Il Presidente Renzi e il Ministro Padoan in Parlamento
La vicenda, lunga complessa e per certi versi contraddittoria, legata alla definizione del disegno di legge di stabilità (DDL) 2015 e che ha occupato le cronache politiche dal dopo ferragosto a oggi, sembra finalmente arrivata a conclusione. Dopo il via libera da parte del Consiglio dei Ministri (CdM) del 15 ott u.s. (FLP DIFESA ha pubblicato la bozza entrata in CdM, che ha registrato quasi 4.500 contatti su questo nostro sito!) e dopo i rimaneggiamenti successivi oramai usuali nei dopo CdM, il testo messo a punto dal Ministero dell’Economia è stato prima “bollinato” dalla Ragioneria, poi è stato firmato dal Presidente della Repubblica e infine è stato assegnato alla Camera, dove a breve inizierà l’esame del testo e la sessione di bilancio (in allegato su questa stessa pagina, il testo del DDL)
Come ampiamente noto, trattasi di una complessa e corposa manovra di 36 miliardi di euro, che sul fronte delle entrate incide, in particolare, su deficit (10,4 mld), riduzioni di spesa pubblica (15 mld, di cui oltre 6 a carico dei Ministeri, 767 mln a carico del M.D. ) e lotta all’evasione fiscale (3,8 mld), mentre sul fronte delle uscite, anche qui in particolare, assicura (9,5 mld) la stabilizzazione del bonus fiscale di 80€, opera un taglio (5 mld) sulla componente lavoro dell’IRAP e defiscalizza per tre anni i nuovi contratti a tempo indeterminato (2 mld).
Come al solito, una parte considerevole della manovra si scaricherà sul pubblico impiego (art. 21 del DDL) e sul Ministero della Difesa (art. 31), ed è proprio su queste scelte del DDL di bilancio 2015 che desideriamo soffermarci in questo Notiziario, segnalando le disposizioni di maggiore interesse, diretto o anche solamente indiretto, dei lavoratori della Difesa, e più in generale della nostra Amministrazione.
PUBBLICO IMPIEGO E PERSONALE FORZE ARMATE (art. 21 del DDL)
Proroga del blocco economico dei contratti di lavoro del personale pubblico a tutto il 31.12.2015;
Estensione al 2018 della norma che prevede il computo dell’Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC) in godimento al 31.12.2013, e dunque conseguente blocco del suo pagamento per il 2015.
Blocco degli automatismi stipendiali per il personale non contrattualizzato (dunque, anche FF.AA.) previsti dalla L. 448/1998, e pertanto il 2015 non sarà utile ai fini della maturazione di classi/scatti.
Abrogazione delle norme che prevedono per il personale delle FF.AA. la promozione il giorno precedente la cessazione del servizio.
Riduzione dal 70 al 50% dell’indennità di ausiliaria, calcolata quale differenza tra il trattamento di quiescenza e quello del parigrado in servizio.
Riduzione del 50% delle indennità per piloti (Ufficiali in SPE) e di quella per i controllori di volo (Ufficiali e Sottufficiali in SPE).
Abrogazione per i militari pensionati della possibilità di percepire in un’unica soluzione il valore corrispondente alle rafferme biennali non contratte per raggiungimento dei limiti d’età.
Riduzione (-119 mln €) dell’autorizzazione di spesa relativa al riordino delle carriere del personale non direttivo/dirigente delle FF.AA., con trasferimento al bilancio dello Stato dei residui 2011-2014.
Rideterminazione al 50% (da 1:500 a 1:250) dell’attuale composizione delle Rappresentanze militari (COCER, COIR e COBAR) e limitazione delle loro spese al 50% di quelle sostenute nell’anno 2013.
Dunque, vengono sbloccate per il personale del comparto sicurezza e difesa (anche FF.AA.) gli aumenti derivanti da promozioni, assegni di funzione, indennità operative, scatto parametro; parimenti, parrebbe rimosso il blocco delle retribuzioni al 31.12.2010 del personale contrattualizzato, e dunque anche dei dipendenti ministeriali, disposto dall’art.9, comma 1, del DL 78/2010 per il quadriennio 2010-2013, e successivamente esteso anche al 2014.
MINISTERO DELLA DIFESA (art. 31 del DDL)
Abrogazione dell’indennità di trasferimento in patria di personale FF.AA., pari a trenta diarie intere di missione per il primo anno e del 30 % per il secondo, dopo l’impiego in Enti/organismi internazionali
Prolungamento da tre a quattro anni, con rallentamento degli avvicendamenti (-330 annui), del personale trasferito all’estero e riduzione del 10% degli organici del personale civile;
Riduzione del 20% del personale assegnato agi Uffici di diretta collaborazione del Ministro;
Abrogazione dei c.d. “stage difesa” nell’ambito delle iniziative di pubblicizzazione delle FF.AA..
Medaglie mauriziane, concesse al personale militare con 10 lustri di servizio, non coniate solo in oro.
Vietata la possibilità di esperire nuove gare o rinnovare i contratti in scadenza al 31.12.2014 per l’affidamento a terzi del servizio di trasporto collettivo del personale del MD mediante linee bus.
Energica riduzione del numero di alloggi ASIR (di rappresentanza), dagli attuali 55 a soli 6, che saranno assegnati ai Vertici militari (Capo SMD; Capi SS.MM; Segr. Gen. e Cte Gen. Arma CC), con contestuale recupero ai fini della loro valorizzazione degli alloggi oggi in uso a Cti territoriali e altri.
Riduzione degli Organi della Giustizia militare, con soppressione del Tribunale mil. e dell’Ufficio mil. di Sorveglianza, le cui funzioni verranno trasferite alla Corte mil. d’Appello, e soppressione delle Procure e Tribunali mil. di Verona e Napoli con contestuale istituzione di un Tribunale e di una Procura mil. per l’Estero, entrambi con sede a Roma, che avranno competenza sui reati commessi all’estero e sulle navi ed aeromobili che si trovino in acque e spazi internazionali. I magistrati degli Enti soppressi dovrebbero permanere nei ruoli della Magistratura mil., ancora capienti nonostante gli organici vengano ridotti da 58 a 47, mentre il personale civile non dirigente verrebbe trasferito in mobilità volontaria alla Giustizia, e in misura non inferiore alla metà di quello attualmente impiegato. In merito alla riduzione degli Uffici Giudiziari militari, che segue quella del 2008 ex L. 244/2007, ci riserviamo di approfondirne i diversi aspetti nei prossimi giorni attraverso uno specifico Notiziario.
Accelerazione ed efficientamento delle procedure di dismissione in corso degli immobili del MD, inclusi quelli a carattere residenziale, i cui proventi verranno integralmente e definitivamente versati all’entrata del bilancio dello Stato, e non più riassegnati al nostro Ministero. In aggiunta, i bandi di gara verranno effettuati con prezzi-base ridotti del 20%. Infine, sono destinati all’entrata del bilancio dello Stato le risorse derivanti dalla cessione di quote di fondi comuni di investimento immobiliare
Abrogazione della norma che prevede l’attribuzione del grado di tenente generale o corrispondente, ancorchè non organicamente previsto, agli Ufficiali più anziani di vari Corpi (TRAMAT, Commissariato, Sanità, Capitanerie di Porto e ruolo armi AM) se in possesso di un’anzianità minima pari a un anno nel grado di maggiore generale o corrispondente.
AGENZIA INDUSTRIE DIFESA (comma 20, art. 31 DDL)
differimento al 31.12.2016 del termine previsto dall’art. 5 della Legge 24.02.2012, n. 13, che fissa al 31.12.2014 la “liquidazione” delle Unità Produttive che a quella data non abbiano raggiunto la“capacità di operare secondo criteri di economica gestione”
proroga di solo 11 degli attuali 34 contratti in essere presso Agenzia Industrie Difesa;
rideterminazione in numero di 12 degli Uffici dirigenziali non generali dell’Agenzia, di cui 4 dirigenti di II fascia amministrativi e 8 dirigenti di seconda fascia tecnici.
Va comunque precisato che dette disposizioni non erano presenti nella bozza entrata in CdM il 15 u.s.. Dunque, parrebbe centrato l’obiettivo della proroga per gli Enti AID, ancorchè al netto di finanziamenti, sul quale il nuovo D.G. si era impegnato proprio su sollecitazione della nostra O.S. (vds. Notiziario n. 98).
Queste le disposizioni che toccano più da vicino il P.I., su cui CSE/FLP esprimerà nei prossimi giorni la propria valutazione, e su quelle che toccano la Difesa. Cosa dire di queste ultime? L’impressione è che, per la prima volta pur se in modo ancora insufficiente, si vada nella direzione, da noi sempre sollecitata, di intaccare alcuni privilegi borbonici e di ridurre gli sprechi nel MD. A tal proposito, nel rinviare a successivi approfondimenti, invitiamo tutti i colleghi a partecipare al sondaggio pubblicato sulla home page del nostro sito.
La riunione del Consiglio Supremo di Difesa del 15 ottobre 2014
Mercoledì 15 u.s. si è tenuta, al Quirinale, la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD) che è stata come al solito presieduta dal Capo dello Stato e alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente Renzi, le Ministre Pinotti, Mogherini e Guidi, i Ministri Alfano e Padoan e il Capo SMD, amm. Binelli Mantelli. All’o.d.g., l’esame della situazione internazionale e il legame con il redigendo Libro Bianco.
Al termine della riunione, il Quirinale ha emanato un comunicato che dà conto dei contenuti della riunione. Con riferimento alla situazione internazionale, dopo aver segnalato come “il quadro della situazione internazionale mostra tensioni e instabilità crescenti”, il documento opera una sintetica ricognizione dei conflitti e delle criticità in atto: in Ucraina, dove “il conflitto appare tendenzialmente frenato dagli sforzi politici e diplomatici in atto che vedono il costante impegno del nostro Paese; in Siria ed Iraq, dove “la pressione militare dell’ISIS implica rischi rilevanti per l’Europa e per l’Italia, anche per la forza attrattiva che il movimento sembra poter esercitare su altre formazioni jihadiste e dell’estremismo islamico in aree non contigue ai territori controllati”; in Libia, dove occorre agire per evitare “l’ulteriore destabilizzazione”. Il CSD segnala quindi la grandissima minaccia proveniente dai c.d. “foreign fighters” (gli oltre 15.000 miliziani stranieri provenienti da oltre 80 nazioni, che hanno raggiunto l’Iraq e la Siria per unirsi ai combattimenti in corso) e avverte “chela situazione in atto dimostra l’urgenza e l’importanza, pur nei limiti della ridotta disponibilità di risorse, di una rapida trasformazione delle nostre Forze Armate edell’organizzazione europea della sicurezza”. L’intreccio con il redigendo Libro Bianco appare dunque evidente, ed è su di esso che si concentra la seconda parte del documento.
Come si ricorderà, nella precedente riunione del 15 giugno u.s. (Notiziario n. 67), il CSD aveva discusso e approvato le “Linee Guida per l’elaborazione del Libro Bianco per la Difesa e della strategia evolutiva delle FF.AA. sull’orizzonte dei prossimi 15 anni”, e il percorso operativo ad esso connesso. Anche in questa circostanza, il CSD ne riafferma la centralità ai fini della messa a punto “della strategia di integrazione politico-militareche il Governo intende realizzare in ambito UE e NATO” e del ruolo a cui il nostro Paese è chiamato, che è quello “di fornire, nei consessi internazionali, un apporto qualificante e incisivo sul piano delle iniziative di prevenzionee di risoluzione delle crisi”, con l’aggiunta di una sollecitazione rivolta al “nuovo Alto Rappresentante” (la Ministra Mogherini) di ”sostenere le iniziative italiane e imprimere adeguato impulso alla rivitalizzazione del fondamentale settore della sicurezza”.
L’ultima parte del documento è invece tutta dedicata al processo di riorganizzazione delle FF.AA: “il Libro Bianco dovrà poi conferire massima priorità all’obiettivo dell’integrazioneinterforze e, più in generale, dell’integrazione interna delle nuove FF.AA. e delsistema Difesa nel suo complesso. Provvedimenti in questa direzione, insieme a quellialtrettanto urgenti volti a consentire un rapido deflusso o reimpiego del personale militarein esubero, sono essenziali per risolvere il fondamentale problema di efficienza e dieconomicità dell’apparato militare. La sfida più importante da vincere attraverso l’integrazione resta comunque quella dello sviluppo della massima sinergia tra le diversecomponenti logistiche e amministrative, ma soprattutto operative e di comando delle Forze Armate rispetto agli effettivi compiti da assolvere”. Infine, il richiamo al legame tra il riordino delle FF.AA. e il “ grande processo di riforma della P.A. promosso dal Governo per la realizzazione di una struttura dello Stato meno onerosa ma, allo stesso tempo, in grado diservire più efficacemente il cittadino”.
Cogliamo infine l’occasione per informare i colleghi che il 2 ottobre u.s. si è tenuta in Senato l’audizione della Ministra Pinotti sul Libro Bianco. Ne riferiremo a breve in un prossimo Notiziario.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 62 del 10 giugno 2014 –
la Ministra della FP M. Madia e il Presidente M. Renzi
Riportiamo di seguito il testo del Notiziario FLP n. 19 del 9 giugno 2014 nel quale si dà notizia della convocazione delle OO.SS. alla vigilia del varo dei provvedimenti di riforma della Pubblica Amministrazione.
” Le cronache di questi giorni ci consegnano un quadro desolante: gli arresti per corruzione sugli appalti dell’Expo a Milano e del Mose a Venezia e le carte della magistratura che parlano di politici, amministratori, dipendenti pubblici e persino controllori (è stato arrestato un ex-Consigliere della Corte dei Conti) descrivono una realtà negativa ma non certo sorprendente, almeno per quanto ci riguarda.
Da anni la FLP denuncia, inascoltata, i tre problemi principali che limitano la crescita della nostra economia: l’intreccio tra politica e amministrazione, mai sciolto; la corruzione e l’evasione fiscale che prosperano grazie all’assenza di norme paragonabili ai processi e alla carenza di personale. Sono i tre fattori che impediscono di investire nel nostro Paese in un quadro di certezza del diritto.
Abbiamo sempre detto che una seria riforma della pubblica amministrazione dovrebbe partire dall’affrontare questi problemi, che permetterebbero all’attività economica di esplicarsi pienamente e di recuperare i soldi necessari a far fronte alla crisi e al rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici onesti.
Invece di risposte concrete in questa direzione, i lavoratori pubblici hanno avuto un sostanziale immobilismo governativo alternato ad annunci di riforme della PA oppure crono programmi che poco hanno a che vedere con i problemi che sono a monte e che abbiamo dianzi citato.
L’ultimo di questi annunci-programmi è quello firmato l’altro giorno dal Governo insieme a ANCI, UPI e Conferenza dei presidenti delle regioni (allegato al presente notiziario), ribattezzato pomposamente Italia Semplice e che riguarda, in massima parte, una diminuzione della presenza dello Stato sul territorio, il taglio di uffici pubblici e una possibile devoluzione di competenze soprattutto ai comuni, oltre al solito armamentario di valutazione delle performance, controlli e risparmi che non richiedono certamente norme e riforme per dispiegarsi.
Il Governo tratta con le altre istituzioni ma non coinvolge i rappresentanti di coloro che le riforme dovranno poi attuare ogni giorno, i dipendenti pubblici, convocati solo il giorno prima del Consiglio dei Ministri che dovrebbe varare questa ennesima “riforma epocale”.
A questo proposito Marco Carlomagno, Segretario Generale della FLP ha dichiarato: “I lavoratori pubblici meritano di essere soggetto del cambiamento e non oggetto, trattandoli alla stregua di scrivanie e computer. Quindi non si può prescindere dal loro coinvolgimento.
La politica sinora, per l’incapacità di riformare se stessa, ha rinunciato a recuperare risorse e funzionalità dell’amministrazione pubblica. Ora non può chiedere a cittadini e lavoratori di pagare il conto in termini di minore presenza dello Stato sul territorio, minori servizi e blocco dei contratti pubblici.
Il Governo dia prova di aver capito la lezione – conclude Carlomagno – e inizi a riformare l’agire della politica con norme anticorruzione degne di questo nome e lotta senza quartiere all’evasione fiscale. Noi siamo pronti a parlare della riforma della PA ma sia chiaro che questa deve necessariamente partire dal rinnovo dei contratti, fermi da quasi 5 anni. Questo è quanto chiederemo al Governo nella riunione fissata per giovedì mattina”.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Pubblichiamo di seguito:
il documento inviato ieri sera dalla Funzione Pubblica alle Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative, e dunque anche alla nostra CSE, che illustra le tematiche che, a parere dello stesso Dipartimento, sono sottese alla preannunciata e imminente riforma della P.A. posta all’o.d.g. del Consiglio dei Ministri del 13 p.v. (leggi: Il documento inviato dalla FP ai Sindacati )
l’accordo denominato “Italia semplice” di cui si fa menzione nel Notiziario sopra riportato della nostra Federazione ( leggi: Accordo Italia semplice )
Trascriviamo di seguito integralmente la nota che in data odierna la Segreteria Generale della CSE ha inviato al Presidente del Consiglio Matteo Renzi in ordine ai recenti annunci del Governo in materia di rilancio dell’economia, di spending review e di riordino della PA.
” Signor Presidente del Consiglio, la riforma dello Stato, dei livelli di governo e della pubblica amministrazione, unitamente alla necessità di dare un primo segnale per rilanciare il potere d’acquisto di chi ha meno, hanno costituito le prime opzioni del nuovo Governo da Lei presieduto. Sono senza dubbio un primo passo, assolutamente condivisibile, tanto è che in questi anni tali materie sono state oggetto di numerose iniziative della nostra confederazione sindacale.Siamo infatti convinti che sia necessario uscire dalla crisi economica attraverso una politica di rilancio dei consumi che può essere garantita solo dando fiato ai salari, agli stipendi ed alle pensioni da troppi anni bloccati. Scelte, queste annunciate, che per la CSE debbono però avere garanzia di finanziamento e di stabilità anche negli anni a venire, non solo per i lavoratori dipendenti ma anche per i pensionati. Debbono dare speranza alle nuove generazioni creando occupazione, unitamente ad una riforma del mercato del lavoro che deve essere in grado di superare la precarietà.
Con la stessa franchezza con la quale abbiamo commentato i primi annunci in materia di proposte per il rilancio dei consumi e di riforme istituzionali, dobbiamo dirle che abbiamo accolto con notevole preoccupazione molti aspetti della relazione che il Commissario Cottarelli ha presentato nei giorni scorsi in Senato. Nel rilevare come Ella abbia a questo proposito voluto rappresentare come il lavoro svolto dal Commissario sia un lavoro “tecnico” e che invece le scelte politiche spettano al Governo intendiamo quindi da subito ribadire alcuni concetti per noi dirimenti. L’approccio di Cottarelli e del suo staff, a differenza di quanto annunciato all’insediamento, è ancora legato alle politiche nefaste dei tagli lineari, si muove in buona parte nella medesima direzione del passato, e mediante annunci roboanti di presunte eccedenze di circa 85.000 pubblici dipendenti, riprende del tutto impropriamente la propaganda anti dipendente pubblico ormai in voga da anni nel nostro Paese, inaugurata dalle campagne sui “fannulloni” tante care a Brunetta ed ai governi precedenti. L’idea di fare “rivisitazione della spesa” solo sulle spalle dei lavoratori pubblici, prima bloccando i contratti, poi tagliando in modo consistente il salario di produttività ed infine minacciando licenziamenti di massa, è non solo ingiusta e lesiva della dignità e della professionalità di centinaia di migliaia di lavoratori, ma è anche profondamente sbagliata dal punto di vista dell’equità, della sostenibilità e della tenuta dello stato sociale.
Bisogna invece, ed è quello che noi auspichiamo, mettere in campo una politica e scelte che aggrediscano i veri nodi legati agli sprechi ed ai privilegi, alle tantissime ed ingiustificate esternalizzazioni delle attività, alle consulenze, ai mega stipendi dei manager ed a quelli dei troppi dirigenti generali della pubblica amministrazione, alle duplicazioni organizzative e gestionali volute in questi anni dal sistema dalla cattiva politica per creare consenso e poltrone. Questo Paese ha certamente bisogno di ripensare alla pubblica amministrazione in modo organico e lo deve fare partendo dalle preannunciate riforme istituzionali e dei livelli di governo, garantendo al Paese una pubblica amministrazione sempre più vicina ai cittadini, semplificata nelle procedure, fattore di sviluppo e non di freno della nostra economia. Si può, anzi si deve parlare di spending review, ma senza diminuire i servizi e le tutele per i più deboli, senza abbassare la guardia ed il presidio sul territorio nei campi della legalità e della sicurezza, del contrasto all’evasione fiscale e previdenziale, recuperando le sacche di inefficienza, riorganizzando la macchina organizzativa, mettendo al centro di un processo veramente riformatore e non, invece, demolitore le risorse umane e le professionalità tanto presenti nel nostro lavoro pubblico.
Per fare questo è necessaria una coraggiosa politica di tagli agli sprechi, ma soprattutto un’immediata iniziativa del Governo per rinnovare i contratti dei lavoratori del pubblico impiego. Ripensare la PA, significa garantire servizi e “buone pratiche”, contare su dipendenti motivati, formati e meglio pagati. Significa mettere in soffitta, nell’organizzazione del lavoro e degli Uffici e nella gestione del rapporto di lavoro, quella burocrazia e quelle farraginosità ottocentesche che Brunetta ha riproposto con un’anacronistica rilegificazione, ridando invece nuova dinamica alla partecipazione , all’impegno ed al merito. Per fare avanzare un vero processo di innovazione e di riforma è necessario che riprenda un confronto serrato ed a tutto campo con chi ogni giorno opera nei diversi settori della PA, evitando le semplificazioni ed i consigli dei soliti noti, e/o dei tagliatori di testa per professione. Non è possibile che di riforme e di lavoro pubblico ne parlino tutti tranne coloro che ogni giorno vivono in prima persona le problematiche e sono quelli che poi dovranno far camminare sulle loro gambe le scelte assunte.
La CSE, confederazione sindacale rappresentativa nei comparti del pubblico impiego, nata dieci anni fa per dare voce ai lavoratori ed alle lavoratrici che non si sentivano più rappresentati da sindacati ormai burocratizzati e lontani dai loro bisogni ed aspettative, che volevano vedere riconosciuta la propria dignità e contribuire con il proprio lavoro al miglior funzionamento delle amministrazioni in cui operavano, non intende certo rinunciare al suo ruolo di rappresentanza, in un momento in cui c’è bisogno di più e vero sindacato.
Tenuto conto quindi della centralità delle questioni poste e di quanto da Lei più volte dichiarato con riferimento all’importanza delle stesse, Le chiediamo l’immediata apertura di un confronto, reale e non formale, con le parti sociali, a partire da un urgente incontro per rappresentarle le nostre priorità e proposte.
Notiziario n. 112 del 27.10.2014 – La vicenda, lunga complessa e per certi versi contraddittoria, legata alla definizione del disegno di legge di stabilità (DDL) 2015 e che ha occupato le cronache politiche dal dopo ferragosto a oggi, sembra finalmente arrivata a conclusione. Dopo il via libera da parte del Consiglio dei Ministri (CdM) del […]
Notiziario n. 110 del 20 ottobre 2014 – Mercoledì 15 u.s. si è tenuta, al Quirinale, la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD) che è stata come al solito presieduta dal Capo dello Stato e alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente Renzi, le Ministre Pinotti, Mogherini e Guidi, i Ministri Alfano […]
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