Riportiamo di seguito, in carattere corsivo colorato, la mail ricevuta pochi minuti fa da PERSOCIV a firma del Vice Direttore Generale Militare in ordine alla pubblicazione del bando di mobilità interna volontaria del personale civile della Difesa:
“Buonasera, vi informo che sono necessari ulteriori approfondimenti e verifiche relativamente alle posizioni, fornite dagli OP, da inserire in allegato al bando mobilità, il cui testo è stato già approvato dal Direttore Generale di PERSOCIV. In tal senso, a parziale variante di quanto comunicato, la pubblicazione del 1° Bando mobilità sul portale on line avverrà in data 20 giugno 2016.
Vi assicuro sin da ora che tale data sarà improcrastinabile.
Resto a disposizione per ogni chiarimento ritenuto utile al riguardo. Cordialmente.
IL VICE D.G.MIL – Col. a.(ter.) t. ISSMI Antonino CALABRO’ “
Prendiamo atto davvero con piacere che “sono necessari ulteriori approfondimenti e verifiche relativamente alle posizioni, fornite dagli OP, da inserire in allegato al bando mobilità”, anche perchè ci pare che sia stata opportunamente raccolta la preoccupazione espressa da FLP DIFESA con il Notiziario n. 67 del 30 u.s., al quale naturalmente si rinvia, e che rendiamo accessibile attraverso il link di cui sotto.
Con riserva di ulteriori informazioni al riguardo.
Manca oramai poco più di un mese al termine (30 luglio) previsto dal “sistema di misurazione e valutazione della performance individuale del personale civile delle aree funzionali” adottato dal MD e in vigore dal 1.1.2016 (vedi allegato 4 su questa pagina), per l’effettuazione delle “verifiche intermedie mediante colloquio”, che rappresentano una tappa importantissima, addirittura strategica a detta di SMD, e delle quali – lo si ricordi bene- dovrà essere redatto apposito verbale, da custodire agli atti. Dunque un primo, importante banco di prova per verificare la tenuta e l’affidabilità del nuovo sistema di valutazione, tenuto anche conto che, alla luce della sospensione nel 2012 del sistema introdotto con le “direttive” 2010, trattasi di fatto di una “prima volta”.
I colleghi conoscono le nostre antiche opinioni al riguardo. Siamo convinti, ora (2016) come allora (2011), che per un insieme di motivi che attengono alla Difesa e solo ad essa (mission particolarissima; organizzazione molto specifica; Enti in costante ristrutturazione; compresenza di personale militare, sottratto ad ogni valutazione sulla performance; Dirigenti militari valutatori, ma non valutati ai fini della performance; performance organizzativa oggetto misterioso e sottratto sin qui alla conoscenza dei valutandi; etc.), non esistano nel MD le condizioni per un’applicazione tout court del sistema di valutazione voluto e introdotto da Brunetta con il D. Lgs. 150/2009 e, proprio per questo, a nostro avviso, sarebbe stato necessario, come pure hanno fatto altre AA.CC., richiedere ed ottenere una deroga legislativa. Nulla è stato fatto a tal proposito dal nostro Vertice politico, ed allora la nostra scelta è stata, oggi (2016) come allora (2011), quella di impugnare la Direttiva di fronte al TAR Lazio: nel 2012 ne seguì la sospensione, ora vedremo cosa deciderà il giudice.
Le criticità di questo sistema di valutazione stanno nel frattempo emergendo tutte, qualcuno ci ha fatto anche un dossier. Ma, al di là dei dossier, la domanda è: questo sistema è emendabile? Per noi, no, e da qui il nostro ricorso al TAR.
C’è in primis una questione che dovrà essere utilmente osservata: quanto costa alle casse pubbliche gestire questo sistema di valutazione? L’altro giorno, ci è capitato di leggere il “calendario verifiche” predisposto da un Ente AM di Roma: 6 trasferte del Dirigente valutatore, ciascuna di due giorni, nelle sedi distaccate di Parma, Novara, Porto S. Stefano, Forlì, Bari e Taranto. Immaginiamo i costi legati a queste trasferte, e immaginiamo anche quelli analoghi cui andranno incontro altri Dirigenti valutatori (es. Ente Circoli), per più volte in un anno. Paga sempre Pantalone, alias le casse pubbliche, e dunque alla fine i poveri cittadini italiani.
Un capitolo a sé merita però la questione legata alla c.d. “performance organizzativa” degli Enti del MD, che ha – per definizione – uno stretto legame con la “performance individuale” del dipendente valutando, come peraltro affermato dalla stessa Direttiva a firma della Ministra. Ebbene, nella situazione del MD, la valutazione della performance individuale del dipendente appare del tutto avulsa dal contesto delle missions delle articolazioni organizzative dell’A.D., e anche su questo aspetto riporteremo A.D. in giudizio al TAR.
All’iniziativa da noi suggerita ai lavoratori (vds Notiziario n. 12 del 25.01.2016), di richiedere agli Enti la loro performance organizzativa (poi ripresa da tante RSU/OO.SS. territoriali anche di altre sigle), SMD ha risposto con la nota 31854 del 4.03.2016 (vds Notiziario n. 29 del 12.03.2016, che reca anche la nota SMD e la nostra risposta al riguardo), affermando sostanzialmente che le performance organizzative degli Enti sono state definite all’interno del Tomo II del Piano della performance 2016, ma non possono essere rese pubbliche perché di natura riservata. Spiegazione difficile da digerire: ma se è davvero così, allora, perché il Vertice di AD non ha richiesto, anche per questo, la deroga legislativa per la non applicazione del modello brunettiano nel MD?
Con riferimento sempre alla performance organizzativa, abbiamo letto qualche settimana fa alcune interessantissime considerazioni venute dall’ OIV (Organismo Indipendente di Valutazione) del MD che, con nota prot. n. 421 del 18.03.2016 in risposta ad un quesito di SMD e che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina, ha osservato che la performance organizzativa è “riconducibile alla filiera programmatica” ed è “desumile dagli OBS, OBO, PO e relati relativi indicatori… , definiti con il Piano della performance per i previsti livelli gerarchici della Difesa, anche sovraordinati all’unità organizzativa in cui presta servizio il personale” e che essa si possa evincere “per ogni unità organizzati va, dal complesso degli obiettivi …..”.
Dunque, OIV ritiene che la performance organizzativa sia “desumibile dagli obiettivi definiti da AD con il piano della performance” e che la si possa “evincere per ogni unità organizzativa”. Ciò detto, va allora individuato il soggetto cui è ricondotto l’onere di “desumere” e di “evincere” la performance organizzativa.
