Dopo la tradizionale pausa estiva, è ripreso oggi il periodico confronto a cadenza mensile con SME-RPGF E DIPE. Ed è ripreso con una novità importante, di cui ha dato notizia in avvio lo stesso gen. Antonello Vespaziani, che ha presieduto la riunione, il quale ha comunicato alle OO.SS., nella circostanza a tavoli uniti, di essere stato destinato ad altro incarico e di lasciare pertanto a breve quello attuale di Capo Ufficio Organizzazione delle Forze, nel quale subentrerà il Col. a. c/a. t.ISSMI Fabrizio Argiolas.
Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha dato atto al gen. Vespaziani della disponibilità sempre manifestata nei confronti delle Rappresentanze dei lavoratori civili, del rispetto mai venuto meno del loro ruolo e dello spirito di collaborazione che ne ha contraddistinto i rapporti in questi ultimi anni pur a volte nella profonda diversità di posizioni, che ha contribuito, in tutt’uno con il DIPE, al deciso passo in avanti nelle relazioni sindacali nazionali che oggi registriamo in ambito Esercito. Peccato solo che al deciso miglioramento delle relazioni sindacali sul livello nazionale faccia da contraltare, in molti Enti, un sostanzioso peggioramento delle relazioni sindacali di livello locale, come molte OO.SS. hanno già avuto modo di denunciare al Capo di SME nella riunione dl 29 luglio segnalando specifiche situazioni, rispetto alle quali siamo ancora in attesa di conoscere le iniziative, volte a risolvere i problemi, poste in essere dalla FA.
Al nuovo Capo dell’Ufficio, col. Argiolas, le nostre felicitazioni più vive per l’incarico al quale è stato destinato dalla F.A. e un augurio di buon lavoro, anche e soprattutto nel rapporto con le OO.SS.
Il confronto è poi proseguito sul merito dei provvedimenti di cui alla scheda tecnica qui pubblicata in allegato 1, e dei quali forniamo di seguito una rapida sintesi con le osservazioni/proposte formulate dalla nostra O.S.
AREA DI VERTICE
I provvedimenti di riordino interessano direttamente il RPGF (Reparto Generale Pianificazione Finanziaria) e DIPE (Dipartimento Impiego Personale Esercito), in quest’ultimo nel segno di una maggiore civilizzazione:
Reparto Generale Pianificazione Finanziaria: prevista un’operazione in chiave riduttiva che prevede anche il transito di competenze dal DTT (Dipartimento Trasformazione Terrestre), con riduzione degli organici militari e civili (-2, in questi ultimi);
Ufficio Personale civile del DIPE: la nuova riorganizzazione prevede due Sezioni, di cui una neo costituita, con a capo Funzionari civili (ed è questa la vera novità), mentre per la terza (mobilità), attualmente ancora in capo a un Ufficiale, FLP DIFESA ha chiesto analoga configurazione organica.
AREA FORMAZIONE
FLP DIFESA ha espresso non condivisione in merito al provvedimento che interessa la Scuola per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito di Torino, dove, al fine di sanare alcune improprie situazioni di impiego (così almeno ci è stata presentata), verrebbe espunta una posizione funzionariale civile dalla Sezione Gestione Patrimoniale e transitata nel costituendo Nucleo Formazione dell’Ufficio Personale, con evidente “diminutio” in termini di qualità della presenza civile, mentre (e anche questa operazione non ci convince) una p.o. di Funzionario San. psicologo viene rilocata nella Sz Controllo qualità: a far cosa?
A proposito della predetta Scuola, si segnala la difficoltà nelle relazioni sindacali stante l’insistenza dell’Ente, non condivisa da tutte le Parti interessate, di convocare le riunioni con OO.SS./RSU in orario di servizio (in quali istituti sono collocati i partecipanti?), in difformità alle previsioni del CCNQ 7.08.1998 e delle disposizioni di PERSOCIV (circ. 80048 del 10.12.2014) e della stessa F.A.. Ove la cosa dovesse proseguire, saremo costretti ad avviare iniziative di tutela, anche investendo le AA.CC.
AREA OPERATIVA/TERRITORIALE
COMFODIN (Comando Forze di Difesa Interregionale Nord di Padova): previsti i seguenti provvedimenti, coerenti con il “peso” dell’Ente e le implementate attribuzioni operative: costituzione della Sz Giuridico Legale, indispensabile in un Comando che gestisce quasi 30mila uomini; transito dell’Ufficio Affari Generali alle dirette dipendenze del Capo di SM; istituzione della figura del Dirigente del Servizio Sanitario, in ordine ai quali, con riferimento al primo dei tre provvedimenti, FLP DIFESA ha chiesto a RPGF di valutare la possibilità di prevederne a capo un funzionario civile in possesso dei requisiti necessari. I predetti provvedimenti dovrebbero essere estesi anche all’Ente gemello di Napoli, il COMFODIS.
Reparto alla sede tipo A della caserma “Manara” di Solbiate Olona: riconfigurazione del Reparto e organico implementato di ben 13 posizioni (di cui n. 11 di are 2^ e n. 2 di area 1^), allo scopo di dare utile collocazione al personale civile proveniente dal soppresso Deposito AM di Gallarate. Detto provvedimento è conseguente all’interscambio di disponibilità di reimpiego tra Aeronautica (su Grosseto) ed Esercito (su Solbiate Olona), che ha permesso di risolvere due situazioni di reimpiego alquanto complicate connesse con le soppressioni rispettivamente del Parco Materiali Artiglieria di Grosseto e del 2° Deposito Centrale di Gallarate (VA), quest’ultimo alle ultime battute conclusive della procedura di reimpiego dopo un confronto negoziale lungo e certamente non facile.
Con riferimento alle sede di Grosseto, pubblichiamo su questa stessa pagina (allegato 2) il documento unitario sottoscritto dalle OO.SS. territoriali CGIL-CISL-FLP e delle RSU sul reimpiego del personale civile del 64° Deposito Territoriale di Porto Santo Stefano.
A conclusione del nostro intervento, abbiamo portato all’attenzione del tavolo, e dunque dell’Amministrazione e di tutte le OO.SS. presenti, un problema che potrebbe, in un futuro quanto mai prossimo, estendersi ad altri Enti e interessare altri lavoratori del Ministero della Difesa.
Una breve premessa, ai fini di una migliore comprensione del problema. Qualche settimana fa, abbiamo letto tutti nei giornali della forte opposizione del Sindacato, e non solo, al colpo di mano posto in essere dal Governo Renzi che, non accogliendo il parere contrario unanimemente espresso dalla Commissione parlamentare che ha esaminato lo schema di decreto, ha previsto nell’ultimo provvedimento attuativo della riforma Poletti del mercato del lavoro (c.d “Jobs Act”) il controllo a distanza sui lavoratori attraverso telefonini, pc e tablet, con possibili implicazioni anche in materia disciplinare.
Ebbene, nel Ministero della Difesa c’è chi opera già controlli di questo tipo, e anche prima del decreto attuativo del Jobs Act: ci riferiamo al Centro Documentale (CEDOC ) di Lecce. Pubblichiamo su questa pagina (allegato 3) la nota molto dettagliata inviataci dal Coordinamento IR Sud Est di FLP DIFESA, che abbiamo consegnato a SME DIPE in aggiunta alla restante documentazione, chiedendo un urgente e risolutivo intervento centrale anche allo scopo di dare un segnale preciso sull’argomento “controlli a distanza” in ambito F.A. e di scongiurare così il possibile riproporsi di analoghe situazioni a nostro avviso fortemente lesive della privacy del lavoratore.
Attesa l’importanza dell’argomento, che ha suscitato l’interesse delle altre OO.SS. e non poteva evidentemente che essere così, informeremo i colleghi che ci leggono degli sviluppi futuri della vicenda.
Al lavoro in uno Stabilimento Industriale della Difesa
La c.d. “area industriale” del MD, denominazione oggi sicuramente impropria sotto l’aspetto tecnico-terminologico ma ancora alquanto efficace in quanto eredità storica di un passato tuttora vivo, e cioè quell’area che fa riferimento agli Stabilimenti industriali del M.D. (Arsenali della Marina, ex Arsenali oggi Poli Esercito, Centri tecnici¸ etc) per molti decenni autentico vanto dell’A.D. e luogo nobile di lavoro civile, sta vivendo da molto tempo una stagione di grandi criticità. Criticità dovute in primis ad una ristrutturazione sbagliata, quella di metà anni novanta voluta dall’allora Ministro Andreatta e malamente costruita dall’esperto straniero prof. Zaragoza, ma che nel corso degli anni più recenti si è acuita per molteplici ragioni, in primo luogo per la scarsità di risorse da destinare al riefficientamento degli Stabilimenti e per l’assenza di turnover che ha fatto lievitare pericolosamente l’età media del personale e impedito la trasmissione dei saperi lavorativi. E’ un problema che si trascina oramai da qualche anno, e che, in considerazione dell’importanza di quegli Enti, le OO.SS. hanno sempre posto in cima ai propri pensieri.
