Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 04 del 15 marzo 2013 relativo alla seconda riunione tra ARAN e Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative sul lavoro precario nelle Pubbliche Amministrazioni.
La bozza di proposta di accordo quadro predisposta dall’Aran sulla base dell’atto di indirizzo del Dipartimento della Funzione Pubblica, su cui oggi è proseguito il confronto nella riunione appositamente convocata, non risponde in alcun modo alle esigenze prospettate in questi mesi dalla nostra Confederazione nel corso del confronto che si è sviluppato nell’ultimo anno con il Ministro della Funzione Pubblica e che ha portato, anche su questa problematica, alla firma dell’intesa del 3 maggio 2012.
La nostra azione, è bene ricordarlo, si è mossa lungo due linee di azione:
Ribadire la centralità del lavoro a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione e limitare invece l’utilizzo del lavoro precario solo a circostanze determinate ed eccezionali, al fine di evitare l’uso indiscriminato di questo strumento che, ovviamente, oltre a creare forti tensioni e problemi sociali rende anche difficile programmare le attività e rendere sempre più efficaci i servizi resi al sistema paese;
Prevedere per tutta la pubblica amministrazione, e per tutte le tipologie, il rinnovo dei contratti a termine in scadenza a luglio 2013, in un quadro programmato di eliminazione del precariato con l’avvio delle procedure di stabilizzazione.
La proposta dell’Aran, che trovate allegata al presente notiziario, pur essendo una prima bozza, non si discosta dai vincoli e dalle rigidità dell’atto di indirizzo e quindi non offre, allo stato attuale, alcuna sostanziale soluzione alle problematiche ed alle esigenze dei lavoratori precari.
Anzi prevede nei fatti l’allargamento delle fattispecie di utilizzo del lavoro precario, con un ventaglio di possibilità che lo renderebbero strumento ordinario e non eccezionale, aprendo la strada ad un’ulteriore precarizzazione del rapporto di lavoro nella pubblica amministrazione. In buona sostanza il tentativo di inserire nella P.A., per via contrattuale, tutti gli elementi portanti della cosiddetta riforma Fornero.
Con queste premesse e su questo testo, ovviamente, non ci sono le basi per definire un’intesa, ma neanche per proseguire un confronto che non sia un semplice rituale. Abbiamo bisogno, per rendere possibile il negoziato, di sostanziali modifiche da parte del Governo del mandato ricevuto dall’Aran.
Che, è bene dirlo da subito, non servono solo a proseguire il confronto alla ricerca di una possibile intesa, ma sono anche indispensabili per rendere coerenti poi gli eventuali accordi con il quadro normativo di riferimento che resta sempre, anche su queste problematiche, comunque la cornice di riferimento, sia per gli aspetti ed i vincoli di spesa, sia per le autorizzazioni ai rinnovi ed alle stabilizzazioni.
Questa è stata al tavolo la posizione della CSE, in coerenza con quanto tra l’altro anticipato con il notiziario n. 2 del 1 marzo 2013 .
Il Presidente dell’Aran, al termine della riunione che ha visto buona parte delle Confederazioni esprimere, anche se con toni e sensibilità diverse, posizioni critiche rispetto al testo presentato, pur consapevole della difficoltà del negoziato, dati gli attuali stretti margini di manovra, ha ritenuto necessario tenere comunque aperto il confronto, considerata la rilevanza della questione e le aspettative che vi sono riposte, impegnandosi a verificare con la Funzione Pubblica tutti gli ulteriori spazi di azione che rendano possibile, come da noi richiesto, il dispiegarsi di una vera trattativa e non invece il mero recepimento degli indirizzi dati dal governo. Verificheremo nei prossimi giorni se emergeranno sostanziali elementi di discontinuità rispetto ad oggi.
In ogni caso, ed a prescindere dal confronto in Aran sul CCNQ, è chiaro che sulla questione, visti i tempi comunque ristretti connessi alla necessità di avere garanzie sul rinnovo dei contratti in scadenza, non mancherà la nostra azione come CSE di vigilanza e di proposta ad ogni livello per garantire la continuità del rapporto di lavoro a tutti i nostri colleghi, oggi purtroppo, ancora precari.
