Il Presidente Renzi e il Ministro Padoan in Parlamento
La vicenda, lunga complessa e per certi versi contraddittoria, legata alla definizione del disegno di legge di stabilità (DDL) 2015 e che ha occupato le cronache politiche dal dopo ferragosto a oggi, sembra finalmente arrivata a conclusione. Dopo il via libera da parte del Consiglio dei Ministri (CdM) del 15 ott u.s. (FLP DIFESA ha pubblicato la bozza entrata in CdM, che ha registrato quasi 4.500 contatti su questo nostro sito!) e dopo i rimaneggiamenti successivi oramai usuali nei dopo CdM, il testo messo a punto dal Ministero dell’Economia è stato prima “bollinato” dalla Ragioneria, poi è stato firmato dal Presidente della Repubblica e infine è stato assegnato alla Camera, dove a breve inizierà l’esame del testo e la sessione di bilancio (in allegato su questa stessa pagina, il testo del DDL)
Come ampiamente noto, trattasi di una complessa e corposa manovra di 36 miliardi di euro, che sul fronte delle entrate incide, in particolare, su deficit (10,4 mld), riduzioni di spesa pubblica (15 mld, di cui oltre 6 a carico dei Ministeri, 767 mln a carico del M.D. ) e lotta all’evasione fiscale (3,8 mld), mentre sul fronte delle uscite, anche qui in particolare, assicura (9,5 mld) la stabilizzazione del bonus fiscale di 80€, opera un taglio (5 mld) sulla componente lavoro dell’IRAP e defiscalizza per tre anni i nuovi contratti a tempo indeterminato (2 mld).
Come al solito, una parte considerevole della manovra si scaricherà sul pubblico impiego (art. 21 del DDL) e sul Ministero della Difesa (art. 31), ed è proprio su queste scelte del DDL di bilancio 2015 che desideriamo soffermarci in questo Notiziario, segnalando le disposizioni di maggiore interesse, diretto o anche solamente indiretto, dei lavoratori della Difesa, e più in generale della nostra Amministrazione.
PUBBLICO IMPIEGO E PERSONALE FORZE ARMATE (art. 21 del DDL)
Proroga del blocco economico dei contratti di lavoro del personale pubblico a tutto il 31.12.2015;
Estensione al 2018 della norma che prevede il computo dell’Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC) in godimento al 31.12.2013, e dunque conseguente blocco del suo pagamento per il 2015.
Blocco degli automatismi stipendiali per il personale non contrattualizzato (dunque, anche FF.AA.) previsti dalla L. 448/1998, e pertanto il 2015 non sarà utile ai fini della maturazione di classi/scatti.
Abrogazione delle norme che prevedono per il personale delle FF.AA. la promozione il giorno precedente la cessazione del servizio.
Riduzione dal 70 al 50% dell’indennità di ausiliaria, calcolata quale differenza tra il trattamento di quiescenza e quello del parigrado in servizio.
Riduzione del 50% delle indennità per piloti (Ufficiali in SPE) e di quella per i controllori di volo (Ufficiali e Sottufficiali in SPE).
Abrogazione per i militari pensionati della possibilità di percepire in un’unica soluzione il valore corrispondente alle rafferme biennali non contratte per raggiungimento dei limiti d’età.
Riduzione (-119 mln €) dell’autorizzazione di spesa relativa al riordino delle carriere del personale non direttivo/dirigente delle FF.AA., con trasferimento al bilancio dello Stato dei residui 2011-2014.
Rideterminazione al 50% (da 1:500 a 1:250) dell’attuale composizione delle Rappresentanze militari (COCER, COIR e COBAR) e limitazione delle loro spese al 50% di quelle sostenute nell’anno 2013.
Dunque, vengono sbloccate per il personale del comparto sicurezza e difesa (anche FF.AA.) gli aumenti derivanti da promozioni, assegni di funzione, indennità operative, scatto parametro; parimenti, parrebbe rimosso il blocco delle retribuzioni al 31.12.2010 del personale contrattualizzato, e dunque anche dei dipendenti ministeriali, disposto dall’art.9, comma 1, del DL 78/2010 per il quadriennio 2010-2013, e successivamente esteso anche al 2014.
MINISTERO DELLA DIFESA (art. 31 del DDL)
Abrogazione dell’indennità di trasferimento in patria di personale FF.AA., pari a trenta diarie intere di missione per il primo anno e del 30 % per il secondo, dopo l’impiego in Enti/organismi internazionali
Prolungamento da tre a quattro anni, con rallentamento degli avvicendamenti (-330 annui), del personale trasferito all’estero e riduzione del 10% degli organici del personale civile;
Riduzione del 20% del personale assegnato agi Uffici di diretta collaborazione del Ministro;
Abrogazione dei c.d. “stage difesa” nell’ambito delle iniziative di pubblicizzazione delle FF.AA..
Medaglie mauriziane, concesse al personale militare con 10 lustri di servizio, non coniate solo in oro.
Vietata la possibilità di esperire nuove gare o rinnovare i contratti in scadenza al 31.12.2014 per l’affidamento a terzi del servizio di trasporto collettivo del personale del MD mediante linee bus.
Energica riduzione del numero di alloggi ASIR (di rappresentanza), dagli attuali 55 a soli 6, che saranno assegnati ai Vertici militari (Capo SMD; Capi SS.MM; Segr. Gen. e Cte Gen. Arma CC), con contestuale recupero ai fini della loro valorizzazione degli alloggi oggi in uso a Cti territoriali e altri.
Riduzione degli Organi della Giustizia militare, con soppressione del Tribunale mil. e dell’Ufficio mil. di Sorveglianza, le cui funzioni verranno trasferite alla Corte mil. d’Appello, e soppressione delle Procure e Tribunali mil. di Verona e Napoli con contestuale istituzione di un Tribunale e di una Procura mil. per l’Estero, entrambi con sede a Roma, che avranno competenza sui reati commessi all’estero e sulle navi ed aeromobili che si trovino in acque e spazi internazionali. I magistrati degli Enti soppressi dovrebbero permanere nei ruoli della Magistratura mil., ancora capienti nonostante gli organici vengano ridotti da 58 a 47, mentre il personale civile non dirigente verrebbe trasferito in mobilità volontaria alla Giustizia, e in misura non inferiore alla metà di quello attualmente impiegato. In merito alla riduzione degli Uffici Giudiziari militari, che segue quella del 2008 ex L. 244/2007, ci riserviamo di approfondirne i diversi aspetti nei prossimi giorni attraverso uno specifico Notiziario.
Accelerazione ed efficientamento delle procedure di dismissione in corso degli immobili del MD, inclusi quelli a carattere residenziale, i cui proventi verranno integralmente e definitivamente versati all’entrata del bilancio dello Stato, e non più riassegnati al nostro Ministero. In aggiunta, i bandi di gara verranno effettuati con prezzi-base ridotti del 20%. Infine, sono destinati all’entrata del bilancio dello Stato le risorse derivanti dalla cessione di quote di fondi comuni di investimento immobiliare
Abrogazione della norma che prevede l’attribuzione del grado di tenente generale o corrispondente, ancorchè non organicamente previsto, agli Ufficiali più anziani di vari Corpi (TRAMAT, Commissariato, Sanità, Capitanerie di Porto e ruolo armi AM) se in possesso di un’anzianità minima pari a un anno nel grado di maggiore generale o corrispondente.
AGENZIA INDUSTRIE DIFESA (comma 20, art. 31 DDL)
differimento al 31.12.2016 del termine previsto dall’art. 5 della Legge 24.02.2012, n. 13, che fissa al 31.12.2014 la “liquidazione” delle Unità Produttive che a quella data non abbiano raggiunto la“capacità di operare secondo criteri di economica gestione”
proroga di solo 11 degli attuali 34 contratti in essere presso Agenzia Industrie Difesa;
rideterminazione in numero di 12 degli Uffici dirigenziali non generali dell’Agenzia, di cui 4 dirigenti di II fascia amministrativi e 8 dirigenti di seconda fascia tecnici.
Va comunque precisato che dette disposizioni non erano presenti nella bozza entrata in CdM il 15 u.s.. Dunque, parrebbe centrato l’obiettivo della proroga per gli Enti AID, ancorchè al netto di finanziamenti, sul quale il nuovo D.G. si era impegnato proprio su sollecitazione della nostra O.S. (vds. Notiziario n. 98).
Queste le disposizioni che toccano più da vicino il P.I., su cui CSE/FLP esprimerà nei prossimi giorni la propria valutazione, e su quelle che toccano la Difesa. Cosa dire di queste ultime? L’impressione è che, per la prima volta pur se in modo ancora insufficiente, si vada nella direzione, da noi sempre sollecitata, di intaccare alcuni privilegi borbonici e di ridurre gli sprechi nel MD. A tal proposito, nel rinviare a successivi approfondimenti, invitiamo tutti i colleghi a partecipare al sondaggio pubblicato sulla home page del nostro sito.
