Si riporta di seguito il testo del “comunicato stampa” diffuso dalla nostra Federazione in data di ieri e relativo alla “marchetta pre-elettorale” gentilmente offerta da CGIL-CISL-UIL al duo delle meraviglie Renzi-Madia con l’obiettivo di rassicurare i lavoratori pubblici sui prossimi rinnovi contrattuali.
” A diciotto mesi dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale il blocco reiterato dei contratti pubblici, emessa a seguito del ricorso fatto solo dalla FLP nel colpevole silenzio della cosiddetta triplice, dopo due leggi di stabilità che hanno stanziato pochi spiccioli per i rinnovi, Renzi e la Madia, a pochi giorni dalla consultazione referendaria, si convertono sulla via di Damasco e convocano a Palazzo Vidoni, sede della Funzione Pubblica, solo i sindacati “amici”.
Per mettere in campo quest’operazione smaccatamente elettorale non esitano a violare ogni regola di democrazia e di partecipazione, escludendo dall’incontro tutti coloro che solo pochi giorni fa sono stati dichiarati soggetti rappresentativi nei comparti del pubblico impiego e legittimati a sottoscrivere gli accordi.
Ma è tutta una manfrina.
Se il Governo vuole veramente rinnovare i contratti stanzi nella legge di stabilità del 2017 le somme necessarie e non le elemosine, modifichi da subito le norme penalizzanti sul lavoro pubblico e sulla contrattazione, emani le direttive all’Aran,consenta finalmente l’apertura vera del negoziato. Nelle sedi e con i soggetti competenti e soprattutto mettendo sul tavolo le risorse.
Ed eviti queste sceneggiate che offendono solo l’intelligenza e la dignità di milioni di lavoratori.
Roma, 24 novembre 2016″
L’incontro di ieri fa il paio con quanto sta succedendo in molte AA.CC., dove i Vertici politici abbondano in promesse e impegni per imbonire i lavoratori e portarli alle urne a votare “SI” al referendum. Ne abbiamo contezza anche nel M.D., con gli impegni su fondo integrativo e progressioni tra le aree, di cui non c’è traccia alcuna nel DDL Bilancio. Dunque, a babbo morto.
Ma i lavoratori fessi non sono…….
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 101 del 23 settembre 2014 –
Una seduta della Corte Costituzionale
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 31 del 22.09.2014 che riferisce dell’atto di indirizzo e della riunione in ARAN del 18 settembre in ordine all’ipotesi di un CCNQ sulle assenze dal servizio.
” Comprendiamo che in alcuni momenti vi siano sindacati che devono giustificare la propria esistenza e, non avendo idee, copiano quelle che già sono sul terreno. Ma in un momento come questo, nel quale c’è tanto da fare a tutela dei lavoratori, ha senso copiare ciò che già sta facendo la FLP anziché concentrarsi su un obiettivo ben più importante come lo sblocco dei contratti ? Ci riferiamo a due recenti iniziative, palesemente copiate dalla FLP, che stanno circolando in questi giorni e delle quali non crediamo i lavoratori sentissero il bisogno.
La prima è relativa a ricorsi per fare dichiarare incostituzionale il blocco dei contratti. La FLP ha raccolto le adesioni tra i lavoratori quasi tre anni fa con l’iniziativa “Un euro per fare giustizia”, ha prodotto il ricorso circa due anni fa, l’Ordinanza del Tribunale di Roma (giudice Ileana Fedele) che riconosce la fondatezza del ricorso e rinvia le carte alla Corte Costituzionale è stata depositata il 27 novembre 2013 e attendiamo da un momento all’altro la fissazione dell’udienza innanzi alla suprema Corte. Ormai l’iter è bello che avviato. Ma allora che senso ha continuare a leggere di sindacati che stanno dando mandato ai legali di proporre un ricorso per far dichiarare l’incostituzionalità del blocco dei contratti oggi? Ma davvero si può continuare a pensare che i lavoratori hanno l’anello al naso?
