduzioni degli organici, civili e militari operate con la “spending review” (L.135); e vanno nella stessa direzione le ulteriori riduzioni previste dalla legge delega, quelle sugli organici (-43.000 posizioni al 2024) e quelle sulle strutture (-minimo 30% al 2018).
Alcuni passaggi della Direttiva ci sembrano particolarmente significativi:
– per le eccedenze di personale militare ”si dovrà continuare a fare ricorso ai transiti nelle aree funzionali del personale civile del Ministero della Difesa..”, che rappresenta sicuramente il percorso più agevole e facilitato tra quelli individuati dalla legge delega per la gestione degli esuberi;
– “la rimodulazione delle dotazioni organiche …dovrà avvenire mediante l’adozione di piani di riduzione graduale, informati al principio dell’elevazione qualitativa delle professionalità. Il processo dovrà essere mirato alla valorizzazione del personale”;
– “nella considerazione che la formazione professionale costituirà uno dei pilastri della riforma, il personale civile dovrà acquisire nuove e più articolate capacità, partecipare attivamente ai cicli formativi ed integrarsi sinergicamente con il personale militare. Il principio della valorizzazione delle risorse professionali civili dovrà, comunque, essere a presidio delle occorrenti misure dirette a limitare al massimo le eventuali ricadute sul personale delle riduzioni organiche, agevolando la mobilità interna, la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, il ricorso a forme di lavoro a distanza ed il trasferimento presso altre pubbliche amministrazioni”;
– infine, “dovranno essere tutelate le esigenze di continuità e di funzionalità dell’Amministrazione, con particolare riguardo a quelle prioritarie e specifiche degli arsenali e degli stabilimenti militari. La riaffermata valorizzazione delle professionalità civili dovrà trovare una sua concreta attuazione anche mediante l’ampliamento dei settori di impiego, in modo da ottimizzarne le potenzialità”.
Affermazioni nuove ed importanti le ultime due, che ovviamente condividiamo pienamente, anche perché appare in esse (finalmente!) il riconoscimento pieno del ruolo e delle funzioni dei civili. Un passo importante, ma purtroppo sinora limitato solo alle parole: sul piano concreto, infatti, abbiamo visto davvero poco, per non dire nulla, in questo anno di gestione Di Paola! Ne è un esempio l’attenzione che in questi quattordici mesi è stata riservato agli arsenali e stabilimenti militari, che nella proposta iniziale di legge delega non comparivano neanche. E i lavoratori se ne sono certamente accorti, se il giudizio che esprimono sull’operato del Ministro nel sondaggio che troverete nella home page del nostro sito (e al quale invitiamo tutti a partecipare) vede al momento una schiacciante prevalenza delle espressioni negative di voto. Parole dunque, quelle del Ministro, che sin quando non si tradurranno in fatti concreti, non ci faranno fare un solo passo in avanti.
Colpisce anche, in negativo, nella Direttiva, la mancanza di ogni riferimento al rapporto con le Rappresentanze civili e militari, e alle relazioni sindacali. E’ di tutta evidenza che, nelle intenzioni di Di Paola, questa riforma epocale della Difesa dovrebbe essere gestita in assoluta e totale solitudine dall’Amministrazione e dagli Stati Maggiori, con le Rappresentanze del personale coinvolte solo a valle di ogni decisione, e in tempi abbondantemente successivi. E’ quello che nei nostri Notiziari abbiamo definito il “metodo Di Paola” e che abbiamo sperimentato in quattordici mesi di rapporto con il Vertice politico, buon ultimo il riordino della Sanità Militare in chiave interforze, portato avanti con una velocità impressionante e fuori dal controllo del Parlamento, con ciò “tradendo” in qualche modo lo stesso impegno assunto da Di Paola alla Camera e le precise indicazioni del Parlamento (o.d.g. Cirielli votato all’unanimità). Un riordino, quella della sanità, che afferma la stessa Direttiva “dovrà procedere senza indugi nella riorganizzazione in chiave interforze”, con nessuna attenzione nei confronti delle richieste delle OO.SS.
