Notiziario n. 102 del 18 settembre 2018 –

Noi pensiamo davvero che, per quanto attiene l’incredibile vicenda legata all’emanando (da due anni, campa cavallo!) bando di mobilità interna ordinaria volontaria, Amministrazione Difesa stia davvero scivolando nel ridicolo, e ci chiediamo come mai le altre sigle assistano imperterrite e inerti a questo scempio, che da una parte reca un gran danno ai lavoratori interessati e dall’altra offende la  stessa dignità delle controparti.

Ma partiamo dalle ultime puntate. Dai comunicati delle sigle (quelle firmatarie del CCNL) partecipanti, avevamo appreso che il 27 luglio luglio si erano completati, con STAMADIFESA per l’area tecnico/operativa e con SEGREDIFESA per l’area tecnico/amministrativa, i “confronti“ previsti dall’art. 5  del CCNL in ordine ai c.d. ““gradi di scopertura organica massima sostenibile per ciascun Ente e per singolo profilo professionale”.

Dalla nota unitaria di CGIL-CISL-UIL + UNSA (3+1) del 1 agosto, avevamo  appreso che si erano conclusi, e anche in modo molto rapido,  i predetti confronti (attenzione, però: confronto ai sensi dell’art. 5 CCNL 2016-2018, e non contrattazione, come di fatto era avvenuto in passato, che si era poi conclusa con la firma del protocollo d’intesa del 29.09.2015, e la differenza non appare certo di poco conto…..).

Per gli Enti dell’area Tecnico/amministrativa, i 3+1, con la nota sopra richiamata del 1 agosto u.s., avevano dato la loro disponibilità “a sottoscrivere l’accordo”  che avrebbe fissato il grado di scopertura al 20% per i profili Amministrativi e confermando il 15% per quelli Tecnici” (testuale). Ma pare non sia proprio così’, e lo abbiamo appreso direttamente da SEGREDIFESA (SGD), che, su nostra richiesta e con l’ausilio del “verbale all’esito del confronto” già firmato in data 3.08.2018 e che ad ogni buon conto pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, ci ha confermato che “si è stabilito di tenere conto della percentuale del 20%, invece del 15% proposto inizialmente dall’Amministrazione per l’Area T/A”, e per tutti i profili, amministrativi e tecnici. Sembra pazzesco, ma SGD avrebbe dunque “offerto” più di quanto richiesto dai 3+1. Scherzi da solleone, si resta alquanto allibiti!

Per gli Enti dell’area Tecnico/Operativa compresi quelli industriali (Arsenali, Poli, etc.), invece, i 3+1 avevano accettato, nel corso della riunione del 27 luglio,  come soglia massima di scopertura il 15% per i profili tecnici e il 25% per gli quelli amministrativi, per come ci era stato comunicato dallo stesso O.P.  nella nostra riunione. Anche SMD ha redatto un verbale, anch’esso da firmare, atteso che il comma 2 dell’’art. 5 CCNL, prevede che sia “redatta una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse”,ma non ne dispone di certo anche la firma.

Ebbene, abbiamo ora appreso che SMD, con fg. n. 140031 del 14 u.s., ha invitato i 3+1, a oltre 40 giorni 40 di distanza,a presentarsi il giorno 18 set 2018”  presso il 1° Reparto per la sottoscrizione del “verbale di confronto tenutosi in data 27.07.2018” (che è comunque cosa ben diversa da un protocollo d’intesa).

Tempo che scorre incredibilmente, e non è finita: per i gradi di scopertura di altri Organi programmatori, es. Giustizia Miitare, a  quando?

E’ allora utile fare un punto di situazione.

Siamo esattamente a oltre due anni (dicesi: due anni!)  dal precedente bando di mobilità dell’ 11.07.2016 (vds Notiziario n. 84 di pari data). Quella procedura aveva evidenziato alcune criticità, sulla quali era ripartita la contrattazione tra le Parti a seguito dell’accordo del 5 aprile 2017, che si era poi conclusa con la riunione al Gabinetto del 13.12.2017 (vds. comunicato unitario  CGIL-UIL-FLP-UNSA allegato al Notiziario n. 128 di pari data), e con l’impegno di A.D. di far uscire a stretto giro di tempo il secondo bando di mobilità.

E’ poi però arrivato il CCNL 12.02.2018, e con esso le regole più penalizzanti in materia di mobilità (non più protocollo d’intesa, ma solo confronto) e la richiesta dei 3+1, a nostro avviso suicida, di dare attuazione all’art. 5 del CCNL (loro nota 15.02.2018). Manna dal cielo per chi nel M.D. non ha mai amato la nuova procedura e auspica il ritorno ai vecchi riti. Dopo la nota dei 3+1, infatti, sono passati più di sette mesi e il problema non è risolto: la mobilità è bloccata. Così non va!

FLP sta per tornare ai tavoli. Se entro un mese non partirà il nuovo bando, verificheremo con il nostro Ufficio Legale la praticabilità di una iniziativa tesa a promuovere una sorta di class action nei confronti di A.D.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 03.08.2018 – verbale SEGREDIFESA su tassi scopertura

Allegato 2: 15.02.2018 – Bozza AD nuova procedura mobilità interna volontaria e reimpiego

Notiziario n. 89 del 20 agosto 2018 –

Il Capo di SMD, gen. Claudio Graziano

A distanza di solo qualche giorno dall’audizione della Ministra Trenta, della quale abbiamo riferito nel Notiziario n. 86 del 9 u.s., in data 1 agosto u.s. si è svolta, presso le Commissioni Difesa del Parlamento riunite in seduta congiunta, l’audizione del Capo di SMD, gen. C. Graziano, il quale lascerà a novembre il comando delle nostre FF.AA. e andrà a presiedere il Comitato Militare dell’ Unione Europea, audizione in questo caso limitata al solo intervento iniziale del Capo di SMD,  essendo stata rinviata al dopo ferie la parte relativa alla discussione (sul ns. sito, video e resoconto).

Il Capo di SMD ha affrontato quattro temi: il quadro internazionale e i compiti delle FF.AA.; la riorganizzazione FF.AA. all’interno di un orizzonte quindicinale; il bilancio finanziario della nostra Amministrazione; le problematiche del personale della Difesa.

A giudizio del gen. Graziano, il contesto internazionale appare estremamente complesso e complicato, e anche in continua mutazione sul piano delle minacce che mostrano “continuamente una capacità di sorprendere la comunità internazionale che si dimostra spesso impreparata e disorientata.. di fronte alla necessità di garantire una risposta rapida, unitaria e globale ”. E, tra le minacce più preoccupanti, il Capo di SMD ha indicato quella “terroristica di matrice confessionale”.  Occorre pertanto essere pronti a difendersi e a tal riguardo ha segnalato la centralità della difesa cybernetica, a cui andrà dedicata molta attenzione.

In materia di riordini / ristrutturazione, il Capo SMD ha ricordato come “il processo di trasformazione che interessa le FF.AA. dura ormai ininterrottamente dalla fine degli anni 90” e che “se da un lato ha generato grandissima flessibilità, dall’altra parte richiede ora un periodo lungo di stabilità programmatica”. Ha quindi accennato, ma in modo lieve e solo interrogativo, al destino delle scelte operate dal Libro Bianco (di cui il gen. Graziano è stato grande ispiratore e sostenitore), che invece nelle sue precedenti audizioni ne era stato al centro, con ripetute  richieste di approvarne i provvedimenti attuativi. E’ di tutta evidenza come il mutato atteggiamento sia in relazione al nuovo quadro politico-parlamentare.

