Nella prima mattinata di oggi, si è tenuta presso la Camera dei Deputati l’audizione delle OO.SS. della Difesa in merito agli schemi di decreti attuativi della delega di cui alla legge 31.12.2012, n. 244 sul riassetto organizzativo in chiave riduttiva delle Forze Armate. L’audizione, da noi richiesta con nota del 23 set. 2013, è avvenuta di fronte alle Commissioni Difesa dei due rami del Parlamento riunite in seduta congiunta, ed è stata presieduta dal Presidente della Commissione Difesa della Camera, on. Elio Vito.
In previsione di questa importante scadenza, FLP DIFESA ha predisposto un documento molto dettagliato, che alleghiamo al presente Notiziario, consegnato al Presidente Vito ma illustrato solo in parte in considerazione dei tempi estremamente risicati assegnati agli interventi delle OO.SS. (5 minuti!)
Il nostro documento si compone di quattro parti: nella prima, propone alcune considerazioni preliminari che fanno da sfondo alle scelte di riordino; nella seconda, trovano posto le nostre osservazioni sui contenuti della legge delega, osservazioni, come noto, molto critiche che hanno a suo tempo portato la nostra O.S. a scendere in piazza (6 luglio 2012) per chiedere modifiche profonde al disegno di legge delega; la terza parte dà conto delle buone risultanze dei confronti di luglio tra l’Amministrazione e le Parti sindacali che hanno portato a importanti modifiche/integrazioni dei testi dei decreti attuativi originariamente predisposti dall’Ufficio Legislativo; infine, la quarta e ultima parte contiene le nostre proposte in merito alle criticità che, a nostro avviso, continuano a permanere all’interno degli schemi adottati dal Consiglio dei Ministri, parte dei quali derivanti dalla espunzione di parti di testo convenuti con le OO.SS. e che poi sono stati poco comprensibilmente cancellati negli schemi usciti da Palazzo Chigi.
In audizione, la FLP DIFESA ha affermato di essere stata sempre consapevole della necessità di operare una revisione in senso riduttivo dello strumento militare, esigenza necessaria alla luce dei corposi tagli al bilancio intervenuti nel corso degli ultimi anni, e finalizzata al riequilibrio del bilancio della Difesa (70% personale; 18% investimenti e 12% esercizio). A fronte di questa situazione, noi ci saremmo attesi due cose: in primis, una analisi approfondita delle cause che hanno prodotto la lievitazione abnorme delle spese del personale (oltre il 70%, venti punti sopra la media europea, e per il 90 % riferibile ai costi complessivi del personale militare). In secondo luogo, avremmo voluto che l’operazione riduzione diventasse l’occasione per un profondo ripensamento sul ruolo, sui compiti e sulle funzioni del personale civile, muovendo con decisione nella direzione di quella “civilizzazione” che è stata la grande incompiuta della prima riforma Andreatta e che, se recuperata pienamente, avrebbe costituito di per sé la leva per una più efficace spending review, atteso che, a parità d’impiego, i costi di personale civile sono decisamente inferiori a quelli di personale militare. Così purtroppo non è stato, e la logica unica che ha ispirato le scelte di riduzione è stata solo quella dei tagli degli organici che, lo dimostrano i numeri richiamati nel nostro documento, ancora una volta ha penalizzato di più la componente civile, e che ancor più la penalizza per quanto attiene le diverse opzioni previste per la gestione delle eccedenze. Ebbene, pur a fronte dei contenuti allo stato immodificabili di quella delega, rispetto ai quali sarebbe stata a suo tempo necessaria un’azione più decisa del fronte sindacale che purtroppo è mancata, qualche novità positiva c’è stata, frutto dell’azione unitaria del Sindacato nei confronti di luglio. Ma non basta, evidentemente, atteso che permangono nei testi alcune importanti criticità, rispetto alle quali FLP DIFESA ha formulato alcune proposte emendative indicate nell‘ultima parte del documento (punto 4.), in particolare su “depotenziamento” di SGD, transiti nei ruoli civili, reimpieghi/mobilità e assunzioni.
Il sen. Bruno Alicata, relatore in Commissione Difesa
Mercoledì 9 ottobre u.s. è stato formalmente avviato dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato l’esame dei due schemi di decreto legislativo attuativo della legge delega 244/2012 sulla riduzione dello strumento militare, che dovrà concludersi con il “parere” di rito entro il prossimo 1° dicembre. Ma mentre la Commissione Difesa della Camera ha rinviato alla prossima riunione l’intervento dei propri relatori, in quella del Senato si sono già svolte le relazioni illustrative, affidate ai senn. Vattuone (PD) e Alicata (PDL) (si vedano i “resoconti” pubblicati in questa stessa pagina).
Il sen. Vattuone si è occupato del primo dei due decreti attuativi, quello sui nuovi assetti ordinamentali. Dopo aver ricordato che l’attuazione della delega avverrà “tramite la tecnica della novella al Codice dell’ordinamento militare di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010” e le finalità in termini di riduzione e di riequilibrio della spesa (50% su personale; 25 % su investimenti e esercizio), il relatore ha ricordato innanzitutto “la novella all’articolo 15 del Codice, che, riproducendo le funzioni e i compiti attualmente previsti per il Ministero della Difesa, ne demanda infatti la ripartizione tra le aree e gli uffici a un regolamento di organizzazione”, che, lo ricordiamo, dovrà anche ripartire le funzioni e i compiti tra le due componenti del personale con “tendenziale attribuzione di quelli tecnici e amministrativi al personale civile”. Ha poi passato in rassegna la riorganizzazione delle diverse aree delle FF.AA. e i diversi provvedimenti di riduzione, pari al 31% dell’attuale assetto, che dovranno essere ultimati entro il 2018.
Ha poi preso la parola il sen. Alicata (PDL) che ha invece relazionato sul secondo dei due provvedimenti (quello sul personale). Ha ricordato innanzitutto i tagli previsti al 2024 (10.000 unità civili e 33.000 militari), ma anche quelli ex DL 95/2012, già effettuati nei ruoli civili (DPCM 23.01.2013) e da effettuare nei ruoli militari al 31.12.2015 con organico fissato a 170.000 unità, e segnalando al contempo anche i tagli importanti sul fronte dirigenziale. Ha quindi affrontato la questione relativa alla gestione del personale in eccedenza, con le diverse opzioni sul fronte del personale militare, molto più rassicuranti e garantiste rispetto a quelle, molto meno rassicuranti, sul fronte civile che prevedono in ultima istanza anche il collocamento in disponibilità. C’è un passaggio nell’intervento del sen. Alicata che ci ha particolarmente colpito: è quello in cui si afferma che per il personale militare non dirigente in eccedenza “sono invece previsti transiti a domanda nei ruoli del personale civile dell’amministrazione della difesa o di altre amministrazioni pubbliche (nell’ambito dei posti resi disponibili dalle amministrazioni interessate entro il limite delle relative facoltà assunzionali)”. Dunque, ad avviso del relatore, le due fattispecie di transito (verso i ruoli civili della Difesa, la prima; verso le altre PP.AA., la seconda) sarebbero regolate in modo analogo (su istanza individuale e entro il limite delle rispettive facoltà assunzionali). Bene, ad essere franchi, confessiamo di aver avuto una diversa impressione, anche in considerazione della modifica del testo operato dal Consiglio dei Ministri che, all’art. 2209 quater (transiti verso i ruoli civili Difesa), aveva espunto la frase concordata con le OO.SS. “nell’ambito del 20% delle relative facoltà assunzionali” e nella quale, va detto, non era comunque stato previsto il transito solo a domanda. Ovviamente, sosterremo a spada tratta l’interpretazione del sen. Alicata che, ove così fosse, ci risolverebbe davvero un gran problema. Il relatore ha infine affrontato le questioni che riguardano il personale civile (rimodulazione triennale degli organici e piani di riassorbimento delle eccedenze), e ha ricordato la riserva del 15% in materia di mobilità verso altre PP.AA. e l’estensione a 60 mesi del periodo utile a fruire del collocamento in disponibilità.
Ultima annotazione: mentre è già partito l’esame delle Commissioni Difesa, non ci sono ancora notizie in merito alla ripresa del confronto con le OO.SS., su cui il vertice politico si era impegnato a luglio. Abbiamo pertanto inviato al Sottosegretario Pinotti la nota che alleghiamo al presente Notiziario.
Mercoledì 9 ottobre p.v. inizierà l’esame parlamentare dei due schemi di decreti attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 sulla riduzione dello strumento militare. A due mesi esatti dalla loro adozione in prima lettura dal Consiglio dei Ministri (CdM), il 2 ottobre u.s. entrambi i provvedimenti sono stati assegnati ad ambedue le Commissioni Difesa (Atto n. 32, lo schema di D. Lgs. sugli assetti ordinamentali; Atto n. 33, lo schema di D. Lgs. sul personale, tutti e due pubblicati in questa stessa pagina come allegati). Successivamente, i Presidenti La Torre e Vito hanno nominato i relatori nelle persone dei rispettivi Capogruppi di PD e PDL: i senn. Vattuone e Alicata (per il Senato) e gli onn. Scanu e Cicu (per la Camera).