Dopo l’illustrazione al Consiglio Supremo di Difesa da parte della Ministra Pinotti, le “Linee guida” del redigendo Libro Biancoper la sicurezza internazionale e la difesa sono state pubblicate sul sito del Ministero della Difesa (disponibili anche su questa stessa pagina). Si tratta di 90 tesi per i diversi argomenti, redatte da un “gruppo di esperti”, e che costituiscono la base di partenza per l’elaborazione del Libro, che fisserà la strategia di evoluzione nei prossimi 15 anni dello strumento mil.
Le tesi muovono dal contesto attuale, caratterizzato da “ una diffusa e frequente instabilità” . Ricordato “il legame con la comunità internazionale”, il rapporto con la NATO e il ruolo dell’ONU come “riferimento principale ed ineludibile di legittimazione” , le tesi segnalano l’esigenza di pervenire “ad una nuova idea di sicurezza e difesa nazionale”, che dovrà “poggiare sui tre pilastri: integrazione europea., coesione transatlantica e relazioni globali”.
Siccome è la Costituzione che li fissa, “occorre interrogarsi non tanto sui compiti assegnati alle FF.AA. quanto piuttosto su come esse potranno essere assolti e su come lo Strumento militare dovrà essere configurato per poterli assolvere anche nel futuro”. Il Libro Bianco dovrà individuare “la corretta futura postura delle nostre FF.AA.”, che dovrà essere configurata in base a quattro parametri: “geostrategico” (in funzione di interessi e priorità nazionali); “quantitativo” (in base alla dimensione numerica delle disponibilità umane e materiali);“qualitativo” (cioè adeguato per tecnologia, formazione, addestramento e prontezza); infine “capacitivo”, per poter conseguire gli obiettivi assegnati. In sintesi, lo strumento militare futuro dovrà essere “interforze,internazionale, interoperabile” e inoltre “efficace, efficiente ed economico”. Occorrerà dunque individuare ”il più idoneo modello organizzativo generale”,eliminando duplicazioni, riducendo “il numero dei livelli gerarchici” e razionalizzando e semplificando i processi e le strutture.
In questo contesto, un ruolo fondamentale è assegnato al personale del MD: a tal fine, le “Linee guida” evidenziano “la necessità di interrogarsi su quali saranno le indispensabili capacità umane, culturali e professionali che saranno richieste al personale militare e civile della Difesa e che ne caratterizzeranno lo status ed i percorsi formativi ed addestrativi”. Per i militari, occorrerà “interrogarsi se la condizione di militare e le relative assolute peculiarità, anche di impiego e di stato giuridico, non possano essere meglio garantite e rese di maggiore utilità per il Paese riconoscendo a tale condizione una differenza tanto marcata dal pubblico impiego da superare il rapporto di genere e specie che, fino ad ora, ha condizionato entrambi i domini”. Dunque, una specificità ancor più specifica…… A noi civili, i redattori delle “Linee guida” dedicano poche righe: “nell’ambito di una struttura futura nella quale le componenti civili e militari risulteranno necessariamente più integrate e sinergiche, va valutato quali ruoli prevedere per il personale civile della Difesa e come garantirnelepossibilità di crescita meritocratica e di valorizzazione culturale e professionale”. Bene, ma a quando, allora?
In materia di acquisti,andranno affrontati i nodi relativi al “rapporto fra i Vertici T-O e quelli T-A”, al rapporto “fra Difesa e lndustria” e, ai fini dell’attività di acquisizione, occorrerà porsi il problema della formazione del personale “riconsiderando la formazione e l’impiego della componente civile, al fine di poter disporre di personale più qualificato a livello gestionale”. Infine, l’ultima tesi: da valutare la percorribilità di ”una legge di bilancio quinquennale scorrevole per i maggiori investimenti della Difesa”, per dare stabilitàal sistema.
Segnaliamo però ai colleghi che neanche un rigo viene dedicato all’area industriale, da sempre definita “strategica”. Mah!
Per completare questi brevi note sulle “Linee Guida”, va infine detto che la Ministra ha fatto attivare un indirizzo mail, librobianco@difesa.it , già operativo, al quale è possibile inviare dei contributi per il Libro Bianco che il Governo intende licenziare entro l’anno. Bene, speriamo solo che, come avvenuto per la c.d. riforma P.A., non si usi strumentalmente questa iniziativa per negare il doveroso e utile confronto con le Rappresentanze del personale, su scelte che comunque peseranno enormemente sulla pelle dei lavoratori.
Nel pomeriggio di martedì 24 u.s., la Ministra della Difesa sen. Roberta Pinotti è stata audita dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato, riunite in seduta congiunta sotto la presidenza del sen. N. La Torre. Oggetto dell’audizione, il “Documento programmatico Pluriennale per il trennio 2014-2016” in corso di presentazione, e cioè il testo che illustra le scelte del bilancio annuale in materia di Difesa.
Nella sua relazione introduttiva, la Ministra ha chiarito innanzitutto che il contributo del MD alle manovre di contenimento della spesa pubblica non solo è stato di gran lunga superiore a qualsiasi altro Dicastero, ma avrà un ulteriore seguito con la riduzione di 43.000 unità di personale da qui al 2024. Guardando a quanto già fatto, il contributo del MD è stato immediato e strutturato ed è già operativo. Dal 2008 ad oggi, la Difesa ha visto diminuire le consistenze iniziali del bilancio dei settori investimenti ed esercizio di 1.732,7 mln € (– 27,51% rispetto al 2008). In particolare, la spesa per i consumi intermedi si è ridotta di 1.440,3 mln € (- 63,59%) e “in proiezione, scenderà ancora”, una situazione questa in assoluta controtendenza rispetto agli altri Ministeri dove la spesa predetta è invece cresciuta. Gravi appaiono già ora gli effetti: “oltre ai pesanti sacrifici richiesti al personale, la drastica riduzione nelle risorse per l’addestramento e la manutenzione dei mezzi ha determinato una simmetrica riduzione del grado di approntamento dello strumento militare. Senza un’inversione di tendenza, esiste il rischio di non poter far fronte a impegni militari che non siano stati debitamente programmati”. Da qui l’esigenza di procedere ad un ripensamento delle scelte “attraverso la predisposizione del Libro Bianco la cui funzione è quella di tornare a ragionare sui rischi e le minacce che gravano sull’Italia, sugli interessi da tutelare e sulle scelte da compiere in tema di organizzazione e impiego dello strumento militare”.
Nel corso dell’audizione, la sen. Pinotti ha inoltre illustrato i due più significativi programmi di ammodernamento delle FF.AA. italiane: il programma navale e quello relativo ai caccia F-35. Il primo si protrarrà sino al 2032 con un costo complessivo stimato in 5.800 mln €, prevede il parziale rinnovamento della flotta MM, ela conferma dell’acquisizione della IX e X FREMM (FRegate Europee Multi Funzione). Riguardo agli F-35, la Ministra ha lanciato l’allarme sulle conseguenze della sospensione del programma, che ha confermato sino alla stesura del Libro Bianco. ”Sospensione “doverosa” in considerazione “delle indicazioni emerse in Parlamento”, ma che implica “oneri non trascurabili” e rischia “di causare effetti particolarmente negativi in termini di sostenibilità industriale”. La sen. Pinotti ha aggiunto che, ad oggi, i contratti già operanti riguardano in tutto sei velivoli; ha poi annunciato che “sono già state avviate le operazioni di assemblaggio dei primi velivoli italiani”, e nel 2015-2016ci saràla consegna dei primi tre. La Ministra ha spiegato inoltre come nel sito industriale di Cameri, in provincia di Novara, presso il quale si lavora per le componenti italiane del progetto, si sia giunti a una fase cruciale per il buon esito del progetto e che qualora le attività produttive relative ai lotti successivi non dovessero essere avviate, si potrebbe determinare “un peggioramento sostanziale della competitività dell’intero sito produttivo”.
Queste le considerazioni della Ministra. Comprensibili certamente i gridi di allarme sui tagli del settore esercizio e le amare riflessioni sui contributi del MD alla spending review. Il problema è però come si esce dalle attuali criticità: a nostro avviso, non certo aumentando la spesa per investimenti. C’è un nodo nel bilancio del MD, e riguarda la spesa spropositata (oltre il 70%, in Europea la media è del 50%) per il personale, gran parte della quale (85%) è “mangiata” dal personale militare, in primis i più alti in grado. Come mai Renzi-Madia chiedono sacrifici a tutti, cittadini, istituzioni, lavoratori pubblici, imprese, sindacati etc.etc, ma non riducono neanche una sola delle innumerevoli voci di spesa per il personale militare?
