Notiziario FLP Difesa n. 65 del 08 novembre 2024 –

Dopo sei riunioni, in data 7 novembre c.a., l’A.D. è approdata a definizione la bozza di CCNI Difesa – parte normativa per il triennio 2024-2026, che integra le parti di CCNI già sottoscritte e relative alla parte economica, al NOP e al welfare, e che raccoglie la disciplina delle relazioni sindacali e dell’orario; un testo che potrà/dovrà essere aggiornato alla luce del nuovo CCNL, ed integrato delle altre parti da noi richieste e riconosciute mancanti dalla stessa AD.

Rispetto all’approccio iniziale dell’AD, che ci aveva sottoposto un integrativo che conteneva la sola materia dell’orario di lavoro, e alle rigidità dalla stessa manifestate nel prosieguo della trattativa, sicuramente è stato fatto un grosso passo avanti, nell’intento di definire un primo stralcio del CCNI DIFESA – parte normativa per il periodo 2024-2026, a distanza di ben 24 anni dal CCNI Difesa 1998-2001; un testo che, letto oggi, risulta il prodotto di un periodo decisamente più illuminato, ma che è stato notevolmente depotenziato e superato per effetto delle nefaste riforme Brunetta e dei CCNL FC successivi. Quel testo infatti copriva ad ampio spettro le più rilevanti esigenze del personale civile, in costanza di una sempre più pesante ristrutturazione: si guardava con rispetto alla disciplina delle relazioni sindacali, in ottica di obbiettivi quanto più possibile condivisi; si era contrattato il nop, il sistema dei passaggi, la riconversione professionale, le mansioni superiori, il part-time, la mobilità, la formazione: una disciplina che sosteneva il corretto svolgersi delle relazioni sindacali sul territorio e nei singoli Enti della Difesa, aprendo alla partecipazione su tutte le tematiche di comune interesse, al fine di risolvere insieme le problematiche che interessavano il Ministero e il suo personale civile.

Dunque ritrovarsi in avvio di trattativa con una bozza di CCNI che contenesse la disciplina aggiornata della sola materia dell’orario è stato sintomatico della involuzione cui siamo andati incontro nel corso di questi 24 anni!

Alla luce di queste considerazioni, FLP DIFESA , (come riferito nei Notdif 52, 56, 60, 61 e 63 dello scorso mese di ottobre), ha formulato le proprie proposte per integrare il vuoto, con i due documenti in All. 1 e 2, per dare risposta all’esigenza di integrazione sia sulle le altre materie per le quali è prevista (quali le linee di indirizzo in materia di salute e sicurezza sul lavoro; i riflessi delle innovazioni tecnologiche; il trasferimento o il conferimento di attività ad altri soggetti, pubblici o privati, ecc…), ma anche su materie per le quali non è espressamente prevista (quali as ex la riconversione o l’istituzione di tavoli tecnici a tema ad ex le problematiche dei transiti e molto altro), ma che, come nel 2000, possono assumere una particolare valenza alla luce del mai finito processo di ristrutturazione e riordino (così come confermato dal Ministro della Difesa nell’audizione parlamentare del 7 novembre u.s. dove è stata annunciata una “revisione del modello organizzativo della Difesa” e una “nuova politica del personale militare e civile”.)

Ma, come anticipato, l’AD aveva fino a ieri mantenuto un netto rifiuto a questa visione di ampio raggio.

Oggi ci viene proposto un documento (All. 3) che nel recepire lo schema proposto da FLP DIFESA, a similitudine del vecchio CCNI, parte dalla disciplina delle relazioni sindacali, procede con quella dell’orario di lavoro, e si associa all’impegno dell’AD, a mettere in calendario successivamente la trattazione delle altre materie di cui sopra. A questo punto abbiamo ritenuto di sottoscrivere questo CCNI stralcio, con una nota a verbale (All. 4), parte integrante dello stesso CCNI, che richiama questo impegno.

Questi i punti salienti del documento :

  1. La flessibilità dell’orario di lavoro è stabilita in almeno 1 ora in entrata e in uscita;
  2. È ammessa anche per i turnisti la flessibilità per 15 minuti in ragione del passaggio di consegne;
  3. La durata dell’orario di lavoro è di 36 ore settimanali e non può superare la media delle 48 ore settimanali, comprensive del lavoro straordinario, calcolata con riferimento ad un arco temporale di sei mesi, elevabile a livello dei singoli uffici fino ad ulteriori sei mesi… …secondo quanto previsto negli accordi di contrattazione integrativa territoriale;
  4. Le differenze di concentrazione dell’orario nell’orario multiperiodale sono possibili per archi temporali di max 25 settimane;
  5. Il lavoro straordinario, per il quale è confermato il tetto di 200 ore annue, può essere autorizzato anche senza certezza di finanziamento, ma può essere soggetto a recupero compensativo solo su richiesta dell’interessato (dunque non può essere imposto);
  6. È stato stabilito anche per i dipendenti che abbiano aderito all’istituto della banca delle ore il tetto annuo individuale di 200 ore, che devono essere autorizzate tenendo conto della relativa copertura finanziaria.

Nelle dichiarazioni congiunte e nell’annesso al CCNI emerge poi che:

Nella seconda parte della riunione si è data priorità alla trattazione della disciplina della mobilità e l’AD ha provveduto a illustrare le prime valutazioni sulla mobilità straordinaria, riepilogate in una serie di slides (che pubblichiamo sul nostro sito), di cui si comincerà a discutere giovedì 21 novembre.

