La riunione di ieri del Consiglio Supremo di Difesa
A prima vista, sembra proprio che la montagna abbia partorito il topolino. E’ questa la nostra primissima sensazione dopo aver letto il “comunicato” pubblicato sul sito della Presidenza della Repubblica sulle risultanze della riunione di ieri 21 aprile del Consiglio Supremo di Difesa (CSD), l’o.d.g. della quale prevedeva la “presentazione del Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa e indicazioni programmatiche per l’attuazione delle misure di riforma delle Forze Armate”.
Un evento, quello del Libro Bianco, che ha occupato le cronache della Difesa nel corso degli ultimi due anni, e per questo davvero molto atteso. L’idea originaria era stata dell’ex Ministro Mauro che, dopo l’entrata in vigore della Legge L. .244/2012 e alla luce del nuovo quadro geo politico internazionale, chiedeva una profonda riflessione sul “modello Difesa” ai fini di una sua possibile riforma. Un’idea fatta propria dall’attuale Ministra, che ne ha fatto di sicuro il punto programmatico più esibito del proprio Dicastero. Da qui, l’individuazione del “gruppo di esperti”, la prima informativa al CSD del 15.06.2014, e infine la pubblicazione delle “Linee guida”, 90 tesi per i diversi argomenti, redatte dal “gruppo di esperti”. L’ obiettivo dichiarato delle “Tesi” era quello di fissare la strategia di evoluzione dello strumento militare nei prossimi 15 anni, attraverso “una nuova idea di sicurezza e difesa nazionale”, e di individuare per questo “la corretta futura postura delle nostre FF.AA.” e “”il più idoneo modello organizzativo generale”, eliminando duplicazioni, riducendo “il numero dei livelli gerarchici”, razionalizzando e semplificando i processi e le strutture. A tal riguardo, un ruolo fondamentale era assegnato al personale civile e militare e, “nell’ambito di una struttura futura nella quale le componenti civili e militari risulteranno necessariamente più integrate e sinergiche, va valutato quali ruoli prevedere per il personale civile e come garantirnelepossibilità di crescita meritocratica e di valorizzazione culturale e professionale”. Queste le premesse, forse un po’ troppo trionfalistiche e anche strumentali.
Oggi, a distanza di quasi un anno, il Libro Bianco ha visto finalmente la luce con la presentazione al Presidente del la Repubblica nella riunione di ieri del CSD. FLP DIFESA è venuta in possesso del corposo testo (67 pagine, 8MB), e lo rende immediatamente disponibile attraverso il proprio sito pubblicandolo su questa pagina. Lo leggeremo con grande attenzione, soprattutto per quanto attiene la parte relativa al lavoro civile, per il momento ci limitiamo a esprimere alcune primissime sensazioni, anche attingendo allo stesso “comunicato” del Quirinale (anch’esso qui pubblicato).
All’orizzonte del nostro Ministero, si delinea dunque “una significativa riforma volta a realizzare una maggiore integrazione interna del sistema-Difesa, a rafforzare la direzione politica del Ministro e la capacità di direzione unitaria del Vertice militare e a migliorare l’attuale modelloprofessionale”. Se questo è l’obiettivo della riforma, occorrerà realizzarlo “attraverso una complessa opera di riorganizzazione” (un’altra ancora? e di quella attualmente in fase iniziale di attuazione ex DD. LLgs. 7 e 8/2014 che ne facciamo?), “unitamente alle conseguenti misure di revisione dellavigente normativa, da specifiche commissioni guidate dal Capo di Stato Maggiore dellaDifesa sulla base delle direttive del Ministro”. A nostro giudizio, assegnare questo ruolo a commissioni tecniche guidate dal Capo di SMD, prevedibilmente formate da Generali e Ammiragli, potrebbe significare per la politica abdicare al proprio ruolo e consegnarsi ai Vertici militari. Colpisce anche nel comunicato del Quirinale l’auspicio formulato dal CSD a che “nell’ambito di tali commissioni sia possibile eliminare duplicazioni e sovrapposizioni di funzioni e razionalizzare organici e competenze”. Ma come, non doveva proprio il Libro Bianco a dire qualcosa di preciso al riguardo? E siamo ancora a livello di auspici? Mah!
In conclusione, la primissima impressione è che il “Libro Bianco” sia tale proprio perché vuoto di indicazioni, e che di fatto si sia deciso di non decidere. Ne riparleremo diffusamente e a breve!
In merito al presente Notiziario, nella tarda mattinata di oggi abbiamo ricevuto dal Gabinetto del Ministro una mail recante la seguente testuale precisazione:
“Buongiorno, si precisa che quanto da voi pubblicato risulta essere solo un ipotesi di lavoro del documento in oggetto, il testo definitivo del Libro Bianco sarà solo quello che approverà il Consiglio Supremo di Difesa. Quanto sopra per il seguito di competenza. Cordiali saluti”.
Nel prenderne atto, ne diamo doverosamente conto ai nostri lettori e colleghi. Abbiamo comunque bene a mente il comunicato del Quirinale che recita testualmente “Il Consiglio ha espresso il suo apprezzamento per il Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa presentato dal Ministro Pinotti”. Attenderemo il testo ufficiale definitivo, che il Gabinetto sicuramente ci trasmetterà prontamente, e vedremo quali e quante differenze emergeranno rispetto a quello da noi pubblicato reperito via internet.
Giancarlo Pittelli
La sede di PERSOMIL e PREVIMIL alla Cecchignola
Notiziario n. 76 del 18.07.2014 –
Grande partecipazione dei lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL all’assemblea interna indetta dalle due RSU, e questo nonostante il periodo estivo e i tanti assenti. Al centro del confronto, le ben note problematiche relative al grave tentativo, apertamente dichiarato dal Capo di SMD (si veda il nostro Notiziario n. 126 del 23.11.2013) nel corso di una audizione parlamentare, di sottrarre competenze alle due DD.GG. per farle transitare agli SS.MM. di F.A. e, purtroppo, tuttora all’esame di gruppi di studio, nonostante l’esplicito parere avverso delle Commissioni Difesa (“garantire il mantenimento di tutti gli atti amministrativi relativi allo stato giuridico e al trattamento economico e normativo del personale militare presso la D.G. del personale militare”, vds. Notiziario n. 134/2013). Quando si dice la priorità della Politica!
Alla predetta assemblea, che peraltro è servita anche a discutere dei punti più preoccupanti della c.d. riforma Renzi-Madia (DL 90 e DDL), erano state invitate, dalle due RSU, tutte le OO.SS., nazionali e territoriali, ma solo due (FLP DIFESA e CONFSAL-UNSA DIFESA) vi hanno partecipato. Forse, le altre sigle sono tuttora in attesa di convocazione, da parte di SEGREDIFESA, della riunione richiesta con nota del nov. 2013, che pare proprio tardi un po’ ad arrivare…… Ognuno sceglie la strada che crede, ovviamente.
L’assemblea, aperta dagli interventi precisi e puntuali dei due Coordinatori RSU, ha messo in luce la piena consapevolezza dei lavoratori, da un lato che le iniziative di contrasto e di sensibilizzazione poste in essere hanno sortito degli effetti in positivo (la prima stesura dello schema di D. Lgs. ordinamentale, che prevedeva il depotenziamento tout-court delle due DD.GG., è stata abbandonata e sostituita con il rinvio al Regolamento ex art. 1 D. Lgs n.7/2014), e, dall’altra, che il rischio che l’operazione possa ancora andare in porto permane tutto, anche alla luce della denuncia che la FLP DIFESA ha fatto al Sottosegretario Rossi nel corso dell’ultima riunione del 24 giugno 2014 (vds. Notiziario n. 69) circa il fatto che il Comitato dei Capi di SM di marzo 2014 avesse “disposto” entro il 2014 la costituzione del Centro Unico Stipendiale Interforze (CUSI), “con graduale passaggio di competenze delle Direzioni Generali del personale (Persomil e Previmil)”, stabilendo in aggiunta la tempistica che prevede, in particolare, entro il 2015, l’ “acquisizione delle competenze PERSOMIL/PREVIMIL in materia T.E. e finanziarie”. Un fatto che abbiamo giudicato grave, atteso che Organi tecnici non dovrebbero decidere su scelte che il D. Lgs. 7 demanda al Regolamento, e su cui ci sono stati precisi impegni della sen. Pinotti al confronto con le OO.SS. nazionali, motivo per cui abbiamo chiesto in riunione l’urgente apertura del tavolo tecnico proposto dall’on. Rossi.
