Nuova sessione informativa, ieri mattina, a palazzo Esercito, nella quale SME – RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria) ha illustrato alle OO.SS., su tavoli separati, alcuni provvedimenti di riordino che naturalmente si inquadrano nel contesto più generale della riduzione dello strumento militare in attuazione della legge n.244/2012, con le accelerazioni impresse dal DL 95/2012 (spending review). Di seguito, offriamo una sintesi del confronto, con riferimento alle diverse aree e alle posizioni da noi espresse.
* Area Operativa e Area Formazione: è prevista la riconfigurazione del Cdo Logistico di proiezione in Scuola TRAMAT con transito di dipendenza dal COMFOTER al nuovo Cdo di vertice COMFORDOT. Sette i dipendenti interessati, che troveranno comunque, tutti, utile impiego nella nuova struttura.
* Area Logistica: SME-RPGF ha ipotizzato una variante organica all’Ufficio Amministrativo del MACRA di Piacenza che, pur mantenendo la posizione di “funzionario amministrativo” nelle tabelle organiche dell’Ente, vorrebbe connotarla “anche per i militari”, rendendone così possibile la temporanea copertura da parte di un militare. A tal riguardo, FLP DIFESA ha espresso netta discordanza, sia per ragioni di carattere generale (la c.d civilizzazione la si fa recuperando posizioni e incarichi attualmente attribuiti a militari, e non aprendo ulteriori varchi ai tanti già esistenti) sia per ragioni di carattere specifico atteso che, all’interno del MACRA, la posizione risulta attualmente già coperta da un funzionario amministrativo e che prestano servizio nello stesso Ente altri colleghi di pari profilo professionale. SME-RPGF ha preso atto delle nostre argomentazioni e si è riservata un approfondimento al riguardo.
Nel corso della riunione, SME-RPGF ha fornito anche alcuni chiarimenti in merito al POLMANTEO di Roma, Ente nel quale un sopralluogo effettuato recentemente da personale di Difesa Servizi SpA aveva suscitato un comprensibile allarme da parte dei lavoratori. A tal riguardo, SME-RPGF ha affermato che non esiste, allo stato, alcun intendimento della F.A. di rilocare l’Ente in altre strutture, per il quale ci sono invece progetti allo studio ai fini di un potenziamento delle attività.
* Area Territoriale: dando seguito a quanto ci era stato anticipato nella precedente riunione del 12 giu. u.s., SME-RPGF ha illustrato la struttura organizzativa del nascente Comando Forze di Difesa Interregionale (COFOD) Nord di Padova, che sarà uno dei sei alti Comandi periferici (gli altri saranno: CMI Nord Torino; COFOD Sud Napoli; IGM e i due CMA Sicilia Palermo e Sardegna Cagliari).
Il COFOD Nord nascerà il 1 ottobre 2013 dalla riorganizzazione del CME VenetoPadova e dalla soppressione del CEDOC Padova e del 1° FOD (Comando Forze Difesa) di Vittorio Veneto, provvedimento già decretato (DM 20.02.2013 a firma Di Paola, pubblicato nella G.U. n. 153 del 2 u.s.).
La struttura organizzativa del nuovo Ente prevede una dotazione organica civile di 157 unità, di cui 15 di Area 1^, 133 di area 2^ e 9 di area 3^, e tiene conto anche della soppressione, prevista per il 2014, del Comando Logistico Nord Padova. Sotto il profilo delle quantità , la dotazione del nuovo Ente offre dunque sufficienti garanzie (sono 167 le unità oggi complessivamente effettive nei tre Enti, dunque dieci in più, ma si deve anche considerare che sono previsti alcuni pensionamenti ex DL 95); a giudizio di FLP DIFESA, però, per avere il quadro completo di situazione, occorre anche conoscere la struttura organizzativa dell’Ente, l’articolazione degli Uffici/Sezioni e le professionalità previste al loro interno, con i relativi incarichi. Dire, per esempio, che sono previsti 9 funz. amm. senza aggiungervi dove saranno impiegati e con quali incarichi, significa per noi non poter comprendere appieno gli effetti del riordino. E’ di tutta evidenza, dunque, che senza quei dati di conoscenza, il confronto con le OO.SS. risulta mancante di elementi essenziali ai fini di una corretta valutazione, anche per quanto attiene i reali intendimenti della F.A. in merito alla c.d. “civilizzazione” che dovrebbe orientare il processo di riforma. Abbiamo pertanto chiesto a SME-RPGF di fornirci i dati di cui sopra (organigramma, professionalità e incarichi) e di aggiornare conseguentemente la riunione a successiva data, sospendendo nell’attesa ogni determinazione. A tal riguardo, SME-RPGF ha preso atto della nostra richiesta e si è riservata una risposta a breve.
