Notiziario FLP DIFESA n. 82 del 17 settembre 2019 –
L’Arsenale Militare di Taranto visto dall’alto
Si é svolto, ieri, a Taranto l’ incontro tra una delegazione della Commissione Difesa del Senato e le OOSS territoriali. Questa visita – che dovrebbe essere seguita da quella in altri Stabilimenti industriali – fa seguito a un corposo ciclo di audizioni sulle problematiche dell’area industriale, di cui abbiamo detto ampiamente, in particolare nei Notiziari n. 60 del 4, n. 64 dell’11 e n. 67 del 23 di luglio, nel quale abbiamo riferito dell’audizione della nostra O.S., che nell’occasione consegnò un documento con analisi e proposte per dare soluzione ai problemi.
Dopo anni di grida di allarme lanciate dalla nostra OS, la situazione molto critica dell’area industriale della Difesa si è finalmente imposta come questione politicamente rilevante, di importanza strategica per il sistema di sicurezza e difesa e più in generale per l’intero sistema-paese, al punto che, per la prima volta, forse, quel grido di allarme è stata fatto proprio non solo dal fronte sindacale, ma dagli stessi Organi di vertice AD.
Va a tal proposito ricordato come gli stessi Comandanti Logistici di Esercito e Marina, nel corso delle loro audizioni, hanno lanciato un preoccupante “warning” sulle prospettive future degli Stabilimenti in assenza dei necessari interventi urgenti, con pesantissime ricadute in termini economico-sociali in tutte quelle realtà (Taranto, Spezia, Piacenza, Terni, etc.) dove gli Stabilimenti rappresentano l’elemento su cui gira l’intera economia di quei territori.
Come si ricorderà, nel corso della nostra audizione, venne prospettata la possibilità, da parte della Commissione, di effettuare dei sopralluoghi in loco per “toccare con mano” quelle pesanti criticità, e così è stato.
Ieri è stata la volta di Taranto. Nel corso dell’incontro con le RSU e le OO.SS., la nostra struttura territoriale ha predisposto e consegnato, con l’occasione, alla Delegazione della Commissione, un ‘importante nota di sintesi corredata da una corposa e articolata documentazione, che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina, che riassume tutta la “Vertenza Arsenale” in atto da anni in quel territorio, denunciando le principali criticità e le possibili soluzioni, al fine di poter scongiurare quella “paralisi totale”, quel “punto di non ritorno”, quel “crollo delle capacità” (frasi queste tutte pronunciate in audizione dagli stessi Comandanti Logistici) con pesantissime ricadute in termini economico-sociali in tutte quelle realtà (Taranto, Spezia, Augusta, Piacenza, Terni, etc.) dove gli Stabilimenti rappresentano l’elemento su cui gira la vita economica e sociale di quei luoghi.
Il documento della nostra struttura territoriale che, con i suoi vari allegati, costituisce un vero e proprio “dossier Arsenale”, sintetizza, tra l’altro, alcune parti del documento consegnato alla stessa Commissione Difesa del Senato dalla nostra OS. il 23 luglio u.s., di cui riportiamo, per comodità di lettura, i punti salienti:
un deciso intervento correttivo sulla legge 244, che alzi i numeri delle posizioni civili al 2024;
l’approvazione del piano straordinario di assunzioni per n. 1.427 unità proposto alla F.P. da PERSOCIV a settembre 2018;
l’ avvio di un piano straordinario di formazione e il varo legislativo della norma istitutiva dei “Centri di formazione”;
la reinternalizzazione delle attività di medio e alto profilo tecnologico, con evidenti benefici in termini di contenimento della spesa;
la conferma del ruolo pubblico degli Enti e del loro ruolo pubblico abbandonando ogni ipotesi privatistica;
un piano di investimenti, già a partire dalla prossima legge di bilancio, in nuovi impianti e in ammodernamenti infrastrutturali.
Un bel segnale, dunque, la visita di oggi a Taranto da parte di un organismo parlamentare che, auspichiamo sia solo l’inizio di una serie di sopralluoghi in altri Stabilimenti, primo fra tutti l’Arsenale di Spezia.
Nell’invitare i colleghi interessati a prendere visione della documentazione che qui pubblichiamo, già consegnata alla delegazione parlamentare e inoltrata anche alla stampa locale, diamo atto del lavoro svolto, fin qui, dalla Commissione, auspicando che si prosegua dritti sulla strada intrapresa, perché la vertenza di cui trattasi potrà trovare soluzione solo e soltanto attraverso un reale, concreto e tangibile impegno politico.
Su questa stessa pagina, sono anche pubblicati, in allegato 2 e 3, anche gli articoli che importanti organi di stampa locale hanno dedicato al lavoro e all’impegno della nostra O.S. a difesa dei colleghi e dei loro posti di lavoro.
Notiziario FLP DIFESA n. 81 del 16 settembre 2019 –
Gli onn. G. Calvisi (sopra nella foto) e A. Toffalo, nominati dal CdM Sottosegretari di Stato alla Difesa
Il Consiglio dei Ministri (CdM), nella riunione del 13 settembre u.s., ha nominato quarantadue Sottosegretari, dieci dei quali assumeranno le funzioni di Vice Ministro, che vanno così a completare la squadra di governo. Su questa stessa pagina, in allegato, il comunicato stampa diffuso da Palazzo Chigi con tutte le nomine.
Per la Difesa, una conferma e una novità. La conferma è quella dell’on. Angelo Toffalo, già Sottosegretario alla Difesa nel precedente Governo; la novità invece è quella data dalla nomina del dell’on. Giulio Calvisi, poco noto al grande pubblico e dunque anche a gran parte dei lavoratori civili.
