Notiziario FLP DIFESA n. 24 del 9 marzo 2020 –

Dopo l’adozione delle misure emergenziali adottate dal Governo per circoscrivere la diffusione dell’epidemia di Covid-19 attraverso il DPCM 8 marzo 2020, con la quale si estende la cosiddetta zona rossa all’intera Regione Lombardia e a ben 11 provincie italiane di 5 Regioni, era lecito attendersi misure altrettanto urgenti e incisive da parte della Difesa a tutela dell’intero suo Personale, attraverso l’emanazione di linee guide univoche che evidenziassero un approccio omogeneo e sistematico al problema.

Purtroppo stiamo assistendo, invece, a un’Amministrazione che si muove in ordine sparso, ingenerando talvolta incomprensioni e disuguaglianze tra il suo stesso Personale. Ci riferiamo, in particolare, a quelle misure che avrebbero dovuto agevolare modalità di lavoro idonee a contrastare la diffusione del corona virus, a implementare le modalità di prevenzione dall’infezione del Personale – si pensi a quello affetto da gravi patologie –  e dare risposte immediate a tutti quei problemi legati, ad esempio, alla assistenza di figli minori impossibilitati a frequentare le scuole di ogni ordine e grado. Fra queste misure deve essere annoverato sicuramente lo smart-working, come sollecitato dalla Ministra della Pubblica Amministrazione con la propria Direttiva 1/2020 e disposto dai DPCM del 1 e del 4 marzo 2020.

In questo quadro dobbiamo registrare, da un lato, l’emanazione della direttiva del Segretariato Generale della Difesa, che in data 5 marzo ha disciplinato le modalità straordinarie di ricorso a tale fattispecie di lavoro a distanza a beneficio dell’intero Personale dell’Area Tecnico-Amministrativa e dall’altro l’esclusione di tutto il Personale civile dell’area Tecnico-Operativa da tale opportunità, in assenza di analogo provvedimento adottato dallo Stato Maggiore delle Difesa. A ciò si deve aggiungere che lo stesso SMD ha sì adottato alcuni provvedimenti urgenti e straordinari a favore del Personale, ma in questo caso solo di quello militare, ingenerando una insopportabile disparità di trattamento a danno dei Lavoratori civili dell’area T/O.

Per quanto precede, la FLP DIFESA ha inviato in data odierna una nota allo Stato Maggiore della Difesa, in allegato al presente Notiziario, con la quale si sollecitano provvedimenti analoghi a quello adottato dal Segretariato Generale della Difesa a favore del proprio personale dipendente.

IL COORDINATORE GENERALE FLP DIFESA – Federico Cesaretti

Allegato: 09.3.20 nota FLP DIFESA SMD emamazione provvedimenti urgenti corona virus

Notiziario FLP DIFESA n. 34 del 5 aprile 2019 –

Il problema relativo ad un impiego del personale civile in generale non soddisfacente sotto il profilo professionale e quasi sempre sottovalutato e sottodimensionato nel raffronto con il personale militare da sempre favorito nell’attribuzione degli incarichi anche in settori più propriamente civili (settore amministrativo, per es.), è un problema che si trascinava da tempo e che nasceva dalla mancanza di regole chiare al riguardo.

Fu anche per questo che, dopo averlo fatto in parecchie altre circostanza, il problema fu posto dalle OO.SS. nazionali con particolare forza nel corso degli incontri no stop, avvenuti a luglio 2013 tra le OO.SS. e l’allora Sottosegretario Pinotti, sugli schemi di decreti attuativi della L. delega 31.12.2012 n. 244.

Con un risultato, alla fine, significativo ed importante: l’art. 1, c. 2-bis, del D. Lgs n. 7/2014 ha disposto la fissazione di “criteri”  per  l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale” per il tramite di apposito “Regolamento.

Che però, nonostante le ripetute richieste di FLP DIFESA, non ha mai visto la luce in quanto, nell’incontro separato del 14.12.2015 con CGIL-CISL-UIL, l’on Pinotti – nel frattempo divenuta Ministra – ne ottenne incredibilmente la sua cancellazione e la “sostituzione” con un “protocollo d’intesa”, che è uno strumento certo meno idoneo ed esigibile di una norma legislativa.

Pur in disaccordo con quella scelta, la nostra O.S. scelse allora di partecipare ai tavoli per la definizione del “protocollo”, all’interno del quale, su nostra richiesta, fu previsto il rinvio a “specifiche e coordinate direttive applicative” precedute da “sessioni informative con le OO.SS.”.

E così effettivamente è avvenuto. A conclusione del percorso informativo e di confronto, in data 28.06.2017 venne emanata la “Direttiva per i criteri d’impiego del personale civile” a firma congiunta SMD/SGD, sui contenuti della quale il giudizio di FLP DIFESA fu netto sin da subito: una sostanziale condivisione per quanto riguarda le direttive per l’impiego in area tecnico/amministrativa (T/A) e in quella degli Enti dell’area industriale, ma un giudizio negativo per quanto riguarda le direttive d’impiego per l’area tecnico-operativa (T/O), quella delle FF.AA. dove peraltro sono impiegati ben oltre il 70% dei civili. Infatti, a nostro avviso, l’idea espressa in Direttiva che quella T/O sia un’area a forte connotazione militare e come tale esclusa ab origine da qualsiasi distribuzione di ruoli di responsabilità e di competenze tra personale militare e civile, avrebbe comportato il rischio di codificare definitivamente  una posizione secondaria per i civili, o peggio ancora subalterna, affermando in quell’area la preminenza del personale militare in tutti (o quasi) gli ambiti lavorativi, anche in quelli di attività e settori ricondotti dal protocollo ai lavoratori civili, atteso che la discrezionalità del Dirigente, come insegna l’esperienza, è quasi sempre orientata verso le professionalità militari. Prova ne sia che, in linea di continuità, gli SS.MM. hanno sempre continuato ad assegnare incarichi di responsabilità a personale SU, in primis marescialli, pur in presenza negli stessi Enti di funzionari destinati invece a ruoli di supporto e di minore responsabilità.

Una linea di tendenza tuttora viva e vegeta, e oggi accentuata dal fatto che, in virtù dell’art. 5, co. 5, del D. Lgs. n. 94/2017 (riordino ruoli e carriere personale FF.AA.), la carriera del ruolo marescialli dovrà avere “uno sviluppo direttivo” e che, al contempo, la tabella di corrispondenza (il cui legame con la Direttiva è evidente, vds. comunicato CGIL-UIL-FLP DIFESA 6.04.2017) convenuta nel novembre 2013 (Sottufficiali in area 2^ e Ufficiali in area 3^), non ha mai visto la luce. Senza dimenticare inoltre come dagli Enti ci viene segnalato che nulla appare cambiato, dopo la Direttiva, nell’impiego dei civili.

