Notiziario FLP Difesa n. 65 del 08 novembre 2024 –
Dopo sei riunioni, in data 7 novembre c.a., l’A.D. è approdata a definizione la bozza di CCNI Difesa – parte normativa per il triennio 2024-2026, che integra le parti di CCNI già sottoscritte e relative alla parte economica, al NOP e al welfare, e che raccoglie la disciplina delle relazioni sindacali e dell’orario; un testo che potrà/dovrà essere aggiornato alla luce del nuovo CCNL, ed integrato delle altre parti da noi richieste e riconosciute mancanti dalla stessa AD.
Rispetto all’approccio iniziale dell’AD, che ci aveva sottoposto un integrativo che conteneva la sola materia dell’orario di lavoro, e alle rigidità dalla stessa manifestate nel prosieguo della trattativa, sicuramente è stato fatto un grosso passo avanti, nell’intento di definire un primo stralcio del CCNI DIFESA – parte normativa per il periodo 2024-2026, a distanza di ben 24 anni dal CCNI Difesa 1998-2001; un testo che, letto oggi, risulta il prodotto di un periodo decisamente più illuminato, ma che è stato notevolmente depotenziato e superato per effetto delle nefaste riforme Brunetta e dei CCNL FC successivi. Quel testo infatti copriva ad ampio spettro le più rilevanti esigenze del personale civile, in costanza di una sempre più pesante ristrutturazione: si guardava con rispetto alla disciplina delle relazioni sindacali, in ottica di obbiettivi quanto più possibile condivisi; si era contrattato il nop, il sistema dei passaggi, la riconversione professionale, le mansioni superiori, il part-time, la mobilità, la formazione: una disciplina che sosteneva il corretto svolgersi delle relazioni sindacali sul territorio e nei singoli Enti della Difesa, aprendo alla partecipazione su tutte le tematiche di comune interesse, al fine di risolvere insieme le problematiche che interessavano il Ministero e il suo personale civile.
Dunque ritrovarsi in avvio di trattativa con una bozza di CCNI che contenesse la disciplina aggiornata della sola materia dell’orario è stato sintomatico della involuzione cui siamo andati incontro nel corso di questi 24 anni!
Alla luce di queste considerazioni, FLP DIFESA , (come riferito nei Notdif 52, 56, 60, 61 e 63 dello scorso mese di ottobre), ha formulato le proprie proposte per integrare il vuoto, con i due documenti in All. 1 e 2, per dare risposta all’esigenza di integrazione sia sulle le altre materie per le quali è prevista (quali le linee di indirizzo in materia di salute e sicurezza sul lavoro; i riflessi delle innovazioni tecnologiche; il trasferimento o il conferimento di attività ad altri soggetti, pubblici o privati, ecc…), ma anche su materie per le quali non è espressamente prevista (quali as ex la riconversione o l’istituzione di tavoli tecnici a tema ad ex le problematiche dei transiti e molto altro), ma che, come nel 2000, possono assumere una particolare valenza alla luce del mai finito processo di ristrutturazione e riordino (così come confermato dal Ministro della Difesa nell’audizione parlamentare del 7 novembre u.s. dove è stata annunciata una “revisione del modello organizzativo della Difesa” e una “nuova politica del personale militare e civile”.)
Ma, come anticipato, l’AD aveva fino a ieri mantenuto un netto rifiuto a questa visione di ampio raggio.
Oggi ci viene proposto un documento (All. 3) che nel recepire lo schema proposto da FLP DIFESA, a similitudine del vecchio CCNI, parte dalla disciplina delle relazioni sindacali, procede con quella dell’orario di lavoro, e si associa all’impegno dell’AD, a mettere in calendario successivamente la trattazione delle altre materie di cui sopra. A questo punto abbiamo ritenuto di sottoscrivere questo CCNI stralcio, con una nota a verbale (All. 4), parte integrante dello stesso CCNI, che richiama questo impegno.
Questi i punti salienti del documento :
La flessibilità dell’orario di lavoro è stabilita in almeno 1 ora in entrata e in uscita;
È ammessa anche per i turnisti la flessibilità per 15 minuti in ragione del passaggio di consegne;
La durata dell’orario di lavoro è di 36 ore settimanali e non può superare la media delle 48 ore settimanali, comprensive del lavoro straordinario, calcolata con riferimento ad un arco temporale di sei mesi, elevabile a livello dei singoli uffici fino ad ulteriori sei mesi… …secondo quanto previsto negli accordi di contrattazione integrativa territoriale;
Le differenze di concentrazione dell’orario nell’orario multiperiodale sono possibili per archi temporali di max 25 settimane;
Il lavoro straordinario, per il quale è confermato il tetto di 200 ore annue, può essere autorizzato anche senza certezza di finanziamento, ma può essere soggetto a recupero compensativo solo su richiesta dell’interessato(dunque non può essere imposto);
È stato stabilito anche per i dipendenti che abbiano aderito all’istituto della banca delle ore il tetto annuo individuale di 200 ore, che devono essere autorizzate tenendo conto della relativa copertura finanziaria.
Nelle dichiarazioni congiunte e nell’annesso al CCNI emerge poi che:
L’AD si impegna ad operare affinché i sistemi di rilevamento dell’orario e di gestione delle assenze siano resi conformi allo stato giuridico del personale civile, superando le difficoltà di gestione attuali;
L’AD si impegna a fornire con cadenza periodica le tabelle organiche aggiornate del personale civile, che non possono essere “riservate”;
L’annesso costituisce utile ricognizione integrata della disciplina delle relazioni sindacali, necessario alla luce delle “interpretazioni” talora distorsive e riduttive dei diritti sindacali, quali quello di affissione, di assemblea e della disponibilità di locali per le attività sindacali.
Nella seconda parte della riunione si è data priorità alla trattazione della disciplina della mobilità e l’AD ha provveduto a illustrare le prime valutazioni sulla mobilità straordinaria, riepilogate in una serie di slides (che pubblichiamo sul nostro sito), di cui si comincerà a discutere giovedì 21 novembre.
Per ora è tutto, vi terremo aggiornati. Cordialissimi saluti.
