Notiziario n. 105 del 23 settembre 2013 –

Il sen. Nicola La Torre e l on. Elio Vito, Presidenti delle Commissioni Difesa
Il sen. N. La Torre e l on. E. Vito, Presidenti delle Commissioni Difesa

“Question time” con il Ministro della Difesa nella seduta pomeridiana del Senato del 19 u.s., nella quale  il sen. Mauro ha risposto ad interrogazioni a risposta immediata su vari argomenti, ed in particolare sui profili di attuazione della revisione dello strumento militare nazionale.  Come è noto, il c.d. “question time” costituisce un momento dell’attività delle Camere nella quale vengono illustrate una serie di interrogazioni parlamentari già presentate, di solito riguardanti argomenti di particolare urgenza, e a cui viene data risposta in aula dall’organo esecutivo, nella circostanza direttamente dal Ministro.

Con riferimento ai due schemi di decreti legislativi adottati dal Consiglio dei Ministri l’8 agosto u.s., il primo sul personale e il secondo sull’ordinamento sui cui contenuti abbiamo riferito diffusamente  nei nostri recenti Notiziari nn. 89, 91 e 92,   alcuni parlamentari interroganti hanno chiesto: “l’apertura di una fattiva dialettica tra Governo e Parlamento con il confronto sui decreti attuativi” (sen. Pegorer, PD);  “a che punto è il processo di revisione degli organici” (sen. Piccinelli, PDL). Altri componenti della Commissione hanno invece posto altre questioni riguardanti il piano di dismissioni dei beni della Difesa (sen. Di Biagio, SCpI)  mentre altri infine hanno posto questioni relative al solo personale militare: “alloggi di servizio”,  “riallineamento delle carriere del personale appartenente al ruolo dei marescialli”  e ”previdenza complementare dei volontari in ferma prefissata”  (sen. Battista, M5S).

 Nella sua risposta, il Ministro Mauro ha  innanzitutto comunicato che, nella stessa giornata, il provvedimento relativo al personale  era all’esame della “Conferenza Unificata Stato-Regioni” (sul nostro sito pubblichiamo il relativo “parere”); ha poi comunicato che “dalle prossime settimane – è già stata data comunicazione alle Commissioni di merito di Camera e Senato – comincerà l’esame in sede parlamentare”.

E questa è davvero una notizia, atteso che  la delega ha tempo un anno per essere esercitata e scade a metà gennaio,  e dunque  il tempo a disposizione non è davvero molto. Si è poi soffermato sulla riduzione degli organici  militari e civili, che avranno due distinte fasi temporali, la prima entro il 31.12.2015 in attuazione dei tagli della spending  review (L. 135/2012)  e  la seconda entro il 31.12.2024 ( L.244/2012).

In termini numerici, al 1 gen. 2016, gli organici militari dovranno ridursi a 174.900 unità (-5370), mentre quelli civili si attesteranno sulle 28.179 posizioni, con un saldo negativo di 2.069 unità.  A tal proposito, segnaliamo la tabella riportata nell’allegato B del resoconto di riunione, forse là collocata impropriamente ma indubbiamente interessante, che contiene la dinamica di riduzione nel quadriennio 2012-2015. Ovviamente, l’auspicio di tutti è che questi tagli coincidano con i pensionamenti in soprannumero previsti dalla Legge 135/2012, i cui termini temporali sono stati prorogati al 31.12.2015 dal DL 31.08.2013, n. 101,  ai fini della maturazione dei requisiti pre Fornero, atteso che dal 1 gennaio 2016 decorrerà il primo “piano di riassorbimento delle unità in eccedenza” previsto dall’art.12 del decreto attuativo c.d “ordinamentale”.

Interessante anche le risposte fornite dal Ministro in merito al piano di dimissioni degli immobili, operazione dalla quale la Difesa dovrebbe ricavare il 30% delle quote dei fondi d’investimento immobiliare cedute.  E’ previsto “un bacino di oltre 1.500 beni prontamente dismissibili”, di cui n. 20 idonei a confluire in un fondo immobiliare, n. 390 che potrebbero essere oggetto di accordi con AA.PP. interessate e n. 1.146 non utilizzabili, che verranno conferiti gradualmente all’Agenzia del Demanio.

Sul nostro sito, pubblichiamo il resoconto parlamentare sul “question time” del Ministro Mauro.

A conclusione di questo Notiziario, in relazione all’imminente avvio da parte delle Commissioni Difesa di Camera e Senato dell’esame sui contenuti dei decreti attuativi della delega ex Legge 244/2012, comunichiamo di aver già inviato  l’allegata  richiesta di audizione ai due Presidenti e a tutti i componenti.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Resoconto question time Ministro Difesa

Allegato 2: Proposte emendative della Conferenza Stato Regioni

Allegato 3: Lettera di FLP DIFESA con richiesta di audizione

 

Notiziario n. 87 del 30 luglio 2013 –

 

I sen. Mauro e Pinotti nell'incontro del 18 luglio con le OO.SS.
I sen. Mauro e Pinotti nell’incontro del 18 luglio con le OO.SS.

Secondo incontro, oggi pomeriggio, con il Ministro della Difesa sen. Mario Mauro sui contenuti degli schemi di decreti attuativi della delega per il riordino dello strumento militare, incontro unitariamente richiesto dalle OO.SS. a fine riunione di  ieri 29 luglio con il Sottosegretario delegato sen. Roberta Pinotti,  a sua volta collocata a conclusione dei tavoli tecnici che si sono tenuti nella scorsa settimana.  Dobbiamo quindi informare i colleghi su tutti i diversi passaggi di questa intensa settimana di confronti,  e cercheremmo di farlo procedendo con ordine e, come nostra abitudine, in modo dettagliato.

Come si ricorderà, in data 3 u.s. (vds. Notiziario n. 77 di pari data) è stata consegnata alle OO.SS. nazionali la prima bozza degli articolati, con relativi allegati, dei due schemi di decreti legislativi (il primo sulla parte ordinamentale; il secondo sul personale civile e militare) attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244.  A seguire, in data 15 luglio, la nostra O.S. presentò un proprio articolato documento recante, da una parte le nostre ben note posizioni critiche sulla legge delega, e dall’altra una serie di osservazioni e proposte modificative dei testi dei due decreti attuativi messi a punto dall’Ufficio Legislativo (il documento da noi elaborato è pubblicato sul nostro sito come allegato al Notiziario n. 82 del 15 u.s.).  In data 18 luglio il Ministro ha incontrato le OO.SS. nazionali.  In quella sede, illustrammo al sen. Mauro le nostre osservazioni e proposte di modifica, indicando da subito i limiti oggettivi derivanti dai paletti della delega (che aveva visto il Sindacato escluso da ogni  confronto di merito sui contenuti della stessa)  sui quali sarebbe stata comunque necessaria operare una riflessione,  chiedendo al contempo di avviare tavoli tecnici di confronto per verificare la praticabilità di alcune modifiche finalizzate a ridurre la sproporzione esistente,  enorme ed inaccettabile,  delle opzioni diversamente offerte  ai militari e ai civili a fronte dei tagli di posizioni organiche. In quella circostanza, il Ministro dichiarò  la propria disponibilità al coinvolgimento delle OO.SS. anche in fase di costruzione dei provvedimenti legislativi (proprio quello che era mancato con Di Paola), una novità di non poco conto che apprezzammo molto. E, da questa apertura, sono nati  i confronti  tecnici della scorsa settimana (23, 24 e 25 luglio),  ancorché  all’interno di  ambiti temporali molto ristretti dettati dalla tempistica indicata dal Ministro.