Con queste premesse, abbiamo inviato in data 3 u.s. alla Ministra la nota qui allegata con cui si chiede un momento di verifica sugli effetti prodotti in termini di maggiore valorizzazione del personale civile nelle diverse aree del nostro Ministero, in primis in quella Tecnico/Operativa, e sulle eventuali criticità emerse” in ordine all’applicazione negli Enti della Difesa della Direttiva SMD/SGD 28.06.2017 sull’impiego civile.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 03.04.2019 – Lettera FLP DIFESA a Ministra con richesta verifica Direttiva SMD-SGD impiego civile

Allegato 2: 28.06.2017-Direttiva congiunta_SMD-SGD criteri di impiego del personale civile

Notiziario FLP DIFESA n. 24 del 6 marzo 2019 –

Il Capo di SMD, gen. Enzo Veciarelli, in audizione nell’aula della Commissione Difesa della Camera

Il nuovo Capo di Stato maggiore della Difesa, gen. Enzo Veciarelli, ha tracciato le proprie “linee programmatiche” nel corso dell’audizione del 14 u.s. di fronte alle Commissioni Parlamentari riunite congiuntamente. Ne diamo qui conto.

Il Capo di SMD ha innanzitutto parlato del quadro internazionale: delle “minacce che provengono dalla regione balcanica”, dei “perduranti processi di radicalizzazione islamista”; delle “crisi regionali”; della “crescita d’influenza della Repubblica popolare cinese” sul fronte finanziario/commerciale e anche militare; del terrorismo internazionale e dei flussi migratori. Un quadro a suo dire acuito da fenomeni destabilizzanti di lungo periodo quali il cambiamento climatico, l’esplosione demografica e la scarsità di risorse, e da altri fattori esterni trasversali, come la minaccia cyber o le calamità naturali che vive il spesso il nostro paese.

Tutto ciò richiede all’Italia di mantenere alte e credibili le sue capacità di difesa nel sistema integrato delle alleanze (la NATO, in primis, ma anche l’Unione Europea e l’ONU per le questioni di sicurezza internazionale), con un approccio strategico collettivo come “sistema paese”. A seguire, il Capo di SMD ha toccato il tasto per lui dolente, quello della spese che lo Stato sostiene per la nostra Difesa che, a suo dire, posizionano il nostro paese lontano dalle “medie di riferimento della spesa militare indicate dalla NATO ed auspicate dall’unione europea”, pur a fronte dei 14.000 militari impegnati, di cui 7.550  in patria e circa 6.500 all’estero in 38 operazioni in 27 Paesi diversi e che costituiscono “il maggior fattore di prestigio e di credibilità del Paese”.

Servirebbero dunque molte più risorse: “mentre gli alleati aumentano gli stanziamenti verso il 2%,  noi abbiamo mantenuto il budget per la difesa nel 2019 pressoché invariato rispetto al 2018 attestandosi a circa l’1,15%”.

Il Capo di SMD ha poi ricordato la distribuzione della spesa: il settore del personale assorbe circa l’80% delle risorse e quelle per l’esercizio e l’investimento si attestano rispettivamente a circa il 10% e il 9%.  Per questo, appare a suo dire evidente “l’insostenibilità funzionale del sistema in essere a fronte di un riferimento internazionale ideale basata su una ripartizione del 50% (personale) 25% (esercizio) e 25% “investimento)”. Ma l’analisi del gen. Veciarelli si è purtroppo fermata qui, e non ha affrontato il nodo vero: come mai in Italia, a differenza degli altri paesi, è esplosa la spesa per il personale (militare), che è cresciuta anche dopo la L. 244? Quanto leggi e leggine sono state fatte negli anni per alzare le retribuzioni militari, a differenza di quelle dei civili ( solo il 10% della spesa totale personale) che rotolavano in basso alla classifica delle retribuzioni pubbliche?

Il gen. Veciarelli ha parlato quindi delle priorità necessarie per l’operatività dello strumento militare, da orientare sempre più in funzione dual use, che necessita “di piattaforme evolute ed economicamente sostenibili” gestite dentro “un’organizzazione snella e dinamica e con procedure orientate alla prontezza e all’efficacia dell’impiego”. Tre le direttrici di fondo del suo mandato:”la valorizzazione del personale, la tutela della capacità di risposta alle sfide, la razionalizzazione dello strumento”.

In ordine al personale, il Capo di SMD ha detto di puntare a “valorizzare la condizione e le professionalità di tutte le categorie, beneficiando anche dei contributi collaborativi delle associazioni sindacali, quando saranno pienamente implementate e operative”. Ovviamente, si riferiva a quelle militari oggi ancora in costruzione, mentre nulla ha detto dei contributi delle associazioni sindacali civili, oggi già esistenti e operanti, che peraltro non ha ancora incontrato a 120 giorni dall’inizio del suo mandato.

Il Capo di SMD ha anche affermato di voler adoperarsi per garantire i ricongiungimenti familiari dei militari (e non anche dei civili, evidentemente, visto l’incredibile bando di mobilità 2019 emanato dopo quasi tre anni di blocco!) e per la messa a norma del parco infrastrutturale delle FF.AA., prevedendo anche aree di aggregazione per i militari e i loro familiari “e accessibilità anche al personale civile.” (testuale).  Però! Dobbiamo dire grazie?

Queste, le parti che ci hanno più incuriosito dell’audizione del Capo SMD, il cui video/audio integrale è pubblicato come allegato su questa stessa pagina. Come si potrà direttamente verificare, nell’intervento del Capo di SMD  neanche un accenno che sia uno alle questioni dei civili.

Possiamo dire, con franchezza, che siamo rimasti delusi da questa prima uscita del Capo di SMD?

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: il video dell’audizione parlamentare del Capo di SMD  (clicca)

Notiziario n. 82 del 27 luglio 2018 –

Ove ci fosse stato ancora bisogno di una ulteriore pezza giustificativa per dimostrare come il CCNL 12.02.2018 abbia operato, su alcuni aspetti, una sicura regressione del sistema delle relazioni sindacali, la riunione di oggi con STAMADIFESA (SMD) e SEGREDIFESA (SGD) può certo servire allo scopo.

Abbiamo già  detto della nuova procedura, inaugurata da SME a seguito dell’entrata in vigore del CCNL, in materia di riordini con la cancellazione delle sessioni informative periodiche, vds. Notiziario n. 81 del 27.07.2018); parliamo ora della cancellazione del sistema di regole, concordate e sottoscritte dalle Parti, in materia di mobilità interna e reimpieghi, che il 29.09.2015 erano state scritte nel “protocollo d’intesa” da AD e OO.SS., un accordo storico in quanto diede il via al primo bando di  mobilità (2016) con regole uguali per tutti, come avviene da sempre nelle altre Amministrazioni, e senza più essere subordinate ai qualche volta incomprensibili pareri discrezionali degli Organi Programmatori (OP), come era sempre avvenuto sino ad allora.

