Notiziario FLP DIFESA n. 8 del 28 gennaio 2019 –

Riportiamo il Notiziario FLP n. 4 del 21 u.s. che reca la lettura della nostra Federazione sui dati pubblicati dall’ARAN e che danno corpo alla rappresentatività sindacale 2019-2121 nei comparti del P.I..

“La FLP è il sindacato che si rafforza di più in tutti i comparti del pubblico impiego, in particolar modo nei comparti ove è già rappresentativo: il comparto delle Funzioni Centrali e quello della Presidenza del Consiglio. Ne avevamo già piena coscienza sia dai dati in nostro possesso sul numero degli iscritti sia per la grande crescita alle elezioni RSU di aprile scorso. Ora però è arrivata l’ufficialità dell’ARAN, che giovedì 17 gennaio 2019 ha certificato i dati di rappresentatività relativi al triennio 2019-2021.

Nel comparto Funzioni Centrali la FLP non solo passa dal 6,60 per cento all’8,29 per cento – con una crescita di oltre il 25 per cento – ma diventa il quinto sindacato, superando sia Confintesa che USB. Siamo, nel comparto, il sindacato che cresce di più, in termini percentuali, sia di iscritti che di voti RSU; l’unico sindacato che accresce il numero dei suoi iscritti in valore assoluto (+1.567) mentre tutti gli altri sindacati ne perdono. Tutto ciò, nonostante il non trascurabile fatto che, alla data di rilevazione delle deleghe, la FLP fosse praticamente assente nell’ex-comparto degli Enti Pubblici Non Economici (EPNE) e alle scorse RSU non fosse ancora ben strutturata in quel settore. Poiché, nel frattempo, la nostra presenza nel settore del “parastato” si va strutturando e consolidando di giorno in giorno, siamo fiduciosi di avere risultati sempre migliori e quindi di poter rappresentare sempre meglio le istanze dei lavoratori.

Anche nel comparto Presidenza del Consiglio, nonostante la FLP fosse già una realtà ben consolidata, riusciamo ad avere una crescita del 20 per cento circa, passando dal 12,58 per cento al 14,69 per cento. Anche in questo comparto la FLP è il sindacato che cresce di più in assoluto.

Ma il nostro successo non si ferma qui perché tutti i sindacati “cugini”, sia quelli che fanno parte della “galassia” CSE che quelli della CGS, crescono in modo preponderante e quindi, complessivamente, i rassemblement dei quali siamo parte si rafforzano in termini sia numerici che politici. Allo stesso modo, anche la federazione CIDA FC, della quale siamo costituenti nell’area della dirigenza, consolida il proprio consenso in termini di iscritti.

Il dato forte della rilevazione fatta dall’ARAN e che, lo ricordiamo, vale per tutto il prossimo triennio contrattuale, è che le organizzazioni sindacali, che hanno fatto della difesa dei diritti dei lavoratori l’unico principio che orienta il loro comportamento, hanno accresciuto fortemente il consenso tra i lavoratori; al contrario, quei sindacati che hanno scelto di firmare contratti che hanno diminuito i diritti dei lavoratori e deciso di fare da cinghia di trasmissione a governi che hanno pesantemente ridotto salario e dignità dei lavoratori, sono stati duramente puniti, sia con la perdita di iscritti che nel consenso alle scorse elezioni RSU. Allo stesso modo iniziano a sgonfiarsi i finti sindacati, quelli che non hanno alcuna visione del futuro, ma “campano” solo di iniziative estemporanee per perpetuare i loro piccoli apparati e privilegi.

Acquisito il lusinghiero risultato sta a noi, ora, strutturarci sempre meglio, dimostrare di meritare il consenso conseguito e fare sforzi sempre maggiori per costruire proposte che migliorino le condizioni di vita dei lavoratori. Siamo già impegnati per questo, a partire dai rinnovi contrattuali e dalle sinergie che bisogna trovare per restituire ai lavoratori i diritti previsti dalla nostra Costituzione e ampliare le materie contrattuali”.

Un risultato dunque che premia il lavoro, a tutti i livelli, della nostra O.S. a difesa dei lavoratori, che ringraziamo per la fiducia e il consenso.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Quaderno FLP DIFESA n. 8 / 2018 (pubblicato il 1.11.2018) –

Pubblichiamo il “Quaderno FLP DIFESA n. 8 / 2018″ che reca gli “orientamenti applicativi” dell’ARAN relativi al CCNL 12.02.2018 del comparto Funzioni Centrali, aggiornati al 31.10.2018 e validi ad oggi.

La  pubblicazione del “Quaderno n.8 / 2018” sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del nostro sito;  successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” che è accessibile dalla barra trasversale alta della stessa home page.

Si segnala agli interessati che i precedenti “orientamenti applicativi” dell’Agenzia sono stati pubblicati nel “Quaderno FLP DIFESA nn. 6 e 7 / 2018, che si trovano nella sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” accessibile dalla barra trasversale alta della stessa home page.

FLP DIFESA – Coordinamento Nazionale

Allegato: Quaderno n. 8-2018 – Orientamenti applicativi ARAN su CCNL aggiornati al 31.10.2018

Notiziario n. 9 del 29 gennaio 2018 –

Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 3 del 25 gennaio 2018  con il quale la nostra Federazione pone un problema politico rilevante in merito alla firma dell’Ipotesi di CCNL del comparto Funzioni siglata in data 23 dicembre 2017 e  che ripubblichiamo sul nostro sito.

 “Abbiamo avuto già modo di esaminare i contenuti della pre-intesa siglata il 23 dicembre 2017 tra ARAN e CGIL, CISL, UIL e UNSA relativa al rinnovo del CCNL del nuovo comparto delle Funzioni centrali.

E di quanto questo contratto sia assolutamente negativo:

In sostanza, i sindacati firmatari si sono limitati unicamente a recepire per via contrattuale tutta la normativa di questi anni, compresa quella sanzionatoria, che ha modificato i CCNL precedenti, dando così legittimità pattizia ad interventi unilaterali e punitivi nei confronti dei lavoratori pubblici. Altro che modifica delle Leggi Brunetta e riconquista della contrattazione!