La sede della Direzione Generale per il Personale Civile
Si è tenuta ieri la 4^ riunione per il Contratto Collettivo Integrativo della Difesa, richiesta da FLP Difesa dopo aver ricevuto, la scorsa settimana, la bozza di CCNI rimasta circoscritta ai soli istituti dell’orario di lavoro di cui abbiamo già riferito nei precedenti notiziari. Ma, non avendo recepito nell’integrativo nulla sulle altre materie da noi richieste, l’Amministrazione ci ha sottoposto in alternativa un altro tipo di documento (un “prontuario”) da utilizzare come strumento di lavoro per i datori di lavoro, riepilogativo della sola materia delle relazioni sindacali. Nel citato documento sono contenuti stralci di quanto già previsto dai CCNL FC, riepilogati in un riduttivo riassunto, ed integrati da:
Un alinea riferito all’accesso civico, pure questo già ampiamente disciplinato dalla norma;
Un alinea riferito all’impegno dell’AD a produrre con cadenza annuale le consistenze organiche recanti i contingenti numerici per ciascuna ubicazione logistica;
Uno specifico articolo recante indicazioni sulle modalità di svolgimento degli incontri, fra cui:
L’impegno a calendarizzare le riunioni indicativamente nelle giornate di giovedì… cosa che effettivamente avviene per le riunioni a Persociv, ma che non ha alcun senso di estendere all’intero territorio nazionale;
Un impegno delle parti a rispettare criteri di brevità e non ripetitività degli interventi… una indicazione che a nostro parere certamente si presta ad una lettura riduttiva del ruolo di ciascuna parte presente al tavolo, laddove l’intervento del primo relatore, chiunque esso sia, non deve prestarsi ad essere letto come portatore delle istanze della intera delegazione, dovendosi piuttosto garantire pari opportunità di visibilità a tutte le parti aventi titolo.
È del tutto evidente che nel produrre questo documento l’A.D. non intende aggiornare la parte giuridica del CCNI, in particolare in materia di relazioni sindacali, a distanza di 24 anni dal CCNI 1998-2001, evidentemente ancora vigente laddove non superato da norme successive. E invece sarebbe fondamentale oggi, alla soglia del 31.12.2024 – termine ultimo mai prorogato per la riduzione degli organici previsti a 20.000 unità e nella considerazione che il processo di ristrutturazione e riorganizzazione non è certamente finito (quanti “studi” sono in corso in maniera silenziosa presso i nostri vertici, senza che ne sia data informazione!), e che su questo grava l’ulteriore scure preannunciata in questi giorni dal Governo del taglio del 5% ai bilanci delle pubbliche amministrazioni. E quante volte abbiamo segnalato la scarsissima attenzione che l’AD, ai vertici e sui territori, dimostra alla necessità di produrre informazione e creare occasioni di confronto e comunque di buone prassi di relazioni sindacali!!!
Rispetto alla parte economica, in premessa, ci è stato comunicato in particolare che:
FRD 2024: in via di certificazione, si ipotizza di poter apporre la firma definitiva entro fine mese;
Per quanto riguarda l’integrazione del FRD con i 10 milioni derivanti dai risparmi della Legge Di Paola e con 1.600.000€. del FESI, si è in attesa del Decreto firmato dal MEF, e siamo in attesa che le risorse vengano rese disponibili al FRD 2024;
L’Accordo sul welfare integrativo è stato certificato dall’IGOP, ed ora si trova alla FP che lo prenderà in esame dopo il FRD Difesa e quello di AID, dopodiché si potrà procedere alla sottoscrizione definitiva;
Lavoro straordinario:
il budget annuo sin’ora assegnato al Ministero, è rimasto costante nel tempo e non è stato incrementato nonostante gli intervenuti due rinnovi contrattuali;
le FF.AA. stabiliscono le risorse, ma Persociv si è trovata a far fronte al pagamento arretrato di straordinario con la banca delle ore per gli anni 2021, 2022 e 2023 (una informazione che ci ha lasciato molto basiti, perché trattasi di pagamenti di straordinario arretrato, che in controtendenza è stato effettuato anche negli anni con la pandemia da coronavirus per i quali lo Stato aveva emanato specifiche norme a tutela della salute e per il recupero dei risparmi di straordinario di quegli anni da far confluire nel FRD e che oggi invece andiamo a ripescare e pagare!!!!)
sono state assegnate con DPCM del 27agosto u.s. le risorse economiche del secondo semestre 2024;
Persociv ha diramato una circolare, richiedendo di ricevere i dati contabili afferenti al periodo giugno-settembre 2024;
la programmazione dello straordinario per il periodo luglio-dicembre dovrà essere effettuata in base alle risorse assegnate a ciascun Ente al netto degli importi da accantonare per consentire i conguagli in favore del personale beneficiario degli sviluppi economici 2023;
alla data odierna, nonostante la specifica richiesta e sollecito di Persociv, la MM è in ritardo rispetto alle altre FF.AA. perché ancora non ha inviato i dati contabili di straordinario effettuato nel 1° semestre 2024 e non ha considerato le risorse maturate anche dai pensionati; inoltre, allo stato dell’arte non sono state rese disponibili in cassa le risorse previsionali ed ipotizzate dalla MM di incremento dei fondi pari a 150.000,00 euro, pertanto per l’anno 2024 sarà pagato solo lo straordinario autorizzato, decurtato delle risorse pagate a saldo del 2023, presentando alle proprie assegnazioni annue un taglio del 70%;
Persociv diramerà una successiva circolare con la richiesta di ricevere entro il mese di febbraio 2025 i dati contabili dei residui di straordinario maturato entro la parte finale del semestre 2024 ed altro; eventuali ritardi rispetto alla data prevista, comporteranno difficoltà nei pagamenti.