Sotto il profilo finanziario, il Capo di SMD ha ricordato che il bilancio della Difesa sfiora i 21 mld di € che, con i fondi del MISE e delle missioni si arrivi quest’anno complessivamente a 24,7,  risorse certo importanti che però consentono di mantenere in piena efficienza solo la quota parte degli assetti impiegata nelle missioni.  Sul piano delle voci di bilancio, le spese di investimento toccherebbero il 21% e dunque in linea con altre nazioni; quelle per il personale il 67% (molto superiore dunque ad altre nazioni, questo però lo diciamo noi); infine, quelle per  l’esercizio solo il 10% (detti numeri sommati fanno 98, ne mancano 2 per arrivare a cento: dove stanno?), con l’Esercito che è in affanno e per la quale F.A.  il Capo di SMD ha auspicato una legge ad hoc, dopo gli investimenti per gli F35 a favore dell’Aeronautica e la legge navale per la Marina varate negli anni scorsi.

Il gen. Graziano ha quindi affrontato le questioni del personale, che ha detto essere “al centro del sistema Difesa”, e rispetto al quale ha segnalato, in termini di priorità assolute, i temi relativi al benessere organizzativo e alla sicurezza dell’ambiente di lavoro. Ha parlato in particolare del personale militare (6.200 le unità impegnate nelle missioni internazionali, 7.200 quelli operanti in Strade Sicure), e ha ribadito più volte la necessità che siano costantemente allineati i trattamenti del personale delle FF.AA. rispetto alle altre categorie del comparto sicurezza e difesa, nel rispetto del principio della della c.d. equiordinazione. E per i civili?

Infine, a differenza della Ministra Trenta che in audizione ci ha totalmente oscurato, il Capo SMD ha anche accennato alle problematiche del personale civile, che ha definito “pilastro fondamentale”  del sistema Difesa. Ha ricordato la riduzione dei ruoli di cui alla legge 244/2012, e soprattutto l’invecchiamento della forza lavoro per mancanza di turnover. Da qui la richiesta di un “mutamento profondo” delle politiche sin qui adottate verso il “comparto civile”, che dovrà assumere “un ruolo di maggiore responsabilità”, e ha richiesto l’assunzione di nuove unità di personale, in primis verso Stabilimenti, Arsenali ed Enti del mantenimento.

Grazie al Capo di SMD per l’attenzione, ma in questi anni non è che si sia proceduto molto in questo senso di marcia…..

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 70 del 28 giugno 2018 –

Come già riferito in altri nostri precedenti Notiziari, rispetto al c.d. “telelavoro”, la legislazione ha promosso dal 2015 un nuovo modello di organizzazione più evoluto e flessibile, denominato smart-working (o lavoro agile), con la  finalità di perseguire moduli organizzativi flessibili, tendenti a contemperare le esigenze di conciliazione dei tempi di vita professionale con quelli della vita privata dei lavoratori, avendo riguardo al benessere organizzativo, all’esercizio dei diritti, alle situazioni di handicap, di svantaggio personale/sociale/familiare e di volontariato. Ispirato a principi di autonomia e collaborazione, svincolato dalla presenza sul posto di lavoro e da orari fissi, il lavoro agile è caratterizzato da una gestione autonoma del proprio lavoro, con la garanzia del rispetto del limite massimo di ore giornaliere e settimanali di servizio.

Le Pubbliche Amministrazioni devono garantire, al termine del triennio successivo all’entrata in vigore della L. 124/2015, e dunque entro il 2018, ad almeno il 10% di tutto il personale, ove lo richieda, la possibilità di avvalersi delle citate modalità di smart working, previa individuazione di modalità attuative per le quali si avvalgono dei  contributi di O.I.V. (Organismo Indipendente di Valutazione) per la parte relativa alla performance, e dei C.U.G. (Comitati Unici di Garanzia).

A nostro avviso, il percorso sarebbe dovuto passare innanzitutto attraverso l’analisi dei procedimenti e delle attività telelavorabili, presupposto necessario per valutare l’accessibilità al lavoro agile su tutto il territorio nazionale, e tali dati avrebbero dovuto essere prima esaminati in sede di confronto (contrattazione?)  con le OO.SS., così come avvenuto in Presidenza del Consiglio (vds. protocollo d’intesa del 5.4.2017, che pubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina) ai fini della messa a punto del “Regolamento”, e poi portati a conoscenza di tutti i lavoratori per potersi candidare.

L’Amministrazione  non ha però fatto questo e oggi, alla luce della Direttiva FP n. 3/2017 e della normativa vigente (L. n. 81/2017), che pubblichiamo rispettivamente in allegato 3 e 4 su questa stessa pagina,  e nell’anno di scadenza dei termini (2018), si è attivata in due sole direzioni: SNA ha organizzato, in corso d’anno, moduli formativi per dirigenti/funzionari impiegati nella gestione del personale; mentre SGD ha presentato alle OO.SS. una bozza di “Regolamento” (vds. Notiziario n. 61 del 6.6.2018), che ad ogni buon conto ripubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina,  che comprende insieme le regole e il “progetto sperimentale” , da attuarsi nella seconda metà del 2018, presentato come risultato ”…dell’accurato e proficuo approfondimento..” degli OO.PP.

Detto progetto è destinato, però, solo ad un contingente complessivo di 83 unità, così ripartite: 43 unità nell’Area T/A, di cui 17 a SGD/DNA e 26 unità a PERSOCIV; 40 unità nell’area Area T/O, di cui 9 per SMD e le restanti per altri Enti centrali (COMLOG EI, Comando SANIVET, SMM, SMA, etc), e dunque viene coinvolto il solo territorio romano.

In aggiunta: fra i titoli utili all’accesso, di cui all’art. 3, si prevede la preclusione ai lavoratori destinatari di provvedimenti disciplinari di sospensione dal servizio nei due anni precedenti l’istanza, e ciò in contrasto con la ratio della norma che, in quanto “azione  positiva”, è mirata al contemperamento delle esigenze professionali con quelle private, con particolare attenzione alle situazioni di disagio, e non ad aspetti premiali o punitivi; ancora, l’art. 5 limita l’espletamento dell’attività esterna a sole 6 giornate al mese, limite che la norma non pone; sempre lo stesso articolo stabilisce l’esigenza della contattabilità  per almeno 3 ore al giorno, limite anche questo non posto dalla norma. Per quanto attiene poi ai titoli e ai relativi punteggi di cui all’art. 7, non vi è ricompresa la cura degli anziani, pur di particolare interesse per la nostra collettività, già mediamente anziana e più pressata da esigenze di assistenza che di genitorialità; non si comprende, infine, perché siano penalizzati i fruitori di permessi per l’handicap.

Ma la questione per noi più rilevante è la clamorosa esclusione degli Enti periferici, in quanto viene assicurata la sola disponibilità dei posti nel limite del 10% dell’organico solo di (e in) pochi Enti di vertice romani. E non è un caso che,  in periferia,  ben poco  sia trapelato  sul  progetto  in costruzione,  limitando  di  fatto la potenzialità di iniziative e di promozione sviluppabili nelle diverse sedi, questione questa già rappresentata da FLP anche in sede CUG, al quale avevamo richiesto invano una adeguata attività propulsiva, che pure rientrerebbe nelle sue prerogative, che invece si limiterà alla sole attività di  monitoraggio.

E, il 21 u.s., il CUG si è riunito per formulare il proprio parere in merito alla bozza di Regolamento. Questi in sintesi i rilievi condivisi dai suoi membri, che verranno riportati nel parere, pur favorevole:

In ogni caso, l’avvio della sperimentazione 2018 apre scenari finora impensati, e crea comunque, in prospettiva, un precedente utile al più ampio accesso al lavoro agile, potenzialmente da parte dell’intera platea di lavoratrici e lavoratori su tutto il territorio nazionale, avendo nel frattempo dimostrato che è possibile, fra l’altro, superare le prevedibili resistenze dei Dirigenti alla perdita del controllo visivo e diretto della presenza e della prestazione del lavoratore dipendente.