La piena consapevolezza sul rischio che è tuttora in atto, ha indotto le due RSU a decidere sin da ora la loro riconvocazione subito dopo le ferie, per decidere l’avvio di nuove iniziative a difesa delle due DD. GG. .
Come FLP DIFESA, abbiamo ribadito la valenza nazionale della vertenza PERSOMIL-PREVIMIL, atteso il legame evidente con la nostra rivendicazione di una maggiore e più incisiva civilizzazione in ambito Difesa.
A proposito di rischio… Mentre scriviamo, siamo venuti a conoscenza che il “Gruppo di progetto” insediato da SMD, in sede di relazione finale e “in via conclusiva”, ha raccomandato “il passaggio di PREVIMIl-PERSOMIL alle dirette dipendenze del Capo di SMD…….. per giungere poi al successivo decentramento delle funzioni alle FF.AA.” . Dunque, il progetto è già bello e confezionato. Incredibile!
Sorgono, a tal riguardo, alcune domande: quale è l’opinione in proposito del Segretario Generale della Difesa all’ipotesi di sottrazione di un pezzo fondamentale dell’area tecnico-amministrativa a Lui affidata? E, soprattutto, quale è l’opinione della Ministra Pinotti e del Sottosegretario sulla palese volontà di SMD di annettersi due delle attuali quattro Direzioni Generali? E a quando l’annessione anche di PERSOCIV?
Pubblichiamo, di seguito, la nota già inviata all’attenzione della Ministra Pinotti e del Sottosegretario Rossi.
Momento importante di riflessione quello di ieri a Roma, a palazzo Esercito, con il Sottocapo di SME, gen. Giovan Battista Borrini, che ha voluto incontrare le OO.SS. nazionali per ragionare insieme in merito al riordino degli Enti industriali dell’Esercito, a partire dal Polo di Mantenimento Armi Leggere (PMAL) di TERNI, e per approfondire alcune criticità irrisolte che stanno accompagnando quel processo.
Il riordino degli Stabilimenti dell’Esercito, come si ricorderà, è partito con l’incontro con il Capo di SME gen. Graziano del 18 marzo 2014 (Notiziario n. 26) ed è poi proseguito attraverso due successive riunioni tecniche (15 aprile e 20 maggio – Notiziari nn. 53 e 40), nelle quali la F.A. ha illustrato la nuova configurazione e i nuovi organici di POLMANTEO ROMA e PMAL TERNI. Scelte quelle che, nel complesso, la nostra O.S. non ha condiviso, proponendo invece a SME un diverso approccio che, nel segno della più marcata civilizzazione prevista dal D. Lgs. n. 7/2014 e dalle linee programmatiche della Ministra Pinotti, potesse portare al potenziamento delle posizioni di direzione/responsabilità affidate a personale civile, in particolare nel settore lavorazioni che nella proposta SME sono invece di esclusivo appannaggio del personale militare, e all’incremento di professionalità tecniche di area 2^. Questo diverso approccio si è sostanziato da parte nostra nella messa a punto di una proposta diversa su POLMANTEO, frutto anche del confronto in assemblea con i lavoratori e che abbiamo già consegnata a SME il 20 maggio u.s., e lo stesso ci accingiamo a fare per PMAL dopo l’assemblea del 18 p.v. a Terni.Ovviamente, faremo lo stesso anche per gli altri Enti (CEPOLISPE e altri Poli), ma nella precisa convinzione che esistano comunque dei nodi di fondo che vanno preliminarmente affrontati e risolti, a pena che venga minato alla base il riordino in atto.
E’ infatti di tutta evidenza che la F.A. sta facendo per il momento solo un’operazione di adeguamento degli organici in funzione delle riduzioni ex L. 135/2012, poi recepite nel DPCM 22.01.2013 e che dovrà avere presto un seguito in Difesa con il DM di ripartizione in profili e tra gli OO.PP. Qui sta, intanto, un primo problema: se mantenuta, la distribuzione dei profili su base regionale, per alcuni profili tecnici soprattutto, potrebbe creare rigidità e vincoli insuperabili, e questo, in particolare, proprio a proposito di PMAL TERNI. Ciò detto, ci sono a nostro avviso almeno tre nodi centrali e prioritari: il primo riguarda i piani industriali; il secondo le risorse economiche; l’ultimo, il terzo, le assunzioni di personale.
Sul primo punto, va segnalato che, almeno per quanto riguarda POLMANTEO e PMAL, il riordino proposto da SME non è accompagnato da alcun “piano industriale” che ridefinisca e attualizzi la missione degli Enti e adegui ad essa la riorganizzazione interna. Di quale riorganizzazione stiamo parlando allora? Il secondo nodo riguarda le risorse finanziarie; la Difesa ha disponibilità molto limitate a seguito dei ben noti squilibri e sofferenze di bilancio, e proprio per questo, a suo tempo, chiedemmo e ottenemmo (art. 12 del D. Lgs. n. 8-2259-sexies) che il riordino fosse preceduto o accompagnato da alcune precise operazioni: individuazione dei settori di spesa improduttiva e riqualificazione della spesa; ricognizione dei servizi e lavori esternalizzati e reinternalizzazione progressiva; risparmi destinati al sostegno della produzione e all’ efficientamento degli Enti. Per quanto ci risulta, poco o nulla si è fatto sinora su questi fronti decisivi. Il terzo nodo, infine, riguarda le assunzioni di personale: se non dovessero arrivare quelle già richieste da PERSOCIV e se non si dovesse procedere, come chiediamo da tempo, a un piano straordinario di assunzioni che compensi il mancato turnover e le cessazioni dal servizio, si rischia davvero il punto di non ritorno.
Tutte queste questioni abbiamo rappresentato ieri al gen. Borrini, essendo pienamente consapevoli che le stesse, se non risolte, rischiano di minare in partenza e drammaticamente, le riorganizzazioni in atto. Si tratta di questioni di ordine prevalentemente politico, e per questo li porremo il 24 p.v. all’ on. D. Rossi.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 15 del 18 febbraio 2014 –
Nel S.O. n. 12/L della G.U. n. 34 dell’11.02.2014, sono statipubblicati i decreti di cui sotto, attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 per il riordino in chiave riduttiva dello strumento militare nazionale, già pubblicati sul nostro sito web e che entreranno in vigore a far data dal 26. 02.2014:
– D.Lgs. 28.01.2014, n. 7 recante disposizioni per la riduzione degli assetti ordinamentali delle FF.AA.
– D.Lgs. 28.01.2014, n.8 recante disposizioni in materia di personale militare e civile della Difesa.
Si chiude così, almeno per il momento, una vicenda lunga e complessa durata oltre due anni, partita nel lontano 2011 quando, nel suo primo incontro con le OO.SS. nazionali, il neo Ministro Di Paola espresse il preciso intendimento di procedere ad un profondo riordino in chiave riduttiva dello strumento militare, reso necessario dalle sofferenze e dai disequilibri del bilancio. Nell’aprile dell’anno successivo, il Consiglio dei Ministri approvò in prima lettura il disegno di legge delega che FLP DIFESA, praticamente da sola, contestò radicalmente in quanto mancante di tagli veri a sprechi e privilegi, ispirato da logiche penalizzanti nei confronti dei civili e fortemente sperequato sul piano delle opzioni per la gestione degli esuberi. Partimmo allora con una serie di iniziative di contrasto (in primis, la manifestazione nazionale del 6 luglio 2012) ma anche con proposte concrete, che raggiunsero però solo in minima parte i loro obiettivi anche per una certa sottovalutazione che venne allora da altre OO.SS..
Quello fu il momento cruciale: avremmo dovuto lottare, tutte insieme le OO.SS., e con i denti, per far scrivere ben altre cose nella delega e per raggiungere i nostri obiettivi. Anche per impedire, come poi è fatalmente avvenuto, che l’A.D. si trincerasse dietro il paravento della delega per dire no alle nostre richieste (“non si può fare, non sta scritto nella delega”, ci è stato detto più volte). Non andò così, purtroppo: solo FLP DIFESA scese allora in campo e, anche per questa solitudine, vennero sconfitte quasi tutte le nostre proposte di modifica, e la legge, votata da Camere in smobilitazione (era il novembre 2012) e sotto forte pressione dei Vertici militari e dei poteri forti, è quella che conosciamo
Una legge che, in previsione della scrittura dei decreti attuativi, determinava un contesto di partenza per tutti noi assolutamente poco agevole e rendeva il percorso oltremodo difficile e irto di ostacoli.