Nel porre in atto questa operazione assolutamente disdicevole, convinti come sono pure loro, dell’assoluta inadeguatezza del contratto che si avviano a firmare definitivamente nei prossimi giorni, hanno pensato bene di prevederne all’interno la clausola di esclusione da ogni sede negoziale e da ogni ambito di confronto con le Amm.ni, i soggetti sindacali che non firmeranno il contratto bidone.

In definitiva, secondo i sindacati firmatari, chi non accetta le condizioni capestro dell’ARAN si troverà escluso dai tavoli di negoziazione (assai pochi a dire il vero visto lo scempio che hanno fatto sui livelli di partecipazione), impossibilitato a rappresentare lavoratrici e lavoratori presso le sedi centrali e periferiche delle Amm.ni del comparto, anche su tutto il sistema di partecipazione e di confronto.

Eh si, una norma capestro per imbavagliare il dissenso, costringere i sindacati contrari a firmare comunque questo contratto per poi poter dire “vedete alla fine hanno firmato tutti…“, mutuando una norma capestro già utilizzata nei decenni scorsi, perché il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Eppure in questi anni qualcosa è cambiato, le voci di opposizione nei confronti di metodi che nulla hanno a che vedere con la democrazia e la partecipazione si sono levate sempre più forti ed il sistema di rilevazione del consenso, che passa per la misurazione delle adesioni e del voto ricevuto dalle singole Organizzazioni Sindacali alle elezioni RSU, legittima i soggetti che rientrano in tali parametri ad esercitare il loro ruolo.

La nostra legittimazione non deve passare per l’adesione ad un contratto infirmabile, ma dal consenso che il personale ci ha dato che ci permette di essere liberi e fuori da ogni condizionamento forzoso.

Ecco il perché per la FLP l’opposizione a questo contratto andrà oltre la denuncia delle cose che non vanno, su quello che il contratto avrebbe dovuto prevedere e non contiene, ma si estende ad una battaglia più generale a difesa della democrazia partecipativa e dei diritti di rappresentanza.

Infatti, nel caso tale previsione antidemocratica non venisse espunta dalla firma definitiva del CCNL, impugneremo questo contratto e gli eventuali atti successivi delle singole Amm.ni, chiedendo la disapplicazione di quelle parti che intervengono in modo liberticida sul diritto alla partecipazione ed alla contrattazione, materie che non possono essere regolamentate “ad excludendum” da un CCNL.

Su questa materia si è già pronunciata la Corte Costituzionale con la Sentenza n. 231 del 2013 sul ricorso proposto dalla FIOM CGIL contro il Gruppo Fiat che l’aveva esclusa dai diritti di rappresentanza e partecipazione perché non firmataria del Contratto di gruppo.  Nella sentenza, la Corte ribadisce che un Contratto non può contenere norme sanzionatorie per i non firmatari, ma che la legittimità a contrattare deriva solo dal livello di rappresentanza nell’azienda e non certo dalla mera adesione alle proposte della controparte, ed è in ragione di quanto sopra che salutammo a suo tempo con soddisfazione questa sentenza scaturita da una giusta battaglia della FIOM.

Ecco il perché oggi facciamo appello alla FIOM, alla stessa CGIL confederale, che pure si era costituita a suo tempo in giudizio, ad appoggiarci in questa battaglia di legalità e democrazia.

Facciamo francamente fatica a capire invece il silenzio che la CGIL e la sua Federazione di categoria hanno tenuto al tavolo ARAN, quando abbiamo denunciato questa cosa chiedendo un esplicito chiarimento preventivo ed un pronunciamento in tal senso.

La democrazia e le regole non possono essere a regole alternate o solo quando ci conviene, ed infatti la stessa CGIL Funzione Pubblica, firmataria di questa pessima preintesa, contestò vibratamente contro la sua esclusione dai tavoli negoziali delle Amministrazioni quando non sottoscrisse il CCNL 2008/2009, ottenendo alla fine un parere ARAN che la riammise alle trattative,  sul presupposto della differenza tra la mancata firma del CCNL biennio economico e  del CCNL quadriennale. Ma queste sono interpretazioni di lana caprina, e comunque adottate prima della sentenza della Corte.

Adesso siete ancora in tempo, cara CGIL… e lo chiediamo a voi, solo a voi, proprio perché voi nel caso FIAT siete stati oggetto di analogo comportamento liberticida posto in essere in quel caso con l’adesione di CISL e UIL.  In caso contrario dovrete spiegare ai lavoratori ed alle lavoratrici del comparto Funzioni Centrali il perché di questo vostro silenzio su una battaglia che prescinde dai contenuti e dalle diverse posizioni che legittimamente si possono assumere sulle questioni.

Garantire la possibilità di contrattazione e partecipazione a chi acquisisce tale diritto dal consenso dei rappresentati e dalle regole vigenti, riteniamo sia un atto dovuto, e a chi dice in questi giorni che la nostra opposizione alla preintesa è a termine e poi andremo a firmare per poter restare ai tavoli di contrattazione rispondiamo che non hanno percepito la gravità del momento e delle loro azioni.  E probabilmente ci hanno sottovalutato!

Abbiamo dimostrato, quando da soli abbiamo proposto ricorso contro il blocco dei contratti, ottenendo la storica sentenza della Corte Costituzionale che ha obbligato il Governo a riaprire la stagione contrattuale, di essere pronti a fare battaglie che fino a poco tempo fa erano inimmaginabili.

 Anche in questo caso voleremo alto, contro i tatticismi e le furbizie del vecchio modo opportunistico di fare sindacato, a tutela della democrazia, delle regole e della partecipazione.  Per tutti, a prescindere da un tornaconto di sigla e di Organizzazione, o dall’esigenza tattica del momento.