Palazzo Vidoni, sede del Dipartimento Funzione Pubblica
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 29 del 05 dicembre 2012 relativo all’ incontro con il Ministro Patroni Griffi che si è tenuto nel pomeriggio del 3 dicembre presso la sede della Funzione Pubblica.
” Nulla o poco di nuovo, il risultato dell’incontro con il Ministro Patroni Griffi che si è tenuto nel pomeriggio del 3 dicembre u.s. presso i locali della Funzione Pubblica.
Altri gli auspici e le indicazioni che erano emersi dalle parole del Consigliere Naddeo, Capo Dipartimento della Funzione Pubblica, che nella precedente riunione del 28 novembre aveva anticipato alle parti sociali che, nella riunione del Consiglio dei Ministri prevista per il venerdì successivo, si sarebbero concretizzate delle soluzioni tecniche finalizzate alla proroga dei contratti in scadenza al 31.12 dei lavoratori precari della P.A..
Ed invece, secondo le parole del Ministro, il provvedimento che dovrà essere adottato è ancora in corso di predisposizione e, fatto ancora più preoccupante, deve essere individuato lo strumento legislativo più adeguato che consenta di rendere efficace la possibile proroga fino al 31 luglio 2013 dei contratti in essere.
Il Ministro ha confermato nuovamente la volontà espressa negli incontri precedenti e cioè che la proroga al 31 luglio 2013 consentirà di avere il tempo necessario per avviare trattative finalizzate alla stipula di un accordo quadro per la gestione a regime della materia relativa ai lavori precari nell’ambito più generale della regolamentazione delle flessibilità in entrata nel pubblico impiego, recependo così – anche nel Pubblico Impiego – le nuove norme introdotte dalla riforma Fornero.
Ha confermato inoltre che sono in preparazione norme per l’effettuazione di concorsi per contratti a tempo indeterminato con la previsione della riserva di posti al personale con contratto a termine di durata almeno triennale.
La delegazione CSE presente al tavolo manifestando le proprie perplessità in ordine alla sostanziale assenza di novità rispetto alla riunione della scorsa settimana, ha ribadito comunque la propria contrarietà alla previsione di ennesimi “concorsi” con il meccanismo della riserva dei posti o di titoli preferenziali quale unico sistema di soluzione di un fenomeno di precariato diffuso oramai “storicizzato”, proponendo anche la previsione di processi di stabilizzazione di almeno una parte lavoratori precari di lungo corso.
Il Ministro ha toccato poi l’argomento della “spending review” comunicando che sulla partita delle eccedenze nella P.A. si sta completando il quadro di riferimento e che a breve sarà possibile avviare uno specifico confronto sulla gestione degli esuberi.
Come CSE confermiamo il nostro giudizio negativo sulla scelta governativa mirata a far cassa con un nuovo taglio lineare. Oggi ci troviamo di fronte ad un primo pacchetto di eccedenze su cui, nella maggior parte dei casi, non si è proceduto ad effettuare alcun esame congiunto ne informazione preventiva o successiva con le Organizzazioni Sindacali di singolo Settore/Amministrazione.
Nel frattempo, proprio in Consiglio dei Ministri sono state effettuate le prime compensazioni fra le proposte di organico delle diverse Amministrazioni Centrali e anche su questo, il silenzio più assoluto, salvo leggere sulle cronache dei giornali, da parte del Ministro Patroni Griffi, di ulteriori 3.300 esuberi oltre i 4028 già annunciati.
In relazione a quanto sopra, come CSE chiediamo con forza al Ministro un concreto impegno affinché venga avviato un vero confronto:
– a livello di singola amministrazione, sulle relative dotazioni organiche anche se si tratta di scelte oramai operate; sui regolamenti di amministrazione; sui percorsi di pensionamento; sui processi di riorganizzazione in essere ed in prospettiva;
– a livello di Funzione Pubblica e/o di Aran, su nuove relazioni sindacali; sui criteri legati alla mobilità del personale; sulla formazione del personale; sul modello di riorganizzazione della PA e sulle possibili ricadute in termini di sostenibilità.