Sotto questo profilo, appaiono di ancor maggiore interesse le direttive che il Ministro dà per il riordino dell’area tecnico-amministrativa. Secondo Di Paola, “sarà necessario procedere con un’incisiva riorganizzazione dell’area tecnico-amministrativa mediante:
– un accorpamento a guida civile delle Direzioni del Personale (Persomil, Persociv, Previmil), nonché una revisione e semplificazione delle procedure adottate per la trattazione delle rispettive competenze;
– una razionalizzazione e snellimento di COMMISERVIZI……. una razionalizzazione e snellimento di GENIODIFE…… una revisione delle funzioni delle Direzioni Tecniche, mediante l’accorpamento delle funzioni similari e una migliore integrazione delle attività di marketing..;
– la maggiore efficienza dell’area tecnico-amministrativa dovrà essere ricercata anche mediante una ulteriore e decisa razionalizzazione nell’utilizzo delle infrastrutture, giungendo ad un sollecito completamento della struttura di Centocelle, unificando tutto il settore del personale nella esistente struttura presso la Cecchignola e alienando le strutture non più necessarie”.
Già tutto deciso, dunque, in primo luogo il tanto contestato accorpamento “3 in 1” di Persomil-Persociv-Previmil, alla faccia dei lavoratori interessati e delle loro Rappresentanze che avevano espresso opinioni diverse, e tutto deciso nelle secrete stanze al di fuori di qualsiasi confronto di merito. Colpisce quel riferimento alla “guida civile” della costituenda macro Direzione Generale, un piccolo contentino che non sposta di un millimetro il problema e che rappresenta solo uno specchietto per le allodole: come se la guida civile in una struttura a fortissima impronta militare potesse modificare i termini del problema….. Noi avevamo avanzato altre proposte a tal riguardo, sempre nell’ottica di una efficace spending review: perché non transitare all’INPS ex INPDAP la gestione della previdenza militare, e magari anche quella della gestione delle buste paga, così come è stato fatto per i lavoratori civili? Neanche considerate!!
E permane un buio pesto su tutta l’enorme partita delle spese esagerate, dei tantissimi sprechi e dei privilegi borbonici che ancora albergano nella Difesa. Non un solo gesto di buona volontà…. Per fare un esempio, nel 2013, come letto recentemente in un articolo, l’aumento dei costi per l’ausiliaria “sarà del 21 per cento, con altri 74 milioni di euro di costo. ..nel 2013 serviranno ben 431 milioni di euro, ..nel 2008 pesava per 231 milioni di euro, che sono praticamente raddoppiati nel giro di cinque anni”. E vogliamo parlare dei costi degli alti gradi militari? “C’è un generale ogni 381 militari. Il censimento del 2010 ne evidenziava ben 480, mentre la Germania ne ha poco più di duecento. Inoltre nei ranghi si contano oltre 2.300 colonnelli, destinati quasi tutti alla promozione, spesso in maniera esclusivamente formale: molti indosseranno i gradi solo alla vigilia del pensionamento, in modo da assicurarsi però il diritto all’ausiliaria”. Come mai qui la spending qui non è ancora arrivata? E i costi esagerati per gli armamenti: vogliamo parlarne? Dopo gli F35, ancora soldi (2 miliardi di euro, la metà dell’IMU versata per la prima casa!) per l’acquisto di due sommergibili U-212!
Caro Ministro, era da qui (sprechi, privilegi, spese militari) che occorreva iniziare, altro che dal taglio di 43.000 posti di lavoro! Proprio per questo non appare credibile ai nostri occhi! E menomale che il tempo a sua disposizione sta finendo, l’eredità che lascia sulle spalle del successore è davvero pesante!
Quarta riunione in data odierna con il Sottosegretario Magri sui provvedimenti di riordino della Sanità militare in chiave interforze. Dopo le precedenti del 7 nov , 13 e 20 dic (si vedano i nostri Notiziari rispettivamente nn. 150, 174 e 176), si è tenuta oggi pomeriggio a Palazzo Baracchini una nuova riunione per fare un punto di situazione e per alcune comunicazioni relative all’avvio delle procedure di reimpiego.
