Notiziario n. 46 del 22 aprile 2013 –

Il DMML di CHIETI, cancellato dal 19 aprile
Il DMML di CHIETI, cancellato dal 19 aprile

Il riordino della Sanità militare è oramai giunto alla tappa conclusiva del suo tormentato percorso. La conferma è venuta direttamente dal Sottosegretario Magri il quale, nel corso dell’ultima riunione al Gabinetto del 17 u.s.,  in risposta a precisa domanda di FLP DIFESA, ha reso noto che il Ministro ha incaricato SMD di dare attuazione ai piani di reimpiego predisposti dagli SS.MM. a seguito dei tavoli locali. 

A questa conclusione, che ha saltato completamente l’esame nazionale sulle proposte di reimpiego messe a punto dagli SS.MM., si è giunti a seguito del disinteresse” (chiamamolo così) manifestato da altre sigle sindacali e in particolare da CGIL-CISL-UIL.  Infatti, a differenza di FLP DIFESA che  in data 4 u.s. ha chiesto al Gabinetto di “non dar corso agli intendimenti preannunciati”  e di fissare “la riunione nazionale” per l’esame,   le  altre  OO.SS.  non hanno dato riscontro alcuno agli intendimenti manifestati dal Gabinetto nella nota n. 11907 del 29.03.2013 (”trascorse due settimane dalla presente comunicazione, si darà corso ai successivi adempimenti per dare concreta esecutività ai piani di reimpiego”,  dunque ai trasferimenti.    Con il seguente, scontato risultato: cancellare il confronto conclusivo nazionale, dando così il sostanziale via libera ai reimpieghi del personale sulla base delle “proposte” unilaterali elaborate dagli SS.MM., sulle quali sarebbe stato invece quanto mai necessario un ulteriore esame.  Un esempio per tutti: il MAGASAN di S.Maria Capua a Vetere (Caserta), la cui proposta di reimpiego prevede che una quindicina di lavoratori venga destinata al “Nucleo Stralcio”,  senza indicare per gli stessi la destinazione finale a fine Nucleo. Sarebbe stato necessario che l’A.D. ne discutesse con le OO.SS., e con esse definisse le destinazioni definitive.  Il non averlo fatto,  produrrà l’effetto che  sarà unilateralmente SMD a sceglierne la destinazione definitiva, cosa mai avvenuta, come ci è stato espressamente chiarito nella riunione del 17 u.s. dal Capo del 1° Reparto.  Col risultato di eludere il caposaldo che ha sempre governato negli ultimi vent’anni i reimpieghi: che le destinazioni, tutte le destinazioni, siano definite d’intesa con le OO.SS. e con i percorsi previsti dal CCNI.

            Naturalmente, non possiamo prendercela con l’A.D., che con la richiamata nota del Gabinetto del 29 marzo u.s. era stata molto chiara;  se siamo arrivati a questo punto, lo dobbiamo evidentemente a chi ha ritenuto di non alzare il dito per fermare una conclusione già anticipata. E’ di tutta evidenza, infatti,  che se a richiedere l’esame nazionale è una sola sigla sindacale, quel confronto e quell’esame non si faranno mai.

            Una riflessione, a questo punto, si impone  a tutti noi.  Sappiamo bene che la legislazione di questi anni (Legge Brunetta in primis) ha spiazzato su molti terreni il Sindacato, e sappiamo tutti quanto sia presente il tentativo di marginalizzarci il più possibile. Ebbene, se invece di contrastare decisamente questi tentativi, le OO.SS. ne aiutano indirettamente la loro concretizzazione,  allora gli effetti e le ricadute sono evidenti. Riflettiamo molto su quanto avvenuto nel riordino della Sanità: provvedimenti decisi dal Ministro al netto finanche di qualsiasi informazione preventiva alle OO.SS.; confronti  locali avviati in tutta fretta (durante il periodo natalizio!!!) per chiudere gli Enti il prima possibile e senza che fossero chiarite  le motivazioni di quelle chiusure;   infine, i piani di reimpiego definitivi messi a punto dagli SS.MM., con le OO.OO. nazionali in veste di semplici (e disattenti) osservatori.  Ce n’è davvero abbastanza, per auspicare una profonda riflessione, tenuto anche conto di quello che ci attende nei prossimi mesi dopo l‘adozione dei Decreti attuativi della delega (L. 244), che prevede la soppressione da qui al 2018 del 30% minimo degli Enti Difesa.

             Dal 19 u.s. gli Enti Sanità in soppressione hanno cessato di vivere e stanno per arrivare i dispacci di trasferimento, e tutto questo mentre si alzano ancora le grida di protesta di OO.SS./RSU.  Sul nostro sito: gli ultimi documenti pervenuti da CH e PA,   e il msg con la  marcia indietro di COM LOG  a seguito della nostra iniziativa sulla modifica d’autorità degli orari di alcuni Enti (vds. Notiziario n. 36 del 25 mar 2013).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 11.04.2013 – Comunicato unitario RSU DMMl e OO.SS. Chieti      Allegato 2: 18.04.2013 – Articolo del quotidiano Il CENTRO

Allegato 3: 12.04.2013 – Nota RSU DMML di Palermo

Allegato 4: Determina 27.03.2013 del CaSMD sulle nuove competenze delle Commissioni Mediche

Allegato 5: 15.04.2013 – 15.04.2013 – Messaggio del COM LOG ES.   di rettifica della lettera 14.03.2013 – Lettera Com Log Sud sugli orari

Notiziario n. 42 del 9 aprile 2013 –

Il Sottosegretario alla Difesa Gianluigi Magri
Il Sottosegretario alla Difesa Gianluigi Magri

Nuova riunione oggi pomeriggio con il Sottosegretario Magri, che era già stata fissata, su nostra richiesta, a conclusione della precedente del 28 u.s. allo scopo di fare il punto di situazione sulle “problematiche cedolino” all’indomani dell’emissione da parte di NoiPA del/i cedolino/i straordinario/i con le somme a conguaglio non corrisposte con le buste paga di febbraio e marzo.

            Diciamo subito che ha trovato piena conferma in riunione il quadro  che avevamo delineato, sulla base delle segnalazioni dei colleghi, nel nostro precedente Notiziario n. 41 del 5 u.s.  NoiPA ha effettivamente provveduto alla emissione dei cedolini straordinari, ancorchè in alcuni casi ancora non visibili on line nel dettaglio,  e le relative somme sono già nella disponibilità dei colleghi. Dovremmo essere dunque, e finalmente, sulla buona strada, pur non potendosi certo negare  che “anche con i cedolini di marzo si sono verificati errori non trascurabili”  (lo afferma SME, msg. n. 1492 del 28.03.2013). A questi errori non risolti, lo abbiamo già detto nel nostro Notiziario precedente, occorre però ora dare risposte ad hoc, e in questa direzione vanno i “numeri verdi” attivati dal 2 u.s.. Nel corso della riunione, ci sono stati forniti dei dati contenuti nel prospetto che pubblichiamo sul nostro sito: nei giorni dal 2 al 5 aprile, le telefonate ai numeri verdi sono state in tutto 1026;  le problematiche rappresentate hanno riguardato in gran parte detrazioni e assegni familiari;  di esse, oltre il 60% può dirsi risolto (con relativa comunicazione  agli interessati di chiusura del ticket),  mentre per il restante 40% sono ancora in corso le relative verifiche, e si pensa che nel giro di qualche giorno anche questi ticket potranno essere chiusi. Per quanto ci riguarda, possiamo dire che ha anche ben funzionato  l’indirizzo dedicato di p.e. (cedolino@flpdifesa.it) reso disponibile dalla nostra O.S.: abbiamo girato a SMD le segnalazioni pervenute, e le relative risposte, già giunte dallo stesso SMD, provvederemo a inoltrare rapidamente agli interessati. Naturalmente, può sempre succedere che alcuni errori rimangano irrisolti, o che magari si riproducano anche nei cedolini dei prossimi mesi: a tal riguardo, l’Ufficio legale della nostra O.S. ha predisposto un modello di “atto di diffida”  che è pubblicato sul nostro sito web (vds allegato al Notiziario n.41) per tutti coloro che ritenessero di farlo proprio. Una tutela in più che non guasta certo!