L’esame parlamentare dei due provvedimenti dovrebbe dunque procedere parallelamente, ancorchè separatamente, all’interno delle due Commissioni. Nel corso della prima riunione del 9 p.v., dovrebbero essere fissati i tempi per la relazione dei relatori (potrebbe essere martedì 15 ottobre) e, soprattutto, dovrebbe essere definito il calendario delle audizioni. Auspichiamo che vengano sentite anche le rappresentanze del personale, e dunque le OO.SS. della Difesa e i COCER interforze: per quanto ci riguarda, FLP DIFESA ha già formalizzato la richiesta di audizione con la nota inviata in data 23 settembre u.s. ai due Presidenti delle Commissioni Difesa, che ripubblichiamo in questa stessa pagina. L’esame delle Commissioni dovrà comunque necessariamente concludersi entro 60 giorni dalla data di assegnazione, con l’espressione del relativo “parere” che sarà di carattere esclusivamente consultivo; successivamente, il CdM provvederà alla definitiva adozione dei due provvedimenti attuativi, anche recependo le osservazioni e le proposte eventualmente contenute nei due pareri. Infine, come ultima tappa, ci sarà la pubblicazione dei due decreti in G.U., che dovrà accadere entro i 12 mesi dalla data di pubblicazione in Gazzetta della legge delega n. 244/2012, avvenuta in data 16 gennaio 2013 (G.U. n. 13).
Dopo avere così delineato il percorso, ancora lungo come si vede, che dovrà portare all’entrata in vigore dei due decreti, proviamo ora a mettere a fuoco le principali questioni sul tappeto. I colleghi ricorderanno certamente gli esiti positivi dei confronti di luglio tra l’Amministrazione e le OO.SS. nazionali: rispetto ai testi messi a punto dall’Ufficio Legislativo, molte le integrazioni e le modifiche positivamente operate su proposta unitaria delle OO.SS. (tra queste: previsione di “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi al personale civile; rimodulazione delle norme riferite agli Stabilimenti dell’area industriale; riserva del 15% nella mobilità verso le altre AA.PP. per il personale civile della Difesa; risparmi derivanti dai riordini destinati in quota parte a FUA e formazione; e altre). Ma i testi adottati dal CdM evidenziano però anche dei punti di forte arretramento rispetto a quanto concordato nei confronti di luglio: la mancata previsione del limite assunzionale nei transiti del personale militare in esubero verso i ruoli civili della Difesa; la cancellazione dell’espresso riferimento alla “contrattazione decentrata d’amministrazione” per i reimpieghi; la cancellazione per i civili dell’opzione “esenzione” , mantenuta invece, e in che termini, per i militari. A questo, vanno poi aggiunti i punti su cui si era deciso di rinviare a settembre il confronto: la previsione del 50% di riserva dei posti nei concorsi civili per i volontari; la previsione di mobilità su base regionale nei piani triennali; e altre ancora.
Ebbene, a luglio avevamo concordato con il Ministro di riprendere il confronto sui testi usciti dal CdM subito dopo la pausa estiva. E’ già trascorso oltre un mese, il tempo stringe, è tempo di riavviare il tavolo.
Concludiamo con una informazione: in relazione alla denuncia resa in Parlamento dal Coordinatore di “Rete Italia Disarmo” circa l’acquisizione di tre veicoli F35 pur a fronte del temporaneo stop imposto dalla mozione votata il 26 giugno u.s., il Ministro Mauro è stato invitato a riferire in Commissione Difesa.
Stretta di mano tra Letta e Alfano dopo il voto di fiducia
Nel momento in cui scriviamo, solo da qualche minuto il Senato ha votato a larga maggioranza la fiducia al Governo Letta dopo una settimana estremamente travagliata e dai contorni a tratti incomprensibili e paradossali, e lo stesso si accinge a fare tra qualche ora la Camera dei Deputati.
Il voto di fiducia assicura continuità all’attuale esecutivo, e dunque anche al Vertice politico della Difesa, la cui azione potrà ora riprendere secondo le direttrici politiche tracciate dal Ministro nel corso della sua prima audizione parlamentare (vedasi Notiziario n. 58 del 20 maggio u.s.) e, per quanto attiene le questioni che afferiscono alle relazioni sindacali, nel solco degli impegni assunti con le OO.SS.
Proviamo a metter in fila le questioni sulle quali dovrà svilupparsi prioritariamente il confronto con l’Amministrazione.
Al primo posto, ci sono naturalmente i Decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare (Legge 31.12.2012, n. 244). Come i colleghi ricorderanno, l’8 agosto u.s. il Consiglio dei Ministri ha adottato i due schemi di decreto legislativo, che dovranno ora passare all’esame delle Commissioni Difesa che dovranno esprimere il “parere” entro 60 giorni dall’assegnazione. Nella parte d’interesse del personale civile, quei provvedimenti recano punti concordati con i Sindacati e anche novità in positivo, ma fanno anche registrare, purtroppo, punti di arretramento rispetto alle cose convenute negli incontri di luglio con le Parti sociali, e punti irrisolti e rinviati a successivi confronti. Ebbene, tenuto conto dei ristretti limiti di tempo per il varo dei decreti attuativi, è urgente, a nostro avviso, riprendere il confronto tra le Parti: c’è ancora troppa distanza tra lavoratori civili e militari nelle opzioni offerte al personale eccedentario, e questa forbice deve essere riavvicinata in un qualche modo.
Nel stesso contesto delle problematiche comunque afferenti ai decreti attuativi, si iscrivono altre questioni per noi di prioritaria importanza, che qui brevemente proviamo a richiamare per punti:
– Mobilità e reimpieghi: c’è nel testo dello schema di decreto sul personale la previsione di mobilità interna non a domanda su base regionale, ed è un nodo che va affrontato, altrimenti nel 2016 potremmo trovarcelo sul groppone; e c’è poi la necessità, alla vigilia di una nuova e corposa fase di riordino, di rivisitare la procedura contrattuale di reimpiego fissandone meglio i tempi, i percorsi e le modalità.
– Tabella di corrispondenza tra gradi militari e inquadramenti civili: è uno dei nodi gordiani, da affrontare rapidamente; la nostra proposta è quella emersa unitariamente nei confronti di luglio, è che si traduce molto semplicemente in questa semplicissima equazione: Sottufficiali in area 2^ e Ufficiali in area 3^.
– Funzione e compiti del personale civile: abbiamo apprezzato l’apertura contenuta nello schema di decreto “ordinamentale” (“tendenziale attribuzione di funzioni e compiti tecnico-amministrativi…..”), ora però occorrerà declinarla puntualmente e fissarla nel redigendo “Regolamento” e anche all’interno del d.d.l. di riforma dei ruoli e delle carriere di cui al comunicato del C. dei Ministri dell’8 agosto u.s.
– Area industriale: lo schema di decreto attuativo reca alcune importanti e significative novità richieste dal Sindacato, ma che non sono sufficienti evidentemente a rilanciare un’area ritenuta strategica dalla stessa A.D.. Occorre far ripartire il confronto su un progetto di riefficientamento di Poli e Arsenali.
– Ridefinizione organici: a distanza di oltre nove mesi dall’entrata in vigore del DPCM 23.01.2013, è il caso di avviare rapidamente il confronto sulla loro articolazione in profili e sulla distribuzione tra gli OO.PP.
Infine, c’è la questione dei pensionamenti in soprannumero che reca dietro di sé le problematiche innescate dal D.L. 101 con riferimento all’ assunzione dei vincitori di concorso, che appare essenziale per la stessa area industriale.
Tanta carne al fuoco, dunque, e per questo è bene riprendere prestissimo il confronto tra A.D. e OO.SS. su tutte le materie di cui sopra.
Attendiamo pertanto di essere convocati a breve.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 106 del 24 settembre 2013 –
I generali Borrini (SCapo di SME) Bernardini (Cte del FOT) e Stano (Cte del COFODIN Di padova)
Nel primo pomeriggio di oggi, si è tenuta a palazzo Esercito una sessione informativa, su tavoli separati, presieduta dal Capo Ufficio OO.FF. (Organizzazione delle Forze) di SME-RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria) col. Antonello Vespaziani, e relativa ad alcuni provvedimenti di riordino che naturalmente si inquadrano nel contesto più generale della riduzione dello strumento militare in attuazione della legge n. 244/2012, con le accelerazioni impresse dalla L. 135/2012 (spending review).
Di seguito, una sintesi del confronto, con riferimento alle diverse aree e alle posizioni da noi espresse.
* Area di vertice – Due i provvedimenti previsti: la Sezione Prevenzione e Protezione di SME transita alle dipendenze del Sottocapo SME (l’incarico è stato da poco assunto dal gen. G.B. Borrini, già Cte del 1° FOD, a sua volta sostituito dall’ex capo del DIPE e dal 3 p.v. Cte del COFODIN di Padova, gen. B. Stano); ridenominazione di quattro Uffici dell’area C4. Entrambi senza effetti sulle posizioni civili.