Sono battaglie di civiltà che un Sindacato, che vuole chiamarsi ed essere tale, deve necessariamente fare.                                                               

LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

In allegato 1, l’Ipotesi di CCNL sottoscritta in data 23.12,2017; in allegato 2, la sentenza della Corte Costituzionale n. 175/2015 che si è espressa contro il blocco dei contratti nel P.I. su ricordo della FLP (leggere per credere a pg. 2, oggi i padri sono diventati molti….); infine, in allegato 3, la sentenza della Corte Costituzionale n, 231/2013 su ricorso FIOM CGIL.

E, nei prossimi giorni, con uno specifico Notiziario parleremo dei corposi aumenti economici che questo contratto assegna ai lavoratori… ci sarà da divertirsi davvero!

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: Testo ipotesi CCNL Funzioni centrali_firma

Allegato 2: Sentenza Corte costituzionale n.178/2015 su ricorso FLP

Allegato 3: Sentenza Corte Costituzionale n. 231/2013 su ricorso FIOM

Notiziario n. 127 del 12 dicembre 2017 –

Si riporta il testo del Notiziario FLP n. 32 del 7 dicembre u.s. che reca un commento della nostra Federazione sugli ultimi sviluppi della trattativa in corso all’ARAN per il rinnovo contrattuale.

 ” Come se non bastasse lo scenario assolutamente negativo derivante ai fini economici dall’accordo del 30 novembre 2016 tra Governo e CGIL, CISL, UIL con l’adesione successiva della CONFSAL, che come ormai tutti sanno ha previsto un “incremento economico” del tutto insoddisfacente non solo a recuperare gli anni di blocco contrattuale, ma anche il triennio 2016/2018 (pochi spiccioli che se va bene, decorreranno solo dal 2018), l’ARAN nella riunione del 6 dicembre 2017 ha presentato una bozza di articolato di Contratto che definire irricevibile è poco.

Una mera riscrittura, molto spesso addirittura limitativa e peggiore delle stesse norme che in questi anni i diversi governi che si sono succeduti hanno voluto per penalizzare i lavoratori pubblici e metterli alla gogna come se fossero uno dei peggiori mali di questo Paese. Norme che come sappiamo hanno inasprito le sanzioni disciplinari, limitato il diritto alla salute ed alle cure mediche, alla formazione, allo studio, alla partecipazione, alla carriera ed al riconoscimento delle professionalità.

E così l’ARAN pensa di ottenere tutto questo addirittura con il consenso esplicito del sindacato che dovrebbe recepirne gli inaccettabili contenuti all’interno del Contratto nazionale di lavoro (e temiamo che su questo abbia, purtroppo, già ottenuto un sostanziale avallo). Inoltre nessun accenno viene fatto sulle questioni relative all’ordinamento professionale ed alle carriere che non verrebbero in alcun modo inserite nel CCNL, mentre invece è in arrivo un’ulteriore limitazione sulle materie oggetto di partecipazione sindacale come l’orario e l’organizzazione del lavoro.

In buona sostanza queste materie cosi importanti per le lavoratrici ed i lavoratori per coniugare i tempi di vita e di lavoro verrebbero sottratte alla negoziazione integrativa e territoriale e lasciate nella gestione unilaterale dei Direttori degli Uffici. Che considerati gli ambiti assolutamente indefiniti e generici previsti dalla bozza creeranno notevoli differenziazioni tra le diverse realtà e non offriranno alcuna garanzia sui diritti.

Anche su questo, quindi, un notevole arretramento rispetto ai contratti vigenti, con buona pace di chi all’indomani del 30 novembre 2016 aveva strombazzato non solo di avere ottenuto il rinnovo dei contratti (falso), ma che aveva anche conquistato il superamento delle norme volute da Brunetta. Infine, altra perla, non sono previste le specifiche sezioni contrattuali, pur indicate nell’Atto di indirizzo, con il risultato di omogeneizzare al ribasso tutte le attuali situazioni previste dai diversi contratti confluiti nelle Funzioni centrali (Agenzie fiscali, EPNE, Enti ex art, 70 e Ministeri).

Insomma, dopo nove anni con questo “contratto” non ci riconoscono quanto perso in questi anni in termini di potere di acquisto, non viene affrontato il problema delle professionalità e della necessità di un loro riconoscimento, vengono recepite e “contrattualizzate” le peggiori nefandezze contro i diritti e la dignità dei lavoratori, vengono azzerate le diverse specificità che in questi anni erano comunque emerse nelle diverse Amministrazioni.

Un contratto a perdere che ove firmato così com’è costituirebbe anche un incredibile precedente per gli anni a venire.

L’ARAN e i soliti noti stanno preparando un blitz per i giorni immediatamente antecedenti le feste natalizie, in cui l’attenzione è fatalmente minore e possono passare con più facilità messaggi più generici e rassicuranti in merito all’avvenuto rinnovo contrattuale.

Faremo di tutto per impedire che avvenga questo scempio e ove ciò avvenisse non esiteremo a denunciare puntualmente e con decisione chi ancora una volta a tradito chi dovrebbe rappresentare ” .

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 126 del 12 dicembre 2017 –

Si riporta il testo del Notiziario FLP n. 31 del 7 dicembre u.s. che reca la nota diffusa dall’Ufficio Stampa FLP  in merito alla malaugurata ipotesi di “silenzio assenso” per l’adesione ai fondi integrativi.

Ci risiamo! Ciclicamente i “soliti noti” provano a mettere le mani sui nostri Trattamenti di Fine Servizio (TFS), cercando ogni scusa per introdurre nella legislazione cavilli buoni a scipparci la nostra buonuscita, meglio se a nostra insaputa. Questa volta la scusa è la riforma del sistema pensionistico (l’ennesima) che i sindacati confederali hanno prima discusso con il Governo, firmando unitariamente l’APE (ricordate? È quell’animale che toglie i soldi ai lavoratori e li porta a banche e società di assicurazione), mentre, nel prosieguo della discussione si sono spaccate e hanno preso strade diverse.

