Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 27 diffuso in data 12 u.s. che reca una nota del nostro Dipartimento Studi e Legislazione che dà conto di una recente ed interessante sentenza della Corte di Cassazione in materia di mansioni superiori del personale pubblico contrattualizzato.
“La FLP, informa che la Corte di Cassazione, con sentenza n°13579 del 04.07.2016, in linea con i principi desumibili da precedenti sentenze della stessa Corte (es. n°25837 del 11.12.2007, n°3814 del 16.02.2011; ecc…) e soprattutto dalla Corte Costituzionale, ai fini del rispetto del canone di ragionevolezza di cui all’art. 3 Cost. e dei principi generali di tutela del lavoro (artt. 35 e 36 Cost.; artt. 2103 c.c. e art. 52 d.lgs. n. 165 del 2001), ha confermato le argomentazioni e le decisioni assunte prima dal giudice del lavoro di Macerata e poi dalla Corte di Appello di Ancona, perché conformi ai principi che regolano la materia del pubblico impiego c.d. privatizzato, che hanno determinato la ri-condanna dell’INPS al pagamento delle relative spese legali e giudiziarie ed alla conferma del pagamento al lavoratore pubblico: delle differenze retributive per le espletate mansioni superiori; del trattamento accessorio (compensi per il lavoro straordinario, effettivamente prestato, salario di professionalità ed indennità di funzione) e della posizione organizzativa concretizzatasi con atto formale del dirigente, sino alla data di scadenza dell’incarico ricevuto.
Nello stesso tempo, fra l’altro, la Corte di Cassazione ha ribadito i seguenti principi:
in materia di pubblico impiego contrattualizzato l’impiegato cui sono state assegnate, al di fuori dei casi consentiti, mansioni superiori ha diritto, in conformità alla giurisprudenza della Corte costituzionale, ad una retribuzione proporzionata e sufficiente ai sensi dell’art. 36 Cost., che deve trovare integrale applicazione – senza sbarramenti temporali di alcun genere – pure nel pubblico impiego privatizzato, sempre che le mansioni superiori assegnate siano state svolte, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, nella loro pienezza, e sempre che, in relazione all’attività spiegata, siano stati esercitati i poteri ed assunte le responsabilità correlate a dette superiori mansioni;
nella giurisprudenza è ormai principio acquisito la necessità di un giusto contemperamento, da perseguirsi attraverso il ricorso alla giusta retribuzione ex art. 36 Cost., fra retribuzione e quantità e qualità del lavoro svolto, anche nel caso che l’utilizzazione del dipendente avvenga in mansioni che siano state irregolarmente acquisite;
in tema di lavoro pubblico contrattualizzato, in caso di reggenza del pubblico ufficio sprovvisto temporaneamente del dirigente titolare, vanno incluse, nel trattamento differenziale per lo svolgimento delle mansioni superiori, la retribuzione di posizione e quella di risultato, atteso che l’attribuzione delle mansioni dirigenziali, con pienezza di funzioni e assunzione delle responsabilità inerenti al perseguimento degli obbiettivi propri delle funzioni di fatto assegnate, comporta necessariamente, anche in relazione al principio di adeguatezza sancito dall’art. 36 Cost., la corresponsione dell’intero trattamento economico, ivi compresi gli emolumenti accessori;
le disposizioni relative al comparto Ministeri che consentono la reggenza del pubblico ufficio sprovvisto temporaneamente del dirigente titolare devono essere interpretate, ai fini del rispetto del canone di ragionevolezza di cui all’art. 3 Cost. e dei principi generali di tutela del lavoro – artt. 35 e 36
FLP – Dipartimento Studi e Legislazione”
Pubblichiamo su questa stessa pagina il testo della sentenza in argomento
Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 24 di oggi dalla Segreteria Generale FLP con il quale la nostra Federazione dà notizia del Rapporto della Corte dei Conti sul lavoro Pubblico.
” E’ passato ormai un anno dalla storica sentenza della Consulta che, pronunciandosi sul ricorso della FLP, ha dichiarato incostituzionale il blocco per legge dei contratti dei lavoratori pubblici. Nonostante questo, il Governo conferma la sua posizione di chiusura, inscenando l’ennesima melina e cercando di dividere il fronte dei lavoratori.
