Si è svolta il 12 dic. u.s., presso SEGREDIFESA, la riunione del “Comitato Unico di Garanzia per le Pari Opportunità, la valorizzazione del Benessere di chi lavora e contro le discriminazioni” (CUG) della Difesa, a cui ha partecipato per conto di FLP DIFESA la collega Maria Pia Bisogni che ha redatto e ci ha inviato la nota che segue:
” A partire dal punto di situazione sulle attività svolte dai Gruppi di Lavoro, è stato licenziato dal CUG il Piano Triennale delle Azioni Positive, che pubblichiamo su questa stessa pagina, e che è previsto dal “Codice delle Pari Opportunità tra uomo e donna” di cui all’art. 48 del D. Lgs 198/2006.
Tale norma ne impone la redazione a tutte le Amministrazioni Pubbliche e, in particolare, è in capo al Comitato Unico di Garanzia la promozione di azioni positive per favorire l’uguaglianza sostanziale tra uomini e donne sul lavoro. Di qui l’attivazione dello specifico Gruppo, che ha ragionato sugli obbiettivi da perseguire, strutturandoli in 5 diverse aree di intervento:
1) Promozione del benessere organizzativo individuale, avuto conto che realizzare tale condizione è nell’interesse del datore di lavoro, nella misura in cui le migliori condizioni di lavoro sono presupposto fondamentale per migliorare l’efficienza e la produttività, tanto da rendere stretto il collegamento tra “Piano triennale” e “Piano della performance”. Si riportano di seguito le proposte più significative del Piano: l’adozione di un “Codice etico” ad integrazione del “Codice delle molestie sessuali”, l’istituzione di uno “Staff del/la Consigliera Nazionale di Fiducia”, l’istituzione di un “Servizio Benessere”, la raccolta di una banca dati, e l’analisi del personale in forza, con particolare riguardo a competenze professionali e formative, al clima lavorativo, alla disabilità.
2)Conciliazione dei tempi del lavoro con quelli della vita privata: l’analisi delle nuove forme di lavoro con particolare riguardo allo smart-working (lavoro agile), la cui attuazione è imposta a tutte le Amministrazioni dalla recente Direttiva PdCM n.3 del 2017, e sulla cui realizzazione il CUG è chiamato a vigilare in quanto interamente in capo a ciascuna Amministrazione. La sua attuazione avrebbe una quantità di benefici effetti sulla conciliazione dei tempi lavoro-famiglia, oltreché sul modello di prestazione lavorativa: il lavoratore viene responsabilizzato al massimo, investito di perseguire uno specifico obbiettivo, con limitati vincoli spazio-temporali; ovvio che, almeno in una prima fase, tale modello incontri una qualche resistenza, legata comprensibilmente alla eliminazione del “controllo” sulla presenza del lavoratore (ma tant’è, si dovrà procedere…). Sempre in tema, c’è anche l’analisi sulle esigenze di cura agli anziani, in una popolazione di lavoratori “vecchi”, con età media sopra i 50 anni.
3) Formazione, informazione e comunicazione, da realizzarsi sulla base di un modello di “formazione continua”, che assicuri la pari opportunità nell’accesso ai corsi per tutto il personale, dal centro alla periferia, e che abbia particolare riguardo alle materie di più specifico interesse del CUG.
4) Promozione del ruolo del CUG e della Consigliera di Fiducia, individuando strumenti di maggiore agibilità e forme di collaborazione istituzionalizzate.
5) Promozione della sicurezza sul lavoro in ottica di genere, avendo particolare attenzione alla prevenzione, alla promozione di stili di vita sani, alla valorizzazione delle differenze determinate dal genere, ma anche dell’età.
E’ stato poi approvato il Codice etico , per il quale si è fatta riserva di rapida revisione tecnico-giuridica, e di cui si darà conto nella sua veste definitiva. Per ora è tutto, cordialissimi saluti “.
In allegato, il “Piano Triennale delle Azioni Positive”
Abbiamo sottoscritto ieri, presso la Direzione Generale di Agenzia Industrie Difesa (AID) l’Accordo definitivo per la distribuzione del Fondo Unico 2017, già certificato dai Revisori interni e successivamente anche dal MEF e dalla FP, quest’ultima con nota in data 7 dicembre u.s..
Si deve ricordare, a tal proposito, che l’Ipotesi di accordo era stata siglata in data 25 ottobre u.s., e dei suoi contenuti avevamo dato puntualmente conto con il comunicato unitario CGIL FP –UIL PA – FLP DIFESA e CONFSAL UNSA, di cui al Notiziario n. 107 del giorno successivo e al quale si rinvia.
Il predetto accordo reca, tra gli altri accantonamenti, anche quello relativo al finanziamento degli sviluppi economici con decorrenza 1.1.2017 nel numero complessivo di 190. Come noto, dopo l’avvenuta pubblicazione della circolare introduttiva n. 7695 del 23.11.2017 e del Decreto Direttoriale del 24.11.2017 recante il bando, dei quali avevamo in ogni caso riferito con il Notiziario n. 121 del 27 novembre, la procedura selettiva è stata formalmente avviata con l’attivazione del portale web per l’inserimento delle istanze di partecipazione al concorso, potale rimasto attivo nel periodo compreso tra le ore 12.00 del 29 novembre e le ore 12.00 del dell’11 dicembre u.s.. Dunque, il tempo per la presentazione da parte delle lavoratrici e dei lavoratori delle istanze di partecipazione alla procedura si è esaurito, ed ora siamo in attesa della formazione delle graduatorie per l’accesso alle diverse fasce retributive nelle diverse aree, che verosimilmente verranno pubblicate a giorni e comunque entro l’anno.
Su questa stessa pagina, rispettivamente in allegati 1 e 2, sono pubblicati la certificazione di FP e il testo dell’accordo inviato alle OO.SS. per la firma, con riserva di pubblicare quello con le firme delle Parti non appena pervenuto da AID.
