Il dr. Franco Massi, coordinatore tecnico del Gruppo di lavoro sul gap retributivo
Quando, nella primavera del 2017, insieme a CGIL FP e UIL PA, promuovemmo decine e decine di assemblee unitarie nei principali Enti del M.D. per illustrare ai lavoratori l’accordo del 5 aprile 2017, in alcune riunioni (poche, per la verità) ci fu richiesto il nostro parere in merito all’ipotesi del transito nei ruoli speciali ex art. 3 D. Lgs. 165/2011, e in particolare se fosse a nostro avviso credibile e praticabile l’idea che quel transito si potesse accompagnare a un incremento retributivo di circa 300 € mensili.
La risposta che fornimmo unitariamente fu in sequenza: la convinzione sulla scarsa praticabilità del transito, già affermata dal Gruppo di lavoro ex DM 16.06.2015; la nostra scelta di restare all’interno del comparto; infine, la “demagogia” (sì, la connotammo proprio così) della ipotizzata contropartita economica (300 €) che, stante le norme vigenti, appariva di fatto impraticabile e per questo demagogica, concludendo che saremmo comunque rimasti in attesa di vedere quanti soldi sarebbero stati resi disponibili per l’operazione (ad oggi, zero euro).
I lavoratori comprenderanno allora la nostra sorpresa nel sentire, nel corso della riunione con la Ministra del 12 u.s., la proposta presentata da CGIL-CISL-UIL+UNSA con la quale chiedono una “indennità funzionale…. pari a € 600,00 lordi mensili pro capite e pensionabili”.
Una sorpresa davvero grande, anche perché, così formulata, appare a noi ancora più impraticabile di quella legata al transito. E ne spieghiamo brevemente le ragioni.
Innanzitutto il quantum economico necessario (600 € x 12 mesi x 26.000 dipendenti +oneri datoriali), pari a circa 200 mln di €, rispetto al quale risulta arduo immaginare che il MEF li renda disponibili solo per il M.D.(Interni, Esteri, Giustizia, etc. assisterebbero benedicenti?), tenuto anche conto dei tempi in cui viviamo e dell’attuale, preoccupante quadro economico.
In secondo luogo, la richiesta parla di “indennità”, la quale, dunque, al pari di tutte le altre indennità (si veda il Titolo II del CCNI 6.11.2018), dovrebbe essere corrisposta, a mente delle norme legislative e contrattuali vigenti, attraverso il Fondo Risorse Decentrate (FRD, ex FUA), la cui dotazione è stabilita annualmente dal MEF in linea con le previsioni dello stesso CCNL, il che significa che MEF dovrebbe assegnare quei circa 200 mln direttamente al FRD, che ricordiamo nel 2018 è stato pari a meno di un quarto (51,9 mln), così di fatto quadruplicandolo. C’è qualcuno che pensa che MEF possa mai fare un’operazione del genere per il M.D.?
Infine, l’ultima ragione: l’indennità ad categoriam, come si configurerebbe di fatto quella richiesta, non è ammessa dal CCNL (è il motivo per il quale è risultata impraticabile una indennità per tutti gli “ausiliari”, pur ampiamente giustificata), e pertanto verosimilmente non otterrebbe mai la certificazione di MEF e FP.
Poste così le cose, l’indennità proposta appare dunque ancor più problematica di quella che dovrebbe accompagnare il transito ex art. 3, che almeno sarebbe legata ad un nuovo status e non intervenire ad assetto invariato e in vigenza di questo CCNL. Della cosa, paiono convinti gli stessi proponenti che, nel comunicato del 12 u.s., mettono le mai avanti con il richiamo al sindacato “serio e non corporativo”. Alla faccia!
Ci starebbe infine un’altra lettura: che sia solo una provocazione. Ma allora bisognerebbe farlo capire, anche per evitare di ingenerare attese e alimentare sogni destinati inevitabilmente a naufragare.
Ovviamente, abbiamo qui espresso, con molta onestà, le nostre perplessità sulla proposta di indennità di funzione, che poi sono quelle di tanti lavoratori, ma certo non ci metteremo mai contro: se il MEF o altri soggetti dicessero si all’indennità, ne saremmo molto felici, ci mancherebbe altro. Solo che, allo stato, ci crediamo poco…
Noi, invece, abbiamo un’altra idea rispetto al gap, posto che la soluzione del transito ex art. 3 non ci entusiasma, preferendo, come altre sigle, la permanenza dentro il comparto di contrattazione.
L’esperienza di questi anni dimostra che il nodo è sempre e solo uno: il MEF. Ci chiediamo allora: come si può superare l’ostacolo? A nostro avviso, per non perdere altro tempo invano, la via giusta, peraltro già positivamente sperimentata per il personale militare (art. 19 L.183/2010), sarebbe una norma legislativa che riconosca la “peculiarità” di compiti, funzioni e impiego dei civili, dopo che tutte le strade potrebbero essere praticabili.
Formalizzeremo a breve questa nostra proposta presso il Gabinetto, e ne daremo conto ai lavoratori.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario FLP DIFESA n. 26 dell’11 marzo 2019 –
La MInistra della Difesa, prof. Elisabetta Trenta
Martedì 15 p.v., la Ministra della Difesa incontrerà nuovamente le OO.SS.
Siamo dunque al terzo “martedì della Trenta”, che giunge dopo quelli del 15 gennaio (vds. Notiziario n. 4 di pari data) e del 5 febbraio (vds. Notiziario n. 12 di pari data) e, in primis, vogliamo dare atto alla Ministra, che ha tenuto per sé la delega alle relazioni sindacali, di aver sinora mantenuto la promessa di incontri periodici mensili con le OO.SS. nazionali.
All’o.d.g., il Gabinetto ha iscritto due soli punti: il primo, riguarda il recupero del gap con altre PP.AA. in materia di trattamento economico; il secondo, le assunzioni. Atteso che dei due argomenti si era discusso nelle due precedenti riunioni, dobbiamo immaginare che l’o.d.g. sia nato o da novità emerse di recente (più probabile) o da precise sollecitazioni di parte sindacale (il Gabinetto aveva chiesto alle OO.SS. di indicare le loro priorità).
