Nella riunione odierna con il Sottosegretario Rossi, siamo stati informati in merito agli intendimenti di A.D. sulle modifiche e integrazioni da introdurre nel sistema di valutazione della performance individuale attuato nel 2016, e di cui alla ben nota Direttiva del 10.11.2016 a firma della Ministra Roberta Pinotti che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2.
A tal riguardo, va utilmente ricordato come lo stesso Sottosegretario ci invitò nell’ottobre dello scorso anno a fornire dei contributi ai fini delle eventuali modifiche da apportare nella già richiamata Direttiva Ministeriale, che la nostra O.S. ha assolto con la nota allegata al Notiziario n. 123 del 22.10.2016 nella quale ribadì le proprie posizioni politiche in materia di performance e formulò due richieste precise.
In primo luogo, scrivemmo all’on. Rossi, noi siamo convinti che, nelle condizioni date in A.D. (compresenza di militari esclusi dal sistema di valutazione della performance; Dirigenti valutatori militari esclusi anch’essi da ogni valutazione della performance; il complesso processo di riordino in atto; la mission particolarissima del MD e la sua particolare organizzazione; etc.), sarebbe stato necessario non adottare il sistema brunettiano attraverso una deroga ad hoc da richiedere alla F.P., cosa assolutamente possibile nei tempi immediatamente successivi alla pubblicazione del D. Lgs 150/2009, come fatto da altre AA.CC. La nostra Amministrazione invece non lo ha fatto e, dopo la sospensione a firma del Sottosegretario Magri del 16.02.2012, ha deciso di riavviare il sistema di valutazione nell’anno 2016.
E lo ha fatto, e qui veniamo al primo problema, anche con forzature macroscopiche passate purtroppo sotto traccia, come l’estensione dei criteri di valutazione della performance individuale alla valutazione dell’apporto partecipativo dei lavoratori ai progetti locali, così mescolando performance e FUS in un cocktail che ha creato non pochi problemi ed ha di fatto depotenziato i tavoli locali, ridotti a meri certificatori delle valutazioni del Dirigente. E’ stata dunque questa la prima delle due richieste avanzate da FLP DIFESA all’on. Rossi: differenziare i criteri di valutazione di performance e FUS.
La seconda richiesta riguardava invece la performance organizzativa, che ha – per definizione – uno stretto legame con la “performance individuale” del valutando, come peraltro affermato dalla stessa Direttiva del 10.11.2015. Ebbene, nella predetta Direttiva, la valutazione della performance individuale del dipendente è stata del tutto sconnessa dal contesto degli obiettivi delle articolazioni organizzative dell’Ente, e a nulla è valsa l’iniziativa messa in campo dalla nostra O.S. (vds Notiziario n. 12 del 25.01.2016) che recava l’invito ai lavoratori di richiedere ai propri Enti la performance organizzativa, poi ripresa da molte RSU e OO.SS. territoriali, rispetto alla quale, per la propria area, SMD ha risposto con la nota 31.854 del 4.03.2016 (vds Notiziario n. 29 del 12.03.2016), affermando in buona sostanza che le performance organizzative degli Enti hanno natura riservata. Sull’argomento è poi intervenuto OIV (Organismo Indipendente di Valutazione) che, in risposta ad un quesito dello stesso SMD, ha osservato come la performance organizzativa si possa evincere anche “per ogni unità organizzativa”. E, a seguire,SMD ha invitato i Dirigenti degli Enti della propria area a “fornire riscontro ai dipendenti, che hanno chiesto di conoscere la performance organizzativa dell’Ente/Unità organizzativa di servizio, comunicando gli elementi necessari….”, invito però totalmente disatteso nella stragrande maggioranza dai Dirigenti in questione che si sono limitati a comunicare ai lavoratori richiedenti solo le competenze dell’Ente e gli obiettivi general-generici degli Enti/Unità organizzativa, che è cosa certo ben diversa dalla performance organizzativa. Da qui la seconda richiesta di FLP DIFESA inviata al Sottosegretario a ottobre 2016, quella di regolamentare in direttiva le modalità e i percorsi relativi alla comunicazioni sulla performance organizzativa, che oggi però non possono prescindere dalle novità introdotte dal decreto modificativo del D.Lgs 150/2009, non ancora note, e che per questo non consentono allo stato alcuna regolamentazione.
Sui contenuti e sulle risultanze della riunione di oggi con il Sottosegretario Rossi, ilcomunicato CGIL FP-UIL PA-FLP DIFESA che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.
Ci risiamo! Dopo 4 anni di sospensione, l’A.D. è tornata alla carica riproponendo un sistema di valutazione della performance individuale del personale civile. E’ successo nell’ultima riunione al Gabinetto del 22.12.2014, nella quale il Sottosegretario Rossi ha consegnato alle OO.SS. lo schema di direttiva per il 2015, e ha chiesto loro “contributi e osservazioni”, atteso che la materia non è ricondotta a negoziazione.
Prima di entrare nel merito delle nostre valutazioni al riguardo, vale la pena di fare un po’ il riassunto delle puntate precedenti, pur lontane nel tempo. Come è noto, il D.Lgs. 27.10.2009, n. 150 (“legge Brunetta”) prevede che tutte le attività delle PP.AA. – quelle generali di Amministrazione, quelle specifiche di Ente (“performance organizzativa”) e quelle di ciascun lavoratore (“performance individuale”) – siano soggette a misurazione e valutazione. Lo stesso D. Lgs. 150 prevede inoltre che la parte prevalente del FUA venga distribuita con criteri premiali, nella misura e con le destinazioni per fascia fissate dalla contrattazione (le tre fasce 25 – 50 – 25 %, cui devono corrispondere premi differenziati, con zero € per l’ultima), la cui applicazione, però, l’art. 6 del D. Lgs. 141/2011 ha poi differito a dopo il prossimo contratto.
In relazione alle disposizioni contenute nella legge Brunetta, l’Organismo Indipendente di Valutazione(OIV) emanò in data 23.12.2010 due diverse direttive, la prima delle quali concerneva il sistema di misurazione e di valutazione della performance individuale, che poi entrò in vigore dal 1 gennaio 2011. Ebbene, nel corso delle riunioni a suo tempo effettuate prima del varo della direttiva, FLP DIFESA cercò in tutti i modi di rappresentare all’allora Sottosegretario G. Cossiga l’improponibilità di quel sistema di valutazione della performance nelle condizioni date del Ministero della Difesa, senza però alcun risultato pratico, atteso che l’Amministrazione adottò quel sistema e cercò in tutti i modi di renderlo operativo nel 2011, rigettando le nostre reiterate richieste di una sospensione pro tempore. Ma senza risultato pratico anche perché il 4.02.2011, invece di battersi, come fecero allora la nostra Confederazione CSE e la CGIL, per cancellare definitivamente l’assurdo sistema premiale voluto da Brunetta, altre sigle – CISL e UIL in testa – firmarono con Brunetta un documento (“Intesa del 4 febbraio 2011”) che di fatto allontanava ogni ipotesi di modifica delle legge e con essa di sospensione della Direttiva. E mentre tutto questo avveniva, le criticità connesse alla sua applicazione si resero evidenti a tutti, e da tutti i lavoratori venne allora al Sindacato una forte richiesta di “fare qualcosa” per sospenderne l’applicazione, come ripetutamente ci venne richiesto nelle centinaia di assemblee che allora la nostra O.S. organizzò in tutta Italia. FLP DIFESA decise allora di impugnare presso il TAR Lazio la direttiva OIV del 23.12.2010 sulla performance individuale e chiese al Giudice Amministrativo il suo annullamento previa sospensiva: il ricorso messo a punto dai nostri legali, venne depositato in data 11 marzo 2011. La prima udienza si tenne il 4 maggio 2011, e in quella sede il Giudice rigettò la richiesta dell’A.D. di “sentenza breve di rigetto del ricorso inammissibile” ; successivamente, il Presidente della Sezione I bis del TAR fissò l’udienza di discussione del merito per il giorno 24 aprile 2012. Quell’udienza però non si tenne, perché, in virtù delle enormi criticità emerse in sede di applicazione delle direttiva ma primariamente a causa del nostro ricorso, l’A.D. decise di sospendere l’applicazione del sistema di valutazione con la nota n. 500565 del 16.02. 2012 a firma del SSS dr. Magri. Una sospensione durata di fatto quattro anni, e che oggi l’A.D. vorrebbe rimuovere riproponendo un nuovo sistema di valutazione della performance individuale nei termini di cui al documento consegnato alle OO.SS.
