Notiziario n. 120 del 18 ottobre 2016 –

2.05.2016-La Ministra Pinotti firma il protocollo d'intesa sulle funzioni civili
2.05.2016 – La Ministra Pinotti firma il protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile; a sinistra, il SSS Rossi

Nella giornata di oggi, si è tenuto il terzo incontro con SMD e SGD in merito alla linee applicative del “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile” firmato in data 2 maggio u.s. (Notiziario n. 55 di pari data), che prevede la predisposizione da parte dei due Organi di vertice “per le rispettive aree di pertinenza” di “specifiche e coordinate direttive applicative” in ordine alle funzioni del personale civile (si veda l’allegato pubblicato su questa stessa pagina).

L’incontro di oggi è servito ad entrare finalmente nel merito dell’impianto generale e di alcuni aspetti della redigenda direttiva, che SMD aveva inviato in  prima bozza alle OO.SS. nazionali in data 20 settembre u.s., peraltro limitata alla sola area Tecnico/Operativa (T/O), e, in merito ai cui contenuti, la nostra O.S. aveva inviato a SMD in data 3 ottobre un nota con le proprie osservazioni e i propri contributi al riguardo.

Al centro del nostro ragionamento, la necessità che, preso purtroppo atto dell’ incredibile via libera, venuto da CGIL-CISL-UIL nell’incontro separato del 14.1.2015 con la Ministra, alla esigenza di A.D. di mettere da parte il “Regolamento” previsto dall’art. 1 del D. Lgs 7/2014 per l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile…” e di  sostituirlo con un certamente meno impegnativo (per A.D.) ed meno esigibile (per i lavoratori) “protocollo d’intesa”,  che almeno le “specifiche e coordinate direttive applicative”  di SME e di SGD, da noi richieste e previste dal protocollo, “offrissero garanzie e certezze” in merito alle funzioni del personale civile, con connesse responsabilità, e al relativo impiego.

A tal proposito, nella nota di osservazioni inviata a SMD, abbiamo allora fatto presente “che le garanzie e certezze che noi cerchiamo si concretizzerebbero, a nostro avviso, solo nel caso in cui, con riferimento sia alle tre aree principali che alle altre “componenti” del M.D. (Giustizia Militare, etc.), la Direttiva dovesse individuare,  per ciascuna tipologia di Ente,  le posizioni e i relativi incarichi di responsabilità assegnati  in via prioritaria alle professionalità civili (di area 3^, ma anche di area 2^, limitatamente al profilo di assistente),  ovviamente nel quadro delle attività e dei settori individuati dall’allegato B del protocollo e che trovino posto e siano operanti all’interno dell’Ente”. Inoltre, che la “stessa Direttiva dovrebbe poi precisare, a fattor comune, come solo in caso di indisponibilità delle professionalità civili e solo sino al momento del loro ripianamento con analoghe professionalità,  quelle posizioni/incarichi potrebbero essere assegnati – pro tempore – dal Dirigente a personale militare” . Infine, abbiamo precisato  che consideriamo questa “la vera linea del Piave,  al di sotto della quale il rischio reale è che si producano linee applicative molto fumose (la bozza risultava in effetti ridondante e ripetitiva) dense più di criteri (una sorta di “protocollo 2”) che di disposizioni vincolanti per i Dirigenti, e per la qualcosa non esigibili da parte dei lavoratori, e che andrebbe a perpetuare lo statu quo,  non operando nei fatti alcuna sostanziale modifica del quadro esistente, che penalizza da anni e continua tuttora a penalizzare i civili”.

In effetti, la prima bozza di SMD, a nostro giudizio, muoveva verso una direzione diversa.  L’utilizzo in diverse parti del verbo “potrà” in materia di impiego civile che conferirebbe la più ampia discrezionalità al Dirigente e conseguentemente molto meno certezze e garanzie ai lavoratori; l’introduzione del concetto di “concorrenza” utilizzato in area T/O per il personale civile ai fini delle assegnazioni di incarichi di responsabilità/titolarità di EDO, che porrebbe oggettivamente i civili in posizione certo secondaria. Ancora: la mancanza di richiami alle relazioni sindacali locali per l’applicazione e agli impegni in materia  formazione.

Ebbene, dall’illustrazione della seconda bozza fatta in riunione, parrebbe che SMD abbia colto la sostanza delle nostre argomentazioni. Lo verificheremo in concreto attraverso l’esame del nuovo testo, rispetto al quale rappresenteremo le nostre considerazioni prima del prossimo incontro previsto per il 3 novembre p.v.

A fine riunione, SMD ci ha consegnato i piani definitivi di reimpiego dei NIP (Nuclei Informativi) dell’Esercito.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Protocollo d’intesa 02.05.2016 con firme delle Parti

Notiziario n. 93 del 28 luglio 2016 –

Ministra e OO.SS. nell'incontro del 2 maggio per la firma del protocollo
Ministra e OO.SS. nell’incontro del 2 maggio per la firma del protocollo d’intesa

Si è tenuta nella mattinata di oggi, la prima sessione informativa di STAMADIFESA (SMD) e SEGREDIFESA (SGD)  in merito alla redigende  linee applicative del “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile”,  sottoscritto in data 2 maggio u.s. da Ministra e OO.SS. (vds Notiziario n. 55 di pari data) e che ad ogni buon conto pubblichiamo come allegato su questa stessa pagina

Come si ricorderà, l’art. 1, comma 2-bis,  del D. Lgs n. 7/2014 prevedeva l’individuazione dei “criteri”  per  l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”, da recepire in apposito “Regolamento,  l’approdo certamente più significativo dei tavoli del luglio 2013.  Regolamento mai messo a punto, nonostante le ripetute richieste e sollecitazioni venute per quasi un anno solo da FLP DIFESA, e che ora purtroppo non sarà più scritto atteso che, nell’incontro separato del 14.12.2015, la Ministra chiese e ottenne da CGIL-CISL-UIL la cancellazione del Regolamento e la sua sostituzione con un “protocollo d’intesa”, che è uno strumento ben diverso e certo meno idoneo ed esigibile. Pur in totale disaccordo con quella scelta, la nostra O.S. scelse responsabilmente di partecipare ai tavoli di confronto e di fornire il proprio contributo per la definizione del “protocollo”. Del quale abbiamo però sin da subito riconosciuto che “non presentava certo contenuti sconvolgenti e rivoluzionari, di quelli che fanno la storia”,  ma osservando al contempo che “andava colto come una opportunità” e che, proprio per questo,“andava raccolta la sfida che esso proponeva”.  La firma, politicamente pesante della Ministra, insieme al rinvio, da noi fortemente richiesto ed ottenuto, a “specifiche e coordinate direttive applicative” precedute da “sessioni informative con le OO.SS.”, confortavano questa nostra valutazione, accompagnata anche dalla condizione, espressa direttamente alla Ministra in riunione il 2 maggio, che “laddove le direttive applicative non si ponessero in forte discontinuità con il passato e non offrissero garanzie e certezze, ne trarremmo subito le conseguenze e non aspetteremmo a ritirare la nostra firma dal protocollo”.

Con queste premesse, che ci è sembrato utile ricordare ai colleghi e che disegnano il quadro di partenza, si è avviato oggi il confronto tecnico con SMD e SGD in merito alle redigende “specifiche e coordinate direttive applicative”  del protocollo.  I due Organi di vertice ci hanno illustrato il metodo di lavoro utilizzato,  molto impegnativo anche in termini di tempo e che giustifica il ritardo maturato (si ricordi che le predette  direttive avrebbero dovuto vedere la luce entro il 2 agosto p.v.),  finalizzato a operare una ricognizione ragionata, il più possibile attenta e realistica, delle attività e dei settori d’impiego dei civili (allegato B del “protocollo”) negli Enti facenti capo alle due aree. Con l’intento di tracciare una mappatura organizzativa declinata attraverso due criteri,  il primo inerente alla dipendenza gerarchica articolata sui tre livelli (centrale, intermedio e periferico, quest’ultimo solo per l’area SMD) e il secondo con riferimento alle funzioni disimpegnate nei settori tradizionali (per FF.AA.: operativo/logistico/formativo/territoriale). Mappate a parte, in ragione della loro particolare natura,  gli Enti industriali (Arsenali, Poli e CC.TT.) e quelli dell’Arma e della Sanità militare, e lo stesso verrà fatto anche per il settore antinfortunistico e della sicurezza.

