Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 32 del 25 giugno 2013 relativo alla terza ed ultima parte della piattaforma contrattuale elaborata da FLP e CSE, che questa volta riguarda il rapporto d lavoro e, più specificamente, le proposte in materia di ferie, malattia, permessi retribuiti, congedi parentali e orario di lavoro.
” Con il presente notiziario si conclude la presentazione delle linee guida di Piattaforma per i rinnovi contrattuali 2013-2105 inviate dalla FLP e dalla CSE all’ARAN e alla Funzione Pubblica il 14 giugno scorso.
Ferie (nonostante la contrattualizzazione, abbiamo ancora 4 giorni classificati come festività soppresse che possono essere monetizzate con una cifra irrisoria dal datore di lavoro); trattamento economico previsto per la malattia; iniquità sui congedi parentali e limitazioni sui permessi retribuiti; diritti di difesa violati sulle sanzioni disciplinari; involuzione delle interpretazioni riguardanti l’orario di lavoro. Le materie elencate sono tutte importanti, ma sono state spesso dimenticate nei contratti precedenti.
E che dire della mancata armonizzazione di questi istituti per i quali non vi sono indirizzi chiari ma interpretazioni che cambiano a seconda del comparto di contrattazione?
Insomma, il contratto è anche questo, è la qualità della vita lavorativa, la certezza di poter affrontare un lavoro quotidiano sempre più complesso in piena serenità.
Proprio ciò che oggi spesso manca.
Una parte importante e non secondaria purché, lo ripetiamo ancora una volta, non sia l’unica parte sulla quale il Governo voglia trattare, perché non ci può essere trattativa né rinnovo sulla parte normativa senza un adeguato aumento economico.
Da domani le linee guida presentate in questi giorni in tre parti saranno pubblicate in forma integrale sul nostro sito internet e sui siti dei Coordinamenti nazionali di settore.
Si apre ufficialmente la discussione per mettere a fuoco meglio i singoli istituti, in attesa che il Governo decida di ritirare il Regolamento che blocca per un altro biennio i rinnovi contrattuali e per un altro anno i trattamenti economici individuali.
Buona lettura a tutti!! LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Riportiamo di seguito il Notiziario n. 28 del 17 giugno 2013 relativo alla prima parte della piattaforma contrattuale elaborata dalla FLP, le cui linea guida sono state già inviate all’ARAN e alla Funzione Pubblica.
” Finalmente, grazie alla FLP, si apre il dibattito sul rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici: a seguito dell’annuncio prima, e della presentazione poi, delle linee guida di piattaforma contrattuale, prontamente inviati sia alla Funzione Pubblica che all’ARAN, anche gli altri sindacati iniziano a muoversi concretamente, e questo non può che farci piacere.
È comparsa infatti ieri, su alcuni siti sindacali, la notizia che CGIL, CISL e UIL hanno scritto ai Presidenti della Camera, del Senato e delle Commissioni Parlamentari che devono esprimere il parere sul Regolamento che prevede il blocco dei contratti per il biennio 2013 -2014 e il blocco dei trattamenti economici fino a tutto il 2014, preannunciando altresì la presentazione – sulla scorta di quanto già fatto dalla FLP – delle piattaforme contrattuali.
Attenderemo con interesse le richieste economiche in quanto, qualora dovessero essere in linea con le nostre, risulterebbero smentite alcune dichiarazioni fatte in sede di audizione presso le Camere (contratti a costo zero o con i soli risparmi di gestione) e si potrebbe aprire una fase di convergenza e unità sullo specifico tema del rinnovo contrattuale.
L’unica cosa che ci risulta difficile è comprendere come mai, oltre che ai Presidenti di Camera e Senato, la lettera non sia stata mandata come diffida al Governo. Ricordiamo infatti che, per la prima volta il blocco dei contratti e degli stipendi non avviene mediante la presentazione di un disegno di legge che deve essere approvato dal Parlamento ma in base a un regolamento governativo sul quale le Commissioni Parlamentari sono chiamate solo a fornire un parere certamente importante ma solo consultivo.
Comunque, aspetteremo atti concreti, sperando che questi vengano formalizzati anche a Funzione Pubblica e ARAN, reali controparti del sindacato per il negoziato sui rinnovi dei contratti. Intanto, iniziamo a presentare le nostre linee guida di piattaforma che, ricordiamo, sono già state inviate all’ARAN e alla Funzione Pubblica. La prima puntata riguarda la parte economica del contratto. Buona lettura!!
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 26 del 14 giugno 2013 relativo alla presentazione da parte della FLP all’ARAN e alla Funzione Pubblica le linee guida di Piattaforma contrattuale per il triennio 2013 – 2015.
(da consaptoscana)
” Questa mattina la FLP e la nostra confederazione CSE hanno presentato all’ARAN e alla Funzione Pubblica le linee guida di Piattaforma contrattuale per il triennio 2013-2015.