La seconda invece ha dell’incredibile e riguarda la trattenuta del 2,5% a titolo di buonuscita per gli assunti dopo il 2000. Proprio in questi giorni abbiamo letto un comunicato, inviato a tappeto a tutti i dipendenti della pubblica amministrazione, nel quale la UIL annuncia di voler organizzare ricorsi per il recupero delle somme indebitamente riscosse. In questo caso dovremmo chiedere i diritti di copyright in quanto non solo hanno copiato la nostra iniziativa, partita oltre un anno fa e che sta già dando i suoi frutti, ma addirittura propone lo stesso iter che la FLP ha intrapreso ovvero la richiesta di emissione ai tribunali di decreti ingiuntivi nei confronti delle amministrazioni. Le differenze sostanziali sono però due:
1) la prima è che la FLP non ha chiesto ai lavoratori di rischiare soldi né di iscriversi al sindacato ma si è accollata le spese di ricorsi pilota per ottenere una giurisprudenza che sia un minimo consolidata prima di proporre ricorsi per i quali si potrebbe anche essere condannati al pagamento delle spese legali in caso di soccombenza. Abbiamo già ottenuto numerosi decreti ingiuntivi nei confronti dei quali le amministrazioni hanno fatto opposizione e attendiamo di avere un certo numero di sentenze prima di far partire ricorsi seriali; il sindacato confederale che ha avviato l’azione invece chiede iscritti poiché la rilevazione al 31 dicembre 2014 delle iscrizioni al sindacato incombe e chi ha perso consensi a rotta di collo per la propria politica fallimentare tenta di recuperarli surrettiziamente;
2) la seconda differenza è ancora più scandalosa: la UIL ha firmato a suo tempo l’accordo interconfederale all’ARAN che ha dato il via alla trattenuta indebita a carico dei lavoratori assunti dopo il 2000 “al fine di evitare disparità di trattamento”, cioè per non creare traumi a coloro che avrebbero preso circa 50 euro al mese in più. Insomma, hanno creato il problema e ora si presentano come soluzione. Sarebbe come se, cari lavoratori, vi avessero tenuto fermi mentre qualcuno vi prendeva a schiaffi per strada e poi vi proponessero di patrocinare una causa per danni contro chi vi ha schiaffeggiato, facendo finta che loro non c’entrano nulla.
La buona fede di queste iniziative sarete voi stessi a giudicarla. La domanda che ci poniamo noi è invece la seguente: anziché copiare male ciò che ha già fatto la FLP, non sarebbe meglio unire le forze e mobilitare insieme i lavoratori per sbloccare i contratti? Le forze di polizia si sono mosse unitariamente e hanno ottenuto (o stanno per ottenere) ciò che era loro dovuto. Quindi, se proprio si vuole guadagnare un minimo di consenso tra i lavoratori, perso grazie alle politiche scellerate degli ultimi anni, non sarà il caso di organizzare una seria mobilitazione dei lavoratori pubblici anziché proporre una scialba e inutile raccolta di firme o come ufficializzato in queste ore la solita scampagnata general generica del sabato pomeriggio a Roma?
Noi siamo disponibili, idee ne abbiamo tante (e infatti ce le copiano). Questo notiziario vale anche come invito pubblico a muoversi in modo incisivo e unitario a tutela dei lavoratori pubblici
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
A tal riguardo, invitiamo i colleghi a rileggere il Notiziario FLP DIFESA n. 128 del 29.11.2013 che riferisce del pronunciamento della Corte Costituzionale sul ricorso FLP sul blocco dei contratti e il Notiziario FLP DIFESA n. 162 del 27.11.2012 relativo all’iniziativa assunta dalla FLP sulla ritenuta TFR del 2,5 %, che confermano il tentativo di copiare le iniziative FLP denunciato nel presente Notiziario dalla nostra Federazione.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 91 del 2 settembre 2014 –
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 28 del 1.09.2014, in cui la nostra Federazione commenta alcune uscite ferragostane del nostro Presidente del Consiglio.
“Il 14 agosto scorso il Presidente del consiglio Renzi ha rilasciato la seguente dichiarazione alla stampa: “La crescita non si innesca abbassando i salari e facendo riforme che dovrebbero essere finalizzate all’abbassamento della qualità della vita dei lavoratori con la motivazione che saremmo più competitivi”.Di fronte a dichiarazioni di questo genere ci sembra di essere davanti ad una sorta di dottor Jekyll e Mr. Hyde, un personaggio che si trasforma a seconda delle circostanze.(altro…)
Notiziario n. 52 del 19 maggio 2014 –
Il Presidente Renzi e la Ministra Madia
Riportiamo di seguito il testo del Notiziario FLP n. 17 del 13.05.2014 nel quale si segnala la pericolosità delle disposizioni contenute nell’art. 16 del D.L. n. 66/2014 (quello degli 80 €, che ripubblichiamo su questa stessa pagina), che prevede che entro il 15 lug. p.v. i Ministeri possano essere riorganizzati con un DPCM Decreto del Presidenze del Consiglio dei Ministri).