La mappatura consentirà così di individuare, per ognuno dei tre livelli e per le diverse funzioni disimpegnate, gli incarichi di responsabilità, con riferimento non  solo all’area 3^ ma anche all’area  2^, con il relativo profilo professionale di riferimento. Entro la prima settimana di settembre,  SMD e SGD si sono impegnate a inviarci la prima bozza delle “direttive applicative” e su quelle si svilupperà il confronto con noi e che, nelle intenzioni, dovrebbe traguardare la loro emanazione presumibilmente non oltre il prossimo mese di ottobre.

A SMD e SGD abbiamo espresso apprezzamento per il metodo scelto e per il lavoro sin qui fatto, che ci è stato illustrato oggi. Ne attendiamo ora la conclusione, e attendiamo soprattutto di conoscere i contenuti concreti e operativi delle “direttive applicative”,  che ne rappresenteranno la sostanza  e la polpa vera.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Protocollo d’intesa 02.05.2016 con firme delle Parti

Notiziario n. 88 del 19 luglio 2016 –

Banner performance rossoLa “telenovela” legata all’attuazione del “sistema di misurazione e valutazione della performance individuale del personale civile delle aree funzionali” in vigore dal 1.1.2016, si arricchisce di una nuova puntata. Il protagonista questa volta è SMD che, a distanza di quasi quattro mesi dal pronunciamento (peraltro in merito ad un suo stesso quesito) del nostro O.I.V. con fg. n. 421 del 18.03.2016 in materia di “performance organizzativa” (vds. Notiziario n. 69 del 6.06.2016),  offre ora agli Enti dell’area T/O, con la nota n. 92343 del 28.06.2016 che pubblichiamo in allegato 1,  le proprie valutazioni al riguardo e fornisce alcuni elementi, con tanto di “modello”,  per le risposta che gli stessi Enti sono chiamati a dare alle numerose istanze dei dipendenti mirate a conoscere la performance organizzativa della struttura in cui prestano esercizio” (let. SMM n. 45117 del 1.07.2016).  E sono davvero tanti i lavoratori che hanno seguito la nostra indicazione.

Due brevi considerazioni da parte nostra: innanzitutto, va positivamente giudicato il fatto che la nota di SMD taglia finalmente la testa al toro, nel senso che riconosce “che si  possa (noi avremmo detto “si debba”) fornire riscontro ai dipendenti, che hanno chiesto di conoscere la performance organizzativa dell’Ente/Unità organizzativa di servizio, comunicando gli elementi necessari….”, il che rappresenta un indubbio punto di approdo positivo della iniziativa messa in campo da FLP DIFESA, nel contesto più generale dell’azione di forte contrasto da noi avviata (e sinora, purtroppo, solo da noi) contro il predetto sistema di valutazione, su cui, come noto, pende il nostro ricorso di fronte al TAR del Lazio (n. 20112476).   La seconda considerazione riguarda la forma con cui gli “elementi conoscitivi” saranno forniti dal Valutatore “nell’ambito del colloquio di verifica intermedia”.  Questi elementi, secondo SMD, andranno “comunicati” all’interessato e della predetta ”comunicazione” dovrà restare traccia nel foglio “allegato B” . Ma – ci chiediamo – quale sarà la forma della comunicazione del Valutatore: solo verbale? A nostro avviso non è sufficiente, e pertanto andrà chiesto il riscontro per iscritto e la documentazione inserita nell’ “allegato B”.

In merito invece alla natura degli elementi che il Valutatore dovrà fornire,  lo stesso “allegato B”  chiarisce che il Dirigente dovrà informare il dipendente “esclusivamente degli obiettivi istituzionali dell’Ente/unità organizzativa strettamente connessi con gli obiettivi/compiti individuali, che il personale ha necessità di conoscere per lo svolgimento del proprio incarico, funzioni o attività”, ponendo in ogni caso attenzione ai richiamati limiti legati alla tutela del “segreto di stato”.   Ebbene, paventiamo il rischio che la richiesta del valutando di conoscere la performance organizzativa dell’Ente/Unità possa essere assolta dal Valutatore comunicando in buona sostanza solo competenze e obiettivi general-generici degli Enti/Unità organizzativa, ma senza fornire al contempo quelli concreti e quantificaticon i quali a fine anno si misurerà il loro raggiungimento e si opererà la valutazione qualitativa dell’Ente/Unità organizzativa. Che razza di performance sarebbe allora questa? E’ come se ai lavoratori venissero assegnati obiettivi/compiti  senza fissarne in partenza gli elementi concreti, quantificati e misurabili, ai fini della valutazione del loro operato. Saremmo in tal caso in contrasto con i “principi generali” fissati dall’art. 3  del D. Lgs. 150/2009. Pensandoci bene,  il mix tra Valutatori Militari non valutabili in base al D. Lgs. 150/2009  e una performance organizzativa non quantificata e misurabile, farebbero del M.D. un unicum nel panorama delle AA.PP.

A SMD abbiamo pertanto inviato la lettera che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, nella quale è pure richiamata la precisa e diretta responsabilità del Valutatore in merito agli elementi forniti sulla performance organizzativa.

E anche per questo, invitiamo i colleghi a verificare che le “comunicazioni” ricevute contengano gli elementi di cui sopra.

Pubblichiamo inoltre, su questa, l’interrogazione proposta dall’on. Duranti di SEL e la circolare F.P. n. 37249 del 14.07.2016 (rispettivamente allegato 3 e allegato 4).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato   1:  Nota SMD n. 92343 del 28.06.2016

Allegato 2: 19.07.2016 – lettera FLP DIFESA a SMD sulla nota 28 giu performance organizzativa

Allegato  3: Interrogazione parlamentare Duranti

Allegato  4: Circolare FP n. 37249 del 14.07.2016

Notiziario n. 69 del 6 giugno 2016 –

Banner performance bluManca oramai poco più di un mese al termine (30 luglio) previsto dal “sistema di misurazione e valutazione della performance individuale del personale civile delle aree funzionali”  adottato dal MD e in vigore dal 1.1.2016 (vedi allegato 4 su questa pagina),  per l’effettuazione delle “verifiche intermedie mediante colloquio”, che rappresentano una tappa importantissima, addirittura strategica a detta di SMD,  e delle quali – lo si ricordi bene- dovrà essere redatto apposito verbale, da custodire agli atti. Dunque un primo, importante banco di prova per verificare la tenuta e l’affidabilità  del nuovo sistema di valutazione, tenuto anche conto che, alla luce della sospensione nel 2012 del sistema introdotto con le “direttive”  2010,  trattasi  di fatto di  una “prima volta”.

I colleghi conoscono le nostre antiche opinioni al riguardo. Siamo convinti, ora (2016) come allora (2011), che per un insieme di motivi che attengono alla Difesa e solo ad essa (mission particolarissima; organizzazione molto specifica; Enti in costante ristrutturazione; compresenza di personale militare, sottratto ad ogni valutazione sulla performance; Dirigenti militari valutatori, ma non valutati ai fini della performance; performance organizzativa oggetto misterioso e sottratto sin qui alla conoscenza dei valutandi; etc.), non esistano nel MD le condizioni per un’applicazione tout court del sistema di valutazione voluto e introdotto da Brunetta con il D. Lgs. 150/2009 e, proprio per questo, a nostro avviso, sarebbe stato necessario, come pure hanno fatto altre AA.CC.,  richiedere ed ottenere una deroga legislativa. Nulla è stato fatto a tal proposito dal nostro Vertice politico,  ed allora la nostra scelta è stata, oggi (2016) come allora (2011), quella di impugnare la Direttiva di fronte al TAR Lazio:  nel 2012 ne seguì la sospensione,  ora vedremo cosa deciderà il giudice.

Le criticità di questo sistema di valutazione stanno nel frattempo emergendo tutte, qualcuno ci ha fatto anche un dossier. Ma, al di là dei dossier, la domanda è: questo sistema è emendabile? Per noi, no, e da qui il nostro ricorso al TAR.