Abbiamo anche chiesto che, analogamente a quanto avvenuto per altri Enti riorganizzati (IGM di Firenze, per esempio), si apra quanto prima possibile il tavolo locale per approfondire tutte le questioni comunque legate alle attività del nuovo Ente e all’impiego del personale, allo scopo di determinare le migliori condizioni di partenza. Ovviamente, lo stesso ragionamento è stato proposto da FLP DIFESA anche per la Scuola TRAMAT e verrà riproposto per tutti gli Enti di nuova costituzione.
Sempre con riferimento all’area territoriale, su precisa richiesta di FLP DIFESA scaturita dalla lettura dei provvedimenti inseriti negli “annessi” degli schemi di decreti attuativi della delega consegnati alle OO.SS. il 3 luglio u.s. (si veda il Notiziario n. 77 di pari data), SME-RPGF ha precisato che, a seguito dell’entrata in vigore del DPR 15 novembre 2012, n.236 recante il nuovo Regolamento del Ministero della difesa in materia di lavori, servizi e forniture in vigore dal 6 luglio 2013 (vds Quaderno FLP DIFESA n. 6, pubblicato come “News” sul nostro sito web), la F.A. è stata obbligata ad un ripensamento in merito all’originale intendimento di accorpare le aree territoriale e infrastrutturale (vds. Notiziario n. 10 del 24 gennaio 2013). Le due aree rimarranno dunque separate: al vertice dell’area territoriale sarà posto, entro il 31.12.2014, il Comando per il territorio per riconfigurazione dell’attuale Comando militare della Capitale, mentre al vertice dell’area infrastrutturale sarà posto il costituendo Dipartimento Infrastrutture dello SME da cui dipenderanno direttamente gli Enti periferici (Reparti Infrastrutture etc.), essendo comunque confermata per il 2016 la soppressione dei Comandi Infrastrutture Nord di Padova , Centro di Firenze e Sud di Napoli cui attualmente fanno capo gli Enti periferici.
Infine, e ancora con riferimento all’ area territoriale, a seguito di nostra precisa richiesta, SME-RPGF ha confermato l’invio delle nuove dotazioni organiche a carattere sperimentale dell’Istituto Geografico Militare (IGM) di Firenze, che, come è noto, è stato riorganizzato accorpando alle storiche competenze cartografiche anche quelle nuove di carattere territoriale in capo ai sopprimendi CME Toscana e CEDOC Firenze, operazione questa da noi non condivisa per i motivi più volte spiegati.
A tal riguardo, e con l’intendimento di dare una corretta partenza della sperimentazione, abbiamo chiesto che SME-RPGF solleciti l’Ente a fornire rapidamente alle OO.SS./RSU interessate le nuove dotazioni/organigrammi/incarichi dell’IGM, e con le stesse Rappresentanze locali definisca il percorso, i tempi e le verifiche di questa sperimentazione. E’ di tutta evidenza che, senza questa necessaria premessa, diventa improponibile dare il via alla procedura di reimpiego del personale, atteso che il reimpiego ha come presupposto essenziale la conoscenza delle possibilità effettive d’ impiego.
Pubblichiamo di seguito la “scheda illustrativa” predisposta da SME-RPGF in previsione della riunione di ieri, già in possesso delle nostre strutture, e le slides utilizzate per l’illustrazione in riunione, che ci sono state fornite da SME-RPGF su nostra richiesta.