Con l’occasione, portiamo a conoscenza degli interessati che Agenzia Industrie Difesa ha avviato in data 17 novembre un “Bando di concorso pubblico, per esami, ai sensi dell’art. 35, comma 3 bis, lett. a), del d.lgs. n. 165/2001, per la copertura di n. 13 unita’ di cui:
10 posti con qualifica di “funzionario” area terza, fascia economica f1, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e pieno di cui il 40% riservato ai titolari di rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato che, alla data di pubblicazione del bando, hanno maturato almeno 3 anni di servizio alle dipendenze di Agenzia Industrie Difesa;
3 posti con qualifica di “assistente” area seconda, fascia economica f2, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e pieno di cui il 40% riservato ai titolari di rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato che, alla data di pubblicazione del bando, hanno maturato almeno 3 anni di servizio alle dipendenze di Agenzia Industrie Difesa.
I profili messi a concorso sono quelli indicati nell’art. 1 del Bando; per le posizioni coperte da riserva, la domanda potrà essere presentata dal personale interno che risulti in servizio presso l’Agenzia Industrie Difesa alla data di pubblicazione del bando e che abbia maturato almeno 3 anni di servizio con rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato alle dipendenze della suddetta Agenzia. In tal caso il candidato dovrà allegare obbligatoriamente, pena esclusione, l’autodichiarazione debitamente firmata.
Le domande di partecipazione dovranno essere presentate unicamente, pena esclusione, accedendo al portale http://aid.quanta.com, effettuando la registrazione richiesta al primo accesso. La presentazione delle istanze sarà possibile in ogni caso solo entro e non oltre le ore 12,00 del 18 dic. 2017.
Sempre su questa stessa pagina, sono pubblicati, rispettivamente in allegati 3 e 4, il bando di concorso in argomento con la una successiva rettifica, e l’atto dispositivo con la nomina della Commissione Esaminatrice.
Si riporta il testo del comunicato unitario CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA e CONFSAL UNSA che informa in merito ai contenuti e agli esiti della riunione di ieri al Gabinetto del Ministro, in cui si è discusso della nuova Direttiva sulla performance sulle modifiche del protocollo d’intesa 29.09.2015 in previsione del nuovo bando di mobilità, e che a conclusione fa un punto di situazione sugli emendamenti al Disegno di legge sul bilancio 2918 di nostro interesse (Fondo integrativo e progressioni tra e aree), che hanno avuto il visto di ammissibilità alla Camera.
“Nel pomeriggio di ieri, al Gabinetto e a seguito della nostra richiesta, si è tenuto l’incontro tecnico che ha chiuso la complessa fase di confronto con A.D., durata più mesi, su due questioni aperte da lungo tempo e che erano tra i punti di accordo del 5 aprile u.s. con il Vertice politico. Ci riferiamo alla nuova direttiva sulla performance individuale 2018 e alla rivisitazione del protocollo di mobilità 29.09.2015 a premessa del secondo bando di mobilità che partirà a gennaio p.v. .
Nuova Direttiva Performance
Rispetto alla precedente direttiva del 10.11.2015, si presenta significativamente modificata anche in accoglimento delle nostre proposte unitarie. In primo luogo, la differenziazione tra i sistemi di valutazione della performance individuale e quelli relativi ai piani d progetti locali (FUS), che ridà così peso e valore alla contrattazione locale sul FUS. In secondo luogo, una semplificazione della procedura e alcune soluzioni operative che dovrebbero eliminare gran parte delle criticità osservate nella gestione del sistema di valutazione dell’ultimo biennio, e tra queste quella che sottrarrà ad OIV la “media ponderata” in caso di più valutazioni e l’introduzione, in via sperimentale, di una scheda per la verifica intermedia cofirmata da Valutatore e Valutando. Infine, il dovuto adeguamento alle novità introdotte dal Decreto Legislativo 25.05.2017, n. 74.
Detta Direttiva verrà ora sottoposta alla firma della Ministra e poi al vaglio della Corte dei Conti.
Nuovo protocollo mobilità
A conclusione dell’ultimo incontro tecnico del 23 ottobre, pur dando atto a SMD/SGD di aver recepito molte delle nostre richieste, avevamo segnalato quattro criticità residue (bandi da estendere anche al personale della prima area; introduzione in protocollo della mobilità volontaria per compensazione assicurando massima pubblicità e accessibilità a tutti gli interessati; introduzione dei trasferimenti anche tramite riconversione professionale e, infine, il nodo dei nodi: il superamento del “grado di scopertura zero”, che impediva la presentazione delle stesse istanze). Ebbene, A.D. ha aperto su tutte e quattro i fronti: il prossimo bando sarà destinato anche al personale di area 1;introdotta la mobilità volontaria per compensazione nei termini da noi richiesti; i trasferimenti tramite riconversione professionale saranno resi possibili per la procedura straordinaria (legge 104 e D.Lgs 151), mentre per quella ordinaria A.D. si è riservata di verificarne la praticabilità; infine, la stessa A.D. ha accolto la nostra richiesta di cancellare il “grado di scopertura zero”, o tramite l’introduzione di una percentuale “non inferiore almeno al 20%” come da noi richiesto a SMD nell’incontro del 23 ottobre, o limitandolo esclusivamente agli Enti dell’area industriale e in presenza di gravi carenze nelle professionalità disponibili, in particolari tecniche.
Con queste ultime modifiche/integrazioni, il nuovo protocollo può dirsi approntato. Seguirà la firma delle Parti, che precederà la pubblicazione del bando 2018 nei termini temporali previsti.
Esprimiamo soddisfazione per l’esito dell’incontro, che dà attuazione agli impegni del 5 aprile.
Con riferimento ai punti politicamente più significativi dell’accordo del 5 aprile con il Vertice politico, informiamo le lavoratrici e i lavoratori degli ultimi sviluppi relativi agli emendamenti al DDL bilancio 2018 su “Fondo Integrativo” e “progressioni tra le aree”.
