Notiziario FLP Difesa n. 6 del 13.01.2012

Con un ritardo di quasi un mese,  è stato reso noto il testo del resoconto sul seguito dell’audizione del Ministro Di Paola che ha avuto luogo nel corso della riunione congiunta delle Commissioni Difesa di Camera e Senato del 14 dicembre u.s. (per la prima parte, si veda il Notiziario n. 143 del 2.12.2011).

In questa seconda puntata, in risposta alle questioni e agli interrogativi posti dagli intervenuti, il Ministro ha svolto ulteriori considerazioni sulle quali val la pena di soffermarsi e fare qualche riflessione. Il Ministro ha ribadito che l’esigenza di rivedere la struttura dello strumento militare (e non del modello difesa, ha precisato, che resterà lo stesso, e cioè quello c.d. “professionale”) nasce dalla criticissima situazione di bilancio della Difesa conseguente ai ripetuti tagli di risorse intervenuti nel corso di questi ultimi.  Ed ha fornito dati precisi:  prendendo a riferimento il periodo che va dal 2004 ad oggi, i tagli si sono scaricati tutti sul c.d. “esercizio” (“passato dal 24% del 2004 all’ 11,1 del 2012”)  e questo anche a causa dell’incomprimibilità delle spese per il personale che ovviamente sono proporzionalmente cresciute (“dal 54% del 2004 al 70,51% del 2012”).  “Di fronte a questa verità”, ha proseguito l’amm. Di Paola, “un Parlamento, un Governo e un Ministro responsabili non possono non rendersi conto che la situazione non può reggere, anche perché nella legge di stabilità gli andamenti stimati per il 2013 e il 2014 sono gli stessi. Un sistema di questo tipo non può reggere. La conclusione di tutto questo è l’asfissia delle capacità operative,  perché avremo tanti militari ma non li potremo addestrare, vestire e far operare”.  

Dunque,  stando così le cose, è chiaro per il Ministro che, dei tre grandi capitoli in cui si articola il bilancio della Difesa e cioè “personale”, “esercizio” e “investimento”,  occorrerà agire sulle spese del personale,  posto che quelle dell’esercizio sono al lumicino e quelle destinate all’investimento subiranno in toto i tagli disposti con la legge di stabilità 2012 (1,444 mld €).  E per ridurre le spese del personale occorre ridurne la quantità, operando soprattutto su alcuni ruoli, per esempio “i famosi marescialli” , che rispetto all’attuale modello a 190mila unità, rappresentano “una bolla di 30 mila unità”, e la cui uscita dalla Difesa potrà essere anticipata anche, aggiungiamo noi, attuando la mobilità prevista dalla L.183/2011.

Ma, ha proseguito il Ministro, “non è solo questione di ridurre il personale – cosa peraltro ineludibile – ma anche di ridurre le strutture, con una forte razionalizzazione”. E qui sono partite dall’amm. Di Paola  decise  bacchettate ai parlamentari,  ai quali ha fatto una vera e propria reprimenda,  raccomandando loro  di guardare all’interesse generale senza farsi portavoce, come spesso succede per meri interessi elettorali,  di iniziative di contrasto ai provvedimenti di soppressione che riguardano Enti insistenti nel loro territorio. E ha concluso addirittura con un appello ai parlamentari: “In merito chiamo anche voi all’assunzione di responsabilità”.  Mah, un tono cattedratico, un po’ fuori posto a nostro giudizio!

Infine, la chiusa finale che rappresenta la summa degli intendimenti del Ministro: “Ci dovrà essere anche una grossa ristrutturazione dei programmi. Noi agiremo su tutti i tre settori, per lo meno in prospettiva: dovremo agire sul personale, sulle strutture in maniera incisiva e su determinati programmi di investimento”, promettendo a conclusione  che “quando avrò un quadro quanto meno dignitosamente serio, verrò da voi a comunicarvi quello che penso si debba fare”.

Lo diciamo con franchezza, il discorso del Ministro non ci è piaciuto molto. Quel suo continuo richiamo alla necessità di ridurre il personale può anche essere comprensibile, ma sarebbe più accettabile se venisse preceduto da altre richiami, per esempio alla necessità di azzerare sprechi inammissibili  e privilegi inaccettabili che ancora albergano nella Difesa. Avremo modo di ritornare presto sull’argomento.