Non avendo infatti più l’alibi della mancata definizione dei nuovi comparti di contrattazione, definiti il 4 aprile all’ARAN, e non ancora operativi per i ritardi del Governo nell’autorizzarne la sottoscrizione definitiva, la Ministra Madia ora preannuncia l’adozione di un atto di indirizzo mirato a rinnovare i contratti solo ad una parte dei lavoratori, quelli “più poveri”, come se vi fossero lavoratori pubblici ricchi o abbienti… Forse si confonde con gli stipendi dei Boiardi di stato o con quelli dei dirigenti generali, che la cattiva politica sforna ad ogni piè sospinto, per accontentare le proprie clientele e mantenere il dominio sulle strutture pubbliche.
Una dichiarazione oggettivamente priva di senso, quasi offensiva, che cerca di giustificare l’irrisorio stanziamento nella legge di stabilità 2016 che, come abbiamo detto più volte, è una posta quasi fittizia, strumento elusivo della sentenza della Corte Costituzionale. Nessun sindacato, anche quello più accondiscendente, potrà firmare un contratto a costo zero dopo anni di blocco e con stipendi falcidiati dall’aumento del costo della vita.
Eppure sui guasti del reiterato blocco dei contratti e su come i lavoratori della pubblica amministrazione italiana abbiano pagato da soli il peso del taglio della spesa pubblica si è pronunciata la stessa Corte di Conti con il rapporto sul lavoro pubblico, presentato al Paese nei giorni scorsi, e su cui poca pubblicità è stata data, guardo caso, dai mass media. Uno studio che smonta tutte le teorie sull’alto numero dei lavoratori pubblici in Italia (il rapporto è tra i più bassi dei paesi industrializzati), sul costo del nostro lavoro pubblico (inferiore anche in questo caso a tutti i principali paesi europei), sui diversi livelli retributivi e sul rapporto tra stipendi pubblici e privati (ormai invece assolutamente in linea). Che denuncia anche gli scarsi investimenti sul personale, la mancata formazione, il disconoscimento del merito e del diritto alla carriera.
Un rapporto, questo della Corte dei Conti, che indubbiamente dà ancora più forza alla nostra iniziativa, assunta come è noto all’interno della Confederazione CGS, di portare il Governo di fronte alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con il ricorso a cui hanno aderito decine di migliaia di lavoratori pubblici, per vedere condannato il comportamento del Governo, indennizzati i danni economici pregressi, avviata finalmente una vera contrattazione e non una mistificazione della stessa.
La nostra azione quindi prosegue con maggiore convinzione e forza, ad ogni livello – politico – giurisdizionale – di mobilitazione, per far cessare questa odiosa discriminazione.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Pubblichiamo su questa stessa pagina, per i colleghi interessati, la relazione annuale della Corte dei Conti (allegato 1) un articolo di qualche giorno fa de IL MESSAGGERO sul rinnovo contrattuale (allegato 2), e una mozione presentata da parlamentari di FdI-AN (primo firmatario l’on. W. Rizzetto) sullo stesso argomento, che fa riferimento anche alla nostra iniziativa ricorsuale alla CEDU.
Con 164 sì, 116 no e 2 astenuti, il Senato della Repubblica, in data di ieri, ha accesso la luce verde sul maxiemendamento relativo al disegno di legge (DDL) di stabilità 2016, che ora dovrà passare all’esame della Camera, dove approderà verosimilmente già lunedì 23 p.v. e verrà tempestivamente assegnato alla Commissione Bilancio. Il confronto in questo secondo ramo del Parlamento sarà verosimilmente più acceso, tenuto conto che alcuni temi di forte dibattito (primo fra tutti, la flessibilità in uscita per le pensioni) saranno verosimilmente ripresi.
Come si ricorderà, il DDL stabilità 2016 era stato approvato dal Consiglio dei Ministri in data 15 ottobre u.s., e poi, dopo una lunga settimana in cui si sono succeduti diversi testi non ufficiali che abbiamo pubblicato in successione su questo nostro sito, è approdato infine in data 26 ottobre in Commissione Bilancio del Senato.
