Notiziario n. 54 del 25 maggio 2018 –

La Ministra Roberta Pinotti lascia la Difesa salutata dagli F 35

A quest’ora, dopo l’incarico dato al prof. Conte di formare il nuovo Governo, la Ministra Pinotti starà preparando gli scatoloni per lasciare definitivamente gli uffici di via XX Settembre, e questo dopo oltre 5 anni di incarichi di vertice nel M.D. (10 mesi da Sottosegretario, dal 2.05.2013 al 20.02.2014;  poi, oltre quattro anni da Ministra, essendo in carica dal 21.02.2014). E dunque tempo di bilanci, e noi vogliamo dire la nostra.

La sua avventura nel Ministero della Difesa era stata accompagnata, all’inizio, da grandi speranze, in quanto politico buon conoscitore delle cose di casa Difesa, in ragione delle sue esperienze nelle Commissioni parlamentari, e in quanto ritenuto molto attento alle ragioni del personale civile e al rapporto con le OO.SS.

E in partenza è stato proprio così: ricordiamo, da Sottosegretario,  i tre giorni di confronto sugli schemi di DD. Lgs. attuativi della legge 244/2012, che videro recepite alcune importanti istanze di parte sindacale (Notiziario n. 87 del 30.07.2013) e, poi, l’accordo sulla nuova tabella di corrispondenza tra gradi militari e inquadramenti civili (Notiziario n. 122 del 12.11.2013).

E anche i suoi primi passi, da Ministro, erano stati per noi molto confortanti: ricordiamo tutti la prima audizione parlamentare (15.03.2014), nella quale,  illustrando alle Commissioni Difesa le sue “linee programmatiche”, aveva pronunciato parole mai sentite sulla valorizzazione delle “eccellenze sicuramente presenti tra il personale civile”  e sulla necessità di superare gli steccati che hanno circoscritto tradizionalmente i civili della Difesa a specifici compiti e funzioni, escludendoli da altre riservate di norma al personale militare”  (ripubblichiamo su questa stessa pagina, in allegato 2, quella relazione). Impegni importanti, dunque, e, conseguentemente, grandi attese da parte nostra.

Che però oggi, a distanza di cinque anni,  appaiono in tutta evidenza per quelli che sono stati: grandi annunci, ma poche realizzazioni.  Dopo i suoi cinque anni, non ci pare proprio che il personale civile sia stato “valorizzato” e, se poi guardiamo al rapporto con i militari, gli steccati non sono stati per nulla rimossi e, anzi, la forbice si è certamente ampliata, sia sotto il profilo economico che normativo (si pensi solo alle novità recate dal D. Lgs. 94/2017).

Ed è stato proprio sul piano del giudizio negativo, che allora ci accomunava in merito all’operato della Ministra, che a febbraio 2017 CGIL, UIL e FLP DIFESA avviarono una iniziativa unitaria di mobilitazione e di lotta che sfociò alla fine nell’accordo del 5 aprile, accordo che portò alla fine, e in soli nove mesi, ad alcuni risultati positivi, primo fra tutti  i 21 milioni di euro per il triennio 2018-2010 ancorchè destinati alla produttività),  ma anche a ennesime prese in giro (es: tabella corrispondenza militai/civili del novembre 2013, mai entrata in vigore).

Nel complesso, i cinque anni della Ministra (sono stati solo tre gli incontri con le OO.SS.!) non hanno segnato quella svolta sulla quale Lei si era impegnata e che noi attendavamo. Tutt’altro. Ad esserne convinta, sembra essere la stessa Pinotti che, nell’ultimo messaggio del 18 u.s. indirizzato ai civili (che pubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina), dopo aver ricordato gli obiettivi raggiunti tra i quali ha collocato (ed è tutto dire!) anche il protocollo sulle funzioni civili che ha poi generato la Direttiva SMD/SGD che non ha cambiato di una sola virgola lo statu quo nell’impiego civile nel rapporto con l’impiego dei militari,  afferma che “il cammino per la valorizzazione è ancora lungo” . Il che, a pensarci bene, dopo 10 mesi da Sottosegretario e oltre 4 anni da Ministra, appare una vera e propria dichiarazione di fallimento o quasi.

Ci prepariamo ora a vivere una nuova esperienza, che speriamo sia per noi un po’ più proficua. Il prof. Conte ha avuto il 23 u.s. dal Presidente Mattarella l’incarico di formare il nuovo governo sostenuto da M5S e Lega, il che ovviamente porterà anche alla nomina del nuovo Ministro Difesa.

In questi giorni, i media si sono sbizzarriti nelle previsioni (l’amm. Binelli Mantelli; poi l’ex Sottosegretario Crosetto, che si è poi dimesso dalla Camera; etc.), che però, in queste ore, stanno convergendo sul nome della prof. Elisabetta Trenta (M5S, ancora un tecnico!), esperta di sicurezza, ma sulla quale gli stessi media riferiscono di perplessità da parte del Quirinale. Vedremo quale la scelta finale.

Per il momento, nell’attesa, possiamo il nostro tempo con la  lettura del programma per la Difesa contenuto nel “contratto di Governo” tra M5S e Lega, che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina. Un pò troppo general generico, o no?

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Contratto di governo M5S-Lega – il programma per la Difesa

Allegato 2: 18.05.2018 – Messaggio della Ministra Pinotti al personale civile

Allegato 3: 15.03.2014 – La relazione della Ministra Pinotti alle Commissioni difesa

Notiziario n. 55 del 2 maggio 2016 –

La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti
La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti

Nel pomeriggio di oggi, la Ministra della Difesa R. Pinotti e le OO.SS. del personale civile hanno sottoscritto il “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile”, che pubblichiamo su questa stessa pagina nel suo testo integrale e nei due allegati, con riserva di pubblicare quello con le firme delle Parti che lo hanno sottoscritto.

Come si ricorderà, l’art. 1, comma 2-bis,  del D.Lgs n. 7/2014 prevedeva l’individuazione dei “criteri”  per  l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”, da recepire in apposito “Regolamento.  Era stato questo l’approdo più significativo del confronto tra A.D. e OO.SS. nazionali sugli schemi di decreti attuativi della delega (era il luglio 2013). Ebbene, nonostante le ripetute richieste e le sollecitazioni venute per quasi un anno solamente da FLP DIFESA (ne fanno fede i diversi comunicati sindacali),  solo dopo oltre 15 mesi, e precisamente in data 15.07.2015,  fu avviato il tavolo tecnico (si veda il Notiziario n. 79 di pari data),  seguito a distanza di tre mesi dalla seconda riunione  (vds. Notiziario n. 114 del 22.10.2015) e poi dalla terza (vds Notiziario n. 8 del 19.01.2016).