All: Resoconto audizione Ministro Di Paola

NOTIZIARIO FLP DIFESA N. 1 DEL 5 GENNAIO 2012

Ministro Di Paola

Il Ministro della Difesa Amm. G. Di Paola, ha inviato a tutto il personale il seguente messaggio:

“Ufficiali, Sottufficiali, Soldati, Marinai, Avieri, Carabinieri, Personale civile della Difesa, il 2011 giunge al termine e, nel rivolgere a voi ed ai vostri familiari un saluto caloroso ed un augurio sincero di buon anno nuovo, desidero ringraziarvi, a nome del Governo e mio personale, per il lavoro svolto in questi dodici mesi di dedito impegno prestato al servizio del Paese. Un impegno che ha visto migliaia di militari italiani impiegati in lontani Teatri d’operazione: dal Kosovo all’Afghanistan, dal Libano al Corno d’Africa fino all’ultimo intervento – conclusosi di recente – nei cieli e nelle acque della Libia a difesa e protezione della popolazione civile. Oggi, il nostro commosso e riconoscente pensiero va a quanti, impegnati nelle missioni internazionali di pace e sicurezza, hanno offerto la propria vita nell’assolvimento del dovere per difendere i valori di libertà e democrazia. Ai loro familiari la Difesa tutta rinnova il più fervido cordoglio e si stringe in un affettuoso e solidale abbraccio.

Ma il nostro pensiero va anche ai feriti e a quanti in particolare porteranno segni indelebili del loro impegno a favore della pace. A tutti va l’augurio di pronta guarigione e la certezza della nostra vicinanza oggi e domani. L’attuale contesto politico-strategico complesso ed in continuo mutamento, caratterizzato da numerosi focolai di crisi e da conflitti regionali, richiede un contributo condiviso alla sicurezza ed al mantenimento della stabilità internazionale. Ed è in questo quadro che l’Italia, su richiesta della Comunità internazionale, ha assunto degli impegni che sta mantenendo e continuerà a mantenere fornendo alla sicurezza comune un contributo che è unanimemente riconosciuto come rilevante ed efficace. Altrettanto importante è stato, anche, l’impegno sostenuto dalle Forze Armate sul territorio nazionale sia in occasione di emergenze e di eventi calamitosi sia nel concorso alle Forze di Polizia per garantire la sicurezza del territorio. Questo è quello che il Paese vuole da noi, questo è quello che noi dobbiamo al Paese: operatività, professionalità e impegno.

Ufficiali, Sottufficiali, Soldati, Marinai, Avieri, Carabinieri, Personale civile della Difesa, il 2012 sarà anch’esso un anno non facile e denso di attività. Ai tradizionali impegni operativi, all’estero ed in Patria, vanno sommati gli effetti del difficile momento di congiuntura economica internazionale che ha coinvolto il nostro Paese e che richiede un’assunzione di responsabilità da parte di tutti. In tale contesto le Forze Armate sono chiamate a fare la propria parte. Oggi lo strumento militare, così come è strutturato, non è più sostenibile. Questa è la realtà. E la realtà, oggi, impone una revisione dello strumento per conservare ciò che più conta, la sua operatività e la sua efficacia. In questo consiste il cambiamento che – come sempre è avvenuto nella storia delle nostre Forze Armate – troverà in voi, ne sono sicuro, protagonisti all’altezza della situazione.

Nel rinnovarvi il mio più vivo apprezzamento per il vostro operato, giunga a tutti voi e alle vostre famiglie il più fervido augurio di Buon Anno, particolarmente sentito per quanti, militari e civili trascorreranno queste giornate di festa in missione, lontani dai propri affetti”.

Questo il testo integrale del messaggio di fine anno del Ministro Di Paola, un messaggio che, al pari di quello del Presidente della Repubblica, è apparso quest’anno meno rituale del solito e molto più concreto, con riferimenti forti alla condizione di crisi del Paese e alla necessità di una forte cura dimagrante  per la Difesa, come è evidente dal passaggio presente nella seconda parte del 3° capoverso. Sarà proprio un anno difficile, questo 2012, anche per la nostra Amministrazione e per il sistema Difesa.

Fraterni saluti e ancora un felice 2012 per tutti!

PRESENTE ANCHE IL SOTTOSEGRETARIO DELEGATO MAGRI. ALL’ORIZZONTE, LA RIDUZIONE DEL MODELLO DIFESA. DISPONIBILTA’ AL CONFRONTO, SI PARTE MERCOLEDI’ 21 P.V.