Questo soggetto non può ovviamente essere il lavoratore civile valutando che non può certamente nè “desumere” nè “evincere” in proprio, innanzitutto perché l’operazione esorbiterebbe dalle sue incombenze e dal suo perimetro di valutando, ma anche e soprattutto perché quei documenti sono oggi per lui off limits, come afferma la stessa SMD nella sua nota del 3 marzo…
Allora è di tutta evidenza che il soggetto che ha il compito di “desumere” e di “evincere” è interno alla stessa Amministrazione Difesa ed è parte di una sua “filiera programmatica”, e che detto soggetto non può certo sottrarsi a questo suo compito, estremamente rilevante in vista della misurazione e valutazione della performance individuale, in particolare quando è lo stesso lavoratore a chiedere al proprio Dirigente valutatore di conoscere la performance organizzativa, come è successo ad opera di tanti lavoratori civili a seguito della sollecitazione venuta dalla nostra O.S..
Queste nostre considerazioni non risultano affatto peregrine. Sono le stesse considerazioni venute da Stato Maggiore Marina che, con nota di risposta ad uno specifico quesito di un Ente della F.A. formulato a seguito della presentazione da parte di un nostro collega di richiesta al Valutatore di conoscere la performance organizzativa, rispostache pubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina, ha espresso il proprio convincimento sul fatto che, alla luce della nota di OIV sopra richiamata, “l’istanza presentata dal dipendente …… debba trovare accoglimento e che, a tal fine, egli debba essere messo a parte del complesso degli obiettivi e dei discendenti obiettivi dell’unità organizzativa presso cui lavora che, qualora non formalmente codificati, potranno essere coerentemente desunti dall’attività istituzionale dell’Ente”. Una considerazione, quella di SMM, di cui prendiamo atto con vero piacere, anche perché fa comprendere come la precisa e puntuale risposta di OIV al quesito di SMD non ammetta interpretazioni di comodo in merito al diritto del lavoratore di conoscere la performance organizzativa del proprio Ente e del connesso dovere dell’Ente, direttamente o indirettamente, di renderla.
La risposta di OIV al quesito di SMD conferma in ogni caso la solidità e la fondatezza dell’iniziativa che avevamo avviato con il Notiziario n. 18 del 9.0.2016, con il quale la nostra O.S. aveva invitato i colleghi a richiedere al Valutatore la consegna, contestualmente alla “scheda di valutazione”, di informazioni relative alla “performance organizzativa” dell’Ente. Sappiamo già come quella nostra sollecitazione sia stata raccolta da tantissimi colleghi, che hanno presentato in migliaia la specifica richiesta al Dirigente Valutatore, e fatta propria anche da molte RSU ed OO.SS. territoriali, anche di altre sigle. A tutte queste richieste, i Dirigenti Valutatori hanno risposto in massima parte “no”, e lo hanno fatto utilizzando l’ombrello protettivo fornito da SMD che, con la nota 31854 del 4 mar. u.s., aveva negato questa possibilità per supposti motivi di sicurezza.
Ebbene, proprio la sopra richiamata risposta di OIV al quesito SMD ripropone la questione “performance organizzativa” in termini diversi, chiudendo definitivamente, a nostro avviso, l’ombrello protettivo fornito da SMD e ci induce, proprio in previsione delle oramai prossime “verifiche intermedie mediante colloquio” da ultimare entro il 30 luglio p.v., a fornire il seguente, preciso suggerimento a tutti i colleghi.
Invitiamo tutti i lavoratori (sia chi ha già richiesto all’Ente la performance organizzativa ottenendo risposta negativa dal Dirigente Valutatore, sia chi sinora non l’ha ancora fatto) a ripresentare/presentare al proprio Ente l’istanza di cui al facsimile che pubblichiamo come allegato 3 su questa stessa pagina, opportunamente rimodulato con l’esplicito richiamo alla risposta di OIV ad SMD.
Suggeriamo inoltre che l’iniziativa sia gestita individualmente dal lavoratore e non collettivamente da RSU/OO.SS. locali, allo scopo di evitare il rigetto da parte dell’Ente sulla base della motivazione di cui al punto 4 della nota SMD del 4 marzo 2016.
Invitiamo inoltre i lavoratori a richiedere, in occasione del colloquio per la verifica intermedia, che della loro richiesta al Dirigente Valutatore di conoscere la performance organizzativa e della eventuale risposta o non risposta ricevuta, sia fatta espressa menzione nel “verbale” che dovrà riscontrare l’esito della “verifica intermedia mediante colloquio”.
Piccola apertura di SMD sul fronte della nuove dotazioni organiche, che però non cambia in alcun modo la struttura del provvedimento (distribuzione per O.P. e Regione) e mantiene pertanto irrisolto il problema da noi segnalato all’indomani della consegna alle OO.SS. nazionali dello schema di DM. E’ questo, in sintesi, l’esito della seconda e conclusiva riunione tecnica di ieri pomeriggio sullo schema di D.M. di ripartizione degli organici fissati con DPCM 22.01.2013 e conseguenti ai tagli del DL 6.07.2012, n. 95, che è stata ancora una volta presieduta dal Capo del 1° Rep. SMD con la presenza al tavolo di tutti gli OO.PP.
La piccola apertura consiste in questo: le dotazioni organiche di F.A. e di Regione saranno implementate di alcune posizioni destinate agli Enti c.d. “industriali” della Difesa (Poli, Arsenali e Reparti Manutenzione AM), e più precisamente: 25 a Taranto; 5 a La Spezia; 20 a Piacenza, 15 a Terni e 10 a Cameri (RMV), e di cui però non ci sono ancora noti i profili professionali prescelti. Una piccola apertura, dunque, da parte di SMD, “un piccolo passo in avanti” nel giudizio unanime del tavolo sindacale, che però da una parte conferma indirettamente la fondatetezza delle nostre osservazioni sulla rigidità del provvedimento e dall’altra porta a quegli Enti un po’ di ossigeno (poco, in relazione alle criticità segnalate dagli SS.MM.). Ovviamente non cambia, allo stato, il nostro giudizio sui rischi legati alla ripartizione su base regionale, tenuto conto che i paletti così rigidamente fissati potrebbero indurre ”pericolose ricadute in materia di mobilità interna ed esterna, di reimpiego, etc. e anche sotto il profilo delle nuove assunzioni, vitali per Poli, Arsenali e CC.TT” , come da noi segnalato al Sottosegretario nella nota del 3 luglio u.s. (Notiziario n. 72). Continuiamo ad essere convinti che, in relazione alle previsioni del DPCM ritenute vincolanti da SMD, in funzione delle necessità legate al riassetto L.244, fosse possibile operare un correttivo attraverso il D. Lgs. n. 8/2014 (che, è bene ricordarlo, ha visto la luce quasi un anno dopo l’entrata in vigore del DPCM 22.01.’13). Lunedì 13 p.v., l’argomento sarà oggetto del tavolo politico con il Sottosegretario Rossi, tappa conclusiva del percorso di confronto con le OO.SS, dopodichè lo schema di DM finirà sul tavolo della Ministra Pinotti.
