Il sen. Bruno Alicata, relatore in Commissione Difesa
Mercoledì 9 ottobre u.s. è stato formalmente avviato dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato l’esame dei due schemi di decreto legislativo attuativo della legge delega 244/2012 sulla riduzione dello strumento militare, che dovrà concludersi con il “parere” di rito entro il prossimo 1° dicembre. Ma mentre la Commissione Difesa della Camera ha rinviato alla prossima riunione l’intervento dei propri relatori, in quella del Senato si sono già svolte le relazioni illustrative, affidate ai senn. Vattuone (PD) e Alicata (PDL) (si vedano i “resoconti” pubblicati in questa stessa pagina).
Il sen. Vattuone si è occupato del primo dei due decreti attuativi, quello sui nuovi assetti ordinamentali. Dopo aver ricordato che l’attuazione della delega avverrà “tramite la tecnica della novella al Codice dell’ordinamento militare di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010” e le finalità in termini di riduzione e di riequilibrio della spesa (50% su personale; 25 % su investimenti e esercizio), il relatore ha ricordato innanzitutto “la novella all’articolo 15 del Codice, che, riproducendo le funzioni e i compiti attualmente previsti per il Ministero della Difesa, ne demanda infatti la ripartizione tra le aree e gli uffici a un regolamento di organizzazione”, che, lo ricordiamo, dovrà anche ripartire le funzioni e i compiti tra le due componenti del personale con “tendenziale attribuzione di quelli tecnici e amministrativi al personale civile”. Ha poi passato in rassegna la riorganizzazione delle diverse aree delle FF.AA. e i diversi provvedimenti di riduzione, pari al 31% dell’attuale assetto, che dovranno essere ultimati entro il 2018.
Ha poi preso la parola il sen. Alicata (PDL) che ha invece relazionato sul secondo dei due provvedimenti (quello sul personale). Ha ricordato innanzitutto i tagli previsti al 2024 (10.000 unità civili e 33.000 militari), ma anche quelli ex DL 95/2012, già effettuati nei ruoli civili (DPCM 23.01.2013) e da effettuare nei ruoli militari al 31.12.2015 con organico fissato a 170.000 unità, e segnalando al contempo anche i tagli importanti sul fronte dirigenziale. Ha quindi affrontato la questione relativa alla gestione del personale in eccedenza, con le diverse opzioni sul fronte del personale militare, molto più rassicuranti e garantiste rispetto a quelle, molto meno rassicuranti, sul fronte civile che prevedono in ultima istanza anche il collocamento in disponibilità. C’è un passaggio nell’intervento del sen. Alicata che ci ha particolarmente colpito: è quello in cui si afferma che per il personale militare non dirigente in eccedenza “sono invece previsti transiti a domanda nei ruoli del personale civile dell’amministrazione della difesa o di altre amministrazioni pubbliche (nell’ambito dei posti resi disponibili dalle amministrazioni interessate entro il limite delle relative facoltà assunzionali)”. Dunque, ad avviso del relatore, le due fattispecie di transito (verso i ruoli civili della Difesa, la prima; verso le altre PP.AA., la seconda) sarebbero regolate in modo analogo (su istanza individuale e entro il limite delle rispettive facoltà assunzionali). Bene, ad essere franchi, confessiamo di aver avuto una diversa impressione, anche in considerazione della modifica del testo operato dal Consiglio dei Ministri che, all’art. 2209 quater (transiti verso i ruoli civili Difesa), aveva espunto la frase concordata con le OO.SS. “nell’ambito del 20% delle relative facoltà assunzionali” e nella quale, va detto, non era comunque stato previsto il transito solo a domanda. Ovviamente, sosterremo a spada tratta l’interpretazione del sen. Alicata che, ove così fosse, ci risolverebbe davvero un gran problema. Il relatore ha infine affrontato le questioni che riguardano il personale civile (rimodulazione triennale degli organici e piani di riassorbimento delle eccedenze), e ha ricordato la riserva del 15% in materia di mobilità verso altre PP.AA. e l’estensione a 60 mesi del periodo utile a fruire del collocamento in disponibilità.
Ultima annotazione: mentre è già partito l’esame delle Commissioni Difesa, non ci sono ancora notizie in merito alla ripresa del confronto con le OO.SS., su cui il vertice politico si era impegnato a luglio. Abbiamo pertanto inviato al Sottosegretario Pinotti la nota che alleghiamo al presente Notiziario.
Mercoledì 9 ottobre p.v. inizierà l’esame parlamentare dei due schemi di decreti attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 sulla riduzione dello strumento militare. A due mesi esatti dalla loro adozione in prima lettura dal Consiglio dei Ministri (CdM), il 2 ottobre u.s. entrambi i provvedimenti sono stati assegnati ad ambedue le Commissioni Difesa (Atto n. 32, lo schema di D. Lgs. sugli assetti ordinamentali; Atto n. 33, lo schema di D. Lgs. sul personale, tutti e due pubblicati in questa stessa pagina come allegati). Successivamente, i Presidenti La Torre e Vito hanno nominato i relatori nelle persone dei rispettivi Capogruppi di PD e PDL: i senn. Vattuone e Alicata (per il Senato) e gli onn. Scanu e Cicu (per la Camera).
L’esame parlamentare dei due provvedimenti dovrebbe dunque procedere parallelamente, ancorchè separatamente, all’interno delle due Commissioni. Nel corso della prima riunione del 9 p.v., dovrebbero essere fissati i tempi per la relazione dei relatori (potrebbe essere martedì 15 ottobre) e, soprattutto, dovrebbe essere definito il calendario delle audizioni. Auspichiamo che vengano sentite anche le rappresentanze del personale, e dunque le OO.SS. della Difesa e i COCER interforze: per quanto ci riguarda, FLP DIFESA ha già formalizzato la richiesta di audizione con la nota inviata in data 23 settembre u.s. ai due Presidenti delle Commissioni Difesa, che ripubblichiamo in questa stessa pagina. L’esame delle Commissioni dovrà comunque necessariamente concludersi entro 60 giorni dalla data di assegnazione, con l’espressione del relativo “parere” che sarà di carattere esclusivamente consultivo; successivamente, il CdM provvederà alla definitiva adozione dei due provvedimenti attuativi, anche recependo le osservazioni e le proposte eventualmente contenute nei due pareri. Infine, come ultima tappa, ci sarà la pubblicazione dei due decreti in G.U., che dovrà accadere entro i 12 mesi dalla data di pubblicazione in Gazzetta della legge delega n. 244/2012, avvenuta in data 16 gennaio 2013 (G.U. n. 13).
Dopo avere così delineato il percorso, ancora lungo come si vede, che dovrà portare all’entrata in vigore dei due decreti, proviamo ora a mettere a fuoco le principali questioni sul tappeto. I colleghi ricorderanno certamente gli esiti positivi dei confronti di luglio tra l’Amministrazione e le OO.SS. nazionali: rispetto ai testi messi a punto dall’Ufficio Legislativo, molte le integrazioni e le modifiche positivamente operate su proposta unitaria delle OO.SS. (tra queste: previsione di “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi al personale civile; rimodulazione delle norme riferite agli Stabilimenti dell’area industriale; riserva del 15% nella mobilità verso le altre AA.PP. per il personale civile della Difesa; risparmi derivanti dai riordini destinati in quota parte a FUA e formazione; e altre). Ma i testi adottati dal CdM evidenziano però anche dei punti di forte arretramento rispetto a quanto concordato nei confronti di luglio: la mancata previsione del limite assunzionale nei transiti del personale militare in esubero verso i ruoli civili della Difesa; la cancellazione dell’espresso riferimento alla “contrattazione decentrata d’amministrazione” per i reimpieghi; la cancellazione per i civili dell’opzione “esenzione” , mantenuta invece, e in che termini, per i militari. A questo, vanno poi aggiunti i punti su cui si era deciso di rinviare a settembre il confronto: la previsione del 50% di riserva dei posti nei concorsi civili per i volontari; la previsione di mobilità su base regionale nei piani triennali; e altre ancora.
Ebbene, a luglio avevamo concordato con il Ministro di riprendere il confronto sui testi usciti dal CdM subito dopo la pausa estiva. E’ già trascorso oltre un mese, il tempo stringe, è tempo di riavviare il tavolo.
Concludiamo con una informazione: in relazione alla denuncia resa in Parlamento dal Coordinatore di “Rete Italia Disarmo” circa l’acquisizione di tre veicoli F35 pur a fronte del temporaneo stop imposto dalla mozione votata il 26 giugno u.s., il Ministro Mauro è stato invitato a riferire in Commissione Difesa.