La intensa “tre giorni” di tavoli tecnici con l’Amministrazione ha indiscutibilmente portato ad alcuni  buoni risultati, ancorchè ancora tutti da consolidare, che non possono essere in alcun modo sottovalutati. Risultati tutti dovuti alla capacità delle OO.SS.,  ed in modo sostanzialmente condiviso,  di interloquire credibilmente con l’Amministrazione, che ne ha riconosciuto la fondatezza delle osservazioni e la sostenibilità delle proposte di integrazione e modifica, pur a fronte di quella delega e dei paletti e criteri da essa fissati. E, in apertura della riunione di ieri 29 luglio con il Sottosegretario Pinotti,  sono finalmente arrivate le risposte dall’A.D., che il Capo Ufficio Legislativo ha così sintetizzato:

Schema D.Lgs. sul personale

  1. i transiti dei militari in esubero nei ruoli civili potranno avvenire solo a domanda e nel rispetto degli organici  e dei vincoli assunzionali (questione per noi pregiudiziale) e nel limite max del 20% annuo;
  2. estensione al personale civile della Difesa della possibilità di esenzione dal servizio (ex esonero per noi)  per come prevista per il personale militare, con retribuzione stipendiale  dell’85%  (era il 50%);
  3. crescita dal 25 % al 100 della parte strutturale del FESI (il fondo dei militari) che andrà ad alimentare il nostro FUA in caso di transito di personale militare nei ruoli civili;
  4. destinazione al FUA Difesa, in quota parte dal 2 al 5%,  dei  risparmi certificati  che deriveranno dai processi di riordino delle FF.AA.;
  5. destinazione, sempre in quota parte dal 2 al 5%, dei  risparmi certificati per finanziare la formazione e ammissione dei civili ai corsi svolti negli Istituti militari in misura non inferiore al 20% ;
  6. moduli formativi di base e di specializzazione per il personale civile di tutte le aree;
  7. elevazione da 48 a 60 mesi del periodo di permanenza in servizio del  personale eccedente che maturi entro quel termine i requisiti per la pensione,  opzione più favorevole di quella prevista dalla L. 135;
  8. avvio di processi di internalizzazione di servizi e lavori per gli Enti della c.d. “area industriale” (Arsenali M.M. e Poli E in primis) i cui risparmi verranno destinati all’efficientamento degli Enti, con ricognizione annuale di servizi e lavori esternalizzati ed esame dei settori di spesa improduttivi;
  9. eliminazione di ogni riferimento alle “fasce retributive”, ma solo ad area e profili professionali;
  10. adozione, e non approvazione, previo esame con le OO.SS., del piano di assorbimento delle eccedenze
  11. rinvio a specifica relazione sindacale  per tutta una serie di partite e di passaggi.

Schema D.Lgs. sugli assetti ordinamentali

  1. obbligo di informazione preventiva alle OO.SS. sui provvedimenti di riordino, quelli inseriti nel D. Lgs.  e quelli riconducibili all’art. 10 c. 3 del COM, e applicazione delle procedure contrattuali sui reimpieghi;
  2. “Osservatorio” con le Rappresentanze del personale sullo stato di attuazione dei processi di riordino;
  3. Acquisizione del parere delle OO.SS. ai fini dell’adozione del Regolamento di ripartizione di compiti e funzioni del Ministero Difesa, con “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi a Uffici dirigenziali retti da Dirigenti civili

Queste, in estrema sintesi, le proposte sindacali che il Capo Ufficio legislativo ha dichiarato essere state recepite.  Trattasi di modifiche/integrazioni importanti, apportate all’interno dei due testi e nei termini da noi richiesti,  e di questo diamo atto all’Amministrazione.  Tuttavia, restano ancora dei problemi

Innanzitutto, ci sono delle richieste del Sindacato rimaste tuttora irrisolte, e per noi comunque importanti: l’estensione della “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi anche a Uffici non dirigenziali retti da funzionari civili; la questione della “tabella di equiparazione”, rispetto alla quale non è stata fornita alcuna risposta rispetto alla proposta unitaria del tavolo sindacale di prevedere il transito secco di tutti i SU in area 2^  e degli U in area 3^;  inevasa anche la proposta, avanzata nel corso dell’incontro con il Ministro del 18 u.s. (Notiziario n. 84 di pari data)  per l’inserimento, nel provvedimento legislativo allo studio per la riforma della legge Fornero, di  una norma ad hoc che consenta, almeno da qui al 2018, il recupero delle modalità di maggior favore per l’accesso al trattamento pensionistico ex L. 135/2012;  la questione del 50% di riserva dei posti nei concorsi civili per il personale militare volontario; la mobilità interna anche su base regionale (avevamo chiesto fosse prevista solo “a domanda” e con modalità da ridefinire attraverso un apposito tavolo); ed altre di minor portata.  Non potevamo accettare che queste questioni rimanessero irrisolte, e pertanto era necessario che il confronto tra le Parti proseguisse. Per questo,  tutte le OO.SS. hanno rappresentato la necessità del rinvio a settembre della presentazione in Consiglio dei Ministri dei provvedimenti e,  per questo motivo,  tutte le sigle presenti  hanno avanzato una richiesta di incontro urgente con il sen. Mauro, che si è tenuta oggi pomeriggio,  e sui cui contenuti e risultanze  conclusive proviamo ora a fornire una sintesi.

Dopo la breve introduzione del Sottosegretario Pinotti, che ha sintetizzato le risultanze dei tavoli tecnici  e le richieste sindacali,  è iniziato il consueto giro di tavolo della Parti sociali che ancora una volta,  pur con diverse sottolineature, hanno evidenziato posizioni sostanzialmente unitarie e condivise.