“Sia chiaro: non siamo tra quelli che sputano sopra agli 80 euro che i lavoratori dipendenti a basso reddito troveranno nella busta paga di maggio. Pensiamo che in periodi come questo ogni euro che finisce nelle tasche dei lavoratori sia il benvenuto. Però, se questi ottanta euro diventano la foglia di fico dietro la quale continuare a sprecare, tenere ancora la pubblica amministrazione sotto il giogo della politica, non rinnovare i contratti o, peggio ancora, se si rivela una semplice “partita di giro”, abbiamo il dovere di denunciarlo con forza e provare a cambiare realmente le cose.
Con il Decreto Legge n. 66/2014, ovvero quello degli “80 euro di Renzi”, ci sembra che il Governo si stia comportando nei confronti dei lavoratori pubblici come tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi anni, dando con una mano e prendendo con due: infatti, prima il Governo, per bocca del Ministro Madia e del Presidente del Consiglio ha affermato che gli 80 euro sono più di un rinnovo contrattuale, escludendo di fatto il rinnovo di contratti scaduti da quasi cinque anni; poi ha dimostrato di procedere ad alcune nomine con il criterio della fedeltà politica anziché del buon andamento della pubblica amministrazione; e ora, anziché intervenire sugli sprechi, rispolvera i “tagli lineari” tanto cari a Tremonti – con annesse probabili chiusure di uffici, taglio di servizi ai cittadini e spese per i lavoratori pubblici – nascondendoli tra le pieghe del Decreto sugli 80 euro.
L’articolo 16 del D.L. non solo taglia da subito 240 milioni di euro ai Ministeri, rendendoli da subito indisponibili, ma prevede con una procedura semplificata l’adozione di decreti di riorganizzazione dei Ministeri entro il prossimo 15 luglio (quindi praticamente da subito) “…al solo fine di realizzare interventi di riordino diretti ad assicurare ulteriori riduzioni di spesa”.
Insomma, alla fine, tra il mancato rinnovo dei contratti, la cosiddetta spending review che ha già provocato la chiusura di tanti uffici sul territorio e l’ulteriore riorganizzazione dettata dal nuovo decreto, la partita degli 80 euro rischia di risolversi, per i dipendenti pubblici e anche per i cittadini, in un gioco a somma negativa. È inutile dare 80 € con una mano e chiudere Uffici sul territorio con due, costringendo i cittadini a spostarsi per ricevere i servizi e i dipendenti pubblici addirittura a riorganizzare la propria vita cambiando luogo di lavoro, con ripercussioni sul portafogli e anche sulla vita familiare.
La FLP non smetterà mai di presentare proposte per dimostrare che non è con i tagli lineari che si risolvono i problemi di bilancio ma è con la lotta agli sprechi, alla corruzione, al malaffare e agli appalti gonfiati che spesso vanno a foraggiare proprio la politica.
Sul fronte dei contratti, oltre a continuare la nostra battaglia per i rinnovi attendiamo il giudizio della Corte Costituzionale sul nostro ricorso che abbiamo denominato “Un euro per la giustizia”. Sugli eventuali tagli siamo già impegnati per modificare la norma affinché non ci siano riorganizzazioni selvagge e chiusure insensate di uffici sul territorio. Nel contempo incalzeremo i singoli Ministri e i vertici dei ministeri affinché non presentino al Presidente del Consiglio proposte di riorganizzazione senza prima sottoporle al confronto con i sindacati.
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 9 del 3.3.2014, in cui si da notizia della manifestazione promossa dalla nostra Federazione davanti alla sede della Funzione Pubblica.
“Il 28 febbraio scorso, presso Palazzo Vidoni, nonostante un tempo avverso che certo non deponeva a vantaggio della partecipazione, si è svolta l’assemblea cittadina con manifestazione nazionale promossa della FLP e dai suoi Coordinamenti Nazionali per sensibilizzare la nuova compagine di governo sulla necessità di rinnovare i contratti di lavoro del personale pubblico, sbloccarne le carriere e avviare un serio processo di riforma della Pubblica Amministrazione Italiana.
L’assemblea, molto partecipata, ha visto la presenza di centinaia e centinaia di lavoratori pubblici provenienti dai diversi settori delle nostre Amministrazioni, dai colleghi delle Agenzie Fiscali a quelli dei Beni Culturali, dai colleghi della Giustizia a quelli della Difesa, della Scuola, del Lavoro e della Sanità pubblica e privata ed altri ancora.