Nel suo intervento introduttivo, dopo aver ricordato le scelte e la tempistica dei provvedimenti, il dr. Magri ha comunicato che gli Organi Programmatori (OO.PP.) interessati (SME e SMM) hanno già avviato le procedure di reimpiego, con le modalità previste dal CCNI Difesa e richieste da FLP sin dalla prima riunione, rendendo note per ciascuna sede le disponibilità in ambito F.A.. Notizia questa che la nostra O.S. ha già partecipato ai colleghi con il Notiziario n. 1 del 2 u.s., cui era allegata la nota FLP DIFESA spedita a SMD che recava la richiesta di differimento del termine perentorio fissato dagli OO.PP. per la conclusione delle concertazioni locali legate alla raccolta dei desiderata (il 5 gennaio, addirittura!), richiesta accolta dall’Amministrazione che ne ha differito il termine di una diecina di giorni. Accolta anche la nostra richiesta di conoscere le disponibilità di reimpiego in ambito F.A. nelle diverse sedi, che gli OO.PP. ci hanno inviato e che pubblichiamo di seguito. Il Sottosegretario ci ha quindi comunicato che sono in corso di verifica le disponibilità di reimpiego in ambito interforze, e ci ha anticipato che, a conclusione delle concertazioni locali e dunque tra una quindicina di giorni (23 gennaio?), vi sarà un nuovo incontro nazionale per l’esame, previsto dal CCNI Difesa, dell’ “ipotesi generale di piano di reimpiego” , alla quale dovrebbero poi seguire (immaginiamo anche qui in tempi ristrettissimi) le contrattazioni locali per la messa a punto dei piani definitivi di reimpiego, cui seguiranno i trasferimenti di personale disposti da Persociv. Una accelerazione incredibile, come si può capire, davvero mai vista in decenni di riordini, e per questo un po’ sospetta in quanto rende evidente la volontà decisa e precisa dell’attuale Vertice di chiudere rapidamente questa partita della Sanità, e in ogni caso di chiuderla prima di cedere il passo al nuovo Vertice del Dicastero che scaturirà dalle prossime elezioni politiche. Il dr. Magri si è quindi soffermato sulla critica situazione di Chieti, da noi già segnalata all’attenzione dell’Amministrazione, informandoci che il Cdo Generale ha esteso a n. 6 le disponibilità in loco in Enti dell’Arma CC, e che il Prefetto di Chieti ha assicurato il rapido avvio della “Conferenza dei Servizi” per la verifica delle disponibilità di posti in altre Pubbliche Amministrazioni. Infine, a conclusione del suo intervento, il Sottosegretario ci ha comunicato che l’Amministrazione aveva deciso di accettare la richiesta di CGIL-CISL-UIL di “destinare parte delle risorse che si risparmieranno per finanziare ulteriormente il Fondo Unico di Amministrazione”, che dovranno però essere prima verificate e quantificate a provvedimenti ultimati e successivamente assegnate in percentuale al FUA e (udite, udite!) alla “premialità” (testuale!!!!).
Nel suo intervento, la nostra O.S. ha ribadito il proprio fermo dissenso, di metodo e di merito, sul riordino in argomento, ed ha ricordato come le richieste di FLP DIFESA avanzate nelle precedenti riunioni (rinvio ai Decreti attuativi della delega per la riduzione della strumento militare o, in subordine, sospensione di sei mesi per una ulteriore verifica delle scelte alla luce degli spazi nuovi offerti dagli emendamenti introdotti al Senato su “convenzioni” e “intramoenia”) siano state entrambe rigettate dall’Amministrazione. Un fermo dissenso, il nostro, che era condiviso inizialmente da tutto il fronte sindacale, anche da CGIL-CISL-UIL (“netto dissenso di metodo e di merito”, vds. comunicato del 13.12.2012), che poi incomprensibilmente (o forse troppo comprensibilmente) hanno dato un sostanziale via libera ai provvedimenti, come si evince dalla lettura del comunicato del 20 dicembre che reca l’elencazione delle richieste: destinare parte dei risparmi al FUA; avviare le procedure di reimpiego, che su nostra richiesta l’Amministrazione aveva comunque confermato sin dalla prima riunione; esame delle situazioni di criticità locali legate al reimpiego. Richieste, ovviamente, tutte accolte dal dr. Magri.
Quanto avvenuto successivamente, e in particolare la velocizzazione cui stiamo assistendo in questi giorni, si inquadra certo nel contesto nuovo di situazione emerso dalla riunione del 20 dic.: l’avvio della prima fase di livello locale (raccolta desiderata e relative concertazioni) da concludersi perentoriamente durante il periodo natalizio (cose mai viste!) e di cui abbiamo riferito nel precedente Notiziario n. 2; e, più recentemente, l’emanazione del Decreto del Capo di SMD del 21 dic. u.s. che reca la ridefinizione delle competenze territoriali delle Comm. Mediche di 2^ istanza e delle CC.MM.OO., che per gli interessati pubblichiamo di seguito.