Ebbene, questo documento noi l’abbiamo letto, apprezzandone anche alcune novità. Pur tuttavia, manteniamo in toto il nostro giudizio sulla improponibilità di un sistema di valutazione nelle condizioni oggi date del M.D., per i motivi che abbiamo rappresentato nella nota qui allegata, già inviata al Sottosegretario.
Come da impegno assunto nell’incontro del 21 novembre u.s. (si veda il Notiziario n. 122), FLP DIFESA ha puntualmente inviato in data odierna al Sottosegretario, e per conoscenza a OO.PP., PERSOCIV e AID, le “osservazioni scritte” su temi e problemi legati alla c.d. “civilizzazione” del Ministero della Difesa.
Un tema antico e caro ai colleghi, quello della “civilizzazione”, e cioè la necessità di riconoscere pienamente il ruolo e di attribuire funzioni e compiti adeguati al personale civile (che, proprio per questo, è tema connesso ed intrecciato con il controverso rapporto con il personale militare, certo molto più garantito e tutelato), che è stato l’obiettivo non raggiunto della prima riforma c.d. Andreatta (1997) e dei processi di ristrutturazione che si sono succeduti nell’ultimo quindicennio, essendo apparsa ai più: sul fronte politico, solo un impegno general generico non seguito da scelte normative e operative coerenti e, su quello sindacale, più uno slogan che una rivendicazione seria sulla quale aprire una vertenza altrettanto seria con l’A.D.
Il punto di svolta si è avuto attraverso il confronto tra Amministrazione e OO.SS. sugli schemi dei due decreti attuativi della delega per il riordino in chiave riduttiva delle FF.AA. (si legga il Notiziari n. 2/2014), che il Ministro Mauro e l’allora Sottosegretaria on. Pinotti hanno voluto e avviato e che è servito a mitigare in modo anche significativo gli effetti negativi di una legge delega, la n. 244/2012, che noi abbiamo giudicato pessima sotto il profilo dell’attenzione al lavoro civile e contro la quale FLP DIFESA organizzò il 6 luglio 2012 una grande manifestazione nazionale. Particolarmente importante è apparso a tutti il contenuto dell’art. 1, comma 2-bis, let. e) del D. Lgs. 28.10.2014, n. 7 che prevede l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”. Una novità significativa, frutto positivo di una azione unitaria, che giustamente le OO.SS. nazionali allora rivendicarono in pieno.
Piccolo, ma non insignificante problema: lo stesso articolo rinviava ad apposito “Regolamento” l’individuazione dei criteri per l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile”, passaggio dunque cruciale e decisivo per dare gambe e concretezza alla “civilizzazione”, rispetto al quale il Vertice politico di allora, e in particolare l’allora Sottosegretaria Pinotti, si era impegnato ad aprire rapidamente il confronto con le OO.SS. dopo l’entrata in vigore dei due decreti attuativi della delega.
E’ esattamente quello che non è avvenuto sinora, nonostante i ripetuti richiami venuti da FLP DIFESA, e di cui c’è ampia traccia in tutti i nostri Notiziari sugli incontri con Ministra e Sottosegretario. Spiace constatare che quei richiami siano venuti solo dalla nostra O.S., e ne fanno fede i comunicati diffusi da CGIL-CISL-UIL dopo gli stessi gli incontri, dove il tema “Regolamento” sembra scomparso dall’agenda, compreso l’ultimo relativo alla riunione del 3 u.s. dal titolo consolatorio “Finalmente si comincia a ragionare”.
Si comincia a ragionare de ché? Sui soprannumeri, i dati forniti dall’A.D. sono vecchi come il cucco (31.12.2013) e non più attuali; sulla tabella di equiparazione, a distanza di oltre un anno dall’accordo con l’allora Sottosegretario Pinotti (12.11.2014), non si sa nulla; sulle reinternalizzazioni, il solito rinvio sine die e nessuna risposta sull’attuazione delle disposizioni recate dal D.Lgs. n. 8 (art. 2259-sexies COM); sui permessi di servizio, a distanza di sei mesi dall’esplodere del problema, ancora nessun risultato pratico; sul Regolamento, infine, e cioè sulla partita più importante, se ne parlerà a febbraio, e cioè dopo il Libro Bianco che recherà le scelte sul sistema Difesa dei prossimi quindici anni. Ma non sarebbe meglio discuterne prima, per evitare di trovarci di fronte a scelte già operate, anche con l’avallo del Parlamento, e fissate da un Libro Bianco le cui linee guida (si legga il Notiziario n. 71 del 3.07.2014) affermano che bisognerà scegliere “quali ruoli prevedere per il personale civile della Difesa”. Insistiamo: non è meglio parlarne prima? Ecco perché la FLP DIFESA non ha condiviso la scelta del Sottosegretario, apprezzata pare da CGIL-CISL-UIL, di differire il confronto sulla civilizzazione a febbraio e, dunque, a dopo il Libro Bianco.
Ma il Sottosegretario Rossi, da buon politico e da esperto in relazioni con la controparte essendo stato Presidente del COCER, è stato molto fine: da una parte ha rinviato a febbraio e cioè a dopo il Libro Bianco il confronto sul Regolamento, dall’altra ci ha dato lo zuccherino invitandoci a fornire, entro il 10 dicembre, “osservazioni scritte” sui temi della civilizzazione e ai fini della redazione del “Libro Bianco”.
La nostra O.S. ha risposto con garbo e disponibilità, nonostante la palese ed indigeribile scelta di differire ulteriormente il confronto, e si è da subito impegnata a fornire le proprie “osservazioni scritte” . Cosa che abbiamo puntualmente fatto, producendo (ed anche entro i termini di tempo fissati) il documento che alleghiamo al presente Notiziario che reca “idee e proposte per una effettiva ed efficace civilizzazione”, un documento corposo, volutamente dettagliato, che rappresenta il nostro contributo alla discussione che verrà (si spera) per dare finalmente ruolo, funzioni e prospettive al personale civile. Attendiamo ora di conoscere i documenti delle altre sigle, invitate dall’on. Rossi a fornire i loro contributi.
Nell’invitare tutti i colleghi a leggere il nostro documento e a fornirci le loro considerazioni al riguardo, e ovviamente anche eventuali critiche e suggerimenti, proviamo a darne una rapidissima sintesi:
la “premessa” definisce, anche sotto il profilo storico, i temi e i problemi legati alla “civilizzazione” e segnala la “svolta” avvenuta con il D. Lgs. n. 7 (“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”) e congli impegni programmatici espressi in Parlamento della Ministra, che, però, non hanno ancora avuto alcun seguito;
il punto 2 ricorda l’importanza delle scelte ricondotte al Regolamento previsto dall’art. 1 del D.Lgs. n. 7, nel quale dovranno essere fissati i “criteri” per l’attribuzione di compiti e funzioni al personale civile, e sostiene l’autonomia del percorso “Regolamento” rispetto a quello, definito parallelo dallo stesso on. Rossi, del “Libro Bianco” e pertanto chiede l’avvio del confronto tra le Parti anche prima di febbraio;
rispetto alle scelte più importanti demandate al “Regolamento”, la nostra O.S. esprime con chiarezza e con il supporto di argomentazioni riteniamo valide e convincenti, le seguenti posizioni e richieste:
– conferma dell’attuale ripartizione di competenze tra area tecnico- operativa e area tecnico-amministrativa, e dunque tra SEGREDIFESA E STAMADIFESA, contro il dichiarato tentativo del Capo di SMD di depotenziare PERSOMIL e PREVIMIL alleggerendo così significativamente l’area del Segretariato, e cioè dell’area dove attualmente maggiore e più qualificata è la presenza civile: si può pensare di civilizzare il Ministero partendo dalla decivilizzazione di quel poco che oggi c’è?
