Notiziario n. 174 del 13 dicembre 2012 –

Il Sottosegretario Magri seguito dal Capo di SMD gen. Abrate

Si è tenuta oggi al Gabinetto un incontro tra le OO.SS. e il Sottosegretario Magri, alla presenza di Rappresentanti di tutti gli SS.MM., SGD, Cdo Gen. CC e Igesan. Questi gli argomenti trattati:

1. Schema di Regolamento per il riordino delle scuole e degli istituti militari di formazione

Trattasi del provvedimento predisposto dall’Amministrazione in attuazione dell’art. 11, come 1 e 2, della Legge 135/2012, finalizzato a razionalizzare e a ottimizzare tutto il sistema delle scuole di formazione pubbliche nel contesto della c.d. “spending review”. Gli interventi previsti sono quelli illustrati nel corso delle recenti riunioni tecniche con SMA (vds. Notiziario n. 146 del 2 nov u.s.) e con SME (vds. Notiziario n.168 del 6 u.s.), mentre per gli interventi di interesse della Marina e dell’Arma CC,  i rispettivi Organi Programmatori hanno omesso ogni informazione preventiva alle OO.SS.   La FLP DIFESA ha denunciato questa inadempienza, in particolare per l’Arma (a Benevento,  è stata data notizia al personale, dalla sera alla mattina, della chiusura della Scuola, con forte impatto sui media…)

2. Schema D.M. attuativo del taglio del 10% di organici/Uffici non dirig. disposto dalla L.148/2011

Sull’argomento, abbiamo riferito in vari nostri Notiziari precedenti (nn. 116 e 119/2011, e in maniera ancor più dettagliata nel Notiziari n. 12 del 23 gen. e n. 157 del 19 nov , ai quali rinviamo). Trattasi di un provvedimento provvisorio in attesa dell’attuazione della “spending review”, e prevede l’ulteriore riorganizzazione in chiave riduttiva  (la terza, dal 2008 ad oggi)  dell’area centrale del Ministero, che si traduce nella costituzione di un nuovo Reparto, il VI°, che tratterà di contenzioso e affari legali, e nella soppressione dell’ ex Geniodife, che viene riconfigurata all’interno di Segredifesa.  Prevede anche la ricollocazione all’interno del 1° Reparto della ex CIVILSCUOLADIFE, rinominata CEFODIFE (Centro di formazione della Difesa), con le attribuzioni di cui all’art. 5, comma 3, dello schema di DM. In  particolare, viene previsto la costituzione dell’ “Albo dei Docenti” (finalmente!!!) e di un “Comitato Scientifico”, al quale è demandata la predisposizione del piano annuale di formazione del personale. A tal riguardo, la nostra O.S. ha richiamato l’attenzione del tavolo sul fatto che, ai fini della messa a punto del predetto piano, non è previsto alcun confronto con le OO.SS. nazionali, che invece costituisce prassi costante in tutte le altre AA.PP. e ne ha richiesto l’introduzione nello schema di DM.

La “dimenticanza” si lega peraltro ad un’altra operazione contenuta nel provvedimento di che trattasi, quella della soppressione  della ex 10^ Divisione (“Formazione, aggiornamento e riqualificazione”) che viene accorpata alla 2^ Divisione che tratta di mobilità e riordini e, da ora, anche di formazione.  A giudizio della FLP DIFESA, il combinato disposto delle due cose offre una ulteriore dimostrazione della scarsa rilevanza che nella nostra Amministrazione assume la formazione, che è gestita in modo separato, poco trasparente  e scoordinato, con modalità non al passo con i tempi, e al netto di ogni confronto con le OO.SS.  A tal proposito, su nostra sollecitazione, il Vice Segretario Generale si è impegnato, di fronte a tutto il tavolo, di convocare entro il prossimo mese di gennaio una riunione con le OO.SS. nazionali sul tema “formazione”, che FLP DIFESA ha chiesto nella riunione a SGD del 3 ott. (si veda il Notiziario n. 131 dell’8.10.2012). Ulteriori rinvii, a questo punto, apparirebbero prese in giro.

L’ultima nostra annotazione riguarda i nuovi organici di SGD, DD.GG. e UU.CC. , che sul fronte del personale civile vengono corposamente ridotte, mentre decisamente molto di meno sul quello militare.

La questione si lega a quella, di strettissima attualità, relativa all’ipotesi di accorpamento “3 in 1” (Persociv-Persomil-Previmil) e legata alla imminente nuova riorganizzazione in chiave riduttiva discendente dalla L. 135/2012. A tal riguardo, a seguito di nostra pressante sollecitazione, il Sottosegretario ha dichiarato che l’ipotesi accorpamento ( e conseguente trasferimento di Persociv) è ancora allo studio, che la decisione sarà conseguente, e che non è escluso che la stessa possa essere assunta dal Ministro Di Paola,  pur a Governo dimesso e a Parlamento sciolto. Affermazioni certamente poco rassicuranti, che inducono a mantenere alto lo stato di mobilitazione unitaria già in atto.

3. Riordino Sanita Militare in chiave interforze

Come noto,  il riordino della Sanità militare in chiave interforze era uno dei punti oggetto della delega richiesta dal Ministro per la riforma dello strumento militare presentato ad aprile scorso al Senato. Mentre il disegno di legge delega (DDLD) era ancora all’esame della Commissione Difesa del Senato, il Ministro firma l’8 agosto una direttiva che prevede la soppressione di importanti strutture, al netto di qualsiasi informazione e confronto con le OO.SS. nazionali.  La nostra O.S. intercetta a fine agosto questa Direttiva, la pubblica sul proprio sito (vds. Notiziario n. 117 del 7 set.), e viene giù il putiferio negli Enti interessati, tutti assolutamente all’oscuro.  L’incontro con il Sottosegretario avviene a oltre due mesi di distanza dalla nostra richiesta (vds Notiziario n. 150 del 7 nov.),  e in quella sede il dr. Magri conferma le scelte di soppressione, rinviando ad un successivo incontro con le OO.SS. la messa a punto delle  “azioni” e della “tempistica” dei provvedimenti.  Si comprende allora bene la nostra incredulità nel leggere la nota agli SS.MM. e Cdo Gen. CC a firma del Capo di SMD, che reca “azioni” e “tempistica” dei provvedimenti, e che risulta datata antecedentemente alla riunione del 7 nov. Ancora una volta la nostra O.S. intercetta questa nota,  la pubblica sul proprio sito (vds. Notiziario n. 156 del 15 nov. u.s.) e viene per la seconda volta giù il diluvio, tenuto conto che alcuni Enti interessati apprendono di dover chiudere a distanza di un mese e mezzo!  Oggi, a quasi un mese di distanza dalla nostra richiesta, la nuova riunione con il Sottosegretario.  Nel suo intervento iniziale, il dr. Magri ha:

confermato tutti i provvedimenti e la relativa tempistica di cui alla nota del Capo di SMD, e in primo luogo quelli che sopprimono al 31 dic. p.v.  le attività medico legali dei DMML di  Torino e Palermo e delle attività di altri Enti (Cdi Sanità di Padova e Napoli; Magasan di Caserta; etc.);

– precisato, per quanto attiene agli Enti in soppressione al 31 dicembre p.v., che il  reimpiego del personale civile non presenta particolari difficoltà, atteso che tra le costituende posizioni (Poliambulatori Regioni Mil. Nord Torino e Sud  Palermo; potenziamento di CESEL Palermo) e quelle disponibili in altri Enti delle Sedi interessate (oltre a Palermo e Torino, anche Padova e Napoli) vi è la necessaria capienza per il reimpiego in ambito Difesa (vds prospetto allegato consegnato in riunione);

chiarito che non emergerebbero allo stato difficoltà particolari al reimpiego in ambito Difesa del personale civile in servizio negli altri Enti in soppressione nel 2013,  ad eccezione di Caserta (a fronte della soppressione combinata di Magasan il 31 dic. p.v. e DMML il 31.03.2013, emergerebbero disponibilità solo in A.M. Grazzanise) e di Chieti (disponibilità Arma per reimpieghi in Enti CC Chieti), sedi nelle quali i Prefetti dovranno, su richiesta dell’A.D.,  convocare presto Conferenze dei Servizi;

affermato che le scelte di soppressione nascono comunque da precise verifiche sui carichi di lavoro, che avrebbero evidenziato una insufficiente produttività di quegli Enti a fronte dei costi accertati.

Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha riproposto il proprio netto dissenso rispetto alla scelta del Ministro di procedere al riordino della Sanità Militare prima dell’approvazione della legge delega, che pure lo contiene (art. 2, comma 1, let b, sub 5); ha rappresentato che, in base agli elementi in proprio possesso frutto di recenti assemblee, non risultano i deficit di produttività dichiarati (abbiamo consegnato una nota RSU DMML Palermo); ha chiesto di rinviare ogni decisione al prossimo Ministro, riportando il riordino della Sanita nel solco tracciato dagli impegni del Ministro e dall’o.d.g. Cirielli votato all’unanimità dalla Camera e, in subordine, il differimento di sei mesi dei provvedimenti, anche per avere più tempo per attivare i percorsi previsti dagli emendamenti introdotti al Senato (convenzioni ed intramoenia). La risposta del dr. Magri è stata, come prevedibile,  di totale chiusura, anche se se ne riparlerà in un prossimo incontro, che dovrebbe essere previsto per il 20 p.v.

Infine, su nostra sollecitazione anticipata da nota formale (Notiziario n. 168 del 6 dic u.s.), è arrivata la conferma in riunione che verranno poste in essere le procedure di reimpiego previste dal CCNI.

(Giancarlo Pittelli

Allegato 1: Riordino Sanità Militare – Provvedimenti in data 31.12.2012

Allegato 2: Schema di DPR Regolamento riordino Scuole e Ist. Form. Militari

Notiziario n. 156 del 15 novembre 2012 –

Il Capo di SMD, gen. Biagio Abrate

Il Ministro ammiraglio Di Paola colpisce ancora, e questa volta non solo il Sindacato ma, incredibile a dirsi,  anche (e soprattutto)  il Sottosegretario Magri che si era impegnato con le Forze sociali  su una cosa mentre il suo Ministro era già andato verso un’altra direzione, che verosimilmente non era a conoscenza dello stesso Sottosegretario delegato alle relazioni sindacali.  Una cosa veramente incredibile,  mai successa, che dà veramente il senso di come  Di Paola usa gestire i problemi, un modo oramai scopertamente pericoloso   per la stessa nostra Amministrazione che sta davvero “affondando”  (il giudizio è del COCER Interforze, che sottoscriviamo in pieno).  Ma veniamo ai fatti!

 Nella recente riunione del 7 u.s. con le OO.SS. nazionali, riunione concessa a “soli” due mesi dalla nostra richiesta del 3 settembre 2012,  il Sottosegretario Magri si era impegnato  a promuovere a breve un nuovo incontro con le forze sociali per la dovuta informazione e il naturale confronto con le OO.SS. sulle scelte concrete di carattere operativo in ordine ai provvedimenti di riordino della Sanità militare, e questo  con particolare riferimento ai DMML – Dipartimenti di Medicina Militare legale (si legga, a tal riguardo, il nostro Notiziario n. 150 del 7 novembre 2012) .  E  a quella riunione eravamo presenti in tanti, e fanno fede, oltre al nostro Notiziario, anche i comunicati delle OO.SS. presenti che hanno tutte sottolineato questo aspetto e dato notizia dell’impegno preciso con noi assunto dal Sottosegretario.

Ebbene, mentre il dr. Magri si era impegnato in quella direzione, e noi non abbiamo motivo di ritenere che non lo avesse fatto in piena coscienza e consapevolezza,  il Ministro aveva già deciso ogni cosa e  assunto tutte le relative scelte operative,  come dimostra senza tema di smentita la nota, che alleghiamo, a firma del Capo SMD, che in data 24 ott. 2012 ( e cioè due settimane prima della riunione con il Sottosegretario Magri)  aveva già dettato ai Capi di SM delle FF.AA. e al Cdo Arma CC  le “azioni” e “la tempistica” decise dal Ministro in merito al riordino della Sanità Militare in senso interforze.

Queste le decisioni e il relativo cronoprogramma contenuto nella nota a firma del gen. Abrate:

 – costituzione dell’Ispettorato di Sanità Militare (IGESAN), già operativa a far data dal 1 novembre u.s.;

 – soppressione dei Comandi Servizi Sanitari Nord (Padova) e Sud (Napoli) e del Direzioni di Sanità (La Spezia e Taranto) entro il 31.12.2012;

 – conferma del Policlinico militare Celio di Roma quale unico “polo ospedaliero polifunzionale” e specialistico in materia  di medicina d’urgenza, e trasformazione della struttura di  Anzio in RS.A.;

– trasformazione dell’Ospedale Baggio di Milano in DMML entro il 31 gen. 2013, mentre per il Centro Ospedaliero di Taranto se ne prevede l’efficientamento entro la fine del corrente anno:

– soppressione dei DMML di Torino e Palermo entro il 31 dicembre p.v. e  dei DMML di Firenze e Caserta entro il 31 marzo 2013, con previsione di successive scelte in ordine alla loro soppressione o riconfigurazione che viene demandata al Capo di SME, mentre per il DMML di Chieti la decisione è rinviata al 30 settembre 2013, il che apre evidentemente alcuni spiragli in ordine al mantrenimento della struttura (avevamo già detto che era questa una delle maggiori criticità del riordino);

– soppressione del Magasan di S. Maria Capua a Vetere (CE) entro il 31 dicembre p.v.

Tutto deciso dunque, e sin dal 24 ottobre 2012, e dunque due settimane prima della riunione con il Sottosegretario Magri e dei suoi impegni con le OO.SS..

Crediamo non ci sia bisogno di alcun ulteriore commento al riguardo.

In ogni caso, abbiamo richiesto a Sottosegretario un incontro urgente.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Nota SMD 24.10.2012 sul riordino sanità militare interforze

Allegato2: Lettera al Sottosegretario Magri con richiesta di incontro urgente

Notiziario n. 150 del 7 novembre 2012 –

Nel pomeriggio di oggi si è tenuto al Gabinetto  l’incontro da noi richiesto sul riordino della sanità militare, presieduto dal Sottosegretario Magri e alla presenza di rappresentanti di tutti gli OO.PP. .

Come si ricorderà (vds. Notiziario n. 117 del 3 set. u.s.),  FLP DIFESA era venuta a conoscenza a fine agosto che, con lettera a sua firma prot. n. 004 del 9 agosto u.s. indirizzata al Capo di SMD, il Ministro Di Paola aveva  espresso le proprie  “valutazioni e direttive”  per una nuova fase di  riordino della Sanità Militare in chiave interforze dopo quella posta in essere negli anni 2005/2006. E questo, al netto di qualsiasi informazione e/o confronto con le OO.SS., ancora una volta tenute fuori in ordine a scelte aventi ricadute dirette sulla pelle dei lavoratori. Da qui, sempre in data 3 settembre, la nostra richiesta di incontro urgente al Sottosegretario, cui sono poi seguite analoghe richieste da parte di altre OO.SS.

Nel suo intervento introduttivo, il dr. Magri ha riepilogato i principali contenuti della Direttiva del Ministro, che brevemente richiamiamo nelle parti di maggior interesse:  costituzione dell’Ispettorato di Sanità Militare (IGESAN) che  coordinerà tutta l’area interforze, e che vedrà comunque il mantenimento all’interno di ogni singola F.A. di un proprio Vertice Sanitario; soppressione dei Comandi Servizi Sanitari Nord (Padova) e Sud (Napoli);  conferma del Policlinico militare Celio di Roma quale unico “polo ospedaliero polifunzionale” e specialistico in materia  di medicina d’urgenza, e mantenimento del Dipartimento lungodegenza di Anzio;  depotenziamento dell’ Ospedale Baggio di Milano e sua trasformazione in “day hospital”,  mentre per il Centro Ospedaliero di Taranto si prevede l’efficientamento; drastico ridimensionamento dei DMML (ne rimarranno 7, con soppressione dei Dipartimenti di Torino, Firenze, Chieti, Caserta e Palermo) e soppressione del Magasan di S. Maria Capua a Vetere (CE).

Due, in particolare, le precisazioni venute dal Sottosegretario: la prima,  riguarda la tempistica di attuazione dei provvedimenti relativi ai Comandi di Padova e Napoli, che ne prevede la soppressione nel corrente mese di novembre;  la seconda, più importante, riguarda invece i sopprimendi D.M.M.L., di cui  si prevede l’azzeramento delle attuali funzioni medico-legali entro settembre 2013. Per essi, verrà comunque operata una  attenta verifica sotto il profilo della convenienza e del costo-efficacia in ordine alla possibilità di mantenere in vita, in toto o in parte, le attuali strutture, ovviamente riconvertite attraverso l’individuazione di nuove incombenze funzionali anche riferibili alla c.d. “area di aderenza” delle FF.AA.,  sulle quali verrebbe dimensionata la necessità di professionalità civili che permarrebbero in loco, le altre dovendo naturalmente essere reimpiegate altrove.  Il dr. Magri ha tenuto a sottolineare, e lo ha fatto più volte, che è comunque preciso impegno dell’Amministrazione di “tutelare” al massimo gli oltre 300 dipendenti civili toccati dal processo di riordino, fornendoci le più ampie garanzie al riguardo.