Ebbene, una delle due sigle confederali che hanno trovato l’intesa con il Governo, ha scritto un volantino entusiasta sugli accordi raggiunti con il Governo nel quale, tra le altre cose, si può leggere (citiamo testualmente): “Verranno proposte forme di silenzio-assenso per incentivare l’adesione alla previdenza complementare dei lavoratori e delle lavoratrici neo-assunti nei comparti del P.I.”

È chiaro che si tratta dell’ennesima “testa di ponte” che questi sindacati, che non si sa bene se fanno gli interessi dei lavoratori o i propri (la domanda è ovviamente retorica), tentano di usare per ovviare al fatto che i lavoratori continuano a non iscriversi ai fondi di previdenza complementare, gestiti dagli stessi sindacati, perché non si fidano. E fanno bene.

Vi fidereste voi di un’azienda che vi proponesse di investire nelle sue azioni senza chiedervi il permesso, con una forma di silenzio-assenso? Una roba del tipo: “Vuoi comprare obbligazioni della mia azienda? Se non mi rispondi entro dieci giorni vado dalla tua banca e mi prendo i tuoi soldi?” 

Sarebbe anche solo pensabile una cosa del genere in un settore qualunque dell’investimento? Ed è normale che invece una cosa del genere la proponga un sindacato che dovrebbe, al contrario fare gli interessi dei lavoratori e non scippar loro soldi con la formula del silenzio-assenso?

Bisogna assolutamente bloccare questa deriva che, chiaramente, sarebbe solo un punto di partenza da applicare oggi ai neo-assunti e domani a tutti i lavoratori pubblici.  Ricordiamo, per memoria, a tutti i lavoratori che i Fondi di Previdenza Complementare pubblici sono peggio del tunnel della droga visto che dalla dipendenza si può sperare di uscire mentre dai Fondi integrativi pubblici no, a meno di non accettare di perdere tutto ciò che si è versato sino a quel momento.

Ci sarà un motivo se i fondi di previdenza complementare del pubblico impiego sono sull’orlo del fallimento e addirittura già due di essi (Perseo e Sirio) sono stati costretti a fondersi perché non avevano un numero di iscritti sufficiente a giustificare la loro esistenza. Ed evidentemente, se i metodi per l’adesione che questi “sindacati” vogliono proporre sono così truffaldini, fanno bene i lavoratori a continuare a non fidarsi e a tenere al sicuro le loro buonuscite.

Quel che è certo è che, se proveranno una manovra come quella che, senza vergogna, dichiarano pubblicamente di voler fare, troveranno la FLP, come sempre, a sbarrargli la strada.

Se qualcuno vuole rischiare volontariamente i propri soldi in un’avventura come quella dei Fondi di Previdenza Complementare pubblici, faccia pure.

Ma nessuno si permetta di mettere le mani sui nostri soldi con trucchi come il silenzio-assenso! “

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 50 del 19 maggio 2017 –

Si riporta di seguito il testo del Notiziario della Confederazione CSE  n. 3 del 16 maggio 2017 che riferisce dell’incontro del giorno precedente a Palazzo Vidoni con la Ministra alla P.A. Marianna Madia, nel quale sono stati illustrati alle Confederazioni Sindacali del Pubblico Impiego le integrazioni e le modifiche intervenute negli schemi di provvedimenti, adottati dal Consiglio dei Ministri in prima lettura il 23 febbraio u.s. (si veda la nostra News del 7 marzo 2017, che ne recava i testi), a seguito delle diverse osservazioni contenute nei “pareri” venuti dalle Camere, dal Consiglio di Stato e dalla Conferenza Unificata Stato Regioni.

“Si è tenuta nella serata di ieri in Funzione Pubblica una riunione con la Ministra Marianna Madia per fare il punto della situazione sui Decreti delegati di modifica dei Decreti legislativi 165 e 150, alla luce dell’avvenuta espressione dei pareri delle competenti Commissioni di Camera e Senato, del Consiglio di Stato e dell’Intesa con la Conferenza unificata Stato-regioni.

Nei nostri notiziari precedenti, abbiamo dato conto delle puntuali posizioni assunte dalla nostra Confederazione, esplicitate nel corso della riunione di presentazione degli schemi di Decreti e successivamente nelle Audizioni a cui abbiamo partecipato presso le Commissioni parlamentari Affari Costituzionali, Lavoro pubblico e privato e per la semplificazione amministrativa.

Valutazioni, le nostre, che sono state oggetto di attenta riflessione e che sono state recepite in buona parte all’interno dei pareri espressi dai soggetti interessati all’iter di approvazione dei Decreti.

Ecco perché, nel corso della riunione di ieri che era il momento di confronto conclusivo prima della definitiva approvazione dei Decreti in Consiglio dei Ministri, abbiamo ribadito le nostre richieste: rafforzare la potestà contrattuale sulle materie relative al rapporto di lavoro, ancora oggi in troppi casi limitate dalla riserva di legge;  superamento dei limiti posti ai Fondi per il personale con tetti predeterminati, che affossano la contrattazione integrativa; eliminazione dei vincoli normativi sulla destinazione delle somme della contrattazione integrativa e piena disponibilità delle stesse all’autonomia negoziale; eliminazione dell’attuale previsione normativa della prevalenza di destinazione alla valutazione individuale; no all’adozione dell’atto unilaterale del datore di lavoro in caso di mancato raggiungimento degli accordi; ripristino dei termini perentori per l’avvio e la conclusione dei procedimenti disciplinari al fine di garantire l’effettività del diritto alla difesa; superamento del divieto di procedure interne tra le aree professionali per ridare sviluppo ai processi di riconoscimento delle professionalità e garantire percorsi di carriera per il personale interno; interventi più decisi e mirati per il superamento del precariato.

Queste richieste sono per noi fondamentali per una vera riforma che sia in grado di superare le rigidità ed i vincoli posti dall’attuale normativa, per permettere il dispiegarsi di un vero processo riformatore partecipato e democratico.

