Pensierosa la Madia: come fregare meglio i lavoratori pubblici?
Riportiamo di seguito il testo del Notiziario CSE n. 14 del 12 giugno 2014 nel quale si dà notizia degli esiti dell’incontro di oggi tra la Ministra Madia e le Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative in ordine ai provvedimenti che il Governo intenderebbe varare in materia di pubblico impiego.
” Si è tenuta stamani a Palazzo Vidoni la riunione convocata dalla Ministra Madia alla vigilia del Consiglio dei Ministri di domani che delibererà in materia di lavoro pubblico alla luce della consultazione telematica sui famigerati 44 punti .
Lo spunto di discussione è stato il report che la Funzione Pubblica ha inviato alle OO.SS. nella giornata di lunedì e che abbiamo trasmesso a tutte le strutture per il tramite della nostra Federazione con il notiziario FLP n. 21/2014.
Smentite invece dalla Ministra le dettagliate anticipazioni di stampa in merito ai contenuti della bozza di Decreto legge che pure sono state diffusamente riportate dalla stampa e dai media nella giornata di ieri.
Ma la consapevolezza diffusa, invece, è stata quella che gran parte di quanto anticipato corrisponda invece a verità e che questo “confronto” qualcuno avrebbe voluto svolgerlo “al buio” e solo su generiche, anche se per questo non pericolose, dichiarazioni di principio.
Non vediamo comunque nelle proposte presentate o di cui si è avuta notizia nessun progetto organico di riforma delle amministrazioni, nessun impegno sul rinnovo dei contratti e lo sblocco delle retribuzioni ferme al 2009, ma solo interventi punitivi sul personale con l’inasprimento delle norme sulla mobilità coatta, la messa in disponibilità, il demansionamento e il sotto-inquadramento dei lavoratori e delle lavoratrici, mentre, invece, ancora una volta sembrano farla franca i boiardi di stato, l’alta burocrazia, i mega consulenti e le società esterne.
Le stesse affermazioni di questi mesi sulla staffetta generazionale paiono rivelarsi parole vuote e promesse di marinaio. Il turn over proposto, infatti, è sostanzialmente lo stesso, insufficiente e parcellizzato, già previsto dalle disposizioni dei governi Monti e Letta ed è comunque vincolato all’assorbimento prioritario delle presunte eccedenze. In poche parole nessun vero piano di assunzioni e ringiovanimento della PA e neanche nessun intervento per risolvere la piaga del precariato.
Nei fatti si è lanciata una pseudo-consultazione pubblica sui 44 punti quando già era tutto deciso e i provvedimenti erano già belli scritti e giacevano nei cassetti di Palazzo Chigi e palazzo Vidoni, dimostrando così scarsa considerazione e rispetto nei confronti dei lavoratori e disconoscendo del tutto il ruolo delle organizzazioni sindacali come legittimi rappresentanti dei lavoratori, convocandoli solo il giorno prima dell’assunzione dei provvedimenti.
Vedremo comunque domani cosà uscirà effettivamente dal Consiglio dei Ministri con i due provvedimenti che saranno adottati ( un decreto legge ed un disegno di legge di iniziativa governativa) e verificheremo concretamente le misure adottate, decidendo di conseguenza la misura e l’intensità della nostra azione sindacale.
“Ma il Governo sappia sin da subito ”, ha dichiarato il Segretario generale CSE/FLP Marco Carlomagno, “che non rinunceremo mai a batterci per una vera riforma della PA che coniughi efficienza, equità, servizi di qualità e valorizzazione delle risorse.
E soprattutto che non abbasseremo la guardia per ridare finalmente ai lavoratori ed alle lavoratrici del pubblico impiego il rinnovo del contratto di lavoro, strumento sempre più importante per difendere e tutelare diritti e professionalità e ridare fiato al potere d’acquisto sempre più intaccato dal blocco delle retribuzioni”.