Ministro Di Paola

Con una rapidità che ha sorpreso un po’ tutti, e noi per primi, il nuovo Ministro della Difesa, amm. Gianpaolo Di Paola, ha incontrato in data odierna per la prima volta, e a tavoli uniti, le OO.SS. nazionali. A memoria di chi scrive, infatti, non era mai successo in passato che un Ministro incontrasse le forze sociali a meno di un mese del suo insediamento, segno questo di una sensibilità e di una attenzione verso il Sindacato a cui certo non eravamo abituati in questi ultimi ultimi tempi.

In avvio di riunione, dopo i saluti di rito, il Ministro ha innanzitutto comunicato alle OO.SS. di avere attribuito la delega alle relazioni sindacali al Sottosegretario prof. Gianluigi Magri, presente all’incontro. Ha quindi dichiarato di voler comunque seguire “in presa diretta” le relazioni sindacali, cosa questa che non può non farci piacere. Ha quindi illustrato, in poche battute e senza tanti giri di parole, i propri intendimenti per la Difesa, ribadendo essenzialmente quanto già detto qualche giorno prima nel corso della sua audizione in Parlamento (vds. Notiziario n. 143 del 2 u.s.).

Questo, in estrema sintesi, il pensiero del nuovo Ministro: alla luce delle oramai insufficienti risorse finanziarie, l’attuale modello Difesa non regge più. Ci sarà dunque bisogno di un suo ridimensionamento, e dunque di una nuova fase di ristrutturazione in senso riduttivo dello strumento militare, a cui il Ministro intende porre mano e che dovrà necessariamente essere messa a punto entro l’orizzonte temporale di questo governo (15 mesi circa, poiché in primavera 2013 si andrà a votare).

Nel suo intervento, la FLP DIFESA, dopo aver ringraziato il Ministro per la rapidità della convocazione, ha convenuto innanzitutto sulla forte criticità dell’attuale situazione di bilancio del nostro Ministero, che a partire dal 2004, ma in particolar modo in questi ultimi anni (chi si dimentica i 3,5 mld tagliati con il D.L. 112/2008?), è andato incontro ad una serie di sforbiciate consistenti che hanno messo in grandissima sofferenza i nostri Enti, ed è da qui che occorre partire per decidere presto e concretamente cosa sia possibile fare e verso quali direzioni procedere. Si potrà lavorare anche sul fronte delle entrate (per esempio, la valorizzazione degli immobili, anche alla luce delle norme derogatorie introdotte per la Difesa che ci consentono una iniziativa in proprio), ma è indubbio che l’azione decisiva dovrà essere avviata sul fronte della riduzione delle spese, cosa che, pur comprendendo altre auspicabili direzioni di marcia (taglio agli sprechi; eliminazioni di privilegi fuori tempo; reinternalizzazioni di lavorazioni appaltate all’esterno; etc. etc.), portano però direttamente al cuore del problema, che è rappresentato da un modello Difesa attuale che non è più sostenibile a giudizio di tutti, ma che finora è rimasto tale, al di là dei roboanti annunci fatti e delle Alte Commissioni di studio nominate, posto che non hanno portato ad alcuna scelta concreta. Ebbene, a tal proposito, la nostra O.S. ha rappresentato la propria disponibilità a discutere e a confrontarsi, riservandosi ovviamente ogni giudizio e ogni iniziativa in merito agli intendimenti operativi dell’Amministrazione, una volta che ne saremo venuti a conoscenza, assumendo, come sempre abbiamo fatto, le nostre responsabilità di fronte ai lavoratori civili. C’è però un problema a monte, che va rapidamente chiarito: come si intende procedere nei confronti delle rappresentanze sindacali? Con il piglio e con il passo del precedente Governo, che ha sempre sistematicamente perseguito una politica di marginalizzazione delle OO.SS., alle quali ha sottratto spazi enormi in materia di contrattazione e di concertazione, cercando di ridurle a mere destinatarie di informazioni, quasi sempre successive, e ponendo in capo al Dirigente poteri quasi assoluti? E, per entrare nello specifico della nostra Amministrazione, con il passo del precedente Vertice politico della Difesa, che negli ultimi due anni ha negato ogni confronto di merito con le OO.SS. e che ha lasciato irrisolte tutte le questioni che interessano più da vicino la componente civile (riordino ed efficientemente degli Stabilimenti industriali, in primis degli Arsenali MM; impiego del personale e civilizzazione; esuberi 1^ area; rapporto tra civili e militari; salute e sicurezza “dei” e “nei” posti di lavoro; piano straordinario di assunzioni; progressioni; formazione e aggiornamento; mobilità; etc. etc. etc.), limitandosi a convocare le OO.SS. solo per gli stanchi rituali legati alla necessità di sentire le OO.SS. su provvedimenti già preconfezionati al netto di qualsiasi confronto preliminare con il Sindacato, e con modalità di confronto (mezz’ora a sigla) che si commentano da sole. Questo, abbiamo detto, è per noi, in partenza, il punto cruciale: c’è disponibilità, abbiamo chiesto al Ministro, a riprendere le fila interrotte di un confronto vero sul livello nazionale, pur nel quadro dei diversi e rispettivi ruoli e delle diverse e rispettive sfere di competenza? E ancora: sulle questioni che toccano l’impiego e il lavoro dei dipendenti civili, quelle antiche non risolte e quelle nuove potenzialmente legate alla preannunciata fase di ristrutturazione, intende il Ministro discutere e confrontarsi con il Sindacato, avviando così una nuova e diversa fase nelle relazioni sindacali del nostro Ministero? Qui sta, a nostro avviso, il nodo iniziale del problema: occorre, abbiamo detto al Ministro, una parola chiara e un segnale di discontinuità rispetto al passato; occorre rilanciare e dare forza al confronto sul tavolo politico che è stato in questi ultimi anni del tutto mortificato, e che in ogni caso si pone da sempre a monte di qualsiasi confronto tecnico (Persociv; SGD; SS.MM.) che certo non è mai mancato nella nostra Amministrazione traguardando anche risultati positivi; occorre recuperare un rapporto positivo di interlocuzione con le forze sociali, con le quali si può e si deve discutere prima di decidere; e occorre, infine, portare al centro dell’attenzione le problematiche dei civili, lavorando insieme per trovare le più idonee soluzioni operative.