Sarebbe interessante se la Ministra rispondesse a questa semplice domanda che viene dalla società civile.
La sen. Roberta Pinotti, già Sottosegretario nel Governo Letta, è il nuovo Ministro della Difesa. Nella mattinata di sabato 22 u.s., insieme con tutti gli altri membri del nuovo Esecutivo presieduto da Matteo Renzi, ha giurato nelle mani del Presidente della Repubblica, in attesa del voto di fiducia delle Camere. Prende il posto del sen. Mario Mauro, che lascia, pare con molta amarezza, il nostro Ministero, e al quale rivolgiamo un cordiale saluto e il ringraziamento per aver riannodato in modo positivo il filo delle relazioni sindacali in ambito Difesa che avevano toccato il minimo storico con gli ultimi due Ministri, l’on La Russa e l’amm. Di Paola.
Roberta Pinotti, nata a Genova il 20 maggio 1961, è laureata in lettere moderne ed ha insegnato italiano nei licei. Esponente del Partito Democratico, già PCI-PDS-DS, è stata assessore alla scuola, alle politiche giovanili e alle politiche sociali della Provincia di Genova dal 1993 al 1997 e successivamente assessore alle Istituzioni scolastiche di Genova dal 1997 al 1999. Eletta nelle elezioni politiche del 2001 alla Camera dei Deputati, riconfermata nelle elezioni politiche del 2006, è stata nominata Presidente della IV Commissione Difesa, prima donna italiana a ricoprire tale incarico. Alle Elezioni politiche del 2008 è eletta al Senato della Repubblica, ed è stata anche in quella legislatura componente della IV Commissione Difesa. Rieletta sempre in Senato nell’attuale legislatura, ha fatto parte del Governo Letta con l’incarico di Sottosegretario alla Difesa, con delega, tra le altre, alle relazioni sindacali. Dunque, come si può vedere, un politico che si è interessata, in questi anni e in modo continuativo, delle problematiche della Difesa.
Roberta Pinotti è il primo ministro donna nella storia della nostra Amministrazione. Un fatto nuovo e davvero significativo, in un Ministero storicamente e tradizionalmente “maschile” e proprio per questo da sempre appannaggio degli uomini. Salutiamo con grande piacere questa assoluta novità, convinti che la novità di genere possa essere apportatrice di sensibilità e approcci nuovi nella gestione della Difesa.
Al nuovo Ministro, abbiamo provveduto ad inviare il seguente telegramma di felicitazioni e di auguri: “Nel momento in cui assume l’alto incarico di Ministro della Difesa, prima donna nella storia del Dicastero, Le giungano a nome mio e della O.S. FLP DIFESA le felicitazioni più vive e gli auguri di buon lavoro. La componente civile svolge da sempre un ruolo fondamentale ed insostituibile nell’ A.D., e siamo certi che le diverse e tuttora presenti problematiche della categoria troveranno nella S.V. adeguata attenzione e piena disponibilità al confronto con le Forze Sociali, in continuità con la Sua precedente esperienza di Sottosegretario delegato e con riferimento in particolare alle incombenze legate ai DD. LLgs. attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare. Giancarlo Pittelli – Coordinatore Generale FLP DIFESA”
Il nuovo Ministro troverà sul tavolo una serie di problemi di notevole entità: dall’incredibile e tuttora irrisolta vicenda dei due fucilieri della Marina Militare, detenuti a New Delhi oramai da due anni, al nodo controverso dell’acquisto degli F35, sulla cui affidabilità sono stati sollevati recentemente dei fondati dubbi che parrebbero orientare il maggior partito di maggioranza (PD) a chiederne il dimezzamento negli acquisti (da 90 a 45) e la diversificazione con gli Eurofighter ; dalla nomina dei nuovi vertici dell’AISE (Agenzia informazioni e sicurezza esterna), il servizio segreto militare, a quelle in Finmeccanica, società partecipata dal Tesoro ma sulla cui governance una parola importante spetta da sempre alla Difesa, al cui vertice sembrerebbe destinato l’amm. Di Paola.; e, infine, la realizzazione del complesso processo di riduzione dello strumento militare di cui ai DD. LLgs. nn. 7 e 8/2014 attuativi della Legge 244, in cima al quale sta la ripartizione di compiti e funzioni tra aree/ uffici dell’A.D. e di cui al redigendo Regolamento, un impegno questo oltremodo difficile, rispetto al quali appare davvero centrale il rapporto con le Parti Sociali.
(Giancarlo Pittelli)
Il saluto al Ministro nell’Ufficio di GabinettoLe felicitazioni del Vice Capo di Gabinetto al Ministro
Notiziario n. 2 del 10 gennaio 2014 –
L’amm. Di Paola, ideatore della delega, con il Ministro Mauro
Nella seduta odierna, il Consiglio dei Ministri (CdM) ha approvato in seconda e definitiva lettura i due decreti legislativi attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare rielaborati dall’Ufficio Legislativo dopo i pareri espressi dalle Commissioni Difesa (Notiziario n. 134 del 23 dic u.s.) sugli schemi adottati in prima lettura l’8 agosto u.s. (Notiziari n. 89 e 92/2013). Al momento in cui scriviamo, non conosciamo ancora i testi finali usciti dal CdM; pur tuttavia, le novità introdotte ci erano state anticipate nel corso della riunione che le OO.SS. nazionali hanno avuto nel pomeriggio di ieri 9 gennaio con il Sottosegretario Pinotti, e alla quale ha partecipato in avvio anche il Ministro della Difesa.
Il sen. Mauro ha tenuto innanzitutto a precisare come, nella scrittura finale dei due testi, la quasi totalità delle indicazioni espresse dalle due Commissioni Difesa fosse stata accolta. Ha quindi espresso piena soddisfazione per il lavoro sin qui svolto ringraziando le OO.SS. per il contributo offerto, ma ha affermato al contempo di essere comunque consapevole che alcuni problemi permangono ancora irrisolti. Per questo, ha delineato i propri intendimenti per il prossimo futuro: innanzitutto, l’uscita del “libro bianco” della Difesa, che avrà come fulcro il tema della “formazione continua” ; poi, a seguire, l’apertura di una fase di riflessione e di confronto, in sede politico-parlamentare ma anche con le Parti sociali, che dovrebbe traguardare la riforma dell’attuale modello difesa. In questo contesto, ha concluso il Ministro, è suo preciso intendimento quello di valorizzare al massimo la componente civile, della quale ha riconosciuto il ruolo importante e decisivo all’interno del Ministero Difesa, e di voler perseguire questo obiettivo anche attraverso un confronto costante, aperto e costruttivo, con le Rappresentanze sindacali.
Il Ministro ha poi abbandonato la sala riunione per altro impegno con i COCER, lasciando alla sen. Pinotti il compito di illustrare le modifiche apportate ai testi dei decreti rispetto a quelli adottati in prima lettura dal CdM, novità che proviamo a sintetizzare corredandole di alcune nostre prime considerazioni.
Decreto Legislativo sugli assetti ordinamentali
Sono state espunte le modifiche/integrazioni contenute negli artt. 29, 33 e 41 del testo uscito ad agosto dal CdM, che, in particolare in materia di armamenti, subordinavano il Segr. Gen. al Capo SMD. E’ questa la parte politicamente più significativa, in quanto è stato fermato il tentativo di depotenziare SGD a favore di SMD (si ricordi l’audizione dell’amm. Binelli Mantelli…). La denuncia della nostra O.S. (Notiziario n. 82 del 15 lug), le iniziative di lotta poste in essere dai lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL (al cui fianco FLP DIFESA è sempre stata, e praticamente in solitudine) e le continue sollecitazioni da noi rivolte alle Commissioni Difesa che sono andate a buon segno, hanno evidentemente avuto un peso decisivo. Rimane però un problema: contro l’indicazione data dalla Commissioni, e la cosa appare rilevante, l’art. 15 novellato del COM rimane quello uscito dal CdM di agosto, e rinvia ad un successivo Regolamento per la ripartizione di compiti e funzioni tra SMD e SGD e delle attribuzioni di comando nei riguardi del personale. Potrebbe ancora passare da qui il tentativo di alleggerire le due DD.GG. che rappresentano, insieme a Segretariato e altre DD.GG., uno dei luoghi di più marcata civilizzazione della Difesa, e per questo vanno difese. Noi pensiamo che le pesantissime osservazioni venute dalle Commissioni Difesa sulla necessità di mantenere l’attuale ripartizione tra SMD e SGD non potranno non essere tenute presenti anche in sede di scrittura del Regolamento; pur tuttavia, si dovranno mantenere alte l’attenzione e la mobilitazione dei lavoratori. E’ quello che la nostra O.S. cercherà di fare, sperando di non restare ancora da sola.