SEGRETERIA GENERALE CSE”
Restiamo ora in attesa degli esiti del Consiglio dei Ministri del 13 giugno…
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 62 del 10 giugno 2014 –
la Ministra della FP M. Madia e il Presidente M. Renzi
Riportiamo di seguito il testo del Notiziario FLP n. 19 del 9 giugno 2014 nel quale si dà notizia della convocazione delle OO.SS. alla vigilia del varo dei provvedimenti di riforma della Pubblica Amministrazione.
” Le cronache di questi giorni ci consegnano un quadro desolante: gli arresti per corruzione sugli appalti dell’Expo a Milano e del Mose a Venezia e le carte della magistratura che parlano di politici, amministratori, dipendenti pubblici e persino controllori (è stato arrestato un ex-Consigliere della Corte dei Conti) descrivono una realtà negativa ma non certo sorprendente, almeno per quanto ci riguarda.
Da anni la FLP denuncia, inascoltata, i tre problemi principali che limitano la crescita della nostra economia: l’intreccio tra politica e amministrazione, mai sciolto; la corruzione e l’evasione fiscale che prosperano grazie all’assenza di norme paragonabili ai processi e alla carenza di personale. Sono i tre fattori che impediscono di investire nel nostro Paese in un quadro di certezza del diritto.
Abbiamo sempre detto che una seria riforma della pubblica amministrazione dovrebbe partire dall’affrontare questi problemi, che permetterebbero all’attività economica di esplicarsi pienamente e di recuperare i soldi necessari a far fronte alla crisi e al rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici onesti.
Invece di risposte concrete in questa direzione, i lavoratori pubblici hanno avuto un sostanziale immobilismo governativo alternato ad annunci di riforme della PA oppure crono programmi che poco hanno a che vedere con i problemi che sono a monte e che abbiamo dianzi citato.
L’ultimo di questi annunci-programmi è quello firmato l’altro giorno dal Governo insieme a ANCI, UPI e Conferenza dei presidenti delle regioni (allegato al presente notiziario), ribattezzato pomposamente Italia Semplice e che riguarda, in massima parte, una diminuzione della presenza dello Stato sul territorio, il taglio di uffici pubblici e una possibile devoluzione di competenze soprattutto ai comuni, oltre al solito armamentario di valutazione delle performance, controlli e risparmi che non richiedono certamente norme e riforme per dispiegarsi.
Il Governo tratta con le altre istituzioni ma non coinvolge i rappresentanti di coloro che le riforme dovranno poi attuare ogni giorno, i dipendenti pubblici, convocati solo il giorno prima del Consiglio dei Ministri che dovrebbe varare questa ennesima “riforma epocale”.
A questo proposito Marco Carlomagno, Segretario Generale della FLP ha dichiarato: “I lavoratori pubblici meritano di essere soggetto del cambiamento e non oggetto, trattandoli alla stregua di scrivanie e computer. Quindi non si può prescindere dal loro coinvolgimento.
La politica sinora, per l’incapacità di riformare se stessa, ha rinunciato a recuperare risorse e funzionalità dell’amministrazione pubblica. Ora non può chiedere a cittadini e lavoratori di pagare il conto in termini di minore presenza dello Stato sul territorio, minori servizi e blocco dei contratti pubblici.