Nel frattempo, era avvenuto però un fatto che ha modificato profondamente lo scenario di fondo. Nell’incontro separato del 14.12.2015, la Ministra chiese e ottenne da CGIL-CISL-UIL l’abbandono della strada maestra legata al Regolamento e la sua sostituzione con un “protocollo d’intesa”,  che è uno strumento diverso e comunque meno idoneo ed esigibile. FLP DIFESA avrebbe potuto, anche in maniera strumentale, assumere posizioni aventiniane  e lasciare tutta intera sulle spalle di CGIL-CISL-UIL quella scelta al ribasso. E invece scegliemmo responsabilmente un’altra strada, quella di continuare a partecipare ai tavoli di confronto e a fornire contributi importanti, su alcuni aspetti anche decisivi come sa bene la stessa A.D., ai fini  della messa a punto finale di questo “protocollo”.  E lo abbiamo fatto avendo comunque chiari i  limiti dell’operazione che si andava a fare  (un  “protocollo”  è cosa ben diversa rispetto da un “regolamento”, non ci vuol poi molto a capirlo). E così, passo dopo passo e in pochi mesi,  si è giunti a conclusione del lavoro.

Il testo finale non presenta certo contenuti sconvolgenti e rivoluzionari, di quelli che fanno la storia. Molti colleghi penseranno magari alla “montagna che ha partorito il topolino”,  e forse rimarranno anche delusi dagli approdi conclusivi e dai suoi contenuti, che in molte parti più che segnare una novità storica, appare quasi come una fotografia dell’esistente.

FLP DIFESA è davvero ben conscia  dei limiti attuali dell’operazione, pur tuttavia  riteniamo che il “protocollo” vada colto come una “opportunità”, quanto grande si vedrà, e che vada al contempo raccolta la sfida che esso propone. La firma, politicamente pesante della Ministra che per questo abbiamo fortemente richiesto, supporta questa nostra convinzione.

Alcuni passaggi del protocollo appaiono significativamente innovativi: l’affermazione che i colleghi di 3^ area possono dirigere e coordinare unità organizzative, anche di rilevanza esterna, la cui responsabilità non è riservata ai dirigenti, oltre a poter rappresentare l’Amministrazione anche di fronte a terzi”  o il richiamo al “livello di responsabilità” anche per i lavoratori di altre aree, in primis la 2^; la previsione che le attività corrispondenti alle relative professionalità dovranno essere  previste “nella configurazione ordinativa degli Enti, anche relativamente ai livelli di responsabilità”;  l’elevazione al rango di “area” del settore industriale del MD; e altri ancora.

Questo, lo sappiamo bene, allo stato non garantisce alcunché in prospettiva. C’è, però, una sorta di “clausola sospensiva”, da noi espressamente richiesta e ottenuta: SMD e SGD predisporranno “entro tre mesi specifiche e coordinate direttive applicative”, precedute da apposite “sessioni informative con le OO.SS.” ed “entro 12 mesi” ci sarà la “verifica dell’attuazione del protocollo”. Quasi una clausola di garanzia, rispetto alla quale assumiamo l’impegno nei confronti dei colleghi che, laddove le direttive applicative non si ponessero in forte discontinuità con il passato e non offrissero garanzie e certezze, ne trarremmo subito le conseguenze e non aspetteremmo un solo istante a ritirare la nostra firma dal protocollo.

(Giancarlo Pittelli)

Pubblicazioni in data 3.05.2016:

Notiziario n. 46 del 4 maggio 2015 –

La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti
La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti

Chi, nella giornata di giovedì 30 u.s., si fosse portato sul nostro sito web per leggere la “news” del giorno prima che dava notizia dell’uscita del testo definitivo del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa” presentato dalla Ministra Pinotti al Consiglio Supremo di Difesa il 21 aprile u.s., si sarà trovato di fronte  a tre diversi documenti connotati come allegati di quella “news”:

Va anche aggiunto che i predetti tre documenti, che abbiamo pubblicato sul nostro sito uno dopo l’altro non appena messi in circolazione,  ne seguivano altri due che avevano visto la luce in precedenza.

Il primo di questi due testi, da noi pubblicato insieme al Notiziario n. 42 del 22 u.s., ha costituito in assoluto il primo testo del “Libro Bianco” uscito dalla segrete stanze del Ministero  e ha davvero fatto il botto in tutta la nostra Amministrazione e anche fuori  (il primo a  girare anche in Parlamento….),  inducendo  il Gabinetto del Ministro, qualche ora dopo la nostra pubblicazione, a mandarci una mail che così recitava testualmente: “Si precisa che quanto da voi pubblicato risulta essere solo un ipotesi di lavoro del documento in oggetto, il testo definitivo del Libro Bianco sarà solo quello che approverà il Consiglio Supremo di Difesa”, mail della quale abbiamo dato correttamente conto sullo stesso sito. Certo, era solo un’ ipotesi di lavoro, ma al di là della diversa forma grafica e di qualche aggiustamento allo scopo di renderlo più snello (i paragrafi sono passati da 353 a 300), i contenuti e le scelte più importanti sono le stesse poi recepite nel testo definitivo,  dunque l’anticipazione ha avuto un senso. In ogni caso, la mail del Gabinetto ci porta a chiederci: ma il Libro Bianco presentato al CSD il 21 u.s. è stato un anticipo d‘esame?  E ancora:  ma è il CSD che deve “approvare” il “testo definitivo del Libro Bianco”?  A noi pare che il ruolo del CSD sia un po’ diverso. In ogni caso, attendiamo un chiarimento da parte del Gabinetto.

