Notiziario n. 107 del 9 ottobre 2014 –

SMDPiccola apertura di SMD sul fronte della nuove dotazioni organiche, che però non cambia in alcun  modo la struttura del provvedimento (distribuzione per O.P. e Regione) e mantiene pertanto irrisolto il problema da noi segnalato all’indomani della consegna alle OO.SS. nazionali dello schema di DM.  E’ questo, in sintesi, l’esito della seconda e conclusiva riunione tecnica di ieri pomeriggio sullo schema di D.M. di ripartizione degli organici fissati con DPCM 22.01.2013  e conseguenti ai tagli del DL 6.07.2012, n. 95,  che è stata ancora una volta presieduta dal Capo del 1° Rep. SMD con la presenza al tavolo di tutti gli OO.PP.

La piccola apertura consiste in questo: le dotazioni organiche di F.A. e di Regione saranno implementate di alcune posizioni destinate agli Enti  c.d. “industriali” della Difesa (Poli, Arsenali e Reparti Manutenzione AM), e più precisamente: 25 a Taranto; 5 a La Spezia; 20 a Piacenza, 15 a Terni e 10 a Cameri (RMV), e di cui però non ci sono ancora noti i profili professionali prescelti.  Una piccola apertura, dunque,  da parte di SMD, “un piccolo passo in avanti” nel giudizio unanime del tavolo sindacale, che però da una parte  conferma indirettamente la fondatetezza delle nostre osservazioni sulla rigidità del provvedimento e dall’altra porta a quegli Enti un po’ di ossigeno (poco, in relazione alle criticità segnalate dagli SS.MM.). Ovviamente non cambia, allo stato, il nostro giudizio sui rischi legati alla ripartizione su base regionale, tenuto conto che  i paletti così rigidamente fissati potrebbero indurre ”pericolose ricadute  in materia di mobilità interna ed esterna, di reimpiego, etc.  e anche sotto il profilo delle nuove assunzioni, vitali per Poli, Arsenali e CC.TT” , come da noi segnalato al Sottosegretario nella nota del 3 luglio u.s. (Notiziario n. 72). Continuiamo ad essere convinti che, in relazione alle previsioni del DPCM ritenute vincolanti da SMD, in funzione delle necessità legate al riassetto L.244, fosse possibile operare un correttivo attraverso il D. Lgs. n. 8/2014 (che, è bene ricordarlo, ha visto la luce quasi un anno dopo l’entrata in vigore del DPCM 22.01.’13).  Lunedì 13 p.v., l’argomento sarà oggetto del tavolo politico con il Sottosegretario Rossi, tappa conclusiva del percorso di confronto con le OO.SS, dopodichè lo schema di DM finirà sul tavolo della Ministra Pinotti.

            Nel corso della riunione, sono stati fornite da SMD anche le seguenti risposte.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:  Schema DM sulle dotazioni organiche consegnato alle OO.SS.

Allegato 2:  03.07.2014 -le osservazioni e proposte di FLP DIFESA sullo schema DM organici

Allegato 3:  Tabella elaborata da FLP-DIFESA ottobre 2012  (sulla base dei dati forniti dall’A.D.)

Allegato 4:  Decreto Interministeriale 18.04.2002

Allegato5:   05.08.2013 -Lettera-di-FLP-DIFESA-con richiesta di incontro su pensionamenti

Notiziario n. 104 del 30 settembre 2014 –

Il gen. F. Marsiglia, Capo 1° Rep. SMD
Il gen. Franco Marsiglia, Capo del 1° Reparto SMD

Si è tenuta nel pomeriggio di ieri a palazzo Caprara la riunione tecnica disposta dal Sottosegretario Rossi a seguito dell’ultimo incontro del 31 luglio (vds. Notiziario n. 83 di pari data)  e che era finalizzato, con riferimento allo schema di Decreto Ministeriale di ripartizione in ambito Difesa delle dotazioni conseguenti ai tagli del DL 6.07.2012, n.95 (spending review) e di cui al DPCM 22.01.2013, “ad approfondire l’evoluzione e lo sviluppo degli organici del personale civile della Difesa”  (fg. Gabinetto Ministro n. 31249 del 5 ago u.s.).

In apertura della riunione, che si è tenuta a tavoli uniti, è stata presieduta dal Capo del 1° Rep. di SMD gen. Franco Marsiglia  e ha visto la presenza di tutti gli SS.MM. di F.A. e del Cdo Gen. dell’Arma,  sono state illustrate alle OO.SS. , per il tramite di slide che pubblicheremo su questa stessa pagina non appena ci saranno pervenute da SMD,  il quadro normativo, le premesse, i criteri e le linee ispiratrici dello schema di DM, che possiamo così sintetizzare:

Estremamente interessante la relazione del Capo del 1° Reparto, totalmente condivisibile sul piano delle finalità, ma che però non ci pare abbia dato risposta al problema che noi avevamo posto con la nota al Sottosegretario (si veda il Notiziario n. 72 del 7.07.2014).  In quella nota, avevamo infatti segnalato che “la ripartizione per Regioni e per OO.PP.  fissata in un decreto ministeriale determinerebbe una condizione  di evidente rigidità al sistema, con pericolose ricadute  in materia di mobilità interna ed esterna, di reimpiego e anche sotto il profilo delle nuove assunzioni, vitali per Poli, Arsenali e CC.TT”   e abbiamo conseguentemente proposto “che il DM in questione riporti esclusivamente la ripartizione per profilo professionale, evidenziandone solo la dotazione nazionale, lasciando poi ad atti interni dell’A.D. la ripartizione tra OO.PP. e Regioni, come peraltro da sempre avviene per le dotazioni organiche di Ente”.  Le nostre preoccupazioni sulla “rigidità”  del sistema sono state peraltro riconosciute,  in sede di riunione con FLP DIFESA del 31 lug., dallo stesso on. Rossi, che ha ipotizzato l’inserimento nel primo decreto correttivo di una norma in deroga ai criteri del DPCM 22.01.2013.  Ci si chiede allora perché questa norma non sia stata inserita nel D.Lgs. n. 8, risolvendo dunque il problema alla radice. Ma nessuna risposta è arrivata al riguardo.

Sul problema eccedenze in rapporto ai nuovi organici, FLP DIFESA ha ribadito la necessità di una riunione urgente per conoscerne i dati emersi dall’indagine disposta dal Gabinetto (vds. Notiziario n. 96); ha chiesto inoltre di conoscere i numeri relativi ai colleghi ex militari transitati con DM 18.04.2002, suddivisi nei due periodi (2002-2012 e 2012-2014), e il loro computo agli effetti della determinazione delle stesse eccedenze,  dati che ci dovrebbero essere forniti nel corso della prossima riunione fissata per l’8 ottobre p.v. .