2. All’interno dello stesso art. 15, è stata espunta la parola “tendenziale” dal comma 2-bis, let. e, che prevede l’attribuzione di compiti tecnico-amministrativi al personale civile. Un importante e significativo riconoscimento, al quale però occorrerà dare concretezza e operatività in sede di ridefinizioni di organici e organigrammi degli Enti della Difesa. Altrimenti sarà solo aria fritta!
3. In ultimo, non possiamo non rilevare, nella prima pagina dello schema di decreto (“RITENUTO…”), la totale non condivisione dei contenuti della parte relativa al sistema di relazioni sindacali, che insieme ad altre sigle sindacali abbiamo chiesto venga espunto. Ma nel nostro intervento abbiamo anche evidenziato l’inaccettabilità del rigetto dell’indicazione venuta dalla Commissione Difesa della Camera di far espresso riferimento alla contrattazione decentrata, come da noi richiesto.
Decreto Legislativo sul personale militare e civile
Dopo il clamore suscitato dai media, è doveroso dar subito conto che è stata espunto l’art. 2209 sexies relativo all’esenzione del servizio del personale militare. Niente più “scivoli d’oro”, dunque, per i nostri colleghi con le stellette, compensati però da una riserva del 5% di mobilità verso altre AA.PP., con possibilità di attingere anche alla quota non utilizzata riservata ai civili (15%).
Nella parte che più interessa il personale civile (art. 12), segnaliamo ai colleghi:
– la cancellazione della mobilità in ambito regionale ai fini dell’assorbimento delle eccedenze, richiesta sulla quale, come noto, la nostra O.S. si è ripetutamente spesa in questi mesi e anche qui praticamente da sola; sulla questione, a seguito delle nostre sollecitazioni in sede politica, vi è stato un parere molto chiaro di entrambe le Commissioni Difesa che ha dato il là alla modifica;
– non si dovrà seguire alcun ordine di priorità nelle opzioni previste per l’assorbimento eccedenze;
– purtroppo, permane la norma che prevede il passaggio al FUA della sola quota strutturale del FESI (e non anche di quella variabile) del personale transitato, su cui abbiamo chiesto un ripensamento;
– non vanno infine dimenticati, le importanti assicurazioni venute, su nostra sollecitazione, sia sui tavoli nazionali che dal Ministro in sede di audizione, sui transiti dei militari nei ruoli civili.
Rimane ancora aperta la questione relativa alla tabella di equiparazione, rispetto alla quale la sen. Pinotti ha comunque confermato in riunione l’invio alla F.P. della proposta A.D. che reca una secca indicazione (SU in area 2^ e U. in area 3), come noi chiedevamo da anni, al netto delle favorevoli opzioni relative alle posizioni apicali (primo Maresciallo e Luogotenente) inizialmente previste.
Queste, le novità intervenute nell’ultima stesura dei testi. Rispetto a queste novità, non possiamo non esprimere una certa soddisfazione. Considerando la situazione di partenza, e cioè i paletti estremamente penalizzanti fissati dalla legge delega che FLP DIFESA (da sola!) ha cercato a suo tempo di contrastare in tutti i modi (mobilitazione; controproposte; iniziative varie; manifestazione nazionale del 6.07.2012; etc.), dobbiamo dire che il combinato disposto tra le cose portate a casa nei confronti di luglio e quelli emersi oggi, evidenzia un risultato certamente positivo, dovuto anche – è giusto riconoscerlo – alla disponibilità e all’attenzione riservate dall’attuale Vertice politico. Una soddisfazione per la nostra O.S., che aveva esplicitato sin da subito le proprie “osservazioni e proposte” (si veda il documento allegato al Notiziario n. del 15.07.2013), la gran parte delle quali risultano recepite.
Naturalmente la soddisfazione è solo relativa al fatto che, a fronte di quella legge concepita e voluta dall’amm. Di Paola, siamo riusciti a limitare i danni. Ma non certo a risolvere lo spinoso problema legato alla mancata civilizzazione e al riconoscimento dei nostro ruolo e funzioni, che necessitano di essere demarcati e distinti rispetto a quelli dei militari. Risolleveremo la questione nel corso del prossimo incontro con il Ministro, preannunciato per febbraio, che avvierà il confronto sul nuovo modello Difesa.
Completiamo questo Notiziario dando ancora conto di un paio di cose: la prima, il ribadito e forte impegno del sen. Pinotti e del Ministro per ottenere dalla F.P. una deroga per l’assunzione dei vincitori di concorso; la seconda, la nostra richiesta di istituire un “Osservatorio A.D-OO.SS.” per seguire tutto il processo di riduzione. Infine, è fissato per il 20 p.v. l’avvio del confronto con il SSS Pinotti su mobilità e reimpieghi.
Ed ora, attendiamo di conoscere i testi definitivi dei DD. LLgs. usciti dal C.d.M e, a seguire, proporremo ai colleghi le nostre riflessioni generali su questa lunga vicenda che ci ha impegnato due anni.
Pubblichiamo di seguito: i testi dei decreti; il comunicato stampa di Palazzo Chigi; le slide predisposte dall’A.D.
I sen. Mauro e Pinotti in un incontro con le OO.SS.
Non si può certo dire che le Commissioni Difesa di Camera e Senato siano state particolarmente tenere con gli schemi di decreti attuativi presentati dal Ministro Mauro e poi adottati in prima lettura dal CdM in data 8 ago. u.s. (Vedi Notiziario n. 92/2013). Tutt’altro! Pur con qualche sottolineatura e sfumatura diversa, i pareri delle due Commissioni, e dunque dell’intero Parlamento, appaiono sostanzialmente convergenti ed esprimono posizioni di aperto dissenso nei confronti di alcune scelte tenacemente volute dai Vertici militari, esprimendo osservazioni e raccomandazioni che, proprio perché simili, dovrebbero pesare ai fini delle scelte definitive del Ministro e del Governo sui due provvedimenti.
Osservazioni e posizioni che, su alcuni aspetti di primaria importanza, FLP DIFESA accoglie con grande soddisfazione, atteso che molte delle questioni oggetto di parere sono state sollevate dalla nostra O.S. nel documento recante “Osservazioni e proposte di FLP DIFESA” (si veda il Notiziario n. 82 del 15.07.2013) e successivamente proposte all’attenzione delle Commissioni Difesa (audizione parlamentare del 22.10.2013, vds. Notiziario n. 115 di pari data).
Esaminiamo allora, pur se in modo necessariamente veloce e sintetico, i pareri presentati dai relatori Vattuone (Senato) e Scanu (Camera) sui due provvedimenti, poi approvati a maggioranza dalle due Commissioni, che pubblichiamo , insieme a quelli presentati dall’opposizione, su questa stessa pagina.
SCHEMA DECRETO ATTUATIVO SULL’ORDINAMENTO (ATTO DI GOVERNO N. 32)
– il Parlamento “opta per il mantenimento dell’attuale assetto della catena di comando a vertice della Difesa, scongiurando un’eccessiva concentrazione di poteri a favore del Capo di SMD e un conseguente assorbimento del ruolo del Segretario Generale” che era esattamente quanto da noi denunciato da luglio in avanti, in tutte le sedi, sul depotenziamento del ruolo del Segretario Generale Sarebbe interessante conoscere su questo “parere” l’opinione del Segretario Generale che nella sua audizione ha difeso strenuamente quella previsione e anche quella (di cui diremo dopo) in materia di armamenti, certo paradossale se si considera il suo ruolo di “capo” dell’area tecnico-amministrativa;
– contestato il rinvio ad un successivo Regolamento per la ripartizione delle funzioni e dei compiti tra gli Organi tecnici del Ministero, sulla base del principio “delegata potestas non potest delegari” che il Ministro si era sforzato, evidentemente a vuoto, di contrastare nell’audizione del 12 u.s.;
– in materia di armamenti, il Parlamento chiede espressamente, come noi avevamo sollecitato nel documento consegnato alle Commissioni Difesa, l’espunzione della previsione che subordinava le attribuzioni del Segretario Generale “nell’ambito delle direttive tecnico-operative del Capo di SMD, al fine si assicurare l’unitarietà del comando”, rivendicando peraltro la centralità decisionale (“pareri vincolanti”) in ordine alle “eventuali proposte di rimodulazione del Capo di SMD”;
– proposta della Commissione Difesa della Camera di “prevedere un ruolo consultivo del Comitato dei Capi di SM, in rapporto diretto con il Ministro”, che ridimensiona un pò il ruolo del Capo di SMD;
– in materia di funzioni e compiti di personale civile (art. 15 novellato COM, lettera e), le Commissioni chiedono l’espunzione della parola “tendenziale”, come richiesto da tutte le OO.SS. nazionali.