            Bisognerà ora attendere gli stipendi di aprile, che vedranno nell’ occasione non solo la consueta emissione ordinaria del cedolino NoiPA, ma anche un prospetto paga aggiuntivo di BDUS, allo scopo di mettere a raffronto gli importi (lordi!) e di individuare eventuali errori da correggere. Anche a maggio ci dovrebbe essere questa doppia emissione BDUS-NoiPA, dopodiché si dovrebbe andare a pieno e esclusivo regime NoiPA.  A maggio, il cedolino dovrebbe anche assumere una nuova struttura grafica,  al fine di renderlo più  leggibile da parte dei lavoratori. SMD ci ha anche comunicato in riunione che l’accesso da parte degli Enti al sistema NoiPA  è stato negato dal MEF sulla base di quanto previsto dal DPCM 8.04.2008 (G.U. n. 90 del 16.04.2008).  Detto con franchezza,  a noi la cosa appare una forzatura davvero incredibile nella situazione data,  atteso che l’accesso a  NoiPA da parte degli Enti appariva come la via più breve per individuare e correggere gli errori. In ogni caso, provvederemo alle verifiche del caso.   Infine, siamo stati informati che i 24.448 soggetti già accreditati al sistema NoiPA (ne mancano ancora 1.351,  che verranno contattati dai Servizi Amm.) riceveranno dall’11 apr. p.v., sulla mail istituzionale, il PIN di accesso all’area riservata del sistema NoiPA per poter effettuare modifiche e richieste prestiti.

            La nostra O.S. ha quindi posto all’attenzione del Sottosegretario due problemi che ci appaiono alquanto rilevanti. Il primo, riguarda la questione relativa al mancato addebito per gennaio/febbraio 2013 di alcune ritenute stipendiali (cessioni, pignoramenti, riscatti, prestiti, trattenute sindacali, etc.), che secondo alcune fonti (CAEI di Roma) dovrebbe essere sanato non da NoiPA, ma dagli stessi  lavoratori, o direttamente o per il tramite dei propri Enti, sui cui conti correnti gli interessati dovrebbero bonificare le relative somme: lo SMD si è impegnato a far correggere il tiro, allo scopo di non gravare sui lavoratori per la regolarizzazione delle mancate trattenute anche per i primi due mesi 2013.

            Il secondo problema da noi segnalato riguarda le problematiche connesse con la prossima dichiarazione dei redditi. SMD ha confermato che i CUD 2012  verranno rilasciati dai sostituti d’imposta della Difesa, e non da NoiPA come da qualche parte si sente dire; per quanto riguarda i modd. 730 2013 (redditi 2012),  ancora per quest’anno rimarranno in operatività i Servizi Fiscali della Difesa, che daranno assistenza ai lavoratori per la prossima dichiarazione dei redditi (smentite  dunque   alcune comunicazioni di F.A. – ultima, Mariugcra  msg. dell’ 8.04.2013 – che negherebbe tale possibilità avendo  invitato il personale a rivolgersi “al sistema NoipA o a CAF esterni”).  SMD si è impegnata a garantire ai lavoratori, anche per quest’anno, i servizi fiscali e, nel prendere atto con soddisfazione di questa precisazione, abbiamo segnalato a SMD la inderogabile necessità che i rimborsi relativi ai modd. 730 2013 (redditi 2012) non subiscano ritardi nella corresponsione in busta paga.

            Ovviamente, continueremo a seguire da vicino la vicenda cedolini, e ne daremo come sempre conto ai colleghi che ci seguono e che ringraziamo per la costante attenzione che ci riservano.

 

            Nella seconda parte della riunione, si è parlato del riordino della Sanità militare. I colleghi conoscono la lunga e complessa vicenda legata a questo riordino, deciso dal Ministro al netto di qualsiasi informazione preventiva alle OO.SS. e “stralciato” per volere dello stesso amm. Di Paola dai percorsi previsti dalla legge delega (L. n. 244/2012) e dalle indicazioni del Parlamento (odg Cirielli), scelte queste in merito alla quali la nostra O.S. ha espresso in più sedi e ripetutamente il proprio giudizio negativo. 

            Allo stato dell’arte,  gli OO.PP. hanno predisposto le proposte relative ai piani nominativi di reimpiego, che sono già state consegnate ai Sindacati nazionali nella riunione del 20 marzo u.s. (vds. nostro Notiziario n. 34 di pari data),  sui quali non si è potuto ancora discutere sul tavolo nazionale a causa delle problematiche cedolino che tutte le OO.SS. hanno ritenute assolutamente prioritarie.

            La vicenda riordino Sanità ha fatto però registrare recentemente un fatto nuovo e (per noi) imprevisto: il Gabinetto, con nota prot. n. 11907 datata 29 marzo 2013 qui allegata, ha reinviato formalmente alle OO.SS. nazionali i piani di reimpiego predisposti dagli Stati Maggiori,  rappresentando al contempo che ”trascorse due settimane dalla presente comunicazione, si darà corso ai successivi adempimenti per dare concreta esecutività ai ripetuti piani di reimpiego” .     A detta comunicazione,  FLP DIFESA ha già risposto in data 4 aprile u.s. con la nota qui allegata, con la quale ha motivatamente chiesto al Gabinetto di “non dar corso agli intendimenti preannunciati” e di fissare “la riunione nazionale per il relativo confronto sulle proposte messe a punto dagli OO.PP.”.

            Nel corso della riunione odierna, la nostra O.S. ha ribadito, ulteriormente motivandola, la richiesta di cui sopra, tenuto anche conto che in alcuni dei piani consegnati alle OO.SS., si evidenziano scelte di reimpiego che necessitano di alcuni necessari aggiustamenti (MAGASAN S. Maria Capua a V., in primis). Ci è parso che l’idea manifestata a tal proposito dal Sottosegretario Magri  fosse invece di segno diverso,  non ritenendo Egli necessaria alcuna riunione nazionale atteso che i piani di reimpiego fossero già ampiamente definiti e oramai giunti alla tappa conclusiva. Questi i termini del problema, nudi e crudi.

            Cosa dire? Quali previsioni fare? Le “due settimane” concesse alle OO.SS.  scadono venerdì 12 p.v..  E’ di tutta evidenza che se a chiedere l’esame sui piani di reimpiego della Sanità fossimo solo noi di FLP DIFESA, l’Amministrazione avrebbe  buon gioco a dar corso ai “successivi adempimenti” che, tradotti in soldoni, significa la trasmissione  dei predetti piani a Persociv per la conseguente sanzione dei trasferimenti del personale.  Andrà proprio così? Noi ci auguriamo di no, anche perché pensiamo che sia utile davvero, anche alla alla stessa A.D. l’esame di quei piani che mostrano, in alcuni casi, crepe evidenti.

            Nel caso in cui invece l’Amministrazione decidesse di andare avanti negandoci l’esame richiesto, valuteremo le più idonee iniziative da intraprendere per dare piena attuazione alle previsioni del CCNI.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: I dati forniti da SGD sui numeri verdi

Allegato 2. Riordino Sanità – lettera del Gabinetto a OO.SS. naz.

Allegato 3: Riordino Sanità – lettera di FLP DIFESA al Gabinetto

Notiziario n 36 del 25 marzo 2013 –

Il Comando Logistico EsercitoParrebbe esserci  uno strano modo di intendere la “spending review” nella Difesa da parte di alcuni nostri Dirigenti:  ed è bene che queste cose vengano portate in superficie e denunciate alla pubblica opinione.