A distanza di qualche giorno dalla nostra pubblicazione, è comparso un secondo testo sul web, caratterizzato da una diversa grafica e con i capitoli riquadrati in colore arancione, che, nel confronto con quello da noi pubblicato, mancava della prefazione del Presidente Renzi, al quale, proprio per questo “buco”, non abbiamo dato credito, e infatti non l’abbiamo pubblicato. E’ utile ricordare, a tal proposito, che il testo definitivo del “Libro Bianco”  manca non solo della “prefazione” di Renzi, ma anche dell’ “indirizzo” della Ministra, presenti entrambi nel primo testo da noi pubblicato: una scelta editoriale o altra motivazione?

Pubblichiamo su questa stessa pagina, come allegati al presente Notiziario,  tutti e cinque i testi del “Libro Bianco”,  in rigoroso ordine di uscita.  Dunque, in meno di dieci giorni, cinque diverse versioni. Per le prime due, la cosa potrebbe non sorprende trattandosi verosimilmente di affinamenti successivi.  Quello che invece non si comprende,  sono le tre successive versioni connotate tutte come “definitive”, che appaiono non solo differenti sotto la veste graficama  – il raffronto è tra quella cartacea girata in Parlamento e quella pubblicata sul sito del MD – addirittura diverse nei contenuti: nella versione cartacea e pdf (allegati 3 e 4) date ai parlamentari,  il para. 1 si apre con “Quando il 9 novembre del 1989…”, mentre nella versione pubblicata sul sito (allegato 5) l’inizio dello stesso paragrafo recita “Il contesto globale nel quale viviamo…”. Vedere per credere!

Dunque, un brutta partenza per il “Libro Bianco”, che ha già sortito molte critiche e anche danni d’immagine. Sui contenuti e sulle scelte del “Libro Bianco”, usciremo a breve con uno specifico Notiziario.

Nel segnalare che il 14 p.v. la Ministra dovrebbe relazionare sul “Libro Bianco” alle Commissioni Difesa ed Esteri delle Camere, abbiamo inviato l’allegata richiesta di incontro alla nostra Ministra (si veda l’allegato 6).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Libro Bianco -21.04.2015, 1^ versione (ipot) pubblicata da FLP DIFESA

Allegato 2:Libro Bianco -24.04.2015, 2^ versione (ipot) reperibile internet

Allegato 3:Libro Bianco – 29-04-2015, 3^ versione (def) cartaceo alle Camere

Allegato 4:Libro Bianco -30.04.2015, 4^ versione (def) in pdf alle Camere

Allegato 5: Libro Bianco – 30.04.2015, 5^ versione (def) sul sito MD

Allegato 6:04.05.15-Lettera di FLP DIFESA alla Ministra Pinotti con la richiesta d’incontro

Notiziario n. 5 del 12 gennaio 2015 –

La Ministra della Difesa, sen. Roberta Pinotti
La Ministra della Difesa, sen. Roberta Pinotti

La manovra di bilancio per il 2015 si compone, come vuole la legge 196/2009,  di due provvedimenti legislativi: il primo, costituito dalla Legge 23.12.2014, n. 190 che è la c.d. “legge di stabilità” (un tempo denominata “legge finanziaria”),  e il secondo costituito dalla Legge 23.12.20115, n. 191 che contiene il bilancio  previsionale (entrate/uscite) dello Stato per il 2015/2017,  entrambe in vigore dal 1 gennaio  2015.  I numeri che interessano il bilancio previsionale del Ministero Difesa,  la oramai nota “Tabella 11”,  è contenuta nel Decreto del MEF datato 29.12.2014 pubblicato nel S.O. n. 101 della GU n. 302 del 31.12.2014.

Il  bilancio di previsione 2015 del M.D., articolato nelle solite quattro missioni (“Difesa e sicurezza del territorio”; “Ricerca ed innovazione”; “Servizi istituzionali e generali” e “Fondi da ripartire”),  è pari quest’anno a poco meno di 20 miliardi di euro, per la precisione a 19.776,78 €, con un decremento di € 535,5 mln rispetto al 2014,  -2,64%).  Rispetto alle risorse totali, 13.578,9 mln di €  (498,02 mln  in meno rispetto al bilancio 2014)  sono destinate alla c.d. “funzione Difesa”,  di cui 4,6 mld circa per l’Esercito, poco meno di 2 mld per la Marina, 2,4 mld per l’Aeronautica, e infine 4 mld. per la pianificazione generale delle FF.AA..

A  carico della c.d.  “funzione sicurezza” (Carabinieri),  sono invece postate 5.563 mln di €;  102 mln di € sono invece previsti per le cd. “funzioni esterne”  mentre per la c.d “ausiliaria” sono inserite in bilancio 442,9 mln. di euro, ancora una enormità nonostante la riduzione al 50%.  Rispetto alla usuale tripartizione di spesa del nostro Ministero (“personale”, ”esercizio” e “investimenti” ), le spese per  il personale  in servizio (militare e civile) sono pari quest’anno a 9.739,3 milioni di € con un incremento sul 2014 di 227,83 milioni di euro; le spese per investimenti subiscono anch’esse un decremento rispetto al 2014 di € 552 milioni, attestandosi  così a 2.668,7 milioni di €;  infine, le spese per l’esercizio sono pari a 1.170,9 milioni di € con un decremento di 173,81 mln sul 2014, e dunque si aggraverà la già precaria situazione in cui versano gli Enti.

La legge di stabilità 2015 prevede in particolare per il nostro Ministero:  il rifinanziamento del fondo per le missioni internazionali, la cui dotazione è incrementata di 850 milioni di euro per il 2015 e il 2016;  il differimento dal 2014 al 2016 del termine previsto dall’art. 2190 del Codice dell’Ordinamento Militare (COM) entro il quale gli Enti AID dovranno conseguire la c.d “economica gestione”,  che si accompagna  alla riduzione da 19 a 12 unità degli uffici dirigenziali di livello non generale della stessa AID;    l’integrale assegnazione alla società “Difesa Servizi s.p.a.” delle risorse derivanti dalla gestione economica dei beni del MD e dai servizi resi a terzi, al fine dello svolgimento delle attività negoziali;    la realizzazione, attraverso la dismissione di immobili in proprio uso,  di introiti di importo non inferiore a 220 milioni di euro nel 2015 e a 100 milioni di euro in ciascuno degli anni 2016 e 2017,  pena la riduzione di pari importo delle risorse assegnate al nostro Dicastero, davvero una tagliola;   la riduzione dei termini per taluni adempimenti inerenti  al procedimento di vendita con il sistema dell’asta,  il versamento allo Stato delle risorse derivanti dalla cessione di quote dei fondi comuni di investimento immobiliare e, infine, la possibilità di cessione a titolo oneroso, previa intesa con l’Agenzia del Demanio,  di immobili  liberi, anche residenziali, a fondi comuni di investimento immobiliare;  infine, interventi vari concernenti, in particolare,  il personale militare ma anche quello civile, a cui, data la rilevanza e l’ampiezza delle misure,  dedicheremo a seguire uno specifico Notiziario.