Dobbiamo però dire che il risultato finale, quello recato dai Decreti Legislativi di cui sopra, risulta di certo meno sconfortante rispetto a quello che era ragionevolmente immaginabile. A questo importante risultato, hanno concorso due ordini di motivi: in primo luogo, la significativa apertura del nuovo Ministro Mauro dopo le chiusure dei precedenti Ministri La Russa e Di Paola, ai quali veniva l’orticaria al sol sentir parlare di Sindacati, una apertura che si è poi concretizzata nei tavoli tecnici e politici che hanno avuto esiti complessivamente soddisfacenti a giudizio di tutte le Parti; in secondo luogo, ha decisamente pesato in positivo anche la compattezza e l’unitarietà del tavolo sindacale che, nei diversi confronti con l’A.D., ha parlato sostanzialmente la stessa lingua lasciando fuori ogni divisione. E il risultato c’è stato, e con esso anche la prova provata che l’azione unitaria premia sempre e comunque.
A questo positivo risultato, la nostra O.S. ha dato, noi pensiamo, un contributo importante. In primo luogo, sul piano delle proposte concrete e sostenibili a fronte di quella delega (ripubblichiamo sul sito il documento fatto pervenire dalla nostra O.S. al Sottosegretario in data 15 luglio, subito dopo la consegna alle OO.SS. della prima bozza dei decreti attuativi e dunque prima dei tavoli di confronto). Come è facile dimostrare, nei decreti legislativi c’è davvero parte significativa delle nostre proposte. In secondo luogo, sul piano della qualità dell’interlocuzione, che ci è stata riconosciuta da molte parti
Rispetto agli ultimi testi noti, i Decreti presentano novità in negativo ma anche positive conferme.
Decreto Legislativo 28 gennaio 2014, n. 7(assetti ordinamentali)
1. Va innanzitutto rilevato come, contro le stesse indicazioni della Commissione Difesa della Camera fortemente sollecitate da FLP DIFESA, è stata confermata, in materia di riordini e reimpieghi, la cancellazione di ogni riferimento alla contrattazione decentrata, curiosamente mantenuta in altra parte (art.12, D.Lgs. 8). Un segnale negativo, che fa molto riflettere e che ci pone in forte allarme.
2. Cancellate anche le originarie previsioni che subordinavano il Segretario Gen. al Capo di SMD, in particolare in materia di nuovi armamenti, posti ora sotto il controllo del Parlamento (D.Lgs. n. 8, art.14). E’ questa la parte politicamente più significativa, in quanto è stato al momento fermato il tentativo di depotenziamento del Segretariato a favore di SMD. La nostra denuncia (Notiziario n. 82/2013), le iniziative di lotta poste in essere dai lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL (al cui fianco FLP DIFESA è sempre stata) e le continue sollecitazioni rivolte alle Commissioni Difesa che sono andate a buon segno, hanno evidentemente avuto un peso decisivo. Rimane però un problema: contro l’indicazione data dalle stesse Commissioni Difesa, e la cosa appare rilevante, l’art. 15 novellato del COM rinvia ad un successivo Regolamento per la ripartizione di compiti e funzioni. Potrebbe ancora passare da qui il tentativo di alleggerire le due DD.GG. che rappresentano, insieme a SGD e alle altre DD.GG., uno dei luoghi di più marcata civilizzazione e per questo vanno difese.
3. All’interno dello stesso art. 15, comma 2-bis, let. e, è prevista l’attribuzione di compiti tecnico-amministrativi al personale civile. Un importante e significativo riconoscimento, che occorrerà rendere compiutamente esigibile in sede di ridefinizione di organici e organigrammi degli Enti, e per questo non potremo tollerare i tentativi in atto di segno diverso. Altrimenti sarà solo aria fritta!
4. Confermati tutti i provvedimenti di riordino, con il rinvio al 31.03.2014 di quelli già previsti al 31.12.2013, e il monitoraggio da noi richiesto ancorché con cadenza annuale (art.2188-quinquies)
Decreto Legislativo 28.01.2014, n.8 (personale militare e civile).
Trova conferma l’espunzione dell’art. 2209-sexies relativo all’esenzione del servizio del personale militare, reso obbligato dal clamore suscitato dai media. Niente più “scivoli d’oro”, dunque, per i nostri colleghi con le stellette, compensati però da una riserva del 5% di mobilità verso le altre AA.PP., con possibilità di attingere anche alla quota non utilizzata riservata ai civili (15%).
Nella parte che più interessa il personale civile (art. 12), segnaliamo ai colleghi:
– la conferma della cancellazione della mobilità in ambito regionale ai fini dell’assorbimento delle eccedenze, richiesta sulla quale, come noto, la nostra O.S. si è ripetutamente spesa in questi mesi e pure qui praticamente da sola, anche con ripetute sollecitazioni in sede politica che hanno prodotto un decisivo parere di entrambe le Commissioni Difesa, che ha poi dato il là alla modifica;
– eliminato l’ordine di priorità nelle opzioni previste per l’assorbimento eccedenze (art. 2259-ter), ma senza l’inversione richiesta degli ultimi due punti (mobilita verso altre PP.AA. e part-time);
– permane la norma che prevede il passaggio del FESI al FUA, ma solo della sua parte strutturale e non anche di quella variabile, che era stata invece richiesta da tutto il tavolo sindacale;
– confermati in toto l’art. 2259-quater relativo a formazione e finanziamenti aggiuntivi e l’art. 2250-sexies relativo agli Enti della c.d. area industriale, rimodulato a seguito dei confronti di luglio, che prevede l’avvio di processi di internalizzazione di servizi e lavori per gli Enti dei settori logistici di F.A. (Arsenali e Poli in primis), i cui risparmi saranno destinati all’efficientamento, con ricognizione annuale di servizi e lavori esternalizzati ed esame dei settori di spesa improduttivi;
– non vanno poi dimenticate alcune importanti assicurazioni venute, sempre su nostra sollecitazione, sia sui tavoli nazionali che dal Ministro in sede di audizione, sui transiti dei militari nei ruoli civili, previsti solo a domanda e sottoposti, al pari di quelli verso altre PP.AA., ai vincoli assunzionali;
– rimane invece ancora aperta la questione relativa alla tabella di equiparazione (art.2209-quinquies) rispetto alla quale l’A.D. ha inviato alla F.P. una proposta che reca una secca indicazione (SU in area 2^ e U. in area 3), come FLP DIFESA chiedeva da anni, e dunque al netto delle favorevoli opzioni inizialmente previste e relative alle posizioni apicali (Primo Maresciallo e Luogotenente).
L’amm. Di Paola, ideatore della delega, con il Ministro Mauro
Nella seduta odierna, il Consiglio dei Ministri (CdM) ha approvato in seconda e definitiva lettura i due decreti legislativi attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare rielaborati dall’Ufficio Legislativo dopo i pareri espressi dalle Commissioni Difesa (Notiziario n. 134 del 23 dic u.s.) sugli schemi adottati in prima lettura l’8 agosto u.s. (Notiziari n. 89 e 92/2013). Al momento in cui scriviamo, non conosciamo ancora i testi finali usciti dal CdM; pur tuttavia, le novità introdotte ci erano state anticipate nel corso della riunione che le OO.SS. nazionali hanno avuto nel pomeriggio di ieri 9 gennaio con il Sottosegretario Pinotti, e alla quale ha partecipato in avvio anche il Ministro della Difesa.
Il sen. Mauro ha tenuto innanzitutto a precisare come, nella scrittura finale dei due testi, la quasi totalità delle indicazioni espresse dalle due Commissioni Difesa fosse stata accolta. Ha quindi espresso piena soddisfazione per il lavoro sin qui svolto ringraziando le OO.SS. per il contributo offerto, ma ha affermato al contempo di essere comunque consapevole che alcuni problemi permangono ancora irrisolti. Per questo, ha delineato i propri intendimenti per il prossimo futuro: innanzitutto, l’uscita del “libro bianco” della Difesa, che avrà come fulcro il tema della “formazione continua” ; poi, a seguire, l’apertura di una fase di riflessione e di confronto, in sede politico-parlamentare ma anche con le Parti sociali, che dovrebbe traguardare la riforma dell’attuale modello difesa. In questo contesto, ha concluso il Ministro, è suo preciso intendimento quello di valorizzare al massimo la componente civile, della quale ha riconosciuto il ruolo importante e decisivo all’interno del Ministero Difesa, e di voler perseguire questo obiettivo anche attraverso un confronto costante, aperto e costruttivo, con le Rappresentanze sindacali.