A margine della riunione,  il Cdo Generale CC ha illustrato il provvedimento di razionalizzazione dei Comandi Legione CC Basilicata e Molise (interessata una sola  professionalità civile) e di cui alla nota che pubblichiamo sul nostro sito web,  mentre  la F.A. Aeronautica ha dato informazioni  sulla riorganizzazione (dal 1 dic. p.v.) della Sz. RSSTA di Capo Frasca in Poligono, con mantenimento delle attuali articolazioni.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Schema DM sulle dotazioni organiche 

Allegato 2: 03.07.2014 – Le osservazioni e proposte di FLP DIFESA sullo schema DM organici

Allegato 3: Nota Gabinetto 05.08.2014

Allegato 4: DPCM 22.01.2013 – testo integrale

Alleagto 5: 29.09.2014 – Revisione ordinativa Comandi Legione CC

Allegato 6: Slide predisposte da SMD   (pervenute da SMD e pubblicate in data 1.10.2014)

Notiziario n. 99 del 22 settembre 2014 –

La Ministra con il SGD e i due DD.GG. in vista alla mensa
La Ministra con il Segr. Gen. e  i due Dir. Gen. in visita alla mensa

I lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL sono impegnati da oltre un anno in una vertenza contro il  tentativo di SMD di ridurre le competenze delle due DD.GG. e di trasferirle in capo agli SS.MM. di F.A.. Un tentativo reso evidente dallo stesso Capo di SMD,  amm. L. Binelli Mantelli, che nel corso dell’ audizione parlamentare del 21.11.2013 sui decreti attuativi L. 244, ebbe molto candidamente a dichiarare che serviva “una diversa ripartizione di compiti tra SMD e SGD. Serve una soluzione che attualizzi le competenze delle FF.AA. su aspetti interconnessi, e difficilmente separabili tra di loro, come il reclutamento, l’addestramento, la disciplina, lo stato giuridico, la formazione, le operazioni, le dinamiche salariali e la previdenza,  e per questo serve conferire ai Capi di S.M. di Forza Armata  le competenze di cui sopra. La parte innovativa del presente riassetto, il suo punto chiave,  è dunque la  <<governance>> del personale, che va gestita dalle FF.AA. e posta alle dirette competenze dei Capi di S.M., eliminando l’accentramento che c’è stato sinora su SGD e l’approccio burocratico che l’ha caratterizzata in questi anni”.

Un disegno, questo, che è andato avanti lo stesso nel corso di questi mesi pur a fronte di un parere radicalmente avverso di entrambe le Commissioni Difesa (“garantire il mantenimento di tutti gli atti amministrativi relativi allo stato giuridico e al trattamento economico e normativo del personale militare presso la D.G. del personale militare”), attraverso il lavoro del “Gruppo di progetto” appositamente costituito e ora procrastinato sino al 30.06. 2015,  e che più recentemente  è approdata alla formale costituzione nell’ambito di SMD, a far data dal 1 settembre 2014, del CUSI (Centro Unico Stipendiale interforze, si veda il “dispongo” che pubblichiamo su questa stessa pagina).  Un disegno, quello di SMD,  di autentica decivilizzazione,  contro cui sono scesi in campo direttamente i lavoratori delle due DD.GG. e le loro RSU, e che ha visto la FLP DIFESA sempre al loro fianco in tutti i momenti (vds. Notiziari n. 127/2013 e 9/2014).

E’ all’interno di questo quadro che va collocata la recente visita della Ministra Pinotti alle due DD.GG.  avvenuta il 16 u.s.,  che ha fatto registrare sensazioni piuttosto positive da parte del personale e delle due RSU in considerazione dell’interesse mostrato dalla sen. Pinotti per il lavoro delle due D.G., per il fondamentale ruolo svolto all’interno dell’area T/A e per gli importanti risultati raggiunti in materia di uniforme trattamento del personale militare.   La visita non è stata un semplice atto formale: la Ministra si è trattenuta per ca. quattro ore all’interno del comprensorio, ed ha voluto approfondire , nel briefing tecnico tenuto con le Dirigenza,  le proprie conoscenze in merito alle attività istituzionali svolte dalle D.G., e questo anche in vista delle decisioni da prendere con il redigendo Regolamento attraverso il quale si distribuiranno le competenze tra le aree.  Nell’ incontro che si è tenuto con i lavoratori,  la Ministra ha ringraziato il personale per il lavoro che quotidianamente svolge, esprimendo il suo plauso per le sinergie esistenti tra personale civile e militare e per l’attuale organizzazione,  manifestando chiaramente la sua volontà di valorizzare ulteriormente l’area T/A., come peraltro espresso dalla stessa Ministra nelle linee programmatiche del Ministero esposte nell’audizione presso le Commissioni Difesa il 12 marzo 2014.

Al termine dell’incontro con il personale,  le due RSU hanno consegnato un documento congiunto con il quale si chiede alla Ministra una decisione in merito al Regolamento ex art. 1 D. Lgs. n. 7 con la conferma dell’attuale organizzazione all’interno dell’area T/A,  in continuità con i processi di razionalizzazione che, a partire dalla riforma Andreatta,  hanno portato alla costituzione delle due DD. GG.    In conclusione,  una visita senza dubbio positiva, che ha permesso alla Ministra di conoscere meglio le realtà in questione e fornito ulteriori elementi di conoscenza per una ponderata decisione in merito al citato Regolamento.

Su questa stessa pagina, pubblichiamo anche le comunicazioni della Ministra alle Commissioni Difesa ed Esteri sulle missioni internazionali.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:        13.08.2014 – Atto costitutivo del CUSI a firma del Capo SMD

Allegato 2:       03.09.2014 – Comunicazioni al parlamento della Ministra Pinotti sulle missioni internazionali

Notiziario n. 92 del 4 settembre 2014 –

untitledIn data 29.01.2014, sono stati approvati dall’allora Ministro Mauro  il “Piano triennale di prevenzione della corruzione 2013– 2016”  e il “Codice di comportamento dei dipendenti del Ministero della Difesa” (che ripubblichiamo entrambi su questa stessa pagina), in ottemperanza alle disposizioni di cui alla Legge 6.11.2012, n .190  e con l’obiettivo  quelli di “assicurare la prevenzione di fenomeni di corruzione”.

