Notiziario FLP Difesa n. 22 del 15 marzo 2023 –

Palazzo Chigi sede del Governo italiano

Pubblichiamo di seguito il Comunicato stampa rilasciato dalla nostra Confederazione CSE alla conclusione dell’incontro a Palazzo Chigi tenutosi ieri pomeriggio tra il Governo e le Confederazioni Sindacali maggiormente rappresentative

Nel primo pomeriggio di oggi a Palazzo Chigi sono stati ricevuti i rappresentanti delle Confederazioni Sindacali maggiormente rappresentative, per l’illustrazione del disegno di legge sulla riforma del sistema fiscale.

Per la compagine governativa erano presenti il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano.

Il Vice Ministro ha tratteggiato il disegno di legge evidenziando i punti salienti che saranno oggetto della riforma, a partire da una rivisitazione delle procedure di accertamento,  da una qualificazione migliore dei tributi maggiori alla semplificazione e razionalizzazione di quelli minori, alla maggiore importanza che dovrà rivestire lo statuto del contribuente, che si vorrebbe elevare a disciplina di rango costituzionale, all’adeguamento della normativa fiscale a quella della Unione Europea e al recepimento delle sentenze emanate nel tempo dagli organi di giustizia europea.

Misure per disincentivare il ricorso agli interpelli, univocità di interpretazioni delle norme da parte dell’Agenzia delle Entrate, per giungere, come ultima tappa del processo di riforma, all’emanazione di un nuovo codice.

Il Segretario Generale CSE, Carlomagno ha dichiarato “Abbiamo apprezzato l’intervento del vice ministro che nelle linee generali ha tratteggiato obiettivi tutti condivisibili. Si tratta ora di capire quando si entrerà nel merito dei provvedimenti, sia della legge delega che dei provvedimenti attuativi, la coerenza degli atti rispetto alle previsioni annunciate”.

Per la CSE infatti, riformare il fisco significa “non solo razionalizzare i tributi, riscrivere i testi  unici ma soprattutto garantire l’equità e la progressività dei tributi che sono alla base della nostra carta costituzionale. Occorre pertanto riconoscere il valore del lavoro, garantendo per la tenuta dei redditi – sempre più intaccati dall’aumento del costo della vita – una detassazione anche del salario di produttività del lavoro pubblico e un aumento del welfare aziendale”.

“Combattere l’evasione fiscale e l’elusione, semplificare  le procedure superando le costose intermediazioni e rafforzare l’amministrazione fiscale, per rendere possibile l’abbassamento delle tasse e il fisco più equo. Sono in sostanza, gli obiettivi fondamentali che chiediamo come CSE”. È’ quanto ha dichiarato Marco Carlomagno alla fine dell’incontro.

Come CSE auspichiamo che il confronto appena aperto, prosegui nei prossimi mesi al fine di poter contribuire concretamente con le nostre proposte a una riforma tanto importante per il Paese.

Roma, 14 marzo 2023                                                         L’Ufficio stampa                 

 

E’ tutto, fraterni saluti.                                                             IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario FLP Difesa n. 78 del 06 dicembre 2022 –

Pubblichiamo di seguito il testo della lettera dello scorso 6 dicembre, a firma del Segretario Generale della CSE Marco Carlomagno, inviata al Ministro per la Pubblica Amministrazione On. Paolo Zangrillo che riepiloga, in sintesi, le principali criticità da affrontare e le azioni e proposte della Confederazione in materia di Lavoro Pubblico.

Prot.n.0173/CSE22 Roma, 06 dicembre 2022

Al Ministro per la Pubblica Amministrazione On.le Paolo Zangrillo

Oggetto: Lavoro pubblico. Le analisi e la proposte della CSE al nuovo Governo. Richiesta incontro.

Gentile Ministro,

l’insediamento del nuovo Governo impone che le questioni relative al buon funzionamento della PA, alla valorizzazione del lavoro pubblico, al riconoscimento del ruolo del personale e alla sua centralità nei processi di riforma del Paese, vengano riaffermati e messi al centro dell’agenda di Governo.

E’ evidente come molte delle azioni legate all’attuazione del PNRR passino proprio per le Amministrazioni centrali e territoriali dello Stato chiamate ad uno sforzo eccezionale per realizzare gli ambiziosi progetti del Piano e permettere di accedere concretamente ai fondi ed ai finanziamenti previsti.

Lo scenario in cui questo però deve realizzarsi, a distanza di più di un anno dall’avvio, è ancora assolutamente problematico.

Decenni di tagli, di mancati investimenti, di sottovalutazione del ruolo dello Stato e delle sue funzioni, ha impoverito in modo significativo la capacità e il funzionamento delle diverse Amministrazioni, che oggi già fanno fatica ad assolvere a compiti ordinari e routinari, figuriamoci quelli straordinari in termini progettuali ed innovativi che il PNRR richiede.

Le iniziative legislative messe in campo nell’ultimo anno non hanno invertito la tendenza, sia perché non basta approvare nuove norme per cambiare il modo di lavorare, ma soprattutto perché le iniziative assunte appaiono nella maggioranza dei casi non propriamente centrate, generiche o in qualche caso eccessivamente ambiziose, ma nei fatti prevedibilmente irrealizzabili.

Manca, infatti, nei programmi messi in campo dai Governi che si sono succeduti in questi due anni, un disegno organico di investimenti sulle nostre PA, che non si limitino ad interventi spot, ma che ne riscrivano ambiti e competenze, oggi in molti casi duplicate, che semplifichino le procedure e gli adempimenti, operando una operazione di disboscamento di tutto quel groviglio di norme, primarie e secondarie, emanate dai diversi centri di responsabilità, che appesantiscono l’azione degli Uffici, deresponsabilizzano gli addetti, allontanano le decisioni.

Le Amministrazioni quando funzionano male, non è solo per il caos organizzativo, funzionale e istituzionale, ma anche per i mancati investimenti, i tagli, le esternalizzazioni, le mancate assunzioni.

Riteniamo ineludibile affrontare in modo serio la questione dei livelli salariali, assolutamente insufficienti, falcidiati da più di un decennio di blocco contrattuale e da incrementi irrisori basati su tassi di inflazione programmata e su indici di adeguamento al netto dell’andamento dei prezzi petroliferi, stimati poco più dell’1,5% annuo, a fronte di un inflazione che ormai supera le due cifre.

Ma quali sono, in sintesi, le principali criticità da affrontare ?

Le azioni e le proposte della CSE

Vi è un punto chiave su cui bisogna uscire dalla retorica che in questi decenni ha impedito l’adeguamento degli stipendi con riferimento all’aumento del costo della vita, non riducendo affatto i costi complessivi della spesa pubblica, perché le misure adottate mentre hanno penalizzato le lavoratrici ed i lavoratori, hanno permesso a pochi di arricchirsi con l’esternalizzazione dei servizi, la svendita di molti asset pubblici, la creazione delle cosiddette società in House, a danno dell’efficacia dei servizi resi.

L’inflazione in forte crescita e l’impennata dei costi energetici necessitano di azioni e interventi urgenti.

Una crescita di salari e stipendi adeguata all’andamento del costo della vita permette non solo di tutelate il potere di acquisto, ma anche di rilanciare i consumi, evitando il rischio recessione.