Moltissimi gli striscioni e le bandiere dei diversi Coordinamenti Nazionali di Settore, tutti caratterizzati dalla richiesta pressante alla politica ed al Governo di avviare celermente il confronto con le Parti Sociali in ordine alle problematiche a fattor comune fra i lavoratori pubblici (contratti, carriere e riforma) e, anche, di aprire specifici confronti sui Regolamenti di riorganizzazione che le diverse Pubbliche Amministrazioni stanno definendo unilateralmente senza alcun coinvolgimento delle rappresentanze sindacali, regolamenti che nella maggior parte dei casi sono solo la riproposizione di vecchie strutture precedenti con il solo potenziamento delle Direzione Generali e delle burocrazie a netto svantaggio delle attività sul territorio e dei servizi al cittadino.
Un tema ripetuto più volte dagli slogan e dagli interventi che si sono susseguiti in piazza, è stato quello legato al forte contrasto verso la spending review, ora del Commissario Cottarelli ma ancora prima di tanti suoi predecessori che hanno soprattutto tagliato in modo “lineare” gli organici del personale e si sono guardati bene dal tagliare sprechi e privilegi della politica e degli alti burocrati delle diverse Amministrazioni.
Su questo, negli interventi che si sono susseguiti, è risuonata forte la volontà di denunciare all’ opinione pubblica, attraverso i media e gli organi di stampa, tutti i casi di “mala burocrazia” e di utilizzo improprio delle risorse e delle attività pubbliche a vantaggio delle lobbies e dei gruppi di potere.
E sempre gli interventi dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali FLP hanno evidenziato la necessità che la politica ed il Governo mettano al centro dell’interesse una “buona” Pubblica Amministrazione come volano per la crescita del Paese e per il benessere delle famiglie.
La manifestazione si è conclusa con la consegna al Dipartimento della Funzione Pubblica, da parte di una delegazione di lavoratori pubblici, in rappresentanza dei milioni di lavoratori pubblici senza contratto e con la carriera bloccata, di una serie di documenti e materiale informativo sulle proposte di FLP e sulle iniziative poste in essere dalla stessa Federazione che hanno raccolto grande consenso quali ad esempio “Un euro per fare Giustizia” che prosegue nel suo percorso dinanzi alla Corte Costituzionale teso a far riconoscere anche dalla Giustizia del nostro Paese il diritto al rinnovo dei contratti e la colpa di chi li ha indebitamente bloccati.
Facciamo riserva di dare comunicazione in ordine alle prossime iniziative e ringraziamo tutti coloro i quali hanno aderito ed hanno dato il loro fattivo contributo per la riuscita della manifestazione nazionale.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP
Notiziario n. 16 del 21 febbraio 2014 –
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 6 del 20.02.2014 relativo alla manifestazione promossa dalla nostra Federazione per venerdì 28 p.v. e alle motivazioni che la supportano.
A breve si insedierà il nuovo Governo Renzi, il quarto Governo negli ultimi 4 anni, cioè da quando la coppia Tremonti-Brunetta varò il blocco degli stipendi e delle carriere dei dipendenti pubblici, confermato dal Governo Letta per tutto il 2014. In questi anni i nostri salari si sono sensibilmente ridotti, sia come potere d’acquisto sia sul piano nominale. Il risultato è che le “spending review” si sono tradotte quasi esclusivamente in risparmi sul personale, che negli ultimi 3 anni ha lasciato all’erario all’incirca 20 miliardi di euro e quasi mezzo milione di posti di lavoro ma ha anche consegnato al Paese una Pubblica Amministrazione più anziana (quasi il 50% di over 50), meno formata e tra le peggio pagate di tutta Europa, con ovvie ripercussioni sulla motivazione del personale.
La FLP vuole, pretende, di difendere il ruolo della pubblica amministrazione, a tutela dei valori costituzionali e quindi ha deciso di convocare un’assemblea cittadina con manifestazione nazionale per il 28 febbraio a Roma, a Palazzo Vidoni, sede della Funzione Pubblica.
Rinnovo dei contratti, sblocco delle carriere e miglioramento dei servizi pubblici sono le nostre rivendicazioni. A tutti i Governi che si sono succeduti abbiamo tentato di spiegare che una Pubblica Amministrazione efficiente e motivata è condizione necessaria per creare valore aggiunto per le imprese e per erogare servizi adeguati ai cittadini, soprattutto alle fasce più deboli.