Nel quadro  del processo di riordino in atto della Sanità militare, il Comandante Logistico dell’Esercito, gen. Mario  Roggio,  è salito alla ribalta per una iniziativa che fa davvero discutere molto.  Per quanto ci è dato sapere, il gen. Roggio non è per la verità nuovo ad iniziative diciamo discutibili.  In questa circostanza,  ha “disposto” d’autorità che, a partire dal prossimo 31 marzo,  i DMML, e tra questi sicuramente quelli di Roma, Cagliari, Messina, Caserta, Chieti e Palermo “adottino il seguente orario di servizio: dal lunedì al sabato inizio attività ore 08.00, termine attività ore 14.00”,  che comporta di fatto l’azzeramento dei servizi mensa,  orario che “dovrà essere osservato da tutto il personale militare e civile”  (in allegato, di seguito, la lettera del Com Log Sud).   Non vogliamo qui discutere delle implicazioni di tale iniziativa sul fronte delle regole contrattuali e delle relazioni sindacali,  che appaiono fatte a pezzi nella circostanza:  val solo la pena di ricordare che la materia dell’ orario di lavoro è ricondotta all’autonomia dei  livelli locali,  e dunque in primo luogo  dei  Dirigenti degli Enti.  FLP DIFESA ha già posto la questione all’attenzione dei Vertici politici e militari (vds. Notiziario n. 27 del 4 marzo u.s.), da cui attendiamo ancora risposte.  In questo momento, ci interessa però di più la motivazione  che ne è alla base:  negli intendimenti del gen. Roggio,  l’iniziativa è finalizzata al “contenimento della spesa”,  e dunque è inquadrabile nel contesto più generale della “spending review”  che produce soppressioni di Enti, taglio di posti di lavoro, grossi disagi  – personali, familiari e professionali – per il personale, ricadute enormi. 

Vista sotto questo profilo, l’iniziativa del gen. Roggio, certamente indigeribile sotto il profilo delle relazioni sindacali e della prassi,  assumerebbe una luce meno negativa, anzi per certi versi addirittura meritoria:  l’imperativo categorico di oggi è “tagliare la spesa pubblica”,  e chi opera in questa direzione assume, nei confronti del Paese,  meriti evidenti.  Poi però ci fermiamo un attimo a domandarci: il gen. Roggio opera sempre coerentemente in quella direzione? E qui, a pensarci bene,  qualche dubbio ci sovviene!   Ci è stato infatti segnalato che, mercoledì 20 u.s., a  Palermo, nella caserma Bighelli sede del SERICO, sarebbero arrivati da tutta Italia circa un duecento persone (Ufficiali, Sottufficiali e Civili in rappresentanza dei propri Enti) per partecipare al c.d. “precetto pasquale”, con costi di viaggio, alloggio, pasti, rinfresco etc. etc. interamente a carico delle finanze pubbliche.  E, in questa circostanza, siamo venuti a conoscenza che anche a Notale, esattamente in data 12 dic. 2012 in Roma Cecchignola, il gen. Roggio avrebbe chiamato un numero di personale addirittura superiore (qualcuno ha parlato di oltre 400  persone), sempre da tutta Italia, per lo scambio di auguri natalizi,  con costi in tal caso addirittura superiori al primo evento… 

Ora, se le iniziative del Cte Logistico vengono accostate l’una all’altra, la contraddizione appare davvero macroscopica.  Da una parte, si vorrebbe fare cassa addirittura modificando d’autorità   gli orari di lavoro e cancellando le mense;  dall’altra, però, si sarebbe consumata  una parte considerevole di quella stessa cassa per eventi (auguri, precetti, etc..) che appaiono oggi  davvero fuori dal tempo e dalla storia.  Sono stati spesi davvero tanti soldi per questi eventi?  E quanti ne sono stati spesi? Il Vertice di F.A. ne era informato?  E i Vertici politici?   E, se quanto da noi riferito dovesse trovare conferma, cosa si intende fare a fronte di contraddizioni così macroscopiche?  Sono domande legittime, ci pare, che rivolgiamo al sig. Ministro,  dal quale attendiamo risposte precise, in particolare rispetto ai costi delle iniziative,  anche se sappiamo bene che l’amm. Di Paola ha oggi ben altre questioni da affrontare, prima fra tutte quella dei “marò” , oggetto di un sondaggio pubblicato sulla home pagina del nostro sito.   Delle risposte, però, le attendiamo!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Lettera Com Log Sud

Notiziario n. 34 del 20 marzo 2013 –

cedolino-unico-01Settima riunione di livello nazionale, oggi pomeriggio, con il Sottosegretario Magri,  con all’odg il riordino della Sanità militare, riunione che, nelle intenzioni dell’A.D.,  avrebbe dovuto verosimilmente  essere quella conclusiva del percorso finalizzato ai reimpieghi del personale civile. Ma così non è stato.
Facciamo un passo indietro.  Nei giorni scorsi, è riscoppiato nuovamente il problema dei “cedolini”,  e cioè di migliaia di buste paga per la terza volta (dopo gennaio e febbraio, ora anche a marzo!) dense di errori, con stipendi ancora notevolmente ridotti e peraltro senza i conguagli attesi per gli errori  di febbraio. Circostanze queste  che hanno “hanno riproposto i problemi delle due mensilità precedenti (mancanza di assegni familiari, detrazioni fiscali, etc.),  in alcuni casi addirittura aggravati, ivi compreso la permanenza di attivazioni non autorizzate di RID a favore del MEF”, come da noi denunciato nel Notiziario n. 32 del 15 u.s., nel quale affermammo che era davvero arrivata l’ora di dire basta ad una situazione divenuta insostenibile per molti lavoratori. Su questa base, inviammo una nota al dr. Magri chiedendo “un incontro urgentissimo” ,  aggiungendovi  che “in relazione alla già pervenuta convocazione delle OO.SS. nazionali  per mercoledì 20 p.v. sul riordino della Sanità militare,  FLP DIFESA chiede che le problematiche cedolino unico” con le finalità di cui sopra vengano inserite al primo punto dell’o.d.g. della riunione,  e dunque  prima della trattazione del punto relativo al  riordino della Sanità militare” .
E così è avvenuto nei fatti.   Le “problematiche cedolino”  hanno occupato la gran parte della riunione di oggi,  nella quale FLP DIFESA ha prodotto ulteriori documenti che,  rispetto all’ottimismo manifestato ancora una volta dall’A.D.  circa la rapida soluzione dei problemi (ora la normalizzazione dovrebbe arrivare ad aprile…..),   danno l’idea di problematiche  ancora irrisolte.  Per questo motivo, la FLP DIFESA ha invitato l’Amministrazione  ad assumersi le proprie responsabilità,  a prendere atto del pericoloso stato di cose che potrebbe anche configurare  possibili profili di danno, e a ”fare marcia indietro”  riprendendo  in carico la gestione delle buste paga fino al completo allineamento del sistema NoiPA al sistema BDUS.
Si è pertanto deciso di aggiornare la riunione a martedì 26 p.v.,   dalla quale dovranno emergere le  “le indifferibili nuove azioni, in primo luogo di carattere politico, da porre urgentemente in essere da parte del Ministero Difesa per risolvere,  alla radice e definitivamente, il problema di che trattasi”,  che abbiamo richiesto nella  nota inviata al Sottosegretario Magri il 4 u.s..  Attendiamo fiduciosi la riunione di martedì p.v.,  immaginando  che l’Amministrazione sia ben consapevole che, al punto in cui siamo arrivati, non basteranno più assicurazioni general generiche, ma impegni precisi e concreti che non lascino dubbi.
Ovviamente, nel corso della riunione, non si è entrati nel merito delle proposte di reimpiego del personale civile degli Enti della Sanità militare in riordino,  che ci sono state comunque consegnate e che pubblichiamo di seguito.  Se ne parlerà solo dopo le risolutive  risposte che attendiamo sui cedolini.
Nel corso della riunione,  abbiamo anche parlato delle incredibili iniziative assunte (centralmente!)  dal Comando Logistico dell’Esercito in materia di orari di lavoro, che avevamo denunciato ai colleghi nel Notiziario n. 27 del 4 marzo u.s., che recava allegata la nostra lettera di denuncia al Capo di SME, gen. Graziano.  La vicenda si arricchisce oggi di ulteriori documenti e fatti, di cui siamo venuti a conoscenza in questi giorni, dei quali abbiamo fatto cenno in riunione al Sottosegretario  e su cui ritorneremo a giorni con  uno specifico Notiziario,  documenti e fatti che fanno ben comprendere l’idea balzana (per usare un eufemismo)  che qualcuno ha su come si gestisce la “spending review” in alcuni settori della Difesa.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Riordino sanità – Piani di reimpiego definitivi consegnati alle OO.SS.