Seguiremo da vicino gli sviluppi di questa importantissima partita e ne daremo conto ai colleghi.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 25.05.2018 -Bozza Regolamento SGD-SMD Smart-Working

Allegato 2: 05.04.2017- Protocollo-di-intesa-lavoro-agile-in-Presidenza-del-Consiglio

Allegato 3: La Direttiva del PdC n. 3-2017 sul lavoro agile

Allegato 4: Legge 22.05.2017, n. 81 ( vedere Capo II, a pg. 5)

 

News FLP DIFESA del 14 maggio 2018 –

Il Gen CA Claudio Graziano, Capo di SMD

Siamo venuti a conoscenza che, con riferimento a quanto previsto dall’art. 1826bis del Decreto Legislativo 15.03.2010, n. 66 (Codice dell’Ordinamento Militare) introdotto dalla legge sul c.d. riordino dei ruoli e delle carriere del personale militare delle Forze Armate (D.Lgs. 29.05.2017, n. 94), lo Stato Maggiore Difesa ha predisposto uno schema di decreto Interministeriale  per attribuire più soldini ai Maggiori e ai Tenenti Colonnelli (la nuova fascia di dirigenza militare prevista dal riordino) che sono in servizio a Roma in Enti di Vertice delle aree T/O e T/A nonchè dei Vertici di ciascuna F.A.,  per remunerarne il disagio d’impiego nell’area metropolitana e per valorizzarne la disponibilità e l’attività.

Pubblichiamo su questa stessa pagina, in allegato 1, la lettera di SMD, con la quale si informa della meritoria iniziativa il COCER, e confermiamo comunque che trattasi di un documento autentico e non di uno scherzo di qualche buontempone o di una fake news di inizio estate.

A questa nota di SMD, abbiamo ritenuto di rispondere con lettera di data odierna indirizzata  al Gabinetto del Ministro con la quale,  pur “evitando al momento ogni valutazione anche di ordine etico che ci si riserva comunque di proporre all’attenzione del prossimo Ministro della Difesa, si chiede di sapere con cortese urgenza se sia attualmente allo studio del Gabinetto o dell’Ufficio Legislativo o di altro Ufficio della nostra Amministrazione una disposizione, supportata da analoghe motivazioni e con pari finalità, a beneficio del personale civile della Difesa che opera in Roma – in particolare di quello funzionariale di area 3^ – impegnato presso le strutture di Vertice dell’area tecnico/amministrativa e tecnico/operativa della Difesa, nonché dei Vertici di ciascuna Forza Armata”. In allegato 2, su questa stessa pagina, la nostra lettera a SMD.

Vi terremo puntualmente informati degli sviluppi della vicenda, che sembra scritta da qualche autore del c.d. teatro dell’assurdo.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: 08.05.2018- lettera SMD a COCER – indennità disagio Maggiori e TColonnelli

Allegato 2: 14.05.18 – Lettera FLP DIFESA a Gabinetto per indennità disagio Roma di Mag-TCol

Notiziario n. 33 del 3 aprile 2018 –

Iniziamo da oggi la pubblicazione di Notiziari tematici con i quali  affronteremo, una per volta,  le principali questioni ancora irrisolte all’interno del M.D. e che toccano direttamente il personale civile, e su queste diremo come la pensiamo e le soluzioni che prospettiamo, anche ai fini del nostro programma RSU.

E iniziamo da una delle pagine per noi  più vergognose che siano state scritte in questi ultimi anni, la mancata entrata in vigore del nuova tabella di corrispondenza tra ruoli militari e inquadramenti civili.

Come si ricorderà, la nuova tabella era stata concordata con l’allora Sottosegretario Pinotti nella riunione del 12.11.2013 (si veda il Notiziario n. 122 di pari data) e prevedeva, non solo per i transiti ex D.I. 18 aprile 2002 ma anche ai fini degli eventuali transiti ordinari legati all’attuazione dei processi di riduzione delle FF. AA.  di cui alla Legge 244/2012, che tutti i sottufficiali (tutti, senza alcuna differenza per i ruoli apicali)  transitassero in area 2^ e solo gli Ufficiali in area 3^ (si veda l’allegato 1 pubblicato su questa stessa pagina).  Evidente la differenza con la tabella tuttora in vigore, quella allegata al DI 18.04.2002 (vds allegato 2 su questa stessa pagina) che invece prevede il transito in area 3^ (ex area C) dei ruoli apicali dei SU (luogotenenti e primi marescialli), ed altrettanto evidente la maggior tutela delle posizioni civili, in particolare di area 3^.

Ebbene, la nuova tabella concordata nel novembre 2013 con l’allora Sottosegretaria Pinotti non ha mai visto la luce nel corso di questi anni.  Anche per questo, la sua entrata in vigore era stata uno dei punti più qualificanti dell’accordo del 5 aprile 2017 (si veda il comunicato unitario allegato al Notiziario n. 39 di pari data), insieme al Fondo 21 mln nel triennio e alle progressioni tra le aree.  Avevamo anche chiesto tempi rapidi di emanazione della tabella, anche perché eravamo a conoscenza delle manovre in atto per attribuire, in aderenza alle previsioni del Libro Bianco, lo sviluppo direttivo alla carriera dei Sottufficiali, che a quel momento, però, era indicato solo nella “relazione” allegata allo schema di D. Lgs. sul riordino di ruoli e carriere militari.

Pur a fronte delle rassicurazioni avute in riunione, e anche di tutte quelle successive, il DPCM con la tabella non arrivò mai alla firma del Presidente del Consiglio e la nuova tabella di corrispondenza non vide mai la luce. Nel frattempo, però, erano maturate le condizioni per rendere più ostica l’entrata in vigore della nuova tabella, che dunque sarebbe stata, così, praticamente azzerata. Ci riferiamo all’entrata in vigore del Decreto Legislativo 29 maggio 2017, n. 94, pubblicato nella G.U. n. 143 del 22.06.2018, che questa volta, non più all’interno della relazione illustrativa  ma direttamente nell’articolato e quindi in qualità di norma di legge  (art. 1, comma 5), disponeva che “la carriera del ruolo dei marescialli, preposti a funzioni di comando, coordinamento e controllo sulle unità poste alle loro dipendenze, è caratterizzata da un sviluppo direttivo”.

Era dunque evidente che l’entrata in vigore di questa norma poteva costituire la pietra tombale della tabella di corrispondenza convenuta nel 2013 con l’on. Pinotti, che evidentemente, pur promossa a Ministra, non era riuscita a dare attuazione neanche ad un accordo che recava la sua firma; pur tuttavia, nella riunione del 5 luglio 2017 con l’on. Rossi (si veda il comunicato unitario allegato al Notiziario n. 66 di pari data),  ponemmo lo stesso il problema insieme a CGIL e UIL e chiedemmo il rispetto dell’accordo e dunque la rapida uscita della nuova tabella. L’idea di base era semplice: siccome la norma sopra richiamata traguardava il 1.1.2018,  per il momento poteva ancora essere praticabile l’adozione per il 2017 della nuova tabella, che una volta in vigore poi avremmo difeso con le unghie e con i denti. In quella circostanza (si veda sempre il  Notiziario n. 66 di pari data) ricevemmo a tal proposito precise assicurazioni dallo stesso SSS: nel primo o max nel secondo Consiglio dei Ministri il DPCM con la nuova tabella  sarebbe stato approvato.