Non siamo pregiudizialmente contro nessun Governo e quindi a maggior ragione non possiamo esserlo contro un Governo che non si è ancora formato. Il Presidente del Consiglio incaricato ha però già parlato di riforma della pubblica amministrazione da fare entro maggio. Ebbene, la nostra manifestazione serve anche a chiarire da subito la nostra idea di riforma.
La Pubblica Amministrazione non può essere oggetto dell’ennesima operazione di smantellamento per fare “cassa”, ma deve vedere, invece, pur in un quadro di razionalizzazione e semplificazione dei livelli di governo, confermata ed anzi rafforzata la sua presenza di presidio e di servizio sul territorio. Lo dicevamo sopra e lo ribadiamo. Per garantire livelli adeguati di equità fiscale, di sicurezza, di funzionamento della giustizia, un istruzione ed una sanità pubblica di qualità, migliori e più efficaci servizi alle imprese ed ai cittadini, bisogna valorizzare e coinvolgere il personale, anziché criminalizzarlo come è avvenuto negli ultimi anni con l’adozione di normative penalizzanti, il blocco reiterato dei contratti ed il taglio delle retribuzioni.
Insomma, vogliamo da subito essere coinvolti, dimostrare la bontà delle nostre idee, cambiare l’approccio e le leggi punitive sul lavoro pubblico approvate colpevolmente in questi anni. Per questo manifesteremo in modo deciso, fermo e propositivo il 28 febbraio
LOTTA AGLI SPRECHI E ALLE CASTE, SBLOCCO DEI CONTRATTI E DELLE CARRIERE.
PARTIAMO DA QUESTI OBIETTIVI PER ARRIVARE A UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SANA, PRODUTTIVA ED EFFICIENTE!
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 13 del 13.09.2013 con il quale la nostra Confederazione denuncia l’assordante silenzio da parte del Ministro in materia di relazioni sindacali e anticipa la propria intenzione di chiedere una urgente convocazione.
“Sono passate alcune settimane dalla emanazione da parte del Consiglio dei Ministri di un pacchetto di norme che sotto il cappello del DL 101/2013 trattano di spending review e di contratti di lavoro del Pubblico Impiego; eravamo , guarda caso, ad agosto, ma oggi pensiamo sia arrivato il momento che il Ministro D’Alia convochi le parti sociali e riprenda il filo del discorso di fatto interrotto con l’uscita di scena, si fa per dire, del Ministro Patroni Griffi, con l’attuale Governo Letta sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Ed allora, anticipando già che CSE scriverà al Ministro pro tempore chiedendo che siano con immediatezza convocate le parti sociali, riteniamo necessario ricapitolare le questioni sul tappeto e le nostre iniziative di questi mesi.
Non più tardi di un anno fa, avevamo sottoscritto un accordo (era maggio 2012) che prevedeva la riscrittura delle norme Brunetta anche attraverso il coinvolgimento di tutte le parti sociali del Pubblico Impiego, Enti locali compresi, che doveva permettere, finalmente, il dispiegarsi di una nuova stagione contrattuale, aprendo sia sul fronte delle relazioni sindacali, di fatto azzerate dal 2009, che su quello della ripresa della contrattazione normativa ed economica.
Poi, nell’autunno 2012 la “risposta” del governo: invece di dare seguito agli impegni assunti, una nuova “spending review”, i confronti ”inconcludenti” con Patroni Griffi, l’apertura di tavoli tecnici all’Aran “ingessati” da direttive stringenti e penalizzanti, e poi, un lungo e roboante silenzio sulle relazioni sindacali, proprio mentre le Amministrazioni Centrali avviavano i loro processi di riorganizzazione, rivedevano le dotazioni organiche con esuberi , il Ministro della PA scriveva in beata solitudine nuove norme e il Dipartimento della FP emanava circolari sui pensionamenti senza il benché minimo coinvolgimento delle rappresentanze di oltre tre milioni di pubblici dipendenti.
Noi come CSE, provocatoriamente ma non troppo, a fronte di questi inaccettabili comportamenti, abbiamo deciso di rompere gli indugi, contrastare i luoghi comuni sul lavoro pubblico , ed abbiamo elaborato e presentato le piattaforme contrattuali, discutendole al nostro interno, diffondendole sui luoghi di lavoro ed infine inviandole al Ministro competente per il previsto iter procedurale.