Nella replica agli interventi,  la Ministra non ha sciolto i nodi posti, lasciando intendere che gran parte delle posizioni espresse non potranno essere accolte perché il Governo sarebbe vincolato all’Intesa raggiunta in Conferenza Stato–Regioni. Cosa che renderebbe non solo inutile il confronto con le OO.SS. confederali, ma ininfluenti anche i pareri delle Commissioni parlamentari e dello stesso Consiglio di Stato che, come è noto, sono giunti dopo l’intesa in Conferenza Unificata.

In una fase in cui il Governo continua colpevolmente a non stanziare le somme necessarie per il rinnovo dei contratti di lavoro, bloccati ormai da otto anni, il mantenimento di una posizione minimalista e riduttiva sulle materie relative al rapporto di lavoro, come la Ministra Madia pare voglia caratterizzare tale riscrittura, costituisce un ulteriore, inaccettabile, vulnus e rende ancora più in salita la strada per l’apertura del negoziato sui rinnovi contrattuali.

E ci domandiamo quindi quali novità e cosa possa scrivere la Funzione Pubblica nel preannunciato Atto di indirizzo per il rinnovo dei contratti che la Ministra ha vincolato all’approvazione dei due Decreti delegati in esame.

Auspichiamo quindi che tale orientamento venga superato e che le osservazioni poste possano trovare giusto accoglimento nella stesura finale dei provvedimenti.

 LA SEGRETERIA GENERALE CSE “

 I due provvedimenti saranno sottoposti all’esame del Consiglio dei Ministri di oggi, venerdì 19 maggio p.v., dal quale usciranno i testi definitivi che poi, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, diventeranno leggi dello Stato.

Pubblicheremo sul nostro sito i testi dei due decreti legislativi non appena ne saremo in possesso, e non mancheremo di illustrarne i contenuti innovativi, e in particolare quelli che toccano più da vicino i lavoratori pubblici (in materia disciplinare; in materia di visite fiscali; in materia di stabilizzazione del precariato; etc. etc.).

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 38 del 4 aprile 2017 –

L’on. Walter Rizzetto, ex M5S ora in FdI, che ha presieduto la Commissione

Si riporta di seguito il testo del Notiziario CSE diffuso in data odierna con il quale si dà notizia dell’audizione di oggi della Confederazione presso la Commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera dei Deputati  sui contenuti dello schema di decreto legislativo modificativo del D. Lgs. 165/2001 (Atto di Governo n. 393),  adottato dal Consiglio dei Ministri in via preliminare il 23 febbraio u.s., e di cui abbiamo già dato informazione ai colleghi con la News pubblicata in data 7 marzo u.s.

” Dopo l’audizione del 22 marzo 2017 stamani presso la Commissione Bicamerale per la semplificazione amministrativa, la CSE è stata audita dalla Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati sull’Atto di Governo n. 393, il Decreto delegato di riordino del testo unico del lavoro pubblico.

In sede di audizione il Vice Presidente Rizzetto ha preannunciato una seconda audizione, prevista per la mattinata di lunedì 10 aprile, sui contenuti dell’Atto Governo n. 391 di modifica del D. Lgs 150/2009 (valutazione e performance).

Nel corso dell’audizione abbiamo voluto evidenziare che l’esercizio della delega rappresenta l’ennesima occasione perduta e che in buona parte le nuove disposizioni sono una scelta minimalista che non supera, se non in modo assolutamente parziale e contradditorio, tutte le norme restrittive e  punitive volute dal Ministro Brunetta nel 2009 e che hanno contraddistinto questo decennio di forte arretramento nei diritti e nel reddito del pubblici dipendenti.

Il Governo non stanzia le risorse per rinnovare i contratti, dopo otto anni di blocco e la sentenza della Corte Costituzionale, e allo stesso tempo non permette il pieno dispiegarsi di una vera contrattazione, mantenendo vincoli e steccati, introducendo incredibilmente nuovi inasprimenti del sistema sanzionatorio, limitando la contrattazione a monte sui fondi di amministrazione e reintroducendo tetti alle risorse della produttività.

Intervenendo in modo poco incisivo sulla riduzione dei fenomeni di precariato, che rappresenta una vera e propria vergogna nazionale, con lo sfruttamento di centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno sopperiscono a carenze di organico strutturali; in un quadro istituzionale incerto, in cui non sono definiti gli ambiti di ripartizione delle competenze territoriali e neanche quelle trasversali tra singole amministrazioni.

Tra l’altro i testi sono ancora privi della necessaria Intesa con la Conferenza Stato Regioni e quindi ancora suscettibili di modifiche, mentre  non è pervenuto ancora il parere del Consiglio di Stato, a dimostrazione di come sia stato complesso e tormentato l’esercizio della delega risalente ormai a 20 mesi fa.

In allegato al notiziario trovate il documento, predisposto d’intesa con la Confederazione CGS, che riassume i punti principali della nostra Audizione mentre al link http://webtv.camera.it/archivio?id=10909&position=0 trovate la registrazione integrale dell’Audizione, con l’intervento CSE all’incirca al minuto 1H 20m del filmato.

La Segreteria Generale CSE ” 

Lunedì p.v. è prevista una nuova audizione, questa sull’A.G. n. 395 che reca integrazioni e modifiche al D.Lgs 15072009, di cui riferiremo puntualmente ai colleghi.

Su questa stessa pagina, pubblichiamo il documento CSE – predisposto di concerto con CGS – che è poi stato  consegnato al Vice Presidente on. Walter Rizzetto, che ha presieduto la seduta nella circostanza.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: Il documento CSE-CGS consegnato alla Commissione lavoro

Notiziario n. 34 del 22 marzo 2017 –

L’on. Bruno Tabacci, Presidente della Commissione bilaterale per la semplificazione amministrativa

Si riporta di seguito il testo del Notiziario CSE diffuso in data odierna con il quale si dà notizia dell’audizione della Confederazione in Commissione bicamerale per la semplificazione amministrativa, presieduta dall’on. Bruno Tabacci,  sui due schemi di decreti legislativi modificativi, il primo del D.Lgs 165/2001 (c.d. Testo Unico P.I.)  e il secondo del D.Lgs. 150/2009  (c.d. decreto Brunetta in materia di performance e premialità)  adottati dal Consiglio dei Ministri n via preliminare il 23 u.s.,  e di cui abbiamo già dato informazione ai colleghi con la News pubblicata in data 7 marzo u.s.