Cosa avvenuta anche in occasione del confronto tra A.D. e OO.SS. nazionali sugli schemi dei decreti attuativi della delega per il riordino in chiave riduttiva delle F.A. (Legge 244/2012), quando il tavolo sindacale “impose” all’A.D. di affrontare in quella sede non solo gli aspetti legati al nuovo veicolo normativo (Decreti Ministeriali al posto dei vecchi Decreti Interministeriali Difesa/Economia/Funzione Pubblica) ma anche quelli riferibili ad aspetti di maggior sostanza e concretezza. Nacque attraverso quel confronto, infatti, l’art. 2259-sexies COM, che disponeva anche “l’avvio di un processo di internalizzazione di servizi e di lavori”, “piani di ricognizione dei servizi e dei lavori esternalizzati, nonché di analisi, individuazione e classificazione di settori di spesa improduttiva” al fine evidente di determinare quote crescenti di internalizzazioni, e prevedeva anche che i “risparmi sono destinati al sostegno delle attività produttive e all’efficientamento degli Enti”. Se a questa previsione si aggiunge quella contenuta nell’art. 1 del D.Lgs. n. 7/2014 (“attribuzione di funzioni e compiti al personale civile, dirigente e non”) e anche le parole della nostra Ministra in Parlamento sulla necessità della c.d “civilizzazione” e sulla strategicità di quegli Enti, sembrava davvero che questa volta ci fossero le condizioni affinchè la riorganizzazione degli Stabilimenti industriali della Difesa potesse avere contenuti diversi e che fosse possibile aprire una stagione diversa.
Non è stato così, purtroppo. Le cose non stanno andando così in Marina (riordino in corso degli Arsenali), e non sono andate affatto così nel riordino, oramai definito e impacchettato, dei quattro Poli dell’Esercito. C’ è stato un lungo confronto con la F.A., a livello nazionale e poi anche a livello locale, che si è di fatto chiuso con la riunione con SME-RPGF del 18 giugno 2015 (si veda il Notiziario n. 65), atteso che l’imprevista appendice delle riunione del 7 luglio sul PMAL di Terni, nata da una richiesta di alcune sigle per negoziare alcune posizioni e gentilmente concessa dalla F.A. (Terni fa sempre storia a sé….), è apparsa alla fine del tutto insignificante sul piano del riordino complessivo dei quattro Stabilimenti e di scarso rilievo anche sul piano della riorganizzazione dell’Ente, rimasto di fatto quello che era il 18 giugno. Talmente insignificante per noi la riunione del 7 lug., che non abbiamo diffuso alcun Notiziario al riguardo.
Il nostro giudizio conclusivo sul riordino degli quattro Stabilimenti dell’Esercito è molto critico. Abbiamo certo apprezzato il coinvolgimento delle Parti Sociali che la F.A. ha voluto, a livello nazionale e poi anche a livello locale. Non abbiamo invece apprezzato per nulla le scelte finali della F.A. e gli sbocchi conclusivi del confronto, che hanno messo in un angolo e accantonato la gran parte delle richieste sindacali.
Ne diamo conto e prova attraverso il documento da noi elaborato, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, che riassume i termini del confronto nazionale e locale e i nostri giudizi al riguardo, e che abbiamo inviato a SME con preghiera di allegarlo al resoconto dell’ultimo incontro.
Sempre su questa stessa pagina, pubblichiamo i nuovi organici dei quattro Poli (allegato 2) e la nuova configurazione del Comando TRAMAT (allegato 3)
La dr.ssa Fava con la sen. Pinotti nel saluto al Gabinetto dopo la nomina a Ministra
Prima riunione, oggi, del tavolo tecnico finalizzato ad esaminare e approfondire temi e problemi legati all’individuazione dei “criteri” per l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”, da inserire nel “Regolamento” ex art. 1 del D. Lgs n. 7/2014.
Come si ricorderà, questa previsione normativa aveva costituito l’approdo certamente più significativo del confronto tra A.D. e OO.SS. nazionali sugli schemi di decreti attuativi della delega (luglio 2013), accompagnato dall’impegno dell’allora Sottosegretario Pinotti ad avviare il confronto con il Sindacato subito dopo la loro entrata in vigore. Impegno poi disatteso sino ad oggi, nonostante quella Sottosegretaria fosse nel frattempo diventata Ministra e nonostante, in sede di presentazione del proprio programma, avesse avuto parole nuove e significative sulla necessità di valorizzazione della componente civile (audizione del 15 marzo 2014). Quindici mesi e oltre trascorsi invano, nonostante le ripetute richieste e sollecitazioni venute per quasi un anno dalla sola FLP (ne fanno fede i diversi comunicati pubblicati nei diversi siti), ora però fortunatamente in ottima compagnia di tutte le sigle sindacali che, all’unisono, rivendicano oggi la messa a punto di questo Regolamento come la prima e più importante delle questioni da affrontare. Un ritardo che abbiamo scontato anche in questi ultimi tempi: quando molto giustamente OO.SS., nazionali e locali, denunciano la scarsissima civilizzazione nell’operazione di riordino degli Stabilimenti industriali (Poli ed Arsenali), è di tutta evidenza che se il Regolamento ci fosse stato, gli esiti sarebbero stati certo diversi. Ma tant’è, oramai quello che è fatto è fatto, e allora cogliamo il positivo nell’avvio di questo tavolo. Che però dovrà camminare speditamente, evitando così di aggiungere ulteriori ritardi a quelli già registrati.
La riunione tecnica di oggi è stata presieduta dalla Vice Capo di Gabinetto, dr.ssa Antonietta Fava, che ha portato il saluto del Sottosegretario Rossi, ed è stata quindi introdotta dalle relazioni tecniche del 1° Reparto di SMD attraverso gli interventi prima del gen. U. Baldi e poi del col. A. Genovese, che hanno fatto una fotografia dell’esistente e messo a fuoco aspetti e analisi sottese al lavoro del tavolo tecnico.
Fotografia attuale: il personale civile della Difesa risulta oggi impiegato in tre macrosettori: il primo, quello amministrativo (gestione patrimoniale e finanziaria; gestione personale e matricola; contenzioso; contrattualistica e procurement); il secondo, quello tecnico (ricerca e sperimentazione; informatica; logistica; manutenzioni; meteorologia e antinfortunistica); in ultimo , quello sanitario. In base ai dati forniti da SMD, il personale civile con incarichi di responsabilità sarebbe oggi pari al 70% nel settore amministrativo, al 72 % in quello tecnico e solo al 25% in quello sanitario. SMD non ha riferito in che modo e attraverso quali criteri sia stata operata detta rilevazione sulle posizioni di responsabilità, che a lume di naso, a noi sembrano francamente ottimistiche. Ci sarà però modo e tempo per comprenderlo. Per quanto attiene alle questioni sottese al lavoro del tavolo tecnico, SMD ha indicato la necessità di approfondire alcuni aspetti (rimodulazione dei settori d’impiego; l’impiego in altri settori anche nuovi, come la cooperazione internazionale; l’incremento di responsabilità per il personale di area 3^; la connessione tra profili professionali e incarichi di responsabilità) e di operare le scelte all’interno di un quadro di situazione che tenga dentro più cose: la funzionalità degli Enti; le diverse tipologie di incarichi di responsabilità, alcune tipizzabili come civili in senso stretto e altre ascrivibili ad una linea di confine; la connotazione militare per alcuni incarichi in alcuni settori; l’armonizzazione con il modello a 20.000 previsto dalla legge 244/2012; infine, la previsione di procedure alternative in caso di mancata copertura di incarichi di responsabilità. Gli obiettivi finali da traguardare, ha concluso SMD, sono la valorizzazione del personale civile, l’attribuzione di maggiori responsabilità e infine, una maggiore integrazione tra componente militare e componente civile.
E’ poi seguito il giro di tavole con gli interventi di tutte le OO.SS. che hanno sostanzialmente parlato all’unisono e, pur con differenti sottolineature, rappresentato posizioni tra loro unitarie e convergenti.
Nel suo intervento, la nostra O.S. ha innanzitutto dato atto della portata in un qualche modo storica del tavolo odierno, che finalmente, a oltre vent’anni dalla riforma Andreatta, affronta per la prima volta l’argomento civilizzazione. Non va però dimenticato il corposo ritardo con il quale questo tavolo comunque parte, quindici mesi dopo l’entrata in vigore del D. Lgs. 7, che obbliga tutti gli attori a intensificare al massimo i tempi del confronto tecnico per poter rapidamente poi andare al tavolo politico, che è poi quello delle scelte finali. Occorre dunque fare presto, e pertanto serve sin da subito decidere una programmazione dei lavori molto stretta, sul tipo di quella positivamente sperimentata ai tempi del confronto tecnico sugli schemi dei DD. LLgs. attuativi della delega (anche allora era luglio, anno 2013). Come allora, anche ora c’è la necessità di fare presto, e dunque occorre procedere con estrema speditezza.