La gestione della procedura rese però evidenti alcune criticità, in particolare quelle riferite ai “gradi di scopertura organica massima sostenibile per ciascun Ente e per singolo profilo professionale”,  in media decisamente bassi e in parecchi casi addirittura pari allo zero, soglie queste che hanno ridotto davvero ai minimi termini le possibilità di trasferimento. Da qui la necessità di operare dei correttivi e da qui l’avvio di un tavolo tecnico specifico, e, alla fine, la riunione che si ritenne conclusiva del 13.12.2017 (vds. comunicato unitario allegato al Notiziario n. 128 di pari data) ai fini della sottoscrizione del nuovo protocollo. Protocollo che ora non vedrà più la luce, in quanto nel frattempo l’art. 5 del CCNL ha modificato la relazione tra le Parti in materia, attribuendone la “titolarità” alla sola A.D. che deve solo informare le Parti, dar loro la parola e redigere “una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse”, ma decidendo alla fine in proprio.

Cosa avvenuto oggi nella riunione con SMD e SGD, che non sarà dunque seguita dalla firma di  alcun protocollo d’intesa: chi si aspettava questo (vds comunicato unitario CGIL-CISL-UIL+UNSA del 9 maggio u.s.), evidentemente ci aveva capito ben poco. Oltre al fatto che si è perso altro tempo (sono ben 17 i mesi di blocco della mobilità interna volontaria nel Ministero della Difesa che nel frattempo ha operato solo attraverso deroghe).

In avvio di riunione, gli Organi di vertice hanno comunicato i gradi di scopertura per il prossimo bando, che dovrebbe vedere la luce a breve (si spera): per gli Enti dell’area Tecnico/amministrativa, soglia del 15% per tutti i profili professionali; invece, per gli Enti dell’area Tecnico/Operativa compresi quelli industriali (Arsenali, Poli, etc.), soglia del 15% per i profili tecnici e del 25% per gli amministrativi. Giustizia Militare si è riservata di indicare il grado di scopertura entro la metà di settembre. Si tratta, come si vede, della riconferma di quanto già comunicato alle OO.SS. nella riunione del 9 maggio u.s., e di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 48 di pari data, solo che nel frattempo sono passati altri due mesi…..

Pubblichiamo, in allegato 1 su questa stessa pagina, la scheda tecnica predisposta da SMD contenente il raffronto tra le dotazioni organiche di cui al DM 29 giugno 2016 e la forza presente suddivisa a livello regionale in tutte le Armi. In allegato 2, le nuove regole per mobilità interna volontaria e reimpieghi, consegnata alle OO.SS. per la riunione del 15 febbraio 2018  (vds Notiziario n. 18 di pari data). In allegato 3, pubblichiamo infine il protocollo d’intesa del 29.09.2015.

Ovviamente, non siamo soddisfatti delle soglie fissate dagli Organi di Vertice: la novità, certo  importante, sta nell’azzeramento della “soglia zero” presente in dose massiccia  nella procedura 2016, che a suo tempo aveva impedito anche la sola presentazione della domanda a gran parte dei lavoratori, che oggi almeno potranno produrla. C’è dunque un passo in avanti, ma a nostro avviso ancora insufficiente, che certo non favorirà i colleghi. Avremmo voluto, e  sempre richiesto, soglie superiori, che sono state però negate.

Sul fronte dei titoli, rimangono irrisolti alcuni problemi che sono frutto di situazioni reali quali quelli legate al pendolarismo diffuso soprattutto nelle grandi città, o quelli connesse ad alcune criticità vissute da personale ex militare transitato (percorso e procedura con regole aggiuntive?), o quelli prodotti dal non accoglimento da parte di AD della proposta di procedere a mobilità volontaria anche attraverso l’ utilizzo dell’istituto della riconversione professionale, che avrebbe potuto agevolare i processi di mobilità.

Il pallino passa ora alla DG, che dovrà varare il bando 2018. Si spera solo che non passino altri mesi!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 27.07.2018 – Scheda tecnica su raffronto organici predisposta da SMD per la riunione 

Allegato 2: 15.02.2018 – Bozza AD nuova procedura mobilità interna volontaria e reimpiego

Allegato 3: Protocollo 29.09.2015 mobilità e rempieghi con firme delle Parti 

Notiziario n. 70 del 28 giugno 2018 –

Come già riferito in altri nostri precedenti Notiziari, rispetto al c.d. “telelavoro”, la legislazione ha promosso dal 2015 un nuovo modello di organizzazione più evoluto e flessibile, denominato smart-working (o lavoro agile), con la  finalità di perseguire moduli organizzativi flessibili, tendenti a contemperare le esigenze di conciliazione dei tempi di vita professionale con quelli della vita privata dei lavoratori, avendo riguardo al benessere organizzativo, all’esercizio dei diritti, alle situazioni di handicap, di svantaggio personale/sociale/familiare e di volontariato. Ispirato a principi di autonomia e collaborazione, svincolato dalla presenza sul posto di lavoro e da orari fissi, il lavoro agile è caratterizzato da una gestione autonoma del proprio lavoro, con la garanzia del rispetto del limite massimo di ore giornaliere e settimanali di servizio.

Le Pubbliche Amministrazioni devono garantire, al termine del triennio successivo all’entrata in vigore della L. 124/2015, e dunque entro il 2018, ad almeno il 10% di tutto il personale, ove lo richieda, la possibilità di avvalersi delle citate modalità di smart working, previa individuazione di modalità attuative per le quali si avvalgono dei  contributi di O.I.V. (Organismo Indipendente di Valutazione) per la parte relativa alla performance, e dei C.U.G. (Comitati Unici di Garanzia).

A nostro avviso, il percorso sarebbe dovuto passare innanzitutto attraverso l’analisi dei procedimenti e delle attività telelavorabili, presupposto necessario per valutare l’accessibilità al lavoro agile su tutto il territorio nazionale, e tali dati avrebbero dovuto essere prima esaminati in sede di confronto (contrattazione?)  con le OO.SS., così come avvenuto in Presidenza del Consiglio (vds. protocollo d’intesa del 5.4.2017, che pubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina) ai fini della messa a punto del “Regolamento”, e poi portati a conoscenza di tutti i lavoratori per potersi candidare.