C’è in primis  una questione che dovrà essere utilmente osservata: quanto costa alle casse pubbliche gestire questo sistema di valutazione?  L’altro giorno, ci è capitato di leggere il “calendario verifiche”  predisposto da un Ente AM di Roma: 6 trasferte del Dirigente valutatore, ciascuna di due giorni, nelle sedi distaccate di Parma, Novara, Porto S. Stefano, Forlì, Bari e Taranto. Immaginiamo i costi legati a queste trasferte, e immaginiamo anche quelli analoghi cui andranno incontro altri Dirigenti valutatori (es. Ente Circoli), per più volte in un anno. Paga sempre Pantalone, alias le casse pubbliche, e dunque alla fine i poveri cittadini italiani.

Un capitolo a sé merita però la questione legata alla c.d. “performance organizzativa” degli Enti del MD, che ha – per definizione – uno stretto legame con la “performance individuale” del dipendente valutando, come peraltro affermato dalla stessa Direttiva a firma della Ministra. Ebbene, nella situazione del MD, la valutazione della performance individuale del dipendente appare del tutto avulsa dal contesto delle missions  delle articolazioni organizzative dell’A.D.,  e anche su questo aspetto riporteremo A.D. in giudizio al TAR.

All’iniziativa da noi suggerita ai lavoratori (vds Notiziario n. 12 del 25.01.2016), di richiedere agli Enti la loro performance organizzativa (poi ripresa da tante RSU/OO.SS. territoriali anche di altre sigle), SMD ha risposto con la nota 31854 del 4.03.2016 (vds Notiziario n. 29 del 12.03.2016, che reca anche la nota SMD e la  nostra risposta al riguardo), affermando sostanzialmente che le performance organizzative degli Enti sono state definite all’interno del Tomo II del Piano della performance 2016,  ma non possono essere rese pubbliche perché di natura riservata. Spiegazione difficile da digerire: ma se è davvero così, allora, perché il Vertice di AD non ha richiesto, anche per questo, la deroga legislativa per la non applicazione del modello brunettiano nel MD?

Con riferimento sempre alla performance organizzativa, abbiamo letto qualche settimana fa alcune interessantissime considerazioni  venute dall’ OIV  (Organismo Indipendente di Valutazione) del MD che, con nota prot. n. 421 del 18.03.2016 in risposta ad un quesito di SMD e che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina, ha osservato che la performance organizzativa è “riconducibile alla filiera programmatica”  ed è “desumile dagli  OBS,  OBO,  PO e relati relativi indicatori… , definiti  con il Piano  della  performance  per i previsti livelli gerarchici  della  Difesa,  anche  sovraordinati   all’unità organizzativa   in  cui presta   servizio il  personale”   e  che  essa   si possa   evincere   “per   ogni   unità organizzati va, dal complesso degli obiettivi …..”.

Dunque, OIV ritiene che  la performance organizzativa  sia “desumibile dagli obiettivi definiti da AD con il piano della performance”  e  che la si possa “evincere per ogni unità organizzativa”.  Ciò detto, va allora individuato il soggetto cui è ricondotto l’onere di “desumere” e di “evincere” la performance organizzativa.

Questo soggetto non può ovviamente essere il lavoratore civile valutando che non può certamente nè “desumere”  nè “evincere”  in proprio,  innanzitutto perché l’operazione esorbiterebbe dalle sue incombenze e dal suo perimetro di valutando,  ma anche e soprattutto perché quei documenti sono oggi per lui off limits,  come afferma la stessa SMD nella sua nota del 3 marzo…

Allora è di tutta evidenza che il soggetto che ha il compito di “desumere” e di “evincere”  è interno alla stessa Amministrazione Difesa ed è parte di una sua “filiera programmatica”, e che detto soggetto non può certo sottrarsi a questo suo compito, estremamente rilevante in vista della misurazione e valutazione della performance individuale,  in particolare quando è lo stesso lavoratore a chiedere al proprio Dirigente valutatore di conoscere la performance organizzativa, come è successo ad opera di tanti lavoratori civili a seguito della sollecitazione venuta dalla nostra O.S..

Queste nostre considerazioni non risultano affatto peregrine. Sono le stesse considerazioni venute da Stato Maggiore Marina che,  con nota di risposta ad uno specifico quesito di un Ente della F.A. formulato a seguito della presentazione da parte di un nostro collega di richiesta al Valutatore di conoscere la performance organizzativa, risposta che pubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina,  ha espresso il proprio convincimento sul fatto che, alla luce della nota di OIV sopra richiamata,  “l’istanza presentata dal dipendente …… debba trovare accoglimento e che, a tal fine, egli debba essere messo a parte del complesso degli obiettivi e dei discendenti obiettivi dell’unità organizzativa presso cui lavora che, qualora non formalmente codificati, potranno essere coerentemente desunti dall’attività istituzionale dell’Ente”. Una considerazione, quella di SMM, di cui prendiamo atto  con vero piacere,  anche perché fa comprendere come la precisa e puntuale risposta di OIV al quesito di SMD non ammetta interpretazioni di comodo in merito al diritto del lavoratore di conoscere la performance organizzativa del proprio Ente e del connesso dovere dell’Ente, direttamente o indirettamente, di renderla.

La risposta di OIV al quesito di SMD conferma in ogni caso la solidità e la fondatezza dell’iniziativa che avevamo avviato con il Notiziario  n. 18 del 9.0.2016,  con il quale la nostra O.S. aveva invitato i colleghi  a richiedere al Valutatore la consegna, contestualmente alla “scheda di valutazione”,  di informazioni relative alla “performance organizzativa”  dell’Ente.  Sappiamo già come quella  nostra sollecitazione sia stata raccolta da tantissimi colleghi, che hanno presentato in migliaia la specifica richiesta al Dirigente Valutatore, e fatta propria anche da molte RSU ed OO.SS. territoriali,  anche di altre sigle. A tutte queste richieste, i Dirigenti Valutatori hanno risposto in massima parte “no”, e lo hanno fatto utilizzando l’ombrello protettivo fornito da SMD che, con la nota 31854 del 4 mar. u.s., aveva negato questa possibilità per supposti motivi di sicurezza.

Ebbene, proprio la sopra richiamata risposta di OIV al quesito SMD ripropone la questione “performance organizzativa” in termini diversi, chiudendo definitivamente, a nostro avviso, l’ombrello protettivo fornito da SMD e ci induce, proprio in previsione delle oramai prossime “verifiche intermedie mediante colloquio” da ultimare entro il 30 luglio p.v.,  a fornire il seguente, preciso suggerimento a tutti i colleghi.

Invitiamo tutti i lavoratori  (sia chi ha già richiesto all’Ente la performance organizzativa ottenendo risposta negativa dal Dirigente Valutatore,  sia chi sinora non l’ha ancora fatto) a ripresentare/presentare al proprio Ente l’istanza di cui al facsimile che pubblichiamo come allegato 3 su questa stessa pagina, opportunamente rimodulato con l’esplicito richiamo alla risposta di OIV ad SMD.

Suggeriamo inoltre che l’iniziativa sia gestita individualmente dal lavoratore e non collettivamente da RSU/OO.SS. locali, allo scopo di evitare il rigetto da parte dell’Ente sulla base della motivazione di cui al punto 4 della nota SMD del 4 marzo 2016.

Invitiamo inoltre i lavoratori a richiedere, in occasione del colloquio per la verifica intermedia, che della loro richiesta al Dirigente Valutatore di conoscere la performance organizzativa e della eventuale risposta o non risposta ricevuta, sia fatta espressa menzione nel “verbale” che dovrà riscontrare l’esito della “verifica intermedia mediante colloquio”.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: OIV n. 421-18.03.16 -Parere OIV a SMD su performance organizzativa

Allegato 2: Nota SMM 1° Rep n. 36590-26.05.16-risposta a quesito Ente su richiesta perf. org.