Bisogna superare l’attuale inadeguato metodo di presunta indicizzazione all’aumento dei prezzi. (IPCA) Il riferimento che si utilizza nei rinnovi contrattuali è infatti quello dell’inflazione programmata che viene fissato annualmente dal Ministero dell’Economia. L’indicatore, che esclude dal calcolo le variazioni dei prezzi dell’energia, è assolutamente inaffidabile e non più applicabile nella situazione attuale.

Uno strumento reale di collegamento tra inflazione e stipendi, abbandonato nel 1993, può e deve essere ripristinato, tenuto conto che è in vigore in altri Paesi dell’UE, come ad esempio il Belgio, senza che questo abbia comportato situazioni di paventato default. Così come è inaccettabile il valore attuale della cosiddetta Indennità di Vacanza Contrattuale individuata nelle legge di bilancio 2022 nella misura dello 0,30% fino a giugno 2022 e dello 0,50% a decorrere a luglio 2022. In una situazione in cui i Contratti nazionali si rinnovano a distanza di anni dalla scadenza naturale, una rivalutazione dello 0,50% per anno a fronte di un’inflazione che viaggia verso il 10% è un vero scippo e una misura che impoverirà sempre di più le lavoratrici ed i lavoratori.

Il Disegno di Legge Bilancio 2023, all’esame del Parlamento, purtroppo non stanzia risorse per il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro scaduti da ormai due anni (in alcuni settori come la Presidenza del Consiglio da circa 6), che vengono di fatto congelati, mentre viene prevista unicamente l’erogazione di una somma una tantum, riassorbibile, pari all’1,5% di incremento degli stipendi, a titolo di acconto.

E’ di tutta evidenza come tale iniziativa sia inaccettabile, a fronte di un’inflazione annua che solo per il 2022 si attesta intorno al 10%, e nella sua pochezza, sia anche iniqua, in quanto applica una percentuale fissa su livelli retributivi di partenza diversi, come ad esempio quelli degli impiegati rispetto ai dirigenti, con il risultato che gran parte delle risorse sarà destinata a chi già guadagna di più. Un indebolimento del potere di acquisto che avrà effetti non solo sulla vita di milioni di lavoratrici e lavoratori e sulle loro famiglie, ma avrà anche un effetto recessivo molto forte.

Chiediamo la modifica della norma, lo stanziamento necessario per il rinnovo dei contratti, il superamento dell’attuale, inadeguato, metodo di indicizzazione.

Occorre inoltre rafforzare il taglio del cuneo fiscale per tendere a un aumento delle buste paga e defiscalizzare, anche nel settore pubblico, il salario accessorio.

E’ necessario rivalutare il valore dei buoni pasto: questa voce, non strettamente salariale, ma che comunque concorre in qualche modo al salario di moltissimi lavoratori, è ferma dal 2006.

Riteniamo che sia arrivato il momento di adeguarla all’inflazione che negli ultimi sedici anni è stata tutt’altro che ferma.

Per quanto concerne gli aspetti organizzativi, ordinamentali e istituzionali riteniamo necessario mettere al centro del confronto con il nuovo Governo queste ulteriori proposte:

Nei mesi scorsi, a fronte dell’emergere della crisi di approvvigionamento energetico, e all’emergenza climatica che ha portato all’invivibilità delle nostre città per le alte temperature e ai gravissimi fenomeni idrogeologici, come da ultimo l’alluvione nelle Marche e a Ischia, abbiamo chiesto a tutte le Amministrazioni e agli Enti di incentivare il lavoro agile in tutti i casi e per tutte le attività che potevano essere svolte da remoto. In un’ottica non solo di efficienza, ma anche di risparmio dei costi sostenuti dai lavoratori e dalle Amministrazioni, in un momento in cui l’abnorme e ingiustificato aumento dei prezzi petroliferi, e in particolare del gasolio da autotrazione, sta facendo lievitare di giorno i giorno i prezzi dei beni di consumo con conseguenze dirette sul potere di acquisto di lavoratori e pensionati.

Per la CSE il lavoro agile è più di un pur importante strumento di conciliazione vita lavoro, o di efficientamento energetico. E’ un cambio di paradigma, che investe l’organizzazione del lavoro e dei processi, i modelli organizzativi, le sfere di autonomia e di responsabilità, il lavoro per obiettivi, lo sviluppo professionale.

Queste in estrema sintesi le proposte che Le anticipiamo e che riteniamo possano essere oggetto di uno specifico confronto con le Confederazioni e le Federazioni sindacali per non fare del PNRR l’ennesima occasione perduta, e per dare invece un effettivo rilancio, maggiore efficienza e piena dignità alle nostre Pubbliche amministrazioni e al lavoro pubblico.

In attesa, quindi, di un Suo riscontro e di poterla incontrare quanto prima, Le inviamo i più cordiali saluti.

IL SEGRETARIO GENERALE Marco Carlomagno

Inevitabile osservare come le proposte contenute nella nota siano assolutamente di estrema attualità ed interesse del personale della Difesa: -al salario basso si aggiunga per noi la sparizione dei 21 milioni finora destinati a remunerare la performance organizzativa; -gli incrementi contrattuali e l’indennità di vacanza contrattuale dovrebbero essere senz’altro rivisitati, stante l’attuale tasso di inflazione , così come non si giustificano rinvii per il rinnovo del CCNL (come invece risulta dal DDL di Bilancio); – bisogna intervenire in modo efficace, e non con misure tampone limitate dall’esiguità delle risorse assegnate, sul fronte delle assunzioni, stanti le rilevanti carenze organiche e l’invecchiamento del personale, anche chiudendo la negativa esperienza delle esternalizzazioni; – valorizzazione dell’esperienza del lavoro agile, da recuperare senza remore non solo come insostituibile strumento di conciliazione tra vita professionale e vita privata, ma anche come un cambiamento epocale di paradigma che ribalta in senso innovativo, moderno e costruttivo l’arcaica concezione del modello di rapporto tra lavoratore e Amministrazione; per questo molto di più ci si deve aspettare dal Governo al fine di perseguire la reale modernizzazione del lavoro pubblico, alla stregua del PNRR, che ne promuove il potenziamento e l’implementazione indispensabili alla crescita del nostro Paese.

E’ tutto, come di consueto vi terremo aggiornati.  IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario FLP Difesa n. 31 del 19 aprile 2021 –

Riportiamo di seguito il testo integrale del comunicato diffuso dalla Segreteria Generale della CSE  in data del 16 u.s. con il quale si informa degli esiti della trattativa in sede ARAN per la definizione del CCNQ per la definizione dei Comparti e delle aree di contrattazione 2019-2021.

Dopo una trattativa durata oltre due anni nella giornata di ieri è stato finalmente sottoscritto in Aran il Contratto Collettivo nazionale Quadro per la definizione dei comparti e delle aree di contrattazione 2019/2021.

La CSE ha sottoscritto l’ipotesi di accordo al solo scopo di permettere l’avvio dei rinnovi dei contratti nazionali di lavoro scaduti ormai da più di due anni, in quanto, come è noto, tale definizione è propedeutica e indispensabile per l’apertura dei singoli contratti nazionali di comparto.