Proseguono, presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite congiuntamente, le audizioni dei vertici delle Forze Armate. Dopo l’audizione del Capo di SMD, amm. Binelli Mantelli, di cui abbiamo dato conto nel precedente Notiziario n. 61 del 30 maggio u.s., è stata la volta del Capo di Stato Maggiore Esercito, gen. Claudio Graziano, che è stato audito il 5 giugno u.s.. Ne diamo conto solo ora, perché il resoconto con l’intervento del Capo di SME è stato pubblicato sul sito del Senato solo qualche giorno fa.
Il Capo di SMD ha esordito dicendo che la F.A. è alla vigilia di una profonda trasformazione, che “costituisce una vera sfida” e “inciderà su tutti i settori, imponendo scelte dolorose, ma inevitabili”. Detta riorganizzazione comporterà una contrazione del personale militare del 20% rispetto al modello 2001, e dunque da 112.000 a 90.000 unità, “con una riduzione del 30% dei dirigenti e del 30 % delle strutture organizzative, da conseguire entro il 2018”. Per quanto riguarda il personale civile, “che nell’Esercito conta attualmente circa 9.800 unità” , si dovrà arrivare “ad una consistenza pari a 6.800 unità a fine processo… che avverrà”, come dirà più oltre, “in modo graduale in base alle fuoruscite fisiologiche”
Dopo aver fornito alcuni numeri in merito all’impegno della F.A., “chiamata a garantire, senza soluzione di continuità, un impegno medio annuo nelle operazioni all’estero di circa 6000 uomini e donne” , il gen. Graziano è passato ad illustrare l’attuale organizzazione dell’Esercito; ha poi fornito dati molto interessanti sul bilancio finanziario della F.A. (“oggi, ben il 79% delle risorse finanziarie è dedicato al personale, il 15% all’investimento in mezzi e materiali e solo il restante 6%, in prima approssimazione, è dedicato all’Esercizio”), che denotano squilibri ben superiori rispetto alla media finora indicate dal Vertice politico (rispettivamente: 70, 18 e 12%), segnalando che la F.A. riesce a tenere ancora sul fronte finanziario “solo grazie alle risorse aggiuntive rese disponibili dal finanziamento delle missioni internazionali”.
Entrando successivamente nel merito del processo di riorganizzazione della F.A. in attuazione della legge delega n. 244/2012, il Capo di SME ha confermato che “l’area territoriale e quella infrastrutturale saranno accorpate per ottenere una gestione unitaria delle infrastrutture, riducendo i relativi organi da 20 a 7” ; per quanto attiene l’area territoriale ex LRM (leva, reclutamento e mobilitazione), il processo di riduzione sarà più corposo, essendo prevista “la chiusura di 87 Enti e unità e la riorganizzazione di 127 Enti, da completare entro il 2018”. Si tratta di numeri che danno la misura della profondità del processo di riduzione cui andrà incontro l’Esercito nei prossimi anni, che interroga tutti sulla possibilità della F.A., già fortemente debilitata dai tagli dell’era Berlusconi-Tremonti, di uscire bene da un processo di queste dimensioni in così pochi anni. E’ una domanda che avevamo rivolto a Di Paola, senza ottenere alcuna risposta.