 “Si è tenuta stamani, presso la Commissione bicamerale per la semplificazione amministrativa, l’audizione della CSE sugli schemi di decreti delegati emanati dal Governo in applicazione della delega per la riscrittura del testo unico dei dipendenti dello stato e della normativa sulla valutazione.

Su questa materia come ricorderete la Ministra Madia ha informato i sindacati nella riunione tenutasi lo scorso 16 febbraio a Palazzo Vidoni, impegnandosi a proseguire il confronto durante l’iter parlamentare dei provvedimenti, cosa però, purtroppo, non ancora avvenuta.

Tra l’altro, al momento, manca l’intesa sui testi della Conferenza Stato Regioni che, come ribadito dalla Corte Costituzionale nella decisione dei mesi scorsi, è condizione essenziale per l’approvazione e, quindi, come da noi ribadito e condiviso dal Presidente Tabacci, si sta ragionando su norme potenzialmente modificabili e in divenire.

Consapevoli del ruolo della Bicamerale sulla semplificazione che, ovviamente, è competente in modo particolare sulla comprensibilità, sulla scrittura dei testi e sulla loro capacità di semplificare la vita dei cittadini e dei lavoratori, più che sui singoli contenuti delle norme, per non andare “fuori tema” abbiamo caratterizzato il nostro intervento segnalando preliminarmente la farraginosità dell’impianto normativo, che  con il nuovo intervento legislativo aggrava e non semplifica procedure, competenze e livelli di governo, stigmatizzando la scelta del Governo di continuare sulla strada della rilegificazione piuttosto che su quella della piena contrattualizzazione.

 Un’occasione perduta per superare le ingessature e le pastoie volute da Brunetta negli anni scorsi, che  invece, adeguatamente modificate, avrebbero potuto rimettere in movimento la macchina amministrativa, rimotivando il personale dopo anni di abbandono e incuria, riaprendo i percorsi professionali, riportando i diritti e le condizioni di lavoro all’interno delle regole contrattuali pattizie.

Invece, a distanza di 8 anni dall’ultimo rinnovo, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso proposto dalla FLP che ha dichiarato incostituzionale il reiterato blocco, il Governo non solo non ha stanziato le risorse per il rinnovo dei contratti, ma nei testi proposti sono ancora molto ridotte e penalizzate anche le materie cosiddette “giuridiche e normative” che potrebbero caratterizzare un vero CCNL (partecipazione –contrattazione – rapporto di lavoro – diritti – progressioni tra le aree -formazione etc) che unitamente al permanere di vincoli sul sistema di valutazione, sulle risorse disponibili per il salario accessorio, sui tetti pre-determinati dei fondi di produttività, rende impraticabile all’attualità pensare di lavorare per un rinnovo contrattuale degno di questo nome.

Inoltre, a rendere ancora più flebili le prerogative contrattuali, vì è l’ulteriore inasprimento del sistema sanzionatorio, che allarga le fattispecie suscettibili di licenziamento nonostante l’approvazione dello specifico decreto delegato sulle assenze, con un’inaccettabile indeterminatezza sui tempi di apertura e di conclusione dei procedimenti disciplinari, che rendono sempre meno garantito il diritto alla difesa, lasciando la piena discrezionalità delle Amministrazioni nella conduzione dei procedimenti disciplinari.

Così come appaiono insufficienti le misure previste per la risoluzione del precariato che andrebbero affrontate con maggiore decisione, atteso che ormai da tempo questi lavoratori di fatto suppliscono alle carenze di organico e non costituiscono una soluzione a fattori eccezionali e imprevedibili, ma invece del tutto ordinari.

E’ di tutta evidenza che tutte queste valutazioni, in questa sede solo abbozzate, andranno esplicitate nel dettaglio presso le Commissioni di Camera e Senato nelle quali sono incardinati i due provvedimenti (Affari Costituzionale e Lavoro Pubblico e privato) per il parere di merito e alle quali abbiamo già fatto formale richiesta di essere ascoltati nel calendario delle audizioni programmate.

Nel frattempo nella giornata di ieri una nostra delegazione CSE si è incontrata con il Capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari Costituzionali del Senato Giorgio Pagliari, che ringraziamo per la disponibilità dimostrata, relatore sull’Atto Governo 390, che è quello relativo alla riscrittura del testo unico, al quale abbiamo rappresentato nel dettaglio le valutazioni della Confederazione su tutti e due provvedimenti, chiedendo che nel corso dell’iter relativo al rilascio del parere obbligatorio, la Commissione possa tenere  conto delle nostre richieste di modifica.

Nel rimandarvi per gli aggiornamenti ad un successivo notiziario vi alleghiamo il documento consegnato oggi alla Bicamerale sulla semplificazione” 

Su questa stessa pagina pubblichiamo il testo del documento consegnato in Commissione (allegato 1) e  i due schemi di decreti legislativi in argomento adottati in via preliminare dal Consiglio dei Ministri (rispettivamente, allegati 2 e 3)

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: Documento CSE prime considerazioni modifiche DD.Lgs. 165-2001 e 150-2009

Allegato 2: Schema decreto modificativo D.Lgs. 165     –     Relazione illustrativa Sch. D. Lgs mod 165

Allegato 3: Schema decreto legislativo modificativo del D.Lgs. 150   –   Relazione illustrativa schema D. Lgs. modificativo 150

Quaderno FLP DIFESA n. 12/2016 (pubblicato il 9 settembre 2016) –

bPubblichiamo, di seguito, il “Quaderno FLP DIFESA n. 12/2016″ con il testo integrale del Decreto Legislativo 30.03.2001, n. 165 che reca le “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”,  coordinate e aggiornate sino al Decreto legislativo 20 giugno 2016, n. 116, pubblicato nella G.U. del 28/06/2016, n. 149.