Sono stati dichiarati ammissibili i due emendamenti, qui allegati, a firma dell’on. Galperti che riguardano: il primo, la costituzione di un fondo integrativo di 21 mln di € per il triennio 2018-2020 che ne assicura pertanto la strutturalità, e il secondo che riguarda l’avvio di una o più procedure concorsuali per le progressioni di area a partire dalla 1^ con riserva del 50% dei posti, pur a fronte di una percentuale che oggi il D. Lgs. 25.05.2017, n.75 limita a non oltre il 20%. Su questi emendamenti, il Governo dovrà ora dare il suo parere e poi ci sarà il voto prima in Commissione e poi in aula, che è previsto per il 19 p.v. e con la fiducia. In aggiunta, proprio nella giornata odierna, dovrebbero essere resi noti gli emendamenti del relatore del DDL Bilancio 2018 e quelli governativi, tra i quali dovrebbe trovare posto quello relativo ai 21 milioni di € nel triennio.
Seguiremo molto da vicino gli sviluppi dell’iter parlamentare su un passaggio che appare nodale per la nostra categoria, e ci riserviamo di esprimere a conclusione le necessarie valutazioni del caso
FP CGIL – F. Quinti UIL PA – S.Colombi FLP DIFESA – GC Pittelli CONFSAL UNSA – GF Braconi”
Roma 13 dicembre 2017 “
In allegato 1, il comunicato unitario per la massima diffusione e, in allegati 2 e 3, i due emendamenti al DDL 2960 che hanno avuto l’ammissibilità.
Allegato 3: Art. 332-bis (emendamento su progressioni d’area)
Notiziario n. 123 del 4 dicembre 2017 –
Mons. Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia
La vicenda dei Cappellani Militari, di cui abbiamo riferito ai colleghi nel Notiziario n. 66 del 27.05.2016, è tornata recentemente d’attualità a seguito di alcune lodevoli iniziative in sede parlamentare.
In molti, e noi eravamo certo tra questi, pensavano che il riordino in chiave riduttiva delle FF.AA avviato dalla L. 244/2012 e attuata attraverso i Decreti legislativi nn. 7 e 8/2014 e n. 91/2016 dovesse essere accompagnato anche dalla riforma dell’Ordinariato militare in Italia (OMI), con l’analogo obiettivo di ridurre i costi a carico dei cittadini. Si ricorderà come, a tal proposito, era stato avviato nel 2015 un tavolo di lavoro tra Vaticano/CEI (Conferenza Episcopale Italiana) da una parte e Governo dall’altra, finalizzato alla riforma dell’“assistenza spirituale”, che pareva essere stato accompagnato in ambito MD dalla costituzione di una “commissione tecnica” con il compito di elaborare proposte per il tavolo bilaterale.
Come già riferito in altra circostanza, l’OMI è una circoscrizione della Chiesa cattolica, assimilata ad una diocesi, che ha giurisdizione sul personale di tutte le FF.AA. (EI, MM, AM, CC, e anche G.d.F.). E’ suddiviso oggi in sedici zone pastorali geografiche ed è guidato da un Vescovo (“Ordinario Militare”) designato dal Papa, nominato con DPR e che assume il grado di Gen. di C.A.. L’organigramma dell’OMI prevede anche un Vicario Generale (Gen. Divisione)e degli Ispettori (Gen. Brigata). A livello territoriale, le funzioni di assistenza spirituale sono svolte dai Cappellani Militari Capi (gradi a scalare da Colonnello a Capitano) e Cappellani Militari Addetti (grado di Tenente), e non poteva mancare una scuola di formazione (“Scuola Allievi Cappellani Militari”, sede a Roma). Che tutto questo pesi parecchio sulle casse pubbliche, è del tutto ovvio. Secondo alcuni, “la cura spirituale dei militari impegnati in missione è costata quasi 17 mln €; questa cifra comprende gli stipendi, le pensioni e il mantenimento degli uffici; solo questi pesano 2 mln di € l’anno” (i dati sono riferiti all’anno 2013), mentre secondo una stima più recente le attività afferenti all’OMI costerebbero oggi ai cittadini italiani intorno ai 20 mln all’anno (si legga su questa stessa pagina, in allegato 3, l’articolo dell’Espresso del 2.05.2016).
Di cancellare, o quantomeno decisamente ridurre, questa costosa organizzazione si parlava da un po’ di tempo, sia nella scorsa legislatura che in questa, con l’obiettivo dichiarato di ridurre il numero dei Cappellani (oggi 204 in organico) ma soprattutto di togliere i gradi militari che fanno ovviamente lievitare i costi, tra i quali quelli previdenziali (156 i pensionati, e tra questi il Presidente CEI card. Bagnasco, ex Ordinario, che ha la pensione di Generale di C.A.).
Se questo è dunque il quadro, una marcata cura dimagrante appariva una scelta quanto mai doverosa, atteso che mentre in questi anni si bloccavano i contratti, si tagliavano le pensioni e il welfare, e si mandavano a casa centinaia di migliaia di lavoratori, i Governi che si sono succeduti negli anni hanno tollerato questa situazione e questi privilegi ottocenteschi.
Il tavolo bilaterale Governo/Vaticano-CEI pareva ad un certo punto essere arrivato a qualche utile approdo (ne avevamo riferito nel Notiziario n. 66/2016: riduzione dei cappellani da 204 a 158; riduzione dei posti dirigenziali dagli attuali 14 a solo due, l’Ordinario militare e il Vicario), ma solo comunque attraverso i collocamenti a riposo. Dunque, ridotti sì, ma con ancora i gradi militari. Poi comunque non si è andati avanti, e la riforma dell’OMI è cosa di là da venire.