Le piattaforme erano, anzi sono, di carattere normativo ed anche economico e prendono realisticamente in esame il periodo di riferimento del triennio 2013 – 2015; ma, a dire il vero, abbiamo fatto di più, presentando al Parlamento, in sede di audizione, uno specifico e dettagliato documento con il quale abbiamo indicato le direttrici che potrebbero consentire di recuperare fondi anche per i rinnovi contrattuali del Pubblico Impiego, oltre quelli che già le Amministrazioni hanno introitato con i tagli ancora lineari connessi alla spending review in corso.
Adesso che il Governo, ad agosto e nella peggiore delle maniere, ha poi deciso di prorogare ulteriormente il rinnovo dei contratti e delle retribuzioni sino al 2014, e le Amministrazioni Centrali stanno proseguendo in beata solitudine i loro processi di riorganizzazione e di taglio di personale, pensiamo che il sindacato nel pubblico impiego abbia la necessità di reagire, con nuovo sussulto di orgoglio, e debba pretendere la riapertura da parte dell’Autorità politica di tutti i tavoli negoziali, affrontando le ricadute della spending e dei contratti.
Su questo fronte, siamo convinti che ci possano e ci debbano essere gli spazi per un confronto aperto anche su tutti gli aspetti contrattuali, sia normativi che economici, nessuno dei due escluso.
Quello normativo, che consenta una rivisitazione degli assetti ordinamentali diversi ed obsoleti in una amministrazione pubblica che tenta di rimodernarsi, che metta fine alla giungla dei trattamenti giuridici e che introduca e regolamenti in tutte le PP.AA. la mobilità del personale e rafforzi i processi di formazione e di riqualificazione, anche affrontando senza timore le problematiche della performance partendo da quelle delle amministrazioni e dei dirigenti, mutuando modelli evoluti ed aprendo una discussione a valle di un processo di riorganizzazione chiaro ed evidente.
Sul fronte economico, rivisitando innanzitutto una serie di istituti anche essi obsoleti ed anacronistici che dividono il personale (si pensi al trattamento di missione, ai buoni pasto, alla giungla delle indennità con pesi specifici talmente diversi che si può toccar con mano quanto abbiano inciso tante stagioni contrattuali nel loro insieme) ed anche e soprattutto che dia un segnale tangibile in termini economici e di difesa del potere di acquisto delle retribuzioni, per una categoria che mette insieme oltre tre milioni di famiglie italiane non diverse da quelle di altre settori del lavoro e che affrontano i sacrifici ed il peso di una crisi che poggia quasi per intero sul lavoro dipendente.
E su questi aspetti e su queste proposte, come dicevamo in premessa, la CSE formalizzerà nei prossimi giorni una specifica richiesta di immediata riapertura del confronto al Ministro D’Alia.
LA SEGRETERIA GENERALE CSE
Notiziario n. 73 dl 25 giugno 2013 –
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 32 del 25 giugno 2013 relativo alla terza ed ultima parte della piattaforma contrattuale elaborata da FLP e CSE, che questa volta riguarda il rapporto d lavoro e, più specificamente, le proposte in materia di ferie, malattia, permessi retribuiti, congedi parentali e orario di lavoro.
” Con il presente notiziario si conclude la presentazione delle linee guida di Piattaforma per i rinnovi contrattuali 2013-2105 inviate dalla FLP e dalla CSE all’ARAN e alla Funzione Pubblica il 14 giugno scorso.
Ferie (nonostante la contrattualizzazione, abbiamo ancora 4 giorni classificati come festività soppresse che possono essere monetizzate con una cifra irrisoria dal datore di lavoro); trattamento economico previsto per la malattia; iniquità sui congedi parentali e limitazioni sui permessi retribuiti; diritti di difesa violati sulle sanzioni disciplinari; involuzione delle interpretazioni riguardanti l’orario di lavoro. Le materie elencate sono tutte importanti, ma sono state spesso dimenticate nei contratti precedenti.
E che dire della mancata armonizzazione di questi istituti per i quali non vi sono indirizzi chiari ma interpretazioni che cambiano a seconda del comparto di contrattazione?
Insomma, il contratto è anche questo, è la qualità della vita lavorativa, la certezza di poter affrontare un lavoro quotidiano sempre più complesso in piena serenità.
Proprio ciò che oggi spesso manca.
Una parte importante e non secondaria purché, lo ripetiamo ancora una volta, non sia l’unica parte sulla quale il Governo voglia trattare, perché non ci può essere trattativa né rinnovo sulla parte normativa senza un adeguato aumento economico.