Nulla di tutto questo è poi purtroppo avvenuto. Perché dunque questa autentica presa in giro? Una domanda legittima, che ponemmo, ma alla quale la Ministra non ha mai voluto, saputo o potuto rispondere.  Va anche precisato, a tal proposito,  che CGIL, UIL ed FLP  avevano unitariamente sostenuto lo stretto legame esistente tra la tabella e la Direttiva SMD-SGD di attuazione del protocollo sulle funzioni civili del 2.05.2016 (vds. comunicato unitario allegato al Notiziario n. 39 del 6.04.2017). Qualcuno forse se ne è già dimenticato, noi no, però.

Come si ricorderà, infatti, l’art. 1, c. 2-bis,  del D.Lgs n. 7/2014 prevedeva l’individuazione di “criteri”  per  l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”, da recepire in apposito “Regolamento,  ed era stato l’approdo più significativo dei tavoli del luglio 2013.  Regolamento mai però messo a punto, nonostante le ripetute richieste di FLP DIFESA, e che purtroppo non sarà più scritto atteso che, nell’incontro separato del 14.12.2015, la Ministra ne ottenne la sua cancellazione da CGIL-CISL-UIL e la sua sostituzione con un “protocollo d’intesa”, che è uno strumento certo meno idoneo ed esigibile.  Pur in totale disaccordo con quella scelta, la nostra O.S. scelse allora di partecipare ai tavoli di confronto e di fornire il proprio contributo per la definizione del “protocollo”, all’interno del quale, su nostra richiesta, veniva previsto il rinvio a “specifiche e coordinate direttive applicative”  precedute da “sessioni informative con le OO.SS.”.  Da qui, il nostro si alla firma, accompagnata anche dalla condizione, espressa in sede di sottoscrizione del protocollo (vds Notiziario n. 55 del 2.05.2016) che “laddove le direttive applicative non si ponessero in forte discontinuità con il passato e non offrissero garanzie, ne trarremmo subito le conseguenze e non aspetteremmo a ritirare la nostra firma dal protocollo”.

Con queste premesse, partecipammo a tutti i successivi confronti tecnici con SMD ed SGD (22 settembre, 18 ottobre e 19 dicembre 2016, si vedano rispettivamente i Notiziari di pari data nn. 109, 120 e 145), pervenendo a conclusione ad una sostanziale condivisione per quanto riguarda le direttive per l’impiego in area tecnico/amministrativa (T/A) e in quella degli Enti industriali, ma anche ad un giudizio non positivo per quanto riguarda le direttive d’impiego relative all’area tecnico-operativa (T/O), quella delle FF.AA. e che ha al suo vertice SMD,  dove peraltro operano allo stato l’87% dei civili. A nostro giudizio, alleggerire il peso della componente civile in questa area T/O, soprattutto sul fronte della qualità del ruolo, dell’impiego concreto sul campo e degli incarichi di responsabilità, partendo dal presupposto che l’area T/O è un’area a forte connotazione militare e operativa e come tale esclusa ab origine da qualsiasi distribuzione di ruoli di responsabilità e di competenze tra personale militare e civile, avrebbe comportato il rischio di codificare definitivamente  una posizione secondaria per i civili, o peggio ancora subalterna, affermando in quell’area la preminenza del personale militare in tutti (o quasi) gli ambiti lavorativi, anche in quelli di attività e settori ricondotti dal protocollo ai lavoratori civili, atteso che la discrezionalità del Dirigente, come insegna l’esperienza di questi anni, è quasi sempre orientata verso le professionalità militari. Prova ne sia che, in linea di continuità, gli SS.MM. hanno sempre continuato ad assegnare, nelle rivisitazioni degli organici degli Enti, incarichi di responsabilità a personale Sottufficiale in primis marescialli,  pur in presenza negli stessi Enti di funzionari che, per questo motivo, sono stati destinati a ruoli di supporto e di minore responsabilità.

Sta allora in questo l’intreccio tra Direttiva di SMD/SGD e la tabella di corrispondenza: per ridurre l’impatto negativo in area T/O della Direttiva, in particolare per l’area 3^, ci sarebbe stato bisogno dell’entrata in vigore della tabella di corrispondenza convenuta nel 2013, che sanciva in modo indiscutibile che gli incarichi funzionariali fossero appannaggio esclusivo dei civili e non potessero essere in nessun modo attribuiti ai ruoli apicali dei SU.

Proprio per questo, nella conclusiva riunione tecnica del 20.04.2017 con SMD ed SGD, nell’esprimere le valutazioni sopra richiamate, insieme a CGIL FP e UIL PA invitammo i due Organi di vertice a sospenderne temporaneamente la divulgazione in attesa dell’emanazione della tabella di corrispondenza, che inevitabilmente ne costituisce l’irrinunciabile complemento”, e lo stesso concetto le tre sigle lo espressero  in una lettera successiva inviata alla Ministra.  Invito questo, però, caduto miseramente nel vuoto, atteso che il Capo di SMD ed il SGD/DNAin data 28 giugno 2017 firmarono congiuntamente la direttiva, diffusa poi agli Enti sottordinati, e che pubblichaimo su questa stessa pagina in allegato 3. Una scelta dunque unilaterale da parte dei due Organi di Vertice, e non certo frutto di condivisione con il Sindacato, almeno con CGIL FP, UIL PA  ed FLP DIFESA.

Anche per questo, siamo rimasti molto sorpresi nel leggere, nel programma RSU 2018 di CGIL Difesa, che la direttiva su funzioni e compiti dei lavoratori civili della Difesa” fosse da comprendere tra gli “obiettivi perseguiti e raggiunti dal 2015 ad oggi”, il che evidentemente fa a cazzotti con i giudizi espressi prima.

FLP DIFESA non ha modificato invece il proprio giudizio: senza quella tabella, la Direttiva di SMD per l’area T/O fa acqua da tutte le parti, e lo dimostra il fatto che in otto mesi non è assolutamente cambiato nulla, anzi!

Chiederemo pertanto la sua totale riscrittura nel senso di una più rigorosa messa a punto di funzioni e compiti civili, anche al fine di eliminare ogni discrezionalità da parte del Dirigente.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 12.11.2013- proposta iniziale A.D. tabella corrispondenza gradi – qualifiche (l’accordo con la Sottosegretaria Pinotti prevedeva l’adozione di questa tabella al netto di entrambi le previsioni contenute negli asterischi * e **)

Allegato 2: Decreto Interministeriale 18 aprile 2002 con la vigente tabella di corrispondenza

Alegato 3:Direttiva congiunta SMD-SGD sui criteri di impiego del personale civile

Notiziario n. 90 del 20 settembre 2017 –

Come in più occasioni ricordato,  dopo un confronto durato oltre quattro anni  e sempre arenatosi sul nodo dei “pareri” degli Organi Programmatori (O.P.), il 29.09.2015 è stato sottoscritto dal Sottosegretario Rossi e dalle OO.SS. nazionali il Protocollo d’intesa”  che recava le nuove procedure per i reimpieghi (all. A),  per la mobilità volontaria ordinaria (all. B)  e  straordinaria (all. C),  e il prospetto con i criteri e i punteggi per la formazione delle graduatorie (all. D), e del quale abbiamo riferito nel Notiziario n. 106 del 1.10.2015.

Un “protocollo” per certi versi storico nella vita della nostra Amministrazione,  e di questo va certamente  dato atto al Sottosegretario Rossi che lo ha fortemente voluto e poi sottoscritto, atteso che per la prima volta la mobilità interna del personale civile sarebbe stata finalmente gestita attraverso regole ben chiare e definite, con tutti i lavoratori interessati collocati sulla stessa linea ai nastri di partenza, come peraltro avviene da sempre nelle altre AA.PP., e non più attraverso i ben noti pareri discrezionali degli Organi Programmatori (O.P.), in alcuni casi anche troppo  discrezionali e come tali alquanto opinabili,  e per questo non sempre di facile comprensione nell’osservazione e nel raffronto con situazioni analoghe.