Per quanto ci riguarda, avevamo risposto al Gabinetto con la nota che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato.
In cima alle nostre priorità, avevamo messo la discussione sul “che fare” in ordine al vergognoso bando di mobilità volontaria ordinaria. Come si ricorderà, anche a seguito di nostra precisa richiesta, si era tenuta il 25 febbraio una riunione tecnica a PERSOCIV (vds Notiziario n. 21/2019). In quella circostanza, a partire da un giudizio estremamente negativo su quel bando che aveva accomunato tutte le OO.SS. presenti al tavolo, si era discusso di due possibili ipotesi: la prima, da noi sostenuta, di bloccare il bando pubblicato e di procedere poi ad una nuova pubblicazione entro tempi rapidi e certi dopo i necessari aggiustamenti in ordine al “grado di scopertura zero”; la seconda, sostenuta invece dai 3+1 (CGIL-CISL-UIL e UNSA), di concludere in ogni caso il bando pubblicato il 23.01.2019, ancorché gli esiti apparissero a tutti sicuramente scontati in termini di scarsissime possibilità di trasferimento, per poi andare presto alla pubblicazione di un secondo e nuovo bando.
La decisione a tal riguardo, da assumere ovviamente in modo rapido stante le attese dei lavoratori interessati dopo due anni e mezzo di blocco, non poteva che essere ricondotta al livello politico, come la stessa delegazione di parte pubblica ritenne di chiarire in quella riunione. E, dunque, ci aspettavamo che l’incontro del 12 p.v. fosse l’occasione giusta per decidere come procedere al riguardo, anche per rispondere alle attese di migliaia di lavoratori e per il rispetto dovuto in ordine alle loro esigenze, posto che il problema dei “ricongiungimenti familiari”, che sta tanto a cuore alla Ministra, riguarda anche i civili oltre che i militari. Non sarà così, par di capire dall’o.d.g.
Come seconda priorità avevamo inserito il famoso “punto di situazione” sui transiti del personale ex militare nei ruoli civili con annesse e connesse criticità, un argomento che appare ai nostri occhi strategico nelle politiche sul personale civile, ma che A.D. insiste da anni a gestire al buio senza fornire né dati né intendimenti, e che oggi appare quanto mai urgente affrontare anche in previsione di quanto maturerà a breve (transiti anche ordinari ai sensi del D.Lgs 8/2014) e alla luce di alcune iniziative in atto, come il DDL presentato dalla on. Ermellino del M5S che prevede il transito nei ruoli civili anche di personale dirigente.
La melina da parte di A.D. continua, par di capire, ancorchè nella precedente riunione si era detto di riparlarne nella prossima. Siamo proprio curiosi di vedere come si esprimeranno sul punto le altre OO.SS
I due punti di discussione saranno dunque gap economico ed assunzioni. Sul primo punto, che guarda anche all’ipotesi del transito nei ruoli speciali ex art. 3 D. Lgs 165, attesa la richiesta quasi unanime venuta dalle OO.SS. nella precedente riunione e che noi avevamo riassunto in “A.D. ci deve dire prima quanti soldi, in quali tempi e con quali modalità rende disponibili per questa operazione, e un minuto dopo ci siederemo intorno ad un tavolo per ragionare”, immaginiamo ci siano precise novità in ordine al quantum allo stato disponibile, altrimenti dovremo pensare che la demagogia stia oggi prendendo corpo anche a palazzo Baracchini.
Analogo il ragionamento per le assunzioni: a due mesi dalla delusione della legge di bilancio, partirà a breve il “piano straordinario” che tutti auspichiamo? O ci diranno solo i tempi e le destinazioni delle 294 assunzioni triennali?
Infine, la chicca: la sessione politica precederà quella tecnica. Un controsenso logico, a nostro avviso…… si vedrà!
La riunione del Capo di SME con il COCER Esercito del 25 luglio 2018
Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Salvatore Farina, è stato nominato al vertice della più importante F.A. del nostro Paese in sostituzione del gen. Danilo Errico che ha lasciato il servizio attivo, ed ha poi assunto l’incarico effettivo a far data dal 27 febbraio 2018.
A pochi giorni dal suo insediamento, ha inviato agli Uffici dello SME, ai Comandi Nazionali di settore (COMLOG, etc) e agli AA.CC. nazionali e territoriali la nota prot. n. 61639 datata 26 marzo 2018 con la quale ha dettato “le linee di indirizzo” in qualità di nuovo Comandante in capo della F.A., il cui testo pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2.
Nel leggere la predetta nota, siamo rimasti francamente molto colpiti dal fatto che la componente civile risulta sostanzialmente assente nella prospettazione che ne fa il gen. Farina, che è tutta orientata su questioni che riguardano la F.A. nel suo complesso, ma tutte comunque riferibili alla componente militare: esempio la formazione, che non contiene neanche un minimo accenno a quella del personale civile.
La predetta “dimenticanza” fa il paio con un’altra “dimenticanza”. Ci riferiamo al fatto che, a distanza di oltre sei mesi dall’assunzione dell’incarico, il gen. Farina non ha ancora avuto il tempo per incontrare le Rappresentanze nazionali delle OO.SS.
Un impegno del tutto tradizionale e da tanti anni oramai consolidato in ambito Difesa, che si inserisce nel giro di incontri, istituzionali ma anche interni alla F.A., che il nuovo Capo di SM fa di norma ad inizio mandato (ora triennale). Una tradizione rispettata peraltro anche dal suo predecessore, il gen Danilo Errico, che incontrò per la prima volta le OO.SS. nazionali in data 9 giugno 2015 (vds Notiziario n. 59 di pari data), seguito qualche settimana più tardi dal secondo incontro avvenuto in data 29 luglio (vds. Notiziario n. 83 di pari data), e al quale ne sono poi seguiti altri, e che hanno contribuito a tenere sui giusti binari il rapporto con la F.A., almeno sino alla vicenda legata alla cancellazione dei buoni pasto per alcuni Enti di Napoli. Un rapporto positivo, dunque, che ci auguriamo prosegua in futuro.