L’Amministrazione  non ha però fatto questo e oggi, alla luce della Direttiva FP n. 3/2017 e della normativa vigente (L. n. 81/2017), che pubblichiamo rispettivamente in allegato 3 e 4 su questa stessa pagina,  e nell’anno di scadenza dei termini (2018), si è attivata in due sole direzioni: SNA ha organizzato, in corso d’anno, moduli formativi per dirigenti/funzionari impiegati nella gestione del personale; mentre SGD ha presentato alle OO.SS. una bozza di “Regolamento” (vds. Notiziario n. 61 del 6.6.2018), che ad ogni buon conto ripubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina,  che comprende insieme le regole e il “progetto sperimentale” , da attuarsi nella seconda metà del 2018, presentato come risultato ”…dell’accurato e proficuo approfondimento..” degli OO.PP.

Detto progetto è destinato, però, solo ad un contingente complessivo di 83 unità, così ripartite: 43 unità nell’Area T/A, di cui 17 a SGD/DNA e 26 unità a PERSOCIV; 40 unità nell’area Area T/O, di cui 9 per SMD e le restanti per altri Enti centrali (COMLOG EI, Comando SANIVET, SMM, SMA, etc), e dunque viene coinvolto il solo territorio romano.

In aggiunta: fra i titoli utili all’accesso, di cui all’art. 3, si prevede la preclusione ai lavoratori destinatari di provvedimenti disciplinari di sospensione dal servizio nei due anni precedenti l’istanza, e ciò in contrasto con la ratio della norma che, in quanto “azione  positiva”, è mirata al contemperamento delle esigenze professionali con quelle private, con particolare attenzione alle situazioni di disagio, e non ad aspetti premiali o punitivi; ancora, l’art. 5 limita l’espletamento dell’attività esterna a sole 6 giornate al mese, limite che la norma non pone; sempre lo stesso articolo stabilisce l’esigenza della contattabilità  per almeno 3 ore al giorno, limite anche questo non posto dalla norma. Per quanto attiene poi ai titoli e ai relativi punteggi di cui all’art. 7, non vi è ricompresa la cura degli anziani, pur di particolare interesse per la nostra collettività, già mediamente anziana e più pressata da esigenze di assistenza che di genitorialità; non si comprende, infine, perché siano penalizzati i fruitori di permessi per l’handicap.

Ma la questione per noi più rilevante è la clamorosa esclusione degli Enti periferici, in quanto viene assicurata la sola disponibilità dei posti nel limite del 10% dell’organico solo di (e in) pochi Enti di vertice romani. E non è un caso che,  in periferia,  ben poco  sia trapelato  sul  progetto  in costruzione,  limitando  di  fatto la potenzialità di iniziative e di promozione sviluppabili nelle diverse sedi, questione questa già rappresentata da FLP anche in sede CUG, al quale avevamo richiesto invano una adeguata attività propulsiva, che pure rientrerebbe nelle sue prerogative, che invece si limiterà alla sole attività di  monitoraggio.

E, il 21 u.s., il CUG si è riunito per formulare il proprio parere in merito alla bozza di Regolamento. Questi in sintesi i rilievi condivisi dai suoi membri, che verranno riportati nel parere, pur favorevole:

In ogni caso, l’avvio della sperimentazione 2018 apre scenari finora impensati, e crea comunque, in prospettiva, un precedente utile al più ampio accesso al lavoro agile, potenzialmente da parte dell’intera platea di lavoratrici e lavoratori su tutto il territorio nazionale, avendo nel frattempo dimostrato che è possibile, fra l’altro, superare le prevedibili resistenze dei Dirigenti alla perdita del controllo visivo e diretto della presenza e della prestazione del lavoratore dipendente.

Seguiremo da vicino gli sviluppi di questa importantissima partita e ne daremo conto ai colleghi.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 25.05.2018 -Bozza Regolamento SGD-SMD Smart-Working

Allegato 2: 05.04.2017- Protocollo-di-intesa-lavoro-agile-in-Presidenza-del-Consiglio

Allegato 3: La Direttiva del PdC n. 3-2017 sul lavoro agile

Allegato 4: Legge 22.05.2017, n. 81 ( vedere Capo II, a pg. 5)

 

News FLP DIFESA del 14 maggio 2018 –

Il Gen CA Claudio Graziano, Capo di SMD

Siamo venuti a conoscenza che, con riferimento a quanto previsto dall’art. 1826bis del Decreto Legislativo 15.03.2010, n. 66 (Codice dell’Ordinamento Militare) introdotto dalla legge sul c.d. riordino dei ruoli e delle carriere del personale militare delle Forze Armate (D.Lgs. 29.05.2017, n. 94), lo Stato Maggiore Difesa ha predisposto uno schema di decreto Interministeriale  per attribuire più soldini ai Maggiori e ai Tenenti Colonnelli (la nuova fascia di dirigenza militare prevista dal riordino) che sono in servizio a Roma in Enti di Vertice delle aree T/O e T/A nonchè dei Vertici di ciascuna F.A.,  per remunerarne il disagio d’impiego nell’area metropolitana e per valorizzarne la disponibilità e l’attività.

Pubblichiamo su questa stessa pagina, in allegato 1, la lettera di SMD, con la quale si informa della meritoria iniziativa il COCER, e confermiamo comunque che trattasi di un documento autentico e non di uno scherzo di qualche buontempone o di una fake news di inizio estate.

A questa nota di SMD, abbiamo ritenuto di rispondere con lettera di data odierna indirizzata  al Gabinetto del Ministro con la quale,  pur “evitando al momento ogni valutazione anche di ordine etico che ci si riserva comunque di proporre all’attenzione del prossimo Ministro della Difesa, si chiede di sapere con cortese urgenza se sia attualmente allo studio del Gabinetto o dell’Ufficio Legislativo o di altro Ufficio della nostra Amministrazione una disposizione, supportata da analoghe motivazioni e con pari finalità, a beneficio del personale civile della Difesa che opera in Roma – in particolare di quello funzionariale di area 3^ – impegnato presso le strutture di Vertice dell’area tecnico/amministrativa e tecnico/operativa della Difesa, nonché dei Vertici di ciascuna Forza Armata”. In allegato 2, su questa stessa pagina, la nostra lettera a SMD.

Vi terremo puntualmente informati degli sviluppi della vicenda, che sembra scritta da qualche autore del c.d. teatro dell’assurdo.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: 08.05.2018- lettera SMD a COCER – indennità disagio Maggiori e TColonnelli

Allegato 2: 14.05.18 – Lettera FLP DIFESA a Gabinetto per indennità disagio Roma di Mag-TCol

Notiziario n. 105 del 24 ottobre 2017 –

Dopo la prima riunione avvenuta in SMD in data 20 settembre u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 90 di pari data),  è proseguito ieri pomeriggio il confronto tecnico con SMD ed SGD in merito alle modifiche da introdurre, inerenti a criteri e procedure,  all’interno del “protocollo sulla mobilità volontaria interna e sui reimpieghi” sottoscritto in data 29.09.2015 e del quale abbiamo riferito nel Notiziario n. 106/2015.