In merito al reimpiego del personale civile, FLP DIFESA ha preso atto che non dovrebbero esserci particolari problemi nelle sedi di Torino, Firenze e Caserta; ha segnalato che nella sede di Taranto il personale ex DMML è stato già formalmente assegnato a Marispedal, come da comunicazione a FLP DIFESA da parte di SMM, e non si comprende come mai lo si sia già fatto dal momento che il verbale di riunione con le OO.SS territoriali nulla reca in proposito; ha ricordato i contenuti della nota pervenuta alle OO.SS. nazionali dalle Rappresentanze del DMML di Palermo, che contestano decisamente i dati sulla produttività dell’Ente forniti dall’A.D. chiedendo un ripensamento; infine, per quanto riguarda il DMML di Chieti, che presenta a giudizio di tutti le maggiori criticità, FLP DIFESA ha preso atto delle maggiori disponibilità offerte dall’Arma e dall’avvio prossimo della Conferenza dei servizi, ma ha espresso le proprie perplessità circa il fatto che tutto il personale civile dell’Ente (27 unità) possa trovare utile collocazione in loco, tenuto conto che di Difesa non c’è praticamente più nulla (le disponibilità in ambito Esercito toccano le sedi di L’Aquila e addirittura di Roma) e anche delle probabili insufficienti risposte delle altre AA.PP. Per questo, la nostra O.S. ha sollecitato l’A.D. ad un profondo ripensamento e ad accogliere la proposta inviataci dalle OO.SS./RSU in data 28 u.s. (che in pari data abbiamo trasmesso al Gabinetto), proposta che abbiamo motivato in riunione, anche facendo riferimento alla ipotesi di implementazione delle attività, con positivi ritorni anche economici, frutto di uno studio avviato in loco e di cui abbiamo fornito copia al dr. Magri, che si è riservato di approfondire e di risponderci nella prossima riunione.
Nella seconda parte del nostro intervento, abbiamo avanzato due richieste che toccano altre problematiche di carattere più generale:
– la prima, che durante questi tre mesi di sostanziale stand-bay in attesa del nuovo vertice Politico, il tavolo nazionale venga impegnato in una serie di confronti tecnici preliminari con gli OO.PP. in merito agli scenari e alle ipotesi di riordino delle FF.AA. in attuazione della delega recentemente approvata dal Parlamento, una esigenza questa che avvertiamo fortemente anche alla luce di alcune operazioni annunciate da alcune FF.AA. e decise al netto di ogni confronto con le OO.SS.
– la seconda, la necessità di verificare/riscrivere alcune parti del CCNI Difesa, messe pesantemente in discussione da alcune posizioni unilaterali venute da AA.CC.
Su entrambe le richieste, il Sottosegretario ci darà risposta nella prossima riunione.
In sede di replica al nostro intervento, il dr. Magri ha espresso il proprio stupore perché la nostra O.S. non aveva colto in positivo la disponibilità venuta dall’Amministrazione di destinare al FUA parte dei risparmi di spesa venuti dalle soppressioni e dai riordini, come da richiesta di CGIL-CISL-UIL.
Abbiamo risposto al Sottosegretario che la cosa non ci era certo sfuggita, ma che avevamo preferito glissare per non evidenziare un’altra spaccatura del fronte sindacale, già diviso (anche oggi, tavoli separati… se pensiamo di difendere così le buone ragioni dei lavoratori, campa cavallo!). Ma di fronte alla sollecitazione del dr. Magri, non abbiamo evitato di esprimere il nostro dissenso rispetto a questa richiesta, non solo perché essa fa riferimento all’accordo politico con Brunetta del 4 febbraio 2012 che la nostra O.S. ha osteggiato, ma anche per una questione di pudore: quando FIAT annuncia la chiusura di Termini Imerese, il Sindacato si schiera tutto a difesa dei posti di lavoro, e non chiede subito di spartire tra i lavoratori di Melfi, di Mirafiori etc. i ricavi derivanti dalla morte di Termini Imerese.