Un impegno al quale hanno sempre assolto anche tutti gli altri Vertici tecnici della Difesa, dai Capi di SM al Segretario Generale/DNA, e per ultimo anche la massima autorità politica del Dicastero, la nuova Ministra Trenta, che ha incontrato le OO.SS. in data 19 luglio u.s. (vds Notiziario n. 78 di pari data), e dunque a poco meno di 45 giorni dall’assunzione formale dell’incarico e dal giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica (1 giugno 2018).
Se questa è la prassi in essere da molti anni nella Difesa, siamo sicuri che il ritardo registrato nella messa in agenda del primo l’incontro del nuovo Capo di SME con le OO.SS. sia dovuto solo a impedimenti di natura oggettiva, legati ad altri impegni, e non certamente a mancanza di attenzione nei confronti della componente civile, e men che mai a sottovalutazione del ruolo delle Rappresentanze sindacali, e siamo pertanto certi che il gen. Farina troverà sicuramente il tempo per incontrare, dopo il COCER Esercito (riunione in sala Diaz del 25 luglio, a cui si riferisce l’immagine che accompagna nel nostro sito la pubblicazione di questo Notiziario), anche le OO.SS. rappresentative del personale civile della Difesa.
Un incontro che, al di la della ritualità dell’appuntamento, noi auspichiamo serva anche “a definire i percorsi e le modalità di carattere generale attraverso il quale si darà forma e sostanza al rapporto tra le OO.SS. nazionali e il Capo dell’Esercito e, più a valle, al rapporto con le strutture di vertice della F.A. (RGF/OO.SS. e DIPE in primis), anche con riferimento ai provvedimenti di riordino”, come si legge nella lettera qui pubblicato in allegato 1 che abbiamo inviato in data odierna al gen. Farina.
Pubblichiamo la nota SME n. 63592 del 13.08.2018, di cui siamo venuti in possesso solo ora, e relativa al differimento al 2019 dei provvedimenti di soppressione dei CEDOC (CEntri DOCumentali)
Alla vigilia della festa dell’8 marzo, ci è pervenuta dalla collega Maria Pia Bisogni, nostra rappresentante in seno al CUG del M.D., la seguente riflessione che proponiamo alle colleghe e ai colleghi.
” Anche quest’anno arriva la ricorrenza della Festa delle donne, e sempre più spesso si sente dire dalle stesse che non credono più al valore di questa giornata. Questo probabilmente non perché siano certe che la parità sia stata raggiunta, quanto piuttosto perché si sono convinte della inutilità della battaglia.
Sta di fatto che le cronache continuano a bombardarci di notizie che confermano che la parità e le pari opportunità sono ben lontane dall’essere raggiunte, che le molestie sessuali e lo stalking sono uno sport ancora molto praticato, e che il bilancio delle vittime di femminicidio è ancora molto alto, e non solo non accenna a diminuire, ma sembra continuamente aumentare.
Quanto alle molestie, ha provocato uno scandalo mondiale il caso del produttore americano molestatore seriale di attrici di calibro internazionale, che, dopo la denuncia da parte di una delle vittime che ha documentato la cruda verità, è stato accusato da una quantità di altre attrici di calibro internazionale che hanno trovato, a distanza di anni dai fatti, il coraggio di esporsi in massa.
Fa specie che le reazioni siano state clamorosamente contrastanti: da un lato sono scattate iniziative di sostegno al “molestatore”, e dall’altro fortunatamente sono state sottoscritte iniziative, quali quella vista nella recente cerimonia di premiazione degli Oscar americani, o quella italiana di “DISSENSO COMUNE”, atto di testimonianza e solidarietà di numerosissime e famose attrici italiane nei confronti delle colleghe che in Italia e nel mondo hanno avuto il coraggio di denunciare. In tale documento si ribadisce che il fenomeno non può essere circoscritto di volta in volta, attribuendo il ruolo di capro espiatorio al singolo e creando le condizioni perché, passata l’ondata di sdegno, non si cominci a chiedersi perché sia successo, e se le persone “molestate” non abbiano una qualche responsabilità nell’accaduto: non deve essere confuso il “gioco della seduzione” con la molestia sessuale, non deve essere trascurata la volontà di ciascuna delle persone coinvolte.
La disuguaglianza di genere negli spazi di lavoro mette a rischio tutte le donne, perché nella condizione di subordinazione gerarchica è più facile il ricatto: succede alla segretaria, all’operaria, all’immigrata, alle studentesse, alle specializzande, alle collaboratrici domestiche. Bella la chiusura di quel documento, ove si afferma che “quelle che sono state le vittime del sistema ora (insieme) hanno la forza per smascherarlo e ribaltarlo.” E a tal proposito, sempre dal cinema, ci arriva uno spunto di riflessione, con un film, ”Nome di donna”, che narra di una giovane donna che trova lavoro presso una residenza per anziani, dove la sua serenità viene intaccata dalle avances e dall’abuso di potere del direttore della struttura: la storia è emblematica, e si ragiona sui comportamenti di chi vive intorno ai protagonisti della vicenda.
Dunque è evidente come sia tuttora di estrema attualità il bisogno di lavorare sulle coscienze, affinché sia riaffermato il principio del rispetto dell’altro e della sua volontà, che parte dai modelli che ciascuno di noi offre alle nuove generazioni, nel proprio mondo pubblico e privato, affinché ciascuno sia rispettoso delle donne che incontra, dalla propria compagna di scuola, alla fidanzatina, alla moglie, alla collega, alla professionista, alla propria figlia.
Sembra strano dover ancora dire questo, se si tiene conto che dal 1991 il numero di donne laureate rispetto agli uomini è sempre stato maggiore, con il picco del 2011 (58,9%). L’eccellenza, la capacità delle donne nell’impegnarsi su più fronti, la loro visione dei tempi della vita, dovrebbero essere considerate una risorsa strategica rilevante, un fondamentale supporto allo sviluppo delle attività produttive; ciò, tanto più se si tiene conto che le attività di cura saranno sempre più necessarie, nella prospettiva di un mondo sempre più anziano.