– preso atto che la pur importante previsione del D.Lgs. n. 7 e le linee programmatiche della Ministra non hanno modificato, allo stato, le scelte degli Organi Programmatori che, nella sostanza, disegnano e ridisegnano Enti a forte connotazione militare anche con riferimento a compiti e funzioni tecnico-amministrativi, si esprime il convincimento che solo la fissazione di criteri precisi e vincolanti – in primis per i Dirigenti – da recepire nel redigendo “Regolamento”, possa risolvere la partita;
– afferma, e questo rappresenta per noi un punto davvero decisivo, che l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile” debba riguardare non solo i lavoratori di area 3^, ma anche quello delle altre aree, in particolare della 2^ area, all’interno della quale operano professionalità alle quali l’ordinamento assegna la possibilità di essere posti a capo di unità operative;
– elenca minuziosamente le aree di attività all’interno della quali possano essere affidate ai lavoratori civili la direzione, la responsabilità e il coordinamento di Servizi/Sezioni e Reparti: lavorazioni; manutenzioni; infrastrutture; sperimentazioni; sanità; supporto; vigilanza; benessere; trasporti; amministrazione ed economato; governo del personale; formazione; logistica e gestione materiali; assicurazione qualità; sistemi informatici e antinfortunistica e igiene ambientale;
– segnala le attuali criticità e formula alcune proposte in materia di formazione, atteso che non può esserci un serio processo di civilizzazione senza una formazione altrettanto seria e adeguata.
Questo il contributo di una O.S. che ha tenuto fede ai propri impegni; attendiamo ora una risposta altrettanto seria da parte del Sottosegretario, con le proposte dell’AD e il più rapido avvio del confronto.
Doveva essere una giornata importante quella della riunione di ieri, venerdì’ 21 novembre, con il Sottosegretario delegato on. Domenico Rossi, in quanto avrebbe dovuto avviare il confronto con le OO.SS. nazionali sul redigendo“Regolamento” ex art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014, al quale la nostra O.S. annette un valore decisivo nella costruzione del percorso di “civilizzazione” del nostro Dicastero. Così però non è stato, e. alla fine della riunione, l’impressione che se ne è ricavata è che si sia voluto rinviare a tempi successivi quel confronto, utilizzando a tal proposito gli impegni attuali legati alla messa a punto del “Libro Bianco”. Perchè ?
Le “linee guida” del redigendo “libro bianco” sono già state definite (vds. Notiziario n. 71 del 3.07.2014) e la Ministra Pinotti ne ha già riferito in Parlamento il 2 ottobre u.s. (vds. Notiziario n. 11 del 22.10.2014). Si tratta di 90 tesi per i diversi argomenti, redatte da un gruppo di esperti, che costituiscono la base di partenza per l’elaborazione del Libro, il quale determinerà la strategia di evoluzione dello strumento militare nei prossimi 15 anni. Ebbene, il Sottosegretario Rossi ci ha detto in riunione di voler coinvolgere anche il Sindacato nel percorso di costruzione del “Libro Bianco”, come peraltro da noi richiesto (Notiziario n. 71), e per questo ha invitato le OO.SS. a inviare delle “osservazioni scritte” entro il 10 dicembre p.v., per poi andare ad un confronto tecnico sulle stesse nella seconda decade dello stesso mese, da concludersi comunque entro gennaio 2015. Questa la “road map” disegnata dall’on. Rossi, che naturalmente farebbe slittare a metà febbraio l’avvio del confronto sul“Regolamento”.
Apprezziamo il coinvolgimento delle OO.SS sul “Libro Bianco”, ma francamente non comprendiamo i motivi della sovrapposizione e dell’intreccio delle due questioni, “Regolamento” e “Libro Bianco” , che a nostro avviso risultano diverse e separate tra loro, anche perché – lo ha detto in riunione lo stesso Sottosegretario – presentano percorsi “paralleli” e quindi non sovrapponibili. Perché allora posporre il “Regolamento” alle scelte del “Libro Bianco”? Non ne comprendiamo davvero la necessità e l’utilità, lo abbiamo detto all’on. Rossi, l’unica ragione potrebbe essere quella di prendere ulteriore tempo in attesa di sciogliere i nodi sul Regolamento, che evidentemente sciolti ancora non sono.
Nel suo intervento, FLP DIFESA ha richiamato le tre questioni che rendono così urgente il Regolamento:
la “ripartizione delle funzioni e dei compiti tra le aree e gli Uffici” del M.D., questione su cui sono ben note le posizioni del Capo di SMD che vorrebbe alleggerire di molto le competenze di SGD a tutto vantaggio degli SS.MM.;
la rideterminazione delle dotazioni organiche e la ridefinizione delle competenze di DD.GG., UU.CC. e UTT in conseguenza dei tagli del DL 95/2012 (“spending review”), rispetto al quale il disegno del Capo di SMD (lo ha detto chiaramente in Parlamento, si veda il Notiziario n. 126 del 25.11.2014) è sostanzialmente quello di sopprimere, o comunque di ridurre ai minimi termini, le attuali PERSOMIL e PREVIMIL, operazione contro la quale i lavoratori delle due DD.GG. sono scesi in campo con diverse iniziative pubbliche, che hanno visto FLP DIFESA sempre a loro fianco;
la definizione dei “criteri” e l’indicazione delle fattispecie con le quali si realizzerà “l’attribuzione di funzione e compiti tecnico-amministrativi” al personale civile (dirigente e non) che, a distanza di oltre dieci mesi dall’entrata in vigore del D. Lgs. n. 7, risulta la grande incompiuta nelle operazioni in corso di riordino delle FF.AA., i cui Enti, nuovi o riorganizzati, non presentano allo stato alcuna impronta civilizzatrice, in particolare nei settori tecnici e delle lavorazioni, con esiti ben lontani dagli stessi intendimenti della Ministra. C’è allora la necessità di fissare subito, prima di andare oltre nelle operazioni di riordino, quali ruoli e quali funzioni siano da attribuire al personale civile.
Proprio per questo, atteso che sono già trascorsi invano 10 mesi e che il MD, a differenza di altre Amministrazioni Centrali che lo hanno già fatto, non ha ancora varato il proprio nuovo regolamento di organizzazione modificativo del DM 16.01.2013, e viste anche le urgenze in campo, abbiamo chiesto che il confronto sul “Regolamento” accompagni, e non segua, quello sul“Libro Bianco”,rispetto al quale ci siamo comunque impegnati a fornire, nei tempi indicati e anche nel dettaglio, le“osservazioni scritte” richieste dal Sottosegretario.
In sostanza, il nostro ragionamento è stato il seguente: ben venga il confronto sul “Libro Bianco” e molto apprezzata e ben accetta è la richiesta di fornire un contributo al riguardo, che la nostra O.S. onorerà fino in fondo. Ma questo non può certo avvenire a discapito del confronto, essenziale e urgente, sul Regolamento ex art. 1 D. Lgs. n. 7, che per noi rappresenta davvero la “madre di tutte le questioni”, come il Sottosegretario ci ha benevolmente ricordato in riunione. I due percorsi, lo ha apertamente riconosciuto anche l’on. Rossi, hanno “percorsi paralleli”, che quindi possono (e per noi devono) rimanere separati, anche se poi non potranno non incrociarsi tra loro e con le scelte future in ordine all’assetto dello strumento militare, alla cui base ci saranno gli approdi del “Libro Bianco”.