Notiziario n. 27 del 4 marzo 2013 –

Il gen. Claudio Graziano, Capo di SME
Il gen. Claudio Graziano, Capo di SME

La lunga e complessa vicenda legata al riordino della Sanità Militare si arricchisce di una nuova importante puntata. Lo SM dell’Esercito, la forza armata di gran lunga più toccata dai provvedimenti di riordino,  ha inviato ai Comandi territoriali interessati la circolare prot. n. 425 datata 28.02.2013, che alleghiamo, con la quale, “rendendosi necessario provvedere al completamento delle procedure per la ricollocazione dei dipendenti interessati”,   ha disposto: l’elaborazione di “piani dettagliati di reimpiego” che, nel caso di mancata espressione di desiderata da parte dei lavoratori, dovranno avere a riferimento il piano messo a punto da SME per ciascun Ente in riordino e inviato al Comando territoriale competente in allegato alla stessa circolare;  “l’indizione di apposita riunione con le OO.SS. per l’esame congiunto/contrattazione”  dei predetti piani;  e, infine, “la formulazione a SME delle proposte definitive di trasferimento”,  operazioni, queste, tutte “da completare entro e non oltre il 12 marzo p.v.”.
I contenuti della circolare di SME confermano una volta per tutte quanto da noi scritto nel Notiziario n. 15 del 4 febbraio u.s.,  e cioè che l’ultima riunione nazionale al Gabinetto era approdata ad un “rinvio diretto alla contrattazione locale, che dunque avverrà senza il preventivo avallo del livello nazionale sull’ipotesi generale di reimpiego”, circostanza questa che abbiamo ritenuto “non di poco conto”.  Le contrattazioni locali per la definizione dei piani di reimpiego dovranno dunque concludersi “entro e non oltre il 12 marzo 2013”, e immaginiamo che, a distanza di qualche giorno, il Gabinetto del Ministro riconvocherà i tavoli nazionali per acquisire il “consenso politico”  delle OO.SS. nazionali, momento questo che, da tappa intermedia nella normale procedura di reimpiego, dovrebbe dunque diventare la tappa conclusiva di questi reimpieghi, dopo la quale ci saranno i trasferimenti del personale disposti da Persociv.
Ovviamente, fermo restando sul piano politico  i giudizi critici e le riserve da noi ripetutamente espresse in ordine al metodo e al merito di questo riordino,  anticipiamo che, ai fini dell’espressione del nostro “consenso politico”,   valuteremo con attenzione le singole situazioni,  tenuto conto in primo luogo delle risultanze conclusive delle contrattazioni locali.  In ogni caso, ribadiamo in questa sede le indicazioni contenute nel Notiziario sopra richiamato e che riportiamo:
• negli Enti nei quali i lavoratori hanno espresso i propri desiderata sulla base delle disponibilità interforze rese note dall’Amministrazione,  si potrà procedere alla contrattazione locale;
• negli Enti invece dove invece la prima fase della procedura è saltata, occorrerà a nostro avviso partire necessariamente dalla raccolta dei desiderata dei lavoratori espresse sulla base delle disponibilità interforze fornite dall’Amministrazione, per poter procedere  alla contrattazione;
• tenuto conto che il piano di reimpiego definitivo, per poter diventare esecutivo e dar luogo ai movimenti sanzionati da Persociv,  deve essere sottoscritto dall’ Amministrazione e dalle Parti sindacali,  è di tutta evidenza che questo potrà avvenire solo quando tutte le problematicità evidenziate in loco abbiano trovato soluzioni condivise.  Questo dovrà valere per tutti gli Enti,  ma in particolare per il DMML di Chieti, dove le maggiori diponibilità offerte dall’Arma e lo slittamento al 2018 della soppressione del locale CEDOC, hanno aperto scenari meno problematici, in attesa di conoscere  la praticabilità effettiva in materia di mobilità verso Uffici di altre Amministrazioni Pubbliche nella sede di Chieti e provincia.
Con l’occasione, informiamo anche i colleghi che, in ordine ad alcuni problemi intervenuti in Enti del settore Logistico e in primis della Sanità,  abbiamo inviato al Capo di SME la nota qui allegata, che reca anche l’ implicito invito ad un incontro del Capo dell’Esercito con  le OO.SS. nazionali.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Circolare SME 425 del 28.02.2013 – reimpieghi riordino Sanità Militare

Allegato 2: Lettera di FLP DIFESA al Capo di SME

Notiziario n. 19 del 13 febbraio 2013 –

Il Ministro della Difesa, amm. G. Di Paola
Il Ministro della Difesa, amm. G. Di Paola

E’ stato sottoscritto nella tarda serata di oggi a Palazzo Baracchini, il “Protocollo d’intesa tra l’Amministrazione della Difesa e le Organizzazioni sindacali operanti nel Dicastero”  che destina alla contrattazione integrativa il 25 % delle risorse recuperate dal riordino della Sanità militare.   In allegato, copia del protocollo che reca le firme del Ministro Di Paola e di tutte le OO.SS. del Dicastero.
Come i colleghi ricorderanno, nella precedente riunione al Gabinetto del 4 febbraio u.s. la FLP DIFESA rappresentò la propria posizione in merito all’ipotesi di sottoscrizione di un protocollo che stabilisse la destinazione al FUA di quota parte delle risorse derivanti dai tagli della Sanità militare. In quella circostanza (si veda il Notiziario n. 15 del 4.02.2013),  la nostra O.S. espresse “piena disponibilità” al riguardo, ponendo però alcuni paletti e facendo alcune richieste che hanno trovato oggi pieno riscontro nel testo del “Protocollo d’Intesa” . Da qui, la nostra convinta adesione e la sottoscrizione del documento.
Avevamo chiesto che il protocollo disciplinasse “in che modo, con che criteri, da parte di quali soggetti  e in che tempi”  verranno individuate le risorse da destinare al FUA, e ci pare che i contenuti del protocollo rispondano a nostra questa richiesta. Avevamo poi chiesto (e questo era per noi il vero punto irrinunciabile) che “le risorse disponibili derivanti dalle riduzioni di spesa vengano destinate alla contrattazione integrativa”,  senza alcun “esplicito riferimento, in seno al protocollo, a rigide destinazioni alla premialità ex D.Lgs. 150/2009 (legge Brunetta) nei termini fissati dall’art. 16, comma 5, del  DL 6.07.2011, n. 98, (che, lo ricordiamo, ha recepito l’Intesa del 4 febbraio precedente sottoscritta da Brunetta e da  CISL, UIL e altre OO.SS., ma non da altre sigle tra le quali CGIL e CSE ) che avrebbe costituito un evidente problema ai fini della sottoscrizione del protocollo”,  e così è stato, atteso che il protocollo non contiene alcun passaggio che preveda la destinazione di una parte delle risorse alla premialità.  Inoltre, con l’intendimento dichiarato di dare al Protocollo una valenza che andasse oltre il riordino della Sanità, avevamo chiesto che la destinazione al FUA venisse estesa anche alle risorse derivanti dai riordini precedenti e “successivi a luglio 2008  atteso che la norma originaria del finanziamento della contrattazione integrativa con le riduzioni di spesa  è contenuta nell’art. 61, comma 17, del  D.L. 112/2008”,  e, sul punto, il protocollo va addirittura oltre, offrendo una prospettiva di più lungo termine  che travalica il riordino della Sanità militare e si protende anche ai riordini successivi,  che certo non saranno pochi, in particolare per l’Esercito. Infine,  va anche segnalata ai colleghi l’entità della percentuale destinata al FUA, il 25%, che appare significativamente più alta di quanto originariamente immaginato dalla stessa Amministrazione, atteso che si parlava di non oltre il 10%.
Nel complesso, un protocollo importante, dalla forte valenza politica, e che ha raccolto l’adesione di tutte le sigle sindacali.  Un fatto, questo, davvero molto significativo, il cui merito va ascritto a chi ha saputo costruire un testo condiviso, in cui tutte le Parti hanno potuto riconoscersi.  Nell’affermare l’importanza e il valore politico dell’intesa odierna,  non possiamo però dimenticare che il Protocollo reca  per l’A.D. la firma di un Ministro a conclusione di mandato… Ci sono, a tal riguardo,  precedenti importanti che non vanno dimenticati, come il Protocollo del 29.11.1996 (giudicato allora “epocale” dalle OO.SS., era Ministro l’on. Parisi) e poi letteralmente stracciato dal successore, l’ on. la Russa. La cautela non guasta!
E non possiamo neanche dimenticare che il risultato odierno (più soldi al FUA) è il frutto di chiusure di Enti e di cancellazione di posti di lavoro, che recheranno un gravissimo disagio a molti nostri colleghi.  Non dobbiamo dimenticarlo, e per questo evitiamo di cantar vittoria e trionfalismi fuori posto.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Protocollo A.D-OO.SS. 13.02.2013