* Area della Formazione – Sono previsti: il cambio di dipendenza dal 1 ott. p.v. delle Scuole di Fanteria e di Cavalleria dal CESIVA (Centro Sistemi Validazione) al Cte per la Specializzazione del COMFORDOT; il potenziamento della presenza civile a Capo Teulada con l’inserimento di 30 posizioni presso il costituendo Centro di Addestramento tattico nel quadro del “progetto SIAM” legato al mantenimento dei 3 poligoni della F.A e al maggior utilizzo di simulatori per l’addestramento; la soppressione dell’Infermeria Unificata del Rgt. Cecchignola di Roma, rispetto al quale provvedimento la nostra O.S. ha chiesto e ottenuto assicurazioni da parte di SME in merito al reimpiego dei tre civili.
* Area Territoriale – A parziale variante di quanto a suo tempo illustrato (si veda il Notiziario n. 49 del 19.04.2011), in conseguenza di intervenute esigenze di carattere tecnico e normativo, la F.A. costituirà nel 2014 un Centro Gestioni Archivi (CGA) presso la sede dell’ex CERICO di Candiolo-Torino (il provvedimento in questione è inserito tra i provvedimenti dell’Esercito contenuti nello schema di Decreto attuativo c.d. “ordinamentale” della delega ex L.244/2012). Il CGA dovrà stoccare e gestire, nell’immediato, la documentazione attualmente giacente presso le sedi di Bologna, Bari, S. Maria Capua Vetere (CE) e Genova, e probabilmente provvedere anche alla sua digitalizzazione. A tal riguardo, è già stato costituito presso Candiolo, con soli militari, il “Nucleo Iniziale di Formazione” (NIF), che la F.A. potenzierà con 15 civili del settore amministrativo (1 Funzionario e 14 tra Assistenti/Addetti). A seguito di precisa richiesta della nostra O.S., RPGF E DIPE hanno assicurato che l’alimentazione di personale del costituendo CGA sarà effettuata attraverso la ricognizione di disponibilità di lavoratori interessati della sede di Torino, con priorità per quelli già reimpiegati dell’ex CERICO di Candiolo.
* Area Logistica – Nel contesto della riorganizzazione dell’area, è prevista la costituzione (nel 2013) dei Comandi di settore (Cdi Tramat, Commissariato, Sanvet e Tecnico), che nascono per riorganizzazione degli attuali Dipartimenti (si veda, a tal proposito, il Notiziario n. 10 del 24.01.2013). A seguito della troppo accelerata soppressione dei Comandi Sanità Nord e Sud intervenuta nel contesto del riordino della Sanità militare voluta fortemente dall’ex Ministro Di Paola, si pone oggi la necessità di accelerare la costituzione del Comando Sanità e Veterinaria , che impiegherà 12 civili tutti di 2^ area, 4 provenienti dall’ex Dipartimento Veterinaria e n. 8 dall’ex Dipartimento Sanità.
Questi gli argomenti all’o.d.g. trattati in riunione, segnalando ai colleghi interessati che sul questa stessa pagina sono pubblicate le slides predisposte da SME e utilizzate per l’illustrazione dei provvedimenti.
Come ultimo punto, su nostra formale richiesta, abbiamo ridiscusso con SME-RPGF delle dotazioni organiche civili del costituendo Comando Forze Difesa Interregionale Nord (COFODIN) di Padova, che nasce per riconfigurazione del CME Veneto e acquisizione delle funzioni del sopprimendo CEDOC, e nel quale andrà a confluire nel 2014 il personale del sopprimendo Comando Logistico Nord di Padova. Come si ricorderà (si veda il Notiziario n. 80 dell’11 luglio 2013), SME-RPGF ha illustrato in data 10 luglio alle OO.SS. nazionali la struttura organizzativa e le dotazioni organiche del costituendo (dal 3 ottobre p.v.) COFODIN di Padova. In quella sede, FLP DIFESA fece presente che “sotto il profilo delle quantità, la dotazione del nuovo Ente offre dunque sufficienti garanzie (157 unità previste a fronte delle 167 oggi complessivamente effettive nei tre Enti”, ma anche che “per avere il quadro completo di situazione, occorre anche conoscere, oltre alla struttura organizzativa dell’Ente, anche l’articolazione degli Uffici/Sezioni e le professionalità previste al loro interno con i relativi incarichi”, e chiese pertanto di conoscere questi elementi mancanti, che solo successivamente furono comunicati alle OO.SS. territoriali e alle RSU. Si rese allora evidente che, a fronte delle attuali nove posizioni organiche previste nei tre Enti originari (CME Veneto, CEDOC e COMLOG Padova), la struttura del COFODIN ne prevedeva la cancellazione di ben sette. Una scelta che abbiamo ritenuto fortemente inadeguata, sia per la rilevanza del nuovo Ente sia soprattutto in considerazione degli impegni assunti dal Ministro Mauro nei confronti delle OO.SS. nazionali a seguito del confronto sui decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare, che si erano tradotti nella previsione della “tendenziale attribuzione di funzioni e compiti tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale” che ha trovato posto nel novellato art. 15 C.O.M., inserito dello schema di decreto attuativo “ordinamentale”. Da qui la nostra richiesta di incontro inviata a SME il 9 u.s., che è pubblicata come allegato su questa stessa pagina.
A seguito della nostra iniziativa, nel corso della riunione odierna, SME-RPGF ha espresso la propria disponibilità a integrare i due già previsti incarichi di Capo Sezione attribuiti a funzionari civili (“Sz. Matricola dell’Uf. Amministrazione” e “Sez. Documentazione dell’Uf. Documentale”) con altri tre nuovi incarichi di Capo Sezione da attribuire a funzionari civili presso le Sezioni “Personale civile dell’Ufficio Personale” (il col. Vespaziani ha precisato comunque che la iniziale non previsione di detto incarico era solo frutto di un refuso), e “Provvedimenti medico-legali” e “Matricola, Disciplina e Anagrafica e Gestione Archivi dell’Ufficio Documentale” del costituendo COFODIN di Padova. La riconnotazione di queste tre posizioni organiche sarà sottoposta a breve alla decisione del Capo di SME-RPGF.
Nel prendere positivamente atto di questa disponibilità di SME-RPGF, abbiamo anche segnalato che il nascente COFODIN non prevede al suo interno il “Centro di Sicurezza Antinfortunistico, Medicina e Igiene del lavoro” con competenza interregionale, al cui interno opera peraltro anche il RSPP, attualmente previsto dalla struttura del COMLOG Nord, che nel 2014 confluirà nel COFODIN. Una assenza a nostro avviso preoccupante, che avevamo inizialmente legato alla disposizione emanata dalla F.A. sulla destinazione dell’incarico di RSPP solo a personale militare, poi opportunamente modificata agli inizi del corrente mese. FLP DIFESA ha pertanto chiesto di inserire il predetto “Centro A.I.” nella struttura organizzativa del nuovo Ente, prevedendo posizione e incarico di RSPP a un funzionario civile.
Il col. Vespaziani ha preso atto della nostra richiesta, che ha ritenuto peraltro corretta, e ha rinviato ogni decisione formale al momento della futura soppressione del COMLOG Nord, a seguito del quale sarà preso in esame l’inserimento del “Centro A.I.” nella struttura organizzativa del COFODIN.
I colleghi perdoneranno la lunghezza del presente Notiziario e comprenderanno anche il molto spazio dedicato alle problematiche del CEFODIN; ma, tenuto conto che l’Ente in questione è il primo dei nuovi Alti Comandi di F.A. a partire, dopo le aperture sul fronte della c.d. “civilizzazione” venute dal Ministro Mauro, è di tutta evidenza che la sua configurazione organizzativa, le nuove dotazioni organiche e soprattutto gli incarichi attribuiti ai civili rappresentavano il primo banco di prova per saggiare sul campo le reali intenzioni delle FF.AA. rispetto agli impegni assunti dal Ministro sul terreno della “civilizzazione”. Una verifica che riteniamo allo stato confortante, e che ci fa ben sperare anche in merito alla entrata in attività dei nuovi Alti Comandi di F.A. di prossima costituzione (COFODIS Napoli, 2014); CMA Sicilia (2014), CMI Nord-Ovest Torino (2016) e degli Enti nascenti o riorganizzati a seguito dei riordini.
Con Notiziario n. 89 dell’8 agosto u.s., abbiamo dato notizia che, nel corso della riunione avvenuta in quella stessa giornata, il Consiglio dei Ministri (CdM) aveva dato il via libera ai due decreti legislativi (DD. LLgs.) che recano il riassetto in chiave riduttiva, strutturale e organizzativo, delle FF.AA. Nell’occasione, abbiamo anche fornito delle anticipazioni su alcune novità, di cui eravamo venuti a conoscenza, intervenute a seguito dell’esame del CdM, che sembrerebbero oggi tutte confermate.