Questi comunque i loro profili personali e alcune note biografiche rintracciate sul web.
ANGELO TOFALO: è nato a Salerno il 20 aprile del 1981. Ingegnere civile, è stato eletto nel 2013 alla Camera dei Deputati nelle file del M5S. Dal 5 giugno 2013 è entrato a far parte del COPASIR e dal novembre di quell’anno è entrato nella Commissione Difesa della Camera. Rieletto nelle politiche del 2018, è stato Sottosegretario nel Governo Conte 1, diventando famoso per alcune foto che hanno fatto il giro del web e poi per un video postato su FB che ha a suo tempo innescato una polemica con i COCER, che avevano addirittura chiesto alla Ministra il ritiro della delega.
GIULIO CALVISI: 53 anni, originario di Olbia, è laureato in giurisprudenza. Già Segretario Nazionale della Sinistra Giovanile, ha ricoperto l’incarico di responsabile immigrazione dei DS nel 1998, collaborando sul tema anche con l’allora Ministro dell’Interno. Esperto di immigrazione, ha curato la pubblicazione de “Il libro Bianco sulla Bossi-Fini: rapporto sulla politica delle destre in materia di immigrazione”. Deputato dal 2008 al 2013 eletto nelle fila del Partito Democratico, nel corso della XVI legislatura stato componente della Commissione Bilancio di Montecitorio.
Attendiamo ora di conoscere le materie delegate che verranno assegnate ai due Sottosegretari dal Ministro Guerini, ed in particolare quella relativa alle relazioni sindacali, che è quella ovviamente che ci interessa più da vicino, che la Ministra Trenta aveva deciso a suo tempo di tenere per sé, peraltro con risultati a nostro giudizio di molto inferiori alle attese, ma che il nuovo Ministro potrebbe anche delegare ad uno dei due Sottosegretari, come peraltro era sempre era avvenuto sino al 2018.
Nell’attesa che il nodo si sciolga, abbiamo inviato ai due Sottosegretari un telegramma di felicitazioni e di auguri di buon lavoro.
Le nomina del CdM ha portato all’esclusione dal Governo della ex Ministra Elisabetta Trenta.
Leggendo le cronache di questi giorni, abbiamo capito che la professoressa è rimasta un po’ male per non essere stata confermata nell’incarico di Ministro, al quale, da capitano della riserva dell’Esercito, ci teneva particolarmente, e che forse pensava avesse meritato anche per le posizioni decisamente diverse da quelle dell’on. Salvini sul tema dei porti chiusi. Così però non è stato.
Sempre leggendo le cronache di questi giorni, abbiamo appreso della possibilità della nomina della Trenta a Vice Ministro dell’Interno, ma anche questa ipotesi è poi naufragata, in quanto in quell’incarico è stato riconfermato dal M5S l’on. Sibilia. Comprensibile la sua delusione, ma la nostra ex Ministra non si tira certo indietro. “Finalmente la squadra di governo è completata e può iniziare ad operare per il bene del Paese. In questi giorni si sono rincorse tante voci circa una mia eventuale nomina come sottosegretario. È stata una possibilità che non si è concretizzata, ma questo non significa che la mia attività politica si esaurisca qui”, ha postato giorni fa sul proprio profilo Facebook, come riportato da “Il Giornale”.
Alla nostra ex Ministra, rinnoviamo da parte nostra l’augurio di un positivo futuro politico.
Notiziario FLP DIFESA n. 80 del 13 settembre 2019 –
L’arsenale Militare di La Spezia
Si è svolto ieri pomeriggio a Palazzo Marina un incontro tra le OOSS Nazionali e lo Stato Maggiore Marina.
La riunione, presieduta dal Capo del 4° Reparto (Infrastrutture e Logistica), Amm. Zappellini, presente anche l’Amm Gregori e il Comandante Burzi del 1° Reparto Personale, ha avuto per argomento la presentazione e l’approvazione delle nuove divise dei Vigilanti della Marina Militare in servizio su tutto il territorio nazionale.
La denuncia della problematica dell’inadeguatezza delle vecchie divise è stata sollevata dalla nostra O.S. del territorio spezzino, già dal 2014, ed è proseguita incessantemente nel corso di questi anni fino a portare al risultato di oggi.
La “campionatura” delle divise presentate e approvate nel corso dell’odierno incontro, era già stata presentata e approvata in un recente incontro, a livello locale, tra Marina Nord e le rappresentanze sindacali territoriali di La Spezia, anche per una “sorta di premialità”, come dichiarato dall’Amministrazione, verso quel territorio che maggiormente si è speso su questo argomento.
Il passaggio di oggi a livello centrale è servito per l’approvazione delle divise in questione poichè, al massimo entro un anno, un anno e mezzo, saranno approvvigionate e distribuite su tutto il territorio nazionale. Lo SMM ha già stanziato le somme e a ottobre darà mandato alla ditta aggiudicatrice della gara per il confezionamento delle nuove divise, sicuramente più funzionali, attualizzate e idonee rispetto a quelle in uso, che rispondono ancora alla caratteristiche enunciate in un vecchio Decreto Interministeriale del 1995, derivante, a sua volta, da Regi Decreti degli anni ’20.