Se allora qualcuno tenta di mettere insieme queste due questioni, e lo fa a distanza di oltre 10 mesi dall’entrata in vigore del D. Lgs. n. 7 e peraltro in un contesto che già dai tempi del Ministro Mauro prevedeva la redazione di un “Libro Bianco”, è per noi alquanto evidente l’intenzione di rinviare a chissà quando le scelte sul Regolamento e la definizione di partite strategiche per la vita della nostra Amministrazione, come sono la ripartizione delle competenze tra le due aree (tecnico-operativa e tecnico-amministrativa ) del nostro Ministero, la riorganizzazione e l’assetto dei tutta l’area del Segretariato e delle DD.GG. e l’attribuzione di funzioni e i compiti ai civili, che se correttamente posta in essere, rappresenta la prima e più efficace operazione di “spending review” del M.D., atteso che, a parità di prodotto lavorato, il costo del lavoro civile risulta di molto inferiore a quello militare.
Abbiamo pertanto chiesto all’on. Rossi che l’impegno di avviare il confronto tecnico sul Regolamento, assunto nella precedente riunione del 13 ottobre u.s (si veda il Notiziario n. 108), venga mantenuto, senza inutili e dannosi slittamenti. Il Sottosegretario ha preso atto delle nostre argomentazioni e della nostra richiesta, e si è riservato una risposta nella prossima riunione, che dovrebbe essere messa in agenda per il 2 o 3 dicembre p.v..
L’on. Rossi ci ha anche comunicato che, nel corso della prossima riunione dei primi di dicembre, verranno fornite le risposte in merito ad alcune questioni da noi poste in precedenza e che ricordiamo di seguito:1. sovrannumerie pensionamenti ex norme Fornero e pre Fornero (numeri e scelte conseguenti);2. reinternalizzazioni (richieste da noi info anche sulle previsioni di cui al c. 2, art. 2259-sexies, COM).3. tabelle di equiparazione civ/mil (la F.P., che deve emanare il relativo DPCM, ha deciso in merito?);4. permessi di servizio: chiediamo risposte rispetto alle questioni da noi sollevate, e questo anche sulla base della attesa risposta della F.P. alla nota del Sottosegretario Rossi (vds. Notiziario n. 83/2014).Si tratta di questioni peraltro non nuove, poste e riposte ripetutamente da FLP DIFESA, su alcune delle quali le risposte dovrebbero già essere pronte (per esempio, su“sovrannumeri e pensionamenti”, i cui dati dovrebbero essere già noti all’A.D. a seguito della ricognizione disposta dal Gabinetto in agosto u.s., che dovrebbe aver generato il piano di riassorbimento delle eccedenze che verosimilmente ha fatto da battistrada allo sblocco delle assunzioni dei vincitori di concorsi civili per il M.D. . E sui “permessi di servizio”, ci risulta che dovrebbe essere già arrivata la risposta di F.P.: cosa facciamo al riguardo? Ci chiediamo allora: perché differire i tempi delle risposte? Per prendere anche qui tempo? C’è una necessità di temporeggiare su questo? E a qual fine? Sono domande del tutto legittime, le nostre. A nostro avviso, i problemi urgono e vanno affrontati e risolti. Noi pensiamo che i tempi di riflessione sulle scelte da operare siano abbondantemente trascorsi e che sia davvero venuto il momento di andare in operativo rispetto agli impegni assunti dal Vertice politico su tutta una serie di partite per noi decisive, in primis il “Regolamento” e, all’interno di esso, la “civilizzazione” del M.D.. Non possiamo più attendere, i lavoratori vogliono risposte e non possiamo fare a meno di farci interpreti di questa richiesta. Attendiamo dunque, anche con fiducia, la prossima riunione, dicendo però, sin da ora e con franchezza, che nel caso le risposte non dovessero arrivare o non fossero coerenti con gli impegni assunti, non potremmo che trarne le relative conseguenze, denunciando lo spread tra impegni assunti e cose realizzate, e l’occasione della campagna elettorale RSU ne fornirebbe uno strumento straordinario. In un quadro di grandi criticità quale è quello attuale (blocco dei contratti e attacco ai diritti dei lavoratori e del Sindacato, per i quali si andrà allo sciopero generale già deciso dalla CSE), crediamo che sia nell’interesse di tutti che almeno le problematiche della Difesa trovino una loro rapida soluzione.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 107 del 9 ottobre 2014 –
Piccola apertura di SMD sul fronte della nuove dotazioni organiche, che però non cambia in alcun modo la struttura del provvedimento (distribuzione per O.P. e Regione) e mantiene pertanto irrisolto il problema da noi segnalato all’indomani della consegna alle OO.SS. nazionali dello schema di DM. E’ questo, in sintesi, l’esito della seconda e conclusiva riunione tecnica di ieri pomeriggio sullo schema di D.M. di ripartizione degli organici fissati con DPCM 22.01.2013 e conseguenti ai tagli del DL 6.07.2012, n. 95, che è stata ancora una volta presieduta dal Capo del 1° Rep. SMD con la presenza al tavolo di tutti gli OO.PP.
La piccola apertura consiste in questo: le dotazioni organiche di F.A. e di Regione saranno implementate di alcune posizioni destinate agli Enti c.d. “industriali” della Difesa (Poli, Arsenali e Reparti Manutenzione AM), e più precisamente: 25 a Taranto; 5 a La Spezia; 20 a Piacenza, 15 a Terni e 10 a Cameri (RMV), e di cui però non ci sono ancora noti i profili professionali prescelti. Una piccola apertura, dunque, da parte di SMD, “un piccolo passo in avanti” nel giudizio unanime del tavolo sindacale, che però da una parte conferma indirettamente la fondatetezza delle nostre osservazioni sulla rigidità del provvedimento e dall’altra porta a quegli Enti un po’ di ossigeno (poco, in relazione alle criticità segnalate dagli SS.MM.). Ovviamente non cambia, allo stato, il nostro giudizio sui rischi legati alla ripartizione su base regionale, tenuto conto che i paletti così rigidamente fissati potrebbero indurre ”pericolose ricadute in materia di mobilità interna ed esterna, di reimpiego, etc. e anche sotto il profilo delle nuove assunzioni, vitali per Poli, Arsenali e CC.TT” , come da noi segnalato al Sottosegretario nella nota del 3 luglio u.s. (Notiziario n. 72). Continuiamo ad essere convinti che, in relazione alle previsioni del DPCM ritenute vincolanti da SMD, in funzione delle necessità legate al riassetto L.244, fosse possibile operare un correttivo attraverso il D. Lgs. n. 8/2014 (che, è bene ricordarlo, ha visto la luce quasi un anno dopo l’entrata in vigore del DPCM 22.01.’13). Lunedì 13 p.v., l’argomento sarà oggetto del tavolo politico con il Sottosegretario Rossi, tappa conclusiva del percorso di confronto con le OO.SS, dopodichè lo schema di DM finirà sul tavolo della Ministra Pinotti.
Nel corso della riunione, sono stati fornite da SMD anche le seguenti risposte.
Transito ex militari nei ruoli civili: i numeri richiesti da FLP DIFESA nel corso della riunione precedente (vds. Notiziario n. 104) sono stati forniti solo con riferimento al periodo successivo al novembre 2012: da allora ad oggi, sono transitati all’impiego civile n. 324 unità in area 2^ e n. 34 in area 3^. Per quanto invece riguarda il periodo 2002–2012, non sono stati forniti dati precisi, quindi dobbiamo far riferimento ai numeri dei transitati a suo tempo forniti dall’A.D., che dovrebbero aggirarsi intorno alle 1400 unità. Per quanto abbiamo appreso da SMD nel corso della riunione precedente, l’A.D. ha provveduto a regolarizzare gli ingressi fino al 2012 immettendoli formalmente nei ruoli civili, e quindi azzerando l’inquadramento in soprannumero. Un’operazione, però, non solo fatta al netto di ogni informazione alle OO.SS., doverosa e dovuta, ma a fronte di un punto del DIM 18.04.2002 che prevede la riassorbibilità solo attraverso la “cessazione dal servizio per qualsiasi causa del personale stesso” : ma a novembre 2012, non erano state rilevate dall’ A.D., a fronte dei nuovi organici post DL 95, quasi 1500 eccedenze civili? La regolarizzazione ha di fatto prodotto eccedenze, dunque è stata utile in quel momento? Servirà approfondire il problema.
Regolamento ex D.Lgs.7:SMD ha concluso i lavori preparatori, lo schema è all’attenzione del Gabinetto.