Progressioni economiche 2023: pagate nel mese di ottobre, eventuali esclusi riceveranno gli arretrati a novembre;
Incentivi alle funzioni tecniche: le procedure previste non sono ancora completate, gli Organi di controllo hanno richiesto alcuni chiarimenti a Persociv che sono stati già forniti ed ora l’Accordo sta per essere firmato dal Ministro della FP;
PPL, turni e reperibilità: le quote maturate dai dipendenti nel primo semestre 2024, sono state già pagate con la busta paga di ottobre u.s. nell’area della Marina e dell’Esercito, mentre è in ritardo l’Aeronautica (che ha più Centri amministrativi) e si provvederà a novembre p.v., sempre che gli Enti abbiano comunicato i dati contabili nei tempi previsti;
Rispetto alla parte giuridica che l’AD dirotta sul prontuario, la dott.ssa De Paolis ha precisato che:
Le ragioni del “prontuario” sarebbero dettate dall’intenzione di fornire ai Comandanti degli Enti uno strumento di lavoro agile che porti a realizzare l’obbiettivo di una informazione concreta (sigh!!!);
Il “prontuario effettivamente sintetizza i primi artt. fino al 5 del CCNL FC (e dunque sintetizza ma non aggiunge nulla);
Ha poi formulato le conclusioni cui l’AD è giunta rispetto alle richieste di integrazione del CCNI di parte sindacale:
Sulla richiesta di integrare la disciplina della mobilità interna, l’A.D. ci sta lavorando e ribadisce che la materia verrà ricondotta al solo confronto, calendarizzato per il mese di novembre;
la materia dei turni, già oggetto del confronto tenutosi nel primo semestre 2023, sarà oggetto di compiuta disciplina, una volta concluse le interlocuzioni in atto con gli Stati Maggiori per gli aspetti tecnici (dunque, nessuna integrazione);
per quanto attiene alla richiesta di dare omogeneità e conformità alle norme contrattuali ai Sistemi/Piattaforme in materia di gestione del personale delle FF.AA., sono in corso interlocuzioni col C4 e col 3° Reparto, ed è in atto in ambito centrale una sperimentazione con il Sistema Gestpers ed Eon.
In sito alla richiesta di parte sociale di aggiornare la disciplina delle riconversioni professionali alla luce del NOP, l’AD ha comunicato che le richieste sono in esame, e che si sta lavorando alla nuova disciplina su flessibilità fra famiglie e riconversione professionale al fine di pervenire alla redazione di apposita circolare (dunque, anche qui nessuna integrazione né confronto);
Per quanto attiene alla richiesta di integrazione dei criteri e di aggiornamento delle Sedi disagiate, l’AD rinvia alla contrattazione di parte economica (ma non ci siamo dimenticati di aver formulato la stessa richiesta nel corso della trattativa dell’economico 2023, senza alcun riscontro);
Per quanto attiene alle richieste di integrazione della disciplina del lavoro a distanza (senza meglio specificare quelle relative alla totale preclusione al lavoro da “remoto”), l’AD rinvia a quando la disciplina di comparto sarà aggiornata nel nuovo CCNL FC in corso di esame;
In conclusione comunque, la dott.ssa De Paolis ha ribadito l’interesse dell’AD a ricevere proposte e contributi alla redazione del “prontuario”, senza però al momento recepire la richiesta di controparte di trasformarlo in un “protocollo d’Intesa” che si qualificherebbe come un Accordo fra le parti, e su questo è calendarizzata la prossima riunione di giovedì 31 ottobre p.v.. Dopodiché il calendario virerà al confronto, nel mese di novembre, sulla disciplina della mobilità, ordinaria e straordinaria; a dicembre, obbligatoriamente, si parlerà della mappatura, indispensabile per lo svolgimento, nella prossima primavera, delle elezioni delle RSU.
È tutto, vi terremo aggiornati. Cordialissimi saluti
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 76 del 05 dicembre 2023 –
Foto della riunione del 5 dicembre 2023 delle OO.SS. nazionali con il Capo di SME
Si è svolto nel pomeriggio di oggi, a Palazzo Esercito, il quarto incontro in ordine di tempo con il Capo di Stato Maggiore Esercito (CaSME), gen. Pietro Serino, che in apertura di riunione, dopo i saluti di rito, ha comunicato alle OO.SS. che il suo mandato triennale al vertice della F.A. scadrà il 27 febbraio p.v., e ha espresso l’intendimento entro quella data di un nuovo incontro finalizzato a presentarci il suo successore, nel caso il Governo lo avesse già nominato.
Ha quindi ceduto la parola al Gen. Salvatore Cuoci, Capo del DIPE, che ha fornito le risposte di SME alle questioni poste dalle OO.SS. nel corso del precedente incontro, e tra queste anche quelle poste dalla nostra O.S. In sintesi:
ASSUNZIONE DI PERSONALE INTERINALE: SMD, appositamente interpellato, ha detto no all’ipotesi di supplire alle
carenze di personale civile in ambito FA per il tramite di personale interinale, atteso che nella Difesa questa possibilità
pare sia riconosciuta solo ad Agenzia Industrie Difesa (AID) per le esigenze delle proprie Unità Produttive.
POLI DI MANTENIMENTO: non esiste, allo stato, alcuna ipotesi allo studio per il loro conferimento ad AID.
BENESSERE: ricordato che nel 2022, la quota pro-capite era stata elevata a € 50,00, ci è stato detto che è allo studio l’idea di separare il benessere del personale militare da quello del personale civile, affidandone il capitolo alla D.G. .
ASSUNZIONI: entro il corrente mese, ci saranno delle assunzioni di personale civile destinato a Enti dell’Esercito e relative a concorsi già ultimati (n. 20 funzionari tecnici su un totale di 69 destinati alla Difesa e n. 70 assistenti tecnici su un totale di n. 264 destinati alla Difesa). Per il 2024, sono previste nuove assunzioni per complessive 954 professionalità civili (n. 218 funzionari e n. 736 assistenti destinati a Enti dell’area Logistica e dell’area industriale).
REIMPIEGHI E RIORDINI: procedura semplificata per la Caserma Riva di Villa Santa in Cagliari e per l’80° RAV Cassino; procedura già ultimata per l’Infermeria Presidiaria di Firenze (solo 2 unità hanno chiesto di transitare in altra F.A.); riorganizzazione in un’unica sede della Scuola di Commissariato di Maddaloni, attualmente dislocata su due sedi, con procedura semplificata di reimpiego che coinvolgerà 10 civili; il Cdo Infrastrutture Nord di Padova verrà soppresso ai primi del 2024 e il personale civile ricollocato all’interno del Comfop Nord; l’Infermeria del Comfop Sud sarà trasferita da Napoli a Capua presso la Caserma Salomone, con procedura di reimpiego ancora da definire.