In questo quadro, si iscrivono oggi due lodevoli iniziative del M5S alla Camera dei Deputati, che pubblichiamo entrambe su questa stessa pagina, la prima consistente in una interrogazione sulla “commissione tecnica” che il Governo ha negato essere stata costituita mentre ha invece confermato che i lavori del tavolo bilaterale proseguono senza però indicarne gli approdi finali o attuali, e la seconda consistente in una risoluzione a “provvedere al riordino dei ruoli e delle carriere dei cappellani militari in senso riduttivo al fine di ottenere dei risparmi di spesa nel bilancio del Dicastero Difesa già dall’esercizio finanziario 2018”.
Alla prossima, allora, se mai verrà, ma che certamente traguarderà la prossima legislatura. Amen!
Si riporta di seguito il testo del “comunicato unitario” CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA e CONFSAL UNSA che riferisce in merito ai contenuti e agli esiti della riunione di ieri a palazzo Marina con lo Stato Maggiore di questa Forza Armata.
” In data odierna, si e’ svolta presso MARISTAT una riunione tra 1° Reparto e le OO.SS. nazionali, che ha avuto all’o.d.g. alcune problematiche in essere nella F.A., che è stata presieduta dal Capo del 1° Reparto, CA G. Ottaviani, accompagnato dal nuovo Capo del 3° Ufficio D. Civico.
Di seguito, gli argomenti trattati, i contenuti del confronto e le risultanze conclusive.
Organizzazione del servizio di vigilanza nella sede di Taranto.
Il problema era stato innescato a gennaio scorso da una nota indirizzata alle Rappresentanze Territoriali con la quale la maggior parte dei lavoratori di MARINARSEN (n. 31 su 41) impiegati nel servizio denunciavano i numerosi disagi di carattere logistico amministrativo in conseguenza dell’attuale organizzazione centralizzata, e sollecitavano l’ ”accorpamento logistico amministrativo presso Marinarsen”. Una sollecitazione raccolta dalle scriventi OO.SS. che con due successive note chiedevano allo SMM di dare risposta al parere nel frattempo richiesto da MARINA SUD.
Ebbene, dopo un approfondimento di carattere organizzativo che ha richiesto più mesi di lavoro e che ha visto il coinvolgimento anche di MARICOMLOG, è arrivata oggi la risposta dello SMM, che ha espresso l’intendimento di procedere ad una riorganizzazione dei servizi di vigilanza in chiave decentrata, articolandoli per Cdo/Ente anche attraverso l’accorpamento di più siti ad essi afferenti. Una scelta che il CA Ottaviani ha precisato essere frutto di una attenta valutazione da parte di MARISTAT, anche con riferimento all’organizzazione del servizio in ambito più generale di F.A., e ha detto essere chiaramente finalizzata a ridurne i costi complessivi e a ottimizzarne la resa.
Nei nostri interventi, abbiamo espresso una sostanziale concordanza rispetto agli intendimenti espressi dalla F.A., segnalando al contempo la necessità di procedere con speditezza al riassetto dei servizi di vigilanza in chiave decentrata e alle connesse operazioni di reimpiego del personale.
A breve, dunque, dovrebbe essere emanata una specifica direttiva di SMM e avviati i reimpieghi.
Stato delle relazioni sindacali presso i Comandi/Enti della Marina
Abbiamo segnalato che permangono in alcuni Enti e Comandi di MM evidenti criticità nelle relazioni sindacali, in gran parte dovute alla indisponibilità dei Dirigenti a fornire le informazioni richieste e ad avviare confronti di merito con le Rappresentanze locali.
A tal proposito, abbiamo ricordato i contenuti della nota unitaria inviata in data 9 settembre u.s. all’attenzione della Ministra, nella quale evidenziavamo le criticità in materia di relazioni sindacali negli Enti industriali intrecciandole con i problemi legati alle “grida di allarme” provenienti dalle lavoratrici e dai lavoratori di quegli Enti in ragione dei diversi e crescenti problemi (mancanza di risorse; invecchiamento della forza lavoro; blocchi del turnover; etc.). Infine, abbiamo sollecitato una iniziativa diretta di SMM verso gli Enti, volta a valorizzare il confronto con il Sindacato e a indicare le linee attraverso le quali deve essere sviluppato, in un’ottica di prevenzione dei conflitti.
Nel dare piena disponibilità al riguardo, il CA Ottaviani ci ha comunicato che, con riferimento alla nota unitaria sopra richiamata del 9 settembre u.s., è in fase di elaborazione la risposta recante gli “elementi di informazione” che il Gabinetto ha richiesto a MARISTAT in data 18 ottobre u.s.
Riordino Arsenali e Centri Tecnici della Marina.
Abbiamo segnalato a SMM come non sia stato in tutti gli Enti ultimato il percorso convenuto con le scriventi OO.SS. nell’incontro del 25 luglio, e di cui alla nota dello stesso SM del 26 successivo, che prevedeva che le Direzioni di Arsenali e CC.TT. fornissero le necessarie informazioni e avviassero i confronti locali per fare un punto di situazione, ad un anno data dal processo di riordino avviato dal D. Lgs. n. 8/2014 e che si è poi concretizzato nei DD.MM. di struttura degli Enti e nei successivi decreti direttoriali, a premessa del successivo confronto nazionale.
Nel prenderne atto, il CA Ottaviani ha confermato piena disponibilità della F.A. a procedere nei termini con noi convenuti a luglio e si è impegnato ad avviare una iniziativa centrale finalizzata al completamento dei confronti locali. Seguirà poi il tavolo nazionale, che si è convenuto di fissare non oltre il 15 marzo, e che dovrebbe essere preceduto dal secondo incontro con il Capo di SMM.
FP CGIL – F. Quinti UIL PA – S. Colombi FLP DIFESA-GC. Pittelli CONFSAL–UNSA – GF. Braconi “
In allegato 1, il file pdf del comunicato unitario per l’affissione in tutte le bacheche degli Enti interessati
In allegato 2, la nota unitaria delle OO.SS. territoriali CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA e CONFSAL UNSA di Taranto diffusa in data 27 u.s.