FLP DIFESA ha innanzitutto riconosciuto il buon lavoro fatto dai tavoli tecnici, che ha portato alle modifiche/integrazioni sopra ricordate;  ha però anche segnalato le questioni irrisolte sopra indicate, sulle quali occorrerà comunque riprendere la discussione e trovare auspicabilmente  punti d’incontro.  

Ha quindi  segnalato al Ministro che restavano comunque altri nodi sul tappeto, e di spessore questa volta tutto politico. Ne abbiamo già parlato diffusamente nei nostri precedenti Notiziari,  e vi abbiamo dedicato tutta la prima parte del “Documento” recante  le osservazioni e proposte di FLP DIFESA inviato in data 15 u.s. al Gabinetto (vds. Notiziario n. 82 di pari data).  I problemi di fondo, abbiamo detto al sen. Mauro, restano due, l’uno intrecciato all’altro: in primo luogo, l’enorme differenziazione tuttora esistente, in termini normativi  e retributivi,  tra personale militare e civile, che la delega avrebbe potuto e dovuto ridurre, e che  viceversa non ha fatto;  in secondo luogo, il mancante riconoscimento di ruolo e funzioni del personale civile, che, ove fossero state affermate, avrebbero potuto avviare quel processo di “civilizzazione” del Dicastero, che rappresenta la grande incompiuta della ristrutturazione Andreatta di metà anni ’90. Su questi nodi, la delega non ha fornito le risposte che attendevamo, e che continuiamo comunque ad attendere.  Per questo,  abbiamo chiesto al Ministro che, alle aperture in sede tecnica che abbiamo apprezzato, si affianchino impegni politici seri affinché, in tempi rapidi, queste due questioni vengano affrontate  e avviate a soluzione allo scopo di aprire orizzonti nuovi all’impiego dei civili. Questo, a nostro avviso, potrebbe avvenire attraverso il riconoscimento di una qualche “specificità” della nostra categoria, o anche per altra strada, per noi non fa molta differenza, l’importante è che la forbice tra militari e civili si riduca e che il processo di civilizzazione cominci a marciare finalmente nella Difesa. Infine abbiamo ricordato al Ministro due ultime questioni. La prima:   occorre affrontare, una volta per tutte, il problemi degli sprechi che ancora si annidano nella nostra Amministrazione e dei privilegi che appaiono ancora tanti, e a tal riguardo abbiamo ricordato l’ “ausiliaria”  che costerà  nel 2013 ben 430,6 milioni di euro, con un incremento rispetto al 2012 di 74,6 milioni pari al 21% (intervento del relatore sul Documento programmatico pluriennale 2013-2015 – Commissione Difesa della Camera del 24 luglio u.s.). In secondo luogo,  in relazione alle voci che circolano su una possibile, seconda spending review in arrivo, abbiamo segnalato l’insostenibilità per la Difesa di ulteriori tagli di risorse e di posizioni organiche, che metterebbero certamente in grandissima sofferenza la nostra Amministrazione, e forse anche in modo irreparabile. Con la L.244, la Difesa ha avviato una operazione profonda e pluriennale di riduzione di spesa, e per questo  deve restare fuori da ulteriori tagli, che rischierebbero di mandarla in default.

 Nel suo intervento, il Ministro ha innanzitutto confermato che l’esame dei provvedimenti da parte del Consiglio dei Ministri è in agenda per il 2 agosto p.v., appuntamento a suo giudizio non rinviabile in considerazione dei tempi fissati dalla delega per il varo dei provvedimenti attuativi. Ha però confermato piena disponibilità e impegno, innanzitutto a difendere tutti gli approdi dei tavoli tecnici nelle verifiche tecniche preliminari all’esame degli “schemi” da parte del Consiglio dei Ministri; in secondo luogo,  alla  prosecuzione del confronto con le OO.SS. per approfondire  tutte le  questioni rimaste ancora irrisolte, al fine di trovare punti di convergenza che poi verrebbero recepiti in seno ai decreti  che il Consiglio dei M. adotterà in via definitiva dopo l’espressione dei pareri da parte delle due Commissioni Difesa.

 In merito alle questioni più squisitamente politiche da noi poste (riconoscimento pieno del ruolo e delle funzioni del personale civile e impegni concreti per ridurre la forbice, retributiva e normativa, tra personale militare e civile),  il Ministro  si è detto disponibile ad aprire un tavolo politico di confronto per la riforma della Difesa, “che individui le specificità e per chi”,  nel cui contesto sarebbe possibile  rivedere ruolo e funzioni del personale civile.  Un’apertura davvero importante, che segue peraltro a quella del primo incontro,  e potrebbe aprire scenari nuovi  e prospettive interessanti per la categoria.  Il Ministro ha però segnalato la difficoltà nel far “digerire” tutti i contenuti dei decreti alle altre AA.PP., che dovrebbero, a suo giudizio,  aiutare questa grande operazione di riassetto in chiave riduttiva delle FF.AA., per esempio accettando nei propri ruoli il personale militare in esubero. Ove così fosse, ha detto il Ministro, sarebbe certo più facile procedere nella direzione di quella “civilizzazione “ tanto invocata.

 Queste le risultanze degli incontri tecnici e di quelli politici, il primo con l’on Pinotti di ieri e quello  conclusivo di oggi con il Ministro. Un giudizio complessivamente positivo il nostro, ma ovviamente subordinato: innanzitutto alla conferma, in sede di preesame dei provvedimenti prima dell’approdo in Consiglio dei Ministri,  di quanto convenuto nei tavoli tecnici e alla successiva adozione da parte del CdM; in secondo luogo,  all’effettivo prosieguo del confronto con le OO.SS. per trovare soluzioni rispetto alle questioni  irrisolte; infine, all’apertura di un tavolo politico finalizzato a disegnare una nuova Difesa, nella quale il personale civile possa finalmente trovare quello spazio e quei riconoscimenti mai avuti nel passato.

(Giancarlo Pittelli)

In allegato, le ultime stesure dei testi dei decreti attuavi con le modifiche intervenute a seguito dei confronti tecnici con le OO.SS.:

*  Schema D Lgs sul personale – terza stesura consegnata alle OO SS 29 07 2013

*   Schema D.Lgs. sugli assetti ordinamentali – terza stesura, consegnata alle OO.SS. 29.07.2013

Notiziario n. 84 del 18 luglio 2013 –

Il tavolo con il  Ministro e le delegazioni sindacali
Il tavolo con il Ministro e le delegazioni sindacali

Il Ministro della Difesa sen. M. Mauro ha incontrato nella mattinata di oggi le OO.SS. della Difesa e discusso con loro dei provvedimenti attuativi della legge 31.12.2012, n. 244  recante delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale. Si è trattato, lo diciamo subito, di un incontro per noi molto confortante e positivo, rispetto al quale, proprio in considerazione della sua estrema importanza,  desideriamo dare con questo Notiziario, molto più lungo del solito,  esaurienti informazioni al riguardo.