Un “protocollo” per certi versi storico nella vita della nostra Amministrazione, atteso che per la prima volta la mobilità interna del personale civile sarebbe stata finalmente gestita attraverso regole ben chiare e definite, con tutti i lavoratori interessati collocati sulla stessa linea ai nastri di partenza come peraltro avviene da sempre nelle altre AA.PP., e non più attraverso i famosi pareri discrezionali degli Organi Programmatori (O.P.) e il conseguente corteo di sollecitazioni di varia natura che creavano impari opportunità tra i lavoratori, pareri in alcuni casi anche troppo  discrezionali e come tali alquanto opinabili, e per questo non sempre di facile comprensione nell’osservazione e nel raffronto con situazioni analoghe.

La gestione della nuova procedura ha evidenziato, però, alcune criticità, e non certo di poco conto. Innanzitutto, sono stati fissati dagli Organi Programmatori (O.P.) “gradi di scopertura organica massima sostenibile per ciascun Ente e per singolo profilo professionale” davvero impossibili, in non pochi casi addirittura pari a zero (il che significa che da quell’Ente e per quel profilo non è potuto uscire nessun lavoratore),  che hanno eretto molti muri rispetto alle legittime aspettative di tanti colleghi, impedendo a tantissimi anche la stessa partecipazione alla procedura di mobilità. E’ un problema che abbiamo segnalato sin da subito, ottenendo però solo qualche correzione, in particolare con riferimento all’area di SEGREDIFESA. Ma i gradi di scopertura sono rimasti lo stesso complessivamente molto alti, viziando in un qualche modo la procedura, e riducendone di molto le potenzialità positive e l’offerta per i lavoratori.  E’ il problema dei problemi in vista del nuovo bando di mobilità, e su questo siamo impegnati a cancellare  lo “0” nei gradi di scopertura relativi al prossimo bando di mobilità, allo scopo di renderlo effettivamente fruibile a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori interessati, senza barriere di partenza.

La seconda questione è quella di accelerare al massimo i tempi di modifica del protocollo 29.09.2015. La verifica che abbiamo ripetutamente richiesto in questi mesi era prevista dallo stesso protocollo, ma incomprensibilmente l’Amministrazione non ne ha mai dato corso in previsione del bando 2017, pur a fronte dei precisi vincoli inseriti nello stesso protocollo: entro il 31 gennaio dell’anno in corso, PERSOCIV avrebbe dovuto pubblicare le carenze negli Enti e Comandi della Difesa individuate dagli O.P.,  ed entro i successivi 30 giorni le lavoratrici ed i lavoratori civili interessati avrebbero dovuto produrre le relative istanze di mobilità.  Invece, non c’è stato alcun segnale da parte di A.D., e allora  CGIL FP-UIL PA-FLP DIFESA hanno inviato al Sottosegretario Rossi la nota unitaria di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 64 del 30 giugno u.s., con la quale si è chiesto di procedere rapidamente alla verifica prevista dal protocollo d’intesa del 29.09.2015.   Richiesta prontamente accolta dal Sottosegretario, che nella riunione del 5 luglio u.s. (vds Notiziario n. 66 di pari data),  ha consegnato alle OO.SS. le proposte nel frattempo messe a punto da A.D., chiedendo alle stesse contributi e osservazioni, che CGIL FP, UIL PA e FLP DIFESA hanno puntualmente inviato in data 18 luglio (si veda il Notiziario n. 69 di pari data). E oggi, dopo la prima del 20 set u.s., c’è stata la seconda riunione tecnica che poi dovrà necessariamente approdare sul tavolo politico.

A conclusione, insieme a CGIL FP, UIL PA e CONFASAL UNSA, abbiamo predisposto il comunicato unitario con i contenuti e le risultanze della riunione odierna, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 con preghiera di massima diffusione tra tutte le lavoratrici e i lavoratori, mentre in allegato 2 pubblichiamo il protocollo d’intesa sottoscritto in data 29.09.2015

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 24.10.2017-Comunicato unitario riunione tecnica SMD 23 ottobre su modifiche protocollo 29.09.2015

Allegato 2: Protocollo-29.09.2015-mobilità-e-reimpieghi-con-firme

Notiziario n. 145 del 19 dicembre 2016 –

La Ministra Pinotti e il Capo di SMD gen. Graziano

Mercoledì 14 u.s., si è tenuto a palazzo Esercito il quarto confronto tecnico in merito ai contenuti delle “specifiche e coordinate direttive applicative” che, “per le rispettive aree di pertinenza”, SMD e SGD dovrebbero emanare in attuazione al “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile” firmato in data 2 maggio u.s. (Notiziario n. 55 di pari data), che ad ogni buon conto ripubblichiamo come allegato su questa stessa pagina.

Anche questo quarto incontro,  come i  tre che lo hanno preceduto (l’ultimo dei quali in data 18 ott. u.s., vds Notiziario n. 120) e analogamente a quelli che si sono tenuti presso il Gabinetto e che hanno preceduto la firma del “protocollo”,  è avvenuto con c.d. “modalità bilaterale”, nuova fattispecie creata dal Gabinetto e da allora in essere, che costituisce davvero un “unicum” nel sistema delle relazioni sindacali, ma che, nei fatti, altro non è che un modo nuovo, più coperto e originale,  di  declinare i “tavoli separati”, che sono molto amati dai soggetti proponenti (CGIL-CISL-UIL) ma apprezzati e utilizzati anche da chi li concede pro domo propria (A.D.), posto che appare evidente a tutti che a trarre giovamento da questa particolare modalità di confronto non è certamente il fronte sindacale (“divide et impera”, lo ricordiamo?).

Come si ricorderà, nell’ultimo incontro del 18 ottobre, SMD ci aveva illustrato alcuni punti  della sua seconda bozza, rivisitata anche sulla base delle osservazioni delle OO.SS. sul primo testo, bozza che abbiamo poi potuto leggere in toto. Ebbene, il giudizio conclusivo che ne avevamo tratto è che, allo stato, relativamente alle nostre richieste (la sottolineatura è d’obbligo, atteso che non ci sono note le osservazioni e proposte avanzate delle altre sigle, e dunque non sappiamo se esistano o meno punti condivisi di analisi e di proposta) non ci pareva che questa seconda bozza avesse dato risposte sui punti da noi ritenuti essenziali.