Nel corso del nostro intervento, dopo aver preso atto della dichiarata rispondenza alle norme antinfortunistiche, della qualità dei tessuti e della loro adeguatezza alle varie stagioni, proponendo tuttavia alcune migliorie, la Delegazione FLP DIFESA ha espresso soddisfazione per questo traguardo, riconoscendo all’attuale Dirigenza del 4° Reparto quelle caratteristiche di disponibilità – anche nell’accogliere oggi le nostre richieste – concretezza e speditezza che forse, anche per motivi economici, erano mancate in precedenza ma, soprattutto, ha chiesto, prioritariamente,l’immediatezza dell’approvvigionamento e della distribuzione delle nuove divise su tutto il territorio nazionale, comprese quelle dei “vigilanti” in servizio nei “Palazzi romani”, per le quali è allo studio un altro tipo di divisa, più idonea al servizio di rappresentanza e non solo di vigilanza.
La nostra O.S. che, attraverso il territorio spezzino, ha portato avanti tenacemente, questa battaglia, si ritiene soddisfatta di questo incontro ma, come dichiarato anche in riunione, visti i lunghi trascorsi, continuerà a vigilare sulla tempistica di attuazione del progetto “nuove divise”.
L’Amm. Zappellini ha assicurato, sull’argomento, un’adeguata informazione.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario FLP DIFESA n. 79 del 10 settembre 2019 –
Finalmente ci siamo. Il nuovo D.G. di PERSOCIV e Presidente della Delegazione pubblica, dr.ssa G. Montemagno, ha inviato alle OO.SS. nazionali la mail di convocazione per il 17 p.v. della prima riunione negoziale per la definizione dell’Ipotesi di accordo per la distribuzione del Fondo Risorse Decentrate (FRD, ex FUA) 2019 e la relativa bozza, che pubblichiamo entrambe su questa stessa pagina, rispettivamente in allegato 1 e 2.
Prima sorpresa: la convocazione delle Parti a tavoli separati, a firma di quello stesso Direttore Generale che nell’incontro del 31 luglio (si veda il Notiziario n. 71 di pari data ) aveva espresso giudizi estremamente negativi su quella modalità di relazioni sindacali, denunciandone i limiti oggettivi evidenti ed esprimendo il proprio convincimento che “i dipendenti civili non apprezzano i tavoli separati”, circostanze queste eluse in toto dai comunicati di alcune sigle. E questo la dice lunga…..
Se questo è l’antefatto, difficile immaginare che nel giro di qualche settimana la dr.ssa Montemagno abbia così platealmente cambiato opinione. Cambiare opinione si può sempre, ovviamente, ma farlo così sarebbe un po’ troppo.
Molto più probabile, invece, che il nostro D.G. abbia solo accolto, magari con qualche remora, una precisa richiesta di CGIL-CISL-UIL (solo in 3 questa volta e non più 3+1, anche UNSA è finita tra i reprobi e dunque su tavolo separato), richiesta di cui ancora non si sa nulla non essendo stata ancora resa nota, e altrettanto oscuri appaiono, al momento, i motivi addotti.
Abbiamo pertanto scritto al D.G. per avere lumi al riguardo e alla luce delle risposte che arriveranno esprimeremo apertamente le nostre valutazioni e metteremo in campo le nostre iniziative.
Da PERSOCIV, insieme alla convocazione per il 17 settembre p.v., è pervenuta anche la bozza di testo relativa all’Ipotesi di accordo FRD 2019, che reca ovviamente i contenuti economici della distribuzione e le relative proposte che vengono dalla Delegazione di Parte Pubblica, che peraltro risultano in molta parte quelle che avevamo anticipato nel nostro Notiziario n. 77 del 3.09.2019.
La dotazione del FRD 2019 è pari ad € 49.283.754,67 lordo oneri datoriali, comprensivi delle risorse fisse (23.225.255,22 €) e di quelle variabili (€ 26.058.499,45). Rispetto alla dotazione del FRD 2018, mancano all’appello quasi 9,5 mln di € sottratti al FRD di quest’anno in quanto già impegnati per il finanziamento delle progressioni 2018. La prima domanda che allora si pone è la seguente: la dotazione del FRD 2019, definita dal MEF, è corretta o ci sono risorse che ancora mancano, per esempio il 20% dei risparmi legati ai processi di riduzione delle FF.AA. di cui al D. Lgs 8 attuativo della L. 244/2012?
Altra novità, che anch’essa avevamo annunciato, è il maggior costo dei turni in ragione delle novità introdotte dal CCNL 2016-2018: oltre 3,5 milioni di € in più quest’anno, atteso che l’accantonamento per turni 2019 è previsto di € 10.390.370,65 mentre nel 2018 è stato pari a € 6.976.041,43.
Rispetto al 2018, cresce anche l’accantonamento per la “reperibilità” (+ 144mila € circa) mentre invece si riduce quello per le Particolari Posizioni di Lavoro–PPL (-400mila € circa). Gli importi per Turni, Reperibilità e PPL immaginiamo siano stati quantificati dopo le ricognizioni degli OO.PP.
Nulla risulta modificato, invece, rispetto all’accordo 2018, per quanto attiene il fondo di mobilità (ancora € 70.000) e la performance organizzativa, alla quale la bozza di A.D. riconferma la destinazione dei 21 mln 2019, esito dell’accordo del 5.04.2017 e attribuiti al FRD dalla L. 205/2017.
Infine, la bozza predisposta da A.D. reca anche, all’art. 8, modifiche formali ed integrazioni chiarificatrici di alcuni passaggi del CCNI 2018, ma che a noi pare non ne intacchino la sostanza.
Quello che ovviamente, nella bozza predisposta dalla D.G, balza di più all’occhio è l’assenza di accantonamenti per gli sviluppi economici 2019, che significa che il 2019 potrebbe passare in carrozza.
Approfondiremo tutti i termini della questione e il 17 presenteremo al D.G. le nostre proposte.