Riteniamo infatti che il rinvio operato con l’intesa  per la composizione delle aree della dirigenza limita la questione unicamente a dove collocare la dirigenza tecnica amministrativa del servizio sanitario  nazionale (nella Sanità o nelle Funzioni locali), ma non affronta invece le problematiche relative  alle competenze specialistiche professionistiche non ricomprese nelle precedenti aree dirigenziali e che oggi, anche all’interno del medesimo comparto di contrattazione (vedi Funzioni Centrali), trovano una diversa e non motivata collocazione nel comparto del personale non dirigente, o non vengono riconosciute come specifiche professionalità negli altri comparti, come ad esempio in quello della Sanità.

Questo invece è uno degli obiettivi che la CSE si pone nell’ambito più complessivo della completa riscrittura degli ordinamenti professionali vigenti, per sbloccare finalmente, per tutto il personale, i percorsi di carriera e riconoscere le competenze e le professionalità possedute, oggi non valorizzate nelle attuali aree di inquadramento.

La nostra iniziativa ovviamente non si ferma qui. E lavoreremo in tale direzione in sede di negoziazione in Aran dei singoli contratti di comparto, il cui avvio ormai è imminente, vista l’emanazione dell’Atto di indirizzo delle Funzioni centrali (a cui seguiranno quelli degli altri comparti) annunciata dal Ministro Brunetta nel corso dell’evento nazionale organizzato oggi dalla nostra Federazione FLP  “Italia 2021, Le sfide della Pubblica Amministrazione”.

A tale proposito il Presidente dell’Aran Antonio Naddeo, anch’egli presente al Convegno, ha preannunciato entro la fine del mese di aprile  la prima convocazione per l’avvio del negoziato del CCNL delle Funzioni centrali

 Dunque, con la firma del CCNQ si viene a determinare uno delle due condizioni necessarie per l’avvio della  contrattazione per il rinnovo del CCNL 2019-2021.

La seconda condizione non è al momento ancora maturata, ma dovrebbe maturare a giorni: l’invio all’ARAN da parte del Ministro alla P.A. dell’atto di indirizzo madre, destinato a tutti i comparti, e di quello relativo al nostro comparto delle FF.CC., che sarà il primo dei quattro comparti a partire nel negoziato.

Tra gli altri problemi che il confronto negoziale dovrà affrontare, c’è quello delle risorse insufficienti, che tale permangono, atteso che il DEF approvato qualche giorno fa dal Governo stanzia solo 200 mln in più.

Pubblichiamo in questa pagina l’ipotesi di CCNQ (all. 1), e la nota a verbale CSE (all.2).

Vi terremo informati su tutti gli sviluppi dell’oramai vicino confronto negoziale.

FLP DIFESA – COORDINAMENTO NAZIONALE      

Allegato 1: 15.04.2021 Ipotesi di accordo CCNQ comparti e aree

Allegato 2 : 15.04.2021 Nota a verbale CSE al CCNQ comparti e aree

Notiziario FLP Difesa n. 80 del 23 settembre 2020 –

Si riporta, di seguito, il testo del notiziario n. 36 del 21 settembre 2020 della Segreteria Generale della FLP, relativo alla analisi e alle proposte presentate alla Ministra Dadone in merito al confronto avviato in questi mesi a palazzo Vidoni sulla esperienza del lavoro agile nell’ambito della Pubblica Amministrazione nell’emergenza, e alle potenzialità del suo decollo a regime:

Nel rimandarvi alla lettura dell’articolato sottolineiamo come lo stesso affronta diversi aspetti e non si limita a definire unicamente quelle che dovrebbero essere le proposte per il decollo del lavoro agile a regime.

La situazione attuale, infatti, è purtroppo caratterizzata ancora da una evidenza epidemiologica, nazionale e internazionale, assolutamente preoccupante e quindi è necessario affrontare questi mesi con la dovuta attenzione, utilizzando ancora le modalità straordinarie del lavoro agile o da remoto, come fattore di prevenzione del contagio.

Le fughe in avanti di troppe Amministrazioni, dovute ad un’interpretazione letterale e molto spesso restrittiva del comma 263 del Decreto rilancio, tra l’altro adottato in una fase che sembrava diversa dal punto di vista del diffondersi del Covid 19, con il rientro in presenza della stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori, spesso senza le dovute attenzioni neanche dei cosiddetti lavoratori fragili, comporta a nostro parere, la necessità di una modifica del quadro normativo o comunque di direttive precise da parte della Ministra Dadone.

La scansione temporale prevista dal comma 263 (cessazione del lavoro agile come modalità di svolgimento ordinario della prestazione dal 15 settembre 2020 e lavoro agile per il 50 per cento del personale impiegabile nelle attività cosiddette “smartabili” fino al 31 dicembre 2020) deve essere riorientata, e correlata all’andamento epidemiologico, con particolare riferimento anche all’apertura delle scuole, attese le ricadute che si stanno già avendo , in particolare per i genitori con figli minori di 14 anni, sia per le chiusure degli Istituti che per gli orari diversificati e i turni di lezione.

Così come vanno definite meglio, ed in modo più flessibile e semplice, le misure di prevenzione per i lavoratori fragili, meritevoli di una maggiore attenzione sanitaria quanto più aumenta la presenza nei luoghi di lavoro e nei mezzi pubblici.

Per quanto concerne invece gli aspetti a regime il documento parte dal presupposto che, per far decollare veramente questa nuova modalità di articolazione della prestazione lavorativa, è necessario un vero cambio di paradigma, che modifichi l’organizzazione degli Uffici e del lavoro, rafforzi la capacità tecnologica delle Amministrazioni, superi il gap infrastrutturale delle reti, aumenti la dotazione degli apparati informatici, implementi la digitalizzazione dei processi, la creazione e l’interoperabilità delle banche dati, renda fruibili da remoto a cittadini, imprese e addetti la totalità dei servizi e delle prestazioni rese dalle Pubbliche Amministrazioni.

E’ di tutta evidenza che l’adozione del lavoro agile produrrà a regime notevoli ricadute anche sul rapporto di lavoro; andranno quindi rivisti e riscritti numerosi istituti, compresi quello relativo all’articolazione dell’orario di lavoro e alle sue modalità di rilevazione, il riconoscimento del diritto alla disconnessione, le nuove modalità di individuazione del luogo di svolgimento della prestazione e le condizioni tecnologiche di base per lavorare (pc, connessione, telefono).

Così come andranno ridefinite le modalità di riconoscimento del salario di produttività e dei buoni pasto, i sistemi di valutazione, il riconoscimento dei permessi e tutte le garanzie contrattuali relative al rapporto di lavoro.

Ma il punto centrale, che spesso viene sottaciuto o non affrontato con la dovuta attenzione, è quello del nuovo ordinamento professionale.

Il lavoro agile a regime comporta certamente nuovi livelli di responsabilità e di autonomia connessi alla lavorazione di intere fasi del processo, oggi disarticolato in più fasi, di scelte da adottare in tempo reale, oggi invece centralizzate burocraticamente e di competenza del vertice della piramide gerarchica.

Per fare questo è necessario individuare nuovi profili e una diversa articolazione delle attuali aree professionali, riaprire con decisione le carriere, oggi ingessate da inaccettabili vincoli normativi riconoscendo le tante professionalità presenti nei nostri Uffici, procedere ad una stagione di formazione dedicata e diffusa, incrementare gli organici con assunzioni mirate nei settori strategici e per le professionalità necessarie.