Nel suo breve intervento introduttivo, il Ministro ha innanzitutto confermato piena disponibilità al confronto con le OO.SS. sui contenuti dei provvedimenti attuativi,  anche attraverso l’apertura di specifici tavoli tecnici,  preannunciando  comunque la sua intenzione di sottoporre entro questo mese all’esame del Consiglio dei Ministri gli schemi dei decreti legislativi ai fini della loro adozione. Ha quindi dato la parola ai rappresentanti sindacali, dichiarandosi interessato a conoscerne le relative posizioni.

Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha innanzitutto ringraziato il Ministro per aver voluto coinvolgere il Sindacato già in fase di costruzione dei decreti,  riconoscendone così indirettamente il ruolo di  interlocutore importante, un ruolo, questo, di fatto negato dai predecessori La Russa e Di Paola.  La nostra O.S. ha ritenuto di cogliere questa opportunità, ribadita e sollecitata nel corso dell’incontro del 3 u.s. dal Sottosegretario Pinotti presente alla riunione odierna, e ha elaborato un proprio documento articolato in due parti, la prima che ripropone la nostra analisi critica e il nostro giudizio sui contenuti della legge delega e la seconda che reca le nostre osservazioni e proposte in merito ai contenuti  delle bozze predisposte dall’Ufficio legislativo, che abbiamo, nei suoi punti essenziali, illustrato al Ministro.

Siamo partiti innanzitutto da un paio di importanti considerazioni di carattere generale. La prima ha riguardato i tagli di personale e la sproporzione abissale esistente tra personale civile e personale militare  in merito alle diverse opzioni connesse alla riduzione graduale delle dotazioni organiche: al personale militare viene offerto un ventaglio notevole di possibilità, anche molto interessanti; a noi, in raffronto, quasi nulla, e con la triste prospettiva della “disponibilità” (cassa integrazione degli statali). Ebbene, questa macroscopica sproporzione nasce da un sistema di regole diverse, presenti nell’ordinamento e non modificate dalla legge delega come pure noi avevamo richiesto, che producono questo stato di fatto. Un diverso sistema di regole che, per i militari fa riferimento alla “specificità” sanzionata dall’art. 19 della Legge 183/2010 che costituisce una breccia per far passare ogni norma, mentre a noi tutto (o quasi) è vietato in virtù di un ordinamento generale che ci ingabbia. Se questa è la situazione, ha proseguito la nostra O.S., è di tutta evidenza che una riflessione andrà operata a tal riguardo: noi pensiamo che sia stato giusto riconoscere la specificità del ruolo del personale militare; al tempo stesso, però, pensiamo che il ruolo del personale civile abbia anch’esso una propria specificità che vada riconosciuta. Fin tanto che questo nodo non verrà affrontato, i risultati non potranno che essere questi. Seconda considerazione generale: FLP DIFESA ha sempre pensato e detto che la riforma dovesse fornire un’opportunità forse irripetibile per ripensare il ruolo e la funzione della componente civile, traguardando quella “civilizzazione” che è stata l’obiettivo mancato della riforma del compianto Ministro Andreatta, e questa anche in chiave di spending review (a parità d’impiego,  il costo del lavoro civile è meno della metà di quello militare). Invece, così purtroppo non è stato, Di Paola aveva ben altri obiettivi, e, nella fase di costruzione della delega, molta parte del Sindacato è stata a guardare. Ebbene, a nostro avviso,  pur attraverso le rigide strettoie determinate dalla legge delega 244/2012, noi pensiamo che alcune scelte nella direzione di una maggiore civilizzazione siano comunque possibili, ed è questa la filosofia ispiratrice del documento presentato da FLP DIFESA.  E, dopo queste due premesse, siamo passati ad illustrare al Ministro le nostre più importanti osservazioni e proposte.

*   SCHEMA DI D. LGS. RELATIVO ALLA RIDUZIONE DEGLI ORGANICI CIVILI

*   SCHEMA DI D. LGS. RELATIVO AGLI ASSETTI ORDINAMENTALI

A conclusione del nostro intervento, evidenziata la complessità delle questioni, abbiamo chiesto al Ministro tavoli tecnici di approfondimento a carattere tematico, e conseguentemente un differimento dell’invio dei provvedimenti a Palazzo Chigi a dopo agosto,  tenuto anche conto che l’assegnazione alla Commissione parlamentare prima dell’interruzione estiva comporterebbe di fatto una contrazione notevole dei tempi a sua disposizione per l’esame dei provvedimenti e il relativo parere (60 giorni).

Dobbiamo dire che, ancora una volta, abbiamo ascoltato posizioni non dissimili da parte delle altre sigle, che lasciano intendere che una piattaforma unitaria  potrebbe tranquillamente essere costruita, e gestita unitariamente nel rapporto con l’Amministrazione.  Perché continuiamo a farci del male sul fronte sindacale, mantenendo assurde, irreali e controproducenti divisioni, peraltro senza fondamento alcuno? Quanto più forte e sostenibile sarebbe la nostra battaglia se la conducessimo tutti insieme!

E’ seguita la replica del Ministro Mauro, e francamente è stata questa la parte che ci ha più piacevolmente sorpresi. Il sen. Mauro ha esordito sottolineando che il riordino delle FF.AA. è una condizione imposta dalla situazione di forte sofferenza del bilancio della Difesa (ridotto del 19% dal 2003 a oggi), e che pertanto non ha le caratteristiche proprie di una  riforma, per come erroneamente e sistematicamente viene connotata dai media, spesso ammantati, a suo giudizio, di una certa cultura preconcetta nei confronti di tutto ciò che comunque ruota intorno alla Difesa e alle sue scelte.

Ha quindi confermato la sua intenzione di portare in Consiglio dei Ministri i due provvedimenti indicativamente per fine luglio, allo scopo di assicurare tempi sufficienti per traguardare l’obbligo imposto dalla delega (i decreti debbono vedere la luce entro 12 mesi dalla data di pubblicazione in G.U della legge, avvenuta – lo ricordiamo – il 16 gennaio 2013).  Il sen. Mauro ha però al tempo stesso precisato che l’accelerazione dell’iter relativo ai provvedimenti non comporterà in alcun modo una compressione nel confronto che potrà dispiegarsi attraverso tavoli tecnici per temi, con l’impegno del Ministro che gli approdi dei tavoli vengano poi recepiti nei testi dei decreti delegati adottati in via definitiva dal Consiglio dei Ministri. E, a tal proposito, ha dato il via alla costituzione di cinque tavoli tecnici: strumenti normativi (leggasi parte generale); formazione; tabella di corrispondenza gradi militari-posizioni d’inquadramento civile; mobilità e reimpieghi; destinazione dei risparmi al FUA.

