Si è svolto nella giornata del 26 giugno 2025, presso lo Stato Maggiore della Marina Militare, un importante confronto tra le Organizzazioni Sindacali Nazionali e i vertici della Forza Armata: insieme al Capo di Stato Maggiore, Amm. Enrico Credendino, hanno presenziato il Sottocapo di Stato Maggiore, Amm. Berutti Bergotto; il Capo del I Reparto, Amm. Giurelli; e il Comandante D’Autilio, responsabile dell’Ufficio Personale Civile.
A distanza di circa sei mesi dal precedente incontro, FLP DIFESA ha fatto il punto su alcune questioni centrali per il personale e sulla necessità di risposte concrete e di una visione di lungo periodo. Un confronto utile e costruttivo, nel quale abbiamo ancora una volta ribadito quante e quali le criticità irrisolte, ma abbiamo colto anche segnali di possibile cambiamento.
IL NOSTRO INTERVENTO:
Organici: Abbiamo denunciato ancora una volta gli effetti persistenti della Legge 244/2012 sulla consistenza del personale civile e come la “tagliola”, in termini di riduzione degli organici, continui a influire negativamente su numerosi aspetti. Occorre che la legge venga rimossa o, quantomeno, modificata urgentemente, recuperando numeri di personale che consentano una reale civilizzazione delle funzioni tecnico-amministrative, con tutti i vantaggi economici e strategici conseguenti. Attualmente, invece, assistiamo a un’inversione di tendenza: la militarizzazione di tali funzioni, con ricadute dirette sulla capacità assunzionale e sulla mobilità ordinaria e straordinaria.
Concorsi, progressioni verticali e nuove assunzioni: È stato richiesto un aggiornamento sullo stato delle assunzioni e ribadita la necessità di bandi su base regionale e di un riequilibrio dei profili in ingresso. Serve un deciso rafforzamento dell’area terza e l’attuazione concreta dell’area delle elevate professionalità, in linea con quanto avviene nelle altre amministrazioni.
Area industriale e arsenali: È stato richiesto un piano industriale chiaro, che tenga conto della consistenza reale del personale e delle competenze disponibili. In particolare, abbiamo chiesto chiarimenti sull’investimento da 1,3 miliardi previsto per l’Arsenale di La Spezia, ribadendo il no a ogni forma di esternalizzazione non controllata e la necessità di mantenere la centralità del personale civile in tutti gli Enti dell’area industriale.
Transiti e mobilità straordinaria: Abbiamo ribadito la nostra contrarietà al modello Marina, che continua a penalizzare il personale transitato. Richiesto l’accesso ad alloggi di servizio per transitati e neoassunti. Sulla mobilità straordinaria, chiesti aggiornamenti su criteri applicati, tempi e gestione dei casi sospesi.
Fondi straordinari e missioni: Segnalata nuovamente l’insufficienza dei fondi per lo straordinario e chiesto un impegno diretto anche da parte della Forza Armata. Sulle missioni, denunciata la vetustà delle tabelle di riferimento (risalenti agli anni ’70) e chiesta l’applicazione uniforme della circolare Persociv n. 51380/2024. Allo stato attuale permane una grave disparità tra personale civile e militare impiegato nelle stesse missioni, con indennità riconosciute solo ai secondi.
Formazione : Chiesta una formazione più mirata, flessibile e accessibile anche in modalità agile (online o in SW), utile ai dipendenti – in particolare tecnici. Sollecitata l’attivazione, da parte degli Enti, anche di corsi “in house” per il raggiungimento dell’obbligo di 40 ore annue previste dalla Funzione Pubblica.
Incentivi tecnici: Richiesto aggiornamento sul regolamento per gli incentivi tecnici e sulle modalità di attuazione negli enti, con particolare riferimento alla necessità di direttive chiare e univoche. Ribadita la richiesta che il personale civile sia incluso nei progetti finanziati, previa certificazione e accantonamento delle risorse.
Smart Working: Ribadita la necessità di superare il concetto di “prevalenza” nel lavoro agile, in coerenza con il CCNL e il CCNI Difesa.
Benessere: Chiesta la possibilità di accesso del personale civile alle strutture ricettive della FA (circoli, foresterie) a condizioni agevolate, come già avviene per altre FFAA. Ribadita la proposta di alloggi temporanei di “prima sistemazione” per transitati e nuovi assunti. Suggerita anche la modifica dell’art. 547 del Codice dei contratti per reintrodurre la prelazione a favore delle cooperative di ambito Difesa.
Gestpers: Segnalate alcune criticità ancora presenti, in particolare sugli ASV.
LE RISPOSTE DELLO STATO MAGGIORE MARINA
Organici: Lo Stato Maggiore Difesa sta conducendo uno studio approfondito che verrà portato all’attenzione del Ministro, alla luce del mutato scenario geopolitico e degli impegni NATO, volto a un possibile incremento delle dotazioni organiche sia civili che militari. I risultati dovrebbero essere attesi entro fine anno. Pertanto la Marina non ha fatto nessun taglio e il riferimento attuale resta la consistenza del 2018 e cioè 9.000 unità.
Concorsi, progressioni verticali e nuove assunzioni: Confermati i concorsi in itinere per 1.000 assistenti e 100 funzionari. È stato chiesto il recupero dei 200 posti non assegnati a Taranto nel concorso per 315 assistenti. In attesa i bandi 2025. Si prevede il rafforzamento dell’area terza a 2.500 unità (attualmente 1.000) e si stanno valutando le prime posizioni per l’area delle elevate professionalità.
Area industriale e Arsenali: Non è prevista alcuna esternalizzazione: piuttosto si prevede una sinergia con l’industria privata (es. Fincantieri, Intermarine) per valorizzare spazi inutilizzati. Sarà presentato a breve il nuovo piano industriale. Il rilancio terrà conto del fabbisogno reale e delle professionalità disponibili. Relativamente all’Arsenale di La Spezia lo stesso è stato inserito nelle grandi opere della Difesa per 1,3 miliardi di € che dovrebbe portare ad un ammodernamento per fasi, non escludendo di affidare contestualmente spazi inutilizzati all’industria privata che ne facesse richiesta.
Transiti e mobilità straordinaria: La circolare del luglio 2023 ha prodotto una riduzione del 65% dei transiti. I ricorsi sono scesi sotto il 5%. Lo SMM ha confermato che, non dovendosi probabilmente attuare i tagli previsti dalla 244, si sta procedendo con l’esame di tutti i casi sospesi.
Straordinario e missioni: Ai 150.000 euro per lo straordinario del personale civile già assegnati, la Marina ha aggiunto 120.000 euro dal proprio bilancio. Per le missioni, il CASMM ha disposto un approfondimento interno.
Incentivi al personale tecnico: Accolta la proposta FLP DIFESA: saranno emanate direttive univoche agli enti per applicare correttamente il regolamento.
Formazione: Piena condivisione sulla necessità di una formazione più mirata e funzionale.
Smart Working: Il Capo di SMM ha confermato la propria convinzione sulla bontà dello strumento, garantendo impegno per una piena attuazione .
Benessere: Lo SMM sta valutando ipotesi per estendere al personale civile l’accesso alle strutture ricettive. In corso riflessione anche sul tema degli alloggi temporanei.
Gestpers: Nessun malfunzionamento generalizzato. Per gli ASV è in attesa una specifica circolare Persociv. Gli enti sono invitati a segnalare i casi residuali con dettaglio.
Ribadiamo, in conclusione, l’utilità di questi incontri periodici con il vertice della Forza Armata. La possibilità – che ci è sembrata piuttosto concreta – di incrementare le dotazioni di personale civile rappresenterebbe una svolta attesa e richiesta da tempo e in linea con quanto già avviene negli altri Paesi europei. Ora però è fondamentale una chiara assunzione di responsabilità politica e amministrativa: serve trasformare le aperture dichiarate in atti concreti.
In un Ministero che si sta ammodernando, il ruolo del personale civile, da sempre elemento di continuità sui vari territori, non può essere relegato a funzioni marginali. Come Flp Difesa da sempre chiediamo di essere parte attiva del cambiamento rivendicando formazione, progressioni di carriera ed attuazione delle elevate professionalità, che permettano di traguardare ad una piena valorizzazione delle professionalità esistenti tra il personale civile della Difesa
Per ora è tutto! Fraterni saluti.
Per il Coordinamento Nazionale Vincenza Teofili/Ilio Bonomi
Notiziario FLP Difesa n. 78 del 06 dicembre 2022 –
Pubblichiamo di seguito il testo della lettera dello scorso 6 dicembre, a firma del Segretario Generale della CSE Marco Carlomagno, inviata al Ministro per la Pubblica Amministrazione On. Paolo Zangrillo che riepiloga, in sintesi, le principali criticità da affrontare e le azioni e proposte della Confederazione in materia di Lavoro Pubblico.
Prot.n.0173/CSE22 Roma, 06 dicembre 2022
Al Ministro per la Pubblica Amministrazione On.le Paolo Zangrillo
Oggetto: Lavoro pubblico. Le analisi e la proposte della CSE al nuovo Governo. Richiesta incontro.