Altro che disponibilità da parte del Vertice politico del Ministero ad avviare “un confronto vero con il sindacato” in merito ai provvedimenti di riordino della Sanità militare in senso interforze, come CGIL-CISL-UIL avevano dichiarato nel comunicato unitario diffuso a conclusione della riunione con il Sottosegretario Magri del 13 dicembre u.s.. La realtà è purtroppo ben diversa: gli Organi Programmatori, e precisamente SME-DIPE e SMM 1° Reparto, con note qui allegate rispettivamente prot. n. 2308 e. n. 10092743 entrambe del 21 dic. u.s. inviate agli AA.CC. interessati di Esercito e Marina, in coordinamento con lo SMD, hanno già avviato le procedure di reimpiego previste dal CCNI Difesa 6.07.2000:
– comunicando, per ogni Sede interessata, le disponibilità di ricollocazione in ambito Enti Forza Armata (quelli in ambito interforze saranno verificate e rese note successivamente);
– invitando gli AA.CC. a procedere all’acquisizione dei “desiderata” dei lavoratori interessati e a formulare e inoltrare agli OO.PP. una ipotesi di piano di reimpiego che dovrà comunque preliminarmente passare al vaglio della concertazione locale con le OO.SS. territoriali e le RSU. , operazione questa che, in base alle indicazioni degli OO.PP., dovrà comunque essere perentoriamente ultimata “entro e non oltre il 5 p.v.”.
Dobbiamo a tal riguardo registrare: da una parte, la conferma in toto dei provvedimenti e del cronoprogramma fissato dalla nota SMD n. 384 del 24.10.2012 (allegata al nostro Notiziario n. 155 del 15.11.2012); dall’altra, una forte accelerazione che imporrebbe di concludere la prima fase della procedura (raccolta dei desiderata e concertazione locale) addirittura entro sabato prossimo 5 gennaio, termine perentorio ma al tempo stesso difficilmente praticabile; proprio per questo, abbiamo inviato agli OO.PP. le note qui allegate che ne chiedono il differimento.
Dunque, avevamo ragione noi (vds. Notiziario n. 174 del 13.12.2012) a ritenere che il Sottosegretario, su indicazione del Ministro Di Paola, avendo rigettato la nostra proposta di sospendere pro tempore l’attuazione dei provvedimenti, aveva di fatto chiuso a qualsiasi ipotesi di riconsiderazione delle scelte già operate, e che trovano oggi puntuale conferma nell’iniziativa degli OO.PP. Un convincimento, il nostro, che aveva poi trovato piena conferma anche nel successivo incontro del 20 dicembre u.s., come abbiamo scritto nel Notiziario FLP DIFESA n. 176 di pari data, di cui riportiamo il passaggio conclusivo: “Dunque, solo schermaglie nella riunione odierna, tanto fumo e niente arrosto, atteso che i provvedimenti e relativa tempistica sono stati confermati. E temiamo che lo stesso avverrà nella riunione di gennaio, atteso che a quella data alcuni importanti Enti saranno già stati soppressi”. Dunque, siamo stati buoni profeti, anche perché abbiamo in tutti questi mesi imparato bene il c.d. “metodo Di Paola”, che prevede molte riunioni con le OO.SS., ma la barra dritta sulle scelte già operate al netto di ogni confronto vero con le OO.SS.. Ora, una nuova riunione è in programma con il Sottosegretario per l’8 p.v.: per dirci cosa? Oramai, i buoi sono scappati, e le procedure di reimpiego, che hanno trovato conferma nelle note degli OO.PP., prevedono percorsi precisi, già avviati. Mah…………
La cosa che certo non faremo, a differenza di altre sigle, è chiedere di “destinare parte delle risorse che si risparmieranno per finanziare ulteriormente il Fondo Unico di Amministrazione”, richiesta questa che appare oggi francamente di dubbio gusto, a cadavere ancora caldo degli Enti cancellati.
Infine, entrando nel merito delle disponibilità di reimpiego indicate dagli OO.PP., dobbiamo dire che, come avevamo anticipato, la maggiore criticità è presente nella sede di Chieti: le disponibilità individuate da SME toccano addirittura le sedi de L’Aquila e di Roma! Sul DDML di Chieti, ribadiremo al richiesta di deciso ripensamento, nelle linee indicate nella allegata nota unitaria CGIL-CISL-UIL-FLP territoriali di Chieti.