Dunque, anche quest’anno dei tagli, ancorchè ridotti rispetto a quelli temuti dai Vertici politici e militari.  L’auspicio è che queste risorse vengano impiegate in modo sensato, e non spendendo, come ha fatto PMAL Terni, la somma di 34.300 €  per 2.000 rotoli di panno carta (lo “scottex”), pari a 17 € cadauno!!!!!

Pubblichiamo su questa stessa pagina la “tabella 11”  relativa allo stato di previsione 2015 del M.D. che reca un ulteriore affinamento dei numeri  forniti in questo Notiziario e tratti dalla Commissione Difesa del Senato; in aggiunta, il testo della Legge di stabilità e una sintesi delle principali disposizioni di carattere generale in essa contenute.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Stato di previsione Ministero Difesa (“Tabella 11”)

Allegato 2: Legge 23.12.2014, n.190 (“Legge di stabilità 2015“)

Allegato 3: Sintesi principali disposizioni generali della Legge di Stabilità 2015

Notiziario n. 135 del 29 dicembre 2014 –

Il gen. Claudio Graziano con il Capo dello Stato
Il gen. Claudio Graziano con il Capo dello Stato

La riunione del Consiglio dei Ministri fissata per la vigilia di Natale era molto attesa per la preannunciata  adozione dei primi decreti legislativi attuativi della legge delega di riforma del mercato del lavoro (legge 10.12.2014, n.183, c.d. “jobs act”),  quelli riguardanti i contratti di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti  e gli ammortizzatori sociali. Ma, nel corso della stessa riunione, il Governo ha assunto altre decisioni che interessano da vicino le Forze Armate e più in generale il nostro Ministero.

In primo luogo, su proposta della nostra Ministra Pinotti, il Consiglio dei Ministri ha nominato:

–  il gen. Claudio Graziano, attuale capo di SME, al vertice delle FF.AA. italiane e dunque nuovo Capo di Stato Maggiore Difesa, in sostituzione dell’amm. Binelli Mantelli, con decorrenza primi mesi del 2015;

il gen. Tullio Del Sette, attuale Capo di Gabinetto, al vertice dell’Arma, e dunque nuovo Comandante Generale dei Carabinieri, in sostituzione del gen. Leonardo Galitelli, con decorrenza dal 10 gennaio p.v.

Il gen. Claudio Graziano ha frequentato l’Accademia Militare di Modena e la Scuola di Applicazione di Torino, dove ha conseguito la laurea in Scienze Strategiche Militari. Dal 20 luglio 2005 ha assunto il comando della “Brigata Multinazionale Kabul”  in Afghanistan  e,  a gennaio 2007, il Segretario Generale delle Nazioni Unite gli ha conferito l’incarico di Force Commander della missione Unifil in Libano. Dal 10 febbraio 2010 ha assunto l’incarico di Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa;  quindi,  dal 14 ottobre 2011, è stato nominato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, assumendo poi l’incarico il 6 dicembre 2011.

Il gen. Tullio Del Sette ha frequentato l’Accademia militare di Modena e poi la Scuola di applicazione dei Carabinieri di Roma.  E’ stato Comandante della Regione  Carabinieri Toscana a Firenze, e Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero della Difesa per oltre sette anni.  Promosso Generale di corpo d’armata nel 2012,  è stato Comandante Interregionale Carabinieri “Podgora”  a Roma, a partire dall’8 luglio 2013, ricoprendo inoltre la carica di Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. E’ laureato in Giurisprudenza, in Scienze Politiche e in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna. Si dovrà ora provvedere alla loro sostituzione,  che potrebbe essere affrontata già nel prossimo CdM. Ai due alti Ufficiali vanno ovviamente  le nostre felicitazioni più vive e gli auguri di buon lavoro.

Novità importanti anche per Taranto e per il suo Arsenale. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto per lo Sviluppo dell’area di Taranto che, come recita il comunicato stampa di Palazzo Chigi, “permette misure speciali per Ilva e che intende imprimere una svolta negli interventi di bonifica, riqualificazione e rilancio della città e dell’area di Taranto, con particolare attenzione alle emergenze industriali, storiche e culturali”.   In questo contesto, su proposta dei Ministeri della Difesa e dei Beni e delle attività culturali e del turismo,  viene  prevista anche la “la riqualificazione dell’Arsenale”, con unprogetto di valorizzazione culturale e turistica, che dovrà comunque essere definito da un tavolo interistituzionale. “L’Arsenale di Taranto” , prosegue ancora il comunicato stampa, “occupa un’area demaniale di oltre 90 ettari in uso all’Amministrazione Difesa, ed è  storicamente una realtà di rilevante importanza sociale, culturale ed economica.  Il complesso arsenalizio di Taranto non è dunque solo realtà produttiva, ma un importantissimo patrimonio storico e di archeologia industriale per l’intero Paese, da tutelare e valorizzare, rendendolo fruibile ai cittadini. L’intero progetto è di significativa importanza culturale per il Paese e di notevole interesse turistico, ponendosi anche quale centro di diffusione della cultura del mare”.

Bene, ovviamente, sia per Taranto che per l’Arsenale e i suoi lavoratori.  Ora, però, dopo le buone intenzioni dichiarate, attendiamo la prova dei fatti. E per fatti intendiamo risorse e investimenti.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 130 dell’11 dicembre 2014 –

Immagine_FLP_DIFESA_sulla_civilizzazioneCome da impegno assunto nell’incontro del 21 novembre u.s. (si veda il Notiziario n. 122), FLP DIFESA ha puntualmente  inviato in data odierna al Sottosegretario, e per conoscenza a OO.PP., PERSOCIV e AID,  le “osservazioni scritte”  su temi e problemi legati  alla c.d. “civilizzazione”  del Ministero della Difesa.