Con questo atto, la vertenza per il rinnovo contrattuale entra nel vivo. Infatti, la presentazione di queste linee guida ha una duplice funzione:
– aprire formalmente la stagione contrattuale. Infatti, non bastano presidi, manifestazioni e proteste. Affinché parta la stagione contrattuale è indispensabile la presentazione delle piattaforme alla controparte;
– stimolare il dibattito e chiarire alla politica che non intendiamo accettare il blocco ulteriore dei contratti né rinnovarli a costo zero.
Come vedrete, infatti, queste non sono piattaforme al ribasso, nemmeno dal punto di vista economico. E non è poco.
Infatti, vi abbiamo già raccontato delle audizioni a Camera e Senato sul Regolamento governativo che intende bloccare i contratti per un altro biennio e dell’incontro con il Ministro della Pubblica Amministrazione D’Alia e della richiesta della nostra confederazione CSE di rinnovare i contratti del pubblico impiego.
In entrambi i casi abbiamo purtroppo dovuto registrare la posizione di alcune grandi confederazioni sindacali, che hanno iniziato a parlare di contratto rinnovato a costo zero o con i risparmi di gestione (praticamente zero); qualcuno ha parlato persino di stipulare un ulteriore accordo tra Governo e Confederazioni sul pubblico impiego.
Per fare che cosa, ci chiediamo noi? Abbiamo già in piedi un accordo con il Governo Monti, che prevede il superamento della Legge Brunetta e dei blocchi stipendiali. Non ci serve un altro accordo e non ci serve perdere tempo.
Paradossalmente, sono venute più aperture da parte del Ministro, che ha dichiarato la disponibilità anche al ritiro del Regolamento che bloccherebbe la contrattazione per un ulteriore biennio e i trattamenti economici individuali per tutto il 2014, confermando però che non ci sono fondi per eventuali aumenti stipendiali.
A questo punto è diventato d’obbligo presentare immediatamente le piattaforme con le richieste economiche al Governo.
Come è ovvio, quindi, queste sono linee guida che sono state inviate allo scopo citato ma sono ben lontano dal costituire un documento esaustivo e immodificabile. Visto che la trattativa sul rinnovo dei contratti non partirà certamente domani, queste linee guida sono un punto di partenza per aprire il dibattito con i nostri coordinamenti nazionali e con i lavoratori, per arrivare – in tempi comunque brevi – con delle vere e proprie piattaforme per i singoli comparti di trattativa.
Ribadiamo che i soldi per rinnovare i contratti ci sono, dove prenderli lo abbiamo già chiarito nelle audizioni a Senato e Camera. Se qualcuno vuol far seguire alle larghe intese politiche le larghe intese sindacali sulle spalle dei lavoratori pubblici lo dica chiaramente!! Ma lo dica ai lavoratori, senza prenderli in giro con proclami pubblici che poi vengono smentiti per collateralismo con il Governo Letta!!
Come potrete leggere nelle linee guida, che saranno disponibili sul nostro sito internet all’inizio della prossima settimana, le nostre richieste sono responsabili ma ferme e prevedono l’applicazione per intero degli aumenti previsti dal tasso di inflazione programmata per il rinnovo dei contratti calcolato dall’ISTAT e l’incremento della contrattazione integrativa attingendo ai risparmi di gestione degli Enti.
Crediamo sia ora di accelerare, non si può tornare indietro, anche perché nel frattempo in Parlamento c’è attenzione agli argomenti da noi portati in Audizione. Nelle commissioni parlamentari, infatti, sono tanti i deputati e i senatori – persino nella maggioranza – che hanno preso posizione contro il blocco dei contratti e in Commissione Affari Costituzionali del Senato è stata addirittura presentato dal gruppo del M5S uno schema di parere CONTRARIO sul Regolamento governativo di blocco dei contratti.
Sarebbe imperdonabile se di fronte alle contraddizioni della politica il sindacato non facesse fino in fondo il suo lavoro di tutela dei livelli salariali.
Si riporta qui di seguito il testo del Notiziario FLP n. 23 del 30 maggio u.s. recante una nota di Marco Carlomagno, Segretario generale della nostra Federazione, che lancia un preoccupato grido di allarme sul paventato nuovo blocco dei contratti di lavoro dei dipendenti pubblici, annuncia le iniziative della nostra O.S. e e invita la categoria ad una grande mobilitazione di massa per difendere il nostro diritto ad avere il rinnovo del contratto di lavoro, sia sulla parte economica che in quella normativa.
” Il blocco dei contratti pubblici e la cancellazione dell’indennità di vacanza contrattuale sino al 2015, il tutto supportato da una pronuncia favorevole del Consiglio di Stato, hanno reso ancora più pesante la situazione dei lavoratori pubblici che assistono impotenti allo spregio dei loro diritti fondamentali il primo dei quali è, appunto, il rinnovo del contratto di lavoro.
La nostra Federazione, riunito nella settimana scorsa il Comitato Direttivo Nazionale, ha deciso di avviare con immediatezza una serie di forti iniziative politico sindacali allo scopo di evidenziare a tutti gli interlocutori, politici ed istituzionali, uno stato di insofferenza dei lavoratori pubblici che sta raggiungendo livelli di guardia.