Nel corso della riunione, sono stati fornite da SMD anche le seguenti risposte.
Transito ex militari nei ruoli civili: i numeri richiesti da FLP DIFESA nel corso della riunione precedente (vds. Notiziario n. 104) sono stati forniti solo con riferimento al periodo successivo al novembre 2012: da allora ad oggi, sono transitati all’impiego civile n. 324 unità in area 2^ e n. 34 in area 3^. Per quanto invece riguarda il periodo 2002–2012, non sono stati forniti dati precisi, quindi dobbiamo far riferimento ai numeri dei transitati a suo tempo forniti dall’A.D., che dovrebbero aggirarsi intorno alle 1400 unità. Per quanto abbiamo appreso da SMD nel corso della riunione precedente, l’A.D. ha provveduto a regolarizzare gli ingressi fino al 2012 immettendoli formalmente nei ruoli civili, e quindi azzerando l’inquadramento in soprannumero. Un’operazione, però, non solo fatta al netto di ogni informazione alle OO.SS., doverosa e dovuta, ma a fronte di un punto del DIM 18.04.2002 che prevede la riassorbibilità solo attraverso la “cessazione dal servizio per qualsiasi causa del personale stesso” : ma a novembre 2012, non erano state rilevate dall’ A.D., a fronte dei nuovi organici post DL 95, quasi 1500 eccedenze civili? La regolarizzazione ha di fatto prodotto eccedenze, dunque è stata utile in quel momento? Servirà approfondire il problema.
Regolamento ex D.Lgs.7:SMD ha concluso i lavori preparatori, lo schema è all’attenzione del Gabinetto.
Eccedenze: l’indagine disposta dal Gabinetto, evidenzierebbe eccedenze in area 2^(riassorbibili attraverso le norme Fornero) e in area 1^ (riassorbibili, invece, anche con il ricorso ai pensionamenti ex DL 95). A tal riguardo, attendiamo i numeri e il confronto già richiesto da FLP con la nota del 5.08.2014 (vedi sul sito).
La Ministra con il Segr. Gen. e i due Dir. Gen. in visita alla mensa
I lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL sono impegnati da oltre un anno in una vertenza contro il tentativo di SMD di ridurre le competenze delle due DD.GG. e di trasferirle in capo agli SS.MM. di F.A.. Un tentativo reso evidente dallo stesso Capo di SMD, amm. L. Binelli Mantelli, che nel corso dell’ audizione parlamentare del 21.11.2013 sui decreti attuativi L. 244, ebbe molto candidamente a dichiarare che serviva “una diversa ripartizione di compiti tra SMD e SGD. Serve una soluzione che attualizzi le competenze delle FF.AA. su aspetti interconnessi, e difficilmente separabili tra di loro, come il reclutamento, l’addestramento, la disciplina, lo stato giuridico, la formazione, le operazioni, le dinamiche salariali e la previdenza, e per questo serve conferire ai Capi di S.M. di Forza Armata le competenze di cui sopra. La parte innovativa del presente riassetto, il suo punto chiave, è dunque la <<governance>> del personale, che va gestita dalle FF.AA. e posta alle dirette competenze dei Capi di S.M., eliminando l’accentramento che c’è stato sinora su SGD e l’approccio burocratico che l’ha caratterizzata in questi anni”.
Un disegno, questo, che è andato avanti lo stesso nel corso di questi mesi pur a fronte di un parere radicalmente avverso di entrambe le Commissioni Difesa (“garantire il mantenimento di tutti gli atti amministrativi relativi allo stato giuridico e al trattamento economico e normativo del personale militare presso la D.G. del personale militare”), attraverso il lavoro del “Gruppo di progetto” appositamente costituito e ora procrastinato sino al 30.06. 2015, e che più recentemente è approdata alla formale costituzione nell’ambito di SMD, a far data dal 1 settembre 2014, del CUSI (Centro Unico Stipendiale interforze, si veda il “dispongo” che pubblichiamo su questa stessa pagina). Un disegno, quello di SMD, di autentica decivilizzazione, contro cui sono scesi in campo direttamente i lavoratori delle due DD.GG. e le loro RSU, e che ha visto la FLP DIFESA sempre al loro fianco in tutti i momenti (vds. Notiziari n. 127/2013 e 9/2014).
E’ all’interno di questo quadro che va collocata la recente visita della Ministra Pinotti alle due DD.GG. avvenuta il 16 u.s., che ha fatto registrare sensazioni piuttosto positive da parte del personale e delle due RSU in considerazione dell’interesse mostrato dalla sen. Pinotti per il lavoro delle due D.G., per il fondamentale ruolo svolto all’interno dell’area T/A e per gli importanti risultati raggiunti in materia di uniforme trattamento del personale militare. La visita non è stata un semplice atto formale: la Ministra si è trattenuta per ca. quattro ore all’interno del comprensorio, ed ha voluto approfondire , nel briefing tecnico tenuto con le Dirigenza, le proprie conoscenze in merito alle attività istituzionali svolte dalle D.G., e questo anche in vista delle decisioni da prendere con il redigendo Regolamento attraverso il quale si distribuiranno le competenze tra le aree. Nell’ incontro che si è tenuto con i lavoratori, la Ministra ha ringraziato il personale per il lavoro che quotidianamente svolge, esprimendo il suo plauso per le sinergie esistenti tra personale civile e militare e per l’attuale organizzazione, manifestando chiaramente la sua volontà di valorizzare ulteriormente l’area T/A., come peraltro espresso dalla stessa Ministra nelle linee programmatiche del Ministero esposte nell’audizione presso le Commissioni Difesa il 12 marzo 2014.