Il Ministro ha poi abbandonato la sala riunione per altro impegno con i COCER, lasciando alla sen. Pinotti il compito di illustrare le modifiche apportate ai testi dei decreti rispetto a quelli adottati in prima lettura dal CdM, novità che proviamo a sintetizzare corredandole di alcune nostre prime considerazioni.
Decreto Legislativo sugli assetti ordinamentali
Sono state espunte le modifiche/integrazioni contenute negli artt. 29, 33 e 41 del testo uscito ad agosto dal CdM, che, in particolare in materia di armamenti, subordinavano il Segr. Gen. al Capo SMD. E’ questa la parte politicamente più significativa, in quanto è stato fermato il tentativo di depotenziare SGD a favore di SMD (si ricordi l’audizione dell’amm. Binelli Mantelli…). La denuncia della nostra O.S. (Notiziario n. 82 del 15 lug), le iniziative di lotta poste in essere dai lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL (al cui fianco FLP DIFESA è sempre stata, e praticamente in solitudine) e le continue sollecitazioni da noi rivolte alle Commissioni Difesa che sono andate a buon segno, hanno evidentemente avuto un peso decisivo. Rimane però un problema: contro l’indicazione data dalla Commissioni, e la cosa appare rilevante, l’art. 15 novellato del COM rimane quello uscito dal CdM di agosto, e rinvia ad un successivo Regolamento per la ripartizione di compiti e funzioni tra SMD e SGD e delle attribuzioni di comando nei riguardi del personale. Potrebbe ancora passare da qui il tentativo di alleggerire le due DD.GG. che rappresentano, insieme a Segretariato e altre DD.GG., uno dei luoghi di più marcata civilizzazione della Difesa, e per questo vanno difese. Noi pensiamo che le pesantissime osservazioni venute dalle Commissioni Difesa sulla necessità di mantenere l’attuale ripartizione tra SMD e SGD non potranno non essere tenute presenti anche in sede di scrittura del Regolamento; pur tuttavia, si dovranno mantenere alte l’attenzione e la mobilitazione dei lavoratori. E’ quello che la nostra O.S. cercherà di fare, sperando di non restare ancora da sola.
2. All’interno dello stesso art. 15, è stata espunta la parola “tendenziale” dal comma 2-bis, let. e, che prevede l’attribuzione di compiti tecnico-amministrativi al personale civile. Un importante e significativo riconoscimento, al quale però occorrerà dare concretezza e operatività in sede di ridefinizioni di organici e organigrammi degli Enti della Difesa. Altrimenti sarà solo aria fritta!
3. In ultimo, non possiamo non rilevare, nella prima pagina dello schema di decreto (“RITENUTO…”), la totale non condivisione dei contenuti della parte relativa al sistema di relazioni sindacali, che insieme ad altre sigle sindacali abbiamo chiesto venga espunto. Ma nel nostro intervento abbiamo anche evidenziato l’inaccettabilità del rigetto dell’indicazione venuta dalla Commissione Difesa della Camera di far espresso riferimento alla contrattazione decentrata, come da noi richiesto.
Decreto Legislativo sul personale militare e civile
Dopo il clamore suscitato dai media, è doveroso dar subito conto che è stata espunto l’art. 2209 sexies relativo all’esenzione del servizio del personale militare. Niente più “scivoli d’oro”, dunque, per i nostri colleghi con le stellette, compensati però da una riserva del 5% di mobilità verso altre AA.PP., con possibilità di attingere anche alla quota non utilizzata riservata ai civili (15%).
Nella parte che più interessa il personale civile (art. 12), segnaliamo ai colleghi:
– la cancellazione della mobilità in ambito regionale ai fini dell’assorbimento delle eccedenze, richiesta sulla quale, come noto, la nostra O.S. si è ripetutamente spesa in questi mesi e anche qui praticamente da sola; sulla questione, a seguito delle nostre sollecitazioni in sede politica, vi è stato un parere molto chiaro di entrambe le Commissioni Difesa che ha dato il là alla modifica;
– non si dovrà seguire alcun ordine di priorità nelle opzioni previste per l’assorbimento eccedenze;
– purtroppo, permane la norma che prevede il passaggio al FUA della sola quota strutturale del FESI (e non anche di quella variabile) del personale transitato, su cui abbiamo chiesto un ripensamento;
– non vanno infine dimenticati, le importanti assicurazioni venute, su nostra sollecitazione, sia sui tavoli nazionali che dal Ministro in sede di audizione, sui transiti dei militari nei ruoli civili.
Rimane ancora aperta la questione relativa alla tabella di equiparazione, rispetto alla quale la sen. Pinotti ha comunque confermato in riunione l’invio alla F.P. della proposta A.D. che reca una secca indicazione (SU in area 2^ e U. in area 3), come noi chiedevamo da anni, al netto delle favorevoli opzioni relative alle posizioni apicali (primo Maresciallo e Luogotenente) inizialmente previste.
Queste, le novità intervenute nell’ultima stesura dei testi. Rispetto a queste novità, non possiamo non esprimere una certa soddisfazione. Considerando la situazione di partenza, e cioè i paletti estremamente penalizzanti fissati dalla legge delega che FLP DIFESA (da sola!) ha cercato a suo tempo di contrastare in tutti i modi (mobilitazione; controproposte; iniziative varie; manifestazione nazionale del 6.07.2012; etc.), dobbiamo dire che il combinato disposto tra le cose portate a casa nei confronti di luglio e quelli emersi oggi, evidenzia un risultato certamente positivo, dovuto anche – è giusto riconoscerlo – alla disponibilità e all’attenzione riservate dall’attuale Vertice politico. Una soddisfazione per la nostra O.S., che aveva esplicitato sin da subito le proprie “osservazioni e proposte” (si veda il documento allegato al Notiziario n. del 15.07.2013), la gran parte delle quali risultano recepite.
Naturalmente la soddisfazione è solo relativa al fatto che, a fronte di quella legge concepita e voluta dall’amm. Di Paola, siamo riusciti a limitare i danni. Ma non certo a risolvere lo spinoso problema legato alla mancata civilizzazione e al riconoscimento dei nostro ruolo e funzioni, che necessitano di essere demarcati e distinti rispetto a quelli dei militari. Risolleveremo la questione nel corso del prossimo incontro con il Ministro, preannunciato per febbraio, che avvierà il confronto sul nuovo modello Difesa.
Completiamo questo Notiziario dando ancora conto di un paio di cose: la prima, il ribadito e forte impegno del sen. Pinotti e del Ministro per ottenere dalla F.P. una deroga per l’assunzione dei vincitori di concorso; la seconda, la nostra richiesta di istituire un “Osservatorio A.D-OO.SS.” per seguire tutto il processo di riduzione. Infine, è fissato per il 20 p.v. l’avvio del confronto con il SSS Pinotti su mobilità e reimpieghi.
Ed ora, attendiamo di conoscere i testi definitivi dei DD. LLgs. usciti dal C.d.M e, a seguire, proporremo ai colleghi le nostre riflessioni generali su questa lunga vicenda che ci ha impegnato due anni.
Pubblichiamo di seguito: i testi dei decreti; il comunicato stampa di Palazzo Chigi; le slide predisposte dall’A.D.
I sen. Mauro e Pinotti in un incontro con le OO.SS.
Non si può certo dire che le Commissioni Difesa di Camera e Senato siano state particolarmente tenere con gli schemi di decreti attuativi presentati dal Ministro Mauro e poi adottati in prima lettura dal CdM in data 8 ago. u.s. (Vedi Notiziario n. 92/2013). Tutt’altro! Pur con qualche sottolineatura e sfumatura diversa, i pareri delle due Commissioni, e dunque dell’intero Parlamento, appaiono sostanzialmente convergenti ed esprimono posizioni di aperto dissenso nei confronti di alcune scelte tenacemente volute dai Vertici militari, esprimendo osservazioni e raccomandazioni che, proprio perché simili, dovrebbero pesare ai fini delle scelte definitive del Ministro e del Governo sui due provvedimenti.