Notiziario n. 15 del 4 febbraio 2013 –

Facciata del DMML di Caserta
Facciata del DMML di Caserta

Sesta riunione di livello nazionale, oggi pomeriggio a Palazzo Baracchini, sul riordino della Sanità militare, che è stata presieduta dal Vice Capo di Gabinetto dr.ssa Antonietta Fava in assenza del Sottosegretario delegato alle relazioni sindacali, dr. Gianluigi Magri.

La riunione odierna, per come confermato dietro nostra precisa richiesta dal dr. Magri nel corso dell’ultimo incontro,  doveva servire ad acquisire “il consenso in sede politica”  delle OO.SS. nazionali sulle “ipotesi di piano di reimpiego a carattere generale”,  e “in caso di raggiungimento dell’accordo politico, detto piano di reimpiego” sarebbe stato “trasmesso in sede locale per l’avvio della specifica contrattazione volta a dare concreta esecutività allo stesso” (i corsivi virgolettati si riferiscono alla procedura prevista dal capo IV, art. 3, del CCNI Difesa 6.07.2000).  Ebbene,  il “consenso in sede politica” oggi non è certamente venuto dalla nostra O.S. che, dopo aver ricordato i giudizi critici ripetutamente espressi da FLP DIFESA sul riordino in argomento, ha fatto presente come, a parte qualche eccezione (Cdo Sanità Nord, per es.),  nella stragrande maggioranza dei casi,  negli Enti soggetti a riordino,  i lavoratori non avevano ancora espresso i desiderata  e, conseguentemente, non si erano ancora svolte le concertazioni locali.  Detto “consenso”  è evidentemente mancato anche su altri tavoli (la riunione è stata effettuata come al solito a tavoli separati per volontà di CGIL-CISL-UIL) e pertanto  l’approdo conclusivo è stato quello di un rinvio diretto alla contrattazione locale, che dunque avverrà senza il preventivo avallo del livello nazionale sull’ipotesi generale di reimpiego. Cosa non di poco conto.

Ed allora,  visto che in alcuni Enti è saltata la prima fase della procedura, è di tutta evidenza che:

E’ appena il caso di ricordare che il piano di reimpiego definitivo, per poter diventare esecutivo e dar luogo ai movimenti sanzionati da Persociv,  deve essere sottoscritto dall’ Amministrazione e dalle Parti sindacali (OO.SS. ed  RSU), e immaginiamo che questo possa avvenire solo quando tutte le problematicità evidenziate in loco abbiano trovato soluzioni condivise.  Questo dovrà valere per tutti gli Enti, ma in particolare per il DMML di Chieti, le cui criticità di reimpiego sono ben note a tutti, anche all’Amministrazione, e a tutti suggeriscono di lavorare per verificare fino in fondo eventuali soluzioni alternative (ricordiamo che la Direttiva SMD del 24.10.2012 fissa al 30.09.2013 la decisione del Capo di SME sulla soppressione o riconfigurazione dell’Ente, e noi ci batteremo per la sua riconfigurazione).    Abbiamo infine convenuto con la dr.ssa Fava che,  a conclusione della fase di contrattazione locale,  il Gabinetto indirà una riunione nazionale conclusiva per fare il punto di situazione prima dell’ invio a Persociv dei piani di reimpiego definitivi per il seguito di competenza della D.G. (trasferimenti). E’ di tutta evidenza che,  con queste varianti intervenute in corso d’opera,  la procedura di reimpiego avrà tempi prevedibilmente più lunghi,  e quasi certamente slitterà oltre i tempi del mandato di Di Paola.

Nella seconda parte della riunione, la FLP DIFESA ha fatto presente la propria posizione in merito al “protocollo riguardante la destinazione alla contrattazione integrativa di quota parte degli eventuali risparmi aggiuntivi”  preannunciato dal Gabinetto nella lettera di convocazione e che dovrebbe essere  sottoposto alla sottoscrizione delle OO.SS.  “di massima per la metà del mese di febbraio 2013”. 

Come noto, una  richiesta in tal senso è stata avanzata da CGIL-CISL-UIL (comunicato del 20 dic. u.s.), ed è apparsa a tutti come una sorta di  “merce di scambio” richiesta all’Amministrazione per dare il sostanziale via libera sul riordino della sanità militare, rispetto al quale solo qualche giorno prima (comunicato del 13 dic. u.s.) quelle stesse OO.SS. avevano espresso un “netto dissenso di metodo e di merito” .  E, proprio per questo, nella riunione del 7 gennaio (vds. nostro Notiziario n. 3 dell’8.01.2013), in risposta al Sottosegretario  Magri che aveva espresso il proprio stupore perché la nostra O.S. non aveva colto in positivo la disponibilità venuta dall’Amministrazione di destinare al FUAe alla premialità  parte dei risparmi di spesa venuti dalle soppressioni e dai riordini,  esprimemmo le nostri forti riserve sul  momento che si era scelto per affrontare questo problema,  ricordando che “quando FIAT annuncia la chiusura di Termini Imerese, il Sindacato si schiera tutto a difesa dei posti di lavoro, e non chiede subito di spartire tra i lavoratori di Melfi, di Mirafiori etc. i ricavi derivanti dalla morte di Termini Imerese”.

Manteniamo per intero le nostre riserve sul punto; pur tuttavia, di fronte al preannuncio di un protocollo in arrivo, abbiamo ritenuto opportuno precisare la nostra posizione nei termini che seguono.

  1. Abbiamo dichiarato la piena disponibilità da parte di FLP DIFESA a sottoscrivere un protocollo che fissi condizioni e percorsi e detti le regole per la “destinazione alla contrattazione integrativa di quota parte degli eventuali  risparmi aggiuntivi”
  2. Abbiamo chiesto che detto protocollo disciplini in che modo, con che criteri, da parte di quali soggetti  e in che tempi saranno accertati i risparmi,  e che venga precisato in cosa consistano i risparmi “aggiuntivi”  nella Difesa da destinare in quota parte al FUA.  Abbiamo chiesto anche che,  con cadenza annuale e prima dell’avvio della contrattazione per la distribuzione del fondo di produttività,  le Parti si incontrino per quantificare la quota di risorse disponibili destinate al FUA.  Noi pensiamo che la precisa definizione di tutti questi aspetti non sia solo un’operazione necessaria sotto il profilo della trasparenza,  ma costituisca  condizione essenziale sia per evitare contenziosi successivi sia anche per dare a questo accordo una prospettiva nel tempo,  visto la messe di soppressioni/riorganizzazioni in arrivo e  visto anche che la Parte politica che lo firmerà è in scadenza di mandato.
  3. Abbiamo anche  espresso in modo netto la nostra richiesta a che le risorse disponibili derivanti dalle riduzioni di spesa vengano destinate “alla contrattazione integrativa” e poi distribuite con  criteri fissati annualmente dall’accordo nazionale sulla distribuzione del FUA.  Qualsiasi esplicito riferimento, in seno al protocollo, a rigide destinazioni alla premialità ex D.Lgs. 150/2009 (legge Brunetta) nei termini fissati dall’art. 16, comma 5, del  DL 6.07.2011, n. 98, (che, lo ricordiamo, ha recepito l’Intesa del 4 febbraio precedente sottoscritta da Brunetta e da  CISL, UIL e altre OO.SS., ma non da altre sigle tra le quali CGIL e CSE) costituirebbe un evidente problema ai fini della sottoscrizione del protocollo, per noi e (pensiamo) anche per quelle OO.SS. che non sottoscrissero con Brunetta il 4 febbraio 2011 i contenuti dell’Intesa.  Sta evidentemente all’Amministrazione di predisporre un testo che traguardi un obiettivo che è condiviso, ma  nel quale tutte le Parti sociali possano riconoscersi.
  4. Abbiamo chiesto infine che la “destinazione alla contrattazione integrativa di quota parte degli eventuali  risparmi aggiuntivi”  venga estesa retroattivamente anche ai provvedimenti di riordino successivi a luglio 2008,  atteso che la norma originaria del finanziamento della contrattazione integrativa con le riduzioni di spesa  è contenuta nell’art. 61, comma 17, del  D.L. 112/2008.