 E’ poi iniziato il giro degli interventi delle Parti sindacali presenti (CGIL, CISL, UIL ed FLP), che, lo diciamo subito, hanno espresso valutazioni e proposte di segno sostanzialmente identico e in piena condivisione, il che ha offerto l’ennesima prova che, sul piano delle rivendicazioni, l’unità delle OO.SS. c’è.

Nel suo intervento, FLP DIFESA ha posto innanzitutto due questioni di ordine politico:

– la prima: perché si procede al riordino della sanità militare “prima” e “al di fuori” del processo di riforma complessiva dello strumento militare che sta dentro il disegno di legge delega attualmente al vaglio delle Camere? Perché questa fuga in avanti? La cosa appare del tutto ingiustificata,  anche perché si dimostra irriguardosa nei confronti delle prerogative del Parlamento.

– la seconda: perché nelle tante riunioni che sono state fatte in questi mesi con Ministro e Sottosegretario mai si è accennato ad una eventualità di questo genere, e ancora una volta dobbiamo assistere a scelte operate al netto di ogni confronto con le  OO.SS.?  Ancora una volta, siamo di fronte a un metodo inaccettabile, l’ esclusione delle Parti sociali dal  coinvolgimento sulle scelte da fare.

 A tal riguardo, insieme con tutte le altre OO.SS., abbiamo richiamato la necessità che l’Amministrazione fornisca in tempi rapidissimi tutte le risposte in merito alla vicenda relativa al trasferimento di sede di Persociv e alla ventilata ipotesi di accorpamento a tre (Persociv-Persomil-Previmil), naturalmente inserite nel contesto più generale delle scelte relative alla riorganizzazione discendente dai tagli della L.135. Ove così non fosse, le OO.SS. sarebbero pronte a riscendere in piazza.  Come appare altrettanto urgente e non più rinviabile il confronto sulle scelte delle FF.AA., alcune delle quali stanno portando avanti operazioni di riordino anch’esse al netto di ogni confronto preventivo con le OO.SS. nazionali: è notizia di questi giorni la scelta della Marina di scorporare il DSD dagli Arsenali, ponendolo all’interno della nuova struttura logistica a sua volta inserita nel costituendo Com. Log. M.M..

Tornando al riordino della sanità militare, queste le considerazioni svolte da FLP DIFESA: in merito ai provvedimenti annunciati,  la nostra O.S. condivide la costituzione di IGESAN, la previsione di Vertici sanitari di F.A., il potenziamento del Policlinico Celio e l’efficientamento del Ce.Osp. Taranto; non condivide in alcun modo il depotenziamento dell’Ospedale Baggio di Milano ridotto a “day hospital”, davvero un lusso ( e uno spreco) per una struttura che ha fatto la storia della sanità militare;  FLP DIFESA non condivide altresì la scelte relative alle soppressioni previste dalla Direttiva del Ministro, ed in particolare quelle riferite ai D.D.M.L., che ci sembra, in ragione delle incombenze ad essi iscritte,  producano in prospettiva più danni di quelli che l’A.D. ritiene essere alla base del taglio. A tal riguardo, la nostra O.S. ha fornito all’Amministrazione le note intersindacali provenienti da Palermo e da Chieti, dove si evidenziano le situazioni di maggiore criticità (in allegato).

 In generale, ha continuato la nostra O.S., ancora una volta ci troviamo di fronte a tagli ispirati da una evidente logica di risparmio economico. Una logica comprensibile, ma che in relazione al particolare settore d’intervento (strutture, strumentazioni e professionalità specialistiche) dovrebbe interrogare tutti sulla sua reale efficacia. Abbiamo segnalato al tavolo di aver letto in questi giorni relazioni di Gruppi di lavoro che, in ordine a soppressioni di strutture sanitarie, ne denunciavano i maggiori costi rispetto allo stesso loro mantenimento in vita, e  per questo abbiamo sollecitato una ulteriore riflessione da parte dell’Amministrazione.

E’ praticabile e credibile un’alternativa in tal senso?  A nostro avviso, e lo abbiamo detto in chiaro al tavolo, un’alternativa è possibile se si cambia la direzione di marcia, rendendo le strutture sanitarie militari punti di erogazione anche di sanità civile. L’emendamento votato dalla Commissione Difesa e inserito nel testo del disegno di legge delega uscito dal Senato,  pur diverso da come inizialmente concepito dai proponenti (on. Pinotti e altri) e da noi fortemente sollecitato,  offre sotto questo profilo una opportunità nuova che va colta laddove fa espresso riferimento  ad una riorganizzazione della sanità militare “sulla base di convenzioni stipulate tra Ministero della Difesa, Ministero della Salute, MEF e le Regioni interessate..”.  A tal riguardo, esiste già una “convenzione quadro” sottoscritta da SMD e Regione Lazio; altre se ne potrebbero utilmente aggiungere, nel cui contesto verrebbero ad inserirsi le convenzioni specifiche interessanti le singole strutture sanitarie. E utile potrebbe venire anche  l’emendamento votato l’altro giorno al Senato sull’attività intramoenia. A nostro avviso, é una strada da seguire e un percorso da intensificare.

Ultima informazione.  Dietro precisa richiesta della nostra O.S., l’Amministrazione ha assicurato che, nelle more delle scelte da operare, la soppressione delle strutture riguarda per ora solo le  loro funzioni, e non implica alcun movimento di personale. Operate le scelte, nel caso in cui si rendessero necessarie ricollocazioni di personale,  verranno attuate le procedure di reimpiego con le regole vigenti.

Il confronto sul riordino della sanità militare proseguirà a breve  con una nuova riunione.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Direttiva datata 9.08.2012 del Ministro sul riordino sanità militare

Allegato 2: Accordo quadro 28.02.2012 SMD-Regione Lazio in tema di sanità pubblica

Allegato 3: Nota intersindacale DMML Chieti

Allegato 4: Documento RSU DMML Palermo

Notiziario n. 149 del 7 novembre 2012 –

Il Ministro Di Paola in visita ad Herat

Come avevamo largamente anticipato nel nostro recente Notiziario n. 147 del 5 u.s.,  il Senato della Repubblica ha approvato ieri pomeriggio il disegno di legge delega per la riforma dello strumento militare nazionale con 252 voti a favore e solo 12 voti contrari, e dunque con il sostegno di una amplissima maggioranza che si era già resa evidente al momento del voto finale della Commissione Difesa.

 Nei nostri diversi Notiziari dedicati negli ultimi dieci mesi all’argomento, abbiamo più volte evidenziato le motivazioni e gli obiettivi ripetutamente dichiarati dallo stesso Ministro Di Paola che è il primo ispiratore di questa riforma;  al tempo stesso,  riteniamo che sia altrettanto noto ai colleghi che ci seguono, il giudizio negativo della nostra O.S. per i motivi anch’essi più volte illustrati e che ci hanno portato  a scendere in piazza con la manifestazione nazionale del 6 luglio u.s.  (Notiziario n.94 del 9 lug.).

Nel corso della tre giorni di discussione nell’Aula del Senato, ci sono stati molti interventi (45 circa), e tra questi anche quelli dell’amm. Di Paola che ha inteso replicare in prima persona ai Senatori intervenuti, ma senza aggiungere grandi elementi di novità rispetto alle considerazioni precedentemente espresse.  Riteniamo comunque utile riportare un paio di passaggi del discorso del Ministro Di Paola:

–     la  spending review determinerà una riduzione iniziale di 20.000 unità  nei primi quattro anni;

–     la riorganizzazione territoriale e organizzativa terrà conto di molteplici fattori, quali l’esistenza di adeguate infrastrutture e di aree addestrative, ma anche di una certa distribuzione territoriale, quindi del Centro-Sud Italia”;  e ancora:  “nel Centro-Sud e nelle isole vi sono e continueranno ad esservi importanti realtà e presenze militari (nel Lazio, in Abruzzo, in Campania, nelle Puglie, in Calabria, in Sicilia ed in Sardegna);

–     la riorganizzazione dell’area tecnico-industriale della Difesa verrà valorizzata proprio grazie alla revisione proposta, che consentirà di disporre di più adeguate risorse di esercizio e di investimento da dedicare alla manutenzione tecnico-industriale di mezzi, equipaggiamenti e dotazioni. Anche nella riconfigurazione dei ruoli del personale civile, le professionalità necessarie per gli stabilimenti dell’area tecnico-industriale della Difesa riceveranno attenzione e priorità. “.