E’ necessario quindi un quadro organico di azioni e misure, che preveda l’utilizzo coerente dei diversi strumenti necessari ( da quello normativo a quello regolamentare, a quello contrattuale.

In questo ambito un Accordo quadro del Governo con le Organizzazioni sindacali e le parti sociali appare a nostro parere la cornice indispensabile per permettere finalmente il decollo del lavoro agile e allo stesso tempo una vera modernizzazione delle nostre Amministrazione. Che è quello che da tempo ci chiede il Paese tutto.

Infine, occorre anche ricordare che l’art. 263 della legge 77/2020 prevede che “… entro il 31 gennaio 2021, le Amministrazione Pubbliche rendono, sentite le Organizzazioni Sindacali, il Piano Organizzativo del Lavoro Agile (POLA)”, che dovrà recare le modalità attuative del lavoro agile, per le cui attività è previsto che “almeno il 60% dei dipendenti possa avvalersene”, e che dovrà al contempo definire “le misure organizzative, i requisiti tecnologici, i percorsi formativi del personale, anche dirigenziale, e gli strumenti di rilevazione e di verifica periodica dei risultati conseguiti”.

Tenuto conto che il 31 gennaio non è poi così lontano, e considerate altresì l’importanza della predetta scadenza e l’attesa e l’interesse che suscita nei colleghi, invitiamo i nostri Coordinamenti Nazionali a seguire con grande attenzione questa partita sollecitando le Amministrazioni ad aprire da subito i confronti con le Parti sindacali.

La Segreteria Generale FLP

 

Sottolineiamo la particolare rilevanza di questo studio e di queste proposte, dettagliate nel citato articolato che pubblichiamo in allegato 1, che mirano alla introduzione di una disciplina del lavoro agile oltre l’emergenza, e dunque della citata prestazione lavorativa in “modalità ordinaria”.

Segnaliamo in merito l’iniziativa adottata da questa Segreteria Nazionale con la Nota al Ministro della Difesa, che si pubblica in allegato 2, con la quale si chiede l’avvio di un percorso operativo che porti alla redazione entro il 31 gennaio 2021, come previsto dall’art. 263 della l. 77/2000, di un Piano Organizzativo per l’attuazione del Lavoro Agile (POLA) all’interno della Difesa.

Cordialissimi saluti.  

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: All. 1 Proposte_CGS_CSE_lavoro agile

Allegato 2 :All.2 Nota per il Gabinetto del Ministro su avvio percorso POLA del 23.09.2020

Notiziario FLP DIFESA n. 35 del 16 aprile 2020 –

La sede della Direzione Generale per il Personale Civile

In data odierna è stato diffuso il comunicato stampa della confederazione CSE, nel quale sono riportate le valutazioni e le critiche rispetto ai limiti delle misure finora adottate dal Governo, e sono formulati alcune proposte in merito agli interventi che necessitano.

Questo il testo del comunicato:

“Le misure economiche a sostegno delle imprese e delle famiglie finora adottate dal Governo si sono dimostrate insufficienti nella loro entità e, soprattutto, ancora non erogate, a causa della farraginosità delle procedure burocratiche e dei vincoli europei che ne hanno rallentato l’attivazione”.E’ quanto ha dichiarato Marco Carlomagno, Segretario generale della CSE che oggi ha riunito, in conference call, gli Uffici di staff e i responsabili dei Dipartimenti economici, fiscali e previdenziali della Confederazione, per fare il punto sulla gestione della fase 2 dell’emergenza economica a seguito della pandemia da COVID19.

 “Ancora troppe sono le risposte che bisogna dare alle imprese, agli artigiani, alle famiglie duramente colpite dall’emergenza economica. Bisogna velocizzare i pagamenti del bonus, l’erogazione della Cassa Integrazione, adottare urgenti iniziative per sostenere il reddito delle famiglie e di chi ha perso il lavoro a seguito del blocco delle attività produttive, prevedere iniziative economiche adeguate a sostegno degli artigiani e delle piccole e medie imprese, così come dei commercianti, delle imprese legate al settore turistico e a quelle dello spettacolo” ha proseguito Carlomagno.

Per la CSE è necessario che con il Decreto Legge in predisposizione il Governo cambi passo e metta insieme iniziative eccezionali di sostegno al reddito, con altre capaci di rimettere in moto l’economia, agendo su più direttrici:

“Queste” – conclude Carlomagno – “sono le proposte che la Confederazione CSE sottoporrà al Governo, a tutte le forze politiche, alle Associazioni imprenditoriali e sindacali, alla società civile per affrontare insieme questa difficile fase di gestione della ripresa, in un momento in cui la pandemia è tutt’altro che sconfitta”.

 Roma, 16 aprile 2020 “

FLP Difesa condivide totalmente il richiamo della Confederazione alla necessità di arrivare organizzati alla “Fase 2”, quella della ripresa seppur parziale, che dovrà essere definita e organizzata in modo da azzerare i rischi, posto che l’epidemia non è ancora debellata e che dunque, specialmente nei territori più martoriati del nostro Paese, quali la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Veneto, il Piemonte, dove ancora le strutture sanitarie sono massicciamente impegnate nelle cure dei pazienti da coronavirus, la ripresa delle attività è ancora un rischio temibile.

A tal proposito, invieremo nei prossimi giorni all’ Amministrazione una lettera con alcune nostre riflessioni e proposte in previsione del tavolo di confronto che dovrebbe essere avviato a breve.

Anche per questo, FLP DIFESA ribadisce ancora una volta la necessità che l’Amministrazione Difesa, ai diversi livelli nazionali e territoriali, dia seguito alle indicazioni venute dal Gabinetto del Ministro, laddove “…si chiede alla delegazione trattante di parte pubblica … … di fornire riscontro a tutte le organizzazioni sindacali, nella convinzione che il particolare momento emergenziale in atto richiede un dialogo costante con le parti sociali.”, e contestualmente dia attuazione a modalità di confronto, compatibili con le limitazioni alla mobilità in atto, mediante il ricorso agli strumenti informatici più adatti.

Con l’occasione, pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato la circolare PERSOCIV n 21415 in data odierna avente per oggetto il pagamento residui straordinari 2019

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: 15.04.2020 – circ. PERSOCIV n. 21415 pagamento residui straordinari 2019

Notiziario n. 75 del 4 agosto 2017 –

” A sei giorni di distanza dalla precedente riunione, si è tenuta stamattina presso l’ARAN un nuovo incontro inerente la partita dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego.

Un incontro veloce (poco più di un’ora) che è servito al presidente dell’ARAN per poter affermare che è stato dato il via alla stagione contrattuale del triennio 2016-2018, anche se al momento, fatta eccezione per il comparto delle Funzioni Centrali, non risultano essere stati approvati ancora in via definitiva gli atti di indirizzo per i restanti comparti ed aree di contrattazione. E’ servita inoltre per calendarizzare i lavori dei tavoli di confronto che partiranno già nei giorni finali di agosto.