Osservazioni e posizioni che, su alcuni aspetti di primaria importanza, FLP DIFESA accoglie con grande soddisfazione, atteso che molte delle questioni oggetto di parere sono state sollevate dalla nostra O.S. nel documento recante “Osservazioni e proposte di FLP DIFESA” (si veda il Notiziario n. 82 del 15.07.2013) e successivamente proposte all’attenzione delle Commissioni Difesa (audizione parlamentare del 22.10.2013, vds. Notiziario n. 115 di pari data).
Esaminiamo allora, pur se in modo necessariamente veloce e sintetico, i pareri presentati dai relatori Vattuone (Senato) e Scanu (Camera) sui due provvedimenti, poi approvati a maggioranza dalle due Commissioni, che pubblichiamo , insieme a quelli presentati dall’opposizione, su questa stessa pagina.
SCHEMA DECRETO ATTUATIVO SULL’ORDINAMENTO (ATTO DI GOVERNO N. 32)
– il Parlamento “opta per il mantenimento dell’attuale assetto della catena di comando a vertice della Difesa, scongiurando un’eccessiva concentrazione di poteri a favore del Capo di SMD e un conseguente assorbimento del ruolo del Segretario Generale” che era esattamente quanto da noi denunciato da luglio in avanti, in tutte le sedi, sul depotenziamento del ruolo del Segretario Generale Sarebbe interessante conoscere su questo “parere” l’opinione del Segretario Generale che nella sua audizione ha difeso strenuamente quella previsione e anche quella (di cui diremo dopo) in materia di armamenti, certo paradossale se si considera il suo ruolo di “capo” dell’area tecnico-amministrativa;
– contestato il rinvio ad un successivo Regolamento per la ripartizione delle funzioni e dei compiti tra gli Organi tecnici del Ministero, sulla base del principio “delegata potestas non potest delegari” che il Ministro si era sforzato, evidentemente a vuoto, di contrastare nell’audizione del 12 u.s.;
– in materia di armamenti, il Parlamento chiede espressamente, come noi avevamo sollecitato nel documento consegnato alle Commissioni Difesa, l’espunzione della previsione che subordinava le attribuzioni del Segretario Generale “nell’ambito delle direttive tecnico-operative del Capo di SMD, al fine si assicurare l’unitarietà del comando”, rivendicando peraltro la centralità decisionale (“pareri vincolanti”) in ordine alle “eventuali proposte di rimodulazione del Capo di SMD”;
– proposta della Commissione Difesa della Camera di “prevedere un ruolo consultivo del Comitato dei Capi di SM, in rapporto diretto con il Ministro”, che ridimensiona un pò il ruolo del Capo di SMD;
– in materia di funzioni e compiti di personale civile (art. 15 novellato COM, lettera e), le Commissioni chiedono l’espunzione della parola “tendenziale”, come richiesto da tutte le OO.SS. nazionali.
SCHEMA DECRETO ATTUATIVO SUL PERSONALE (ATTO DI GOVERNO N. 33)
– clamorosa bocciatura a tutto tondo delle previsioni della norma contenuta nell’art 2209-quinquies relativa all’ “esenzione dal servizio” per il personale militare, meglio conosciuta con il nome coniato dai media (”scivoli d’oro”), che invece il Ministro in sede di audizione aveva difeso in maniera convinta, ma che evidentemente, oltre a noi, non ha convinto neanche i parlamentari;
– altrettanto clamorosa appare la bocciatura della scelta, ufficializzata dal Capo di SMD nella sua audizione parlamentare e da noi resa evidente a tutti con il Notiziario n. 126 del 23 nov. u.s., di sottrarre competenze a PERSOMIL e PREVIMIL per attribuirle direttamente alle FF.AA. Le Commissioni chiedono di “garantire il mantenimento di tutti gli atti amministrativi relativi allo stato giuridico e al trattamento economico e normativo del personale militare presso la Direzione Generale del personale militare”. Evidentemente, la denuncia della nostra O.S., e quella ben più efficace dei lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL e delle loro RSU, che sono scese in piazza per difendere uno dei pochissimi punti di civilizzazione della Difesa, ha avuto efficacia ed effetto. Peccato solo che in questa battaglia, CGIL-CISL-UIL e altre O.S. abbiano maturato scelte diverse;
– in materia di riassorbimento delle eccedenze di personale civile (art. 2259-ter del COM), entrambe le Commissioni chiedono di escludere, tra le opzioni, la mobilità interna su base regionale come FLP DIFESA ha tenacemente (e praticamente da sola) chiesto in tutti questi mesi, alla quale la nostra Amministrazione in sede di confronto aveva sempre risposto picche. La condizione posta dalle Commissioni prevede che “le procedure di mobilità interna limitino il reimpiego del personale civile nel solo ambito comunale e provinciale e a domanda dell’interessato”. Ancor più efficace!
– sui transiti nei ruoli civili della Difesa dei militari in eccedenza, i pareri li assimilano a quelli verso le altre PP.AA, con i chiarimenti e le precisazioni da noi richiesti e già resi dai Vertici politici.
Questi, in estrema sintesi, gli aspetti a nostro giudizio più interessanti recati dai “pareri” espressi dalle due Commissioni Difesa che, sempre a nostro avviso, smontano alcuni pezzi importanti dei due provvedimenti, forse quelli su quali lo Stato Maggiore Difesa aveva maggiormente investito e sui quali si era più tenacemente impegnato. E la cosa assume un enorme significato politico, proprio perché viene dalla maggioranza che sostiene questo Governo. Un parere favorevole che nasconde, di fatto, una sostanziale bocciatura delle parti più significative dei provvedimenti. E, in questo nostro Notiziario, non abbiamo neanche accennato alla “questione alloggi”, perché essa appare di quasi esclusivo interesse del personale militare, su cui però il parere recato è altrettanto “pesante”. Se poi ci aggiungiamo il disimpegno di Forza Italia, che però non ha presentato una propria e autonoma proposta di parere (l’on. Cicu ha espresso contrarietà perché viene “contemplata la soppressione della misura dell’esenzione dal servizio”…….) e le ben più corpose osservazioni in negativo di M5S e SEL, che sono arrivate a proporre per il decreto sul personale addirittura parere contrario, allora siamo ad una quasi Caporetto.
Al momento in cui scriviamo questo Notiziario, non sappiamo ancora, ovviamente, in quale considerazione il nostro Ministro e il Governo, di cui Egli fa parte, terranno i “pareri” del Parlamento che, non va assolutamente dimenticato, hanno carattere esclusivamente consultivo. Anche per questo, forse, sarebbe stata necessaria a suo tempo una maggior attenzione in merito ai contenuti della legge delega sul fronte politico e parlamentare. Ma anche naturalmente su quello sindacale, atteso che, come la storia dimostra senza tema di smentita, FLP DIFESA è stata l’unica a scendere in piazza, quando ancora non era legge dello Stato, contro le scelte contenute nella delega, oggi purtroppo vincolanti.
Attenderemo ora con ansia di conoscere gli approdi conclusivi dei provvedimenti e i testi definiti che verranno adottati in seconda lettura dal Governo, che sicuramente vedranno la luce entro la fine di quest’ anno per poter entrare in vigore entro i tempi fissati dalla delega. Ovviamente ne daremo conto ai lavoratori, accompagnandoli con un nostro più esaustivo giudizio, come sempre abbiamo fatto sinora.
Forse, il 27 p.v., riunione con il Ministro: ma serve proprio, ora, dopo i pareri resi dal Parlamento?
Nella giornata di ieri, si sono tenute due riunioni di livello nazionale, la prima a Palazzo Esercito con SME-RPGF e DIPE e la seconda a palazzo Aeronautica con SMA-1° Reparto, aventi per oggetto provvedimenti di riordino interessanti Enti delle due FF.AA. connessi al processo di riduzione dello strumento militare ex L. 244/2012 con le accelerazioni impresse dalla L. 135/2012 (spending review).
RIORDINI ENTI ESERCITO
Area Operativa: è previstala soppressione del 52° Rgt. a. (ter) ”Torino” in Vercelli con contestuale trasferimento del Rgt. “a cavallo” da Milano a Vercelli e transito di dipendenza dell’attuale Reparto alla Sede dal primo al secondo rgt, con procedura semplificata di reimpiego per il personale civile.
Area della Formazione: èannunciata un’attività manutentiva della “Scuola di fanteria” di Cesano di Roma connessa alla sua riorganizzazione, che però non comporta varianti in termini di organici e di sede.