Notiziario FLP DIFESA n. 78 del 5 settembre 2019 –
L’on. Lorenzo Guerini, nuovo Ministro della Difesa nel governo Conti 2
L’on. Lorenzo Guerini, attuale Presidente del COPASIR, è il nuovo Ministro della Difesa. L’annuncio è venuto direttamente ieri pomeriggio dal Presidente incaricato G. Conte che, a scioglimento della riserva, ha portato al Capo dello Stato la lista dei Ministri del nascente Governo.
Il nuovo Ministro giurerà nella mattinata di oggi al Quirinale nelle mani del Presidente della Repubblica, e da quel momento assumerà formalmente l’incarico al vertice del nostro Dicastero.
Giunge così a conclusione l’esperienza della Ministra E. Trenta, che ha esercitato l’incarico dal 1 giugno 2018 sino ad oggi. Un’esperienza sicuramente breve rispetto a quella di tanti suoi predecessori a partire dall’on. Pinotti (oltre quattro anni), ma che comunque, analizzata sotto il profilo delle questioni d’interesse del personale civile, pensiamo non lascerà grande traccia di sè.
Eppure, il suo arrivo aveva generato enormi speranze per la carica di novità di cui appariva portatrice all’interno di un esecutivo annunciato come il “governo del cambiamento”. E ulteriori grandi speranze erano state innescate dalla sua scelta, da noi molto apprezzata, di tenere per sé, e dunque non delegare, le questioni relative al personale civile, una scelta questa che noi pensavamo potesse aprire una fase nuova nelle relazioni sindacali.
Purtroppo, così non è andata e oggi, in sede di consuntivo, possiamo dire che le problematiche del personale civile sono rimaste sostanzialmente irrisolte, a partire innanzitutto dal gap retributivo che costituisce la madre di tutti nostri problemi.
L’unico fatto in positivo è maturato in sede di legge di bilancio 2019, con il via libera alle 294 assunzioni tecniche in tre anni per l’area industriale, ma che appaiono comunque poca cosa rispetto alle esigenze attuali della Difesa.
E, ad un certo punto, è venuto meno anche il suo impegno di incontrare le OO.SS. una volta al mese (i famosi “martedì della Trenta”, l’ultima riunione è del 15 maggio u.s…….) con l’effetto di cancellare di fatto il confronto tra le Parti.
Alla prof.ssa Trenta, comunque il nostro grazie per il lavoro svolto e gli auguri per il suo futuro politico e professionale.
Al suo posto arriva l’on. Lorenzo Guerini, deputato eletto nelle liste del PD nel corso delle ultime elezioni del marzo 2018.
Nato a Lodi il 21.11.1966, è stato presidente della Provincia di Lodi dal 1995 al 2004 e Sindaco di Lodi dal 2005 al 2012, in entrambi i casi alla guida di ampie coalizioni di centro-sinistra. E stato inoltre Presidente della sezione lombarda dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) fra il 2005 e il 2010.
E’ entrato per la prima volta in Parlamento nel febbraio 2013, assumendo l’anno successivo anche l’incarico di Vice Segretario del PD. Rieletto alla Camera nel 2018, il 18 luglio di quell’anno venne eletto Presidente del COPASIR (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) che controlla l’operato dei servizi segreti italiani.
Al nuovo Ministro, abbiamo provveduto ad inviare un telegramma di felicitazioni e di auguri, di cui riportiamo il testo integrale:
“Nel momento in cui assume l’alto incarico di Ministro della Difesa, Le giungano da parte mia e da parte di FLP DIFESA le felicitazioni più vive e gli auguri più sinceri di buon lavoro. I lavoratori civili svolgono da sempre un ruolo fondamentale ed insostituibile nel nostro Dicastero, e vogliamo sperare che le diverse e corpose problematiche purtroppo tuttora presenti – eredità tutte di scelte politiche sbagliate e di una storica indifferenza nei confronti della nostra componente – trovino nella S.V. una giusta ed adeguata attenzione e piena disponibilità al confronto con le Rappresentanze Sindacali. L’auspicio che formuliamo è che anche sul fronte dell’impiego del personale civile del Ministero della Difesa, si realizzi quella “svolta” che viene annunciata come tratto costitutivo e impegno politico prioritario del nuovo Governo. Giancarlo Pittelli – Coordinatore Generale FLP DIFESA”
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario FLP DIFESA n. 77 del 3 settembre 2019 –
Alla ripresa delle attività dopo la pausa estiva, pensiamo sia utile fare un “punto di situazione” sulle partite economiche aperte, anche per dare risposta alle molte sollecitazioni che riceviamo.
FONDO RISORSE DECENTRATE ANNO 2019
Siamo terribilmente in ritardo. In primis, sul fronte della trattativa nazionale, atteso che per la prima volta nel nostro Ministero non è stata ancora avviato, e siamo già a settembre, il confronto per la definizione dell’Ipotesi di accordo 2019.
Il ritardo, come noto, è stato causato dalla mancata nomina del nuovo D.G di PERSOCIV e Presidente delegazione trattante pubblica, che è avvenuto solo a metà luglio.
Oggi quella nomina è stata fatta (la dr.ssa G. Montemagno, vds Notiziario n. 68 del 24.07.2019), la trattativa potrà dunque partire, e la prima riunione è già fissata per il 12 settembre p.v., anche se la crisi di governo in atto potrebbe comportare altri problemi e ulteriori ritardi.
Vedremo cosa avverrà, certo è che occorrerà siglare l’Ipotesi il prima possibile, per poter arrivare alla firma del CCNI entro il 2019, anche per non compromettere la decorrenza 1.1.2019 degli sviluppi economici nel caso si dovessero fare.