 Riportiamo pertanto il comunicato stampa integrale diramato dall’ARAN al termine dell’incontro:

“Si è svolto oggi presso l’Aran l’incontro con tutte le Confederazioni sindacali del pubblico impiego, che ha dato il via alla nuova stagione contrattuale 2016-2018, a seguito della sostanziale definizione delle linee di indirizzo per i rinnovi contrattuali.

L’incontro è servito ad avviare il confronto sulle diverse questioni che i contratti dovranno affrontare e a coordinare gli impegni sui diversi tavoli di comparto e di area.

Al termine, è stato stilato il calendario dei lavori delle prossime settimane, che prevede una nuova convocazione delle Confederazioni sindacali il 28 agosto su alcune tematiche di carattere trasversale dei rinnovi contrattuali e, a seguire, le convocazioni dei tavoli di comparto.

Il 31 agosto sarà convocato il tavolo delle Funzioni centrali, sul tema degli istituti del rapporto di lavoro (malattie, permessi, coordinamento delle norme in materia disciplinare).

Nella prima settimana di settembre saranno convocati i tavoli di Sanità, Istruzione e Ricerca e Funzioni locali-

Buone vacanze a tutti.

LA SEGRETERIA GENERALE” 

Anche da parte nostra, buone vacanze a tutti.

FLP DIFESA – Coordinamento Nazionale

Notiziario n. 63 del 29 giugno 2017 –

Il Presidente dell’ARAN, Sergio Gasparrini

Si riporta di seguito il testo della nota diffusa dalla Confederazione CSE che riferisce dei contenuti e delle risultanze della prima riunione all’ARAN con tutte le Confederazioni sindacali del Pubblico Impiego avvenuta in data 27 giugno u.s.. Una riunione che ha di fatto aperto la stagione negoziale nel pubblico impiego dopo ben otto anni di blocco dei contratti e delle retribuzioni, superati solo a seguito del pronunciamento della Corte Costituzionale con sentenza n. 178 del 23.06.2015 conseguente al rinvio alla Suprema Corte da parte del Tribunale di Roma sul ricorso presentato dalla Federazione FLP:

“Finalmente è iniziato all’ARAN il confronto sul rinnovo dei contratti. Diciamo subito che nessun vero negoziato si è aperto in quanto la riunione tenutasi in data odierna è stata una sorta di incontro preliminare e non ha riguardato nessun comparto in particolare. Hanno partecipato, infatti, la delegazione ARAN e tutte le confederazioni maggiormente rappresentative. È stato quindi un primo incontro propedeutico all’apertura della stagione contrattuale vera e propria, che dovrà affrontare tutti i nodi derivanti dal lunghissimo periodo di blocco che ha visto i lavoratori pubblici subire, da parte dei Governi che si sono succeduti, un secco ridimensionamento del potere d’acquisto dei propri salari e una altrettanto secca riduzione dei diritti che sono stati soppiantati da altrettante norme di legge.

C’è voluta, lo ricordiamo ancora una volta, l’iniziativa della CSE, della FLP, di migliaia di lavoratori pubblici e una sentenza della Corte Costituzionale del giugno 2015, che ha consentito di sbloccare una situazione incancrenita, per poter tornare a discutere con Aran di rinnovo contrattuale; all’indomani delle modifiche legislative riguardanti sia il Testo Unico del Pubblico Impiego che la famigerata “Legge Brunetta”, che pur superando alcune criticità e accogliendo alcune richieste della CSE, comunque non vanno ancora nella direzione, auspicabile, di un miglior funzionamento della Pubblica Amministrazione e di una piena valorizzazione del lavoro pubblico. 

La nostra Confederazione, come sempre, ha fatto la propria parte: abbiamo da tempo presentato le piattaforme contrattuali e anche oggi ci siamo presentati per dare il nostro contributo, comprendere e valutare le idee e le proposte dell’Aran.

I vertici dell’Aran si sono limitati ad elencare i diversi punti da trattare con riguardo sia agli istituti economici che giuridici con l’ipotesi di renderli comuni ai nuovi quattro comparti di contrattazione piuttosto che a quelli che, invece, devono restare inalterati in quanto tipici di alcuni settori o comparti.

La CSE, nel suo intervento, ha confermato da un lato la propria disponibilità a entrare nel merito delle problematiche poste dall’Aran e per altro già affrontate nella propria piattaforma contrattuale; dall’altro ha ribadito che l’emanando atto d’indirizzo non rappresenterà un vincolo per la propria azione rivendicativa, sia sul fronte giuridico sia su quello economico.

La CSE ha constatato come nella prospettazione dell’Aran manchi inevitabilmente la parte relativa agli impegni concreti del Governo legati alle risorse finanziarie necessarie per rinnovare veramente il contratto di lavoro. In parole povere, l’accordo del 30 novembre firmato da CGIL, CISL e UIL si conferma essere stato firmato “sull’acqua” in quanto non sono stati stanziati i promessi 85 euro medi lordi pro-capite, che è uno dei motivi per i quali non firmammo quell’intesa; allo stesso modo non ci sono garanzie sul fatto che gli aumenti andranno tutti sugli stipendi tabellari, che non ci saranno vincoli alla contrattazione del salario accessorio, che sarà possibile defiscalizzare il salario di produttività e che gli aumenti non vadano a diminuire il “bonus-Renzi” di 80 euro. Insomma, tutto ciò che è stato dato come acquisito il 30 novembre da Governo e triplice confederale è invece ancora tutto da conquistare.

Così come è stigmatizzabile la perdita del secondo semestre 2015, periodo per il quale, secondo la Corte Costituzionale, doveva comunque ripartire la stagione contrattuale. Un combinato disposto (somme esigue, mancato stanziamento 2018 e mancata decorrenza contrattuale) che rende assolutamente inaccettabile, e quindi da modificare, la  proposta economica del Governo.

Ad oggi l’unico atto di indirizzo, pronto ad essere inviato entro una settimana, dal Governo all’ARAN è quello per il Comparto Funzioni Centrali, ragion per cui o si continua nelle perdite di tempo in attesa che il Governo si degni di preparare gli altri quattro atti di indirizzo oppure si inizia a ragionare sugli istituti normativi dell’unico comparto per il quale ciò è possibile.

La CSE quindi, nel ribadire con fermezza le critiche per l’inadeguatezza delle risorse si è detta comunque disponibile ad iniziare la discussione. Abbiamo tanto da fare e intendiamo capire al più presto se vi sono gli spazi per un confronto proficuo su alcune odiose misure, che permangono all’interno dei contratti, e per l’applicazione immediata di altri istituti introdotti nelle ultime settimane nella legislazione, fortemente voluti dalla nostra confederazione. Tra gli istituti da sopprimere subito citiamo ad esempio l’odiosa trattenuta sulla malattia, che per i ministeri e le agenzie fiscali non è di dieci giorni ma di quindici, grazie alla mai cancellata previsione contrattuale; tra i secondi invece, la reintroduzione dei passaggi tra le aree, che la CSE ha chiesto con forza alla Madia e al Parlamento e che alla fine è stata inserita nel nuovo testo unico sul pubblico impiego. E, ancora, è fondamentale rivedere profondamente gli ordinamenti professionali, strutturando la carriera dei lavoratori oggi ingessata e senza sbocchi reali.

Sono queste le materie sulle quali noi siamo pronti all’innovazione, tanto da costituire all’interno della confederazione un gruppo di lavoro permanente che segua lo sviluppo della trattativa e aggiorni le nostre richieste in corso di trattativa.