Area della Logistica: in relazione alle già avvenute riconfigurazioni degli ex Dipartimenti in Comandi alle cui dipendenze transiteranno gli Organi esecutivi, è previsto il transito di dipendenza al neocostituito Comando SANIVET dell’Ospedale militare veterinario e del Centro Militare Veterinario.
Area Territoriale: nel contesto del processo di riordino dell’area illustrato alle OO.SS. ad inizio d’anno (Notiziario n. 10 del 24 gen) con le varianti successivamente intervenute (vds. Notiziario n. 67 del 15 giu.), SME-RPGF ha reso noto che i provvedimenti previsti per il 2013 slittano al 2014. Più precisamente, la soppressione dei CEDOC (Centri Documentali) di BARI, CATANZARO, PERUGIA, TRENTO, GENOVA e UF. DOC. POTENZA, che sarà accompagnata dalla contestuale costituzione di “Uffici Documentazione” presso i rispettivi e sovraordinati CME Regionali. Detti Uffici, articolati in tre Sezioni, rimarranno in vita fino al completo trasferimento di tutta la documentazione giacente in loco al costituendo Centro Gestione Archivi di Candiolo (CGA, vds. Notiziario n. 106 del 24 set. 2013), dopo di ché verranno soppressi e le relative funzioni transitate al riorganizzato Ufficio Reclutamento e Comunicazione del relativo CME. In materia di organici e profili, nessuna variazione rispetto a quanto comunicato alle OO.SS. nella riunione del 24 gen (vds. slides allegate al Notiziario n. 10/2013).
Area Infrastrutture: è allo studio la costituzione di una nucleo lavori dell’8° Reparto Infrastrutture di Roma presso la Scuola SU dell’Esercito di Viterbo, che garantirebbe la presenza in loco di professionalità adeguate in previsione dei prevedibili impegni di progettazione e direzione lavori connessi ai programmati interventi infrastrutturali previsti nei prossimi anni su quel territorio.
La scheda informativa predisposta da SME-RPGF per la riunione è pubblicata sul nostro sito web.
In merito alle operazioni di reimpiego del personale in servizio presso gli Enti in riordino di cui sopra, abbiamo concordato con SME DIPE la procedura semplificata , anche con riferimento ai CEDOC.
Per quanto riguarda il Reparto alla sede del RECOM “Mantova”, lo stesso è transitato dal 1 ottobre u.s. alle dipendenze del Distaccamento del COMFODIN nella sede di Vittorio Veneto, con contestuale reimpiego a procedura semplificata del personale civile dipendente, nelle more della conclusione delle procedure di reimpiego.
Nel corso della riunione, abbiamo segnalato a SME alcune problematiche insorte a Firenze e relative ad una incredibile iniziativa del Direttore di Amministrazione Esercito che ha deciso di riconoscere “il maggior impegno e l’operosità dimostrata da alcune unità di personale dipendente”, 3 militari e 4 civili, con un “buono libro” di 50 €, utilizzando per questo i fondi del benessere. Dunque una premialità sui generis, di ispirazione brunettiana, rispetto alla quale giustamente le OO.SS. territoriali hanno chiesto un incontro, richiesta quasi sdegnosamente respinta dal Dirigente che l’ha addirittura ritenuta una indebita ingerenza lesiva delle esclusive prerogative del Dirigente.
A tal riguardo, abbiamo consegnato a SME la nota unitaria sottoscritta da tutte le OO.SS. territoriali di Firenze, che pubblichiamo sul ns. sito, e richiesto un intervento urgente finalizzato a ricomporre la vertenza in atto.
Abbiamo anche segnalato a SME alcune problematiche relative a Enti dell’Esercito dipendenti dal Comando Logistico della F.A., in particolare dell’ex area industriale, e tra questi il CEPOLISPE di MONTELIBRETTI, nel quale sono presenti attualmente alcune rilevanti criticità che ci sono state direttamente rappresentate dai lavoratori nel corso dell’ assemblea che FLP DIFESA ha indetto proprio nella stessa mattinata di ieri.
Tenuto conto delle problematiche in atto, molte delle quali a fattor comune (orari; mense; impiego personale; etc. ), e preso atto delle importanti novità contenute nello schema del decreto attuativo L. 244 c.d.”ordinamentale” (art. 2259-sexies COM), abbiamo chiesto a SME-RPGF E DIPE un tavolo di confronto specificatamente dedicato alle problematiche degli Stabilimenti di lavoro dell’Esercito.
A conclusione della riunione, SME-RPGF ha reso noto il calendario delle sessioni informative con le OO.SS. in merito ai provvedimenti di riordino, che dovrebbero avere cadenza mensile.
RIORDINI ENTI AERONAUTICA
Dando seguito alla riunione del 20 nov. u.s. (si veda il Notiziario n. 125 di pari data), lo Stato Maggiore Aeronautica- 1°Reparto ha fornito alcuni ulteriori elementi informativi.
Soppressioni: è stata consegnata una scheda di dettaglio sulla ipotesi di piano di reimpiego del Distaccamento Aeroportuale di Cagliari Elmas con le disponibilità emerse dalle altre FF.AA.; è stato presentata una prima scheda relativa all’ipotesi di piano di reimpiego del Centro Reti Supervisione di Monte Cavo anche in questo caso con le disponibilità emerse da altre FF.AA.; altra ipotesi di piano di reimpiego ha riguardato il 21° GRAMM di Poggio Ballone con la proposta di impiego del personale verso il 4° Stormo di Grosseto; è stato presentato uno studio di ipotesi di piano di reimpiego per il 4° Reparto Tecnico di Torricola (RM), con una proposta di impiego del personale presso gli Enti AM del sedime di Ciampino e Centocelle; sono stati presentati con apposita scheda ulteriori approfondimenti in ordine all’ipotesi di piano di reimpiego del 2° Deposito Centrale di Gallarate; è stata fornita una prima ipotesi di piano di reimpiego relativo alla Squadriglia di telecomunicazioni di Ciampino; in ultimo è stato consegnato l’ipotesi di piano di reimpiego del 1° Reparto Genio di Villafranca con una proposta di SMA di assegnazione del personale presso gli Enti dello stesso sedime di Villafranca
Riorganizzazioni: è stata aggiornata la scheda sullo studio di “governance” di Forza Armata che comprende il Comando A.M. di Centocelle, il Comando Logistico A.M. di Roma, il Comando della S.A. di Roma ed il QG del Comando della Squadra Aerea di Centocelle.
La documentazione predisposta da SMA-1° Reparto per la riunione è pubblicata sul nostro sito web.
Questi i contenuti e le risultanze delle due riunioni in merito a provvedimenti di riordino dell’Esercito e dell’Aeronautica.
Una considerazione conclusiva di carattere generale: rispetto al quadro previsto dei provvedimenti interessanti le tre FF.AA. connessi alla riduzione dello strumento militare, noi pensiamo che gli stessi possano subire nei prossimi mesi qualche rallentamento in termini di tempistica e anche qualche ripensamento in considerazione della nuova spending review attualmente allo studio del prof. Cottarelli, che, nel corso dell’ultima audizione parlamentare (Notiziario n. 132 del 16 u.s.), lo stesso Ministro Mauro ha dichiarato che dovrebbe interessare anche la nostra Amministrazione.
Difesa a tutto campo delle scelte contenute negli schemi di decreti attuativi della legge delega per la riduzione dello strumento militare, in particolare per quanto attiene la distribuzione di competenze tra Capo di SMD e Segretario Generale; apertura minima, ma strumentale, sulla vicenda che è esplosa sui media, quelli dei c.d. “scivoli d’oro” dei militari; infine, alcune precisazioni per quanto attiene il transito dei militari in esubero verso i ruoli civili, questione posta dalla nostra O.S. in modo molto forte. Sono questi i punti di nostro maggior interesse dell’audizione di giovedì 12 u.s. del Ministro Mauro di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite in seduta congiunta, che è stata presieduta dal Presidente sen. La Torre e il cui video pubblichiamo, completo di tutti gli interventi, su questa stessa pagina.