La gestione della nuova procedura ha evidenziato, però, criticità varie, e non certo di poco conto. Innanzitutto, sono stati fissati dagli Organi Programmatori (O.P.) “gradi di scopertura organica massima sostenibile per ciascun Ente e per singolo profilo professionale” davvero alti, in non pochi casi incomprensibilmente alti,  che hanno eretto molti muri rispetto alle legittime aspettative di tanti lavoratori. E’ un problema che abbiamo segnalato sin da subito, ottenendo solo qualche correzione, in particolare con riferimento all’area di SEGREDIFESA. Ma i gradi di scopertura sono rimasti lo stesso complessivamente molto alti, viziando in un qualche modo la procedura. Ma di criticità se ne sono viste altre, e anche per questo, subito dopo la pubblicazione delle graduatorie provvisorie del bando di mobilita 2016 (si veda il Notiziario n. 149 del 28.12.2016),  in data 9 gennaio u.s. abbiamo inviato all’on. Rossi una lettera che chiedeva la “verifica circa la necessità di revisione” della procedura, per come previsto dal protocollo 2015.

Purtroppo quella richiesta è caduta nel dimenticatoio, e il tempo è trascorso invano senza che in questi mesi si sia dato corso a quella verifica,  necessariamente propedeutica al varo del secondo bando di mobilità interna volontaria del personale civile. La verifica richiesta era prevista dal protocollo, certo, ma incomprensibilmente l’Amministrazione non ne ha mai dato corso, in tutti questi mesi, in previsione del bando 2017, pur a fronte dei precisi vincoli del protocollo 29.09.2015: entro il 31 gennaio dell’anno in corso, PERSOCIV avrebbe dovuto pubblicare le carenze negli Enti e Comandi della Difesa individuate dagli O.P.,  ed entro i successivi 30 giorni le lavoratrici ed i lavoratori civili interessati avrebbero dovuto produrre le relative istanze di mobilità.  Invece, nessun segnale da parte dell’Amministrazione, e allora  CGIL FP-UIL PA-FLP DIFESA hanno inviato al Sottosegretario Rossi la nota unitaria di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 64 del 30 giugno u.s., con la quale si è chiesto di procedere rapidamente alla verifica prevista dal protocollo d’intesa del 29.09.2015.   Richiesta prontamente accolta dal Sottosegretario, che nella riunione del 5 luglio u.s. (vds Notiziario n. 66 di pari data),  ha consegnato alle OO.SS. le proposte nel frattempo messe a punto da A.D., chiedendo alle stesse contributi e osservazioni, che CGIL FP, UIL PA e FLP DIFESA hanno puntualmente inviato in data 18 luglio (si veda il Notiziario n. 69 di pari data). E oggi, finalmente, è partito il confronto, inizialmente tecnico,  che poi dovrà necessariamente approdare sul tavolo politico.

A conclusione della riunione, insieme a CGIL FP e UIL PA, abbiamo predisposto il comunicato unitario che riferisce dei contenuti e delle risultanze della riunione odierna, che pubblichiamo come allegato su questa stessa pagina.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 20 09 2017-Comunicato unitario CGIL FP-UIL PA-FLP DIFESA riunione SMD protocollo mobilità

Notiziario n. 14 del 2 febbraio 2017 –

Il Sottosegretario alla Difesa., on. Domenico Rossi

Stato Maggiore Difesa (SMD) ha emanato in data 19.01.2017 u.s. il fg. 7795 che reca “linee guida applicative del sistema di misurazione e valutazione della performance del personale civile delle aree funzionali della Difesa” per l’anno 2017, con riferimento ovviamente al personale in servizio negli Enti dell’area tecnico-operativa (Forze Armate e Arma dei Carabinieri), che rappresentano comunque l’87% circa del personale civile del Ministero della Difesa.  Non sappiamo, allo stato,  se gli Organi di vertice delle altre “Aree organizzative” (SEGREDIFESA, Uffici Centrali e di vertice; Giustizia Militare) abbiano fatto altrettanto, ma, anche considerato i precedenti e la vacatio politica di cui diremo, pensiamo proprio di no.

Le nuove linee guida di STAMADIFESA, che per l’utile conoscenza dei colleghi pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, recano alcune novità rispetto a quelle emanate nel 2016 con fg. n.16552 del 5.02.2016, e di cui all’allegato 2 qui pubblicato.

Le novità riguardano, in particolare, il punto 6 (“procedura di valutazione del personale della 3^ area funzionale”)  e  sono relative a notifiche (let. a), verifiche intermedie (let. b) e attribuzione dei coefficienti di valutazione (let. c); invariata, invece, risulta la procedura di valutazione del personale di area 1^ e 2^.  Espunto conseguentemente il vecchio punto 8 (modalità di notifica delle schede) delle linee guida 2016,  che nelle linee guida 2017 è invece occupato dai “casi particolari”,  che rispetto al 2016 presentano la novità di cui alla lettera b. (mancata valutazione). Per il resto, tutto invariato, ma a fronte di una Direttiva politica (quella del 10.11.2015) che evidentemente SMD considera  la stessa, e dunque immodificata rispetto al 2016.

Qualche riflessione al riguardo ci sia consentita, e la proponiamo ovviamente a beneficio dei lavoratori interessati.

Solo qualche giorno fa, abbiamo scritto al Sottosegretario Rossi ricordando che,“in riscontro a quanto richiesto dalla S.V. nel corso della riunione del 13 settembre 2016,  FLP DIFESA ha inviato alla Sua attenzione in data 15 ottobre u.s. alcune sue osservazioni relative all’applicazione della Direttiva del 10.11.2015 sulla misurazione e valutazione della performance individuale nell’anno 2016, e lo stesso ci risulta abbiano fatto altre sigle sindacali”  e chiedendo, anche in ragione delle scadenze oramai prossime (20 febbraio 2017), che le Parti sociali venissero sollecitamente informate in merito “alle regole per l’anno in corso, e in particolare di quelle eventualmente innovative e/o modificative rispetto al 2016” (si veda l’allegato 3 su questa stessa pagina e il Notiziario n. 13 del 30 gennaio u.s. ).

Naturalmente, non è ancora pervenuta dal Gabinetto alcuna risposta al riguardo, anche se “RadioDifesa”  ci dice che il sistema di valutazione della performance individuale 2017 potrebbe contenere alcune modifiche rispetto al 2016,  e anche nel segno di quanto richiesto dalle OO.SS. nazionali. E allora, ci chiediamo, perché SMD ha operato questa accelerazione, e soprattutto perché lo ha fatto addirittura un mese prima della scadenza del termine per la consegna della scheda (le “linee” di SMD sono infatti del 19 gennaio…)?

Eccesso di zelo da parte di STAMADIFESA o, piuttosto, il solito proverbiale “non vedo, non sento, non parlo” del nostro Vertice politico, evidentemente in tutt’altre faccende affaccendato e quasi sempre dimentico delle questioni e delle scadenze che interessano il personale civile? Probabilmente  un po’ l’uno e un po’ l’altro, anche se in questa vicenda conta in primo luogo il silenzio assordante del Vertice politico.

A noi pare che sarebbe stato istituzionalmente più garbato e anche più rispettoso del ruolo delle OO.SS. che il Vertice politico avesse dato risposta alle osservazioni/proposte delle OO.SS., indicandone quelle eventualmente accolte e le connesse modifiche/integrazioni che sarebbero intervenute nella Direttiva del 10.11.2015 (che pubblichiamo qui stesso in allegato 4) in ordine  al sistema di valutazione 2017, e che, solo a seguire e sulla scorta delle decisioni del Vertice politico, i Vertici di area emanassero le  loro linee guida, ovviamente quelli interessati  a farlo come SMD, perché altri lo scorso anno non lo hanno fatto (chi dice che la nostra è un’Amministrazione a più teste, non sbaglia molto, evidentemente).