E qui si arriva al secondo problema, le risorse del FRD 2019 che il MEF non ha ancora reso disponibili.
Quest’anno il FRD dovrebbe aggirarsi intorno ai 49,3 mln di € complessivi lordo oneri datoriali (di cui 47 mln € per il fondo MD e 2,3 mlm € per il fondo AID).
Rispetto ai quasi 52 mln del 2018, il FRD Difesa 2019 mancherebbe di circa 5 mln €, e la cosa non appare sicuramente indolore.
Tenuto conto delle somme che andranno necessariamente accantonate (Turni, con i maggiori costi determinati dal CCNL, oltre 2 mln di €); Reperibilità; PPL; P.O.; Performance; etc.), non resterebbero poi così tante risorse per avviare una nuova tornata di sviluppi economici, per cui in trattativa occorrerà decidere il da farsi. Ovviamente, il non accreditamento delle risorse e la non definizione dell’Ipotesi non consentono, allo stato, il pagamento delle indennità già maturate per Turni/Reperibilità/PPL 2019.
FONDO RISORSE DECENTRATE ANNO 2018
L’accordo definitivo (CCNI) sulla distribuzione del FRD 2018 è del 6.11.2018 (lo ripubblichiamo in allegato 4 su questa stessa pagina) e a suo tempo non è stato firmato da FLP DIFESA per i motivi spiegati più volte, in ultimo nel Notiziario n. 130 del 29.11.2018.
Il CCNI indica tutte le fattispecie di distribuzione e i relativi importi, alcuni già corrisposti e altri no.
Sono già stati corrisposti: i dodicesimi residui di Turni/Reperibilità e PPL 2018, e più recentemente, con il cedolino di agosto, il Fondo di Sede (FUS) – con importo pro capite di € 132,84 netto oneri AD – corrisposto “in ragione di quanto emerso dal sistema di valutazione adottato da A.D” (circolare DG 77666/2018 poi seguita dalla circolare DG 5992/2019), atteso che l’accordo FRD 2018 ha cancellato di fatto la contrattazione locale.
Le somme che restano ancora da pagare riguardano innanzitutto le performance.
Qui diamo subito una buona notizia: OIV ha validato in data 24 luglio u.s. il nostro sistema di valutazione (si veda il documento di validazione in allegato 2 su questa stessa pagina; in allegato 3, invece, la relazione sulla performance 2018), e quindi è possibile ora procedere al pagamento delle somme.
In primis, al pagamento del saldo relativo alla performance organizzativa (art. 20 CCNI 6.11.2018), il cui importo medio è pari a € 607,21, che è già stato pagato per il 50% a dicembre 2018. Il saldo potrebbe avvenire con il cedolino di ottobre p.v., insieme al pagamento della performance individuale (art. 21 CCNI 6.11.2018), il cui importo pro capite è invece pari a € 67,84 al netto oneri AD.
Per quanto attiene le Posizioni Organizzative, il pagamento dovrebbe avvenire in ottobre/novembre.
SVILUPPI ECONOMICI 2018
Gli adeguamenti stipendiali e la corresponsione degli arretrati saranno effettuati quasi sicuramente a ottobre 2018, l’Amministrazione sta al momento caricando i dati.
In allegato 1 che pubblichiamo su questa stessa pagina, la tabella elaborata da FLP DIFESA con gli importi relativi alle somme arretrate a decorrere dal 1.1.2018 con due opzioni: pagamento a settembre (ora ovviamente superato) e quello – invece probabile – a ottobre 2019.
Il gen. Enzo Veciarelli nell’audizione del 18 luglio u.s.
In data 17 luglio e 1 agosto uu.ss., la Commissione Difesa della Camera ha esaminato il “Documento Programmatico Pluriennale per la Difesa per il Triennio 2019-2021” (DPP), che rappresenta lo strumento con cui il Ministro illustra al Parlamento le previsioni di spesa per l’anno in corso e per il successivo biennio, di cui avevamo già dato notizia con Notiziario n. 65 del 16 luglio u.s. e che ad ogni buon conto ripubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina.
Il DPP rappresenta un documento di enorme rilevanza per il nostro Ministero, e reca: il quadro generale delle esigenze operative delle Forze Armate; l’elenco dei programmi d’armamento e di ricerca in corso con il relativo piano di programmazione finanziaria, anche di quelli in capo al MISE; e, infine, le spese riferite alla c.d. “funzione difesa”. E’ composto da tre capitoli: il primo relativo agli impegni nazionali e internazionali del M.D.; il secondo allo sviluppo dello strumento militare; il terzo al bilancio.
Rinviando per i primi due capitoli direttamente al testo del DPP che qui ripubblichiamo sul nostro sito, desideriamo occuparci in questo notiziario della parte relativa al bilancio. Come si ricorderà, la legge di bilancio 2019 (L. 145/2018) ha autorizzato per il MD una spesa complessiva (di competenza) di 21.432,2 mln di € nel 2019, di 21.876,6 mln di € nel 2020 e di 21.957,5 mln di € nel 2021. In rapporto al PIL, il bilancio 2019 della Difesa è pari all’1,18% (nel 2008 era dell’1,35%), a fronte del 2% richiesto dalla NATO.
Dei 21.432,2 mln di € del bilancio complessivo, 13.982,5 mln € sono destinati alla “funzione difesa”, che pesa dunque per il 65%, mentre 6.898,3 mln € alla “funzione sicurezza del territorio”, 149,6 milioni per “funzioni esterne” e 401,9 mln per le pensioni del personale in “ausiliaria”.