Ma per farlo, occorre confrontarsi su una base concreta. FLP DIFESA ha apprezzato lo sforzo di SMD di definire il quadro di situazione di partenza: la fotografia dell’esistente, le problematiche in campo, gli aspetti da approfondire, gli obiettivi da fissare. Uno sforzo serio, apprezzabile e da noi apprezzato, che rappresenta certo una buona base di partenza, ma che presenta un unico vero limite: la mancanza di un ben definito orizzonte temporale (“quanto tempo ci diamo”?). Un limite, questo, da colmare subito. E, subito dopo, l’AD deve iniziare a mettere sul tavolo le proprie proposte concrete: le OO.SS. hanno da tempo avanzato le proprie, per quanto ci riguarda FLP DIFESA ha predisposto un documento molto dettagliato nei contenuti (vds Notiziario n. 130 del 12.12.2014), inviato al Sottosegretario in pari data data e che ad ogni buon conto ripubblichiamo su questa stessa pagina, e anche altre sigle (poche, per la verità) lo hanno fatto. Dunque, noi la nostra parte l’abbiamo fatta, ora è davvero tempo che l’AD faccia la propria. E la faccia, guardando certamente all’area 3^ per l’individuazione delle posizioni di responsabilità, ma anche all’area 2^ all’interno della quale, ordinamento professionale e declaratorie alla mano, ne dovranno essere individuate.
Quello che a nostro avviso non deve più accadere è subordinare il confronto sul Regolamento al Libro Bianco: l’AD lo ha già fatto una volta, era il 22 novembre 2014, quando il Sottosegretario Rossi espresse l’avviso che l’avvio del tavolo sul Regolamento dovesse essere posticipato all’uscita del Libro Bianco. In quella circostanza (si veda il Notiziario n. 122 di pari data), esprimemmo l’idea (e fummo allora purtroppo i soli a farlo) a che il “confronto sul “Regolamento” accompagni, e non segua, il “Libro Bianco” , atteso che “il Regolamento ex art. 1 D. Lgs. n. 7, rappresenta davvero la “madre di tutte le questioni”, e che i due percorsi possono avere “percorsi paralleli”, che quindi possono (e per noi devono) rimanere separati, anche se poi non potranno non incrociarsi tra loro”.Continuiamo a pensarla così, anzi le nostre convinzioni, alla luce di quanto avvenuto, si sono addirittura rafforzate. Se qualcuno pensa di utilizzare strumentalmente il Libro Bianco per un ulteriore rinvio sine die della partita sul Regolamento, troverà in noi un contrasto forte: d’altronde, è ben nota la nostra fermissima opposizione alle scelte del Libro Bianco (avremo già scritto una diecina di Notiziari al riguardo), figuriamoci se possiamo immaginare di attendere l’attuazione delle infelici scelte del Libro Bianco per discutere di civilizzazione……..
Avviare una discussione che abbia l’obiettivo di traguardare una efficace civilizzazione, significa però porsi anche il problema legato alla tabella di corrispondenza tra gradi militari e posizioni civili. La proposta convenuta e condivisa con l’AD (allora Sottosegretario Pinotti) prevede il transito dei Sottufficiali in area 2^ e degli Ufficiali in area 3^: era il 22 novembre 2013, si veda il Notiziario n. 122 di pari data. Dopo di allora nulla, e le risposte fornite dall’AD alle ripetute sollecitazioni delle OO.SS. sono state del tipo “la tabella è ferma in FP”. Sono passati 20 mesi 20, la cosa comincia francamente a puzzare un po’, e dopo aver letto il Libro Bianco (art. 217, dove si parla di incarichi di responsabilità per i Marescialli) ) ancor di più. Non è che ci troveremo di fronte a qualche spiacevole sorpresa, magari scaricata sulla FP? In ogni caso, parlare di civilizzazione significa anche parlare di tabella di coorrispondenza, atteso che la stessa rappresenta un punto di riferimento in materia di configurazione e assegnazione delle responsabilità.
Infine abbiamo ricordato all’AD. che, giusta risposta dell’on. Rossi alla nostra domanda, il tavolo tecnico dovrà occuparsi pure delle riorganizzazione e delle competenze dell’area TA, con la rivisitazione del DM 22.01.2013.
Infine, preso atto che tutte le OO.SS. hanno posto come prioritaria la “questione tempi”,la dr.ssa Fava si è riservata, entro i primi giorni della prossima settimana, di comunicarci la calendarizzazione dei lavori del tavolo.
Siamo arrivati oramai a fine giugno, e ancora non è stata neanche avviata la trattava nazionale per la distribuzione del FUA 2015. Mai, nel corso degli ultimi anni, avevamo registrato un ritardo di tale portata: per ricordare solo l’ultimo anno, l’ipotesi di accordo FUA 2014 è stata sottoscritta il 13 giugno con la relativa trattativa che era partita l’8 aprile precedente! Cosa sta succedendo, dunque? E’ la domanda che si fanno in molti e alla quale proviamo a dare qualche risposta, senza ovviamente la pretesa di essere esaustivi.
A nostra precisa domanda sui tempi di avvio della trattativa FUA 2015, che ponemmo a conclusione della riunione avente per oggetto la distribuzione delle ulteriori risorse del FUA 2014 (vds. Notiziario n. 30 del 17.03.2015), il Direttore Generale di PERSOCIV ci rispose che essi sarebbero dipesi dall’entrata in vigore del nuovo sistema di valutazione della performance individuale, cosa del tutto comprensibile atteso che uno dei compiti assegnati al tavolo nazionale era proprio quello di decidere il “quantum” di risorse da destinarvi.
Se così è, è di tutta evidenza il nesso causale tra sistema di valutazione della performance individuale e trattativa nazionale sul FUA 2015. Come si ricorderà, nella riunione del 22 dicembre 2014, è stata consegnata alle OO.SS. la bozza messa a punto dall’A.D. sulla “performance”, con l’invito alle stesse di formulare osservazioni e proposte entro gennaio p.v.. FLP DIFESA ottemperò a quell’ invito nei tempi richiesti (si veda il Notiziario n. 14 del 2.02.2015), e sappiamo che anche altre OO.SS. lo hanno fatto successivamente. Ci chiediamo: che fine hanno fatto quei contributi? Come mai l’AD non ha ancora sciolto il nodo, così bloccando di fatto la trattativa nazionale sul FUA? Blocco che ha ricadute notevoli sui tavoli locali e si comprende anche bene il perché: negli anni passati, come noto, spesso e volentieri gli accordi locali precedevano l’accordo nazionale, e questo perché i criteri di distribuzione del FUS si erano sostanzialmente stabilizzati negli anni e consentivano pertanto l’avvio dei progetti locali e anche la definizione dei criteri.
Quest’anno lo scenario si presenta invece assai diverso: i criteri in uso da tempo nella nostra Amministrazione sono stati spazzati via dal rilievo (assurdo!) della F.P. (si veda il Notiziario n. 131 del 16.12.2014), che ha obbligato le Parti alla modifica dell’accordo FUA 2014 (vds. Notiziario n. 19 del 13.02.2015), e altri criteri non possono prenderne il posto nell’accordo 2015, atteso che la F.P. li ha ritenuti incontrattabili. In aggiunta, il sistema di valutazione della performance individuale nel Ministero Difesa sulla base della legge Brunetta (D.Lgs. 150/2009) è stato sospeso nel 2012 (vds. Notiziario n. 25 del 16 feb di quell’anno), e pertanto il combinato disposto tra rilievo della FP e performance sospesa determinano nei fatti l’assenza, allo stato, di criteri di valutazione dell’apporto individuale alla progettualità locale. Appare allora perfettamente giustificabile come, di fronte a questo quadro di situazione, le OO.SS. Terr. /RSU nella maggioranza dei casi si rifiutino di definire i progetti locali o, al massimo, avviino i progetti senza accompagnarli con la individuazione dei criteri di valutazione degli apporti partecipativi dei lavoratori. I tavoli locali sono davvero in grandissima sofferenza.
Il mancato avvio della trattativa nazionale per il FUA 2015, però, oltre a slittamenti e ritardi delle incombenze connesse ai tavoli locali, sta producendo danni evidenti anche su altri fronti. Primo fa tutti, la possibilità di dare il via alla nuova fase di progressioni economiche interne alle aree (“passaggi economici”) dopo quella realizzata nel 2011 con decorrenza dal 1 gen. 2010, il cui finanziamento doveva costituire l’elemento caratterizzante dell’accordo nazionale FUA 2015, dopo lo sblocco intervenuto con la L. 190/2014.
Anche per questo, FLP DIFESA inviò nell’oramai lontano 14.01.2015 all’attenzione della Ministra una lettera che, partendo da una analisi sulla “stagione molto difficile e problematica in cui versa il nostro FUA”,recava le nostre proposte per il FUA 2015 (la lettera è ripubblicata in allegato 1 su questa pagina). Ne riportiamo, in corsivo, i passaggi più significativi con riferimento alle cinque proposte formulate:
“Riteniamo che occorra irrobustire la dotazione del FUA della Difesa, anche attraverso risorse derivanti dalle economie legate ai riordini in atto, in primis attuando l’accordo del 13.02.2013 sulla Sanità militare, e inoltre anticipando i tempi di attuazione dell’art. 2259-ter del COM (D.Lgs. 7/2014)”.