Per ora è tutto, vi terremo aggiornati. Cordialissimi saluti.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

ALLEGATO 1 – FLP DIFESA – Bozza di Protocollo d’Intesa relazioni sindacali

ALLEGATO 2 – FLP DIFESA – tematiche sospese oggetto di CCNI e confronto

ALLEGATO 3 – CCNI 2024-2026_giuridico + ANNESSO ALLEGATO 4 2024.11.07

ALLEGATO 4 – Nota a verbale CCNI Difesa

ALLEGATO 5 – Persociv slide su mobilità interna straordinaria 07.11.2024

 

Notiziario n. 61 del 25 ottobre 2024 –

Persociv
La sede della Direzione Generale per il Personale Civile

Si è tenuta ieri la 4^ riunione per il Contratto Collettivo Integrativo della Difesa, richiesta da FLP Difesa dopo aver ricevuto, la scorsa settimana, la bozza di CCNI rimasta circoscritta ai soli istituti dell’orario di lavoro di cui abbiamo già riferito nei precedenti notiziari. Ma, non avendo recepito nell’integrativo nulla sulle altre materie da noi richieste, l’Amministrazione ci ha sottoposto in alternativa un altro tipo di documento (un “prontuario”) da utilizzare come strumento di lavoro per i datori di lavoro, riepilogativo della sola materia delle relazioni sindacali.  Nel citato documento sono contenuti stralci di quanto già previsto dai CCNL FC, riepilogati in un riduttivo riassunto, ed integrati da:

È del tutto evidente che nel produrre questo documento l’A.D. non intende aggiornare la parte giuridica del CCNI, in particolare in materia di relazioni sindacali, a distanza di 24 anni dal CCNI 1998-2001, evidentemente ancora vigente laddove non superato da norme successive. E invece sarebbe fondamentale oggi, alla soglia del 31.12.2024 – termine ultimo mai prorogato per la riduzione degli organici previsti a 20.000 unità e nella considerazione che il processo di ristrutturazione e riorganizzazione non è certamente finito (quanti “studi” sono in corso in maniera silenziosa presso i nostri vertici, senza che ne sia data informazione!), e che su questo grava l’ulteriore scure preannunciata in questi giorni dal Governo del taglio del 5% ai bilanci delle pubbliche amministrazioni. E quante volte abbiamo segnalato la scarsissima attenzione che l’AD, ai vertici e sui territori, dimostra alla necessità di produrre informazione e creare occasioni di confronto e comunque di buone prassi di relazioni sindacali!!!

 Rispetto alla parte economica, in premessa, ci è stato comunicato in particolare che:

Rispetto alla parte giuridica che l’AD dirotta sul prontuario, la dott.ssa De Paolis ha precisato che:

Ha poi formulato le conclusioni cui l’AD è giunta rispetto alle richieste di integrazione del CCNI di parte sindacale:

In conclusione comunque, la dott.ssa De Paolis ha ribadito l’interesse dell’AD a ricevere proposte e contributi alla redazione del “prontuario”, senza però al momento recepire la richiesta di controparte di trasformarlo in un “protocollo d’Intesa” che si qualificherebbe come un Accordo fra le parti, e su questo è calendarizzata la prossima riunione di giovedì 31 ottobre p.v.. Dopodiché il calendario virerà al confronto, nel mese di novembre, sulla disciplina della mobilità, ordinaria e straordinaria; a dicembre, obbligatoriamente, si parlerà della mappatura, indispensabile per lo svolgimento, nella prossima primavera, delle elezioni delle RSU.

È tutto, vi terremo aggiornati. Cordialissimi saluti

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario FLP Difesa n. 76 del 05 dicembre 2023 –

Foto della riunione del 5 dicembre 2023 delle OO.SS. nazionali con il Capo di SME

Si è svolto nel pomeriggio di oggi, a Palazzo Esercito, il quarto incontro in ordine di tempo con il Capo di Stato Maggiore Esercito (CaSME), gen. Pietro Serino, che in apertura di riunione, dopo i saluti di rito, ha comunicato alle OO.SS. che il suo mandato triennale al vertice della F.A. scadrà il 27 febbraio p.v., e ha espresso l’intendimento entro quella data di un nuovo incontro finalizzato a presentarci il suo successore, nel caso il Governo lo avesse già nominato.

Ha quindi ceduto la parola al Gen. Salvatore Cuoci, Capo del DIPE, che ha fornito le risposte di SME alle questioni poste dalle OO.SS. nel corso del precedente incontro, e tra queste anche quelle poste dalla nostra O.S. In sintesi:

  carenze di personale civile in ambito FA per il tramite di personale interinale, atteso che nella Difesa questa possibilità

   pare sia riconosciuta solo ad Agenzia Industrie Difesa (AID) per le esigenze delle proprie Unità Produttive.

Queste le comunicazioni fornite dal gen. Cuoci, di cui prendiamo doverosamente atto, riservandoci comunque di approfondire alcuni temi (assunzioni interinali e IGM in particolare) e di seguire gli sviluppi operativi per gli altri.

A conclusione dell’intervento del Capo del DIPE, il gen. Serino ha avviato il giro di tavolo delle delegazioni sindacali presenti.

Nel nostro intervento come FLP DIFESA, abbiamo toccato i seguenti argomenti:

RELAZIONI SINDACALI

Dopo aver ringraziato il CaSME per la disponibilità, l’attenzione e l’ascolto di questi anni che hanno decisamente migliorato il livello di interlocuzione sul piano nazionale, abbiamo però rappresentato che sul fronte delle relazioni sindacali di livello locale permangono però tuttora criticità in taluni Enti della F.A. Per questo, c’è ancora tanto da fare, in particolare sotto l’aspetto della crescita di cultura sindacale nei Dirigenti degli Enti, che in non pochi  considerano i rappresentanti sindacali come soggetti da combattere invece di considerarli come interlocutori con i quali si può discutere per trovare le migliori soluzioni e per risolvere i problemi senza conflitti, e dall’altra, di finirla di considerare i lavoratori civili come figli di un Dio minore e considerarli invece come risorsa da valorizzare. Sotto questo aspetto, sarebbe utile che molti Comandanti cambiassero postura e vivessero più da vicino i propri i dipendenti civili, magari qualche volta direttamente incontrandoli e sentendoli più spesso, e non limitarsi ad interfacciarsi con i loro problemi e necessità solo attraverso il filtro di collaboratori in alcuni casi prevenuti e fuorvianti, in quanto spesso animati da logiche divisorie e di contrapposizione pregiudiziale. A tal proposito, la nostra O.S. ha detto di confidare in iniziative della FA tese a far crescere il benessere organizzativo, questione di primaria importanza in seno alle realtà lavorative.

Il CaSME, in sede di replica, ha riconosciuto l’esistenza di problemi sul livello locale di relazione sindacale e ha sollecito il vertice di F.A. a darvi soluzione, impegnando direttamente i Suoi collaboratori e avviando a tal riguardo una fase di monitoraggio.

CARENZE DI PERSONALE CIVILE 

Dal nostro punto di vista, la “questione delle questioni” in ambito MD, e dunque anche in Esercito, è data dall’impoverimento della presenza del personale civile, frutto anche delle mancate assunzioni di tutti questi anni.

Da poco, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM n. 164 del 18.09.2023, che reca modifiche al D. Lgs. n. 90/2010 sull’ordinamento militare, e tra queste le nuove dotazioni organiche civili pari a 27.751 posizioni, alleggerite di oltre 2500 unità rispetto alla precedente dotazione. Ebbene, rispetto a questi numeri già ridotti, la consistenza effettiva civile al 1.1.2023 è pari a 17.967 unità comprensiva degli ex militari transitati, con una grave carenza di ca. 10mila unità.

Se guardiamo alla dinamica occupazionale di questi ultimi 5/6 anni, la componente civile si è progressivamente e corposamente ridotta e con essa le attività di lavoro ad essa facenti capo, in particolare nell’area c.d. “industriale” (Poli e Centri tecnici). In aggiunta, le previsioni in materia di futuri pensionamenti, in particolare nell’anno a venire e stante anche l’alta età media del personale, porterà di certo ad un appesantimento delle carenze, in modo forse irreparabile.

Serve allora un piano straordinario di assunzioni per migliaia di professionalità, in particolare tecniche, e procedure straordinarie per una rapidissima immissione nei ruoli. FLP DIFESA ha sollecitato su questo una iniziativa forte e urgente del Capo di SME, affinchè il Vertice Politico si adoperi a tal proposito con FP e MEF.

Con riferimento al DPCM 164 sopra richiamato, abbiamo chiesto se la FA fosse, direttamente o indirettamente  toccata dalle novità organizzative introdotte,  e quali eventualmente e con quali effetti; in secondo luogo, con riferimento ai nuovi organici del MD pubblicati in G.U., quali i numeri assegnati all’Esercito. In risposta, il gen. Serino ci ha detto che il DPCM è stato predisposto senza sentire SME, e di aver incaricato i Suoi collaboratori di approfondirne tutti gli aspetti.

IMPIEGO DEL PERSONALE E SALARIO ACCESSORIO

Il tema delle dotazioni di personale è strettamente intrecciato con quello dell’impiego e della remunerazione, e a tal riguardo abbiamo ri-segnalato all’attenzione del CaSME due questioni che ci stanno particolarmente a cuore: la prima, quella del riconoscimento della “peculiarità” di impiego del personale civile contrattualizzato, e la seconda, quella della permanente inadeguatezza, rispetto al personale di altre PP.AA, delle retribuzioni accessorie del personale civile del MD, che hanno registrato in questi ultimi due anni anche la perdita dei 21 milioni destinati al FRD conquistati nel 2017.

Sul tavolo, c’è inoltre il problema, grande e irrisolto, delle diverse decine di milioni di € derivanti dalla riduzione di spesa per il personale che, in base al decreto attuativo della Legge 244, dovevano essere destinati al FRD, cosa non avvenuta.

Due questioni da noi sollevate da tempo, ma purtroppo senza successo.  Il Capo di SME, notoriamente sensibile ad entrambi gli argomenti, ha assicurato l’impegno della F.A. al fine di dare soluzione ad entrambe le questioni.

PROBLEMATICHE PERSONALE EX MILITARE TRANSITATO – CIRCOLARI PERSOCIV

Il tema dell’impiego del personale rimanda ad una altra questione particolarmente rilevante: le problematiche del personale ex militare inidoneo per ragioni sanitarie e transitato ai ruoli civili, e le criticità connesse al loro impiego.

Sono anni che, in primo luogo sul livello politico, chiediamo tavoli tecnici di confronto, rispetto ai quali A.D. continua ad agire unilateralmente creando problemi su problemi, come avvenuto con la circ. PERSOCIV del 25.07.2023. Una tendenza a innescare ulteriori problemi che la DG mostra su altri fronti, ultimo con la sua circolare sulla pausa mensa.

Sul tema ex militari transitati, FLP DIFESA ha inviato in data 21 novembre u.s. una nota al Gabinetto del Ministro, nella quale si fa una puntuale disamina delle problematiche in essere e di quelle innescate dalla circolare della D.G., con la richiesta di interventi correttivi urgenti. In sede di riunione, ne abbiamo consegnato copia al Capo di SME, confidando in una sua iniziativa urgente, anche perché i problemi si vanno sempre più ad infittire e rischiano di esplodere a breve.

In sede di replica, il Capo di SME ha convenuto sull’esistenza del problema e sulla utilità di tavoli tecnici con le OO.SS.

MOBILITA

In A.D., caso più unico che raro, non esiste più da anni una mobilità ordinaria ma solo una mobilità straordinaria (per casi gravi, L. 104 e L.150), soggetta a valutazioni discrezionali da parte della Direzione Generale, peraltro in non pochi casi incomprensibili e contraddittorie, che poi necessariamente producono figli e figliastri, e consistenti mal di pancia.

A suo tempo (29.09.2015), era stato sottoscritto insieme alle Parti sociali il protocollo che recava tutte le regole sulla mobilità, ordinaria e straordinaria, protocollo poi di fatto stracciato con il ritorno alle regole precedenti. Questo problema sembra non interessare a nessuno, ma noi continuiamo però a porlo perché si tratta di un diritto negato.

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LAVORO STRAORDINARIO

C’è una evidente inadeguatezza delle risorse assegnate agli Enti. E‘ di tutta evidenza che il combinato disposto tra i pensionamenti molto rilevanti nei numeri e le mancate assunzioni di questi anni producono un effetto vistoso: che la stessa lavorazione deve essere eseguita da un numero sempre minore di lavoratori, aumentandone il relativo carico. Ed allora è di tutta evidenza che ad esso si può far fronte solo ricorrendo a prestazioni di lavoro straordinario.

CNA EI

La nostra O.S. ha segnalato al CaSME le criticità in essere presso il CNA della FA, che mostra pesanti arretrati di lavoro che pesano sui lavoratori civili amministrati e su quelli prossimi al pensionamento, che non riescono neanche a interfacciarsi con gli Uffici per ottenere risposte su problematiche d’interesse. In aggiunta, abbiamo segnalato che il Direttore del CNA ha detto no ad una richiesta di incontro avanzata dalla nostra O.S. e anche da altre sigle.

In risposta, il Gen. Sellani, coinvolto dal Ca SME, ha espresso l’intendimento di far intervenire direttamente il suo Ufficio per dare soluzione ai problemi rappresentati.

In aggiunta, il CaSME ha segnalato la necessità di avviare iniziative di accompagnamento del personale civile nel periodo di fine servizio e anche dopo, per come già avviene per i militari.

In conclusione, un incontro che giudichiamo positivamente, che si iscrive nel solco delle attuali e positive relazione di livello nazionale in ambito Esercito, che speriamo possano continuare e anche migliorare con il prossimo Capo di SME.

p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE – Maria Pia Bisogni – Maria Teresa D’Urzo – Giampiero Crocetti

Notiziario n. 132 dell’11 dicembre 2015 –

Il gen. Errico, Capo di SME, con il SSS Rossi
Il gen. D. Errico, Capo di SME, con il Sottosegretario  D. Rossi

Ma cosa sta succedendo in alcuni Enti dell’Esercito? Continuano ad essere parte di una Organizzazione fortemente gerarchizzata e piramidale, dove l’indicazione impartita dall’alto o anche solo la moral suasion  posta in essere dall’Autorità centrale continuano ad esercitare un rilievo importante o, viceversa, alcuni Enti vivono e operano all’interno di quell’organizzazione come pezzi a sé stanti, di fatto autonomi e indipendenti? La domanda, magari anche un po’ provocatoria, vien del tutto naturale guardando ad alcuni recenti accadimenti che toccano le relazioni sindacali di livello locale di Enti dell’Esercito. Ma vediamo il perché.

Nel corso dell’incontro con il Capo di SME  avvenuto in data 29 luglio u.s. (vds. Notiziario n. 83 di pari data),  le OO.SS. nazionali segnalarono una serie di forti criticità delle relazioni sindacali in alcuni Enti, che si ponevano in assoluta controtendenza rispetto alla correttezza che registriamo nelle relazioni nazionali con SME-RPGF e DIPE. Per quanto ci riguarda, segnalammo le problematiche relative a CME di POTENZA,  CERIMANT di MILANO e 1° Rgt. Corazzato di TEULADA (CA), altre OO.SS. ne segnalarono di altri Enti. Inoltre,  la nostra O.S. richiamò al Capo di SME la necessità di un attento monitoraggio in ordine agli orari delle riunioni sindacali. E, a conclusione, tutte le OO.SS. nazionali chiesero al gen. Errico di avviare ogni più utile iniziativa e di esercitare un’azione permanente di monitoraggio perché fossero azzerati i contenziosi locali.

Dobbiamo dare atto al gen. Errico di aver dato immediato seguito agli impegni assunti in quella circostanza con le OO.SS. Nazionali.  Gli atti emanati ne forniscono un’ampia e probante documentazione:

Più di questo, riconosciamolo, SME non poteva fare rispetto alle questioni poste dalle OO.SS. nazionali. Ma, ed è proprio questo il punto, purtroppo l’azione di SME allo stato non è sostanzialmente servita quasi a nulla.  Come al CERIMANT Milano (nota gravissima delle RSU, che pubblichiamo in allegato 5 su questa stessa pagina) o in Enti di Torino, dove vengono puntualmente disattese le disposizioni di SME sulla convocazioni delle riunioni sindacali, con evidenti profili di antisindacalità e di danno nei confronti di alcune OO.SS., FLP in primis, che ci porterà a chiedere il conto ai Responsabili, e non sarà da poco… Siamo inoltre  a conoscenza delle risposte fornite a DIPE da alcuni dei cinque Enti attenzionati dallo S.M., palesemente incongruenti.

Ci chiediamo: è’ normale, questo? Esiste ancora in tutti gli Enti dell’Esercito una dipendenza gerarchica strutturata e correttamente gestita? E’ con questi approcci che si intende affrontare la complicata operazione di riordino della FA da qui al 2018?

Abbiamo denunciato questi fatti, a nostro avviso gravissimi sul piano del metodo prima che del merito, direttamente al Capo di SME con la lettera che pubblichaimo come allegato 1 su questa stessa pagina, nella quale abbiamo anche sollecitato il secondo incontro con le OO.SS. nazionali, già programmato per metà ottobre e ancora non calendarizzato.

Alla prossima puntata sull’argomento.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 30.11.2015-Lettera FLP DIFESA a Ca SME per problematiche Enti Esercito

Allegato 2: Lettera Capo SME a Vertici area n. 6861 del 10.09.2015 – relazioni sindacali locali

Allegato 3:  Lettera del DIPE a Enti n. 76751 del 5.11.2015 – relazioni sindacali locali 

Allegato 4: Disposizioni SME-DIPE per orari riunioni sindacali n. 45601 del 23.07.2015

Allegato 5: 4.12.2015- Nota RSU CERIMANT Milano

News dell’11 dicembre 2014, h. 18.00 –

Pubblichiamo in allegato la nota prot. n. 80048 del 10 dicembre 2014 diramata a tutti gli Enti dalla Direzione Generale per il personale civile avente per oggetto “relazioni sindacali. Orario delle riunioni”

La nota ci era stata preannunciata dal Direttore Generale  nel corso dell’ultimo incontro con Il Sottosegretario (si veda il Notiziario n. 127 del 4 u.s.), e pensavamo servisse a disciplinare o quantomeno a chiarire meglio quell’avverbio “normalmente”.

Leggendone ora i contenuti, pensiamo serva solo solo a ricordare  disposizioni in essere peraltro già da molti anni (1998) e che dovrebbero essere ben conosciute (almeno così si spera) da tutti i soggetti che siedono ai tavoli, sia quelli di parte pubblica che quelli riferibili alle OO.SS. rappresentative e firmatarie del CCNL.

Dunque, nulla di nuovo sotto il sole, si potrebbe dire; ora, però, aspettiamo che l’Amministrazione, per dare un pò di concretezza alla propria iniziativa, verifichi prontamente quali Enti, e per quali motivi atteso che di norma le riunioni dovrebbero essere convocate al di fuori dell’orario di lavoro, si discostano dalla previsione del CCNQ.

IL COORDINAMENTO  NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: Circolare PERSOCIV orario riunioni sindacali

Notiziario n. 30 dell’ 8 marzo 2013 –

Il Presidente ARAN Gasparrini (a destra) con il Capo Dip. FP Naddeo
Il Presidente ARAN Gasparrini (a destra) con il Capo Dip. FP Naddeo

Riportiamo di seguito il Notiziario CSE  n. 03  del 7 marzo 2013relativo alla seconda riunione, avvenuta in data 6 marzo u.s., tra  ARAN e Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative sul c.d.  “sistema partecipativo sindacale” nel lavoro pubblico.  

 ” Dopo la riunione della settimana scorsa legata alla definizione di un accordo quadro sulle problematiche del personale precario nel Pubblico Impiego, e di cui vi abbiamo riferito con il Notiziario CSE n. 2 del 01 marzo u.s., nella giornata di mercoledì si è svolta la seconda riunione (in realtà la prima dopo quella di apertura)  del tavolo Aran sul “sistema partecipativo sindacale” nel lavoro pubblico.

 Occorre ricordare che sulla materia delle “relazioni sindacali”  proprio nella riunione di apertura l’ARAN aveva consegnato alle parti sociali uno specifico atto di indirizzocon il quale il Ministro Patroni Griffi dettava una serie di indicazioni, o meglio di prescrizioni, per la definizione di un apposito Accordo Quadro e sulle quali in quella sede avevamo presentato le nostre osservazioni sia di carattere metodologico che politico.

 La riunione odierna si è caratterizzata da una introduzione da parte dell’Aran che ha ripercorso il “tragitto” delle relazioni sindacali dal decreto legislativo 150/2009 ad oggi e, stante i limiti propri del dettato legislativo,  ha sostenuto la legittimità delle indicazioni contenute nell’atto di indirizzo al fine di traguardare una lettura omogenea delle relazioni sindacali in tutta la Pubblica Amministrazione.

 Il “giro di tavolo” che è seguito a detta introduzione, ha visto la maggioranza delle Confederazioni sindacali nettamente contrarie al percorso delineato dal Ministro Patroni Griffi ed esplicitato dall’Aran;  in particolar modo nel nostro intervento abbiamo sostenuto che dopo un attenta lettura del documento appariva chiaro il completo abbandono della impostazione positiva e condivisa dell’accordo del 3 maggio 2012 nel quale Ministro e parti sociali, dopo anni di divisioni e di accordi separati voluti da Brunetta e da chi gli batteva le mani, avevano costruito un percorso che poteva consentire in primo luogo di rimodulare il quadro legislativo funzionale alla riapertura delle trattative per i rinnovi contrattuali e, parimenti,  di valorizzare le professionalità dei lavoratori pubblici.

 Questi a nostro avviso i capisaldi di quell’accordo che, insieme ad una affermata e comune volontà di aprire un serio confronto sulle politiche della formazione e di razionalizzare e semplificare i sistemi di valutazione partendo dal superamento dell’art. 19 del D.Lgs. 150/2009,  dovevano guidare la stesura del nuovo atto di indirizzo. Abbiamo assistito, invece, alla riproposizione delle indicazioni dirigiste che avevano caratterizzato il precedente atto di indirizzo del 7.7.2011 emanato dall’allora Ministro Brunetta, a valle dell’accordo separato da lui sottoscritto il 4.2.2011 con alcune confederazioni sostenitrici della sua riforma ma non dalla CSE.

 Con questi presupposti, condivisi dalla maggioranza delle confederazioni presenti al tavolo ARAN, la risposta è stata quella di rispedire al mittente l’atto di indirizzo sulle relazioni sindacali chiedendo che la stessa Agenzia verifichi la disponibilità del Ministro Patroni Griffi a mantenere gli impegni presi  con l’accordo del 3 maggio 2012.

 Parimenti come CSE, e con la condivisione  di quasi tutti gli altri partecipanti al tavolo, abbiamo posto nuovamente e con forza il nostro NO al blocco dei contratti dei lavoratori pubblici, anzi ne abbiamo richiesto l’avvio sostenendo che è possibile e necessario farlo sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista delle questioni di carattere giuridico.

 Infatti noi di CSE e, soprattutto i lavoratori pubblici e le loro famiglie, riteniamo inaccettabile e non più sostenibile questa pesantissima fase di blocco contrattuale e inaccettabile il suo protrarsi, come paventato in questi giorni sui media nazionali;  siamo convinti che esistano risorse e risparmi nelle varie Amministrazioni che consentano di rinnovare i contratti nazionali  (altro che dividendi sulle performance) e materie quali la formazione, l’orario di lavoro, l’ordinamento professionale, la disciplina, che possano entrare a pieno titolo all’interno di un rinnovo contrattuale.

In quel contesto e solo in quello, allora, sarà possibile ragionare di relazioni sindacali rivedute e corrette rispetto al nulla o quasi dell’oggi.

 In ragione di quanto sopra, come CSE, pensiamo sia giunto il momento di predisporre una piattaforma contrattuale che sia giusto presentare sia ai lavoratori pubblici per le opportune valutazioni, sia alla controparte politica attuale ed alla nuova classe politica uscita dalle urne.

 Su questo obiettivo ci impegneremo nelle prossime settimane con le nostre strutture e daremo conto nei nostri notiziari.

                                                                                                                                                     LA SEGRETERIA GENERALE CSE

Allegato: Atto indirizzo relazioni sindacali  (consegnato dall’ARAN alle OO.SS. nella prima riunione)

Notiziario n. 20 del 15 febbraio 2013 –

Il Presidente dell'ARAN, dr. Sergio Gasparrini
Il Presidente dell’ARAN, dr. Sergio Gasparrini

Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 1 del 15 febbraio 2013 relativo alla riunione avvenuta in data 14 febbraio u.s. in Aran con le Confederazioni maggiormente rappresentative del P.I. per definire accordi quadro sulle relazioni sindacali nel settore pubblico e sulla disciplina di alcuni istituti riguardanti il contratto di lavoro a tempo determinato.

 “A fronte dell’ emanazione da parte della Funzione Pubblica dei due atti di indirizzo, da tempo preannunciati a seguito dell’accordo del maggio 2012 e  legati ad importantissime problematiche di carattere politico sindacale, nella giornata di ieri l’Aran ha convocato una prima riunione finalizzata ad aprire il confronto con le Confederazioni maggiormente rappresentative del Pubblico Impiego per  definire  accordi quadro sul sistema partecipativo sindacale nel lavoro pubblico (le relazioni sindacali) e sulla disciplina di alcuni istituti riguardanti il contratto di lavoro a tempo determinato (armonizzazione di cui alla legge 28.6.2012, n. 92);

 La riunione è stata aperta dal Presidente dell’Aran Gasparrini che ha delineato le problematiche del confronto e gli ambiti dello stesso, con specifico riferimento al sistema delle relazioni sindacali . In particolare il lavoro congiunto secondo il Presidente dell’Aran non può non partire dalla puntuale ricognizione delle attuali regole contrattuali inserite nei diversi istituti, così come stratificatesi negli anni a seguito della stipula dei diversi CCNL del settore pubblico, al fine di verificarne la rispondenza e l’attualità.

 Opera di ricognizione che va attualizzata, senza che però che si traduca in una trasposizione automatica degli attuali vincoli normativi. A tal fine ha proposto il prosieguo del confronto con tavoli di approfondimento delle diverse tematiche.

 Nel “giro di tavolo” che è seguito le Confederazioni Sindacali, con più o meno enfasi, hanno sottolineato l’importanza della riapertura di un confronto in sede Aran dopo mesi e mesi di silenzio, ed in particolare sul fronte delle relazioni sindacali, hanno evidenziato l’esigenza che si riparta dal protocollo di intesa del maggio 2012 e non già dal ristretto degli ambiti previsti dalla attuale legislazione.

 In particolare la nostra Confederazione, nel suo intervento, ha richiamato non solo la propria coerenza in ordine alla ferma opposizione alla controriforma Brunetta, anche a fronte di incredibili giravolte operate da alcune Confederazioni Sindacali, che oggi si scoprono fiere oppositrici di scelte che invece all’epoca condivisero e che tanti danni hanno creato ai lavoratori pubblici, ma nel contempo, pur consapevole dei limiti in cui si potrà svolgere il negoziato senza le necessarie modifiche normative che il Ministro Patroni Griffi si impegnò a fare nel protocollo d’intesa del 3 maggio 2012 e che poi invece svanirono, ha confermato la propria disponibilità al confronto.

 In ogni caso e contestualmente alle iniziative necessarie a ridare al paese un quadro normativo capace di riconoscere la centralità e l’importanza del lavoro pubblico come fattore di equità, giustizia sociale e sviluppo, la CSE nel solco di quanto proposto nei mesi scorsi in Funzione Pubblica  si batterà per ribadire la centralità della contrattazione non solo per determinare l’assetto retributivo ma anche come fattore determinante per la valorizzazione professionale e l’organizzazione del lavoro.

 Bisogna infatti sventare il pericolo sempre più consistente che il persistere  del blocco della contrattazione significhi contestualmente l’abrogazione di tutti i diritti e le prerogative contrattuali condizioni ineludibili per tutelare i lavoratori ed opporsi alle scelte unilaterali delle controparti.

 Inoltre è necessario rafforzare il ruolo sindacale nella delicatissima fase in atto che, con l’applicazione delle norme prevista dal DL 95/2012, vede il personale del Pubblico Impiego ed in particolare di alcuni Comparti, oggetto di processi di riordino caratterizzato da esuberi che nella maggior parte dei casi vengono definiti senza il previsto confronto con le OO.SS. e che invece necessita della massima tutela in ordine alle sedi di lavoro, al mantenimento delle professionalità e dei livelli reddituali.

 

Sul fronte della problematica connessa al fenomeno del precariato nel Pubblico Impiego, ed in relazione alla dimensione, alla gravità del problema e nella consapevolezza che la proroga dei contratti in essere ha imposto alle parti la ricerca di soluzioni entro e non oltre giugno 2013, tutte le Confederazioni si sono dette disponibili ad un percorso prioritario che partirà con una prima riunione già calendarizzata per il 28 p.v., mentre sulle relazioni sindacali,  è stato previsto un primo step nella mattinata del 6 marzo.

 Nel trasmettere a tutto il gruppo dirigente i due atti di indirizzo, si fa presente che già nella settimana prossima, a livello di Federazione, saranno previste una prima serie riunioni di approfondimento sulle materie di che trattasi e si fa riserva di successivi aggiornamenti in merito al prosieguo del confronto con l’Aran.

Fraterni saluti

                                                                                                                                LA SEGRETERIA GENERALE  CSE

Allegato 1: Atto indirizzo relazioni sindacali

Allegato 2: Atto indirizzo lavoro a tempo determinato

Notiziario FLP Difesa n. 52 del 06.04.2012 –

I Ministri Patroni Griffi e Fornero

Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 8 del 4 aprile 2012 che reca  la nota di commento della nostra Confederazione in merito ai contenuti dell’incontro che si è svolto presso il Dipartimento della Funzione Pubblica in pari data.

Nella mattinata di oggi è proseguito il confronto fra Ministero della Funzione Pubblica e OO.SS. Confederali sulle problematiche afferenti la ripresa della percorso sulle relazioni sindacali nel Pubblico Impiego e la applicazione delle norme sul mercato del lavoro, in ragione della prossima emanazione di uno specifico DDL che giungerà a valle di un percorso di natura politica che ha visto e vedrà ancora notevoli sviluppi.

In ogni caso, la riunione di oggi è partita dall’esame di due documenti presentati dalla Funzione Pubblica, uno legato all’ipotesi di protocollo di intesa in materia di relazioni sindacali ed uno connesso agli interventi sul mercato del lavoro pubblico e dei quali abbiamo fornito notizie e valutazioni con il notiziario 7 del 30 marzo u.s.

Nello specifico, sul primo punto, quello legato al protocollo di intesa sulle relazioni sindacali, è stato consegnato un nuovo testo nel quale vengono inserite le rappresentanze delle Regioni e degli Enti Locali, quali parti integranti del protocollo di intesa e, cosa importantissima e sulla quale eravamo intervenuti nel precedente incontro, viene eliminato ogni il riferimento all’accordo del 4 febbraio 2011 relativamente ai sistemi premianti e di incentivazione.

E’ di tutta evidenza che questa scelta operata dalla Funzione Pubblica apre una fase diversa e di maggiore fluidità rispetto a quella precedente e consente di proseguire il negoziato sgombrando il campo dal “macigno” costituito da quell’accordo e dalle divisioni che ne sono scaturite sul fronte del contenuto e del metodo adottato dall’allora Ministro Brunetta.

In ogni caso, una prima analisi del documento consegnato consente di delineare almeno due ordini di problemi sui quali, per altro, si è incentrato l’intervento della delegazione CSE, e cioè quello relativo alla individuazione di un percorso di carattere metodologico per addivenire allo “sblocco” dell’attuale sistema e, nel merito, sugli argomenti da inserire e sugli strumenti da adottare.

Sul percorso, come CSE abbiamo segnalato la necessità di rendere il lavoro dei tavoli tecnici, più proficuo ed incisivo, passando da una fase come quella attuale di enunciazione dei principi ad una fase stringente nella quale si mettono sulla carta gli argomenti e soprattutto gli impegni di merito; in questo contesto abbiamo ribadito il nostro impegno per una modifica della legge 150/2009 soprattutto in quelle parti che riguardano le relazioni sindacali (contrattazione, concertazione e informazione), il sistema premiale e la disciplina, mentre sul c.d. “spending review” abbiamo confermato il nostro orientamento verso la ripresa di un vero e proprio percorso contrattuale, non solo legato allo sviluppo degli integrativi nei vari comparti di contrattazione.

In questo contesto, come soluzione alternativa, abbiamo apprezzato  la proposta emersa da altri interventi e legata ad una possibile “ultrattattività” degli attuali contratti nazionali di comparto che, in attesa di una ripresa formale in sede Aran, possa costituire un viatico per rendere proficuo il percorso di confronto nelle varie Amministrazioni Pubbliche sui diversi argomenti connessi alle relazioni sindacali, senza il “mattone” posto dalle norme varate dall’allora Ministro della P.A. Brunetta.

Sulla problematica legata agli “interventi sul mercato del lavoro pubblico”, come CSE abbiamo preso atto del documento presentato dalla F.P. in data 29.3.2012 che in buona sostanza mette in linea gli istituti legati alle tipologie di lavoro flessibile utilizzate nel pubblico (lavoro a tempo determinato, collaborazione coordinata e continuativa, collaborazioni professionali e partite IVA), rappresentando altresì che riteniamo assolutamente indispensabile affrontare il tutto, solo a valle della emanazione dell’apposito DDL di cui occorre comprendere gli approdi finali e nel quale, come CSE, ci auguriamo sia contenuta una particolare indicazione che consenta di svolgere il confronto sul merito e sulla applicazione dei provvedimenti fra Ministro della PA e parti sociali.

In ragione dei prossimi appuntamenti, la delegazione della CSE si è riservata di produrre una specifica proposta contenente i punti salienti sui quali intende far convergere il lavoro dei tavoli tecnici, proposta che non mancheremo di far pervenire alle nostre strutture nazionali e territoriali.

Per opportuna conoscenza si allegano i documenti pervenuti dalla F.P.