Quaderno FLP DIFESA n. 8 / 2017 (pubblicato in data 29.11.2017) –
Pubblichiamo, di seguito, su questa stessa pagina, il “Quaderno FLP DIFESA n. 8 / 2017″ con il testo integrale del Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 recante ”Codice dell’Amministrazione Digitale” (in G.U. 16 maggio 2005, n. 112, S.O. n. 93), coordinato e aggiornato sino sino al Decreto Legislativo 26 agosto 2016, n. 179 (in G.U. 13/09/2017, n.1214).
Il testo di cui alla presente pubblicazione è quello attualmente in vigore.
La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” collocata nella barra trasversale alta del sito.
Ha fatto abbastanza rumore nelle secrete stanze del M.D. l’ audizione parlamentare del dr. Raffaele Guariniello, già Procuratore a Torino, la cui attività è stata principalmente rivolta ai settori del lavoro, della salute e dell’ambiente. Famose, nella sua storia professionale, le inchieste sui sette morti causati dal rogo divampato nella notte tra 5 e 6 dicembre 2007 all’acciaieria ThyssenKrupp di Torino e quella sui tanti morti per mesotelioma avvenute tra gli ex-dipendenti dell’ Eternit, che hanno poi portato alla storica sentenza di Torino del 2012. In pensione da dicembre 2015, il dr. Guariniello è da due anni consulente della IVCommissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, e in questa veste è stato audito il 15 u.s. da detta Commissione a palazzo S. Macuto.
Abbiamo già avuto modo di parlare del lavoro straordinario che sta portando avanti questa Commissione, presieda dall’on. Gian Piero Scanu, che nonostante la sua nominazione che parrebbe circoscriverne il perimetro d’intervento, si è meritoriamente occupata di tutti gli aspetti relativi alla tutela della salute del personale e agli ambienti di lavoro del Ministero della Difesa. Un lavoro non facile, con tante audizioni e diversi sopralluoghi nei siti della Difesa, che pare non sia stato accompagnato da una grande disponibilità di A.D., ma che alla fine ha prodotto una interessantissima “Relazione sull’attività d’inchiesta in materia di sicurezza sul lavoro tutela ambientale nelle Forze Armate: criticità e proposte” approvata il 19 luglio u.s. in modo quasi bipartisan dalla Commissione, e che ad ogni buon conto pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, raccomandandone, in particolare, anche con riferimento all’udizione del dr. Guariniello, la parte relativa alle “carenze nella valutazione dei rischi: DVR e DUVRI” (a pg. 339).
Ma cosa ha detto il dr. Guariniello in audizione? Tre, ci sembrano, le affermazioni più pesanti.
La prima: una “giurisdizione domestica” in materia di sicurezza e tutela degli ambienti di lavoro del Ministero Difesa, che non differenzia i ruoli tra controllore e controllato, e prevede che la vigilanza e i controlli non siano gestiti da terzi, ma operati da “servizi tecnici e sanitari” interni allo stesso MD, nel quadro di una evidente confusione dei ruoli e con tutti gli annessi e connessi del caso. La soluzione sarebbe quella di affidare il tutto a soggetti esterni, ma la cosa non sembra entusiasmare i Vertici.
La seconda: la persistenza di numerose criticità, già individuate dalle precedenti Commissioni e tuttora irrisolte, frutto di una legislazione inadeguata. Dunque, c’è bisogno di un nuovo assetto normativo.
La terza: le risposte pervenute dagli Enti coinvolti nella ricognizione avviata da DICOPREVA su imput della stessa Commissione, hanno evidenziato che, rispetto ai circa 300 Enti interessati, i DVR (Documento di valutazione dei rischi, documento cardine in materia di sicurezza previsto dagli artt. 17 e 28 del D.Lgs 81/2008, il c.d. testo unico sulla sicurezza sul lavoro) è stato redatto o aggiornato nell’ultimo trimestre 2016 in 163 Enti e addirittura nel 2017 in 25 Enti. E, a tal proposito, il dr. Guariniello menziona alcuni Enti (COI, CETLI) e ricorda che qualche Direttore ha addirittura ammesso“di non essere in condizione di assolvere ai compiti di prevenzione e di sicurezza”. Una situazione di affermata violazione delle norme vigenti, che, oltre a indurre forte preoccupazione in tutti coloro che operano nel MD in queste condizioni, rinvia, a detta dello stesso Guariniello, a responsabilità precise: a quelle di chi dovrebbe vigilare e non lo fa o lo fa in modo insufficiente; a quelle dei Dirigenti datori di lavoro; infine, a quelle dei “datori di lavoro di fatto” che altri non sono che i Vertici di A.D.
Raccomandiamo a tutti l’ascolto integrale dell’audizione del dr. Guariniello, che pubblichiamo s questa stessa pagina allegato 1, ne esce fuori uno spaccato di A.D. che certo preoccupa e fa pensare. E pubblichiamo inoltre l’articolo a firma di A. Custodero sulla stessa audizione comparso su Repubblica.it il 15 u.s.
Come avevamo anticipato nel precedente Notiziario n. 106 del 25.10.2017, l’INPS ha deciso il differimento al 1.1.2019 dei termini prescrizionali dei contributi pensionistici dovuti alle Gestioni pubbliche. E lo ha fatto con una seconda circolare, la n. 169 datata 15.11.2017, che abbiamo tempestivamente inviato ai nostri iscritti e pubblicato su questo sito in pari data, e che ripubblichiamo su questa stessa pagina.
A tal riguardo, il Dipartimento Politiche Previdenziali e Assistenziali (DIPPA) della FLP, che molto meritoriamente ha fatto scoppiare il problema su scala nazionale con la nota recepita nel Notiziario FLP n. 17 del 6.10.2017, che ad ogni buon conto ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, ha predisposto una nota di commento alla nuova circolare INPS che riportiamo di seguito in forma integrale.