Il problema riguarda in particolare l’area tecnico-operativa (T/O), quella delle Forze Armate e che ha al suo vertice SMD, dove opera allo stato l’87% del personale civile. E’ di tutta evidenza che, anche di fronte ad approdi significativi del confronto relativo alla c.d. “area industriale” (T/I) e a quelli, tutti comunque di là da venire (SGD non ci ha ancora fatto pervenire la bozza di direttiva di propria pertinenza) che dovessero riguardare l’attuale area T/A),  che sarà molto depotenziata in base alle previsioni del Libro Bianco, sarà indiscutibilmente la direttiva destinata all’area T/O quella che peserà di più, e anche di molto, stante la densità di civili in quest’area.

A nostro giudizio, alleggerire il peso della componente civile nell’area T/O, soprattutto sul fronte della qualità del ruolo esercitato, dell’impiego concreto sul campo e degli incarichi di responsabilità assegnati, partendo dal presupposto che l’area T/O è un’area a forte (o addirittura esclusiva, magari pensa qualcuno sulla base delle previsioni del Libro Bianco) connotazione militare e operativa e come tale esclusa ab origine da qualsiasi redistribuzione di ruoli di responsabilità e di competenze tra personale militare e civile, significherebbe codificarne definitivamente una posizione secondaria, o peggio ancora subalterna, che continuerebbe ad esporre i civili alla discrezionalità del Dirigente, che si sa bene, per l’esperienza di tutti questi anni, essere quasi sempre “benevolmente” orientata verso le professionalità militari. Prova ne sia che, pure a fronte della tabella di equiparazione a suo tempo concordata con l’attuale Ministra, anche in questi anni gli SS.MM. hanno continuato ad assegnare, nelle rivisitate dotazioni organiche degli Enti, incarichi di responsabilità a personale sottufficiale, in particolare del ruolo marescialli,  pur in presenza negli stessi Enti di funzionari che, per questo motivo, sono stati destinati a ruoli di supporto e di minore responsabilità.

Su direttive applicative ispirate da questa impropria idea dell’impiego civile in area T/O e finalizzate, di fatto, a stabilizzare in essa la preminenza del personale militare in tutti (o quasi) gli ambiti lavorativi, anche in quelli di attività e settori ricondotti dal protocollo ai lavoratori civili,  noi pensiamo che tutte le OO.SS. nazionali si porranno seriamente il problema se esprimere o no una posizione di assenso, atteso che questa non appare certo la via più sicura e agevole per traguardare l’agognata e mai ottenuta “civilizzazione”

Se il “protocollo” è stato letto da alcuni come un’opportunità, attenzione ora a non metterci sopra un sigillo di segno negativo che ci porteremmo dietro per i prossimi 10 anni.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Protocollo d’intesa 02.05.2016 suklke funzioni civili con le firme delle Parti

Notiziario n. 120 del 18 ottobre 2016 –

2.05.2016-La Ministra Pinotti firma il protocollo d'intesa sulle funzioni civili
2.05.2016 – La Ministra Pinotti firma il protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile; a sinistra, il SSS Rossi

Nella giornata di oggi, si è tenuto il terzo incontro con SMD e SGD in merito alla linee applicative del “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile” firmato in data 2 maggio u.s. (Notiziario n. 55 di pari data), che prevede la predisposizione da parte dei due Organi di vertice “per le rispettive aree di pertinenza” di “specifiche e coordinate direttive applicative” in ordine alle funzioni del personale civile (si veda l’allegato pubblicato su questa stessa pagina).

L’incontro di oggi è servito ad entrare finalmente nel merito dell’impianto generale e di alcuni aspetti della redigenda direttiva, che SMD aveva inviato in  prima bozza alle OO.SS. nazionali in data 20 settembre u.s., peraltro limitata alla sola area Tecnico/Operativa (T/O), e, in merito ai cui contenuti, la nostra O.S. aveva inviato a SMD in data 3 ottobre un nota con le proprie osservazioni e i propri contributi al riguardo.

Al centro del nostro ragionamento, la necessità che, preso purtroppo atto dell’ incredibile via libera, venuto da CGIL-CISL-UIL nell’incontro separato del 14.1.2015 con la Ministra, alla esigenza di A.D. di mettere da parte il “Regolamento” previsto dall’art. 1 del D. Lgs 7/2014 per l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile…” e di  sostituirlo con un certamente meno impegnativo (per A.D.) ed meno esigibile (per i lavoratori) “protocollo d’intesa”,  che almeno le “specifiche e coordinate direttive applicative”  di SME e di SGD, da noi richieste e previste dal protocollo, “offrissero garanzie e certezze” in merito alle funzioni del personale civile, con connesse responsabilità, e al relativo impiego.

A tal proposito, nella nota di osservazioni inviata a SMD, abbiamo allora fatto presente “che le garanzie e certezze che noi cerchiamo si concretizzerebbero, a nostro avviso, solo nel caso in cui, con riferimento sia alle tre aree principali che alle altre “componenti” del M.D. (Giustizia Militare, etc.), la Direttiva dovesse individuare,  per ciascuna tipologia di Ente,  le posizioni e i relativi incarichi di responsabilità assegnati  in via prioritaria alle professionalità civili (di area 3^, ma anche di area 2^, limitatamente al profilo di assistente),  ovviamente nel quadro delle attività e dei settori individuati dall’allegato B del protocollo e che trovino posto e siano operanti all’interno dell’Ente”. Inoltre, che la “stessa Direttiva dovrebbe poi precisare, a fattor comune, come solo in caso di indisponibilità delle professionalità civili e solo sino al momento del loro ripianamento con analoghe professionalità,  quelle posizioni/incarichi potrebbero essere assegnati – pro tempore – dal Dirigente a personale militare” . Infine, abbiamo precisato  che consideriamo questa “la vera linea del Piave,  al di sotto della quale il rischio reale è che si producano linee applicative molto fumose (la bozza risultava in effetti ridondante e ripetitiva) dense più di criteri (una sorta di “protocollo 2”) che di disposizioni vincolanti per i Dirigenti, e per la qualcosa non esigibili da parte dei lavoratori, e che andrebbe a perpetuare lo statu quo,  non operando nei fatti alcuna sostanziale modifica del quadro esistente, che penalizza da anni e continua tuttora a penalizzare i civili”.

In effetti, la prima bozza di SMD, a nostro giudizio, muoveva verso una direzione diversa.  L’utilizzo in diverse parti del verbo “potrà” in materia di impiego civile che conferirebbe la più ampia discrezionalità al Dirigente e conseguentemente molto meno certezze e garanzie ai lavoratori; l’introduzione del concetto di “concorrenza” utilizzato in area T/O per il personale civile ai fini delle assegnazioni di incarichi di responsabilità/titolarità di EDO, che porrebbe oggettivamente i civili in posizione certo secondaria. Ancora: la mancanza di richiami alle relazioni sindacali locali per l’applicazione e agli impegni in materia  formazione.