FORMAZIONE: ci è stato fornito dal Gen. Cuoci il consuntivo dell’anno in corso. Coinvolti nei processi formativi 3.024 dipendenti civili; il “Corso SIGE” è stato superato da 52 dipendenti rispetto ai 56 partecipanti, ed è precisa intenzione della FA di riproporlo per l’anno a venire anche in considerazione dell’numero alto di richieste (456); il progetto Syllabus, finalizzato al miglioramento delle competenze digitali di chi opera nelle AA.PP, ha registrato 648 adesioni;
IGM: è in via di svolgimento un interpello per trovare disponibilità civili all’impiego in quell’Ente, che mostra gravi carenze in alcuni settori (per es., Ufficio Vendite); in caso di esito negativo, si utilizzeranno professionalità militari.
TABELLE ORGANICHE: SMD ha dato l’ok alla consegna delle tabelle organiche alle OO.SS. per il tramite di PERSOCIV.
Queste le comunicazioni fornite dal gen. Cuoci, di cui prendiamo doverosamente atto, riservandoci comunque di approfondire alcuni temi (assunzioni interinali e IGM in particolare) e di seguire gli sviluppi operativi per gli altri.
A conclusione dell’intervento del Capo del DIPE, il gen. Serino ha avviato il giro di tavolo delle delegazioni sindacali presenti.
Nel nostro intervento come FLP DIFESA, abbiamo toccato i seguenti argomenti:
RELAZIONI SINDACALI
Dopo aver ringraziato il CaSME per la disponibilità, l’attenzione e l’ascolto di questi anni che hanno decisamente migliorato il livello di interlocuzione sul piano nazionale, abbiamo però rappresentato che sul fronte delle relazioni sindacali di livello locale permangono però tuttora criticità in taluni Enti della F.A. Per questo, c’è ancora tanto da fare, in particolare sotto l’aspetto della crescita di cultura sindacale nei Dirigenti degli Enti, che in non pochi considerano i rappresentanti sindacali come soggetti da combattere invece di considerarli come interlocutori con i quali si può discutere per trovare le migliori soluzioni e per risolvere i problemi senza conflitti, e dall’altra, di finirla di considerare i lavoratori civili come figli di un Dio minore e considerarli invece come risorsa da valorizzare. Sotto questo aspetto, sarebbe utile che molti Comandanti cambiassero postura e vivessero più da vicino i propri i dipendenti civili, magari qualche volta direttamente incontrandoli e sentendoli più spesso, e non limitarsi ad interfacciarsi con i loro problemi e necessità solo attraverso il filtro di collaboratori in alcuni casi prevenuti e fuorvianti, in quanto spesso animati da logiche divisorie e di contrapposizione pregiudiziale. A tal proposito, la nostra O.S. ha detto di confidare in iniziative della FA tese a far crescere il benessere organizzativo, questione di primaria importanza in seno alle realtà lavorative.
Il CaSME, in sede di replica, ha riconosciuto l’esistenza di problemi sul livello locale di relazione sindacale e ha sollecito il vertice di F.A. a darvi soluzione, impegnando direttamente i Suoi collaboratori e avviando a tal riguardo una fase di monitoraggio.
CARENZE DI PERSONALE CIVILE
Dal nostro punto di vista, la “questione delle questioni” in ambito MD, e dunque anche in Esercito, è data dall’impoverimento della presenza del personale civile, frutto anche delle mancate assunzioni di tutti questi anni.
Da poco, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM n. 164 del 18.09.2023, che reca modifiche al D. Lgs. n. 90/2010 sull’ordinamento militare, e tra queste le nuove dotazioni organiche civili pari a 27.751 posizioni, alleggerite di oltre 2500 unità rispetto alla precedente dotazione. Ebbene, rispetto a questi numeri già ridotti, la consistenza effettiva civile al 1.1.2023 è pari a 17.967 unità comprensiva degli ex militari transitati, con una grave carenza di ca. 10mila unità.
Se guardiamo alla dinamica occupazionale di questi ultimi 5/6 anni, la componente civile si è progressivamente e corposamente ridotta e con essa le attività di lavoro ad essa facenti capo, in particolare nell’area c.d. “industriale” (Poli e Centri tecnici). In aggiunta, le previsioni in materia di futuri pensionamenti, in particolare nell’anno a venire e stante anche l’alta età media del personale, porterà di certo ad un appesantimento delle carenze, in modo forse irreparabile.
Serve allora un piano straordinario di assunzioni per migliaia di professionalità, in particolare tecniche, e procedure straordinarie per una rapidissima immissione nei ruoli. FLP DIFESA ha sollecitato su questo una iniziativa forte e urgente del Capo di SME, affinchè il Vertice Politico si adoperi a tal proposito con FP e MEF.
Con riferimento al DPCM 164 sopra richiamato, abbiamo chiesto se la FA fosse, direttamente o indirettamente toccata dalle novità organizzative introdotte, e quali eventualmente e con quali effetti; in secondo luogo, con riferimento ai nuovi organici del MD pubblicati in G.U., quali i numeri assegnati all’Esercito. In risposta, il gen. Serino ci ha detto che il DPCM è stato predisposto senza sentire SME, e di aver incaricato i Suoi collaboratori di approfondirne tutti gli aspetti.
IMPIEGO DEL PERSONALE E SALARIO ACCESSORIO
Il tema delle dotazioni di personale è strettamente intrecciato con quello dell’impiego e della remunerazione, e a tal riguardo abbiamo ri-segnalato all’attenzione del CaSME due questioni che ci stanno particolarmente a cuore: la prima, quella del riconoscimento della “peculiarità” di impiego del personale civile contrattualizzato, e la seconda, quella della permanente inadeguatezza, rispetto al personale di altre PP.AA, delle retribuzioni accessorie del personale civile del MD, che hanno registrato in questi ultimi due anni anche la perdita dei 21 milioni destinati al FRD conquistati nel 2017.
Sul tavolo, c’è inoltre il problema, grande e irrisolto, delle diverse decine di milioni di € derivanti dalla riduzione di spesa per il personale che, in base al decreto attuativo della Legge 244, dovevano essere destinati al FRD, cosa non avvenuta.