C’è sempre molto da fare, e nessun altro ha interesse a sostenerci, perciò è necessario riprendersi la consapevolezza della sopravvivenza del gap di genere tuttora esistente.
E perciò riprendiamoci la festa, dobbiamo crederci.
Buon 8 marzo a tutte le donne !!! ”
E, anche da parte di FLP DIFESA, buon 8 marzo a tutte le amiche e le colleghe, civili e militari, del Ministero della Difesa.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FP DIFESA
Notiziario n. 5 del 22 gennaio 2018 –
Dunque, ci siamo. Dal 13 gennaio u.s., è entrato in vigore il Decreto della Funzione Pubblica 17.10.2017, n. 206, pubblicato in allegato 1 su questa stessa pagina e di cui abbiamo già riferito nel Notiziario n. 1 del 2 u.s., che reca il nuovo “Regolamento” per lo svolgimento delle visite fiscali del personale dipendente dalle PP.AA., il quale, tra l’altro, non solo conferma le sette ore di reperibilità, ma vi aggiunge anche tre nuove chicche degne di essere segnalate ai colleghi.
La prima novità consiste nella possibilità di più visite fiscali cui può essere sottoposto il lavoratore durante il periodo di assenza per malattia, evenienza questa sinora esclusa nel settore pubblico.
La seconda novità riguarda la possibilità che, a disporre la visita fiscale, possa essere non solo l’Ente o Ufficio che impiega il dipendente, ma anche lo stesso INPS, che può decidere autonomamente il controllo fiscale d’ufficio (va segnalato che, a tal riguarda, l’INPS ha emanato in data 12 u.s. il messaggio n. 137, che pubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina), utilizzando al riguardo un sistema (algoritmo SAVIO) capace di individuare, tra i certificati di malattia pervenuti all’Istituto, quelli “più a rischio” in base a variabili e parametri diversi.
La terza novità, infine, riguarda la possibilità da parte dell’Ente/Ufficio o dello stesso INPS di ripetere più volte, con cadenza “sistematica e ripetitiva”, la visita fiscale durante il periodo di malattia, che sinora era invece esplicitamente esclusa, e di poterlo fare anche nei giorni prefestivi e festivi. Dunque, in sintesi, più controlli fiscali, più soggetti titolati a disporli, e anche nelle domeniche e nei giorni festivi e prefestivi.
Il “Regolamento” di cui trattasi prevede anche, all’art. 4, le “esclusioni dall’obbligo di reperibilità” che riguardano:
i dipendenti per i quali l’assenza è riconducibile a patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
quelli che hanno avuto riconosciuta una causa di servizio con menomazione, unica o plurima, riconducibile alle prime tre categorie della Tabella A allegata al D.P.R. n. 834/1981 o a patologie rientranti nella Tabella E del medesimo decreto, il cui testo pubblichiamo su questa pagina in allegato 3;
infine, coloro che hanno stati patologici riconducibili a situazioni di invalidità riconosciute pari o superiore al 67% (lo ha ricordato anche PERSOCIV con la “News” del 15 gennaio u.s., che ad ogni buon conto pubblichiamo in allegato 4 su questa stessa pagina).
Aggiungiamo che all’obbligo di reperibilità nei termini di cui sopra sono oggi tenuti anche i lavoratori in malattia reduci da un ricovero ospedaliero certificato dalla struttura pubblica che ne ha anche fissato la prognosi, il che, oltre che fornire un attestato di palese sfiducia verso la sanità pubblica, rappresenta anche un controsenso sul piano logico e fornisce l’esempio di come si possano sprecare risorse pubbliche.
In ogni caso, il nuovo “Regolamento” segna un corposo restringimento delle esclusioni dall’obbligo di reperibilità, considerato che l’obbligo viene esteso anche ai lavoratori che hanno cause di servizio per patologie riconducibili dalla IV categoria in avanti e anche a quelli in possesso di invalidità inferiore al 67%.
Ma la condizione davvero la più inaccettabile e offensiva per tutte le lavoratrici e i lavoratori pubblici è la conferma di diverse fasce di reperibilità tra i 3,2 mln di lavoratori pubblici e 14,7 mln di lavoratori privati (di cui 9 coperti da indennità di malattia INPS): sempre sette ore per noi (dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00…..anche nei giorni non lavorativi e festivi”) e invece solo quattro ore per i privati, una differenziazione questa voluta dalla Ministra Madia per non abbassare l’incisività dei controlli nel P.I..
Una differenziazione, però, certamente incomprensibile alla luce dell’art. 18, comma 1, let. d) del D. Lgs. 25.05.2017, n. 75 che dispone che anche le fasce di reperibilità debbano essere fissate “al fine di armonizzare la disciplina dei settori pubblico e privato”, un principio questo affermato anche dal Consiglio di Stato (parere n. 1939 del 9.09.2017 sullo schema di decreto predisposto dalla Ministra Madia).
Una differenziazione frutto evidente di approcci ideologici e di logiche poliziesche nei confronti dei lavoratori pubblici inaffidabili e fannulloni, che da Brunetta in avanti (e ora in Madia) si sono fatti strada.
Questa cosa non ci va giù, e la nostra Federazione sta studiano il da farsi al riguardo. Noi non ci arrendiamo!
Era un da un po’ di anni (troppi) che non venivano indetti concorsi pubblici per l’ingresso di nuove professionalità nei ruoli civili del MD. Finalmente è avvenuto, e il 2 u.s. nella Gazzetta Ufficiale – 4^ serie speciale n. 1/2018, sono stati pubblicati i bandi per i seguenti concorsi su base circoscrizionale e a tempo indeterminato (clicca sopra):
In allegato 1, i bandi pubblicati nella Gazzetta Ufficiale; in allegato 2, la nota pervenuta dal Gabinetto del Ministro.
Le domande per tutti e tre i concorsi dovranno essere prodotte per via telematica entro il 1 febbraio 2018; per parteciparvi, necessita il diploma di istruzione secondaria superiore di durata quinquennale negli indirizzi specificati nel bando relativo al profilo a concorso, saranno tre le prove d’esame (due prove scritte, di cui una teorico-pratica e un colloquio finalizzato agli accertamenti tecnici, tra cui quello per la lingua inglese).