Nel quadro degli incontri informativi che le FF.AA. promuovono periodicamente con le OO.SS., nella mattinata di oggi si è tenuta a palazzo Marina una riunione tecnica con lo Stato Maggiore Marina- 1° Reparto, presieduta dall’ amm. P. Luciano Ricca, nella quale si è fatto il punto di situazione in merito ad alcuni provvedimenti di riordino di Enti della F.A. previsti per l’anno 2013, che di seguito vengono richiamati.
Il neo costituito COMANDO LOGISTICO (COMLOG) per riconfigurazione dell’ex Navispelog, si trasferirà a Nisida entro il 31/10/2013. L’attuale MARIDIST Napoli sarà invece riconfigurato come QGM entro il 31.12.2013, in esso troveranno impiego circa 150/160 unità e farà da supporto al COMLOG, che invece prevede un’ organico di circa 60 unità. In considerazione del numero di lavoratori attualmente presenti nella base di Napoli (circa 200), lo SMM prevede la collocazione di tutto il personale civile tra QGM e COMLOG ma, con riferimento a quest’ultimo Ente, ha evidenziato la necessità di disporre del personale già a partire dal 1 nov. p.v.. A nostro giudizio, la ricollocazione del personale di MARIDIST non potrà che avvenire attraverso la usuale procedura di reimpiego, che però avverrà successivamente alla data di trasferimento di COMLOG a Nisida. Stante così le cose, è evidente, e lo abbiamo detto, che l’esigenza di disporre in via anticipata di personale potrà essere assolta solo attraverso la ricerca di disponibilità individuali di singoli lavoratori e con modalità/percorsi concordati con OO.SS. terr.itoriali ed RSU.
Come è noto, il processo di riordino della Marina prevede la costituzione dei Comandi stazione navale (COMSTANAV) per riconfigurazione dei MARIBASE, che assorbiranno le funzioni di supporto diretto (le DSD) attualmente inserite negli Arsenali, e avranno sede a Taranto, Spezia e Augusta e dipendenza da un Comando Forze. Nelle intenzioni della F.A. (seconda Direttiva a firma dell’amm. Binelli Mantelli, vds Notiziario n. 16 del 7.02.2013), la costituzione dei COMSTANAV verrà resa effettiva in data 31.12.2013, ma dal 1 maggio 2013 è stato già costituito in via sperimentale MARISTANAV La Spezia (DM 29.03.2013, allegato 2 allo schema di decreto attuativo legge 244/2012 c.d. “ordinamentale”). A tal riguardo, è operante presso la base spezzina un “gruppo di lavoro” paritetico A.D.–RSU, che sta approfondendo tutti gli aspetti (struttura organizzativa; dotazioni organiche; incarichi; etc.) legati a questo provvedimento, dei cui esiti daremo informazione successiva. FLP DIFESA ha chiesto che, con congruo anticipo rispetto alla costituzione dei MARISTANAV (entro il 31.12.2013), venga fissata una specifica riunione nazionale nella quale, sulla base degli esiti della sperimentazione di La Spezia, si discuta e si decida sulla struttura organizzativa definitiva, sugli organici, sugli impieghi e sugli incarichi.
Analoga richiesta la nostra O.S. ha avanzato per quanto attiene la costituzione dei COM LOG D’AREA. Come si ricorderà (Direttiva del Capo SMM del 22.01.2013, vds. nostro Notiziario n. 16 del 7.02.2013), il riordino della F.A. prevede la riconfigurazione entro il 31.12.2013 dei MARIDIPART di Taranto e La Spezia, di MARICAPITALE e di MARISICILIA in Comandi logistici di area. Ebbene, essendo noi a conoscenza che gli AA.CC. hanno consegnato alle Rappresentanze locali le ipotesi di struttura organizzativa e di organico dei nascenti COMLOG, atteso che i nuovi Enti avranno quasi uguali competenze e struttura organizzativa, FLP DIFESA ha analogamente chiesto che, con congruo anticipo rispetto alla costituzione dei COMLOG (entro 2013), venga fissata una specifica riunione nazionale nella quale si discuta e si decida sulla struttura organizzativa definitiva, sugli organici, sugli impieghi e sugli incarichi dei nuovi Enti, che occuperanno una posizione strategica nell’organizzazione futura della M.M.
Avvertiamo a questo punto la necessità di spiegare meglio il senso della nostra richiesta di “tavolo nazionale” sia con riferimento ai MARISTANAV sia con riferimento ai COMLOG d’area. Sappiamo, avendone letto il comunicato, che altre OO.SS. hanno chiesto alla F.A. “la sospensione di qualsiasi provvedimento in attuazione dei decreti legislativi in itinere”. Una posizione legittima, sia chiaro, e che rispettiamo pienamente, ma dalla quale dissentiamo per i motivi che proveremo ora a spiegare ai colleghi.
E’ ben vero che i provvedimenti di riordino di cui trattasi sono stati inseriti nei decreti legislativi in itinere e che non sono ancora operativi, ma deve essere precisato che trattasi di provvedimenti adottati “ai sensi dell’art.10, comma 3, del Codice dell’Ordinamento militare” (art. 2188-ter del decreto attuativo c.d.” ordinamentale”), che dispone che il Ministro della Difesa “può sopprimere o riorganizzare, con proprio decreto, emanato su proposta del Capo di SMD, Enti e organismi nel quadro del processo di ristrutturazione delle FF.AA…..” . Dunque, tradotto in soldoni, il loro inserimento all’interno dei decreti attuativi della delega serve solo a raggiungere quel 30% minimo di riduzione dell’assetto delle F.A. previsto dalla legge delega n. 244/2012, ma non risulta subordinato all’approvazione dei decreti attuativi.
Dunque, a fronte di questo quadro di situazione, appare poco utile richiedere “sospensioni” di provvedimenti che comunque vedranno la luce, lasciando così alla F.A. la libertà di procedere in via unilaterale; molto più utile, ci sembra invece, dare concreta attuazione al “sentite le organizzazioni sindacali rappresentative” per discutere e definire con la F.A. struttura, organici, impieghi e incarichi dei nuovi gli Enti. E facciamo, a tal proposito, un esempio concreto. Dicevamo prima che, per quanto attiene MARISTANAV e COMLOG, sono state consegnate alle Rappresentanze Locali l’ipotesi della F.A. su struttura e organici. Ebbene, ad un primo giudizio delle stesse Rappresentanze locali, i nuovi Enti evidenziano un profilo molto “militarizzato”, che FLP DIFESA ha denunciato a SMM nella riunione di oggi, con molti incarichi tecnico-amministrativi assegnati a personale militare e conseguente penalizzazione delle professionalità civili. Ebbene, noi vogliamo modificare questo disegno dei nuovi Enti, e per farlo dobbiamo discutere con la F.A. evitando posizioni aventiniane che fatalmente lascerebbero campo a unilaterali decisioni della F.A. che poi penalizzerebbero negli anni i lavoratori civili. Attenzione a questo aspetto! Così noi la pensiamo, così ci siamo comportati nel recente incontro con lo SME ottenendo qualche buon risultato in merito ad una altro A.C. ( Notiziario n. 106 del 24.09.2013), e così continueremo a fare. Dobbiamo dare sostanza e concretezza alla “tendenziale attribuzione di compiti e funzioni al personale civile” prevista dal decreto attuativo c.d. “ordinamentale”, ed esigerne la più coerente applicazione.
A conclusione dell’incontro, abbiamo formalizzato la richiesta di incontro con il Capo di Stato Maggiore della Marina per discutere dell’attuale situazione di sofferenza e delle prospettive future degli Arsenali della Marina Militare, rispetto ai quali abbiamo apprezzato il grido di dolore venuto in più circostanze dall’amm. De Giorgi. Quegli Stabilimenti vivono oggi una situazione di grande sofferenza, dovute sì alle scelte non certo ottimali del passato, ma anche derivanti da situazioni oggettive attuali, prime fra tutti l’esiguità delle risorse economiche disponibili e il mancato turnover del personale. Va ricordato a tal riguardo come, nel corso delle audizioni parlamentari e in altre interventi pubblici, il Capo di SMM abbia richiamato l’attenzione della pubblica opinione sulla necessità (e anche sull’utilità ai fini stessi del contenimento della spesa pubblica) di ridare efficienza a quelle strutture, e lo stesso ha ribadito nella lettera di risposta inviata a FLP DIFESA in data 12 feb. u.s. che ripubblichiamo in questa stessa pagina.
Oggi però la “questione Arsenali” si arricchisce di un elemento nuovo ed importante, che consiste nelle novità richieste dal Sindacato e poi recepite nello schema di decreto attuativo sul personale (art. 2259-sexies – Enti dipendenti dai Comandi Logistici della F.A.), eche, soprattutto per quanto attiene ai processi di reinternalizzazione delle attività, potrebbero costituire un tassello importante nei percorsi di riefficientamento, naturalmente insieme a quel “piano emergenziale delle assunzioni” la cui necessità è stata richiamata dallo stesso Capo di SMM nella lettera a noi destinata, e che ha come prima, imperdibile tappa, le assunzioni dei vincitori di concorsi pubblici, per le quali Persociv ha già avanzato richiesta alla F.P.