Rispondendo poi a due delle questioni da noi poste,  ha innanzitutto convenuto sui limiti attuali di scrittura dei decreti attuativi in considerazione dei vigenti vincoli normativi,  che fanno capo da una parte alla specificità del ruolo dei militari e dall’altra all’ordinamento generale, non modificato dalla legge delega (e doveva essere quella l’occasione per avviare un minimo di riequilibrio tra le due categorie). Nel condividere  la premessa del nostro ragionamento (se esiste una specificità del ruolo militare, una qualche specificità andrebbe  riconosciuta anche a chi, i lavoratori civili,  lavorano a fianco dei militari e nelle stesse sedi di lavoro), ha dato la propria disponibilità ad approfondire il “problema specificità” al fine di trovare soluzioni adeguate e praticabili, che naturalmente non potranno che trovare posto in provvedimenti legislativi successivi.  Un’apertura davvero notevole, e che apre prospettive interessanti.

Infine, rispondendo all’altra questione da noi posta in merito al palese ridimensionamento del Segretario Generale a tutto vantaggio del Capo di Stato Maggiore Difesaha comunicato di aver già dato precise indicazioni all’Ufficio legislativo per la modifica del testo degli artt. 15, 33 e 41 presente nelle prime bozze (quelle a noi consegnate) del D. Lgs. sugli assetti ordinamentali , che ricondurranno ad unità le attribuzioni del Ministero della Difesa rinviando ad un successivo Regolamento da adottare la ripartizione delle competenze.  Dovremo ricevere a breve la nuova stesura degli articoli di cui sopra, che, immaginiamo, dovrebbero recuperare in pieno il ruolo del Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti, le cui caratteristiche sono state ben illustrate dal gen. Claudio Debertolis nel corso della sua audizione presso le Commissioni difesa di Camera e Senato del 16 luglio u.s., il cui intervento troverete pubblicato sul nostro sito. Troverete anche pubblicata sulla stessa pagina di questo Notiziario, le deleghe attribuite dal Ministro Mauro ai due Sottosegretari (G.U. n. 158 dell’ 8 u.s.).

Conclusivamente, un incontro davvero positivo quello di oggi con il Ministro Mauro, che ha manifestato grande apertura e volontà di coinvolgimento del Sindacato, restituito finalmente al ruolo che gli è proprio, quello di interlocutore importante dell’A.D. . Quanto lontani appaiono i tempi del fratello La Russa e  dell’ammiraglio Di Paola! Speriamo solo che lungo questa strada si proceda senza ripensamenti.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 15.07.2013 Documento FLP DIFESA su schemi DD.LLgs. att. delega L. 244

Allegato 2: 18.07.2013 – Testo rinovellato D. Lgs. personale  (pervenuto dal Gabinetto in data 19.07.2012)

Allegato 3: 18.07.2013 – Testo rinovellato assetti ordinamentali  (pervenuto dal Gabinetto in data 19.07.2012)

Allegato 4: Audizione del Segretario Gen.-DNA Commissioni Difesa del 16 lug 2013

Allegato 5: Deleghe ai Sottosegretari

Allegato 6: FOTO

Foto 1: le delegazioni sindacali presenti all’incontro             Foto 2: Il Ministro e, a fianco, il Sottosegretario

Foto 2 - Le delagazioni sindacali al completo        Foto 1 - Il Ministro Mauro e il Sottosegretario Pinotti nel corso dell incontro

Notiziario n. 82 del 15 luglio 2013 –

Il Ministro M. Mauro e il Sottosegretario R. Pinotti
Il Ministro M. Mauro e il Sottosegretario R. Pinotti

Giovedi mattina, 18 luglio p.v., il Ministro della Difesa prof. M. Mauro incontrerà le OO.SS. della Difesa.  Sarà, questa,  la prima vera occasione di confronto con il nuovo Ministro, atteso che l’incontro precedente del 10 giugno u.s. ebbe un carattere molto particolare, essendosi tenuto solo qualche ora prima dal funerale del cap. Giuseppe Larosa, tragicamente scomparso due giorni prima in Afghanistan.

Al centro dell’incontro con il Ministro,  ci saranno gli schemi di decreti attuativi della legge delega sulla riduzione dello strumento militare (L. 244/2012), le cui bozze, predisposte dall’Ufficio Legislativo, ci sono state consegnate nel corso dell’incontro con il Sottosegretario delegato del 3 luglio u.s. (si veda il Notiziario n. 77 di pari data che reca in allegato tutti i documenti ricevuti), riunione nella quale, come si ricorderà,  la stessa on. Pinotti sollecitò le OO.SS.  a produrre eventuali osservazioni e a fornire contributi in merito ai contenuti delle bozze. Ed è esattamente quello che abbiamo fatto.

Nei giorni successivi alla riunione con il Sottosegretario, abbiamo letto con estrema attenzione tutti i documenti che ci sono stati consegnati, e in particolare i due schemi di decreti legislativi relativi, il primo agli assetti ordinamentali e il secondo al personale, militare e civile.  Ebbene, diciamo subito che, nel complesso, sotto il profilo dei contenuti, l’impressione che ne abbiamo tratto non è sicuramente positiva.  Siamo certamente soddisfatti del fatto che, finalmente, le OO.SS. vengano chiamate a pronunciarsi sulla bozza di un testo, e dunque a monte della presentazione dei provvedimenti (un’autentica rivoluzione rispetto a La Russa e Di Paola), ma per quanto attiene ai contenuti non possiamo, allo stato, certo essere soddisfatti. E diciamo questo, avendo ben chiari i limiti che la delega comporta.

La nostra posizione critica su quella legge è stata chiara sin dal momento del suo approdo in Parlamento come disegno di legge, e  ne abbiamo indicato sin da subito le parti che non ci convincevano e che avremmo voluto cambiassero. Riguardavano, in primo luogo, le norme relative al personale civile, fortemente penalizzato a nostro giudizio dalle scelte di Di Paola, che voleva tagliare 10.000 posti di lavoro, dopo i 12.500 tagliati negli anni precedenti da Tremonti,  di fatto non concedendo nulla in cambio.  Ci colpì, in particolare, la sproporzione nei confronti del personale militare: anche lì tagli, e notevoli, ma a fronte di una serie di garanzie e di opzioni per rendere l’operazione la meno cruenta possibile. Cercammo in tutti i modi di far cambiare quel provvedimento, ne fanno fede le iniziative da noi portate avanti, dalla straordinaria manifestazione nazionale di protesta del 6 luglio 2012 (si veda il Notiziario n. 94/2012) al documento prodotto all’attenzione della Commissione Difesa della Camera (si veda il Notiziario n.159/2012).  L’intervento dei poteri forti, le forti e ripetute pressioni dei Vertici della Difesa, politici e militari, e l’intesa delle forze che sostenevano allora il Governo Monti, in particolare PDL e PD, alla fine portarono all’approvazione della legge da parte del Parlamento. A nostro avviso, il Sindacato registrò allora una amara sconfitta, e la registrò anche per per le sue divisioni, mostrate anche in una circostanza come questa dove si stava per scrivere la storia, della Difesa e nostra, dei  prossimi dieci anni. Peccato!