Dunque, 30 nuove assunzioni di profili tecnici che, entro il corrente anno, entreranno nei ruoli civili della Difesa e contribuiranno a ridurre le ben note sofferenze e criticità derivanti dalla situazione che si è progressivamente generata in questi anni tra una forza lavoro civile che invecchiava e lasciava il servizio, e la mancanza di turnover anche a causa dei diversi blocchi intervenuti.
Si deve ricordare, a tal proposito, che le ultime assunzioni nel MD erano avvenute nel lontano 2014 (n. 24 assistenti tecnici del settore motoristico e meccanico e n. 166 funzionari, di cui 108 amministrativi e n. 58 tecnici ), tutti relativi ai concorsi banditi nel 2007, poi seguiti anche dall’assunzione di n. 9 ex collaboratori bibliotecari. Davvero poca cosa di fronte agli oltre 2000 lavoratori civili cessati dal servizio negli ultimi quattro anni.
Il cambio di passo è indiscutibilmente frutto positivo dell’accordo del 5 aprile che, tra i suoi punti qualificanti, aveva anche quello delle “necessità assunzionali” della Difesa, che sono state oggetto di uno specifico tavolo tecnico scaturito da quell’accordo, e che, alla fine, ha prodotto buoni risultati.
Il primo buon risultato è stato il via libera da parte della FP alla richiesta di PERSOCIV, da noi sollecitata, di rimodulazione del decreto autorizzatorio del 2014 nel rispetto delle norme vigenti (spesa pari al 25% dei cessati dell’anno precedente e possibilità di cumulo delle risorse destinate alle assunzioni per un arco temporale non superiore a tre anni), e di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 80 del 28.08.2017.
La rimodulazione ha sbloccato l’assunzione di n. 86 unità, sempre relative a professionalità tecniche, di cui n. 50 con profilo di funzionario tecnico e n. 36 con profilo di assistente tecnico, attingendo a tal proposito agli “idonei” delle graduatorie degli ultimi concorsi indetti da A.D. per quei profili, graduatorie che risultano allo stato pertanto esaurite. Di quelle 86 assunzioni programmate, però, sono stati predisposti dalla D.G. solo n. 70 contratti, in quanto per 16 posizioni si sono registrate indisponibilità da parte degli idonei aventi diritto. E ora, finalmente, i primi nuovi concorsi pubblici per complessivi 30 posti. Bene!
Il secondo buon risultato del tavolo tecnico prodotto dall’accordo del 5 aprile è stata la “riattivazione delle vecchie <<scuole allieve operai>> prevista all’interno dei due emendamenti governativi predisposti dalla nostra Amministrazione e relativi al DDL 2728 attuativo del Libro Bianco attualmente all’esame del Senato, che prevedono la costituzione di <<centri di formazione presso gli Stabilimenti e gli Arsenali militari>> i quali, oltre a fare formazione, aggiornamento e specializzazione avvalendosi prioritariamente anche del personale civile in servizio,provvederanno anche a gestire la parte corsuale dei corsi-concorsi selettivi da indire per il reclutamento di profili professionali di area 2^ dei settori tecnico/scientifico/informatico” (dal comunicato unitario allegato al Notiziario n. 74 del 1.08.2017).
Ma ora, per varare questa norma, occorrerà aspettare la ripresentazione dopo le elezioni del DDL attuativo del Libro Bianco, atteso che quello all’esame del Senato è decaduto con la chiusura delle Camere. Ne riparleremo a breve.
La manovra di bilancio per l’anno 2018 è legge dello Stato, dopo l’approvazione con due successivi voti di fiducia da parte dei due rami del Parlamento.
Nel Supplemento Ordinario n. 62 della Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre u.s., è stata infatti pubblicata la legge 27.12.2017, n. 205 che reca il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020”,che è già entrata in vigore dal 1 gennaio u.s. (il testo integrale è pubblicato su questa stessa pagina in allegato 1).
La legge consta di un solo articolo ma con ben 1181 commi, che comprendono non solo la legge di bilancio ma anche le norme relative al decreto fiscale e al c.d. “milleproroghe”, in un assieme frutto delle urgenze di fine legislatura.
L’entità della manovra in termini di spesa è pari a circa 27,8 mld di €, la metà delle quali (15,7 mld) è servita a impedire l’aumento dell’IVA per l’anno in corso, ma che continuerà comunque a pesare sui nostri conti essendo solo rinviato al 1 gen. 2019. Tra le (poche) risorse impegnate dalla legge di bilancio, figurano quelle (ancor più misere, dopo ben 8 anni di blocco) destinate al rinnovo contrattuale del P.I. per il triennio 2016-2018, mentre la gran parte di esse è confluita in micromisure (21 i bonus!) utili, i più, solo ai fini elettorali. Non è comunque passato il congelamento dell’età pensionabile (dal 2019 serviranno 67 anni per le pensioni di vecchiaia e 43 e tre mesi (42 e tre mesi per le donne) per i pensionamenti anticipati, ma solo una deroga per una quindicina di lavorazioni usuranti.
Per la parte relativa al Ministero della Difesa, il bilancio pluriennale 2018-2010 risulta articolato in tre missioni (“Difesa e sicurezza del territorio”; “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente”; “Servizi istituzionali e generali”). Con riferimento al corrente anno 2018, il bilancio previsionale complessivo risulta pari a 20,969 miliardi di €. Di questi, 19,451 mld sono complessivamente destinati alla prima missione (“ Difesa e sicurezza del territorio”) e più precisamente: 6,166 mld di € ai Carabinieri, 4,989 mld all’Esercito, 2,017 mld alla Marina e 2,581 mld all’Aeronautica, mentre 3,697 mld. di € sono destinati alla pianificazione generale delle FF.AA.. Alla seconda missione (“Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente”) sono destinati invece, sempre per il 2018, 0,450 mld di €, mentre in capo alla terza e ultima missione (“Servizi istituzionali e generali”) sono postati 1,068 mld di €. Le spese di “personale per i programmi” assommano complessivamente a 16,110 mld di €, e dunque risultano molto cresciute rispetto al 2017. Pubblichiamo su questa stessa pagina, in allegato 2, anche la “tabella 11” con il bilancio previsionale 2018-2020 del MD, dalla quale risultano anche le diverse poste iscritte per gli anni 2019 e 2020.