LA SEGRETERIA GENERALE CSE

Preghiamo di dare la massima diffusione tra i lavoratori al presente Notiziario.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: Nuova bozza protocollo sulle relazioni sindacali

Relazioni sindacali


Finisce la maratona sul CCNI Difesa -parte giuridica – FLP Difesa firma, ma con nota a verbale, chiedendo di integrare con le materie mancanti. Flessibilità di almeno 1 ora in entrata e in uscita; flessibilità ai turnisti di 15 minuti; orario multiperiodale fino a 25 settimane; confermato il tetto di 200 ore per straordinario e banca delle ore; ribadito che la conversione di straordinario in recupero compensativo è (SOLO) su richiesta del dipendente (ma quanto straordinario è stato “compensato” forzosamente per mancanza di fondi…); AD si impegna a fornire gli organici; l’adeguamento dei sistemi di rilevamento presenze.

9 Nov 2024 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 65 del 08 novembre 2024 – Dopo sei riunioni, in data 7 novembre c.a., l’A.D. è approdata a definizione la bozza di CCNI Difesa – parte normativa per il triennio 2024-2026, che integra le parti di CCNI già sottoscritte e relative alla parte economica, al NOP e al welfare, e che […]


4^ riunione a Persociv su CCNI Difesa -parte giuridica – L’AD resta ferma sul testo del CCNI già proposto, respingendo le integrazioni con altri istituti, fra cui le relazioni sindacali, e propone in alternativa una bozza di prontuario non condivisa da nessuna O.S. E ciò mentre avremmo enorme bisogno di informazioni e confronto sulle continue ipotesi di studio di ristrutturazione e riordino, sulla scadenza dei tagli all’organico al 31.12.2024, e sui tagli del 5% preannunciati nel DDL di bilancio per il 2025, cui certo la Difesa non si potrà sottrarre. Aggiornamenti su FRD, ppl, straordinario e incentivi alle funzioni tecniche

26 Ott 2024 - Flp Difesa

4^ riunione a Persociv su CCNI Difesa -parte giuridica – L’AD resta ferma sul testo del CCNI già proposto, respingendo le integrazioni con altri istituti, fra cui le relazioni sindacali, e propone in alternativa una bozza di prontuario non condivisa da nessuna O.S. E ciò mentre avremmo enorme bisogno di informazioni e confronto sulle continue ipotesi di studio di ristrutturazione e riordino, sulla scadenza dei tagli all’organico al 31.12.2024, e sui tagli del 5% preannunciati nel DDL di bilancio per il 2025, cui certo la Difesa non si potrà sottrarre. Aggiornamenti su FRD, ppl, straordinario e incentivi alle funzioni tecniche

Notiziario n. 61 del 25 ottobre 2024 – Si è tenuta ieri la 4^ riunione per il Contratto Collettivo Integrativo della Difesa, richiesta da FLP Difesa dopo aver ricevuto, la scorsa settimana, la bozza di CCNI rimasta circoscritta ai soli istituti dell’orario di lavoro di cui abbiamo già riferito nei precedenti notiziari. Ma, non avendo […]


Quarto incontro a Palazzo Esercito con il Capo di Stato Maggiore Esercito, Gen. Pietro Serino. Le risposte di SME alle questioni aperte nella precedente riunione: impossibili in Difesa le assunzioni interinali; esclusa allo stato l’ipotesi di conferire ad AID i Poli di Mantenimento; i numeri delle assunzioni; gli aggiornamenti su reimpieghi e riordini; l’interpello per rimpolpare l’IGM di Firenze; la consegna delle tabelle organiche tramite Persociv. Fra le questioni poste da FLP Difesa, le carenze organiche, gli effetti della riduzione di 2.500 unità di personale nel DPCM 164/2023, le problematiche del personale transitato.

7 Dic 2023 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 76 del 05 dicembre 2023 – Si è svolto nel pomeriggio di oggi, a Palazzo Esercito, il quarto incontro in ordine di tempo con il Capo di Stato Maggiore Esercito (CaSME), gen. Pietro Serino, che in apertura di riunione, dopo i saluti di rito, ha comunicato alle OO.SS. che il suo […]


Ma cosa sta succedendo in alcuni Enti dell’Esercito? Nonostante gli interventi di SME, relazioni sindacali locali sempre in sofferenza. Lettera di FLP DIFESA al Capo di SME

11 Dic 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 132 dell’11 dicembre 2015 – Ma cosa sta succedendo in alcuni Enti dell’Esercito? Continuano ad essere parte di una Organizzazione fortemente gerarchizzata e piramidale, dove l’indicazione impartita dall’alto o anche solo la moral suasion  posta in essere dall’Autorità centrale continuano ad esercitare un rilievo importante o, viceversa, alcuni Enti vivono e operano all’interno […]



CSE rispedisce al mittente l’atto di indirizzo per il nuovo sistema di relazioni sindacali prefigurato dal Ministro Patroni Griffi

8 Mar 2013 - CSE, Flp Difesa

Notiziario n. 30 dell’ 8 marzo 2013 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE  n. 03  del 7 marzo 2013relativo alla seconda riunione, avvenuta in data 6 marzo u.s., tra  ARAN e Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative sul c.d.  “sistema partecipativo sindacale” nel lavoro pubblico.    ” Dopo la riunione della settimana scorsa legata alla definizione […]


Parte la trattativa per il CCNQ sulle relazioni sindacali e sui contenuti del contratto di lavoro a tempo determinato

15 Feb 2013 - CSE, Flp Difesa

Notiziario n. 20 del 15 febbraio 2013 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 1 del 15 febbraio 2013 relativo alla riunione avvenuta in data 14 febbraio u.s. in Aran con le Confederazioni maggiormente rappresentative del P.I. per definire accordi quadro sulle relazioni sindacali nel settore pubblico e sulla disciplina di alcuni istituti riguardanti […]


E’ ORA DI ENTRARE NEL MERITO DELLE QUESTIONI

8 Apr 2012 - CSE, Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 52 del 06.04.2012 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 8 del 4 aprile 2012 che reca  la nota di commento della nostra Confederazione in merito ai contenuti dell’incontro che si è svolto presso il Dipartimento della Funzione Pubblica in pari data. Nella mattinata di oggi è proseguito il confronto […]


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