Allegato 3: Fac simile richiesta lavoratori performance organizzativa

Allegato 4: 10.11.2015 – direttiva sistema misurazione e valutazione performance individuale 2016

Notiziario n. 29 del 14 marzo 2016 –

Banner performance bluSono passate quasi tre settimane dal 20 febbraio 2016, data “entro e non oltre la quale l’autorità valutatrice predispone e notifica all’interessato la scheda di valutazione”  (ma ci risulta che la scadenza perentoria sia stata disattesa in non pochi Enti….), e già cominciano ad emergere i primi problemi. La maggior parte dei quali era scontata, essendo riferibile in primis a situazioni d’impiego non molto in linea con il N.S.C.  (Nuovo Sistema di Classificazione, CCNI 3.11.2010),  e che si traducono nella gran parte dei casi  in “schede”  recanti compiti diversi, in alcuni casi generici, e per la qualcosa non concretamente misurabili. A dimostrazione di come sia praticamente impossibile nel M.D. attuare un corretto sistema di valutazione.

Come noto, pende presso il TAR Lazio il ricorso riavviato da FLP DIFESA (Notiziario n. 12 del 25.01.2016),  il cui punto centrale riguarda la c.d. “performance organizzativa”, che dovrebbe rappresentare premessa indispensabile e ineludibile della “performance individuale”.   E, invece, nella Difesa, “il sistema, per come è organizzato,  rinvia ad una valutazione del tutto svincolata dagli obiettivi degli Enti e, nelle misura in cui non consente di misurare l’apporto individuale e di valutarlo in ordine al perseguimento degli obiettivi dell’ organizzazione in cui sono inseriti, finisce per tradire lo stesso spirito sotteso alla procedura di valutazione della performance individuale, traducendosi in una qual sorta di valutazione delle attitudini dei lavoratori” : è, questo, uno dei passaggi più significativi del ricorso al TAR predisposto dai nostri legali.

A tal proposito,  stanno già emergendo un po’ di problemi all’interno della nostra Amministrazione, innescati dalle richieste (da noi suggerite attraverso il Notiziario n. 18 del 9 febbraio u.s.) avanzate da molti lavoratori  ma proposte anche da strutture sindacali, nostre e di altre sigle (alcune unitariamente, per esempio Taranto e Firenze, vedasi allegati 6, 7 e 8 su questa stessa pagina),  e comunque tutte finalizzate a consentire ai lavoratori valutandi  di conoscere la performance organizzativa  dei propri Enti.  Molte risposte sono già arrivate dagli Enti,  anche diverse e in alcuni casi addirittura contraddittorie, ma è pure arrivata la risposta ufficiale da parte di STATO MAGGIORE DIFESA (SMD), che come noto è posto al  vertice dell’area Tecnico/Operativa, inviata anche alle OO.SS. nazionali, che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato 1,  insieme alla risposta di FLP DIFESA già inviata a SMD in data 11 marzo u.s. (allegato 2).

Prima di entrare nel merito della nota di STAMADIFESA, va detto che alcune OO.SS. hanno, con sospetta celerità,  diffuso subito  la nota di SMD, alcune pubblicandola sul proprio sito senza accompagnarla da neanche un rigo di commento,  altre diffondendola in periferia, in tal modo accreditando indirettamente e amplificando la posizione di chiusura di SMD in ordine alle istanze dei lavoratori e delle proprie stesse strutture.  Chiaro il loro messaggio: ha ragione SMD, non è possibile chiedere la performance organizzativa.

Ci domandiamo molto sommessamente:  le OO.SS. nazionali della Difesa fanno parte delle stesse tre OO.SS. di categoria che, in sede di piattaforma unitaria pubblicata sui loro siti a giugno 2015, al punto 9., hanno testualmente scritto: I criteri in base a cui valutare i livelli di servizio vanno fissati insieme, impostando il sistema sui principi della funzionalità e della performance organizzativa”,  che è l’esatto opposto di quello che sta facendo il Ministero della Difesa?  Davvero incredibile, da parte di sigle che sull’argomento performance non hanno ancora reso noto ai lavoratori la propria opinione e i propri intendimenti, neanche chi, a suo tempo, contro la legge Brunetta e il sistema di valutazione, aveva alzato, come noi, le barricate.

Assistiamo oggi a questa situazione paradossale: che RSU e sigle territoriali chiedano agli Enti la performance organizzativa, mentre a Roma non si dice e non si fa nulla,  e anzi si pubblicizzano le posizioni contrarie di A.D.. Mah….

Di contro, sulla “questione performance”,  FLP DIFESA ha sempre espresso opinioni e intendimenti di chiaro segno negativo, portando A.D. in Tribunale nel 2012, e anche con qualche risultato atteso che il sistema è stato allora sospeso,  e rifacendolo oggi che il sistema è stato riavviato. A tal proposito, dobbiamo necessariamente correggere SMA-1° Reparto che, in una propria nota (n.12194 del 5.2.2016, pag. 2, primo capoverso)  afferma che la decisione politica di riavviare il sistema di valutazione della performance è stata “presa con l’avallo delle OO.SS. nazionali”. Per quanto ci riguarda, non è certo così, e le carte e la storia lo dimostrano… Una maggiore precisione non guasterebbe…. Per quanto riguarda le altre sigle, diranno loro.

Ma tornando alla nota di SMD, ed entrando nel merito delle argomentazioni in essa contenute a supporto del “no” alle richieste di OO.SS./RSU  di conoscere la performance organizzativa degli Enti,  SMD dice in buona sostanza due cose.

La prima: che  “gli obiettivi operativi relativi alle sedi periferiche” sono stati fissati all’interno del Tomo II del “Piano della performance”,  ma che gli stessi non si possono rendere noti in relazione alle prioritarie esigenze di riservatezza correlate alle funzioni di difesa e di garanzia della sicurezza nazionale proprie delle strutture che rientrano nell’area tecnico-operativa”.  Ebbene, cominciamo innanzitutto col dire che  il tomo II, per quanto a noi risulta e con riferimento al documento relativo al triennio 2015-2017,  non conterrebbe  esattamente gli obiettivi di performance organizzativa di ciascun Ente della Difesa, ma recherebbe solo una sorta di programmazione tecnico-finanziaria con un elenco infinito di somme al suo interno, di fatto riferito agli Organi Centrali.  Certo, qualcosa potrebbe essere cambiato per il triennio 2016-2018, come per il Tomo I che pubblichiamo su questa pagina come allegato 5,  ma il punto in ogni caso non è questo.  Il punto è un altro: perché il dipendente civile deve essere valutato come gli altri dipendenti pubblici ma, a differenza loro, non può conoscere gli obiettivi concreti assegnati alla unita organizzativa cui è addetto, in funzione delle ricadute che l’apporto al loro raggiungimento determina sul suo trattamento accessorio?  Le due cose non stanno insieme, anche sotto il profilo logico:  se i lavoratori civili del MD non possono accedere a quei dati,  allora è anche giusto non applicare il sistema di valutazione ex Lgs. 150/2009  ottenendo una deroga ad hoc, come noi chiediamo da anni e come altre AC. CC. hanno già fatto, o trovare un sistema alternativo per la corresponsione del salario legato alla performance. Quello che non è ammissibile è  allineare i lavoratori del MD ai lavoratori pubblici solo sul piano dei doveri e non anche su quello dei diritti.

La seconda argomentazione contenuta nella nota SMD è invece tutta dedicata alle richieste venute dalle Parti sociali locali,  giudicate in contrasto con il principio affermato dall’art. 24, comma 3, della legge n. 241/1990, in base al quale <<non sono ammissibili istanze di accesso preordinate ad un controllo generalizzato dell’operato delle pubbliche amministrazioni>> “, ma omettendo invece qualsiasi considerazione e giudizio di ammissibilità sulle istanze direttamente presentate dai lavoratori.  Un po’  strano, no?   Pur tuttavia,  a noi pare che in ogni caso, le richieste sindacali, lungi dal costituire espressione di una istanza di <<generalizzato controllo>>,  siano piuttosto espressione della funzione di tutela del predicato interesse della categoria dei lavoratori ad essere valutati secondo parametri conoscibili” (vds. nostra lettera a SMD).

