Agenzia Industrie Difesa ha pubblicato sul proprio sito le graduatorie provvisorie degli sviluppi economici 2017, che rendiamo visibili e scaricabili anche dal nostro sito.
Come si ricorderà, il bando di selezione, che ad ogni buon conto ripubblichiamo sul nostro sito www.flpdifesa.org., aveva visto la luce sul portale dell’Agenzia Industrie Difesa (AID) in data 24 novembre u.s. attraverso la pubblicazione del decreto direttoriale prot. n. 7720 di pari data, che recava appunto il bando di selezione per la partecipazione alla procedura selettiva. Il predetto bando era stato anticipato dalla circolare AID n. 7695 del 23.11.2017 avente per oggetto “Procedura e criteri per l’attribuzione delle fasce economiche superiori all’interno delle Aree funzionali“, che recava le modalità, le tempistiche, i percorsi operativi e la procedura per la gestione del concorso.
Il numero di passaggi 2017 messi a bando in AID sono n. 190, di cui n. 186 per l’area 2^ e n. 4 per l’area 3^, e dunque con un taglio di 40 posizioni a concorso rispetto ai numeri contenuti nell’accordo FUA 2016 (n.230) dopo il taglio disposto dalla F.P. che ha assunto quest’anno, come criterio base per la determinazione del numero dei posti da mettere a concorso, il coinvolgimento non superiore al 50% della platea dei potenziali beneficiari, con esclusione di tutti coloro che hanno avuto la progressione nel 2016.
Dopo la pubblicazione del bando, a partire dalle ore 12 del 24 novembre e sino alle ore 12 dell’11 dicembre 2017, i lavoratori in servizio alla data di indizione della procedura hanno potuto proporre le istanze di partecipazione, per via esclusivamente telematica e su apposito modulo differenziato per area. Non erano ammesse modalità di partecipazione diverse da quella on line.
Le graduatorie pubblicate in data odierna, allo stato non ancora definitive, sono state approvate con decreto direttoriale datato oggi, assicurando così la decorrenza degli sviluppi economici a far data dal 1 gennaio di quest’anno, atteso che, giusto parere n. 7086 espresso dall’ARAN in data 13.09.2016, ove la pubblicazione delle graduatorie fosse slittata al nuovo anno 2018, parimenti dal 1 gennaio 2018 sarebbe decorso il passaggio dei vincitori alla fascia immediatamente superiore.
Le predette graduatorie sono state formate, per ciascuna fascia all’interno di ciascuna area, sulla base dei punteggi attribuiti in base a quanto contenuto negli allegati “A”, “B” e “C” e alle eventuali variazioni e/o correzioni comunicate dagli Enti di servizio; in caso di parità di punteggio, si tiene conto, rispettivamente nell’ordine, della maggiore anzianità nella fascia di appartenenza, quindi dell’anzianità di servizio nei ruoli civili di AD/AID, e infine della maggiore età anagrafica.
Da oggi, data di pubblicazione delle graduatorie provvisorie, decorrono i 30 giorni utili per la presentazione da parte dei dipendenti interessati per la presentazione di eventuali rinunce o rettifica di eventuali errori. Ad operare i relativi controlli, provvederà la “Commissione centrale di verifica”, nominata dal Direttore Generale AID l’atto dispositivo n. 187 del 28 nov. u.s., che pubblichiamo sul nostro sito. Sulla base dei controlli operati, AID provvederà a formare le graduatorie definitive, che saranno approvate con decreto direttoriale e poi pubblicate sul sito istituzionale.
Infine, ultima tappa, l’attribuzione con decorrenza 1.1.2017 della fascia immediatamente superiore ai vincitori della procedura selettiva, che sarà operativa solo dopo il via libera di BILACENTES. A seguire, i pagamenti relativi agli adeguamenti stipendiali e agli arretrati.
A distanza di quindici giorni dall’adozione da parte del Consiglio dei Ministri “salvo intese”, secondo la formula in voga da qualche anno che apre a successive rivisitazioni del testo come avvenuto anche in questa circostanza, il disegno di legge di bilancio 2018 è finalmente approdato in Parlamento (DDL 2960)dopo il decreto autorizzatorio di presentazione alle Camere firmato dal Presidente della Repubblica in data 29 u.s. ed ora, a partire dal Senato, comincerà il complesso iter parlamentare per il varo della legge che entrerà in vigore il 1 gennaio p.v..
Pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 il testo bollinato dalla Ragioneria dello Stato, che è composto da 120 articoli, e realizza nel complesso una manovra da 20 miliardi di €. Le diverse misure saranno finanziate dai tagli della spesa pubblica previsti per il 2018, dalle misure derivanti dalla lotta all’evasione fiscale e da un allargamento della rottamazione delle cartelle.
Il grosso della manovra (15,7 mld di € per il 2018 e 11,4 mld per il 2019) sarà assorbito dalla neutralizzazione delle c.d. “clausole di salvaguardia” , che bloccheranno i previsti aumenti di IVA e accise che avrebbero comportato un sicuro aumento dei prezzi al consumo con quel che segue e consegue.
Tra le altre misure particolarmente importanti, vanno sicuramente annoverate quelle a sostegno della occupazione giovanile e delle assunzioni agevolate nei confronti degli under 29, gli incentivi per gli investimenti industriali (industria 4.0) e il c.d “reddito di inclusione sociale” per il quale sono previsti 600 milioni nel 2018, 900 milioni nel 2019, 1.200 milioni nel 2020.
Tra le misure certamente più attese dai dipendenti pubblici, quelle relative allo stanziamento delle risorse per il rinnovo dei contratti pubblici dopo ben sette lunghi anni di blocco, rimosso solo a seguito della ben nota sentenza della Corte Costituzionale n. 178 depositata il 23 luglio 2015, con la quale la Consulta, investita della questione dal Tribunale di Roma a seguito del ricorso presentato dalla FLP, aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale sopravvenuta – dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza nella Gazzetta Ufficiale e nei termini indicati in motivazione – del regime di sospensione della contrattazione collettiva. Il che costituisce l’indubbio merito storico della nostra Federazione. Le risorse stanziate nel DDL bilancio 2018 per i rinnovi contrattuali dovrebbero essere pari a 1,7 mld di €, le quali, unite a quelle previste dalla leggi di bilancio 2016 e 2017, portano a 2,85 mld € l’accantonamento complessivo.
Un capitolo a parte merita la vicenda, di straordinario interesse per il personale civile della Difesa, legata all’accordo del 5 aprile con il Vertice politico della Difesa. Ebbene, le norme che attendevamo (Fondo aggiuntivo di 21 mln annui per il triennio e progressioni tra le aree) e che, in base agli impegni assunti dalla Ministra, avrebbero dovuto trovare posto all’interno del DDL di bilancio, purtroppo allo stato non ci sono ancora. Sapevamo che non sarebbe stata cosa facile, e facile in effetti non è stato per ragioni sostanzialmente tecniche (MEF). Ne è ben consapevole la stessa Ministra che, in data di ieri, ha diffuso un “comunicato stampa”, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2,che così testualmente recita: “Nel disegno di legge di bilancio non hanno, al momento, per ragioni tecniche, trovato collocazione alcuni importanti provvedimenti a favore del personale civile della Difesa per i quali il Ministro si era fortemente impegnata, insieme al Governo, nell’ambito di obiettivi condivisi con le organizzazioni sindacali. Il Fondo integrativo per il trattamento economico e le progressioni fra le aree funzionali rappresentano per la Difesa obiettivi prioritari per la valorizzazione del personale civile. Per questo il Ministro assicura l’impegno personale nelle sedi parlamentari affinché i provvedimenti siano inseriti nella legge di bilancio”. In questa legge, dunque!
Nel prenderne atto, ci riserviamo nei prossimi giorni una più attenta valutazione, anche alla luce di quanto dovesse maturare in sede parlamentare, e ci riserviamo di assumere, anche unitariamente, le più idonee iniziative del caso.
La partita è ancora tutta da giocare, e la giocheremo davvero fino in fondo.
La Ministra Roberta Pinotti e il Sottosegretario Domenico Rossi
L’incontro di oggi con la Ministra era molto atteso dai colleghi, anche a seguito dell’impegno assunto dalla sen. Pinotti con le OO.SS. nazionali, a conclusione del precedente incontro del 28.02.2017 (vds. Notiziario n. 27 del 1.03.2017), di approfondire tutte le questioni che sono alla base della “vertenza” aperta da CGIL FP, UIL PA ed FLP DIFESA e di fornire risposte al riguardo in occasione di un prossimo incontro, inizialmente previsto per la settimana successiva, e poi slittato ad oggi per le verifiche con MEF e FP.
Le questioni che abbiamo posto a base della nostra vertenza sono tutte ben note ai lavoratori.
La prima, sicuramente la più sentita, riguardava l’incremento del trattamento accessorio del personale civile della Difesa, a fronte delle scarsa attenzione riservata nel passato al problema e che ci collocano nella parte bassa della classifica delle retribuzioni accessorie dei lavoratori del Pubblico Impiego. A tal riguardo, nei giorni immediatamente successivi alla riunione con la sen. Pinotti, abbiamo assistito alla diffusione, in particolare sul territorio romano e in misura poco significativa anche su altri territori, di notizie strumentali e demagogiche tendenti ad accreditare presunte ed immaginifiche richieste da parte della Ministra di “disponibilità dei sindacati presenti a discutere sul riconoscimento, anche per il personale civile, della specificità funzionale già riconosciuto per il personale militare”, rispetto alla quale richiesta una sola sigla si sarebbe dichiarata disponibile e tutte le altre no. Con comunicato del 3 marzo 2017, CGIL FP-UIL PA–FLP DIFESA e CONFSAL-UNSA hanno denunciato la “falsità” delle notizie di cui sopra e il film che è stato rappresentato ai colleghi, rispetto alle quali è arrivata oggi una risposta di chiarezza e di verità.
La seconda questione in campo riguardava le c.d. “progressioni verticali”, e cioè i passaggi da area ad area previsti dall’ art. 14 del CCNL 2006/2009, che in altre AA.CC. sono state già attuate da tempo e che invece nella nostra Amministrazione non sono state sinora mai avviate. Dentro questa questione sta anche lo spinoso ed annoso problema legato al personale ausiliario di area 1^, per il quale, nelle more della soppressione di detta area che sta dentro le piattaforme per il prossimo rinnovo contrattuale di tutte e tre le sigle, CGIL-UIL-FLP chiedevano da tempo l’avvio di un percorso finalizzato al progressivo svuotamento della Prima Area. La questione “progressioni tra le aree”, anche in ragione dell’attuale quadro normativo, è comunque legata alla “questione” relativa alle necessità assunzionali, in particolare per l’area industriale.
L’ultima questione riguardava la mancata entrata in vigore della tabella di corrispondenza tra gradi militari e inquadramenti civili, nei termini convenuti nel lontano novembre 2013 con l’allora Sottosegretario Pinotti e che, a distanza di oltre tre anni, non è mai stata recepita in DPCM, nonostante le rassicurazioni che avevamo avuto dal Sottosegretario Rossi sul via libera da parte di FP e sulla prevista emanazione del DPCM per fine novembre. Una tabella che pareva messa in discussione dalla previsione contenuta nello schema di decreto attuativo sul riordino di ruoli e carriere militari, che prevede lo sviluppo direttivo della carriera dei marescialli, il che confliggerebbe apertamente con l’inquadramento di quel ruolo in area 2^.
Altre questioni presenti nella piattaforma unitaria: il confronto sul DDL attuativo Libro Bianco; la Direttiva performance; la rivisitazione del protocollo 29.09.2015 in previsione del nuovo bando di mobilità interna volontaria; e, altre sui quali nei mesi scorsi sono state avviate precise iniziative presso le AA.CC..
Sui contenuti dell’incontro con la Ministra e sulle sue risultanze finali, abbiamo predisposto insieme a CGIL FP e UIL PA il comunicato unitario che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, e che raccomandiamo ai fini della massima diffusione tra tutti i colleghi e della affissione in tutte le bacheche negli Enti. In allegato 2, invece, il post su facebook della Ministra Pinotti
Vi informeremo circa il programma unitario di assemblee che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi.
Il Presidente Gentiloni tra i Ministri Minniti e Pinotti
Dunque, nell’incontro di domani con la Ministra Pinotti, si parlerà anche di altre questioni e non solo del Disegno di legge attuativo del Libro Bianco (di cui abbiamo riferito nei Notiziari n. 18 del 9.02. e n. 21 del 16.02.2017), che sinora costituiva l’unico punto dell’o.d.g. fissato dal Gabinetto. A tal riguardo, la Direzione Nazionale FLP DIFESA si era espressa negativamente venerdì 24 u.s. (vds. Notiziario n. 25 di pari data) votando all’unanimità un documento, poi inviato al Gabinetto a fine mattinata dello stesso giorno, con il quale si preannunciava la nostra non partecipazione all’incontro, ove l’o.d.g. non fosse stato integrato. Ebbene, nel pomeriggio inoltrato dello stesso 24 u.s., il Gabinetto ci ha inviato la nota, che pubblichiamo in allegato 1 su questa pagina, con l’integrazione dell’odg, e dunque parteciperemo all’incontro, curiosi di sapere cosa la Ministra ci dirà.
La quale Ministra, però, nella scorsa settimana si è occupata di ben altro. Ci riferiamo all’avvenuta adozione in data 23 u.s. da parte del Consiglio dei Ministri, e proprio su proposta della sen. Pinotti, di un decreto attuativo della legge delega n. 244/2012, il quale “detta disposizioni per il riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle FF.AA., in un contesto di equiordinazione del loro ordinamento con quello delle Forze di Polizia ad ordinamento civile” (si legga il comunicato stampa di Palazzo Chigi che pubblichiamo su questa pagina in allegato 2, che accompagniamo, in allegato 5, con il “video” della Ministra inviato nei telefonini di tutti i militari! Vedere per credere!).
Pubblichiamo su questa stessa pagina, rispettivamente in allegato 3 e 4, il testo del decreto attuativo e la “relazione illustrativa” (ancora suscettibili di modifiche) che girano sul web, dai quali traiamo alcuni aspetti per noi molto interessanti:
conferma, per il 2017, del bonus sicurezza di 80 euro a favore del personale militare e successiva stabilizzazione del predetto bonus dal 2018, dunque una misura che renderà strutturale gli 80 € per il personale militare ( e non anche per i civili, come da noi richiesto!) con reddito imponibile entro i 28.000 €;
incremento dei parametri di ogni ruolo e grado, il che assorbirà la maggior parte delle risorse disponibili (trattasi di 650 milioni nel 2017 e di oltre 1 miliardo nel 2018….. ma solo per noi civili non si trova il becco di un quattrino?); transiti facilitati tra i ruoli; trasformazione della qualifica di luogotenente in grado; riconoscimento del carattere dirigenziale al ruolo ufficiali; infine, “lo sviluppo direttivo della carriera del ruolo marescialli”, in linea con il Libro Bianco 8art. 217) ma in palese conflitto con la tabella concordata a novembre 2013 con le OO.SS.
Quest’ultimo aspetto è per noi di straordinario interesse, anche in ragione degli impegni assunti da Ministra e Sottosegretario. A tal riguardo, mentre si osserva che le modifiche all’art. 930 COM che giravano nel web risultano stralciate, riportiamo il passaggio di pg.7 della “relazione illustrativa”, diffusa da COCER e da alcuni siti e che qui pubblichiamo, che afferma che “le più qualificate funzioni (direttive) di comando, coordinamento e controllo, in corrispondenza alle attribuzioni che … il CCNL relativo al personale del comparto ministeri 2006/2009, prevede per i dipendenti della pubblica amministrazione “Area Terza”. Cosa ??????
Ma davvero le funzioni dei marescialli verranno rese corrispondenti a quelle di area 3^ dell’ordinamento del comparto Ministeri? Ma nella tabella concordata da OO.SS. nazionali e sen. Pinotti – allora Sottosegretario – il 12.11.2013 (vds. Notiziario n. 122 di pari data) non era prevista la corrispondenza delle attribuzioni dei Sottufficiali (e dunque anche dei marescialli) al personale civile di area 2^ dell’ordinamento Ministeri? E il Sottosegretario Rossi, solo qualche mese fa (riunione del 10 ottobre 2016, vds Notiziario n. 117 di pari data) non ci aveva confermato il “sostanziale via libera della F.P. alla tabella convenuta con le OO.SS., che avrebbe visto la luce entro il successivo mese di novembre”, cosa poi mai avvenuta?
Dalla predetta relazione illustrativa, parrebbe proprio che le cose siano cambiate, e anche senza alcuna informazione le OO.SS..
Alla riunione di domani, ci saremo dunque. Anche per conoscere dalla voce della Ministra lo stato di avanzamento di tutti gli impegni assunti, e in primis proprio quelli relativi alla tabella di corrispondenza militari/civili.
Allegato 5: video della Ministra sul decreto attuativo riordino carriere FF.AA. inviato sui telefonini di servizio
Notiziario n. 55 del 2 maggio 2016 –
La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti
Nel pomeriggio di oggi, la Ministra della Difesa R. Pinotti e le OO.SS. del personale civile hanno sottoscritto il “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile”, che pubblichiamo su questa stessa pagina nel suo testo integrale e nei due allegati, con riserva di pubblicare quello con le firme delle Parti che lo hanno sottoscritto.
Come si ricorderà, l’art. 1, comma 2-bis, del D.Lgs n. 7/2014 prevedeva l’individuazione dei “criteri” per l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”, da recepire in apposito “Regolamento”. Era stato questo l’approdo più significativo del confronto tra A.D. e OO.SS. nazionali sugli schemi di decreti attuativi della delega (era il luglio 2013). Ebbene, nonostante le ripetute richieste e le sollecitazioni venute per quasi un anno solamente da FLP DIFESA (ne fanno fede i diversi comunicati sindacali), solo dopo oltre 15 mesi, e precisamente in data 15.07.2015, fu avviato il tavolo tecnico (si veda il Notiziario n. 79 di pari data), seguito a distanza di tre mesi dalla seconda riunione (vds. Notiziario n. 114 del 22.10.2015) e poi dalla terza (vds Notiziario n. 8 del 19.01.2016).
Nel frattempo, era avvenuto però un fatto che ha modificato profondamente lo scenario di fondo. Nell’incontro separato del 14.12.2015, la Ministra chiese e ottenne da CGIL-CISL-UIL l’abbandono della strada maestra legata al Regolamento e la sua sostituzione con un “protocollo d’intesa”, che è uno strumento diverso e comunque meno idoneo ed esigibile. FLP DIFESA avrebbe potuto, anche in maniera strumentale, assumere posizioni aventiniane e lasciare tutta intera sulle spalle di CGIL-CISL-UIL quella scelta al ribasso. E invece scegliemmo responsabilmente un’altra strada, quella di continuare a partecipare ai tavoli di confronto e a fornire contributi importanti, su alcuni aspetti anche decisivi come sa bene la stessa A.D., ai fini della messa a punto finale di questo “protocollo”. E lo abbiamo fatto avendo comunque chiari i limiti dell’operazione che si andava a fare(un “protocollo” è cosa ben diversa rispetto da un “regolamento”, non ci vuol poi molto a capirlo). E così, passo dopo passo e in pochi mesi, si è giunti a conclusione del lavoro.
Il testo finale non presenta certo contenuti sconvolgenti e rivoluzionari, di quelli che fanno la storia. Molti colleghi penseranno magari alla “montagna che ha partorito il topolino”, e forse rimarranno anche delusi dagli approdi conclusivi e dai suoi contenuti, che in molte parti più che segnare una novità storica, appare quasi come una fotografia dell’esistente.
FLP DIFESA è davvero ben conscia dei limiti attuali dell’operazione, pur tuttavia riteniamo che il “protocollo” vada colto come una “opportunità”, quanto grande si vedrà, e che vada al contempo raccolta la sfida che esso propone. La firma, politicamente pesante della Ministra che per questo abbiamo fortemente richiesto, supporta questa nostra convinzione.
Alcuni passaggi del protocollo appaiono significativamente innovativi: l’affermazione che i colleghi di 3^ area possono “dirigere e coordinare unità organizzative, anche di rilevanza esterna, la cui responsabilità non è riservata ai dirigenti, oltre a poter rappresentare l’Amministrazione anche di fronte a terzi” o il richiamo al “livello di responsabilità” anche per i lavoratori di altre aree, in primis la 2^; la previsione che le attività corrispondenti alle relative professionalità dovranno essere previste “nella configurazione ordinativa degli Enti, anche relativamente ai livelli di responsabilità”; l’elevazione al rango di “area” del settore industriale del MD; e altri ancora.
Questo, lo sappiamo bene, allo stato non garantisce alcunché in prospettiva. C’è, però, una sorta di “clausola sospensiva”, da noi espressamente richiesta e ottenuta: SMD e SGD predisporranno “entro tre mesi specifiche e coordinate direttive applicative”, precedute da apposite “sessioni informative con le OO.SS.” ed “entro 12 mesi” ci sarà la “verifica dell’attuazione del protocollo”. Quasi una clausola di garanzia, rispetto alla quale assumiamo l’impegno nei confronti dei colleghi che, laddove le direttive applicative non si ponessero in forte discontinuità con il passato e non offrissero garanzie e certezze, ne trarremmo subito le conseguenze e non aspetteremmo un solo istante a ritirare la nostra firma dal protocollo.
Nella riunione del 20 gennaio u.s., su proposta della Ministra alla Pubblica Amministrazione M. Madia, il Consiglio dei Ministri ha adottato in prima lettura i primi undici schemi di decreti attuativi della legge delega 7.8.2015, n. 124 recante “deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”, la c.d. riforma delle riforme. Il primo di questi decreti è quello recante “modifiche in materia di licenziamento disciplinare” che inasprisce le regole nei confronti dei cosiddetti “furbetti del cartellino”.
Come si ricorderà, il Presidente Renzi ha in più circostanze richiamato la necessità di una razionalizzazione delle funzioni di polizia, e dunque anche di una riduzione dei diversi corpi che attualmente vi assolvono. Una necessità condivisibile, anche nell’ottica di una efficace ed efficiente spending review. Ma, come spesso succede in epoca renziana, alla fine la montagna ha partorito il topolino, e nel frullatore c’è finito solo il piccolo“Corpo Forestale dello Stato”, mentre altri pezzi (per esempio la Guardia di Finanza, che rappresenta davvero un unicum sul piano internazionale) ne sono rimasti, allo stato, rigorosamente fuori.
La legge delega n. 124/2015 (che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 3), all’art. 8, comma 1, lettera a), dispone la “riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato ed eventuale assorbimento del medesimo in altra Forza di polizia…” , sulla base della quale è stato predisposto dalla Ministra Madia lo schema di decreto attuativo in allegato 1 che, all’art. 18 (disposizioni transitorie e finali), comma 10, prevede che “il personale tecnico del Corpo Forestale (periti; revisori e operatori; collaboratori) transiti nei ruoli forestali dell’Arma dei Carabinieri”; prevede inoltre che il personale che, durante la frequenza o al termine del corso di formazione militare non dovesse risultare idoneo al servizio nell’Arma dei Carabinieri, “transiti nei ruoli civili del Ministero della Difesa”, venendo così a confluire all’interno della componente civile del Ministero Difesa, unica destinazione allo stato prevista.
Diamo conto dei numeri, anche per comprender meglio dimensione ed effetti del problema: dovrebbero essere circa 7.000 i lavoratori tecnici interessati al transito; di questi, è presumibile che il personale transitabile nei ruoli dell’Arma, che avrà ottenuto la necessaria idoneità attraverso gli appositi corsi utili anche ai fini dell’abilitazione al porto e all’uso delle armi, dovrebbe aggirarsi intorno alle 3.000 unità; ergo, la restante parte, pari circa a 4.000 lavoratori, dovrebbe confluire nei ruoli civili della Difesa. Che è poi quel Ministero, questo non va dimenticato, che vive attualmente un profondo processo di riorganizzazione in chiave riduttiva innescato dalla L. 244/2012, che prevede una corposa riduzione di strutture (-30% al 31.12.2018) e di personale (dotazioni organiche civili fissate in n. 20.000 al 31.12.2024).
Ebbene, al 1.01.2016, i civili presenti erano pari a 27.416 (dati PERSOCIV), e dunque oltre 7.000 posizioni dovranno essere cancellate da qui al 2024 con le modalità e i percorsi previsti dal D. Lgs. n.8/2014. Ci chiediamo: se arriveranno migliaia di lavoratori forestali, che effetti diretti o indiretti si produrranno sull’impiego civile nel MD e sulla gestione delle eccedenze civili? E ancora: i nuovi arrivati vi saranno tenuti al riparo attraverso un inquadramento particolare, per esempio in soprannumero o in un ruolo ad esaurimento?
Per saperne di più, abbiamo inviato al Sottosegretario on. Rossi la richiesta di incontro urgente che pubblichiamo su questa pagina in allegato 1. Nelle more delle risposte che verranno, ci poniamo però da subito altre domande: perché dovrebbe essere solo il M.D., e non anche altre Amministrazioni Pubbliche, a sostenere il peso della ricollocazione degli ex forestali non transitati all’Arma? La nostra Ministra sarà stata d’accordo, in sede di Consiglio dei Ministri, su questo interessamento in esclusiva del nostro Ministero? E’ stata d’accordo, e nel caso perché, o avrà invece subito il provvedimento?
La Ministra Roberta Pinotti, a cui le OO.SS. hanno chiesto un incontro urgente
Mai, come oggi pomeriggio nell’incontro con il Sottosegretario Rossi, era avvenuto che le OO.SS. nazionali, nella circostanza convocate a tavoli uniti, avessero parlato all’A.D., ancorchè con una comunque irrilevante eccezione, la stessa lingua e di fatto a una sola voce. Un saggio davvero straordinario di unità.
All’o.d.g. della riunione, gli schemi dei decreti correttivi dei due decreti legislativi (nn. 7 e 8/2014) attuativi delle legge delega sul riassetto in chiave riduttiva delle FF.AA. (pubblichiamo su questa stessa pagina gli schemi in allegato 1 e la relazione illustrativa che li accompagna in allegato 2).Una circostanza, questa, certo non prevista dalle OO.SS., atteso che in più circostanze l’on. Rossi aveva giustificato i ritardi dell’AD e i ripetuti rinvii sulle questioni d’interesse del personale civile con la necessità di avere prima un quadro di situazione più definito attraverso le risultanze conclusive dei “gruppi di lavoro” e le scelte attuative del Libro Bianco.
Comprensibile, pertanto, la sorpresa dell’intero tavolo sindacale di fronte a questi schemi di decreti correttivi, la cui urgenza peraltro non è ci stata sufficientemente spiegata, atteso che sotto il profilo ordinamentale le modifiche vengono connotate come “marginali” dalla stessa relazione illustrativa (riguardano di fatto solo l’Esercito, con la creazione dei 3 COINT -Comandi IR- multifunzione in Padova, Napoli e Bolzano). E giustificata, dunque, conseguentemente, la richiesta forte e unitaria di posticipare ad altra e successiva data il confronto di merito su quegli schemi proposta dalle OO.SS., che invece hanno rappresentato la necessità, prima e inderogabile, che dal Vertice arrivino finalmente le risposte alle questioni che da tempo si trascinano insolute e che riguardano nell’ordine:
il Regolamento per l’attribuzione di funzioni e compiti al personalecivile (non c’è allo stato neanche una bozza, a distanza di oltre 18 mesi dal D. Lgs. n. 7/2014);
la tabella di corrispondenza tra gradi militari e inquadramenti civili (l’intesa sulla nuova tabella con l’allora Sottosegretaria Pinotti era stata raggiunta esattamente due anni fa – era il 12.11.2013 -, e tuttavia siamo ancora in attesa del relativo DPCM, mentre i transiti nei ruoli civili continuano attraverso la vecchia tabella di cui al D.I.M. 18.04.2002);
i ritardi sulla trattativa FUA 2015;
infine, i continui rinvii del confronto sulle proposte del “Gruppo di lavoro” di cui al DM 16.06.2015, che tardano ad arrivare (ci risultano due sole riunioni del “Gruppo” in 5 mesi……..), mentre nel frattempo qualcuno lascia strumentalmente circolare l’idea, non smentita sinora, di 200 mln di € destinati ad accrescere il trattamento economico dei civili (si vedano i nostri Notiziari n. 108 e n. 122).
Le risposte venute dall’on. Rossi sono state ancora una volta interlocutorie e non risolutive:
sul “Regolamento”, una nuova riunione tecnica il 25 p.v.;
sulla “tabella”, l’impegno ad ottenere il via libera dalla F.P. entro dicembre p.v. e una nota chiarificatrice nella prossima settimana;
sul “trattamento economico”, infine, l’impegno di presentare alle OO.SS. entro la prima decade di dicembre le risultanze del “Gruppo di lavoro”, e dunque già dieci giorni oltre rispetto alla “road map” fissata dal Gabinetto con nota del 9 u.s. che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3. L’on. Rossi ha però smentito le voci sui 200 milioni già disponibili.
Le risposte non hanno però convinto il tavolo sindacale che,unitariamente, ha chiesto una urgente riunione con la Ministra, che le OO.SS. non vedono dal lontano 17 aprile 2014, primo e sinora unico incontro nonostante le nostre ripetute richieste.
Sui decreti correttivi, di cui si dovrà comunque riparlare, l’on. Rossi ha comunque impegnato l’Ufficio Legislativo a valutare attentamente la proposta di FLP DIFESA sull’incremento della quota (dal 3/5 al 20%) e sull’anticipazione al 2016 dei tempi di destinazione al FUA dei risparmi derivanti dai riordini.
Infine, una buona notizia, anticipata oggi dall’on. Rossi: rientrano nella dotazione del FUA 2015 della Difesa 6,1 milioni di euro. Ne abbiamo avuto conferma dalla nostra Federazione, che ci ha informato che, in riunione al MEF, il Sottosegretario Baretta ha dato notizia alle OO.SS. che è stato firmato proprio oggi il DPCM che riassegna ai FUA le risorse scomparse dalle tabelle della legge di assestamento, e che scongiura anche analoghi rischi per il 2016 (i FUA dovranno essere in linea col 2015).
Dopo i diversi testi che si sono succeduti dopo il via libera del Consiglio dei Ministri del 15 u.s., che via via abbiamo pubblicato sul nostro sito, è formalmente approdato in Senato il DDL n. 2111 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (c.d. Legge di stabilità 2016, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1. Se ne sta occupando anche la Commissione Difesa del Senato, limitatamente alla “Tabella 11” che reca lo stato di previsione del MD. per l’esercizio 2016. Diamo allora uno sguardo più da vicino ai numeri relativi al 2016 che riguardano esclusivamente il M.D., lasciando in questa sede da parte tutti gli altri aspetti che ci riguardano come cittadini e lavoratori, in primis l’elemosina stanziata dal Governo per i rinnovi contrattuali.
Va detto subito che, a differenza degli anni precedenti, il DDL stabilità 2016 non opera più un’analisi degli aggregati (c.d. “funzioni”: difesa, sicurezza pubblica, etc.), al cui interno sarebbe poi stato possibile distinguere le spese per personale, esercizio ed investimento. Prima volta, dunque, in assoluto, nella direzione indicata dal Libro Bianco circa il superamento della storica tripartizione del bilancio del M.D.
Entrando nei numeri, il fatturato complessivo del M.D. previsto per il 2016 risulta di 19.424,1 mln di €, pari all’1,16 % del PIL previsto, con una riduzione di 567,8 mln rispetto alle risorse assestate 2015. Andando più nel dettaglio, il DDL Stabilità 2016 stanzia ai fini del c.d. “approntamento ed impiego delle forze”:per la F.A. Esercito € 4.690,7 mln (-24,5 mln rispetto 2015); per la Marina, € 1.958 mln (-59,6 mln rispetto 2015); per l’Aeronautica, € 2.440 miln (-82,8 mln rispetto 2015); infine, per i Carabinieri € 5.594,7 mln (+ 275,5 mln rispetto 2015). Per la pianificazione generale delle FF.AA. vengono stanziati € 3.144,3 mln (-971,6 mln rispetto 2015), e 460,3 mln per gli interventi non direttamente connessi con l’operatività dello strumento. Ammontano complessivamente a € 18.648,4 mln (-864,1 mln rispetto 2015) gli stanziamenti previsti per le spese del personale (militare e civile), per i consumi intermedi e per gli investimenti fissi lordi. Per la missione “ricerca ed innovazione” sono destinati € 58,1 mln come per il 2015; per il c.d. “indirizzo politico” € 24,1 mln, ed € 225, 4 mln per i servizi affari generali (-23 mln sul 2015).
In merito alla spesa per ammodernamento e rinnovamento degli armamenti, e con riferimento alla stato di previsione del Ministero Sviluppo Economico (MISE) come per le missioni internazionali finanziate nel 2016 con € 937,7 mln., nel 2016 vengono stanziati € 2.755 per il sostegno della nostra partecipazione alla NATO e ai programmi europei interforze (dentro i caccia Eurofighter e le fregate FREMM). Inoltre, è previsto lo stanziamento di € 472 mln. per il finanziamento della c.d. legge navale per l’acquisto di 10 unità. Altre misure per il M.D.: vengono stanziati € 376,5 mln per la c.d. “ausiliaria” ed € 688.285 per gli Enti vigilati; le assunzioni militari sono fuori dal blocco del 25% della spesa dei cessati 2015 imposto alle altre assunzioni nel P.I.; stanziati € 83 mln per le operazioni “strade sicure” e “terra dei fuochi” e € 5 mln per gli asili nido. Infine, in materia di spending review, c’è un taglio di 10 mln alla ricerca tecnologica, mentre 300 mln di € dovranno arrivare dalla dismissione degli immobili del M.D. e versati direttamente all’entrata del bilancio dello Stato.
Questi, in estrema sintesi, i numeri del DDL Stabilità 2016 che interessano il M.D.. Cosa dire? Non è poi andata così male, atteso che i tagli di bilancio annunciati da Padoan alla vigilia non parrebbero recepiti in toto. Va detto infatti che i decrementi sopra richiamati rispetto al 2015 sono riferiti alle somme assestate 2015, mentre, se il riferimento va ai previsionali, le risorse 2016 risultano circa 50 mln in più del 2015.
Ultima importante annotazione: nè norme migliorative nè risorse aggiuntive sono presenti nel DDL stabilità 2016 in materia di trattamento economico/normativo dei civili. Era già successo con la Legge 114/2014 (1^ riforma Madia della P.A.), quindi con la Legge di stabilità 2015 e infine con la Legge 125/2015 (legge delega per la riforma Madia della P.A.), succede ora di nuovo con il DDL stabilità 2016. Lo segnaliamo sommessamente al Vertice Politico, impegnato (si dice) su quel fronte.
Su questa stessa pagina, pubblichiamo in allegato 2 il resoconto del dibattito del 4 novembre u.s. in Commissione Difesa del Senato.
I genn. Magrassi (a sx) e Stefanini si salutano durante la cerimonia di avvicendamento
Il gen. Carlo Magrassi è il nuovo Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti (DNA), e forse sarà l’ultimo Dirigente a fregiarsi di ambedue questi titoli (Segretario Generale e Direttore Nazionale degli Armamenti). Come si ricorderà (vds. nostro Notiziario n. 103/2015), è stato nominato, su proposta della Ministra Pinotti, nella riunione del Consiglio dei Ministri del 25 settembre u.s., che ha inoltre conferito l’incarico di Vice Segretario Generale Militare al gen. Nicolò Falsaperna, permanendo nell’incarico di Vice Segretario Generale civile il dr. Franco Massi.
Il gen. Carlo Magrassi è persona ben conosciuta, anche da parte delle OO.SS. nazionali, avendo rivestito l’incarico di Capo di Gabinetto dei Ministri Mauro prima e Pinotti dopo, e di Consigliere militare di Palazzo Chigi, prima con il Presidente Enrico Letta e ultimamente con il Presidente Matteo Renzi. Sarà quasi sicuramente l’ultimo Segretario Generale con l’incarico di Direttore Nazionale degli Armamenti, atteso che il Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa ne sottrae le competenze al Segretariato Generale, attribuendole alla costituendo figura del DNAL (Direttore Nazionale degli Armamenti e della Logistica), posto direttamente alle dipendenze del Capo di SMD.
La cerimonia di avvicendamento con il predecessore gen. Enzo Stefanini si è svolta il 9 ottobre u.s. nella Caserma “Amione” di Roma, alla presenza della Ministra Roberta Pinotti, del Sottosegretario Domenico Rossi, del Capo di SMD gen. Claudio Graziano e dei Vertici di tutte le FF.AA.e del Cdo Gen. CC.
Nel suo intervento, la Ministra ha sottolineato il ruolo di SGD nel processo di innovazione e di ricerca collegata ai materiali d’armamento, nell’approvvigionamento di mezzi, materiali e sistemi d’arma per le Forze armate e nel supporto all’industria italiana della Difesa, ed ha ringraziato i “militari e civili che quotidianamente lavorano insieme per la ricerca e lo sviluppo delle eccellenze del paese”, segnalando le regole trasparenti e di garanzia nei rapporti del MD con il delicato settore dell’industria della Difesa. Non poteva la Ministra, nella circostanza, non accennare anche alle novità (pesanti, a nostro avviso) che emergono dai nuovi scenari prospettati dal Libro Bianco in merito all’organizzazione futura del Segretariato Generale, ma lo ha fatto in modo un pò soft e ottimistico: il nuovo Segretariato, ha detto la sen. Pinotti, “si concentrerà sulle responsabilità amministrative e di gestione e vedrà una ulteriore valorizzazione delle professionalità civili”. “Ulteriore”? E quando è avvenuta la precedente valorizzazione? Mah……
La sostanza vera che emerge dalle scelte del Libro Bianco è invece un’altra: il forte depotenziamento del nuovo Segretariato e, dunque, dell’intera area T/A, che perderà le attuali e corpose competenze in materia di armamenti e logistica, che verranno poste alle dipendenze di SMD (“forte collegamento con il Capo di SMD”, ha detto la sen. Pinotti…). Passa, infatti, innanzitutto per questa strada, la creazione di quell’ “uomo forte“ nel MD nel segno del modello renziano, che a noi proprio non piace, essendo convinti da sempre dell’importanza degli equilibri in democrazia. Soprattutto in un’organizzazione militare, come venne disegnato a suo tempo dalla legge dei Vertici (Legge 2.12.1962, n. 25) che oggi le scelte del Libro Bianco andranno a stravolgere, come da FLP DIFESA già denunciato da tempo.
Il depotenziamento di SGD rappresenta, a nostro avviso, l’operazione strategica nella creazione dell’ “uomo forte”, ma viaggia anche su altri fronti, come il tentativo da noi denunciato (Notiziario n. 99 del 21 settembre) di inserire nel D.L. di proroga delle missioni l’istituzione della “Commissione unica interforze” presieduta dal Capo di SMD per l’ avanzamento della Dirigenza militare di tutte le FF.AA. (Carabinieri compresi), un tentativo poi abortito. O come quello, attualmente in corso, di accelerare al massimo i tempi di attuazione delle previsioni del Libro Bianco, su cui pare si debba pronunciare a breve il Consiglio Supremo di Difesa.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 102 del 25 settembre 2015 –
In data 22 settembre u.s., a PERSOCIV, è stato sottoscritto dalle Parti l’accordo definitivo per la distribuzione delle “ulteriori risorse” (altrimenti conosciute come “risorse variabili), del FUA 2014, la cui “ipotesi di accordo”, siglata il 26 marzo u.s., ha successivamente avuto il via libera degli Organi certificatori (l’accordo è pubblicato in allegato 1 su questa stessa pagina).
Come già detto in precedenza, si è trattato di una “prima volta” in senso assoluto, atteso che fino all’anno scorso gli accordi FUA prevedevano l’automatica destinazione al FUS delle risorse variabili, e quindi non erano soggette a nuova trattativa, come invece dal 2014 occorre fare per precisa imposizione del MEF.
Le “risorse variabili” 2014 ammontano in toto a € 1.128.838,00 al lordo degli oneri dell’AD, di cui 45.153,52 ( il solito 4%), è destinato al Fondo Unico dell’ A.I.D. mentre la restante parte – € 1.083.684,48 – andrà ad incrementare il FUA dell’A.D., che dunque per il 2014 è pari complessivamente a € 54.315.150,08. Rispetto alle somme in gioco (€ 1.083.684,48), l’accordo prevede la destinazione di 1.000.000,00 di euro al FUS e la restante parte (€ 83.684,48) per coprire le maggiori esigenze segnalate da vari Enti relativamente alla “reperibilità”, che – lo ripetiamo ancora – rappresenta l’indennità che, in sede di assegnazione agli Enti dopo la ricognizione operata dalla DG. a marzo 2014, ha subito la riduzione maggiore (-16%, contro il -8% per le PPL e il -6% per i turni). Una scelta dunque anche giustificata, ma che a nostro avviso – e lo abbiamo rappresentato in trattativa – si pone un po’ in contraddizione con quanto affermato dalla stessa D.G. nella circ. n. 46647 del 10.07.2014 (“l’ulteriore fabbisogno, qualora espressione di un’esigenza incomprimibile, potrà essere finanziato dagli Enti con onere a carico del FUS, senza possibilità di attingere al FUA”). E’ di tutta evidenza che quegli Enti che hanno scrupolosamente ottemperato a questa indicazione risultano oggi in un qualche modo penalizzati, e con essi il loro personale, rispetto a quelli che invece hanno chiesto di coprire le maggiori esigenze con il FUA. Però ribadiamo anche che queste 84mila € sottratte al FUS verosimilmente vi rientreranno attraverso i risparmi FUA che emergeranno sicuramente anche per il 2014.L’incremento di € 1.000.000,00 del Fondo Unico di Sede, in rapporto alle 28.502 unità di personale presente al 1.01.2014, porterà ad un aumento di € 26,45 (lordo lavoratore) della quota media pro capite del FUS, che pertanto passa dalle 963,00 € fissate nell’accordo FUA 2014 a € 989,45, sempre lordo lavoratore.
Parlando di risorse variabili, non possiamo certo non ricordare la tagliola che pende, determinata dalla legge di assestamento del bilancio 2015 votata dal Senato e oggi all’esame della Camera (A.C. n. 3305, il cui testo pubblichiamo su questa stessa pagina, allegato 2), che non vede stanziate le somme c.d. “variabili” dei FUA, con un taglio complessivo per circa 80 mln di €, all’interno del quale ci sarebbero ovviamente anche le decurtazioni del FUA Difesa. Nell’attesa del pronunciamento della Camera, dobbiamo dire che non è ancora chiara la motivazione che supporta questa scelta del MEF, potendosi anche trattare di un semplice accantonamento prudenziale. Quello che possiamo ragionevolmente presumere è che, come già detto nel Notiziario n. 84 del 30.07.2015, la dotazione del FUA 2015 potrebbe stare all’interno di una forbice compresa tra 58 e 59 mln di €. Ne riparleremo il 29 p.v., nel corso della seconda riunione negoziale per definire l’ipotesi di accordo FUA 2015.
Prima di chiudere, proviamo a fare il punto di situazione aggiornato sulle partite FUA/FUS ancora aperte. Già corrisposto il FUS 2014 e i saldi FUS 2012 e 2013 con il cedolino di agosto, rimangono da corrispondere: i 2/12 a saldo di turni, reperibilità e PPL 2014, che dovrebbero essere corrisposte con il cedolino di ottobre; le Posizioni Organizzative 2014 (per i percettori, vds. circolare PERSOCIV n. 55212 del 4.09.2015) che dovrebbero essere pagate pure in ottobre; per gli ulteriori 5/12 di turni, reperibilità e PPL 2015, è invece probabile che i pagamenti slittino a novembre. Per quanto riguarda invece le ulteriori somme del FUA 2014 (€ 26,45 lordo lav.) di cui al presente Notiziario, se ne parlerà sicuramente nel 2016.
Martedì 29 p.v., seconda riunione negoziale a PERSOCIV per definire l’ipotesi di accordo FUA 2015. Ne daremo, come al solito, ampiamente conto ai colleghi.
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Notiziario n. 120 del 6 novembre 2015 – Dopo i diversi testi che si sono succeduti dopo il via libera del Consiglio dei Ministri del 15 u.s., che via via abbiamo pubblicato sul nostro sito, è formalmente approdato in Senato il DDL n. 2111 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello […]
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