Gentile Ministro,
l’insediamento del nuovo Governo impone che le questioni relative al buon funzionamento della PA, alla valorizzazione del lavoro pubblico, al riconoscimento del ruolo del personale e alla sua centralità nei processi di riforma del Paese, vengano riaffermati e messi al centro dell’agenda di Governo.
E’ evidente come molte delle azioni legate all’attuazione del PNRR passino proprio per le Amministrazioni centrali e territoriali dello Stato chiamate ad uno sforzo eccezionale per realizzare gli ambiziosi progetti del Piano e permettere di accedere concretamente ai fondi ed ai finanziamenti previsti.
Lo scenario in cui questo però deve realizzarsi, a distanza di più di un anno dall’avvio, è ancora assolutamente problematico.
Decenni di tagli, di mancati investimenti, di sottovalutazione del ruolo dello Stato e delle sue funzioni, ha impoverito in modo significativo la capacità e il funzionamento delle diverse Amministrazioni, che oggi già fanno fatica ad assolvere a compiti ordinari e routinari, figuriamoci quelli straordinari in termini progettuali ed innovativi che il PNRR richiede.
Le iniziative legislative messe in campo nell’ultimo anno non hanno invertito la tendenza, sia perché non basta approvare nuove norme per cambiare il modo di lavorare, ma soprattutto perché le iniziative assunte appaiono nella maggioranza dei casi non propriamente centrate, generiche o in qualche caso eccessivamente ambiziose, ma nei fatti prevedibilmente irrealizzabili.
Manca, infatti, nei programmi messi in campo dai Governi che si sono succeduti in questi due anni, un disegno organico di investimenti sulle nostre PA, che non si limitino ad interventi spot, ma che ne riscrivano ambiti e competenze, oggi in molti casi duplicate, che semplifichino le procedure e gli adempimenti, operando una operazione di disboscamento di tutto quel groviglio di norme, primarie e secondarie, emanate dai diversi centri di responsabilità, che appesantiscono l’azione degli Uffici, deresponsabilizzano gli addetti, allontanano le decisioni.
Le Amministrazioni quando funzionano male, non è solo per il caos organizzativo, funzionale e istituzionale, ma anche per i mancati investimenti, i tagli, le esternalizzazioni, le mancate assunzioni.
Riteniamo ineludibile affrontare in modo serio la questione dei livelli salariali, assolutamente insufficienti, falcidiati da più di un decennio di blocco contrattuale e da incrementi irrisori basati su tassi di inflazione programmata e su indici di adeguamento al netto dell’andamento dei prezzi petroliferi, stimati poco più dell’1,5% annuo, a fronte di un inflazione che ormai supera le due cifre.
Ma quali sono, in sintesi, le principali criticità da affrontare ?
retribuzioni basse, non in linea con i compiti richiesti, e scarsamente attrattive per i nuovi assunti;
scarso utilizzo della contrattazione integrativa e delle politiche retributive basate sul raggiungimento degli obiettivi e sulle perfomance;
percorsi di carriera bloccati e mancata valorizzazione del personale;
organici ridotti mediamente del 50% in meno rispetto alla dotazione organica, al di sotto della media di tutti i Paesi della Unione Europea ;
anzianità media degli addetti superiore ai 50 anni;
politiche di reclutamento sottodimensionate, basate ancora in gran parte su contratti a termine e non attrattive per i bassi livelli salariali di ingresso;
qualificazione del personale non in linea con gli obiettivi proposti per la inesistente politica formativa di questi anni;
permanenza della cultura del mero adempimento, arretratezza tecnologica, culto dell’atto amministrativo, e non del lavoro per singolo processo e mirato al raggiungimento dell’obiettivo;
bassi livelli di digitalizzazione e di innovazione organizzativa con molte Amministrazioni ancora al palo e con poche eccezioni (Agenzia Entrate, INPS etc) che hanno invece iniziato ad instaurare un rapporto diretto con l’utenza con la fruibilità da remoto di molti servizi;
criticità nella gestione del clima interno e del benessere organizzativo;
carente sicurezza sul lavoro, con uffici non a norma;
Le azioni e le proposte della CSE
Vi è un punto chiave su cui bisogna uscire dalla retorica che in questi decenni ha impedito l’adeguamento degli stipendi con riferimento all’aumento del costo della vita, non riducendo affatto i costi complessivi della spesa pubblica, perché le misure adottate mentre hanno penalizzato le lavoratrici ed i lavoratori, hanno permesso a pochi di arricchirsi con l’esternalizzazione dei servizi, la svendita di molti asset pubblici, la creazione delle cosiddette società in House, a danno dell’efficacia dei servizi resi.
L’inflazione in forte crescita e l’impennata dei costi energetici necessitano di azioni e interventi urgenti.
Una crescita di salari e stipendi adeguata all’andamento del costo della vita permette non solo di tutelate il potere di acquisto, ma anche di rilanciare i consumi, evitando il rischio recessione.
Bisogna superare l’attuale inadeguato metodo di presunta indicizzazione all’aumento dei prezzi. (IPCA) Il riferimento che si utilizza nei rinnovi contrattuali è infatti quello dell’inflazione programmata che viene fissato annualmente dal Ministero dell’Economia. L’indicatore, che esclude dal calcolo le variazioni dei prezzi dell’energia, è assolutamente inaffidabile e non più applicabile nella situazione attuale.
Uno strumento reale di collegamento tra inflazione e stipendi, abbandonato nel 1993, può e deve essere ripristinato, tenuto conto che è in vigore in altri Paesi dell’UE, come ad esempio il Belgio, senza che questo abbia comportato situazioni di paventato default. Così come è inaccettabile il valore attuale della cosiddetta Indennità di Vacanza Contrattuale individuata nelle legge di bilancio 2022 nella misura dello 0,30% fino a giugno 2022 e dello 0,50% a decorrere a luglio 2022. In una situazione in cui i Contratti nazionali si rinnovano a distanza di annidalla scadenza naturale, una rivalutazione dello 0,50% per anno a fronte di un’inflazione che viaggia verso il 10% è un vero scippo e una misura che impoverirà sempre di più le lavoratrici ed i lavoratori.
Il Disegno di Legge Bilancio 2023, all’esame del Parlamento, purtroppo non stanzia risorse per il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro scaduti da ormai due anni (in alcuni settori come la Presidenza del Consiglio da circa 6), che vengono di fatto congelati, mentre viene prevista unicamente l’erogazione di una somma una tantum, riassorbibile, pari all’1,5% di incremento degli stipendi, a titolo di acconto.
E’ di tutta evidenza come tale iniziativa sia inaccettabile, a fronte di un’inflazione annua che solo per il 2022 si attesta intorno al 10%, e nella sua pochezza, sia anche iniqua, in quanto applica una percentuale fissa su livelli retributivi di partenza diversi, come ad esempio quelli degli impiegati rispetto ai dirigenti, con il risultato che gran parte delle risorse sarà destinata a chi già guadagna di più. Un indebolimento del potere di acquisto che avrà effetti non solo sulla vita di milioni di lavoratrici e lavoratori e sulle loro famiglie, ma avrà anche un effetto recessivo molto forte.
Chiediamo la modifica della norma, lo stanziamento necessario per il rinnovo dei contratti, il superamento dell’attuale, inadeguato, metodo di indicizzazione.
Occorre inoltre rafforzare il taglio del cuneo fiscale per tendere a un aumento delle buste paga e defiscalizzare, anche nel settore pubblico, il salario accessorio.
E’ necessario rivalutare il valore dei buoni pasto: questa voce, non strettamente salariale, ma che comunque concorre in qualche modo al salario di moltissimi lavoratori, è ferma dal 2006.
Riteniamo che sia arrivato il momento di adeguarla all’inflazione che negli ultimi sedici anni è stata tutt’altro che ferma.
Per quanto concerne gli aspetti organizzativi, ordinamentali e istituzionali riteniamo necessario mettere al centro del confronto con il nuovo Governo queste ulteriori proposte:
No a ulteriori interventi legislativi, si ad una vera semplificazione amministrativa, che ridisegni processi e competenze, prevedendo centri di responsabilità che siano effettivamente protagonisti dei processi lavorativi e delle mission aziendali.
Superare il conflitto tra competenze e ruoli delle Amministrazioni centrali e di quelle territoriali, con riferimento alle competenze amministrative, oggi duplicate o con competenze condivise. Questo, al momento, crea difficoltà nell’individuazione del reale interlocutore istituzionale da parte di cittadini e imprese, contribuisce a deresponsabilizzare i decisori, rende meno fluido il circuito dell’adozione degli atti e dei provvedimenti.
Chiudere la stagione delle esternalizzazioni e delle cosiddette operazioni in Houseche hanno dimostrato non solo di non produrre migliori e più efficienti servizi, ma che sono costati tanti soldi alla collettività. Se ben attuati esistono modelli organizzativi che possono permettere alle PA erogatrici di servizi e prestazioni, di muoversi correttamente in una logica di costi-benefici.
Prevedere una stagione di nuove assunzioni, non precarie o a termine, che da un lato ripianino organici ormai agli sgoccioli, e che allo stesso tempo siano indirizzate verso le nuove professionalità necessarie.