Riteniamo che sia oramai tempo di avviare un confronto con la F.A. sulle prospettive future degli Arsenali che sono ritenuti strategici dalla stessa M.M., e per questo abbiamo chiesto l’incontro con l’amm. De Giorgi.
Stretta di mano tra Letta e Alfano dopo il voto di fiducia
Nel momento in cui scriviamo, solo da qualche minuto il Senato ha votato a larga maggioranza la fiducia al Governo Letta dopo una settimana estremamente travagliata e dai contorni a tratti incomprensibili e paradossali, e lo stesso si accinge a fare tra qualche ora la Camera dei Deputati.
Il voto di fiducia assicura continuità all’attuale esecutivo, e dunque anche al Vertice politico della Difesa, la cui azione potrà ora riprendere secondo le direttrici politiche tracciate dal Ministro nel corso della sua prima audizione parlamentare (vedasi Notiziario n. 58 del 20 maggio u.s.) e, per quanto attiene le questioni che afferiscono alle relazioni sindacali, nel solco degli impegni assunti con le OO.SS.
Proviamo a metter in fila le questioni sulle quali dovrà svilupparsi prioritariamente il confronto con l’Amministrazione.
Al primo posto, ci sono naturalmente i Decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare (Legge 31.12.2012, n. 244). Come i colleghi ricorderanno, l’8 agosto u.s. il Consiglio dei Ministri ha adottato i due schemi di decreto legislativo, che dovranno ora passare all’esame delle Commissioni Difesa che dovranno esprimere il “parere” entro 60 giorni dall’assegnazione. Nella parte d’interesse del personale civile, quei provvedimenti recano punti concordati con i Sindacati e anche novità in positivo, ma fanno anche registrare, purtroppo, punti di arretramento rispetto alle cose convenute negli incontri di luglio con le Parti sociali, e punti irrisolti e rinviati a successivi confronti. Ebbene, tenuto conto dei ristretti limiti di tempo per il varo dei decreti attuativi, è urgente, a nostro avviso, riprendere il confronto tra le Parti: c’è ancora troppa distanza tra lavoratori civili e militari nelle opzioni offerte al personale eccedentario, e questa forbice deve essere riavvicinata in un qualche modo.
Nel stesso contesto delle problematiche comunque afferenti ai decreti attuativi, si iscrivono altre questioni per noi di prioritaria importanza, che qui brevemente proviamo a richiamare per punti:
– Mobilità e reimpieghi: c’è nel testo dello schema di decreto sul personale la previsione di mobilità interna non a domanda su base regionale, ed è un nodo che va affrontato, altrimenti nel 2016 potremmo trovarcelo sul groppone; e c’è poi la necessità, alla vigilia di una nuova e corposa fase di riordino, di rivisitare la procedura contrattuale di reimpiego fissandone meglio i tempi, i percorsi e le modalità.
– Tabella di corrispondenza tra gradi militari e inquadramenti civili: è uno dei nodi gordiani, da affrontare rapidamente; la nostra proposta è quella emersa unitariamente nei confronti di luglio, è che si traduce molto semplicemente in questa semplicissima equazione: Sottufficiali in area 2^ e Ufficiali in area 3^.
– Funzione e compiti del personale civile: abbiamo apprezzato l’apertura contenuta nello schema di decreto “ordinamentale” (“tendenziale attribuzione di funzioni e compiti tecnico-amministrativi…..”), ora però occorrerà declinarla puntualmente e fissarla nel redigendo “Regolamento” e anche all’interno del d.d.l. di riforma dei ruoli e delle carriere di cui al comunicato del C. dei Ministri dell’8 agosto u.s.
– Area industriale: lo schema di decreto attuativo reca alcune importanti e significative novità richieste dal Sindacato, ma che non sono sufficienti evidentemente a rilanciare un’area ritenuta strategica dalla stessa A.D.. Occorre far ripartire il confronto su un progetto di riefficientamento di Poli e Arsenali.
– Ridefinizione organici: a distanza di oltre nove mesi dall’entrata in vigore del DPCM 23.01.2013, è il caso di avviare rapidamente il confronto sulla loro articolazione in profili e sulla distribuzione tra gli OO.PP.
Infine, c’è la questione dei pensionamenti in soprannumero che reca dietro di sé le problematiche innescate dal D.L. 101 con riferimento all’ assunzione dei vincitori di concorso, che appare essenziale per la stessa area industriale.
Tanta carne al fuoco, dunque, e per questo è bene riprendere prestissimo il confronto tra A.D. e OO.SS. su tutte le materie di cui sopra.
Attendiamo pertanto di essere convocati a breve.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 106 del 24 settembre 2013 –
I generali Borrini (SCapo di SME) Bernardini (Cte del FOT) e Stano (Cte del COFODIN Di padova)
Nel primo pomeriggio di oggi, si è tenuta a palazzo Esercito una sessione informativa, su tavoli separati, presieduta dal Capo Ufficio OO.FF. (Organizzazione delle Forze) di SME-RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria) col. Antonello Vespaziani, e relativa ad alcuni provvedimenti di riordino che naturalmente si inquadrano nel contesto più generale della riduzione dello strumento militare in attuazione della legge n. 244/2012, con le accelerazioni impresse dalla L. 135/2012 (spending review).
Di seguito, una sintesi del confronto, con riferimento alle diverse aree e alle posizioni da noi espresse.
* Area di vertice – Due i provvedimenti previsti: la Sezione Prevenzione e Protezione di SME transita alle dipendenze del Sottocapo SME (l’incarico è stato da poco assunto dal gen. G.B. Borrini, già Cte del 1° FOD, a sua volta sostituito dall’ex capo del DIPE e dal 3 p.v. Cte del COFODIN di Padova, gen. B. Stano); ridenominazione di quattro Uffici dell’area C4. Entrambi senza effetti sulle posizioni civili.
* Area della Formazione – Sono previsti: il cambio di dipendenza dal 1 ott. p.v. delle Scuole di Fanteria e di Cavalleria dal CESIVA (Centro Sistemi Validazione) al Cte per la Specializzazione del COMFORDOT; il potenziamento della presenza civile a Capo Teulada con l’inserimento di 30 posizioni presso il costituendo Centro di Addestramento tattico nel quadro del “progetto SIAM” legato al mantenimento dei 3 poligoni della F.A e al maggior utilizzo di simulatori per l’addestramento; la soppressione dell’Infermeria Unificata del Rgt. Cecchignola di Roma, rispetto al quale provvedimento la nostra O.S. ha chiesto e ottenuto assicurazioni da parte di SME in merito al reimpiego dei tre civili.
* Area Territoriale – A parziale variante di quanto a suo tempo illustrato (si veda il Notiziario n. 49 del 19.04.2011), in conseguenza di intervenute esigenze di carattere tecnico e normativo, la F.A. costituirà nel 2014 un Centro Gestioni Archivi (CGA) presso la sede dell’ex CERICO di Candiolo-Torino (il provvedimento in questione è inserito tra i provvedimenti dell’Esercito contenuti nello schema di Decreto attuativo c.d. “ordinamentale” della delega ex L.244/2012). Il CGA dovrà stoccare e gestire, nell’immediato, la documentazione attualmente giacente presso le sedi di Bologna, Bari, S. Maria Capua Vetere (CE) e Genova, e probabilmente provvedere anche alla sua digitalizzazione. A tal riguardo, è già stato costituito presso Candiolo, con soli militari, il “Nucleo Iniziale di Formazione” (NIF), che la F.A. potenzierà con 15 civili del settore amministrativo (1 Funzionario e 14 tra Assistenti/Addetti). A seguito di precisa richiesta della nostra O.S., RPGF E DIPE hanno assicurato che l’alimentazione di personale del costituendo CGA sarà effettuata attraverso la ricognizione di disponibilità di lavoratori interessati della sede di Torino, con priorità per quelli già reimpiegati dell’ex CERICO di Candiolo.
* Area Logistica – Nel contesto della riorganizzazione dell’area, è prevista la costituzione (nel 2013) dei Comandi di settore (Cdi Tramat, Commissariato, Sanvet e Tecnico), che nascono per riorganizzazione degli attuali Dipartimenti (si veda, a tal proposito, il Notiziario n. 10 del 24.01.2013). A seguito della troppo accelerata soppressione dei Comandi Sanità Nord e Sud intervenuta nel contesto del riordino della Sanità militare voluta fortemente dall’ex Ministro Di Paola, si pone oggi la necessità di accelerare la costituzione del Comando Sanità e Veterinaria , che impiegherà 12 civili tutti di 2^ area, 4 provenienti dall’ex Dipartimento Veterinaria e n. 8 dall’ex Dipartimento Sanità.