L’obiettivo che ci poniamo è semplice ma difficile da raggiungere: rinnovare i contratti di lavoro per i tre milioni di pubblici dipendenti, e per fare questo riteniamo sia necessario coinvolgere non solo il Governo ed il Ministro competente, al quale abbiamo chiesto un urgente incontro, ma anche i Gruppi Parlamentari di un Parlamento rinnovato in larghissima parte che non possono non farsi carico di un problema di tale portata.
Quali sono, a nostro avviso, le direttrici su cui muovere? La prima, parte dalla considerazione che il rinnovo del contratto non possa non contenere, come invece qualcuno vorrebbe, una concreta proposta di carattere economico con la quale andare a potenziare l’attuale sistema retributivo e che consenta il recupero anche parziale delle quote lasciate sul campo dal blocco dei contratti; a questo deve essere aggiunta la richiesta di uno sblocco del salario accessorio e dei fondi di amministrazione anche in ragione dei risparmi di gestione legati ai precedenti processi di riorganizzazione.
La seconda direttrice riguarda la parte giuridico-ordinamentale che, a nostro avviso, deve essere caratterizzata da una profonda rivisitazione dell’ordinamento professionale dei dipendenti pubblici, superando le attuali modalità di divisione e traguardano realtà pubbliche e para pubbliche più evolute.
La terza direttrice riguarda le relazioni sindacali per le quali è necessario una forte inversione di tendenza rispetto alla attuale fase: occorre riappropriarci del diritto alla contrattazione ma anche pretendere che sul fronte della informazione sindacale vengano date risposte concrete e preventive alle iniziative in atto. Occorre dare ultrattività al precedente CCNL ed ai connessi CCNI ed occorre altresì che il nuovo Ministro della PA “batta un colpo” e che si cominci a ragionare bloccando, per intanto, le insorgenti fasi di forte, potenziale conflittualità legate ad interpretazioni unilaterali che si stanno registrando su iniziativa della Funzione Pubblica.
Altro punto sul quale riteniamo si debba incentrare la nostra azione sindacale è quello della c.d. “spending review”, legge dello Stato fortemente voluta dal Governo Monti che ha operato nuovi tagli lineari alle Pubbliche Amministrazioni ma che non sembra, anzi, non ha portato alcun beneficio di carattere organizzativo alla macchina della P.A. italiana.
Ci chiediamo infatti cosa e come si è operato sul fronte del recupero delle consulenze e delle esternalizzazioni dei servizi, ci chiediamo come si possano tagliare gli organici di alcune Amministrazioni Centrali e poi consentire la permanenza di società “in house” con migliaia di dipendenti che, magari, svolgono le analoghe funzioni dei dipendenti di ruolo in una situazione di precariato costante e con costi notevolmente più alti per le Amministrazioni.
Pensiamo infatti che una Pubblica Amministrazione riorganizzata, con il personale motivato, formato e meglio retribuito, come per altro avviene negli altri paesi europei, non possa che essere un forte volano anche per l’economia del Paese; servizi che funzionano, una macchina pubblica presente ed operativa sui territori, tutto questo, a nostro avviso, non può che avvenire solo ed attraverso il coinvolgimento delle parti sociali.
Chi prima ha teorizzato la soluzione per legge dei problemi della P.A. italiana, al di là della caccia alle streghe operata con il supporto dei media, si è sbagliato clamorosamente così come si è sbagliato chi cercava di imporre modelli di performance identici per amministrazioni diverse e per funzioni assolutamente atipiche.
Occorre, a nostro avviso, avviare una nuova e forte stagione contrattuale per il Pubblico Impiego che metta al centro la questione del lavoro e dei diritti, la questione salariale e di una riforma giusta della P.A; chiediamo al Governo ed al Parlamento di dedicare attenzione ai più di tre milioni di pubblici dipendenti, la più grande azienda del Paese.
Occorre rinnovare i contratti del Pubblico Impiego!!
Si riporta qui di seguito il testo del Notiziario CSE n. 6 del 9 maggio u.s., riguardante la nota inviata dalla nostra Confederazione al Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, on. avv. Gianpiero D’Alia, con la richiesta di un incontro urgente al fine di avviare il confronto sulle problematiche aperte nel P.I. e sul ruolo dei dipendenti pubblici.
Prot.n. 0102/CSE2013 Roma, 9 maggio 2013
All’attenzione del Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione
Egregio signor Ministro,
la scrivente Confederazione Sindacale nel formularLe le più sentite felicitazioni per il suo nuovo e prestigioso incarico di Governo, innanzitutto intende cogliere l’occasione per rappresentarLe lo stato di profondo malessere e di viva preoccupazione del personale della P.A. che, ancora una volta e dalle notizie apparse sulla stampa nazionale, potrebbe ulteriormente veder vanificato il diritto al rinnovo contrattuale che noi riteniamo invece doveroso a fronte della forte perdita del potere d’acquisto e persino al pagamento della connessa indennità di vacanza contrattuale.