Dare effettività e concretezza al nuovo ordinamento professionale del personale definito dai CC.NN.LL. che unitamente alle nuove professionalità reclutate, permetta la piena valorizzazione e il costante aggiornamento professionale di quelle esistenti.
Investire sulla digitalizzazione delle Amministrazioni, la reingegnerizzazione dei processi e soprattutto sulla interoperabilità delle banche dati.
Implementare nuovi modelli organizzativi che incentivino il lavoro per obiettivo, la trasversalità delle competenze, il lavoro di gruppo, l’autonomia professionale.
In questa ottica il lavoro agile è uno strumento fondamentale, e l’esperienza di questi anni non deve essere abbandonata.
Nei mesi scorsi, a fronte dell’emergere della crisi di approvvigionamento energetico, e all’emergenza climatica che ha portato all’invivibilità delle nostre città per le alte temperature e ai gravissimi fenomeni idrogeologici, come da ultimo l’alluvione nelle Marche e a Ischia, abbiamo chiesto a tutte le Amministrazioni e agli Enti di incentivare il lavoro agile in tutti i casi e per tutte le attività che potevano essere svolte da remoto. In un’ottica non solo di efficienza, ma anche di risparmio dei costi sostenuti dai lavoratori e dalle Amministrazioni, in un momento in cui l’abnorme e ingiustificato aumento dei prezzi petroliferi, e in particolare del gasolio da autotrazione, sta facendo lievitare di giorno i giorno i prezzi dei beni di consumo con conseguenze dirette sul potere di acquisto di lavoratori e pensionati.
Per la CSE il lavoro agile è più di un pur importante strumento di conciliazione vita lavoro, o di efficientamento energetico. E’ un cambio di paradigma, che investe l’organizzazione del lavoro e dei processi, i modelli organizzativi, le sfere di autonomia e di responsabilità, il lavoro per obiettivi, lo sviluppo professionale.
Queste in estrema sintesi le proposte che Le anticipiamo e che riteniamo possano essere oggetto di uno specifico confronto con le Confederazioni e le Federazioni sindacali per non fare del PNRR l’ennesima occasione perduta, e per dare invece un effettivo rilancio, maggiore efficienza e piena dignità alle nostre Pubbliche amministrazioni e al lavoro pubblico.
In attesa, quindi, di un Suo riscontro e di poterla incontrare quanto prima, Le inviamo i più cordiali saluti.
IL SEGRETARIO GENERALE Marco Carlomagno
Inevitabile osservare come le proposte contenute nella nota siano assolutamente di estrema attualità ed interesse del personale della Difesa: -al salario basso si aggiunga per noi la sparizione dei 21 milioni finora destinati a remunerare la performance organizzativa; -gli incrementi contrattuali e l’indennità di vacanza contrattuale dovrebbero essere senz’altro rivisitati, stante l’attuale tasso di inflazione , così come non si giustificano rinvii per il rinnovo del CCNL (come invece risulta dal DDL di Bilancio); – bisogna intervenire in modo efficace, e non con misure tampone limitate dall’esiguità delle risorse assegnate, sul fronte delle assunzioni, stanti le rilevanti carenze organiche e l’invecchiamento del personale, anche chiudendo la negativa esperienza delle esternalizzazioni; – valorizzazione dell’esperienza del lavoro agile, da recuperare senza remore non solo come insostituibile strumento di conciliazione tra vita professionale e vita privata, ma anche come un cambiamento epocale di paradigma che ribalta in senso innovativo, moderno e costruttivo l’arcaica concezione del modello di rapporto tra lavoratore e Amministrazione; per questo molto di più ci si deve aspettare dal Governo al fine di perseguire la reale modernizzazione del lavoro pubblico, alla stregua del PNRR, che ne promuove il potenziamento e l’implementazione indispensabili alla crescita del nostro Paese.
E’ tutto, come di consueto vi terremo aggiornati. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP DIFESA n. 11 del 10 febbraio 2022 –
Riportiamo di seguito il testo del Notiziario della nostra Federazione FLP n. 7 del 10 u.s., che dà notizia ai lavoratori del voto positivo del Senato alla conversione in legge del Decreto Legge n. 221 del 24 dicembre 2021 recante “proroga dello stato di emergenza nazionale e ulteriori misure per il contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 305 del 24.12.2021.
“Nella giornata di ieri l’Assemblea del Senato ha approvato l’Atto Senato 2488, che converte in legge il DL 221/2021, sulla base del testo licenziato in Commissione Affari Costituzionali che il giorno prima aveva dato il via libera ad alcuni emendamenti presentati dai Senatori Augussori (Lega), Catalfo (M5S), Malan (FdI) e De Petris (LeU), poi riformulati e unificati, che prorogano al 31 marzo 2022 il ricorso al lavoro agile per i lavoratori fragili e, con retroattività dal 1 gennaio 2022, il periodo di equiparazione dell’assenza da lavoro al ricovero ospedaliero per i lavoratori fragili che, per mansione assegnata, non possono ricorrere allo smart working.
Inoltre è stata rinviata al 1 aprile 2022 anche l’applicazione del Decreto a firma dei Ministri della Pubblica Amministrazione, del Lavoro e della Salute che ridefinisce (restringendone notevolmente e ingiustificatamente la portata e i soggetti beneficiari) le malattie croniche in presenza delle quali la prestazione lavorativa è normalmente svolta in modalità agile.
L’Atto passa ora alla Camera in seconda lettura, ma è quasi certo che il testo non subirà ulteriori modifiche in quanto il termine per la conversione del Decreto legge, pena la sua decadenza, è fissato al prossimo 24 febbraio.
Esprimiamo soddisfazione per l’approvazione delle citate norme, da noi sollecitate, che segnano un ulteriore successo dell’azione della FLP che in questi mesi è stata in prima linea, non solo in ambito contrattuale, ma anche nella proposta e nell’iniziativa parlamentare, per la tutela della salute e la sicurezza sui posti di lavoro.
La Segreteria Generale FLP ”
Tre dunque le novità importanti nel testo approvato dal Senato, tutte e tre fortemente sollecitate dalla nostra Federazione, che si è attivata prontamente ed efficacemente in sede parlamentare per raggiungere questo importante traguardo.
Ora attendiamo fiduciosi il successivo passaggio nell’altro ramo del Parlamento, che auspichiamo confermi queste nuove norme, che, dopo la pubblicazione in G.U, entreranno pienamente in vigore.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP DIFESA n. 9 del 2 febbraio 2021 –
Marco Carlomagno, Segretario Generale FLP
Si riporta il testo integrale del comunicato della Segreteria Generale FLP che contiene la lettera inviata dal nostro Segretario Generale Marco Carlomagno ha inviato al giornalista del Corriere della Sera che, in un articolo comparso ieri, gli ha messo in bocca posizioni che non ci appartengono, generando alcune smaccate, scomposte e interessate strumentalizzazioni da parte di alcune sigle, atteso che non c’è una sola frase detta o scritta negli ultimi 10 anni dalla nostra Federazione o dal suo segretario Generale che sia in linea o si ponga in continuità con la dichiarazione riportata dal giornale.
” Pubblichiamo la lettera di precisazioni inviata stamani dal Segretario generale della FLP Marco Carlomagno in merito ai contenuti dell’articolo pubblicato ieri sull’edizione on line del Corriere della Sera a firma di Lorenzo Salvia. Nota che riteniamo faccia chiarezza rispetto ad alcuni punti dell’articolo citato.
Cogliamo l’occasione però per denunciare come sia in atto da parte di alcune Organizzazioni sindacali un’operazione di vero e proprio sciacallaggio del tutto strumentale nei confronti delle posizioni della nostra Organizzazione sindacale che – è del tutto evidente – non possono rilevarsi da alcune frasi riportate dalla stampa nelle poche e sintetiche righe un articolo, ma che invece quotidianamente sono oggetto dei nostri comunicati e soprattutto delle azioni che ogni giorno poniamo in campo in tutte le sedi Istituzionali, negoziali e di singola Amministrazione.
Tra l’altro è piuttosto singolare come questi attacchi provengano proprio da chi (vedi Cisl e Uil) negli anni scorsi appoggiarono le politiche dell’ex Ministro Brunetta in materia di disarticolazione del lavoro pubblico, di individuazione delle famigerate quattro fasce di merito e di blocco della contrattazione nazionale e integrativa.
O di chi negli anni successivi (Cgil), anche con governi diversi o “amici”, ha avallato il recepimento all’interno dei CCNL del lavoro pubblico quote obbligatorie di risorse da destinare alla perfomance individuale basata su elementi di valutazione discrezionali e divisivi.
Tra l’altro la previsione di destinare fino al 50% del salario di produttività nel suo complesso (e quindi comprendendo in tale percentuale le voci erogate prioritariamente alla remunerazione della produttività collettiva di Ente e di Ufficio) è già prevista dai vigenti CCNL del lavoro pubblico e attuata in molte Amministrazioni, mentre la parte rilevante della nostra proposta è quella di implementare le risorse complessivamente destinate alla contrattazione integrativa superando la logica dei tagli e dei tetti ai Fondi imposti proprio a suo tempo da Brunetta e poi confermata dai Governi che si sono succeduti.