Sarebbe auspicabile, a nostro giudizio, che il Vertice politico riprendesse il ruolo che gli spetta e che pensiamo abbia ultimamente smarrito.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato1: SMD 7795-19.01.2017- Linee guida Direttiva performance individuale 2017

Allegato 2: SMD 16552-05.02.16-Linee guida Direttiva performance individuale 2016

Allefgato 3: 30.01.2017 – lettera FLP DIFESA a SSS su regole valutazione anno 2017

Notiziario n. 13 del 30 gennaio 2017 –

Siamo oramai in prossimità del termine – 10 febbraio 2017, come fissato dalla Direttiva 10.11.2015 che ripubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina- per la consegna delle schede con la valutazione della performance individuale 2016 espressa dall’Autorità valutatrice.  L’ha ricordato agli Enti dell’area operativa, con nota n. 175199 del 5.12.2016 che pubblichiamo in allegato 4, lo SMD-1° Reparto,  che ha anche utilmente richiamato le scadenze prossime venture al riguardo.

A tal proposito, ci giungono notizie che in non pochi Enti si sarebbe già provveduto alla consegna delle schede recanti la valutazione finale, e già emergono le prime criticità, i primi mal di pancia di colleghi e le prime osservazioni critiche rispetto agli approdi finali del sistema di valutazione.

 Il comun denominatore di queste osservazioni critiche ripropone quanto già osservato nel 2012: valutazioni di fatto poco legate alle attività effettive di lavoro, e spesso misurabili, nei differenziali tra i diversi voti attribuiti ai lavoratori, attraverso  criteri che poco hanno a che vedere con la performance  e che invece il più spesso trovano ragione in fattori in buona parte riferibili a dinamiche interne agli Uffici e/o di tipo relazionale con l’apparato.  La cosa non ci sorprende poi così tanto, essendo la nostra O.S. da sempre convinta del fatto che, in ragione di alcune caratteristiche sue proprie e da noi puntualmente richiamate in passato, non ci siano nella Difesa le condizioni per dare attuazione al modello premiale voluto dall’allora Ministro Brunetta, peraltro costruito con i piedi e la cui modifica non a caso è oggi al primo posto nella discussione con la FP e in sede ARAN. Sono queste le nostre primissime impressioni a caldo sui primi dati che ci sono arrivati, ma naturalmente attendiamo di avere un quadro più preciso e affidabile, anche con riferimento alle eventuali contestazioni da parte di lavoratori dei giudizi espressi dalle autorità valutatrici e ai contenziosi che si dovessero eventualmente attivare, per poter esprimere da parte nostra giudizi più compiuti e dettagliati.

Comunque, nelle more della chiusura della valutazione 2016, cominciamo a preoccuparci di quella relativa al 2017.  La Direttiva del 10.11.2015 fissa, come già detto, entro il 10.02.2017 la consegna delle schede con le valutazioni 2016; ma fissa anche entro il 20 dello stesso mese la “predisposizione e la notifica”  da parte dell’autorità valutatrice della scheda di valutazione per il 2017 “debitamente compilata”. E siccome è bene, e soprattutto è serio, che prima di iniziare la partita le regole del gioco siano compiutamente definite e rese note per tempo a tutti gli attori del processo, ci chiediamo: la Direttiva per la performance 2017 cambierà in qualche punto? Ci saranno o no delle novità per il 2017 rispetto al 2016?

E’ indubbio che la Direttiva del 10.11.2015 abbia fissato regole che, all’atto pratico, si sono rilevate foriere di enormi criticità e hanno provocato parecchi problemi.  Una per tutte: quella che disponeva che il sistema di misurazione e valutazione venisse adottato non solo “ai fini del trattamento accessorio collegato alla performance individuale”, e vabbè, ma anche “di quello ulteriore collegato ad eventuali obiettivi aggiuntivi conseguiti mediante specifici progetti” . E’ da qui che sono nate le difficoltà che registriamo oggi sui tavoli locali per il FUS 2016,  a cui hanno comunque contribuito anche un accordo FUA mal fatto sul punto (art. 14) e l’assenza di una circolare che la D.G. ha quest’anno evitato di emanare, senza spiegare il perché (ma lo si sa……).

Domanda: per il 2017 cosa si fa?  Quel passaggio sui criteri di valutazione dei progetti locali lo si lascia inalterato o lo si cambia, come sempre da noi richiesto e come ultimamente richiesto anche da CGIL-CISL-UIL, che pare ora vogliano modificare anche l’art. 14 dell’accordo FUA, che nel 2016 hanno invece bellamente firmato (non è mai troppo tardi, però…..).

Su richiesta del Sottosegretario Rossi, abbiamo inviato in data 15.10.2016 le nostre osservazioni sulla performance 2016 (che ripubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina)  ai fini degli eventuali correttivi per il 2017, e ugualmente hanno operato altre sigle: che sviluppi hanno avuto? Quali saranno le regole per il 2017?

Desidereremmo saperlo con una certa urgenza, e per questo abbiamo inviato allo stesso on. Rossi la nota che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 30.01.2017 – lettera FLP DIFESA a SSS su regole valutazione anno 2017

Allegato 2: 15.10.2016 – lettera FLP DIFESA a SSS con osservazioni  sistema performance individuale 2016

Allegato 3: 10.11.2015 – direttiva sistema misurazione e valutazione performance individuale 2016

Allegato 4: 05.12.2016.12.05 SMD n.175199 – Performance individuale, chiusura finale della valutazione

Notiziario n. 145 del 19 dicembre 2016 –

La Ministra Pinotti e il Capo di SMD gen. Graziano

Mercoledì 14 u.s., si è tenuto a palazzo Esercito il quarto confronto tecnico in merito ai contenuti delle “specifiche e coordinate direttive applicative” che, “per le rispettive aree di pertinenza”, SMD e SGD dovrebbero emanare in attuazione al “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile” firmato in data 2 maggio u.s. (Notiziario n. 55 di pari data), che ad ogni buon conto ripubblichiamo come allegato su questa stessa pagina.

Anche questo quarto incontro,  come i  tre che lo hanno preceduto (l’ultimo dei quali in data 18 ott. u.s., vds Notiziario n. 120) e analogamente a quelli che si sono tenuti presso il Gabinetto e che hanno preceduto la firma del “protocollo”,  è avvenuto con c.d. “modalità bilaterale”, nuova fattispecie creata dal Gabinetto e da allora in essere, che costituisce davvero un “unicum” nel sistema delle relazioni sindacali, ma che, nei fatti, altro non è che un modo nuovo, più coperto e originale,  di  declinare i “tavoli separati”, che sono molto amati dai soggetti proponenti (CGIL-CISL-UIL) ma apprezzati e utilizzati anche da chi li concede pro domo propria (A.D.), posto che appare evidente a tutti che a trarre giovamento da questa particolare modalità di confronto non è certamente il fronte sindacale (“divide et impera”, lo ricordiamo?).

Come si ricorderà, nell’ultimo incontro del 18 ottobre, SMD ci aveva illustrato alcuni punti  della sua seconda bozza, rivisitata anche sulla base delle osservazioni delle OO.SS. sul primo testo, bozza che abbiamo poi potuto leggere in toto. Ebbene, il giudizio conclusivo che ne avevamo tratto è che, allo stato, relativamente alle nostre richieste (la sottolineatura è d’obbligo, atteso che non ci sono note le osservazioni e proposte avanzate delle altre sigle, e dunque non sappiamo se esistano o meno punti condivisi di analisi e di proposta) non ci pareva che questa seconda bozza avesse dato risposte sui punti da noi ritenuti essenziali.