Eccedenze: l’indagine disposta dal Gabinetto, evidenzierebbe eccedenze in area 2^(riassorbibili attraverso le norme Fornero) e in area 1^ (riassorbibili, invece, anche con il ricorso ai pensionamenti ex DL 95). A tal riguardo, attendiamo i numeri e il confronto già richiesto da FLP con la nota del 5.08.2014 (vedi sul sito).
Viene il dubbio che il colpo subito dalla Difesa a seguito dell’esclusione dal gruppo delle AA. PP. autorizzate ad assumere nuovo personale con il DPCM 29.07.2014, abbia prodotto un qualche risultato.
Come si ricorderà (vds. Notiziario n. 75 del 14 luglio 2014), la nostra O.S. commentò allora molto negativamente quell’esclusione ed espresse il timore che la mancata autorizzazione ad assumere alla nostra Amministrazione potesse essere dovuta al fatto che le eccedenze emerse a seguito del taglio degli organici imposti dal Decreto Legge 6.07.2012, n. 95 (la spending review di Monti) – oggi verosimilmente ridotte a circa 600/700 in ragione delle cessazioni dal servizio intervenute nel frattempo – non fossero state riassorbite attraverso i c.d. “pensionamenti in soprannumero”, e dunque con le regole pre-Fornero (sistema delle “quote”, sulla base del combinato disposto tra anzianità anagrafica e anzianità di servizio). Pensionamenti, questi, previsti dallo stesso Decreto Legge 95, e successivamente oggetto di specifica circolare attuativa (F.P. n. 3 del 29.07.2013), a seguito della quale FLP DIFESA chiese un incontro mai avvenuto (nota allegata al Notiziario n. 97 del 9.09.2013, che ripubblichiamo su questa stessa pagina) segnalando successivamente più volte la necessità di operare una nuova ricognizione delle posizioni soprannumerarie, e anche di recente (vds. Notiziario n. 69 del 25.06.2014). Appare allora evidente, a nostro modesto avviso, come, anche in ragione di quanto previsto dalla Legge 30.10.2013, n. 125, la condizione di permanente eccedenza nelle aree 1^ e 2^, oltre a penalizzare i colleghi che avrebbero potuto essere collocati in pensione in condizioni di miglior favore, ha di fatto impedito l’assunzione di “forze nuove e competenti” (per dirla alla Madia), e cioè dei circa 200 vincitori di concorso di cui alle graduatorie 2008/2009 ( e menomale che la loro validità era stata prorogata…..), fatta salva la deroga di cui all’art. 3, comma 4 bis, della legge 114/22014 per l’area 2^.
In questa cornice, si dovrebbe ragionevolmente iscrivere la positiva iniziativa assunta dal Gabinetto del Ministro con foglio n. 31927 dell’11.08. 2014, che ha chiesto agli OO.PP. la mappatura:
– dei dipendenti in possesso dei requisiti di cui alla L. Fornero (art. 24 D.L. 6.12.2011, n. 201 convertito nella L.22.12.2011, n.214) per il collocamento in pensione per limiti d’età o che intendano avvalersene;
– dei dipendenti che, permanendo situazioni eccedentarie (come nel caso del M.D.), potrebbero essere collocati in quiescenza con i requisiti “pre-Fornero” e di quelli, suddivisi per le scadenze temporali 2014, 2015 e 2016, che potrebbero esserne destinatari, con priorità per i pensionamenti a domanda.
Pubblichiamo su questa stessa pagina la nota n. 101346 del 20 agosto inviata da SMD agli SS.MM. di F.A. e al Comando Generale CC con richiesta di riscontro entro il 12 u.s., ricordando che, ad ogni buon conto, lo stesso SMD aveva già assunto una propria iniziativa al riguardo con fg. n. 88345 del 16.07. 2014, e cioè due giorni dopo la notizia data dal nostro Notiziario sulla mancata autorizzazione ad assumere al MD.
E’ utile ricordare, a tal proposito, come l’ultima ricognizione operata dall’A.D. sia stata quella avviata da PERSOCIV con circolare n. 52028 del 6.09.2013, le cui risultanze sono state partecipate alle OO.SS. nazionali da parte dello stesso D.G. nel corso della riunione del 23 ottobre 2013 presieduta dall’allora Sottosegretario Pinotti (i dati allora forniti: n. 899 eccedenze al 30.09.2013, di cui n. 169 in area 1^ e n. 730 in area 2^, a fronte di un bacino complessivo di pensionabili con requisiti pre-Fornero pari a n. 2.529, di cui 180 di area 1^ e 2.349 di area 2^- si veda il nostro Notiziario n. 116 di pari data).
Atteso che i dati richiesti dovrebbero essere già, o quanto prima, disponibili, abbiamo inviato al Gabinetto del Ministro la nota che pubblichiamo di seguito. L’auspicio che facciamo è che, a distanza di oltre due anni dall’entrata in vigore del D.L. 95/2012, sia finalmente possibile ragionare con l’Amministrazione sul da farsi in ordine ai pensionamenti in soprannumero.
Nel Supplemento Ordinario n. 70/L della Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 agosto u.s., è stata pubblicata la legge 11.08.2014, n. 114 di conversione, con modificazioni, del D.L. 24.06.2014, n. 90, recante “misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e perl’efficienza degli uffici giudiziari” e il relativo “testo coordinato” (stiamo predisponendo un apposito “Quaderno FLP DIFESA”, si veda comunque l’allegato 2 su questa stessa pagina). Trattasi della c.d. “riforma” della P.A. targata Renzi-Madia, che colpisce, e pesantemente, anche il MD, come già riferito nel precedente Notiziario n. 77 del 21 luglio u.s. Ci riferiamo, in particolare, all’art. 21 del D.L. (“Unificazione delle Scuole di Formazione”), che in sede di conversione ha mantenuto del tutto invariato il primo comma, mentre il comma 6 ha subito un’importante integrazione.
Il primo comma dell’art. 21 dispone la soppressione di ben cinque Scuole di formazione, tra le quali purtroppo CEFODIFE, le cui funzioni verranno attribuite alla Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA), con la contestuale e gravissima riduzione del 20% delle risorse destinate in origine alle stesse. Il successivo comma 6 dispone invece che con D.P.C.M. siano individuate e trasferite alla Presidenza del Consiglio “le risorse finanziarie e strumentali necessarie per l’esercizio delle funzioni trasferite” ; in sede di conversione, detto comma è stato poi integrato con la previsione che, sino all’adozione del DPCM, “le attività formative e amministrative della scuola soppressa siano regolate da accordi” tra SNA e AA. (pare già concluso quello con l’AD) per assicurare “continuità e il compimento delle attività formative”.
Come già evidenziato nel nostro precedente Notiziario, questa soppressione è giunta per la verità alquanto inattesa, tenuto anche conto del rilievo che la nostra Scuola sembrava aver assunto a seguito del DPR 16.04.2013, n. 70, e apporta un danno davvero enorme alla Difesa. Un danno sia nel breve termine (eravamo in attesa della convocazione per discutere il piano di formazione triennale 2014-2016, una volta che il Comitato Scientifico avesse deliberato al riguardo), che soprattutto in prospettiva, atteso che CEFODIFE gestiva formazione anche per il personale di aree diverse dalla 3^ e, soprattutto, gestiva formazione tecnico-specialistica per le esigenze del M.D., che ora non sappiamo proprio che fine faranno. Difficile infatti immaginare che SNA possa caricarsi anche di questi due versanti formativi, e dunque occorrerà trovare delle soluzioni che consentano al M.D. di continuare a curare in proprio sia la formazione per le due prime aree sia quella più strettamente tecnico-specialistica. Ma il danno prodotto dalla soppressione di CEFODIFE si produrrà anche nel lungo termine, atteso che verrà meno il ruolo che alla nostra Scuola era stato assegnato sul fronte dell’”elevazione qualitativa delle professionalità “ (art.3, comma 2, lett. a) e b) della Legge 244/2014) e dei processi di formazione conseguenti alla riduzione delle FF.AA. di cui all’art. 12 <<2259-quater>> del D. Lgs. n. 8/2014. Un bel problema, davvero!