Due questioni da noi sollevate da tempo, ma purtroppo senza successo. Il Capo di SME, notoriamente sensibile ad entrambi gli argomenti, ha assicurato l’impegno della F.A. al fine di dare soluzione ad entrambe le questioni.
PROBLEMATICHE PERSONALE EX MILITARE TRANSITATO – CIRCOLARI PERSOCIV
Il tema dell’impiego del personale rimanda ad una altra questione particolarmente rilevante: le problematiche del personale ex militare inidoneo per ragioni sanitarie e transitato ai ruoli civili, e le criticità connesse al loro impiego.
Sono anni che, in primo luogo sul livello politico, chiediamo tavoli tecnici di confronto, rispetto ai quali A.D. continua ad agire unilateralmente creando problemi su problemi, come avvenuto con la circ. PERSOCIV del 25.07.2023. Una tendenza a innescare ulteriori problemi che la DG mostra su altri fronti, ultimo con la sua circolare sulla pausa mensa.
Sul tema ex militari transitati, FLP DIFESA ha inviato in data 21 novembre u.s. una nota al Gabinetto del Ministro, nella quale si fa una puntuale disamina delle problematiche in essere e di quelle innescate dalla circolare della D.G., con la richiesta di interventi correttivi urgenti. In sede di riunione, ne abbiamo consegnato copia al Capo di SME, confidando in una sua iniziativa urgente, anche perché i problemi si vanno sempre più ad infittire e rischiano di esplodere a breve.
In sede di replica, il Capo di SME ha convenuto sull’esistenza del problema e sulla utilità di tavoli tecnici con le OO.SS.
MOBILITA
In A.D., caso più unico che raro, non esiste più da anni una mobilità ordinaria ma solo una mobilità straordinaria (per casi gravi, L. 104 e L.150), soggetta a valutazioni discrezionali da parte della Direzione Generale, peraltro in non pochi casi incomprensibili e contraddittorie, che poi necessariamente producono figli e figliastri, e consistenti mal di pancia.
A suo tempo (29.09.2015), era stato sottoscritto insieme alle Parti sociali il protocollo che recava tutte le regole sulla mobilità, ordinaria e straordinaria, protocollo poi di fatto stracciato con il ritorno alle regole precedenti. Questo problema sembra non interessare a nessuno, ma noi continuiamo però a porlo perché si tratta di un diritto negato.
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LAVORO STRAORDINARIO
C’è una evidente inadeguatezza delle risorse assegnate agli Enti. E‘ di tutta evidenza che il combinato disposto tra i pensionamenti molto rilevanti nei numeri e le mancate assunzioni di questi anni producono un effetto vistoso: che la stessa lavorazione deve essere eseguita da un numero sempre minore di lavoratori, aumentandone il relativo carico. Ed allora è di tutta evidenza che ad esso si può far fronte solo ricorrendo a prestazioni di lavoro straordinario.
CNA EI
La nostra O.S. ha segnalato al CaSME le criticità in essere presso il CNA della FA, che mostra pesanti arretrati di lavoro che pesano sui lavoratori civili amministrati e su quelli prossimi al pensionamento, che non riescono neanche a interfacciarsi con gli Uffici per ottenere risposte su problematiche d’interesse. In aggiunta, abbiamo segnalato che il Direttore del CNA ha detto no ad una richiesta di incontro avanzata dalla nostra O.S. e anche da altre sigle.
In risposta, il Gen. Sellani, coinvolto dal Ca SME, ha espresso l’intendimento di far intervenire direttamente il suo Ufficio per dare soluzione ai problemi rappresentati.
In aggiunta, il CaSME ha segnalato la necessità di avviare iniziative di accompagnamento del personale civile nel periodo di fine servizio e anche dopo, per come già avviene per i militari.
In conclusione, un incontro che giudichiamo positivamente, che si iscrive nel solco delle attuali e positive relazione di livello nazionale in ambito Esercito, che speriamo possano continuare e anche migliorare con il prossimo Capo di SME.
p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE – Maria Pia Bisogni – Maria Teresa D’Urzo – Giampiero Crocetti
Notiziario n. 132 dell’11 dicembre 2015 –
Il gen. D. Errico, Capo di SME, con il Sottosegretario D. Rossi
Ma cosa sta succedendo in alcuni Enti dell’Esercito? Continuano ad essere parte di una Organizzazione fortemente gerarchizzata e piramidale, dove l’indicazione impartita dall’alto o anche solo la moral suasion posta in essere dall’Autorità centrale continuano ad esercitare un rilievo importante o, viceversa, alcuni Enti vivono e operano all’interno di quell’organizzazione come pezzi a sé stanti, di fatto autonomi e indipendenti? La domanda, magari anche un po’ provocatoria, vien del tutto naturale guardando ad alcuni recenti accadimenti che toccano le relazioni sindacali di livello locale di Enti dell’Esercito. Ma vediamo il perché.
Nel corso dell’incontro con il Capo di SME avvenuto in data 29 luglio u.s. (vds. Notiziario n. 83 di pari data), le OO.SS. nazionali segnalarono una serie di forti criticità delle relazioni sindacali in alcuni Enti, che si ponevano in assoluta controtendenza rispetto alla correttezza che registriamo nelle relazioni nazionali con SME-RPGF e DIPE. Per quanto ci riguarda, segnalammo le problematiche relative a CME di POTENZA, CERIMANT di MILANO e 1° Rgt. Corazzato di TEULADA (CA), altre OO.SS. ne segnalarono di altri Enti. Inoltre, la nostra O.S. richiamò al Capo di SME la necessità di un attento monitoraggio in ordine agli orari delle riunioni sindacali. E, a conclusione, tutte le OO.SS. nazionali chiesero al gen. Errico di avviare ogni più utile iniziativa e di esercitare un’azione permanente di monitoraggio perché fossero azzerati i contenziosi locali.