Un tema antico e caro ai colleghi, quello della “civilizzazione”, e cioè la necessità di riconoscere pienamente il  ruolo e di attribuire funzioni e compiti adeguati al personale civile  (che, proprio per questo, è  tema connesso ed intrecciato con il controverso rapporto con il personale militare, certo molto più garantito e tutelato),  che è stato l’obiettivo non raggiunto  della prima riforma c.d. Andreatta (1997) e dei processi di ristrutturazione che si sono succeduti nell’ultimo quindicennio, essendo apparsa ai più:  sul fronte politico, solo un impegno general generico non seguito da scelte normative e operative coerenti e, su quello sindacale, più uno slogan che una rivendicazione seria sulla quale aprire una vertenza altrettanto seria con l’A.D.

Il punto di svolta si è avuto attraverso il confronto tra Amministrazione e OO.SS. sugli schemi dei due decreti attuativi della delega per il riordino in chiave riduttiva delle FF.AA. (si legga il Notiziari n. 2/2014), che il Ministro Mauro e l’allora Sottosegretaria on. Pinotti hanno voluto e avviato e che è servito a mitigare in modo anche significativo gli effetti negativi di una legge delega, la n. 244/2012,  che noi abbiamo giudicato pessima sotto il profilo dell’attenzione al lavoro civile e contro la quale FLP DIFESA organizzò il 6 luglio 2012 una grande manifestazione nazionale.  Particolarmente importante è apparso a tutti il contenuto dell’art. 1,  comma 2-bis, let. e) del D. Lgs. 28.10.2014, n. 7  che prevede l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”.  Una novità significativa, frutto positivo di una azione unitaria, che giustamente le OO.SS. nazionali allora rivendicarono in pieno.

Piccolo, ma non insignificante problema: lo stesso articolo rinviava ad apposito “Regolamento” l’individuazione dei criteri per l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile”,  passaggio dunque cruciale e decisivo per dare gambe e concretezza alla “civilizzazione”,  rispetto al quale  il Vertice politico di allora, e in particolare l’allora Sottosegretaria Pinotti,  si era impegnato ad aprire rapidamente il confronto con le OO.SS. dopo l’entrata in vigore dei due decreti attuativi della delega.

E’ esattamente quello che non è avvenuto sinora, nonostante i ripetuti richiami venuti da FLP DIFESA,  e di cui c’è ampia traccia in tutti i nostri Notiziari sugli incontri con Ministra e Sottosegretario. Spiace constatare che quei richiami siano venuti solo dalla nostra O.S., e ne fanno fede i comunicati diffusi da CGIL-CISL-UIL dopo gli stessi gli incontri, dove il tema “Regolamento” sembra scomparso dall’agenda, compreso l’ultimo relativo alla riunione del 3 u.s. dal titolo consolatorio “Finalmente si comincia a ragionare”. 

Si comincia a ragionare de ché?  Sui soprannumeri, i dati forniti dall’A.D. sono vecchi come il cucco (31.12.2013)  e non più attuali;  sulla tabella di equiparazione,  a distanza di oltre un anno dall’accordo con l’allora Sottosegretario Pinotti (12.11.2014),  non si sa nulla;  sulle reinternalizzazioni,  il solito rinvio sine die e nessuna risposta sull’attuazione delle disposizioni recate dal D.Lgs. n. 8 (art. 2259-sexies COM);   sui permessi di servizio, a distanza di sei mesi dall’esplodere del problema, ancora nessun risultato pratico;  sul Regolamento,  infine,  e cioè sulla partita più importante, se ne parlerà a febbraio, e cioè dopo il Libro Bianco che recherà le scelte sul sistema Difesa dei prossimi quindici anni. Ma non sarebbe meglio discuterne prima,  per evitare di trovarci di fronte a scelte già operate, anche  con l’avallo del Parlamento,  e fissate da un Libro Bianco  le cui linee guida (si legga il Notiziario n. 71 del 3.07.2014) affermano che bisognerà  scegliere “quali ruoli prevedere per il personale civile della Difesa”. Insistiamo: non è meglio parlarne prima?   Ecco perché la  FLP DIFESA  non  ha condiviso la scelta del Sottosegretario,  apprezzata pare da CGIL-CISL-UIL, di differire il confronto sulla civilizzazione a febbraio e, dunque, a dopo il Libro Bianco.

Ma il Sottosegretario Rossi, da buon politico e da esperto in relazioni con la controparte essendo stato Presidente del COCER,   è stato  molto fine: da una parte ha rinviato a febbraio e cioè a dopo il Libro Bianco  il confronto sul Regolamento, dall’altra ci ha dato lo zuccherino invitandoci a fornire,  entro il 10 dicembre, “osservazioni scritte” sui temi della civilizzazione e ai fini della redazione del “Libro Bianco”.

La nostra O.S. ha risposto con garbo e disponibilità, nonostante la palese ed indigeribile scelta di differire ulteriormente il confronto, e si è da subito impegnata a fornire le proprie “osservazioni scritte” . Cosa che abbiamo puntualmente fatto, producendo (ed anche entro i termini di tempo fissati)  il documento che alleghiamo al presente Notiziario che reca “idee e proposte per una effettiva ed efficace civilizzazione”, un documento corposo, volutamente dettagliato, che rappresenta il nostro contributo alla discussione che verrà (si spera) per dare finalmente ruolo, funzioni e prospettive al personale civile. Attendiamo ora di conoscere i documenti delle altre sigle, invitate dall’on. Rossi a fornire i loro contributi.

Nell’invitare tutti i colleghi a leggere il nostro documento e a fornirci le loro considerazioni al riguardo, e ovviamente anche eventuali critiche e suggerimenti,  proviamo a darne  una rapidissima sintesi:

     – conferma dell’attuale ripartizione di competenze tra area tecnico- operativa e area tecnico-amministrativa, e dunque tra SEGREDIFESA E STAMADIFESA, contro il dichiarato tentativo del Capo di SMD di depotenziare PERSOMIL e PREVIMIL alleggerendo così significativamente l’area del Segretariato, e cioè dell’area dove attualmente maggiore e  più qualificata è la presenza civile: si può pensare di civilizzare il Ministero  partendo dalla decivilizzazione di quel poco che oggi c’è?