Questi gli argomenti all’o.d.g. trattati in riunione, segnalando ai colleghi interessati che sul questa stessa pagina sono pubblicate le slides predisposte da SME e utilizzate per l’illustrazione dei provvedimenti.
Come ultimo punto, su nostra formale richiesta, abbiamo ridiscusso con SME-RPGF delle dotazioni organiche civili del costituendo Comando Forze Difesa Interregionale Nord (COFODIN) di Padova, che nasce per riconfigurazione del CME Veneto e acquisizione delle funzioni del sopprimendo CEDOC, e nel quale andrà a confluire nel 2014 il personale del sopprimendo Comando Logistico Nord di Padova. Come si ricorderà (si veda il Notiziario n. 80 dell’11 luglio 2013), SME-RPGF ha illustrato in data 10 luglio alle OO.SS. nazionali la struttura organizzativa e le dotazioni organiche del costituendo (dal 3 ottobre p.v.) COFODIN di Padova. In quella sede, FLP DIFESA fece presente che “sotto il profilo delle quantità, la dotazione del nuovo Ente offre dunque sufficienti garanzie (157 unità previste a fronte delle 167 oggi complessivamente effettive nei tre Enti”, ma anche che “per avere il quadro completo di situazione, occorre anche conoscere, oltre alla struttura organizzativa dell’Ente, anche l’articolazione degli Uffici/Sezioni e le professionalità previste al loro interno con i relativi incarichi”, e chiese pertanto di conoscere questi elementi mancanti, che solo successivamente furono comunicati alle OO.SS. territoriali e alle RSU. Si rese allora evidente che, a fronte delle attuali nove posizioni organiche previste nei tre Enti originari (CME Veneto, CEDOC e COMLOG Padova), la struttura del COFODIN ne prevedeva la cancellazione di ben sette. Una scelta che abbiamo ritenuto fortemente inadeguata, sia per la rilevanza del nuovo Ente sia soprattutto in considerazione degli impegni assunti dal Ministro Mauro nei confronti delle OO.SS. nazionali a seguito del confronto sui decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare, che si erano tradotti nella previsione della “tendenziale attribuzione di funzioni e compiti tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale” che ha trovato posto nel novellato art. 15 C.O.M., inserito dello schema di decreto attuativo “ordinamentale”. Da qui la nostra richiesta di incontro inviata a SME il 9 u.s., che è pubblicata come allegato su questa stessa pagina.
A seguito della nostra iniziativa, nel corso della riunione odierna, SME-RPGF ha espresso la propria disponibilità a integrare i due già previsti incarichi di Capo Sezione attribuiti a funzionari civili (“Sz. Matricola dell’Uf. Amministrazione” e “Sez. Documentazione dell’Uf. Documentale”) con altri tre nuovi incarichi di Capo Sezione da attribuire a funzionari civili presso le Sezioni “Personale civile dell’Ufficio Personale” (il col. Vespaziani ha precisato comunque che la iniziale non previsione di detto incarico era solo frutto di un refuso), e “Provvedimenti medico-legali” e “Matricola, Disciplina e Anagrafica e Gestione Archivi dell’Ufficio Documentale” del costituendo COFODIN di Padova. La riconnotazione di queste tre posizioni organiche sarà sottoposta a breve alla decisione del Capo di SME-RPGF.
Nel prendere positivamente atto di questa disponibilità di SME-RPGF, abbiamo anche segnalato che il nascente COFODIN non prevede al suo interno il “Centro di Sicurezza Antinfortunistico, Medicina e Igiene del lavoro” con competenza interregionale, al cui interno opera peraltro anche il RSPP, attualmente previsto dalla struttura del COMLOG Nord, che nel 2014 confluirà nel COFODIN. Una assenza a nostro avviso preoccupante, che avevamo inizialmente legato alla disposizione emanata dalla F.A. sulla destinazione dell’incarico di RSPP solo a personale militare, poi opportunamente modificata agli inizi del corrente mese. FLP DIFESA ha pertanto chiesto di inserire il predetto “Centro A.I.” nella struttura organizzativa del nuovo Ente, prevedendo posizione e incarico di RSPP a un funzionario civile.
Il col. Vespaziani ha preso atto della nostra richiesta, che ha ritenuto peraltro corretta, e ha rinviato ogni decisione formale al momento della futura soppressione del COMLOG Nord, a seguito del quale sarà preso in esame l’inserimento del “Centro A.I.” nella struttura organizzativa del COFODIN.
I colleghi perdoneranno la lunghezza del presente Notiziario e comprenderanno anche il molto spazio dedicato alle problematiche del CEFODIN; ma, tenuto conto che l’Ente in questione è il primo dei nuovi Alti Comandi di F.A. a partire, dopo le aperture sul fronte della c.d. “civilizzazione” venute dal Ministro Mauro, è di tutta evidenza che la sua configurazione organizzativa, le nuove dotazioni organiche e soprattutto gli incarichi attribuiti ai civili rappresentavano il primo banco di prova per saggiare sul campo le reali intenzioni delle FF.AA. rispetto agli impegni assunti dal Ministro sul terreno della “civilizzazione”. Una verifica che riteniamo allo stato confortante, e che ci fa ben sperare anche in merito alla entrata in attività dei nuovi Alti Comandi di F.A. di prossima costituzione (COFODIS Napoli, 2014); CMA Sicilia (2014), CMI Nord-Ovest Torino (2016) e degli Enti nascenti o riorganizzati a seguito dei riordini.
Il sen. N. La Torre e l on. E. Vito, Presidenti delle Commissioni Difesa
“Question time” con il Ministro della Difesa nella seduta pomeridiana del Senato del 19 u.s., nella quale il sen. Mauro ha risposto ad interrogazioni a risposta immediata su vari argomenti, ed in particolare sui profili di attuazione della revisione dello strumento militare nazionale. Come è noto, il c.d. “question time” costituisce un momento dell’attività delle Camere nella quale vengono illustrate una serie di interrogazioni parlamentari già presentate, di solito riguardanti argomenti di particolare urgenza, e a cui viene data risposta in aula dall’organo esecutivo, nella circostanza direttamente dal Ministro.
Con riferimento ai due schemi di decreti legislativi adottati dal Consiglio dei Ministri l’8 agosto u.s., il primo sul personale e il secondo sull’ordinamento sui cui contenuti abbiamo riferito diffusamente nei nostri recenti Notiziari nn. 89, 91 e 92, alcuni parlamentari interroganti hanno chiesto: “l’apertura di una fattiva dialettica tra Governo e Parlamento con il confronto sui decreti attuativi” (sen. Pegorer, PD); “a che punto è il processo di revisione degli organici” (sen. Piccinelli, PDL). Altri componenti della Commissione hanno invece posto altre questioni riguardanti il piano di dismissioni dei beni della Difesa (sen. Di Biagio, SCpI) mentre altri infine hanno posto questioni relative al solo personale militare: “alloggi di servizio”,“riallineamento delle carriere del personale appartenente al ruolo dei marescialli” e ”previdenza complementare dei volontari in ferma prefissata” (sen. Battista, M5S).
Nella sua risposta, il Ministro Mauro ha innanzitutto comunicato che, nella stessa giornata, il provvedimento relativo al personale era all’esame della “Conferenza Unificata Stato-Regioni” (sul nostro sito pubblichiamo il relativo “parere”); ha poi comunicato che “dalle prossime settimane – è già stata data comunicazione alle Commissioni di merito di Camera e Senato – comincerà l’esame in sede parlamentare”.
E questa è davvero una notizia, atteso che la delega ha tempo un anno per essere esercitata e scade a metà gennaio, e dunque il tempo a disposizione non è davvero molto. Si è poi soffermato sulla riduzione degli organici militari e civili, che avranno due distinte fasi temporali, la prima entro il 31.12.2015 in attuazione dei tagli della spending review (L. 135/2012) e la seconda entro il 31.12.2024 ( L.244/2012).
In termini numerici, al 1 gen. 2016, gli organici militari dovranno ridursi a 174.900 unità (-5370), mentre quelli civili si attesteranno sulle 28.179 posizioni, con un saldo negativo di 2.069 unità. A tal proposito, segnaliamo la tabella riportata nell’allegato B del resoconto di riunione, forse là collocata impropriamente ma indubbiamente interessante, che contiene la dinamica di riduzione nel quadriennio 2012-2015. Ovviamente, l’auspicio di tutti è che questi tagli coincidano con i pensionamenti in soprannumero previsti dalla Legge 135/2012, i cui termini temporali sono stati prorogati al 31.12.2015 dal DL 31.08.2013, n. 101, ai fini della maturazione dei requisiti pre Fornero, atteso che dal 1 gennaio 2016 decorrerà il primo “piano di riassorbimento delle unità in eccedenza” previsto dall’art.12 del decreto attuativo c.d “ordinamentale”.