Le dichiarazioni di voto finali a favore del provvedimento sono state pronunciate  dai sen. Carrara (Misto), Sbarbati (UDC), Torri (LNP), Pinotti (PD) e Ramponi (PdL). Il sen. Caforio (IdV) ha espresso una dichiarazione di voto contraria, mentre  la Lega Nord ha sollecitato modifiche presso l’altro ramo del Parlamento. In dissenso dal Gruppo, i sen. Perduca e Poretti (PD) si sono invece astenuti su un provvedimento che ritengono non condivisibile.

Il disegno di legge delega  passa ora all’esame della  Camera dei Deputati, dove arriverà verosimilmente nella prossima settimana e verrà sicuramente assegnato alla Commissione Difesa. Ricomincia dunque un nuovo giro, che la nostra O.S. continuerà a seguire da vicino informando puntualmente i colleghi, come peraltro già fatto per l’esame del Senato. E lavoreremo con tutte le nostre forze per verificare la possibilità di introdurre modifiche in quell’art. 3 (criteri per i tagli di personale), che le forze politiche hanno di fatto accettato a scatola chiusa, in particolare per quanto riguarda i civili. E’ di tutta evidenza che nel caso in cui il provvedimento dovesse subire modifiche, dovrà ritornare al Senato, e i tempi di approvazione si allungherebbero conseguentemente mettendo a forte rischio la sua approvazione nei tempi oramai ristretti che ci separano dalla conclusione della legislatura.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 129 del 2 ottobre 2012 –

Si è tenuta oggi a Palazzo Baracchini una riunione con il Sottosegretario Magri convocata urgentemente in data di ieri: all’o.d.g., l’esame della proposta della nostra Amministrazione sulla rideterminazione degli organici in applicazione dell’art. 2, comma 1, della Legge 7.08.2012, n. 135 (“spending review”)  che dovrà essere inoltrata alla Funzione Pubblica (F.P.) entro il 4 p.v. e che è stata messa a punto sulla base degli indirizzi della Direttiva n. 10  datata 24.09.2012, che è pubblicata sul nostro sito.

Come è ampiamente noto ai colleghi, la norma sopra richiamata prevede il taglio del 20% degli Uffici dirigenziali (generali e non)  e “la riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico di tale personale”, riferito al pensonale non dirigente.  Applicando  i criteri di calcolo presenti negli allegati della Direttiva n. 10,  l’ Amministrazione ha calcolato che la spesa complessiva per il personale è pari € 931.149.418,20 e pertanto la riduzione del 10% della spesa dovrà corrispondere  a € 93.114.941,82.

Rispetto alla dotazione organica attuale discendente dal D.L. 138/2011  convertito dalla Legge 148/2011 ( n. 30.283 di cui: n. 63 in area 1; n. 26.590 in area 2^ e n. 3.630 in area 3^), la proposta della Amministrazione in applicazione della L. 135/2012 prevede il taglio complessivo di n. 2.536 posizioni organiche,  attestandosi la nuova dotazione organica del personale civile non dirigente a complessive  n. 27.747 unità, così distribuite: n. 1.824 in area 1 (attualmente: n. 63); n. 23.230 in area 2^ (attualmente: n. 26.590) e n. 2.693 in area 3^ (attualmente n. 3630). Sono, più o meno, i numeri complessivi, contenuti nella relazione della Ragioneria Generale all’A.S. 3271 (disegno di legge delega di riforma , da noi anticipati nel Notiziario n. 128 del 1 u.s.)

Balza immediatamente agli occhi la grande novità contenuta nella proposta dell’Amministrazione: la reimmissione in organico di oltre 1.750 lavoratori di area 1^ (p.p. “ausiliario”),  lavoratori fino ad oggi quasi tutti in eccedenza e sui quali pendeva  maggiormente il rischio esubero al 30.06.2013  e di collocamento in disponibilità  (trattamento complessivo al 65% per 24 mesi).  I colleghi che ci seguono sanno bene che il ripopolamento dell’organico  dell’ area 1^, dopo la scelta azzardata del 2005 (DPCM 22 lug) fatta dall’A.D. con il consenso di CGIL-CISL-UIL, era stata la prima richiesta di FLP DIFESA finalizzata ad evitare che  tutto il costo dell’ “operazione spending” si scaricasse sulle gracili e tartassate spalle del personale di area 1^.  Quella richiesta era stata giudicata allora dalla stessa Amministrazione  (e anche direttamente dal Ministro Di Paola  nella riunione del 17 luglio u.s., in risposta a una nostra sollecitazione) come difficilmente praticabile;  e invece la Direttiva della F.P. pare averla resa praticabile attraverso la c.d. “compensazione interna”  nella parte in cui prevede che “.. il soprannumero di un’area/profilo è eventualmente possibile neutralizzarlo riducendo le disponibilità di posti nelle altre aree secondo una corrispondenza di valore finanziario”).  Gli organici di area 2^ vengono così ridotti di 3.360 unita e quelli di area 3^ di 937 unità rispetto a quelli discendenti dal D.L. 138.

Le presenze effettive di personale stimate da Persociv al 31.10.2012 sono invece le seguenti: n. 2.056 in area 1^; n. 24.723 in area 2^ e n. 2.518 in area 3^.  Rispetto alle nuove dotazioni organiche proposte dall’A.D., emergerebbero  eccedenze in area 1^ per n. 232 unita e in area 2^ per n. 1493, e invece  carenze per n. 175 unità in area 3^ (sono i posti che dovrebbero venire occupati dai vincitori di concorsi pubblici indetti dall’A.D., una volta emanata dalla F.P. l’autorizzazione alle assunzioni 2011).

Dunque, i cosiddetti “soprannumeri”  allocherebbero in area 1^ (n. 232) e soprattutto in area 2^ (n. 1.493),  e anche questi numeri si leggevano nella relazione della Ragioneria Generale (vds. Notiziario n. 128).  Ma  sarebbero comunque tutti ampiamente riassorbibili, in ragione della possibilità offerta dall’art. 2, comma 1,  let. a)  L. 135  (pensionabilità al 31.12.2014 con le regole ante riforma Fornero per un numero esattamente pari in area 1^ (n. 232) e per un numero quasi doppio in area 2^ (n. 2.560).

Nessun soprannumero riassorbibile allocherebbe invece in area 3^,  ancorchè i lavoratori che maturerebbero i requisiti ante Fornero al 31.12.2014 sarebbero stimati da Persociv in numero di 310.

I numeri che abbiamo riferito sono stati tutti indicati in riunione dal Vice Capo di Gabinetto dr.ssa A. Fava, ma va precisato che sono numeri tutti ancora suscettibili di affinamenti successivi e dunque da prendere ancora non alla lettera (su nostra richiesta, l’Amministrazione si è impegnata a fornire alle OO.SS. nazionali i numeri definitivi che troveranno posto nella proposta che la Difesa inoltrerà alla F.P. entro il 4 p.v.).  In allegato, una tabella da noi predisposta che riassume tutti i numeri dati dall’Amministrazione nel corso della riunione di oggi con le OO.SS. nazionali.

Al di là dei numeri, comunque, rimangono le scelte di fondo operate dall’Amministrazione, che dovrebbero consentirci di superare le forche caudine della spending review, che tante preoccupazioni ha indotto nella nostra gente, e di superarle attraverso la sola leva della “compensazione interna” . Va infatti precisato che l’Amministrazione non ha preso in considerazione l’utilizzo della seconda leva prevista dalla Direttiva,  la “compensazione verticale”  che coinvolge gli Enti vigilati (nel nostro caso, avrebbe interessato l’Agenzia Industrie Difesa).

Nel suo intervento, la nostra O.S. ha innanzitutto dato atto all’Amministrazione di aver messo a punto una proposta intelligente ed efficace  che, laddove venisse recepita in toto dalla F.P. come noi ci auguriamo,  ci consentirebbe di ridurre a zero i rischi di perdita di posti di lavoro e di mantenere  gli attuali livelli di personale occupato, un risultato questo nel quale avevamo sperato. Va inoltre aggiunto che l’annoso problema degli ausiliari, per il quale tanto la nostra O.S. ha detto, scritto e lavorato  in questi anni,  trova all’interno di questa proposta una sua prima concreta soluzione che si concretizza nell’azzeramento delle attuali eccedenze, che avrebbero avuto scarse possibilità di transito verso altre Amministrazioni. Sotto questo profilo, la fiducia nel buon lavoro di Persociv e l’ottimismo che avevamo espresso sulla possibilità di trovare soluzioni per azzerare la possibilità di esuberi,  non erano poi così  campate in aria.  Bene davvero!