“Inoltre, e per noi questo punto assume una rilevanza del tutto prioritaria, riteniamo che, nel quadro di un obiettivo teso a traguardare il progressivo spostamento di quote crescenti di risorse FUA sul versante del trattamento economico fondamentale, chiediamo che, in considerazione delle novità recate dalla Legge 190/2014, l’AD proceda con urgenza alla convocazione delle Parti per l’avvio del confronto negoziale per la più rapida messa a punto dell’accordo sui passaggi interni con decorrenza 1.1.2015,come la scrivente aveva peraltro già richiesto in sede di trattativa FUA 2013 e 2014”.
“Chiediamo che l’A.D. renda praticabile la possibilità di utilizzare, anche per i lavoratori civili, le anticipazioni con il “fondo scorta” per il pagamento anticipato di turni/reperibilità/PPL a servizi resi”.
“Riteniamo necessario che l’accordo nazionale FUA 2015, al pari di quanto già avviene in altre Amministrazioni, sia scritto in modo più dettagliato, con particolare riferimento alle modalità di distribuzione del FUS, alla struttura generale dei progetti locali, ai criteri di distribuzione e alla disciplina delle assenze” anche allo scopo “di ridurrebbe di molto il rischio di rilievi sugli accordi locali…”;
“Riteniamo auspicabile che gli accordi FUA assumano una valenza più politica che tecnica, e che pertanto, in sede di sottoscrizione dell’ipotesi, vedano direttamente coinvolti, per l’A.D, il Ministro o il Sottosegretario delegato, allo scopo di sottrarre detti accordi ad una lettura solo tecnica e al fine di modificare il rapporto con MEF e FP, conferendo al Ministero Difesa maggior peso”.
Quando scrivevamo queste cose, era metà gennaio 2015…….. Se l’AD avesse preso in seria considerazione la nostra proposta anche solo limitatamente al punto 1, tutto il dibattito di questi giorni, con corredo di apposite assemblee e il conforto/supporto di qualche O.S. sulle ipotizzate intenzioni dell’A.D. di dare ai dipendenti civili qualche soldino in più (ma senza mai spiegare in che modo, da dove attingere le risorse e come connotare le eventuali risorse aggiuntive), non sarebbe mai decollato o si sarebbe già esaurito.
E mentre noi siamo ancora fermi al palo dopo lo sblocco delle retribuzioni, in altre AA.PP. si sta lavorando già alle nuove progressioni economiche, mentre da noi PERSOMIL ha emanato qualche mese fa la circolare n. 120770 del 5.03.2015 con la quale Colonnelli e Generali hanno percepito già migliaia di euro dopo il blocco……. (si veda l’allegato 3 su questa stessa pagina)
Ci chiediamo: invece di accreditare l’AD di buone intenzioni tutte ancora da dimostrare, perché non facciamo una battaglia unitaria – oggi e subito – per esigere il pieno ed immediato rispetto del protocollo firmato dall’allora Ministro Mauro e dalle OO.SS. nazionali il 13.02.2013, che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 2, e per sottoscrivere un nuovo protocollo che impegni l’AD ad anticipare al 2015 i tempi di attuazione dell’art. 2259-ter del COM, come richiesto da FLP DIFESA nella lettera inviata alla Ministra il 14.01.2015? A tal proposito, sarebbe quanto mai utile che non vivessimo solo di parole, ma di fatti concreti.
Ovviamente, riproporremo dette richieste per il FUA 2015 nella riunione del 1 luglio p.v. con il Sottosegretario on. Rossi.
Prima di chiudere il Notiziario, proviamo a dare un aggiornamento sulle somme FUA-FUS in arrivo.
Come si ricorderà dal precedente Notiziario n. 55 del 29 maggio u.s., le partite in scadenza sono le seguenti:
FUS 2014: la quota pro capite è di € 963,00 lordo lavoratore per il numero di dipendenti in servizio alla data del 1.01.2014, e sarà corrisposto sulla base dei criteri fissati dagli accordi locali con le OO.SS./RSU. Tenuto conto che stanno ancora arrivando a PERSOCIV i dati richiesti agli Enti, ne è a questo punto ipotizzabile il pagamento con il cedolino di agosto (speravamo a luglio, ma non sarà facile….);
Per quanto attiene alle somme relative al saldo (ultimi 2/12) di turni/reperibilità/PPL, all’indennità di mobilità e alle PP.OO., il pagamento potrebbe avvenire con il cedolino di agosto o slittare più avanti.
Infine, rimarranno da corrispondere le ulteriori somme pari ad una quota pro capite di € 26,45 lordo lavoratore (ipotesi accordo 26.03.2015, vds. Notiziario n. 30/2015, che è ancora in via di certificazione).
FUA 2012 E 2013: i relativi saldi (80 € pro capite per il FUS 2012 ed € 77,13 pro capite per il FUS 2013) dovrebbero venire corrisposti insieme al FUS 2014 ( e dunque verosimilmente ad agosto).
Infine, a proposito di soldi, pubblichiamo su questa stessa pagina (allegato 4) un interessante articolo de ILFATTOQUOTIDIANO del 18 giugno u.s. su una storia di ordinari sprechi nel MD.
La sentenza di ieri della Corte Costituzionale sul ricorso FLP ha avuto larghissima eco tra i media (pubblichiamo su questa stessa pagina una piccola rassegna stampa di articoli tratti dai siti on line, che oggi saranno ovviamente replicati nei quotidiani in edicola) e rappresenta un fatto di enorme portata politica in un settore, quello pubblico, dove i lavoratori hanno subito il blocco per sei anni dei loro contratti e delle loro retribuzioni, pagando così un peso enorme alla crisi che il Paese vive dal 2008 e che ha messo a dura prova anche la sua tenuta economica e sociale.
Il fatto di straordinaria portata politica è rappresentato dal fatto che la Corte Costituzionale ha affermato il principio che i contratti di lavoro non possono essere bloccati e che vanno dunque rinnovati, anche se poi la straordinaria e vergognosa campagna mediatica cui abbiamo assistito in questi giorni sul presunto impatto drammatico sui conti pubblici (l’Avvocatura aveva parlato di un buco di 35 mld, semplicemente pazzesco, atteso che il costo reale sarebbe stato all’incirca sui 10 mld) ne ha impedito i logici e coerenti effetti retroattivi sui sei anni ultimi (2010-2015) vissuti senza contratto. Ma il punto politico sul fatto che i contratti vanno rinnovati e non ancora bloccati, come sicuramente sarebbe avvenuto anche quest’anno e fino al 2017 , questo almeno è stato raggiunto, ed è un grandissimo risultato.
Anche per questo la nostra Federazione, dopo aver incassato questo straordinario risultato della propria iniziativa sindacale e averlo fatto incassare all’intera categoria, si è immediatamente attivata con la nota a firma dl nostro Segretario generale Marco Carlomagno – che pubblichiamo su questa stessa pagina – giàinviata al Presidente Renzi e alla Ministra Madia con la quale chiede “che vengano attivate con assoluta urgenza tutte le azioni di competenza del Governo per l’immediata apertura del negoziato”.
In tutta questa vicenda, due cose hanno però colpito colpito la nostra attenzione e le vogliamo denunciare ai lavoratori:
– il maldestro tentativo di CGIL, CISL, UIL e altre OO.SS. di appropriarsi di un risultato rispetto al quale il loro contributo è stato assolutamente pari a zero, atteso che il ricorso che ha portato alla sentenza della Consulta lo ha fatto, pagato e vinto la FLP, come dimostrano senza tema di smentita i due documenti di provenienza dalla stessa Corte Costituzionale (lettera di convocazione udienza e calendario dell’udienza di ieri), che indicano in FLP (e non in CGIL, CISL, UIL) il sindacato ricorrente;
– lo strombazzamento di molti media, televisioni e giornali, che nel parlare di questo straordinario risultato ottenuto dal nostro sindacato, tentano di attribuirlo di fatto ad altre sigle, con tanto di interviste e di dichiarazioni riportate dei vari Camusso, Furlan e Barbagallo che parlano di “grande vittoria” (loro????), evitando però di aggiungere con grande onestà intellettuale che, fosse stato per la loro iniziativa, i contratti sarebbe stati ancora bloccati fino al 2017 e anche oltre.
Quanta disinformazione in questo nostro Paese, non se ne può davvero più !!!
Ma i lavoratori pubblici questa volta non si faranno certamente ingannare, e sapranno a chi attribuire il merito di questa straordinaria vittoria di civiltà del lavoro e di democrazia.
p. IL COORDINAMENTO FLP DIFESA – Giancarlo Pittelli
Portiamo all’attenzione dei colleghi che “nelle more del perfezionamento del DM 17.04.2015 che prevede la costituzione dell’ “Ufficio Formazione Specialistica e Didattica” (testo su questa stessa pagina), SEGREDIFESA (SGD) ha pubblicato sul proprio sito web l’edizione 2015 del “Catalogo generale dei corsi di formazione”, che vede la luce quest’anno con un certo ritardo rispetto alla precedente edizione 2014.