Interessante anche le risposte fornite dal Ministro in merito al piano di dimissioni degli immobili, operazione dalla quale la Difesa dovrebbe ricavare il 30% delle quote dei fondi d’investimento immobiliare cedute. E’ previsto “un bacino di oltre 1.500 beni prontamente dismissibili”, di cui n. 20 idonei a confluire in un fondo immobiliare, n. 390 che potrebbero essere oggetto di accordi con AA.PP. interessate e n. 1.146 non utilizzabili, che verranno conferiti gradualmente all’Agenzia del Demanio.
Sul nostro sito, pubblichiamo il resoconto parlamentare sul “question time” del Ministro Mauro.
A conclusione di questo Notiziario, in relazione all’imminente avvio da parte delle Commissioni Difesa di Camera e Senato dell’esame sui contenuti dei decreti attuativi della delega ex Legge 244/2012, comunichiamo di aver già inviato l’allegata richiesta di audizione ai due Presidenti e a tutti i componenti.
Come già anticipato nel nostro precedente Notiziario n. 101 del 14 u.s., la riunione di oggi con il Sottosegretario sen. Roberta Pinotti doveva servire, in base a quanto concordato nell’ultimo incontro di luglio, a riprendere e organizzare il confronto tra Sindacato e Amministrazione sulle principali questioni aperte, in ordine alle quali in quel Notiziario avevamo proposto una sintetica ricognizione. Ebbene, la riunione c’è stata, le OO.SS., ciascuna per la propria parte ma in modo sostanzialmente condiviso, hanno messo sul tavolo tutte quelle importanti questioni, ma l’approdo conclusivo della riunione è stato un general generico rinvio da parte del Sottosegretario a successivi e imprecisati (nei tempi e negli argomenti) confronti che, per quanto ci riguarda, non può certo soddisfarci. Ma andiamo con ordine.
Dopo una breve introduzione della sen. Pinotti, che ha confermato in premessa l’impegno del Ministro a riprendere il confronto con le OO.SS. sulle questioni ancora aperte legate ai decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare, è iniziato il giro di tavolo con gli interventi di tutte le OO.SS. presenti. Nel suo intervento, FLP DIFESA ha riproposto le posizioni che avevamo già anticipato:
MOBILITA’: il confronto tecnico sulla mobilità interna, avviato a Persociv nell’autunno 2012, si era arenato su un nodo politico: i pareri, di fatto vincolanti, degli Organi Programmatori in merito alle istanze di mobilità interna. Occorre, abbiamo detto al Sottosegretario, riprendere il confronto tecnico, ma a partire dallo scioglimento di quel nodo tutto politico. E occorre riprendere subito il confronto, anche perché, alla luce di quanto previsto dai decreti attuativi, è necessario definire altre partite (mobilità regionale, attualizzazione della procedura di reimpiego) che oggi appaiono più urgenti.
LINEE GENERALI DI RIORGANIZZAIONE: era, dopo la mobilità, il secondo punto iscritto all’o.d.g. della riunione, ma di esse non abbiamo sentito alcuna specifica proposta da parte dell’Amministrazione. Nel suo intervento, la FLP ha ricordato le importanti ed apprezzate aperture del Vertice politico attuale in merito alla valorizzazione del personale civile (Sch. D.Lgs c.d. “ordinamentale”: “tendenziale attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile”, dirigente e non), che però dovranno essere codificate nel redigendo “Regolamento”. E per questo, FLP ha richiesto l’ avvio di un tavolo di confronto finalizzato a rendere concrete ed esigibili quelle importanti aperture del Ministro.
SCHEMI DECRETI ATTUATIVI DELLA DELEGA EX L.244: la nostra O.S. ha ricordato innanzitutto le positive risultanze dei confronti tra le Parti di luglio scorso; ha quindi segnalato, rispetto a quelle risultanze, le importanti conferme venute dagli schemi di provvedimento adottati dal Consiglio dei Ministri, ma ha anche indicato i punti di arretramento (la scomparsa dei vincoli relativi alle facoltà assunzionali della Difesa nei transiti dei militari in esubero nei ruoli civili; l’esclusione dei civili dall’ “esenzione” prevista invece per i militari; il soppresso riferimento alla contrattazione decentrata sui reimpieghi; etc.); infine, ha ricordato i punti irrisolti (uno su tutti: la previsione di mobilità interna su base regionale) e l’ancora non definita tabella di corrispondenza tra gradi militari e posizioni civili, che guiderà tutte e operazioni di transito dei militari nei ruoli civili della Difesa e in quelli delle altre PP.AA. Per questo, anche in relazione all’impegno assunto dal Vertice politico a luglio scorso di proseguire il confronto con le OO.SS. fino all’adozione definitiva dei provvedimenti da parte del CdM, ha chiesto la riapertura urgente del confronto con le OO.SS. allo scopo di ricercare, come a luglio, soluzioni condivise e migliorative dei testi attuali, da tutte le OO.SS. ritenute ancora non soddisfacenti.
PENSIONAMENTI IN SOPRANNUMERO EX LEGGE 135/2012: con riferimento alla ricognizione avviata da Persociv con la recente circolare n. 52028 (vds. Notiziario n. 97 del 9 set. u.s.), abbiamo rappresentato l’esigenza di disporre di dati aggiornati rispetto alle posizioni soprannumerarie e di poter discutere con l’Amministrazione sugli aspetti comunque connessi all’applicazione della circolare F.P. n. 3., ricordando la nostra formale richiesta di confronto inviata in data 5 agosto (anche altre OO.SS. hanno fatto analoga richiesta). In aggiunta, abbiamo richiamato l’attenzione del Sottosegretario sulla necessità di una urgente iniziativa di ordine politico-parlamentare finalizzata a sciogliere positivamente i nodi controversi del DL 101 legati alla imminente redazione (entro il 30 p.v.!) del piano di “previsione delle cessazioni dal servizio” , finalizzato alla verifica della riassorbibilità delle posizioni soprannumerarie e condizione necessaria anche ai fini della copertura dei posti vacanti nelle aree carenti attraverso l’ assunzione dei vincitori di concorsi pubblici. A tal proposito, abbiamo segnalato come il combinato disposto tra i pensionamenti in soprannumero e le eventuali mancate assunzioni potrebber creare, anche nel breve periodo, una situazione di estrema sofferenza negli Enti, in particolare in quelli dell’area industriale (Arsenali e Poli, in primis), rendendo peraltro inefficace l’estensione al 2019 della riserva del 60% di assunzioni per quelli Enti, prevista dai decreti attuativi.
A conclusione, con riferimento a interventi precedenti di altre OO.SS., abbiamo chiesto che gli Enti evitino di convocare le OO.SS. per la ridefinizione dei propri organici sulla base dei numeri complessivi fissati dalla Legge 148/2011, atteso che nel frattempo lo scenario è cambiato con l’ultimo taglio operato dalla L. 135/2012, rispetto al quale occorre effettuare quanto prima la ripartizione tra i diversi profili e la distribuzione tra gli OO.PP.; infine, abbiamo segnalato la necessità inderogabile di individuare una soluzione che consenta di corrispondere le indennità per prestazioni rese (turni/reperibilità) e per PPL in tempi più ristretti rispetto a quelli attuali determinati dalle nuove regole.
Queste i contenuti dell’intervento fatto in riunione dalla nostra O.S., che ha avuto un filo conduttore preciso: la richiesta, per le diverse questioni poste, molte delle quali hanno tempi di definizione estremamente ravvicinati, di un confronto urgente con l’Amministrazione.
Nulla di tutto questo, però. E’ infatti caduta nel vuoto la nostra richiesta di calendarizzazione immediata di incontri specifici, in particolare su decreti attuativi, pensionamenti, assunzioni e mobilità. Tutto è stato differito, come già detto in apertura, a successivi e imprecisati (nei tempi e negli argomenti) confronti che, per quanto ci riguarda, tradisce le nostre aspettative rispetto a questo incontro. Colpisce in particolare, rispetto al percorso di luglio, la mancata calendarizzazione di incontri sui decreti attuativi della delega. Alla luce della riunione odierna, non possiamo non chiederci se ci sia davvero l’intenzione e/o la possibilità di modificare i testi usciti dal CdM, frutto forse di difficili equilibri raggiunti anche nei confronti di MEF e FP, che proprio per questo potrebbe essere arduo intaccare.
