Riportiamo di seguito il Comunicato Stampa diffuso dalla CSE in data odierna con il quale viene annunciata la decisione della nostra Confederazione di proclamare lo sciopero generale per il 12 dic. p.v. di tutti i lavoratori dei settori pubblici e privati.
“In questi giorni, come avevamo anticipato con il comunicato stampa del 19 novembre, abbiamo cercato con tutte le nostre forze di far confluire all’interno di un’unica, grande giornata di lotta, le iniziative e gli scioperi preannunciati e/o indetti per i giorni 1 e 12 dicembre, convinti come siamo che, pur permanendo notevoli differenze di approccio e di obiettivi tra le diverse confederazioni sindacali, la spinta che viene dal basso, dai posti di lavoro va tutta nella direzione di una risposta compatta di tutto il mondo del lavoro, pubblico e privato.
Abbiamo con impegno lavorato per una mobilitazione generale che fosse veramente in grado di costringere il Governo e le controparti a modificare quei provvedimenti che invece di intaccare privilegi, rendite parassitarie, evasione, sprechi e corruzione, diminuiscono invece i diritti dei più deboli, rendono più precaria la condizione di vita e di lavoro di milioni di giovani, più poveri e indifesi i pensionati, non investono su scuola, ricerca e sanità e smantellano i presidi di legalità sul territorio, applicando tagli selvaggi alle Pubbliche amministrazioni.
Purtroppo in qualcuno ha prevalso la logica di scioperi settoriali che, ben lungi dal caratterizzare le peculiarità, rischiano di perpetuare steccati e divisioni e oggettivamente dividono la forza e la qualità della risposta del mondo del lavoro.
Una scelta che non potevamo in alcun modo condividere.
Ecco il perché, pur consapevoli delle differenze che ci sono e che permangono rispetto alle altre Confederazioni che hanno indetto lo sciopero generale per il giorno 12 dicembre, non abbiamo esitato per un solo istante a proclamare lo sciopero generale nazionale dei lavoratori pubblici e privati nella stessa giornata, convinti che, pur nelle diversità, debbano prevalere le ragioni della lotta e della mobilitazione unitaria dei lavoratori.
Saremo in piazza in tutta Italia il 12 dicembre a difesa dei diritti e del lavoro, contro i contenuti della legge di stabilità 2015, l’attacco all’art. 18, lo smantellamento dello Stato sociale, per valorizzare veramente scuola e ricerca, per dire basta al blocco dei contratti dei lavoratori pubblici, per dare certezze e stabilizzazione alle centinaia di migliaia di precari e sottoccupati, per offrire prospettive di lavoro ai tanti giovani in attesa di essere assunti nelle pubbliche amministrazioni “
Si prega di dare al presente Notiziario la massima diffusione tra tutti i lavoratori.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 121 del 21 novembre 2014 –
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 38 di data odierna con il quale la nostra Federazione illustra le ragioni dello sciopero generale, che auspica vivamente non costituisca occasione di divisione del fronte sindacale, che deve invece arrivare unito a questo importante appuntamento –per questo FLP sta lavorando – che deve diventare una unica e grande giornata di lotta che coinvolga tutte le OO.SS. del P.I.
“Nella giornata di ieri il Segretario Generale della nostra Confederazione CSE ha lanciato la mobilitazione che dovrà portarci allo sciopero ed ha auspicato che su questo vi sia l’unità sindacale.
La FLP, nel condividere tutte le argomentazioni del Comunicato Stampa CSE, crede che sia opportuno che tutti i lavoratori del pubblico impiego comprendano le ragioni di una scelta che ci vede, pur diversi dai sindacati storici per modalità di lotta e per piattaforme rivendicative, schierati per uno sciopero generale e unitario.
Perché uno sciopero generale
Mai come in questi mesi l’attacco al lavoro non è limitato ai dipendenti pubblici – come è spesso successo negli ultimi anni – ma ai diritti complessivi del lavoro.
È indecoroso il tentativo di contrapporre segmenti del mondo del lavoro e fomentare una guerra tra occupati, disoccupati e sottoccupati, lasciando intendere che la soluzione per gli uni si possa trovare solo a scapito di altri. Per ultima, la politica di impoverimento dei pensionati, che parte da lontano, con il corollario della negazione del diritto ad andare in pensione e di andarci con trattamenti decenti, aggrava ancora di più la situazione economica e la coesione sociale.