Evidentemente la FLP, con la sua crescita di consenso, di credibilità e di attenzione da parte dei media, dà fastidio a chi pensa di avere il monopolio della rappresentanza e quindi, invece di operare per la ricerca di un quadro comune tra le parti sindacali, caratterizzato da un confronto di idee e proposte, anche franco ma corretto, e mirato a individuare le migliori soluzioni in una fase così difficile e complessa, preferisce tentare di delegittimare i competitor, con comunicati e post diffusi in queste ore decisamente offensivi.
***
Gentile dott. Salvia,
con riferimento all’articolo pubblicato ieri sull’edizione on line del Corriera della Sera sul lavoro agile a regime, che riprendevano in alcune parti il nostro colloquio, svolto in un clima costruttivo, alcune mie dichiarazioni, ovviamente sintetizzate per gli spazi concessi, non rendono appieno il senso delle mie valutazioni.
In particolare il tema relativo ai premi di produttività nel lavoro pubblico necessita di alcune doverose precisazioni.
Quando parlavo di possibili percentuali di retribuzione da destinare alla produttività non mi riferivo certamente allo stipendio, che è parte fondamentale base della retribuzione e come tale, non correlato direttamente agli incrementi della perfomance, alla quale invece nei Contratti collettivi nazionali è destinata parte delle risorse della contrattazione decentrata.
In tale ambito le quote da destinare alla produttività, che per la FLP si deve basare su tre pilastri (raggiungimento degli obiettivi di Ente, di singolo Ufficio e individuale), debbono essere incrementate per accompagnare i processi di modernizzazione e digitalizzazione delle nostre Pubbliche Amministrazioni, superando gli attuali vincoli che oggi impediscono di erogarle, seppure siano in molti casi stanziate e nella disponibilità degli Enti, recuperando anche quelle destinate, ad esempio, allo straordinario che, con un lavoro per obiettivi basato sui risultati e non sulla mera presenza fisica in Ufficio, andranno ricomprese nella produttività per il personale in lavoro agile a regime.
In tale ambito, e con il pieno utilizzo delle risorse disponibili e implementate, riteniamo che, come già avviene in molte Amministrazioni virtuose, le risorse complessive destinate alla produttività collettiva e individuale possano arrivare fino al 50 per cento di quelle disponibili in contrattazione integrativa.
Infine, proprio per l’importanza di far decollare il lavoro agile come fattore di innovazione, il quadro normativo e contrattuale dovrà essere necessariamente adeguato per non penalizzare tale modalità di prestazione lavorativa ai fini dei percorsi di carriera e di percezione del salario di produttività.
Nel ringraziarla ancora per la disponibilità dimostrata, Le chiedo gentilmente di voler pubblicare tali precisazioni, al fine di sgombrare ogni dubbio sulle posizioni del sindacato che rappresento, che sono già state in queste ore oggetto di strumentalizzazioni o di letture interessate.
Un cordiale saluto, Marco Carlomagno
Roma, 2 febbraio 2021″
Questa la lettera inviata al giornalista, che siamo sicuri servirà a fare definitivamente chiarezza.
Si invitano tutte le nostre strutture a farla girare tra i nostri iscritti e tra tutti i lavoratori, anche per respingere al mittente le indecorose strumentalizzazioni cui stiamo purtroppo assistendo.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 8 del 01 febbraio 2021 –
Facendo seguito al nostro precedente Notiziario n. 7 del 28 gennaio u.s. nel quale avevamo dato notizia della proroga al 30 aprile p.v. del Lavoro Agile emergenziale disposto con proprio decreto datato 20.01.2021 dalla Ministra per la PA Fabiana Dadone, in via di registrazione alla Corte dei Conti e già pubblicato sul nostro sito, e delle risultanze del primo confronto sul POLA del Ministero Difesa con la Delegazione di parte pubblica, riportiamo di seguito il comunicato diffuso dalla S.G. FLP in data 29 gennaio u.s. che fa un utilissimo punto di situazione sulla materia, richiama l’attenzione su questa modalità di lavoro come fattore di reale innovazione della PA e sulla necessità di regolare contrattualmente tutte le sue ricadute sul rapporto di lavoro dei pubblici dipendenti.
Con riferimento all’attuazione dei POLA (Piani Organizzativi per il Lavoro Agile) la normativa che si è succeduta in questo mese (DPCM 14 gennaio 2021, Decreto milleproroghe e, da ultimo, il DM 20 gennaio 2021 della Ministra per la Pubblica Amministrazione) alla fineha prorogato, al momento al 30 aprile 2021, il lavoro agile emergenziale come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa, confermando sino a quella data tutte le misure di semplificazione previste e le percentuali oggi in atto nelle Amministrazioni, a fronte del permanere dello stato di emergenza sanitario.
Con una nota pubblicata nella giornata di oggi sul sito istituzionale il Ministero per la Pubblica Amministrazione ha chiarito inoltre che resta confermata invece la data del 31 gennaio 2021 (spostata al 1 febbraio 2021 in quanto il 31 gennaio coincide con la domenica), prevista dal Decreto rilancio quale termine per la redazione dei POLA per tutte le Amministrazioni pubbliche, escluse quelle degli Enti locali il cui termine è fissato dal Decreto milleproroghe al 31 marzo 2021.
A fronte di numerose incertezze verificatesi in questi giorni in alcune Amministrazioni rispetto alla presunta operatività immediata dei POLA è quindi necessario ribadire che il termine del 31 gennaio 2021 ha una valenza essenzialmente endoprocedimentale, utile alle Amministrazioni per predisporre le prime linee della programmazione triennale e per la verifica dell’attuale situazione organizzativa, logistica e infrastrutturale, ma non assume in alcun modo una valenza operativa.
In buona sostanza all’attualità, e fino al 30 aprile 2021, sono confermate le modalità e percentuali oggi in atto sul lavoro agile.
Per la FLP, l’abbiamo ribadito, il lavoro agile è un importante fattore di innovazione.
Ma, senza che vengano disperse alcune buone pratiche comunque adottate i questi mesi in molte delle Amministrazioni dei diversi comparti, sarà necessario adottare un nuovo paradigma che, superando l’attuale modalità che risponde principalmente all’esigenza di ridurre al minimo la possibilità di contagio e quindi è limitata a un sostanziale lavoro da remoto a casa, dovrà essere in grado di conciliare pienamente i tempi vita-lavoro, migliorando il benessere organizzativo, costituendo il volano per modernizzare le Pubbliche Amministrazioni e allo stesso tempo valorizzare le tante professionalità oggi presenti.
Superando le logiche gerarchico-piramidali che ancora permeano in modo diffuso le Amministrazioni, incoraggiando il lavoro per gruppo e l’autonomia lavorativa.
L’attuale quadro, ancora tarato sulle disposizioni normative e contrattuali della fase sperimentale introdotta dalla Ministra Madia nel 2017, che individuava numeri assolutamente diversi da quello ora previsti dalla norma, è insufficiente sia rispetto alle prerogative sindacali, limitate sui modelli organizzativi ad un semplice e mero confronto, sia sugli aspetti tipicamente negoziali che ancora oggi non solo risentono della legislazione punitiva degli ultimi anni, ma sono costruiti su un modello di prestazione lavorativa unicamente in presenza.
Per permetterne il decollo, ed evitare che anche questa sia l’ennesima riforma scritta sulla carta, calata dall’alto e contro le lavoratrici ed i lavoratori, è necessario e urgente quindi fissare una cornice di riferimento contrattuale che accompagni questo processo nelle diverse fasi previste che si dovranno dispiegare nel prossimo triennio.
Quest’arco temporale più ampio potrà e dovrà permettere di mettere maggiormente a fuoco le diverse problematiche aperte (piani della formazione, dotazioni informatiche, ridefinizione dei processi e dei modelli organizzativi, mappatura delle attività eseguibili in modalità agile, etc.) e soprattutto di affrontare tutte le ricadute sul rapporto di lavoro (buono pasto e lavoro straordinario, rimborso delle spese sostenute, sicurezza informatica e piena disponibilità della lavorazione dei diversi processi lavorativi, definizione di un nuovo modello di assegnazione degli obiettivi e di valutazione delle perfomance, con conseguente pieno riconoscimento di dette attività ai fini dell’erogazione del salario accessorio e di produttività, flessibilità oraria, diritto alla disconnessione, etc.).
Come FLP abbiamo più volte sollecitato il Governo a promuovere con uno specifico Atto di indirizzo un Accordo quadro in sede Aran che dia alle parti uno strumento in grado di essere immediatamente applicabile, implementabile successivamente all’interno dei singoli contratti del lavoro pubblico.
La crisi di governo e le incertezze di questi giorni certamente non aiutano, ma quello che è certo è che non daremo mai il nostro via libera a Piani così ambiziosi senza una vera e proficua partecipazione sindacale e la piena tutela del personale interessato.