Successivamente, il Capo di SME si è soffermato sui due provvedimenti attualmente all’esame del Parlamento, il primo relativo alla c.d. “armonizzazione” delle regole per il collocamento in pensione del personale militare per adeguarlo a quelle più penalizzanti della riforma Fornero; il secondo, relativo alla proroga del blocco al 31.12.2010 del trattamento economico, che tocca anche il personale militare. In merito al primo provvedimento, dopo aver ricordato che il personale militare non dirigente ha la possibilità di lasciare il servizio a 55 anni di età atteso che con tutti gli abbuoni “vengono mediamente raggiunti i previsti contribuiti di 41 anni e 5 mesi”, ha auspicato il mantenimento delle attuale regole, con il plauso convinto di molti parlamentari dell’attuale maggioranza. Chissà cosa ne pensano i lavoratori esodati o le molte “vittime” della riforma Fornero, tra le quali vanno annoverati anche i tanti lavoratori civili per i quali il pensionamento è stato rinviato di alcuni anni! Per quanto riguarda invece la proroga del blocco dei trattamenti economici in essere al 31.12.2010, il gen Graziano ha detto che, in qualità di Capo di SME, sentiva “il dovere di rappresentare a quelle Commissioni l’aspettativa forte del personale affinchè si tenga conto della specificità del comparto”, ricordando a tal riguardo “che le progressioni di carriera e le anzianità di servizio rappresentano altrettanti aspetti importantinella struttura organizzativa e nella sua efficienza”, addirittura affermando esiste c’è “un problema etico connesso a tale situazione”. E’ di tutta evidenza che il Generale Graziano, pronunciando queste frasi che abbiamo tratto testualmente dal testo del resoconto, ha parlato verosimilmente più da militare che da Capo dell’Esercito, e diciamo questo con una certa amarezza. Ove il gen. Graziano avesse infatti parlato da Capo dell’Esercito, si sarebbe ricordato che dentro la sua Forza Armata, oltre ai colleghi militari degni di giuste attenzioni, operano anche migliaia di lavoratori civili che hanno trattamenti economici di gran lunga inferiori a quelli dei militari con i quali debbono comunque mantenere le proprie famiglie, non godono di benefit di alcuna natura (per esempio, pagano l’affitto per la propria abitazione o pagano un mutuo, non godendo di appartamenti di servizio) e hanno le carriere anch’esse bloccate, atteso che neanche i passaggi di fascia (non le promozioni!) possono oggi essere corrisposti. Se allora parliamo, come ha fatto il gen. Graziano, di “problema etico”, beh, quello che tocca i lavoratori civili in conseguenza dei blocchi intervenuti non può che essere considerato almeno altrettanto “etico”, ma di esso il gen. Graziano non ha fatto menzione alcuna. Proprio per questo, questa parte dell’intervento del gen. Graziano ci è apparsa davvero una caduta di tono, che non possiamo evitare di segnalare con amarezza ai colleghi.
Troverete pubblicato, di seguito, l’intervento integrale del gen. Graziano pronunciato nel corso dell’audizione del 5 u.s. ; in aggiunta, troverete pubblicato anche il testo dell’intervento del Capo del 1° Reparto di SMD, gen. Franco Marsiglia, che è stato audito, qualche giorno dopo, in merito al Regolamento di armonizzazione pensionistica attualmente all’esame della Commissione Difesa, su cui si è anche soffermato il gen. Graziano.
Mercoledì 20 p.v., è prevista l’audizione del Capo di SMM, amm. Giuseppe De Giorgi, su cui riferiremo in un successivo Notiziario.
Nella mattinata di oggi, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Claudio Graziano, ha incontrato le OO.SS. nazionali. Si è trattato del primo confronto con il Capo di SME, davvero proficuo e cordiale, che è servito a un primo giro d’orizzonte sulle principali questioni sul tappeto che interessano il personale civile.
Il confronto è stato avviato dall’intervento introduttivo del gen. Graziano che ha ricordato il momento difficile che il Paese sta attualmente attraversando, nel cui contesto si iscrive anche la riforma dello strumento militare, finalizzata a migliorarne l’assetto complessivo in termini qualitativi e ad adeguarlo agli intervenuti mutamenti geostrategici. Ha ricordato i tagli di personale da qui al 2024 (-33.000 militari e -10.000 civili) e l’impegnativo riordino strutturale (-30% minimo in sei anni), con le accelerazioni impresse dalla “spending review”. Una profonda riforma del suo assetto operativo, dunque, è quella che attende nei prossimi anni la F.A. , rispetto alla quale il Capo di SME ha segnalato la necessità di una piena valorizzazione delle professionalità civili e di un rapporto di collaborazione con le Parti sociali. E’ poi seguito il consueto giro di interventi di tutte le OO.SS. presenti al tavolo, che sono apparsi abbastanza convergenti tra di loro.