L’esigenza di coniugare i necessari miglioramenti di efficienza della pubblica amministrazione e il diritto dei lavoratori a svolgere i propri compiti in condizioni economiche e lavorative accettabili ha portato nel maggio dello scorso anno alla costruzione di un accordo, fra il suo predecessore e tutte le Confederazioni maggiormente rappresentative nel Pubblico Impiego, che aveva al centro un vero e proprio patto sociale che riguardava più di tre milioni di lavoratori.
Il citato Accordo sul pubblico impiego riguarda formazione, superamento del precariato e utilizzo dei contratti a tempo determinato, valutazione delle performance, relazioni sindacali, mobilità; tutte materie che necessitano di un’azione decisa per rilanciare la pubblica amministrazione come punto di forza e fattore di sviluppo del Paese.
Purtroppo, nonostante le assicurazioni da parte del ministro Patroni Griffi, non sono stati compiuti i passaggi legislativi necessari alla piena attuazione di quanto convenuto, anche per il precipitare delle condizioni politiche che hanno portato alle dimissioni del Governo in anticipo rispetto ai tempi previsti.
Siamo quindi a richiederLe di riavviare, al più presto, un confronto con le parti sociali della P.A. Italiana, per mettere al centro del dibattito il lavoro pubblico su tutte le materie oggetto del già citato Accordo.
Sono questi, Signor Ministro, gli elementi sui quali pensiamo sia possibile aprire un serio confronto che dia risposte concrete e coinvolga il Parlamento, la cittadinanza e i lavoratori in quanto cittadini, in un percorso di crescita e di valorizzazione della Pubblica Amministrazione Italiana.
Le chiediamo di accettare questa sfida e questo impegno.
Cordiali saluti.
IL SEGRETARIO GENERALE – Marco Carlomagno
Notiziario n. 49 del 30 aprile 2013 –
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 16 del 24 aprile 2013 relativo al parere del Consiglio di Stato sui nostri contratti, e nel quale si dà anche conto degli sviluppi dell’iniziativa “UN EURO PER FARE GIUSTIZIA” promossa a suo tempo dalla nostra Federazione.
E’ di questi giorni, e sta passando sotto silenzio, la notizia che il Consiglio di Stato, riunito in Sezione Consultiva per gli Atti Normativi, con provvedimento n. 01832/2013 del 17 aprile, su richiesta dell’Ufficio Legislativo del Ministero dell’Economia e Finanze, ha dato il via libera allo schema di D.P.R. varato dal Consiglio dei Ministri in data 21 marzo con il quale è stato predisposto un regolamento in materia di proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti.
Ovviamente la notizia del provvedimento varato in C.d.M. aveva già fatto suonare il campanello d’allarme a tutte le forze sociali del pubblico impiego, ma nessuno pensava ad una tale accelerazione quasi a voler lasciare, da subito, una prima e pesante eredità al prossimo Governo ed al prossimo Ministro della Pubblica Amministrazione.
E invece il provvedimento, inviato dal MEF, ha avuto un velocissimo parere positivo da parte del C.d.S. che, in relazione alla delega prevista all’art. 16 della Legge 98/2011, introduce tre misure che affossano le aspirazioni dei dipendenti pubblici ad avere il rinnovo del contratto e bloccare la vera e propria emorragia che sta colpendo il nostro potere d’acquisto:
1) la proroga alla fine del 2014 del blocco dei contratti di lavoro del pubblico impiego (se va bene ripartiranno nel triennio 2015-2017);
2) la conferma del blocco del pagamento dell’indennità di vacanza contrattuale per il biennio 2013- 2014.
3) La proroga del blocco del “cedolino”, cioè il divieto di avere aumenti di stipendio a qualsiasi titolo (quindi anche i passaggi economici), che sarebbe scaduto il 31 dicembre 2013, fino a tutto al 2014.
Un’accelerazione che non possiamo spiegarci se non con l’obbligo di predisporre da parte del MEF, in assenza di atti formali che ne presupponessero il blocco, proprio il pagamento dell’indennità di vacanza contrattuale per il biennio di riferimento (2013-2014); quindi via libera ad un ulteriore atto vessatorio nei confronti dei lavoratori pubblici per i quali al danno si aggiunge la beffa di un parere che, udite, udite, segnala al legislatore la necessità di non “infierire” su coloro i quali hanno redditi da 90.000 a 150.000 euro in ragione di una opportuna sentenza della Corte Costituzionale, la 233/2012, che in sintesi afferma che chi guadagna di più non deve rimetterci rispetto agli altri (che guadagnano molto, molto meno…).