I Progetti presentati in questi giorni nelle diverse Amministrazioni (e non tutte hanno attivato ancora il confronto) non sempre delineano, come invece dovrebbero, scelte strategiche sui temi della digitalizzazione, dell’innovazione dei processi e dei modelli organizzativi, che, ove adottati, potrebbero permettere un cambio di passo, modernizzando il modello di Amministrazione che per molti anni è stato immutabile e prigioniero di schemi precipuamente burocratico-formali.
Così come il sistema di partecipazione e di confronto sindacale appare in troppi casi ridotto al minimo, asfittico e praticato come un mero adempimento da liquidare in pochi minuti.
Invitiamo tutte le nostre strutture, ad ogni livello, a porre la massima attenzione su queste fasi del processo, incalzando i vertici delle Amministrazioni con proposte specifiche e articolate, allargando il dibattito non solo agli Organismi che devono pronunciarsi (CUG e Organismi Paritetici per l’Innovazione), ma a tutti i lavoratori, ai cittadini, agli utenti, e a tutti i fruitori dei servizi.
Per trasformare i POLA, da ennesimo acronimo probabilmente incomprensibile a più, a concreti ed effettivi Piani di modernizzazione e di efficientamento delle nostre Amministrazioni.
Seguiremo da vicino tutti gli sviluppi, sul fronte del comparto e sul quello del Ministero della Difesa, e ne daremo come al solito puntualmente conto ai colleghi.
Cordiali saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP DIFESA n. 81 del 26 settembre 2020 –
La Ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo
Con il il precedente Notiziario FLP DIFESA n. 80 del 23 settembre u.s., abbiamo dato notizia che le CGS e CSE avevano presentato alla Ministra della Funzioni Pubblica Dadone, nel quadro del confronto avviato in questi mesi a palazzo Vidoni sullo Smart Working, un documento contenente l’analisi e le proposte delle due Confederazioni Sindacali in merito all’esperienza del lavoro agile nell’emergenza Covid-19 in ambito Pubblica Amministrazione, e alle potenzialità del suo decollo a regime.
Di Smart Working, si è anche parlato però in questi giorni anche al Ministero del lavoro – con in questo caso la visuale rivolta prevalentemente all’esperienza del settore privato – nel corso di un apposito confronto con la Ministra Catalfo che si è tenuto in data 24 settembre u.s., e al quale hanno partecipato le Confederazioni Sindacali.
Riportiamo di seguito il testo del comunicato diffuso dalla Confederazione CSE sui contenuti e sulle risultanze dell’incontro del 24 u.s. con la Ministra del lavoro e delle Politiche Sociali:
” Si è conclusa da poco la riunione convocata in videoconferenza dalla Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo con le Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative sul tema del lavoro agile. La partecipazione della CSE a questo tavolo, che riguarda i diversi aspetti del lavoro agile in entrambi i settori del lavoro, pubblico e privato, segna indubbiamente il riconoscimento della nostra rappresentatività e del ruolo che in questi mesi abbiamo svolto, sia nella gestione della fase emergenziale, che nelle proposte di regolamentazione a regime, nelle interlocuzioni avute non solo con la Ministra per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone e le singole Amministrazioni e imprese, ma anche con gli organi costituzionali e i gruppi parlamentari.
Nel corso del confronto il Segretario Generale Carlomagno ha rappresentato la necessità che in questa fase, caratterizzata ancora da una forte criticità epidemiologica, è necessario evitare le fughe in avanti e i tentativi da più parti rappresentate di rientri in massa, che non solo mirano ad azzerare le pur importanti esperienze di innovazione, ma mettono a rischio la salute di tutti e i risultati raggiunti durante la fase di lockdown. In questo ambito è necessario adattare e modificare il quadro normativo delineato dal comma 263 del Decreto rilancio.
Per quanto concerne il lavoro agile a regime la CSE ne ha confermato la strategicità come fattore di innovazione organizzativa e dei processi, di miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza, di aumento della produttività, di conciliazione vita-lavoro, di miglioramento dell’ambiente e della vivibilità delle nostre città.
Per fare questo, come abbiamo proposto già nel documento inviato nei giorni scorsi alla Ministra Dadone, bisogna riprogettare i modelli organizzativi, implementare le dotazioni tecnologiche e infrastrutturali, le banche dati, ridefinire i profili professionali e le modalità lavorative, attuare importanti programmi formativi.
Cambiare il lavoro e il modo di lavorare necessita la ridefinizione di tutto il quadro contrattuale e delle tutele, a livello nazionale e territoriale, prevedendo l’aumento dei livelli di partecipazione, evitando forme di possibile cottimizzazione del lavoro o di disconoscimento di diritti e riconoscendo invece al lavoro agile tutte le tutele e i diritti giuridici, economici e professionali, previsti per il cosiddetto lavoro in presenza.
La CSE ha infine chiesto, come condizione fondamentale e prioritaria, l’adozione di un Piano coordinato del Governo che definisca le linee strategiche, utilizzi le nuove risorse derivanti dal recovery fund nei settori dell’innovazione e delle infrastrutture, promuova il confronto con le parti sociali per definire un quadro pattizio capace di gestire questa importante fase, garantendo in tutte le aziende e tutte le realtà uguali diritti e tutele.
La Ministra Catalfo, a conclusione dei lavori, ha assicurato che il confronto proseguirà prima del 15 di ottobre, data entro la quale al momento dovrebbe cessare lo stato di emergenza, auspicando che nelle prossime riunioni tale confronto, in corso anche con le Associazioni delle imprese, possa proseguire congiuntamente per mettere a fattor comune le diverse posizioni in campo.
La Segreteria Generale CSE “
Seguiremo ovviamente da vicino gli sviluppi del confronto sul lavoro agile presso il Ministero del Lavoro che hanno l’obiettivo di approfondire i temi legati alle eventuali modifiche da apportare nel Titolo II della Legge 22.05.2017, n. 81 e ne daremo conto ai colleghi.
Infine, facciamo un aggiornamento per quanto attiene altri tavoli di confronto avviati presso il Ministero del lavoro, e più precisamente quello sui temi e problemi legati alle modifiche in materia di pensioni.
Come noto, sono stati avviati presso quel Ministero, già da mesi, due tavoli di confronto con le Confederazioni Sindacali del Pubblico Impiego, il primo che ha per oggetto gli interventi da inserire nella prossima legge di bilancio e il secondo le scelte da operare ai fini di una riforma previdenziale che si ponga come obiettivo il superamento di tutte le criticità innescate dalla riforma Fornero.
Come noto, dopo le riunioni di luglio, il confronto è ripreso presso il Ministero del lavoro in data 17 settembre u.s., ed ha riguardato gli interventi che dovrebbero traguardare la prossima legge finanziaria. A conclusione del tavolo, la CSE ha diffuso un comunicato avente ad oggetto gli esiti del tavolo di confronto con la Ministra Nunzia Catalfo, che abbiamo riportato nel Notiziario FLP DIFESA n. 79 del 21.09.2020
Invece, per quanto attiene al secondo dei confronti previsti, riguardante questa volta la messa a punto di modifiche strutturali della legge Fornero e originariamente previsto per il 28 p.v., informiamo i colleghi che è stato differito a data successiva, allo stato ancora non definita.
Vi terremo ovviamente anche in questo caso tempestivamente informati degli sviluppi dei confronti presso il Ministero del lavoro sulla materia previdenziale, che suscitano l’interesse di molti colleghi.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP DIFESA n. 77 del 28 agosto 2020 –
La Ministra per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone
In data 6 agosto u.s., la Ministra per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone ha avuto un incontro con le Confederazioni Sindacali del Pubblico Impiego (per noi, la CSE) che ha avuto come argomento all’o.d.g. l’organizzazione del “lavoro agile” nel settore pubblico nella fase post Covid-19 e dunque a regime .
Come si ricorderà, la predetta riunione avvenuta in video conferenza era stata preceduta dall’invio alla Ministra Dadone in data 30 luglio u.s. da parte della Confederazione CSE di una lettera nella quale venivano rappresentate tutta una serie di problematiche connesse al le disposizioni contenute nell’art. 263 del c.d. “decreto rilancio” che stavano generando non poche criticità (su questa stessa pagina, ripubblichiamo in allegato la lettera CSE).
Sulla riunione del 6 agosto, la nostra Federazione ha diffuso in data 26 u.s. il Notiziario n. 33 che riportiamo di seguito in forma integrale.
“ Riprenderà a settembre, con un calendario che prevede già ulteriori riunioni previste per il 10 e il 15 settembre, il confronto avviato dalla Ministra Dadone con le Confederazioni del pubblico impiego sul lavoro agile e sulla sua articolazione a regime.
E’ quanto emerso al termine della riunione tenutasi lo scorso 6 agosto in videoconferenza con Palazzo Vidoni, che è stata l’occasione per definire il percorso e mettere sul tavolo le principali questioni aperte.
Diciamo subito che abbiamo apprezzato il metodo e anche la volontà della Ministra di non vedere disperso il patrimonio di esperienze che in questi mesi, pur nella situazione emergenziale, e con metodiche che giocoforza assomigliavano più ad un lavoro da remoto che ad un vero lavoro agile, hanno permesso comunque di verificare le grandi possibilità di innovazione organizzativa, di modernizzazione, di efficienza e di conciliazione vita lavoro che il lavoro agile può offrire.