Nel proprio intervento, la FLP DIFESA ha riproposto gli stessi argomenti già posti all’attenzione degli altri Vertici militari. La prima questione, la più importante, riguarda l’imminente riordino delle FF.AA. in attuazione della legge delega voluta dall’ex Ministro Di Paola, con il connesso rosario di provvedimenti che troveranno posto nei Decreti delegati di prossima adozione. L’Esercito sarà, di gran lunga, la F.A. maggiormente interessata, e anche, per questo, abbiamo segnalato anche al gen. Graziano la necessità di un coinvolgimento a monte e non a valle delle scelte connesse ai provvedimenti di riordino. Immaginare di procedere prescindendo da questo aspetto, significa a nostro avviso muovere con il piede sbagliato, convinti come siamo che riforme di tale portata viaggino molto meglio attraverso la ricerca di “soluzioni condivise” e inclusive, piuttosto che attraverso soluzioni imposte, percorsi autoritativi ed esibizioni muscolari, che a volte sembrano orientare l’azione di qualche nostro Dirigente. Recenti accadimenti, su cui abbiamo richiamato l’attenzione del tavolo, ci convincono che esiste oggi un rischio di questa natura, il che preoccupa. Analogamente, abbiamo sollecitato un coinvolgimento delle OO.SS. anche per quanto attiene la imminente rivisitazione delle dotazioni organiche, con la connessa rideterminazione degli assetti organizzativi degli Enti e degli incarichi: trattasi di una partita decisiva, le cui scelte avranno riflessi importanti su più versanti (FUA/FUS; progressioni; mobilità; reimpieghi), sui quali ultimi abbiamo richiamato la necessità di una puntuale osservanza delle procedure del CCNI.
Abbiamo infine sollecitato l’attenzione del Capo di SME sul problema relativo al progressivo invecchiamento delle professionalità civili (l’età media è vicina ai 56 anni!), questione particolarmente importante per i Poli, e per questo abbiamo segnalato la questione relativa all’assunzione dei vincitori di concorso nei termini già posti all’attenzione del Capo SMD (vds. Notiziario 53).
Il Capo di SME ha preso atto degli argomenti sollevati, riservandosi su alcuni di essi un successivo approfondimento, in particolare sulle problematiche dei Poli, il cui potenziamento, ha detto il gen. Graziano, rappresenta comunque per la F.A. una priorità rispetto a tante altre (anche agli stessi F35). Infine, il Capo SME si è detto disponibile ad ulteriori confronti e ha ribadito l’intenzione di coinvolgere le OO.SS. nei processi di riordino, confermando comunque il progetto di accorpamento delle aree territoriale e infrastr.
Il confronto di oggi chiude il ciclo di incontri con i Vertici militari, che ha certamente rappresentato un fatto nuovo e positivo nelle relazioni sindacali nazionali, e che ci auguriamo abbia un seguito in futuro.
Di seguito, pubblichiamo come allegato la “Direttiva tecnica” emanata da SME sulla formazione del personale civile dell’anno 2013.
La lunga e complessa vicenda legata al riordino della Sanità Militare si arricchisce di una nuova importante puntata. Lo SM dell’Esercito, la forza armata di gran lunga più toccata dai provvedimenti di riordino, ha inviato ai Comandi territoriali interessati la circolare prot. n. 425 datata 28.02.2013, che alleghiamo, con la quale, “rendendosi necessario provvedere al completamento delle procedure per la ricollocazione dei dipendenti interessati”, ha disposto: l’elaborazione di “piani dettagliati di reimpiego” che, nel caso di mancata espressione di desiderata da parte dei lavoratori, dovranno avere a riferimento il piano messo a punto da SME per ciascun Ente in riordino e inviato al Comando territoriale competente in allegato alla stessa circolare; “l’indizione di apposita riunione con le OO.SS. per l’esame congiunto/contrattazione” dei predetti piani; e, infine, “la formulazione a SME delle proposte definitive di trasferimento”, operazioni, queste, tutte “da completare entro e non oltre il 12 marzo p.v.”.