FLP DIFESA ha però posto altre questioni, che brevemente qui richiamiamo. La prima, fa riferimento al “cronoprogramma” indicato nell’ultima parte della Direttiva F.P.  n. 10.  Entro il 31 dicembre 2012, l’Amministrazione dovrà: quantificare “i soprannumerari sulla base dei presenti alla data di adozione del DPCM”;  predisporre “piani previsionali delle cessazioni di personale in servizio fino a tutto il 31.12.2014”;   individuare “nominativamente il personale in possesso dei requisiti” per il pensionamento, sia con le regole ante Fornero sia secondo il regime ordinario;  comunicare “al personale interessato la data di collocamento a riposo”; infine,  individuare “i soprannumeri non riassorbibili entro due anni a decorrere dal 1° gen. 2013”.  Si tratta di incombenze importantissime e decisive, rispetto alle quali la nostra O.S. ha chiesto tavoli di confronto preventivi per dare massima trasparenza alle scelte  e consentire al Sindacato di offrire il proprio contributo.  Sappiamo bene che la F.P.  ha preannunciato una successiva direttiva recante i criteri in merito alle incombenze di cui sopra,  e sappiamo anche che ci saranno tavoli di confronto con le OO.SS. a palazzo Vidoni;  è però necessario, lo abbiamo detto al dr. Magri, che “l’informazione alle OO.SS.” prevista dalla Direttiva stessa sia, mai come questa volta, onorata pienamente e in tempi congrui, anche perché questa volta le scelte potrebbero incidere sulla pelle viva dei lavoratori.

In ultimo, accenniamo alle scelte che l’Amministrazione ci ha comunicato sul fronte degli Uffici Dirigenziali, Generali e non, che dovranno subire un taglio in misura non inferiore al 20%. Attualmente, sono n. 133 i nostri dirigenti civili,  di cui n. 6 in Giustizia Militare, settore però immune dai tagli (sia di Uffici che di organici) rientrando nelle esclusioni di cui al comma 7. Dei 127 Dirigenti interessati, il taglio del 20% comporterà la perdita di 25 unità, e dunque la dotazione residua sarà di n. 102 Dirigenti (più i 6 della Giustizia Militare), per un totale di n. 108 complessivi post spending review.  Degli attuali n. 11 Dirigenti Generali, ne verranno così cancellati n. 2, con un residuo di n. 9 unità, che risulta fortunatamente pari al numero degli effettivi.

A conclusione di questo Notiziario, desideriamo sottoporre una riflessione a tutti i colleghi. Tutte le Parti, in riunione, hanno apprezzato il lavoro svolto nella circostanza dalla nostra Direzione Generale e dal suo Direttore: senza questo lavoro, oggi forse i numeri sarebbero diversi e gli esuberi dietro l’angolo. Eppure, c’è chi lavora per cancellare Persociv!  Per quanto ci riguarda, FLP DIFESA non sarà mai d’accordo con questa scelta che, se effettivamente operata, determinerà tali e tanti problemi di cui porterà piena responsabilità in primo luogo lo stesso Vertice politico.

 (Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Tabella con i numeri comunicati dall’Amministrazione

Allegato 2: Direttiva F.P. n. 10 del 24.09.12 – linee guida per l’applicazione art. 2 Legge 135 sulla spending review

Notiziario n. 117 del 3 settembre 2012 –

L’Ospedale Baggio di Milano, che sarà fortemente ridimensionato

FLP DIFESA è venuta a conoscenza che, con lettera a sua firma prot. n. 004 del 9 agosto u.s. indirizzata al Capo di Stato Maggiore Difesa, il Ministro amm. Gianpaolo Di Paola ha  espresso le proprie  “valutazioni e direttive” per il nuovo riordino della Sanità Militare in senso interforze.

Trattasi del secondo riordino in chiave interforze dopo quello posto in essere negli anni 2000, avvenuto nel 2005/2006 e discendente dal D. Lgs. 253/2005 (riordino area operativa), e che vide la nascita dei DMML (Dipartimenti Militari di Medicina Legale) e la riorganizzazione/soppressione dei vecchi Ospedali Militari, primo fra tutti quello di Bari che fu oggetto di un forte contenzioso tra le Parti.

Giova ricordare a tal proposito come quel primo riordino avvenne in un contesto di relazioni sindacali profondamente diverso da quello attuale,  essendo stato gestito attraverso un sistema di regole fissato da specifico protocollo d’intesa sottoscritto dalle Parti in data 6.12.2006 (si veda il Notiziario FLP DIFESA n. 141 del 7.12.2006), a sua volta ispirato dall’accordo madre in materia di “regole della relazioni sindacali nei processi di riorganizzazione” che era stato sottoscritto in data 29.11.2006 dalle OO.SS. nazionali e dal Sottosegretario delegato pro tempore (vds. Notiziario FLP DIFESA n. 137 di pari data).

La lettura di questi documenti qui allegati dà la misura della differenza con i tempi attuali: allora le OO.SS. erano a tavoli uniti, e i risultati si vedevano; oggi, per volontà di CGIL-CISL-UIL, ci sono i tavoli separati, e anche per questo le decisioni si assumono senza neanche informare il Sindacato, come è avvenuto per questo secondo riordino della Sanità Militare. Crediamo ci sia materia di utile riflessione per qualcuno!

Queste le scelte di riordino più importanti che emergono dalla lettura della lettera del Ministro:

– costituzione dell’Ispettorato di Sanità Militare, che  coordinerà tutta l’area della Sanità interforze, che vedrà comunque il mantenimento all’interno di ogni singola F.A. di un proprio Vertice Sanitario;

– soppressione dei Comandi Servizi Sanitari Nord (Padova) e Sud (Napoli);

– conferma del Policlinico militare Celio di Roma quale unico “polo ospedaliero polifunzionale” e specialistico in materia  di medicina d’urgenza, e mantenimento del Dipartimento lungodegenza di Anzio ; al contempo, depotenziamento dell’Ospedale Baggio di Milano e sua trasformazione in “day hospital”;

– drastico ridimensionamento dei DMML (ne rimarranno 7, con chiusura di Palermo, Firenze, Chieti etc.).

La tempistica di attuazione indicata dallo stesso Ministro appare davvero stringente, e prevede entro fine mese la “road-map” di dettaglio con le date di attuazione dei provvedimenti” .  Una velocizzazione davvero notevole, fatta di scelte che hanno lasciano finora  completamente fuori le OO.SS. nazionali.

Noi non entriamo per il momento nel merito di queste scelte; solleviamo però sin da subito fortissime riserve sul metodo che è stato sinora seguito, e poniamo essenzialmente due questioni:

la prima: perché si procede al riordino della sanità militare “prima” e “al di fuori” del processo di riforma complessivo dello strumento militare che sta dentro il disegno di legge delega attualmente all’attenzione de Senato? Perché questa fuga in avanti che esclude il coinvolgimento del Parlamento?

la seconda: perché nelle tante riunioni che sono state fatte in questi mesi con Ministro e Sottosegretario mai si è accennato ad una eventualità di questo genere e ancora una volta le scelte sono state operate al netto delle OO.SS.?  Ancora una volta, ci troviamo di fronte a un metodo inaccettabile: varie riunioni con le OO.SS. naz., ma sistematica esclusione dal coinvolgimento effettivo sulle scelte.

In relazione a quanto sopra,  abbiamo inviato al Sottosegretario richiesta di incontro urgente.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Lettera del Ministro al Capo SMD con le direttive sul nuovo riordino della sanità militare

Allegato 2: Lettera di FLP DIFESA al Sottosegretario con richiesta di incontro

Allegato 3: Protocolli d’intesa del 2006

 

Notiziario n. 107 del 31 luglio 2012 –

Il Sottosegretario alla Difesa dr. Gianluigi Magri

Nella giornata odierna si è svolta a palazzo Baracchini una riunione tra la nostra O.S. e il  Sottosegretario dr. G. Magri, che ha avuto all’o.d.g. il D.L. 6.07.2012, n. 95 sulla c.d. “spending review”.

Come si ricorderà, l’art. 2 del predetto D.L. che proprio oggi ha avuto il via libera del Senato,  prevede una riduzione del 20% degli Uffici dirigenziali, di livello generale e non,  e un taglio del 10% della spesa rispetto agli organici derivanti dall’attuazione del D.L. 138/2011. Una nuova sforbiciata, dunque, la quarta in ordine di tempo dal 2008 ad oggi, che  potrebbe avere questa volta effetti pesanti, come abbiamo avuto modo di segnalare al Ministro nel corso dell’incontro del 17 u.s. (vds. Notiziario n. 100).