L’esame in Commissione Bilancio ha portato ad alcune modifiche rispetto al testo originario varato dal Consiglio dei Ministri, soprattutto in ordine alle misure per la casa (c.d. “pacchetto casa”). Dette modifiche si possono così brevemente riassumere:
saranno esentati da TASI anche gli immobili concessi in comodato come prime case a figli, genitori o parenti disabili fino al secondo grado;
sconto del 25 % sull’IMU a chi affitta a canone concordato, e dunque a prezzi inferiori a quelli di mercato, e stretta su affitti e contratti di locazione che devono essere registrati entro 30 gg.;
finanziamento dello sblocco degli scatti dei docenti universitari; 5 mln in più per le borse di studio degli studenti; 25 mln in più per le scuole paritarie e 10 per i libri di testo;
innalzamento del c.d. “bonus mobili” per le giovani coppie senza obbligo di ristrutturazione (detrazione al 50%, e tetto che sale da 8mila a 16mila €);
il canone RAI – che entrerà nella bolletta dell’elettricità e ridotto a 100 € annue (113.00 € nel 2015) – verrà diviso in 10 rate mensili e pagato con la bolletta da gennaio a ottobre;
il tetto del contante, che il DDL elevava a 3000 € dai 1000 € attuali fissati dal Governo Monti, viene ripristinato a 1000 € ma solo per i c.d. “money transfer” (trasferimento di soldi attraverso circuiti alternativi alle Banche), che in base ad un’ analisi della Guardia di Finanza, spesso vengono utilizzati per operazioni illegali.
A parte queste modifiche, le scelte di bilancio sono rimaste le stesse di quelle del DDL approvato dal Consiglio dei Ministri, e pertanto non potrà mutare il giudizio politico fortemente negativo espresso dalla nostra Federazione, atteso che siamo di fronte a di una legge di stabilità non espansiva, che non opera investimenti, che non crea lavoro, che non incide significativamente sull’enorme tasso di disoccupazione giovanile, che non porta nulla al Sud, che certo riduce le imposte sulla prima casa, ma lo fa a tutti (anche a chi ha case da 1 milioni di € di valore!), che taglia la spesa sanitaria nel triennio, che non aumenta la flessibilità in uscita e, infine, che riduce la possibilità di una efficace lotta all’evasione attraverso l’aumento a 3000 € del limite dei pagamenti in contanti.
Non parliamo poi del pubblico impiego: dopo 6 anni di blocco di contratti e retribuzioni, superato solo attraverso il pronunciamneto di luglio scorso della Corte Costituzionale a seguito del ricorso presentato da FLP, per i rinnovi 2016/2018 vengono stanziate risorse risibili (300 mln, di cui 73 per il comparto sicurezza e difesa) che corrisponderanno a regime a incrementi altrettanto risibili, umilianti e offensivi per gli statali (5/6 euro netti in busta paga). Da qui, la necessità da parte di tutti noi lavoratori pubblici di partecipare in massa alla grande e unitaria manifestazione del 28 novembre p.v. a Roma, che, in previsione del prossimo esame della Camera dei Deputati, ne diventa un passaggio cruciale e decisivo.
In ogni caso, a seguito dell’introduzione delle modifiche da parte del Senato, il testo del DDL, originariamente composto da 52 articoli, è stato rimodulato in un “maxiemendamento” di 556 commi, che pubblichaimo su questa stessa pagina insieme con il resoconto dei lavori dell’aula.
Detto “maxiemendamento” approderà ora alla Camera, la quale sicuramente opererà ulteriori modifiche/integrazioni, e pertanto il nuovo testo dovrà essere sottoposto ad secondo voto del Senato prima di essere approvato in via definitiva. L’intero percorso parlamentare dovrà comunque essere completato prima di Natale, e successivamente il testo definitivo della legge, dopo la firma del Presidente della Repubblica, sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore dal 1 gennaio 2016.
Seguiremo come al solito il prosieguo dell’esame del Parlamento e ne daremo tempestivamente notizia ai colleghi.
Il tavolo di Presidenza del Convegno “P.A., bene comune” con parlamentari di M5S, PD e FI
Si riporta di seguito il Notiziario n. 48 del 10 u.s. con il quale la nostra Federazione dà conto dei contenuti e degli esiti della 3^ Conferenza Nazionale Organizzativa che si è tenuta presso l’hotel Aequa di Vico Equense (Napoli) nelle giornate del 6, 7 e 8 novembre u.s.
” La Conferenza Nazionale Organizzativa della FLP tenutasi a Vico Equense (NA) dal 6 all’8 novembre 2015 è stata l’occasione per affrontare in modo analitico e propositivo alcuni fondamentali aspetti che riguardano il mondo del lavoro, le forme di rappresentanza, la crisi del cosiddetto sindacato confederale e di quello corporativo, le azioni da mettere in campo a difesa del lavoro pubblico e delle attività delle pubbliche amministrazioni.