Ciò premesso,informiamo che in data 5 agosto u.s. è stato trasmesso da SMD  il “messaggio del referente per la prevenzione della corruzione e la trasparenza area s.m.d. – comunicato n° 1/2014” , che riportiamo in forma integrale per l’ opportuna conoscenza dei lavoratori degli Enti dell’area operativa:  

 “ Dal 2014 sono in vigore il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (P.T.C.P.) ed il Codice di Comportamento del Ministero della Difesa, che costituisce parte integrante del suddetto P.T.C.P. Tale codice ha lo scopo di integrare e di specificare le disposizioni contenute nel Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici, i cui principi, unitamente alle norme di disciplina militare, hanno valore anche per il personale militare (D.P.R. n. 62/2013).Tra le norme di comportamento, contenute in tali documenti, risulta di assoluta rilevanza quella riguardante l’obbligo di astensione del dipendente in caso di conflitti di interesse. In ossequio ai principi d’imparzialità e d’indipendenza di giudizio, ogni responsabile del procedimento e i titolari degli uffici competenti ad adottare i pareri, le valutazioni tecniche, gli atti endoprocedimentali e il provvedimento finale debbono astenersi in caso di conflitto di interessi pubblici con interessi personali o privati. Tale obbligo intende prevenire il pericolo che l’Amministrazione assuma decisioni che possano essere influenzate, durante l’iter di formazione della volontà, da dipendenti che si trovino in situazioni di conflitto di interessi. Il conflitto di interessi si concretizza in una circostanza in cui un interesse privato o personale interferisce (conflitto reale) o potrebbe tendenzialmente interferire (conflitto potenziale) con la capacità del dipendente militare o civile di agire in conformità ai suoi doveri e responsabilità ostacolando il corretto perseguimento dell’interesse pubblico. Il conflitto può riguardare interessi di qualsiasi natura, anche non patrimoniali, come quelli derivanti dall’intento di voler assecondare pressioni politiche, sindacali, di superiori o di terzi. Il soggetto si deve astenere dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi, oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale, ovvero di soggetti od organizzazioni con cui egli o il coniuge abbia causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito significativi, ovvero di soggetti od organizzazioni di cui sia tutore, curatore, procuratore o agente, ovvero di enti, associazioni anche non riconosciute, comitati, società o stabilimenti di cui sia amministratore o gerente o dirigente. L’interessato deve astenersi in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza. In tali casi, il dipendente ha l’obbligo di segnalare, con immediatezza, al proprio superiore gerarchico, ogni situazione di conflitto reale o potenziale. Sull’astensione decide il responsabile dell’ufficio di appartenenza.  F.to il Referente per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza- Gen. F. Marsiglia “

 Con l’occasione, informiamo i colleghi che con nota n. 0096006 04-08-2014 (che pubblichiamo su questa stessa pagina) a firma dello stesso gen. F. Marsiglia in questo caso in veste di Capo del 1° Rep. SMD,  è stata  procrastinata dal 30 settembre 2014  al 30 giugno 2015  la data del mandato del  “Gruppo di Progetto  per lo studio di una diversa ripartizione delle funzioni, tra area T/A e T/O, attinenti alla gestione del personale”,  che peraltro avrà un nuovo Presidente nella persona dell’Amm. Sq. Marzano Donato.

Come interpretare questo differimento di data?  Sulla importantissima questione,  legata in ogni caso al redigendo “Regolamento”  ex art. 1 del  D. Lgs. n. 7/2014  e  i cui obiettivi ed effetti in negativo la nostra O.S. ha avuto modo di denunciare  da tempo e a più riprese, avremo modo di ritornare presto.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: SMD – atto di proroga Gruppo di progetto

Alleagto 2: Piano triennale prevenzione corruzione 2013-2016

Allegato 3: Codice di comportamento dei dipendenti del Ministero della Difesa

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La sede di PERSOMIL e PREVIMIL a Roma-Cecchignola
La sede di PERSOMIL e PREVIMIL alla Cecchignola

Notiziario n. 76 del 18.07.2014 –

Grande partecipazione dei lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL all’assemblea interna indetta dalle due RSU, e questo nonostante il periodo estivo e i tanti assenti.  Al centro del confronto,  le ben note problematiche relative al grave tentativo, apertamente dichiarato dal Capo di SMD (si veda il nostro Notiziario n. 126 del 23.11.2013)  nel corso di una audizione parlamentare,  di sottrarre competenze alle due DD.GG. per farle transitare agli SS.MM. di F.A. e, purtroppo, tuttora all’esame di gruppi di studio, nonostante  l’esplicito parere avverso delle Commissioni Difesa  (“garantire il mantenimento di tutti gli atti amministrativi relativi allo stato giuridico e al trattamento economico e normativo del personale militare presso la D.G. del personale militare”, vds. Notiziario n. 134/2013).  Quando si dice la priorità della Politica!

Alla predetta assemblea, che peraltro è servita anche a discutere dei punti più preoccupanti della  c.d. riforma  Renzi-Madia (DL 90 e DDL),  erano state invitate, dalle due RSU, tutte le OO.SS., nazionali e territoriali,  ma solo due (FLP DIFESA e CONFSAL-UNSA DIFESA) vi hanno partecipato. Forse, le altre sigle  sono tuttora in attesa di convocazione, da parte di SEGREDIFESA, della riunione richiesta con nota del nov. 2013, che pare proprio tardi un po’ ad arrivare…… Ognuno sceglie la strada che crede, ovviamente.

L’assemblea, aperta dagli interventi precisi e puntuali dei due Coordinatori RSU,  ha messo in luce la piena consapevolezza dei lavoratori,  da un lato che le iniziative di contrasto e di sensibilizzazione poste in essere hanno sortito degli effetti in positivo (la prima stesura dello schema di D. Lgs. ordinamentale, che prevedeva il depotenziamento tout-court delle due DD.GG.,  è stata abbandonata e sostituita con il rinvio al Regolamento ex art. 1 D. Lgs n.7/2014),  e, dall’altra, che il rischio che l’operazione possa ancora andare in porto permane tutto, anche alla luce della denuncia che la FLP DIFESA ha fatto al Sottosegretario Rossi nel corso dell’ultima riunione del 24 giugno 2014 (vds. Notiziario n. 69) circa il fatto che il Comitato dei Capi di SM di marzo 2014  avesse “disposto”  entro il 2014 la costituzione del Centro Unico Stipendiale Interforze (CUSI), con graduale passaggio di competenze delle Direzioni Generali del personale (Persomil e Previmil), stabilendo in aggiunta  la tempistica che prevede, in particolare, entro il 2015, l’ acquisizione delle competenze PERSOMIL/PREVIMIL in  materia T.E. e finanziarie”.  Un fatto che abbiamo giudicato grave,  atteso che Organi tecnici  non dovrebbero decidere su scelte che il  D. Lgs. 7 demanda al Regolamento,  e su cui ci sono stati precisi impegni della sen. Pinotti  al confronto con le OO.SS. nazionali,  motivo per cui abbiamo chiesto in riunione l’urgente apertura del tavolo tecnico proposto dall’on. Rossi.