Da domani le linee guida presentate in questi giorni in tre parti saranno pubblicate in forma integrale sul nostro sito internet e sui siti dei Coordinamenti nazionali di settore.
Si apre ufficialmente la discussione per mettere a fuoco meglio i singoli istituti, in attesa che il Governo decida di ritirare il Regolamento che blocca per un altro biennio i rinnovi contrattuali e per un altro anno i trattamenti economici individuali.
Buona lettura a tutti!! LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 30 del 21 giugno 2013 relativo alla seconda parte della piattaforma contrattuale elaborata dalla FLP e già trasmessa all’ARAN, che riguarda la parte normativa e, più specificamente, la contrattazione decentrata, l’ordinamento e classificazione del personale e la formazione.
“Come già anticipato con il Notiziario n. 28, continua la presentazione e l’illustrazione delle linee guida di Piattaforma contrattuale per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego.
La seconda puntata riguarda la parte normativa e illustra le idee di massima della FLP/CSE in tema di contrattazione decentrata, ordinamento e classificazione professionale e formazione.
Ci sono proposte per garantire forme di partecipazione maggiore dei lavoratori alla vita degli uffici, per completare o realizzare i percorsi di riqualificazione programmati e mai portati a termine, per la valorizzazione automatica dell’esperienza professionale, l’istituzione di un’area Quadri, la fine dell’idea che le posizioni organizzative e di responsabilità debbano essere a carico dei fondi per il salario accessorio e molte altre proposte.
Allo stesso modo, riguardo alla formazione, la FLP/CSE immagina percorsi che siano realmente improntati alla crescita professionale dei lavoratori e cessino di essere business, ad ogni livello, o leva gestionale del consenso interno agli uffici.
Ricordiamo a tutti che le linee guida che abbiamo inviato all’ARAN e alla Funzione Pubblica una settimana fa sono aperte alla discussione e alle proposte dei coordinamenti di settore della FLP e dei lavoratori; un percorso che si concluderà con la costruzione di una piattaforma dettagliata sulla base della quale andremo a fare le trattative vere e proprie con la controparte, allorquando si aprirà la contrattazione. Non accettiamo il blocco dei contratti e lo stiamo dimostrando con atti concreti. La presentazione delle piattaforme è uno di questi!
Intanto aspettiamo con curiosità l’annunciata presentazione delle piattaforme da parte di altri soggetti sindacali. A questo proposito segnaliamo un’anomalia che stona molto con i proclami dei giorni scorsi: i sindacati cosiddetti confederali hanno indetto una manifestazione per il prossimo 22 giugno. Ebbene, tra i dieci punti rivendicativi, alcuni dei quali riguardano espressamente il pubblico impiego, non trova spazio, nemmeno uno spazio piccolissimo, la rivendicazione del rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici. A noi questa cosa da’ molto da pensare….
Comunque, ricordiamo che l’illustrazione delle linee guida di Piattaforma della FLP/CSE si concluderà nei prossimi giorni con la terza e ultima parte che riguarderà il rapporto di lavoro.
Di seguito, la seconda parte della piattaforma FLP/CSE per il rinnovo contrattuale 2013-2015
Riportiamo di seguito il Notiziario n. 28 del 17 giugno 2013 relativo alla prima parte della piattaforma contrattuale elaborata dalla FLP, le cui linea guida sono state già inviate all’ARAN e alla Funzione Pubblica.
” Finalmente, grazie alla FLP, si apre il dibattito sul rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici: a seguito dell’annuncio prima, e della presentazione poi, delle linee guida di piattaforma contrattuale, prontamente inviati sia alla Funzione Pubblica che all’ARAN, anche gli altri sindacati iniziano a muoversi concretamente, e questo non può che farci piacere.
È comparsa infatti ieri, su alcuni siti sindacali, la notizia che CGIL, CISL e UIL hanno scritto ai Presidenti della Camera, del Senato e delle Commissioni Parlamentari che devono esprimere il parere sul Regolamento che prevede il blocco dei contratti per il biennio 2013 -2014 e il blocco dei trattamenti economici fino a tutto il 2014, preannunciando altresì la presentazione – sulla scorta di quanto già fatto dalla FLP – delle piattaforme contrattuali.