     – preso atto che la pur importante previsione del D.Lgs. n. 7 e le linee programmatiche della Ministra non hanno modificato, allo stato, le scelte degli Organi Programmatori che, nella sostanza, disegnano e ridisegnano Enti a forte connotazione militare anche con riferimento a compiti e funzioni tecnico-amministrativi, si esprime il convincimento che solo la fissazione di criteri precisi e vincolanti – in primis per i Dirigenti – da recepire nel redigendo “Regolamento”, possa risolvere la partita;

      – afferma, e questo rappresenta per noi un punto davvero decisivo, che l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile” debba riguardare non solo i lavoratori di area 3^, ma anche quello delle altre aree, in particolare della 2^ area, all’interno della quale operano professionalità alle quali l’ordinamento assegna la possibilità di essere posti a capo di unità operative;

       – elenca minuziosamente le aree di attività all’interno della quali possano essere affidate ai lavoratori civili la direzione, la responsabilità e il coordinamento di Servizi/Sezioni e Reparti: lavorazioni; manutenzioni; infrastrutture; sperimentazioni; sanità; supporto; vigilanza; benessere; trasporti; amministrazione ed economato; governo del personale; formazione; logistica e gestione materiali; assicurazione qualità; sistemi informatici e antinfortunistica e igiene ambientale;

      – segnala le attuali criticità e formula alcune proposte in materia di formazione, atteso che non può esserci un serio processo di civilizzazione senza una formazione altrettanto seria  e adeguata.

     Questo il contributo di una O.S. che ha tenuto fede ai propri impegni; attendiamo ora una risposta altrettanto seria da parte del Sottosegretario, con le proposte dell’AD e il più rapido avvio del confronto.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 10.12.2014 Idee e proposte di FLP DIFESA sulla civilizzazione

La sede di PERSOMIL e PREVIMIL a Roma-Cecchignola
La sede di PERSOMIL e PREVIMIL alla Cecchignola

Notiziario n. 76 del 18.07.2014 –

Grande partecipazione dei lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL all’assemblea interna indetta dalle due RSU, e questo nonostante il periodo estivo e i tanti assenti.  Al centro del confronto,  le ben note problematiche relative al grave tentativo, apertamente dichiarato dal Capo di SMD (si veda il nostro Notiziario n. 126 del 23.11.2013)  nel corso di una audizione parlamentare,  di sottrarre competenze alle due DD.GG. per farle transitare agli SS.MM. di F.A. e, purtroppo, tuttora all’esame di gruppi di studio, nonostante  l’esplicito parere avverso delle Commissioni Difesa  (“garantire il mantenimento di tutti gli atti amministrativi relativi allo stato giuridico e al trattamento economico e normativo del personale militare presso la D.G. del personale militare”, vds. Notiziario n. 134/2013).  Quando si dice la priorità della Politica!

Alla predetta assemblea, che peraltro è servita anche a discutere dei punti più preoccupanti della  c.d. riforma  Renzi-Madia (DL 90 e DDL),  erano state invitate, dalle due RSU, tutte le OO.SS., nazionali e territoriali,  ma solo due (FLP DIFESA e CONFSAL-UNSA DIFESA) vi hanno partecipato. Forse, le altre sigle  sono tuttora in attesa di convocazione, da parte di SEGREDIFESA, della riunione richiesta con nota del nov. 2013, che pare proprio tardi un po’ ad arrivare…… Ognuno sceglie la strada che crede, ovviamente.

L’assemblea, aperta dagli interventi precisi e puntuali dei due Coordinatori RSU,  ha messo in luce la piena consapevolezza dei lavoratori,  da un lato che le iniziative di contrasto e di sensibilizzazione poste in essere hanno sortito degli effetti in positivo (la prima stesura dello schema di D. Lgs. ordinamentale, che prevedeva il depotenziamento tout-court delle due DD.GG.,  è stata abbandonata e sostituita con il rinvio al Regolamento ex art. 1 D. Lgs n.7/2014),  e, dall’altra, che il rischio che l’operazione possa ancora andare in porto permane tutto, anche alla luce della denuncia che la FLP DIFESA ha fatto al Sottosegretario Rossi nel corso dell’ultima riunione del 24 giugno 2014 (vds. Notiziario n. 69) circa il fatto che il Comitato dei Capi di SM di marzo 2014  avesse “disposto”  entro il 2014 la costituzione del Centro Unico Stipendiale Interforze (CUSI), con graduale passaggio di competenze delle Direzioni Generali del personale (Persomil e Previmil), stabilendo in aggiunta  la tempistica che prevede, in particolare, entro il 2015, l’ acquisizione delle competenze PERSOMIL/PREVIMIL in  materia T.E. e finanziarie”.  Un fatto che abbiamo giudicato grave,  atteso che Organi tecnici  non dovrebbero decidere su scelte che il  D. Lgs. 7 demanda al Regolamento,  e su cui ci sono stati precisi impegni della sen. Pinotti  al confronto con le OO.SS. nazionali,  motivo per cui abbiamo chiesto in riunione l’urgente apertura del tavolo tecnico proposto dall’on. Rossi.

La piena consapevolezza sul rischio che è tuttora in atto,  ha indotto le due RSU a decidere sin da ora la loro riconvocazione subito dopo le ferie,  per decidere l’avvio di nuove iniziative a difesa delle due DD. GG. .

Come FLP DIFESA,  abbiamo ribadito la valenza nazionale della vertenza PERSOMIL-PREVIMIL, atteso il legame evidente con la nostra rivendicazione di una maggiore e più incisiva civilizzazione in ambito Difesa.

A proposito di rischio…  Mentre scriviamo,  siamo venuti a conoscenza che il “Gruppo di progetto” insediato da SMD, in sede di relazione finale e “in via conclusiva”,  ha raccomandato “il passaggio di PREVIMIl-PERSOMIL alle dirette dipendenze del Capo di SMD…….. per giungere poi al successivo decentramento delle funzioni alle FF.AA.”Dunque, il progetto è già  bello e confezionato.  Incredibile!

Sorgono, a tal riguardo, alcune domande: quale è l’opinione in proposito del Segretario Generale della Difesa all’ipotesi di sottrazione di un pezzo fondamentale dell’area tecnico-amministrativa a Lui affidata?  E, soprattutto,  quale è l’opinione della Ministra Pinotti e del Sottosegretario  sulla palese volontà di SMD di annettersi due delle attuali quattro Direzioni Generali?  E a quando l’annessione anche di PERSOCIV?