Il Governo dia prova di aver capito la lezione – conclude Carlomagno – e inizi a riformare l’agire della politica con norme anticorruzione degne di questo nome e lotta senza quartiere all’evasione fiscale. Noi siamo pronti a parlare della riforma della PA ma sia chiaro che questa deve necessariamente partire dal rinnovo dei contratti, fermi da quasi 5 anni. Questo è quanto chiederemo al Governo nella riunione fissata per giovedì mattina”.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Pubblichiamo di seguito:
il documento inviato ieri sera dalla Funzione Pubblica alle Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative, e dunque anche alla nostra CSE, che illustra le tematiche che, a parere dello stesso Dipartimento, sono sottese alla preannunciata e imminente riforma della P.A. posta all’o.d.g. del Consiglio dei Ministri del 13 p.v. (leggi: Il documento inviato dalla FP ai Sindacati )
l’accordo denominato “Italia semplice” di cui si fa menzione nel Notiziario sopra riportato della nostra Federazione ( leggi: Accordo Italia semplice )
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 6 diffuso in data odierna, con il testo del comunicato stampa nel quale il Segretario Generale Marco Carlomagno sintetizza la posizione della Confederazione sulla ventilata riforma della Pubblica Amministrazione.
” Al termine del Consiglio dei Ministri del 30 aprile, il Presidente del Consiglio Renzi ha comunicato che tra un mese il Governo emanerà un decreto di riforma della Pubblica Amministrazione. Poco dopo il Governo ha reso nota una lettera con la quale il Governo “notifica” le decisioni del Governo ai dipendenti pubblici e li invita a inviare proposte ad una casella di posta elettronica.
A questo proposito è intervenuto Marco Carlomagno, Segretario Generale della Confederazione Indipendente Sindacati Europei (CSE), Confederazione maggiormente rappresentativa nel pubblico impiego, che ha dichiarato: “Sono anni che chiediamo un cambio di rotta ai vari Governi nella lotta agli sprechi, alle consulenze, alla corruzione che gonfia appalti e acquisti. Abbiamo consegnato negli ultimi giorni ad alcuni ministri dossier precisi sugli sprechi. Ora aspettiamo che qualcosa cambi per davvero. Certo è che la vera rivoluzione nella pubblica amministrazione sarebbe il ritiro della politica dalla gestione ma le prime nomine del Presidente del Consiglio proprio a Palazzo Chigi non ci pare vadano in questo senso”. Per una amministrazione pubblica davvero al servizio del cittadino – continua Carlomagno – serve la semplificazione delle procedure amministrative, farraginose in ogni campo, e la riduzione dei livelli di Governo. Oggi ogni adempimento o autorizzazione diventa una via crucis perché le procedure sono studiate per una ristretta di iniziati. Si inizi a semplificare il codice degli appalti, modificato decine di volte negli ultimi due anni”.
“Riguardo ai lavoratori – conclude il Segretario Generale della CSE – non servono altre norme che persino gli organismi internazionali, l’OCSE in primis, sconsigliano. Piuttosto che fare altre leggi se ne cancelli qualcuna, più dannosa che inutile. Siamo favorevoli a forme maggiori di accountability e di valutazione delle performance, ma non basta smettere di insultare i lavoratori per restituire loro la motivazione che Brunetta e altri hanno portato ai minimi storici. Oltre alle pacche sulle spalle chiediamo che il Governo ci convochi subito per il rinnovo dei contratti. Ciò che invece sarebbe inaccettabile è una riforma fatta per decreto e senza nessun confronto con i legittimi rappresentanti dei lavoratori. Si creerebbe solo caos e si raggiungerebbero certamente risultati inferiori a quelli che un confronto con chi conosce bene la pubblica amministrazione potrebbe portare.
Notiziario n. 63 del 12 giugno 2014 – Riportiamo di seguito il testo del Notiziario CSE n. 14 del 12 giugno 2014 nel quale si dà notizia degli esiti dell’incontro di oggi tra la Ministra Madia e le Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative in ordine ai provvedimenti che il Governo intenderebbe varare in materia di pubblico […]
Notiziario n. 62 del 10 giugno 2014 – Riportiamo di seguito il testo del Notiziario FLP n. 19 del 9 giugno 2014 nel quale si dà notizia della convocazione delle OO.SS. alla vigilia del varo dei provvedimenti di riforma della Pubblica Amministrazione. ” Le cronache di questi giorni ci consegnano un quadro desolante: gli arresti per […]
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