A partire dal confronto a più voci avutosi nella riuscita tavola rotonda sul tema “LA P.A. bene comune”, proseguito con gli interventi e i contributi sul modello organizzativo interno e sul necessario rapporto sinergico tra strutture territoriali e strutture nazionali di amministrazione, fino al dibattito sulle modalità e le azioni da intraprendere per contrastare in modo significativo e non velleitario le azioni elusive e dilatorie del Governo rispetto alla Sentenza della Corte sul rinnovo dei contratti.
Dall’intenso dibattito sono emerse alcune linee guida che dovranno caratterizzare nell’immediato futuro l’azione della FLP che proviamo a sintetizzare:
Necessità di aprire sempre più il sindacato alle esigenze della base, della società civile e delle Associazioni, rimettendo al centro il lavoro pubblico e la pubblica amministrazione come fattore di coesione sociale, di crescita e di garanzia di diritti.
Ribadire come nel nostro paese ci sia sempre più bisogno di sindacato, di vero sindacato, e come il crescente scollamento dei vertici sindacali dalla base e dai lavoratori sia dovuto alla mutazione genetica dell’attuale sistema di rappresentanza delle ex confederazioni dei lavoratori, divenute ormai sempre più società di servizi e gigantesche macchine commerciali e sempre meno strutture partecipate di difesa dei lavoratori.
Tale situazione apre la strada ad un processo di rinnovamento e di ricostruzione che deve partire dal basso. In questo percorso noi della FLP intendiamo esserci e contribuire a mettere in rete e organizzare tutte le forze sane interessate ad opporsi alla rilegificazione del rapporto di lavoro, alla limitazione dei diritti, alla precarizzazione del lavoro, alla riduzione del salario, allo smantellamento dello stato sociale.
La lotta per il diritto al contratto che la FLP ha messo al centro della sua azione arrivando con il suo ricorso fino alla pronuncia della Corte che ha bollato come incostituzionale il comportamento del Governo non è solo un momento ineludibile per ridare fiato al potere d’acquisto di milioni di lavoratori, falcidiato da anni di blocco e di tagli al salario aziendale, ma è anche lo strumento per contrastare scelte autoritarie imposte per legge, per mantenere viva la democrazia e la partecipazione sui posti di lavoro, mettere le professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici al servizio dei processi di riforma e dei cittadini.
A tale proposito, il Comitato Direttivo Nazionale di FLP ha approvato le linee generali della mozione che alleghiamo al notiziario nella quale vengono ribadite le principali linee di azione.
Attivazione della procedura di ricorso nei confronti del Governo Italiano presso la Corte di Giustizia Europea per vedere riconosciuto il risarcimento del danno per gli anni di blocco contrattuale pregresso e sanzionata l’incredibile azione elusiva messa in campo dal Governo con la legge di stabilità 2016 (stanziamento di soli 300 mln di euro) per la parte relativa al rinnovo dei contratti a decorrere dalla data di pubblicazione della sentenza (luglio 2015);
Manifestazioni su tutti i luoghi di lavoro, con il massimo coinvolgimento dei lavoratori pubblici, che mettano al centro il rinnovo dei contratti e una diversa e vera riforma della Pubblica Amministrazione che deve veramente diventare un bene comune per la cittadinanza e per il Paese;
La proposizione di ordini del giorno, documenti, comunicati delle forze sociali, da presentare in tutte le sedi e le istanze istituzionali e politiche anche attraverso l’utilizzo dei media e dei social;
La proposta fatta con una lettera inviata in data odierna dal nostro Segretario generale Marco Carlomagno a tutte le OO.SS. rappresentative nei comparti del pubblico impiego per definire insieme un percorso di mobilitazione e di lotta che partendo dalle iniziative già assunte arrivi però, prima dell’approvazione della Legge di stabilità, alla proclamazione di una giornata di sciopero generale nazionale unitario.
Siamo consapevoli delle differenze che permangono tra le varie OO.SS., ma il momento è così grave per il lavoro pubblico che non possiamo permetterci di continuare ad agire in modo separato con iniziative che sia accavallano e che portano sempre più disorientamento tra i lavoratori. Questa è una richiesta che proviene dal basso, dai posti di lavoro, da tanti delegati, dalle RSU.
Che segnalano una giusta esigenza che non può essere disattesa.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Pubblichiamo, di seguito, la mozione approvata dalla 3^ Conferenza Nazionale di Organizzazione.
Si riporta di seguito il Notiziario n. 46 diffuso in data 30 ottobre dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP, a fronte degli impegni disattesi dal Governo, alla stanziamento di risorse irrisorie per il rinnovo dei contratti dopo sei anni di blocco e al taglio delle risorse variabili dei Fondi Unici di Amministrazione, avvia la mobilitazione immediata fino allo sciopero generale e preannuncia il proprio intendimento di portare il Governo di fronte alla Corte di Giustizia Europea.