Dobbiamo dare atto al gen. Errico di aver dato immediato seguito agli impegni assunti in quella circostanza con le OO.SS. Nazionali. Gli atti emanati ne forniscono un’ampia e probante documentazione:
con nota prot. n. 6861 del 10.09.2015 ai Vertici d’area (che pubblichiamo su questa pagina come allegato 2) il Capo di SME ha chiesto di sensibilizzare i Comandanti degli Enti perché “instaurino con la compagine sindacale relazioni improntate alla reciproca fiducia e collaborazione, in linea con l’approccio adottato a livello centrale”
successivamente, con nota SME DIPE prot. n. 76751 del 5.11.2015 che pubblichiamo su questa pagina come allegato 3, il Capo DIPE ha chiesto ai Comandanti dei cinque Enti oggetto delle criticità segnalate dalle OO.SS. nazionali nell’incontro del 29 luglio u.s. un “sintetico punto di situazione sull’attuale stato delle relazioni sindacali” e ha preannunciato per i giorni a venire l’effettuazione di una video conferenza ad hoc, che ci risulta essere stata effettuata;
sul versante “orari delle relazioni sindacali”, già precedentemente SME-DIPE con fg. 45611 del 23.07.2015 aveva chiesto ai Vertici d’area “di impartire le necessarie disposizioni agli Enti posti alle proprie dipendenze affinchè, in aderenza alle citate disposizioni normative, sia assicurato lo svolgimento delle riunioni in argomento fuori dell’orario, ovvero svolti in orari differenti previa condivisione con tutte le Rappresentanze del personale qualora si individuino precise esigenze locali” (la sottolineatura e dello stesso SME-DIPE, si veda l’allegato 4 pubblicato su questa stessa pagina).
Più di questo, riconosciamolo, SME non poteva fare rispetto alle questioni poste dalle OO.SS. nazionali. Ma, ed è proprio questo il punto, purtroppo l’azione di SME allo stato non è sostanzialmente servita quasi a nulla. Come al CERIMANT Milano (nota gravissima delle RSU, che pubblichiamo in allegato 5 su questa stessa pagina) o in Enti di Torino, dove vengono puntualmente disattese le disposizioni di SME sulla convocazioni delle riunioni sindacali, con evidenti profili di antisindacalità e di danno nei confronti di alcune OO.SS., FLP in primis, che ci porterà a chiedere il conto ai Responsabili, e non sarà da poco… Siamo inoltre a conoscenza delle risposte fornite a DIPE da alcuni dei cinque Enti attenzionati dallo S.M., palesemente incongruenti.
Ci chiediamo: è’ normale, questo? Esiste ancora in tutti gli Enti dell’Esercito una dipendenza gerarchica strutturata e correttamente gestita? E’ con questi approcci che si intende affrontare la complicata operazione di riordino della FA da qui al 2018?
Abbiamo denunciato questi fatti, a nostro avviso gravissimi sul piano del metodo prima che del merito, direttamente al Capo di SME con la lettera che pubblichaimo come allegato 1 su questa stessa pagina, nella quale abbiamo anche sollecitato il secondo incontro con le OO.SS. nazionali, già programmato per metà ottobre e ancora non calendarizzato.
Pubblichiamo in allegato la nota prot. n. 80048 del 10 dicembre 2014 diramata a tutti gli Enti dalla Direzione Generale per il personale civile avente per oggetto “relazioni sindacali. Orario delle riunioni”
La nota ci era stata preannunciata dal Direttore Generale nel corso dell’ultimo incontro con Il Sottosegretario (si veda il Notiziario n. 127 del 4 u.s.), e pensavamo servisse a disciplinare o quantomeno a chiarire meglio quell’avverbio “normalmente”.
Leggendone ora i contenuti, pensiamo serva solo solo a ricordare disposizioni in essere peraltro già da molti anni (1998) e che dovrebbero essere ben conosciute (almeno così si spera) da tutti i soggetti che siedono ai tavoli, sia quelli di parte pubblica che quelli riferibili alle OO.SS. rappresentative e firmatarie del CCNL.
Dunque, nulla di nuovo sotto il sole, si potrebbe dire; ora, però, aspettiamo che l’Amministrazione, per dare un pò di concretezza alla propria iniziativa, verifichi prontamente quali Enti, e per quali motivi atteso che di norma le riunioni dovrebbero essere convocate al di fuori dell’orario di lavoro, si discostano dalla previsione del CCNQ.
Il Presidente ARAN Gasparrini (a destra) con il Capo Dip. FP Naddeo
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 03 del 7 marzo 2013relativo alla seconda riunione, avvenuta in data 6 marzo u.s., tra ARAN e Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative sul c.d. “sistema partecipativo sindacale” nel lavoro pubblico.
” Dopo la riunione della settimana scorsa legata alla definizione di un accordo quadro sulle problematiche del personale precario nel Pubblico Impiego, e di cui vi abbiamo riferito con il Notiziario CSE n. 2 del 01 marzo u.s., nella giornata di mercoledì si è svolta la seconda riunione (in realtà la prima dopo quella di apertura) del tavolo Aran sul “sistema partecipativo sindacale” nel lavoro pubblico.
Occorre ricordare che sulla materia delle “relazioni sindacali” proprio nella riunione di apertura l’ARAN aveva consegnato alle parti sociali uno specifico atto di indirizzocon il quale il Ministro Patroni Griffi dettava una serie di indicazioni, o meglio di prescrizioni, per la definizione di un apposito Accordo Quadro e sulle quali in quella sede avevamo presentato le nostre osservazioni sia di carattere metodologico che politico.
La riunione odierna si è caratterizzata da una introduzione da parte dell’Aran che ha ripercorso il “tragitto” delle relazioni sindacali dal decreto legislativo 150/2009 ad oggi e, stante i limiti propri del dettato legislativo, ha sostenuto la legittimità delle indicazioni contenute nell’atto di indirizzo al fine di traguardare una lettura omogenea delle relazioni sindacali in tutta la Pubblica Amministrazione.
Il “giro di tavolo” che è seguito a detta introduzione, ha visto la maggioranza delle Confederazioni sindacali nettamente contrarie al percorso delineato dal Ministro Patroni Griffi ed esplicitato dall’Aran; in particolar modo nel nostro intervento abbiamo sostenuto che dopo un attenta lettura del documento appariva chiaro il completo abbandono della impostazione positiva e condivisa dell’accordo del 3 maggio 2012 nel quale Ministro e parti sociali, dopo anni di divisioni e di accordi separati voluti da Brunetta e da chi gli batteva le mani, avevano costruito un percorso che poteva consentire in primo luogo di rimodulare il quadro legislativo funzionale alla riapertura delle trattative per i rinnovi contrattuali e, parimenti, di valorizzare le professionalità dei lavoratori pubblici.