“La FLP, con i precedenti notiziari n. 17 e n. 21 del mese di ottobre, ha denunciato la pericolosità dell’interpretazione INPS che unificava i termini prescrittivi per i contributi non versati da parte di amministrazioni pubbliche a soli cinque anni, con scadenza al 31 dicembre 2017, invitando i lavoratori e le lavoratrici ad inviare da subito specifiche diffide cautelative all’INPS.
Se è vero che il problema della prescrizione dei contributi dei lavoratori pubblici l’INPS se lo era già posto all’indomani della fusione con l’INPDAP, è altrettanto vero però che l’implementazione della banca dati dei pubblici dipendenti, con la verifica della loro posizione previdenziale e relativa correzione di possibili errori riscontrati, non ha avuto vita facile e un percorso celere….
Invece, senza attendere la conclusione di questo processo, l’INPS, con la circolare n. 94 del 31 maggio 2017, (ora sostituita con quella che trovate in allegato), ha sostenuto la tesi secondo la quale essendo state unificate a decorrere dal 2012 le modalità di riscossione dei contributi dei dipendenti pubblici, dalla stessa data sarebbero decorsi i termini della prescrizione previsti dalla legge 335/95 in 5 anni; facendo in questo modo scattare dal 2018 la prescrizione dei contribuiti non versati dalle amministrazioni pubbliche.
La FLP è stata accusata di “allarmismo”, ma di fatto, con le nostre denunce, si sono svegliate anche le altre Confederazioni sindacali, si sono succeduti incontri presso il Ministero del Lavoro e i vertici dell’INPS, sono intervenuti ulteriori chiarimenti da parte del suddetto Ministero e infine l’INPS è dovuta ritornare sui suoi passi, emanando la nuova circolare n. 169, dove, in sintesi, si sostiene: il rinvio dell’applicazione della prescrizione dei contributi dei dipendenti pubblici all’1.1.2019; l’applicazione ai dipendenti pubblici iscritti alla CTPS del regime che prevede la responsabilità esclusiva in capo al datore di lavoro inadempiente in caso di mancata copertura ed intervenuta prescrizione.
Pertanto, la FLP, alla luce di queste ulteriori precisazioni dell’INPS, ritiene non più urgente l’invio delle diffide, essendo stata rinviata l’applicazione dei termini prescrizionali al 1 gennaio 2019 ed essendo stata comunque garantita – a prescindere dai suddetti termini – la copertura integrale dei contributi previdenziali in carico al datore di lavoro pubblico. In tal modo garantendo a tutti i lavoratori pubblici il diritto ad avere il versamento dei contributi previdenziali per tutto il periodo di lavoro prestato a prescindere dallo stato di aggiornamento degli archivi INPS.
Pertanto, la FLP mette doverosamente in guardia i lavoratori da sindacati che ne sfruttano la preoccupazione e che in questi giorni stanno chiedendo l’iscrizione sindacale promettendo di gestire e risolvere in tempi brevi la situazione previdenziale presso l’INPS, vincolando il mantenimento dell’iscrizione fino alla conclusione dell’aggiornamento dei dati presso l’INPS, cioè per un periodo praticamente indefinito …
Peraltro la FLP ritiene opportuno ricordare invece che il sistema informativo dell’INPS prevede la possibilità per i dipendenti di accedere direttamente sul portale internet INPS per effettuare gli aggiornamenti relativi alle loro posizioni previdenziali, ma che tale modalità al momento non è utilizzabile per problematiche organizzative interne allo stesso Istituto, come riscontrato dalle tantissime segnalazioni pervenuteci al riguardo.
Per tale ragione (stato dell’inadeguatezza degli archivi) l’INPS con questa nuova circolare ha rinviato di un anno l’applicazione dei termini prescrizionali, per aggiornare i propri archivi e rilasciare ad ogni dipendente il proprio estratto conto contributivo.
Ciò posto, la FLP ritiene utile consigliare intanto ad ogni lavoratore, avendo tutto l’anno prossimo a disposizione, di accertarsi presso il proprio ufficio/ente dell’esistenza di periodi lavorativi, in particolare quelli svolti in regime privatistico, e della copertura/scopertura dei relativi contributi.
Successivamente, se nel frattempo l’INPS renderà funzionale la modalità dell’inserimento dei dati sul proprio portale, ogni lavoratore potrà provvedere lui stesso all’aggiornamento della propria posizione contributiva.
Comunque, per tutti coloro che incontreranno difficoltà nell’effettuare i dovuti accertamenti, la FLP sta predisponendo un servizio di assistenza, sia per la richiesta degli estratti conto contributivi che per la successiva procedura di comunicazione / aggiornamento all’INPS.
A tale servizio ci si potrà rivolgere dopo la prima metà di gennaio prossimo venturo, quando verrà reso operativo attraverso una specifica comunicazione ufficiale.
IL DIPARTIMENTO POLITICHE PREVIDENZIALI E ASSISTENZIALI FLP “
Possiamo dire, dunque, che, allo stato, pare proprio cessato l’allarme innnescato nei colleghi dalla nota del DIPPA FLP pubblicata all’interno del Notiziario FLP n. 17 del 6.10.2017, che ha veramente avuto un impatto esplosivo in considerazione di quanto previsto dalla precedente circolare INPS n. 94, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3.