I contenuti della circolare di SME confermano una volta per tutte quanto da noi scritto nel Notiziario n. 15 del 4 febbraio u.s., e cioè che l’ultima riunione nazionale al Gabinetto era approdata ad un “rinvio diretto alla contrattazione locale, che dunque avverrà senza il preventivo avallo del livello nazionale sull’ipotesi generale di reimpiego”, circostanza questa che abbiamo ritenuto “non di poco conto”. Le contrattazioni locali per la definizione dei piani di reimpiego dovranno dunque concludersi “entro e non oltre il 12 marzo 2013”, e immaginiamo che, a distanza di qualche giorno, il Gabinetto del Ministro riconvocherà i tavoli nazionali per acquisire il “consenso politico” delle OO.SS. nazionali, momento questo che, da tappa intermedia nella normale procedura di reimpiego, dovrebbe dunque diventare la tappa conclusiva di questi reimpieghi, dopo la quale ci saranno i trasferimenti del personale disposti da Persociv.
Ovviamente, fermo restando sul piano politico i giudizi critici e le riserve da noi ripetutamente espresse in ordine al metodo e al merito di questo riordino, anticipiamo che, ai fini dell’espressione del nostro “consenso politico”, valuteremo con attenzione le singole situazioni, tenuto conto in primo luogo delle risultanze conclusive delle contrattazioni locali. In ogni caso, ribadiamo in questa sede le indicazioni contenute nel Notiziario sopra richiamato e che riportiamo:
• negli Enti nei quali i lavoratori hanno espresso i propri desiderata sulla base delle disponibilità interforze rese note dall’Amministrazione, si potrà procedere alla contrattazione locale;
• negli Enti invece dove invece la prima fase della procedura è saltata, occorrerà a nostro avviso partire necessariamente dalla raccolta dei desiderata dei lavoratori espresse sulla base delle disponibilità interforze fornite dall’Amministrazione, per poter procedere alla contrattazione;
• tenuto conto che il piano di reimpiego definitivo, per poter diventare esecutivo e dar luogo ai movimenti sanzionati da Persociv, deve essere sottoscritto dall’ Amministrazione e dalle Parti sindacali, è di tutta evidenza che questo potrà avvenire solo quando tutte le problematicità evidenziate in loco abbiano trovato soluzioni condivise. Questo dovrà valere per tutti gli Enti, ma in particolare per il DMML di Chieti, dove le maggiori diponibilità offerte dall’Arma e lo slittamento al 2018 della soppressione del locale CEDOC, hanno aperto scenari meno problematici, in attesa di conoscere la praticabilità effettiva in materia di mobilità verso Uffici di altre Amministrazioni Pubbliche nella sede di Chieti e provincia.
Con l’occasione, informiamo anche i colleghi che, in ordine ad alcuni problemi intervenuti in Enti del settore Logistico e in primis della Sanità, abbiamo inviato al Capo di SME la nota qui allegata, che reca anche l’ implicito invito ad un incontro del Capo dell’Esercito con le OO.SS. nazionali.
Lo SME-RPGF-Uf. OO.FF. ha incontrato in data odierna, a tavoli separati, le OO.SS. nazionali per fornire loro informazioni in merito ai provvedimenti di riordino in chiave riduttiva che la F.A. intende varare per raggiungere gli obiettivi fissati dalla L.135/2012 (“spending review”, -2385 posizioni organiche) e dalla L. 244/2012 (legge delega riordino strumento militare, -7894 posizioni).
In apertura di riunione, il Col. Vespaziani, Capo Ufficio RPGF-OO.FF., ha illustrato i provvedimenti previsti, che ci erano stati anticipati nella scheda già pubblicata sul nostro sito nello spazio “Agenda Nazionale” e ora di seguito allegate , e con l’ausilio di slides che alleghiamo al Notiziario. Il piano di riordino interessa tutte le aree della F.A. e, per ciascuna di esse, si svilupperà con la tempistica e le modalità di seguito indicate:
* Area di Vertice: è prevista nell’arco temporale di 3 anni la riorganizzazione dello SME per adeguarne la configurazione a quella di SMD, il che comporterà quasi certamente la creazione di un nuovo Reparto. Prevista anche la riorganizzazione del settore “selezione e reclutamento”, con soppressione dei Centri VFP1 di Bologna, Bari e Cagliari che comporterà il reimpiego complessivo di 19 lavoratori.