Al termine dell’incontro con il personale, le due RSU hanno consegnato un documento congiunto con il quale si chiede alla Ministra una decisione in merito al Regolamento ex art. 1 D. Lgs. n. 7 con la conferma dell’attuale organizzazione all’interno dell’area T/A, in continuità con i processi di razionalizzazione che, a partire dalla riforma Andreatta, hanno portato alla costituzione delle due DD. GG. In conclusione, una visita senza dubbio positiva, che ha permesso alla Ministra di conoscere meglio le realtà in questione e fornito ulteriori elementi di conoscenza per una ponderata decisione in merito al citato Regolamento.
Su questa stessa pagina, pubblichiamo anche le comunicazioni della Ministra alle Commissioni Difesa ed Esteri sulle missioni internazionali.
In data 29.01.2014, sono stati approvati dall’allora Ministro Mauro il “Piano triennale di prevenzione della corruzione 2013– 2016” e il “Codice di comportamento dei dipendenti del Ministero della Difesa” (che ripubblichiamo entrambi su questa stessa pagina), in ottemperanza alle disposizioni di cui alla Legge 6.11.2012, n .190 e con l’obiettivo quelli di “assicurare la prevenzione di fenomeni di corruzione”.
Ciò premesso,informiamo che in data 5 agosto u.s. è stato trasmesso da SMD il “messaggio del referente per la prevenzione della corruzione e la trasparenza area s.m.d. – comunicato n° 1/2014” , che riportiamo in forma integrale per l’ opportuna conoscenza dei lavoratori degli Enti dell’area operativa:
“ Dal 2014 sono in vigore il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (P.T.C.P.) ed il Codice di Comportamento del Ministero della Difesa, che costituisce parte integrante del suddetto P.T.C.P. Tale codice ha lo scopo di integrare e di specificare le disposizioni contenute nel Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici, i cui principi, unitamente alle norme di disciplina militare, hanno valore anche per il personale militare (D.P.R. n. 62/2013).Tra le norme di comportamento, contenute in tali documenti, risulta di assoluta rilevanza quella riguardante l’obbligo di astensione del dipendente in caso di conflitti di interesse. In ossequio ai principi d’imparzialità e d’indipendenza di giudizio, ogni responsabile del procedimento e i titolari degli uffici competenti ad adottare i pareri, le valutazioni tecniche, gli atti endoprocedimentali e il provvedimento finale debbono astenersi in caso di conflitto di interessi pubblici con interessi personali o privati. Tale obbligo intende prevenire il pericolo che l’Amministrazione assuma decisioni che possano essere influenzate, durante l’iter di formazione della volontà, da dipendenti che si trovino in situazioni di conflitto di interessi. Il conflitto di interessi si concretizza in una circostanza in cui un interesse privato o personale interferisce (conflitto reale) o potrebbe tendenzialmente interferire (conflitto potenziale) con la capacità del dipendente militare o civile di agire in conformità ai suoi doveri e responsabilità ostacolando il corretto perseguimento dell’interesse pubblico. Il conflitto può riguardare interessi di qualsiasi natura, anche non patrimoniali, come quelli derivanti dall’intento di voler assecondare pressioni politiche, sindacali, di superiori o di terzi. Il soggetto si deve astenere dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi, oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale, ovvero di soggetti od organizzazioni con cui egli o il coniuge abbia causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito significativi, ovvero di soggetti od organizzazioni di cui sia tutore, curatore, procuratore o agente, ovvero di enti, associazioni anche non riconosciute, comitati, società o stabilimenti di cui sia amministratore o gerente o dirigente. L’interessato deve astenersi in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza. In tali casi, il dipendente ha l’obbligo di segnalare, con immediatezza, al proprio superiore gerarchico, ogni situazione di conflitto reale o potenziale. Sull’astensione decide il responsabile dell’ufficio di appartenenza.F.to il Referente per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza- Gen. F. Marsiglia “
Con l’occasione, informiamo i colleghi che con nota n. 0096006 04-08-2014 (che pubblichiamo su questa stessa pagina) a firma dello stesso gen. F. Marsiglia in questo caso in veste di Capo del 1° Rep. SMD, è stata procrastinata dal 30 settembre 2014 al 30 giugno 2015 la data del mandato del “Gruppo di Progetto per lo studio di una diversa ripartizione delle funzioni, tra area T/A e T/O, attinenti alla gestione del personale”,che peraltro avrà un nuovo Presidente nella persona dell’Amm. Sq. Marzano Donato.
Come interpretare questo differimento di data? Sulla importantissima questione, legata in ogni caso al redigendo “Regolamento” ex art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014 e i cui obiettivi ed effetti in negativo la nostra O.S. ha avuto modo di denunciare da tempo e a più riprese, avremo modo di ritornare presto.
Il Sottosegretario delegato on. Domenico Rossi ha incontrato le OO.SS. nazionali, questa volta a tavoli separati a seguito dell’ennesima richiesta di CGIL-CISL-UIL, in ordine alla quale evitiamo per carità di patria ogni commento, rimettendoci su questo aspetto alla valutazione delle lavoratrici e dei lavoratori. All’o.d.g. della riunione, due argomenti: al primo punto, lo schema di Decreto Ministeriale di ripartizione delle dotazioni organiche fissate dal DPCM 22.01.2013 e, al secondo, la spinosa questione legata al blocco dei permessi di servizio che sta determinando, in modo sempre più diffuso, problemi enormi sui tavoli locali.