Sapere, dalla predetta circolare INPS, che non sarebbe stato possibile computare i periodi di lavoro non coperti dal versamento dei contributi prescritti; scoprire, un minuto dopo, nell’accedere all’interno del sito INPS alla procedura “estratto conto contributivo”, la non presenza di tutti i periodi lavorativi effettuati dall’interessato; infine, dover prendere atto che , parimenti, non erano andati a buon fine i diversi tentativi di sistemazione della propria posizione attraverso l’integrazione dell’estratto contributivo con i periodi mancanti attraverso la procedura RVA (revisione posizione assicurativa). Tutto questo, in successione, ha generato uno stato di forte allarme tra i lavoratori, è rimbalzato all’interno di quasi tutte le AA.CC., ed è davvero scoppiata la bomba, con iniziative anche da parte di altre sigle, che alla fine, tutte insieme, hanno contribuito a indurre INPS a tornare indietro sulle sue decisioni. Tutto bene, ma il merito storico di avere fatto “scoppiare la bomba” deve essere riconosciuto al nostro DIPPA.
In merito alla nuova circolare INPS, oltre al rinvio dei termini prescrizionali, ci sembrano significativi alcuni approdi: la responsabilità esclusiva del datore di lavoro inadempiente in caso di mancata copertura e intervenuta prescrizione; l’applicazione ai lavoratori pubblici iscritti alla CTPS della L. 24.05.1952, n. 610 (art.31, comma 1: computo ”dell’ intero servizio utile prestato, ivi compresi i servizi non assistiti dal versamento dei contributi”) e che porta INPS ad affermare che “anche in assenza di recupero della contribuzione,…l’attività lavorativa svolta sarà considerata utile ai fini della pensione”.
Questi approdi, in tutt’uno con la rassicurazioni fornite dal D.G. di PERSOCIV circa il fatto che “A.D. ha versato, sempre e concretamente, nelle casse oggi INPS, tutti i contributi dovuti, e che il problema ravvisato per altre AA.PP, non sussiste per il personale civile della Difesa”, precisazione questa che lo stesso D.G. si è impegnato a formalizzare“con apposita comunicazione on line” (si veda il comunicato unitario diffuso dopo la riunione del 15 u.s., e di cui al Notiziario n. 117 di pari data), inducono a ritenere superato, allo stato, il problema e rasserenano certamente l’orizzonte per i lavoratori civili.
Si riporta di seguito il testo del comunicato unitario CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA – CONFSAL UNSA su i contenuti e sulle risultanze della riunione di oggi a PERSOCIV.
” Si è svolta stamani a PERSOCIV la riunione, richiesta dalle scriventi OO.SS. con nota del 9 u.s. e prontamente convocata dal D.G. che l’ha anche presieduta, finalizzata ad approfondire alcune problematiche innescate dall’avvio della procedura selettiva per gli sviluppi economici 2017.
In apertura, la dr.ssa Corrado ha fatto innanzitutto il punto di situazione sui ricorsi promossi da lavoratori e relativi alla procedura 2016. A parte alcuni a carattere individuale, sono stati notificati ad A.D. tre ricorsi collettivi, di cui due promossi da funzionari in ordine alla supposta scarsa rilevanza dei titoli di studio rispetto all’ anzianità (15 ricorrenti il primo, 17 il secondo) e il terzo promosso da n. 32 lavoratori comandati, in particolare presso la PdCM, in ordine al rigetto dei titoli diversi presentati sulla “valutazione della prestazione professionale”. A parere del D.G, sulla base dei numeri di cui sopra e a fronte della ben più numerosa platea dei lavoratori interessati alla procedura selettiva 2017 (circa 20.000), non appaiono in alcun modo praticabili modifiche in corso d’opera delle modalità di ammissione già fissate dal bando pubblicato il 30 u.s..
In merito alle problematiche legate al bando 2017, abbiamo posto le seguenti questioni.
Titoli valutabili: abbiamo rilevato le contraddizioni in merito alla richiesta allegazione, innanzitutto rispetto alle precise diposizioni recate dal DPR 445/2000 e, in via secondaria, rispetto alle contraddizioni presenti nello stesso bando (art. 4, commi 10 e 15). A tal proposito, abbiamo chiesto che la D.G. chiarisca i termini esatti del problema, anche al fine di evitare successivi contenziosi.
Valutazioni multiple: abbiamo segnalato come molti lavoratori, in particolare sulla sede di Roma, siano stati impropriamente esclusi dagli elenchi predisposti da OIV in sede di attribuzione dei punteggi ponderati, e richiesto a tal proposito una urgente iniziativa della D.G.
Valutazione prestazione professionale: in merito alla non valutazione dei periodi di servizio inferiori ai 90 gg (Direttiva 10.11.2015, pg. 8), che rischia di ricomprendere assenze dal servizio anche di rilevanza sociale (assenze per maternità; per patologie gravi), abbiamo chiesto di adottare come criterio quanto previsto nella stessa Direttiva per l’attribuzione del trattamento accessorio.
Titoli di studio coerenti con le attività del p.p. posseduto: nel ricordare le posizioni di dissenso espresse a suo tempo in sede di trattativa FUA, abbiamo segnalato la necessità di fissare criteri più trasparenti ed oggettivi, prendendo a riferimento le tabelle predisposte dal Ministero dell’Istruzione e già utilizzate per le riqualificazioni 2008, evitando le formulazioni molto generiche e di cui alla FAQ n. 22, che affida di fatto alla discrezionalità delle Commissioni di verifica le scelte al riguardo.
Abbiamo infine segnalato la necessita che l’URP risponda sollecitamente ai quesiti proposti direttamente dai lavoratori interessati o per il tramite delle Rappresentanze sindacali.
Il D.G. ha preso atto delle nostre richieste e si è impegnata a darne rapida e concreta soluzione.
Nel corso della stessa riunione, il D.G. ha ufficializzato i dati relativi alle prossime nuove assunzioni di professionalità civili, uno dei frutti positivi della nostra iniziativa di questi mesi.
Sono già partite le lettere di assunzione di n. 70 idonei (funzionari e assistenti tecnici, erano 86 in tutto, in 16 vi hanno rinunciato) collocati nelle graduatorie ancora aperte e relative ai concorsi pubblici già espletati per il MD, e a giorni verranno pubblicati tre bandi di concorso per assumere complessivamente n. 30 professionalità civili del settore tecnico, scientifico e informatico. Una buona notizia, davvero, che insieme alla riattivazione delle ex scuole allievi operai di cui all’emendamento governativo al DDL attuativo del Libro Bianco, apre davvero nuove prospettive.