L’azione sindacale sino ad ora non ha prodotto che generici lamenti e interviste contro il blocco contrattuale. Azioni concrete purtroppo nessuna come nulla o quasi è successo in occasione del precedente blocco contrattuale che ancora ci colpisce. Sarebbe ora di affrontare unitariamente una vertenza che faccia capire che se i servizi pubblici peggiorano ad andarci di mezzo è tutto il Paese, ma chi paga maggiormente sono le fasce più basse della popolazione che non possono certo ricorrere ai privati per quanto riguarda i servizi fondamentali come ad esempio scuola e sanità.
I soldi per far funzionare meglio la macchina e pagare dignitosamente i dipendenti pubblici ci sono, gli sprechi pure e sono laddove nessuno ha il coraggio di intervenire: appalti, acquisti, consulenze, dove si annidano i 60 miliardi di corruzione denunciati dalla Corte dei Conti.
E allora, attendendo che il Governo affronti realmente i problemi della Pubblica Amministrazione italiana con una riforma seria ed efficace e un minimo di unità sindacale che affronti e tuteli gli interessi e le esigenze di più di tre milioni di lavoratori del Pubblico Impiego, senza contratto e con i livelli di stipendio più bassi della media europea, questa Federazione ha deciso di iniziare con atti concreti: prima di tutto la presentazione di piattaforme contrattuali che mettano in mora il Governo e lo richiami alla sua responsabilità di prendere i soldi laddove è giusto e non dove è più facile; inoltre, non abbiamo mai abbandonato la nostra iniziativa: “UN EURO PER FARE GIUSTIZIA” con la quale si mira ad ottenere una pronuncia giudiziaria che sancisca l’incostituzionalità del blocco degli stipendi attraverso specifici ricorsi a vari Tribunali. Un’iniziativa che ora come mai è attuale e indispensabile.
I giudici stanno iniziando a fissare le udienze e a breve speriamo di avere delle risposte positive. Intanto vi riepiloghiamo le udienze previste nei prossimi mesi:
* Tribunale di Roma, ricorso presentato dai sindacati FLP e FIALP: la prima udienza si è già tenuta e la prossima è prevista per il 19 giugno, data in cui è molto probabile che il giudice si pronunci nel merito;
* Tribunale di Milano: prima udienza fissata per il 18 giugno 2013;
* Tribunale di Torino: prima udienza fissata per il 1° luglio 2013;
* Tribunale di Firenze: prima udienza fissata per il 29 novembre 2013;
* Tribunale di Roma, ricorso presentato dai lavoratori: prima udienza fissata per l’8 gennaio 2014;
* Tribunale di Perugia: prima udienza fissata per il 10 gennaio 2015 (sic!)
Ricordiamo che basta che uno dei Tribunali aditi ravvisi profili di incostituzionalità del blocco dei contratti per inviare le carte alla Corte Costituzionale che dovrebbe così pronunciarsi in merito. Vi terremo tempestivamente aggiornati!
Si allega intanto copia del parere del Consiglio di Stato sullo schema di DPR in parola.
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 13 del 12 aprile 2013 relativo alla situazione del pubblico impiego, con retribuzioni bloccate e contrazione del potere d’acquisto, come si evince dal “Rapporto semestrale” sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti, presentato dall’Aran il 9 aprile, e che trovate pubblicato a fine articolo in questa pagina insieme al “Comunicato” diffuso dall’Agenzia.
” In questi giorni, sulla stampa nazionale sono apparsi numerosi articoli che riguardano il Pubblico Impiego ed in particolare alcuni aspetti relativi alla ormai evidente e continua diminuzione delle retribuzioni del personale dipendente.
Un primo elemento di riflessione emerge dalla lettura dei dati che ci consegna il Rapporto Semestrale sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti, presentato dall’ Aran il 9 aprile e nel quale si evidenzia nettamente il fermo, anzi, l’ evidente diminuzione delle retribuzioni pubbliche con una riduzione dello 0,8% nel 2011 che appare confermato anche nel 2012.
Questo elemento, se solo vogliamo analizzare l’ultimo triennio, discende dal blocco dei contratti nazionali previsti dal D.L. 78/2010 e dalle altre misure previste dalla predetta norma di legge come il blocco di alcune voci di salario accessorio ed il blocco degli scatti di anzianità; l’Aran inoltre evidenzia che è calata la spesa complessiva per la P.A. in ragione della diminuzione del numero degli occupati e delle ulteriori misure di contenimento varate ultimamente con il DL 95/2012, la cosiddetta “spending review”.
Quindi lo scenario rappresentato è : meno salario per i pubblici dipendenti, meno spese nella Pubblica Amministrazione mentre, sostiene Aran, si palesano difficoltà nel coniugare le conseguite riduzioni di finanza pubblica con l’avvio dei percorsi di cambiamento organizzativo e di miglioramento dei servizi nella stessa P.A.; in buona sostanza, e questo lo diciamo noi, si bloccano i contratti, le progressioni economiche e si riduce il personale, ma il funzionamento della macchina non migliora.