Detto “Catalogo” contiene l’insieme dell’offerta formativa fissa per l’anno 2015, e comprende corsi e seminari di formazione e di aggiornamento; è articolato in 7 aree didattiche (Area formazione generale e per il personale neo assunto; Area della comunicazione; Area dei contratti, della logistica e del procurement; Area tecnico specialistica dell’A.D.; Area informatica-telematica; Area linguistica e Area della sicurezza e dell’ambiente e, infine, Area dei corsi particolari per specifiche esigenze dell’A.D.). Rispetto al precedente catalogo 2014 targato CEFODIFE, mancano 3 aree didattiche (Area giuridico – amministrativa e Area del bilancio e della contabilità, ricondotte a SNA, e l’Area dei corsi particolari per specifiche esigenze dell’A.D., quest’anno evidentemente non previsti). Nella programmazione di quest’anno, invece, sono stati incrementati “i corsi dell’Area Tecnico – Specialistica, inserendo ulteriori tipologie formative, i cui programmi didattici sono attualmente in fase di predisposizione”.
Nella nota a firma del dirigente dr. Massimo Mangani ex Direttore di CEFODIFE, che accompagna il catalogo e reca “le istruzioni per la compilazione delle segnalazioni numeriche”, viene precisato che, per quanto attiene gli Enti dell’area T-A, le stesse dovranno essere inviate improrogabilmente entro il 5 giugno 2015, motivo per il quale invitiamo tutte le nostre strutture territoriali interessate a intervenire presso gli Enti per assicurarsi che le segnalazioni vengano correttamente inoltrate entro quella data e che dette segnalazioni siano state precedute quanto meno dall’informazione alle Rappresentanze locali. Per gli Enti dell’area T-O, procedura e tempistica sono definiti dagli SS.MM.
La precisazione è quanto mai opportuna, atteso che la nota dell’ex Direttore di CEFODIFE non reca, come negli anni scorsi, alcun richiamo alle relazioni sindacali in materia, pur a fronte di precise disposizioni contrattuali che riconducono al sistema di partecipazione sindacale e al dovere di informazione/confronto “i programmi di formazione del personale” (art.6, let.A, CCNL 1998/2001). Circostanze, queste, che contribuiscono a rendere ancor più evidente, allo stato, l’ assoluta necessità di ridefinire percorsi operativi e modalità di relazione ai diversi livelli con l’Amministrazione, che in questi ultimi anni è apparsa alquanto disattenta in ordine alla necessità della massima trasparenza e del rapporto con le Rappresentanze sindacali in materia di formazione, come peraltro avviene sistematicamente in altre Amministrazioni centrali. Una necessità, questa, che, a nostro avviso, oggi appare ancor più evidente alla luce delle gravissime ricadute conseguenti alla soppressione di CEFODIFE. L’Amministrazione ha messo in campo in questi mesi tutta una serie di iniziative anche positive per pararne il colpo durissimo (protocolli con SNA; costituzione dell“Ufficio Formazione Specialistica e Didattica” in ambito Segredifesa; costituzione di un “gruppo di lavoro” in ambito Stamadifesa; etc.), rispetto alle quali vi è oggi però l’esigenza di mettere a fuoco e comprendere bene il disegno complessivo dell’A.D. in materia di formazione che allo stato ancora non è chiaro, e, rispetto a questo nuovo quadro di situazione, ridefinire i percorsi di coinvolgimento delle OO.SS. sui diversi livelli, nazionale e locale.
Per quanto riguarda le segnalazioni per i corsi di antinfortunistica, va precisato che le stesse dovrebbero essere già state inoltrate dagli Enti in applicazione della circ. SGD 92222 del 21.11.2014.
Il “Catalogo 2015”, con le relative “Istruzioni” , è pubblicato su questa stessa pagina.
Pubblichiamo anche la Direttiva SME, pervenuta in data 5 giugno.
Informiamo i colleghi che, dopo il via libera da parte del Ministro dell’Economia e Finanze (MEF), la Corte dei Conti ha registrato il decreto di variazione del bilancio relativo alle somme FUA e FUS 2012, 2013 e 2014. Rispetto agli anni precedenti, registriamo una notevole accelerazione nei tempi, che ci consente così di recuperare il molto tempo perso per la sottoscrizione dell’accordo definitivo 2014. Si vede che siamo alla vigilia di elezioni, sì amministrative, ma con sicuri effetti sul piano politico…
Proviamo allora a fare il punto di situazione sulle partite relative ai FUA 2012, 2013, 2014 e 2015.
FONDO UNICO DI AMMINISTRAZIONE 2014
Dopo il lungo e complesso percorso legato alla necessaria certificazione da parte del MEF e della Funzione Pubblica (FP) avviato nel lontano luglio 2014, in data 13 febbraio 2015 è stato finalmente sottoscritto l’accordo definitivo FUA 2014 (qui pubblicato), avendo le Parti modificato l’ipotesi di accordo 13.06.2014 nei termini richiesti da FP e MEF. L’avvenuta registrazione da parte della Corte dei Conti consente ora di avviare l’ultimo tratto di strada per poter procedere al pagamento delle somme, anche se per la verità dovrebbe ancora mancare il “decreto di riparto” di BILANDIFE che renderà materialmente disponibili le somme. Agli Enti varrà assegnata una somma pari alla quota pro capite del Fondo Unico di Sede (FUS) 2014 che è di € 963,00 lordo lavoratore (l’accordo definitivo 13.02.2015 è pubblicato sul nostro sito) per il numero di dipendenti in servizio alla data del 1.01.2014, che sarà poi distribuito sulla base dei criteri fissati dagli accordi locali con le OO.SS./RSU. E’ ipotizzabile, sulla base dell’esperienza, che il FUS 2014 possa venir corrisposto già a luglio o ad agosto pp.vv..
Sempre con riferimento al FUA 2014, il decreto registrato alla C.C., oltre alle somme FUS, contiene anche l’assegnazione delle somme relative al saldo (ultimi due/dodicesimi) di turni/reperibilità/PPL, all’indennità di mobilità e alle Posizioni Organizzative, il cui pagamento però avverrà più in avanti.
Ovviamente, le spettanze relative al FUS 2014 non si esauriscono qui, rimanendo ancora da corrispondere le ulteriori somme pari ad una quota pro capite di € 26,45 lordo lavoratore (ipotesi di accordo 26 marzo 2015, pubblicato su questa pagina, si veda il precedente Notiziario n. 30 del 17.03.2015), con percorso di certificazione in itinere.
FONDO UNICO DI AMMINISTRAZIONE 2012 E 2013
Lo stesso decreto reca anche l’assegnazione alla nostra Amministrazione delle somme relative ai saldi FUS dei precedenti anni 2012 e 2013, la cui esistenza avevamo peraltro già anticipato. Trattasi, per la precisione di: 8.80 € pro capite per il FUS 2012 e di € 77,13 pro capite per il FUS 2013 lordo lavoratore, che costituiscono le quote pro capite assegnate al Fondo di ciascun Ente per il numero di dipendenti in servizio al 1 gennaio, rispettivamente dell’anno 2012 e 2013, e che verranno distribuite in funzione dei relativi accordi locali. Pubblichiamo su questa stessa pagina la circolare PERSOCIV n. 36719 del 27.05.2015.
FONDO UNICO DI AMMINISTRAZIONE 2015
In virtù del principio di ultrattività dell’accordo dell’anno precedente con riferimento alle fattispecie relative a Turni, reperibilità e Particolari Posizioni di Lavoro (PPL), sono già state assegnate al MD con decreto precedente le somme relative a tutto l’anno 2015. Le indennità riferite ai primi tre/dodicesimi (gen/feb/mar) dovrebbero essere già state corrisposte ai lavoratori con il cedolino di maggio; per gli ulteriori tre/cinque dodicesimi, è ipotizzabile il pagamento per luglio/agosto p.v..
Per quanto riguarda la trattativa nazionale per la distribuzione del FUA 2015, allo stato tutto è bloccato, anche perché il Direttore Generale di Persociv non può convocare le OO.SS. prima che si sciolga il rebus relativo all’adozione del nuovo sistema di valutazione della performance individuale. E lo deve sciogliere ovviamente la Ministra, che non ci sembra ultimamente molto attenta alle nostre cose.
La Ministra Pinotti legge il suo intervento nell’audizione
Dopo avere ascoltato l’intervento della Ministra Pinotti e solo una parte degli interventi dei Parlamentari (la trasmissione è stata interrotta dalle 16.00), siamo abbastanza convinti che nell’audizione sul Libro Bianco (LB), avvenuta il 14 u.s. di fronte alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato riunite insieme, le cose non siano proprio andate come la sen. Pinotti forse aveva sperato. Ovviamente è solo un’ impressione a caldo, in attesa del resoconto che sarà disponibile in settimana.