Noi abbiamo molto sperato che, in sede di esame parlamentare per la conversione in legge del decreto, la nostra Scuola potesse essere salvata, tenuto anche conto che il Sottosegretario Rossi (Commissione Difesa Camera dell’8 luglio) aveva parlato della necessità di operare “un approfondimento”. Purtroppo non è successo nulla, la soppressione di CEFODIFE è oggi disposta dalla legge, e tornare indietro non si può. Occorre allora prenderne atto, e affrontare tutti i problemi annessi e connessi.
A dire il vero, FLP DIFESA aveva segnalato questa necessità già nel corso della riunione del 24 giugno u.s. con il Sottosegretario (si veda il Notiziario n. 69), nella quale si era convenuto sulla necessità di una riunione a breve. Che non c’è stata, purtroppo, probabilmente perché si attendevano le eventuali novità intervenute con la legge di conversione. Ebbene, ora siamo al dunque, e pertanto la nostra O.S. ha inviato al Sottosegretario Rossi la nota che pubblichiamo su questa stessa pagina con richiesta di incontro urgente.
Il Sottosegretario delegato on. Domenico Rossi ha incontrato le OO.SS. nazionali, questa volta a tavoli separati a seguito dell’ennesima richiesta di CGIL-CISL-UIL, in ordine alla quale evitiamo per carità di patria ogni commento, rimettendoci su questo aspetto alla valutazione delle lavoratrici e dei lavoratori. All’o.d.g. della riunione, due argomenti: al primo punto, lo schema di Decreto Ministeriale di ripartizione delle dotazioni organiche fissate dal DPCM 22.01.2013 e, al secondo, la spinosa questione legata al blocco dei permessi di servizio che sta determinando, in modo sempre più diffuso, problemi enormi sui tavoli locali.
SCHEMA DI DM DI RIPARTIZIONE DEGLI ORGANICI
Come si ricorderà, a margine della precedente riunione del 24 giugno u.s. con l’on. Rossi, è stato consegnato alle OO.SS. lo schema di D.M. (che ripubblichiamo sul nostro sito) che ripartisce tra gli Organi Programmatori, e distribuisce per profili professionali e per regioni, le dotazioni civili fissate dal DPCM 22.01.2013. A seguire, con nota del 3 luglio, FLP DIFESA ha rappresentato al Sottosegretario le proprie osservazioni al riguardo, segnalando che “.. in ragione della situazione in essere, la ripartizione per Regioni e per OO.PP. fissata in un decreto ministeriale determinerebbe una condizione di evidente rigidità al sistema, con pericolose ricadute in materia di mobilità interna e d esterna, di reimpiego e anche sotto il profilo delle nuove assunzioni, vitali per Poli, Arsenali e CC.TT” e proponendo pertanto “che il DM in questione riporti esclusivamente la ripartizione per profilo professionale, evidenziandone solo la dotazione nazionale, lasciando poi ad atti interni dell’A.D. la ripartizione tra OO.PP. e Regioni, come peraltro da sempre avviene per le dotazioni organiche di Ente”. Questa la nostra proposta (sul sito).La risposta del Sottosegretario è arrivata nel corso della riunione odierna: l’on. Rossi ha riconosciuto che la ripartizione per Regioni e OO.PP. introduce oggettive rigidità nel sistema e anche con quelle ricadute, ma, sulla base di iniziative esplorative già condotte presso la F.P., ha contestualmente espresso il convincimento che, allo stato, non sia in alcun modo possibile derogare dalle prescrizioni del DPCM che, all’art. 6, impone ai Ministeri “la ripartizione dei contingenti di personale nelle strutture centrali e periferiche in cui si articola l’Amministrazione, distinti per profilo e fascia retributiva”. Per questa ragione, a parere dell’on. Rossi, l’impianto dello schema di DM non può essere modificato; pur tuttavia, nel riconoscere la fondatezza delle nostre argomentazioni, il Sottosegretario ha comunicato che, in ragione del riassetto in atto delle FF.AA. secondo i percorsi delineati dai DD. LLgs. attuativi della L. 244/2012, l’A.D. avanzerà da subito una richiesta di deroga o, in alternativa, laddove non concessa, a inserire una norma da hoc all’interno dei decreti correttivi previsti dall’art. 1, comma 5, della legge delega 244/2012. Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha preso atto dei motivi ostativi addotti dall’on. Rossi, che non ci appaiono però così limitativi, in quanto potrebbe essere possibile una diversa lettura del DPCM. Ha poi rilevato che, se l’AD riconosce la fondatezza del “rischio rigidità” da noi rappresentato, atteso che il DPCM è stato registrato oltre un anno fa in Corte dei Conti (18.03.2013), c’era tutto il tempo per la stessa AD di correre ai ripari, chiedendo una deroga o inserendo una norma ad hoc nei decreti attuativi della L.244 che hanno visto la luce a gennaio 2014. Dunque appare evidente, a nostro avviso, una responsabilità ascrivibile a chi ha gestito l’ “operazione distribuzione organici” e dunque a SMD, per non avere affrontato il problema a monte della messa a punto dello schema di DM. A conclusione, nel prendere atto comunque degli intendimenti espressi dall’on. Rossi per dare soluzione al problema, FLP DIFESA ha confermato il proprio dissenso rispetto all’impianto dello schema di DM, che pensiamo creerà molti problemi: in che modo, per esempio, si darà risposta alle ben note problematiche di PMALTerni?
PERMESSI DI SERVIZIO
Riassumiamo innanzitutto il problema: con nota prot. n. 35237 del 20 maggio 2014, il D.G. di PERSOCIV ha invitato tutti gli Organi Programmatori (SMD, SGD, SS.MM. di F.A., Cdo Gen. CC) a informare gli Enti dipendenti sulla cessazione di efficacia del CCNI, titolo 2°, capo V°, art. 3, rendendo così inagibili i “permessi di servizio” per la partecipazione alle riunioni sindacali (ripubblichiamo la nota sul nostro sito).
Il problema era noto da tempo, e l’A.D. non l’ha voluto affrontare come noi avevamo richiesto. Poi, di colpo, “l’incredibile fendente del D.G. di PERSOCIV che segna, a nostro avviso, il punto più basso nelle relazioni sindacali dell’ultimo ventennio” (Notiziario n. 68) , atteso che è stato operato senza neanche uno straccio d’informazione alle OO.SS., né preventiva né successiva, e quando era già stato annunciato il dimezzamento delle agibilità sindacali, poi avvenuto con l’art. 7 del DL 90. Un colpo al buio e micidiale!
Immediata la nostra reazione, la lettera al Vertice politico e l’attenzione forte del Sottosegretario, che ringraziamo, su indicazione del quale si è svolto il tavolo tecnico dell’8 luglio (vedasi il Notiziario n. 73).
In quella sede abbiamo formalizzato la nostra proposta: recepire in ambito Difesa l’art. 11 del CCNI Ministero Giustizia del 29.07.2010 che recita testualmente così: “Le trattative per la contrattazione integrativa decentrata si svolgono di norma al di fuori dell’orario di lavoro. Qualora non sia possibile, i componenti delle delegazioni di parte sindacale, precisamente i componenti delle RSU e, nel limite di due componenti per ciascuna sigla, gli appartenenti alle OO.SS. di categoria firmatari e del CCNL, non sono tenuti al recupero delle ore ivi impiegate”. Ma la nostra proposta si è spinta anche oltre: uno e non due, i componenti per sigla; il “non recupero” limitato alle sole ore di partecipazione alla riunione, attestate dall’Ente che ne è sede; infine, nessun onere a carico dell’A.D. Una proposta, la nostra, che riteniamo ragionevole e significativamente riduttiva rispetto al CCNI del Giustizia, che, va ricordato, è stato sottoscritto dopo il D. Lgs. 150/2009 (c.d. legge Brunetta) e ha ottenuto la certificazione di MEF e FP.