Ora, dovremo attendere la/le convocazione/i da parte dell’Amministrazione, su quali tavoli (tecnici o politici) ancora non è dato sapere, che deciderà in proprio tempi e argomenti dei confronti con le OO.SS., anche sulle questioni che rivestono particolare urgenza e rilevanza. Non è lo stesso copione con cui si sono sviluppati i positivi confronti di luglio, tutt’altro! E allora, perché oggi è andata così?
L’impressione che abbiamo avuto, lo diciamo con estrema franchezza ai colleghi, è che la riunione odierna sia servita solo a smarcare un impegno precedentemente assunto dal Sottosegretario, a fronte però di un quadro di situazione completamente modificato rispetto a luglio, che offre allo stato poche certezze sul fronte della durata del Governo. E questo ha certo riflessi anche sulle cose di casa Difesa.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 101 del 14 settembre 2013 –
Sullo sfondo, palazzo Baracchini sede della riunione con il Sottosegretario Pinotti
Martedì 17 p.v., riprende il confronto con il Vertice politico dopo la pausa estiva. All’ordine del giorno della riunione con il Sottosegretario sen. Roberta Pinotti, sono formalmente iscritti due punti (linee generali di riorganizzazione e mobilità), ma è facile prevedere che la discussione spazierà certamente anche ad altre questioni, e in particolare a quelle di più stretta attualità.
In primo luogo, gli schemi di decreti attuativi della delega per il riordino dello strumento militare, adottati dal Consiglio dei Ministri (CdM) in data 8 agosto u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 89 di pari data) con alcune novità importanti rispetto ai testi elaborati dall’Ufficio Legislativo a conclusione dei confronti con le OO.SS., prima tecnici e poi sul tavolo politico.
I testi varati dal CdM recano alcune importanti novità, alcune positive, altre invece di segno decisamente negativo, di cui abbiamo già riferito nel nostro Notiziario n. 91 del 19 agosto u.s.. Ricordiamo le nostre considerazioni al riguardo: ottima cosa, innanzitutto, l’estensione anche al personale non dirigente, come FLP DIFESA aveva espressamente richiesto, della previsione di “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi al personale civile, inizialmente prevista solo per il personale di livello dirigenziale, fatto questo che potrebbe rappresentare una svolta ancorché un po’ mitigata da quel “tendenziale” ; positiva anche la rimodulazione nel senso da noi richiesto delle norme riferite all’area industriale, e altrettanto positiva la riserva del 15% nella mobilità verso le altre AA.PP. per il personale civile della Difesa. Abbiamo invece giudicato in modo decisamente negativo alcune modifiche, tra le quali: la mancata previsione del limite delle facoltà assunzionali nei transiti del personale militare in esubero verso i ruoli civili della Difesa, cosa che giudichiamo grave anche in ragione delle assicurazioni che ci erano state fornite al riguardo; la cancellazione dell’espresso riferimento alla “contrattazione decentrata d’amministrazione” per determinare i criteri e le procedure nelle operazioni di reimpiego; l’espunzione dell’opzione “esenzione” per il personale civile, mantenuta invece, e in che termini, per i militari. Complessivamente, più ombre che luci nelle novità introdotte dal CdM che, a nostro avviso, fanno registrare un certo passo all’indietro.
A questo, si aggiungano poi i problemi non risolti e rinviati al prosieguo del confronto: la previsione del 50% di riserva dei posti nei concorsi civili per i volontari; la mobilità interna su base regionale; la previsione di una norma ad hoc che consenta, almeno da qui al 2018, il recupero delle modalità di maggior favore per l’accesso al trattamento pensionistico ex L. 135/2012 (ricordiamo che il recente Decreto Legge n. 101/2013 ha già allargato i termini al 31.12.2015). E, infine, la madre di tutte le questioni ancora aperte, la controversa e spinosissima questione legata alla “tabella di equiparazione” tra gradi militari e inquadramenti civili, che naturalmente oggi, alla luce del soppresso vincolo alle facoltà assunzionali, appare ancora più centrale: noi saremo rigorosamente attestati sulla posizione unitariamente espressa da tutto il Sindacato nei tavoli tecnici (transito secco di tutti i SS.UU. in area 2^ e degli UU. in area 3^). Infine, non possiamo non osservare che, mentre si tagliano posti di lavoro, permangono ancora sprechi e privilegi inammissibili, alcuni dei quali codificati negli stessi schemi dei decreti attuativi.
E’ di tutta evidenza allora che, su tutte queste questioni irrisolte, occorrerà riprendere il confronto con l’A.D., e occorrerà farlo anche presto perché i tempi a disposizione, non superiori a quelli assegnati alle Commissioni Difesa, appaiono davvero molto ristretti.
In secondo luogo, le problematiche, estremamente attuali, legate ai c.d. “pensionamenti in soprannumero” previsti dalla Legge 135/2012 (“spending review, conversione del DL 95), in ordine ai quali sono state emanate, prima la circolare della Funzione Pubblica n. 3/2013 (vds. Notiziario n. 88 del 5 agosto) e più recentemente la circolare Persociv n. 52028 (vds. Notiziario n. 97 del 9 settembre). A tal proposito, noi riteniamo necessario e urgente aprire un confronto con l’Amministrazione, tecnico e politico, che peraltro abbiamo già richiesto da tempo con nota datata 8 agosto 2013 inviata al Sottosegretario Pinotti all’indomani della pubblicazione della circolare della F.P. .
La questione dei “pensionamenti in soprannumero” si intreccia in un qualche modo anche con le recenti disposizioni introdotte dall’art. 2 del Decreto Legge 31.08.2013, n. 101. Conosciamo tutti le difficoltà nelle quali si dibattono da tempo gli Enti della Difesa a fronte del mancato turnover di tutti questi anni e del progressivo invecchiamento delle professionalità. Ebbene, i pensionamenti in soprannumero, quelli delle professionalità tecniche in particolare, non potranno che appesantire ulteriormente e aggravare di molto la situazione attuale, rispetto alla quale l’unica risposta possibile sta nell’assunzione di nuovo personale.
Come sappiamo, giuste disposizioni del DL 101, non sarà possibile assumere personale in 1^ e 2^ area fin quando permarranno posizioni soprannumerarie; ma in area 3^ la situazione è diversa, in quanto sono state “certificate” n. 175 posizioni carenti e Persociv ha già trasmesso da tempo alla F.P. la richiesta di assunzione dei vincitori di concorsi pubblici per la Difesa. Entro il 30 settembre p.v. (art. 2, comma 2, punto 3), l’Amministrazione dovrà predisporre il piano di “previsione delle cessazioni dal servizio” ai fini della verifica della riassorbibilità delle posizioni soprannumerarie e anche ai fini della copertura dei posti vacanti nelle aree carenti. A tal riguardo, chiederemo al Sottosegretario un impegno particolare su questo punto, anche per evitare interpretazioni restrittive e penalizzanti che limiterebbero le possibilità assunzionali anche per l’area 3^, che andrebbero ad aggiungere benzina alla già esplosiva situazione attuale.
In merito ai punti formalmente iscritti all’o.d.g. della riunione di martedì 17:
– per quanto attiene la questione della “mobilità”, noi pensiamo che debba essere sollecitamente ripreso il confronto tecnico a Persociv avviato il 2 agosto 2012 e poi interrotto dopo la terza, infruttuosa riunione del 17 ottobre dello stesso anno, e nel cui contesto andranno affrontate anche le problematiche legate alla mobilità interna su base regionale (prevista dallo secondo schema di D.Lgs. attuativo della delega) e alle procedure di reimpiego che, anche in relazione a quanto avvenuto in occasione del recente riordino della Sanità, necessita di una opportuna messa a punto;
– per quanto riguarda “le linee generali di organizzazione”, ascolteremo naturalmente con estrema attenzione quanto ci dirà il Sottosegretario e le proposte che verranno eventualmente avanzate, fermo restando il fatto che, a nostro avviso, occorrerà aprire, anche qui abbastanza rapidamente, un confronto con l’Amministrazione in previsione di due scadenze importantissime:
la costruzione del disegno di legge preannunciato dal comunicato stampa del Consiglio dei Ministri dell’8 agosto u.s. che ha adottato gli schemi dei decreti attuativi (“per tutto il Governo è comune e stringente l’impegno nel procedere, con altrettanta tempestività, a dare corso ad una completa revisione dei ruoli ed al riordino delle carriere di tutto il comparto difesa e sicurezza, tale da soddisfare le legittime aspettative del personale civile e militare, avviando, sin da subito, le attività di elaborazione di un apposito disegno di legge”). Un’occasione davvero da non perdere!
la redazione del “Regolamento” di cui all’art. 15 C.O.M., come novellato dal primo schema di D.Lgs. (“ordinamentale”) attuativo della delega, che dovrà provvedere alla “ripartizione delle funzioni e dei compiti” tra le due aree del nostro Dicastero (“area tecnico-amministrativa” con a capo Segredifesa e “area tecnico-operativa” con a capo Stato Maggiore Difesa) e, in quel contesto, dovrà definire le condizioni per favorire “la tendenziale attribuzione di funzioni e compiti tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale appartenente ai ruoli del Ministero Difesa”, una circostanza, questa, che se realizzata, potrebbe determinare davvero un punto di svolta nella nostra Amministrazione. Anche qui, dunque, un’occasione da non perdere!
Informeremo i colleghi, come al solito celermente e compiutamente, sui contenuti e sulle risultanze dell’incontro di martedì 17 p.v. con il Sottosegretario delegato, sen. Pinotti.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 91 del 19 agosto 2013 –
Il Ministro Mauro con il Presidente Letta
Con Notiziario n. 89 dell’8 agosto u.s., abbiamo dato notizia che, nel corso della riunione avvenuta in quella stessa giornata, il Consiglio dei Ministri (CdM) aveva dato il via libera ai due decreti legislativi (DD. LLgs.) che recano il riassetto in chiave riduttiva, strutturale e organizzativo, delle FF.AA. Nell’occasione, abbiamo anche fornito delle anticipazioni su alcune novità, di cui eravamo venuti a conoscenza, intervenute a seguito dell’esame del CdM, che sembrerebbero oggi tutte confermate.
Ebbene, nella mattinata di oggi abbiamo avuto occasione di prendere visione dei testi dei due schemi di decreto, che sono stati pubblicati dal sito “forzearmate.org” e dallo stesso presentati come quelli approvati dal CdM. Ovviamente, trattasi di testi ancora ufficiosi, che diventeranno ufficiali solo dopo la loro trasmissione da parte di Palazzo Chigi al ramo del Parlamento da cui prenderà il via l’esame delle Commissioni Difesa, che allo stato ci risulta non ancora avvenuta. Pur tuttavia, nelle more di una verifica più puntuale e approfondita che sarà possibile solo dopo lettura dei testi ufficiali, alcune prime considerazioni possiamo tentarle in merito alle novità emerse nei testi pubblicati da “forzearmate.org” , che pubblichiamo su questa pagina come allegati al presente Notiziario.
Schema D.Lgs. sugli assetti ordinamentali
Come da noi espressamente richiesto al Ministro (si veda il Notiziario n. 87 del 30.07.2013), la “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi al personale civile, inizialmente prevista solo per uffici di livello dirigenziale generale e non generale, è stata riformulata estendendone la praticabilità anche a favore del “personale non dirigenziale”, e dunque a favore in primo luogo dei nostri funzionari. Consideriamo, questa, la novità politicamente più rilevante tra quelle emerse dopo l’esame di palazzo Chigi, che certo potrebbe segnare un punto di svolta importante nella battaglia che da anni il Sindacato porta avanti per ottenere il pieno riconoscimento del ruolo e delle funzioni del personale civile. E sarà veramente interessante osservare come gli SS.MM. declineranno questa previsione in sede di determinazione della struttura degli Uffici e dell’attribuzione degli incarichi.
Dobbiamo invece registrare in termini fortemente negativi l’espunzione del riferimento alla “contrattazione decentrata di amministrazione” in ordine alle procedure per il reimpiego del personale civile a seguito di provvedimenti di riordino delle FF.AA., per le quali si dovrà far riferimento solo al “vigente contratto collettivo nazionale del personale del comparto Ministeri” (quali sarebbero le norme da applicare?). Ovviamente, per quanto ci riguarda, riproporremo la questione in occasione del primo incontro con il Sottosegretario Pinotti già in calendario per il 17 settembre, e chiederemo che venga recuperato il testo originario o che si trovi comunque una soluzione alternativa, che faccia però salva l’esperienza pluridecennale della Difesa in materia di reimpieghi, dalla quale non è possibile prescindere sostituendola con un richiamo general-generico alle norme di primo livello.
Trovano invece conferma nel testo uscito dal CdM l’obbligo di informazione preventiva alle OO.SS. sui provvedimenti di riordino, quelli inseriti nel D. Lgs. e quelli riconducibili all’art. 10 c. 3 del COM, e l’ “Osservatorio” con le Rappresentanze del personale sullo stato di attuazione dei processi di riordino.
Schema D.Lgs. sul personale
Per quanto attiene il transito dei militari in esubero nei ruoli civili della Difesa, manca nel nuovo testo l’espresso riferimento all’ ”ambito delle facoltà assunzionali” della nostra Amministrazione e al limite del 20%, peraltro scomparso anche per il transito dei militari nelle altre AA.PP.. Tenuto conto della pregiudizialità con la quale la nostra O.S. ha sempre posto questa questione e delle ripetute assicurazioni che l’Amministrazione ci aveva fornito al riguardo, riteniamo del tutto inaccettabile questo arretramento, rispetto al quale chiederemo al Sottosegretario spiegazioni e motivazioni. Su questa questione, per noi ripetiamo pregiudiziale, non siamo disposti ad indietreggiare neanche di un centimetro, essendo convinti che i ruoli civili non possono diventare lo sfogatoio degli esuberi militari.
Cancellata anche l’estensione al personale civile della Difesa della possibilità di esenzione dal servizio (già “esonero” per noi) con retribuzione stipendiale dell’85%, che invece viene mantenuta in toto per il personale militare. Avevamo espresso nelle riunioni tecniche tutte le nostre perplessità su questa opzione, atteso che la legge delega nulla prevede al riguardo e che le norme sull’esonero erano state recentemente cancellate, ma l’Amministrazione si era dimostrata di diversa opinione, ritenendo la cosa praticabile, il che avrebbe certamente ridotto la forbice nei confronti del personale militare in ordine alla quantità di opzioni previste per due categorie di personale. Pare proprio che non sia andata così, e questo riporta l’orologio al punto di partenza, con tutti gli annessi e connessi. Immaginiamo la difesa d’ufficio dell’Amministrazione: mancava una espressa previsione della delega. Già. E allora il recupero di questa opzione non potrà che passare attraverso una previsione legislativa ad hoc, come chiedevamo
Introdotta invece positivamente una norma in materia di processi di mobilità che prevede che, “a partire dall’anno 2016”, le altre AA.PP. riservino al personale civile della Difesa in eccedenza “in misura non inferiore al 15%” delle loro complessive facoltà assunzionali.
Parrebbero infine confermate nel testo finale uscito dal CdM alcune richieste del Sindacato: la crescita dal 25 % al 100 della parte strutturale del FESI (il fondo dei militari) che andrà ad alimentare il nostro FUA in caso di transito di personale militare nei ruoli civili; la destinazione al FUA, ma dal 2020, in quota parte dal 2 al 5%, dei risparmi certificati che deriveranno dai processi di riordino delle FF.AA.; la destinazione, sempre in quota parte dal 2 al 5%, dei risparmi certificati per finanziare la formazione; la previsione di moduli formativi di base e di specializzazione per il personale civile di tutte le aree; l’elevazione da 48 a 60 mesi del periodo di permanenza in servizio del personale eccedente che maturi entro quel termine i requisiti per la pensione, opzione più favorevole di quella prevista dalla L. 135; l’ avvio di processi di internalizzazione di servizi e lavori per gli Enti della c.d. “area industriale” (Arsenali M.M. e Poli E in primis) i cui risparmi verranno destinati all’efficientamento degli Enti, con ricognizione annuale di servizi e lavori esternalizzati ed esame dei settori di spesa improduttiva; l’eliminazione di ogni riferimento alle “fasce retributive”, ma solo ad “area” e “profili professionali”; l’adozione, e non approvazione come prima previsto, previo esame con le OO.SS., da parte del Ministro del piano di assorbimento delle eccedenze; il rinvio a specifica relazione sindacale per tutta una serie di passaggi (della questione reimpieghi abbiamo già detto).
Rimangono inoltre irrisolte altre questioni da noi poste, e dalle quali dovrà ripartire il confronto con l’Amministrazione, tenuto conto delle assicurazioni fornite dal Vertice politico in merito alla emendabilità dei testi usciti dal CdM: la previsione del 50% di riserva dei posti nei concorsi civili per i volontari e la mobilità interna su base regionale (vogliamo sia prevista solo “a domanda” e con modalità da ridefinire attraverso un apposito tavolo, e dunque ne riparleremo nell’incontro del 17 p.v.).
Infine, resta ancora da definire la struttura della “tabella di equiparazione”, su cui c’è stata una proposta unitaria del tavolo sindacale che prevede il transito secco di tutti i SU in area 2^ e degli U in area 3^, e rimane ancora senza risposta la nostra proposta, avanzata nel corso dell’incontro con il Ministro del 18 u.s. (Notiziario n. 84 di pari data) per l’inserimento nel provvedimento legislativo allo studio per la riforma della legge Fornero, di una norma ad hoc che consenta, almeno da qui al 2018, il recupero delle modalità di maggior favore per l’accesso al trattamento pensionistico ex L. 135/2012.
Luci ed ombre, come si vede, rispetto agli approdi conclusivi dei tavoli di confronto di luglio con le OO.SS., forse più ombre che luci. Attendiamo di conoscere i testi ufficiali approvati dal CdM, che peraltro abbiamo formalmente richiesto all’A.D. a premessa della ripresa del confronto con il Sottosegretario Pinotti in agenda a settembre, che già si annuncia come un mese particolarmente caldo.
Nel corso della riunione odierna, il Consiglio dei Ministri, ha dato il via libera ai due decreti legislativi (DD.LLgs.) che recano il riassetto in chiave riduttiva, strutturale e organizzativo, delle FF.AA. Gli schemi di decreti legislativi varati dal CDM sono, come noto, due: il primo, relativo alle riduzione degli organici civili e militari; il secondo, recante le disposizioni sulle riduzioni delle FF.AA.
I colleghi conoscono bene il percorso di questi due provvedimenti, un percorso fortemente segnato dalle norme contenute nella legge delega n. 244/2012 voluta dall’ex Ministro Di Paola, che FLP DIFESA, allora, da subito e da sola, purtroppo, ha contrastato, sensibilizzando e mobilitando la categoria con una serie di iniziative, prima delle quali la straordinaria manifestazione nazionale del 6 luglio 2012. Il rifiuto di ogni confronto di merito da parte dell’amm. Di Paola e la mancanza, allora, di una efficace azione di contrasto da parte di tutto il Sindacato, ne hanno condizionato in negativo l’intero processo di formazione, e alla fine la legge è stata approvata con un carico molto penalizzante per il personale civile.
A fronte di questo quadro a tinte originariamente fosche, dobbiamo dare atto al Ministro Mauro, e lo facciamo ancora una volta senza i giri di valzer cui abbiamo assistito in queste settimane, di aver aperto un efficace canale di confronto con le Parti sociali, pur potendosi nascondere dietro il (facile) dito di una legge delega già scritta e vincolante. E’ nato da questa apertura l’intenso confronto sui tavoli tecnici (23,24 e 25 luglio), cui hanno poi fatto seguito gli incontri con il Sottosegretario Pinotti (29 luglio) e con il Ministro (30 luglio), sui cui contenuti abbiamo abbondantemente riferito nel nostro Notiziario n. 87. Un confronto approdato, alla fine, a due notevoli risultati: in primo luogo, alcune significative modifiche, nella direzione da noi auspicata, introdotte nei testi dei provvedimenti; in secondo luogo, la presa d’atto da parte del Ministro che esiste da tempo immemore una “questione civile” all’interno del Ministero Difesa, che va affrontata una volta per tutte con strumenti adeguati che riconoscano finalmente il ruolo e le funzioni del personale civile e ne demarchino le competenze nel rapporto con il personale militare.
Questa, per noi, è la madre di tutte le riforme, e dobbiamo dare atto al Ministro Mauro di avere compreso appieno il problema(vds. i Notiziario nn. 84 e 87 sui due incontri con il sen. Mauro) e di averne coerentemente dato subito seguito, come si evince da un passaggio dell’allegato comunicato stampa di Palazzo Chigi che riportiamo integralmente: “per tutto il Governo è comune e stringente l’impegno nel procedere, con altrettanta tempestività, a dare corso ad una completa revisione dei ruoli ed al riordino delle carriere di tutto il comparto difesa e sicurezza, tale da soddisfare le legittime aspettative del personale civile e militare, avviando, sin da subito, le attività di elaborazione di un apposito disegno di legge”. Davvero musica per le nostre orecchie, che su questi contenuti, come è noto a tutti, avevamo impostato la nostra battaglia contro le scelte del disegno di legge delega proposto da Di Paola: se allora il Sindacato fosse stato unito e compatto su queste linee, forza la delega avrebbe avuto tutt’altra storia!
Attendiamo ora di conoscere i testi usciti dal Consiglio dei Ministri per esprimere una nostra compiuta valutazione: da notizie in nostro possesso, il grosso delle modifiche introdotte dopo il confronto con le OO.SS. dovrebbe comunque essere passato, e in particolare quelle relative alle relazioni sindacali nei diversi passaggi e alla destinazione di quota parte dei risparmi a FUA e formazione; cassata invece, pare, la norma sull’ estensione ai civili dell’esenzione dal servizio, sulla quale, lo avevamo detto nelle riunioni tecniche, non ci facevamo molte illusioni; infine, la novità, pare, di una riserva di posti per il personale civile della Difesa (dal 2020?) nei processi di mobilità verso le altre Amministrazioni Pubbliche.
I due schemi oggi approvati, andranno ora al vaglio delle Commissioni Difesa di Camera e Senato.
Notiziario n. 112 del 15 ottobre 2013 – Mercoledì 9 ottobre u.s. è stato formalmente avviato dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato l’esame dei due schemi di decreto legislativo attuativo della legge delega 244/2012 sulla riduzione dello strumento militare, che dovrà concludersi con il “parere” di rito entro il prossimo 1° dicembre. Ma mentre […]
Notiziario n. 110 dell’ 8 ottobre 2013 – Mercoledì 9 ottobre p.v. inizierà l’esame parlamentare dei due schemi di decreti attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 sulla riduzione dello strumento militare. A due mesi esatti dalla loro adozione in prima lettura dal Consiglio dei Ministri (CdM), il 2 ottobre u.s. entrambi i provvedimenti sono […]
Notiziario n. 109 del 3 ottobre 2013 – Nel quadro degli incontri informativi che le FF.AA. promuovono periodicamente con le OO.SS., nella mattinata di oggi si è tenuta a palazzo Marina una riunione tecnica con lo Stato Maggiore Marina- 1° Reparto, presieduta dall’ amm. P. Luciano Ricca, nella quale si è fatto il punto di […]
Notiziario n. 108 del 2 ottobre 2013 – Nel momento in cui scriviamo, solo da qualche minuto il Senato ha votato a larga maggioranza la fiducia al Governo Letta dopo una settimana estremamente travagliata e dai contorni a tratti incomprensibili e paradossali, e lo stesso si accinge a fare tra qualche ora la Camera dei […]
Notiziario n. 106 del 24 settembre 2013 – Nel primo pomeriggio di oggi, si è tenuta a palazzo Esercito una sessione informativa, su tavoli separati, presieduta dal Capo Ufficio OO.FF. (Organizzazione delle Forze) di SME-RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria) col. Antonello Vespaziani, e relativa ad alcuni provvedimenti di riordino che naturalmente si inquadrano nel contesto […]
Notiziario n. 105 del 23 settembre 2013 – “Question time” con il Ministro della Difesa nella seduta pomeridiana del Senato del 19 u.s., nella quale il sen. Mauro ha risposto ad interrogazioni a risposta immediata su vari argomenti, ed in particolare sui profili di attuazione della revisione dello strumento militare nazionale. Come è noto, il […]
Notiziario n. 102 del 17 settembre 2013 – Come già anticipato nel nostro precedente Notiziario n. 101 del 14 u.s., la riunione di oggi con il Sottosegretario sen. Roberta Pinotti doveva servire, in base a quanto concordato nell’ultimo incontro di luglio, a riprendere e organizzare il confronto tra Sindacato e Amministrazione sulle principali questioni aperte, […]
Notiziario n. 101 del 14 settembre 2013 – Martedì 17 p.v., riprende il confronto con il Vertice politico dopo la pausa estiva. All’ordine del giorno della riunione con il Sottosegretario sen. Roberta Pinotti, sono formalmente iscritti due punti (linee generali di riorganizzazione e mobilità), ma è facile prevedere che la discussione spazierà certamente anche ad […]
Notiziario n. 91 del 19 agosto 2013 – Con Notiziario n. 89 dell’8 agosto u.s., abbiamo dato notizia che, nel corso della riunione avvenuta in quella stessa giornata, il Consiglio dei Ministri (CdM) aveva dato il via libera ai due decreti legislativi (DD. LLgs.) che recano il riassetto in chiave riduttiva, strutturale e organizzativo, delle FF.AA. […]
Notiziario n. 89 dell’8 agosto 2013 – Nel corso della riunione odierna, il Consiglio dei Ministri, ha dato il via libera ai due decreti legislativi (DD.LLgs.) che recano il riassetto in chiave riduttiva, strutturale e organizzativo, delle FF.AA. Gli schemi di decreti legislativi varati dal CDM sono, come noto, due: il primo, relativo alle riduzione […]