Nel suo intervento iniziale,  il Sottosegretario Magri, posto che la legge di conversione non dovrebbe recare modifiche all’art. 2 nella parte di nostro interesse, ci ha comunicato che l’Amministrazione ha approfondito alcuni aspetti relativi alla possibilità, offerta dal comma 11, let a),  di accesso al trattamento pensionistico con le regole ante riforma Fornero per i lavoratori che risultino in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi entro il 31.12.2014.   Da questi approfondimenti, e dalle simulazioni effettuate incrociando i dati anagrafici e quelli relativi all’anzianità contributiva,  emergerebbero dati interessanti che in ogni caso dovranno essere verificati in sede INPS.  Per quanto attiene la mobilità,  seconda leva per evitare i collocamenti in disponibilità,  il Sottosegretario ha ribadito gli indirizzi impartiti dal Ministro (si veda la nota consegnata in riunione e allegata al presente Notiziario), segnalando l’imminente avvio dei tavoli tecnici (la prima riunione è prevista il 2 p.v. a Persociv)

Nel suo intervento, la nostra O.S. ha innanzitutto ribadito il proprio dissenso in merito alla scelta del Governo di ricomprendere anche la Difesa tra le Amministrazioni destinatarie dei tagli di cui sopra, pur a fronte di una spending review molto in profondità quale è quella prevista dalla riforma Di Paola, ma che in ogni caso non tocca sprechi, privilegi borbonici e  acquisti di armamenti (F35 in primis).

 FLP DIFESA ha preso atto dei dati rilevati in ordine ai pensionamenti fino al 2014, che aspettiamo di conoscere nel dettaglio;  ha segnalato però che, anche nel caso in cui i pensionamenti risolvessero in  toto il problema esuberi,  laddove l’ attuale  dotazione di area 1^ trovasse conferma nel DPCM sui nuovi organici che dovrà vedere la luce entro il 31 ottobre p.v., permarrebbe comunque la condizione di esubero della quasi totalità dei lavoratori di prima area, che, stante la difficile collocabilità in altre AA. PP., aprirebbe la prospettiva nefasta del collocamento in disponibilità (24 mesi con retribuzione al 60%, e poi il licenziamento). Per evitare questo problema, occorrerà trovare una soluzione ad hoc, che per FLP DIFESA potrebbe consistere in una norma che preveda che il soprannumero  sia rilevato con riferimento alle  dotazioni complessive di Ministero e non con riferimento alle singole aree.

In merito alla “questione mobilità”,  la nostra O.S. ha preso positivamente atto dell’avvio dei tavoli tecnici, ribadendo la propria richiesta che si parta dalla mobilità interna, tenuto anche conto della necessità di disporre di un quadro di riferimento più preciso per quanto riguarda le collocabilità in ambito altre AA.PP. (il Ministro Patroni Griffi ha detto ieri alle OO.SS. che fornirà numeri e dati a settembre).

Infine, su nostra richiesta, il dr. Magri ha precisato che, in questa fase,  è intendimento dell’A.D. di far transitare nei ruoli civili il solo personale militare non idoneo ex D.M. 18.04.2002, evitando così ulteriori ingressi che graverebbe sulle posizioni soprannumerarie.  Bene, ma resta comunque il problema legato alle previsioni del disegno di legge delega di riforma dello strumento militare (transiti in soprannumero nei ruoli civili del personale militare in esubero) che crediamo non subiranno modifiche durante il percorso in Parlamento.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Nota Gabinetto Difesa del 31.07.2012 sulla mobilità del personale civile

Il Sottosegretario Magri con il Presidente Monti

Notiziario n. 86 del 19 giugno 2012 –

Nella giornata odierna si è svolta presso il Gabinetto del Ministro, presieduta dal Sottosegretario delegato dr. Gianluigi Magri, una riunione con le OO.SS. Nazionali della Difesa alla presenza di SMD, di Segredifesa e Persociv, che aveva all’ordine del giorno  “Disegno di legge delega sulla revisione dello strumento militare: tematiche del personale civile con particolare riguardo alla mobilità”.

L’incontro inaugurava una nuova modalità di organizzazione del tavolo politico nazionale, già anticipato e pertanto a conoscenza delle OO.SS., che prevedeva la relazione introduttiva del Sottosegretario a fattor comune e dunque a tavoli uniti,  e il successivo prosieguo del confronto rigorosamente a tavoli separati per esclusiva volontà di CGIL-CISL-UIL che, anche in  questa difficilissima fase, continuano indefessamente a tenere alta la bandiera della separazione dei tavoli sindacali. La nuova modalità è stata però subito contestata dalle stesse CGIL-CISL-UIL che, subito dopo la relazione del Sottosegretario, hanno abbandonato il tavolo di confronto.

E’ davvero incredibile, e lo abbiamo rappresentato al tavolo, come anche in un momento come questo in cui il Ministro Di Paola sta calando la scure con il previsto taglio di 10.000 posti di lavoro e una riforma che penalizza pesantemente la componente civile (anche a giudizio di CGIL-CISL-UIL), invece di concentrarci sulle cose da fare e magari da fare anche insieme, ci si perda in “quisquilie e pinzillacchere” che certo non aggiungono neanche un grammo di valore e di peso specifico al tavolo sindacale nel difficilissimo confronto con la controparte. A nostro avviso, e lo abbiamo detto chiaramente,  il problema non sta certo nella modalità di organizzazione dei tavoli separati,  ma esclusivamente nella scelta, oggi ancor più incomprensibile, dei tavoli separati che CGIL-CISL-UIL hanno avanzato nel novembre del 2009, senza peraltro mai spiegare ragioni e obiettivi di questa scelta, e che l’Amministrazione ha a suo tempo interessatamente accettato (“divide et impera”…), come ha candidamente ammesso l’on. Cossiga,  all’epoca Sottosegretario, a nostra precisa domanda in sede di  riunione. Bene, andiamo avanti così, ci attende un luminoso cammino e un futuro di enormi soddisfazioni!

La riunione era cominciata con l’intervento introduttivo del Sottosegretario Magri che ha affrontato tre ordini di problemi legati al disegno di legge delega sulla revisione dello strumento militare  attualmente all’esame del Senato (A.S. 3271), e precisamente:

  In materia di mobilità,  il dr. Magri ha confermato l’apertura del Ministro Di Paola sulla c.d.  “mobilità esterna individuale”,   allo scopo di favorire quanto più possibile il transito verso altre AA.PP., come è peraltro già avvenuto recentemente in ordine alle richieste di transito pervenute dall’Agenzia delle Dogane concernenti dipendenti della Difesa collocati in posizione utile nelle graduatorie relative ad un bando di mobilità. Il  Sottosegretario delegato ha anche segnalato che l’A.D.  sta cercando di verificare la disponibilità di altre AA.CC. ad accogliere lavoratori civili interessati al transito, anche per quanto attiene la possibilità di eventuali “accordi di mobilità” su contingenti definiti di personale. Il dr. Magri ha quindi dichiarato la disponibilità dell’Amministrazione a discutere con le OO.SS. anche in materia di “mobilità interna individuale”, e cioè sui trasferimenti a domanda in ambito Difesa, per  ridefinire i criteri e le modalità operative. Infine, il Sottosegretario ha reso noto che verranno avviati appositi tavoli tecnici di confronto con le OO.SS. nazionali, intervallati da incontri di livello politico.

  In materia di formazione: il Sottosegretario ha trattato l’argomento in poco tempo, dicendo solo che l’A.D. sta attualmente studiando il problema allo scopo di individuare le più ottimali soluzioni al riguardo.

  Infine, per quanto riguarda la spinosa questione legata alla personale di 1^ area, ci ha informato che il MEF ha posto dei problemi per quanto attiene la copertura finanziaria del provvedimento relativo alla proposta di legge presentata nell’aprile 2008 dagli onn. Vico e altri (A.C. 102), attualmente al vaglio della Commissione lavoro della Camera dei Deputati (si veda il Notiziario n. 72 del 23 maggio u.s.). Ha quindi  segnalato la possibilità che il problema possa trovare soluzione attraverso una apposita norma inserita in uno dei Decreti Legislativi attuativi della legge delega.

In merito ai punti toccati dal Sottosegretario, la FLP DIFESA ha rappresentato quanto segue.