Ebbene, dall’illustrazione della seconda bozza fatta in riunione, parrebbe che SMD abbia colto la sostanza delle nostre argomentazioni. Lo verificheremo in concreto attraverso l’esame del nuovo testo, rispetto al quale rappresenteremo le nostre considerazioni prima del prossimo incontro previsto per il 3 novembre p.v.

A fine riunione, SMD ci ha consegnato i piani definitivi di reimpiego dei NIP (Nuclei Informativi) dell’Esercito.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Protocollo d’intesa 02.05.2016 con firme delle Parti

Notiziario n. 93 del 28 luglio 2016 –

Ministra e OO.SS. nell'incontro del 2 maggio per la firma del protocollo
Ministra e OO.SS. nell’incontro del 2 maggio per la firma del protocollo d’intesa

Si è tenuta nella mattinata di oggi, la prima sessione informativa di STAMADIFESA (SMD) e SEGREDIFESA (SGD)  in merito alla redigende  linee applicative del “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile”,  sottoscritto in data 2 maggio u.s. da Ministra e OO.SS. (vds Notiziario n. 55 di pari data) e che ad ogni buon conto pubblichiamo come allegato su questa stessa pagina

Come si ricorderà, l’art. 1, comma 2-bis,  del D. Lgs n. 7/2014 prevedeva l’individuazione dei “criteri”  per  l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”, da recepire in apposito “Regolamento,  l’approdo certamente più significativo dei tavoli del luglio 2013.  Regolamento mai messo a punto, nonostante le ripetute richieste e sollecitazioni venute per quasi un anno solo da FLP DIFESA, e che ora purtroppo non sarà più scritto atteso che, nell’incontro separato del 14.12.2015, la Ministra chiese e ottenne da CGIL-CISL-UIL la cancellazione del Regolamento e la sua sostituzione con un “protocollo d’intesa”, che è uno strumento ben diverso e certo meno idoneo ed esigibile. Pur in totale disaccordo con quella scelta, la nostra O.S. scelse responsabilmente di partecipare ai tavoli di confronto e di fornire il proprio contributo per la definizione del “protocollo”. Del quale abbiamo però sin da subito riconosciuto che “non presentava certo contenuti sconvolgenti e rivoluzionari, di quelli che fanno la storia”,  ma osservando al contempo che “andava colto come una opportunità” e che, proprio per questo,“andava raccolta la sfida che esso proponeva”.  La firma, politicamente pesante della Ministra, insieme al rinvio, da noi fortemente richiesto ed ottenuto, a “specifiche e coordinate direttive applicative” precedute da “sessioni informative con le OO.SS.”, confortavano questa nostra valutazione, accompagnata anche dalla condizione, espressa direttamente alla Ministra in riunione il 2 maggio, che “laddove le direttive applicative non si ponessero in forte discontinuità con il passato e non offrissero garanzie e certezze, ne trarremmo subito le conseguenze e non aspetteremmo a ritirare la nostra firma dal protocollo”.

Con queste premesse, che ci è sembrato utile ricordare ai colleghi e che disegnano il quadro di partenza, si è avviato oggi il confronto tecnico con SMD e SGD in merito alle redigende “specifiche e coordinate direttive applicative”  del protocollo.  I due Organi di vertice ci hanno illustrato il metodo di lavoro utilizzato,  molto impegnativo anche in termini di tempo e che giustifica il ritardo maturato (si ricordi che le predette  direttive avrebbero dovuto vedere la luce entro il 2 agosto p.v.),  finalizzato a operare una ricognizione ragionata, il più possibile attenta e realistica, delle attività e dei settori d’impiego dei civili (allegato B del “protocollo”) negli Enti facenti capo alle due aree. Con l’intento di tracciare una mappatura organizzativa declinata attraverso due criteri,  il primo inerente alla dipendenza gerarchica articolata sui tre livelli (centrale, intermedio e periferico, quest’ultimo solo per l’area SMD) e il secondo con riferimento alle funzioni disimpegnate nei settori tradizionali (per FF.AA.: operativo/logistico/formativo/territoriale). Mappate a parte, in ragione della loro particolare natura,  gli Enti industriali (Arsenali, Poli e CC.TT.) e quelli dell’Arma e della Sanità militare, e lo stesso verrà fatto anche per il settore antinfortunistico e della sicurezza.

La mappatura consentirà così di individuare, per ognuno dei tre livelli e per le diverse funzioni disimpegnate, gli incarichi di responsabilità, con riferimento non  solo all’area 3^ ma anche all’area  2^, con il relativo profilo professionale di riferimento. Entro la prima settimana di settembre,  SMD e SGD si sono impegnate a inviarci la prima bozza delle “direttive applicative” e su quelle si svilupperà il confronto con noi e che, nelle intenzioni, dovrebbe traguardare la loro emanazione presumibilmente non oltre il prossimo mese di ottobre.

A SMD e SGD abbiamo espresso apprezzamento per il metodo scelto e per il lavoro sin qui fatto, che ci è stato illustrato oggi. Ne attendiamo ora la conclusione, e attendiamo soprattutto di conoscere i contenuti concreti e operativi delle “direttive applicative”,  che ne rappresenteranno la sostanza  e la polpa vera.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Protocollo d’intesa 02.05.2016 con firme delle Parti

SMD


Pubblichiamo la nota inviata da FLP DIFESA a SMD con la quale si sollecitano interventi per favorire modalità di lavoro agile a favore dei Dipendenti civili dell’Area Tecnico-operativa, al pari di quanto fatto da SGD per l’Area Tecnico-Amministrativa. Con l’aggravarsi dell’emergenza sanitaria da corona virus, il Governo ha esteso la zona rossa a tutta la Lombardia e a 11 Province italiane e non è possibile pensare che la nostra Amministrazione non si faccia carico di adottare con la massima urgenza misure che consentano di tutelare la salute di tutti i propri dipendenti, compresi coloro che sono affetti da patologie che li espongono a maggiori rischi ma anche di contribuire ad arrestare la diffusione del virus.