” L’avevamo ampiamente previsto. Il DDL di stabilità, presentato nei giorni scorsi in Senato, stanzia somme irrisorie per il rinnovo dei contratti (pochi euro al mese…) e contemporaneamente taglia le risorse destinate ai Fondi di amministrazione mediante la solita operazione ragionieristica di fissare un tetto massimo, questo volta calcolato sul 2015, anno nel quale, guarda caso, il Governo con la legge di assestamento non ha riassegnato alle singole Amministrazioni le risorse variabili, operando una riduzione sul 2015 in molti casi vicina al 30% della consistenza totale dei fondi.
Continua la logica dei tagli non sugli sprechi e le esternalizzazioni, ma sul salario dei lavoratori e delle lavoratrici, che si vedono ancora una volta negare il diritto al contratto e ridurre il potere d’acquisto con una forte riduzione della retribuzione complessiva percepita.
Non ci sono più parole per commentare quanto sta avvenendo.
Ad un Governo che elude una sentenza della Corte Costituzionale, che come FLP siamo riusciti a strappare con un’iniziativa senza precedenti nel panorama sindacale, e bara sui conti, non rispettando neanche le insufficienti regole vigenti sul calcolo dei benefici economici, risponderemo portandoli sul banco degli accusati di fronte alla Corte di Giustizia Europea per vedere riconosciuta la ripetuta violazione dei diritti contrattuali, il mancato adeguamento alla sentenza della Consulta e la quantificazione immediata del danno economico subito in questi sette anni.
Rilanceremo le iniziative nelle diverse Amministrazioni, negli Uffici, nelle grandi aree metropolitane mettendo insieme le buone ragioni dei lavoratori pubblici per il diritto al contratto, alla giusta retribuzione, alla valorizzazione delle professionalità con i bisogni e le attese dei cittadini e della società civile di avere una pubblica amministrazione che funzioni.
Cose che abbiamo detto ormai più di 1 anno e mezzo fa, quando abbiamo messo in mora Governo e Aran presentando, anche su questo da soli e per primi, la Piattaforma per il rinnovo dei contratti. Senza fermarci.
Decisi a batterci per una giornata di sciopero generale nazionale che metta finalmente insieme tutti i lavoratori, senza divisioni di sorta o manifestazioni di facciata, che sarebbero non solo incomprensibili ma anche dannose.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 100 del 22 settembre 2015 –
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 39 del 17.09.2015 con il quale la nostra Federazione fa un punto di situazione, mentre il Governo sta mettendo a punto la manovra finanziaria 2016, sulle problematiche vecchie e nuove che affliggono il pubblico impiego e sulle necessarie iniziative di contrasto da porre in essere urgentemente.
” Nonostante la sentenza della Corte che si è pronunciata positivamente sul ricorso della FLP mirato a ottenere lo sblocco dei contratti nazionali di lavoro nel pubblico impiego, il Governo continua a fare orecchie da mercanti e lancia segnali sempre più preoccupanti che lasciano intravvedere una volontà, neanche troppo mascherata, di arrampicarsi sugli specchi e non ottemperare, o a farlo solo apparentemente, a quanto disposto dalla Corte.
Come se non bastasse, nella legge di assestamento di bilancio, approvata nei giorni scorsi al Senato e ora all’esame della Camera, il Governo per cercare di fare quadrare i conti in rosso a causa delle stime sbagliate derivanti da un calo delle entrate fiscali, dovuto in buona parte all’indebolimento delle politiche di contrasto all’evasione fiscale, ha pensato bene di non attribuire circa 80 milioni di euro ai Fondi di amministrazione, con il risultato di tagliare in modo ancora più drastico le già esigue risorse destinate alla produttività.
Una manovra inaccettabile che va respinta con forza.
E diciamo anche con chiarezza che nessuno pensi di barattare il reintegro di queste risorse, che ci spettano e sono già nostre, con un ulteriore rinvio dell’apertura della fase negoziale per il rinnovo dei contratti nazionali.
O che questo possa giustificare l’ignobile silenzio del governo sul rinnovo contrattuale!
L’iniziativa sul salario e sui diritti si intreccia con la difesa dei livelli di presenza e di democrazia sui territori.