Ebbene, nella mattinata di oggi abbiamo avuto occasione di prendere visione dei testi dei due schemi di decreto, che sono stati pubblicati dal sito “forzearmate.org” e dallo stesso presentati come quelli approvati dal CdM. Ovviamente, trattasi di testi ancora ufficiosi, che diventeranno ufficiali solo dopo la loro trasmissione da parte di Palazzo Chigi al ramo del Parlamento da cui prenderà il via l’esame delle Commissioni Difesa, che allo stato ci risulta non ancora avvenuta. Pur tuttavia, nelle more di una verifica più puntuale e approfondita che sarà possibile solo dopo lettura dei testi ufficiali, alcune prime considerazioni possiamo tentarle in merito alle novità emerse nei testi pubblicati da “forzearmate.org” , che pubblichiamo su questa pagina come allegati al presente Notiziario.
Schema D.Lgs. sugli assetti ordinamentali
Come da noi espressamente richiesto al Ministro (si veda il Notiziario n. 87 del 30.07.2013), la “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi al personale civile, inizialmente prevista solo per uffici di livello dirigenziale generale e non generale, è stata riformulata estendendone la praticabilità anche a favore del “personale non dirigenziale”, e dunque a favore in primo luogo dei nostri funzionari. Consideriamo, questa, la novità politicamente più rilevante tra quelle emerse dopo l’esame di palazzo Chigi, che certo potrebbe segnare un punto di svolta importante nella battaglia che da anni il Sindacato porta avanti per ottenere il pieno riconoscimento del ruolo e delle funzioni del personale civile. E sarà veramente interessante osservare come gli SS.MM. declineranno questa previsione in sede di determinazione della struttura degli Uffici e dell’attribuzione degli incarichi.
Dobbiamo invece registrare in termini fortemente negativi l’espunzione del riferimento alla “contrattazione decentrata di amministrazione” in ordine alle procedure per il reimpiego del personale civile a seguito di provvedimenti di riordino delle FF.AA., per le quali si dovrà far riferimento solo al “vigente contratto collettivo nazionale del personale del comparto Ministeri” (quali sarebbero le norme da applicare?). Ovviamente, per quanto ci riguarda, riproporremo la questione in occasione del primo incontro con il Sottosegretario Pinotti già in calendario per il 17 settembre, e chiederemo che venga recuperato il testo originario o che si trovi comunque una soluzione alternativa, che faccia però salva l’esperienza pluridecennale della Difesa in materia di reimpieghi, dalla quale non è possibile prescindere sostituendola con un richiamo general-generico alle norme di primo livello.
Trovano invece conferma nel testo uscito dal CdM l’obbligo di informazione preventiva alle OO.SS. sui provvedimenti di riordino, quelli inseriti nel D. Lgs. e quelli riconducibili all’art. 10 c. 3 del COM, e l’ “Osservatorio” con le Rappresentanze del personale sullo stato di attuazione dei processi di riordino.
Schema D.Lgs. sul personale
Per quanto attiene il transito dei militari in esubero nei ruoli civili della Difesa, manca nel nuovo testo l’espresso riferimento all’ ”ambito delle facoltà assunzionali” della nostra Amministrazione e al limite del 20%, peraltro scomparso anche per il transito dei militari nelle altre AA.PP.. Tenuto conto della pregiudizialità con la quale la nostra O.S. ha sempre posto questa questione e delle ripetute assicurazioni che l’Amministrazione ci aveva fornito al riguardo, riteniamo del tutto inaccettabile questo arretramento, rispetto al quale chiederemo al Sottosegretario spiegazioni e motivazioni. Su questa questione, per noi ripetiamo pregiudiziale, non siamo disposti ad indietreggiare neanche di un centimetro, essendo convinti che i ruoli civili non possono diventare lo sfogatoio degli esuberi militari.
Cancellata anche l’estensione al personale civile della Difesa della possibilità di esenzione dal servizio (già “esonero” per noi) con retribuzione stipendiale dell’85%, che invece viene mantenuta in toto per il personale militare. Avevamo espresso nelle riunioni tecniche tutte le nostre perplessità su questa opzione, atteso che la legge delega nulla prevede al riguardo e che le norme sull’esonero erano state recentemente cancellate, ma l’Amministrazione si era dimostrata di diversa opinione, ritenendo la cosa praticabile, il che avrebbe certamente ridotto la forbice nei confronti del personale militare in ordine alla quantità di opzioni previste per due categorie di personale. Pare proprio che non sia andata così, e questo riporta l’orologio al punto di partenza, con tutti gli annessi e connessi. Immaginiamo la difesa d’ufficio dell’Amministrazione: mancava una espressa previsione della delega. Già. E allora il recupero di questa opzione non potrà che passare attraverso una previsione legislativa ad hoc, come chiedevamo
Introdotta invece positivamente una norma in materia di processi di mobilità che prevede che, “a partire dall’anno 2016”, le altre AA.PP. riservino al personale civile della Difesa in eccedenza “in misura non inferiore al 15%” delle loro complessive facoltà assunzionali.
Parrebbero infine confermate nel testo finale uscito dal CdM alcune richieste del Sindacato: la crescita dal 25 % al 100 della parte strutturale del FESI (il fondo dei militari) che andrà ad alimentare il nostro FUA in caso di transito di personale militare nei ruoli civili; la destinazione al FUA, ma dal 2020, in quota parte dal 2 al 5%, dei risparmi certificati che deriveranno dai processi di riordino delle FF.AA.; la destinazione, sempre in quota parte dal 2 al 5%, dei risparmi certificati per finanziare la formazione; la previsione di moduli formativi di base e di specializzazione per il personale civile di tutte le aree; l’elevazione da 48 a 60 mesi del periodo di permanenza in servizio del personale eccedente che maturi entro quel termine i requisiti per la pensione, opzione più favorevole di quella prevista dalla L. 135; l’ avvio di processi di internalizzazione di servizi e lavori per gli Enti della c.d. “area industriale” (Arsenali M.M. e Poli E in primis) i cui risparmi verranno destinati all’efficientamento degli Enti, con ricognizione annuale di servizi e lavori esternalizzati ed esame dei settori di spesa improduttiva; l’eliminazione di ogni riferimento alle “fasce retributive”, ma solo ad “area” e “profili professionali”; l’adozione, e non approvazione come prima previsto, previo esame con le OO.SS., da parte del Ministro del piano di assorbimento delle eccedenze; il rinvio a specifica relazione sindacale per tutta una serie di passaggi (della questione reimpieghi abbiamo già detto).
Rimangono inoltre irrisolte altre questioni da noi poste, e dalle quali dovrà ripartire il confronto con l’Amministrazione, tenuto conto delle assicurazioni fornite dal Vertice politico in merito alla emendabilità dei testi usciti dal CdM: la previsione del 50% di riserva dei posti nei concorsi civili per i volontari e la mobilità interna su base regionale (vogliamo sia prevista solo “a domanda” e con modalità da ridefinire attraverso un apposito tavolo, e dunque ne riparleremo nell’incontro del 17 p.v.).
Infine, resta ancora da definire la struttura della “tabella di equiparazione”, su cui c’è stata una proposta unitaria del tavolo sindacale che prevede il transito secco di tutti i SU in area 2^ e degli U in area 3^, e rimane ancora senza risposta la nostra proposta, avanzata nel corso dell’incontro con il Ministro del 18 u.s. (Notiziario n. 84 di pari data) per l’inserimento nel provvedimento legislativo allo studio per la riforma della legge Fornero, di una norma ad hoc che consenta, almeno da qui al 2018, il recupero delle modalità di maggior favore per l’accesso al trattamento pensionistico ex L. 135/2012.
Luci ed ombre, come si vede, rispetto agli approdi conclusivi dei tavoli di confronto di luglio con le OO.SS., forse più ombre che luci. Attendiamo di conoscere i testi ufficiali approvati dal CdM, che peraltro abbiamo formalmente richiesto all’A.D. a premessa della ripresa del confronto con il Sottosegretario Pinotti in agenda a settembre, che già si annuncia come un mese particolarmente caldo.
Il tavolo con il Ministro e le delegazioni sindacali
Il Ministro della Difesa sen. M. Mauro ha incontrato nella mattinata di oggi le OO.SS. della Difesa e discusso con loro dei provvedimenti attuativi della legge 31.12.2012, n. 244 recante delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale. Si è trattato, lo diciamo subito, di un incontro per noi molto confortante e positivo, rispetto al quale, proprio in considerazione della sua estrema importanza, desideriamo dare con questo Notiziario, molto più lungo del solito, esaurienti informazioni al riguardo.
Nel suo breve intervento introduttivo, il Ministro ha innanzitutto confermato piena disponibilità al confronto con le OO.SS. sui contenuti dei provvedimenti attuativi, anche attraverso l’apertura di specifici tavoli tecnici, preannunciando comunque la sua intenzione di sottoporre entro questo mese all’esame del Consiglio dei Ministri gli schemi dei decreti legislativi ai fini della loro adozione. Ha quindi dato la parola ai rappresentanti sindacali, dichiarandosi interessato a conoscerne le relative posizioni.
Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha innanzitutto ringraziato il Ministro per aver voluto coinvolgere il Sindacato già in fase di costruzione dei decreti, riconoscendone così indirettamente il ruolo di interlocutore importante, un ruolo, questo, di fatto negato dai predecessori La Russa e Di Paola. La nostra O.S. ha ritenuto di cogliere questa opportunità, ribadita e sollecitata nel corso dell’incontro del 3 u.s. dal Sottosegretario Pinotti presente alla riunione odierna, e ha elaborato un proprio documento articolato in due parti, la prima che ripropone la nostra analisi critica e il nostro giudizio sui contenuti della legge delega e la seconda che reca le nostre osservazioni e proposte in merito ai contenuti delle bozze predisposte dall’Ufficio legislativo, che abbiamo, nei suoi punti essenziali, illustrato al Ministro.
Siamo partiti innanzitutto da un paio di importanti considerazioni di carattere generale. La prima ha riguardato i tagli di personale e la sproporzione abissale esistente tra personale civile e personale militare in merito alle diverse opzioni connesse alla riduzione graduale delle dotazioni organiche: al personale militare viene offerto un ventaglio notevole di possibilità, anche molto interessanti; a noi, in raffronto, quasi nulla, e con la triste prospettiva della “disponibilità” (cassa integrazione degli statali). Ebbene, questa macroscopica sproporzione nasce da un sistema di regole diverse, presenti nell’ordinamento e non modificate dalla legge delega come pure noi avevamo richiesto, che producono questo stato di fatto. Un diverso sistema di regole che, per i militari fa riferimento alla “specificità” sanzionata dall’art. 19 della Legge 183/2010 che costituisce una breccia per far passare ogni norma, mentre a noi tutto (o quasi) è vietato in virtù di un ordinamento generale che ci ingabbia. Se questa è la situazione, ha proseguito la nostra O.S., è di tutta evidenza che una riflessione andrà operata a tal riguardo: noi pensiamo che sia stato giusto riconoscere la specificità del ruolo del personale militare; al tempo stesso, però, pensiamo che il ruolo del personale civile abbia anch’esso una propria specificità che vada riconosciuta. Fin tanto che questo nodo non verrà affrontato, i risultati non potranno che essere questi. Seconda considerazione generale: FLP DIFESA ha sempre pensato e detto che la riforma dovesse fornire un’opportunità forse irripetibile per ripensare il ruolo e la funzione della componente civile, traguardando quella “civilizzazione” che è stata l’obiettivo mancato della riforma del compianto Ministro Andreatta, e questa anche in chiave di spending review (a parità d’impiego, il costo del lavoro civile è meno della metà di quello militare). Invece, così purtroppo non è stato, Di Paola aveva ben altri obiettivi, e, nella fase di costruzione della delega, molta parte del Sindacato è stata a guardare. Ebbene, a nostro avviso, pur attraverso le rigide strettoie determinate dalla legge delega 244/2012, noi pensiamo che alcune scelte nella direzione di una maggiore civilizzazione siano comunque possibili, ed è questa la filosofia ispiratrice del documento presentato da FLP DIFESA. E, dopo queste due premesse, siamo passati ad illustrare al Ministro le nostre più importanti osservazioni e proposte.
* SCHEMA DI D. LGS. RELATIVO ALLA RIDUZIONE DEGLI ORGANICI CIVILI
Transiti nei ruoli civili: l’art. 3, comma 2, let. a), della Legge 244 prevede che la riduzione delle dotazioni organiche civili sia ispirata al principio della “elevazione qualitativa delle professionalità”. Ebbene, se così è, appare evidente che per rispettare questo principio occorra primariamente non inflazionare i ruoli civili, come accadrebbe giocoforza nel caso di massicci transiti del personale militare, che costituisce una delle opzioni, la più praticabile, tra quelle messe in campo dalla legge delega. Occorre allora mettere dei vincoli precisi per quel transito: rispetto delle dotazioni organiche e dei vincoli assunzionali vigenti. E’ stata la nostra prima richiesta (inascoltata) a Di Paola, e purtroppo in perfetta solitudine. Oggi abbiamo sentito posizioni analoghe da parte di altre sigle.
Gestione eccedenze civili: come appare in tutta evidenza, questa operazione ha valenza politica più che tecnica, e per questo abbiamo proposto la rimodulazione dell’art. 2259-quater al fine di dare spessore al profilo politico delle scelte e alle relazioni sindacali (esame e accordo tra le Parti): abbiamo anche chiesto che gli elenchi vengano fatti con riferimento solo ad area e profilo (e non anche alla fascia retrib.). Per quanto attiene i pensionamenti, abbiamo proposto che venga inserita nel provvedimento legislativo allo studio di riforme della legge Fornero una norma ad hoc che consenta, almeno da qui al 2018, il recupero delle modalità di maggior favore di cui alla L. 135/2012.
Formazione: se l’obiettivo è elevare la qualità professionale dei civili, la formazione ne diventa lostrumento decisivo. Abbiamo pertanto chiesto innanzitutto più risorse, e per questo, con riferimento all’art. 4, comma 1, let c) della delega, abbiamo proposto che quota parte dei risparmi certificati derivanti dalla riduzione delle FF.AA. sia destinata a fare formazione, e di qualità. In secondo luogo, atteso anche le limitazioni imposte dal DPR 70/2013, abbiamo segnalato la necessità che i piani straordinari annuali d prevedano anche moduli formativi per i lavoratori di area 2^ e 1^.
Fondo di produttività: tenuto conto della crescente riduzione della dotazione del FUA a causadelle norme introdotte da Tremonti, e in considerazione della necessità di procedere già nel 2014 ad una nuova tornata di passaggi interni, abbiamo chiesto, sempre in base all’art. 4, comma 1, let c) della delega, che nel decreto legislativo venga inserita una espressa norma che destini annualmente al FUA quota parte dei risparmi certificati dell’anno precedente derivanti dai riordini delle FF.AA..
Area industriale: nel condividere l’estensione al 2019 della riserva del 60% delle nuove assunzioni, abbiamo segnalato al Ministro la situazione di estrema criticità degli Stabilimenti di lavoro, Arsenali MM e Poli in primis, e abbiamo sollecitato un suo intervento urgente sulla F.P., per ottenere l’autorizzazione richiesta da Persociv per l’assunzione di 208 vincitori di concorsi che fornirebbe un po’ di ossigeno. In aggiunta, per il riefficientamento di quegli Enti, abbiamo segnalato la necessità di un piano straordinario di assunzioni, attingendo in primis agli idonei dei concorsi già espletati.
* SCHEMA DI D. LGS. RELATIVO AGLI ASSETTI ORDINAMENTALI
Segretariato: nel segno delle scelte della L. 25 sui Vertici, abbiamo espresso la nostra contrarietà al suo depotenziamento, reso evidente dalle bozze, a tutto vantaggio di SMD, e abbiamo chiesto un passo indietro rispetto alle novità che si intende introdurre agli artt. art. 15 e 41 Codice Ordinamento Mil.
Organi consultivi: abbiamo proposto la costituzione di un “Osservatorio” a composizione mista paritetica A.D.-OO.SS., con il compito di seguire e monitorare tutte le fasi del processo di riordino.
Reimpieghi: abbiamo richiesto che, ai fini della ricollocazione del personale, il Decreto attuativo faccia espresso riferimento alla procedura di cui al CCNI 2000, anche rivisitata attraverso specifico accordo
A conclusione del nostro intervento, evidenziata la complessità delle questioni, abbiamo chiesto al Ministro tavoli tecnici di approfondimento a carattere tematico, e conseguentemente un differimento dell’invio dei provvedimenti a Palazzo Chigi a dopo agosto, tenuto anche conto che l’assegnazione alla Commissione parlamentare prima dell’interruzione estiva comporterebbe di fatto una contrazione notevole dei tempi a sua disposizione per l’esame dei provvedimenti e il relativo parere (60 giorni).
Dobbiamo dire che, ancora una volta, abbiamo ascoltato posizioni non dissimili da parte delle altre sigle, che lasciano intendere che una piattaforma unitaria potrebbe tranquillamente essere costruita, e gestita unitariamente nel rapporto con l’Amministrazione. Perché continuiamo a farci del male sul fronte sindacale, mantenendo assurde, irreali e controproducenti divisioni, peraltro senza fondamento alcuno? Quanto più forte e sostenibile sarebbe la nostra battaglia se la conducessimo tutti insieme!
E’ seguita la replica del Ministro Mauro, e francamente è stata questa la parte che ci ha più piacevolmente sorpresi. Il sen. Mauro ha esordito sottolineando che il riordino delle FF.AA. è una condizione imposta dalla situazione di forte sofferenza del bilancio della Difesa (ridotto del 19% dal 2003 a oggi), e che pertanto non ha le caratteristiche proprie di una riforma, per come erroneamente e sistematicamente viene connotata dai media, spesso ammantati, a suo giudizio, di una certa cultura preconcetta nei confronti di tutto ciò che comunque ruota intorno alla Difesa e alle sue scelte.