Ed allora, non possiamo che ribadire ancora una volta quanto diciamo da tempo e cioè che le manovre punitive sul lavoro pubblico sono ingiuste perché penalizzano milioni di lavoratori che ogni giorno svolgono con dignità e professionalità le proprie funzioni riducendo il potere d’acquisto delle loro retribuzioni, sono inefficaci perché la loro applicazione, invece di migliorarli, rende meno efficienti i servizi che la pubblica amministrazione svolge per il paese.
Sappiamo bene che nonostante la “spending review”, continuano ad esserci sprechi e cattiva gestione, perché i tagli lineari colpiscono principalmente gli stipendi, il salario accessorio, le condizioni lavorative dei dipendenti. E sono quindi proprio questi sprechi, gli appalti gonfiati, la mala gestione di una burocrazia legata a doppio filo alla cattiva politica che bisogna colpire!
Bisogna quindi cambiare registro sul lavoro pubblico e questo continueremo a chiedere con forza al nuovo parlamento ed al nuovo governo (se e quando ci sarà).
Siamo assolutamente convinti che si debba aprire finalmente una nuova stagione contrattuale nel Pubblico Impiego che metta al centro il valore del lavoro pubblico, rilanci il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori e azzeri le inique “regole” scritte da Brunetta rilanciando altresì la contrattazione e la dignità del lavoro. Altro che reiterare il blocco anche per il triennio successivo come in questi giorni più volte il governo Monti, in carica solo per gli affari ordinari, ha paventato, tentando il colpo di mano.
Chiediamo infine che nelle more dei rinnovi contrattuali venga comunque subito corrisposta al personale l’indennità di vacanza contrattuale, stante anche l’esiguità della quota prevista (12 euro lordi mensili circa che aumenterebbero a 20 euro da luglio di quest’anno) e l’enormità della ingiustizia che, bloccandone il pagamento, verrebbe ulteriormente perpetrata nei confronti dei lavoratori pubblici.
Il Presidente ARAN Gasparrini (a destra) con il Capo Dip. FP Naddeo
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 03 del 7 marzo 2013relativo alla seconda riunione, avvenuta in data 6 marzo u.s., tra ARAN e Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative sul c.d. “sistema partecipativo sindacale” nel lavoro pubblico.
” Dopo la riunione della settimana scorsa legata alla definizione di un accordo quadro sulle problematiche del personale precario nel Pubblico Impiego, e di cui vi abbiamo riferito con il Notiziario CSE n. 2 del 01 marzo u.s., nella giornata di mercoledì si è svolta la seconda riunione (in realtà la prima dopo quella di apertura) del tavolo Aran sul “sistema partecipativo sindacale” nel lavoro pubblico.
Occorre ricordare che sulla materia delle “relazioni sindacali” proprio nella riunione di apertura l’ARAN aveva consegnato alle parti sociali uno specifico atto di indirizzocon il quale il Ministro Patroni Griffi dettava una serie di indicazioni, o meglio di prescrizioni, per la definizione di un apposito Accordo Quadro e sulle quali in quella sede avevamo presentato le nostre osservazioni sia di carattere metodologico che politico.
La riunione odierna si è caratterizzata da una introduzione da parte dell’Aran che ha ripercorso il “tragitto” delle relazioni sindacali dal decreto legislativo 150/2009 ad oggi e, stante i limiti propri del dettato legislativo, ha sostenuto la legittimità delle indicazioni contenute nell’atto di indirizzo al fine di traguardare una lettura omogenea delle relazioni sindacali in tutta la Pubblica Amministrazione.
Il “giro di tavolo” che è seguito a detta introduzione, ha visto la maggioranza delle Confederazioni sindacali nettamente contrarie al percorso delineato dal Ministro Patroni Griffi ed esplicitato dall’Aran; in particolar modo nel nostro intervento abbiamo sostenuto che dopo un attenta lettura del documento appariva chiaro il completo abbandono della impostazione positiva e condivisa dell’accordo del 3 maggio 2012 nel quale Ministro e parti sociali, dopo anni di divisioni e di accordi separati voluti da Brunetta e da chi gli batteva le mani, avevano costruito un percorso che poteva consentire in primo luogo di rimodulare il quadro legislativo funzionale alla riapertura delle trattative per i rinnovi contrattuali e, parimenti, di valorizzare le professionalità dei lavoratori pubblici.
Questi a nostro avviso i capisaldi di quell’accordo che, insieme ad una affermata e comune volontà di aprire un serio confronto sulle politiche della formazione e di razionalizzare e semplificare i sistemi di valutazione partendo dal superamento dell’art. 19 del D.Lgs. 150/2009, dovevano guidare la stesura del nuovo atto di indirizzo. Abbiamo assistito, invece, alla riproposizione delle indicazioni dirigiste che avevano caratterizzato il precedente atto di indirizzo del 7.7.2011 emanato dall’allora Ministro Brunetta, a valle dell’accordo separato da lui sottoscritto il 4.2.2011 con alcune confederazioni sostenitrici della sua riforma ma non dalla CSE.