In ordine alla classica tripartizione della spesa della “funzione difesa” (Personale, Esercizio e Investimento), il DPP segnala la nuova impennata della spesa per il personale, che è arrivata al 74% in ragione dei maggiori costi del personale militare (aumenti contrattuali e riordino ruoli e carriere ex D.Lgs. 94/2017), a fronte di un misero 13% per ciascuna delle altre due voci (esercizio e investimenti).
Una situazione questa, palesemente ben lontana dagli obiettivi fissati per il riordino dello strumento militare – L. 244/2012 – finalizzata al riequilibrio in chiave europea delle tre voci (50-25-25%).
Un fallimento, dunque, atteso che non solo la spesa per il personale ha continuato a crescere in questi anni, ma la contestuale riduzione delle risorse per esercizio (in particolare) e investimenti sta mettendo in ginocchio le FF.AA., come dimostrano le ripetute grida di dolore venute da più parti, per es. dal Capo di SME che denuncia da tempo le difficoltà della FA, forse la più penalizzata, e che chiede a gran voce 10.000 uomini in divisa in più rispetto agli organici al 31.12.2024 previsti dalla L. 244.
E, su tale onda (quella cioè di riforma della L.244), pareva ci si muovesse anche per l’impiego civile (Atto di indirizzo 2020, prevista, tra le priorità politiche, la valutazione “se sia ancora corrispondente al processo di riforma del modello di Difesa l’obiettivo di n. 20.000 unità da conseguire entro il 2020” – si veda l’allegato 3 su questa stessa pagina).
Ma forse le cose non stanno proprio così, purtroppo.
In data 18 luglio, c’è stata l’audizione in Parlamento sul DPP del Capo di SMD, gen E. Veciarelli, di cui pubblichiamo su questa stessa pagina il video (in allegato 4 su questa stessa pagina) e le slide illustrate (in allegato 5 su questa stessa pagina).
In quella circostanza, a specifica domanda in merito alle modifica dei numeri fissati dalla L. 244, il gen. Veciarelli ha dichiarato che ”sebbene ricevo sollecitazioni da parte di tutti i Capi di SM di poter avere numeri maggiori, penso di rimanere fermo sui numeri che abbiamo identificato nel 2012. Caso mai, penso alla possibilità di ulteriori razionalizzazioni, per esempio SS.MM. o distaccamenti periferici”.
Un affermazione pesante, che necessita di essere chiarita, e per questo abbiamo inviato al gen Veciarelli una richiesta di incontro, tenuto anche conto che, a distanza di dieci mesi dal suo insediamento, non ha ancora trovato il tempo di incontrare le OO.SS., mentre lo ha fatto con i COCER (in ultimo, il 17 lug. u.s.). In allegato 1, la nostra lettera al Capo di SMD
Due settimane prima della tradizionale chiusura estiva (quest’anno però solo parziale, in ragione della crisi di governo aperta dal Ministro Salvini che ha costretto il Parlamento agli straordinari), la IV Commissione Difesa Senato ha licenziato con parere favorevole due importanti disegni di legge (DDL):
DDL 1387Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2018;
DDL 1388 Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2019,
che pubblichiamo su questa stessa pagina, rispettivamente in allegato 1 e 2, a beneficio di coloro che ne fossero eventualmente interessati.
Naturalmente, la IV Commissione ha esaminato i dati del Ministero Difesa, che sono i seguenti.
Per quanto attiene al Rendiconto 2018, gli stanziamenti definitivi per la Difesa sono stati superiori di 1 mld di € circa rispetto al 2017, passando da 22,8 a 23,8 miliardi, e la maggiore variazione ha interessato la missione n. 5 (Difesa e sicurezza del territorio) con un incremento di 927,4 milioni. Di questo mld di incremento 2018, sono state ancora una volta le spese per il personale ad averne assorbito la maggior parte (662 milioni, cioè circa il 61,6 %), in quanto i restanti milioni risultano distribuiti tra gli investimenti fissi lordi (255 mln), i consumi intermedi (65,3 mln), i trasferimenti correnti ad altre PP.AA. (52,7 mln) e, infine, le spese derivanti da accordi internazionali (26 mln di €).
Come ha osservato la Corte dei Conti (C.d.C.) nella sua relazione, la spesa militare del 2018 risulta essere sbilanciata a favore del personale. Infatti, la ripartizione percentuale degli impegni assunti per la Funzione difesa sono pari al 71,7 per il personale (in crescita rispetto al 66,8 del 2017), al 14,1 per l’esercizio (in riduzione rispetto al 14,5 del 2017) e al 14,2 per l’investimento (in riduzione rispetto al 18,6 del 2014). Come ha sottolineato la stessa Corte, tale quadro delinea un trend opposto rispetto agli obiettivi della L. 244/2012, che mirava al rapporto tendenziale 50-25-25 nella ripartizione tra personale, esercizio ed investimenti, a ulteriore conferma del fallimento della L. 244, di cui tutti, a suo tempo plaudenti, si mostrano oggi criticoni (nel 2012 solo FLP scese in piazza contro il DDL Di Paola).
La C.d.C. ha inoltre rilevato un ulteriore problema nel debito relativo alle utenze, che ammonta a circa 540 milioni di euro (!), ed ha altresì osservato che non risultano ancora inserite nel conto patrimoniale alcune voci importanti (tra gli altri: aeroporti, caserme, depositi di munizioni e di sistemi d’arma, poligoni e alloggi di servizio per i militari), e questo pur a fronte dell’impegno di A.D. di stendere l’elenco dei valori del suo patrimonio infrastrutturale dopo le riduzioni operate con la L. 244.