E, così, alla fine, la Camera ha approvato il disegno di legge delega (DDLD) sul riordino dello strumento militare nazionale, senza introdurre alcuna modifica rispetto al testo votato dal Senato il 6 novembre u.s.. Il Ministro Di Paola ce l’avrebbe dunque fatta, e potrebbe essere oggi soddisfatto perché la mission che si era dato appare alla fine compiuta. Ma, forse, a guardar bene le cose, potrebbe non essere proprio così… La legge è passata, certo, ma la cornice di fondo appare notevolmente diversa da come il Ministro l’aveva forse immaginata. Proviamo a ricordare i diversi passaggi e a rifletterci sopra.
Sin dalla sua prima dichiarazione dopo la nomina a Ministro, l’amm. Di Paola aveva indicato con estrema chiarezza la mission che attribuiva al suo mandato: far votare dal Parlamento una legge delega per il riordino in chiave riduttiva dello strumento militare. Tutta la prima parte del suo mandato è stata impegnata, in tutte le Sedi e in ogni occasione, a convincere gli interlocutori sulla necessità di una profonda riforma della Difesa, cosa sulla quale tutti erano scontatamente d’accordo. Il problema era un altro: in che modo, e rispetto a quali obiettivi, quella riforma dovesse essere strutturata. Ed è qui che purtroppo sono sorte le difficoltà: il Ministro ha fatto finta di coinvolgere tutti, ma alla fine ha deciso tutto lui, tenendo in nessuna considerazione le osservazioni e i contributi dei diversi interlocutori.
In ogni caso, dopo alcuni mesi di lavoro nel chiuso delle secrete stanze del Ministero, in data 6 aprile il Ministro Di Paola presenta in Consiglio dei Ministri la propria proposta. Non incontra molto entusiasmo tra i suoi colleghi, se è vero come è vero che il testo che approda in Senato appare modificato in molti punti importanti, e peraltro alla fine reca solo la sua firma. In Commissione Difesa, l’esame del provvedimento procede a rilento, molte le posizioni discordanti, e ad un certo punto viene accantonato perché la Commissione ha altro di ben più importante e urgente cui pensare (D.L. 95 sulla spending review). Il lavoro riprende dopo la pausa estiva e il 6 novembre il Senato approva il DDLD: il testo votato reca significative modifiche, in primis la soppressione dei poteri straordinari del Ministro della difesa che, nel testo presentato dal Governo, poteva svolgere, anche per conto di altri Paesi, attività negoziali per la commercializzazione di sistemi d’arma prodotti dall’industria nazionale. Molte sono comunque le posizioni discordanti, in particolare sul fronte del personale. Il giudizio che viene dalle Rappresentanze dei lavoratori, civili e militari, risulta decisamente negativo: FLP DIFESA organizza una manifestazione nazionale, tutte le OO.SS. appaiono critiche, e altrettanto critici il COCER interforze e i COCER di Forza Armata. Come si può pensare in queste condizioni di portare avanti una riforma che tocca in primo luogo il personale in totale dissenso?
L’interrogativo se lo pongono certamente in Commissione Difesa della Camera, ma fortissime pressioni per far presto vengono da tante parti: dai più alti livelli istituzionali, allo stesso Ministro; dai Vertici militari a settori importantissimi dell’ industria privata della Difesa. Prende allora corpo e consistenza un’altra ipotesi: dare il via libera alla delega nel testo varato dal Senato (non ci sarebbe stato tempo sufficiente per una seconda lettura del Senato), ma creare le condizioni affinché il Ministro non possa esercitare nei fatti detta delega durante il corso del mandato. Una soluzione tipicamente all’italiana, dunque, e peraltro anche nel bel mezzo di una crisi politica irreversibile, che si è tradotta nel “si” dei tre partiti della “strana maggioranza” (PDL, PD e UDC), ma che viene accompagnata anche dall’approvazione di alcuni ordini del giorno (o.d.g.) , il più politicamente pesante dei quali appare quello con il n. 22, che reca la firma di Cirielli e di esponenti di primissimo piano tutte le forze parlamentari presenti in Commissione Difesa, e che peraltro è stato votato all’unanimità.