A conclusione dell’incontro, in risposta ad una nostra precisa richiesta in ordine ai problemi innescati dalla circolare INPS n. 94 del 31.05.2017, ha chiarito che l’A.D. ha versato, sempre e concretamente, nelle casse oggi INPS, tutti i contributi dovuti,e che il problema ravvisato per altre AA.PP, non sussiste per il personale civile della Difesa. Nel prenderne positivamente atto, abbiamo chiesto e ottenuto che la DG formalizzi questa precisazione con apposita comunicazione on line.
FP CGIL – F. Quinti UIL PA – S. Colombi FLP DIFESA – GC Pittelli CONFSAL UNSA – GF Braconi “
Pubblichiamo, in allegato 1 su questa stessa pagina, il comunicato unitario CGIL-UIL-FLP-UNSA per la diffusione tra i lavoratori e l’affissione nelle bacheche.
Per quanto attiene alle problematiche innescate dalla circolare INPS di cui all’ultimo capoverso del sopra riportato comunicato unitario, rendiamo noto ai colleghi che l’Istituto previdenziale ha pubblicato in data odierna la circolare n. 169 che sposta i termini per la prescrizione dei contributi pensionistici al 1.1.2019.
Pubblichiamo sempre su questa stessa pagina in allegato 2 la predetta circolare, con riserva di fornire le osservazioni al riguardo della nostra O.S.
Si riporta di seguito il testo del comunicato unitario CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA – CONFSAL UNSA su i contenuti e sulle risultanze della riunione di oggi a PERSOCIV.
“Si è svolta stamani a PERSOCIV la riunione convocata sui seguenti argomenti:
– Eventuale integrazione dei fondi FUA 2017 da parte del M.E.F. (le risorse economiche aggiuntive sarebbero quantificabili tra i 5,8 e i 6,0 milioni di euro, anche se non ancora allocate dal MEF sui capitoli della difesa);
– Ipotesi alimentazione fondi per la retribuzione della produttività (L.244/2012): stando al calcolo fatto dalla D.G., nell’ipotesi massima di destinazione al FUA del 10% dei risparmi conseguiti, le somme attribuite sarebbero di poco superiori ai 2,6 mln di euro (la DG ha predisposto lo schema di DM, che ci è stato consegnato brevi mano e sul quale ci siamo riservati eventuali osservazioni e contributi), che verrà poi inviato al MEF.
La distribuzione di queste somme, una volta formalizzate, sarà oggetto di apposito accordo negoziale.
Un incontro, quello odierno, al quale abbiamo ritenuto di dover responsabilmente partecipare solo e soltanto per l’importanza dei temi proposti alla discussione. Dopo aver ascoltato la relazione introduttiva della dr.ssa Corrado, le scriventi OO.SS. sono intervenute e – affidandosi ad un unico intervento preventivamente concordato – hanno sostanzialmente e preliminarmente dichiarato quanto segue:
“Oggi ci saremmo aspettati di discutere con Lei, prima di ascoltare l’illustrazione degli argomenti proposti all’ordine del giorno, delle ragioni che hanno indotto le lavoratrici e i lavoratori a scendere in piazza numerosi con noi a Roma, e in tutte le maggiori sedi della Difesa lo scorso 19 Ottobre, per protestare contro l’insopportabile e ripetuta inosservanza del sistema delle relazioni sindacali da parte di codesta direzione generale. Che si è fin qui essenzialmente distinta solo per aver sempre voluto procedere in maniera del tutto unilaterale all’emanazione di atti e circolari riguardanti il personale civile amministrato, senza avvertire mai l’esigenza di coinvolgere preliminarmente le organizzazioni sindacali del personale, come invece previsto dalla normativa vigente e come del resto si fa in tutte le altre amministrazioni statali. Ciò che rivendichiamo oggi con forza per il prossimo futuro, quindi, è una maggiore predisposizione di codesta D.G. a favorire la partecipazione attiva delle rappresentanze sindacali del personale nella fase di formazione dei processi decisionali che coinvolgono o interessano le lavoratrici e i lavoratori civili della Difesa, piuttosto che costringere il sindacato a porli successivamente in discussione. Solo per fare un esempio: anche in funzione dell’odierna discussione, non è stata trasmessa preliminarmente la documentazione afferente i temi posti al tavolo, che invece poi ci è stata consegnata a mano in sede di riunione, differendo così i tempi di messa a punto dei nostro contributi. E’ un problema di metodo che continuiamo a rilevare, certo, ma anche di merito e soprattutto di rispetto del ruolo delle organizzazioni sindacali, che dovrà essere immediatamente corretto se codesta DG vorrà adeguarsi ai contenuti delle intese raggiunte tra il Governo e le Confederazioni sindacali, in particolare sulla necessità di garantire il rilancio delle relazioni sindacali/industriali. Intese che su quello specifico argomento come noto hanno poi di seguito prodotto e originato l’emanazione delle disposizioni contenute nel c.d. “decreto Madia” modificativo del D.Lgs Per quanto attiene al merito della discussione odierna, ci riserviamo di inviare le nostre osservazioni”.
Nella sua replica finale la dr.ssa Corrado, riferendosi in particolare alla questione delle relazioni sindacali da noi sollevata, ha sostanzialmente riconosciuto le nostre ragioni dicendosi dispiaciuta per le difficoltà sorte nel rapporto tra le parti e dichiarandosi subito disponibile a correggerlo, anche raccogliendo l’invito avanzato nell’occasione dalle scriventi OO.SS.
Saremo molto attenti a verificare che ciò accada, pronti se del caso ad utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione qualora alle parole pronunciate non corrispondessero poi i fatti.
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