Il sen. Mauro è partito innanzitutto dalla precisazione che l’operazione che si andrà a fare è solo una riduzione dello strumento militare dettata dagli attuali squilibri di bilancio, ma non rappresenta una riforma del modello Difesa, alla quale Egli, dopo il varo dei decreti attuativi e dopo la pubblicazione del “Libro Bianco” della Difesa , intenderebbe porre mano subito dopo anche con il concorso del Parlamento. Si è quindi soffermato sulla grave situazione finanziaria della Difesa (nel 2014, -2,6% per la Funzione Difesa), soprattutto sul versante dell’esercizio, evitando però di esprimere la propria valutazione sulla permanente dinamica in crescita delle spese per il personale (al 71%, dato SMD). La grandissima parte delle quali (90%) servono ad alimentare i trattamenti economici del personale militare che, nonostante il blocco pluriennale delle retribuzioni dei lavoratori pubblici, sono comunque cresciuti in questi anni (DPCM 2010; una tantum; etc.). Con una nuova spending review alle porte, quella allo studio del prof. Cottarelli, che l’AD dovrà subire non avendo realizzato l’unica vera ed efficace spending review: la civilizzazione!
Il Ministro ha poi ricordato come le norme delegate relative alla gestione delle eccedenze di personale siano nate dal concerto con altre AA.PP. e ha detto che la ratio che li ha ispirate non è stata certo quella di assicurare privilegi, ma solo quella “di evitare problemi”. Ha quindi preso in esame le diverse fattispecie interessanti i militari. In primo luogo, i transiti verso i ruoli civili delle PP.AA., che dovranno avvenire nei limiti delle facoltà assunzionali delle AA. riceventi, attraverso una apposita tabella di corrispondenza (nessun accenno dal Ministro ai termini del confronto con le OO.SS. – si veda il Notiziario n. 122 del 12 nov. u.s.), e con il corredo dell’ assegno ad personam che rimarrà a carico dell’AD.. Dette regole dovranno valere anche per i transiti nei ruoli civili della Difesa (precisazioni già venute, su nostra sollecitazione, nel corso della riunione con la sen. Pinotti del 23 ott. u.s., Notiziario n. 116), rispetto ai quali però il Ministro ha chiarito che dovranno avvenire anch’essi su base volontaria. Il Ministro ha quindi affermato che i transiti verso i ruoli civili dell’AD saranno comunque all’interno della dotazione a 20.000 unità entro il 2024, comprensive delle nuove assunzioni da fare e dunque senza alcun soprannumero, e ha anche ricordato le novità in positivo, frutto del confronto con le OO.SS. di luglio scorso, riferite agli Enti dell’area industriale e alla formazione. Ebbene, FLP DIFESA esprime piena soddisfazione per queste importanti precisazioni venute dal Ministro in sede istituzionale e di fronte alle Commissioni Difesa, atteso che da mesi la nostra O.S. pone e ripone questi problemi, anche perché la modifica condivisa dall’Amministrazione e recepita nel testo di decreto attuativo riscritto dopo i confronti di luglio con le OO. SS., è stata poi incredibilmente cassata nel testo uscito da Palazzo Chigi. Una soddisfazione che non nasce certo da posizioni pregiudiziali nei confronti dei militari, che non fanno parte della nostra cultura sindacale, ma solo dalla necessità di difendere i ruoli civili che non possono diventare sfogatoio di esuberi, e questo a tutela del ruolo e delle funzioni di tutti i civili, vecchi e nuovi.
Il sen. Mauro si è poi soffermato sulle altre due opzioni previste per il personale militare, l’ARQ (solo in via subordinata, in quanto avviata d’autorità) e, più in particolare, sull’ “esenzione dal servizio”, gli “scivoli d’oro” come connotati dai media, che hanno davvero indignato la pubblica opinione. Il Ministro ha però difeso questa scelta, arrivando addirittura ad affermare che “si tratta di un meccanismo volto a evitare situazioni tipo esodati”. Un paragone davvero incredibile! Il Ministro ne ha proposto una lettura volutamente e decisamente alleggerita: innanzitutto perchè l’85% diventerebbe nei fatti solo il 70%; in secondo luogo perchè, essendo riferita al solo trattamento stipendiale, il risparmio per le casse statali ci sarebbe comunque; in terzo luogo, perchè le previsioni di SMD fanno riferimento a numeri molto contenuti, solo qualche centinaio; e, infine, chicca conclusiva, perchè trattasi di norma non nuova nelle nostre leggi. A questo proposito, il Ministro avrebbe però dovuto aggiungere due cose: che la norma precedente (“esonero”) prevedeva il 50% e non l’85% dello stipendio e che la stessa è stata cancellata dall’ordinamento da parte del Governo Monti. E non si tratta certo di dettagli! Aggiungiamo, infine, che non una sola parola è venuta dal Ministro riguardo alla richiesta avanzata da tutte le OO.SS. della Difesa di estendere la norma anche al personale civile, attraverso apposito veicolo normativo. Con queste premesse, la disponibilità del Ministro a modificare l’istituto dell’ esenzione appare non poco strumentale.
Altra parte estremamente significativa della relazione del Ministro è stata quella dedicata al problema, da noi posto sin da luglio, circa la riduzione di competenze del Segretariato a favore di SMD. La tesi del Ministro è che le previsioni contenute nello schema di decreto attuativo c.d. “ordinamentale” sono “perfettamente legittime” e in linea con le norme legislative vigenti e l’impianto determinato dalla Legge 25/1997; inoltre, che la scelta prevista dall’art. 15 novellato del COM di rinviare al “Regolamento” per la distribuzione delle competenze tra Segretariato ed Stamadifesa appaiono coerenti con la previsione dell’art. 2 del D. Lgs. 165/2001. Non una sola parola, invece, non una, sull’incremento dei costi per unità di prodotto lavorato, che è palesemente connesso con il transito di competenze agli SS.MM.
In merito alla questione relativa ai sistemi d’arma, il sen. Mauro ha ritenuto del tutto legittima la previsione che il Segretario Generale si debba muovere “nell’ambito delle direttive tecnico-operative del Capo di SMD” (art. 41 novellato del COM), precisando che l’integrazione del testo è solo “meramente specificativa e non modificativa nè ampliativa”. Nessuna parola e nessun giudizio sono venute dal Ministro in merito al tentativo in atto di sottrarre competenze a PREVIMIL E PERSOMIL per attribuirle agli SS.MM., rese evidenti dal Capo SMD nel corso dell’ultima audizione parlamentare (vds Notiziario n. 126 del 25 nov. u.s.), e contro il quale tentativo sono oggi in lotta i lavoratori delle due DD.GG.. Ne prendiamo atto, ci interroghiamo solo su quale sia davvero la spending review che ha in testa il Ministro!
Infine, il sen. Mauro ha fornito alcune risposte in merito alle “preoccupazioni” espresse dalle Parti sociali: ha assicurato che la riduzione dei posti di lavoro non produrrà macelleria sociale e ha confermato la disponibilità a recepire alcune richieste del Sindacato (cancellazione dell’aggettivo “tendenziale” a proposito di attribuzione di compiti e funzioni al personale civile, art. 15 novellato del COM; rivisitazione dell’ordine di priorità delle fattispecie previste ai fini del riassorbimento delle eccedenze, art. 12 decreto attuativo sul personale). Non altre, però, come quella che chiedeva una mobilità interna su base regionale solo subordinata ad una istanza individuale, esattamente come previsto per i militari. E nulla il Ministro ha detto sulla riconducibilità alle regole del CCNI Difesa in materia di reimpieghi (il riferimento, concordato con l’AD nei confronti di luglio, è stato poi cassato nel testo uscito dal CdM).
Gli interventi successivi hanno delineato le diverse posizioni dei partiti: il via libera da parte di SC e di FI (ma non era passata all’opposizione?); il sì , ancorchè un po’ critico, da parte del PD; il no secco, invece, con richiesta non accolta di differimento della delega, da parte di M5S e SEL. Dunque, di fatto il via libera ai decreti.
Le Commissioni Difesa sono già convocate per martedì p.v. per il parere di competenza, che è comunque previsto per giovedì. Dopo il quale, si va in CdM per la seconda lettura. Ci si chiede: e cosa si fa dei tanti problemi che gli stessi partiti hanno evidenziato? Per questi, ha detto il Ministro, ci saranno i decreti modificativi previsti dalla L. 244 entro i successivi 24 mesi. Campa cavallo!