Questi a nostro avviso i capisaldi di quell’accordo che, insieme ad una affermata e comune volontà di aprire un serio confronto sulle politiche della formazione e di razionalizzare e semplificare i sistemi di valutazione partendo dal superamento dell’art. 19 del D.Lgs. 150/2009, dovevano guidare la stesura del nuovo atto di indirizzo. Abbiamo assistito, invece, alla riproposizione delle indicazioni dirigiste che avevano caratterizzato il precedente atto di indirizzo del 7.7.2011 emanato dall’allora Ministro Brunetta, a valle dell’accordo separato da lui sottoscritto il 4.2.2011 con alcune confederazioni sostenitrici della sua riforma ma non dalla CSE.
Con questi presupposti, condivisi dalla maggioranza delle confederazioni presenti al tavolo ARAN, la risposta è stata quella di rispedire al mittente l’atto di indirizzo sulle relazioni sindacali chiedendo che la stessa Agenzia verifichi la disponibilità del Ministro Patroni Griffi a mantenere gli impegni presi con l’accordo del 3 maggio 2012.
Parimenti come CSE, e con la condivisione di quasi tutti gli altri partecipanti al tavolo, abbiamo posto nuovamente e con forza il nostro NO al blocco dei contratti dei lavoratori pubblici, anzi ne abbiamo richiesto l’avvio sostenendo che è possibile e necessario farlo sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista delle questioni di carattere giuridico.
Infatti noi di CSE e, soprattutto i lavoratori pubblici e le loro famiglie, riteniamo inaccettabile e non più sostenibile questa pesantissima fase di blocco contrattuale e inaccettabile il suo protrarsi, come paventato in questi giorni sui media nazionali; siamo convinti che esistano risorse e risparmi nelle varie Amministrazioni che consentano di rinnovare i contratti nazionali (altro che dividendi sulle performance) e materie quali la formazione, l’orario di lavoro, l’ordinamento professionale, la disciplina, che possano entrare a pieno titolo all’interno di un rinnovo contrattuale.
In quel contesto e solo in quello, allora, sarà possibile ragionare di relazioni sindacali rivedute e corrette rispetto al nulla o quasi dell’oggi.
In ragione di quanto sopra, come CSE, pensiamo sia giunto il momento di predisporre una piattaforma contrattuale che sia giusto presentare sia ai lavoratori pubblici per le opportune valutazioni, sia alla controparte politica attuale ed alla nuova classe politica uscita dalle urne.
Su questo obiettivo ci impegneremo nelle prossime settimane con le nostre strutture e daremo conto nei nostri notiziari.
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 1 del 15 febbraio 2013 relativo alla riunione avvenuta in data 14 febbraio u.s. in Aran con le Confederazioni maggiormente rappresentative del P.I. per definire accordi quadro sulle relazioni sindacali nel settore pubblico e sulla disciplina di alcuni istituti riguardanti il contratto di lavoro a tempo determinato.
“A fronte dell’ emanazione da parte della Funzione Pubblica dei due atti di indirizzo, da tempo preannunciati a seguito dell’accordo del maggio 2012 e legati ad importantissime problematiche di carattere politico sindacale, nella giornata di ieri l’Aran ha convocato una prima riunione finalizzata ad aprire il confronto con le Confederazioni maggiormente rappresentative del Pubblico Impiego per definire accordi quadro sul sistema partecipativo sindacale nel lavoro pubblico (le relazioni sindacali) e sulla disciplina di alcuni istituti riguardanti il contratto di lavoro a tempo determinato (armonizzazione di cui alla legge 28.6.2012, n. 92);
La riunione è stata aperta dal Presidente dell’Aran Gasparrini che ha delineato le problematiche del confronto e gli ambiti dello stesso, con specifico riferimento al sistema delle relazioni sindacali . In particolare il lavoro congiunto secondo il Presidente dell’Aran non può non partire dalla puntuale ricognizione delle attuali regole contrattuali inserite nei diversi istituti, così come stratificatesi negli anni a seguito della stipula dei diversi CCNL del settore pubblico, al fine di verificarne la rispondenza e l’attualità.
Opera di ricognizione che va attualizzata, senza che però che si traduca in una trasposizione automatica degli attuali vincoli normativi. A tal fine ha proposto il prosieguo del confronto con tavoli di approfondimento delle diverse tematiche.
Nel “giro di tavolo” che è seguito le Confederazioni Sindacali, con più o meno enfasi, hanno sottolineato l’importanza della riapertura di un confronto in sede Aran dopo mesi e mesi di silenzio, ed in particolare sul fronte delle relazioni sindacali, hanno evidenziato l’esigenza che si riparta dal protocollo di intesa del maggio 2012 e non già dal ristretto degli ambiti previsti dalla attuale legislazione.
In particolare la nostra Confederazione, nel suo intervento, ha richiamato non solo la propria coerenza in ordine alla ferma opposizione alla controriforma Brunetta, anche a fronte di incredibili giravolte operate da alcune Confederazioni Sindacali, che oggi si scoprono fiere oppositrici di scelte che invece all’epoca condivisero e che tanti danni hanno creato ai lavoratori pubblici, ma nel contempo, pur consapevole dei limiti in cui si potrà svolgere il negoziato senza le necessarie modifiche normative che il Ministro Patroni Griffi si impegnò a fare nel protocollo d’intesa del 3 maggio 2012 e che poi invece svanirono, ha confermato la propria disponibilità al confronto.
In ogni caso e contestualmente alle iniziative necessarie a ridare al paese un quadro normativo capace di riconoscere la centralità e l’importanza del lavoro pubblico come fattore di equità, giustizia sociale e sviluppo, la CSE nel solco di quanto proposto nei mesi scorsi in Funzione Pubblica si batterà per ribadire la centralità della contrattazione non solo per determinare l’assetto retributivo ma anche come fattore determinante per la valorizzazione professionale e l’organizzazione del lavoro.