Ha quindi confermato la sua intenzione di portare in Consiglio dei Ministri i due provvedimenti indicativamente per fine luglio, allo scopo di assicurare tempi sufficienti per traguardare l’obbligo imposto dalla delega (i decreti debbono vedere la luce entro 12 mesi dalla data di pubblicazione in G.U della legge, avvenuta – lo ricordiamo – il 16 gennaio 2013). Il sen. Mauro ha però al tempo stesso precisato che l’accelerazione dell’iter relativo ai provvedimenti non comporterà in alcun modo una compressione nel confronto che potrà dispiegarsi attraverso tavoli tecnici per temi, con l’impegno del Ministro che gli approdi dei tavoli vengano poi recepiti nei testi dei decreti delegati adottati in via definitiva dal Consiglio dei Ministri. E, a tal proposito, ha dato il via alla costituzione di cinque tavoli tecnici: strumenti normativi (leggasi parte generale);formazione; tabella di corrispondenza gradi militari-posizioni d’inquadramento civile; mobilità e reimpieghi; destinazione dei risparmi al FUA.
Rispondendo poi a due delle questioni da noi poste, ha innanzitutto convenuto sui limiti attuali di scrittura dei decreti attuativi in considerazione dei vigenti vincoli normativi, che fanno capo da una parte alla specificità del ruolo dei militari e dall’altra all’ordinamento generale, non modificato dalla legge delega (e doveva essere quella l’occasione per avviare un minimo di riequilibrio tra le due categorie). Nel condividere la premessa del nostro ragionamento (se esiste una specificità del ruolo militare, una qualche specificità andrebbe riconosciuta anche a chi, i lavoratori civili, lavorano a fianco dei militari e nelle stesse sedi di lavoro), ha dato la propria disponibilità ad approfondire il “problema specificità” al fine di trovare soluzioni adeguate e praticabili, che naturalmente non potranno che trovare posto in provvedimenti legislativi successivi. Un’apertura davvero notevole, e che apre prospettive interessanti.
Infine, rispondendo all’altra questione da noi posta in merito al palese ridimensionamento del Segretario Generale a tutto vantaggio del Capo di Stato Maggiore Difesa, ha comunicato di aver già dato precise indicazioni all’Ufficio legislativo per la modifica del testo degli artt. 15, 33 e 41 presente nelle prime bozze (quelle a noi consegnate) del D. Lgs. sugli assetti ordinamentali , che ricondurranno ad unità le attribuzioni del Ministero della Difesa rinviando ad un successivo Regolamento da adottare la ripartizione delle competenze. Dovremo ricevere a breve la nuova stesura degli articoli di cui sopra, che, immaginiamo, dovrebbero recuperare in pieno il ruolo del Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti, le cui caratteristiche sono state ben illustrate dal gen. Claudio Debertolis nel corso della sua audizione presso le Commissioni difesa di Camera e Senato del 16 luglio u.s., il cui intervento troverete pubblicato sul nostro sito. Troverete anche pubblicata sulla stessa pagina di questo Notiziario, le deleghe attribuite dal Ministro Mauro ai due Sottosegretari (G.U. n. 158 dell’ 8 u.s.).
Conclusivamente, un incontro davvero positivo quello di oggi con il Ministro Mauro, che ha manifestato grande apertura e volontà di coinvolgimento del Sindacato, restituito finalmente al ruolo che gli è proprio, quello di interlocutore importante dell’A.D. . Quanto lontani appaiono i tempi del fratello La Russa e dell’ammiraglio Di Paola! Speriamo solo che lungo questa strada si proceda senza ripensamenti.
Foto 1: le delegazioni sindacali presenti all’incontro Foto 2: Il Ministro e, a fianco, il Sottosegretario
Notiziario n. 82 del 15 luglio 2013 –
Il Ministro M. Mauro e il Sottosegretario R. Pinotti
Giovedi mattina, 18 luglio p.v., il Ministro della Difesa prof. M. Mauro incontrerà le OO.SS. della Difesa. Sarà, questa, la prima vera occasione di confronto con il nuovo Ministro, atteso che l’incontro precedente del 10 giugno u.s. ebbe un carattere molto particolare, essendosi tenuto solo qualche ora prima dal funerale del cap. Giuseppe Larosa, tragicamente scomparso due giorni prima in Afghanistan.
Al centro dell’incontro con il Ministro, ci saranno gli schemi di decreti attuativi della legge delega sulla riduzione dello strumento militare (L. 244/2012), le cui bozze, predisposte dall’Ufficio Legislativo, ci sono state consegnate nel corso dell’incontro con il Sottosegretario delegato del 3 luglio u.s. (si veda il Notiziario n. 77 di pari data che reca in allegato tutti i documenti ricevuti), riunione nella quale, come si ricorderà, la stessa on. Pinotti sollecitò le OO.SS. a produrre eventuali osservazioni e a fornire contributi in merito ai contenuti delle bozze. Ed è esattamente quello che abbiamo fatto.
Nei giorni successivi alla riunione con il Sottosegretario, abbiamo letto con estrema attenzione tutti i documenti che ci sono stati consegnati, e in particolare i due schemi di decreti legislativi relativi, il primo agli assetti ordinamentali e il secondo al personale, militare e civile. Ebbene, diciamo subito che, nel complesso, sotto il profilo dei contenuti, l’impressione che ne abbiamo tratto non è sicuramente positiva. Siamo certamente soddisfatti del fatto che, finalmente, le OO.SS. vengano chiamate a pronunciarsi sulla bozza di un testo, e dunque a monte della presentazione dei provvedimenti (un’autentica rivoluzione rispetto a La Russa e Di Paola), ma per quanto attiene ai contenuti non possiamo, allo stato, certo essere soddisfatti. E diciamo questo, avendo ben chiari i limiti che la delega comporta.
La nostra posizione critica su quella legge è stata chiara sin dal momento del suo approdo in Parlamento come disegno di legge, e ne abbiamo indicato sin da subito le parti che non ci convincevano e che avremmo voluto cambiassero. Riguardavano, in primo luogo, le norme relative al personale civile, fortemente penalizzato a nostro giudizio dalle scelte di Di Paola, che voleva tagliare 10.000 posti di lavoro, dopo i 12.500 tagliati negli anni precedenti da Tremonti, di fatto non concedendo nulla in cambio. Ci colpì, in particolare, la sproporzione nei confronti del personale militare: anche lì tagli, e notevoli, ma a fronte di una serie di garanzie e di opzioni per rendere l’operazione la meno cruenta possibile. Cercammo in tutti i modi di far cambiare quel provvedimento, ne fanno fede le iniziative da noi portate avanti, dalla straordinaria manifestazione nazionale di protesta del 6 luglio 2012 (si veda il Notiziario n. 94/2012) al documento prodotto all’attenzione della Commissione Difesa della Camera (si veda il Notiziario n.159/2012). L’intervento dei poteri forti, le forti e ripetute pressioni dei Vertici della Difesa, politici e militari, e l’intesa delle forze che sostenevano allora il Governo Monti, in particolare PDL e PD, alla fine portarono all’approvazione della legge da parte del Parlamento. A nostro avviso, il Sindacato registrò allora una amara sconfitta, e la registrò anche per per le sue divisioni, mostrate anche in una circostanza come questa dove si stava per scrivere la storia, della Difesa e nostra, dei prossimi dieci anni. Peccato!
Oggi, però, quel provvedimento è legge dello Stato, e le norme che lo compongono costituiscono la strettoia entro cui organizzare i percorsi di riduzione. Ci è molto chiaro questo aspetto. Pur tuttavia, riteniamo che alcune scelte siano possibili e compatibili anche all’interno dei paletti fissati dalla delega.
E, proprio a partire da questa convinzione, che, raccogliendo l’invito del Sottosegretario Pinotti, FLP DIFESA ha elaborato il documento che pubblichiamo come allegato in questa stessa pagina, che è articolato in due parti, la prima che ripropone la nostra analisi sulla delega e la seconda che reca le nostre osservazioni e proposte in merito ai contenuti delle bozze predisposte dall’Ufficio legislativo. E dopo averlo messo a punto, lo abbiamo inviato questa stessa mattina al Gabinetto. Ora chiediamo ascolto e attendiamo fiduciosi le risposte del Ministro.
Dunque il gran giorno tanto atteso è finalmente arrivato! Nel corso della riunione odierna al Gabinetto, presieduta dal Sottosegretario on. Roberta Pinotti, sono state infatti consegnate alle OO.SS. nazionali le bozze dei provvedimenti attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia”, che abbiamo immediatamente pubblicato sul nostro sito.
Nel suo breve intervento introduttivo, l’on. Pinotti ha espresso piena disponibilità per un confronto a tutto tondo con le OO.SS. sulle problematiche del personale civile, a partire innanzitutto e prioritariamente dalle questioni più direttamente riconducibili alla delega. In merito alle bozze consegnate alle OO.SS., il Sottosegretario ha innanzitutto tenuto a sottolineare che le stesse vengono rese pubbliche solo dopo la riunione odierna del Consiglio Supremo di Difesa, sulla quale torneremo a conclusione di questo Notiziario; in secondo luogo, ha richiamato l’attenzione sulla connotazione di “documenti in progress”,e dunque di documenti aperti al contributo delle OO.SS. A tal riguardo, l’on. Pinotti ha espresso la piena disponibilità dell’Amministrazione sia a incontri tecnici preliminari di approfondimento sia ad una seconda riunione di livello politico, prima dell’incontro, immaginiamo conclusivo, con il Ministro Mauro che dovrebbe essere in agenda per la seconda metà di luglio.