Ma anche qui c’è un punto di domanda: per SMD, le istanze dei lavoratori (soggetti interni ad A.D., e non esterni) sono da considerarsi anch’esse preordinate ad un controllo generalizzato”  e in quanto tali non ammissibili, o come invece noi sosteniamo, sono di sicuro ammissibili in quanto i lavoratori hanno un intuitivo interesse a conoscere gli obiettivi concreti assegnati alla unita organizzativa cui sono addetti, in funzione delle ricadute che l’apporto al loro raggiungimento determina sul loro trattamento accessorio” (vds. nostra lettera a SMD).

E c’è  infine un’ultima domanda, indirettamente connessa alla nota di SMD: le argomentazioni in esse contenute, e che fanno riferimento alle “esigenze di riservatezza correlate alle funzioni di difesa e di garanzia della sicurezza nazionale proprie delle strutture che rientrano nell’area tecnico-operativa”,  valgono appunto solo per l’area  tecnico-operativa? Se è cosi, risulta allora di tutta evidenza che gli Enti appartenenti alle altre aree organizzative (Segretariato Generale; Uffici Centrali e di Vertice; Giustizia Militare) dovrebbero puntualmente informare i propri dipendenti in ordine alla performance organizzativa.

Per quanto precede, nel proseguire la nostra iniziativa, forniamo alcune precise indicazioni operative:

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Allegato 1 – 3.03.2016 Lettera di SMD a OO.SS. su perform. org.

Allegato 2: Allegato 2 – 11.03.2016 Risposta di FLP DIFESA a SMD su perform. org

Allegato 3: Allegato 3 – Fac simile richiesta lavoratori perform. org.

Allegato 4: Allegato 4 – Fac simile nota OO:OO./RSU  a Enti su perform. org.

Allegato 5: Piano della performance Ministero Difesa 2016 – 2018 – Tomo 1

Allegato 6: 03.02.2016 Nota Unitaria OO.SS. Taranto

Allegato 7: 17.02.2016 – Nota unitaria OO.SS. Firenze

Allegato 8: 01.03.2016-Nota RSU Arsenale Taranto

Notiziario n. 77 del 14 luglio 2015 –

Il gen. C.A. Claudio Graziano, Capo di SMD
Il gen. C.A. Claudio Graziano, Capo di SMD

Da quanto ne sappiamo, STAMADIFESA è impegnata in questi giorni in un grande sforzo di elaborazione sulle scelte del Libro Bianco (LB). Diversi i “gruppi di lavoro” all’opera già da settimane, riunioni tecniche che si susseguono una dopo l’altra, mai come ora SMD appare davvero l’ombelico del MD. Perché?

Il motivo è tutto da ricercare nelle opportunità che le prossime settimane, così ricche di eventi potenzialmente favorevoli,  potrebbe assicurare in relazione agli obiettivi fissati dal “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”  (LB) , al cui  ultimo capitolo, il decimo, si afferma che detto LB “costituisce direttiva ministeriale per tutte le articolazioni dell’A.D. e pertanto gli obiettivi, quando riconosciuti come raggiungibili a normativa vigente, vanno immediatamente perseguiti”. Più oltre (paragrafo 296),  il LB fissa anche dei tempi precisi: entro tre mesi, una ristretta Commissione non meglio precisata predisporrà la revisione della governance del Ministro;  entro sei mesi, “il Capo di SMD predisporrà per la valutazione del Ministro una nuova struttura organizzativa dello strumento militare”, che potrebbe variare pesantemente quella in essere, anche discendente dalla L. 244/2012 e dal D. Lgs. 7;  inoltre, sempre entro sei mesi, lo stesso “Capo di SMD predisporrà, per l’approvazione del Ministro, una Revisione Strategica della Difesa…e sarà elaborato un nuovo ciclo di pianificazione”. Una vera rivoluzione!

Se così è, il problema sta allora tutto nello stabilire quali siano “gli obiettivi, riconosciuti come raggiungibili a normativa vigente”,  che potrebbero così essere “immediatamente perseguiti”  attraverso percorsi veloci e semplificati, evitando impegnativi passaggi legislativi ordinari o ulteriori deleghe.  Le domande allora sono: è obiettivo “raggiungibile  a normativa vigente”  l’istituzione del “Vice Comandante per le Operazioni”  che avrà responsabilità, delegata  dal Capo di SMD, di pianificazione e di impiego delle forze in operazioni, con l’ausilio di un COI IF (para. 173)?  E lo è  il transito della funzione di Direttore Nazionale Armamenti da SGD a SMD,  che sarà accompagnata dalla costituzione del Comando Logistico della Difesa (CLD) e porterà alla nascita del “DNAL” (Direttore Nazionale degli Armamenti e Responsabile Logistica), come prevede il para. 174?  E lo è  l’istituzione della “Commissione di valutazione Interforze” (para. 181),  che andrà a rivoluzionare l’attuale modello di avanzamento delle carriere e attribuirà al Capo di SMD il potere di determinare le promozioni della dirigenza militare di tutte le FF.AA.?  E  lo è  l’istituzione di nuove strutture con relative posizioni apicali e staff,  come la nascente Direzione di Formazione I.F.,  che certo non ridurranno i livelli gerarchici come pure promette il LB? E lo è, infine, il depotenziamento delle FF.AA. e dei loro Vertici, a tutto vantaggio del ruolo del Capo di SMD?

Ebbene, di fronte a questa matassa intricata,  le  prossime scadenze parlamentari offrono un’opportunità irripetibile per accelerare e semplificare  i percorsi ai fini del raggiungimento degli obiettivi fissati dal LB:: l’estate incombe, e con essa la chiusura delle Camere;  le Commissioni Difesa sono alla vigilia della rielezione dei Presidenti;  in casa PD, l’ on. Scanu,  già dimessosi  da Capogruppo e che in passato qualche dispiacere lo ha dato alla Ministra, potrebbe essere il nuovo Presidente alla Camera. E i gruppi di opposizione hanno già richiamato la centralità delle Camere. Allora, forse è meglio accelerare i tempi……

Noi la pensiamo diversamente, convinti come siamo che gli obiettivi fissati dal LB,  alcuni dei quali molto preoccupanti perché orientati alla creazione dell’ uomo forte (il Capo di SMD) il che in materia di difesa pone pesantissimi problemi,  debbano tutti passare al vaglio o quantomeno alla discussione del Parlamento. Per questo lanciamo un appello: giovedì p.v., il Capo di SMD sarà in audizione in Parlamento, sarebbe davvero interessante che venisse interrogato sugli intendimenti che stanno maturando in ordine alle modalità, ai percorsi e ai tempi necessari per dare attuazione ai sopra richiamati obiettivi del Libro Bianco…

Alla nostra prossima puntata sul LB, vorremmo riflettere un pò sui nuovi poteri del Capo di SMD.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato:    Libro Bianco – 30.04.2015 

 

Notiziario n. 49 del 14 maggio 2015 –

L'aula della Commissione Difesa del Senato, sede dell'audizione
L’aula della Commissione Difsa del Senato, sede dell’audizione

Come già anticipato nei nostri precedenti Notiziari, oggi pomeriggio, alle 14.30, la Ministra della Difesa Roberta Pinotti riferirà alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato,  riunite congiuntamente,  in merito ai contenuti del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”. Trattasi di un appuntamento di rilevante interesse politico e fortemente atteso,  anche in considerazione dei problemi che la redazione prima,  e la pubblicazione del testo dopo, hanno generato a diversi livelli.

C’è in primo luogo la questione legata all’ “ufficialità” del testo. La telenovela purtroppo continua. Dopo i diversi testi che si sono rincorsi uno dopo l’altro nei giorni scorsi (ne abbiamo ampiamente riferito nel Notiziario n. 46 del 4 maggio u.s.), sin a partire  dal  primo pubblicato in assoluta anteprima da FLP DIFESA e che ha fatto davvero un gran rumore,  c’è ora la prova provata del diverso testo inviato in Parlamento. Pubblichiamo su questa stessa pagina il testo uscito dalla stamperia del Senato, che risulta  diverso (si veda il paragrafo iniziale) da quello pubblicato sul sito istituzionale. Vedremo se e cosa dirà la Ministra a tal riguardo,  certo è che quanto avvenuto ha esposto l’A.D. a critiche e sorrisini.