Specie in una fase in cui, anche per le criticità e la rigidità delle modifiche normative dettate dal comma 263 del Decreto rilancio, molte Amministrazioni stanno facendo sulla materia un ingiustificato dietrofront, pericoloso non solo per la persistenza del forte rischio epidemiologico ancora assolutamente in corso, come dimostrato dall’andamento della curva del contagio a livello internazionale e anche nazionale, ma parimenti inaccettabile sul fronte operativo ed organizzativo.
Intendiamo quindi dare un forte contributo al percorso prospettato, proponendo specifiche soluzioni che dovranno da un lato guidare le scelte normative e regolamentari in materia di nuova organizzazione degli Uffici, di semplificazione organizzativa, di digitalizzazione dei servizi e dei processi, con particolare riferimento alla definizione in ogni Amministrazione dei POLA (Piani Organizzativi per il lavoro agile), e dall’altro concordare gli aspetti precipuamente contrattuali legati al rapporto di lavoro che necessariamente dovranno essere rivisti ed aggiornati.
Articolazione dell’orario di lavoro e diritto alla disconnessione, individuazione del luogo di svolgimento della prestazione e condizioni tecnologiche di base per lavorare (pc, connessione, telefono), salario di produttività, permessi e buoni pasto, sono solamente alcune delle fattispecie che dobbiamo e vogliamo regolamentare.
In quest’ambito abbiamo rappresentato alla Ministra l’esigenza che tali questioni, unitamente alla necessità di definire il nuovo ordinamento professionale, che non può non fare i conti con i diversi livelli di responsabilità richiesti da forme di lavoro caratterizzate da maggiore autonomia, siano inserite all’interno dell’Atto di indirizzo all’Aran che il Governo deve emanare al fine di avviare il percorso per il rinnovo dei contratti scaduti al 31 dicembre 2018.
Perché è di tutta evidenza che la pur importante stagione di innovazione del lavoro agile a regime non può, e non deve, mettere in secondo piano l’urgenza del rinnovo dei contratti, che costituiscono la naturale cornice per riconoscere dal punto di vista economico e professionale l’impegno della lavoratrici e dei lavoratori, accompagnando i processi di innovazione e di modernizzazione delle nostre Amministrazioni.
Infine, oggi più che mai, appare necessario fare il punto sui tempi e sulle modalità di attuazione della norma che dal 15 settembre abroga il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione.
L’ottimismo che ha portato frettolosamente il legislatore a dettare i tempi dei rientri in presenza appare, purtroppo, in queste ore assolutamente fuori luogo e in contrasto con le misure di sicurezza poste in essere dal Governo per contenere i danni della politica del “liberi tutti”.
Si contano a decine gli Uffici chiusi per sanificazione a seguito di casi di positività accertati, e la stessa incertezza sui tempi e le modalità dell’apertura delle scuole impongono, senza ombra di dubbio, un intervento per verificare la rispondenza dell’attuale normativa alla situazione sopravvenuta.
La Segreteria Generale FLP “
Questo il comunicato diffuso dalla nostra Federazione, che riporta i contenuti e le risultanze di quella riunione, nella quale il Segretario Generale CSE, Marco Carlomagno, ha ripreso puntualmente e riproposto tutte le questioni legate all’applicazione dell’a art. 263 del decreto rilancio e segnalate con la lettera della Confederazione del 30 luglio u.s., che sono però rimaste sostanzialmente eluse nell’intervento conclusivo della Ministra.
Questioni che in ogni caso rimangono purtroppo ancora irrisolte, continuando a generare criticità nella nostra Amministrazione, rispetto alle quali continueremo nella nostra azione a tutti i livelli, in modo coerente ed sperabilmente incisiva, per trovare soluzioni oggi quanto mai urgenti alla luce delle notizie ogni pgiorno più preoccupanti circa la ripresa della diffusione dei contagi.
Seguiremo da vicino gli sviluppi del confronto in Funzione Pubblica e ne daremo, come sempre, tempestivamente conto alle lavoratrici e ai lavoratori della Difesa.
Monitoraggio della FP sullo sw nell’emergenza COVID19
Si riporta, di seguito, il testo del notiziario n. 28 in data odierna della Segreteria Generale della FLP, relativo all’iniziativa di monitoraggio per la rilevazione dell’esperienza di lavoro agile attuata nell’ambito della Pubblica Amministrazione:
Importante iniziativa del Ministero della Pubblica Amministrazione.
E’ attivo infatti presso il portale PartecipaPa, al link partecipa.gov.it, una consultazione pubblica riservata ai lavoratori dipendenti della PA per la rilevazione dell’esperienza di lavoro agile svolta in questi mesi caratterizzati dalla grave emergenza sanitari. In particolare è prevista la ricognizione delle esperienze, giudizi, valutazioni e proposte di miglioramento necessari a definire lo sviluppo dello smart working, a regime, come uno dei principali strumenti di innovazione e modernizzazione del lavoro pubblico.Come è noto l’adozione del lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa ha permesso di assicurare la continuità delle prestazioni rese dagli Uffici garantendo la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori, oltre che dei cittadini che hanno potuto fruire di gran parte dei servizi da remoto.
Ora si tratta di non disperdere questa importante esperienza, ma di renderla duratura, permettendo da subito un graduale riavvio in sicurezza delle attività connesse alle esigenze di ripresa dopo il lockdown e a regime una forte implementazione delle percentuali ora previste per il lavoro agile. Che dovrà diventare uno strumento non solo di conciliazioni vita lavoro, ma un formidabile strumento di digitalizzazione e di rivisitazione dei processi e di sviluppo delle competenze e delle professionalità. Ecco perché come FLP riteniamo molto importante questa iniziativa, che si inserisce all’interno di un processo più articolato di partecipazione dal basso, diffusa, in cui ogni operatore potrà contribuire all’elaborazione e alla definizione di prassi virtuose. Le nostre Amministrazioni non hanno bisogno di nuove norme che si accavallano a quelle già prodotte copiosamente in questi anni, ma di azioni concrete, comportamenti conseguenti, adeguamenti organizzativi che superino la visione burocratica e gerarchico funzionale che ancora oggi è troppo presente nelle nostre Amministrazioni. I contenuti della rilevazione costituiranno senza dubbio un utile strumento per tutti noi, specie ora che è imminente la riapertura del confronto con la Ministra Dadone proprio sul lavoro agile a regime. Invitiamo quindi tutte le lavoratrici ed i lavoratori a partecipare alla rilevazione promossa dalla Ministra per la Pubblica Amministrazione, per non perdere l’occasione di partecipare ad una iniziativa in cui ognuno di noi può dire la sua e contribuire a cambiare il volto del nostro lavoro e dei nostri Uffici. E invitiamo altresì i nostri Coordinamenti Nazionali ad avviare le più idonee iniziative presso le proprie Amministrazioni affinché le stesse operino al meglio per assicurare la piena riuscita dell’importante iniziativa della F.P. che è tesa, attraverso la ricognizione e l’analisi anche critica delle esperienze vissute durante l’emergenza Covid-19, a costruire le basi per la messa a punto delle concrete modalità di realizzazione a regime dello smart working.
La Segreteria Generale FLP
Ci associamo dunque all’iniziativa della Federazione, invitando tutti i colleghi a partecipare al rilevamento, dei cui esiti questa Segreteria Nazionale ha chiesto di essere messa a conoscenza con la nota che si pubblica in allegato in questa pagina.
Cordialissimi saluti.
LA SEGRETERIA NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
L’on Angelo Tofalo, Sottosegretario di Stato alla Difea
FLP Difesa, in sintonia con il richiamo della Confederazione alla necessità di arrivare organizzati alla “Fase2”, quella della ripresa, che non può essere avviata senza una adeguata rete di protezione, posto che l’epidemia non è ancora debellata, specialmente nei territori più martoriati del nostro Paese, quali la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Veneto, il Piemonte, e dunque vi è ancora un rischio temibile, nell’attesa che arrivi la convocazione per il confronto previsto in materia, ha scritto ai vertici del Dicastero una nota, nella quale sono riepilogati i temi da mettere prioritariamente in agenda, il cui testo si riporta di seguito:
“In data 8 aprile u.s., è stato sottoscritto, da CSE e dalle più importanti e rappresentative Confederazioni della dirigenza pubblica (CIDA, COSMED e CODIRP) con la Ministra per la P.A., il “protocollo di accordo sulla prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19”. Detto protocollo, a differenza di altri firmati nei giorni scorsi sulla medesima fattispecie, reca in modo esplicito l’affermazione che, nella fase emergenziale che il Paese vive, “sono importanti la valorizzazione e il coinvolgimento del personale, nonché la piena promozione da parte della dirigenza nell’implementazione del lavoro agile quale modalità ordinaria di lavoro”, e ciò anche allo scopo di superare le interpretazioni, in molti casi errate e restrittive, di chi continua a osteggiare il lavoro agile come modalità ordinaria della prestazione lavorativa (e nella Difesa ci sono a tal proposito esempi illuminanti) e ad impegnare in modo esplicito la Dirigenza pubblica a un’azione coerente con i contenuti del Protocollo.