In un tale quadro, se pensassimo di lottare solo e soltanto per diritti – pur importanti – di categoria senza connetterli a quelli generali faremmo il gioco delle nostre controparti e alimenteremmo la guerra di tutti contro tutti.
Il Governo vorrebbe farci passare – agli occhi del Paese – per categoria privilegiata e improduttiva. Il messaggio del Ministro Madia ai sindacati (“dobbiamo pensare a chi sta peggio”) sottintende la logica che noi, lavoratori senza contratto da quasi cinque anni e destinatari di norme inutilmente punitive tipo la mobilità coatta, siamo tra coloro che stanno bene. A questo gioco al massacro sociale noi non ci stiamo!
La nostra sfida deve essere invece quella di dimostrare che il P.I. è parte produttiva e indispensabile dell’Italia al pari di tutte le altre, che quello dei diritti non è un gioco a somma zero e che pertanto è sbagliato pensare di poterli estendere a qualcuno solo togliendoli ad altri.
I nostri nemici non sono altri lavoratori o i disoccupati, non lasceremo che mettano i padri occupati contro i figli disoccupati o precari. I nostri nemici sono i mafiosi, i corrotti, gli evasori fiscali, i riciclatori, coloro che portano i soldi all’estero, spesso racchiusi in una sola categoria che riesce a fare tutti questi reati insieme, sottrae risorse fondamentali per investimenti a tutti i cittadini e purtroppo gode ancora di un’impunità pressoché totale.
Coloro che pensano si possa tenere il pubblico impiego rinchiuso negli angusti spazi di vertenze corporative commette un grave errore strategico. Chiunque tentasse di fare da solo verrebbe travolto all’istante da una politica basata sul “divide et impera”; noi vogliamo mettere insieme padri e figli in un’unica lotta per i diritti e per il lavoro!
Perché uno sciopero unitario
È noto che siamo l’unico sindacato ad aver presentato – per tempo – le piattaforme per il rinnovo dei contratti. Ed è altrettanto noto che le nostre richieste non si limitano a richiedere l’avvio delle procedure per il rinnovo, semmai solo normativo, ma abbiamo più volte chiarito che i contratti si fanno con i soldi e che, pertanto, non intendiamo far finta che i cinque anni di blocco siano passati invano e accontentarci di pochi soldi per il futuro, senza alcun recupero di quanto ci è stato negato dal 2010 in poi.
Siamo inoltre l’unico sindacato che – anziché stare con le mani in mano o proporre iniziative senza incidenza alcuna – ha proposto un ricorso collettivo (“un euro per la giustizia”) che ha portato ad un’ordinanza del Tribunale di Roma, il quale ha rilevato la fondatezza della incostituzionalità del blocco contrattuale che la Corte Costituzionale sarà presto chiamata a giudicare.
E infine, siamo quel sindacato che non fa dell’immobilismo e della difesa degli interessi di piccole caste la propria bandiera; la FLP si è invece caratterizzata per aver proposto una riforma del lavoro pubblico che parta prima di tutto dai diritti della cittadinanza a servizi adeguati, che non calpesti i diritti dei lavoratori pubblici al salario e alla dignità lavorativa e che cancelli i privilegi delle grandi e piccole “caste”, presenti anche nel pubblico impiego e che spesso sono fortemente difese da forze sindacali anch’esse trasformatesi in casta.
Ma se questo è il quadro, è altresì vero che non possiamo permetterci che il lavoro pubblico sia diviso da due, tre o anche quattro diversi scioperi.
Noi pensiamo che la scelta di proclamare l’astensione del lavoro sia sempre da rispettare e vogliamo raccogliere la voce che viene dagli uffici e che ci chiede di non dividere le nostre forze. Abbiamo quindi il dovere di cercare il massimo di unità possibile e per questo, prima di proclamare la data dello sciopero, vogliamo percorrere fino in fondo il tentativo di unire i due scioperi già proclamati da diverse sigle sindacali in un’unica giornata di mobilitazione.