SCHEMA DECRETO ATTUATIVO SUL PERSONALE (ATTO DI GOVERNO N. 33)
– clamorosa bocciatura a tutto tondo delle previsioni della norma contenuta nell’art 2209-quinquies relativa all’ “esenzione dal servizio” per il personale militare, meglio conosciuta con il nome coniato dai media (”scivoli d’oro”), che invece il Ministro in sede di audizione aveva difeso in maniera convinta, ma che evidentemente, oltre a noi, non ha convinto neanche i parlamentari;
– altrettanto clamorosa appare la bocciatura della scelta, ufficializzata dal Capo di SMD nella sua audizione parlamentare e da noi resa evidente a tutti con il Notiziario n. 126 del 23 nov. u.s., di sottrarre competenze a PERSOMIL e PREVIMIL per attribuirle direttamente alle FF.AA. Le Commissioni chiedono di “garantire il mantenimento di tutti gli atti amministrativi relativi allo stato giuridico e al trattamento economico e normativo del personale militare presso la Direzione Generale del personale militare”. Evidentemente, la denuncia della nostra O.S., e quella ben più efficace dei lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL e delle loro RSU, che sono scese in piazza per difendere uno dei pochissimi punti di civilizzazione della Difesa, ha avuto efficacia ed effetto. Peccato solo che in questa battaglia, CGIL-CISL-UIL e altre O.S. abbiano maturato scelte diverse;
– in materia di riassorbimento delle eccedenze di personale civile (art. 2259-ter del COM), entrambe le Commissioni chiedono di escludere, tra le opzioni, la mobilità interna su base regionale come FLP DIFESA ha tenacemente (e praticamente da sola) chiesto in tutti questi mesi, alla quale la nostra Amministrazione in sede di confronto aveva sempre risposto picche. La condizione posta dalle Commissioni prevede che “le procedure di mobilità interna limitino il reimpiego del personale civile nel solo ambito comunale e provinciale e a domanda dell’interessato”. Ancor più efficace!
– sui transiti nei ruoli civili della Difesa dei militari in eccedenza, i pareri li assimilano a quelli verso le altre PP.AA, con i chiarimenti e le precisazioni da noi richiesti e già resi dai Vertici politici.
Questi, in estrema sintesi, gli aspetti a nostro giudizio più interessanti recati dai “pareri” espressi dalle due Commissioni Difesa che, sempre a nostro avviso, smontano alcuni pezzi importanti dei due provvedimenti, forse quelli su quali lo Stato Maggiore Difesa aveva maggiormente investito e sui quali si era più tenacemente impegnato. E la cosa assume un enorme significato politico, proprio perché viene dalla maggioranza che sostiene questo Governo. Un parere favorevole che nasconde, di fatto, una sostanziale bocciatura delle parti più significative dei provvedimenti. E, in questo nostro Notiziario, non abbiamo neanche accennato alla “questione alloggi”, perché essa appare di quasi esclusivo interesse del personale militare, su cui però il parere recato è altrettanto “pesante”. Se poi ci aggiungiamo il disimpegno di Forza Italia, che però non ha presentato una propria e autonoma proposta di parere (l’on. Cicu ha espresso contrarietà perché viene “contemplata la soppressione della misura dell’esenzione dal servizio”…….) e le ben più corpose osservazioni in negativo di M5S e SEL, che sono arrivate a proporre per il decreto sul personale addirittura parere contrario, allora siamo ad una quasi Caporetto.
Al momento in cui scriviamo questo Notiziario, non sappiamo ancora, ovviamente, in quale considerazione il nostro Ministro e il Governo, di cui Egli fa parte, terranno i “pareri” del Parlamento che, non va assolutamente dimenticato, hanno carattere esclusivamente consultivo. Anche per questo, forse, sarebbe stata necessaria a suo tempo una maggior attenzione in merito ai contenuti della legge delega sul fronte politico e parlamentare. Ma anche naturalmente su quello sindacale, atteso che, come la storia dimostra senza tema di smentita, FLP DIFESA è stata l’unica a scendere in piazza, quando ancora non era legge dello Stato, contro le scelte contenute nella delega, oggi purtroppo vincolanti.
Attenderemo ora con ansia di conoscere gli approdi conclusivi dei provvedimenti e i testi definiti che verranno adottati in seconda lettura dal Governo, che sicuramente vedranno la luce entro la fine di quest’ anno per poter entrare in vigore entro i tempi fissati dalla delega. Ovviamente ne daremo conto ai lavoratori, accompagnandoli con un nostro più esaustivo giudizio, come sempre abbiamo fatto sinora.
Forse, il 27 p.v., riunione con il Ministro: ma serve proprio, ora, dopo i pareri resi dal Parlamento?
Difesa a tutto campo delle scelte contenute negli schemi di decreti attuativi della legge delega per la riduzione dello strumento militare, in particolare per quanto attiene la distribuzione di competenze tra Capo di SMD e Segretario Generale; apertura minima, ma strumentale, sulla vicenda che è esplosa sui media, quelli dei c.d. “scivoli d’oro” dei militari; infine, alcune precisazioni per quanto attiene il transito dei militari in esubero verso i ruoli civili, questione posta dalla nostra O.S. in modo molto forte. Sono questi i punti di nostro maggior interesse dell’audizione di giovedì 12 u.s. del Ministro Mauro di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite in seduta congiunta, che è stata presieduta dal Presidente sen. La Torre e il cui video pubblichiamo, completo di tutti gli interventi, su questa stessa pagina.
Il sen. Mauro è partito innanzitutto dalla precisazione che l’operazione che si andrà a fare è solo una riduzione dello strumento militare dettata dagli attuali squilibri di bilancio, ma non rappresenta una riforma del modello Difesa, alla quale Egli, dopo il varo dei decreti attuativi e dopo la pubblicazione del “Libro Bianco” della Difesa , intenderebbe porre mano subito dopo anche con il concorso del Parlamento. Si è quindi soffermato sulla grave situazione finanziaria della Difesa (nel 2014, -2,6% per la Funzione Difesa), soprattutto sul versante dell’esercizio, evitando però di esprimere la propria valutazione sulla permanente dinamica in crescita delle spese per il personale (al 71%, dato SMD). La grandissima parte delle quali (90%) servono ad alimentare i trattamenti economici del personale militare che, nonostante il blocco pluriennale delle retribuzioni dei lavoratori pubblici, sono comunque cresciuti in questi anni (DPCM 2010; una tantum; etc.). Con una nuova spending review alle porte, quella allo studio del prof. Cottarelli, che l’AD dovrà subire non avendo realizzato l’unica vera ed efficace spending review: la civilizzazione!
Il Ministro ha poi ricordato come le norme delegate relative alla gestione delle eccedenze di personale siano nate dal concerto con altre AA.PP. e ha detto che la ratio che li ha ispirate non è stata certo quella di assicurare privilegi, ma solo quella “di evitare problemi”. Ha quindi preso in esame le diverse fattispecie interessanti i militari. In primo luogo, i transiti verso i ruoli civili delle PP.AA., che dovranno avvenire nei limiti delle facoltà assunzionali delle AA. riceventi, attraverso una apposita tabella di corrispondenza (nessun accenno dal Ministro ai termini del confronto con le OO.SS. – si veda il Notiziario n. 122 del 12 nov. u.s.), e con il corredo dell’ assegno ad personam che rimarrà a carico dell’AD.. Dette regole dovranno valere anche per i transiti nei ruoli civili della Difesa (precisazioni già venute, su nostra sollecitazione, nel corso della riunione con la sen. Pinotti del 23 ott. u.s., Notiziario n. 116), rispetto ai quali però il Ministro ha chiarito che dovranno avvenire anch’essi su base volontaria. Il Ministro ha quindi affermato che i transiti verso i ruoli civili dell’AD saranno comunque all’interno della dotazione a 20.000 unità entro il 2024, comprensive delle nuove assunzioni da fare e dunque senza alcun soprannumero, e ha anche ricordato le novità in positivo, frutto del confronto con le OO.SS. di luglio scorso, riferite agli Enti dell’area industriale e alla formazione. Ebbene, FLP DIFESA esprime piena soddisfazione per queste importanti precisazioni venute dal Ministro in sede istituzionale e di fronte alle Commissioni Difesa, atteso che da mesi la nostra O.S. pone e ripone questi problemi, anche perché la modifica condivisa dall’Amministrazione e recepita nel testo di decreto attuativo riscritto dopo i confronti di luglio con le OO. SS., è stata poi incredibilmente cassata nel testo uscito da Palazzo Chigi. Una soddisfazione che non nasce certo da posizioni pregiudiziali nei confronti dei militari, che non fanno parte della nostra cultura sindacale, ma solo dalla necessità di difendere i ruoli civili che non possono diventare sfogatoio di esuberi, e questo a tutela del ruolo e delle funzioni di tutti i civili, vecchi e nuovi.