Se il Ministro dovesse raccogliere in positivo questa nostra sollecitazione, abbiamo proseguito nel nostro intervento, è chiaro che si porrà solo un istante dopo il problema di come avviare il confronto tra le Parti, con quali modalità, con quali tempi e con quali priorità: l’elenco dei problemi è lungo, essendo sostanzialmente immutato rispetto a quello che abbiamo indicato, analizzato e accompagnato con alcune nostre proposte e poi recepito nel “Documento politico” inviato al Ministro La Russa a inizio del suo mandato (si veda il Notiziario n. 80 del 20.06.2008). Si tratta solo di decidere da dove si parte. Resta poi, ovviamente, il contenuto delle proposte avanzate dall’Amministrazione e degli interventi, che ne seguiranno, in merito ai quali la nostra O.S. farà ovviamente le proprie valutazioni e opererà le proprie scelte al momento opportuno, informandone, come sempre facciamo, puntualmente i lavoratori. E con questa ultima considerazione, si è chiuso l’ intervento di FLP DIFESA.

Alla fine degli interventi delle OO.SS., è intervenuto il Ministro Di Paola, e dalle sue parole abbiamo compreso che quel segnale forte e chiaro di discontinuità che avevamo invocato, è arrivato in modo preciso, e che la disponibilità ad avviare un percorso di confronto e di lavoro comune con il Sindacato, che noi avevamo richiesto, ci è stata alla fine assicurata dal Ministro, non sul piano delle enunciazioni di principio troppo spesso fini a sé stesse, ma, e questo è il lato che ci premeva di più, sul terreno della concretezza e dell’operatività immediata. Ebbene, il confronto con le OO.SS. partirà già dalla prossima settimana, attraverso una prima riunione con il Sottosegretario delegato prof. Gianluigi Magri, che è già in calendario per mercoledì 21 p.v. , e che servirà a individuare priorità di argomenti, tempistica e modalità con il quale si procederà nel confronto tra le Parti.

Alla luce dei contenuti e degli approdi conclusivi di questa prima riunione con il nuovo Ministro della Difesa, è del tutto evidente che non possiamo non dichiararci soddisfatti. Ma il giudizio è, allo stato, ovviamente sospeso in attesa delle verifiche sul campo, attraverso le quali misureremo le reali intenzioni del nuovo Vertice politico e valuteremo la reale portata e l’efficacia degli interventi proposti.

AUDIZIONE DEL NUOVO MINISTRO DI PAOLA DI FRONTE ALLE COMMISSIONI PARLAMENTARI.