SCHEMA DI DM DI RIPARTIZIONE DEGLI ORGANICI
Come si ricorderà, a margine della precedente riunione del 24 giugno u.s. con l’on. Rossi, è stato consegnato alle OO.SS. lo schema di D.M. (che ripubblichiamo sul nostro sito) che ripartisce tra gli Organi Programmatori, e distribuisce per profili professionali e per regioni, le dotazioni civili fissate dal DPCM 22.01.2013. A seguire, con nota del 3 luglio, FLP DIFESA ha rappresentato al Sottosegretario le proprie osservazioni al riguardo, segnalando che “.. in ragione della situazione in essere, la ripartizione per Regioni e per OO.PP. fissata in un decreto ministeriale determinerebbe una condizione di evidente rigidità al sistema, con pericolose ricadute in materia di mobilità interna e d esterna, di reimpiego e anche sotto il profilo delle nuove assunzioni, vitali per Poli, Arsenali e CC.TT” e proponendo pertanto “che il DM in questione riporti esclusivamente la ripartizione per profilo professionale, evidenziandone solo la dotazione nazionale, lasciando poi ad atti interni dell’A.D. la ripartizione tra OO.PP. e Regioni, come peraltro da sempre avviene per le dotazioni organiche di Ente”. Questa la nostra proposta (sul sito).La risposta del Sottosegretario è arrivata nel corso della riunione odierna: l’on. Rossi ha riconosciuto che la ripartizione per Regioni e OO.PP. introduce oggettive rigidità nel sistema e anche con quelle ricadute, ma, sulla base di iniziative esplorative già condotte presso la F.P., ha contestualmente espresso il convincimento che, allo stato, non sia in alcun modo possibile derogare dalle prescrizioni del DPCM che, all’art. 6, impone ai Ministeri “la ripartizione dei contingenti di personale nelle strutture centrali e periferiche in cui si articola l’Amministrazione, distinti per profilo e fascia retributiva”. Per questa ragione, a parere dell’on. Rossi, l’impianto dello schema di DM non può essere modificato; pur tuttavia, nel riconoscere la fondatezza delle nostre argomentazioni, il Sottosegretario ha comunicato che, in ragione del riassetto in atto delle FF.AA. secondo i percorsi delineati dai DD. LLgs. attuativi della L. 244/2012, l’A.D. avanzerà da subito una richiesta di deroga o, in alternativa, laddove non concessa, a inserire una norma da hoc all’interno dei decreti correttivi previsti dall’art. 1, comma 5, della legge delega 244/2012. Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha preso atto dei motivi ostativi addotti dall’on. Rossi, che non ci appaiono però così limitativi, in quanto potrebbe essere possibile una diversa lettura del DPCM. Ha poi rilevato che, se l’AD riconosce la fondatezza del “rischio rigidità” da noi rappresentato, atteso che il DPCM è stato registrato oltre un anno fa in Corte dei Conti (18.03.2013), c’era tutto il tempo per la stessa AD di correre ai ripari, chiedendo una deroga o inserendo una norma ad hoc nei decreti attuativi della L.244 che hanno visto la luce a gennaio 2014. Dunque appare evidente, a nostro avviso, una responsabilità ascrivibile a chi ha gestito l’ “operazione distribuzione organici” e dunque a SMD, per non avere affrontato il problema a monte della messa a punto dello schema di DM. A conclusione, nel prendere atto comunque degli intendimenti espressi dall’on. Rossi per dare soluzione al problema, FLP DIFESA ha confermato il proprio dissenso rispetto all’impianto dello schema di DM, che pensiamo creerà molti problemi: in che modo, per esempio, si darà risposta alle ben note problematiche di PMALTerni?
PERMESSI DI SERVIZIO
Riassumiamo innanzitutto il problema: con nota prot. n. 35237 del 20 maggio 2014, il D.G. di PERSOCIV ha invitato tutti gli Organi Programmatori (SMD, SGD, SS.MM. di F.A., Cdo Gen. CC) a informare gli Enti dipendenti sulla cessazione di efficacia del CCNI, titolo 2°, capo V°, art. 3, rendendo così inagibili i “permessi di servizio” per la partecipazione alle riunioni sindacali (ripubblichiamo la nota sul nostro sito).
Il problema era noto da tempo, e l’A.D. non l’ha voluto affrontare come noi avevamo richiesto. Poi, di colpo, “l’incredibile fendente del D.G. di PERSOCIV che segna, a nostro avviso, il punto più basso nelle relazioni sindacali dell’ultimo ventennio” (Notiziario n. 68) , atteso che è stato operato senza neanche uno straccio d’informazione alle OO.SS., né preventiva né successiva, e quando era già stato annunciato il dimezzamento delle agibilità sindacali, poi avvenuto con l’art. 7 del DL 90. Un colpo al buio e micidiale!
Immediata la nostra reazione, la lettera al Vertice politico e l’attenzione forte del Sottosegretario, che ringraziamo, su indicazione del quale si è svolto il tavolo tecnico dell’8 luglio (vedasi il Notiziario n. 73).
In quella sede abbiamo formalizzato la nostra proposta: recepire in ambito Difesa l’art. 11 del CCNI Ministero Giustizia del 29.07.2010 che recita testualmente così: “Le trattative per la contrattazione integrativa decentrata si svolgono di norma al di fuori dell’orario di lavoro. Qualora non sia possibile, i componenti delle delegazioni di parte sindacale, precisamente i componenti delle RSU e, nel limite di due componenti per ciascuna sigla, gli appartenenti alle OO.SS. di categoria firmatari e del CCNL, non sono tenuti al recupero delle ore ivi impiegate”. Ma la nostra proposta si è spinta anche oltre: uno e non due, i componenti per sigla; il “non recupero” limitato alle sole ore di partecipazione alla riunione, attestate dall’Ente che ne è sede; infine, nessun onere a carico dell’A.D. Una proposta, la nostra, che riteniamo ragionevole e significativamente riduttiva rispetto al CCNI del Giustizia, che, va ricordato, è stato sottoscritto dopo il D. Lgs. 150/2009 (c.d. legge Brunetta) e ha ottenuto la certificazione di MEF e FP.
Una proposta, la nostra, che avevamo anticipato nella riunione con l’on. Rossi del 24 giugno e poi formalizzato nel tavolo tecnico dell’8 luglio, e che sappiamo essere stata fatta propria da altre sigle. Problema risolto, dunque, avranno pensato molti colleghi. Ma così, almeno fino ad oggi, purtroppo non è. L’on. Rossi ci ha detto in riunione che, acquisiti i pareri degli Organi tecnici del nostro Ministero, quella norma non è ritenuta, allo stato, immediatamente e automaticamente adottabile, motivo per il quale, nel ritenere comunque valida la nostra proposta, verrà avviata una urgente iniziativa presso la F.P. per avere il via libera a quella norma o comunque all’utilizzazione di “permessi di servizio” fino a tutto il riordino ex L. 244. In alternativa, una norma ad hoc da inserire in un decreto correttivo ex art. 5, comma 1, L. 244. Attendiamo l’esito dell’iniziativa verso F.P., che lo stesso Sottosegretario ritiene possa arrivare a breve.
FLP DIFESA ha però ritenuto doveroso rappresentare sin da subito all’on. Rossi che, in caso non si trovasse una soluzione al problema, non essendo in alcun modo ipotizzabile nel M.D. il ricorso al monte ore dei permessi sindacali dopo il loro dimezzamento o le riunioni al di fuori dell’orario di lavoro, la nostra O.S. prenderebbe in seria considerazione l’abbandono dei tavoli locali. Ha concluso segnalando infine la natura politica e non meramente tecnica del problema, rispetto al quale attendiamo risposte politiche.