9 Mar 2020 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 24 del 9 marzo 2020 – Dopo l’adozione delle misure emergenziali adottate dal Governo per circoscrivere la diffusione dell’epidemia di Covid-19 attraverso il DPCM 8 marzo 2020, con la quale si estende la cosiddetta zona rossa all’intera Regione Lombardia e a ben 11 provincie italiane di 5 Regioni, era lecito attendersi […]


Direttiva SMD-SGD del 28.06.2017 con i criteri per l’impiego dei dipendenti civili. I problemi tutti negli Enti dell’area operativa: la “concorrenza con il personale militare” e la discrezionalità di impiego da parte del Dirigente, non hanno modificato nulla rispetto al passato, anche perchè la tabella di corrispondenza concordata nel 2013 non è entrata in vigore e in aggiunta i marescialli sono diventati “direttivi”. FLP DIFESA scrive alla Ministra e chiede una verifica in merito agli effetti prodotti dalla Direttiva

6 Apr 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 34 del 5 aprile 2019 – Il problema relativo ad un impiego del personale civile in generale non soddisfacente sotto il profilo professionale e quasi sempre sottovalutato e sottodimensionato nel raffronto con il personale militare da sempre favorito nell’attribuzione degli incarichi anche in settori più propriamente civili (settore amministrativo, per es.), […]


L’audizione del nuovo Capo di SMD, gen. E. Veciarelli, di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato. La situazione internazionale, le criticità del bilancio, l’esigenza di avere maggiori risorse, e uno strumento militare da orientare sempre più in senso dual use: questi i principali argomenti trattati. Le tre direttrici di fondo del suo mandato, in primis la valorizzazione e il benessere del personale, declinati però solo nella direzione della componente militare. Le questioni del personale civile, invece, totalmente assenti nell’esposizione del Capo delle nostre FF.AA.

6 Mar 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 24 del 6 marzo 2019 – Il nuovo Capo di Stato maggiore della Difesa, gen. Enzo Veciarelli, ha tracciato le proprie “linee programmatiche” nel corso dell’audizione del 14 u.s. di fronte alle Commissioni Parlamentari riunite congiuntamente. Ne diamo qui conto. Il Capo di SMD ha innanzitutto parlato del quadro internazionale: delle […]


Mobilità interna volontaria. Riunione con SMD ed SGD: comunicati i gradi di scopertura massima per l’uscita dagli Enti. In area operativa (SMD), soglia del 15% per i profili tecnici e del 25% per quelli amministrativi; in area amministrativa, 15% per tutti. Cancellata la soglia zero, ma ancora grandi limitazioni alle uscite. Addio al “protocollo d’intesa” e a regole condivise e sottoscritte dalle Parti, come impone il nuovo CCNL

30 Lug 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 82 del 27 luglio 2018 – Ove ci fosse stato ancora bisogno di una ulteriore pezza giustificativa per dimostrare come il CCNL 12.02.2018 abbia operato, su alcuni aspetti, una sicura regressione del sistema delle relazioni sindacali, la riunione di oggi con STAMADIFESA (SMD) e SEGREDIFESA (SGD) può certo servire allo scopo. Abbiamo già  […]


Smart Working (lavoro agile). Non convince molto la proposta di Regolamento messa a punto da SGD ed SMD. Progetto sperimentale destinato solo a personale di Enti di vertice di Roma, escludendo il personale degli Enti periferici. E’ mancata l’analisi preventiva diffusa dei procedimenti e delle attività telelavorabili, ed è anche mancato il coinvolgimento preventivo delle OO.SS.. Parere favorevole del CUG, ma con rilievi significativi.

28 Giu 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 70 del 28 giugno 2018 – Come già riferito in altri nostri precedenti Notiziari, rispetto al c.d. “telelavoro”, la legislazione ha promosso dal 2015 un nuovo modello di organizzazione più evoluto e flessibile, denominato smart-working (o lavoro agile), con la  finalità di perseguire moduli organizzativi flessibili, tendenti a contemperare le esigenze di conciliazione […]


SMD predispone uno schema di decreto interministeriale Difesa-MEF che prevede dal 1° gennaio 2018 l’attribuzione di un compenso a Maggiori e TColonnelli in servizio a Roma preso Enti di vertice per coprirne il disagio e valorizzarne il servizio. Assicuriamo che non è un uno scherzo, e per questo FLP DIFESA scrive al Gabinetto del Ministro

14 Mag 2018 - Flp Difesa

News FLP DIFESA del 14 maggio 2018 – Siamo venuti a conoscenza che, con riferimento a quanto previsto dall’art. 1826bis del Decreto Legislativo 15.03.2010, n. 66 (Codice dell’Ordinamento Militare) introdotto dalla legge sul c.d. riordino dei ruoli e delle carriere del personale militare delle Forze Armate (D.Lgs. 29.05.2017, n. 94), lo Stato Maggiore Difesa ha […]


Riunione a Stamadifesa. In dirittura d’arrivo le modifiche del protocollo del 29.09.2015 ai fini della nuova procedura dei bandi di mobilità volontaria. Poi il tavolo politico e il via rapido alla pubblicazione del bando 2017. Il comunicato unitario CGIL FP – UILPA – FLP DIFESA – CONFSAL UNSA

24 Ott 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 105 del 24 ottobre 2017 – Dopo la prima riunione avvenuta in SMD in data 20 settembre u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 90 di pari data),  è proseguito ieri pomeriggio il confronto tecnico con SMD ed SGD in merito alle modifiche da introdurre, inerenti a criteri e procedure,  all’interno del “protocollo […]


Prosegue il confronto con modalità “bilaterale” sulle linee applicative del protocollo 2.05.2016 sulle funzioni del personale civile. Il problema rimane quello dell’impiego in area tecnico-operativa, ed è davvero un gran problema

19 Dic 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 145 del 19 dicembre 2016 – Mercoledì 14 u.s., si è tenuto a palazzo Esercito il quarto confronto tecnico in merito ai contenuti delle “specifiche e coordinate direttive applicative” che, “per le rispettive aree di pertinenza”, SMD e SGD dovrebbero emanare in attuazione al “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile” firmato in data […]


3^ riunione con SMD-SGD sulle linee applicative del protocollo sulle funzioni civili. Le nostre osservazioni alla prima bozza di Direttiva. Già predisposta una nuova bozza, illustrata in riunione, su cui ci confronteremo il 3 novembre p.v.

18 Ott 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 120 del 18 ottobre 2016 – Nella giornata di oggi, si è tenuto il terzo incontro con SMD e SGD in merito alla linee applicative del “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile” firmato in data 2 maggio u.s. (Notiziario n. 55 di pari data), che prevede la predisposizione da parte dei due […]


Primo confronto con SMD e SGD sulle “specifiche e coordinate direttive applicative” del protocollo 2.05.2016 sulle funzioni del personale civile. Prevista entro ottobre la loro emanazione

28 Lug 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 93 del 28 luglio 2016 – Si è tenuta nella mattinata di oggi, la prima sessione informativa di STAMADIFESA (SMD) e SEGREDIFESA (SGD)  in merito alla redigende  linee applicative del “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile”,  sottoscritto in data 2 maggio u.s. da Ministra e OO.SS. (vds Notiziario n. 55 di pari data) […]


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