 Mobilità: la nostra O.S. prende atto dell’apertura operata dall’Amministrazione in materia di “mobilità esterna”,  che certo farà contenti molti colleghi, ma non può evitare di evidenziare che la stessa appare non casuale alla luce del progetto di riforma.  D’altronde,  il legame tra le due cose è reso evidente anche dalla lettura dell’ordine del giorno della riunione, che lega la mobilità al disegno di legge delega (DDLD).  E questo nesso, reso evidente dalla stessa Amministrazione, ci conforta nel sospetto,   già da noi avanzato in sede di commento alla nota a firma del Capo di Gabinetto datata 23 mag. u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 73 del 24.05.2012),  che la disponibilità ad aprire all’esterno i cancelli della Difesa sia dettata dalla necessità di liberare sedie e posti  in attesa del transito nei ruoli civili di personale  militare in esubero,  per i quali il disegno di legge delega costruisce un sorta di percorso privilegiato.  Questa apertura farà contenti molti colleghi,  e noi ne siamo ovviamente felici, ma non può non indurre a riflessioni preoccupate su quale sia l’effettivo disegno del Ministro in merito al personale civile,  nella nuova Difesa che nascerà dall’attuazione della sua legge delega.  Ed è paradossale che questa convinzione non sia presente in tutte le OO.SS., una parte delle quali sembra soddisfatta della presunta e tutta ipotetica vittoria e invita i colleghi a produrre istanze di mobilità, il cui esito, però, è bene precisarlo, dipende innanzitutto dal via libera dell’Amministrazione ricevente,  che non è per nulla scontato, tutt’altro, a ben guardare alle più recenti esperienze, per esempio in materia di reimpieghi .

Per quanto attiene la “mobilità interna”, FLP DIFESA ha preso atto della disponibilità dell’Amministrazione a ridefinire i criteri e le modalità, e ha chiesto che se ne dia priorità in previsione dei costituendi tavoli tecnici di confronto a Persociv.   Va a tal riguardo ricordato, e lo abbiamo segnalato al Sottosegretario, che i criteri e le modalità per l’attuazione della mobilità interna sono presenti nel CCN Integrativo Difesa del 6.07.2000,  che però non sono stati mai posti in essere  dall’Amministrazione  dietro il paravento della continua ristrutturazione: anche per questo, in sede di piattaforma,  FLP DIFESA aveva chiesto il recupero, ovviamente  attualizzato,  di quelle regole.  Attendiamo dunque l’avvio dei tavoli tecnici, che dovrebbero portare ad un CCNI sui criteri di mobilità interna ed esterna, oltre che anche su quelli relativi a bandi di mobilità,  reimpieghi, comandi, etc.

Infine,  è rimasta sostanzialmente inevasa la nostra richiesta di conoscere quali siano,  nelle more del CCNI,  i criteri che presidieranno alla gestione delle mobilità,  anche con qualche uscita un  po’ azzardata sul supposto superamento delle dotazioni organiche. Agli OO.PP. presenti, che sono molto  impegnati attualmente nella ridefinizione in attuazione L148/2011, saranno fischiate le orecchie….

  Formazione: abbiamo  preso atto degli approfondimenti avviati dall’A.D., che non possono che essere salutati positivamente dalla nostra O.S., che ha sempre dichiarato la centralità della materia, che però nella Difesa  ha registrato in questo decennio approcci un po’ riduttivi.  Abbiamo quindi ribadito la nostra richiesta di un piano di formazione annuale che ricomprenda tutte le aree del nostro Ministero e di un accordo nazionale che lo supporti  attraverso la definizione di criteri, modalità e percorsi operativi.  Tutto questo al solo fine di fare della formazione  quella leva strategica  fondamentale di cui parlano i CC.CC.NN.LL.,  garantendo, attraverso risorse adeguate,  il principio della pari opportunità e del diritto per tutti alla formazione e all’aggiornamento professionale, anche in considerazione delle ricadute che oggi avrebbero sulla progressione economica e professionale.

 Problematica area 1^: la nostra O.S. ha detto di essere a conoscenza dell’approccio che il MEF ha espresso sul problema del transito dalla 1^alla 2^area,  di cui alla proposta di legge Vico e altri. In buona sostanza, il MEF negherebbe la possibilità di utilizzo delle risorse FUA, che attualmente finanziano la maggiore retribuzione F3, e che, in caso di passaggio nell’area superiore, verrebbero reintegrate nel Fondo, cosa che renderebbe necessaria una copertura extra FUA del provvedimento.

A nostro avviso, e lo abbiamo detto al Sottosegretario, la questione posta dal MEF ci sembra un po’ tirata per i capelli, e comunque,  per gli elementi di conoscenza a nostra disposizione,  potrebbe essere superabile attraverso una soluzione che in primis andrà perseguita sul piano politico, e quindi con un diretto intervento del Ministro,  che nella circostanza abbiamo ancora una volta sollecitato. Nel Parlamento delle decine e decine di leggi ad personam,  pensiamo ci possa essere per una volta spazio per una legge ad categoriam che risolva un problema storico della nostra Amministrazione e che tolga dalla condizione di esubero duemila lavoratori, che potrebbe anche diventare  a breve effettivo e dunque pericolosissimo, nel contesto  degli scenari attuali che preannunciano un ulteriore taglio degli organici.  Abbiamo anche detto al Sottosegretario che l’ipotesi del rinvio del problema ai decreti attuativi non ci convince per nulla, tenuto anche conto che nel testo del disegno di legge delega presentato al Senato dal Ministro è stato tolto il riferimento alla riqualificazione che era presente nel testo entrato a palazzo Chigi.  Non è più tempo di ipotesi tutte da costruire, l’occasione c’è ed è a portata di mano (il ddl Vico), ed è irripetibile; disperderla sarebbe un autentico suicidio, verosimilmente  senza recupero. Ai colleghi interessati, diciamo che seguiremo con particolare attenzione, come abbiamo fatto sino ad ora, gli sviluppi in Commissione Lavoro e, nel caso in cui dovessimo comprendere che gli spazi fossero irrimediabilmente compromessi,  avvieremo tutte le iniziative del caso, conseguenti e necessarie.

La FLP DIFESA ha posto inoltre al Sottosegretario le seguenti questioni:

  Spending Review: la nostra O.S. ha chiesto di conoscere le relazioni tra il disegno di legge delega sul riordino della Difesa e l’operazione di spending review che il Governo intende portare a compimento entro fine mese  e alla quale anche il nostro Ministero dovrà contribuire. Quali tagli, quali economie, quali ottimizzazioni, e per quali importi: questo abbiamo chiesto al Sottosegretario. La risposta è stata molto netta: c’è stata qualche giorno fa una riunione con il Ministro per i rapporti con il Parlamento Piero Giarda, e in quella circostanza si è convenuto che il contributo, anche notevole,  all’operazione spending da parte della Difesa è tutto all’interno del disegno di legge delega di riordino, che prevede una contrazione dello strumento militare pari al 30% nel giro dei prossimi sei anni, anche se ancora non esattamente quantificata in termini di risparmio di spesa. Una precisazione importante, quella del dr. Magri, che offre una lettura diversa da quelle di segno opposto comparse su organi di stampa.

 Rideterminazione dotazioni organiche: abbiamo riproposto al Sottosegretario la richiesta da noi avanzata con la nota del 23 u.s. (vds. Notiziario n. 57 di pari data),  nella quale chiedevamo che, in ottemperanza alle norme contrattuali vigenti,  venissero avviati i tavoli di confronto, di livello nazionale e locale, a premessa del nuovo DPCM sulle dotazioni organiche. Per quanto riguarda l’area operativa, preso atto che abbiamo già trattato l’argomento nella riunione con lo SMA del 29 mag. u.s.  e che faremo la stesso nella riunione con SMM in calendario per i primi giorni di luglio, rimane ancora scoperto il versante Esercito, che in ogni caso è il settore più importante dell’area operativa. Abbiamo pertanto riproposto la nostra esigenza che venga avviato il confronto anche con questa Forza Armata.

 Infine, un aggiornamento sul disegno di legge delega per la riduzione dello strumento militare attualmente all’esame della Commissione Difesa del Senato: concluse le audizioni, dovrebbe a breve cominciare la discussione di merito, attraverso la quale conosceremo finalmente  le valutazioni dei diversi Gruppi parlamentari. La nostra posizione è chiara al riguardo: vorremmo che il provvedimento venisse significativamente modificato nella parte relativa al personale civile, e per questo siamo impegnati attualmente  in decine di assemblee con i lavoratori  e abbiamo messo in programma una manifestazione nazionale prevista per il 6 luglio p.v., in merito alla quale forniremo nei prossimi giorni tutti i dettagli.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario FLP Difesa n. 38 del 12.03.2012 – 

Il Capo di SMD, gen. Abrate

Siamo venuti in possesso della bozza di un importante e anche molto preoccupante documento elaborato dal 1° Reparto di Stato Maggiore Difesa (SMD)  che è frutto di uno studio di previsione sulle dinamiche di uscita-entrata nei ruoli civili e militari della Difesa, con l’occhio orientato agli obiettivi in materia di personale fissati dal progetto del Ministro Di Paola  sulla riduzione dello strumento militare finalizzata al riequilibrio, per questa via, degli squilibri attuali del nostro bilancio.