A conclusione della riunione, abbiamo segnalato all’on. Rossi le ultime iniziative avviate da FLP DIFESA:
– la prima, con lettera del 14 luglio, ripubblicata sul sito, con la quale, sulla base di alcune nostre informazioni che davano mancante la Difesa dalle Amministrazioni autorizzate ad assumere, abbiamo chiesto un incontro per affrontare finalmente la questione legata ai soprannumeri ex DL 95. Informazioni, le nostre, che oggi trovano piena conferma nel DPCM 29 luglio che pubblichiamo sul sito.
– la seconda, con lettera del 18 luglio (anch’essa ripubblicata sul sito), con la quale abbiamo chiesto un “chiarimento politico” su alcuni fatti, a nostro avviso molto gravi, di cui abbiamo dato conto nel Notiziario n. 76 di pari data e l’avvio del confronto sul redigendo “Regolamento” ex art. 1 D. Lgs n. 7.
Abbiamo pertanto chiesto all’on. Rossi che i due argomenti vengano iscritti in agenda subito a settembre.
Prima di chiudere, vogliamo ringraziare i colleghi dell’attenzione con la quale ci seguono attraverso il sito: anche oggi, 31 luglio(!), abbiamo superato i 1700 contatti nelle 24 h, davvero un’ enormità. Grazie davvero, e continuate a seguirci anche in agosto: informazioni e Notiziari non mancheranno certo!
Finalmente, dopo ripetuti rinvii, si è tenuta nel pomeriggio di oggi a palazzo Esercito la riunione (a tavoli uniti) che FLP DIFESA ha chiesto con nota del 31.03.2014 (vds. Notiziario n. 32 del 1 apr. 2014) e che ha avuto per oggetto il c.d. “fondo casa” di cui all’art. 1836 del C.O.M., la cui accessibilità, con la novella introdotta dal D.Lgs. 28.01.2014, n. 8, è stata estesa anche al personale civile del M.D. (come noto, la norma originaria lo rendeva accessibile solo “al personale dell’Esercito italiano, della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare”). Una novità che abbiamo apprezzato molto, in quanto va a collocarsi nel solco di quella pari opportunità che abbiamo sempre rivendicato tra lavoratori militari e civili.
E’ utile ricordare come la nostra richiesta d’incontro a SMD sia stata originata dal fatto che eravamo venuti a conoscenza, attraverso un comunicato del COCER e le slide predisposte da SMD che lo accompagnavano, che in data 20 marzo u.s. si era già tenuta una prima riunione con lo stesso COCER, non accompagnata o seguita da analogo confronto con le OO.SS., come da prassi ampiamente consolidata in ambito Difesa su tutte le questioni di comune interesse . Oggi, finalmente, il confronto tecnico è stato avviato con STAMADIFESA, rappresentata nell’occasione da una delegazione del V° Reparto.
L’intervento iniziale di SMD è consistito nell’illustrazione delle slide recanti i contenuti del regolamento attuativo del novellato art. 1836 COM, già pubblicate da tempo sul nostro sito e che ad ogni buon conto ripubblichiamo su questa stessa pagina, i cui contenuti sono stati in parte già segnalati ai colleghi attraverso il Notiziario n. 32, al quale ovviamente rinviamo. Sono poi seguiti gli interventi del tavolo sindacale, che hanno espresso posizioni totalmente convergenti, che proviamo a riassumere.
Dalle OO.SS. è venuto innanzitutto un giudizio positivo sull’estensione del “fondo casa” ai civili, ma, per una valutazione più realistica, abbiamo chiesto di conoscere la presumibile dotazione del Fondo e la quota di personale che ne potrebbe beneficiare con i criteri di ripartizione indicati nella slide n. 14.
Abbiamo però radicalmente contestato i criteri di ripartizione del nostro fondo (“in proporzione al numero degli alloggi di servizio assegnate al personale civile dalle stesse FF.AA.”, slide n. 14), che proprio in relazione all’esiguità delle assegnazioni attuali (il cui numero abbiamo comunque chiesto di conoscere), lo renderebbe decisamente leggero e dunque utilizzabile da quote presumibilmente irrilevanti di lavoratori. Abbiamo allora proposto due opzioni diverse: la prima, formazione di una graduatoria unica per tutto il personale del MD; la seconda, ripartizione dell’ammontare complessivo delle risorse disponibili in due distinti fondi, uno per i militari e uno per i civili, sulla base delle presenze effettive del personale al 31 dic. dell’anno precedente. Abbiamo inoltre espresso discordanza anche per quanto attiene alla formula per l’attribuzione del punteggio per le graduatorie, che appare costruito in funzione del solo personale militare, e chiesto che vengano individuati criteri separati per le graduatorie civili, che tengano conto anche dell’ ISEE (Indicatore delle Situazione Economica Equivalente) e cioè dello strumento con il quale si misura la condizione economica delle famiglie in ragione di reddito, patrimonio e caratteristiche del nucleo familiare, e che dunque offrirebbe più garanzie per destinare il fondo a chi ne ha più bisogno.
Preso atto che il “gestore” (slide n. 8) potrebbe essere CONSAP, abbiamo quindi rappresentato la nostra netta discordanza in merito alla previsione di accensione di due ipoteche (“surrogazione totale”, slide n. 20), che esporrebbe il beneficiario a rischi di non poco conto. A conclusione, preso atto che le slide nulla dicono su alcune questioni (per es., la composizione delle “commissioni” che dovranno esaminare le domande e deliberare al riguardo), abbiamo chiesto di aggiornare la riunione ad un prossimo incontro, nel quale confrontarsi sui contenuti dello schema di DM, che abbiamo chiesto di ricevere con anticipo.
AGGIORNAMENTO 15.05.2014, h. 16.30 : facendo seguito al presente Notiziario, pubblichiamo di seguito su questa stessa pagina, come allegato n. 3, “lo schema delle disposizioni regolamentari poste a disciplina del Fondo casa, predisposto dall’Ufficio Legislativo di questo Ministero della Difesa” che abbiamo chiesto in riunione e che è già pervenuto da SMD-V° Reparto
Sin dalla sua prima bozza, consegnata alle OO.SS. a conclusione dell’incontro con il Ministro Mauro in data 3 luglio u.s., lo schema di D. Lgs. in materia di personale, attuativo della L. 244/2012 per il riordino in chiave riduttiva dell’assetto delle FF.AA., conteneva la novella dell’art. 1836 del Codice dell’Ordinamento militare (COM) e prevedeva che il c.d “fondo casa” fosse finalmente destinato a tutto il personale delle Difesa e dunque anche ai civili, che invece la norma originaria attribuiva solo “al personale dell’Esercito italiano, della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare”, con esclusione dunque anche del personale dell’Arma dei CC. Una novità che allora apprezzammo apertamente, in quanto andava a collocarsi nel solco di quella pari opportunità che abbiamo sempre rivendicato tra militari e civili, che è traguardo ancor oggi purtroppo di là da venire. Quella prima bozza è andata poi incontro a successive modificazioni, fino al testo definitivo contenuto nell’art. 6, comma 1, let i), del D.Lgs. n. 8/2014, avendone però sempre mantenuto la novità relativa ai beneficiari individuati in entrambe le categorie di personale della Difesa.