Oggi, però, quel provvedimento è legge dello Stato, e le norme che lo compongono costituiscono la strettoia entro cui organizzare i percorsi di riduzione. Ci è molto chiaro questo aspetto. Pur tuttavia, riteniamo che alcune scelte siano possibili e compatibili anche all’interno dei paletti fissati dalla delega.

E, proprio a partire da questa convinzione, che, raccogliendo l’invito del Sottosegretario Pinotti,  FLP DIFESA ha elaborato il documento che pubblichiamo come allegato in questa stessa pagina, che è articolato in due parti, la prima che ripropone la nostra analisi sulla delega e la seconda che reca le nostre osservazioni e proposte in merito ai contenuti  delle bozze predisposte dall’Ufficio legislativo. E dopo averlo messo a punto, lo abbiamo inviato questa stessa mattina al Gabinetto. Ora chiediamo ascolto e attendiamo fiduciosi le risposte del Ministro.

    (Giancarlo Pittelli)

Allegato: 15.07.2013 Documento FLP DIFESA su schemi DD.LLgs. att. delega L. 244

Notiziario n. 75 del 29 giugno 2013 –

imagesNei giorni scorsi, i media hanno concesso molto spazio ad una vicenda che interessa da vicino la nostra Amministrazione e suscita peraltro un comprensibile interesse nell’opinione pubblica: ci riferiamo alla controversa vicenda legata all’acquisto degli aerei militari Joint Strike Fighter F-35”. 

Il programma militare F-35  riguarda l’acquisto di caccia bombardieri d’attacco,  è capeggiato dagli USA e interessa altri 8 Stati, tra cui l’Italia (la sede di produzione italiana  è a Cameri) che vi prende parte avendo siglato nel 2007 il relativo protocollo (“Memorandum of Understanding”). Il nostro Paese dovrebbe acquistare entro il 2023 in tutto n. 90 aerei (dai 131 inizialmente previsti), con una spesa che dovrebbe superare  i 16 miliardi di €, dei quali ben 3 già spesi. Quanto una manovra finanziaria!  Ora, non c’è dubbio che, al di là degli aspetti tecnici e militari sui quali non ci pronunciamo per palese incompetenza,  la vicenda legata all’acquisto degli F-35 appare fortemente intrecciata con la gravissima crisi economica che il Paese sta vivendo.  Ci siamo già posti in precedenza, e continuiamo a porci , la seguente domanda:  nel momento in cui il Paese vive questa difficilissima situazione economica; nel momento in cui molte aziende italiane sono costrette a chiudere e le fila dei disoccupati si ingrossano paurosamente; nel momento in cui cresce in modo preoccupante la precarietà e l’insicurezza delle nuove generazioni e l’economia è oramai in piena recessione e con prospettive negative anche per l’anno in corso; nel momento in cui si chiede ai cittadini sempre maggiori sacrifici (più imposte, più tasse, meno retribuzioni, meno pensioni, etc.) e in cui a noi stessi, dipendenti pubblici, vengono ribloccati i contratti e le retribuzioni fino a tutto il 2014;  nel momento in cui tutto questo accade,  ha davvero senso spendere quelle cifre per l’acquisto di costosissimi aerei militari, che peraltro hanno già evidenziato alcuni problemi che li rendono allo stato non pienamente affidabili sul piano operativo?

Proprio a partire da questa premessa, è stata presentata nei giorni scorsi dall’opposizione (M5S e SEL), ma sottoscritta anche da 18 deputati della maggioranza, una mozione che chiedeva la sospensione immediata del programma di realizzazione degli F-35.  Evidente la spaccatura all’interno di PD (soprattutto) e di SC,  che poi è stata ricomposta attraverso la presentazione di una seconda mozione approvata con 381 sì e 149 no dalla Camera,  che aveva bocciato precedentemente quella dell’opposizione (pubblichiamo i due testi su questa stessa pagina).

La mozione che ha avuto il sì della Camera: innanzitutto impegna il Governo “a non procedere a nessuna fase di ulteriore acquisizione senza che il Parlamento si sia espresso nel merito”, con ciò imponendo uno stop  politicamente molto significativo all’autonomia del Governo in materia di acquisto di armamenti; in secondo luogo, promuove “una indagine conoscitiva delle Commissioni sui sistemi d’arma destinati alla Difesa in vista del Consiglio europeo di dicembre”,  scelta questa che è servita in primo luogo a ricomporre le crepe nella maggioranza e anche nel Governo (sono volate scintille tra i Ministri Mauro e Delrio),  ma che potrebbe in ogni caso essere anche utile ad approfondire tutti i termini del problema,  e tra questi, naturalmente, anche le ricadute sul piano occupazionale (ricordiamo che è in fase di apertura la struttura di assemblaggio dei velivoli di Cameri che dicono possa dare lavoro a circa 10.000 addetti e coinvolgere 60 imprese nazionali)

Per quanto ci riguarda, CSE ed FLP hanno già avuto modo in passato di esprimere le proprie nette posizioni al riguardo, anche in sede istituzionale nel corso dell’audizione del 23 maggio  u.s. presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato; come FLP DIFESA, vi abbiamo dedicato addirittura uno specifico Notiziario (n. 2 del 9 gennaio 2012).  Comprendiamo bene, però, che il problema è complesso, e che  qualunque scelta attraversa la coscienza di ogni cittadino oltre che la propria sensibilità civile e politica. 

Sul tema F-35, attiveremo sulla home page del nostro sito uno specifico sondaggio al quale invitiamo tutti a partecipare.

((Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: La mozione della maggioranza votata dalla Camera

Allegato 2: La mozione della minoranza bocciata dalla Camera

Allegato 3: La denuncia forte del Generale Mini – da Agorà del 20.06.2013

Allegato 4:  Il servizio di Iacona a “Presa diretta” del 20.02.2013

Notiziario n. 65 del 10 giugno 2013 –

Il Ministro Mauro  e le AA.AA. al funerale del cap. La Rosa
Il Ministro Mauro e le AA.AA. al funerale del cap. La Rosa

A distanza di 40 giorni dal giuramento prestato nelle mani del Presidente della Repubblica, e dopo un periodo molto denso di impegni sia sul fronte internazionale (Herat, Kabul e Beirut) sia su quello interno, il nuovo Ministro della Difesa sen. Mario Mauro  ha incontrato le OO.SS. rappresentative del personale civile. E’ stato un incontro molto breve, anche perché avvenuto a solo qualche  ora di distanza dalla celebrazione del funerale di stato del cap. Giuseppe La Rosa, morto tragicamente in Afghanistan sabato scorso, che dunque non ha reso possibile alcun confronto di merito. Pur tuttavia, le parole di saluto che il Ministro ha rivolto alle OO.SS, di cui ha riconosciuto il ruolo importante, e soprattutto i primi segnali che da Lui sono venuti in merito alle relazioni sindacali, ci consentono di esprimere una valutazione sicuramente positiva di questo primo incontro, che ci lascia ben sperare circa il prosieguo del confronto. Ma andiamo con ordine.

La riunione è stato aperta dal Vice Capo di Gabinetto, dr.ssa Antonietta Fava, che ha presentato al Ministro le delegazioni sindacali presenti. E’ intervenuto successivamente, a nome di tutte le OO.SS. presenti, il collega Bonomo che ha in primo luogo espresso il cordoglio delle Forze Sociali per la tragica scomparsa del cap. La Rosa,  e a seguire ha segnalato al Ministro la necessità di avviare con la maggiore rapidità possibile il confronto di merito sulle diverse questioni ancora aperte che toccano i civili, a partire innanzitutto dai contenuti dei decreti  attuativi della legge delega di riordino dello strumento militare.

Nel suo intervento, il Ministro Mauro ha innanzitutto presentato alle Parti sindacali i due Sottosegretari  di Stato presenti all’incontro, la sen. Roberta Pinotti, alla quale ha attribuito la delega alle relazioni sindacali, e l’on. Gioacchino Alfano, che seguirà invece i rapporti con le rappresentanze militari. Ha poi incentrato quasi tutto il suo intervento sull’attuazione della legge delega, ricordando innanzitutto che le Camere l’hanno approvata a larghissima maggioranza, e senza neanche il ricorso al voto di fiducia. Ha poi evidenziato l’obiettivo di fondo sotteso alla riforma delle FF.AA., che è quello di un riequilibrio di bilancio che ci avvicini alle medie degli altri Paesi (50% personale; 25% investimentiistro le delgazioni siche cxi avvicini alle mediecc; 25% esercizio), allontanandoci progressivamente dagli squilibri attuali (rispettivamente 70, 18 e 12 %); ma ha anche opportunamente ricordato che l’approccio a questo traguardo non può essere di tipo né rigido né ideologico, e che pertanto tutte le soluzioni attuative vadano attentamente vagliate nei loro effetti “affinchè il personale si senta garantito” , aggiungendo che, sotto questo profilo, il confronto di merito con le OO.SS. assume una valenza decisiva.  

E questo, ha proseguito il Ministro, anche  per comprendere meglio i problemi, i bisogni e le aspettative del personale, civile e militare,  che devono rappresentare un punto di riferimento obbligato nella costruzione e nell’attuazione dei provvedimenti attuativi.  Per far questo, ha aggiunto il sen. Mauro, è necessario “uno scambio costante di informazioni” tra Parti sociali e A.D., che vedrà nel Sottosegretario Pinotti il primo soggetto di interlocuzione, “diretta e continua”, con le OO.SS. e la pianificazione di “momenti di confronto a scadenze precise”.  Il primo incontro potrebbe avvenire a breve, avvierà il confronto sui contenuti dei decreti attuativi della delega e consentirà di “entrare nel merito dei passaggi, normativi e legislativi, sin dal primo divenire delle bozze”.  A seguire, e sulla scorta delle risultanze degli incontri con l’on. Pinotti, il Ministro si è reso disponibile sin da ora ad un secondo incontro con le OO.SS., finalizzato ad  affrontare le questioni eventualmente ancora aperte.

Questo primo incontro si è poi chiuso con l’invito del Ministro alle OO.SS. di partecipare alle esequie del cap. La Rosa, invito pienamente raccolto dalla nostra delegazione che è stata presente alla celebrazione, alla cui famiglia vogliamo far giungere i sentimenti di cordoglio e di solidarietà di tutta la nostra O.S.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Comunicato dell Ufficio stampa pubblicato sul sito del Ministero

Allegato 2: Foto dell’incontro Foto 1

Notiziario n. 57 del 16 maggio 2013 –

imagesCA5Z739TRiceviamo un gran numero di richieste di informazioni in merito alle assunzioni di professionalità civili nell’Amministrazione Difesa,  in particolare da parte di coloro che risultano vincitori o idonei nelle graduatorie relative ai concorsi banditi negli ultimi anni dalla nostra Amministrazione.  Al riguardo, forniamo le seguenti informazioni, differenziandole in relazione all’anno di riferimento delle assunzioni.

* Assunzioni riferite all’anno 2010: la Difesa, autorizzata con il DPCM 10.03.2011 per n. 232 unità,  ha  già provveduto ad assumere la quasi totalità degli aventi diritto attingendo alle graduatorie 2006/2007, sulla base dei piani di riparto di cui ai “comunicati Persociv”  datati 15 giu. e 31 ago. 2011.

Assunzioni riferite all’anno 2011: in relazione ai vincoli posti dalla legge, peraltro analoghi a quelli dell’anno 2010  (limite massimo del 20% spesa  e 20% unità cessate nel 2010),  Persociv già nel corso del 2011 aveva inoltrato alla F.P. la richiesta di autorizzazione ad assumere, poi rimodulata sulla base delle risorse disponibili. L’ultima  richiesta  riguarderebbe n. 208 assunzioni complessive, di cui:

–  n. 175  per l’area 3^, e dunque nel numero esatto di carenze nell’area evidenziate alla data del 31.10.2012  all’atto della rideterminazione delle dotazioni organiche (poi recepite con DPCM 22.01.2013, si veda il Notiziario n. 40 del 3.04.2013) avvenuta a seguito dei tagli imposti dalla spending review (D.L. 95/2012),  assunzioni pertanto già ora possibili. I profili interessati dovrebbero essere quelli di funzionario amministrativo (n. 108 unità), bibliotecario (n. 9 unità), e funzionari tecnici (n. 49 unità ex collaboratori tecnici e n. 9 unità ex funzionari tecnici);

–  n. 24 per l’area 2^ (tutti assistenti tecnici), la cui assunzione però, allo stato attuale, potrebbe presentare qualche problema in ragione dell’esubero presente nell’area a seguito della rideterminazione degli organici imposta dal DL 95,  e questo sin quando non si darà corso ai pensionamenti previsti dallo stesso DL 95 con le regole ante  Fornero, rispetto ai quali siamo ancora in attesa della Circolare F.P. per l’individuazione dei criteri di gestione della procedura. 