Il sen. Mauro si è poi soffermato sulle altre due opzioni previste per il personale militare, l’ARQ (solo in via subordinata, in quanto avviata d’autorità) e, più in particolare, sull’ “esenzione dal servizio”, gli “scivoli d’oro” come connotati dai media, che hanno davvero indignato la pubblica opinione. Il Ministro ha però difeso questa scelta, arrivando addirittura ad affermare che “si tratta di un meccanismo volto a evitare situazioni tipo esodati”. Un paragone davvero incredibile! Il Ministro ne ha proposto una lettura volutamente e decisamente alleggerita: innanzitutto perchè l’85% diventerebbe nei fatti solo il 70%; in secondo luogo perchè, essendo riferita al solo trattamento stipendiale, il risparmio per le casse statali ci sarebbe comunque; in terzo luogo, perchè le previsioni di SMD fanno riferimento a numeri molto contenuti, solo qualche centinaio; e, infine, chicca conclusiva, perchè trattasi di norma non nuova nelle nostre leggi. A questo proposito, il Ministro avrebbe però dovuto aggiungere due cose: che la norma precedente (“esonero”) prevedeva il 50% e non l’85% dello stipendio e che la stessa è stata cancellata dall’ordinamento da parte del Governo Monti. E non si tratta certo di dettagli! Aggiungiamo, infine, che non una sola parola è venuta dal Ministro riguardo alla richiesta avanzata da tutte le OO.SS. della Difesa di estendere la norma anche al personale civile, attraverso apposito veicolo normativo. Con queste premesse, la disponibilità del Ministro a modificare l’istituto dell’ esenzione appare non poco strumentale.
Altra parte estremamente significativa della relazione del Ministro è stata quella dedicata al problema, da noi posto sin da luglio, circa la riduzione di competenze del Segretariato a favore di SMD. La tesi del Ministro è che le previsioni contenute nello schema di decreto attuativo c.d. “ordinamentale” sono “perfettamente legittime” e in linea con le norme legislative vigenti e l’impianto determinato dalla Legge 25/1997; inoltre, che la scelta prevista dall’art. 15 novellato del COM di rinviare al “Regolamento” per la distribuzione delle competenze tra Segretariato ed Stamadifesa appaiono coerenti con la previsione dell’art. 2 del D. Lgs. 165/2001. Non una sola parola, invece, non una, sull’incremento dei costi per unità di prodotto lavorato, che è palesemente connesso con il transito di competenze agli SS.MM.
In merito alla questione relativa ai sistemi d’arma, il sen. Mauro ha ritenuto del tutto legittima la previsione che il Segretario Generale si debba muovere “nell’ambito delle direttive tecnico-operative del Capo di SMD” (art. 41 novellato del COM), precisando che l’integrazione del testo è solo “meramente specificativa e non modificativa nè ampliativa”. Nessuna parola e nessun giudizio sono venute dal Ministro in merito al tentativo in atto di sottrarre competenze a PREVIMIL E PERSOMIL per attribuirle agli SS.MM., rese evidenti dal Capo SMD nel corso dell’ultima audizione parlamentare (vds Notiziario n. 126 del 25 nov. u.s.), e contro il quale tentativo sono oggi in lotta i lavoratori delle due DD.GG.. Ne prendiamo atto, ci interroghiamo solo su quale sia davvero la spending review che ha in testa il Ministro!
Infine, il sen. Mauro ha fornito alcune risposte in merito alle “preoccupazioni” espresse dalle Parti sociali: ha assicurato che la riduzione dei posti di lavoro non produrrà macelleria sociale e ha confermato la disponibilità a recepire alcune richieste del Sindacato (cancellazione dell’aggettivo “tendenziale” a proposito di attribuzione di compiti e funzioni al personale civile, art. 15 novellato del COM; rivisitazione dell’ordine di priorità delle fattispecie previste ai fini del riassorbimento delle eccedenze, art. 12 decreto attuativo sul personale). Non altre, però, come quella che chiedeva una mobilità interna su base regionale solo subordinata ad una istanza individuale, esattamente come previsto per i militari. E nulla il Ministro ha detto sulla riconducibilità alle regole del CCNI Difesa in materia di reimpieghi (il riferimento, concordato con l’AD nei confronti di luglio, è stato poi cassato nel testo uscito dal CdM).
Gli interventi successivi hanno delineato le diverse posizioni dei partiti: il via libera da parte di SC e di FI (ma non era passata all’opposizione?); il sì , ancorchè un po’ critico, da parte del PD; il no secco, invece, con richiesta non accolta di differimento della delega, da parte di M5S e SEL. Dunque, di fatto il via libera ai decreti.
Le Commissioni Difesa sono già convocate per martedì p.v. per il parere di competenza, che è comunque previsto per giovedì. Dopo il quale, si va in CdM per la seconda lettura. Ci si chiede: e cosa si fa dei tanti problemi che gli stessi partiti hanno evidenziato? Per questi, ha detto il Ministro, ci saranno i decreti modificativi previsti dalla L. 244 entro i successivi 24 mesi. Campa cavallo!
Nonostante i diversi impegni connessi con le commemorazioni dei caduti di Nassiriya, di cui proprio oggi ricorre il decennale, e quello immediatamente successivo in una trasmissione televisiva, il Sottosegretario delegato sen. Roberta Pinotti ha mantenuto fede nel pomeriggio di oggi all’impegno di incontrare le OO.SS. per un confronto sullo spinoso problema legato alla tabella di equiparazione tra gradi militari e inquadramenti civili, sulla base della quale verranno regolati i transiti del personale dai ruoli militari ai ruoli civili della Difesa e a quelli di altre Amministrazioni Pubbliche.
L’ esigenza di una profonda rivisitazione della vigente tabella di equiparazione, quella allegata al Decreto Interministeriale 18.04.2002 che regola attualmente i transiti nei ruoli civili dei militari inidonei al servizio per motivi sanitari, è cosa che le OO.SS. della Difesa hanno rappresentato da tempo e tra queste, naturalmente, anche FLP DIFESA che, insieme ad altri Sindacati autonomi, contro quella tabella organizzò dieci anni fa una forte protesta culminata con la grande manifestazione del 6 luglio 2002.
Il problema è stato risollecitato nel corso del 2011, dalla nostra O.S. e anche da altre sigle, e questo in considerazione del crescente numero di transiti nei ruoli civili (oltre 1.500 nel periodo tra il 2002 e il 2011), suscitando questa volta disponibilità da parte dell’A.D., tenuto anche conto di quanto introdotto, in materia di mobilità dei militari, dalla Legge 183/2011 (art. 4, comma 96, allegato sul sito). Per questo, con D.M. 22.12.2011, fu costituito un “Gruppo di lavoro” ad hoc, presieduto dal Vice Segretario Generale civile avv. Di Palma, “con il compito di esaminare la disciplina del transito del personale militare all’impiego civile… e di predisporre apposite tabelle di equiparazione…..”. Un paio di mesi più tardi, era esattamente il 17 gennaio 2012, si tenne a Segredifesa l’audizione (fu connotata proprio così!) a tavoli uniti delle OO.SS. nazionali, nella quale la nostra O.S. espresse le proprie considerazioni (si veda, a tal riguardo, il Notiziario n. 9 del 18.01.2012). Poi più nulla. Nel frattempo, però, era entrata in vigore la legge delega per la riduzione dello strumento militare (L. 244/2012), e con essa la previsione di transiti ordinari (e non più solo per inidoneità fisica) nei ruoli civili, che rendeva in un qualche modo necessaria, anche alla luce delle intervenute modifiche dell’ordinamento professionale, la ridefinizione della tabella. Arrivammo così al 17 aprile 2013, data nella quale l’allora Sottosegretario Magri rese nota alle OO.SS. la bozza di nuova tabella messa a punto dall’Amministrazione, qui allegata.
Detta tabella prevede l’inquadramento dei Sottufficiali in area 2^ e quello degli Ufficiali in area 3^, nelle diverse fasce retributive a secondo del grado di provenienza. Fa eccezione, e qui sta il punto, il grado apicale dei Sottufficiali (1° Maresciallo, anche con qualifica di Luogotenente) per i quali è previsto il transito in area 3^- prima fascia retributiva- qualora “in possesso del diploma di laurea specialistica o quadriennale vecchio ordinamento o dall’aver svolto, con valutazione positiva, un incarico che l’ordinamento attribuisce agli Ufficiali” ai sensi degli artt. 839 (personale FF.AA.) e 848 (personale Arma CC) del Codice dell’Ordinamento Militare(D. Lgs. n. 66/2010). Rispetto a questa proposta dell’A.D., si saldò successivamente, partendo da posizioni anche diverse e nel corso i tavoli tecnici e politici di luglio (Notiziario n. 87 del 29.07.2013), una posizione unitaria di tutte le OO.SS., che di fatto chiedevano il transito secco dei Su. in area 2^ e degli U. in area 3. Una posizione più volte ribadita dalle OO.SS., e in ultimo anche nella riunione al Gabinetto del 23 u.s..