Detto protocollo di accordo impegna inoltre le AA.PP. ad attivare momenti di confronto con le OO.SS. “al fine di condividere informazioni e azioni volte a contemperare la necessità di tutela del personale e dell’utenza, con quella di garantire l’erogazione di servizi pubblici essenziali e indifferibili”.
Per quanto attiene ad Agenzia Industrie Difesa, si chiede che la D.G. si attivi rapidamente per darne informazione a tutti i propri Enti.
Per quanto attiene invece alla Difesa, il Gabinetto ha direttamente investito la Delegazione trattante di parte pubblica del M.D. in ordine alle incombenze informative nei confronti delle OO.SS., ma lo ha fatto solo con riferimento al “protocollo” siglato in data 3 aprile e non anche a quello dell’8 aprile, che alla data di invio della propria nota a SMD, SGD e DG (10.04.2020, prot. n. 14775) era già pubblicato da due giorni sul sito della F.P., e peraltro con tanto di nota aggiuntiva di commento della stessa Ministra Dadone.
A tal riguardo, si deve necessariamente rilevare l’improprietà del comportamento posto in essere nella circostanza da codesto Gabinetto e, nel ricordare la posizione super partes che deve sempre orientare l’operato di una P.A., si chiede che codesto Gabinetto faccia un seguito alla propria nota del 10 u.s. con altra nota riferita questa volta al protocollo dell’8 aprile 2020.
Al momento in cui scriviamo, non ci è ancora pervenuta da parte della Delegazione trattante alcuna comunicazione in ordine a possibili, vicini incontri tra le Parti anche via remoto, e pertanto, in attesa che ciò avvenga, la scrivente O.S. desidera segnalare alcuni aspetti a proprio giudizio di primario interesse.
Informazioni alle OO.SS.
A differenza di quanto fatto da Altre, A.D. ed AID hanno decisamente brillato in tutte queste settimane per la quasi totale mancanza o quantomeno la grave carenza di informazioni alle OO.SS. nazionali in merito alle ricadute e alle problematiche vissute nella Difesa nell’attuale emergenza Covid-19.
Questo enorme gap informativo deve essere, a nostro avviso, rapidissimamente colmato con riferimento:
ai diversi versanti nei quali A.D. e AID sono allo stato impegnate sull’emergenza Covid, con le diverse iniziative poste in essere, di cui si ha avuto notizia dai media, con il suo personale, civile e militare;
alle eventuali ricadute della pandemia sui propri dipendenti (eventuali casi e sedi di contagio; eventuali casi di quarantena con sorveglianza sanitaria; etc.) in particolare nei territori più esposti alla diffusione del contagio (Lombardia; Piemonte; Veneto, etc.);
in terzo luogo, all’acquisto e alla messa in disponibilità di DPI, ed eventualmente di quali, con quali costi e con quali destinazioni;
infine, ai presidi di pulizia attivati e alle operazioni di sanificazione periodica degli ambienti di lavoro poste in essere negli Enti e Uffici e alla loro frequenza.
Smart Working
A differenza di quanto avvenuto in altre PP.AA., nella Difesa e in Agenzia Industrie Difesa non è stato fornito alle OO.SS. nazionali alcun dato in merito all’utilizzo del lavoro agile negli Enti della Difesa come modalità ordinaria di prestazione lavorativa, per come previsto dalla Direttiva n. 2 della FP e per come successivamente disposto dall’art. 87, comma 1, del DL 18/2020.
Di contro, abbiamo assistito in molti Enti alla non corretta applicazione delle disposizioni in materia di S-W. Il nostro convincimento è che, nei confronti del lavoro agile, vi sia stata da parte di taluni Dirigenti una sorta di approccio pregiudizialmente negativo, che pare originato dall’idea che in ambito F.A. l’istituto in argomento non trovi idonee condizioni di attuazione, idea questa che né l’emergenza e né le disposizioni introdotte dal DL 18 hanno evidentemente incrinato.
La scrivente O.S. ha anche provveduto a segnalare alcune situazioni paradossali che sono maturate in alcuni Enti, come quelle osservate nel PMPN di Piacenza, l’Ente di F.A. a più alta presenza civile, dove il Direttore ha affermato “che la prestazione in S-W incontra presso il PMPN insuperabili preclusioni oggettive”, o nel 3° CERIMANT di Milano, dove a giudizio del Comandante lo S-W risulterebbe “inattuabile”, pur se in entrambi gli Enti trovano impiego diversi dipendenti civili con profili riconducibili ad attività notoriamente telelavorabili, come quelle amministrative, o ancora nell’Arma dei Carabinieri. Per non parlare di alcune attività di controllo effettuate presso il domicilio di lavoratori in SW per verificare se gli stessi fossero realmente a casa, come accaduto in alcuni Enti quali l’ISMA di Firenze.
Gli effetti prodotti da questo approccio appaiono evidenti a tutti, e consistono nel ricorso agli istituti alternativi previsti dal comma 3 dell’art. 87 del D.L. 18: in primis, le “ferie pregresse”.
A tal proposito, in aggiunta ai dati sull’effettivo utilizzo del S-W in ambito Difesa ed Agenzia , chiediamo una profonda riflessione al riguardo di quanto avvenuto nei nostri Enti e l’avvio degli interventi più efficaci e delle iniziative più idonee al fine di evitare approcci così riduttivi, e anche al fine di traguardare, al momento del superamento dell’emergenza, la massima utilizzazione possibile dello S-W quale modalità lavorativa per il personale di tutto il territorio nazionale che ne faccia richiesta.
Ripresa delle attività e “fase 2” nel Ministero della Difesa
Giungono alla scrivente Segreteria Nazionale segnalazioni provenienti da alcuni Enti del MD in merito all’intendimento da parte dei rispettivi Dirigenti di riprendere le attività ordinarie alla fine del periodo di “lockdown” previsto dal DPCM 10-04-2020, e dunque alla data del 4 mag. p.v., mentre invece, si ricorda, la data presunta della fine dello stato di emergenza, attualmente prevista, e quella del 31 luglio 2020. Posto che non pare si possa ancora dire che siamo vicini alla conclusione dell’emergenza, non essendo l’epidemia ancora debellata, considerato che specialmente nei territori più martoriati del nostro Paese quali la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Veneto, il Piemonte, le strutture sanitarie sono tuttora massicciamente impegnate nelle cure dei pazienti da coronavirus, FLP DIFESA ritiene inaccettabile un ritorno allo svolgimento dell’attività lavorative da rendere in presenza, anziché in smart working, sia nelle suddette aree, sia in quelle meno fittamente colpite dal virus. Giudica, altresì, in ogni caso, ineludibile che il suddetto ritorno debba discendere solo ed esclusivamente da una disposizione del Governo, così come lo stesso, con il DL 18 all’ art 87, ha disposto che “ Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, ovvero fino ad una data antecedente stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, il lavoro agile é la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche Amministrazioni”.
In ogni caso, in ordine alla ripresa delle attività, noi riteniamo si debba aprire immediatamente il confronto tra AD e Parti sociali per discutere delle ricadute sul personale di questa scadenza, in termini di sicurezza sanitaria e di organizzazione delle attività.
Per quanto attiene AID, abbiamo preso atto dell’Atto Organizzativo 9/2020 del 3.04.2020 e i seguiti che si sono registrati negli Stabilimenti, in primis Capua di cui all’allergato verbale con le OO. SS. Terr. del 14. u.s.
Ciò premesso, noi chiediamo ad AD e ad AID, ciascuno per la propria parte, di definire e sottoscrivere con le OO.SS. naz. un protocollo d’intesa che, in attuazione dei protocolli 3 e 8 aprile, definisca tutti gli aspetti relativi alla c.d fase 2 e alla tutela della salute, ivi compreso l’adeguamento dei DVR alle esigenze del momento, alle misure da adottare per garantire il rispetto del mantenimento delle distanze, la rarefazione delle presenze del personale negli Uffici e in generale nei diversi luoghi di lavoro, la garanzia della dotazione di adeguati e diffusi presidi sanitari, l’adozione di un regime molto più ampio di flessibilità degli orari di lavoro. E chiediamo la costituzione, sia per AD che per AD, di un Organismo Paritetico ad hoc finalizzato a monitorare periodicamente l’applicazione dei protocolli FP e Difesa ai fini della loro più puntuale attuazione.
Per quanto riguarda le ferie pregresse, preso atto positivamente delle indicazioni fornite da PERSOCIV con nota n. 21054 del 10.04.2020, chiediamo l’assunzione da parte dell’Autorità politica di una chiara ed inequivocabile iniziativa finalizzata al rinvio al 30 giugno, per tutto il personale civile della Difesa che ne gli aggioranfaccia richiesta, delle ferie pregresse non godute per ragioni di carattere personale.