* Area Operativa: il riordino è articolato in tre fasi temporali, ed ha l’obiettivo di ridurne la configurazione, garantendo in ogni caso la mission della F.A.. Le “Brigate di manovra” assumono un ruolo centrale e peraltro potenziato dal conferimento delle capacità logistica ed esplorante, e verranno tutte concentrate nelle vicinanze delle aree addestrative. Nel quadro del più ampio progetto NATO, dette Brigate, ridotte a n. 9, dipenderanno dai Comandi divisionali, che sostituiranno i FOD; è pure prevista la costituzione a Pisa del COMFOSE. I provvedimenti per il 2013 sono indicati nella slide n. 14, mentre nella n. 15 sono elencati tutti i cambi di dipendenza, che abbiamo concordato con SME avverranno tutti, per questa come per le altre aree, con procedura semplificata di reimpiego. Il personale civile toccato dai provvedimenti di soppressione ammonta complessivamente a 31 unità.
* Area Formazione: il piano di riordino di quest’area è stato oggetto di informazione nella precedente sessione informativa del 6 dicembre u.s., e pertanto per il dettaglio si rinvia al Notiziario n. 168 di pari data. Aggiungiamo solo che i provvedimenti previsti per il 2013 sono indicati nella slide n. 23 e che l’unica soppressione riguarda il 57° BTG. “Abbruzzi” e coinvolge n. 6 unità di personale civile.
* Area Logistica: l’obiettivo è quello di ridurre le catene di comando, passando da una strutturazione per area a quella per funzione. Da qui la soppressione, prevista entro il 2015, dei Cdi Logistici Nord (Padova) e Sud (Napoli), e la riconfigurazione di alcuni organi esecutivi (Cerimant; Parchi; Cerico; etc.). Conseguentemente, gli Enti faranno capo ai costituendi (nel 2013) Comandi di settore (Tramat, Commissariato, Sanvet e Tecnico), che nasceranno per riorganizzazione degli attuali Dipartimenti. I provvedimenti previsti per il 2013 sono quelli indicati nella slide n. 30, mentre il personale complessivamente toccato dai provvedimenti di soppressione ammonta a n. 261 unità, comprensive di quelli legati al riordino della Sanità militare (DMML, etc.) che è, come noto a tutti, materia di strettissima attualità e sulla quale pertanto rinviamo ai diversi e precedenti Notiziari.
* Area Territoriale / Infrastrutture: il cuore del riordino di questa costituenda area è dato dall’accorpamento dell’attuale “area territoriale”, che ha competenza sulle infrastrutture, con l’attuale “area infrastrutturale”, che ne gestisce il mantenimento, con le nuove competenze indicate nella slide n. 42. E’ prevista la costituzione nel 2016 in Roma del Comando unificato di vertice (COMTERINFRA), che avrà alle sue dipendenze n. 6 alti comandi territoriali (TO, NA, PD, FI, CA e PA). In merito ai provvedimenti di riordino 2013, è prevista la soppressione di n. 8 Centri Documentali (BA; CZ; FI; NA; PD; PE; TN e PZ-Uf.Doc) che verranno riconfigurati quali Uffici Documentali dei CME sovraordinati. Contemporaneamente, verranno riconfigurati in senso capacitivo i CME di BA, CZ, NA, PE e TN, mentre il CME Toscana verrà soppresso con contestuale transito di funzioni all’IGM di Firenze, in ordine al quale provvedimento abbiamo già espresso le nostre motivate perplessità (vds. Notiziario n. 168 del 6.12.2012). E’ inoltre prevista anche la riconfigurazione del CEDOC di Roma in “Centro Unico Gestione Archivi”. Per quanto invece riguarda l’attuale area infrastrutturale, nel 2013 è prevista la soppressione dei Nuclei tecnici di PE, CZ, ME, Solbiate, TV e LI e anche quella, più corposa in termini di personale coinvolto, della Sezione Staccata di Verona, che impiega attualmente 39 lavoratori.