Con questi presupposti, condivisi dalla maggioranza delle confederazioni presenti al tavolo ARAN, la risposta è stata quella di rispedire al mittente l’atto di indirizzo sulle relazioni sindacali chiedendo che la stessa Agenzia verifichi la disponibilità del Ministro Patroni Griffi a mantenere gli impegni presi con l’accordo del 3 maggio 2012.
Parimenti come CSE, e con la condivisione di quasi tutti gli altri partecipanti al tavolo, abbiamo posto nuovamente e con forza il nostro NO al blocco dei contratti dei lavoratori pubblici, anzi ne abbiamo richiesto l’avvio sostenendo che è possibile e necessario farlo sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista delle questioni di carattere giuridico.
Infatti noi di CSE e, soprattutto i lavoratori pubblici e le loro famiglie, riteniamo inaccettabile e non più sostenibile questa pesantissima fase di blocco contrattuale e inaccettabile il suo protrarsi, come paventato in questi giorni sui media nazionali; siamo convinti che esistano risorse e risparmi nelle varie Amministrazioni che consentano di rinnovare i contratti nazionali (altro che dividendi sulle performance) e materie quali la formazione, l’orario di lavoro, l’ordinamento professionale, la disciplina, che possano entrare a pieno titolo all’interno di un rinnovo contrattuale.
In quel contesto e solo in quello, allora, sarà possibile ragionare di relazioni sindacali rivedute e corrette rispetto al nulla o quasi dell’oggi.
In ragione di quanto sopra, come CSE, pensiamo sia giunto il momento di predisporre una piattaforma contrattuale che sia giusto presentare sia ai lavoratori pubblici per le opportune valutazioni, sia alla controparte politica attuale ed alla nuova classe politica uscita dalle urne.
Su questo obiettivo ci impegneremo nelle prossime settimane con le nostre strutture e daremo conto nei nostri notiziari.
Il Ministro Patroni Griffi con il Presidente Monti
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 2 del 1 marzo 2013 relativo alla riunione avvenuta in data di ieri tra l’Aran e le Confederazioni maggiormente rappresentative del P.I., che ha avviato il confronto tra le Parti in materia di disciplina di alcuni istituti riguardanti il contratto di lavoro a tempo determinato.
Ma la notizia del giorno, rilanciata da un articolo di Italia oggi di ieri, è l’ipotizzato decreto che il Governo si accingerebbe a varare nella prossima settimana per prorogare il blocco dei contratti e delle nostre retribuzioni, ipotesi sulla quale la CSE ha assunto una posizione di netto e radicale dissenso.
“Due visioni diverse e contrapposte dei compiti e degli obiettivi del confronto sul precariato nella PA sono emerse ieri con chiarezza al termine del confronto tra Aran e Confederazioni sindacali.
La proposta di parte pubblica infatti come del resto evidenziato nell’atto di indirizzo del Ministro della Funzione Pubblica Patroni Griffi è per noi assolutamente insoddisfacente rispetto ai due obiettivi primari che il nostro sindacato si pone.
La CSE ritiene infatti che con l’accordo quadro da stipulare all’Aran debbano essere poste le condizioni per rendere concreta e possibile la stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari all’interno delle Pubbliche amministrazioni.
Perché negli anni questi rapporti di lavoro si sono di fatto consolidati, nella stragrande maggioranza dei casi non sono temporanei ma assolutamente essenziali al funzionamento delle attività e dei servizi resi.
L’altro aspetto fondamentale per noi è quello di prevedere, all’interno della nuova regolamentazione delle modalità di utilizzo dei rapporti di lavoro temporanei, la proroga dei contratti in scadenza al 31 luglio 2013.
Questo, infatti, era ed è uno degli obiettivi principali definiti nei mesi scorsi con il Ministro della Funzione Pubblica a seguito della stipula dell’accordo del 3 maggio 2012 sul lavoro pubblico.
La proposta di parte pubblica invece, a nostro parere, mira sostanzialmente a consacrare, mediante un accordo con il sindacato, limiti e paletti, non tanto all’utilizzo del lavoro precario, che anzi verrebbe incentivato in ossequio alla legge Fornero, quanto alla possibilità di prevedere rinnovi dei contratti e procedure di stabilizzazione dei lavoratori. E su questo ovviamente non ci stiamo !
Tra l’altro la trattativa parte già in salita in quanto l’atto di indirizzo, in applicazione di quanto previsto dalla legge Fornero ed in ossequio ai vincoli ancora vigenti del D.Lgs. 150/2009 prevede una forte limitazione all’autonomia negoziale delle parti, riservando ad atti emanati dal Ministro, “sentite le OO.SS.” gli ambiti, le modalità ed i tempi di armonizzazione della normativa in oggetto alla P.A. E questo lo si è visto sia negli spazi, molto limitati, che l’atto di indirizzo assegna alla negoziazione, sia nella decisione, tutta politica, di escludere dalla trattativa in sede Aran il personale della scuola, destinatario di norme e contratti diversi. Inoltre permane all’attualità l’ambiguità dell’efficacia dell’eventuale accordo sul personale del comparto della sanità.