La FLP vuole andare in piazza con tutti i lavoratori, con uno sciopero che sia l’inizio di una mobilitazione permanente, che deve vedere la più grande partecipazione dei lavoratori non solo alla manifestazione di piazza ma alle piattaforme rivendicative presenti e future. Per questo non abbiamo paura del confronto e andremo allo sciopero con le altre forze sindacali ma con le nostre piattaforme, certi che saranno i lavoratori, se realmente coinvolti, a riconoscere la bontà delle nostre proposte e delle nostre rivendicazioni.”
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Con riserva di ulteriori informazioni in merito alla giornata di mobilitazione e di lotta, preghiamo di dare al presente Notiziario la massima diffusione tra i colleghi e i lavoratori tutti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 119 del 19 novembre 2014 –
Riportiamo di seguito il Comunicato Stampa diffuso dalla CSE in data odierna con il quale viene annunciata la decisione della nostra Confederazione di proclamare lo sciopero generale.
“La misura è colma. Il Governo con le dichiarazioni di ieri della Ministra Madia conferma il blocco dei contratti pubblici fermi al 2009 e con le leggi approvate in questi mesi accelera sul tema dello smantellamento dei servizi, della minore presenza della pubblica amministrazione sul territorio, rendendo sempre più difficili le condizioni di vita di milioni di cittadini, meno sicure le nostre città, aumentando la precarietà e innescando una pericolosa contrapposizione tra precari, disoccupati, lavoratori pubblici, privati e pensionati, senza intaccare le vere rendite e i privilegi ancora diffusi nel nostro Paese”.
Con queste dichiarazioni Marco Carlomagno – Segretario generale della CSE/FLP – annuncia la decisione della Confederazione di proclamare lo sciopero generale. “Siamo convinti, prosegue Carlomagno, che in una fase così difficile per le condizioni di vita dei più deboli e dei meno garantiti sia necessario però dare una forte risposta di tutto il mondo del lavoro, pubblico e privato, promuovendo iniziative di lotta le più unitarie possibili che mettano da parte interessi di sigla o di visibilità e costringano il Governo, a partire dai contenuti della legge di stabilità 2015, veramente a “cambiare verso”, ridando al sindacato il ruolo che gli spetta a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici.
In tale direzione nelle prossime ore saremo impegnati affinchè si possano superare le divisioni che al momento prevedono due distinte giornate di sciopero generale il 1 e il 12 dicembre, facendole invece confluire in un’unica grande giornata di lotta”, conclude Carlomagno.
Roma, 19 novembre 2014
L’UFFICIO STAMPACSE/FLP “
Nel condividere pienamente la decisione della nostra Confederazione e il tentativo di lavorare nei prossimi giorni per arrivare ad una unica e grande giornata di sciopero, si fa riserva di ulteriori informazioni al riguardocirca le modalità di attuazione dell protesta.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 122 del 17 settembre 2012 –
Marco Carlomagno, Segretario Generale della CSE
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n.21 del 17.09.2012, in cui la CSE propone a tutto il sindacato la proclamazione dello sciopero generale.
L’inflazione nel mese di agosto è salita al 3,2 per cento ma l’aumento del cosiddetto “carrello della spesa” cioè i prodotti consumati più di frequente dalle famiglie italiane è del 4,2 per cento; gli stipendi sono fermi da anni e continua ad aumentare il numero di coloro che perdono il lavoro o vanno in cassa integrazione; la tassazione sul lavoro non è mai stata così alta nella storia del nostro paese e l’evasione fiscale continua a farla da padrona a danno dei percettori di redditi fissi (salari e pensioni) che devono sobbarcarsi tutto l’onere delle spese dello Stato.
Sembra un bollettino di guerra e infatti lo è: la guerra delle famiglie che ogni giorno devono far quadrare i conti mentre in quasi un anno di governo, Monti non ha tagliato un euro degli sprechi della politica (che lo mantiene a galla), non ha approvato una legge anticorruzione che ci farebbe risparmiare da sola 60 miliardi di euro all’anno, non ha fatto l’accordo sulla doppia tassazione con la Svizzera che rischierebbe di portarci altri 100 miliardi di euro in cassa mentre anche Grecia e Spagna lo stanno facendo. Forse aspetta che i soldi siano fuggiti verso lidi più tranquilli grazie alle banche a lui tanto care.