Il presente testo è quello vigente alla data di pubblicazione del presente Quaderno.

La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” collocata nella barra trasversale alta del sito.

COORDINAMENTO  NAZIONALE  FLP DIFESA

Allegato: Quaderno n.12-2016 – D. Lgs. 165-2001 aggiornato al 9 sett. 2016 

Notiziario n. 92 del 27 luglio 2016 –

La Ministra Madia e le delegazioni sindacali in riunione
La Ministra Madia e le delegazioni sindacali in riunione

Si riporta di seguito il testo del comunicato CSE diffuso in data di ieri  e relativo all’incontro che la Ministra alla P.A., Marianna Madia, ha avuto in pari data con i Sindacati Rappresentativi del Pubblico Impiego

“Nella tarda mattinata di oggi si è svolto presso Palazzo Vidoni il previsto incontro fra la Ministra Madia e le Confederazioni Sindacali maggiormente rappresentative del pubblico impiego, con all’ordine del giorno “questioni connesse al lavoro pubblico”.

Anticipata via media e con uno strombazzamento di telecamere e di fotografi, quasi si trattasse di uno spettacolo, la riunione di oggi è stata caratterizzata da un preambolo della stessa Ministra che, incurante del fatto e della situazione (contratti bloccati da anni, livelli retributivi più bassi di Europa, riorganizzazioni delle PP.AA. senza alcun filo conduttore), prima ancora di emanare il fatidico atto di indirizzo propedeutico all’avvio del confronto in sede Aran, ha comunicato il proprio intendimento ad aprire un tavolo tecnico presso la predetta Agenzia entro la metà del mese di settembre, per meglio comprendere le richieste delle forze sociali in tema di rinnovo contrattuale e quale contributo le stesse intendono offrire all’emanando Testo Unico del Lavoro Pubblico, per altro ancora top secret.

Si tratta, infatti, di una sorta di nuovo decreto legislativo 165 2.0 che, dai rumors e dalle indiscrezioni filtrate negli ambienti bene informati, guarda caso, sembra contenere tutte ma proprio tutte quelle materie che una volta erano regolate dal contratto e che adesso verrebbero ricomprese in un testo di legge e quindi tolte alla potestà della contrattazione.

A nostro avviso, dopo la presentazione delle piattaforme, non si vedeva proprio la necessità di questo ulteriore passaggio mentre invece, firmato l’accordo quadro per la definizione dei comparti di contrattazione, era necessario che la Ministra emanasse velocemente, e come promesso, l’atto di indirizzo, assumendosi la responsabilità di individuare le priorità politiche e le ulteriori scelte in termini di disponibilità economiche, per aprire immediatamente il confronto nella sede naturale, e cioè l’ARAN.

Questo “stop and go” proposto alle parti sociali nella riunione di oggi, a voler pensare male, può essere letto come un modo per prendere tempo in una fase politica molto delicata come quella del referendum istituzionale, cercando di non inimicarsi i più di tre milioni di pubblici dipendenti già sufficientemente “incavolati” per il perpetuarsi del blocco dei contratti, per le quantità economiche perse in tutti questi anni, per i circa 300 milioni di euro messi a disposizione per il 2016 (quasi cinque euro medi, lordi, procapite). E, in ogni caso, la Ministra ha pensato bene di mettere i piedi nel piatto provando anche a dettare l’agenda dei prossimi appuntamenti: produttività, valutazione, reclutamento, mobilità, organizzazione del lavoro,  tutte materie che già con il dlgs 150 del 2009, la “Brunetta” per capirci, sono state tolte dalla contrattazione ed affidate dalla legge alla potestà della dirigenza.

Ovviamente noi di CSE, Confederazione che ha confermato la maggiore rappresentatività anche nel nuovo sistema a quattro comparti (più la PCM), non ci sottrarremo al confronto, ma desideriamo fin da subito chiarire la nostra ferma intenzione a rivendicare una stagione contrattuale che recuperi seriamente sul fronte del salario, che riprenda il filo della contrattazione su buona parte delle materie ora legificate, che dia ruolo e funzioni al personale pubblico attraverso nuove politiche di formazione e di carriera. Siamo da sempre disponibili a discutere di un nuovo modello di pubblica amministrazione, nel quale sia possibile valutare l’operato del dipendente con regole chiare, con obiettivi precisi e con il monitoraggio dell’utenza. Siamo da sempre disponibili a ragionare di una nuova politica delle assunzioni e della previdenza nel P.I. .  

Adesso però, si devono  rinnovare i contratti! “

FLP DIFESA – Coordinamento Nazionale

Pubblico impiego


Pubblichiamo la nota diffusa dal nostra Federazione in merito ai dati dell’ARAN sulla rappresentatività sindacale in tutti i comparti del Pubblico Impiego per il triennio 2019-2021. Nel comparto delle Funzioni Centrali, FLP risulta il Sindacato che cresce di più sia in termini di iscritti che di voti, raggiungendo la quinta posizione. Nel complesso, il dato di rappresentatività premia le OO.SS. che hanno operato per difendere le ragioni dei lavoratori, mentre vengono penalizzate quelle che hanno operato come cinghia di trasmissione di governi che hanno pesantemente ridotto salario e dignità dei lavoratori.