Veniamo ora alla riunione odierna. Nel suo breve intervento introduttivo, la sen. Pinotti è partita proprio dalla presa d’atto da parte dell’Amministrazione Difesa della posizione unitaria del tavolo sindacale, che risultava però antitetica rispetto alle richieste provenienti dalle Rappresentanze militari (COCER). A fronte di questa diversità di posizioni, difficilmente conciliabili tra loro, il Ministro Mauro ha così deciso di rinviare la questione direttamente alla Funzione Pubblica, alla quale l’art. 4, comma 96, della legge 12.11.2011, n. 183 – richiamato nell’art. 3, comma 1, let e, della legge delega n. 244/2012 – demanda, di concerto con il MEF, la definizione della tabella di equiparazione che poi dovrà essere adottata attraverso apposito DPCM. La sen. Pinotti ha anche aggiunto che la nostra Amministrazione intenderebbe sollecitare la Funzione Pubblica a sentire direttamente, sull’argomento, le Parti interessate (OO.SS. e COCER), anche allo scopo di acquisire utili elementi di valutazione.
E’ poi iniziato il consueto giro di tavolo, con gli interventi di tutte le OO.SS. presenti. La nostra O.S. ha riproposto le considerazioni già svolte ad aprile scorso al momento della consegna alle OO.SS. della proposta dell’Amministrazione: la nuova tabella rappresenta certo, a nostro giudizio, un punto di avanzamento rispetto alla vigente tabella allegata al Decreto 18.04.2002 (e anche rispetto a quella concordata da CGIL-CISL-UIL con l’Amministrazione, e poi arenatesi nelle secche del MEF). C’è però solo un problema: saremmo d’accordo a discutere di inquadramento in area 3^ di Primi Marescialli e Luogotenenti in possesso dei requisiti indicati in calce alla tabella presentata dall’Amministrazione, ma a condizione che si trovino percorsi e strumenti idonei a garantire analoga progressione al personale civile attualmente inquadrato in area 2^ in possesso di requisiti assimilabili (lauree specialistiche e funzioni/incarichi/titoli), che certo non rappresentano merce sconosciuta in quell’area. Era proprio questa, ha proseguito la nostra O.S., il punto che FLP aveva richiesto fosse inserito nella delega. Atteso però che la legge 244 non contiene alcuna norma al riguardo, e atteso altresì che le disposizioni attualmente vigenti non consentono alcuna progressione tra le aree, è di tutta evidenza che la tabella di equiparazione non può in alcun modo recare quelle varianti proposte dall’Amministrazione, che potrebbero portare all’inquadramento in area 3^ anche di Su. non in possesso di laurea ma solo in virtù di incarichi attribuiti dall’ordinamento agli U., peraltro senza indicare neanche l’ambito temporale minimo.
Ciò premesso, FLP DIFESA ha rappresentato al Sottosegretario come la decisione del Ministro di rinviare la questione alla Funzione Pubblica appaia una posizione francamente un po’ debole, sebbene comprensibile sul piano della ricercata equidistanza dalle posizioni contrapposte delle Rappresentanze delle due componenti di personale. A tal riguardo, la nostra O.S. ha chiesto invece all’Amministrazione un atto di coraggio: siccome, rispetto alla gestione dei tagli di personale, la delega prima e gli schemi di decreti attuativi di conseguenza, danno corpo ad una inaccettabile disparità di trattamento e di opzioni tra civili e militari, che almeno sulla questione tabella il Vertice politico assuma una posizione a sostegno della tesi delle OO.SS., e dunque faccia propria la tabella depurata dalle due note asteriscate in calce, il che, tradotto in soldoni, significherebbe tutti i Su. in area 2^ e tutti gli U. in area 3^.
Infine, in merito alle problematiche ancora aperte legate ai decreti attuativi della delega, la FLP DIFESA ha ricordato le questioni già poste nella precedente riunione del 23 u.s. (vds. Notiziario n. 116 di pari data), e ha chiesto che il Ministro Mauro incontri le OO.SS. prima che i testi definitivi dei due decreti attuativi vengano sottoposti all’esame del Consiglio dei Ministri in seconda e definitiva lettura.
A conclusione del giro di tavolo, ha ripreso la parola il Sottosegretario che ha comunicato che la nostra Amministrazione invierà alla F.P. la tabella senza i due asteriscati in calce. Bene, ne siamo davvero soddisfatti, forse l’atto di coraggio che abbiamo sollecitato potrebbe anche arrivare. Ne vedremo naturalmente gli sviluppi nei prossimi giorni, e ne riferiremo tempestivamente ai lavoratori.
Il prossimo appuntamento sarà il tavolo tecnico-politico su mobilità e reimpieghi: se ne parlerà a fine novembre/primi di dicembre.
Il sen. Bruno Alicata, relatore in Commissione Difesa
Mercoledì 9 ottobre u.s. è stato formalmente avviato dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato l’esame dei due schemi di decreto legislativo attuativo della legge delega 244/2012 sulla riduzione dello strumento militare, che dovrà concludersi con il “parere” di rito entro il prossimo 1° dicembre. Ma mentre la Commissione Difesa della Camera ha rinviato alla prossima riunione l’intervento dei propri relatori, in quella del Senato si sono già svolte le relazioni illustrative, affidate ai senn. Vattuone (PD) e Alicata (PDL) (si vedano i “resoconti” pubblicati in questa stessa pagina).
Il sen. Vattuone si è occupato del primo dei due decreti attuativi, quello sui nuovi assetti ordinamentali. Dopo aver ricordato che l’attuazione della delega avverrà “tramite la tecnica della novella al Codice dell’ordinamento militare di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010” e le finalità in termini di riduzione e di riequilibrio della spesa (50% su personale; 25 % su investimenti e esercizio), il relatore ha ricordato innanzitutto “la novella all’articolo 15 del Codice, che, riproducendo le funzioni e i compiti attualmente previsti per il Ministero della Difesa, ne demanda infatti la ripartizione tra le aree e gli uffici a un regolamento di organizzazione”, che, lo ricordiamo, dovrà anche ripartire le funzioni e i compiti tra le due componenti del personale con “tendenziale attribuzione di quelli tecnici e amministrativi al personale civile”. Ha poi passato in rassegna la riorganizzazione delle diverse aree delle FF.AA. e i diversi provvedimenti di riduzione, pari al 31% dell’attuale assetto, che dovranno essere ultimati entro il 2018.
Ha poi preso la parola il sen. Alicata (PDL) che ha invece relazionato sul secondo dei due provvedimenti (quello sul personale). Ha ricordato innanzitutto i tagli previsti al 2024 (10.000 unità civili e 33.000 militari), ma anche quelli ex DL 95/2012, già effettuati nei ruoli civili (DPCM 23.01.2013) e da effettuare nei ruoli militari al 31.12.2015 con organico fissato a 170.000 unità, e segnalando al contempo anche i tagli importanti sul fronte dirigenziale. Ha quindi affrontato la questione relativa alla gestione del personale in eccedenza, con le diverse opzioni sul fronte del personale militare, molto più rassicuranti e garantiste rispetto a quelle, molto meno rassicuranti, sul fronte civile che prevedono in ultima istanza anche il collocamento in disponibilità. C’è un passaggio nell’intervento del sen. Alicata che ci ha particolarmente colpito: è quello in cui si afferma che per il personale militare non dirigente in eccedenza “sono invece previsti transiti a domanda nei ruoli del personale civile dell’amministrazione della difesa o di altre amministrazioni pubbliche (nell’ambito dei posti resi disponibili dalle amministrazioni interessate entro il limite delle relative facoltà assunzionali)”. Dunque, ad avviso del relatore, le due fattispecie di transito (verso i ruoli civili della Difesa, la prima; verso le altre PP.AA., la seconda) sarebbero regolate in modo analogo (su istanza individuale e entro il limite delle rispettive facoltà assunzionali). Bene, ad essere franchi, confessiamo di aver avuto una diversa impressione, anche in considerazione della modifica del testo operato dal Consiglio dei Ministri che, all’art. 2209 quater (transiti verso i ruoli civili Difesa), aveva espunto la frase concordata con le OO.SS. “nell’ambito del 20% delle relative facoltà assunzionali” e nella quale, va detto, non era comunque stato previsto il transito solo a domanda. Ovviamente, sosterremo a spada tratta l’interpretazione del sen. Alicata che, ove così fosse, ci risolverebbe davvero un gran problema. Il relatore ha infine affrontato le questioni che riguardano il personale civile (rimodulazione triennale degli organici e piani di riassorbimento delle eccedenze), e ha ricordato la riserva del 15% in materia di mobilità verso altre PP.AA. e l’estensione a 60 mesi del periodo utile a fruire del collocamento in disponibilità.