Partiamo innanzitutto dalla relazione della Ministra, che ci è parsa un po’ sbrigativa, con una sorta di assemblaggio di affermazioni senza una logica narrativa convincente, e che ha eluso a nostro avviso le principali questioni. Su sito del Ministero (e ora anche su questa pagina) è comparsa una sintesi dell’intervento della sen. Pinotti e il video dell’audizione, rigorosamente limitato però al solo intervento della Ministra: perché impedire ai cittadini interessati di sentire gli altri interventi, tra i quali quello straordinario dell’ex Presidente Napolitano? Molto probabilmente, perché sono state dette cose un po’ indigeste: la vicenda legata ai diversi testi usciti; la voglia di escludere di fatto del Parlamento dalla stragrande maggioranza delle decisioni sui provvedimenti attuativi della riforma (il Libro Bianco sarebbe già “direttiva ministeriale”); il ruolo preponderante del Capo di SMD, nuovo “padrone” della Difesa, con il ridimensionamento forte dell’autonomia delle FF.AA., A.M. e MM in primis; il depotenziamento delle competenze del Segr. Gen., a cui viene sottratta la parte più nobile (DNA); le scelte di politica estera; etc. Che sono un po’ le questioni sollevate da FLP DIFESA. L’impressione finale, comunque, è che, a fattor comune e dunque anche dai banchi della maggioranza, il LB sia stato derubricato a “contributo” proveniente dall’interno del MD sulla riforma della Difesa, rispetto alla quale le Camere rivendicano, comunque e con forza, il ruolo di primattori. Ci riserviamo di riparlarne dopo l’uscita del resoconto con il dettaglio degli interventi, che comunque non si sono esauriti il 14 u.s., in quanto la seduta sull’argomento LB è stata aggiornata a data successiva.
Cogliamo però l’occasione di questo Notiziario per informare i lavoratori su un recente accadimento. Ci riferiamo all’ incontro, anche in video conferenza, che il Segretario Gen. ha avuto con le RSU neoelette dell’area di SGD il 29 apr. u.s., alle quali ha fatto una sorta di sermoncino sul come render più efficace l’azione di rappresentanza delle RSU e sulle differenze di ruolo con le OO.SS., un fatto questo sicuramente irrituale e anche un’operazione poco comprensibile nelle sue reali finalità, atteso che lo stesso S.G. pare non abbia fatto cenno dei contenuti del LB e delle connesse, pesanti ricadute nell’area di SGD. In quella circostanza, il gen. Stefanini ha anche rappresentato il forte impegno dell’A.D. per incrementare i magrissimi trattamenti economici che oggi i civili percepiscono, tra i più bassi del settore. Va detto a tal proposito che gira oramai da qualche settimana nei palazzi romani una voce insistente che attribuirebbe al Vice SG l’apertura di un “procedura ricognitiva” finalizzata a portare più soldi nelle tasche dei civili, e naturalmente qualche O.S., anche in modo strumentale e demagogico, si è subito inserita per goderne più avanti i frutti della pretesa primogenitura del problema, che però è vecchio come il cucco. Premesso che i civili rivendicano in primis, ruolo, funzioni e pari dignità rispetto ai militari, siamo ansiosi di sapere dove approderà questo lavoro, tenuto anche conto che il trattamento fondamentale è modificabile solo attraverso i CCNL e che quello accessorio è di fatto governato dal MEF, sinora mai incline ad azioni e interpretazioni benevoli nei confronti del MD. Va anche registrato che il LB, sul punto in questione, non dice assolutamente nulla: solo un caso? FLP DIFESA lo dice da tempo: c’è un modo di dare subito più soldi ai civili, ed è quello di far crescere il FUA attraverso i risparmi dell’A.D. Le norme lo consentono (anche il D. Lgs. n. 8/2014), occorrerebbe solo darne piena e rapida attuazione, come abbiamo chiesto alla Ministra con la nostra lettera del 14.01.2015 (vds. Notiziario n. 8/2015). Vogliamo riparlarne?
Ha fatto davvero rumore, all’interno dell’A.D. e non solo, la pubblicazione sul nostro sito in data 22 aprile u.s. del testo del “Libro Bianco”, che ha avuto il merito di rendere per la prima volta note le scelte che si andavano delineando nelle segrete stanze del Ministero. Certo, era solo un’ “ipotesi di lavoro”, come è stata connotata nella mail a noi inviata dal Gabinetto, ma, al di là di un utile snellimento del testo (paragrafi da 353 a 300) e della diversa forma grafica, l’impianto complessivo e le scelte sono rimaste in massima parte le stesse nel testo definitivo, pur a fronte di qualche pur importante novità. Ci dispiace molto che l’anticipazione fatta dalla nostra O.S. abbia determinato il “grave disappunto” della nostra Ministra (si veda il comunicato del 30 u.s., che pubblichiamo su questa pagina in allegato 1), ma il problema non è chi ha pubblicato notizie su scelte di cui i lavoratori e le Parti sociali sono state tenute totalmente fuori, semmai è chi quel testo lo ha fatto uscire dalle segrete stanze del M.D. Una prova di nuova governance?
Ciò premesso, e come già anticipato, proviamo a proporre ai lavoratori alcune prime considerazioni in undici punti sulla “riforma” disegnata dal “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”, che ripubblichiamsu questa stessa pagina in allegato 6.
Dopo l’illustrazione delle ragioni che ne sono alla base (capitolo 1), i due successivi capitoli sono dedicati al “quadro strategico” e alle “politiche in materia di sicurezza e difesa”. Partendo dall’attuale diffusa instabilità internazionale, generatrice di possibili conflitti in aree geografiche vicine al nostro Paese, si teorizza, ai fini della sicurezza, la centralità della regione euro-mediterranea non disgiunta però da quella dell’area euro-atlantica, sottolineando il “ruolo internazionale” del nostro Paese. Una parte, questa, forse un po’ troppo scolastica e ridondante, che peraltro ripropone analisi e scelte in materia di politica estera, di sicurezza e di difesa già note e consolidate. Nulla di nuovo, insomma.
Con il Libro Bianco, il Governo intende avviare una nuova profonda trasformazione della Difesa (capitolo 6). Ancora un’altra riforma, dunque. Con quali risorse, in tempi di magra come quelli che viviamo ed ora appesantiti dalla sentenza n. 70/2015 della Corte Costituzionale? Il Libro Bianco non fornisce alcuna risposta a questa domanda, atteso che le riforme a costo zero nei fatti non esistono. Dove si prenderanno allora le risorse necessarie per avviare e portare a compimento questa nuova riforma, già definita epocale? In tema di bilancio, l’operazione che con il Libro Bianco si propone è il “superamento dell’attuale tripartizione delle spese” (personale/esercizio/investimenti) e la rimodulazione in tre bacini (“personale/operatività FF.AA./missioni militari”), così il progressivo crollo dell’esercizio che si è verificato in questi anni si noterà un po’ meno. Ma non è che le risorse si trovano con il gioco delle tre carte. Per fare la riforma, ci vogliono soldi, tanti soldi. Da dove si prenderanno? Nel primo testo da noi pubblicato, era anche scritto “l’auspicio per un progressivo aumento di risorse per la Difesa con l’obiettivo di puntare a 2% del PIL nel medio termine” (parte finale paragrafo 39), che nel testo definitivo è opportunamente scomparso. Averlo scritto nel primo testo, fa comunque pensare.
La riforma di cui sopra si porta dietro un nuovo riassetto delle FF.AA. (capitolo 7). L’ennesimo!!!! La legge delega n. 244/2012 e i due decreti attuativi (DD. LLgs. nn. 7 e 8/2014) hanno rivisto in chiave fortemente riduttiva l’assetto delle FF.AA. (-30% delle strutture entro il 2019; da 190.000 a 150.000 i militari e da 28.700 a 20.000 i civili nel 2024). Il Libro Bianco non chiarisce però il legame tra Legge 244 e questa nuova riforma, semplicemente perché non ne parla proprio: in tutto il testo, si cita solo un paio di volte la Legge 244 e neanche una sola volta i due DD. LLgs. attuativi, che peraltro sono già in fase di costosa attuazione: pensiamo solo ai riordini in itinere dei Poli Esercito e Arsenali MM. Questa “dimenticanza” appare perlomeno assai sospetta. Quante energie e quanti soldi è già costata sinora la L. 244? Facciamo finta di avere scherzato? La cosa appare incomprensibile anche sotto un altro punto di vista: quel riassetto, la Ministra Pinotti ha contribuito a definirlo in veste allora di Sottosegretario, l’ha condiviso, sostenuto, e valorizzato anche negli incontri con le OO.SS.. Già invecchiato precocemente? E se così fosse, quanti soldini è costato ai cittadini questo scherzetto?
Il Libro Bianco esalta a più riprese la necessità di riforma della governance, con in primis l’annunciata implementazione delle attribuzioni del Ministro, cui verosimilmente si accompagnerà l’incremento di spesa per consulenti e collaboratori esterni. Insomma, il Ministro vuole avere maggiori leve di comando a sua disposizione. Il modello è quello tipicamente renziano, con il disegno dell’uomo politico solo al comando, che ora prende corpo anche nell’ A.D. Ci si deve chiedere, però, quale sarà il ruolo del Parlamento – espressione dei cittadini elettori – in rapporto alle scelte in materia di difesa ricondotte alla governance politica del Ministro. E’ illuminante, ma anche preoccupante a nostro avviso, l’ultimo capitolo, paragrafo 294: il Libro Bianco costituisce “direttiva ministeriale” a normativa vigente, dunque già operativa prima di qualsiasi confronto politico di merito con il Parlamento, chiamato a esprimersi solo su leggi nuove e non sulle scelte operate all’interno del MD in vigenza di leggi esistenti. Sotto questo profilo, si va molto oltre la stessa riforma Andreatta del 1997, che il Libro Bianco peraltro incensa (ma i guasti di quella riforma sono tuttora visibili ed evidenti, specie in area industriale). Perché la Ministra illustrerà il 14 maggio p.v. alle Commissioni Difesa riunite (la convocazione è pubblicata su questa pagina, allegato 5) il Libro Bianco/Direttiva solo dopo la sua pubblicazione? Non sarebbe stato utile ed opportuno un confronto con il Parlamento prima dell’emanazione del Libro Bianco/Direttiva?Una sottovalutazione preoccupante, a noi pare, del ruolo del Parlamento, che fa il paio con il mega ruolo attribuito al Capo di SMD che – in sintonia con la giustamente molto contestata riforma della c.d. “buona scuola” – appare come il “Preside” della Difesa, con poteri enormi e a cui tutto fa capo. E’ il Capo di SMD che definirà la nuova riforma delle FF.AA., proponendo entro sei mesi un nuovo riassetto in chiave più interforze e una nuova struttura organizzativa dello strumento militare. Così messa la questione, e con un ruolo al minimo del Parlamento, la riforma della governance crea una sorta di diarchia (Ministro e Capo di SMD), nella quale però il ruolo del Ministro appare meno forte e con meno leve rispetto a quello del Capo di SMD. Era un po’ quello che le alte gerarchie militari volevano, o no?
La crescita prepotente del ruolo e delle competenze del Capo di SMD si associa al depotenziamento del Segretario Generale. La funzione di Direttore Nazionale degli Armamenti (D.N.A.) viene sottratta al Segretario Generale e abbinata alla funzione di “Responsabile per la logistica” (L). Dal nuovo DNAL (Direttore Nazionale degli Armamenti e Responsabile per la Logistica), posto alle dipendenze del Capo di SMD, dipenderanno Reparti e GG. tecniche e anche il costituendo Comando Logistico della Difesa, che diventerà l’asse centrale nel supporto a tutte le FF.AA.. Rispetto all’area Operativa, quella Amministrativa risulta pertanto alquanto ridimensionata, perdendo peso e consistenza: in sede di esame dei DD. LLgs. attuativi L.244, il Parlamento si era espresso in modo diverso. Sorge allora il dubbio che il disegno portato avanti dai Vertici militari ai tempi del Ministro Mauro, e dallo stesso a suo tempo bloccato con il rinvio al Regolamento per la ripartizione delle competenze tra le due aree, potrebbe aver trovato un diverso compimento, anche perché l’idea di depotenziare PERSOMIL e PREVIMIL sembra per ora accantonata: evidentemente, ha pagato la lotta dei lavoratori delle due DD.GG. che sono scesi in piazza per difendere il loro posto di lavoro, con la sola FLP DIFESA al loro fianco. In ogni caso occorrerà attendere la riorganizzazione ex DL 95/2012 (spending review Governo Monti) dell’area di SGD, ancora non attuata: qualche problema si porrà, tenuto conto del taglio di 24 figure dirigenziali. Il potenziamento del ruolo del Capo di SMD, responsabile in primis dell’impiego delle Forze funzione per il quale si avvarrà di un “Vice Cte per le operazioni” e del “Comando Operativo di Vertice Interforze” posto al di sopra dei c.d. “comandi di componente”, segna in ogni caso una fortissima accelerazione in avanti del processo di “interforzizzazione” delle FF.AA., che perderanno così molta autonomia. Anche per questo, si sono già registrate le prime grida di allarme come quelle di cui si è reso portavoce l’ex Capo di SMD, Amm. Binelli Mantelli, che in una intervista al IL SECOLO XIX – si legga l’allegato e pubblicato su questa stessa pagina – denuncia che la sen. Pinotti sarebbe stata “influenzata” dal gen. Mosca Moschini, grida all’isolamento dell’A.M. e si mostra allarmato da scelte che privilegiano l’Esercito a discapito delle altre FF.AA. La logistica interforze sembra andare proprio in questa direzione, e comunque oggi a capo di SMD, SGD e COI ci sono tutti Generali provenienti dall’Esercito…. Il testo definitivo del “Libro Bianco” reca però anche una buona novella, e cioè la previsione di un civile nell’incarico di Segretario Generale, incarico sinora riservato rigorosamente a un militare. E si capisce anche il perché: tolta la polpa (DNA) e dunque con competenze molto ridotte, un civile viene meglio, si sà!
Particolare attenzione ed enfasi il “Libro Bianco” lo pone sul rapporto tra Difesa e industria, con la quale si creerà una “stretta collaborazione”. E’ prevista la revisione del “modello acquisizioni”, ma nel testo definitivo è scomparsa la previsione di “esternalizzazione di alcuni funzioni della Difesa a imprese o società private” presente nel primo testo da noi anticipato il 22 aprile (paragrafo 328). Menomale! Confermata invece l’idea che “sarà esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcunestrutture tecnico-industriali della Difesa e, grazie a specifiche norme, il relativo personale”. Mai si era adombrata così esplicitamente l’intenzione di privatizzare Poli e Arsenali o, meglio, di liquidare in futuro l’intera aria industriale del M.D., atteso che neanche un solo rigo viene dedicato nel Libro Bianco al futuro degli Enti di Agenzia Industrie Difesa. E’ futuro della Difesa anche quella, o no?
Anche come conseguenza diretta di questo nuovo e straordinario rapporto con l’industria, e allo scopo dichiarato di assicurare stabilità nel tempo agli investimenti, il Libro Bianco prevede che il Parlamento approvi una legge pluriennale sugli investimenti con copertura di almeno 6 anni. Una scelta forse suggerita dalla vicenda F-35, rispetto al quale non sono arrivate dal Libro Bianco le risposte che qualcuno attendeva sul c.d. “lodo Scanu” (riduzione acquisti e scelta del Parlamento ex art.4 244). Pare invece che il MD abbia recentemente confermato l’acquisto di tutti i 90 aerei per 13 mld di €!. Alla base della legge pluriennale, che ovviamente dovrà essere votata dal Parlamento, ci saranno comunque i contenuti della “Revisione Strategica della Difesa”, approvata entro sei mesi dal Ministro su proposta del Capo SMD, e dunque fatta in proprio in ambito Difesa, cui seguirà un nuovo ciclo di pianificazione.
La nuova riforma avrà al centro il personale militare: troppo al centro, a ben vedere! Confermato il modello a 150.000 nel 2024, l’obiettivo è quello di FF.AA. più giovani e operative e di un riequilibrio nella ripartizione tra gradi e categorie. Previste nuove modalità di arruolamento (in particolare per i sottufficiali), di trattenimento in servizio, di avanzamento, di progressione di carriera, di formazione e addestramento (su base interforze), con un nuovo sistema di valutazione e misure di accompagnamento ed esodo agevolato (torna l’idea degli “scivoli d’oro”?). I militari verranno articolati in due categorie in quota parte al 50%, di cui la prima in servizio permanente (oggi pari all’88%) e la seconda con contratti a tempo determinato (oggi pari al 12%), e verrà anche creata una “riserva”, con una capacità operativa a più basso contenuto di professionalità, ma integrabile. Prevista anche una nuova struttura del trattamento economico, più carriera e più soldi (ancora?), e pure un’indennità di congedo. Ci chiediamo: chi paga tutto questo? La spesa per il personale (oggi al 73% del bilancio!) non schizzerà ancora più in alto? E ancora: perché nulla o quasi di dice sui circa 30.000 militari che dovrebbero lasciare le FF.AA. da qui al 2024 per l’attuazione del modello a 150.000? E “come” e in “che misura” avverranno i transiti nei ruoli civili del MD? E’ un gran problema, ma non c’è neanche un solo accenno. Infine, nulla o quasi sul “Servizio Civile Nazionale”, che darebbe una dimensione anche civile alla difesa.
In materia di formazione, il Libro Bianco indica la strategia futura, lasciando intravvedere in un qualche modo – questa almeno è la nostra impressione – il tentativo di recupero all’interno del MD di attività formative andate con la soppressione di CEFODIFE. Non possiamo che apprezzare evidentemente, tenuto conto della strategicità della formazione e delle previsioni del D. Lgs. n.8/2014.