Nel merito delle disposizioni d’interesse della Difesa, abbiamo già riferito nel Notiziario n. 134 del 23.12.2017 del comma 590, frutto dell’accordo del 5 aprile, che autorizza la spesa di 21 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, da destinare, attraverso la contrattazione nazionale, all’incentivazione della produttività del personale civile non dirigente del M.D. A tal riguardo, abbiamo ricevuto una comunicazione ufficiale dal Gabinetto del Ministro, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3.
Le altre disposizioni d’interesse del MD sono: l’istituzione del Fondo antibracconaggio ittico; lo stanziamento di risorse dal 2019 per la tutela e alla promozione del patrimonio morale, culturale e storico dei luoghi di memoria della lotta al nazifascismo; lo stanziamento di risorse aggiuntive destinate anche ai FESI del personale del comparto sicurezza e difesa. Infine, una norma che prevede: che gli immobili residenziali, in uso al MD e acquisiti dai “fondi comuni di investimento”, concorrano al raggiungimento della quota minima di alloggi da alienare ai sensi dell’art. 306 C.O.M.; che i relativi introiti siano destinati alla realizzazione di alloggi di servizio e di opere destinate alla difesa nazionale; inoltre, che sia riconosciuta al MD una quota pari al 30% del valore immobiliare trasferito o conferito, che sarà destinato alla riorganizzazione e razionalizzazione infrastrutturale degli Enti.
E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 302 del 29 dicembre u.s. il Decreto della Funzione Pubblica 17.10.2017, n. 206 recante “Regolamento recante modalita’ per lo svolgimento delle visite fiscali e per l’accertamento delle assenze dal servizio per malattia, nonche’ l’individuazione delle fasce orarie di reperibilita’, ai sensi dell’articolo 55-septies, comma 5-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165”, che pubblichiamo anche su questa stessa pagina in allegato 1.
Trattasi del Regolamento, atteso da molti mesi, connesso alla istituzione del “Polo Unico per le visite fiscali”, e che era stato preannunciato dalla stessa INPS con il messaggio 3265 del 9 agosto u.s.. poi successivamente seguito dal messaggio n. 3685 del 26.09.2017, che pubblichiamo entrambi su questa stessa pagina, rispettivamente in allegato 2 e 3.
Ricordiamo brevemente i fatti. L’art. 18 del D. Lgs. 25.05. 2017, n. 75, pubblicato sulla G.U. n. 130 del 7 giugno 2017 e attuativo della legge delega n. 125/2015, ha disposto la modifica della disciplina vigente in materia di accertamenti medico-legali in caso di assenze dal servizio per malattia, devolvendo tutte le competenze, precedentemente poste anche in capo alle ASL, in via esclusiva all’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS) attraverso l’istituzione del “Polo Unico per le visite fiscali”, da esso dipendente, che avrebbe gestito le visite mediche di controllo (in sigla: VMC) sia dei lavoratori privati che di quelli pubblici.
La decorrenza della norma, a mente di quanto stabilito dall’art. 22 dello stesso D. Lgs. 75, era fissata al 1 settembre u.s. , ed è per questo che INPS aveva provveduto a fornire istruzioni con il sopra richiamato messaggio n. 3265 del 9 agosto u.s., i cui contenuti sono stati oggetto dei nostri Notiziari n. 77 dell’11.08, n. 86 del 12.09 e n. 92 del 28.09.2017.
Quel messaggio diceva anche una cosa importante: che un emanando e apposito Decreto avrebbe dovuto armonizzare finalmente le fasce di reperibilità tra pubblico e privato, oggi differenziate con marcata penalizzazione dei lavoratori pubblici, e che avrebbe definito al contempo le modalità per le VMC. Avevamo avuto indirettamente sentore sul fatto che la FP sembrava non intendesse seguire questa strada attraverso la lettura del parere del Consiglio di Stato (parere n. 1939 del 9.09.2017) sullo schema di decreto predisposto dalla Ministra Madia, che prevedeva il mantenimento dello statu quo, e cioè il mantenimento delle attuali fasce orarie differenziate tra pubblico e privato, con maggiore onere per i lavoratori pubblici (quattro ore complessive di reperibilità per i privati, ben sette invece per i pubblici), che la Madia aveva giustificato con la necessità di non abbassare l’incisività dei controlli nel P.I.
Ebbene, la lettura dell’art. 3, comma 1, del decreto della F.P. di cui trattasi conferma “per i dipendenti delle PP.AA. le fasce di reperibilità secondo i seguenti orari: dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00” , mentre il successivo comma 2 precisa che “sussiste l’obbligo di reperibilità anche nei giorni non lavorativi e festivi”. Ci chiediamo: per quanto riguarda il settore privato, permangono le differenze?
Le esclusioni dall’obbligo di reperibilità, altra questione rimasta senza risposte in questo mesi, riguardano solo i dipendenti assenti per le fattispecie di malattia di cui all’art. 4 del Decreto: patologie gravi che richiedono terapie salvavita; causa di servizio che abbia comportato la menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della Tabella A allegata al DPR 30.12.1981, n. 834, ovvero a patologie di cui alla Tabella E del medesimo DPR; patologie connesse a situazioni di invalidità pari o superiore al 67%.
I successivi articoli del Decreto normano la redazione del “verbale di visita fiscale” da parte del medico (art.5), la “variazione dell’indirizzo di reperibilità” (art.6), gli obblighi derivanti dalla “mancata effettuazione della visita fiscale” (art. 7) da parte del dipendente e quelli relativi alla “mancata accettazione dell’esito della visita” (art. 8); l’art.9 infine, regolamenta il “rientro anticipato al lavoro”
Ultima annotazione: il Decreto in questione entrerà in vigore dal 13 gennaio p.v. e produrrà la contestuale abrogazione del precedente decreto, oggi ancora vigente, della F.P. n. 206 del 18.12.2009.