Proviamo a leggere i passaggi centrali dell’o.d.g. Cirielli, che si leggono a pg. 54 del file nominato “Documenti esaminati nel corso della seduta dell’11 dic. 2012”), che pubblichiamo sul nostro sito web:
– “a garantire, nelle fasi di predisposizione degli schemi dei decreti legislativi, la consultazione, tramite l’acquisizione dei rispettivi pareri, dei sindacati e del COCER su tutte le materie che afferiscono alle loro competenze e a dare attuazione con specifici provvedimenti” ;
– “tenendo conto del prossimo scioglimento delle Camere e dei tempi di ricostituzione delle Commissioni parlamentari, ad adottare i decreti legislativi in modo da consentire che il nuovo Parlamento possa pienamente esplicare i propri poteri di indirizzo e di controllo in relazione ai contenuti degli atti attuativi della delega conferita con il provvedimento in esame”.
Tradotto in parole povere, significa che il Ministro Di Paola non potrà chiedere, a Parlamento sciolto come sarà a giorni, il varo dei Decreti delegati recanti i diversi pacchetti di riordino delle Forze Armate e dei settori in cui sono articolate, già messi a punto dallo Stato Maggiore Difesa dopo un lavoro di parecchi mesi, e che ora dovranno necessariamente essere riposti nel cassetto. E se questi pacchetti verranno mai recuperati (la storia d’Italia è comunque piena di deleghe accantonate…), lo saranno ad opera del nuovo Ministro (si spera non tecnico, l’esperienza fatta non è apparsa molto positiva), che sicuramente vorrà vederci più chiaro (e noi lo chiederemo), e poi esaminati dal nuovo Parlamento, che speriamo lo faccia con più attenzione.
Va a tal riguardo anche aggiunto che, sulla base di una precisa sollecitazione venuta da alcuni Deputati, il Ministro Di Paola, nel suo intervento del 5 u.s. in Aula, aveva testualmente dichiarato ”Io non sono un parolaio ! Io posso dare la parola, la mia parola può essere creduta o meno, ma io non sono un parolaio e la mia parola l’ho data in Commissione e la do in quest’Aula, che i provvedimenti, i decreti, non saranno da me proposti in assenza delle Camere e, quindi, approfittando del silenzio assenso. Questo non avverrà mai!” (vds. Resoconto sommario del 5 dicembre 2012, p. 29, anch’esso pubblicato sul nostro sito). E’ di tutta evidenza che la rassicurazione del Ministro ha fatto da battistrada all’odg Cirielli.
Ma se detto odg. (votato all’unanimità!) contiene senza alcun dubbio l’impegno politicamente più rilevante, va detto che anche in altri ordini del giorno votati dalla Camera si leggono impegni significativi per il Governo. Proviamo a leggerne i passaggi più interessanti: “Il Governo è impegnato a:
– “ad assumere iniziative urgenti, anche di carattere straordinario che accelerino le procedure per l’attuazione del piano Brin, ivi compresi lo sblocco delle risorse ad esso già destinate, risorse che, attraverso la normativa sulla perenzione, rischiano di essere irrimediabilmente perdute” (o.d.g. n. 4 a firma on. Vico, pg. 38 dei “Documenti esaminati nel corso della seduta dell’11 dic. 2012”);
– “ a prevedere, nell’attuazione dei decreti legislativi di cui alla delega in premessa, ogni utile iniziativa idonea a sopprimere l’istituto dell’ausiliaria, i richiami in servizio, le promozioni all’ultimo giorno di servizio, l’omogeneizzazione stipendiale e le indennità antiesodo per i piloti e controllori di volo” (o.d.g. n. 10 a firma on. Bernardini e altri, pg. 42, “Documenti esaminati…”);
– “a non emanare i decreti in premessa senza aver acquisito il parere che le organizzazioni sindacali e le rappresentanze militari saranno chiamate ad esprimere quale sintesi dei pareri e delle proposte formulate dagli organismi di base e intermedi” (o.d.g. 11 on. Farina etc., pg.43, “Documenti esaminati..”);
– “per l’insieme delle questioni che riguardano il personale, a riconoscere agli organismi di rappresentanza del personale militare e ai sindacati del personale civile un effettivo ruolo negoziale dando luogo, per gli aspetti di competenza degli organismi citati, a una fase di interazione ai sensi di quanto disposto dall’articolo 19, comma 3 della legge 4 novembre 2010 n. 183, al fine di raggiungere risultati di comune soddisfazione” (odg.11 a firma on. Rugghia e altri, pg.51 “Documenti esaminati…”): al Ministro Di Paola sarà venuta sicuramente l’orticaria a leggere del “ruolo negoziale” da riconoscere alle OO.SS… .