La piena consapevolezza sul rischio che è tuttora in atto,  ha indotto le due RSU a decidere sin da ora la loro riconvocazione subito dopo le ferie,  per decidere l’avvio di nuove iniziative a difesa delle due DD. GG. .

Come FLP DIFESA,  abbiamo ribadito la valenza nazionale della vertenza PERSOMIL-PREVIMIL, atteso il legame evidente con la nostra rivendicazione di una maggiore e più incisiva civilizzazione in ambito Difesa.

A proposito di rischio…  Mentre scriviamo,  siamo venuti a conoscenza che il “Gruppo di progetto” insediato da SMD, in sede di relazione finale e “in via conclusiva”,  ha raccomandato “il passaggio di PREVIMIl-PERSOMIL alle dirette dipendenze del Capo di SMD…….. per giungere poi al successivo decentramento delle funzioni alle FF.AA.”Dunque, il progetto è già  bello e confezionato.  Incredibile!

Sorgono, a tal riguardo, alcune domande: quale è l’opinione in proposito del Segretario Generale della Difesa all’ipotesi di sottrazione di un pezzo fondamentale dell’area tecnico-amministrativa a Lui affidata?  E, soprattutto,  quale è l’opinione della Ministra Pinotti e del Sottosegretario  sulla palese volontà di SMD di annettersi due delle attuali quattro Direzioni Generali?  E a quando l’annessione anche di PERSOCIV?

Pubblichiamo, di seguito, la nota già inviata all’attenzione della Ministra Pinotti e del Sottosegretario Rossi.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: La lettera di FLP DIFESA a Ministra e Sottosegretario

Notiziario n. 50 del 14 maggio 2014 –

untitledFinalmente, dopo ripetuti rinvii, si è tenuta nel pomeriggio di oggi a  palazzo Esercito la riunione (a tavoli uniti) che  FLP DIFESA ha chiesto con nota del 31.03.2014  (vds. Notiziario n. 32 del 1 apr. 2014) e che ha avuto per oggetto il c.d. “fondo casa”  di cui  all’art. 1836 del C.O.M.,  la cui accessibilità,  con la novella introdotta dal D.Lgs. 28.01.2014, n. 8, è stata estesa anche al personale civile del M.D. (come noto, la norma originaria lo rendeva accessibile solo “al personale dell’Esercito italiano, della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare”).  Una novità che abbiamo apprezzato molto, in quanto va a collocarsi  nel solco di quella pari opportunità  che abbiamo sempre rivendicato tra lavoratori militari e civili.

E’ utile ricordare come la  nostra richiesta d’incontro a SMD sia stata originata dal fatto che eravamo venuti a conoscenza, attraverso un comunicato del COCER e le slide predisposte da SMD che lo accompagnavano, che in data 20 marzo u.s. si era già tenuta una prima riunione con lo stesso COCER,  non accompagnata o seguita da analogo confronto con le OO.SS.,  come da prassi ampiamente consolidata in  ambito Difesa su tutte le questioni di comune interesse .  Oggi, finalmente,  il confronto tecnico è stato avviato con STAMADIFESA,  rappresentata nell’occasione da una delegazione del V° Reparto.

L’intervento iniziale di SMD è consistito nell’illustrazione delle slide recanti i contenuti del regolamento attuativo del novellato art. 1836 COM,  già pubblicate da tempo sul nostro sito e che ad ogni buon conto ripubblichiamo su questa stessa pagina, i  cui contenuti sono stati in parte già segnalati ai colleghi  attraverso il Notiziario n. 32,  al quale ovviamente rinviamo.  Sono poi seguiti gli interventi del tavolo sindacale,  che hanno espresso posizioni totalmente convergenti, che proviamo a riassumere.

Dalle OO.SS.  è venuto innanzitutto un  giudizio positivo sull’estensione del “fondo casa” ai civili, ma, per una valutazione più realistica,  abbiamo chiesto di conoscere la presumibile dotazione del Fondo e  la quota di personale che ne potrebbe beneficiare con i criteri di ripartizione indicati nella slide n. 14.

Abbiamo però radicalmente contestato i criteri di ripartizione del nostro fondo (“in proporzione al numero degli alloggi di servizio assegnate al personale civile dalle stesse FF.AA.”, slide n. 14), che proprio in relazione all’esiguità delle assegnazioni attuali (il cui numero abbiamo comunque chiesto di conoscere), lo renderebbe decisamente leggero e dunque utilizzabile da quote presumibilmente irrilevanti di lavoratori. Abbiamo allora proposto due opzioni diverse: la prima, formazione di una graduatoria unica per tutto il personale del MD;  la seconda, ripartizione dell’ammontare complessivo delle risorse disponibili  in due distinti fondi, uno per i militari e uno per i civili, sulla base delle presenze effettive del personale al 31 dic. dell’anno precedente. Abbiamo inoltre espresso discordanza anche per quanto attiene alla formula per l’attribuzione del punteggio per le graduatorie, che appare costruito in funzione del solo personale militare, e chiesto che vengano individuati criteri separati per le graduatorie civili, che tengano conto anche dell’ ISEE (Indicatore delle Situazione Economica Equivalente) e cioè dello strumento con il quale si misura la condizione economica delle famiglie in ragione di reddito, patrimonio e caratteristiche del nucleo familiare, e che dunque offrirebbe più garanzie per destinare il fondo a chi ne ha più bisogno.