Abbiamo infine chiesto, data l’enorme valenza politica del protocollo, che il testo predisposto dall’Amministrazione sia, come sempre deve essere in questi casi, inviato con congruo anticipo alle Parti sociali,  anche per consentire loro un’ attenta valutazione e una verifica al proprio interno.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Nota RSU DMML di Palermo del 4.02.2013

Allegato2: Nota unitaria CGIL-CISL-UIL-FLP di Chieti del 5.02.2013

Notiziario n. 9 del 23 gennaio 2012 –

Il Sottosegretario Magri in Afghanistan
Il Sottosegretario Magri in Afghanistan

Nel pomeriggio di oggi, si è tenuta al Gabinetto una riunione con il Sottosegretario Magri, che aveva all’o.d.g. il riordino della Sanità militare. Ma, come era nostra intenzione anticipata agli iscritti in due successive mail, il primo argomento affrontato è stato quello delle problematiche legate al transito al MEF della gestione delle buste paga con il sistema del c.d. “cedolino unico”.

Come è noto, la nostra O.S. ha dato notizia per prima di questa novità con il Notiziario n. 2 del 7 gen u.s., sino ad allora del tutto sconosciuta ai colleghi e possiamo aggiungere anche agli stessi Uffici Amministrativi, e che recava in allegato la prima nostra lettera inviata a SMD. Nei giorni a seguire, siamo stati tempestati di mail e telefonate di colleghi che denunciavano gli errori presenti nelle buste paga,  nella gran parte dei casi in difetto (mancanza delle voci IdA, assegni familiari, detrazioni fiscali, competenze accessorie 2012, etc.),  in altri casi in eccesso (stipendio pieno a personale in part time, per es.) o addirittura in super eccesso (un nostro iscritto ex militare si è visto accreditare 7000 € lordi!), mentre qualcuno lo stipendio non lo aveva neanche visto (per mancato IBAN o anche per mancato riconoscimento del proprio IBAN da parte del sistema NoiPA, come successo a Bari e Galatina). Preso atto di questa situazione, e anche delle mancate risposte che ai colleghi  venivano dai propri Uffici amministrativi, abbiamo scritto in data 15 u.s. a SMD risegnalando i problemi e chiedendo un incontro urgente, inizialmente convocato per domani 24, e poi slittato al 29 dietro richiesta di alcune sigle. 

Nel corso di questi giorni, abbiamo lavorato davvero su più fronti e, anche per questo,  sentita la relazione sull’argomento del Capo del 1° Rep. di SMD gen. Marsiglia, confermiamo davvero con piacere quanto abbiamo anticipato ai nostri iscritti nell’ email inviate in data 21 e 23

I problemi sono stati causati dalla scarsa compatibilità tra il sistema in uso in Difesa (Sistema BDUS) e quello del MEF (Sistema NoiPA) e dal no del MEF ad adottare per alcuni mesi un regime transitorio. Il punto di maggiore diversità sta in questo: la Difesa predisponeva il cedolino circa il 20 del mese con pagamento al giorno 24 successivo;  il MEF lo predispone circa in pari data, ma per il mese successivo.  Il Capo del 1° Reparto di SMD ha dato anche alcuni numeri: dei 25.785 amministrati transitati al MEF, circa 1000 lavoratori hanno percepito stipendi ridotti,  a fronte dei circa 6.000 che invece hanno avuto buste con più soldi. In ogni caso, i problemi sono in via di soluzione, e gran parte di essi possono dirsi risolti in questo modo:

per coloro che hanno preso stipendi ridotti: il“Sistema informatico NOIPA del M.E.F. emetterà specifici conguagli, che saranno accreditati auspicabilmente entro il prossimo 28 gennaio con distinti cedolini” (DIRAM A.M. ha già invitato gli Enti della F.A. a rendere edotto il personale di quanto sopra, e lo stesso faranno a breve verosimilmente le altre FF.AA.);

per coloro che hanno preso stipendi più alti:  verranno operate trattenute mensili per la  restituzione totale delle somme indebitamente percepite nell’arco di 12 mesi;

per chi non era in possesso di IBAN e ha ricevuto stipendio zero, il MEF spacchetterà il cedolino e provvederà al relativo pagamento;  

– permane allo stato il problema delle mancate trattenute in busta paga a favore di terzi (cessioni quinto; finanziamenti; etc), per la cui regolarizzazione ci vorranno  un paio di mesi;

per chi non ha percepito le competenze accessorie riferite al 2012 (turni, reperibilità, etc.),  Persociv ha già emanato in data 18 u.s.  la circolare n. 2675 (qui allegata) nella quale viene precisato che le competenze non erogate “dovranno essere oggetto di liquidazione a sé stante”.

Nel suo intervento, la nostra O.S. ha dato atto ad SMD di aver operato con grande prontezza per dare soluzione ai problemi, ma ha espresso al contempo alcune riserve sia per la scelta fatta dall’A.D. (perché non si è adottata la seconda opzione prevista dall’art. 5, comma 10, del DL 95?) che per la insufficiente informazione. Inoltre, FLP DIFESA ha segnalato le criticità ancora esistenti negli Enti dei CC e in AID. Su nostra richiesta, l’Amministrazione ha comunque precisato che il passaggio al sistema NoiPA  riguarderà in futuro anche il personale militare.  Confermata infine per il  29 p.v. la riunione sull’argomento da noi richiesta con SMD.

Nella seconda parte della riunione, si è passati alla trattazione del punto iscritto all’o.d.g, che riguardava il riordino della Sanità militare in chiave interforze.

Queste le novità illustrate dal Sottosegretario: la raccolta dei desiderata, con relative concertazioni locali,  saranno ultimate nel giro di due/tre settimane. A seguire,  vi sarà una nuova riunione di livello nazionale  per l’esame e il varo dei piani generali di reimpiego, che riguarderanno tutti gli Enti interessati indipendentemente dalla data del provvedimento e a cui poi seguiranno le contrattazioni locali per la definizione dei piani definitivi di reimpiego. Come già detto in precedenti Notiziari, siamo di fronte ad una velocizzazione incredibile, con piani generali di reimpiego portati al  tavolo nazionale prima ancora della data di decorrenza dei  provvedimenti di soppressione. Cose davvero mai viste!  In sede di riunione, ci sono state comunque consegnate le disponibilità d’impiego interforze,  che pubblichiamo sul nostro sito web.

Per quanto riguarda la sede di Chieti, il Sottosegretario ci ha informati che i lavoratori da ricollocare sono 34, comprendendovi anche il personale del soppresso 123°. L’Arma ha offerto maggiori disponibilità di reimpiego in propri Enti (11 per il DMML, 1 per il 123°), mentre SME sta verificando la possibilità di mantenere in vita ancora per qualche anno il CEDOC per avere ulteriori collocabilità.  In aggiunta, la Conferenza dei Servizi promossa dal Prefetto ha permesso di individuare le disponibilità di collocamento in altre  AA.PP. (si veda la nota unitaria pubblicata sul nostro sito), che però, come ha sottolineato FLP DIFESA, andranno verificate con le AA.CC. che spesso, in precedenti occasioni, hanno negato le disponibilità venute dagli Uffici periferici.

La nostra O.S. ha anche consegnato al dr. Magri due note riguardanti il DMML di Palermo, pubblicate sul nostro sito, che chiedevano la sospensione del provvedimento, che però il Ministro Di Paola nega volendo chiudere la “partita sanità” prima di lasciare l’incarico.

A conclusione della riunione, abbiamo riproposto al Sottosegretario la richiesta, già formulata nella precedente riunione del 7 u.s., che durante questi tre mesi di sostanziale stand-bay in attesa del nuovo vertice Politico, il tavolo nazionale  venga impegnato in una serie di confronti tecnici preliminari con SMD e/o gli OO.PP. di F.A.  in merito agli scenari e alle ipotesi di riordino in attuazione della legge delega n. 244/2012, e che dovranno trovare posto nei Decreti Delegati verosimilmente già pronti ancorchè per il momento necessariamente  riposti nel cassetto alla luce degli impegni del Ministro e delle sollecitazioni venute dalla Camera.   Il dr. Magri si è riservato di parlarne con il Ministro, e pertanto attendiamo risposta  a breve.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: CircPersociv2675-18.01.13-cedolino unico, comp. acc. 2012

Allegato 2: Disponibilità interforze nelle sedi degli Enti della sanità militare in soppressione

Allegato 3: Nota unitaria OO.SS. Chieti

Allegato 4: Note OO.SS. Palermo ed RSU DMML

Notiziario n. 3 dell’8 gennaio 2013 –

Il dr. Magri in visita in Libano a novembre scorsoQuarta riunione in data odierna con il Sottosegretario Magri sui provvedimenti di riordino della Sanità militare in chiave interforze.  Dopo le precedenti del 7 nov , 13 e 20 dic (si vedano i nostri Notiziari rispettivamente nn. 150, 174 e 176),  si è tenuta oggi pomeriggio a Palazzo Baracchini una nuova riunione per fare un punto di situazione e per alcune comunicazioni relative all’avvio delle  procedure di reimpiego.

Nel suo intervento introduttivo, dopo aver ricordato le scelte e la tempistica dei provvedimenti, il dr. Magri ha comunicato che gli Organi Programmatori (OO.PP.) interessati (SME e SMM) hanno già avviato le procedure di reimpiego,  con le modalità previste dal CCNI Difesa e richieste da FLP sin dalla prima riunione,  rendendo note per ciascuna sede le disponibilità in ambito F.A.. Notizia questa che la nostra O.S. ha già partecipato ai colleghi con il Notiziario n. 1 del 2 u.s., cui era  allegata la nota FLP DIFESA spedita a SMD che recava la richiesta di differimento del termine perentorio fissato dagli OO.PP. per la conclusione delle concertazioni locali legate alla raccolta dei desiderata (il 5 gennaio, addirittura!), richiesta accolta dall’Amministrazione che ne ha differito il termine di una diecina di giorni.  Accolta anche la nostra richiesta di conoscere le disponibilità di reimpiego in ambito F.A. nelle diverse sedi, che gli OO.PP. ci hanno inviato e che pubblichiamo di seguito.  Il Sottosegretario ci ha quindi comunicato che sono in corso di verifica le disponibilità  di reimpiego in ambito interforze,  e ci ha anticipato che, a conclusione delle concertazioni locali e dunque tra una quindicina di giorni (23 gennaio?), vi sarà un nuovo incontro nazionale per l’esame, previsto dal CCNI Difesa,  dell’ “ipotesi generale di piano di reimpiego” , alla quale dovrebbero poi seguire (immaginiamo anche qui in tempi ristrettissimi) le contrattazioni locali per la messa a punto dei piani definitivi di reimpiego, cui seguiranno i trasferimenti di personale disposti da Persociv. Una accelerazione incredibile, come si può capire, davvero mai vista in decenni di riordini,  e  per questo un po’ sospetta  in quanto rende evidente la volontà decisa e precisa dell’attuale Vertice di chiudere rapidamente questa partita della Sanità, e in ogni caso di chiuderla prima di cedere il passo al nuovo Vertice del Dicastero che scaturirà dalle prossime elezioni politiche.  Il dr. Magri si è quindi soffermato sulla critica situazione di Chieti, da noi già segnalata all’attenzione dell’Amministrazione, informandoci che il Cdo Generale ha esteso a n. 6 le disponibilità in loco in  Enti dell’Arma CC, e che il Prefetto di Chieti ha assicurato il rapido avvio della “Conferenza dei Servizi” per la verifica delle disponibilità di posti in altre Pubbliche  Amministrazioni.  Infine, a conclusione del suo intervento, il Sottosegretario ci ha comunicato che l’Amministrazione aveva deciso di accettare la richiesta di CGIL-CISL-UIL di “destinare parte delle risorse che si risparmieranno per finanziare ulteriormente il Fondo Unico di Amministrazione”, che dovranno però essere prima verificate e quantificate a provvedimenti ultimati e successivamente assegnate in percentuale al FUA e (udite, udite!) alla “premialità” (testuale!!!!).

Nel suo intervento, la nostra O.S. ha ribadito il proprio fermo dissenso, di metodo e di merito, sul riordino in argomento, ed ha ricordato come le richieste di FLP DIFESA avanzate nelle precedenti riunioni (rinvio ai Decreti attuativi della delega per la riduzione della strumento militare o, in subordine,  sospensione di sei mesi per una ulteriore verifica delle scelte alla luce degli spazi nuovi offerti dagli emendamenti introdotti al Senato su “convenzioni” e “intramoenia”) siano state entrambe rigettate dall’Amministrazione.  Un fermo dissenso, il nostro,  che era condiviso inizialmente da tutto il fronte sindacale,  anche da CGIL-CISL-UIL (“netto dissenso di metodo e di merito”, vds. comunicato del 13.12.2012), che poi incomprensibilmente (o forse troppo comprensibilmente) hanno dato un sostanziale via libera ai provvedimenti, come si evince dalla lettura del comunicato del 20 dicembre che reca l’elencazione delle richieste: destinare parte dei risparmi al FUA; avviare le procedure di reimpiego, che su nostra richiesta l’Amministrazione aveva comunque confermato sin dalla prima riunione; esame delle situazioni di criticità locali legate al reimpiego. Richieste, ovviamente, tutte accolte dal dr. Magri.

Quanto avvenuto successivamente, e in particolare la velocizzazione cui stiamo assistendo in questi giorni, si inquadra certo nel contesto nuovo di situazione emerso dalla riunione del 20 dic.: l’avvio della prima fase di livello locale (raccolta desiderata e relative concertazioni) da concludersi perentoriamente durante il periodo natalizio (cose mai viste!) e di cui abbiamo riferito nel precedente Notiziario n. 2;   e, più recentemente,  l’emanazione del Decreto del Capo di SMD del 21 dic. u.s. che reca la ridefinizione delle competenze territoriali delle Comm. Mediche di 2^ istanza e delle CC.MM.OO.,  che per gli interessati pubblichiamo di seguito.

In merito al reimpiego del personale civile, FLP DIFESA ha preso atto che non dovrebbero esserci particolari problemi nelle sedi di Torino, Firenze e Caserta; ha segnalato che nella sede di Taranto il personale ex DMML è stato già formalmente assegnato a Marispedal, come da comunicazione a FLP DIFESA da parte di SMM, e non si comprende come mai lo si sia già fatto dal momento che il verbale di riunione con le OO.SS territoriali nulla reca in proposito;  ha ricordato i contenuti della nota pervenuta alle OO.SS. nazionali dalle Rappresentanze del DMML di Palermo, che contestano decisamente i dati sulla produttività dell’Ente forniti dall’A.D. chiedendo un ripensamento; infine, per quanto riguarda il DMML di Chieti, che presenta a giudizio di tutti le maggiori criticità, FLP DIFESA ha preso atto delle maggiori disponibilità offerte dall’Arma e dall’avvio prossimo della Conferenza dei servizi,  ma ha espresso le proprie perplessità circa il fatto che tutto il personale civile dell’Ente (27 unità) possa trovare utile collocazione in loco, tenuto conto che di Difesa non c’è praticamente più nulla (le disponibilità in ambito Esercito toccano le sedi di L’Aquila e addirittura di Roma) e anche delle probabili insufficienti risposte delle altre AA.PP. Per questo, la nostra O.S. ha sollecitato l’A.D. ad un profondo ripensamento e ad  accogliere la proposta inviataci dalle OO.SS./RSU in data 28 u.s. (che in pari data abbiamo trasmesso al Gabinetto), proposta che abbiamo motivato in riunione, anche facendo riferimento alla ipotesi di implementazione delle attività,  con positivi ritorni anche economici, frutto di uno studio avviato in loco e di cui abbiamo fornito copia al dr. Magri, che si è riservato di approfondire  e di risponderci  nella prossima riunione.