28 Gen 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 8 del 28 gennaio 2019 – Riportiamo il Notiziario FLP n. 4 del 21 u.s. che reca la lettura della nostra Federazione sui dati pubblicati dall’ARAN e che danno corpo alla rappresentatività sindacale 2019-2121 nei comparti del P.I.. “La FLP è il sindacato che si rafforza di più in tutti i […]


Quaderno FLP DIFESA con gli “orientamenti applicativi” forniti dall’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale nelle Pubbliche Amministrazioni (ARAN), relativi alle disposizioni contenute nel CCNL 12.02.2018 del comparto Funzioni Centrali e aggiornati sino al 31 ottobre 2018. I pareri dell’ARAN in materia di: rapporto di lavoro; orario di lavoro, ferie e festività

1 Nov 2018 - Flp Difesa

Quaderno FLP DIFESA n. 8 / 2018 (pubblicato il 1.11.2018) – Pubblichiamo il “Quaderno FLP DIFESA n. 8 / 2018″ che reca gli “orientamenti applicativi” dell’ARAN relativi al CCNL 12.02.2018 del comparto Funzioni Centrali, aggiornati al 31.10.2018 e validi ad oggi. La  pubblicazione del “Quaderno n.8 / 2018” sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del nostro sito; […]


Rinnovo contrattuale. Nota della Federazione FLP: non solo un povero e pessimo contratto, ma anche un attacco alla democrazia e alla partecipazione. Recepita la clausola che esclude da ogni sede negoziale e da ogni confronto le OO.SS. che non firmeranno il contratto bidone. Reagiremo con forza, e ci sono precedenti sentenze della Corte Costituzionale…

29 Gen 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 9 del 29 gennaio 2018 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 3 del 25 gennaio 2018  con il quale la nostra Federazione pone un problema politico rilevante in merito alla firma dell’Ipotesi di CCNL del comparto Funzioni siglata in data 23 dicembre 2017 e  che ripubblichiamo sul nostro […]


Rinnovo contrattuale . L’ARAN presenta una bozza irricevibile e prepara un amaro regalo di natale. Norme che inaspriscono le sanzioni disciplinari, limitano il diritto alla salute, alla formazione, allo studio, alla partecipazione, alla carriera ed al riconoscimento delle professionalità. La nota di commento di FLP

12 Dic 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 127 del 12 dicembre 2017 – Si riporta il testo del Notiziario FLP n. 32 del 7 dicembre u.s. che reca un commento della nostra Federazione sugli ultimi sviluppi della trattativa in corso all’ARAN per il rinnovo contrattuale.  ” Come se non bastasse lo scenario assolutamente negativo derivante ai fini economici dall’accordo del […]


Il no secco della FLP alla malaugurata ipotesi di silenzio-assenso per l’adesione alla previdenza complementare dei lavoratori neo assunti nei comparti del Pubblico impiego. Inammissibili i trucchi di questo genere, che mettono le mani nelle povere tasche dei lavoratori pubblici

12 Dic 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 126 del 12 dicembre 2017 – Si riporta il testo del Notiziario FLP n. 31 del 7 dicembre u.s. che reca la nota diffusa dall’Ufficio Stampa FLP  in merito alla malaugurata ipotesi di “silenzio assenso” per l’adesione ai fondi integrativi. “Ci risiamo! Ciclicamente i “soliti noti” provano a mettere le mani sui nostri […]


In Consiglio dei Ministri, per il varo definitivo, i due decreti legislativi che recano modifiche e integrazioni del “”testo unico del P.I.” (D.Lgs 165/2001) e della “legge Brunetta” (D.Lgs. 150/2009). La Ministra Madia ne ha illustrato i contenuti alle OO.SS. nell’incontro del 16 u.s.. ma attendiamo di conoscere i testi definitivi.

19 Mag 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 50 del 19 maggio 2017 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario della Confederazione CSE  n. 3 del 16 maggio 2017 che riferisce dell’incontro del giorno precedente a Palazzo Vidoni con la Ministra alla P.A. Marianna Madia, nel quale sono stati illustrati alle Confederazioni Sindacali del Pubblico Impiego le integrazioni e […]


Audizione delle Confederazioni in Commissione Lavoro della Camera sull’ A.G. 393 recante modifiche e integrazioni al D.Lgs. 165/2001. Il testo del documento predisposto d’intesa con CGS e poi consegnato. Il rischio di perdere un’occasione unica e irripetibile per superare definitivamente le norme Brunetta

4 Apr 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 38 del 4 aprile 2017 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario CSE diffuso in data odierna con il quale si dà notizia dell’audizione di oggi della Confederazione presso la Commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera dei Deputati  sui contenuti dello schema di decreto legislativo modificativo del D. Lgs. 165/2001 […]


Audizione della Confederazione sui decreti modificativi dei DD. LLgs. 165/2001 e 150/2009 adottati in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 23 febbraio u.s. Il testo integrale del documento consegnato. Al centro, i temi e i problemi relativi a contrattazione, premialità e rinnovi contrattuali

23 Mar 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 34 del 22 marzo 2017 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario CSE diffuso in data odierna con il quale si dà notizia dell’audizione della Confederazione in Commissione bicamerale per la semplificazione amministrativa, presieduta dall’on. Bruno Tabacci,  sui due schemi di decreti legislativi modificativi, il primo del D.Lgs 165/2001 (c.d. Testo […]


Quaderno FLP DIFESA n. 12/2016 con il testo integrale del Decreto Legislativo 30.03.2015, n. 165/2001 con le norme generali aggiornate e vigenti del lavoro alle dipendenze delle Pubbliche Amministrazioni

9 Set 2016 - Flp Difesa

Quaderno FLP DIFESA n. 12/2016 (pubblicato il 9 settembre 2016) – Pubblichiamo, di seguito, il “Quaderno FLP DIFESA n. 12/2016″ con il testo integrale del Decreto Legislativo 30.03.2001, n. 165 che reca le “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”,  coordinate e aggiornate sino al Decreto legislativo 20 giugno 2016, n. 116, pubblicato nella G.U. del 28/06/2016, n. 149. Il […]


Incontro Ministra Madia – Sindacati P.I.. Per noi, è urgente rinnovare i contratti e non perdere altro tempo. A settembre, tavolo tecnico sul nuovo testo unico del P.I., che regolerà le materie sottratte da Brunetta alla contrattazione

27 Lug 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 92 del 27 luglio 2016 – Si riporta di seguito il testo del comunicato CSE diffuso in data di ieri  e relativo all’incontro che la Ministra alla P.A., Marianna Madia, ha avuto in pari data con i Sindacati Rappresentativi del Pubblico Impiego “Nella tarda mattinata di oggi si è svolto presso Palazzo Vidoni […]


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