Preso atto che il “gestore” (slide n. 8) potrebbe essere CONSAP,  abbiamo quindi  rappresentato la nostra netta discordanza in merito alla previsione di accensione di due ipoteche (“surrogazione totale”, slide n. 20), che esporrebbe il beneficiario a rischi di non poco conto. A conclusione, preso atto che le slide nulla dicono su alcune questioni (per es., la composizione delle “commissioni” che dovranno esaminare le domande e deliberare al riguardo),  abbiamo chiesto di aggiornare la riunione ad un prossimo incontro, nel quale confrontarsi sui contenuti dello schema di DM, che abbiamo chiesto di ricevere con anticipo.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:  Slide Fondo Casa predisposte da SMD

Allegato 2: Nota FLDIFESA del 31.03.2014 a SMD con richiesta di incontro

AGGIORNAMENTO  15.05.2014, h. 16.30 :  facendo seguito al presente Notiziario,  pubblichiamo di seguito  su questa stessa pagina, come allegato n. 3,  “lo schema delle disposizioni regolamentari poste a disciplina del Fondo casa, predisposto dall’Ufficio Legislativo di questo Ministero della Difesa”  che abbiamo chiesto in riunione e che è già pervenuto da SMD-V° Reparto

Allegato 3: Schema nuovo Regolamento fondo casa

Notiziario n. 53 dell’ 8 maggio 2013 –

L'incontro con il Capo di SMD
L’incontro con il Capo di SMD

Il Capo di Stato Maggiore  della Difesa, amm. Luigi Binelli Mantelli,  ha incontrato nel pomeriggio di ieri  le OO.SS. nazionali a tavoli uniti.  E’ stato un incontro per noi estremamente utile e interessante, che è servito a fare un giro d’orizzonte su alcune delle principali questioni che interessano la componente civile.

Nel suo intervento iniziale, il Capo di SMD ha ricordato la fase estremamente difficile che il Paese sta attraversando, nel cui contesto si inquadra anche il momento che vive la Difesa, chiamata a rivedere nei prossimi anni in chiave fortemente riduttiva il proprio assetto,  impegno questo che impone  a tutti gli attori del processo riformatore comportamenti  responsabili e coerenti con gli obiettivi imposti dalla legge delega.  Per far questo, a parere dell’amm. Bini Mantelli, occorre che tutti i soggetti interessati abbandonino i vecchi schemi e le vecchie logiche di difesa delle proprie posizioni, e guardino al processo riformatore  con occhi nuovi e convergenti per portare a compimento il processo di razionalizzazione dello strumento militare. Alle OO.SS. ha chiesto collaborazione, dichiarando la massima disponibilità al confronto.

E’ poi seguito il consueto giro di tavolo, con gli interventi di tutte le OO.SS. presenti, che ancora una volta hanno evidenziato posizioni ravvicinate e convergenti, pur con sfumature e sottolineature diverse.

La FLP DIFESA ha innanzitutto ringraziato l’amm. Binelli Mantelli per questo incontro, che cogliamo come un segnale di attenzione nei confronti della categoria e delle OO.SS.  In merito alla riforma dello strumento militare voluta dal Ministro Di Paola, la nostra O.S. ha ricordato il proprio dissenso, sia in termini di metodo (i contenuti della riforma ci sono stati semplicemente comunicati a posteriori) che nel merito, in particolare per quanto riguarda il personale civile. La riforma poteva e doveva essere l’occasione per un ripensamento complessivo sulla componente civile per dare alla stessa  ruolo, funzioni e prospettive,  ma  di questo, purtroppo, non c’è traccia alcuna nella legge delega, che propone solo pesanti tagli di organico, senza accompagnarli, come pure la riforma Andreatta aveva fatto,  a impegni precisi in termini di riqualificazioni, progressioni, formazione, etc.  Ebbene, i decreti attuativi della delega  offrono  l’occasione per correggere queste pesanti “dimenticanze”,  e per questo abbiamo richiesto l’impegno del Capo SMD in questa direzione.

In merito ai decreti attuativi della delega, e in particolare ai provvedimenti di riordino delle FF.AA., la nostra O.S. ha chiesto il coinvolgimento a monte  delle Parti sociali e non solo, come avvenuto sinora,  a valle di decisioni già assunte.  Su questo, in sede di replica, l’amm. Binelli Mantelli ha  sottolineato che l’onere decisionale in merito alle scelte da operare è interamente in capo all’Amministrazione,  e che le OO.SS. verranno coinvolte “per migliorare l’attuazione e per evitare scompensi”.  Nessuno mette in discussione il diritto-dovere dell’Amministrazione rispetto alle scelte da operare, noi vorremmo solo che i processi decisionali avvenissero in modo più inclusivo, tutto qua.  Siamo infatti convinti che una riforma di profondità, quale quella alla quale la Difesa si sta accingendo, potrebbe raggiungere risultati di gran lunga migliori e più efficaci  se fosse accompagnata dal coinvolgimento e dalla ricerca di condivisione di tutti gli attori,  e anche per questo abbiamo letto con piacere la frase di chiusura della notizia stampa apparsa sul sito di SMD in merito all’incontro di ieri con il capo di SMD, che recita testualmente così: “Quello di oggi è stato un primo incontro tecnico di presentazione, sicuramente incoraggiante per il clima costruttivo che lo ha caratterizzato e significativo per individuare soluzioni condivise che coniughino le esigenze di revisione dello strumento militare alle aspettative del personale civile” . Siamo perfettamente d’accordo.

La nostra O.S. ha poi segnalato al Capo di SMD la necessità che, in materia di reimpiego, le procedure previste dal CCNI Difesa trovino in occasione dei futuri riordini puntuale e totale applicazione.

FLP DIFESA ha quindi posto all’attenzione dell’ amm. Binelli Mantelli  altre rilevanti questioni.

– in primo luogo, i problemi innescati  dalla progressiva perdita di professionalità civili, dovute alle cessazioni e alla mancanza di turnover, presenti in particolare negli Arsenali e negli altri Enti della c.d. area industriale;   ha segnalato che la Difesa ha già espletato in questi anni diverse procedure concorsuali e che sono in attesa di assunzione circa 200 vincitori, prevalentemente di area 3^, che se assunti potrebbero assicurare un po’ di ossigeno a quegli Enti;  ha però anche segnalato che la validità delle graduatorie verrebbe a cessare al 30 giugno p.v. ove, nel frattempo, non fossero intervenute o l’attesa autorizzazione della F.P. o, in via subordinata, una proroga della validità delle graduatorie.  A  tal riguardo, il Capo di SMD, già in corso di riunione, ha interessato i propri Collaboratori presenti all’incontro affinché la questione venga approfondita con urgenza e con essa le più idonee modalità di iniziativa;

– sulle vicende legate al transito al sistema  NoiPA  della gestione del trattamento economico del personale degli Enti dell’area operativa,  ha dato atto al 1° Reparto di aver profuso al riguardo il massimo impegno per risolvere i tantissimi problemi intervenuti che oggi sono, per la gran parte, avviati a soluzione, ma ha anche richiamato la necessità di continuare il monitoraggio, atteso che alcuni problemi rimangono irrisolti;