Il problema riguarda in particolare l’area tecnico-operativa (T/O), quella delle Forze Armate e che ha al suo vertice SMD, dove opera allo stato l’87% del personale civile. E’ di tutta evidenza che, anche di fronte ad approdi significativi del confronto relativo alla c.d. “area industriale” (T/I) e a quelli, tutti comunque di là da venire (SGD non ci ha ancora fatto pervenire la bozza di direttiva di propria pertinenza) che dovessero riguardare l’attuale area T/A),  che sarà molto depotenziata in base alle previsioni del Libro Bianco, sarà indiscutibilmente la direttiva destinata all’area T/O quella che peserà di più, e anche di molto, stante la densità di civili in quest’area.

A nostro giudizio, alleggerire il peso della componente civile nell’area T/O, soprattutto sul fronte della qualità del ruolo esercitato, dell’impiego concreto sul campo e degli incarichi di responsabilità assegnati, partendo dal presupposto che l’area T/O è un’area a forte (o addirittura esclusiva, magari pensa qualcuno sulla base delle previsioni del Libro Bianco) connotazione militare e operativa e come tale esclusa ab origine da qualsiasi redistribuzione di ruoli di responsabilità e di competenze tra personale militare e civile, significherebbe codificarne definitivamente una posizione secondaria, o peggio ancora subalterna, che continuerebbe ad esporre i civili alla discrezionalità del Dirigente, che si sa bene, per l’esperienza di tutti questi anni, essere quasi sempre “benevolmente” orientata verso le professionalità militari. Prova ne sia che, pure a fronte della tabella di equiparazione a suo tempo concordata con l’attuale Ministra, anche in questi anni gli SS.MM. hanno continuato ad assegnare, nelle rivisitate dotazioni organiche degli Enti, incarichi di responsabilità a personale sottufficiale, in particolare del ruolo marescialli,  pur in presenza negli stessi Enti di funzionari che, per questo motivo, sono stati destinati a ruoli di supporto e di minore responsabilità.

Su direttive applicative ispirate da questa impropria idea dell’impiego civile in area T/O e finalizzate, di fatto, a stabilizzare in essa la preminenza del personale militare in tutti (o quasi) gli ambiti lavorativi, anche in quelli di attività e settori ricondotti dal protocollo ai lavoratori civili,  noi pensiamo che tutte le OO.SS. nazionali si porranno seriamente il problema se esprimere o no una posizione di assenso, atteso che questa non appare certo la via più sicura e agevole per traguardare l’agognata e mai ottenuta “civilizzazione”

Se il “protocollo” è stato letto da alcuni come un’opportunità, attenzione ora a non metterci sopra un sigillo di segno negativo che ci porteremmo dietro per i prossimi 10 anni.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Protocollo d’intesa 02.05.2016 suklke funzioni civili con le firme delle Parti

Notiziario n. 126 del 7 novembre 2017 –

imagesCome volevasi dimostrare.  Il Disegno di Legge (DDL) di bilancio 2017, approdato alla Camera in data 29 u.s. e che il cui testo (A.C. 4127-Bis) ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, non reca alcuna disposizione a favore del personale civile e men che meno quelle due che ci erano state presentate in bozza, la prima direttamente dal Sottosegretario Rossi e finalizzata alla costituzione dal 1.1.2017 di un Fondo Integrativo aggiuntivo finalizzato ad  accrescere le misere retribuzioni civili del M.D. (Notiziario n. 117 del 17.10.2016)  e la seconda illustrataci al Gabinetto e finalizzata ad avviare le c.d. “progressioni verticali”, e cioè i passaggi da area ad area, al cui interno si iscrive l’annoso e spinoso problema dell’area 1^ (Notiziario n. 122 del 19.10.2016).

In entrambe le occasioni, FLP DIFESA, nel prendere positivamente atto degli intendimenti dell’A.D.,  disse con chiarezza che quegli intendimenti avrebbero avuto possibilità di successo solo nel caso in cui si fossero concretizzati in specifiche previsioni inserite dentro il DDL bilancio 2017, in quanto in tal caso avrebbero avuto la piena copertura di MEF e FP.  Altrimenti, sarebbero state quasi certamente aria fritta o, forse anche, fuffa elettorale in previsione della nodale (per il Governo) scadenza del 4 dicembre sul Referendum.

Ebbene, dobbiamo purtroppo prender atto che il DDL di bilancio non reca nulla al riguardo, ad ulteriore dimostrazione di quale sia il peso del nostro Vertice politico nei rapporti che contano (MEF e FP), e dunque continuiamo a brancolare nel buio in merito a quelle due proposte. Dunque aria fritta o/e fuffa elettorale.

Ma lo stesso, però, non è avvenuto per l’altra componente di personale del M.D., quella militare, che invece ha visto alcune proprie istanze recepite all’interno del DDL Bilancio 2017. Ci riferiamo, in particolare, alle previsioni contenute nell’art. 52 (Fondo per il P.I.) che, nel contesto degli 1, 92 mld  € stanziati per il 2017, prevedono la proroga al 2017 del c.d. “bonus sicurezza” di 960 € annue attribuito dalla L. 208/2015 a tutto il personale del “comparto sicurezza e difesa” (e non anche a  noi civili, che certo forniamo  un contributo rilevante alla difesa e sicurezza), e inoltre diverse centinaia di mln stanziati per il riordino delle carriere del personale di quel comparto e per la c.d. “equiordinazione”,  che porterà più carriera e più soldi per i colleghi militari, allargando così ancor di più la forbice retributiva tra le due categorie di personale del M.D.

A tal proposito, i motori iniziano già a scaldarsi: il 26 u.s., c’è stata una riunione tra SMD e  COCER Interforze, argomento proprio il riordino dei ruoli FF.AA., del quale noi avevamo già parlato nel Notiziario n. 98 del 16 e nel Notiziario n. 99 del 22.08.2016 . Siamo in possesso delle slide illustrate da SMD nella riunione del 26 u.s., e le pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 per quanti direttamente o indirettamente interessati.

Il riordino delle FF.AA. e il loro allineamento giuridico-economico-funzionale alle Forze di Polizia (”equiordinazione”  per le categorie non direttive) dovrà essere recepito in uno schema di decreto entro il corrente mese di novembre.  Le risorse necessarie deriverebbero: da un precedente finanziamento (119 mln €) in quota parte per il settore Difesa;  dal 50% dei risparmi realizzati con la riduzione dello strumento militare (L.244/2012 e relativi decreti attuativi);  infine, da quelle derivanti dal DDL bilancio 2017 (le cifre che girano, oscillano tra i 250 mln di € -come da slide di SMD- e i 350 mln di euro riportate da molti media).

I principi e le modalità del riordino dei ruoli FF.AA., con riferimento a quelli non direttivi, sono indicati nelle slide di SMD (promozioni, anticipi promozioni  e nuove qualifiche per i “marescialli”;  riduzione del periodo utile alle promozioni e  nuove qualifiche per i “sergenti”; rimodulazione carriera, nuove qualifiche e riordino ruoli  per i VSP). Per gli Ufficiali, invece, ad oggi, solo una ipotesi di futuro riordino.

Come si vede, differenze abissali tra noi civili e i militari, che godono da sempre del maggior peso specifico dei Vertici militari su Governo, MEF e FP.