Sta entrando infatti prepotentemente nella fase operativa l’operazione voluta da Monti con la spending review di smantellamento degli Uffici sul territorio e di sostanziale depotenziamento delle Amministrazioni centrali.
L’inaccettabile operazione di chiusura di 23 Prefetture che segue di qualche mese quella delle Ragionerie territoriali dello Stato ( che già avevano visto scomparire qualche anno fa le Direzioni Provinciali del Tesoro) da il segno di quanto sta già avvenendo e dovrà avvenire nei prossimi mesi con controriforme dipinte come azioni di rinnovamento che non razionalizzano un bel nulla, non rendono più operative e fruibili le strutture, ma tagliano servizi, presidii di legalità e colpiscono nella carne viva i diritti di decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici, alle prese con spostamenti di centinaia di chilometri per mantenere ( per quanto ?) il posto di lavoro, dopo essersi visto ridurre drasticamente lo stipendio.
La nostra opposizione a queste politiche miopi viene da lontano e le nostre iniziative in questi mesi si sono dispiegate su vari fronti:
Mobilitazione negli Uffici e sui territori;
Iniziative, anche giurisdizionali, contro le ingiustizie e le sopraffazioni perpetrate ai danni dei lavoratori per vedere riconosciuto il diritto alla contrattazione, alla professionalità ed alla dignità del nostro lavoro;
Sensibilizzazione della società civile , delle associazioni, dei gruppi parlamentari per cercare di uscire dall’isolamento in cui hanno cercato di rinchiudere il lavoro pubblico, testimoniando in tutte le sedi possibili le nostre buoni ragioni;
Partecipazione ad iniziative di democrazia diretta e di difesa della partecipazione e dei diritti come ad esempio l’adesione alla campagna referendaria di Possibile contro il JobsAct e la “buona” scuola, che lo ricordiamo è ancora in corso (la raccolta di firme termina a fine settembre) e per la quale chiediamo a tutti i lavoratori di continuare a firmare;
Contrasto alla politica di divisione tra pubblico e privato, garantiti e non garantiti, cercando di trovare un terreno comune di iniziativa e di proposta.
Su questa strada intendiamo andare avanti con convinzione e decisione, perché la situazione è certamente difficile, ma è anche più in movimento di quanto non lo fosse fino a qualche mese fa, prima della pronuncia della Corte.
Nelle prossime ore comunicheremo in dettaglio a tutte le nostre strutture le iniziative che come FLP metteremo in campo da subito per ridare fiato, forza e gambe alle nostre proposte e rivendicazioni.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP”
Quaderno FLP DIFESA n. 3 / 2015 –
Pubblichiamo di seguito, come allegato 1, il “Quaderno FLP DIFESA n. 3/ 2015″ che contiene il testo del Decreto Legislativo (D. Lgs.) 26 marzo 2001, n. 151 recante il testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53, pubblicato nella G.U. n. 96 – Supplemento Ordinario n. 93 – del 26 aprile 2001,testo coordinato e aggiornato sino al D. Lgs. 15.06.2015, n. 80 pubblicato nella G.U. n. 144 del 24.06.2015, insieme al D.Lgs. 81 (vds. allegato 2 pubblicato sul questa stessa pagina). Si precisa che Il nuovo testo è in vigore dal 5 luglio u.s.
La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del nostro sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” collocata nella barra trasversa alta della stessa home page.
Vi informiamo inoltre che la nostra Federazione sta predisponendo una scheda di facile consultazione per rendere più agevole la comprensione e l’utilizzo delle norme da parte delle lavoratrici e dei lavoratori.
Vi informiamo infine che pubblicheremo a breve su questo nostro sito un altro “Quaderno FLP DIFESA” con il D.Lgs. 8.04.2003, n. 66 (aspetti sull’organizzazione dell’orario di lavoro), anch’esso aggiornato sino al sopra richiamato. D. Lgs. 81/2015
Riportiamo di seguito il comunicato stampa congiunto diramato da FLP e dai Deputati del Movimento 5 Stelle (M5S) della Commissione Lavoro della Camera.
“La sentenza pronunciata ieri dalla Consulta ha confermato che la nostra battaglia era sacrosanta. Il blocco dei contratti dei lavoratori pubblici, come abbiamo sempre affermato, è incostituzionale e, seppure dopo sei 6 lunghi anni, giustizia è fatta. Ora il Governo non ha più scuse e, quindi, deve immediatamente aprire il negoziato per il rinnovo dei contratti”.