– infine, sulla questione della “tabella di corrispondenza” tra gradi militari e posizioni civili,  in merito alla quale una O.S. ha segnalato la necessità di una sua definizione a breve,  la nostra O.S. ha ribadito quanto a suo tempo rappresentato in sede politica all’allora Sottosegretario Magri  (si veda il Notiziario n. 45 del 18.04.2013) e cioè che vada risolto preliminarmente “il problema legato agli accessi non vincolati nei ruoli civili”.  La nuova tabella, infatti, non regolerà solo i transiti del personale militare nei ruoli civili per inidoneità fisica,  ma anche quelli ordinari legati alla legge delega di riordino dello strumento militare, che prevede da qui al 2024 ben 33.000 esuberi militari.  E’ facile comprendere che,  una cosa sarebbe il transito nei ruoli civili nei limiti delle dotazioni organiche vigenti e nel rispetto dei vincoli assunzionali dell’Amministrazione Difesa,  ben altra cosa sarebbe invece il transito in soprannumero, come oggi avviene per i transiti per inidoneità.  E’ un aspetto, a nostro avviso, da chiarire preliminarmente, anche perché la legge delega, mentre prevede espressamente quei limiti per il transito verso le altre Pubbliche Amministrazioni, per quanto riguarda i transiti verso i ruoli civili della Difesa nulla prevede al riguardo.

 A conclusione dell’incontro, il Capo di SMD ha ringraziato le OO.SS. per il clima sereno e costruttivo, ed ha assicurato la propria disponibilità a ulteriori confronti con le OO.SS. nazionali. Ha infine comunicato che SMD redigerà e invierà al Vertice politico della Difesa  una nota dettagliata in merito ai contenuti e alle risultanze dell’incontro con le OO.SS.,  e che proporrà la realizzazione di un convegno nazionale specificatamente dedicato alle problematiche del personale civile,  idea questa che apprezziamo molto e che speriamo possa concretizzarsi in tempi celeri.

 Venerdì 10 p.v., alle ore 9.30,  è in programma l’incontro con il Capo di SME, gen. Claudio Graziano, che chiuderà il cerchio degli incontri con i Vertice delle Forze Armate,  inaugurate  dalla riunione con il Capo di SMM amm. Giuseppe  De Giorgi (12 febbraio),  proseguite poi con l’incontro con il Capo di SMA gen. Pasquale Preziosa (21 marzo),  e che ha visto nel pomeriggio di ieri la riunione con il Comandante in capo delle Forze Armate Italiane.  Un ciclo di incontri assolutamente interessanti e tutti positivi, sinora inediti nella pratica delle relazioni sindacali nazionali,  che  noi auspichiamo vivamente  non abbiano un carattere meramente episodico,  ma costituiscano appuntamenti periodici di confronto e di interscambio tra i Vertici delle Forze armate e le Rappresentanze del  personale civile,  che è parte viva e vitale di questa nostra Amministrazione.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 46 del 22 aprile 2013 –

Il DMML di CHIETI, cancellato dal 19 aprile
Il DMML di CHIETI, cancellato dal 19 aprile

Il riordino della Sanità militare è oramai giunto alla tappa conclusiva del suo tormentato percorso. La conferma è venuta direttamente dal Sottosegretario Magri il quale, nel corso dell’ultima riunione al Gabinetto del 17 u.s.,  in risposta a precisa domanda di FLP DIFESA, ha reso noto che il Ministro ha incaricato SMD di dare attuazione ai piani di reimpiego predisposti dagli SS.MM. a seguito dei tavoli locali. 

A questa conclusione, che ha saltato completamente l’esame nazionale sulle proposte di reimpiego messe a punto dagli SS.MM., si è giunti a seguito del disinteresse” (chiamamolo così) manifestato da altre sigle sindacali e in particolare da CGIL-CISL-UIL.  Infatti, a differenza di FLP DIFESA che  in data 4 u.s. ha chiesto al Gabinetto di “non dar corso agli intendimenti preannunciati”  e di fissare “la riunione nazionale” per l’esame,   le  altre  OO.SS.  non hanno dato riscontro alcuno agli intendimenti manifestati dal Gabinetto nella nota n. 11907 del 29.03.2013 (”trascorse due settimane dalla presente comunicazione, si darà corso ai successivi adempimenti per dare concreta esecutività ai piani di reimpiego”,  dunque ai trasferimenti.    Con il seguente, scontato risultato: cancellare il confronto conclusivo nazionale, dando così il sostanziale via libera ai reimpieghi del personale sulla base delle “proposte” unilaterali elaborate dagli SS.MM., sulle quali sarebbe stato invece quanto mai necessario un ulteriore esame.  Un esempio per tutti: il MAGASAN di S.Maria Capua a Vetere (Caserta), la cui proposta di reimpiego prevede che una quindicina di lavoratori venga destinata al “Nucleo Stralcio”,  senza indicare per gli stessi la destinazione finale a fine Nucleo. Sarebbe stato necessario che l’A.D. ne discutesse con le OO.SS., e con esse definisse le destinazioni definitive.  Il non averlo fatto,  produrrà l’effetto che  sarà unilateralmente SMD a sceglierne la destinazione definitiva, cosa mai avvenuta, come ci è stato espressamente chiarito nella riunione del 17 u.s. dal Capo del 1° Reparto.  Col risultato di eludere il caposaldo che ha sempre governato negli ultimi vent’anni i reimpieghi: che le destinazioni, tutte le destinazioni, siano definite d’intesa con le OO.SS. e con i percorsi previsti dal CCNI.

            Naturalmente, non possiamo prendercela con l’A.D., che con la richiamata nota del Gabinetto del 29 marzo u.s. era stata molto chiara;  se siamo arrivati a questo punto, lo dobbiamo evidentemente a chi ha ritenuto di non alzare il dito per fermare una conclusione già anticipata. E’ di tutta evidenza, infatti,  che se a richiedere l’esame nazionale è una sola sigla sindacale, quel confronto e quell’esame non si faranno mai.