Le innovazioni normative apportate hanno tratto origine dalla presa d’atto del fallimento del vecchio fondo casa a causa del disinteresse degli istituti di credito, reso evidente dal fatto che tutte le gare bandite da COMMISERVIZI sono andate sempre deserte. La prima e fondamentale innovazione è consistita nella trasformazione del vecchio fondo in un fondo di garanzia “di ultima istanza fino ad un massimo dell’80% della quota capitale” e “nei limiti della disponibilità annuale” avendone però mantenuto identica denominazione (“fondo casa”), ed è finalizzato “ad agevolare l’accesso alla concessioni di mutui da parte di istituti di credito per l’acquisto o la costruzione della prima casa” da parte di dipendenti del Ministero della Difesa, civili e militari, ad esclusione ancora del personale militare dell’Arma. L’alimentazione di detto fondo sarà assicurata “dagli introiti derivanti dalla riassegnazione al bilancio dello Stato delle trattenute al personale del Ministero della Difesa”, nella percentuale del 15%, essendo la restante parte destinata alla manutenzione degli alloggi.
Il comma 3 dell’art. 1836 novellato dal D. Lgs. n. 8 prevede che le modalità di gestione del fondo di cui trattasi vengano regolamentate con decreto del Ministro della Difesa di concerto con il Ministro dell’Economia e Finanze e, a tal riguardo, ci era stata preannunciata da parte di STAMADIFESA per giovedì 27 u.s. una convocazione delle OO.SS. nazionali, poi rinviata, per un primo confronto sull’argomento con le Rappresentanze del personale che, interessando ambedue le categorie di personale, immaginavamo venisse convocato contestualmente, ancorché su tavoli diversi, come da prassi consolidata e per ultimo sempre utilizzata nei confronti tra le Parti relativi ai decreti attuativi della Legge delega per la riduzione dello strumento militare.
E, invece, così non è stato, purtroppo, e ne siamo venuti a conoscenza attraverso un comunicato del COCER interforze, che reca peraltro un giudizio fortemente negativo (“proposte irricevibili ed inaccettabili”) sugli intendimenti della nostra Amministrazione, e che rende evidente a tutti come in data 20 marzo u.s. si sia già tenuta una prima riunione con le Rappresentanze militari ma non anche con quelle civili, che tuttora mancano di alcuna informazione al riguardo.
Per quanto sopra, abbiamo immediatamente inviato a SMD – 1° e V° Reparto – la nota che pubblichiamo di seguito con la quale chiediamo che venga rapidamente avviato il tavolo di confronto con le Rappresentanze nazionali del personale civile della Difesa.
Su questa stessa pagina, sono pubblicati il comunicato COCER e le slide di SMD che lo accompagnano.
Vi terremo tempestivamente informati degli sviluppi di questa nostra iniziativa.
In queste ultime ore, siamo stati letteralmente sommersi di email, fax e comunicazioni varie da parte di tantissimi colleghi che hanno scoperto che i cedolini di marzo non contenevano le regolarizzazioni che avevamo preannunciato nei nostri Notiziari, e con noi anche le altre sigle sindacali, a seguito degli incontri tecnici avvenuti con SMD, l’ultimo dei quali in data 29 u.s.
Innanzitutto cominciamo con il dire che quanto da noi riferito circa la preannunciata regolarizzazione nei cedolini di marzo non era certo frutto della nostra immaginazione, ma rispondeva, quasi alla lettera, alle affermazioni venute in riunione dal Capo del 1° Reparto. Che cosi fosse, vi è una indiretta riprova da una nota dell’Agenzia Industrie Difesa che pubblichiamo sul nostro sito web, che, in data 27 febbraio u.s., informava i propri Enti che “lo Stato Maggiore Difesa ha fornito assicurazioni che con l’emissione del cedolino del mese di marzo saranno normalizzate tutte le situazioni individuali riferibili a stipendio, assegni familiari, prestiti, recupero crediti, etc….” . E’ proprio quello che FLP DIFESA aveva preannunciato e scritto nei più recenti Notiziari sull’argomento (nn. 23 e 29/2013).
E, invece, bruttissima sorpresa, così non è stato, e i cedolini di marzo, allo stato visibili on line solo negli importi che si presentano purtroppo ancora ridotti rispetto al dovuto, hanno riproposto i problemi delle due mensilità precedenti (mancanza di assegni familiari, detrazioni fiscali, etc.), in alcuni casi addirittura aggravati, ivi compreso la permanenza di attivazioni non autorizzate RID a favore del MEF!
Ovviamente, ci siamo immediatamente attivati presso SMD, che ha confermato che la mancata regolarizzazione, e dunque la permanenza di errori nei cedolini di marzo, interesserebbe circa 2000 lavoratori, che non hanno ricevuto a marzo né quanto correttamente dovuto per questo mese né le somme a saldo relativamente agli importi non corrisposti a febbraio. SMD ha naturalmente inputato il problema al tuttora non corretto allineamento del sistema NoiPA al sistema BDUS Difesa, che però dovrebbe interessare un numero più ridotto di lavoratori. In ogni caso, per questi colleghi i cui cedolini riportano somme inferiori al dovuto, SMD ci ha assicurato che verrà emesso da NoiPA un secondo cedolino a saldo delle somme mancanti sia con riferimento a febbraio che a marzo, che dovrebbe essere visibile on line a giorni e i cui importi dovrebbero essere accreditati entro il 24 p.v. . SMD ha inoltre precisato che, a seguito del problema intervenuto, la regolarizzazione dovrebbe avvenire con i cedolini di aprile.