Ha poi preso la parola il Vice Capo di Gabinetto, dr.ssa Antonietta Fava, che ha illustrato per linee generali i provvedimenti: trattasi degli schemi di due decreti legislativi, il primo relativo al personale (militare e civile) mentre il secondo è riferito al riassetto ordinamentale delle FF.AA., con il corredo di quattro “annessi”, riferiti ai provvedimenti di riordino, e di quattro “tabelle” relative alle carriere militari. Per quanto attiene il primo dei provvedimenti, la dr.ssa Fava ha richiamato alcuni aspetti di particolare rilevanza e relative alla valorizzazione delle professionalità civili, alla formazione, alle dotazioni organiche, alla mobilità e all’ area industriale), segnalandoli all’attenzione delle OO.SS..
E’ poi seguito il consueto giro di tavolo, con gli interventi di tutte le sigle presenti che, pur con sottolineature e con sfumature diverse, anche questa volta hanno espresso posizioni comuni e condivise, toccando altre questioni, alcune delle quali non immediatamente riconducibili ai provvedimenti attuativi.
Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha innanzitutto dato atto al nuovo Vertice politico di una novità, positiva e sostanziale, nel piano del metodo delle relazioni sindacali: a differenza del passato (Ministri La Russa e Di Paola), dove le OO.SS. erano state informate solo a posteriori del contenuto dei provvedimenti (per esempio del disegno di legge delega di riordino, del cui testo siamo venuti a conoscenza dopo l’adozione in Consiglio dei Ministri e attraverso documenti circolati sul web), questa volta sembra chiaro l’intendimento di un coinvolgimento a monte delle Parti Sociali, con una dichiarata disponibilità al confronto. Un fatto nuovo e positivo, che va registrato e sottolineato in via preliminare.
Trattandosi del primo incontro con il Sottosegretario, ci è poi sembrato corretto e necessario rappresentare il nostro giudizio politico in merito ai contenuti della delega, che rimane complessivamente negativo, come sanno i colleghi, sia sulle scelte di percorso adottate sia sui contenuti. Sul piano delle scelte, Di Paola aveva volutamente escluso ogni confronto con le Parti sociali, anche con le rappresentanze militari che hanno reagito energicamente (COCER: “Di Paola sta affondando la Difesa”).
Sul piano dei contenuti: la nostra O.S. ha ben compreso la scelta di riforma in chiave riduttiva in ragione degli squilibri di bilancio attuali, che però qualcuno ha alimentato, per esempio facendo lievitare la spesa del personale (militare) a livelli insostenibili, con contestuale e progressiva riduzione dell’esercizio. Non ha però condiviso, la nostra O.S., anzi ha contestato e contrastato (manifestazione nazionale del 6 luglio 2012, vds. Notiziario n. 94/2012) le scelte contenute del disegno di legge, e in particolare quelle relative al personale civile. Noi abbiamo sempre pensato che la riforma potesse fornire un’occasione e un’opportunità, forse irripetibili, per ripensare il ruolo e la funzione della componente civile, anche in chiave strettamente economica (a parità d’impiego, e in molti casi così è, il costo del lavoro civile è meno della metà di quello militare). Invece, i ruoli civili subiranno una ulteriore cura dimagrante, dopo le 15.000 posizioni tagliate da Tremonti e Monti, e al 2024 l’organico dovrà attestarsi sulle 20.000 unità, ma di altro non c’è nulla o quasi. Una riforma che, per come è stata congegnata, a FLP DIFESA non piace, anche perché totalmente priva di scelte nuove e significative sul versante dell’impiego civile (formazione, riqualificazione, progressioni, impiego, civilizzazione, etc.) e con la non felice prospettiva di diventare la valvola di sfogo degli esuberi militari, che potrebbero produrre permanenti condizioni di esubero. Lo abbiamo segnalato più volte e ripetuto anche all’on. Pinotti, è per noi indispensabile capire, a premessa di ogni discussione sulla tabella di corrispondenza, con quali regole e con quali limiti il personale militare in esubero potrà accedere ai ruoli civili: è, questo, uno dei punti non chiari della legge delega. E direttamente intrecciato a questo problema, c’è quello della mobilità, che dovrà essere approfondito e ben definito, atteso che potrebbero esserci in giro per la Difesa dei sostenitori della mobilità d’ufficio, di ambito regionale e magari anche nazionale, dopodiché si aprirebbero le porte per il collocamento in disponibilità. Questo sarà uno dei punti nodali nel confronto sui decreti attuativi. Sempre in tema di esuberi, abbiamo ricordato all’on. Pinotti l’operazione positiva condotta in Difesa a ottobre 2012 (ridefinizione delle dotazioni organiche e reintegro di quasi tutte le unità di area 1^) che ha consentito di azzerare gli esuberi, ma che non è stata ancora completata a causa della mancata emanazione della seconda Direttiva della F.P. sui criteri per la formazione delle graduatorie del personale in possesso dei requisiti al 31.12.2014 per andare in pensione con le regole pre riforma Fornero. Abbiamo quindi richiamato l’attenzione del Sottosegretario sulle criticità dell’area industriale della Difesa, risegnalando per l’ennesima volta all’Amministrazione l’urgenza di procedere alle assunzioni dei vincitori/idonei dei concorsi civili, che manca ancora dell’ autorizzazione della F.P.. Infine, abbiamo anticipato la nostra intenzione di chiedere che venga inserito nel decreto attuativo della delega la previsione che quota parte, fissata in percentuale, dei risparmi di gestione conseguenti ai provvedimenti di riordino venga destinata alla produttività, atteso la forte cura dimagrante alla quale il FUA è stato sottoposto negli anni scorsi dall’accoppiata Tremonti-Brunetta. In ultimo, abbiamo espresso il nostro auspicio a che i decreti attuativi possano costituire l’occasione per declinare in positivo, attraverso impegni concreti e definiti, una serie di partite comunque legate alla delega, che hanno avuto nella L. 244 solo un richiamo generale alla “elevazione qualitativa della professionalità civili”.
Sul contenuto delle bozze consegnate, ci esprimeremo ovviamente dopo averne preso visione e dopo i necessari approfondimenti e le verifiche con le nostre strutture e sui territori.
Prima di concludere, abbiamo segnalato all’esponente del Governo le nostre vive preoccupazioni sia per la previsione dell’art. 48 del D.L. 69/2013 che, come ha detto il generale Mini, fa del nostro Ministero un “trafficante e piazzista di armi al servizio di Finmeccanica”, che per la poco comprensibile posizione espressa oggi dal Consiglio Supremo di Difesa (il Parlamento non ha “diritto di veto su decisioni operative e provvedimenti tecnici” che spettano solo al Governo). La questione riguarda, evidentemente, anche i riordini delle FF.AA., una puntualizzazione efficace in apertura di confronto….
A conclusione del giro di tavolo, il Sottosegretario Pinotti ha detto di aver preso nota delle osservazioni formulate dalle OO.SS., che ha invitato a formalizzare eventuali proposte e contributi a premessa dei successivi incontri. Non mancheremo ovviamente di raccogliere la sollecitazione del Sottosegretario e, a tal fine invitiamo i colleghi a inviarci, solo per e-mail, eventuali loro osservazioni e proposte, una volta presa visione dei documenti consegnati che pubblichiamo di seguito insieme con il testo della legge delega
Proseguono, presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite congiuntamente, le audizioni dei vertici delle Forze Armate. Dopo l’audizione del Capo di SMD, amm. Binelli Mantelli, di cui abbiamo dato conto nel precedente Notiziario n. 61 del 30 maggio u.s., è stata la volta del Capo di Stato Maggiore Esercito, gen. Claudio Graziano, che è stato audito il 5 giugno u.s.. Ne diamo conto solo ora, perché il resoconto con l’intervento del Capo di SME è stato pubblicato sul sito del Senato solo qualche giorno fa.