La CSE è quindi disponibile a dare un senso alla trattativa portando al tavolo la voce dei lavoratori e dei cittadini che vorrebbero una pubblica amministrazione sempre più professionalizzata e capace di creare valore aggiunto per il Paese. Ci confronteremo nel merito, senza false promesse che poi si rivelano, alla luce dei fatti, solo dei grandi spot elettorali privi di risultati concreti per i cittadini e i lavoratori.

LA SEGRETERIA GENERALE CSE “

Come si evince dal predetto comunicato CSE, la riunione in ARAN non ha registrato fatti significativamente nuovi sul fronte strettamente negoziale; ha però avuto l’indubbio merito di aprile formalmente la stagione contrattuale dopo i blocchi di tutti questi, un merito interamente ascrivibile all’iniziativa ricorsuale della FLP che è poi approdata al giudizio della Corte Costituzionale  (tutti i tentativi di attribuirsi il merito da parte di qualche altra sigla è stato a suo tempo sconfessato dalla nostra Federazione con la documentazione allegata al Notiziario FLP DIFESA n. 75 del 10.07.2015  (clicca) a cui si fa ancora rinvio).

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 38 del 4 aprile 2017 –

L’on. Walter Rizzetto, ex M5S ora in FdI, che ha presieduto la Commissione

Si riporta di seguito il testo del Notiziario CSE diffuso in data odierna con il quale si dà notizia dell’audizione di oggi della Confederazione presso la Commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera dei Deputati  sui contenuti dello schema di decreto legislativo modificativo del D. Lgs. 165/2001 (Atto di Governo n. 393),  adottato dal Consiglio dei Ministri in via preliminare il 23 febbraio u.s., e di cui abbiamo già dato informazione ai colleghi con la News pubblicata in data 7 marzo u.s.

” Dopo l’audizione del 22 marzo 2017 stamani presso la Commissione Bicamerale per la semplificazione amministrativa, la CSE è stata audita dalla Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati sull’Atto di Governo n. 393, il Decreto delegato di riordino del testo unico del lavoro pubblico.

In sede di audizione il Vice Presidente Rizzetto ha preannunciato una seconda audizione, prevista per la mattinata di lunedì 10 aprile, sui contenuti dell’Atto Governo n. 391 di modifica del D. Lgs 150/2009 (valutazione e performance).

Nel corso dell’audizione abbiamo voluto evidenziare che l’esercizio della delega rappresenta l’ennesima occasione perduta e che in buona parte le nuove disposizioni sono una scelta minimalista che non supera, se non in modo assolutamente parziale e contradditorio, tutte le norme restrittive e  punitive volute dal Ministro Brunetta nel 2009 e che hanno contraddistinto questo decennio di forte arretramento nei diritti e nel reddito del pubblici dipendenti.

Il Governo non stanzia le risorse per rinnovare i contratti, dopo otto anni di blocco e la sentenza della Corte Costituzionale, e allo stesso tempo non permette il pieno dispiegarsi di una vera contrattazione, mantenendo vincoli e steccati, introducendo incredibilmente nuovi inasprimenti del sistema sanzionatorio, limitando la contrattazione a monte sui fondi di amministrazione e reintroducendo tetti alle risorse della produttività.

Intervenendo in modo poco incisivo sulla riduzione dei fenomeni di precariato, che rappresenta una vera e propria vergogna nazionale, con lo sfruttamento di centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno sopperiscono a carenze di organico strutturali; in un quadro istituzionale incerto, in cui non sono definiti gli ambiti di ripartizione delle competenze territoriali e neanche quelle trasversali tra singole amministrazioni.

Tra l’altro i testi sono ancora privi della necessaria Intesa con la Conferenza Stato Regioni e quindi ancora suscettibili di modifiche, mentre  non è pervenuto ancora il parere del Consiglio di Stato, a dimostrazione di come sia stato complesso e tormentato l’esercizio della delega risalente ormai a 20 mesi fa.

In allegato al notiziario trovate il documento, predisposto d’intesa con la Confederazione CGS, che riassume i punti principali della nostra Audizione mentre al link http://webtv.camera.it/archivio?id=10909&position=0 trovate la registrazione integrale dell’Audizione, con l’intervento CSE all’incirca al minuto 1H 20m del filmato.

La Segreteria Generale CSE ” 

Lunedì p.v. è prevista una nuova audizione, questa sull’A.G. n. 395 che reca integrazioni e modifiche al D.Lgs 15072009, di cui riferiremo puntualmente ai colleghi.

Su questa stessa pagina, pubblichiamo il documento CSE – predisposto di concerto con CGS – che è poi stato  consegnato al Vice Presidente on. Walter Rizzetto, che ha presieduto la seduta nella circostanza.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: Il documento CSE-CGS consegnato alla Commissione lavoro

Notiziario n. 137 del 29.11.2016 –

La Ministra Madia ad un incontro con le OO.SS. in Funzione Pubblica
La Ministra Madia ad un incontro con le OO.SS. in Funzione Pubblica

Si riporta di seguito il testo del “comunicato stampa”  della Confederazione relativo ai contenuti e alle risultanze dell’incontro di ieri in Funzione Pubblica che ha avuto per oggetto le problematiche legate al rinnovo dei contratti del P.I. per il periodo 2016-2018, entrate finalmente nell’agenda politica a seguito del pronunciamento di luglio 2015 della Corte Costituzionale in merito al ricorso proposto dalla FLP.

 “La Confederazione CSE è stata convocata dal Ministro della Pubblica Amministrazione sulle tematiche riguardanti il rinnovo dei contratti pubblici. L’incontro si è svolto oggi in tarda mattinata ed è stato sostanzialmente deludente.

L’intendimento del Governo, a quanto si è potuto capire, è la stipula di un accordo politico prodromico all’apertura delle contrattazioni vere e proprie e per questo ha chiesto ai sindacati di illustrare le proprie richieste.

La CSE, pur riconoscendo la necessità di un accordo che disciplini, oltre agli stanziamenti per il rinnovo dei contratti, anche le possibili e indispensabili modifiche legislative, ha posto alcune questioni irrinunciabili:

  1. Dopo sette anni di blocco contrattuale, condizione imprescindibile è l’aumento cospicuo degli stipendi tabellari. Le notizie circolate in questi giorni che vorrebbero gli aumenti concentrati sui salari di produttività o esclusivamente sui salari più bassi sarebbero, se confermate, inaccettabili. Per i redditi più bassi, inoltre, nessuno pensi ad un effetto di sostituzione tra gli aumenti contrattuali e la decontribuzione fiscale degli “80 euro”. Nessun sindacato degno di questo nome potrebbe firmare un contratto che sterilizza l’aumento contrattuale sottraendo tutti o parte degli 80 euro che devono invece essere mantenuti. La CSE ha chiesto inoltre alla delegazione governativa se le cifre lette in questi giorni sono reali e dove sarebbero “appostate”, cioè in quali provvedimenti normativi e per quali anni;
  2. La CSE ha chiesto il superamento delle rigidità della Legge Brunetta: in primis, il superamento delle fasce di premialità così come sono state concepite nel Decreto Legislativo 150/2009; in secundis, il superamento del vincolo di copertura dei posti in organico esclusivamente mediante concorsi esterni e la possibilità di supplire attraverso l’esperienza professionale alla mancanza del titolo di studio richiesto per l’accesso dall’esterno;
  3. Infine, la CSE ha chiesto un ripensamento del rapporto tra legge e contratto, che vede oggi la prima prevalere in modo netto sul secondo. La CSE ha ricordato al Governo che con il rinnovo contrattuale entrerebbero in vigore ulteriori norme contenute nella Legge Brunetta che sottrarrebbero alla contrattazione altre materie, rendendo di fatto i contratti assolutamente residuali proprio sul rapporto di lavoro, che risulterebbe regolato in via esclusiva dalla legge. Allo stesso modo, non è possibile la continua incursione delle Leggi di Bilancio sui fondi di salario accessorio del pubblico impiego, continuamente decurtati. Per la CSE è imprescindibile il ristoro dei tagli effettuati daivari Governi proprio sui fondi di quella produttività che anche questo Governo afferma di voler valorizzare. Su questa materia, infine, la delegazione CSE ha avvertito il Governo di non essere disponibile a trattare un accordo che vale solo per alcuni pezzi della pubblica amministrazione. In particolare, non è possibile immaginare accordi contrattuali che si applicassero a tutti i comparti tranne che a quello dell’Istruzione della Ricerca, normati invece dalla Legge cosiddetta della buona scuola.

Al di là delle richieste elencate, la CSE ha ben chiarito al Governo di non essere disponibile a strumentalizzazioni in vista del referendum di domenica prossima e che pertanto, qualora dovesse emergere che quelle di questi giorni fossero riunioni ai soli fini mediatico-elettorali, la risposta non potrà che essere durissima.

Rispetto alle richieste puntuali poste, la delegazione governativa non è andata oltre una generica disponibilità a rivedere parti della Legge Brunetta. Nessuna risposta sulla quantità degli stanziamenti, nessuna risposta sulla veridicità degli 85 euro di aumento che sono circolati sui giornali e nelle dichiarazioni attribuite al Ministro Madia, nessuna indicazione sulle modalità di prosieguo degli incontri sindacali.

A questo punto la CSE, pur dichiarandosi disponibile a continuare il confronto, non può che ritenere l’incontro odierno più ancora che deludente, altamente inconcludente “ 

Come si evince chiaramente dal comunicato di CSE, sorge il sospetto che l’iniziativa del Governo nei fatti sia tutta fumo e niente arrosto, e che sia banalmente finalizzata solo ad ammorbidire i lavoratori pubblici alla vigilia dell’appuntamento elettorale di domenica prossima.

Ci chiediamo: ma il Governo che oggi lascia intendere di voler offrire 85 € di aumento contrattuale (medio, però!!!!) a regime è lo stesso che, solo un mese fa, adottava il DDL di bilancio 2017 prevedendo, all’art. 52,  un “fondo per il pubblico impiego” che di fatto destinava ai contratti circa 700 milioni di €, comprensivi peraltro dei 300 già previsti dalla legge di stabilità 2016, che avrebbero prodotto aumenti contrattuali medi di 15/20 € ? Ed è lo stesso Governo che, a legge non ancora licenziata in via definitiva dal Parlamento (oggi il maxiemendamento è stato votato dalla Camera,  manca ancora il passaggio al Senato),  esprime alle OO.SS. i propri intendimenti di accrescere le risorse destinate ai rinnovi contrattuali ma non modifica neanche di una sola cifra  le  previsioni contenute nello stesso art. 52 con riferimento agli stanziamenti per il P.I. per l’anno 2018?

Si, è proprio lo stesso Governo, quello del duo delle meraviglie Renzi-Madia. E, se è così,  non resta allora altro da pensare che lo stesso Governo, al pari di Paolo di Tarso, sia stato improvvisamente folgorato sulla via che porta a Damasco (pardon,  sulla via che porta al referendum).

Ne seguiremo gli sviluppi,  e come al solito ne riferiremo puntualmente ai lavoratori.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 122 dell’ 11 novembre 2015 –

Il tavolo di Presidenza del Convegno con parlamentari M5S, PD e FI
Il tavolo di Presidenza del Convegno “P.A., bene comune” con parlamentari di M5S, PD e FI

Si riporta di seguito il Notiziario n. 48 del 10 u.s. con il quale la nostra Federazione dà conto dei contenuti e degli esiti della 3^ Conferenza Nazionale Organizzativa che si è tenuta  presso l’hotel Aequa di Vico Equense (Napoli) nelle giornate del 6, 7 e 8 novembre u.s.

” La Conferenza Nazionale Organizzativa della FLP tenutasi a Vico Equense (NA) dal 6 all’8 novembre 2015 è stata l’occasione per affrontare in modo analitico e propositivo alcuni fondamentali aspetti che riguardano il mondo del lavoro, le forme di rappresentanza, la crisi del cosiddetto sindacato confederale e di quello corporativo, le azioni da mettere in campo a difesa del lavoro pubblico e delle attività delle pubbliche amministrazioni.

A partire dal confronto a più voci avutosi nella riuscita tavola rotonda sul  tema “LA P.A. bene comune”, proseguito con gli interventi e i contributi sul modello organizzativo interno e sul necessario rapporto sinergico tra strutture territoriali e strutture nazionali di amministrazione, fino al dibattito sulle modalità e le azioni da intraprendere per contrastare in modo significativo e non velleitario le azioni elusive e dilatorie del Governo rispetto alla Sentenza della Corte sul rinnovo dei contratti.

Dall’intenso dibattito sono emerse alcune linee guida che dovranno caratterizzare nell’immediato futuro l’azione della FLP  che proviamo a sintetizzare:

A tale proposito,  il Comitato Direttivo Nazionale di FLP ha approvato le linee generali della mozione che alleghiamo al notiziario nella quale vengono ribadite le principali linee di azione.

Siamo consapevoli delle differenze che permangono tra le varie OO.SS., ma il momento è così grave per il lavoro pubblico che non possiamo permetterci di continuare ad agire in modo separato con iniziative che sia accavallano e che portano sempre più disorientamento tra i lavoratori. Questa è una richiesta che proviene dal basso, dai posti di lavoro, da tanti delegati, dalle RSU.

Che segnalano una giusta esigenza che non può essere disattesa.

                                                           LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Pubblichiamo, di seguito, la mozione approvata dalla 3^ Conferenza Nazionale di Organizzazione.

 

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

CSE


Il comunicato stampa della nostra Confederazione CSE dopo la riunione tenutasi ieri pomeriggio a Palazzo Chigi fra il Governo e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. Il Segretario Generale CSE esprime apprezzamento per le linee generali indicate dal vice Ministro del MEF Maurizio Leo, nell’attesa di conoscere i provvedimenti di dettaglio: necessaria la razionalizzazione dei tributi, la loro equità e progressività, il riconoscimento del valore del lavoro, la garanzia della tenuta dei redditi, la detassazione del salario di produttività.