Per quanto attiene agli investimenti, i due terzi dei programmi risultano sostenuti dal MISE con il proprio bilancio. Il finanziamento complessivo è pari a 3,4 mld (- 12,4% rispetto al 2017) e risulta diviso tra MISE (2,1 mld) e MD (1,3 mld), con il 58 % (pari a 1,97 mld) destinato al potenziamento della componente aeronautica e il 20 % a quella navale (1,07 mld). Per l’Esercito, a quanto pare, zero risorse in più nel 2018 rispetto alle previsioni iniziali.
Per quanto riguarda l’assestamento del Bilancio 2019, esso come noto aggiorna a metà anno gli stanziamenti del bilancio di previsione.
Quello fissato per l’anno 2019 dalla legge di bilancio (L. 145/2018) prevedeva per il Ministero della Difesa circa 21 mld in termini di competenza e 22 mld in termini di cassa, nonché circa 1,27 mld di residui. Ebbene, rispetto alle previsioni iniziali, le spese registrano un aumento complessivo di 636 mln € in termini di competenza, mentre la dotazione di residui passivi (ossia di somme di esercizi precedenti non ancora spese in termini di cassa) risulta pari a 2,45 mld €.
Nel complesso l’ assestamento del bilancio di competenza 2019 produrrebbe un miglioramento del saldo netto da finanziare pari a poco più di 1,919 mld, risultante da una riduzione delle entrate finali per 1,022 mld di € e da una variazione in diminuzione delle spese finali per 2,941 mld di €.
L’Amm. Cavo Dragone nel 2012, a quel tempo Comandante dell’Accademia Navale di Livorno
Se non è un record, poco ci manca. A meno di 50 giorni dall’assunzione dell’incarico (21 giugno u.s.), il nuovo Capo di SMM Amm. G. Cavo Dragone ha incontrato le OO.SS., non avendo ad oggi peraltro ancora incontrato il COCER .
E’ stato, quello di ieri pomeriggio a palazzo Marina, un incontro davvero cordiale, nel quale il Capo di SMM ha ascoltato molto attentamente gli interventi delle OO.SS.. L’impressione che alla fine ne abbiamo ricavato è quella di un uomo molto pragmatico, attento alle questioni da noi poste e desideroso di risolverle anche tramite un positivo rapporto con il Sindacato. Davvero un ottimo inizio.
L’incontro si è aperto con l’intervento dell’Amm. Cavo Dragone, che ha candidamente riconosciuto di non aver maturato sin qui una grande esperienza di rapporti con le OO.SS., a parte il periodo di comando presso l’Accademia di Livorno.
Pur tuttavia, si è detto interessato e impegnato a costruire un “dialogo franco e costruttivo” con il Sindacato anche per farne “un punto di forza” e portare avanti battaglie comuni e condivise.
Come quella per scongiurare il declino degli Enti industriali della Difesa, in primis dei tre Arsenali, che appare inarrestabile ove non si dovesse intervenire, attraverso la modifica dei numeri fissati dalla Legge 244/2012 e attraverso un serio piano straordinario di assunzioni (le 59 quelle previste per M.M. nel 2019 “sono solo un contentino che certo non risolve il problema”) finalizzate a compensare le spaventose carenze che si sono accumulate negli anni a causa del blocco del turnover “e che porterebbero al 31.12.2024 al temuto punto di non ritorno”.
La discussione che ne è seguita attraverso gli interventi delle OO.SS. presenti ha spaziato a tutto tondo sui diversi problemi che vive oggi la categoria.
Si è parlato anche degli Enti industriali, ovviamente, ma altrettanto ovviamente non se ne sono approfondite le problematiche specifiche, compito questo che, a seguito della nostra richiesta, il Capo di SMM aveva assegnato al tavolo di riunione con il Cte Logistico di M.M., Amm. E. Serra, riunione alla quale però hanno partecipato solo FLP DIFESA e un’altra sigla (vds. Notiziario n. 69 del 26.07.2019), mentre a quella con il Cte Log. Esercito, gen. P.F. Figliuolo, sempre da noi richiesta, vi hanno partecipato tutte le sigle (vds. Notiziario n. 61 del 4.07.2019). Perché due pesi e due misure? Ad oggi, non ne sono ancora note le ragioni.
Nel suo intervento, la nostra O.S. ha ringraziato l’Amm. Cavo Dragone di questo primo incontro, ma ha richiesto al contempo che le riunioni tra il Capo della M.M. e le OO.SS. sindacali nazionali assumano una cadenza periodica e siamo finalizzate a operare dei punti di situazione sulle problematiche in essere.
Ha anche chiesto, parallelamente a quanto già fatto per Esercito e Marina, che il 1° Reparto riprenda la buona abitudine degli incontri di informazioni sui processi di riordino della F.A. invece di limitarla solo a note scritte, e segnalato la necessità di operare un monitoraggio sui tavoli locali che, in alcune sedi, evidenziano contenziosi tra le Parti francamente poco comprensibili.
Sul piano delle problematiche effettive del personale civile, la nostra O.S. ha raccolto ben volentieri la richiesta venuta dallo stesso Amm. Cavo Dragone nella sua risposta del 18.07.2019 alla nostra nota dell’8.07.2019 (entrambe ripubblicate su questa stessa pagina in allegato 2 e 3), ed ha presentato il documento che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 che opera un giro d’orizzonte “sulle problematiche generali del personale civile e su quelle piu’ specifiche legate all’impiego nella M.M.”, che raccomandiamo alla lettura dei colleghi.