In ultimo, si chiede a AD e ad AID che siano avviati immediatamente i confronti, anche con modalità da aremoto, tra Delegazione trattante pubblica e OO.SS. della Difesa, per la più celere definizione delle rispettive Ipotesi di accordo per la distribuzione del FRD 2020 e, in primis, dei contingenti e dei criteri per le progressioni economiche 2020, al fine di scongiurare il rischio di arrivare tardi alla sigla degli accordi, come già purtroppo avvenuto nell’anno precedente, fatto questo che ha prodotto la mancata effettuazione delle progressioni economiche 2019 con gravissimo danno per i lavoratori interessati. Ciò in via prioritaria, mentre rimangono ovviamente sul tappeto tutte le attività in corso prima dell’inizio della fase di emergenza
Firmato il Coordinatore generale Maria Pia Bisogni.”
Naturalmente restiamo in attesa degli sviluppi, dei quali forniremo aggiornamento.
E’ stato sottoscritto alla Funzione Pubblica un nuovo protocollo in materia di prevenzione e sicurezza, che introduce il richiamo alla necessità che il lavoratore pubblico non sia visto solo quale destinatario di misure di tutela contro il contagio, ma anche come portatore del fattivo contributo alla emergenza, da valorizzare con il potenziamento del ricorso al lavoro agile. Questo il testo della informativa della nostra Federazione.
” Nella giornata dell’8 aprile 2020 la Confederazione CSE ha sottoscritto con la Ministra della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone un importante protocollo di accordo sulla prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19
Il Protocollo, firmato anche dalle più importanti e rappresentative confederazioni della dirigenza pubblica (CIDA, COSMED e CODIRP), costituisce un notevole riconoscimento dell’azione svolta in questi mesi di grave emergenza dalla CSE in materia di tutela del lavoro pubblico e dei livelli di sicurezza sui luoghi di lavoro, di implementazione del lavoro agile e di definizione dello stesso come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa, di garanzia del mantenimento dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi pubblici in un momento così difficile per il Paese.
Il Protocollo siglato non si limita a ribadire le direttive e le Circolari diramate in questi mesi dal Ministero della Pubblica Amministrazione e, a differenza dell’altro protocollo firmato nei giorni scorsi sulla medesima fattispecie, prevede in modo esplicito che in tale fase “sono importanti la valorizzazione e il coinvolgimento del personale, nonché la piena promozione da parte della dirigenza nell’implementazione del lavoro agile quale modalità ordinaria di lavoro”.
Ciò anche allo scopo di superare le interpretazioni, errate e restrittive, di chi continua a osteggiare il lavoro agile come modalità ordinaria della prestazione lavorativa e frappone ancora ostacoli all’adozione di idonee misure di prevenzione e contrasto al diffondersi del contagio.
L’accordo, oltre ad affermare un chiaro riconoscimento del ruolo del personale e della sua necessaria valorizzazione, impegna in modo esplicito la dirigenza pubblica a un’azione coerente con i contenuti del Protocollo, allo scopo di valorizzare al meglio tutte le professionalità, superando una visione burocratica e spesso punitiva ancora purtroppo presente in molte amministrazioni in questa delicata fase di gestione dell’emergenza.
L’accordo non è neanche una semplice dichiarazione d’intenti in quanto “impegna le Amministrazioni a promuoverne l’adozione” mediante l’attivazione di momenti di confronto con le OO.SS. “al fine di condividere informazioni e azioni volte a contemperare la necessità di tutela del personale e dell’utenza, con quella di garantire l’erogazione di servizi pubblici essenziali e indifferibili”.
E’ previsto inoltre “il prosieguo del confronto con la Ministra della Pubblica Amministrazione”, che si esplicherà anche con una fase di monitoraggio dell’applicazione dell’intesa, con il coinvolgimento dell’Ispettorato per la Funzione Pubblica sugli esiti delle segnalazioni ricevute.
Invitiamo quindi tutte le nostre strutture a dare la massima diffusione ai contenuti del Protocollo e a richiedere da subito l’attivazione del confronto alle singole Amministrazioni.
Si allegano il testo del Protocollo, la dichiarazione stampa della Ministra Dadone e alcuni primi lanci di agenzia e di stampa sulla firma del Protocollo.
La Segreteria Generale FLP “
Alle iniziative della Federazione, si allinea FLP Difesa con la lettera ai vertici del nostro Dicastero, nella quale si chiede l’immediata attivazione del confronto utile a condividere informazioni e azioni a tutela del nostro personale, così come disposto contestualmente dal Gabinetto del Ministro con proprio documento nel quale “…si chiede alla delegazione trattante di parte pubblica … … di fornire riscontro a tutte le organizzazioni sindacali, nella convinzione che il particolare momento emergenziale in atto richiede un dialogo costante con le parti sociali.”.
Da segnalare, infine, la circolare emanata dalla Direzione Generale del Personale Civile, che in particolare fornisce riscontro alle ormai innumerevoli sollecitazioni di questa O.S. in materia di ferie residue 2019, significando che “…i dirigenti, nell’ambito delle proprie prerogative datoriali, potranno valutare CON MAGGIORE FLESSIBILITA’ le ragioni di servizio che consentiranno, qualora residui un contenuto numero di ferie pregresse, di rinviarne la fruizione fino al 30 giugno.”
In allegato 1 su questa stessa pagina, il testo del protocollo FP-CSE; in allegato 2, la lettera inviata da FLP Difesa ai Vertici del Dicastero; in allegato 3, alcuni articoli di stampa sul protocollo FP-CSE; infine in allegato 4, la circolare PERSOCIV sulle ferie residue.
Notiziario FLP Difesa n. 28 del 26 giugno 2025 – Si è svolto nella giornata del 26 giugno 2025, presso lo Stato Maggiore della Marina Militare, un importante confronto tra le Organizzazioni Sindacali Nazionali e i vertici della Forza Armata: insieme al Capo di Stato Maggiore, Amm. Enrico Credendino, hanno presenziato il Sottocapo di Stato […]
Notiziario FLP Difesa n. 78 del 06 dicembre 2022 – Pubblichiamo di seguito il testo della lettera dello scorso 6 dicembre, a firma del Segretario Generale della CSE Marco Carlomagno, inviata al Ministro per la Pubblica Amministrazione On. Paolo Zangrillo che riepiloga, in sintesi, le principali criticità da affrontare e le azioni e proposte della […]
Notiziario FLP DIFESA n. 11 del 10 febbraio 2022 – Riportiamo di seguito il testo del Notiziario della nostra Federazione FLP n. 7 del 10 u.s., che dà notizia ai lavoratori del voto positivo del Senato alla conversione in legge del Decreto Legge n. 221 del 24 dicembre 2021 recante “proroga dello stato di emergenza […]
Notiziario FLP DIFESA n. 9 del 2 febbraio 2021 – Si riporta il testo integrale del comunicato della Segreteria Generale FLP che contiene la lettera inviata dal nostro Segretario Generale Marco Carlomagno ha inviato al giornalista del Corriere della Sera che, in un articolo comparso ieri, gli ha messo in bocca posizioni che non ci […]
Notiziario FLP Difesa n. 8 del 01 febbraio 2021 – Facendo seguito al nostro precedente Notiziario n. 7 del 28 gennaio u.s. nel quale avevamo dato notizia della proroga al 30 aprile p.v. del Lavoro Agile emergenziale disposto con proprio decreto datato 20.01.2021 dalla Ministra per la PA Fabiana Dadone, in via di registrazione alla […]
Notiziario FLP DIFESA n. 81 del 26 settembre 2020 – Con il il precedente Notiziario FLP DIFESA n. 80 del 23 settembre u.s., abbiamo dato notizia che le CGS e CSE avevano presentato alla Ministra della Funzioni Pubblica Dadone, nel quadro del confronto avviato in questi mesi a palazzo Vidoni sullo Smart Working, un documento […]
Notiziario FLP DIFESA n. 77 del 28 agosto 2020 – In data 6 agosto u.s., la Ministra per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone ha avuto un incontro con le Confederazioni Sindacali del Pubblico Impiego (per noi, la CSE) che ha avuto come argomento all’o.d.g. l’organizzazione del “lavoro agile” nel settore pubblico nella fase post Covid-19 […]
Notiziario FLP Difesa del 29 giugno 2020 – Si riporta, di seguito, il testo del notiziario n. 28 in data odierna della Segreteria Generale della FLP, relativo all’iniziativa di monitoraggio per la rilevazione dell’esperienza di lavoro agile attuata nell’ambito della Pubblica Amministrazione: Importante iniziativa del Ministero della Pubblica Amministrazione. E’ attivo infatti presso il portale […]
Notiziario FLP DIFESA n. 36 del 20 aprile 2020 – FLP Difesa, in sintonia con il richiamo della Confederazione alla necessità di arrivare organizzati alla “Fase2”, quella della ripresa, che non può essere avviata senza una adeguata rete di protezione, posto che l’epidemia non è ancora debellata, specialmente nei territori più martoriati del nostro Paese, […]
Notiziario Flp Difesa n. 34 del 10 aprile 2020 – E’ stato sottoscritto alla Funzione Pubblica un nuovo protocollo in materia di prevenzione e sicurezza, che introduce il richiamo alla necessità che il lavoratore pubblico non sia visto solo quale destinatario di misure di tutela contro il contagio, ma anche come portatore del fattivo contributo […]