Entrando poi nei contenuti  del  Libro Bianco, c’è subito un primo rilevantissimo problema di ordine politico, che immaginiamo troverà posto negli interventi dei componenti le Commissioni. Il Libro Bianco (ultimo capitolo, paragrafo 294) costituisce “direttiva ministeriale”  a normativa vigente, dunque già operativa prima di qualsiasi confronto politico di merito con il Parlamento. Se è vero come è vero che le politiche di sicurezza e difesa sono centrali nella vita di un Paese e del nostro in particolare nella fase storica che stiamo vivendo, il preventivo coinvolgimento del Parlamento appariva  non solo utile, ma doveroso.  Cosa diranno a tal proposito i membri della Commissioni Difesa ed Esteri?  Anche sulla politica estera, il Libro Bianco affronta questioni di tale natura (e la riunione congiunta di oggi con le due Commissioni Esteri lo dimostra ampiamente), traccia linee e strategie, non nuove per la verità, ma che forse avrebbero dovuto coinvolgere in via diretta il Ministero degli Esteri. Così non è stato, problemi al riguardo?

Ci sono poi altri nodi di carattere politico, di cui abbiamo riferito nel nostro precedente Notiziario n. 48 dell’11 u.s.:   il ruolo preponderante e assoluto del Capo di SMD, il nuovo vero “padrone” della Difesa, con leve vecchie e soprattutto nuove (il costituendo Comando Logistico Difesa, in primis)  molto più efficaci e operative rispetto a quelle dello stesso Ministro,  che ridurranno fortemente le competenze attuali e l’autonomia delle FF.AA. e che proprio per questo hanno già determinato parecchi mal di pancia; il depotenziamento del Segretariato, che perderà la funzione più importante, la Direzione Nazionale degli Armamenti, che transiterà a SMD,  con tutti gli interessi legati all’industria che si trascina dietro; c’è  il rapporto non chiarito con il massiccio riordino in chiave riduttiva (di strutture e di personale) delle FF.AA. innescato dalla Legge 244/2012 e dai due decreti attuativi del 2014 “firmati” dalla stessa sen. Pinotti allora Sottosegretario ,  rispetto ai quali gli stessi  pareri a suo tempo espressi dalle Commissioni Difesa sembrano stati riposti dal Libro Bianco in un angolo dimenticato; ci sono le novità annunciate sul  bilancio, con il superamento della storica tripartizione in personale/esercizio/investimento (ma non è materia di esclusivo dominio della Camere?); c’è il problema delle risorse che servono per questa riforma e del chi ne paga i costi,  in un momento di grande difficoltà sociale e di sofferenza economica, e ci sono  infine le  problematiche del personale, in primis quello civile,  per il quale si registra la corposa marcia indietro rispetto alle previsioni dell’art.1 D.Lgs. n. 7 e alle stesse linee programmatiche della Ministra.

Insomma, ce n’è abbastanza per attendere con curiosità ed interesse la riunione di oggi, in primo luogo  le cose che dirà la Ministra e in secondo luogo gli interventi dei parlamentari, con l’auspicio che non si celebri un rituale stantio e che il dibattito sia vero e non venga compresso, come già avvenuto.

 (Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Libro Bianco – testo pubblicato dal Senato

Allegato 2: Libro Bianco – testo pubblicato sul sito del M.D.

Notiziario n. 34 del 30 marzo 2015 –

Il nuovo Capo di SMD, gen. CA Claudio Graziano
Il nuovo Capo di SMD, gen. CA Claudio Graziano

Il nuovo Capo di Stato Maggiore  della Difesa,  gen. CA Claudio Graziano,  ha incontrato a tavoli uniti nel pomeriggio di oggi  le OO.SS. nazionali.  Nell’intervento d’apertura,  il Capo di SMD ha ricordato la fase complessa e difficile che vivono le FF.AA., chiamate a rivedere nei prossimi anni, in chiave fortemente riduttiva,  il proprio assetto.  Ha ricordato come la componente civile ne costituisca parte essenziale, in un rapporto di “interscambio attivo” con l’altra componente (i militari), e proprio per questo a Suo avviso  le FF.AA. dovranno operare per valorizzarne al massimo gli apporti professionali e gli impieghi all’interno degli Enti, in particolare nella c.d. area industriale (Poli Esercito e Arsenali MM).  Da qui il doveroso impegno in materia di formazione,  alla quale le FF.AA. annettono una valenza strategica e, a tal proposito,  il Generale ha dato notizia dell’avvio in ambito SMD di un gruppo di lavoro per la costituzione di un Ufficio ad hoc. Ha quindi ricordato le modalità – in primis,  la mobilità verso altre PP.AA. –  previste dal D. Lgs. n. 8/2014  per il progressivo taglio da qui al 2024 delle circa 8.000 posizioni organiche civili oggi eccedenti,  ed ha concluso  auspicando un rapporto di stretta collaborazione con le OO.SS., offrendo massima disponibilità al riguardo.

E’ poi seguito il consueto giro di tavolo, con gli interventi delle OO.SS., e dunque anche del nostro. In merito al riassetto dello strumento militare, FLP DIFESA ha ricordato la nostra vecchia sollecitazione ai Vertici politici e militari  a chè  l’operazione di riordino fosse colta dall’AD come occasione per un profondo ripensamento sul lavoro civile e per dare finalmente ai dipendenti civili ruolo, funzioni e prospettive, il tutto anche alla luce della previsione dell’art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014 e degli intendimenti programmatici espressi dalla stessa  Ministra.  Purtroppo, la svolta che attendevano non è invece avvenuta,  e ce ne accorgiamo quando, in occasione del riordino degli Enti,  in primis gli Arsenali MM,  vediamo come la riorganizzazione proceda secondo modelli che relegano ancora una volta il lavoro civile in ambiti ristretti e in ruoli secondari. Per invertire la tendenza, sarebbe stato necessario porre mano subito al Regolamento  previsto dallo stesso art. 1 D. Lgs. n. 7,  e invece non lo si è fatto. E oggi siamo alla vigilia dell’uscita del Libro Bianco…….. Appare allora fuorviante  invocare turnover,  nuove assunzioni e  forme di apprendistato (tipo “scuola allievi operai”), se prima non si risolve a monte quel problema e non si chiariscono i compiti e le funzioni dei civili.

La seconda questione da noi posta riguarda le relazioni sindacali in ambito area operativa.  Nel loro rapporto con le OO.SS,  le FF.AA. operano sul livello centrale, a valle delle scelte di riordino, con differenti modalità:  alcune, (ES e AM)  con scrupolosa attenzione sul versante dell’ informazione preventiva e con rispetto del ruolo del Sindacato,  altre (MM e CC),  invece,  solo a colpi di ordini del giorno calati dall’alto, al netto di qualsiasi coinvolgimento delle Parti sociali.  Occorre, a nostro avviso, allineare verso l’alto queste differenti modalità. La nostra O.S. ha anche segnalato inoltre le permanenti criticità in materia di agibilità sindacali, che appaiono pesanti alla vigilia del via alla messe di provvedimenti previsti da qui al 2018. Una soluzione andrà trovata.

FLP DIFESA ha poi affrontato il tema del rapporto tra civili e militari, e denunciato l’inaccettabilità delle permanente diversità di trattamento, economico e normativo, in condizioni d’impiego simili o similari. Occorre riavvicinare le forbici, perché la situazione è prossima davvero al punto di rottura.  Inoltre, nel segnalare che la FP incontrerà  il 2 p.v. le Confederazioni sulle tabelle di corrispondenza (pubblichiamo su questa stessa pagina la lettera di convocazione), si è augurato che il DPCM di prossima emanazione rechi le tabelle di corrispondenza militari/civili convenute da AD e OO.SS. .

Sul tema del trattamento economico, ha poi segnalato la necessità di reperire risorse aggiuntive per il FUA.

Infine, in materia di formazione, ha chiesto un incontro tecnico specifico per comprendere come SMD ed SGD stiano procedendo e come intendano coordinarsi in ordine ai nascenti Uffici nei loro rispettivi ambiti.