Pubblichiamo, di seguito, la nota già inviata all’attenzione della Ministra Pinotti e del Sottosegretario Rossi.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: La lettera di FLP DIFESA a Ministra e Sottosegretario

Notiziario n. 71 del 3 luglio 2014 –

FF.AA. 2Dopo l’illustrazione al Consiglio Supremo di Difesa da parte della Ministra Pinotti, le “Linee guida” del redigendo Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa  sono state pubblicate sul sito del Ministero della Difesa (disponibili anche su questa stessa pagina). Si tratta di 90 tesi per i diversi argomenti,  redatte da un “gruppo di esperti”, e che costituiscono la base di partenza per l’elaborazione del Libro, che fisserà la strategia di evoluzione nei prossimi 15 anni dello strumento mil.

Le  tesi muovono  dal contesto attuale,  caratterizzato da una diffusa e frequente instabilità” . Ricordato “il legame con la comunità internazionale”, il rapporto con la NATO e il ruolo dell’ONU come “riferimento principale ed ineludibile di legittimazione” ,  le tesi segnalano l’esigenza di pervenire “ad una nuova idea di sicurezza e difesa nazionale”, che dovrà poggiare sui tre pilastri: integrazione europea., coesione transatlantica e relazioni globali”.

Siccome è   la Costituzione che li fissa,   occorre   interrogarsi non tanto sui compiti assegnati alle FF.AA. quanto piuttosto su come esse potranno essere assolti e su come lo Strumento militare dovrà essere  configurato per poterli assolvere anche nel futuro”.  Il Libro Bianco dovrà  individuare “la corretta futura postura delle nostre FF.AA.”,  che dovrà essere configurata in base a quattro parametri: “geostrategico”  (in funzione di interessi e priorità nazionali); quantitativo” (in base alla dimensione numerica delle disponibilità umane e materiali);“qualitativo” (cioè adeguato per tecnologia, formazione, addestramento e prontezza);  infine “capacitivo”,  per poter conseguire gli obiettivi assegnati.  In sintesi, lo strumento militare futuro dovrà essere “interforze,internazionale, interoperabile”  e inoltre “efficace, efficiente ed economico”. Occorrerà dunque individuare ”il  più idoneo modello organizzativo generale”,eliminando duplicazioni, riducendo “il numero dei livelli gerarchici”  e razionalizzando e semplificando i processi e le strutture.

In questo contesto, un ruolo fondamentale è assegnato al personale del MD: a tal fine, le “Linee guida” evidenziano “la necessità di interrogarsi su quali saranno le indispensabili capacità umane, culturali e professionali che saranno richieste al personale militare e civile della Difesa e che ne caratterizzeranno lo status ed i percorsi formativi ed addestrativi”.  Per i militari,  occorrerà  “interrogarsi se la condizione di militare e le relative assolute peculiarità, anche di impiego e di stato giuridico, non possano essere meglio garantite e rese di maggiore utilità per il Paese riconoscendo a tale condizione una differenza tanto marcata dal pubblico impiego da superare il rapporto di genere e specie che, fino ad ora, ha condizionato entrambi i domini”.  Dunque, una specificità ancor più specifica…… A noi civili, i redattori delle “Linee guida” dedicano poche righe: “nell’ambito di una struttura futura nella quale le componenti civili e militari risulteranno necessariamente più integrate e sinergiche, va valutato quali ruoli prevedere per il personale civile della Difesa e come garantirnelepossibilità di crescita meritocratica e di valorizzazione culturale e professionale”.  Bene, ma a quando, allora?

In materia di acquisti,  andranno affrontati i nodi relativi al “rapporto fra i Vertici T-O e quelli T-A”, al rapporto fra Difesa e lndustria”   e,  ai fini dell’attività di acquisizione,  occorrerà porsi il problema  della formazione del personale “riconsiderando la formazione e l’impiego della componente civile, al fine di poter disporre di personale più qualificato a livello gestionale”.  Infine, l’ultima tesi: da valutare la percorribilità di una legge di bilancio quinquennale scorrevole per i maggiori investimenti della Difesa”,  per dare stabilitàal sistema.

Segnaliamo  però ai colleghi che  neanche un rigo viene dedicato all’area industriale,  da sempre definita “strategica”.   Mah!

Per completare questi brevi note sulle “Linee Guida”,   va infine detto che la Ministra ha fatto attivare un indirizzo  mail, librobianco@difesa.it , già operativo,  al quale è possibile inviare dei contributi per il Libro Bianco che il Governo intende licenziare entro l’anno. Bene, speriamo solo che, come avvenuto per la c.d. riforma P.A.,  non si usi strumentalmente questa iniziativa per negare il doveroso e utile confronto con le Rappresentanze del personale, su scelte che comunque  peseranno enormemente sulla pelle dei lavoratori.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Linee Guida per il Libro Bianco

Allegato 2: Articolo de L’ESPRESSO

Notiziario n. 70 del 30 giugno 2014 –

La ministra della Difesa, Roberta Pinotti
La Ministra della Difesa, sen. Roberta Pinotti

Nel  pomeriggio di martedì 24 u.s., la Ministra della Difesa sen. Roberta Pinotti è stata audita  dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato,  riunite in seduta congiunta sotto la presidenza del sen. N. La Torre.  Oggetto dell’audizione, il “Documento programmatico Pluriennale per il trennio 2014-2016”  in corso di presentazione, e cioè il testo che illustra le scelte del bilancio annuale in materia di Difesa.

Nella sua relazione introduttiva, la Ministra ha chiarito innanzitutto che il contributo del MD alle manovre di contenimento della spesa pubblica non solo è stato di gran lunga superiore a qualsiasi altro Dicastero, ma avrà un ulteriore seguito con la riduzione di 43.000 unità di personale da qui al 2024.  Guardando a quanto già fatto, il contributo del MD è stato immediato e strutturato ed  è già operativo. Dal 2008 ad oggi,  la Difesa ha visto diminuire le consistenze iniziali del bilancio dei settori investimenti ed esercizio di 1.732,7 mln € (– 27,51% rispetto al 2008).  In particolare, la spesa per i consumi intermedi si è ridotta di 1.440,3 mln € (- 63,59%)  e “in proiezione, scenderà ancora”, una situazione questa in assoluta  controtendenza rispetto agli altri Ministeri dove la spesa predetta è invece cresciuta.  Gravi appaiono già ora gli effetti: “oltre ai pesanti sacrifici richiesti al personale, la drastica riduzione nelle risorse per l’addestramento e la manutenzione dei mezzi ha determinato una simmetrica riduzione del grado di approntamento dello strumento militare.  Senza un’inversione di  tendenza, esiste il rischio di non poter far fronte a impegni militari che non siano stati debitamente programmati”.   Da qui l’esigenza di  procedere ad un ripensamento delle scelte “attraverso la predisposizione del Libro Bianco la cui funzione è quella di tornare a ragionare sui rischi e le minacce che gravano sull’Italia, sugli interessi da tutelare e sulle scelte da compiere in tema di organizzazione e impiego dello strumento militare”.