Il quadro che allora emerge dalla lettura dei documenti parlamentari disegna una situazione decisamente diversa da quella verosimilmente auspicata dal Ministro Di Paola, rispetto alla quale anche il Sindacato, tenuto da Di Paola rigorosamente fuori da ogni confronto vero, rientra pienamente in partita. L’approvazione della delega è una vittoria del Ministro? Forse, ma una vittoria di Pirro, che di fatto lo esclude dalle decisioni vere ed effettive, che vengono rinviate al prossimo Ministro.
Notiziario n. 2 del 10 gennaio 2014 – Nella seduta odierna, il Consiglio dei Ministri (CdM) ha approvato in seconda e definitiva lettura i due decreti legislativi attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare rielaborati dall’Ufficio Legislativo dopo i pareri espressi dalle Commissioni Difesa (Notiziario n. 134 del 23 dic u.s.) sugli schemi […]
Notiziario n. 43 del 12 aprile 2013 – Nella tarda serata di oggi, è pervenuta alle OO.SS. dal Gabinetto l’allegata e inattesa convocazione per il 17 p.v. per discutere della tabella di equiparazione tra gradi militari e aree funzionali civili. La convocazione pare sia nata da una richiesta della O.S. CISL a margine della riunione […]
Notiziario n. 19 del 13 febbraio 2013 – E’ stato sottoscritto nella tarda serata di oggi a Palazzo Baracchini, il “Protocollo d’intesa tra l’Amministrazione della Difesa e le Organizzazioni sindacali operanti nel Dicastero” che destina alla contrattazione integrativa il 25 % delle risorse recuperate dal riordino della Sanità militare. In allegato, copia del protocollo che […]
Notiziario n. 14 del 2 febbraio 2013 – Ha fatto davvero molto rumore, e d’altronde non poteva che essere così, la pubblicazione sul nostro sito della bozza di decreto legislativo attuativo della legge delega per la riduzione dello strumento militare, che recava l’elenco di soppressioni e riorganizzazioni da qui al 2018 finalizzati a traguardare l’obiettivo, […]
Notiziario n. 13 del 29 gennaio 2013 – Come vi è noto, nella Gazzetta Ufficiale n. 13 del 16.01.2013 è stata pubblicata la legge delega 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia” che prevede la riduzione nei prossimi sei anni del 30% (minimo) […]
Notiziario n. 7 del 19 gennaio 2013 – E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 13 del 16.01.2013 la legge 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia”, il cui testo è qui allegato . Trattasi del provvedimento che ridisegna in chiave fortemente riduttiva […]
Notiziario n. 6 del 18 gennaio 2013 – Il Ministro della Difesa ha emanato in data 19 dic. u.s. la “Direttiva ministeriale in merito alla politica militare per l’anno 2013”, che pubblichiamo di seguito come allegato. La Direttiva detta le linee di “policy” della Difesa per l’anno in corso ed è articolata in tre parti: […]
Notiziario n. 3 dell’8 gennaio 2013 – Quarta riunione in data odierna con il Sottosegretario Magri sui provvedimenti di riordino della Sanità militare in chiave interforze. Dopo le precedenti del 7 nov , 13 e 20 dic (si vedano i nostri Notiziari rispettivamente nn. 150, 174 e 176), si è tenuta oggi pomeriggio a Palazzo […]
Notiziario n. 1 del 2 gennaio 2013- Altro che disponibilità da parte del Vertice politico del Ministero ad avviare “un confronto vero con il sindacato” in merito ai provvedimenti di riordino della Sanità militare in senso interforze, come CGIL-CISL-UIL avevano dichiarato nel comunicato unitario diffuso a conclusione della riunione con il Sottosegretario Magri del 13 […]
Notiziario n. 175 del 18 dicembre 2012 – E, così, alla fine, la Camera ha approvato il disegno di legge delega (DDLD) sul riordino dello strumento militare nazionale, senza introdurre alcuna modifica rispetto al testo votato dal Senato il 6 novembre u.s.. Il Ministro Di Paola ce l’avrebbe dunque fatta, e potrebbe essere oggi soddisfatto […]