In conclusione,  un incontro certamente utile e positivo. Ora però aspettiamo fatti e azioni concrete.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: La convocazione FP per le tabelle di corrispondenza

Notiziario n. 135 del 29 dicembre 2014 –

Il gen. Claudio Graziano con il Capo dello Stato
Il gen. Claudio Graziano con il Capo dello Stato

La riunione del Consiglio dei Ministri fissata per la vigilia di Natale era molto attesa per la preannunciata  adozione dei primi decreti legislativi attuativi della legge delega di riforma del mercato del lavoro (legge 10.12.2014, n.183, c.d. “jobs act”),  quelli riguardanti i contratti di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti  e gli ammortizzatori sociali. Ma, nel corso della stessa riunione, il Governo ha assunto altre decisioni che interessano da vicino le Forze Armate e più in generale il nostro Ministero.

In primo luogo, su proposta della nostra Ministra Pinotti, il Consiglio dei Ministri ha nominato:

–  il gen. Claudio Graziano, attuale capo di SME, al vertice delle FF.AA. italiane e dunque nuovo Capo di Stato Maggiore Difesa, in sostituzione dell’amm. Binelli Mantelli, con decorrenza primi mesi del 2015;

il gen. Tullio Del Sette, attuale Capo di Gabinetto, al vertice dell’Arma, e dunque nuovo Comandante Generale dei Carabinieri, in sostituzione del gen. Leonardo Galitelli, con decorrenza dal 10 gennaio p.v.

Il gen. Claudio Graziano ha frequentato l’Accademia Militare di Modena e la Scuola di Applicazione di Torino, dove ha conseguito la laurea in Scienze Strategiche Militari. Dal 20 luglio 2005 ha assunto il comando della “Brigata Multinazionale Kabul”  in Afghanistan  e,  a gennaio 2007, il Segretario Generale delle Nazioni Unite gli ha conferito l’incarico di Force Commander della missione Unifil in Libano. Dal 10 febbraio 2010 ha assunto l’incarico di Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa;  quindi,  dal 14 ottobre 2011, è stato nominato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, assumendo poi l’incarico il 6 dicembre 2011.

Il gen. Tullio Del Sette ha frequentato l’Accademia militare di Modena e poi la Scuola di applicazione dei Carabinieri di Roma.  E’ stato Comandante della Regione  Carabinieri Toscana a Firenze, e Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero della Difesa per oltre sette anni.  Promosso Generale di corpo d’armata nel 2012,  è stato Comandante Interregionale Carabinieri “Podgora”  a Roma, a partire dall’8 luglio 2013, ricoprendo inoltre la carica di Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. E’ laureato in Giurisprudenza, in Scienze Politiche e in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna. Si dovrà ora provvedere alla loro sostituzione,  che potrebbe essere affrontata già nel prossimo CdM. Ai due alti Ufficiali vanno ovviamente  le nostre felicitazioni più vive e gli auguri di buon lavoro.

Novità importanti anche per Taranto e per il suo Arsenale. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto per lo Sviluppo dell’area di Taranto che, come recita il comunicato stampa di Palazzo Chigi, “permette misure speciali per Ilva e che intende imprimere una svolta negli interventi di bonifica, riqualificazione e rilancio della città e dell’area di Taranto, con particolare attenzione alle emergenze industriali, storiche e culturali”.   In questo contesto, su proposta dei Ministeri della Difesa e dei Beni e delle attività culturali e del turismo,  viene  prevista anche la “la riqualificazione dell’Arsenale”, con unprogetto di valorizzazione culturale e turistica, che dovrà comunque essere definito da un tavolo interistituzionale. “L’Arsenale di Taranto” , prosegue ancora il comunicato stampa, “occupa un’area demaniale di oltre 90 ettari in uso all’Amministrazione Difesa, ed è  storicamente una realtà di rilevante importanza sociale, culturale ed economica.  Il complesso arsenalizio di Taranto non è dunque solo realtà produttiva, ma un importantissimo patrimonio storico e di archeologia industriale per l’intero Paese, da tutelare e valorizzare, rendendolo fruibile ai cittadini. L’intero progetto è di significativa importanza culturale per il Paese e di notevole interesse turistico, ponendosi anche quale centro di diffusione della cultura del mare”.

Bene, ovviamente, sia per Taranto che per l’Arsenale e i suoi lavoratori.  Ora, però, dopo le buone intenzioni dichiarate, attendiamo la prova dei fatti. E per fatti intendiamo risorse e investimenti.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 108 del 13 ottobre 2014 –

Il Sottosegretario alla Difesa on. D. Rossi
Il Sottosegretario alla Difesa on. Domenico Rossi

E’ certamente la notizia del giorno: tra 15 giorni,  dovrebbe finalmente iniziare il confronto con l’A.D. in merito al redigendo “Regolamento” previsto dall’art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014.  E’ l’impegno assunto direttamente dal Sottosegretario Rossi nel corso della riunione odierna con le OO.SS. nazionali, rigorosamente a tavoli separati a causa delle  ben note  pulsioni  unitarie di CGIL-CISL-UIL della Difesa. E  l’annunciata  riunione  non può che essere accolta con grande favore da chi, come FLP DIFESA, da mesi sollecita l’avvio di questo confronto,  ritenendo la scrittura di quel Regolamento la chiave di volta sulla quale costruire la tanto auspicata, e mai sinora realizzata, civilizzazione del Dicastero. E il perché è presto detto.

Quel regolamento dovrà definire, tra le altre,  tre cose di grande importanza per noi:

Ebbene, mettendo uno dietro l’altra queste tre incombenze sottese  alla scrittura del Regolamento, e vista la priorità che per noi riveste la questione civilizzazione,  si comprende bene l’importanza del confronto che dovrebbe partire tra una quindicina di giorni e sul quale l’on. Rossi si è oggi impegnato con le OO.SS.   Non sarà magari “la madre di tutte le battaglie”,  ma certo per noi questa scadenza riveste un’importanza notevole, strategica e di prospettiva,   e come tale ci accingiamo ad affrontarla, sicuri che i lavoratori civili della Difesa comprenderanno bene la centralità di questo passaggio e ne seguiranno da vicino gli sviluppi.

La riunione di oggi pomeriggio, avvenuta a  palazzo Aeronautica e alla presenza di una foltissima delegazione di parte pubblica in cui erano tra gli altri presenti anche tutti gli SS.MM. e SEGREDIFESA, aveva all’ordine del giorno due importanti questioni,  entrambe sollecitate più volte con apposite note da FLP DIFESA:  il DM di ripartizione degli organici e la vicenda legata all’ avvenuta soppressione di CEFODIFE.

A seguito della consegna alle OO.SS., avvenuta a conclusione della riunione con il Sottosegretario del 24.06.2014, dello schema di DM predisposto dall’Amministrazione, FLP DIFESA, con propria nota del 3 luglio, che ripubblichiamo su questa stessa pagina, ha rappresentato al Sottosegretario le proprie osservazioni al riguardo, segnalando che .. in ragione della situazione in essere, la ripartizione per Regioni e per OO.PP.  fissata in un decreto ministeriale determinerebbe una condizione  di evidente rigidità al sistema, con pericolose ricadute  in materia di mobilità interna ed esterna, di reimpiego e anche sotto il profilo delle nuove assunzioni, vitali per Poli, Arsenali e CC.TT”   e proponendo pertanto le più utili modifiche.  Questa posizione, inizialmente isolata, è cresciuta nella percezione di tanti di settimana in settimana, almeno così ci è parso di capire, ed è diventata posizione condivisa da tutto  il  tavolo sindacale, come abbiamo appreso leggendo i comunicati diffusi a conclusione delle due riunioni tecniche con SMD. Condiviso dalle OO.SS. anche il giudizio sulle aperture di SMD sulle 75 posizioni civili in più per gli Enti  “industriali”,  significative,  ma certo non tali da modificare il giudizio negativo sull’attuale  schema di DM. In sede di riunione, il Sottosegretario ha offerto un ulteriore passo in avanti, e cioè l’inserimento nelle premesse dello schema di DM di una precisazione volta a ribadire che la “distribuzione su base regionale, stante la strutturale transitorietà dello stesso, non costituisce vincolo per la inevitabile costante mutevolezza ordinativa di medio e lungo periodo…” , una precisazione certamente anche utile, che però costituisce  allo stato solo un impegno per un possibile nuovo DM adottabile entro il 31.12.2016,  in quanto successivamente gli organici verranno ridefiniti triennalmente con apposito DPCM.  Dunque,  l’integrazione non modifica assolutamente lo struttura attuale di questo DM, che mantiene  la ripartizione su base regionale e con questo, a nostro avviso, tutto il suo portato di rigidità che sconteremo nei prossimi mesi e prossimi anni. Continuiamo a pensare che serviva una norma ad hoc nel D. Lgs. 8 (sarà possibile inserirla nel D.Lgs. correttivo?).