 Come si ricorderà, in data 16 febbraio u.s. scorso (nostro Notiziario n. 26 di pari data) il Ministro della Difesa, dopo averlo già fatto in  Consiglio Supremo di Difesa, Consiglio dei Ministri e Commissioni Difesa di Camera e Senato,  illustrò anche alle OO.SS. nazionali le linee guida del suo progetto di riduzione dello strumento militare (vds.  relazione allegata al nostro Notiziario n. 24 del 15.02.2012).

In estrema sintesi: il sistema Difesa è vicino al collasso a causa del corposo taglio di risorse avvenuto in questi anni (-30%);  occorre dunque procedere ad un ridimensionamento della struttura della Difesa e a consistenti tagli del personale  (43mila in totale in 10/12 anni, di cui 10mila civili e 33mila militari), in merito ai quali orientamenti la nostra O.S. espresse al Ministro in riunione le sue prime considerazioni.

Evidentemente, su questa strada, l’Amministrazione ha proseguito il proprio lavoro di messa a punto, e le relative risultanze, forse non ancora definitive ma certo estremamente illuminanti in merito ai percorsi che si intendono intraprendere, sono contenute in un documento datato 26 gennaio 2012 di Stato Maggiore Difesa – 1° Reparto che è apparso qualche giorno fa  su un sito web e che ad ogni buon conto alleghiamo in copia al presente Notiziario per l’utile conoscenza dei colleghi interessati.

Oggetto dello studio di SMD sono i percorsi da porre in essere per traguardare “la contrazione degli attuali organici della componente militare per attestarsi al valore pari a 151.000 militari” . Si parte dall’esame della situazione attuale di personale;  si analizzano poi gli aspetti finanziari con gli obiettivi finalizzati all’ abbattimento dei costi; infine, si affronta la parte relativa agli strumenti da utilizzare e che “potrebbero consentire di contrarre gli organici/costi ed anticipare temporalmente il conseguimento dell’obiettivo”.  Tra gli strumenti ipotizzati da SMD, una parte fondamentale la recita il passaggio in mobilità volontaria  nelle AA.PP. di personale militare  introdotto di recente con la legge 183/2011 (c.d. legge di stabilità 2012), in merito alla quale possibilità il documento sottolinea che “in ambito Difesa è stata elaborata una proposta di tabella di equiparazione tra personale militare e civile” , che induce a ritenere che il Gruppo di lavoro appositamente costituito e presieduto dall’avv. Di Palma,  ma senza alcuna presenza di componenti di parte sindacale come noi avevamo chiesto, ha concluso i suoi lavori, senza che alcuna informazione/confronto  siano stati offerti alle OO.SS., come pure l’A.D. si era impegnata.

Ebbene, nelle previsioni di SMD, una parte cospicua dei transiti verso le Pubbliche Amministrazioni dovrebbe interessare, pensate un po’, proprio l’ ”Amministrazione civile della Difesa”,  verso la quale, nel periodo di tempo ricompreso tra il 2013 e il 2032 e allo scopo di compensare gli esodi che porterebbero a regime la dotazione organica civile a soli 6.550 unità,  si ipotizzano transiti per ben 9.000 (dicesi: novemila) militari  (sottufficiali e ufficiali fino al grado di Ten. Col.).

A tal riguardo, evitiamo allo stato ogni commento in quanto siamo ancora di fronte a uno “studio”; pur tuttavia, nell’esprimere sin da ora una valutazione negativa su un’ipotesi del genere, abbiamo inviato in data odierna al Sottosegretario delegato dr. Magri la nota allegata con richiesta di incontro urgente.

(Giancarlo PITTELLI)

ALLEGATI:

  1. Lettera FLP DIFESA al Sottosegretario Magri
  2. Documento SMD

Notiziario FLP Difesa n. 25 del 16.02.2012 –

Palazzo Baracchini

Nel corso dell’incontro di oggi pomeriggio a palazzo Baracchini con le OO.SS. che ha avuto all’ordine del giorno l’illustrazione delle linee guida del progetto di revisione in senso riduttivo dello strumento militare,  il Ministro Di Paola ci ha comunicato che, recependo la nostra richiesta di cui ai nostri precedenti Notiziari n. 11 del 20 gen, n. 17 del 6 feb. e n. 21 del 9 feb uu.ss., il procedimento di attuazione del sistema di misurazione e valutazione della performance individuale e di cui alla Direttiva Ministeriale del 23.12.2010 viene sospeso e differito nelle more di una rivisitazione profonda di quella Direttiva.

In allegato, copia della comunicazione a firma del Sottosegretario Magri, con preghiera di ampia diffusione della stessa insieme al presente Notiziario.

Nel dare la bella notizia, davvero molto attesa dai lavoratori, esprimiamo la nostra piena soddisfazione per la decisione del nuovo vertice Vertice politico del Ministero che dà ragione alle perplessità e alla riserve da noi espresse sin dal primo momento sui contenuti di quella Direttiva e sulla sua effettiva praticabilità e gestibilità in ambito Difesa, e che, a fronte del ripetuto  “no” del precedente Vertice politico a prendere in esame qualsiasi provvedimento di natura sospensiva, ha portato la nostra O.S. ad adire il Giudice Amministrativo (il 24 aprile p.v. ci sarà la seconda udienza al TAR Lazio e poi si andrà in decisione per l’annullamento da noi richiesto).

Ovviamente, rimaniamo convinti che il “problema performance” non si risolve definitivamente con il provvedimento sospensivo deciso e che ci è stato comunicato oggi dal Ministro, ma che sarà comunque necessaria una iniziativa di carattere politico che…. sia finalizzata all’ottenimento di una deroga per via legislativa o comunque di un differimento dei termini di applicazione del  Titolo III del D. Lgs. 27.10.2009, n. 150,  così come peraltro già richiesto e ottenuto da altre Amministrazioni Pubbliche”, antica richiesta, questa, di FLP DIFESA, che abbiamo riproposto anche nella precedente nota al Ministro del 20 u.s., e che, se realizzata,  avrebbe effetti stabilizzanti nel medio/lungo periodo.

Seguirà altro Notiziario in cui illustreremo i contenuti della riunione odierna con il Ministro Di Paola sul progetto di revisione dello strumento militare.

(Giancarlo PITTELLI)

Allegato: La nota del Sottosegretario Magri

Sottosegretario Magri






Le eccedenze tutte riassorbibili con i pensionamenti. Il personale di area 1^ rientra in organico.

2 Ott 2012 - Flp Difesa

Notiziario n. 129 del 2 ottobre 2012 – Si è tenuta oggi a Palazzo Baracchini una riunione con il Sottosegretario Magri convocata urgentemente in data di ieri: all’o.d.g., l’esame della proposta della nostra Amministrazione sulla rideterminazione degli organici in applicazione dell’art. 2, comma 1, della Legge 7.08.2012, n. 135 (“spending review”)  che dovrà essere inoltrata […]


Il nuovo riordino della Sanità Militare

3 Set 2012 - Flp Difesa

Notiziario n. 117 del 3 settembre 2012 – FLP DIFESA è venuta a conoscenza che, con lettera a sua firma prot. n. 004 del 9 agosto u.s. indirizzata al Capo di Stato Maggiore Difesa, il Ministro amm. Gianpaolo Di Paola ha  espresso le proprie  “valutazioni e direttive” per il nuovo riordino della Sanità Militare in […]



RIUNIONE CON IL SOTTOSEGRETARIO MAGRI: CONFERMATA L’APERTURA SULLA MOBILITA’ VERSO ALTRE AMMINISTRAZIONI

19 Giu 2012 - Flp Difesa

Notiziario n. 86 del 19 giugno 2012 – Nella giornata odierna si è svolta presso il Gabinetto del Ministro, presieduta dal Sottosegretario delegato dr. Gianluigi Magri, una riunione con le OO.SS. Nazionali della Difesa alla presenza di SMD, di Segredifesa e Persociv, che aveva all’ordine del giorno  “Disegno di legge delega sulla revisione dello strumento […]


STUDIO S.M.D.: NOVEMILA MILITARI IN TRANSITO VERSO I RUOLI CIVILI!

13 Mar 2012 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 38 del 12.03.2012 –  Siamo venuti in possesso della bozza di un importante e anche molto preoccupante documento elaborato dal 1° Reparto di Stato Maggiore Difesa (SMD)  che è frutto di uno studio di previsione sulle dinamiche di uscita-entrata nei ruoli civili e militari della Difesa, con l’occhio orientato agli obiettivi […]


SOSPESO E DIFFERITO IL PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

16 Feb 2012 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 25 del 16.02.2012 – Nel corso dell’incontro di oggi pomeriggio a palazzo Baracchini con le OO.SS. che ha avuto all’ordine del giorno l’illustrazione delle linee guida del progetto di revisione in senso riduttivo dello strumento militare,  il Ministro Di Paola ci ha comunicato che, recependo la nostra richiesta di cui ai […]


Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: