Si è tenuta nel primo pomeriggio di oggi la terza riunione a tavoli uniti fra il Sottosegretario Magri e le OO.SS. Nazionali, alla presenza di autorevoli Rappresentanti delle AA.CC. Scopo dell’incontro, l’ulteriore approfondimento sul riordino della Sanità Militare in chiave interforze, messo in agenda a conclusione della precedente riunione del 13 u.s. nella quale il dr. Magri aveva comunque confermato tutti i provvedimenti e la relativa tempistica, così come richiamato dal nostro Notiziario n. 174 di pari data.
In avvio, con l’ausilio di apposite slides che troverete pubblicate sul nostro sito web, il gen. Marmo di IGESAN ha ripercorso tutte le scelte del Ministro Di Paola su tale importantissimo riordino; di seguito, la parola è passata alle OO.SS. Nazionali, alcune delle quali, evidentemente, erano arrivate alle riunione con speranze, o forse meglio, con aspettative diverse. Infatti, un comunicato unitario di CGIL-CISL-UIL a valle della precedente riunione del 13 u.s., aveva preannunciato la riapertura del confronto politico su tale argomento, lasciando un po’ tutti francamente sorpresi.
Invece la sorpresa (scontata) della riunione odierna è stata quella della conferma da parte del Sottosegretario di tutto il pacchetto relativo al riordino in argomento, con la piccola eccezione del DDML di Chieti sul quale, come peraltro avevamo già segnalato in precedenza, proprio in considerazione della estrema difficoltà di reimpiego del personale in loco, vi potrebbero essere sviluppi anche diversi. Il primo giro di tavolo della parte sindacale è stato “fortemente” unitario, e ha visto tutti richiedere la sospensione dei provvedimenti e l’apertura di tavoli per ragionare sui provvedimenti e sulle diverse ricadute in ordine all’impiego del personale in servizio presso gli Enti interessati. Nella replica, però, il Sottosegretario Magri ha “smazzato le carte”, e con la grande bonomia ha fatto apparentemente una piccola apertura, “concedendo” la possibilità di tavoli tecnici locali per meglio comprenderne la “ratio” dei provvedimenti, ma dall’altro confermandone pienamente l’operatività. Ed allora è saltato tutto!!
C’è stato, sul tavolo sindacale, chi ha apprezzato la “concessione”, espresso la propria condivisione, ed ha rilanciato chiedendo che i risparmi (ma quali?) di questa riorganizzazione venissero in parte utilizzati per finanziare il FUA. E c’è stato chi ha addirittura plaudito alla disponibilità espressa dal dr. Magri in ordine all’avvio di tavoli locali di confronto. La FLP DIFESA, ma per la verità anche altre OO.SS. presenti, ha invece confermato il proprio forte dissenso sul complesso di quei provvedimenti di riordino, che sono stati incomprensibilmente anticipati e stralciati rispetto al riordino complessivo dello strumento militare di cui alla legge delega votata dal Parlamento, un dissenso forte e totale sia sul piano del merito che del metodo; ha riproposto la richiesta di blocco o, in subordine, di sospensione per almeno sei mesi; ha infine sottolineato che i tavoli locali per il reimpiego del personale non potevano essere considerati una benevola concessione del Sottosegretario, essendo un preciso e codificato obbligo contrattuale.
Ebbene, a fronte di tutto ciò, il Sottosegretario ha solo fatto gli auguri di Natale ed ha chiuso la riunione confermando l’attuazione dei provvedimenti e le connesse scelte organizzative, dando solo indicazione a SMD di emanare una direttiva per pianificare l’avvio e lo svolgimento delle procedure di reimpiego e convocando una ulteriore riunione di approfondimento per la seconda settimana di gennaio.
Dunque, solo schermaglie nella riunione odierna, tanto fumo e niente arrosto, atteso che i provvedimenti e relativa tempistica sono stati confermati. E temiamo che lo stesso avverrà nella riunione di gennaio, atteso che a quella data alcuni importanti Enti saranno già stati soppressi. Buon Natale!
Il Sottosegretario Magri seguito dal Capo di SMD gen. Abrate
Si è tenuta oggi al Gabinetto un incontro tra le OO.SS. e il Sottosegretario Magri, alla presenza di Rappresentanti di tutti gli SS.MM., SGD, Cdo Gen. CC e Igesan. Questi gli argomenti trattati:
1. Schema di Regolamento per il riordino delle scuole e degli istituti militari di formazione
Trattasi del provvedimento predisposto dall’Amministrazione in attuazione dell’art. 11, come 1 e 2, della Legge 135/2012, finalizzato a razionalizzare e a ottimizzare tutto il sistema delle scuole di formazione pubbliche nel contesto della c.d. “spending review”. Gli interventi previsti sono quelli illustrati nel corso delle recenti riunioni tecniche con SMA (vds. Notiziario n. 146 del 2 nov u.s.) e con SME (vds. Notiziario n.168 del 6 u.s.), mentre per gli interventi di interesse della Marina e dell’Arma CC, i rispettivi Organi Programmatori hanno omesso ogni informazione preventiva alle OO.SS. La FLP DIFESA ha denunciato questa inadempienza, in particolare per l’Arma (a Benevento, è stata data notizia al personale, dalla sera alla mattina, della chiusura della Scuola, con forte impatto sui media…)
2. Schema D.M. attuativo del taglio del 10% di organici/Uffici non dirig. disposto dalla L.148/2011
Sull’argomento, abbiamo riferito in vari nostri Notiziari precedenti (nn. 116 e 119/2011, e in maniera ancor più dettagliata nel Notiziari n. 12 del 23 gen. e n. 157 del 19 nov , ai quali rinviamo). Trattasi di un provvedimento provvisorio in attesa dell’attuazione della “spending review”, e prevede l’ulteriore riorganizzazione in chiave riduttiva (la terza, dal 2008 ad oggi) dell’area centrale del Ministero, che si traduce nella costituzione di un nuovo Reparto, il VI°, che tratterà di contenzioso e affari legali, e nella soppressione dell’ ex Geniodife, che viene riconfigurata all’interno di Segredifesa. Prevede anche la ricollocazione all’interno del 1° Reparto della ex CIVILSCUOLADIFE, rinominata CEFODIFE (Centro di formazione della Difesa), con le attribuzioni di cui all’art. 5, comma 3, dello schema di DM. In particolare, viene previsto la costituzione dell’ “Albo dei Docenti” (finalmente!!!) e di un “Comitato Scientifico”, al quale è demandata la predisposizione del piano annuale di formazione del personale. A tal riguardo, la nostra O.S. ha richiamato l’attenzione del tavolo sul fatto che, ai fini della messa a punto del predetto piano, non è previsto alcun confronto con le OO.SS. nazionali, che invece costituisce prassi costante in tutte le altre AA.PP. e ne ha richiesto l’introduzione nello schema di DM.
La “dimenticanza” si lega peraltro ad un’altra operazione contenuta nel provvedimento di che trattasi, quella della soppressione della ex 10^ Divisione (“Formazione, aggiornamento e riqualificazione”) che viene accorpata alla 2^ Divisione che tratta di mobilità e riordini e, da ora, anche di formazione. A giudizio della FLP DIFESA, il combinato disposto delle due cose offre una ulteriore dimostrazione della scarsa rilevanza che nella nostra Amministrazione assume la formazione, che è gestita in modo separato, poco trasparente e scoordinato, con modalità non al passo con i tempi, e al netto di ogni confronto con le OO.SS. A tal proposito, su nostra sollecitazione, il Vice Segretario Generale si è impegnato, di fronte a tutto il tavolo, di convocare entro il prossimo mese di gennaio una riunione con le OO.SS. nazionali sul tema “formazione”, che FLP DIFESA ha chiesto nella riunione a SGD del 3 ott. (si veda il Notiziario n. 131 dell’8.10.2012). Ulteriori rinvii, a questo punto, apparirebbero prese in giro.
L’ultima nostra annotazione riguarda i nuovi organici di SGD, DD.GG. e UU.CC. , che sul fronte del personale civile vengono corposamente ridotte, mentre decisamente molto di meno sul quello militare.
La questione si lega a quella, di strettissima attualità, relativa all’ipotesi di accorpamento “3 in 1” (Persociv-Persomil-Previmil) e legata alla imminente nuova riorganizzazione in chiave riduttiva discendente dalla L. 135/2012. A tal riguardo, a seguito di nostra pressante sollecitazione, il Sottosegretario ha dichiarato che l’ipotesi accorpamento ( e conseguente trasferimento di Persociv) è ancora allo studio, che la decisione sarà conseguente, e che non è escluso che la stessa possa essere assunta dal Ministro Di Paola, pur a Governo dimesso e a Parlamento sciolto. Affermazioni certamente poco rassicuranti, che inducono a mantenere alto lo stato di mobilitazione unitaria già in atto.
3. Riordino Sanita Militare in chiave interforze
Come noto, il riordino della Sanità militare in chiave interforze era uno dei punti oggetto della delega richiesta dal Ministro per la riforma dello strumento militare presentato ad aprile scorso al Senato. Mentre il disegno di legge delega (DDLD) era ancora all’esame della Commissione Difesa del Senato, il Ministro firma l’8 agosto una direttiva che prevede la soppressione di importanti strutture, al netto di qualsiasi informazione e confronto con le OO.SS. nazionali. La nostra O.S. intercetta a fine agosto questa Direttiva, la pubblica sul proprio sito (vds. Notiziario n. 117 del 7 set.), e viene giù il putiferio negli Enti interessati, tutti assolutamente all’oscuro. L’incontro con il Sottosegretario avviene a oltre due mesi di distanza dalla nostra richiesta (vds Notiziario n. 150 del 7 nov.), e in quella sede il dr. Magri conferma le scelte di soppressione, rinviando ad un successivo incontro con le OO.SS. la messa a punto delle “azioni” e della “tempistica” dei provvedimenti. Si comprende allora bene la nostra incredulità nel leggere la nota agli SS.MM. e Cdo Gen. CC a firma del Capo di SMD, che reca “azioni” e “tempistica” dei provvedimenti, e che risulta datata antecedentemente alla riunione del 7 nov. Ancora una volta la nostra O.S. intercetta questa nota, la pubblica sul proprio sito (vds. Notiziario n. 156 del 15 nov. u.s.) e viene per la seconda volta giù il diluvio, tenuto conto che alcuni Enti interessati apprendono di dover chiudere a distanza di un mese e mezzo! Oggi, a quasi un mese di distanza dalla nostra richiesta, la nuova riunione con il Sottosegretario. Nel suo intervento iniziale, il dr. Magri ha:
– confermato tutti i provvedimenti e la relativa tempistica di cui alla nota del Capo di SMD, e in primo luogo quelli che sopprimono al 31 dic. p.v. le attività medico legali dei DMML di Torino e Palermo e delle attività di altri Enti (Cdi Sanità di Padova e Napoli; Magasan di Caserta; etc.);
– precisato, per quanto attiene agli Enti in soppressione al 31 dicembre p.v., che il reimpiego del personale civile non presenta particolari difficoltà, atteso che tra le costituende posizioni (Poliambulatori Regioni Mil. Nord Torino e Sud Palermo; potenziamento di CESEL Palermo) e quelle disponibili in altri Enti delle Sedi interessate (oltre a Palermo e Torino, anche Padova e Napoli) vi è la necessaria capienza per il reimpiego in ambito Difesa (vds prospetto allegato consegnato in riunione);
– chiarito che non emergerebbero allo stato difficoltà particolari al reimpiego in ambito Difesa del personale civile in servizio negli altri Enti in soppressione nel 2013, ad eccezione di Caserta (a fronte della soppressione combinata di Magasan il 31 dic. p.v. e DMML il 31.03.2013, emergerebbero disponibilità solo in A.M. Grazzanise) e di Chieti (disponibilità Arma per reimpieghi in Enti CC Chieti), sedi nelle quali i Prefetti dovranno, su richiesta dell’A.D., convocare presto Conferenze dei Servizi;
– affermato che le scelte di soppressione nascono comunque da precise verifiche sui carichi di lavoro, che avrebbero evidenziato una insufficiente produttività di quegli Enti a fronte dei costi accertati.
Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha riproposto il proprio netto dissenso rispetto alla scelta del Ministro di procedere al riordino della Sanità Militare prima dell’approvazione della legge delega, che pure lo contiene (art. 2, comma 1, let b, sub 5); ha rappresentato che, in base agli elementi in proprio possesso frutto di recenti assemblee, non risultano i deficit di produttività dichiarati (abbiamo consegnato una nota RSU DMML Palermo); ha chiesto di rinviare ogni decisione al prossimo Ministro, riportando il riordino della Sanita nel solco tracciato dagli impegni del Ministro e dall’o.d.g. Cirielli votato all’unanimità dalla Camera e, in subordine, il differimento di sei mesi dei provvedimenti, anche per avere più tempo per attivare i percorsi previsti dagli emendamenti introdotti al Senato (convenzioni ed intramoenia). La risposta del dr. Magri è stata, come prevedibile, di totale chiusura, anche se se ne riparlerà in un prossimo incontro, che dovrebbe essere previsto per il 20 p.v.
Infine, su nostra sollecitazione anticipata da nota formale (Notiziario n. 168 del 6 dic u.s.), è arrivata la conferma in riunione che verranno poste in essere le procedure di reimpiego previste dal CCNI.
Il Ministro ammiraglio Di Paola colpisce ancora, e questa volta non solo il Sindacato ma, incredibile a dirsi, anche (e soprattutto) il Sottosegretario Magri che si era impegnato con le Forze sociali su una cosa mentre il suo Ministro era già andato verso un’altra direzione, che verosimilmente non era a conoscenza dello stesso Sottosegretario delegato alle relazioni sindacali. Una cosa veramente incredibile, mai successa, che dà veramente il senso di come Di Paola usa gestire i problemi, un modo oramai scopertamente pericoloso per la stessa nostra Amministrazione che sta davvero “affondando” (il giudizio è del COCER Interforze, che sottoscriviamo in pieno). Ma veniamo ai fatti!
Nella recente riunione del 7 u.s. con le OO.SS. nazionali, riunione concessa a “soli” due mesi dalla nostra richiesta del 3 settembre 2012, il Sottosegretario Magri si era impegnato a promuovere a breve un nuovo incontro con le forze sociali per la dovuta informazione e il naturale confronto con le OO.SS. sulle scelte concrete di carattere operativo in ordine ai provvedimenti di riordino della Sanità militare, e questo con particolare riferimento ai DMML – Dipartimenti di Medicina Militare legale (si legga, a tal riguardo, il nostro Notiziario n. 150 del 7 novembre 2012) . E a quella riunione eravamo presenti in tanti, e fanno fede, oltre al nostro Notiziario, anche i comunicati delle OO.SS. presenti che hanno tutte sottolineato questo aspetto e dato notizia dell’impegno preciso con noi assunto dal Sottosegretario.
Ebbene, mentre il dr. Magri si era impegnato in quella direzione, e noi non abbiamo motivo di ritenere che non lo avesse fatto in piena coscienza e consapevolezza, il Ministro aveva già deciso ogni cosa e assunto tutte le relative scelte operative, come dimostra senza tema di smentita la nota, che alleghiamo, a firma del Capo SMD, che in data 24 ott. 2012 ( e cioè due settimane prima della riunione con il Sottosegretario Magri) aveva già dettato ai Capi di SM delle FF.AA. e al Cdo Arma CC le “azioni” e “la tempistica” decise dal Ministro in merito al riordino della Sanità Militare in senso interforze.
Queste le decisioni e il relativo cronoprogramma contenuto nella nota a firma del gen. Abrate:
– costituzione dell’Ispettorato di Sanità Militare (IGESAN), già operativa a far data dal 1 novembre u.s.;
– soppressione dei Comandi Servizi Sanitari Nord (Padova) e Sud (Napoli) e del Direzioni di Sanità (La Spezia e Taranto) entro il 31.12.2012;
– conferma del Policlinico militare Celio di Roma quale unico “polo ospedaliero polifunzionale” e specialistico in materia di medicina d’urgenza, e trasformazione della struttura di Anzio in RS.A.;
– trasformazione dell’Ospedale Baggio di Milano in DMML entro il 31 gen. 2013, mentre per il Centro Ospedaliero di Taranto se ne prevede l’efficientamento entro la fine del corrente anno:
– soppressione dei DMML di Torino e Palermo entro il 31 dicembre p.v. e dei DMML di Firenze e Caserta entro il 31 marzo 2013, con previsione di successive scelte in ordine alla loro soppressione o riconfigurazione che viene demandata al Capo di SME, mentre per il DMML di Chieti la decisione è rinviata al 30 settembre 2013, il che apre evidentemente alcuni spiragli in ordine al mantrenimento della struttura (avevamo già detto che era questa una delle maggiori criticità del riordino);
– soppressione del Magasan di S. Maria Capua a Vetere (CE) entro il 31 dicembre p.v.
Tutto deciso dunque, e sin dal 24 ottobre 2012, e dunque due settimane prima della riunione con il Sottosegretario Magri e dei suoi impegni con le OO.SS..
Crediamo non ci sia bisogno di alcun ulteriore commento al riguardo.
In ogni caso, abbiamo richiesto a Sottosegretario un incontro urgente.
Nel pomeriggio di oggi si è tenuto al Gabinetto l’incontro da noi richiesto sul riordino della sanità militare, presieduto dal Sottosegretario Magri e alla presenza di rappresentanti di tutti gli OO.PP. .
Come si ricorderà (vds. Notiziario n. 117 del 3 set. u.s.), FLP DIFESA era venuta a conoscenza a fine agosto che, con lettera a sua firma prot. n. 004 del 9 agosto u.s. indirizzata al Capo di SMD, il Ministro Di Paola aveva espresso le proprie “valutazioni e direttive” per una nuova fase di riordino della Sanità Militare in chiave interforze dopo quella posta in essere negli anni 2005/2006. E questo, al netto di qualsiasi informazione e/o confronto con le OO.SS., ancora una volta tenute fuori in ordine a scelte aventi ricadute dirette sulla pelle dei lavoratori. Da qui, sempre in data 3 settembre, la nostra richiesta di incontro urgente al Sottosegretario, cui sono poi seguite analoghe richieste da parte di altre OO.SS.
Nel suo intervento introduttivo, il dr. Magri ha riepilogato i principali contenuti della Direttiva del Ministro, che brevemente richiamiamo nelle parti di maggior interesse: costituzione dell’Ispettorato di Sanità Militare (IGESAN) che coordinerà tutta l’area interforze, e che vedrà comunque il mantenimento all’interno di ogni singola F.A. di un proprio Vertice Sanitario; soppressione dei Comandi Servizi Sanitari Nord (Padova) e Sud (Napoli); conferma del Policlinico militare Celio di Roma quale unico “polo ospedaliero polifunzionale” e specialistico in materia di medicina d’urgenza, e mantenimento del Dipartimento lungodegenza di Anzio; depotenziamento dell’ Ospedale Baggio di Milano e sua trasformazione in “day hospital”, mentre per il Centro Ospedaliero di Taranto si prevede l’efficientamento; drastico ridimensionamento dei DMML (ne rimarranno 7, con soppressione dei Dipartimenti di Torino, Firenze, Chieti, Caserta e Palermo) e soppressione del Magasan di S. Maria Capua a Vetere (CE).
Due, in particolare, le precisazioni venute dal Sottosegretario: la prima, riguarda la tempistica di attuazione dei provvedimenti relativi ai Comandi di Padova e Napoli, che ne prevede la soppressione nel corrente mese di novembre; la seconda, più importante, riguarda invece i sopprimendi D.M.M.L., di cui si prevede l’azzeramento delle attuali funzioni medico-legali entro settembre 2013. Per essi, verrà comunque operata una attenta verifica sotto il profilo della convenienza e del costo-efficacia in ordine alla possibilità di mantenere in vita, in toto o in parte, le attuali strutture, ovviamente riconvertite attraverso l’individuazione di nuove incombenze funzionali anche riferibili alla c.d. “area di aderenza” delle FF.AA., sulle quali verrebbe dimensionata la necessità di professionalità civili che permarrebbero in loco, le altre dovendo naturalmente essere reimpiegate altrove. Il dr. Magri ha tenuto a sottolineare, e lo ha fatto più volte, che è comunque preciso impegno dell’Amministrazione di “tutelare” al massimo gli oltre 300 dipendenti civili toccati dal processo di riordino, fornendoci le più ampie garanzie al riguardo.
E’ poi iniziato il giro degli interventi delle Parti sindacali presenti (CGIL, CISL, UIL ed FLP), che, lo diciamo subito, hanno espresso valutazioni e proposte di segno sostanzialmente identico e in piena condivisione, il che ha offerto l’ennesima prova che, sul piano delle rivendicazioni, l’unità delle OO.SS. c’è.
Nel suo intervento, FLP DIFESA ha posto innanzitutto due questioni di ordine politico:
– la prima: perché si procede al riordino della sanità militare “prima” e “al di fuori” del processo di riforma complessiva dello strumento militare che sta dentro il disegno di legge delega attualmente al vaglio delle Camere? Perché questa fuga in avanti? La cosa appare del tutto ingiustificata, anche perché si dimostra irriguardosa nei confronti delle prerogative del Parlamento.
– la seconda: perché nelle tante riunioni che sono state fatte in questi mesi con Ministro e Sottosegretario mai si è accennato ad una eventualità di questo genere, e ancora una volta dobbiamo assistere a scelte operate al netto di ogni confronto con le OO.SS.? Ancora una volta, siamo di fronte a un metodo inaccettabile, l’ esclusione delle Parti sociali dal coinvolgimento sulle scelte da fare.
A tal riguardo, insieme con tutte le altre OO.SS., abbiamo richiamato la necessità che l’Amministrazione fornisca in tempi rapidissimi tutte le risposte in merito alla vicenda relativa al trasferimento di sede di Persociv e alla ventilata ipotesi di accorpamento a tre (Persociv-Persomil-Previmil), naturalmente inserite nel contesto più generale delle scelte relative alla riorganizzazione discendente dai tagli della L.135. Ove così non fosse, le OO.SS. sarebbero pronte a riscendere in piazza. Come appare altrettanto urgente e non più rinviabile il confronto sulle scelte delle FF.AA., alcune delle quali stanno portando avanti operazioni di riordino anch’esse al netto di ogni confronto preventivo con le OO.SS. nazionali: è notizia di questi giorni la scelta della Marina di scorporare il DSD dagli Arsenali, ponendolo all’interno della nuova struttura logistica a sua volta inserita nel costituendo Com. Log. M.M..
Tornando al riordino della sanità militare, queste le considerazioni svolte da FLP DIFESA: in merito ai provvedimenti annunciati, la nostra O.S. condivide la costituzione di IGESAN, la previsione di Vertici sanitari di F.A., il potenziamento del Policlinico Celio e l’efficientamento del Ce.Osp. Taranto; non condivide in alcun modo il depotenziamento dell’Ospedale Baggio di Milano ridotto a “day hospital”, davvero un lusso ( e uno spreco) per una struttura che ha fatto la storia della sanità militare; FLP DIFESA non condivide altresì la scelte relative alle soppressioni previste dalla Direttiva del Ministro, ed in particolare quelle riferite ai D.D.M.L., che ci sembra, in ragione delle incombenze ad essi iscritte, producano in prospettiva più danni di quelli che l’A.D. ritiene essere alla base del taglio. A tal riguardo, la nostra O.S. ha fornito all’Amministrazione le note intersindacali provenienti da Palermo e da Chieti, dove si evidenziano le situazioni di maggiore criticità (in allegato).
In generale, ha continuato la nostra O.S., ancora una volta ci troviamo di fronte a tagli ispirati da una evidente logica di risparmio economico. Una logica comprensibile, ma che in relazione al particolare settore d’intervento (strutture, strumentazioni e professionalità specialistiche) dovrebbe interrogare tutti sulla sua reale efficacia. Abbiamo segnalato al tavolo di aver letto in questi giorni relazioni di Gruppi di lavoro che, in ordine a soppressioni di strutture sanitarie, ne denunciavano i maggiori costi rispetto allo stesso loro mantenimento in vita, e per questo abbiamo sollecitato una ulteriore riflessione da parte dell’Amministrazione.
E’ praticabile e credibile un’alternativa in tal senso? A nostro avviso, e lo abbiamo detto in chiaro al tavolo, un’alternativa è possibile se si cambia la direzione di marcia, rendendo le strutture sanitarie militari punti di erogazione anche di sanità civile. L’emendamento votato dalla Commissione Difesa e inserito nel testo del disegno di legge delega uscito dal Senato, pur diverso da come inizialmente concepito dai proponenti (on. Pinotti e altri) e da noi fortemente sollecitato, offre sotto questo profilo una opportunità nuova che va colta laddove fa espresso riferimento ad una riorganizzazione della sanità militare “sulla base di convenzioni stipulate tra Ministero della Difesa, Ministero della Salute, MEF e le Regioni interessate..”. A tal riguardo, esiste già una “convenzione quadro” sottoscritta da SMD e Regione Lazio; altre se ne potrebbero utilmente aggiungere, nel cui contesto verrebbero ad inserirsi le convenzioni specifiche interessanti le singole strutture sanitarie. E utile potrebbe venire anche l’emendamento votato l’altro giorno al Senato sull’attività intramoenia. A nostro avviso, é una strada da seguire e un percorso da intensificare.
Ultima informazione. Dietro precisa richiesta della nostra O.S., l’Amministrazione ha assicurato che, nelle more delle scelte da operare, la soppressione delle strutture riguarda per ora solo le loro funzioni, e non implica alcun movimento di personale. Operate le scelte, nel caso in cui si rendessero necessarie ricollocazioni di personale, verranno attuate le procedure di reimpiego con le regole vigenti.
Il confronto sul riordino della sanità militare proseguirà a breve con una nuova riunione.
L’Ospedale Baggio di Milano, che sarà fortemente ridimensionato
FLP DIFESA è venuta a conoscenza che, con lettera a sua firma prot. n. 004 del 9 agosto u.s. indirizzata al Capo di Stato Maggiore Difesa, il Ministro amm. Gianpaolo Di Paola ha espresso le proprie “valutazioni e direttive” per il nuovo riordino della Sanità Militare in senso interforze.
Trattasi del secondo riordino in chiave interforze dopo quello posto in essere negli anni 2000, avvenuto nel 2005/2006 e discendente dal D. Lgs. 253/2005 (riordino area operativa), e che vide la nascita dei DMML (Dipartimenti Militari di Medicina Legale) e la riorganizzazione/soppressione dei vecchi Ospedali Militari, primo fra tutti quello di Bari che fu oggetto di un forte contenzioso tra le Parti.
Giova ricordare a tal proposito come quel primo riordino avvenne in un contesto di relazioni sindacali profondamente diverso da quello attuale, essendo stato gestito attraverso un sistema di regole fissato da specifico protocollo d’intesa sottoscritto dalle Parti in data 6.12.2006 (si veda il Notiziario FLP DIFESA n. 141 del 7.12.2006), a sua volta ispirato dall’accordo madre in materia di “regole della relazioni sindacali nei processi di riorganizzazione” che era stato sottoscritto in data 29.11.2006 dalle OO.SS. nazionali e dal Sottosegretario delegato pro tempore (vds. Notiziario FLP DIFESA n. 137 di pari data).
La lettura di questi documenti qui allegati dà la misura della differenza con i tempi attuali: allora le OO.SS. erano a tavoli uniti, e i risultati si vedevano; oggi, per volontà di CGIL-CISL-UIL, ci sono i tavoli separati, e anche per questo le decisioni si assumono senza neanche informare il Sindacato, come è avvenuto per questo secondo riordino della Sanità Militare. Crediamo ci sia materia di utile riflessione per qualcuno!
Queste le scelte di riordino più importanti che emergono dalla lettura della lettera del Ministro:
– costituzione dell’Ispettorato di Sanità Militare, che coordinerà tutta l’area della Sanità interforze, che vedrà comunque il mantenimento all’interno di ogni singola F.A. di un proprio Vertice Sanitario;
– soppressione dei Comandi Servizi Sanitari Nord (Padova) e Sud (Napoli);
– conferma del Policlinico militare Celio di Roma quale unico “polo ospedaliero polifunzionale” e specialistico in materia di medicina d’urgenza, e mantenimento del Dipartimento lungodegenza di Anzio ; al contempo, depotenziamento dell’Ospedale Baggio di Milano e sua trasformazione in “day hospital”;
– drastico ridimensionamento dei DMML (ne rimarranno 7, con chiusura di Palermo, Firenze, Chieti etc.).
La tempistica di attuazione indicata dallo stesso Ministro appare davvero stringente, e prevede entro fine mese la “road-map” di dettaglio con le date di attuazione dei provvedimenti” . Una velocizzazione davvero notevole, fatta di scelte che hanno lasciano finora completamente fuori le OO.SS. nazionali.
Noi non entriamo per il momento nel merito di queste scelte; solleviamo però sin da subito fortissime riserve sul metodo che è stato sinora seguito, e poniamo essenzialmente due questioni:
– la prima: perché si procede al riordino della sanità militare “prima” e “al di fuori” del processo di riforma complessivo dello strumento militare che sta dentro il disegno di legge delega attualmente all’attenzione de Senato? Perché questa fuga in avanti che esclude il coinvolgimento del Parlamento?
– la seconda: perché nelle tante riunioni che sono state fatte in questi mesi con Ministro e Sottosegretario mai si è accennato ad una eventualità di questo genere e ancora una volta le scelte sono state operate al netto delle OO.SS.? Ancora una volta, ci troviamo di fronte a un metodo inaccettabile:varie riunioni con le OO.SS. naz., ma sistematica esclusione dal coinvolgimento effettivo sulle scelte.
In relazione a quanto sopra, abbiamo inviato al Sottosegretario richiesta di incontro urgente.
Notiziario n. 176 del 20 dicembre 2012 – Si è tenuta nel primo pomeriggio di oggi la terza riunione a tavoli uniti fra il Sottosegretario Magri e le OO.SS. Nazionali, alla presenza di autorevoli Rappresentanti delle AA.CC. Scopo dell’incontro, l’ulteriore approfondimento sul riordino della Sanità Militare in chiave interforze, messo in agenda a conclusione della […]
Notiziario n. 174 del 13 dicembre 2012 – Si è tenuta oggi al Gabinetto un incontro tra le OO.SS. e il Sottosegretario Magri, alla presenza di Rappresentanti di tutti gli SS.MM., SGD, Cdo Gen. CC e Igesan. Questi gli argomenti trattati: 1. Schema di Regolamento per il riordino delle scuole e degli istituti militari di […]
Notiziario n. 156 del 15 novembre 2012 – Il Ministro ammiraglio Di Paola colpisce ancora, e questa volta non solo il Sindacato ma, incredibile a dirsi, anche (e soprattutto) il Sottosegretario Magri che si era impegnato con le Forze sociali su una cosa mentre il suo Ministro era già andato verso un’altra direzione, che verosimilmente […]
Notiziario n. 150 del 7 novembre 2012 – Nel pomeriggio di oggi si è tenuto al Gabinetto l’incontro da noi richiesto sul riordino della sanità militare, presieduto dal Sottosegretario Magri e alla presenza di rappresentanti di tutti gli OO.PP. . Come si ricorderà (vds. Notiziario n. 117 del 3 set. u.s.), FLP DIFESA era venuta […]
Notiziario n. 117 del 3 settembre 2012 – FLP DIFESA è venuta a conoscenza che, con lettera a sua firma prot. n. 004 del 9 agosto u.s. indirizzata al Capo di Stato Maggiore Difesa, il Ministro amm. Gianpaolo Di Paola ha espresso le proprie “valutazioni e direttive” per il nuovo riordino della Sanità Militare in […]