Questi, in sintesi, i contenuti della illustrazione, cui è seguito l’intervento della nostra O.S. che:
– ha preso atto dei provvedimenti che per l’Esercito, come per la Marina e la Sanità militare, appaiono al di fuori dei percorsi previsti dalla L. 244 (Decreti Delegati) e delle indicazioni venute dal Parlamento (o.d.g. Cirielli) e in alcuni casi fortemente velocizzati;
– ha lamentato il mancato coinvolgimento preventivo delle OO.SS., ancora una volta oggetto solo di comunicazioni a valle di decisioni già assunte, e a tal riguardo ha richiesto: sul livello nazionale, l’apertura di tavoli tecnici per gli approfondimenti di tutti gli aspetti legati al riordino delle aree di maggior presenza del personale civile (logistica e territoriale/infrastrutturale), su cui RPGF-OO.FF. ha dato piena disponibilità, e che dovrà a nostro avviso essere accompagnata dall’avvio di tavoli di informazione/confronto con OO.SS./RSU in merito alle ricadute in loco e ai riflessi sul personale;
– ha preso positivamente atto delle rassicurazioni fornite dall’Amministrazione circa la completa tenuta degli attuali livelli occupazionali civili da qui al 2024, che però a nostro avviso dovrà essere accompagnata da uno “scatto” che attendiamo dalla F.A. nell’impiego e nella valorizzazione del personale civile all’interno del suo nuovo modello di organizzazione;
– ha segnalato la necessità che le OO.SS. vengano coinvolte sin da subito in ordine agli intendimenti della F.A. legati ai processi di riordino per gli anni successivi al 2013, e che si andranno ad iscrivere nelle scelte, per gran parte probabilmente già definite, di attuazione della spending review (al 2016) e della legge delega (al 2024), operazione questa che necessita di massima trasparenza nelle scelte, negli obiettivi e nei percorsi e che andrà auspicabilmente gestita attraverso il confronto con il Sindacato;
– ha rappresentato infine la necessità che le procedure di reimpiego vengano puntualmente attuate anche sotto il profilo della tempistica, non essendo ammissibile a nostro avviso, come è avvenuto qualche giorno fa, che venga comunicato ai lavoratori la soppressione del proprio Ente e, qualche ora dopo, venga loro richiesto in termini perentori l’espressione di desiderata, senza peraltro informarli preventivamente circa le collocabilità intra ed extra Difesa, come da regole e prassi consolidate.
Notiziario n. 80 dell’ 11 luglio 2013 – Nuova sessione informativa, ieri mattina, a palazzo Esercito, nella quale SME – RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria) ha illustrato alle OO.SS., su tavoli separati, alcuni provvedimenti di riordino che naturalmente si inquadrano nel contesto più generale della riduzione dello strumento militare in attuazione della legge n.244/2012, con […]
Notiziario n. 67 del 15 giugno 2013 – Proseguono, presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite congiuntamente, le audizioni dei vertici delle Forze Armate. Dopo l’audizione del Capo di SMD, amm. Binelli Mantelli, di cui abbiamo dato conto nel precedente Notiziario n. 61 del 30 maggio u.s., è stata la volta del Capo […]
Notiziario n. 55 del 10 maggio 2013 – Nella mattinata di oggi, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Claudio Graziano, ha incontrato le OO.SS. nazionali. Si è trattato del primo confronto con il Capo di SME, davvero proficuo e cordiale, che è servito a un primo giro d’orizzonte sulle principali questioni sul tappeto che […]
Notiziario n. 27 del 4 marzo 2013 – La lunga e complessa vicenda legata al riordino della Sanità Militare si arricchisce di una nuova importante puntata. Lo SM dell’Esercito, la forza armata di gran lunga più toccata dai provvedimenti di riordino, ha inviato ai Comandi territoriali interessati la circolare prot. n. 425 datata 28.02.2013, che […]
Notiziario n. 10 del 24 gennaio 2013 – Lo SME-RPGF-Uf. OO.FF. ha incontrato in data odierna, a tavoli separati, le OO.SS. nazionali per fornire loro informazioni in merito ai provvedimenti di riordino in chiave riduttiva che la F.A. intende varare per raggiungere gli obiettivi fissati dalla L.135/2012 (“spending review”, -2385 posizioni organiche) e dalla L. […]