Così in una nota congiunta la Flp – Federazione lavoratori pubblici e funzioni pubbliche – e i deputati del Movimento 5 Stelle in Commissione Lavoro.
“Nell’attesa di conoscere nel dettaglio la sentenza, anche e soprattutto rispetto al passaggio relativo al non riconoscimento della retroattività economica, già ora possiamo dire che è stata messa fine a una palese ingiustizia e che ai lavoratori del comparto pubblico è stata riconosciuta l’importanza del loro operato al servizio dello Stato e dei cittadini”.
Per quanto riguarda l’Esecutivo, è suo dovere rispettare e attuare le decisioni della Corte costituzionale e degli Organi Giurisdizionali. Questa è un’occasione storica per scrivere finalmente la parola ‘fine’ rispetto agli attacchi e discriminazioni subite dai lavoratori pubblici che, in ogni caso, continueremo a difendere nell’interesse della collettività”.
ROMA, 25 giugno 2015L’UFFICIO STAMPA FLP “
Con l’occasione, vi informiamo che, a seguito del grandissimo lavoro di contro informazione che ha impegnato tutta la nostra Federazione e le sue Organizzazioni e che ha trovato la condivisione e il diretto coinvolgimento di migliaia di lavoratori che si sono spesi in proprio utilizzando anche i social e che per questo ringraziamo, siamo riusciti a correggere le prime info dei media che attribuivano a CGIL-CISL-UIL e altre il merito storico della sentenza della Consulta che riavvierà dopo 6 anni la stagione contrattuale.
A tal proposito, pubblichiamo su questa pagina l’ampia rassegna stampa di ieri, attraverso la quale si rende abbastanza evidente la correzione di tiro operata dai giornali.
Si prega di dare al presente Notiziario la massima diffusione tra i lavoratori.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
RASSEGNA STAMPA 25 GIUGNO 2015 ( in rosso i giornali a diffusione nazionale)
Pubblichiamo su questa pagina (allegato 1) il testo del disegno di legge delega recante la riorganizzazione delle PP. AA. trasmesso alla Presidenza del Senato in data 2 aprile u.s., che reca le modifiche/integrazioni introdotte sul testo del Governo dalla 1^ Commissione Affari Costituzionali del Senato e che ora sarà sottoposto al vaglio dell’assemblea. Pubblichiamo anche (allegato 2) il “dossier” appositamente predisposto dal Servizio Studi del Senato
Come si ricorderà, la c.d. “riforma” della P.A. pensata dal Governo Renzi è stata articolata in due momenti: il primo si è già concluso con l’entrata in vigore del Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 90 recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari”, pubblicato sulla GU n.144 del 24.06.2014, e già convertito nella legge 11 agosto 2014, n. 114 pubblicata nella G.U.n.190 del 18.08.2014 – Suppl. Ordinario n. 70. Trattasi della legge che ha introdotto la mobilità d’ufficio sui 50 KM, che ha soppresso CEFODIFE, che ha dimezzato permessi e distacchi sindacali, etc., e di cui ripubblichiamo il testo recepito nel “Quaderno FLP DIFESA” a suo tempo predisposto dalla nostra O.S.. A tal proposito, ripubblichiamo anche il Documento critico messo a punto dalla nostra Confederazione CSE e consegnato in sede di audizione parlamentare avvenuta il 9.07.2014.
Il secondo momento è consistito nella presentazione, da parte del Presidente del Consiglio di concerto con i Ministri alla P.A. e dell’Economia e Finanze, di un disegno di legge delega recante “riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche”, che è stato trasmesso da Palazzo Chigi alla Presidenza del Senato il 23.07.2014, e dalla Stessa assegnato alla 1^ Commissione permanente Affari Costituzionali (Atto Senato n. 1577, relatore il sen. Giorgio Pagliari con nomina del 3.09.2014, più recentemente (1.04.2015) divenuto relatore di maggioranza). Parte essenziale del provvedimento, come noto, la c.d. riforma della dirigenza.
Il disegno di legge d’iniziativa del Governo è stato sottoposto all’esame e al parere di diverse Commissioni del Senato, tra le quali anche la IV Commissione Difesa (pg. 4 del testo che pubblichiamo in allegato 1). A conclusione del quale percorso consultivo, su proposta del relatore, la Commissione ha predisposto un nuovo testo ( pg. 34 del testo che pubblichiamo in allegato 1) che reca modifiche e integrazioni rispetto al testo originario adottato dal CdM.