Questo è quanto abbiamo appreso da SMD. Naturalmente, stante quanto accaduto sino ad oggi, attendiamo le necessarie verifiche nei prossimi giorni. Pur tuttavia, non possiamo però far finta di nulla e rimandare di mese in mese la risoluzione dei problemi: cominciamo a pensare che questo sistema NoiPA abbia problemi veri nell’allineamento alle nostre buste paga, e che dunque sia venuto il tempo dei decisioni forti. Per questo motivo, abbiamo immediatamente scritto al Sottosegretario Magri chiedendo un incontro urgentissimo, dal quale ci attendiamo impegni precisi e risolutivi da parte del Vertice politico. Mercoledì prossimo è stata convocata la riunione conclusiva sul riordino della Sanità, cosa che, com’è noto, sta molto a cuore al Ministro: ebbene, abbiamo chiesto che la trattazione di questo punto venga anticipata dalla discussione sulle “problematiche cedolino”, che stanno invece molto a più a cuore ai lavoratori e alle loro tasche, e dalla quale ci aspettiamo impegni, lo ripetiamo, risolutivi. Ove così non fosse, porremo in essere le più idonee azioni, sperabilmente anche unitariamente alle altre OO.SS..
Nell’attesa, invitiamo tutte le nostre strutture a promuovere, unitariamente alle altre sigle sindacali interessate e alle RSU, iniziative di denuncia e di protesta in loco, informandone anche i media.
Terza riunione tecnica, ieri pomeriggio, tra Stato Maggiore Difesa e OO.SS. nazionali, finalizzata a fare il punto di situazione sullo stato attuale delle problematiche innescate dal transito al sistema NoiPA del MEF della gestione degli stipendi del personale civile dell’ area tecnico-operativa. La riunione, a tavoli uniti, è stata presieduta ancora una volta dal Capo del 1° Reparto, gen. Franco Marsiglia.
Diciamo subito che è venuta da SMD la conferma che le buste paga di marzo non dovrebbero più contenere gli errori, a volte davvero macroscopici, che si sono registrati negli stipendi di gennaio e di febbraio e che hanno dato luogo, in alcuni casi a corresponsione di somme in eccesso e in altri casi di somme in difetto. Abbiamo già informato i colleghi sul motivo per il quale nelle buste paga di febbraio si sono riprodotti gli errori di quelle di gennaio: rispetto al sistema BDUS (Banca Dati Unica Stipendiale) della Difesa, che aveva tempi di lavorazione notevolmente più ridotti, le variazioni stipendiali inviate al sistema NoiPA non oltre il 23 del mese compaiono solo nelle buste paga del mese successivo. Nel concreto, le variazioni operate dalla BDUS a rettifica degli errori dei cedolini di gennaio sono state inviate al sistema NoiPA il 21 di feb. u.s. (e dunque a cedolini di febbraio già pubblicati), e pertanto dette variazioni verranno recepite nei cedolini di marzo. Qui sta uno dei limiti strutturali del sistema NoipA rispetto a quello BDUS: la Difesa era in condizione di modificare le busta paga del mese recependo tutte le variazioni intervenute entro il 10 dello stesso mese, il sistema NoiPA ha invece tempi di lavorazione di fatto doppi. E questa appare una condizione allo stato praticamente immodificabile.
Occorre però precisare, a tal proposito, che la verifica effettiva in merito all’annunciata regolarizzazione a marzo delle buste paga potrà essere fatta solo a cedolini già pubblicati e visibili, atteso che il MEF continua a dire no alla reiterata richiesta della Difesa di poter avere i flussi di ritorno delle buste paga allo scopo di operare una utilissima verifica preventiva. Per questo, la verifica non potrà che essere successiva alla pubblicazione e visibilità dei cedolini di marzo, e i colleghi che dovessero individuare errori nella propria busta paga dovranno immediatamente informare il proprio Ufficio Amministrativo, che ne dovrà dare tempestiva comunicazione alla Sezione di Forza Armata già operante presso la BDUS.
FLP DIFESA ha preso atto delle comunicazioni del gen. Marsiglia e, nel ribadire le proprie valutazioni critiche nel merito e nel metodo di questa vicenda, già espresse nelle due precedenti riunioni e anche sul tavolo politico, ha dichiarato che l’eventuale riproporsi nelle buste paga di marzo della situazione registrata nei due precedenti mesi, sarebbe assolutamente intollerabile e ci costringerebbe ad avviare iniziative di tutela, in sede politica e anche di carattere legale, perché i lavoratori hanno già pagato parecchio per questa situazione e sarebbe dunque ora di chiamare a risponderne i responsabili. Una posizione condivisa da tutte le OO.SS. presenti, e per questo estremamente significativa.
In sede di riunione, sono stati segnalati all’Amministrazione alcune situazioni di perdurante criticità che interessano non pochi colleghi. In primo luogo, alcuni lavoratori ci hanno fatto presente di avere verificato l’esistenza di RID (Rapporto Interbancario Diretto, un servizio di incasso crediti) a beneficio del MEF che però non è sostenuto dal conferimento a monte di alcuna autorizzazione, cosa molto grave su cui SMD si è impegnato a una immediata verifica; in secondo, è stato segnalato la perdurante impossibilità da parte dei lavoratori di accedere al c.d. “piccolo prestito”, per mancanza del codice INPDAP di accesso e spesso anche per l’impossibilità attuale di ottenere la certificazione stipendiale.
Al riguardo, SMD opererà le giuste verifiche, e ci informerà nella prossima riunione fissata per il 25 p.v.
News FLP DIFESA dell’8 giugno 2016, ore 16.30 – Riportiamo di seguito, in carattere corsivo colorato, la mail ricevuta pochi minuti fa da PERSOCIV a firma del Vice Direttore Generale Militare in ordine alla pubblicazione del bando di mobilità interna volontaria del personale civile della Difesa: “Buonasera, vi informo che sono necessari ulteriori approfondimenti e verifiche […]
Notiziario n. 69 del 6 giugno 2016 – Manca oramai poco più di un mese al termine (30 luglio) previsto dal “sistema di misurazione e valutazione della performance individuale del personale civile delle aree funzionali” adottato dal MD e in vigore dal 1.1.2016 (vedi allegato 4 su questa pagina), per l’effettuazione delle “verifiche intermedie mediante colloquio”, […]
Notiziario n. 107 del 9 ottobre 2014 – Piccola apertura di SMD sul fronte della nuove dotazioni organiche, che però non cambia in alcun modo la struttura del provvedimento (distribuzione per O.P. e Regione) e mantiene pertanto irrisolto il problema da noi segnalato all’indomani della consegna alle OO.SS. nazionali dello schema di DM. E’ questo, […]
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