Dobbiamo quindi essere tutti consapevoli delle strettoie e dei limiti di un confronto che rischia di essere tutto interno alle logiche della controparte, figlio delle politiche di questi anni di scandalosi tagli lineari, di depotenziamento della Pubblica amministrazione e dei servizi sociali, di precarizzazione dei rapporti di lavoro, di attacco al reddito ed al potere d’acquisto dei lavoratori.
Mentre infatti ci chiedono di “confrontarci” su flessibilità, precarietà, effetti della spending review e sistema “annacquato” di relazioni sindacali, dall’altra parte lavorano, come si è visto in questi giorni, per reiterare con un Decreto il blocco dei contratti, delle retribuzioni e della misera vacanza contrattuale dei dipendenti pubblici fino a dicembre 2014!!
Nel riaffermare la nostra assoluta contrarietà all’emanazione da parte di un governo ormai in carica solo per l’ordinaria amministrazione di un Decreto quale quello del blocco delle retribuzioni che ha riflessi notevoli sulle condizioni di vita di milioni di lavoratori, riteniamo come sia assolutamente evidente che bisogna invertire l’agenda delle priorità evitando che per i prossimi mesi si ripeta il balletto delle riunioni “inconcludenti”, senza che si affrontino invece, in modo concreto, le problematiche relative al rinnovo dei contratti nazionali di lavoro, alla difesa del posto di lavoro, alla valorizzazione delle professionalità e dell’impegno dei lavoratori.
Pur con queste valutazioni critiche la CSE comunque non si sottrarrà al prosieguo del confronto in sede Aran ed in tale sede cercherà, con coerenza ed impegno, di lavorare per la definizione di un accordo che però risponda alle esigenze ed alle aspettative dei lavoratori e non certamente a quelle del datore di lavoro.
La riunione è stata aggiornata al 15 marzo e per quella data l’Aran dovrebbe predisporre una prima ipotesi di lavoro “comune”.
Notiziario n. 73 dl 25 giugno 2013 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 32 del 25 giugno 2013 relativo alla terza ed ultima parte della piattaforma contrattuale elaborata da FLP e CSE, che questa volta riguarda il rapporto d lavoro e, più specificamente, le proposte in materia di ferie, malattia, permessi retribuiti, congedi […]
Notiziario n. 70 del 18 giugno 2013 – Riportiamo di seguito il Notiziario n. 28 del 17 giugno 2013 relativo alla prima parte della piattaforma contrattuale elaborata dalla FLP, le cui linea guida sono state già inviate all’ARAN e alla Funzione Pubblica. ” Finalmente, grazie alla FLP, si apre il dibattito sul rinnovo dei contratti […]
Notiziario n. 68 del 17 giugno 2013 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 26 del 14 giugno 2013 relativo alla presentazione da parte della FLP all’ARAN e alla Funzione Pubblica le linee guida di Piattaforma contrattuale per il triennio 2013 – 2015. ” Questa mattina la FLP e la nostra confederazione CSE hanno […]
Notiziario n. 62 del 3 giugno 2013 – Si riporta qui di seguito il testo del Notiziario FLP n. 23 del 30 maggio u.s. recante una nota di Marco Carlomagno, Segretario generale della nostra Federazione, che lancia un preoccupato grido di allarme sul paventato nuovo blocco dei contratti di lavoro dei dipendenti pubblici, annuncia le […]
Notiziario n. 54 del 9 maggio 2013 – Si riporta qui di seguito il testo del Notiziario CSE n. 6 del 9 maggio u.s., riguardante la nota inviata dalla nostra Confederazione al Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, on. avv. Gianpiero D’Alia, con la richiesta di un incontro urgente al fine di avviare […]
Notiziario n. 49 del 30 aprile 2013 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 16 del 24 aprile 2013 relativo al parere del Consiglio di Stato sui nostri contratti, e nel quale si dà anche conto degli sviluppi dell’iniziativa “UN EURO PER FARE GIUSTIZIA” promossa a suo tempo dalla nostra Federazione. E’ di questi […]
Notiziario n. 44 del 13 aprile 2013 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 13 del 12 aprile 2013 relativo alla situazione del pubblico impiego, con retribuzioni bloccate e contrazione del potere d’acquisto, come si evince dal “Rapporto semestrale” sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti, presentato dall’Aran il 9 aprile, e che trovate pubblicato a […]
Notiziario n. 30 dell’ 8 marzo 2013 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 03 del 7 marzo 2013relativo alla seconda riunione, avvenuta in data 6 marzo u.s., tra ARAN e Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative sul c.d. “sistema partecipativo sindacale” nel lavoro pubblico. ” Dopo la riunione della settimana scorsa legata alla definizione […]
Notiziario n. 26 del 1 marzo 2013 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 2 del 1 marzo 2013 relativo alla riunione avvenuta in data di ieri tra l’Aran e le Confederazioni maggiormente rappresentative del P.I., che ha avviato il confronto tra le Parti in materia di disciplina di alcuni istituti riguardanti il contratto […]