Ecco, per quelle i soldi ci sono: siamo il paese che nello stesso decreto ha tagliato i dipendenti pubblici e regalato 4 miliardi di euro ad una banca, senza che ci sia stato un moto globale di indignazione.
Rispetto a una situazione del genere e a nessuna idea presentata per far ripartire il lavoro, nessuna per rimettere in moto l’economia, solo tasse e tagli indiscriminati e recessivi, Monti scopre che la colpa è …. dello Statuto dei Lavoratori, che a sentir lui, è troppo rigido e non fa crescere l’occupazione. La colpa insomma, è dei pochi diritti che ci restano come lavoratori. Peccato che un minuto dopo Monti sia smentito da Marchionne, che nonostante abbia avuto in regalo gratuito la cancellazione di quasi tutti i diritti dei lavoratori negli stabilimenti FIAT, annuncia che non ha alcuna intenzione di fare gli investimenti promessi.
Di fronte allo sfacelo e alla totale mancanza di idee del governo non si può essere inerti e non si può pensare nemmeno di affrontare un problema globale con vertenze nelle singole categorie. Il tempo è scaduto, i lavoratori pubblici e privati, i pensionati, le imprese sane di questo paese hanno toccato con mano i fallimenti di questo governo.
È NECESSARIA ANZI INDISPENSABILE UNA GRANDE MOBILITAZIONE GENERALE!!
Per questo la CSE chiede a tutti i sindacati la proclamazione di uno sciopero generale unitario per recuperare la democrazia, i diritti, la giustizia e l’equità. Uno sciopero che faccia cambiare subito strada al governo che taglia con strabismo solo la carne viva e lascia inalterati superfluo e privilegi; oppure che lo mandi a casa se non comprende il grido di dolore del ceto medio e delle fasce deboli della popolazione.
La CSE, pur condividendo appieno le ragioni dello sciopero proclamato da alcune sigle sindacali per il 28 settembre prossimo nel pubblico impiego (esclusa la scuola), e comprendendo che un sindacato non chiede mai a cuor leggero ai lavoratori di rinunciare a un giorno di salario, propone di sospendere (non revocare) questo sciopero e proclamare tutti insieme lo sciopero generale.
“Con una situazione come questa” – ha dichiarato Marco Carlomagno, segretario generale della CSE – “non possiamo chiedere a una parte dei lavoratori pubblici di rinunciare da soli a un giorno di salario e caricarsi sulle spalle una vertenza che ormai riguarda tutto il mondo del lavoro”.
“E nemmeno possiamo immaginare di chiamare questi lavoratori a due scioperi ravvicinati, uno di categoria e uno generale, viste le difficoltà economiche nelle quali si trovano”.
“La proclamazione di uno sciopero generale” – conclude Carlomagno – “con una grande mobilitazione unitaria può davvero scuotere il governo e la politica dalle fondamenta e far capire ad entrambi che la situazione è ormai insostenibile e bisogna trovare soluzioni subito!!”
Notiziario n. 124 del 27 novembre 2014 – Riportiamo di seguito il Comunicato Stampa diffuso dalla CSE in data odierna con il quale viene annunciata la decisione della nostra Confederazione di proclamare lo sciopero generale per il 12 dic. p.v. di tutti i lavoratori dei settori pubblici e privati. “In questi giorni, come avevamo anticipato […]
Notiziario n. 121 del 21 novembre 2014 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 38 di data odierna con il quale la nostra Federazione illustra le ragioni dello sciopero generale, che auspica vivamente non costituisca occasione di divisione del fronte sindacale, che deve invece arrivare unito a questo importante appuntamento –per questo FLP sta […]
Notiziario n. 119 del 19 novembre 2014 – Riportiamo di seguito il Comunicato Stampa diffuso dalla CSE in data odierna con il quale viene annunciata la decisione della nostra Confederazione di proclamare lo sciopero generale. “La misura è colma. Il Governo con le dichiarazioni di ieri della Ministra Madia conferma il blocco dei contratti pubblici fermi […]
Notiziario n. 122 del 17 settembre 2012 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n.21 del 17.09.2012, in cui la CSE propone a tutto il sindacato la proclamazione dello sciopero generale. L’inflazione nel mese di agosto è salita al 3,2 per cento ma l’aumento del cosiddetto “carrello della spesa” cioè i prodotti consumati più di […]