Bisogna infatti sventare il pericolo sempre più consistente che il persistere del blocco della contrattazione significhi contestualmente l’abrogazione di tutti i diritti e le prerogative contrattuali condizioni ineludibili per tutelare i lavoratori ed opporsi alle scelte unilaterali delle controparti.
Inoltre è necessario rafforzare il ruolo sindacale nella delicatissima fase in atto che, con l’applicazione delle norme prevista dal DL 95/2012, vede il personale del Pubblico Impiego ed in particolare di alcuni Comparti, oggetto di processi di riordino caratterizzato da esuberi che nella maggior parte dei casi vengono definiti senza il previsto confronto con le OO.SS. e che invece necessita della massima tutela in ordine alle sedi di lavoro, al mantenimento delle professionalità e dei livelli reddituali.
Sul fronte della problematica connessa al fenomeno del precariato nel Pubblico Impiego, ed in relazione alla dimensione, alla gravità del problema e nella consapevolezza che la proroga dei contratti in essere ha imposto alle parti la ricerca di soluzioni entro e non oltre giugno 2013, tutte le Confederazioni si sono dette disponibili ad un percorso prioritario che partirà con una prima riunione già calendarizzata per il 28 p.v., mentre sulle relazioni sindacali, è stato previsto un primo step nella mattinata del 6 marzo.
Nel trasmettere a tutto il gruppo dirigente i due atti di indirizzo, si fa presente che già nella settimana prossima, a livello di Federazione, saranno previste una prima serie riunioni di approfondimento sulle materie di che trattasi e si fa riserva di successivi aggiornamenti in merito al prosieguo del confronto con l’Aran.
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 8 del 4 aprile 2012 che reca la nota di commento della nostra Confederazione in merito ai contenuti dell’incontro che si è svolto presso il Dipartimento della Funzione Pubblica in pari data.
Nella mattinata di oggi è proseguito il confronto fra Ministero della Funzione Pubblica e OO.SS. Confederali sulle problematiche afferenti la ripresa della percorso sulle relazioni sindacali nel Pubblico Impiego e la applicazione delle norme sul mercato del lavoro, in ragione della prossima emanazione di uno specifico DDL che giungerà a valle di un percorso di natura politica che ha visto e vedrà ancora notevoli sviluppi.
In ogni caso, la riunione di oggi è partita dall’esame di due documenti presentati dalla Funzione Pubblica, uno legato all’ipotesi di protocollo di intesa in materia di relazioni sindacali ed uno connesso agli interventi sul mercato del lavoro pubblico e dei quali abbiamo fornito notizie e valutazioni con il notiziario 7 del 30 marzo u.s.
Nello specifico, sul primo punto, quello legato al protocollo di intesa sulle relazioni sindacali, è stato consegnato un nuovo testo nel quale vengono inserite le rappresentanze delle Regioni e degli Enti Locali, quali parti integranti del protocollo di intesa e, cosa importantissima e sulla quale eravamo intervenuti nel precedente incontro, viene eliminato ogni il riferimento all’accordo del 4 febbraio 2011 relativamente ai sistemi premianti e di incentivazione.
E’ di tutta evidenza che questa scelta operata dalla Funzione Pubblica apre una fase diversa e di maggiore fluidità rispetto a quella precedente e consente di proseguire il negoziato sgombrando il campo dal “macigno” costituito da quell’accordo e dalle divisioni che ne sono scaturite sul fronte del contenuto e del metodo adottato dall’allora Ministro Brunetta.
In ogni caso, una prima analisi del documento consegnato consente di delineare almeno due ordini di problemi sui quali, per altro, si è incentrato l’intervento della delegazione CSE, e cioè quello relativo alla individuazione di un percorso di carattere metodologico per addivenire allo “sblocco” dell’attuale sistema e, nel merito, sugli argomenti da inserire e sugli strumenti da adottare.
Sul percorso, come CSE abbiamo segnalato la necessità di rendere il lavoro dei tavoli tecnici, più proficuo ed incisivo, passando da una fase come quella attuale di enunciazione dei principi ad una fase stringente nella quale si mettono sulla carta gli argomenti e soprattutto gli impegni di merito; in questo contesto abbiamo ribadito il nostro impegno per una modifica della legge 150/2009 soprattutto in quelle parti che riguardano le relazioni sindacali (contrattazione, concertazione e informazione), il sistema premiale e la disciplina, mentre sul c.d. “spending review” abbiamo confermato il nostro orientamento verso la ripresa di un vero e proprio percorso contrattuale, non solo legato allo sviluppo degli integrativi nei vari comparti di contrattazione.
In questo contesto, come soluzione alternativa, abbiamo apprezzato la proposta emersa da altri interventi e legata ad una possibile “ultrattattività” degli attuali contratti nazionali di comparto che, in attesa di una ripresa formale in sede Aran, possa costituire un viatico per rendere proficuo il percorso di confronto nelle varie Amministrazioni Pubbliche sui diversi argomenti connessi alle relazioni sindacali, senza il “mattone” posto dalle norme varate dall’allora Ministro della P.A. Brunetta.
Sulla problematica legata agli “interventi sul mercato del lavoro pubblico”, come CSE abbiamo preso atto del documento presentato dalla F.P. in data 29.3.2012 che in buona sostanza mette in linea gli istituti legati alle tipologie di lavoro flessibile utilizzate nel pubblico (lavoro a tempo determinato, collaborazione coordinata e continuativa, collaborazioni professionali e partite IVA), rappresentando altresì che riteniamo assolutamente indispensabile affrontare il tutto, solo a valle della emanazione dell’apposito DDL di cui occorre comprendere gli approdi finali e nel quale, come CSE, ci auguriamo sia contenuta una particolare indicazione che consenta di svolgere il confronto sul merito e sulla applicazione dei provvedimenti fra Ministro della PA e parti sociali.
In ragione dei prossimi appuntamenti, la delegazione della CSE si è riservata di produrre una specifica proposta contenente i punti salienti sui quali intende far convergere il lavoro dei tavoli tecnici, proposta che non mancheremo di far pervenire alle nostre strutture nazionali e territoriali.
Per opportuna conoscenza si allegano i documenti pervenuti dalla F.P.
LA SEGRETERIA GENERALE CSE
Preghiamo di dare la massima diffusione tra i lavoratori al presente Notiziario.
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