Il disegno di legge delega così licenziato dalla 1^ Commissione Affari Costituzionali del Senato dovrà ora essere sottoposto all’esame e al voto dell’aula del Senato, per poi passare al vaglio della Camera dei Deputati.
Seguiremo attentamente, con successivi Notiziari, gli sviluppi del disegno di legge delega, che interessa da vicino tutti i lavoratori delle Pubbliche Amministrazioni, e dunque anche chi lavora nel Ministero della Difesa, e daremo puntualmente conto anche delle osservazioni al riguardo delle nostre Confederazione e Federazione.
Pubblichiamo, di seguito, il “Quaderno FLP DIFESA n. 1 / 2015″ con il testo della Legge 23.12.2014, n. 190 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (c.d Legge di stabilita’ 2015)“ , che è stata pubblicata nella G.U. n. 300 del 29-12-2013 – S.O. n. 99.
Pubblichiamo inoltre una scheda riepilogativa con la sintesi dei principali provvedimenti. Per quelli di principale interesse del Ministero della Difesa, predisporremo a seguire appositi Notiziari.
La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” collocata nella barra trasversa alta del sito.
Notiziario n. 86 del 14 luglio 2016 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 27 diffuso in data 12 u.s. che reca una nota del nostro Dipartimento Studi e Legislazione che dà conto di una recente ed interessante sentenza della Corte di Cassazione in materia di mansioni superiori del personale pubblico […]
Notiziario n. 75 del 16 giugno 2016 – Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 24 di oggi dalla Segreteria Generale FLP con il quale la nostra Federazione dà notizia del Rapporto della Corte dei Conti sul lavoro Pubblico. ” E’ passato ormai un anno dalla storica sentenza della Consulta che, pronunciandosi […]
News del 21 novembre 2016, h. 10.00 – Con 164 sì, 116 no e 2 astenuti, il Senato della Repubblica, in data di ieri, ha accesso la luce verde sul maxiemendamento relativo al disegno di legge (DDL) di stabilità 2016, che ora dovrà passare all’esame della Camera, dove approderà verosimilmente già lunedì 23 p.v. e […]
Notiziario n. 122 dell’ 11 novembre 2015 – Si riporta di seguito il Notiziario n. 48 del 10 u.s. con il quale la nostra Federazione dà conto dei contenuti e degli esiti della 3^ Conferenza Nazionale Organizzativa che si è tenuta presso l’hotel Aequa di Vico Equense (Napoli) nelle giornate del 6, 7 e 8 […]
Notiziario n. 118 del 3 novembre 2015 – Si riporta di seguito il Notiziario n. 46 diffuso in data 30 ottobre dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP, a fronte degli impegni disattesi dal Governo, alla stanziamento di risorse irrisorie per il rinnovo dei contratti dopo sei anni di blocco e al […]
Notiziario n. 100 del 22 settembre 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 39 del 17.09.2015 con il quale la nostra Federazione fa un punto di situazione, mentre il Governo sta mettendo a punto la manovra finanziaria 2016, sulle problematiche vecchie e nuove che affliggono il pubblico impiego e sulle necessarie iniziative di […]
Quaderno FLP DIFESA n. 3 / 2015 – Pubblichiamo di seguito, come allegato 1, il “Quaderno FLP DIFESA n. 3/ 2015″ che contiene il testo del Decreto Legislativo (D. Lgs.) 26 marzo 2001, n. 151 recante il testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge […]
Notiziario n. 70 del 25 giugno 2015 – Riportiamo di seguito il comunicato stampa congiunto diramato da FLP e dai Deputati del Movimento 5 Stelle (M5S) della Commissione Lavoro della Camera. “La sentenza pronunciata ieri dalla Consulta ha confermato che la nostra battaglia era sacrosanta. Il blocco dei contratti dei lavoratori pubblici, come abbiamo sempre […]
News del 9 aprile 2015, h. 20.00 – Pubblichiamo su questa pagina (allegato 1) il testo del disegno di legge delega recante la riorganizzazione delle PP. AA. trasmesso alla Presidenza del Senato in data 2 aprile u.s., che reca le modifiche/integrazioni introdotte sul testo del Governo dalla 1^ Commissione Affari Costituzionali del Senato e che ora sarà […]
Quaderno FLP DIFESA n. 1 / 2015 Pubblichiamo, di seguito, il “Quaderno FLP DIFESA n. 1 / 2015″ con il testo della Legge 23.12.2014, n. 190 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (c.d Legge di stabilita’ 2015)“ , che è stata pubblicata nella G.U. n. 300 del 29-12-2013 – […]