Una proposta, la nostra, che avevamo anticipato nella riunione con l’on. Rossi del 24 giugno e poi formalizzato nel tavolo tecnico dell’8 luglio, e che sappiamo essere stata fatta propria da altre sigle. Problema risolto, dunque, avranno pensato molti colleghi. Ma così, almeno fino ad oggi, purtroppo non è. L’on. Rossi ci ha detto in riunione che, acquisiti i pareri degli Organi tecnici del nostro Ministero, quella norma non è ritenuta, allo stato, immediatamente e automaticamente adottabile, motivo per il quale, nel ritenere comunque valida la nostra proposta, verrà avviata una urgente iniziativa presso la F.P. per avere il via libera a quella norma o comunque all’utilizzazione di “permessi di servizio” fino a tutto il riordino ex L. 244. In alternativa, una norma ad hoc da inserire in un decreto correttivo ex art. 5, comma 1, L. 244. Attendiamo l’esito dell’iniziativa verso F.P., che lo stesso Sottosegretario ritiene possa arrivare a breve.
FLP DIFESA ha però ritenuto doveroso rappresentare sin da subito all’on. Rossi che, in caso non si trovasse una soluzione al problema, non essendo in alcun modo ipotizzabile nel M.D. il ricorso al monte ore dei permessi sindacali dopo il loro dimezzamento o le riunioni al di fuori dell’orario di lavoro, la nostra O.S. prenderebbe in seria considerazione l’abbandono dei tavoli locali. Ha concluso segnalando infine la natura politica e non meramente tecnica del problema, rispetto al quale attendiamo risposte politiche.
A conclusione della riunione, abbiamo segnalato all’on. Rossi le ultime iniziative avviate da FLP DIFESA:
– la prima, con lettera del 14 luglio, ripubblicata sul sito, con la quale, sulla base di alcune nostre informazioni che davano mancante la Difesa dalle Amministrazioni autorizzate ad assumere, abbiamo chiesto un incontro per affrontare finalmente la questione legata ai soprannumeri ex DL 95. Informazioni, le nostre, che oggi trovano piena conferma nel DPCM 29 luglio che pubblichiamo sul sito.
– la seconda, con lettera del 18 luglio (anch’essa ripubblicata sul sito), con la quale abbiamo chiesto un “chiarimento politico” su alcuni fatti, a nostro avviso molto gravi, di cui abbiamo dato conto nel Notiziario n. 76 di pari data e l’avvio del confronto sul redigendo “Regolamento” ex art. 1 D. Lgs n. 7.
Abbiamo pertanto chiesto all’on. Rossi che i due argomenti vengano iscritti in agenda subito a settembre.
Prima di chiudere, vogliamo ringraziare i colleghi dell’attenzione con la quale ci seguono attraverso il sito: anche oggi, 31 luglio(!), abbiamo superato i 1700 contatti nelle 24 h, davvero un’ enormità. Grazie davvero, e continuate a seguirci anche in agosto: informazioni e Notiziari non mancheranno certo!
La notizia l’ha data direttamente lei stessa, la Ministra per la P.A. e la Semplificazione, Marianna Madia: via twitter, ha comunicato che era stato firmato il decreto che dispone la prossima assunzione di 636 vincitori di concorsi pubblici, definiti dalla stessa Ministra “forze nuove e competenti”. Particolare per noi della Difesa sicuramente non secondario e trascurabile, tra le 636 unità da assumere pare proprio non figuri nessuno dei vincitori dei concorsi civili per il nostro Ministero. E tutto questo, nonostante i ripetuti gridi di allarme lanciati dai Vertici Militari della Difesa, con riferimento in particolare alle crescenti criticità di Poli e Arsenali, e gli impegni, a più riprese e in più sedi, ribaditi dai Vertici politici della Difesa, Ministra e Sottosegretario, a fronte delle crescenti sofferenze dei nostri Enti a causa del mancato turnover. Come mai questo? Proviamo di seguito a fornire il nostro punto di vista al riguardo.
Le ultime assunzioni di vincitori di concorsi civili per la Difesa risalgono oramai al 2011 (DPCM 10.03.2011), e hanno riguardato n. 232 unità, per le quali si è provveduto attingendo alle graduatorie 2006/2007 e sulla base dei piani di riparto di cui ai “comunicati Persociv” datati 15 giu. e 31 ago. 2011. Da quel momento, nulla di nuovo sotto il sole, nonostante nel corso di quello stesso anno la D.G. avesse inoltrato alla F.P. la richiesta di autorizzazione ad assumere che, sulla base dei dati a nostra conoscenza, riguardava n. 208 assunzioni, dei quali: n. 7 ripartite tra Dirigenti, Professori, vittime del terrorismo e altri; n. 24 per l’area 2^ (tutti assistenti tecnici); infine, n. 175 per l’area 3^ e dunque nel numero esatto di carenze rilevate al 31.10.2012 in sede di rideterminazione degli organici – poi recepiti con DPCM 22.01.2013 – a seguito dei tagli della Legge n. 135/2012 (c.d. spending review).
Viceversa, sempre al 31.12.2012, le aree 1^ e 2^ evidenziavano un numero di eccedenze complessivamente pari a circa 1.500 posizioni nel rapporto tra organici ed effettivi (vds. nostro Notiziario n. 136 del 17.10.2012), ridottisi poi a circa la metà a distanza un anno (n. 169 di area 1^ e n. 730 di area 2^, dati questi comunicati dal D.G. di PERSOCIV nella riunione del 23 ottobre 2013, si veda il nostro Notiziario n. 119 del 5.11.2013).
Ebbene, temiamo che la mancata autorizzazione ad assumere alla Difesa possa essere dovuta al fatto che le eccedenze di cui sopra – oggi verosimilmente ridotte a circa 600/700 in ragione delle cessazioni dal servizio intervenute nel frattempo – non sono state riassorbite attraverso i c.d. “pensionamenti in soprannumero” con le regole pre-Fornero. Pensionamenti, questi, previsti dalla stessa L. 135, e poi oggetto di specifica circolare attuativa (F.P. n. 3 del 29.07.2013), a seguito della quale FLP DIFESA chiese un incontro (nota allegata al Notiziario n. 97/2013, che ripubblichiamo su questa stessa pagina). Richiesta più volte ribadita, anche recentemente, da noi e da altri, ma mai assolta dall’A.D.
Appare allora evidente, a nostro modesto avviso, come, anche in ragione di quanto previsto dalla Legge 30.10.2013, n. 125, la condizione di permanente eccedenza nelle aree 1^ e 2^, oltre a penalizzare i colleghi che avrebbero potuto essere collocati in pensione in condizioni di miglior favore, ha di fatto impedito l’assunzione di “forze nuove e competenti” per dirla alla Madia, e cioè dei vincitori di concorso di cui alle graduatorie 2008/2009 ( e menomale che la loro validità è stata prorogata, altrimenti.…..).
Noi, in tutta franchezza, non abbiamo ancora compreso il perché di questa scelta attendista dell’A.D., che peraltro non è mai stata spiegata, nelle sue ragioni e finalità, né ai diretti interessati (i vincitori di concorso) né alle OO.SS. della Difesa. Ora, però, il segnale di allarme che proviene dal decreto di cui ha dato notizia la Ministra Madia, pensiamo sia evidente a tutti, e rispetto ad esso crediamo sia doveroso da parte dell’Amministrazione fornire, e presto, delle spiegazioni e rendere noto i propri intendimenti.
Per quanto sopra, abbiamo inviato alla Ministra e al Sottosegretario delegato la nota pubblicata su questa stessa pagina come allegato 1.
I premiati di Padova con la dr.ssa Preti e il gen. Stano
Nella seconda metà dello scorso mese di maggio, con manifestazioni in tutta Italia, il Ministero della Difesa ha celebrato la “Festa del Personale Civile della difesa”, istituita nel 1961, così rinominata da qualche anno al posto della vecchia e un po’ lugubre “festa degli anziani”. Le celebrazioni più importanti sono avvenute a Roma, dove ha partecipato il Sottosegretario Rossi e poi a Padova, La Spezia e Taranto dove hanno presenziato, rispettivamente, la dr.ssa E. Preti di PERSOCIV, la dr.ssa A. Corrado di COMMISERVIZI e l’ing. T. Guastamacchia di SEGREDIFESA.