Su tutti questi aspetti chiediamo al Ministro Patroni Griffi la definizione di un percorso chiaro, calendario alla mano, di impegni precisi che possano e debbano proseguire anche oltre il tramonto della attuale compagine governativa, chiediamo che onori le scelte per le quali si è battuto da tecnico e da politico attraverso un atto di responsabilità per una parte così importante quale è la Pubblica Amministrazione Italiana.
LA SEGRETERIA GENERALE CSE “
Notiziario n. 163 del 28 novembre 2012 –
I Ministri Filippo Patroni Griffi e Elsa Fornero
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 28 del 28.11.2012 relativo al secondo tavolo tecnico tenutosi presso il Dipartimento della Funzione Pubblica in ordine alle importantissime problematiche legate ai lavoratori precari che operano nell’ambito del Pubblico Impiego.
“Come preannunciato nel notiziario del 23 u.s., questa mattina si è svolto presso il Dipartimento della Funzione Pubblica un secondo incontro del tavolo tecnico con lo scopo di verificare le possibili disponibilità del Ministro Patroni Griffi in ordine alle diverse ed importantissime problematiche legate ai lavoratori precari che operano nell’ambito del Pubblico Impiego.
A tal proposito vale la pena di ricordare che nella precedente riunione la stessa Funzione Pubblica aveva fornito un primo tabulato con alcuni dati, parziali, che quantificavano il fenomeno del lavoro precario nella P.A. in circa 80 mila unità, mentre le Confederazioni Sindacali hanno rivendicato con forza una soluzione politica tesa a definire una proroga generale dei contratti in essere, al fine di evitare la drammaticità di situazioni occupazionali di fortissime dimensioni.
Ebbene, in apertura della riunione di oggi il Cons. Naddeo, Capo Dipartimento della Funzione Pubblica, ha fornito un nuovo dato numerico relativo al censimento dei lavoratori precari nel Pubblico Impiego suddiviso per Comparti (Autorità Centrali, Settore Scuola e Settore Regioni e Autonomie Locali), che definisce una dimensione del fenomeno superiore a 250 mila unità; in più, ed è la cosa per la quale ci siamo battuti, ha comunicato che nella prossima riunione del Consiglio dei Ministri, prevista per venerdì 30 novembre, il Ministro Patroni Griffi dovrebbe far approvare un emendamento al DL di Stabilità con il quale si prorogano di altri sei mesi i contratti in essere, di qualsiasi tipo essi siano.
A questo punto, una volta approvato l’emendamento e definito lo specifico atto di indirizzo, si potrà effettivamente far decollare il CCNQ sul Precariato da definirsi presso l’ARAN e che dovrebbe fissare gli strumenti normativi e le regole a fattor comune utili alle parti (Amministrazioni e forze sociali) per la stipula dei nuovi contratti. Una notizia positiva e per certi versi inaspettata visto le recenti dichiarazioni del Ministro, ma che fa rimanere inalterato il nostro convincimento sulla necessità di trovare soluzioni tese a definire un percorso di stabilizzazione dei contratti di lavoro in essere e sul quale ovviamente necessiterà un nuovo e maggiore impegno di carattere politico e, forse, di un nuovo esecutivo che ne prenda in carico la soluzione.
L’incontro in Funzione Pubblica è stato anche l’occasione per ribadire la necessità di definire in sede politica quelle problematiche ancora in sospeso e ritenute dalle forze sociali di assoluta importanza:
– prima e unica riunione e la consegna e la discussione su quelli ancora mancanti (Agenzie Fiscali, MEF, INPS, Giustizia, Interni, Esteri);
– la definizione di un accordo quadro sulle relazioni sindacali ed in particolare sulla mobilità;
– la riapertura del tavolo sulla spending review per l’esame congiunto e la valutazione sui dati consegnati nella definizione di un accordo quadro che recepisca i nuovi volumi delle prerogative sindacali connessi alla accertata rappresentatività.
Su queste problematiche il Cons. Naddeo, che ha presieduto la riunione, si è impegnato a riferire al Ministro Patroni Griffi che, ci auguriamo, nella giornata di lunedì 3 dicembre, data fissata per la prossima riunione sul tavolo del Precariato, possa individuare e proporre uno specifico calendario di incontri.
Si allega il tabulato fornito dalla Funzione Pubblica sul lavoro precario nel Pubblico Impiego con proiezioni dal 2007 al 2011 e si fa riserva di prossime comunicazioni al riguardo.
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 27 del 23 novembre 2012 relativo alla riunione avvenuta in data 21 u.s. a Palazzo Vidoni con il Ministro della Funzione Pubblica Patroni Griffi nella quale sono stati forniti alle OO.SS. alcuni dati, in verità ancora molto parziali, rispetto all’attuale platea dei precari del Pubblico Impiego.
” Si è svolto l’altro ieri a Palazzo Vidoni, presso la Funzione Pubblica, un incontro del tavolo tecnico sul Precariato in relazione allo specifico impegno del Ministro Patroni Griffi assunto nelle precedente riunioni legate alla applicazione della “spending review” nel Pubblico Impiego.
La Funzione Pubblica ha consegnato alcuni dati riepilogativi suddivisi per Amministrazioni, molto parziali rispetto alla attuale platea dei precari del Pubblico Impiego, circa 80 mila unità fra Amministrazioni Centrali e decentrate, dati che individuano complessivamente 3.250 lavoratori precari a tempo determinato, 1.593 lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continua e 919 unità con rapporti lavorativi derivanti da contratti di somministrazione di lavoro.
In ragione di quanto sopra tutte le Confederazioni presenti alla riunione e la CSE in particolare nel suo intervento, hanno rappresentato la necessità, l’urgenza di trovare immediatamente soluzioni di carattere politico che consentano la proroga dei contratti in scadenza al 31.12.2012 e la sottoscrizione di un accordo quadro che individui gli strumenti di carattere normativo sia per le parti datoriali sia per le forze sociali.
La CSE ha sostenuto che tale scelta deve essere inquadrata nel più complesso ambito di applicazione della “spending review”, per il quale occorre immediatamente aprire quel tavolo tecnico su cui il Ministro Patroni Griffi si è impegnato, e questo anche al fine di correlare i processi di riorganizzazione con i rinnovi dei contratti in corso e tendere ad una loro stabilizzazione.
La riunione si è conclusa con l’impegno ad una nuova riunione fissata per mercoledì 28 novembre ed alla quale parteciperanno le delegazioni del MIUR e dell’AFAM in relazione alle problematiche del Comparto Scuola.
Si allega copia del materiale consegnato dalla Funzione Pubblica.”
Notiziario n. 33 del 18 marzo 2013 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 04 del 15 marzo 2013 relativo alla seconda riunione tra ARAN e Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative sul lavoro precario nelle Pubbliche Amministrazioni. La bozza di proposta di accordo quadro predisposta dall’Aran sulla base dell’atto di indirizzo del Dipartimento della […]
Notiziario n. 169 del 6 dicembre 2012 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 29 del 05 dicembre 2012 relativo all’ incontro con il Ministro Patroni Griffi che si è tenuto nel pomeriggio del 3 dicembre presso la sede della Funzione Pubblica. ” Nulla o poco di nuovo, il risultato dell’incontro con il Ministro […]
Notiziario n. 163 del 28 novembre 2012 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 28 del 28.11.2012 relativo al secondo tavolo tecnico tenutosi presso il Dipartimento della Funzione Pubblica in ordine alle importantissime problematiche legate ai lavoratori precari che operano nell’ambito del Pubblico Impiego. “Come preannunciato nel notiziario del 23 u.s., questa mattina si […]
Notiziario n. 161 del 26 novembre 2012 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 27 del 23 novembre 2012 relativo alla riunione avvenuta in data 21 u.s. a Palazzo Vidoni con il Ministro della Funzione Pubblica Patroni Griffi nella quale sono stati forniti alle OO.SS. alcuni dati, in verità ancora molto parziali, rispetto all’attuale […]