Attenderemo con interesse le richieste economiche in quanto, qualora dovessero essere in linea con le nostre, risulterebbero smentite alcune dichiarazioni fatte in sede di audizione presso le Camere (contratti a costo zero o con i soli risparmi di gestione) e si potrebbe aprire una fase di convergenza e unità sullo specifico tema del rinnovo contrattuale.
L’unica cosa che ci risulta difficile è comprendere come mai, oltre che ai Presidenti di Camera e Senato, la lettera non sia stata mandata come diffida al Governo. Ricordiamo infatti che, per la prima volta il blocco dei contratti e degli stipendi non avviene mediante la presentazione di un disegno di legge che deve essere approvato dal Parlamento ma in base a un regolamento governativo sul quale le Commissioni Parlamentari sono chiamate solo a fornire un parere certamente importante ma solo consultivo.
Comunque, aspetteremo atti concreti, sperando che questi vengano formalizzati anche a Funzione Pubblica e ARAN, reali controparti del sindacato per il negoziato sui rinnovi dei contratti. Intanto, iniziamo a presentare le nostre linee guida di piattaforma che, ricordiamo, sono già state inviate all’ARAN e alla Funzione Pubblica. La prima puntata riguarda la parte economica del contratto. Buona lettura!!
Notiziario n. 135 del 25.11.2016 – Si riporta di seguito il testo del “comunicato stampa” diffuso dalla nostra Federazione in data di ieri e relativo alla “marchetta pre-elettorale” gentilmente offerta da CGIL-CISL-UIL al duo delle meraviglie Renzi-Madia con l’obiettivo di rassicurare i lavoratori pubblici sui prossimi rinnovi contrattuali. ” A diciotto mesi dalla sentenza della […]
Notiziario n. 101 del 23 settembre 2014 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 31 del 22.09.2014 che riferisce dell’atto di indirizzo e della riunione in ARAN del 18 settembre in ordine all’ipotesi di un CCNQ sulle assenze dal servizio. ” Comprendiamo che in alcuni momenti vi siano sindacati che devono giustificare la propria […]
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Notiziario n. 52 del 19 maggio 2014 – Riportiamo di seguito il testo del Notiziario FLP n. 17 del 13.05.2014 nel quale si segnala la pericolosità delle disposizioni contenute nell’art. 16 del D.L. n. 66/2014 (quello degli 80 €, che ripubblichiamo su questa stessa pagina), che prevede che entro il 15 lug. p.v. i Ministeri […]
Notiziario n. 21 del 5 marzo 2014 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 9 del 3.3.2014, in cui si da notizia della manifestazione promossa dalla nostra Federazione davanti alla sede della Funzione Pubblica. “Il 28 febbraio scorso, presso Palazzo Vidoni, nonostante un tempo avverso che certo non deponeva a vantaggio della partecipazione, si […]
Notiziario n. 16 del 21 febbraio 2014 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 6 del 20.02.2014 relativo alla manifestazione promossa dalla nostra Federazione per venerdì 28 p.v. e alle motivazioni che la supportano. A breve si insedierà il nuovo Governo Renzi, il quarto Governo negli ultimi 4 anni, cioè da quando la coppia […]
Notiziario n. 100 del 13 settembre 2013 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 13 del 13.09.2013 con il quale la nostra Confederazione denuncia l’assordante silenzio da parte del Ministro in materia di relazioni sindacali e anticipa la propria intenzione di chiedere una urgente convocazione. “Sono passate alcune settimane dalla emanazione da parte del […]
Notiziario n. 73 dl 25 giugno 2013 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 32 del 25 giugno 2013 relativo alla terza ed ultima parte della piattaforma contrattuale elaborata da FLP e CSE, che questa volta riguarda il rapporto d lavoro e, più specificamente, le proposte in materia di ferie, malattia, permessi retribuiti, congedi […]
Notiziario n. 72 del 24 giugno 2013 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 30 del 21 giugno 2013 relativo alla seconda parte della piattaforma contrattuale elaborata dalla FLP e già trasmessa all’ARAN, che riguarda la parte normativa e, più specificamente, la contrattazione decentrata, l’ordinamento e classificazione del personale e la formazione. “ Come […]
Notiziario n. 70 del 18 giugno 2013 – Riportiamo di seguito il Notiziario n. 28 del 17 giugno 2013 relativo alla prima parte della piattaforma contrattuale elaborata dalla FLP, le cui linea guida sono state già inviate all’ARAN e alla Funzione Pubblica. ” Finalmente, grazie alla FLP, si apre il dibattito sul rinnovo dei contratti […]