            Una riflessione, a questo punto, si impone  a tutti noi.  Sappiamo bene che la legislazione di questi anni (Legge Brunetta in primis) ha spiazzato su molti terreni il Sindacato, e sappiamo tutti quanto sia presente il tentativo di marginalizzarci il più possibile. Ebbene, se invece di contrastare decisamente questi tentativi, le OO.SS. ne aiutano indirettamente la loro concretizzazione,  allora gli effetti e le ricadute sono evidenti. Riflettiamo molto su quanto avvenuto nel riordino della Sanità: provvedimenti decisi dal Ministro al netto finanche di qualsiasi informazione preventiva alle OO.SS.; confronti  locali avviati in tutta fretta (durante il periodo natalizio!!!) per chiudere gli Enti il prima possibile e senza che fossero chiarite  le motivazioni di quelle chiusure;   infine, i piani di reimpiego definitivi messi a punto dagli SS.MM., con le OO.OO. nazionali in veste di semplici (e disattenti) osservatori.  Ce n’è davvero abbastanza, per auspicare una profonda riflessione, tenuto anche conto di quello che ci attende nei prossimi mesi dopo l‘adozione dei Decreti attuativi della delega (L. 244), che prevede la soppressione da qui al 2018 del 30% minimo degli Enti Difesa.

             Dal 19 u.s. gli Enti Sanità in soppressione hanno cessato di vivere e stanno per arrivare i dispacci di trasferimento, e tutto questo mentre si alzano ancora le grida di protesta di OO.SS./RSU.  Sul nostro sito: gli ultimi documenti pervenuti da CH e PA,   e il msg con la  marcia indietro di COM LOG  a seguito della nostra iniziativa sulla modifica d’autorità degli orari di alcuni Enti (vds. Notiziario n. 36 del 25 mar 2013).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 11.04.2013 – Comunicato unitario RSU DMMl e OO.SS. Chieti      Allegato 2: 18.04.2013 – Articolo del quotidiano Il CENTRO

Allegato 3: 12.04.2013 – Nota RSU DMML di Palermo

Allegato 4: Determina 27.03.2013 del CaSMD sulle nuove competenze delle Commissioni Mediche

Allegato 5: 15.04.2013 – 15.04.2013 – Messaggio del COM LOG ES.   di rettifica della lettera 14.03.2013 – Lettera Com Log Sud sugli orari

Notiziario n. 17 dell’ 11 febbraio 2013 –

imagesLe criticità registrate nel passaggio al MEF della gestione degli stipendi dei lavoratori civili degli Enti dell’area tecnico-operativa continuano purtroppo a tenere banco. Riceviamo ancora dai colleghi segnalazioni di problemi  tuttora irrisolti, cosa che,  tenuto conto che i tempi di lavorazione degli stipendi da parte del MEF sono quasi doppi rispetto a quelli già in essere da parte della BDUS (Banca Dati Unica Stipendiale, per le FF.AA.) e del CNA (Centro Nazionale Amministrativo, per l’Arma), lasciano presumere che le buste paga del mese di febbraio potrebbero riproporre gli errori, in difetto e in eccesso,  registrati negli stipendi di gennaio, come peraltro da noi già anticipato nel Notiziario n. 12 del 29 u.s..

Come è noto,  la nostra O.S. è stata la prima (Notiziario n. 2 del 7 gennaio 2013) a dare la notizia del transito di competenza al MEF della gestione degli stipendi,  novità questa sino ad allora del tutto sconosciuta non solo ai diretti interessati ma anche, e questo è apparso davvero paradossale,  agli stessi Uffici Amministrativi degli Enti periferici, molti dei quali ne sono venuti a conoscenza proprio attraverso  quel nostro Notiziario.  Sappiamo che i problemi sono stati causati dalla scarsa compatibilità tra il sistema in uso in Difesa (gestioni BDUS e CNA) e quello del MEF (sistema NoiPA)  e dall’incomprensibile e colpevole  no del MEF ad adottare per alcuni mesi un regime transitorio, come peraltro era avvenuto anni prima al momento del passaggio al MEF della gestione degli stipendi dei lavoratori dell’area tecnico-amministrativa centrale  di competenza di Segredifesa. 

Tutto questo è ben vero,  ed evidenzia dunque una responsabilità precisa da parte del MEF in questa incredibile vicenda;  c’è però a monte, a nostro giudizio,  anche una responsabilità precisa della nostra Amministrazione che molto frettolosamente (e forse anche improvvidamente)  ha scelto di abbandonare la gestione in proprio e di trasferire la gestione degli stipendi  al sistema NoiPA.  Scelta, questa,  che a noi  è apparsa alquanto inopportuna, e lo abbiamo detto sia al Sottosegretario delegato che al Capo del 1° Reparto di SMD nelle due riunioni nazionali in cui si è discusso dell’argomento: a nostro parere, infatti,  tenuto conto della particolarità della nostra Amministrazione nel panorama delle altre AA.CC.   e della compresenza di personale militare i cui stipendi continuano ad essere gestiti internamente da  BDUS E CNA,  si sarebbe potuto e dovuto scegliere la seconda delle opzioni previste dall’art.5, comma 10, del D.L. 95/2012,  che prevedeva la possibilità di utilizzare “ parametri di qualita’ e di prezzo … per l’acquisizione dei medesimi servizi sul mercato di riferimento”.  Invece si è scelto di fare diversamente,  nonostante che lo stesso 1° Reparto di SMD ci risulta avesse espresso una diversa opinione al riguardo: chi dunque dobbiamo ringraziare per questa scelta appropriata e lungimirante? Sarebbe interessante sapere su chi ricade questa  responsabilità!

 In ogni caso, molti colleghi continuano a chiedersi e a chiederci a che punto siamo nella risoluzione dei tanti problemi.  A tal riguardo,  portiamo all’attenzione dei colleghi interessati che sul nostro sito web troveranno pubblicata  la circolare SMD n. 6381 del 30 gennaio u.s. (file troppo pesante per essere spedito) che fa il punto di situazione attuale,  indica i correttivi promossi nei confronti del MEF e fornisce indicazioni per “attenuare le criticità evidenziate” , segnalando in particolare il contenuto del terzo alinea del punto 3, che anticipa che nelle buste paga di febbraio sarà effettuata “una doppia trattenuta relativamente alle somme dovute ai “terzi creditori”,  sulla base “dell’elenco e relative coordinate bancarie”  dei soggetti creditori messo a punto “da Difesa/BDUS verso NoipA” .

In unico file allegato 2, i colleghi interessati troveranno anche  le tre precedenti circolari di SMD (n. 94952 del 5 dicembre 2012; n. 1066 e n. 2192 rispettivamente 9 e 17 gennaio 2013).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato n. 1: Circolare SMD n. 3681 del 30.01.2013 su cedolino unico

Allegato n. 2: Le precedenti circolari di SGD su cedolino unico

Notiziario n. 156 del 15 novembre 2012 –

Il Capo di SMD, gen. Biagio Abrate

Il Ministro ammiraglio Di Paola colpisce ancora, e questa volta non solo il Sindacato ma, incredibile a dirsi,  anche (e soprattutto)  il Sottosegretario Magri che si era impegnato con le Forze sociali  su una cosa mentre il suo Ministro era già andato verso un’altra direzione, che verosimilmente non era a conoscenza dello stesso Sottosegretario delegato alle relazioni sindacali.  Una cosa veramente incredibile,  mai successa, che dà veramente il senso di come  Di Paola usa gestire i problemi, un modo oramai scopertamente pericoloso   per la stessa nostra Amministrazione che sta davvero “affondando”  (il giudizio è del COCER Interforze, che sottoscriviamo in pieno).  Ma veniamo ai fatti!

 Nella recente riunione del 7 u.s. con le OO.SS. nazionali, riunione concessa a “soli” due mesi dalla nostra richiesta del 3 settembre 2012,  il Sottosegretario Magri si era impegnato  a promuovere a breve un nuovo incontro con le forze sociali per la dovuta informazione e il naturale confronto con le OO.SS. sulle scelte concrete di carattere operativo in ordine ai provvedimenti di riordino della Sanità militare, e questo  con particolare riferimento ai DMML – Dipartimenti di Medicina Militare legale (si legga, a tal riguardo, il nostro Notiziario n. 150 del 7 novembre 2012) .  E  a quella riunione eravamo presenti in tanti, e fanno fede, oltre al nostro Notiziario, anche i comunicati delle OO.SS. presenti che hanno tutte sottolineato questo aspetto e dato notizia dell’impegno preciso con noi assunto dal Sottosegretario.

Ebbene, mentre il dr. Magri si era impegnato in quella direzione, e noi non abbiamo motivo di ritenere che non lo avesse fatto in piena coscienza e consapevolezza,  il Ministro aveva già deciso ogni cosa e  assunto tutte le relative scelte operative,  come dimostra senza tema di smentita la nota, che alleghiamo, a firma del Capo SMD, che in data 24 ott. 2012 ( e cioè due settimane prima della riunione con il Sottosegretario Magri)  aveva già dettato ai Capi di SM delle FF.AA. e al Cdo Arma CC  le “azioni” e “la tempistica” decise dal Ministro in merito al riordino della Sanità Militare in senso interforze.

Queste le decisioni e il relativo cronoprogramma contenuto nella nota a firma del gen. Abrate:

 – costituzione dell’Ispettorato di Sanità Militare (IGESAN), già operativa a far data dal 1 novembre u.s.;

 – soppressione dei Comandi Servizi Sanitari Nord (Padova) e Sud (Napoli) e del Direzioni di Sanità (La Spezia e Taranto) entro il 31.12.2012;

 – conferma del Policlinico militare Celio di Roma quale unico “polo ospedaliero polifunzionale” e specialistico in materia  di medicina d’urgenza, e trasformazione della struttura di  Anzio in RS.A.;

– trasformazione dell’Ospedale Baggio di Milano in DMML entro il 31 gen. 2013, mentre per il Centro Ospedaliero di Taranto se ne prevede l’efficientamento entro la fine del corrente anno:

– soppressione dei DMML di Torino e Palermo entro il 31 dicembre p.v. e  dei DMML di Firenze e Caserta entro il 31 marzo 2013, con previsione di successive scelte in ordine alla loro soppressione o riconfigurazione che viene demandata al Capo di SME, mentre per il DMML di Chieti la decisione è rinviata al 30 settembre 2013, il che apre evidentemente alcuni spiragli in ordine al mantrenimento della struttura (avevamo già detto che era questa una delle maggiori criticità del riordino);

– soppressione del Magasan di S. Maria Capua a Vetere (CE) entro il 31 dicembre p.v.

Tutto deciso dunque, e sin dal 24 ottobre 2012, e dunque due settimane prima della riunione con il Sottosegretario Magri e dei suoi impegni con le OO.SS..

Crediamo non ci sia bisogno di alcun ulteriore commento al riguardo.

In ogni caso, abbiamo richiesto a Sottosegretario un incontro urgente.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Nota SMD 24.10.2012 sul riordino sanità militare interforze

Allegato2: Lettera al Sottosegretario Magri con richiesta di incontro urgente

Stato maggiore Difesa





SMD. Messaggio su conflitto interessi e proroga gruppo di lavoro su funzioni SMD e SGD

4 Set 2014 - Flp Difesa

Notiziario n. 92 del 4 settembre 2014 – In data 29.01.2014, sono stati approvati dall’allora Ministro Mauro  il “Piano triennale di prevenzione della corruzione 2013– 2016”  e il “Codice di comportamento dei dipendenti del Ministero della Difesa” (che ripubblichiamo entrambi su questa stessa pagina), in ottemperanza alle disposizioni di cui alla Legge 6.11.2012, n .190  e […]


Gruppo di progetto: transito di PERSOMIL-PREVIMIL alle dipendenze di SMD

18 Lug 2014 - Flp Difesa

Notiziario n. 76 del 18.07.2014 – Grande partecipazione dei lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL all’assemblea interna indetta dalle due RSU, e questo nonostante il periodo estivo e i tanti assenti.  Al centro del confronto,  le ben note problematiche relative al grave tentativo, apertamente dichiarato dal Capo di SMD (si veda il nostro Notiziario n. 126 […]




Chiuso il reimpiego degli Enti della Sanità. Le decisioni ultime a SMD, le OO.SS. si tirano fuori. Serve una profonda riflessione..

22 Apr 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 46 del 22 aprile 2013 – Il riordino della Sanità militare è oramai giunto alla tappa conclusiva del suo tormentato percorso. La conferma è venuta direttamente dal Sottosegretario Magri il quale, nel corso dell’ultima riunione al Gabinetto del 17 u.s.,  in risposta a precisa domanda di FLP DIFESA, ha reso noto che il […]


Gestione stipendi NoiPA: a febbraio, doppia trattenuta in busta paga a favore dei “terzi creditori”

11 Feb 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 17 dell’ 11 febbraio 2013 – Le criticità registrate nel passaggio al MEF della gestione degli stipendi dei lavoratori civili degli Enti dell’area tecnico-operativa continuano purtroppo a tenere banco. Riceviamo ancora dai colleghi segnalazioni di problemi  tuttora irrisolti, cosa che,  tenuto conto che i tempi di lavorazione degli stipendi da parte del MEF […]



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