Il gen. G. Nistri (a sx) nuovo Cte Gen. dei Carabinieri e il gen. S. Farina (a dx) nuovo Capo di SME
Il generale di C.A. Salvatore Farina sarà il nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Esercito a decorrere dal 27 febbraio p.v., mentre il gen. di C.A. dei Carabinieri Giovanni Nistri sarà il nuovo Comandante Generale dell’Arma a decorrere dal 16 gennaio p.v. Sono stati nominati, su proposta della Ministra Pinotti, dal Consiglio dei Ministri (CdM) nel corso dell’ultima riunione del 22 dicembre u.s. di cui pubblichiamo su questa stessa pagina il comunicato stampa di Palazzo Chigi per la parte d’interesse, in sostituzione rispettivamente del gen. Danilo Errico, entrato in carica il 27 febbraio 2015, e del gen. Tullio Del Sette entrato a sua volta in carica dal 16 gennaio 2015, e che a gennaio di quest’anno avevano goduto di una proroga di un anno rispetto al mandato biennale inizialmente previsto, una proroga che aveva a suo tempo destato molto scalpore in ragione dell’iscrizione nel registro degli indagati del gen. Del Sette per per favoreggiamento e rivelazione del segreto istruttorio nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti CONSIP.
A tal riguardo, è utile ricordare che anche l’attuale Capo di Stato Maggiore della Difesa, il gen. Claudio Graziano, disimpegna anch’esso il proprio incarico in regime di proroga ed eserciterà il proprio mandato di Comandante in capo delle FF.AA. italiane fino al 22 novembre p.v., dopodichè dovrà passare la mano verosimilmente a un generale appartenente all’Aeronautica, nel contesto di un criterio, da tempo consolidato, di rotazione tra le FF.AA., messo da parte proprio al momento della nomina del gen. Graziano.
I nuovi Vertici di Esercito e Carabinieri disimpegneranno il proprio mandato per tre anni e non più per due come avvenuto sinora, e questo in ragione di una precisa previsione del Libro Bianco, il cui disegno di legge attuativo (A.S. 2728) si è in questi mesi arenato in Senato, e che oggi di fatto risulta cancellato a seguito dello scioglimento delle Camere decretato proprio ieri dal Presidente della Repubblica Mattarella. Siccome quella previsione, inserita nel DDL attuativo del Libro Bianco fermo al Senato, non sarebbe mai potuta diventare operativa in questa legislatura, il Governo – su proposta della Ministra Pinotti – ha allora pensato bene di inserirla nel decreto legge fiscale collegato alla legge di bilancio 2018 (D.L. 16.10.2017, n. 148), che è poi stato convertito senza modifiche nella Legge 4.12.2017, n.172 pubblicata nella G.U. n.284 del 5 dic. u.s.. Cosa ci azzecchi il decreto fiscale con il prolungamento dei mandati dei Vertici militari nessuno l’ha capito, ma tant’è, l’importante è l’obiettivo raggiunto che legittima la proroga dello stesso Capo di SMD.
Leccese d’origine, il designato nuovo Capo di SME gen. Salvatore Farina, dopo Accademia e Scuola di applicazione, ha conseguito la laura di ingegneria elettrotecnica presso l’Università di Padova. Tra gli incarichi principali degli ultimi anni, è stato presidente del Comitato per l’Implementazione del Libro Bianco per la Difesa dal maggio 2015 a febbraio 2016, che si poi concretizzato nel DDL attuativo. Dunque, un convinto sostenitore delle scelte del nuovo modello fortemente voluto dal potentissimo gen. R. Mosca Moschini, che ha ricoperto tutti gli incarichi possibili e che a 79 anni è tuttora in piena attività essendo Segretario del Consiglio Supremo Difesa.
Il gen. Giovanni Nistri è invece romano di nascita. Dopo Nunziatella, Accademia e Scuola Ufficiali CC, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Trieste e, dopo diversi e importanti incarichi, è diventato generale di brigata nel 2007. Ha comandato per tre anni il Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturali; poi, nei due anni a seguire, ha rivestito la carica di Comandante della Legione Carabinieri Toscana e successivamente ha diretto al Scuola Ufficiali Carabinieri. Tra il 2013 ed il 2015 ha ricoperto invece l’incarico di direttore del progetto “Grande Pompei” presso gli Scavi archeologici.
Ai due nuovi e prossimi Comandanti di Esercito e Carabinieri, gli auguri di buon lavoro di FLP DIFESA.
Chiudiamo segnalando infine che il Consiglio dei Ministri del 22 u.s ha anche nominato il dr. Mario Nava nuovo Presidente di CONSOB, e al Vertice della Corte dei Conti l’attuale Presidente delle Sezioni Riunite, il dr. Angelo Buscema.
Agenzia Industrie Difesa ha pubblicato sul proprio sito le graduatorie provvisorie degli sviluppi economici 2017, che rendiamo visibili e scaricabili anche dal nostro sito.
Come si ricorderà, il bando di selezione, che ad ogni buon conto ripubblichiamo sul nostro sito www.flpdifesa.org., aveva visto la luce sul portale dell’Agenzia Industrie Difesa (AID) in data 24 novembre u.s. attraverso la pubblicazione del decreto direttoriale prot. n. 7720 di pari data, che recava appunto il bando di selezione per la partecipazione alla procedura selettiva. Il predetto bando era stato anticipato dalla circolare AID n. 7695 del 23.11.2017 avente per oggetto “Procedura e criteri per l’attribuzione delle fasce economiche superiori all’interno delle Aree funzionali“, che recava le modalità, le tempistiche, i percorsi operativi e la procedura per la gestione del concorso.