Nella seconda parte del nostro intervento, abbiamo avanzato due richieste che toccano altre problematiche di carattere più generale:

– la prima, che durante questi tre mesi di sostanziale stand-bay in attesa del nuovo vertice Politico, il tavolo nazionale  venga impegnato in una serie di confronti tecnici preliminari con gli OO.PP. in merito agli scenari e alle ipotesi di riordino delle FF.AA. in attuazione della delega recentemente approvata dal Parlamento, una esigenza questa che avvertiamo fortemente anche alla luce di alcune operazioni annunciate da alcune FF.AA. e decise al netto di ogni confronto con le OO.SS.

– la seconda, la necessità di verificare/riscrivere  alcune parti del CCNI Difesa, messe pesantemente in discussione da alcune posizioni unilaterali venute da AA.CC.

Su entrambe le richieste, il Sottosegretario ci darà risposta nella prossima riunione.

In sede di replica al nostro intervento, il dr.  Magri ha espresso il proprio stupore perché la nostra O.S. non aveva colto in positivo la disponibilità venuta dall’Amministrazione di destinare al FUA parte dei risparmi di spesa venuti dalle soppressioni e dai riordini, come da richiesta di CGIL-CISL-UIL.

Abbiamo risposto al Sottosegretario che la cosa non ci era certo sfuggita, ma che avevamo preferito glissare per non evidenziare un’altra spaccatura  del fronte sindacale, già diviso (anche oggi, tavoli separati… se pensiamo di difendere così le buone ragioni dei lavoratori, campa cavallo!).  Ma di fronte alla sollecitazione del dr. Magri, non abbiamo evitato di esprimere il nostro dissenso rispetto a questa richiesta,  non solo perché essa fa riferimento all’accordo politico con Brunetta del 4 febbraio 2012 che la nostra O.S. ha osteggiato, ma anche per una questione di pudore: quando FIAT annuncia la chiusura di Termini Imerese, il Sindacato si schiera tutto a difesa dei posti di lavoro, e non chiede subito di spartire tra i lavoratori di Melfi, di Mirafiori etc. i ricavi derivanti dalla morte di Termini Imerese.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Reimpieghi Esercito – disponibilità nelle sedi in ambito F.A.

Allegato 2: Reimpieghi Marina – disponibilità nelle sedi in ambito F.A.

Allegato 3: Decreto Capo SMD 21.12.2012- rideterminazione bacini utenza Commissioni mediche 2a istanza e CC.MM.OO.

Notiziario n. 1  del 2 gennaio 2013-

Il DMML di Chieti
Il DMML di Chieti

Altro che disponibilità da parte del Vertice politico del Ministero ad avviare  “un confronto vero con il sindacato”  in merito ai provvedimenti di  riordino della Sanità militare in senso interforze, come CGIL-CISL-UIL avevano dichiarato nel comunicato unitario diffuso a conclusione della riunione con il Sottosegretario Magri del 13 dicembre u.s..  La realtà è purtroppo ben diversa: gli Organi Programmatori, e precisamente SME-DIPE e SMM 1° Reparto, con note qui allegate rispettivamente  prot. n. 2308 e. n. 10092743 entrambe del 21 dic. u.s. inviate  agli AA.CC. interessati di Esercito e Marina,  in coordinamento con lo SMD, hanno già avviato le procedure di reimpiego previste dal CCNI Difesa 6.07.2000:
– comunicando, per ogni Sede interessata, le disponibilità di ricollocazione in ambito Enti Forza Armata (quelli in ambito interforze saranno verificate e rese note successivamente);
– invitando gli AA.CC. a procedere all’acquisizione dei “desiderata”  dei lavoratori interessati e a formulare e inoltrare agli OO.PP.  una ipotesi di piano di reimpiego  che dovrà comunque preliminarmente passare al vaglio della concertazione locale con le OO.SS. territoriali e le RSU. , operazione questa che, in base alle indicazioni degli OO.PP.,  dovrà comunque essere perentoriamente ultimata “entro e non oltre il 5 p.v.”.

Dobbiamo a tal riguardo registrare:  da una parte, la conferma in toto dei provvedimenti e del cronoprogramma  fissato dalla nota SMD n. 384 del 24.10.2012 (allegata al nostro Notiziario n. 155 del 15.11.2012);  dall’altra, una forte accelerazione che imporrebbe di concludere la prima fase della procedura (raccolta dei desiderata e concertazione locale) addirittura entro sabato prossimo 5 gennaio, termine perentorio ma al tempo stesso difficilmente praticabile;  proprio per questo,  abbiamo inviato agli OO.PP. le note qui allegate  che ne chiedono il differimento.

Dunque, avevamo ragione noi (vds. Notiziario n. 174 del 13.12.2012)  a ritenere che il Sottosegretario, su indicazione del Ministro Di Paola,  avendo rigettato la nostra proposta di sospendere pro tempore l’attuazione dei provvedimenti,  aveva di fatto chiuso a qualsiasi ipotesi di riconsiderazione delle scelte già operate, e che trovano oggi puntuale conferma nell’iniziativa degli OO.PP.  Un convincimento, il nostro,  che aveva poi trovato piena conferma anche nel successivo incontro del 20 dicembre u.s., come abbiamo scritto nel Notiziario FLP DIFESA n. 176 di pari data, di cui riportiamo il passaggio conclusivo: “Dunque, solo schermaglie nella riunione odierna, tanto fumo e niente arrosto, atteso che i provvedimenti e relativa tempistica sono stati confermati.  E temiamo che lo stesso avverrà nella riunione di gennaio, atteso che a quella data alcuni importanti Enti saranno già stati soppressi”.  Dunque, siamo stati buoni profeti, anche perché abbiamo in tutti questi mesi imparato bene il c.d. “metodo Di Paola”,  che prevede molte riunioni con le OO.SS., ma la barra dritta sulle scelte già operate al netto di ogni confronto vero con le OO.SS..  Ora, una nuova riunione è in programma con il Sottosegretario per l’8 p.v.:  per dirci cosa? Oramai,  i buoi sono scappati,  e le procedure di reimpiego, che hanno trovato conferma nelle note degli OO.PP.,  prevedono percorsi precisi, già avviati.   Mah…………
La cosa che certo non faremo, a differenza di altre sigle, è chiedere di  “destinare parte delle risorse che si risparmieranno per finanziare ulteriormente il Fondo Unico di Amministrazione”, richiesta questa che appare oggi francamente di dubbio gusto, a cadavere ancora caldo degli Enti cancellati.
Infine, entrando nel merito delle disponibilità di reimpiego indicate dagli OO.PP.,  dobbiamo dire che, come avevamo anticipato, la maggiore criticità è presente nella sede di Chieti: le disponibilità individuate da SME toccano addirittura le sedi de L’Aquila e di Roma!  Sul DDML di Chieti, ribadiremo al richiesta di deciso ripensamento,  nelle linee indicate nella allegata nota unitaria CGIL-CISL-UIL-FLP territoriali di Chieti.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Nota di SME DIPE del 21.12.2012

Allegato 2: Nota di SMM 1 Reparto del 21.12.2012

Allegato 3: Lettera FLP DIFESA allo SME-DIPE

Allegato 4: Lettera FLP DIFESA a SMM 1° Reparto

Allegato 5: Nota unitaria CGIL-CISL-UIL-FLP CHieti 28.12.2012

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