Noi avremmo bisogno di una forte azione del nostro Vertice politico, che o non c’è o, se  c’è (come anche probabile), non riesce purtroppo mai ad approdare ad un risultato.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: slide predisposte da SMD sul riordino dei ruoli delle FF.AA. (riunione con COCER IF del 26.10-2016)

Allegato 2: AC-4127-bis-DDL-bilancio-anno-2017

Stato maggiore Difesa


A oltre due anni dall’emanazione del primo (luglio 2016), ancora non c’è traccia dell’avvio del secondo bando di mobilità interna ordinaria volontaria. E’ dunque bloccato da oltre due anni l’istituto della mobilità interna ordinaria, con un danno notevole per i lavoratori interessati. Se la situazione non si dovesse sbloccare a breve, valuteremo la praticabilità di azioni legali contro A.D.

19 Set 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 102 del 18 settembre 2018 – Noi pensiamo davvero che, per quanto attiene l’incredibile vicenda legata all’emanando (da due anni, campa cavallo!) bando di mobilità interna ordinaria volontaria, Amministrazione Difesa stia davvero scivolando nel ridicolo, e ci chiediamo come mai le altre sigle assistano imperterrite e inerti a questo scempio, che da una […]


L’audizione parlamentare del gen. Graziano, Capo di SMD, a pochi mesi dalla fine dell’incarico. Criticità del quadro internazionale e ruolo dell’Italia; bilancio finanziario 2018; problematiche del personale e ruolo dei civili; processi di riordino delle FF.AA., rispetto ai quali ha tenuto basso il profilo relativo alle scelte operate dal Libro Bianco. Segno dei tempi nuovi, evidentemente

20 Ago 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 89 del 20 agosto 2018 – A distanza di solo qualche giorno dall’audizione della Ministra Trenta, della quale abbiamo riferito nel Notiziario n. 86 del 9 u.s., in data 1 agosto u.s. si è svolta, presso le Commissioni Difesa del Parlamento riunite in seduta congiunta, l’audizione del Capo di SMD, gen. C. Graziano, […]


Smart Working (lavoro agile). Non convince molto la proposta di Regolamento messa a punto da SGD ed SMD. Progetto sperimentale destinato solo a personale di Enti di vertice di Roma, escludendo il personale degli Enti periferici. E’ mancata l’analisi preventiva diffusa dei procedimenti e delle attività telelavorabili, ed è anche mancato il coinvolgimento preventivo delle OO.SS.. Parere favorevole del CUG, ma con rilievi significativi.

28 Giu 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 70 del 28 giugno 2018 – Come già riferito in altri nostri precedenti Notiziari, rispetto al c.d. “telelavoro”, la legislazione ha promosso dal 2015 un nuovo modello di organizzazione più evoluto e flessibile, denominato smart-working (o lavoro agile), con la  finalità di perseguire moduli organizzativi flessibili, tendenti a contemperare le esigenze di conciliazione […]


SMD predispone uno schema di decreto interministeriale Difesa-MEF che prevede dal 1° gennaio 2018 l’attribuzione di un compenso a Maggiori e TColonnelli in servizio a Roma preso Enti di vertice per coprirne il disagio e valorizzarne il servizio. Assicuriamo che non è un uno scherzo, e per questo FLP DIFESA scrive al Gabinetto del Ministro

14 Mag 2018 - Flp Difesa

News FLP DIFESA del 14 maggio 2018 – Siamo venuti a conoscenza che, con riferimento a quanto previsto dall’art. 1826bis del Decreto Legislativo 15.03.2010, n. 66 (Codice dell’Ordinamento Militare) introdotto dalla legge sul c.d. riordino dei ruoli e delle carriere del personale militare delle Forze Armate (D.Lgs. 29.05.2017, n. 94), lo Stato Maggiore Difesa ha […]


La vergogna della mancata adozione della tabella di corrispondenza tra ruoli militari e inquadramenti civili concordata con la sen. Pinotti nel novembre 2013. Lo stretto legame esistente tra tabella e Direttiva SMD – SGD sulle funzioni civili. Una direttiva che, proprio in ragione della mancata adozione della tabella, andrà riscritta nella parte relativa all’area operativa. FLP DIFESA lo chiederà

3 Apr 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 33 del 3 aprile 2018 – Iniziamo da oggi la pubblicazione di Notiziari tematici con i quali  affronteremo, una per volta,  le principali questioni ancora irrisolte all’interno del M.D. e che toccano direttamente il personale civile, e su queste diremo come la pensiamo e le soluzioni che prospettiamo, anche ai fini del nostro […]


Riunione tecnica a Stamadifesa. Parte il confronto con l’Amministrazione in merito alle modifiche da apportare nel protocollo d’intesa 29.09.2015 su mobilità volontaria e reimpieghi, in previsione del bando 2017. Il comunicato unitario di CGIL FP, UIL PA ed FLP DIFESA. Il secondo bando deve uscire a breve, bisogna recuperare il tempo perduto

20 Set 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 90 del 20 settembre 2017 – Come in più occasioni ricordato,  dopo un confronto durato oltre quattro anni  e sempre arenatosi sul nodo dei “pareri” degli Organi Programmatori (O.P.), il 29.09.2015 è stato sottoscritto dal Sottosegretario Rossi e dalle OO.SS. nazionali il “Protocollo d’intesa”  che recava le nuove procedure per i reimpieghi (all. […]


STAMADIFESA ha emanato le “linee guida” sulla valutazione della performance individuale 2017 sulla base della stessa Direttiva operante nel 2016. Il tutto nel silenzio assordante del nostro Vertice politico che non ha ancora dato risposta alle osservazioni richieste alle OO.SS e dalle stesse inviate a ottobre u.s.

2 Feb 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 14 del 2 febbraio 2017 – Stato Maggiore Difesa (SMD) ha emanato in data 19.01.2017 u.s. il fg. 7795 che reca “linee guida applicative del sistema di misurazione e valutazione della performance del personale civile delle aree funzionali della Difesa” per l’anno 2017, con riferimento ovviamente al personale in servizio negli Enti dell’area […]


In arrivo le valutazioni delle performance individuali 2016: le stesse criticità osservate nel 2012. E nel 2017 cosa si fa, a fronte dei problemi osservati nel 2016? La stessa Direttiva o cambia qualcosa nel sistema di misurazione e valutazione del 2017? Lo abbiamo chisto al Sottosegretario Rossi, il 20 febbraio è vicino…

30 Gen 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 13 del 30 gennaio 2017 – Siamo oramai in prossimità del termine – 10 febbraio 2017, come fissato dalla Direttiva 10.11.2015 che ripubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina- per la consegna delle schede con la valutazione della performance individuale 2016 espressa dall’Autorità valutatrice.  L’ha ricordato agli Enti dell’area operativa, con nota […]


Prosegue il confronto con modalità “bilaterale” sulle linee applicative del protocollo 2.05.2016 sulle funzioni del personale civile. Il problema rimane quello dell’impiego in area tecnico-operativa, ed è davvero un gran problema

19 Dic 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 145 del 19 dicembre 2016 – Mercoledì 14 u.s., si è tenuto a palazzo Esercito il quarto confronto tecnico in merito ai contenuti delle “specifiche e coordinate direttive applicative” che, “per le rispettive aree di pertinenza”, SMD e SGD dovrebbero emanare in attuazione al “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile” firmato in data […]


DDL di bilancio 2017. Riordino delle carriere militari, macchine avanti tutta. Gli intendimenti al riguardo ( e relative slide) di SMD. Per i lavoratori civili, nè Fondo Integrativo, nè progressioni verticali e neanche il bonus sicurezza

7 Nov 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 126 del 7 novembre 2017 – Come volevasi dimostrare.  Il Disegno di Legge (DDL) di bilancio 2017, approdato alla Camera in data 29 u.s. e che il cui testo (A.C. 4127-Bis) ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, non reca alcuna disposizione a favore del personale civile e men che meno quelle due […]


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