Il Capo di SMD ha esordito dicendo che la F.A. è alla vigilia di una profonda trasformazione, che “costituisce una vera sfida” e “inciderà su tutti i settori, imponendo scelte dolorose, ma inevitabili”. Detta riorganizzazione comporterà una contrazione del personale militare del 20% rispetto al modello 2001, e dunque da 112.000 a 90.000 unità, “con una riduzione del 30% dei dirigenti e del 30 % delle strutture organizzative, da conseguire entro il 2018”. Per quanto riguarda il personale civile, “che nell’Esercito conta attualmente circa 9.800 unità” , si dovrà arrivare “ad una consistenza pari a 6.800 unità a fine processo… che avverrà”, come dirà più oltre, “in modo graduale in base alle fuoruscite fisiologiche”
Dopo aver fornito alcuni numeri in merito all’impegno della F.A., “chiamata a garantire, senza soluzione di continuità, un impegno medio annuo nelle operazioni all’estero di circa 6000 uomini e donne” , il gen. Graziano è passato ad illustrare l’attuale organizzazione dell’Esercito; ha poi fornito dati molto interessanti sul bilancio finanziario della F.A. (“oggi, ben il 79% delle risorse finanziarie è dedicato al personale, il 15% all’investimento in mezzi e materiali e solo il restante 6%, in prima approssimazione, è dedicato all’Esercizio”), che denotano squilibri ben superiori rispetto alla media finora indicate dal Vertice politico (rispettivamente: 70, 18 e 12%), segnalando che la F.A. riesce a tenere ancora sul fronte finanziario “solo grazie alle risorse aggiuntive rese disponibili dal finanziamento delle missioni internazionali”.
Entrando successivamente nel merito del processo di riorganizzazione della F.A. in attuazione della legge delega n. 244/2012, il Capo di SME ha confermato che “l’area territoriale e quella infrastrutturale saranno accorpate per ottenere una gestione unitaria delle infrastrutture, riducendo i relativi organi da 20 a 7” ; per quanto attiene l’area territoriale ex LRM (leva, reclutamento e mobilitazione), il processo di riduzione sarà più corposo, essendo prevista “la chiusura di 87 Enti e unità e la riorganizzazione di 127 Enti, da completare entro il 2018”. Si tratta di numeri che danno la misura della profondità del processo di riduzione cui andrà incontro l’Esercito nei prossimi anni, che interroga tutti sulla possibilità della F.A., già fortemente debilitata dai tagli dell’era Berlusconi-Tremonti, di uscire bene da un processo di queste dimensioni in così pochi anni. E’ una domanda che avevamo rivolto a Di Paola, senza ottenere alcuna risposta.
Successivamente, il Capo di SME si è soffermato sui due provvedimenti attualmente all’esame del Parlamento, il primo relativo alla c.d. “armonizzazione” delle regole per il collocamento in pensione del personale militare per adeguarlo a quelle più penalizzanti della riforma Fornero; il secondo, relativo alla proroga del blocco al 31.12.2010 del trattamento economico, che tocca anche il personale militare. In merito al primo provvedimento, dopo aver ricordato che il personale militare non dirigente ha la possibilità di lasciare il servizio a 55 anni di età atteso che con tutti gli abbuoni “vengono mediamente raggiunti i previsti contribuiti di 41 anni e 5 mesi”, ha auspicato il mantenimento delle attuale regole, con il plauso convinto di molti parlamentari dell’attuale maggioranza. Chissà cosa ne pensano i lavoratori esodati o le molte “vittime” della riforma Fornero, tra le quali vanno annoverati anche i tanti lavoratori civili per i quali il pensionamento è stato rinviato di alcuni anni! Per quanto riguarda invece la proroga del blocco dei trattamenti economici in essere al 31.12.2010, il gen Graziano ha detto che, in qualità di Capo di SME, sentiva “il dovere di rappresentare a quelle Commissioni l’aspettativa forte del personale affinchè si tenga conto della specificità del comparto”, ricordando a tal riguardo “che le progressioni di carriera e le anzianità di servizio rappresentano altrettanti aspetti importantinella struttura organizzativa e nella sua efficienza”, addirittura affermando esiste c’è “un problema etico connesso a tale situazione”. E’ di tutta evidenza che il Generale Graziano, pronunciando queste frasi che abbiamo tratto testualmente dal testo del resoconto, ha parlato verosimilmente più da militare che da Capo dell’Esercito, e diciamo questo con una certa amarezza. Ove il gen. Graziano avesse infatti parlato da Capo dell’Esercito, si sarebbe ricordato che dentro la sua Forza Armata, oltre ai colleghi militari degni di giuste attenzioni, operano anche migliaia di lavoratori civili che hanno trattamenti economici di gran lunga inferiori a quelli dei militari con i quali debbono comunque mantenere le proprie famiglie, non godono di benefit di alcuna natura (per esempio, pagano l’affitto per la propria abitazione o pagano un mutuo, non godendo di appartamenti di servizio) e hanno le carriere anch’esse bloccate, atteso che neanche i passaggi di fascia (non le promozioni!) possono oggi essere corrisposti. Se allora parliamo, come ha fatto il gen. Graziano, di “problema etico”, beh, quello che tocca i lavoratori civili in conseguenza dei blocchi intervenuti non può che essere considerato almeno altrettanto “etico”, ma di esso il gen. Graziano non ha fatto menzione alcuna. Proprio per questo, questa parte dell’intervento del gen. Graziano ci è apparsa davvero una caduta di tono, che non possiamo evitare di segnalare con amarezza ai colleghi.
Troverete pubblicato, di seguito, l’intervento integrale del gen. Graziano pronunciato nel corso dell’audizione del 5 u.s. ; in aggiunta, troverete pubblicato anche il testo dell’intervento del Capo del 1° Reparto di SMD, gen. Franco Marsiglia, che è stato audito, qualche giorno dopo, in merito al Regolamento di armonizzazione pensionistica attualmente all’esame della Commissione Difesa, su cui si è anche soffermato il gen. Graziano.
Mercoledì 20 p.v., è prevista l’audizione del Capo di SMM, amm. Giuseppe De Giorgi, su cui riferiremo in un successivo Notiziario.
Notiziario n. 115 del 22.10.2013 – Nella prima mattinata di oggi, si è tenuta presso la Camera dei Deputati l’audizione delle OO.SS. della Difesa in merito agli schemi di decreti attuativi della delega di cui alla legge 31.12.2012, n. 244 sul riassetto organizzativo in chiave riduttiva delle Forze Armate. L’audizione, da noi richiesta con nota […]
Notiziario n. 112 del 15 ottobre 2013 – Mercoledì 9 ottobre u.s. è stato formalmente avviato dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato l’esame dei due schemi di decreto legislativo attuativo della legge delega 244/2012 sulla riduzione dello strumento militare, che dovrà concludersi con il “parere” di rito entro il prossimo 1° dicembre. Ma mentre […]
Notiziario n. 110 dell’ 8 ottobre 2013 – Mercoledì 9 ottobre p.v. inizierà l’esame parlamentare dei due schemi di decreti attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 sulla riduzione dello strumento militare. A due mesi esatti dalla loro adozione in prima lettura dal Consiglio dei Ministri (CdM), il 2 ottobre u.s. entrambi i provvedimenti sono […]
Notiziario n. 108 del 2 ottobre 2013 – Nel momento in cui scriviamo, solo da qualche minuto il Senato ha votato a larga maggioranza la fiducia al Governo Letta dopo una settimana estremamente travagliata e dai contorni a tratti incomprensibili e paradossali, e lo stesso si accinge a fare tra qualche ora la Camera dei […]
Notiziario n. 106 del 24 settembre 2013 – Nel primo pomeriggio di oggi, si è tenuta a palazzo Esercito una sessione informativa, su tavoli separati, presieduta dal Capo Ufficio OO.FF. (Organizzazione delle Forze) di SME-RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria) col. Antonello Vespaziani, e relativa ad alcuni provvedimenti di riordino che naturalmente si inquadrano nel contesto […]
Notiziario n. 91 del 19 agosto 2013 – Con Notiziario n. 89 dell’8 agosto u.s., abbiamo dato notizia che, nel corso della riunione avvenuta in quella stessa giornata, il Consiglio dei Ministri (CdM) aveva dato il via libera ai due decreti legislativi (DD. LLgs.) che recano il riassetto in chiave riduttiva, strutturale e organizzativo, delle FF.AA. […]
Notiziario n. 84 del 18 luglio 2013 – Il Ministro della Difesa sen. M. Mauro ha incontrato nella mattinata di oggi le OO.SS. della Difesa e discusso con loro dei provvedimenti attuativi della legge 31.12.2012, n. 244 recante delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale. Si è trattato, lo diciamo subito, di […]
Notiziario n. 82 del 15 luglio 2013 – Giovedi mattina, 18 luglio p.v., il Ministro della Difesa prof. M. Mauro incontrerà le OO.SS. della Difesa. Sarà, questa, la prima vera occasione di confronto con il nuovo Ministro, atteso che l’incontro precedente del 10 giugno u.s. ebbe un carattere molto particolare, essendosi tenuto solo qualche ora […]
Notiziario n. 77 del 3 luglio 2013 – Dunque il gran giorno tanto atteso è finalmente arrivato! Nel corso della riunione odierna al Gabinetto, presieduta dal Sottosegretario on. Roberta Pinotti, sono state infatti consegnate alle OO.SS. nazionali le bozze dei provvedimenti attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello […]
Notiziario n. 67 del 15 giugno 2013 – Proseguono, presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite congiuntamente, le audizioni dei vertici delle Forze Armate. Dopo l’audizione del Capo di SMD, amm. Binelli Mantelli, di cui abbiamo dato conto nel precedente Notiziario n. 61 del 30 maggio u.s., è stata la volta del Capo […]