Il numero di passaggi 2017 messi a bando in AID sono n. 190, di cui n. 186 per l’area 2^ e n. 4 per l’area 3^, e dunque con un taglio di 40 posizioni a concorso rispetto ai numeri contenuti nell’accordo FUA 2016 (n.230) dopo il taglio disposto dalla F.P. che ha assunto quest’anno, come criterio base per la determinazione del numero dei posti da mettere a concorso, il coinvolgimento non superiore al 50% della platea dei potenziali beneficiari, con esclusione di tutti coloro che hanno avuto la progressione nel 2016.
Dopo la pubblicazione del bando, a partire dalle ore 12 del 24 novembre e sino alle ore 12 dell’11 dicembre 2017, i lavoratori in servizio alla data di indizione della procedura hanno potuto proporre le istanze di partecipazione, per via esclusivamente telematica e su apposito modulo differenziato per area. Non erano ammesse modalità di partecipazione diverse da quella on line.
Le graduatorie pubblicate in data odierna, allo stato non ancora definitive, sono state approvate con decreto direttoriale datato oggi, assicurando così la decorrenza degli sviluppi economici a far data dal 1 gennaio di quest’anno, atteso che, giusto parere n. 7086 espresso dall’ARAN in data 13.09.2016, ove la pubblicazione delle graduatorie fosse slittata al nuovo anno 2018, parimenti dal 1 gennaio 2018 sarebbe decorso il passaggio dei vincitori alla fascia immediatamente superiore.
Le predette graduatorie sono state formate, per ciascuna fascia all’interno di ciascuna area, sulla base dei punteggi attribuiti in base a quanto contenuto negli allegati “A”, “B” e “C” e alle eventuali variazioni e/o correzioni comunicate dagli Enti di servizio; in caso di parità di punteggio, si tiene conto, rispettivamente nell’ordine, della maggiore anzianità nella fascia di appartenenza, quindi dell’anzianità di servizio nei ruoli civili di AD/AID, e infine della maggiore età anagrafica.
Da oggi, data di pubblicazione delle graduatorie provvisorie, decorrono i 30 giorni utili per la presentazione da parte dei dipendenti interessati per la presentazione di eventuali rinunce o rettifica di eventuali errori. Ad operare i relativi controlli, provvederà la “Commissione centrale di verifica”, nominata dal Direttore Generale AID l’atto dispositivo n. 187 del 28 nov. u.s., che pubblichiamo sul nostro sito. Sulla base dei controlli operati, AID provvederà a formare le graduatorie definitive, che saranno approvate con decreto direttoriale e poi pubblicate sul sito istituzionale.
Infine, ultima tappa, l’attribuzione con decorrenza 1.1.2017 della fascia immediatamente superiore ai vincitori della procedura selettiva, che sarà operativa solo dopo il via libera di BILACENTES. A seguire, i pagamenti relativi agli adeguamenti stipendiali e agli arretrati.
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Notiziario FLP DIFESA n. 26 dell’11 marzo 2019 – Martedì 15 p.v., la Ministra della Difesa incontrerà nuovamente le OO.SS. Siamo dunque al terzo “martedì della Trenta”, che giunge dopo quelli del 15 gennaio (vds. Notiziario n. 4 di pari data) e del 5 febbraio (vds. Notiziario n. 12 di pari data) e, in primis, […]
Notiziario n. 96 del 6 settembre 2018 – Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Salvatore Farina, è stato nominato al vertice della più importante F.A. del nostro Paese in sostituzione del gen. Danilo Errico che ha lasciato il servizio attivo, ed ha poi assunto l’incarico effettivo a far data dal 27 febbraio 2018. A […]
Notiziario n. 25 dell’ 8 marzo 2018 – Alla vigilia della festa dell’8 marzo, ci è pervenuta dalla collega Maria Pia Bisogni, nostra rappresentante in seno al CUG del M.D., la seguente riflessione che proponiamo alle colleghe e ai colleghi. ” Anche quest’anno arriva la ricorrenza della Festa delle donne, e sempre più spesso si […]
Notiziario n. 5 del 22 gennaio 2018 – Dunque, ci siamo. Dal 13 gennaio u.s., è entrato in vigore il Decreto della Funzione Pubblica 17.10.2017, n. 206, pubblicato in allegato 1 su questa stessa pagina e di cui abbiamo già riferito nel Notiziario n. 1 del 2 u.s., che reca il nuovo “Regolamento” per lo […]
Notiziario n. 3 del 9 gennaio 2018 – Era un da un po’ di anni (troppi) che non venivano indetti concorsi pubblici per l’ingresso di nuove professionalità nei ruoli civili del MD. Finalmente è avvenuto, e il 2 u.s. nella Gazzetta Ufficiale – 4^ serie speciale n. 1/2018, sono stati pubblicati i bandi per i […]
Notiziario n. 2 del 4 gennaio 2018 – La manovra di bilancio per l’anno 2018 è legge dello Stato, dopo l’approvazione con due successivi voti di fiducia da parte dei due rami del Parlamento. Nel Supplemento Ordinario n. 62 della Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre u.s., è stata infatti pubblicata la legge 27.12.2017, […]
Notiziario n. 1 del 2 gennaio 2018 – E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 302 del 29 dicembre u.s. il Decreto della Funzione Pubblica 17.10.2017, n. 206 recante “Regolamento recante modalita’ per lo svolgimento delle visite fiscali e per l’accertamento delle assenze dal servizio per malattia, nonche’ l’individuazione delle fasce orarie di reperibilita’, ai sensi […]
Notiziario n. 136 del 29 dicembre 2017 – Il generale di C.A. Salvatore Farina sarà il nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Esercito a decorrere dal 27 febbraio p.v., mentre il gen. di C.A. dei Carabinieri Giovanni Nistri sarà il nuovo Comandante Generale dell’Arma a decorrere dal 16 gennaio p.v. Sono stati nominati, su proposta della […]
Notiziario n. 131 del 21 dicembre 2017 – Agenzia Industrie Difesa ha pubblicato sul proprio sito le graduatorie provvisorie degli sviluppi economici 2017, che rendiamo visibili e scaricabili anche dal nostro sito. Come si ricorderà, il bando di selezione, che ad ogni buon conto ripubblichiamo sul nostro sito www.flpdifesa.org., aveva visto la luce sul portale […]