FLP DIFESA ha quindi osservato che molti di quei problemi, gap retributivo in primis, potrebbero essere risolti se venisse legislativamente riconosciuta, esattamente come già avvenuto per il personale militare (art.19, L.183/2010), quella “peculiarità” dei compiti del personale civile cui lo stesso Capo di SMM ha fatto cenno in sede di audizione e ribadito peraltro anche nell’incontro di ieri, senza dover dismettere la propria storia e l’ambito contrattuale, attesa anche la possibilità offerta dall’art. 40 del D. Lgs.165 di “sezioni contrattuali specifiche”
Dobbiamo dire subito che, questa volta, la parte più interessante dell’audizione del nuovo Capo di SMM, Amm. G. Cavo Dragone – avvenuta il 30 luglio u.s. in Senato di fronte alle Commissioni parlamentari Difesa riunite in seduta congiunta – è stata la seconda, che ha registrato cinque interventi (quasi un record) dei parlamentari e risposte davvero molto chiare da parte del Capo SMM.
L’audizione si è avviata con la relazione introduttiva dell’Ammiraglio, che è apparsa molto “istituzionale” e anche molto attenta e misurata nei toni e nei giudizi: abbiamo sentito, per fare degli esempi, solo accenni ai problemi che si vivono oggi nel Mediterranea e nessuna valutazione e, sul fronte a noi caro delle problematiche dell’area industriale del Ministero della Difesa, parole alquanto scontate e nulla di più.
Il Capo di SMM in apertura ha ricordato “la dimensione strategica del mare”, che l’ ”80% circa delle merci si muove su nave”, e che, anche per questo, “al centro del dibattito europeo vi è la creazione di una governance del mare”. Ha poi ricordato come “la Marina opera mediante il dispositivo Mare Sicuro”, e che lo stesso è in capo a CINCNAV che rappresenta “il cuore dell’intero sistema navale italiano e l’occhio dell’Italia nel Mediterranea”.
L’Amm. Cavo Dragone ha poi riassunto le missioni che vedono oggi protagonista la Marina Militare e affermato che sarà utile “intensificare i contatti e le cooperazioni nazionali e internazionali”; ricordando “la grande attenzione che M.M. pone agli aspetti sociali” e lodevolmente indicando in termini di priorità anche ”la tutela dell’ambiente marino”.
Sotto il profilo operativo, l’Amm. Cavo Dragone ha invece affermato “la volontà di disporre di uno strumento aeronavale bilanciato, equilibrato, in linea con i piani concordati in sede NATO e UE, e adatto a impieghi duali”, e per questo ha rappresentato le attuali necessità della F.A. che sono:
il “mantenimento del personale su livelli adeguati” in quanto ”le 9000 unità civili di oggi appaiono già insufficienti” e le 26.000 unità fissate dalla L. 244/2012 al 31.12.2024 “non appaiono realistiche”;
la “disponibilità delle capacità della Portaerei, da equipaggiare con i 15 F-35 B”;
infine, il disporre di maggiori risorse “per l’ammodernamento di basi navali e impianti e per il recupero del patrimonio alloggiativo”, segnalando l’insufficiente finanziamento del “Piano Brin” (solo 13 mln di euro a fronte dei 70 mln necessari).
A seguire, gli interventi dei Commissari e, questa volta, le interessanti risposte del Capo di SMM, sia sugli aspetti operativi relativi alla F.A. (che qui ovviamente tralasciamo) che su quelli di ordine più politico e sindacale.
Circa l’Operazione Sophia, l’Amm. Cavo Dragone ha detto che “non è stata depotenziata, ma cambiata nella sua conduzione” dopo che il nostro Paese “ha messo di fronte all’Europa determinate responsabilità”, mentre sulla spinosa vicenda relativa alla “chiusura dei porti” ha affermato che la questione non riguarda la Difesa e ancor meno M.M., negando peraltro dissensi tra i Ministri. E’ lecito dissentire?
Per quanto attiene alle questioni di nostro maggiore interesse, in risposta ad una domanda che chiedeva se “esistessero soluzioni” in ordine alla grave carenza di professionalità degli Arsenali, il Capo di SMM ha affermato che il blocco delle assunzioni è stato “una tragedia”, e che, ove non si invertisse la tendenza, il 2025 segnerebbe il “punto di non ritorno”.
Interessanti anche alcune sue considerazioni sulle attività di lavoro dei lavoratori civili degli Enti industriali, a suo dire “fondamentali e indispensabili”, e quelle sul ruolo più in generale dei dipendenti civili della Difesa, che a suo dire rappresentano “una peculiarità che andrebbe tutelata”.
E’ esattamente quello che pensiamo e diciamo noi da tempo. Il problema è però come affermarla e dare corpo a quella “tutela”, e su questo la nostra O.S. ha già indicato alla Ministra una strada: quella di una norma legislativa ad hoc che affermi detta “peculiarità”, esattamente come è avvenuto per i militari con il riconoscimento ex L. 183.
Fatto questo, come per i militari, si aprirebbero autostrade sotto il profilo economico e normativo, e senza mettere stellette o cambiare comparto e status.
Domani, 6 agosto, le OO.SS. incontreranno per la prima volta l’Amm. Cavo Dragone, e noi speriamo che sia un incontro utile e costruttivo e foriero di buone nuove per i lavoratori civili impiegati nella Marina Militare.
Dei contenuti e delle risultanze di questo incontro, ne de daremo ovviamente conto con successivo Notiziario.
Pubblichiamo su questa stessa pagina il video integrale dell’audizione (vds. allegato 1), il testo dell’intervento iniziale del Capo di SMM (vds. allegato 2) e le slides proiettate in audizione (vds allegato 3)
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