–   n. 7 ripartite  tra Dirigenti, Professori, Vittime del terrorismo, e altri.

Per procedere alle assunzioni di cui sopra, è però necessaria una formale autorizzazione  recepita  in un apposito DPCM che, in base alle norme vigenti, dovrà comunque essere adottato entro il 30 giugno p.v..  A questo, si deve aggiungere che,  delle cinque graduatorie, tutte relative agli anni 2008/2009,  da cui si dovrebbe attingere per le assunzioni di cui sopra,  ben quattro perderanno validità dal 1 luglio p.v., e solo una (quella relativi ai funzionari amministrativi) a fine febbraio 2014. 

A fronte di questa   situazione,  dopo aver già segnalato il problema nei recenti incontri avuti con i Vertici militari,  abbiamo inviato al Ministro della Difesa la nota qui allegata, con la quale sollecitiamo un Suo autorevole intervento presso Palazzo Chigi finalizzato a sbloccare la situazione e ad assicurare alla Difesa l’assunzione delle 208 unità, con grande sollievo per i vincitori, certo, ma anche con grande beneficio per l’Amministrazione, che sta soffrendo enormemente il blocco del turnover.

Con queste assunzioni, inoltre, verrebbero esaurite le graduatorie di tutti i concorsi già espletati.   

* Assunzioni riferite all’anno 2012 e seguenti: questi i paletti fissati dalla legge per le assunzioni: nell’anno 2012,  max il 20 %  spesa/unità dei cessati 2011;   nell’anno 2013,  max il 20 %  spesa/unità dei cessati 2012;   nell’anno 2014,  max il 20 %  spesa/unità dei cessati 2013;  nell’anno 2015, si potrà invece assumere il 50% % della spesa/unità dei cessati 2014. A partire dall’anno 2016, le assunzioni dovrebbero finalmente coprire la totalità dei cessati dell’anno 2015. Ma il condizionale è d’obbligo.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Lettera al Ministro della Difesa

Notiziario n. 48 del 29 aprile 2013 –

Il Ministro della Difesa Mario Mauro
Il Ministro della Difesa Mario Mauro

Nella mattinata di ieri,  il nuovo Governo, presieduto dall’on. Enrico Letta, ha giurato nelle mani del Presidente Napolitano, e ora si presenterà alle Camere per ottenere il voto di fiducia del Parlamento.

In questo nuovo Esecutivo,  il Presidente  Letta ha chiamato all’incarico di Ministro della Difesa il prof. Mario Walter Mauro.  Senatore della Repubblica eletto nelle liste di “Scelta Civica”, il nuovo Ministro è nato a S. Giovanni Rotondo (FG) il 24 luglio 1961 e si è laureato in filosofia presso  l’Università Cattolica Sacro Cuore, dove ha studiato nel Collegio Augustinianum.  Membro del gruppo cattolico di  Comunione e Liberazione,  ha ricoperto l’incarico di responsabile nazionale per la scuola e l’università di Forza Italia,  ed è stato per molti anni parlamentare europeo. Eletto per la prima volta al Parlamento europeo nel 1999 tra le file di Forza Italia, rieletto sempre con quel partito per la seconda volta nel 2004,  è stato uno dei 14 Vicepresidenti del Parlamento europeo nella legislatura 2004-2009. Rieletto nel 2009 per la terza volta nelle liste del PdL,  è stato fino al 2011 rappresentante personale della presidenza dell’OSCE contro razzismo, xenofobia e discriminazione, con particolare riferimento all’intolleranza e alla discriminazione dei cristiani e dei membri di altre religioni.  Nel gennaio 2013 lascia il Popolo della Libertà, aderisce quindi alla neonata forza politica “Scelta Civica”, e alle recenti elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 viene eletto senatore, e successivamente Capogruppo di “Scelta civica”   in quel ramo del Parlamento. E’ stato uno dei “saggi” nominati dal Presidente Napolitano ed ha contribuito a redigere i documenti conclusivi che il Presidente Letta prenderà a sicuro riferimento nel mettere a punto il programma di governo.

Al nuovo Ministro, abbiamo provveduto ad inviare il seguente telegramma di felicitazioni e di auguri: “Nel momento in cui assume l’alto incarico di Ministro della Difesa, Le giungano da parte mia personale e della O.S. FLP DIFESA le felicitazioni più vive e gli auguri di buon lavoro. La componente civile svolge da sempre un ruolo fondamentale ed insostituibile nella nostra Amministrazione, e siamo certi che le diverse e tuttora presenti problematiche della categoria troveranno nella S.V. adeguata  attenzione e piena disponibilità al confronto con le Forze Sociali,  anche  con riferimento al processo di riordino dello strumento militare avviato dalla L. 244/2012.   Giancarlo Pittelli – Coordinatore Generale FLP DIFESA”

L’arrivo del nuovo Ministro segna in contemporanea  l’addio dell’amm.  Gianpaolo Di Paola, che ha avuto nel corso di questi ultimi anni incarichi di primissimo rilievo in ambito Difesa, tra i quali quelli di Capo di SMD e di Segretario Generale della Difesa.  La storia recente di Di Paola s’intreccia però,  inevitabilmente,  con il progetto di riforma in chiave riduttiva dello strumento militare, che Egli ha fortissimamente voluto,  sul quale ha impegnato l’intera Amministrazione in tutti questi mesi,  e che si è alla fine concretizzata nel varo della legge delega 31.12.2012, n. 244.   L’inizio del suo incarico ministeriale aveva ingenerato in tutti noi grandi speranze per un aperto e costruttivo confronto dopo la negativa stagione di cui era stato prim’attore l’on. La Russa.  Speranze però successivamente deluse, da parte di un Ministro che di fatto non ha mai smesso i panni del Comandante decisionista,  e che aveva del confronto con le Parti sociali un’idea del tutto personale e particolare.  Non è stato un Ministro molto apprezzato né dai lavoratori nè dalle Rappresentanze civili e militari della Difesa, e per questo il suo addio non lascia davvero grandi rimpianti.

Lascia l’incarico anche il dr. Gianluigi Magri,  già Sottosegretario delegato alle relazioni sindacali, persona di straordinaria umanità e di grande sensibilità, a cui rivolgiamo un sincero e cordiale saluto.

(Giancarlo Pittelli)

Ministro della Difesa


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