Ministro Di Paola

A solo pochi giorni di distanza dalla sua nomina, il nuovo Ministro della Difesa, amm. Gianpaolo Di Paola, ha tenuto nella giornata di ieri 1 dic. la sua prima audizione in Parlamento, nella quale ha proposto alcune considerazioni e tracciato alcune linee programmatiche (resoconto in allegato).

Il punto di partenza nell’analisi del Ministro è costituito dall’attuale struttura della Difesa che ha un dimensionamento non più sostenibile, e rispetto al quale occorrerà evidentemente trarre le dovute conseguenze. E’ un tema peraltro sul quale la FLP DIFESA si è soffermata in svariate occasioni, l’ultima delle quali riflettendo sul bilancio previsionale della Difesa per il 2012 (si veda il Notiziario n. 130 del 9 nov. u.s.): dal 2008 in avanti, infatti, la nostra Amministrazione ha subito tagli poderosi (3,5 mld. di € solo con il D.L.112/2008, ma altre importanti risorse sono state tagliate negli anni successivi, le ultime -1,4 mld.- con la legge di stabilità 2012) che, tenuto conto della incomprimibilità delle spese legate al personale (il 70% della spesa totale) e parzialmente di quelle relative agli investimenti, si sono scaricate quasi tutti sul c.d. “esercizio” (tagliato del 66% in 10 anni) riducendone corposamente le disponibilità e mettendo per questo in gravissime difficoltà gli Enti della Difesa, all’interno dei quali è diventato oggi difficile anche acquistare la benzina per far viaggiare i mezzi o una risma di carta per fare fotocopie.

E chiaro che, di fronte a questo stato di cose, il modello a 190mila unità militari (con 178mila effettivi), così come oggi è articolato, diventa un peso eccessivo e difficile da sostenere. Il Ministro La Russa aveva certamente individuato il problema, era stata addirittura insediata una “Alta Commissione” con compiti di studio e di proposta per la riconfigurazione dell’attuale modello Difesa, ma non se ne è poi fatto nulla, e questo, sicuramente, ha ulteriormente aggravato una situazione già di per sé difficile.

Il nuovo Ministro intende evidente affrontare il problema alla radice: “considerata la progressiva erosione delle risorse destinate alla Difesa nel corso degli anni, l’elaborazione di una rigorosa strategia di contenimento delle spese è una realtà da accettare, e ciò comporterà la necessità di una riconfigurazione della dimensione delle strutture e dell’assetto organizzativo”, ha affermato l’amm. Di Paola, e questo rappresenta indiscutibilmente un contributo di chiarezza sicuramente importante. Ma è anche il preannuncio di una nuova e pesante fase di ristrutturazione in chiave riduttiva che traspare con evidenza dalle parole del Ministro. In poche parole, si intende procedere ad una riduzione del modello (a 140/50mila unità, si ipotizza), e questo si potrà evidentemente ottenere solo riducendo gli organici (del personale militare -35/40mila pare siano le eccedenze attuali– e forse anche dei civili), cancellando Enti e Comandi o addirittura interi pezzi nei quali è attualmente articolata la Difesa o anche riconvertendoli in chiave interforze, come già avvenuto per la Sanità mil.

Altro argomento nelle parole del Ministro, “la necessità di porre in essere un adeguato piano di dismissioni immobiliari, al fine di garantire l’efficacia dei processi di riorganizzazione”, un tema antico, legato alla vendita del patrimonio immobiliare della Difesa che però, lo abbiamo già detto in altri Notiziari, la storia di questi anni ha dimostrato essere cosa tutt’altro che facile stante la difficoltà di reperire acquirenti o di intercettare soggetti capaci di progetti sostenibili. E d’altronde, con i prezzi che corrono, più che vendere, oggi il Ministero della Difesa potrebbe solo svendere il proprio patrimonio.

Due, dunque, gli intendimenti del Ministro: riduzione del modello Difesa e vendita degli immobili. Non troppo per la verità, ma non ci si poteva attendere di più a sole tre settimane dall’incarico. In ogni caso, vi invitiamo ad esprimere la vostra opinione al riguardo nel sondaggio attivato nel nostro sito web.

Notdif143-02.12.11-allegato

Di Paola


IL MINISTRO DI PAOLA RIBADISCE LA NECESSITA’ DI TAGLI AL PERSONALE

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Il messaggio di fine anno del Ministro al personale della Difesa

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PRIMO INCONTRO CON IL MINISTRO DI PAOLA

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IN ARRIVO UNA FORTE RIDUZIONE DEL MODELLO DIFESA

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