Ultima annotazione: mentre è già partito l’esame delle Commissioni Difesa, non ci sono ancora notizie in merito alla ripresa del confronto con le OO.SS., su cui il vertice politico si era impegnato a luglio. Abbiamo pertanto inviato al Sottosegretario Pinotti la nota che alleghiamo al presente Notiziario.
Mercoledì 9 ottobre p.v. inizierà l’esame parlamentare dei due schemi di decreti attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 sulla riduzione dello strumento militare. A due mesi esatti dalla loro adozione in prima lettura dal Consiglio dei Ministri (CdM), il 2 ottobre u.s. entrambi i provvedimenti sono stati assegnati ad ambedue le Commissioni Difesa (Atto n. 32, lo schema di D. Lgs. sugli assetti ordinamentali; Atto n. 33, lo schema di D. Lgs. sul personale, tutti e due pubblicati in questa stessa pagina come allegati). Successivamente, i Presidenti La Torre e Vito hanno nominato i relatori nelle persone dei rispettivi Capogruppi di PD e PDL: i senn. Vattuone e Alicata (per il Senato) e gli onn. Scanu e Cicu (per la Camera).
L’esame parlamentare dei due provvedimenti dovrebbe dunque procedere parallelamente, ancorchè separatamente, all’interno delle due Commissioni. Nel corso della prima riunione del 9 p.v., dovrebbero essere fissati i tempi per la relazione dei relatori (potrebbe essere martedì 15 ottobre) e, soprattutto, dovrebbe essere definito il calendario delle audizioni. Auspichiamo che vengano sentite anche le rappresentanze del personale, e dunque le OO.SS. della Difesa e i COCER interforze: per quanto ci riguarda, FLP DIFESA ha già formalizzato la richiesta di audizione con la nota inviata in data 23 settembre u.s. ai due Presidenti delle Commissioni Difesa, che ripubblichiamo in questa stessa pagina. L’esame delle Commissioni dovrà comunque necessariamente concludersi entro 60 giorni dalla data di assegnazione, con l’espressione del relativo “parere” che sarà di carattere esclusivamente consultivo; successivamente, il CdM provvederà alla definitiva adozione dei due provvedimenti attuativi, anche recependo le osservazioni e le proposte eventualmente contenute nei due pareri. Infine, come ultima tappa, ci sarà la pubblicazione dei due decreti in G.U., che dovrà accadere entro i 12 mesi dalla data di pubblicazione in Gazzetta della legge delega n. 244/2012, avvenuta in data 16 gennaio 2013 (G.U. n. 13).
Dopo avere così delineato il percorso, ancora lungo come si vede, che dovrà portare all’entrata in vigore dei due decreti, proviamo ora a mettere a fuoco le principali questioni sul tappeto. I colleghi ricorderanno certamente gli esiti positivi dei confronti di luglio tra l’Amministrazione e le OO.SS. nazionali: rispetto ai testi messi a punto dall’Ufficio Legislativo, molte le integrazioni e le modifiche positivamente operate su proposta unitaria delle OO.SS. (tra queste: previsione di “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi al personale civile; rimodulazione delle norme riferite agli Stabilimenti dell’area industriale; riserva del 15% nella mobilità verso le altre AA.PP. per il personale civile della Difesa; risparmi derivanti dai riordini destinati in quota parte a FUA e formazione; e altre). Ma i testi adottati dal CdM evidenziano però anche dei punti di forte arretramento rispetto a quanto concordato nei confronti di luglio: la mancata previsione del limite assunzionale nei transiti del personale militare in esubero verso i ruoli civili della Difesa; la cancellazione dell’espresso riferimento alla “contrattazione decentrata d’amministrazione” per i reimpieghi; la cancellazione per i civili dell’opzione “esenzione” , mantenuta invece, e in che termini, per i militari. A questo, vanno poi aggiunti i punti su cui si era deciso di rinviare a settembre il confronto: la previsione del 50% di riserva dei posti nei concorsi civili per i volontari; la previsione di mobilità su base regionale nei piani triennali; e altre ancora.
Ebbene, a luglio avevamo concordato con il Ministro di riprendere il confronto sui testi usciti dal CdM subito dopo la pausa estiva. E’ già trascorso oltre un mese, il tempo stringe, è tempo di riavviare il tavolo.
Concludiamo con una informazione: in relazione alla denuncia resa in Parlamento dal Coordinatore di “Rete Italia Disarmo” circa l’acquisizione di tre veicoli F35 pur a fronte del temporaneo stop imposto dalla mozione votata il 26 giugno u.s., il Ministro Mauro è stato invitato a riferire in Commissione Difesa.
Notiziario n. 112 del 27.10.2014 – La vicenda, lunga complessa e per certi versi contraddittoria, legata alla definizione del disegno di legge di stabilità (DDL) 2015 e che ha occupato le cronache politiche dal dopo ferragosto a oggi, sembra finalmente arrivata a conclusione. Dopo il via libera da parte del Consiglio dei Ministri (CdM) del […]
Notiziario n. 71 del 3 luglio 2014 – Dopo l’illustrazione al Consiglio Supremo di Difesa da parte della Ministra Pinotti, le “Linee guida” del redigendo Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa sono state pubblicate sul sito del Ministero della Difesa (disponibili anche su questa stessa pagina). Si tratta di 90 tesi per […]
Notiziario n. 70 del 30 giugno 2014 – Nel pomeriggio di martedì 24 u.s., la Ministra della Difesa sen. Roberta Pinotti è stata audita dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato, riunite in seduta congiunta sotto la presidenza del sen. N. La Torre. Oggetto dell’audizione, il “Documento programmatico Pluriennale per il trennio 2014-2016” in corso […]
Notiziario n. 17 del 24 febbraio 2014 – La sen. Roberta Pinotti, già Sottosegretario nel Governo Letta, è il nuovo Ministro della Difesa. Nella mattinata di sabato 22 u.s., insieme con tutti gli altri membri del nuovo Esecutivo presieduto da Matteo Renzi, ha giurato nelle mani del Presidente della Repubblica, in attesa del voto di […]
Notiziario n. 2 del 10 gennaio 2014 – Nella seduta odierna, il Consiglio dei Ministri (CdM) ha approvato in seconda e definitiva lettura i due decreti legislativi attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare rielaborati dall’Ufficio Legislativo dopo i pareri espressi dalle Commissioni Difesa (Notiziario n. 134 del 23 dic u.s.) sugli schemi […]
Notiziario n. 134 del 23 dicembre 2013 – Non si può certo dire che le Commissioni Difesa di Camera e Senato siano state particolarmente tenere con gli schemi di decreti attuativi presentati dal Ministro Mauro e poi adottati in prima lettura dal CdM in data 8 ago. u.s. (Vedi Notiziario n. 92/2013). Tutt’altro! Pur con […]
Notiziario n. 132 del 16 dicembre 2013 – Difesa a tutto campo delle scelte contenute negli schemi di decreti attuativi della legge delega per la riduzione dello strumento militare, in particolare per quanto attiene la distribuzione di competenze tra Capo di SMD e Segretario Generale; apertura minima, ma strumentale, sulla vicenda che è esplosa sui […]
Notiziario n. 122 del 12 novembre 2013 – Nonostante i diversi impegni connessi con le commemorazioni dei caduti di Nassiriya, di cui proprio oggi ricorre il decennale, e quello immediatamente successivo in una trasmissione televisiva, il Sottosegretario delegato sen. Roberta Pinotti ha mantenuto fede nel pomeriggio di oggi all’impegno di incontrare le OO.SS. per un […]
Notiziario n. 112 del 15 ottobre 2013 – Mercoledì 9 ottobre u.s. è stato formalmente avviato dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato l’esame dei due schemi di decreto legislativo attuativo della legge delega 244/2012 sulla riduzione dello strumento militare, che dovrà concludersi con il “parere” di rito entro il prossimo 1° dicembre. Ma mentre […]
Notiziario n. 110 dell’ 8 ottobre 2013 – Mercoledì 9 ottobre p.v. inizierà l’esame parlamentare dei due schemi di decreti attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 sulla riduzione dello strumento militare. A due mesi esatti dalla loro adozione in prima lettura dal Consiglio dei Ministri (CdM), il 2 ottobre u.s. entrambi i provvedimenti sono […]