Seconda puntata relativa all’audizione del Capo di SMD, amm. Luigi Binelli Mantelli, avvenuta in data 21 u.s. di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato in seduta congiunta, che ha chiuso il ciclo di audizioni dei Vertici militari in merito agli schemi dei decreti attuativi della delega per il riassetto delle FF.AA. La prima puntata (Notiziario n. 126 del 23 u.s.) l’abbiamo dedicata alle esternazioni del Capo SMD sulla ravvisata necessità di sottrarre competenze a PERSOMIL e PREVIMIL e di attribuirle alle FF.AA., che dovrebbe costituire il piatto forte del redigendo Regolamento ex art. 15.
In quest’altra parte del suo intervento, il Capo di SMD ha fornito alcuni spunti davvero interessanti. E’ innanzitutto partito dai crescenti squilibri finanziari di bilancio (la spesa per il personale è arrivata a toccare il 71%, quella per l’investimento il 18% e quella per l’esercizio solo l’11%), che rendono necessaria una riqualificazione della spesa per rendere “virtuoso e non virtuale” lo strumento militare. E’ seguito il grido di dolore sul blocco delle retribuzioni del personale militare (le c.d. “promozioni bianche” ) e sulla ingiusta “penalizzazione delle pensioni militari”, affermazioni che ci appaiono francamente contraddittorie a fronte degli squilibri di bilancio prima evidenziati (naturalmente, non una sola parola sul blocco delle retribuzioni civili e sulle nostre regole di accesso alle pensioni, decisamente più penalizzanti).
Dopo aver accennato al “significato taglio della dirigenza militare” previsto dai decreti (-30% Generali/Ammiragli; – 20% Colonnelli/Capitani di vascello) e dei Sottufficiali (-6% ) accompagnato “da uno speculare incremento ponderale della truppa” (+6% ), il Capo di SMD è quindi passato a illustrare le opzioni previste per la gestione delle eccedenze militari (“esenzione dal servizio”; “estensione dell’ARQ”; “transiti“; etc.), e ha difeso a spada tratta le scelte operate nei decreti attuativi, al punto da affermare che ove si toccasse solo una di quelle opzioni, l’intero processo di riassetto ne verrebbe minato nel profondo, affermazione che a noi suona francamente eccessiva e forse anche un pò pretestuosa.
Interessanti e ben calibrate ci sono apparse invece alcune considerazioni in merito all’impiego di personale civile. In primis, il “problema invecchiamento” della forza lavoro civile in conseguenza del mancato turnover (allo stato, 15mila lavoratori hanno un’età compresa tra 46 e 55 anni e ben 9mila tra 56 e 65 anni), con la previsione di raggiungimento di un’età media di 56 anni nel 2020 e addirittura di 59 anni nel 2024. Le criticità connesse a questo stato di cose sono presenti soprattutto negli Enti dell’area industriale che sono in grande sofferenza, e per i quali è necessario prevedere un “piano straordinario di assunzioni”, con un invito esplicito (“datemi una mano”) rivolto dall’Ammiraglio ai parlamentari presenti. Musica per le nostre orecchie, atteso che FLP DIFESA chiede da molti anni di imboccare questa strada, l’unica che può arrestare il declino degli Stabilimenti e consentire la trasmissione dei saperi lavorativi.
Infine, da parte del Capo di SMD, un richiamo, pienamente condivisibile, sulla necessità di reperire risorse aggiuntive da destinare “alla manutenzione delle strutture industriali”, oggi in grande sofferenza
Questi, in estrema sintesi, i passaggi che ci sono apparsi i più significativi dell’intervento dell’amm. Binelli Mantelli, di cui sul nostro sito sono pubblicati sia il testo predisposto per l’audizione che il video con gli interventi dei membri della Commissione e le risposte dell’audito (vedasi a tal riguardo gli allegati al Notiziario n. 126 del 23 novembre 2013).
Chiudiamo, informando che l’audizione del Ministro, prevista per il 3 u.s., è stata annullata e differita ad altra data, e annullato pure il calendario dei lavori di questa settimana delle due Commissioni.
Decisa anche una proroga di 10 giorni per i pareri delle Commissioni Difesa sui decreti: rinvii solo tecnici o bolle dell’altro in pentola (una proroga della delega, per esempio: si legga la risoluzione in allegato) ?
Nella mattinata di oggi, in piazza S. Bernardo in Roma, nei pressi di via XX Settembre, si è tenuta la manifestazione indetta da FLP DIFESA e UNSA DIFESA alla quale hanno partecipato circa duecento lavoratori , in gran parte di PERSOMIL e di PREVIMIL, che, nonostante la giornata freddissima, sono scesi in piazza per protestare contro il tentativo di sottrarre competenze e lavoro alle due Direzioni Generali per trasferirle alle Forze Armate. Una operazione avviata attraverso il lavoro del “Gruppo di progetto”, tenuto sinora sottotraccia, ma che oggi è stata resa evidente a tutti a seguito dalle affermazioni venute direttamente dal Capo di SMD nel corso della sua ultima audizione parlamentare (“Serve una diversa ripartizione di compiti tra SMD e SGD. …… La parte innovativa del presente riassetto, il suo punto chiave, è dunque la <<governance>> del personale, che va gestita dalle FF.AA. e posta alle dirette competenze dei Capi di S.M., eliminando l’accentramento che c’è stato sinora su SGD e l’approccio burocratico che l’ha caratterizzata in questi anni” (si veda il nostro precedente Notiziario n. 126 del 23.11.2013). E’ stata una bella manifestazione, forte e decisa nei contenuti, la cui piattaforma era stata votata all’unanimità dalla assemblea dei lavoratori delle due DD.GG. convocata dalle due RSU il 31 ott. u.s., e in merito alla quale tutte le OO.SS. presenti avevano espresso piena condivisione . Peccato che il quadro si sia poi modificato.
Una delegazione composta da membri delle due RSU e da esponenti nazionali e territoriali di FLP DIFESA e da UNSA DIFESA sono state ricevute dal Vice Capo di Gabinetto, dr.ssa Antonietta Fava, alla quale hanno illustrato le ragioni della protesta e le richieste dei lavoratori. Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha ricordato di aver posto sin da luglio scorso il problema relativo al depotenziamento dell’area tecnico-amministrativa, nel cui contesto va comunque inquadrata l’ipotesi di riduzione delle competenze delle due DD.GG., con attribuzione a gestioni separate delle FF.AA. materie quali disciplina, stato giuridico, formazione, dinamiche salariali e previdenza, che dovrebbero invece essere mantenute in un ambito rigorosamente unitario. Ha riproposto pertanto la richiesta di un tavolo di confronto sull’argomento e su quello connesso alla riscrittura post DPCM 23.01.2013 della struttura di Segretariato, DD.GG. e UTT, avanzata sin dalla riunione con il Sottosegretario Pinotti del 23 ott. u.s. (si veda il Notiziario n. 116 di pari data). Infine, tenuto conto dei problemi che si stanno evidenziando in ordine al rinvio al “Regolamento” ex art.15 nov. COM per la individuazione delle attribuzioni di SGD e SMD, e in considerazione delle criticità che ancora permangono nei decreti attuativi (transiti nei ruoli civili; mobilità regionale; reimpieghi; etc.) ha chiesto che venga presa in esame l’ipotesi di un proroga della delega per i necessari, ulteriori confronti.
I rappresentanti della RSU, oltre a concordare con quanto esposto dalle OO.SS. e ribadire la loro totale avversione a ogni ipotesi di attribuzione dei compiti e funzioni delle due DD.GG. all’area tecnico operativa, hanno espresso forte preoccupazione per l’intervento del Capo di SMD nell’audizione del 21 novembre. Entrando nel merito del lavoro svolto, hanno poi rappresentato in maniera dettagliata le attività di PERSOMIL e PREVIMIL che negli anni si sono uniformate ad ogni innovazione del procedimento amministrativo (ultime il protocollo digitale e le procedure concorsuali online), cosa che ha consentito alle stesse di assolvere perfettamente e nel pieno soddisfacimento dell’utenza ai loro compiti istituzionali. E’ stato rappresentato l’elevato numero di pratiche trattate (solo PERSOMIL ca. 600.000 protocolli annui tra entrata/uscita), il carattere interforze delle stesse, la loro complessità e la professionalità di funzionari e assistenti acquisita in anni di lavoro nei settori di competenza. Tutto questo non può essere vanificato con un colpo di mano dei vertici militari. I lavoratori non potrebbero tollerarlo.
La dr.ssa Fava, preso atto di quanto rappresentato, si è impegnato a riferirne al SSS, sen. Pinotti.
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