15 Mar 2023 - CSE, Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 22 del 15 marzo 2023 – Pubblichiamo di seguito il Comunicato stampa rilasciato dalla nostra Confederazione CSE alla conclusione dell’incontro a Palazzo Chigi tenutosi ieri pomeriggio tra il Governo e le Confederazioni Sindacali maggiormente rappresentative Nel primo pomeriggio di oggi a Palazzo Chigi sono stati ricevuti i rappresentanti delle Confederazioni Sindacali […]


Il Segretario Generale di CSE Marco Carlomagno scrive al Ministro della Funzione Pubblica Zangrillo, rappresentando le principali criticità da affrontare, fra cui: -salari bassi con aumenti contrattuali non adeguati al tasso di inflazione e sempre in ritardo di anni; -bassa valutazione della Indennità di Vacanza Contrattuale; -defiscalizzazione del salario accessorio; -rafforzamento del cuneo fiscale; -assunzioni in numero adeguato a fronte della grave carenza attuale, aggravata dall’esodo del personale mediamente anziano; -chiusura della stagione delle esternalizzazioni

6 Dic 2022 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 78 del 06 dicembre 2022 – Pubblichiamo di seguito il testo della lettera dello scorso 6 dicembre, a firma del Segretario Generale della CSE Marco Carlomagno, inviata al Ministro per la Pubblica Amministrazione On. Paolo Zangrillo che riepiloga, in sintesi, le principali criticità da affrontare e le azioni e proposte della […]


Sottoscritto all’ARAN il CCNQ per la definizione dei Comparti delle Aree di Contrattazione per il 2019-2021, propedeutico all’avvio dei rinnovi dei CCNL di Comparto, ormai scaduti da due anni. La Confederazione CSE sottoscrive l’accordo, con una nota a verbale motivata dal rinvio della composizione delle aree della dirigenza, di più specifico interesse per la Sanità e le Funzioni Locali, ma soprattutto dalla mancata analisi delle problematiche relative alle competenze specialistiche professionistiche attualmente non ricomprese nelle aree dirigenziali. Ora si parte con i CCNL di Comparto

21 Apr 2021 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 31 del 19 aprile 2021 – Riportiamo di seguito il testo integrale del comunicato diffuso dalla Segreteria Generale della CSE  in data del 16 u.s. con il quale si informa degli esiti della trattativa in sede ARAN per la definizione del CCNQ per la definizione dei Comparti e delle aree di […]


Le Confederazioni CGS e CSE presentano alla F.P. un documento con valutazioni e proposte sul lavoro agile. Oggi però serve modificare il quadro normativo per superare le criticità emerse con i rientri in servizio, con i rischi derivanti dalle riaperture delle scuole e quelli legati ai lavoratori fragili. Ma è anche necessario guardare oltre, e costruire una disciplina dei nuovi assetti del lavoro agile nelle PP.AA., quale modalità di prestazione lavorativa ordinaria nel dopo-Covid. FLP Difesa chiede al Ministro della Difesa l’avvio del confronto per il Piano Organizzativo per il Lavoro Agile (POLA)

24 Set 2020 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 80 del 23 settembre 2020 – Si riporta, di seguito, il testo del notiziario n. 36 del 21 settembre 2020 della Segreteria Generale della FLP, relativo alla analisi e alle proposte presentate alla Ministra Dadone in merito al confronto avviato in questi mesi a palazzo Vidoni sulla esperienza del lavoro agile […]


L’analisi della Confederazione CSE sulla inadeguatezza delle misure finora adottate dal Governo e le proposte per la gestione della cosiddetta fase 2 dell’emergenza da coronavirus. E’ innanzitutto necessario che, con il Decreto Legge in predisposizione, il Governo cambi passo e metta insieme iniziative eccezionali di sostegno al reddito, con altre capaci di rimettere in moto l’economia, agendo su più direttrici. Le criticità nel Ministero della Difesa. Urge avviare un confronto con l’Amministrazione anche per definire il quadro di interventi in previsione della ripresa delle attività.

16 Apr 2020 - Flp Difesa

L’analisi della Confederazione CSE sulla inadeguatezza delle misure finora adottate dal Governo e le proposte per la gestione della cosiddetta fase 2 dell’emergenza da coronavirus. E’ innanzitutto necessario che, con il Decreto Legge in predisposizione, il Governo cambi passo e metta insieme iniziative eccezionali di sostegno al reddito, con altre capaci di rimettere in moto l’economia, agendo su più direttrici. Le criticità nel Ministero della Difesa. Urge avviare un confronto con l’Amministrazione anche per definire il quadro di interventi in previsione della ripresa delle attività.

Notiziario FLP DIFESA n. 35 del 16 aprile 2020 – In data odierna è stato diffuso il comunicato stampa della confederazione CSE, nel quale sono riportate le valutazioni e le critiche rispetto ai limiti delle misure finora adottate dal Governo, e sono formulati alcune proposte in merito agli interventi che necessitano. Questo il testo del […]


La riunione in ARAN del 2 agosto. Partita formalmente, dopo 7 lunghi anni di blocco, la stagione dei rinnovi contrattuali dei nuovi quattro comparti del pubblico impiego. Il 28 agosto la prossima riunione del tavolo negoziale relativo al comparto delle Funzioni Centrali

4 Ago 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 75 del 4 agosto 2017 – ” A sei giorni di distanza dalla precedente riunione, si è tenuta stamattina presso l’ARAN un nuovo incontro inerente la partita dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego. Un incontro veloce (poco più di un’ora) che è servito al presidente dell’ARAN per poter affermare che è stato dato […]


Rinnovi contrattuali del pubblico impiego. I contenuti e le risultanze della riunione in ARAN del 27 u.s. che ha formalmente aperto il confronto negoziale. Mancano però ancora gli atti d’indirizzo, ma soprattutto….. mancano i soldi!

29 Giu 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 63 del 29 giugno 2017 – Si riporta di seguito il testo della nota diffusa dalla Confederazione CSE che riferisce dei contenuti e delle risultanze della prima riunione all’ARAN con tutte le Confederazioni sindacali del Pubblico Impiego avvenuta in data 27 giugno u.s.. Una riunione che ha di fatto aperto la stagione negoziale […]


Audizione delle Confederazioni in Commissione Lavoro della Camera sull’ A.G. 393 recante modifiche e integrazioni al D.Lgs. 165/2001. Il testo del documento predisposto d’intesa con CGS e poi consegnato. Il rischio di perdere un’occasione unica e irripetibile per superare definitivamente le norme Brunetta

4 Apr 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 38 del 4 aprile 2017 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario CSE diffuso in data odierna con il quale si dà notizia dell’audizione di oggi della Confederazione presso la Commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera dei Deputati  sui contenuti dello schema di decreto legislativo modificativo del D. Lgs. 165/2001 […]


Incontro in Funzione Pubblica sul rinnovo dei contratti. Il Governo folgorato sulla via del referendum, parla di 85 € di incremento a regime, ma non modifica le previsioni del DDL bilancio. Solo fumo e niente arrosto, nessuna risposta alle questioni di ordine economico e normativo poste da CSE FLP

29 Nov 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 137 del 29.11.2016 – Si riporta di seguito il testo del “comunicato stampa”  della Confederazione relativo ai contenuti e alle risultanze dell’incontro di ieri in Funzione Pubblica che ha avuto per oggetto le problematiche legate al rinnovo dei contratti del P.I. per il periodo 2016-2018, entrate finalmente nell’agenda politica a seguito del pronunciamento […]



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