La manifestazione di Roma si è segnalata non solo per l’importanza della sede, come pure è da sempre ovvio e naturale, ma anche per alcune affermazioni venute dal Sottosegretario Domenico Rossi, il quale avrebbe affermato che il personale civile dovrebbe abbandonare l’attuale collocazione nel ”comparto Ministeri” e transitare nel “comparto sicurezza e difesa”, promettendo il proprio impegno al riguardo. Una affermazione, è utile ricordare, avvenuta alla vigilia delle elezioni europee nelle quali l’on. Rossi era direttamente impegnato, ma pomposamente rimbalzata da qualcuno tra i colleghi, e che necessita di opportune precisazioni e dei necessari chiarimenti in merito alla praticabilità e portata dell’operazione.
Di entrata del personale civile nel “comparto sicurezza” si era parlato per la prima volta nei primissimi anni novanta, e in quella circostanza il fronte sindacale si spaccò decisamente in due: da una parte CGIL-CISl-UIL, decisamente contrari all’operazione, e, dall’altra , il fronte del sindacalismo autonomo con in testa lo SNAD (progenitore di FLP DIFESA) che allora ne era, e di gran lunga, la forza più consistente. L’opposizione dei primi fece naufragare quell’opportunità, che tale appariva e verosimilmente lo era nel contesto in cui quell’ipotesi si faceva strada: in primo luogo, una situazione di finanza pubblica ancora non critica, che rendeva possibile un aggancio delle trattamenti economici civili a quelli del personale militare, il che costituiva il piatto forte dell’opzione; in secondo luogo, la natura ancora pubblicistica delle regole del nostro rapporto di lavoro, normato da leggi (ultimo, il DPR 44/1990) e non da CCNL, che, proprio per questo, ne avrebbe modificato poco la sostanza in caso di transito al “comparto sicurezza”. Uno scenario, invece, che appare invece oggi molto modificato: innanzitutto, la gravissima situazione finanziaria delle casse pubbliche, che rende molto difficile, per non dire impossibile, un’operazione tesa, di fatto, a incrementare le retribuzioni del personale civile della Difesa ( e solo di esso); in secondo luogo, la natura del nostro rapporto di lavoro che è oggi quella “privatistica”, le cui regole vengono fissate dai contratti collettivi di lavoro. Privatizzazione e contrattualizzazione del rapporto di lavoro sono stati dunque i due pilastri della riforma del 1993, e tali ancora restano, nonostante i profondi fendenti inferti da Brunetta.
Se questo è il quadro di riferimento attuale, nel dare comunque atto all’on. Rossi dell’attenzione posta sul tema “specificità”, pensiamo sia il caso, come OO.SS., di comprendere bene la portata reale dell’operazione invece di riproporre, acriticamente, anacronistici schemi difficilmente riesumabili. Un’operazione di questa natura è oggi realisticamente praticabile, e attraverso quali percorsi e in quali tempi? E, nel caso lo fosse davvero, quali per i civili gli svantaggi e i vantaggi dell’operazione, di ordine economico ma anche di ordine normativo? Per questo, nel prossimo incontro che dovrebbe oramai essere vicino, chiederemo all’ on. Rossi di precisare meglio il suo pensiero e gli approdi attuali del suo impegno.
Dire questo, non significa certo negare la “specificità” dei civili,che peraltro FLP DIFESA ripropone da anni all’attenzione dei Vertici politici che si sono succeduti. Ma ci può essere una specificità all’interno del recinto della contrattualizzazione, e un’altra al di fuori (“comparto sicurezza e difesa”), che appare oggi ardua e forse anche non molto allettante, sia economicamente che, soprattutto, normativamente. Chi fosse di opinione diversa, si legga la bozza di d.d.l. che pubblichiamo su questa stessa pagina insieme con la lettera di trasmissione di SMD al COCER, e in particolare gli artt. 2 e 3. Certo noi non siamo militari, ma a quali e quante modifiche di status andremmo incontro?
Notiziario n. 53 del 24 maggio 2017 – Nella riunione odierna con il Sottosegretario Rossi, siamo stati informati in merito agli intendimenti di A.D. sulle modifiche e integrazioni da introdurre nel sistema di valutazione della performance individuale attuato nel 2016, e di cui alla ben nota Direttiva del 10.11.2016 a firma della Ministra Roberta Pinotti […]
Notiziario n. 14 del 2 febbraio 2015 – Ci risiamo! Dopo 4 anni di sospensione, l’A.D. è tornata alla carica riproponendo un sistema di valutazione della performance individuale del personale civile. E’ successo nell’ultima riunione al Gabinetto del 22.12.2014, nella quale il Sottosegretario Rossi ha consegnato alle OO.SS. lo schema di direttiva per il 2015, […]
Notiziario n. 130 dell’11 dicembre 2014 – Come da impegno assunto nell’incontro del 21 novembre u.s. (si veda il Notiziario n. 122), FLP DIFESA ha puntualmente inviato in data odierna al Sottosegretario, e per conoscenza a OO.PP., PERSOCIV e AID, le “osservazioni scritte” su temi e problemi legati alla c.d. “civilizzazione” del Ministero della Difesa. […]
Notiziario n. 122 del 22 novembre 2014 – Doveva essere una giornata importante quella della riunione di ieri, venerdì’ 21 novembre, con il Sottosegretario delegato on. Domenico Rossi, in quanto avrebbe dovuto avviare il confronto con le OO.SS. nazionali sul redigendo“Regolamento” ex art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014, al quale la nostra O.S. annette […]
Notiziario n. 107 del 9 ottobre 2014 – Piccola apertura di SMD sul fronte della nuove dotazioni organiche, che però non cambia in alcun modo la struttura del provvedimento (distribuzione per O.P. e Regione) e mantiene pertanto irrisolto il problema da noi segnalato all’indomani della consegna alle OO.SS. nazionali dello schema di DM. E’ questo, […]
Notiziario n. 96 del 15 settembre 2014 – Viene il dubbio che il colpo subito dalla Difesa a seguito dell’esclusione dal gruppo delle AA. PP. autorizzate ad assumere nuovo personale con il DPCM 29.07.2014, abbia prodotto un qualche risultato. Come si ricorderà (vds. Notiziario n. 75 del 14 luglio 2014), la nostra O.S. commentò allora […]
Notiziario n. 89 del 25 agosto 2014 – Nel Supplemento Ordinario n. 70/L della Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 agosto u.s., è stata pubblicata la legge 11.08.2014, n. 114 di conversione, con modificazioni, del D.L. 24.06.2014, n. 90, recante “misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e perl’efficienza degli uffici giudiziari” e […]
Notiziario n. 83 del 31 luglio 2014 – Il Sottosegretario delegato on. Domenico Rossi ha incontrato le OO.SS. nazionali, questa volta a tavoli separati a seguito dell’ennesima richiesta di CGIL-CISL-UIL, in ordine alla quale evitiamo per carità di patria ogni commento, rimettendoci su questo aspetto alla valutazione delle lavoratrici e dei lavoratori. All’o.d.g. della riunione, […]
Notiziario n. 75 del 14 luglio 2014 – La notizia l’ha data direttamente lei stessa, la Ministra per la P.A. e la Semplificazione, Marianna Madia: via twitter, ha comunicato che era stato firmato il decreto che dispone la prossima assunzione di 636 vincitori di concorsi pubblici, definiti dalla stessa Ministra “forze nuove e competenti”. Particolare per […]
Notiziario n. 60 del 6 giugno 2014 – Nella seconda metà dello scorso mese di maggio, con manifestazioni in tutta Italia, il Ministero della Difesa ha celebrato la “Festa del Personale Civile della difesa”, istituita nel 1961, così rinominata da qualche anno al posto della vecchia e un po’ lugubre “festa degli anziani”. Le celebrazioni […]