La separazione di Segredifesa dalla Direzione Nazionale degli Armamenti, è nata nel 2015, col “Libro Bianco della Difesa” fortemente voluto dall’allora Ministra Pinotti, cui seguì la presentazione nel 2017 di un ddl di iniziativa governativa che prevedeva, fra le altre cose, che le competenze della DNA fossero in capo al Capo di SMD, il cui ruolo veniva notevolmente potenziato a discapito di SGD, cui sarebbero rimaste solo le residue competenze amministrative.
Il ddl non vide la luce, e oggi, a distanza di qualche anno da quel tentativo, a nostro parere fortunatamente mai approdato a legge dello Stato, la circostanza purtroppo si ripete, ancorchè con forme e finalità diverse. Il recente D.L. 22.06.2023, n. 75 interviene, all’art. 4, con urgenti “misure in materia di personale” del Ministero della Difesa, disponendo la scorporazione del Segretario Generale, in capo al quale residuano solo competenze amministrative in quanto organo di vertice delle Direzioni Generali e degli Uffici Centrali, dal Direttore Nazionale degli Armamenti, posto alle dirette dipendenze del Ministro della Difesa, che può essere scelto fra alti ufficiali, dirigenti civili del Ministero della Difesa o di altre Amministrazioni dello Stato, ma anche fra personale estraneo alle stesse, …responsabile…dell’organizzazione e del funzionamento dell’area tecnico-industriale nonché delle attività di innovazione e ricerca tecnologica e di sviluppo, produzione ed approvvigionamento dei sistemi d’arma”.
Un’autentica rivoluzione rispetto agli equilibri a suo tempo disegnati dalla Legge 25/1997 e alla storica articolazione del Dicastero nelle due tradizionali aree, quella tecnico-operativa, ovviamente più corposa in ragione dei compiti ad essa assegnati, e quella tecnico-amministrativa, il cui peso specifico era sostenuto in particolare dalle incombenze afferenti alla Direzione Nazionale Armamenti, snodo essenziale per la vita e le attività complessive del M.D.
Questa autentica rivoluzione nel mondo della Difesa sta incredibilmente passando quasi in sordina: scarsissima attenzione da parte dei media e assenza di qualsiasi dibattito al riguardo, frutto anche, verosimilmente, del basso profilo volutamente dato nella circostanza da palazzo Chigi, che in sede di comunicato stampa sul Consiglio dei Ministri che ha adottato il secondo decreto legge sulla P.A. poi pubblicato in G.U. come DL 75, non ne recava il benché minimo cenno, e la cosa non può non stupire ed innescare tutta una serie di comprensibili domande, attesa anche la evidente lontananza da quell’impegno di valorizzazione del personale civile che il nostro Ministro aveva assunto con le OO.SS fin dall’inizio del suo incarico.
E comunque le scelte di cui sopra risultano di grande interesse per le Rappresentanze Sindacali, sin qui escluse totalmente da ogni interlocuzione al riguardo anche sotto il profilo della mera informazione, e ancor di più per il personale in forza a SGD/DNA e a quello comunque direttamente interessato, in primis il personale della c.d. area industriale della Difesa, che dovrà giocoforza subire sulla propria pelle gli effetti di quella scelta e che, anche alla luce dei movimenti in corso, si pone giustamente una serie di domande anche in prospettiva futura che non possono in alcun modo essere eluse.
Intanto è nella cronaca di questi giorni la notizia che la Direzione Nazionale Armamenti ha firmato con Orizzonte Sistemi Navali (51% Fincantieri e 49% Leonardo) l’accordo quadro di Mantenimento in condizioni operative per la portaerei Cavour e i cacciatorpediniere classe Orizzonte Andrea Doria e Caio Duilio della Marina Militare; ormai dunque la privatizzazione è fatto sempre più concreto, e con essa, evidentemente, anche la liquidazione di buona parte delle attività di lavoro della componente civile.
Abbiamo quindi scritto lo scorso 10 luglio al Ministro Crosetto una nota, che alleghiamo al notiziario, chiedendo di voler convocare un incontro urgente con le parti sociali al fine di voler chiarire le ragioni della norma ed i relativi obbiettivi, e di avviare un tavolo che consenta di comprendere e condividere le ricadute che la stessa avrà sugli assetti organizzativi, sugli uffici e sul personale in forza.
E’ tutto, cordialissimi saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Notiziario FLP Difesa n. 16 del 24 febbraio 2023 –
Gen_CA_Portolano
In data odierna si è svolto l’incontro con il Segretario Generale della Difesa Generale C.A. Luciano Portolano, presso palazzo Guidoni a Centocelle.
La riunione si è aperta con i consueti saluti di benvenuto da parte del Generale, che ha messo in evidenza come nella la sua lunga carriera abbia più volte incontrato le rappresentanze sindacali ed auspicato che anche nel ruolo che attualmente ricopre possano esserci incontri proficui e produttivi.
Ha sottolineato, inoltre, la peculiarità del Ministero Difesa nell’importante ruolo che ricopre nel sistema paese e il fondamentale contributo della componente civile in questo compito e evidenziandone l’apprezzamento a tutti i livelli. Ha poi lasciato la parola alle parti sociali per una prima rappresentazione delle problematiche.
Tutte le sigle hanno ringraziato il Generale per la convocazione e l’apprezzamento da lui formulato nei confronti del ruolo del personale civile, ma hanno anche lamentato il ritardo sia nella convocazione che nell’affrontare le criticità nei rapporti con le OO.SS..
Nel nostro intervento abbiamo:
rivendicato la nostra battaglia contro la Legge 244/2012, che di fatto sta creando i problemi per la definizione di organici adeguati alle reali esigenze del Ministero, ricordando lo sciopero organizzato all’epoca conclusosi con la manifestazione in via XX Settembre. A tal proposito abbiamo chiesto A Segredifesa, così come a tutti i vertici istituzionali, di intervenire verso il Governo e il Parlamento per una proroga della legge come avvenuto per il personale militare. I danni della L.244 non si esauriscono nel blocco del turn over, ma determinano oggi anche una minore appetibilità del nostro Ministero per coloro che si candidano all’assunzione, posto che i nostri lavoratori sono ritenuti scarsamente apprezzati e sottopagati rispetto ad altre amministrazioni;
evidenziato la deriva delle relazioni sindacali, ribadendo che pur avendo nel tempo inviato molteplici richieste d’incontro, contributi, note e quant’altro, i riscontri sono stati davvero esigui per non dire nulli;
sottolineato, rispetto alla bozza di decreto di riordino di SEGREDIFESA e enti dipendenti, che contrariamente a quanto promesso a novembre scorso nessun confronto era ancora stato avviato;
rimarcati i punti della bozza di decreto che riteniamo particolarmente critici: i tagli degli organici nella Direzione Generale di Persomil, la soppressione dell’ufficio antinfortunistico passato alle dirette dipendenze del Segretario Generale, la soppressione del Centro per la formazione della Difesa sostituito da una commissione di esperti indipendente, la cancellazione di molte posizioni organiche;
rappresentata la situazione critica degli enti dipendenti, in particolare l’UTTAT di Nettuno, presente alla riunione con la propria RSU che ha successivamente letto un durissimo documento nel quale hanno comunicato lo stato di agitazione del personale ed avviato una serie di iniziative finalizzate a sensibilizzare l’Amministrazione sulla grave carenza di personale che rende difficile l’attività importantissima di questo Ente per tutte le Forze Armate. In più le stesse hanno presentato proposte e contributi per arginare tale situazione, dimostrando così la volontà di preservare il proprio lavoro e la mission del proprio ente. Tali problematiche, unite alla perdita di personale tecnico e della trasmissione del know-how, sono purtroppo legate alla necessità impellente di assunzioni, che più volte questa O.S. ha fatto presente in tutti i tavoli competenti;
rilevato che in merito al lavoro agile la bozza non è assolutamente coerente con lo spirito della norma e la delegazione trattante non ha recepito i primi suggerimenti e indicazioni relativamente alla bozza pervenuta circa un anno fa provenienti dalla nostra Organizzazione Sindacale, mostrando una forte diffidenza nell’applicazione della norma e conseguentemente creando difficoltà nella stessa applicazione;
invitato l’amministrazione ad una particolare attenzione riguardo l’annosa quanto spinosa questione della mobilità: per il personale in situazione di gravità per mancanza di utile impiego, per il personale militare transitato nei ruoli civili che vivono situazioni di forte disagio ed infine per la mancanza di un bando di mobilità ordinario che andrebbe pensato con parametri e condizioni diverse soprattutto per quanto riguarda i gradi di scopertura.
In conclusione, nella replica sia del Segretario Generale sia del Dott. Lunerti membro della delegazione trattante, pur sottolineando nuovamente la rilevanza del ruolo della componente civile nel Ministero della Difesa, è stata ribadita la scelta di un taglio, per quanto riguarda il decreto di riorganizzazione del Segretariato Generale, di 13 dirigenti e 361 unità derivanti dall’applicazione dei vari decreti in essere e che, comporterà se nulla cambierà da un punto di vista legislativo, ulteriori pesanti tagli al 2024.
Per quanto riguarda la bozza di decreto di struttura pur ammettendo che lo stesso è in fase di rielaborazione non è stata data alcuna disponibilità ad un incontro specifico prima che venga inviato a Gabinetto Difesa.
Per quanto riguarda la soppressione del 4°ufficio per l’antinfortunistica, in precedenza dipendente dal 1° Reparto, la motivazione addotta è stata che il Segretario Generale ha ritenuto opportuno avocare direttamente a sé l’ufficio data la rilevanza della materia.
Infine è stata illustrata una slide che riepilogava i concorsi per le assunzioni banditi fino ad oggi e quelli previsti per il presente anno: 431 unità di cui: 374 assistenti tecnici e amm.vi e 57 funzionari tecnici e amm.vi; 1676 unità di cui: 1257 assistenti tecnici e amm.vi e 419 funzionari tecnici e amministrativi; non ne è tuttavia stata rilasciata copia alle parti, che pure l’hanno richiesta, evidentemente evitando così verifiche e approfondimenti.
In conclusione, non possiamo ritenerci soddisfatti degli esiti della riunione, pur a fronte della dichiarata disponibilità da parte del Gen. Portolano ad avviare una serie di incontri a cadenza definita o in presenza di situazioni particolari, come da noi specificatamente richiesto, ed auspichiamo che per il futuro si possano individuare risposte più esaustive e percorsi di confronto che consentano soluzioni condivise alle problematiche rappresentate e alle legittime istanze. Restiamo comunque in attesa degli sviluppi dei prossimi incontri.
E’ tutto, cordialissimi saluti.
p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Leonia CARDONE – Giampietro CROCETTI
Notiziario FLP DIFESA n. 34 del 5 aprile 2019 –
Il problema relativo ad un impiego del personale civile in generale non soddisfacente sotto il profilo professionale e quasi sempre sottovalutato e sottodimensionato nel raffronto con il personale militare da sempre favorito nell’attribuzione degli incarichi anche in settori più propriamente civili (settoreamministrativo, per es.), è un problema che si trascinava da tempo e che nasceva dalla mancanza di regole chiare al riguardo.
Fu anche per questo che, dopo averlo fatto in parecchie altre circostanza, il problema fu posto dalle OO.SS. nazionali con particolare forza nel corso degli incontri no stop, avvenuti a luglio 2013 tra le OO.SS. e l’allora Sottosegretario Pinotti, sugli schemi di decreti attuativi della L. delega 31.12.2012 n. 244.
Con un risultato, alla fine, significativo ed importante: l’art. 1, c. 2-bis, del D. Lgs n. 7/2014 ha disposto la fissazione di “criteri” per l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale” per il tramite di apposito “Regolamento”.
Che però, nonostante le ripetute richieste di FLP DIFESA, non ha mai visto la luce in quanto, nell’incontro separato del 14.12.2015 con CGIL-CISL-UIL, l’on Pinotti – nel frattempo divenuta Ministra – ne ottenne incredibilmente la sua cancellazione e la “sostituzione” con un “protocollo d’intesa”, che è uno strumento certo meno idoneo ed esigibile di una norma legislativa.
Pur in disaccordo con quella scelta, la nostra O.S. scelse allora di partecipare ai tavoli per la definizione del “protocollo”, all’interno del quale, su nostra richiesta, fu previsto il rinvio a “specifiche e coordinate direttive applicative” precedute da “sessioni informative con le OO.SS.”.
E così effettivamente è avvenuto. A conclusione del percorso informativo e di confronto, in data 28.06.2017 venne emanata la “Direttiva per i criteri d’impiego del personale civile” a firma congiunta SMD/SGD, sui contenuti della quale il giudizio di FLP DIFESA fu netto sin da subito: una sostanziale condivisione per quanto riguarda le direttive per l’impiego in area tecnico/amministrativa (T/A) e in quella degli Enti dell’area industriale, ma un giudizio negativo per quanto riguarda le direttive d’impiego per l’area tecnico-operativa (T/O), quella delle FF.AA. dove peraltro sono impiegati ben oltre il 70% dei civili. Infatti, a nostro avviso, l’idea espressa in Direttiva che quella T/O sia un’area a forte connotazione militare e come tale esclusa ab origine da qualsiasi distribuzione di ruoli di responsabilità e di competenze tra personale militare e civile, avrebbe comportato il rischio di codificare definitivamente una posizione secondaria per i civili, o peggio ancora subalterna, affermando in quell’area la preminenza del personale militare in tutti (o quasi) gli ambiti lavorativi, anche in quelli di attività e settori ricondotti dal protocollo ai lavoratori civili, atteso che la discrezionalità del Dirigente, come insegna l’esperienza, è quasi sempre orientata verso le professionalità militari. Prova ne sia che, in linea di continuità, gli SS.MM. hanno sempre continuato ad assegnare incarichi di responsabilità a personale SU, in primis marescialli, pur in presenza negli stessi Enti di funzionari destinati invece a ruoli di supporto e di minore responsabilità.
Una linea di tendenza tuttora viva e vegeta, e oggi accentuata dal fatto che, in virtù dell’art. 5, co. 5, del D. Lgs. n. 94/2017 (riordino ruoli e carriere personale FF.AA.), la carriera del ruolo marescialli dovrà avere “uno sviluppo direttivo” e che, al contempo, la tabella di corrispondenza (il cui legame con la Direttiva è evidente, vds. comunicato CGIL-UIL-FLP DIFESA 6.04.2017) convenuta nel novembre 2013 (Sottufficiali in area 2^ e Ufficiali in area 3^), non ha mai visto la luce. Senza dimenticare inoltre come dagli Enti ci viene segnalato che nulla appare cambiato, dopo la Direttiva, nell’impiego dei civili.
Con queste premesse, abbiamo inviato in data 3 u.s. alla Ministra la nota qui allegata con cui si chiede “un momento di verifica sugli effetti prodotti in termini di maggiore valorizzazione del personale civile nelle diverse aree del nostro Ministero, in primis in quella Tecnico/Operativa, e sulle eventuali criticità emerse” in ordine all’applicazione negli Enti della Difesa della Direttiva SMD/SGD 28.06.2017 sull’impiego civile.
Noi pensiamo davvero che, per quanto attiene l’incredibile vicenda legata all’emanando (da due anni, campa cavallo!) bando di mobilità interna ordinaria volontaria, Amministrazione Difesa stia davvero scivolando nel ridicolo, e ci chiediamo come mai le altre sigle assistano imperterrite e inerti a questo scempio, che da una parte reca un gran danno ai lavoratori interessati e dall’altra offende la stessa dignità delle controparti.
Ma partiamo dalle ultime puntate. Dai comunicati delle sigle (quelle firmatarie del CCNL) partecipanti, avevamo appreso che il 27 luglio luglio si erano completati, con STAMADIFESA per l’area tecnico/operativa e con SEGREDIFESA per l’area tecnico/amministrativa, i “confronti“ previsti dall’art. 5 del CCNL in ordine ai c.d. ““gradi di scopertura organica massima sostenibile per ciascun Ente e per singolo profilo professionale”.
Dalla nota unitaria di CGIL-CISL-UIL + UNSA (3+1) del 1 agosto, avevamo appreso che si erano conclusi, e anche in modo molto rapido, i predetti confronti (attenzione, però: confronto ai sensi dell’art. 5 CCNL 2016-2018, e non contrattazione, come di fatto era avvenuto in passato, che si era poi conclusa con la firma del protocollo d’intesa del 29.09.2015, e la differenza non appare certo di poco conto…..).
Per gli Enti dell’area Tecnico/amministrativa, i 3+1, con la nota sopra richiamata del 1 agosto u.s., avevano dato la loro disponibilità “a sottoscrivere l’accordo” che avrebbe fissato il grado di scopertura “al 20% per i profili Amministrativi e confermando il 15% per quelli Tecnici” (testuale). Ma pare non sia proprio così’, e lo abbiamo appreso direttamente da SEGREDIFESA (SGD), che, su nostra richiesta e con l’ausilio del “verbale all’esito del confronto” già firmato in data 3.08.2018 e che ad ogni buon conto pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, ci ha confermato che “si è stabilito di tenere conto della percentuale del 20%, invece del 15% proposto inizialmente dall’Amministrazione per l’Area T/A”, e per tutti i profili, amministrativi e tecnici. Sembra pazzesco, ma SGD avrebbe dunque “offerto” più di quanto richiesto dai 3+1. Scherzi da solleone, si resta alquanto allibiti!
Per gli Enti dell’area Tecnico/Operativa compresi quelli industriali (Arsenali, Poli, etc.), invece, i 3+1 avevano accettato, nel corso della riunione del 27 luglio, come soglia massima di scopertura il 15% per i profili tecnici e il 25% per gli quelli amministrativi, per come ci era stato comunicato dallo stesso O.P. nella nostra riunione. Anche SMD ha redatto un verbale, anch’esso da firmare, atteso che il comma 2 dell’’art. 5 CCNL, prevede che sia “redatta una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse”,ma non ne dispone di certo anche la firma.
Ebbene, abbiamo ora appreso che SMD, con fg. n. 140031 del 14 u.s., ha invitato i 3+1, a oltre 40 giorni 40 di distanza,“a presentarsi il giorno 18 set 2018” presso il 1° Reparto per la sottoscrizione del “verbale di confronto tenutosi in data 27.07.2018” (che è comunque cosa ben diversa da un protocollo d’intesa).
Tempo che scorre incredibilmente, e non è finita: per i gradi di scopertura di altri Organi programmatori, es. Giustizia Miitare, a quando?
E’ allora utile fare un punto di situazione.
Siamo esattamente a oltre due anni (dicesi: due anni!) dal precedente bando di mobilità dell’ 11.07.2016 (vds Notiziario n. 84 di pari data). Quella procedura aveva evidenziato alcune criticità, sulla quali era ripartita la contrattazione tra le Parti a seguito dell’accordo del 5 aprile 2017, che si era poi conclusa con la riunione al Gabinetto del 13.12.2017 (vds. comunicato unitario CGIL-UIL-FLP-UNSA allegato al Notiziario n. 128 di pari data), e con l’impegno di A.D. di far uscire a stretto giro di tempo il secondo bando di mobilità.
E’ poi però arrivato il CCNL 12.02.2018, e con esso le regole più penalizzanti in materia di mobilità (non più protocollo d’intesa, ma solo confronto) e la richiesta dei 3+1, a nostro avviso suicida, di dare attuazione all’art. 5 del CCNL (loro nota 15.02.2018). Manna dal cielo per chi nel M.D. non ha mai amato la nuova procedura e auspica il ritorno ai vecchi riti. Dopo la nota dei 3+1, infatti, sono passati più di sette mesi e il problema non è risolto: la mobilità è bloccata. Così non va!
FLP sta per tornare ai tavoli. Se entro un mese non partirà il nuovo bando, verificheremo con il nostro Ufficio Legale la praticabilità di una iniziativa tesa a promuovere una sorta di class action nei confronti di A.D.
Come già riferito in altri nostri precedenti Notiziari, rispetto al c.d. “telelavoro”, la legislazione ha promosso dal 2015 un nuovo modello di organizzazione più evoluto e flessibile, denominato smart-working (o lavoro agile), con la finalità di perseguire moduli organizzativi flessibili, tendenti a contemperare le esigenze di conciliazione dei tempi di vita professionale con quelli della vita privata dei lavoratori, avendo riguardo al benessere organizzativo, all’esercizio dei diritti, alle situazioni di handicap, di svantaggio personale/sociale/familiare e di volontariato. Ispirato a principi di autonomia e collaborazione, svincolato dalla presenza sul posto di lavoro e da orari fissi, il lavoro agile è caratterizzato da una gestione autonoma del proprio lavoro, con la garanzia del rispetto del limite massimo di ore giornaliere e settimanali di servizio.
Le Pubbliche Amministrazioni devono garantire, al termine del triennio successivo all’entrata in vigore della L. 124/2015, e dunque entro il 2018, ad almeno il 10% di tutto il personale, ove lo richieda, la possibilità di avvalersi delle citate modalità di smart working, previa individuazione di modalità attuative per le quali si avvalgono dei contributi di O.I.V. (Organismo Indipendente di Valutazione) per la parte relativa alla performance, e dei C.U.G. (Comitati Unici di Garanzia).
A nostro avviso, il percorso sarebbe dovuto passare innanzitutto attraverso l’analisi dei procedimenti e delle attività telelavorabili, presupposto necessario per valutare l’accessibilità al lavoro agile su tutto il territorio nazionale, e tali dati avrebbero dovuto essere prima esaminati in sede di confronto (contrattazione?) con le OO.SS., così come avvenuto in Presidenza del Consiglio (vds. protocollo d’intesa del 5.4.2017, che pubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina) ai fini della messa a punto del “Regolamento”, e poi portati a conoscenza di tutti i lavoratori per potersi candidare.
L’Amministrazione non ha però fatto questo e oggi, alla luce della Direttiva FP n. 3/2017 e della normativa vigente (L. n. 81/2017), che pubblichiamo rispettivamente in allegato 3 e 4 su questa stessa pagina, e nell’anno di scadenza dei termini (2018), si è attivata in due sole direzioni: SNA ha organizzato, in corso d’anno, moduli formativi per dirigenti/funzionari impiegati nella gestione del personale; mentre SGD ha presentato alle OO.SS. una bozza di “Regolamento” (vds. Notiziario n. 61 del 6.6.2018), che ad ogni buon conto ripubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina, che comprende insieme le regole e il “progetto sperimentale” , da attuarsi nella seconda metà del 2018, presentato come risultato ”…dell’accurato e proficuo approfondimento..” degli OO.PP.
Detto progetto è destinato, però, solo ad un contingente complessivo di 83 unità, così ripartite: 43 unità nell’Area T/A, di cui 17 a SGD/DNA e 26 unità a PERSOCIV; 40 unità nell’area Area T/O, di cui 9 per SMD e le restanti per altri Enti centrali (COMLOG EI, Comando SANIVET, SMM, SMA, etc), e dunqueviene coinvolto il solo territorio romano.
In aggiunta: fra i titoli utili all’accesso, di cui all’art. 3, si prevede la preclusione ai lavoratori destinatari di provvedimenti disciplinari di sospensione dal servizio nei due anni precedenti l’istanza, e ciò in contrasto con la ratio della norma che, in quanto “azione positiva”, è mirata al contemperamento delle esigenze professionali con quelle private, con particolare attenzione alle situazioni di disagio, e non ad aspetti premiali o punitivi; ancora, l’art. 5 limita l’espletamento dell’attività esterna a sole 6 giornate al mese, limite che la norma non pone; sempre lo stesso articolo stabilisce l’esigenza della contattabilità per almeno 3 ore al giorno, limite anche questo non posto dalla norma. Per quanto attiene poi ai titoli e ai relativi punteggi di cui all’art. 7, non vi è ricompresa la cura degli anziani, pur di particolare interesse per la nostra collettività, già mediamente anziana e più pressata da esigenze di assistenza che di genitorialità; non si comprende, infine, perché siano penalizzati i fruitori di permessi per l’handicap.
Ma la questione per noi più rilevante è la clamorosa esclusione degli Enti periferici, in quanto viene assicurata la sola disponibilità dei posti nel limite del 10% dell’organico solo di (e in) pochi Enti di vertice romani. E non è un caso che, in periferia, ben poco sia trapelato sul progetto in costruzione, limitando di fatto la potenzialità di iniziative e di promozione sviluppabili nelle diverse sedi, questione questa già rappresentata da FLP anche in sede CUG, al quale avevamo richiesto invano una adeguata attività propulsiva, che pure rientrerebbe nelle sue prerogative, che invece si limiterà alla sole attività di monitoraggio.
E, il 21 u.s., il CUG si è riunito per formulare il proprio parere in merito alla bozza di Regolamento. Questi in sintesi i rilievi condivisi dai suoi membri, che verranno riportati nel parere, pur favorevole:
estensione del progetto pilota in sede territoriale, affinché diventi rappresentativo anche delle altre realtà della Difesa, sia in termini di telelavorabilità sia in termini di ripartizione di distribuzione proporzionale dell’accesso all’istituto;
gli strumenti informatici, anche qualora appartenenti al dipendente, dovranno essere necessariamente configurati dall’Amministrazione, ai fini di assicurare la tutela della riservatezza dei dati;
rischio di discriminazione se il parere reso dai Dirigenti di SGD e Persociv e degli Enti di vertice di Roma dell’area T/O e dai Capi Reparto, Direttori, Comandanti per l’Area T/O verrà considerato comunque vincolante ai sensi dell’art. 7 della bozza di Regolamento;
in merito ai titoli, richiesta di: una maggiore articolazione dei punteggi relativi alla genitorialità secondo criteri di proporzionalità inversa alle diverse fasce di età dei figli minori; un diverso e più favorevole approccio ai punteggi e alle fattispecie connesse alla disabilità; maggiore attenzione per le esigenze di assistenza e cura dei genitori anziani, allo stato totalmente assenti;
esigenza di una valutazione di compatibilità del progetto con le esigenze di efficacia dell’organizzazione del lavoro.
In ogni caso, l’avvio della sperimentazione 2018 apre scenari finora impensati, e crea comunque, in prospettiva, un precedente utile al più ampio accesso al lavoro agile, potenzialmente da parte dell’intera platea di lavoratrici e lavoratori su tutto il territorio nazionale, avendo nel frattempo dimostrato che è possibile, fra l’altro, superare le prevedibili resistenze dei Dirigenti alla perdita del controllo visivo e diretto della presenza e della prestazione del lavoratore dipendente.
Seguiremo da vicino gli sviluppi di questa importantissima partita e ne daremo conto ai colleghi.
Iniziamo da oggi la pubblicazione di Notiziari tematici con i quali affronteremo, una per volta, le principali questioni ancora irrisolte all’interno del M.D. e che toccano direttamente il personale civile, e su queste diremo come la pensiamo e le soluzioni che prospettiamo, anche ai fini del nostro programma RSU.
E iniziamo da una delle pagine per noi più vergognose che siano state scritte in questi ultimi anni, la mancata entrata in vigore del nuova tabella di corrispondenza tra ruoli militari e inquadramenti civili.
Come si ricorderà, la nuova tabella era stata concordata con l’allora Sottosegretario Pinotti nella riunione del 12.11.2013 (si veda il Notiziario n. 122 di pari data) e prevedeva, non solo per i transiti ex D.I. 18 aprile 2002 ma anche ai fini degli eventuali transiti ordinari legati all’attuazione dei processi di riduzione delle FF. AA. di cui alla Legge 244/2012, che tutti i sottufficiali (tutti, senza alcuna differenza per i ruoli apicali) transitassero in area 2^ e solo gli Ufficiali in area 3^ (si veda l’allegato 1 pubblicato su questa stessa pagina). Evidente la differenza con la tabella tuttora in vigore, quella allegata al DI 18.04.2002 (vds allegato 2 su questa stessa pagina) che invece prevede il transito in area 3^ (ex area C) dei ruoli apicali dei SU (luogotenenti e primi marescialli), ed altrettanto evidente la maggior tutela delle posizioni civili, in particolare di area 3^.
Ebbene, la nuova tabella concordata nel novembre 2013 con l’allora Sottosegretaria Pinotti non ha mai visto la luce nel corso di questi anni. Anche per questo, la sua entrata in vigore era stata uno dei punti più qualificanti dell’accordo del 5 aprile 2017 (si veda il comunicato unitario allegato al Notiziario n. 39 di pari data), insieme al Fondo 21 mln nel triennio e alle progressioni tra le aree. Avevamo anche chiesto tempi rapidi di emanazione della tabella, anche perché eravamo a conoscenza delle manovre in atto per attribuire, in aderenza alle previsioni del Libro Bianco, lo sviluppo direttivo alla carriera dei Sottufficiali, che a quel momento, però, era indicato solo nella “relazione” allegata allo schema di D. Lgs. sul riordino di ruoli e carriere militari.
Pur a fronte delle rassicurazioni avute in riunione, e anche di tutte quelle successive, il DPCM con la tabella non arrivò mai alla firma del Presidente del Consiglio e la nuova tabella di corrispondenza non vide mai la luce. Nel frattempo, però, erano maturate le condizioni per rendere più ostica l’entrata in vigore della nuova tabella, che dunque sarebbe stata, così, praticamente azzerata. Ci riferiamo all’entrata in vigore del Decreto Legislativo 29 maggio 2017, n. 94, pubblicato nella G.U. n. 143 del 22.06.2018, che questa volta, non più all’interno della relazione illustrativa ma direttamente nell’articolato e quindi in qualità di norma di legge (art. 1, comma 5), disponeva che “la carriera del ruolo dei marescialli, preposti a funzioni di comando, coordinamento e controllo sulle unità poste alle loro dipendenze, è caratterizzata da un sviluppo direttivo”.
Era dunque evidente che l’entrata in vigore di questa norma poteva costituire la pietra tombale della tabella di corrispondenza convenuta nel 2013 con l’on. Pinotti, che evidentemente, pur promossa a Ministra, non era riuscita a dare attuazione neanche ad un accordo che recava la sua firma; pur tuttavia, nella riunione del 5 luglio 2017 con l’on. Rossi (si veda il comunicato unitario allegato al Notiziario n. 66 di pari data), ponemmo lo stesso il problema insieme a CGIL e UIL e chiedemmo il rispetto dell’accordo e dunque la rapida uscita della nuova tabella. L’idea di base era semplice: siccome la norma sopra richiamata traguardava il 1.1.2018, per il momento poteva ancora essere praticabile l’adozione per il 2017 della nuova tabella, che una volta in vigore poi avremmo difeso con le unghie e con i denti. In quella circostanza (si veda sempre il Notiziario n. 66 di pari data) ricevemmo a tal proposito precise assicurazioni dallo stesso SSS: nel primo o max nel secondo Consiglio dei Ministri il DPCM con la nuova tabella sarebbe stato approvato.
Nulla di tutto questo è poi purtroppo avvenuto. Perché dunque questa autentica presa in giro? Una domanda legittima, che ponemmo, ma alla quale la Ministra non ha mai voluto, saputo o potuto rispondere. Va anche precisato, a tal proposito, che CGIL, UIL ed FLP avevano unitariamente sostenuto lo stretto legame esistente tra la tabella e la Direttiva SMD-SGD di attuazione del protocollo sulle funzioni civili del 2.05.2016 (vds. comunicato unitario allegato al Notiziario n. 39 del 6.04.2017). Qualcuno forse se ne è già dimenticato, noi no, però.
Come si ricorderà, infatti, l’art. 1, c. 2-bis, del D.Lgs n. 7/2014 prevedeva l’individuazione di “criteri” per l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”, da recepire in apposito “Regolamento”, ed era stato l’approdo più significativo dei tavoli del luglio 2013. Regolamento mai però messo a punto, nonostante le ripetute richieste di FLP DIFESA, e che purtroppo non sarà più scritto atteso che, nell’incontro separato del 14.12.2015, la Ministra ne ottenne la sua cancellazione da CGIL-CISL-UIL e la sua sostituzione con un “protocollo d’intesa”, che è uno strumento certo meno idoneo ed esigibile. Pur in totale disaccordo con quella scelta, la nostra O.S. scelse allora di partecipare ai tavoli di confronto e di fornire il proprio contributo per la definizione del “protocollo”, all’interno del quale, su nostra richiesta, veniva previsto il rinvio a “specifiche e coordinate direttive applicative” precedute da “sessioni informative con le OO.SS.”. Da qui, il nostro si alla firma, accompagnata anche dalla condizione, espressa in sede di sottoscrizione del protocollo (vds Notiziario n. 55 del 2.05.2016) che “laddove le direttive applicative non si ponessero in forte discontinuità con il passato e non offrissero garanzie, ne trarremmo subito le conseguenze e non aspetteremmo a ritirare la nostra firma dal protocollo”.
Con queste premesse, partecipammo a tutti i successivi confronti tecnici con SMD ed SGD (22 settembre, 18 ottobre e 19 dicembre 2016, si vedano rispettivamente i Notiziari di pari data nn. 109, 120 e 145), pervenendo a conclusione ad una sostanziale condivisione per quanto riguarda le direttive per l’impiego in area tecnico/amministrativa (T/A) e in quella degli Enti industriali, ma anche ad un giudizio non positivo per quanto riguarda le direttive d’impiego relative all’area tecnico-operativa (T/O), quella delle FF.AA. e che ha al suo vertice SMD, dove peraltro operano allo stato l’87% dei civili. A nostro giudizio, alleggerire il peso della componente civile in questa area T/O, soprattutto sul fronte della qualità del ruolo, dell’impiego concreto sul campo e degli incarichi di responsabilità, partendo dal presupposto che l’area T/O è un’area a forte connotazione militare e operativa e come tale esclusa ab origine da qualsiasi distribuzione di ruoli di responsabilità e di competenze tra personale militare e civile, avrebbe comportato il rischio di codificare definitivamente una posizione secondaria per i civili, o peggio ancora subalterna, affermando in quell’area la preminenza del personale militare in tutti (o quasi) gli ambiti lavorativi, anche in quelli di attività e settori ricondotti dal protocollo ai lavoratori civili, atteso che la discrezionalità del Dirigente, come insegna l’esperienza di questi anni, è quasi sempre orientata verso le professionalità militari. Prova ne sia che, in linea di continuità, gli SS.MM. hanno sempre continuato ad assegnare, nelle rivisitazioni degli organici degli Enti, incarichi di responsabilità a personale Sottufficiale in primis marescialli, pur in presenza negli stessi Enti di funzionari che, per questo motivo, sono stati destinati a ruoli di supporto e di minore responsabilità.
Sta allora in questo l’intreccio tra Direttiva di SMD/SGD e la tabella di corrispondenza: per ridurre l’impatto negativo in area T/O della Direttiva, in particolare per l’area 3^, ci sarebbe stato bisogno dell’entrata in vigore della tabella di corrispondenza convenuta nel 2013, che sanciva in modo indiscutibile che gli incarichi funzionariali fossero appannaggio esclusivo dei civili e non potessero essere in nessun modo attribuiti ai ruoli apicali dei SU.
Proprio per questo, nella conclusiva riunione tecnica del 20.04.2017 con SMD ed SGD, nell’esprimere le valutazioni sopra richiamate, insieme a CGIL FP e UIL PA invitammo i due Organi di vertice “a sospenderne temporaneamente la divulgazione in attesa dell’emanazione della tabella di corrispondenza, che inevitabilmente ne costituisce l’irrinunciabile complemento”, e lo stesso concetto le tre sigle lo espressero in una lettera successiva inviata alla Ministra. Invito questo, però, caduto miseramente nel vuoto, atteso che il Capo di SMD ed il SGD/DNAin data 28 giugno 2017 firmarono congiuntamente la direttiva, diffusa poi agli Enti sottordinati, e che pubblichaimo su questa stessa pagina in allegato 3. Una scelta dunque unilaterale da parte dei due Organi di Vertice, e non certo frutto di condivisione con il Sindacato, almeno con CGIL FP, UIL PA ed FLP DIFESA.
Anche per questo, siamo rimasti molto sorpresi nel leggere, nel programma RSU 2018 di CGIL Difesa, che “la direttiva su funzioni e compiti dei lavoratori civili della Difesa” fosse da comprendere tra gli “obiettivi perseguiti e raggiunti dal 2015 ad oggi”, il che evidentemente fa a cazzotti con i giudizi espressi prima.
FLP DIFESA non ha modificato invece il proprio giudizio: senza quella tabella, la Direttiva di SMD per l’area T/O fa acqua da tutte le parti, e lo dimostra il fatto che in otto mesi non è assolutamente cambiato nulla, anzi!
Chiederemo pertanto la sua totale riscrittura nel senso di una più rigorosa messa a punto di funzioni e compiti civili, anche al fine di eliminare ogni discrezionalità da parte del Dirigente.
La Ministra Pinotti e il Capo di SMD gen. Graziano
Mercoledì 14 u.s., si è tenuto a palazzo Esercito il quarto confronto tecnico in merito ai contenuti delle “specifiche e coordinate direttive applicative” che, “per le rispettive aree di pertinenza”, SMD e SGD dovrebbero emanare in attuazione al “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile” firmato in data 2 maggio u.s. (Notiziario n. 55 di pari data), che ad ogni buon conto ripubblichiamo come allegato su questa stessa pagina.
Anche questo quarto incontro, come i tre che lo hanno preceduto (l’ultimo dei quali in data 18 ott. u.s., vds Notiziario n. 120) e analogamente a quelli che si sono tenuti presso il Gabinetto e che hanno preceduto la firma del “protocollo”, è avvenuto con c.d. “modalità bilaterale”, nuova fattispecie creata dal Gabinetto e da allora in essere, che costituisce davvero un “unicum” nel sistema delle relazioni sindacali, ma che, nei fatti, altro non è che un modo nuovo, più coperto e originale, di declinare i “tavoli separati”, che sono molto amati dai soggetti proponenti (CGIL-CISL-UIL) ma apprezzati e utilizzati anche da chi li concede pro domo propria (A.D.), posto che appare evidente a tutti che a trarre giovamento da questa particolare modalità di confronto non è certamente il fronte sindacale (“divide et impera”, lo ricordiamo?).
Come si ricorderà, nell’ultimo incontro del 18 ottobre, SMD ci aveva illustrato alcuni punti della sua seconda bozza, rivisitata anche sulla base delle osservazioni delle OO.SS. sul primo testo, bozza che abbiamo poi potuto leggere in toto. Ebbene, il giudizio conclusivo che ne avevamo tratto è che, allo stato, relativamente alle nostre richieste (la sottolineatura è d’obbligo, atteso che non ci sono note le osservazioni e proposte avanzate delle altre sigle, e dunque non sappiamo se esistano o meno punti condivisi di analisi e di proposta) non ci pareva che questa seconda bozza avesse dato risposte sui punti da noi ritenuti essenziali.
Il problema riguarda in particolare l’area tecnico-operativa (T/O), quella delle Forze Armate e che ha al suo vertice SMD, dove opera allo stato l’87% del personale civile. E’ di tutta evidenza che, anche di fronte ad approdi significativi del confronto relativo alla c.d. “area industriale” (T/I) e a quelli, tutti comunque di là da venire (SGD non ci ha ancora fatto pervenire la bozza di direttiva di propria pertinenza) che dovessero riguardare l’attuale area T/A), che sarà molto depotenziata in base alle previsioni del Libro Bianco, sarà indiscutibilmente la direttiva destinata all’area T/O quella che peserà di più, e anche di molto, stante la densità di civili in quest’area.
A nostro giudizio, alleggerire il peso della componente civile nell’area T/O, soprattutto sul fronte della qualità del ruolo esercitato, dell’impiego concreto sul campo e degli incarichi di responsabilità assegnati, partendo dal presupposto che l’area T/O è un’area a forte (o addirittura esclusiva, magari pensa qualcuno sulla base delle previsioni del Libro Bianco) connotazione militare e operativa e come tale esclusa ab origine da qualsiasi redistribuzione di ruoli di responsabilità e di competenze tra personale militare e civile, significherebbe codificarne definitivamente una posizione secondaria, o peggio ancora subalterna, che continuerebbe ad esporre i civili alla discrezionalità del Dirigente, che si sa bene, per l’esperienza di tutti questi anni, essere quasi sempre “benevolmente” orientata verso le professionalità militari. Prova ne sia che, pure a fronte della tabella di equiparazione a suo tempo concordata con l’attuale Ministra, anche in questi anni gli SS.MM. hanno continuato ad assegnare, nelle rivisitate dotazioni organiche degli Enti, incarichi di responsabilità a personale sottufficiale, in particolare del ruolo marescialli, pur in presenza negli stessi Enti di funzionari che, per questo motivo, sono stati destinati a ruoli di supporto e di minore responsabilità.
Su direttive applicative ispirate da questa impropria idea dell’impiego civile in area T/O e finalizzate, di fatto, a stabilizzare in essa la preminenza del personale militare in tutti (o quasi) gli ambiti lavorativi, anche in quelli di attività e settori ricondotti dal protocollo ai lavoratori civili, noi pensiamo che tutte le OO.SS. nazionali si porranno seriamente il problema se esprimere o no una posizione di assenso, atteso che questa non appare certo la via più sicura e agevole per traguardare l’agognata e mai ottenuta “civilizzazione”
Se il “protocollo” è stato letto da alcuni come un’opportunità, attenzione ora a non metterci sopra un sigillo di segno negativo che ci porteremmo dietro per i prossimi 10 anni.
2.05.2016 – La Ministra Pinotti firma il protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile; a sinistra, il SSS Rossi
Nella giornata di oggi, si è tenuto il terzo incontro con SMD e SGD in merito alla linee applicative del “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile” firmato in data 2 maggio u.s. (Notiziario n. 55 di pari data), che prevede la predisposizione da parte dei due Organi di vertice “per le rispettive aree di pertinenza” di “specifiche e coordinate direttive applicative” in ordine alle funzioni del personale civile (si veda l’allegato pubblicato su questa stessa pagina).
L’incontro di oggi è servito ad entrare finalmente nel merito dell’impianto generale e di alcuni aspetti della redigenda direttiva, che SMD aveva inviato in prima bozza alle OO.SS. nazionali in data 20 settembre u.s., peraltro limitata alla sola area Tecnico/Operativa (T/O), e, in merito ai cui contenuti, la nostra O.S. aveva inviato a SMD in data 3 ottobre un nota con le proprie osservazioni e i propri contributi al riguardo.
Al centro del nostro ragionamento, la necessità che, preso purtroppo atto dell’ incredibile via libera, venuto da CGIL-CISL-UIL nell’incontro separato del 14.1.2015 con la Ministra, alla esigenza di A.D. di mettere da parte il “Regolamento” previsto dall’art. 1 del D. Lgs 7/2014 per l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile…” e di sostituirlo con un certamente meno impegnativo (per A.D.) ed meno esigibile (per i lavoratori) “protocollo d’intesa”, che almeno le “specifiche e coordinate direttive applicative” di SME e di SGD, da noi richieste e previste dal protocollo, “offrissero garanzie e certezze” in merito alle funzioni del personale civile, con connesse responsabilità, e al relativo impiego.
A tal proposito, nella nota di osservazioni inviata a SMD, abbiamo allora fatto presente “che le garanzie e certezze che noi cerchiamo si concretizzerebbero, a nostro avviso, solo nel caso in cui, con riferimento sia alle tre aree principali che alle altre “componenti” del M.D. (Giustizia Militare, etc.), la Direttiva dovesse individuare, per ciascuna tipologia di Ente, le posizioni e i relativi incarichi di responsabilità assegnati in via prioritaria alle professionalità civili (di area 3^, ma anche di area 2^, limitatamente al profilo di assistente), ovviamente nel quadro delle attività e dei settori individuati dall’allegato B del protocollo e che trovino posto e siano operanti all’interno dell’Ente”. Inoltre, che la “stessa Direttiva dovrebbe poi precisare, a fattor comune, come solo in caso di indisponibilità delle professionalità civili e solo sino al momento del loro ripianamento con analoghe professionalità, quelle posizioni/incarichi potrebbero essere assegnati – pro tempore – dal Dirigente a personale militare” . Infine, abbiamo precisato che consideriamo questa “la vera linea del Piave, al di sotto della quale il rischio reale è che si producano linee applicative molto fumose (la bozza risultava in effetti ridondante e ripetitiva) dense più di criteri (una sorta di “protocollo 2”) che di disposizioni vincolanti per i Dirigenti, e per la qualcosa non esigibili da parte dei lavoratori, e che andrebbe a perpetuare lo statu quo, non operando nei fatti alcuna sostanziale modifica del quadro esistente, che penalizza da anni e continua tuttora a penalizzare i civili”.
In effetti, la prima bozza di SMD, a nostro giudizio, muoveva verso una direzione diversa. L’utilizzo in diverse parti del verbo “potrà” in materia di impiego civile che conferirebbe la più ampia discrezionalità al Dirigente e conseguentemente molto meno certezze e garanzie ai lavoratori; l’introduzione del concetto di “concorrenza” utilizzato in area T/O per il personale civile ai fini delle assegnazioni di incarichi di responsabilità/titolarità di EDO, che porrebbe oggettivamente i civili in posizione certo secondaria. Ancora: la mancanza di richiami alle relazioni sindacali locali per l’applicazione e agli impegni in materia formazione.
Ebbene, dall’illustrazione della seconda bozza fatta in riunione, parrebbe che SMD abbia colto la sostanza delle nostre argomentazioni. Lo verificheremo in concreto attraverso l’esame del nuovo testo, rispetto al quale rappresenteremo le nostre considerazioni prima del prossimo incontro previsto per il 3 novembre p.v.
A fine riunione, SMD ci ha consegnato i piani definitivi di reimpiego dei NIP (Nuclei Informativi) dell’Esercito.
Ministra e OO.SS. nell’incontro del 2 maggio per la firma del protocollo d’intesa
Si è tenuta nella mattinata di oggi, la prima sessione informativa di STAMADIFESA (SMD) e SEGREDIFESA (SGD) in merito alla redigende linee applicative del “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile”, sottoscritto in data 2 maggio u.s. da Ministra e OO.SS. (vds Notiziario n. 55 di pari data) e che ad ogni buon conto pubblichiamo come allegato su questa stessa pagina
Come si ricorderà, l’art. 1, comma 2-bis, del D. Lgs n. 7/2014 prevedeva l’individuazione dei “criteri” per l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”, da recepire in apposito “Regolamento”, l’approdo certamente più significativo dei tavoli del luglio 2013. Regolamento mai messo a punto, nonostante le ripetute richieste e sollecitazioni venute per quasi un anno solo da FLP DIFESA, e che ora purtroppo non sarà più scritto atteso che, nell’incontro separato del 14.12.2015, la Ministra chiese e ottenne da CGIL-CISL-UIL la cancellazione del Regolamento e la sua sostituzione con un “protocollo d’intesa”, che è uno strumento ben diverso e certo meno idoneo ed esigibile. Pur in totale disaccordo con quella scelta, la nostra O.S. scelse responsabilmente di partecipare ai tavoli di confronto e di fornire il proprio contributo per la definizione del “protocollo”. Del quale abbiamo però sin da subito riconosciuto che “non presentava certo contenuti sconvolgenti e rivoluzionari, di quelli che fanno la storia”, ma osservando al contempo che “andava colto come una opportunità” e che, proprio per questo,“andava raccolta la sfida che esso proponeva”. La firma, politicamente pesante della Ministra, insieme al rinvio, da noi fortemente richiesto ed ottenuto, a “specifiche e coordinate direttive applicative” precedute da “sessioni informative con le OO.SS.”, confortavano questa nostra valutazione, accompagnata anche dalla condizione, espressa direttamente alla Ministra in riunione il 2 maggio, che “laddove le direttive applicative non si ponessero in forte discontinuità con il passato e non offrissero garanzie e certezze, ne trarremmo subito le conseguenze e non aspetteremmo a ritirare la nostra firma dal protocollo”.
Con queste premesse, che ci è sembrato utile ricordare ai colleghi e che disegnano il quadro di partenza, si è avviato oggi il confronto tecnico con SMD e SGD in merito alle redigende “specifiche e coordinate direttive applicative” del protocollo. I due Organi di vertice ci hanno illustrato il metodo di lavoro utilizzato, molto impegnativo anche in termini di tempo e che giustifica il ritardo maturato (si ricordi che le predette direttive avrebbero dovuto vedere la luce entro il 2 agosto p.v.), finalizzato a operare una ricognizione ragionata, il più possibile attenta e realistica, delle attività e dei settori d’impiego dei civili (allegato B del “protocollo”) negli Enti facenti capo alle due aree. Con l’intento di tracciare una mappatura organizzativa declinata attraverso due criteri, il primo inerente alla dipendenza gerarchica articolata sui tre livelli (centrale, intermedio e periferico, quest’ultimo solo per l’area SMD) e il secondo con riferimento alle funzioni disimpegnate nei settori tradizionali (per FF.AA.: operativo/logistico/formativo/territoriale). Mappate a parte, in ragione della loro particolare natura, gli Enti industriali (Arsenali, Poli e CC.TT.) e quelli dell’Arma e della Sanità militare, e lo stesso verrà fatto anche per il settore antinfortunistico e della sicurezza.
La mappatura consentirà così di individuare, per ognuno dei tre livelli e per le diverse funzioni disimpegnate, gli incarichi di responsabilità, con riferimento non solo all’area 3^ ma anche all’area 2^, con il relativo profilo professionale di riferimento. Entro la prima settimana di settembre, SMD e SGD si sono impegnate a inviarci la prima bozza delle “direttive applicative” e su quelle si svilupperà il confronto con noi e che, nelle intenzioni, dovrebbe traguardare la loro emanazione presumibilmente non oltre il prossimo mese di ottobre.
A SMD e SGD abbiamo espresso apprezzamento per il metodo scelto e per il lavoro sin qui fatto, che ci è stato illustrato oggi. Ne attendiamo ora la conclusione, e attendiamo soprattutto di conoscere i contenuti concreti e operativi delle “direttive applicative”, che ne rappresenteranno la sostanza e la polpa vera.
I genn. Magrassi (a sx) e Stefanini si salutano durante la cerimonia di avvicendamento
Il gen. Carlo Magrassi è il nuovo Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti (DNA), e forse sarà l’ultimo Dirigente a fregiarsi di ambedue questi titoli (Segretario Generale e Direttore Nazionale degli Armamenti). Come si ricorderà (vds. nostro Notiziario n. 103/2015), è stato nominato, su proposta della Ministra Pinotti, nella riunione del Consiglio dei Ministri del 25 settembre u.s., che ha inoltre conferito l’incarico di Vice Segretario Generale Militare al gen. Nicolò Falsaperna, permanendo nell’incarico di Vice Segretario Generale civile il dr. Franco Massi.
Il gen. Carlo Magrassi è persona ben conosciuta, anche da parte delle OO.SS. nazionali, avendo rivestito l’incarico di Capo di Gabinetto dei Ministri Mauro prima e Pinotti dopo, e di Consigliere militare di Palazzo Chigi, prima con il Presidente Enrico Letta e ultimamente con il Presidente Matteo Renzi. Sarà quasi sicuramente l’ultimo Segretario Generale con l’incarico di Direttore Nazionale degli Armamenti, atteso che il Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa ne sottrae le competenze al Segretariato Generale, attribuendole alla costituendo figura del DNAL (Direttore Nazionale degli Armamenti e della Logistica), posto direttamente alle dipendenze del Capo di SMD.
La cerimonia di avvicendamento con il predecessore gen. Enzo Stefanini si è svolta il 9 ottobre u.s. nella Caserma “Amione” di Roma, alla presenza della Ministra Roberta Pinotti, del Sottosegretario Domenico Rossi, del Capo di SMD gen. Claudio Graziano e dei Vertici di tutte le FF.AA.e del Cdo Gen. CC.
Nel suo intervento, la Ministra ha sottolineato il ruolo di SGD nel processo di innovazione e di ricerca collegata ai materiali d’armamento, nell’approvvigionamento di mezzi, materiali e sistemi d’arma per le Forze armate e nel supporto all’industria italiana della Difesa, ed ha ringraziato i “militari e civili che quotidianamente lavorano insieme per la ricerca e lo sviluppo delle eccellenze del paese”, segnalando le regole trasparenti e di garanzia nei rapporti del MD con il delicato settore dell’industria della Difesa. Non poteva la Ministra, nella circostanza, non accennare anche alle novità (pesanti, a nostro avviso) che emergono dai nuovi scenari prospettati dal Libro Bianco in merito all’organizzazione futura del Segretariato Generale, ma lo ha fatto in modo un pò soft e ottimistico: il nuovo Segretariato, ha detto la sen. Pinotti, “si concentrerà sulle responsabilità amministrative e di gestione e vedrà una ulteriore valorizzazione delle professionalità civili”. “Ulteriore”? E quando è avvenuta la precedente valorizzazione? Mah……
La sostanza vera che emerge dalle scelte del Libro Bianco è invece un’altra: il forte depotenziamento del nuovo Segretariato e, dunque, dell’intera area T/A, che perderà le attuali e corpose competenze in materia di armamenti e logistica, che verranno poste alle dipendenze di SMD (“forte collegamento con il Capo di SMD”, ha detto la sen. Pinotti…). Passa, infatti, innanzitutto per questa strada, la creazione di quell’ “uomo forte“ nel MD nel segno del modello renziano, che a noi proprio non piace, essendo convinti da sempre dell’importanza degli equilibri in democrazia. Soprattutto in un’organizzazione militare, come venne disegnato a suo tempo dalla legge dei Vertici (Legge 2.12.1962, n. 25) che oggi le scelte del Libro Bianco andranno a stravolgere, come da FLP DIFESA già denunciato da tempo.
Il depotenziamento di SGD rappresenta, a nostro avviso, l’operazione strategica nella creazione dell’ “uomo forte”, ma viaggia anche su altri fronti, come il tentativo da noi denunciato (Notiziario n. 99 del 21 settembre) di inserire nel D.L. di proroga delle missioni l’istituzione della “Commissione unica interforze” presieduta dal Capo di SMD per l’ avanzamento della Dirigenza militare di tutte le FF.AA. (Carabinieri compresi), un tentativo poi abortito. O come quello, attualmente in corso, di accelerare al massimo i tempi di attuazione delle previsioni del Libro Bianco, su cui pare si debba pronunciare a breve il Consiglio Supremo di Difesa.
Notiziario FLP Difesa n. 50 del 21 luglio 2023 – La separazione di Segredifesa dalla Direzione Nazionale degli Armamenti, è nata nel 2015, col “Libro Bianco della Difesa” fortemente voluto dall’allora Ministra Pinotti, cui seguì la presentazione nel 2017 di un ddl di iniziativa governativa che prevedeva, fra le altre cose, che le competenze della […]
Notiziario FLP Difesa n. 16 del 24 febbraio 2023 – In data odierna si è svolto l’incontro con il Segretario Generale della Difesa Generale C.A. Luciano Portolano, presso palazzo Guidoni a Centocelle. La riunione si è aperta con i consueti saluti di benvenuto da parte del Generale, che ha messo in evidenza come nella la […]
Notiziario FLP DIFESA n. 34 del 5 aprile 2019 – Il problema relativo ad un impiego del personale civile in generale non soddisfacente sotto il profilo professionale e quasi sempre sottovalutato e sottodimensionato nel raffronto con il personale militare da sempre favorito nell’attribuzione degli incarichi anche in settori più propriamente civili (settore amministrativo, per es.), […]
Notiziario n. 102 del 18 settembre 2018 – Noi pensiamo davvero che, per quanto attiene l’incredibile vicenda legata all’emanando (da due anni, campa cavallo!) bando di mobilità interna ordinaria volontaria, Amministrazione Difesa stia davvero scivolando nel ridicolo, e ci chiediamo come mai le altre sigle assistano imperterrite e inerti a questo scempio, che da una […]
Notiziario n. 70 del 28 giugno 2018 – Come già riferito in altri nostri precedenti Notiziari, rispetto al c.d. “telelavoro”, la legislazione ha promosso dal 2015 un nuovo modello di organizzazione più evoluto e flessibile, denominato smart-working (o lavoro agile), con la finalità di perseguire moduli organizzativi flessibili, tendenti a contemperare le esigenze di conciliazione […]
Notiziario n. 33 del 3 aprile 2018 – Iniziamo da oggi la pubblicazione di Notiziari tematici con i quali affronteremo, una per volta, le principali questioni ancora irrisolte all’interno del M.D. e che toccano direttamente il personale civile, e su queste diremo come la pensiamo e le soluzioni che prospettiamo, anche ai fini del nostro […]
Notiziario n. 145 del 19 dicembre 2016 – Mercoledì 14 u.s., si è tenuto a palazzo Esercito il quarto confronto tecnico in merito ai contenuti delle “specifiche e coordinate direttive applicative” che, “per le rispettive aree di pertinenza”, SMD e SGD dovrebbero emanare in attuazione al “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile” firmato in data […]
Notiziario n. 120 del 18 ottobre 2016 – Nella giornata di oggi, si è tenuto il terzo incontro con SMD e SGD in merito alla linee applicative del “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile” firmato in data 2 maggio u.s. (Notiziario n. 55 di pari data), che prevede la predisposizione da parte dei due […]
Notiziario n. 93 del 28 luglio 2016 – Si è tenuta nella mattinata di oggi, la prima sessione informativa di STAMADIFESA (SMD) e SEGREDIFESA (SGD) in merito alla redigende linee applicative del “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile”, sottoscritto in data 2 maggio u.s. da Ministra e OO.SS. (vds Notiziario n. 55 di pari data) […]
Notiziario n. 111 del 12 ottobre 2015 – Il gen. Carlo Magrassi è il nuovo Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti (DNA), e forse sarà l’ultimo Dirigente a fregiarsi di ambedue questi titoli (Segretario Generale e Direttore Nazionale degli Armamenti). Come si ricorderà (vds. nostro Notiziario n. 103/2015), è stato nominato, su […]