FLP DIFESA ha poi chiesto che, non appena adottato il DM con la ripartizione delle dotazioni organiche,  gli OO.PP.  fissino con sollecitudine  apposite riunioni  con le OO.SS. nazionali  per un confronto sui criteri che presiederanno alla ridefinizione degli organici dei propri Enti e all’attribuzione degli incarichi,  passaggio anche questo decisivo in prospettiva,  e proprio ai fini della invocata civilizzazione.

In apertura, il Sottosegretario ha fatto il punto di situazione sulla gravissima perdita di CEFODIFE disposta dell’art. 21 del DL 24.06.2014, n. 90, già convertito nella Legge n. 114 dell’11.08.2014 con le modifiche al comma 6,  che ha così reso possibile la sottoscrizione dell’accordo con SNA (Scuola Nazionale dell’Amministrazione) che pubblichiamo sempre su questa pagina e che farà da battistrada ad un secondo accordo per sbloccare le risorse degli OO.PP. destinate alla formazione. Il progetto finale prevede il mantenimento in capo al M.D.  delle attività formative non di interesse di SNA, e dunque quelle in materia di sicurezza, quelle a carattere specialistico e quelle destinate alle aree diverse dalla 3^, e in funzione delle quali si sta ragionando anche su quale debba essere il nuovo Istituto che ne assorbirà le attività.

Nel suo intervento,  FLP DIFESA ha innanzitutto espresso il proprio rincrescimento per il fatto che, nonostante le nostre reiterate richieste,  la vicenda CEFODIFE approdi per la prima volta sul tavolo nazionale a distanza di ben 4 messi dal DL e di due mesi dalla legge di conversione, avendo dovuto registrare sinora il mancato coinvolgimento delle OO.SS. su una vicenda di rilevante interesse nazionale. Ha quindi giudicato “un buon accordo” quello sottoscritto da SGD con SNA in data 6 agosto u.s., che ha assicurato continuità alle attuali attività formative e gettato le premesse per il futuro (4^ alinea  art. 9).

Dato atto di questo all’A.D.,  e tenuto conto del mancato coinvolgimento ad oggi delle OO.SS.,  FLP DIFESA ha chiesto un tavolo di confronto per discutere in merito ai contenuti e alle scelte connesse al mantenimento in ambito Difesa delle attività formative non d’interesse di SNA e degli strumenti per consolidarle,  in primis del nuovo Istituto, che a nostro giudizio deve continuare a gravitare in orbita SGD. E’ di tutta evidenza, che la questione CEFODIFE non può considerarsi chiusa,  anzi si apre proprio adesso.

Con il Sottosegretario Rossi abbiamo infine concordato una prossima  riunione, che verrà indetta entro qualche settimana,  nella quale verranno fornite risposte in merito a questioni da noi poste:

1.     Sovrannumeri  e pensionamenti  ex norme Fornero e pre Fornero (numeri e scelte conseguenti);

2.    Reinternalizzazioni  (richieste da noi info anche sulle previsioni di cui al c. 2, art. 2259-sexies, COM);

3.    Tabelle di equiparazione civ/mil  (la risposta spetta però  alla F.P., che deve emanare il relativo DPCM)

4.    Permessi di servizio: verranno fornite risposte  alle questioni da noi sollevate, e questo anche sulla base della attesa risposta della F.P. alla nota del SSS (per i contenuti, vds. Notiziario n. 83/2014).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:  03.07.2014 – osservazioni e proposte di FLP DIFESA sullo sch. DM organici

Allegato 2: Schema DM sulle dotazioni organiche consegnato alle OO.SS. il 24 .06.2014 

Allegato 3: 13.10.2014 – integrazione schema DM   (presentato in riunione dal Sottosegretario)

Allegato 4: 25.08.2014 – nota FLP DIFESA al Sottosegretario su CEFODIFE e L. 114 con richiesta di incontro

Allegato 5: Accordo SNA-MD del 6 agosto 2014

Stato maggiore Difesa


3^ riunione con SMD-SGD sulle linee applicative del protocollo sulle funzioni civili. Le nostre osservazioni alla prima bozza di Direttiva. Già predisposta una nuova bozza, illustrata in riunione, su cui ci confronteremo il 3 novembre p.v.

18 Ott 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 120 del 18 ottobre 2016 – Nella giornata di oggi, si è tenuto il terzo incontro con SMD e SGD in merito alla linee applicative del “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile” firmato in data 2 maggio u.s. (Notiziario n. 55 di pari data), che prevede la predisposizione da parte dei due […]


Primo confronto con SMD e SGD sulle “specifiche e coordinate direttive applicative” del protocollo 2.05.2016 sulle funzioni del personale civile. Prevista entro ottobre la loro emanazione

28 Lug 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 93 del 28 luglio 2016 – Si è tenuta nella mattinata di oggi, la prima sessione informativa di STAMADIFESA (SMD) e SEGREDIFESA (SGD)  in merito alla redigende  linee applicative del “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile”,  sottoscritto in data 2 maggio u.s. da Ministra e OO.SS. (vds Notiziario n. 55 di pari data) […]


Stato Maggiore Difesa riconosce il diritto del lavoratore civile ad essere informato sulla performance organizzativa del proprio Ente/Unità organizzativa

19 Lug 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 88 del 19 luglio 2016 – La “telenovela” legata all’attuazione del “sistema di misurazione e valutazione della performance individuale del personale civile delle aree funzionali” in vigore dal 1.1.2016, si arricchisce di una nuova puntata. Il protagonista questa volta è SMD che, a distanza di quasi quattro mesi dal pronunciamento (peraltro in merito ad […]


Performance 2016. Si avvicinano le verifiche intermedie… Pubblichiamo la risposta di OIV ad un quesito SMD, che sembra darci una mano sulla performance organizzativa. E una lettera di SMM lo conferma…

6 Giu 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 69 del 6 giugno 2016 – Manca oramai poco più di un mese al termine (30 luglio) previsto dal “sistema di misurazione e valutazione della performance individuale del personale civile delle aree funzionali”  adottato dal MD e in vigore dal 1.1.2016 (vedi allegato 4 su questa pagina),  per l’effettuazione delle “verifiche intermedie mediante colloquio”, […]


Performance organizzativa. La nota di SMD che dice no alle richieste OO.SS./RSU e la risposta di FLP DIFESA. Proseguiamo nella nostra iniziativa, sarà il Giudice a decidere

14 Mar 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 29 del 14 marzo 2016 – Sono passate quasi tre settimane dal 20 febbraio 2016, data “entro e non oltre la quale l’autorità valutatrice predispone e notifica all’interessato la scheda di valutazione”  (ma ci risulta che la scadenza perentoria sia stata disattesa in non pochi Enti….), e già cominciano ad emergere i primi […]



Libro Bianco, oggi la Ministra Pinotti riferisce nella riunione congiunta delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato

14 Mag 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 49 del 14 maggio 2015 – Come già anticipato nei nostri precedenti Notiziari, oggi pomeriggio, alle 14.30, la Ministra della Difesa Roberta Pinotti riferirà alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato,  riunite congiuntamente,  in merito ai contenuti del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”. Trattasi di un appuntamento […]




Riunione con l’on. Rossi. Tra 15 gg, l’avvio del confronto sul Regolamento ex art. 1 D.Lgs. 7/2014

14 Ott 2014 - Flp Difesa

Notiziario n. 108 del 13 ottobre 2014 – E’ certamente la notizia del giorno: tra 15 giorni,  dovrebbe finalmente iniziare il confronto con l’A.D. in merito al redigendo “Regolamento” previsto dall’art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014.  E’ l’impegno assunto direttamente dal Sottosegretario Rossi nel corso della riunione odierna con le OO.SS. nazionali, rigorosamente a […]


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