Nel corso dell’audizione,  la sen. Pinotti ha inoltre illustrato i due più significativi  programmi di ammodernamento delle FF.AA. italiane: il programma navale e quello relativo ai caccia F-35.  Il primo si protrarrà sino al 2032 con un costo complessivo stimato in 5.800 mln €,  prevede il parziale rinnovamento della flotta MM, ela conferma  dell’acquisizione della  IX e X  FREMM (FRegate Europee Multi Funzione).   Riguardo agli F-35,  la Ministra ha lanciato l’allarme sulle conseguenze della sospensione del programma, che ha confermato sino alla stesura del Libro Bianco. ”Sospensione “doverosa”  in considerazione “delle indicazioni emerse in Parlamento”,  ma che implica “oneri non trascurabili” e rischia “di causare effetti particolarmente negativi in termini di sostenibilità industriale”.   La sen. Pinotti ha aggiunto che, ad oggi, i contratti già operanti riguardano in tutto sei velivoli;  ha poi  annunciato che  “sono già state avviate le operazioni di assemblaggio dei primi velivoli italiani”,  e nel 2015-2016ci sarà  la consegna dei primi tre. La Ministra ha spiegato inoltre come nel sito industriale di Cameri, in provincia di Novara, presso il quale si lavora per le componenti italiane del progetto, si sia giunti a una fase cruciale per il buon esito del progetto e che qualora le attività produttive relative ai lotti successivi non dovessero essere avviate, si potrebbe determinare “un peggioramento sostanziale della competitività dell’intero sito produttivo”.

Queste le considerazioni della Ministra. Comprensibili certamente i gridi di allarme sui tagli del settore esercizio e le amare riflessioni sui contributi del MD alla spending review.  Il problema è però come si esce dalle attuali criticità: a nostro avviso, non certo aumentando la spesa per investimenti.  C’è un nodo nel bilancio del MD,  e riguarda la spesa spropositata (oltre il 70%, in Europea la media è del 50%) per il personale, gran parte della quale (85%) è “mangiata” dal personale militare, in primis i più alti in grado.  Come mai Renzi-Madia chiedono sacrifici a tutti, cittadini, istituzioni, lavoratori pubblici, imprese, sindacati etc.etc, ma non riducono neanche una sola delle innumerevoli voci di spesa per il personale militare?

Sarebbe interessante se la Ministra rispondesse a questa semplice domanda che viene dalla società civile.

(Giancarlo Pittelli)

*    Il video dell’audizione della Ministra Pinotti

 

Roberta Pinotti;


Finisce l’era Pinotti. Per i lavoratori civili, risultati certamente non all’altezza degli impegni assunti e delle speranze che avevano suscitato. In cinque anni al vertice del Ministero, non c’è stata la svolta promessa, e gli steccati con il personale militare non solo non sono stati superati, ma sono addirittura cresciuti. Ed ora il nuovo Ministro: sarà la prof. Trenta? Il programma di M5S e Lega per la Difesa, un pò pochino…

25 Mag 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 54 del 25 maggio 2018 – A quest’ora, dopo l’incarico dato al prof. Conte di formare il nuovo Governo, la Ministra Pinotti starà preparando gli scatoloni per lasciare definitivamente gli uffici di via XX Settembre, e questo dopo oltre 5 anni di incarichi di vertice nel M.D. (10 mesi da Sottosegretario, dal 2.05.2013 […]


Firmato da Ministra e OO.SS. il “protocollo d’intesa” sulle funzioni civili. Entro tre mesi le direttive applicative di SMD e SGD. Un’opportunità che cogliamo e una sfida che raccogliamo

2 Mag 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 55 del 2 maggio 2016 – Nel pomeriggio di oggi, la Ministra della Difesa R. Pinotti e le OO.SS. del personale civile hanno sottoscritto il “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile”, che pubblichiamo su questa stessa pagina nel suo testo integrale e nei due allegati, con riserva di pubblicare quello con le firme […]





Le idee e le proposte di FLP DIFESA per una effettiva ed efficace civilizzazione nel Ministero Difesa

11 Dic 2014 - Flp Difesa

Notiziario n. 130 dell’11 dicembre 2014 – Come da impegno assunto nell’incontro del 21 novembre u.s. (si veda il Notiziario n. 122), FLP DIFESA ha puntualmente  inviato in data odierna al Sottosegretario, e per conoscenza a OO.PP., PERSOCIV e AID,  le “osservazioni scritte”  su temi e problemi legati  alla c.d. “civilizzazione”  del Ministero della Difesa. […]


Gruppo di progetto: transito di PERSOMIL-PREVIMIL alle dipendenze di SMD

18 Lug 2014 - Flp Difesa

Notiziario n. 76 del 18.07.2014 – Grande partecipazione dei lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL all’assemblea interna indetta dalle due RSU, e questo nonostante il periodo estivo e i tanti assenti.  Al centro del confronto,  le ben note problematiche relative al grave tentativo, apertamente dichiarato dal Capo di SMD (si veda il nostro Notiziario n. 126 […]



Audizione della Ministra Pinotti sul Documento Programmatico Pluriennale 2014-16

30 Giu 2014 - Flp Difesa

Notiziario n. 70 del 30 giugno 2014 – Nel  pomeriggio di martedì 24 u.s., la Ministra della Difesa sen. Roberta Pinotti è stata audita  dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato,  riunite in seduta congiunta sotto la presidenza del sen. N. La Torre.  Oggetto dell’audizione, il “Documento programmatico Pluriennale per il trennio 2014-2016”  in corso […]


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