In questo Libro Bianco, al personale civile tocca il ruolo della cenerentola, secondo un antico copione. Una mezza paginetta in un testo di oltre 60 pagine, appena 6 paragrafi sui 300 complessivi! Per noi, solo le solite affermazioni general generiche sulla “valorizzazione” del lavoro civile, che lasciano ovviamente il tempo che trovano. “Parole, parole, parole” recitava una famosa canzone di Mina. Nessun accenno all’ “attribuzione di compiti e funzioni specifiche al personale civile”, voluto dall’ allora Sottosegretario Pinotti e che aveva costituito il positivo approdo del D. Lgs n. 7/2014 (art. 1, comma 2-bis, let e), e, cosa ancor più grave, nessun indicazione operativa nel segno degli impegni programmatici solennemente assunti dalla Ministra di fronte alle Commissioni Difesa il 15.03.2014. Sembra tutto cancellato, d’ un solo colpo. E menomale che il Sottosegretario Rossi aveva chiesto alle OO.SS. di fornire dei contributi per la stesura del Libro Bianco, e noi l’avevamo anche preso in parola, producendo un documento di ben 12 pagine, che ripubblichiamo ad ogni buon conto su questa pagina come allegato 3. Non c’è assolutamente nulla di quanto da noi e da altre sigle richiesto. C’era un punto forte nelle nostre argomentazioni, quell’“attribuzione di compiti e funzioni al personale civile dirigente e non dirigente” fissato dalla norma di legge sopra richiamata e poi seguito dall’impegno solenne in Parlamento della Ministra Pinotti. La cui attuazione avrebbe innescato la “separazione di competenze” tra le due categorie, anche con evidenti e rilevanti benefici economici e operativi per il MD atteso che, a parità di impiego, il lavoro civile costa la metà della metà di quello militare (questa, abbiamo detto più volte, è la prima spending review del MD, quella più semplice e a portata di mano). Niente di tutto questo, ma con una chicca conclusiva che segnaliamo all’attenzione dei colleghi. Nel primo testo da noi pubblicato il 22 u.s., c’erano un paio di cosette interessanti, che recepivano peraltro alcune richieste contenute nel documento FLP DIFESA inviato al Sottosegretario: la prima (paragrafo 258) prevedeva “norme per sancire una più estesa differenziazione e peculiarità del personale civile della Difesa rispetto al resto del personale della P.A.” e la seconda (paragrafo 260) che “saranno introdotte norme per una più ampia valorizzazione stipendiale…. e saranno nel tempo superate tutte le differenziazioni di natura amministrativa con il personale militare in caso d’impieghi equivalenti”. Ebbene, nel testo definitivo, la prima frase è scomparsa del tutto e la seconda è stata così riscritta: “ove indispensabile per evidenti motivi di equità, saranno inserite previsioni per corrispondere ai civili, in caso di medesimo impiego operativo all’estero, un’indennità equivalente a quella corrisposta ai militari”. Segnaliamo ai colleghi l’aggettivo”indispensabile”: che penna straordinaria e fantasiosa! C’è bisogno di commenti? Nel contributo richiesto dal Sottosegretario Rossi e prodotto da FLP DIFESA, il riconoscimento della specificità/peculiarità del personale civile e la riduzione della forbice tra militari e civili in situazione d’impiego equivalenti, erano due richieste centrali. Ebbene, non c’è la benchè minima traccia nel testo definitivo del Libro Bianco. Questo, sig.ra Ministra, è dunque il modo con il quale si progetta e si costruiscono i percorsi per “superare definitivamente quegli “steccati” che hanno circoscritto tradizionalmente i civili della Difesa a specifici compiti e funzioni, escludendoli da altre riservate di norma al personale militare”, come Ella affermava il 15.03.2014? Delle due, l’una: o chi ha scritto il testo definitivo se n’è fregato bellamente degli intendimenti della nostra Ministra, fornendo così un primo straordinario esempio della nuova governance, o la stessa sen. Pinotti ha fatto marcia indietro rispetto ai suoi stessi impegni. E’ lecito chiedere qualche risposta? In merito poi alle assunzioni del personale civile, dopo anni di blocco del turnover e il conseguente depauperamento degli organici e delle professionalità, l’unica cosa che viene proposta nel Libro Bianco è un incremento, in prospettiva futura, delle assunzioni a tempo determinato (precariato). Altro che un“piano straordinario di assunzioni” per l’area industriale della Difesa! Marcia indietro anche qua?
Infine, il testo definitivo manca della prefazione di Renzi, presente invece nel testo (“ipotesi di lavoro”) da noi pubblicato il 22 aprile : trattasi di un segnale di presa di distanza?
Dunque, questo Libro Bianco avrebbe dovuto rappresentare un passaggio decisivo verso la c.d. “civilizzazione” e invece segna, a nostro avviso, un deciso passo indietro, che rende oramai poco credibile alla categoria chi, al dunque, si è tirato indietro rispetto agli impegni assunti. Ci si dimostri il contrario!
Si apre quindi per noi lavoratori civili uno scenario davvero preoccupante, rispetto al quale dovremo scendere in campo e difenderci. Con le OO.SS. unite e non separate, così almeno si spera: la straordinaria manifestazione dell’altro giorno dei lavoratori della scuola, qualcosa dovrebbe pur aver insegnato…. Motivare dai tavoli separati la nostra gente a scendere in piazza, appare francamente un po’ arduo: o no?
Queste le nostre prime considerazioni sul “Libro Bianco”. Nell’invitare tutti a partecipare al sondaggio sul Libro Bianco in home page del nostro sito, attendiamo ora di sentire l’audizione della Ministra e poi decideremo il da farsi.
Doveva essere un semplice “incontro conoscitivo” quello del Comandante Logistico della M.M., almeno così era stato presentato dalla SMM-1° Reparto in sede di convocazione della riunione di stamane. E, invece, dobbiamo dare atto all’amm. Donato Marzano, che da marzo scorso è il nuovo Comandante Logistico della MM in sostituzione dell’amm. S. Tortora, dopo la formale presentazione di avvio, di essere andato subito alla sostanza dei problemi, in particolare quelli afferenti al riordino degli Arsenali e dei CC.TT.
Dopo aver brevemente illustrato i compiti assegnati al settore logistico della F.A e indicato le linee essenziali cui intende riferirsi lungo tutto il corso del suo incarico (maggiore efficienza a tutta l’organizzazione; massima trasparenza delle attività; grande attenzione per il personale di MM), l’amm. Marzano ha affrontato la “questione Arsenali” , e cioè il riordino in attuazione dell’art. 2259-sexies introdotto dal D. Lgs. n.7/2014, informando le OO.SS., nell’occasione a tavolo unito, che il suo Comando è attualmente impegnato nella rivisitazione della configurazione organizzativa e nella definizione delle tabelle organiche degli Arsenali, anche parzializzate per i tre Stabilimenti (Taranto; La Spezia e Augusta), con alcune significative modifiche rispetto a quelle comunicate inizialmente da SMM. Questo lavoro sarà pronto presumibilmente entro il 20 maggio p.v., e a seguire si aprirà la fase di approfondimento anche attraverso i confronti con il Sindacato. Infine, l’amm. Marzano ha fatto un punto di situazione sui c.d. “piani Brin”, che presentano gravi ritardi nella ipotizzata tabella di marcia (più a La Spezia, rispetto a Taranto e Augusta) nel quadro di una situazione infrastrutturale complessiva che desta molta preoccupazione, ed ha evidenziato che occorrerebbero 108 mln. di euro circa per completarli.
E’ poi seguito il consueto giro di tavolo. Nel suo intervento, FLP DIFESA ha innanzitutto ricordato come, nel corso del primo (e sinora unico) incontro nazionale che ha avviato la road map convenuta con il 1° Reparto di SMM sul riordino degli Arsenali, la nostra O.S. espresse un’ opinione critica sul progetto di riordino consegnato in quella sede alle OO.SS., che ripubblichiamo su questa pagina insieme con la nota successiva di MARISTAT. In quella circostanza, in merito al modello organizzativo disegnato nel documento (solo caselline vuote, senza contenuto in merito a pp.pp./incarichi), la nostra O.S. espresse l’avviso circa “la genericità della configurazione tipo e degli organici, che sono riferiti solo ai numeri complessivi e senza alcun dettaglio relativo ai ruoli e agli incarichi del personale civile. E’ dunque chiaro che, sulla base delle comunicazioni dello SMM che appaiono allo stato solo delle buone e condivisibili intenzioni, non sia possibile esprimere alcuna valutazione di merito, né ritenere avviato in modo soddisfacente la prima tappa di questo importantissimo riordino” (si veda il Notiziario n. 118 del 13.11.2014). E’ del tutto evidente come sperassimo in una seconda riunione di livello nazionale, in cui fosse possibile scendere più nel dettaglio del modello organizzativo base dei futuri Arsenali e definirne meglio la “configurazione tipo” e gli “organici”, in modo più rispettoso delle previsioni ex art. 1 D.Lgs. 7/2014 sugli impieghi civili che apparivano totalmente disattese. Ma oltre a sperarlo, pensavamo che una seconda riunione, con le finalità di cui sopra, agevolasse al massimo il percorso di riordino degli Arsenali MM allo scopo, in linea con quanto avvenuto per il riordino dei Poli Esercito, di fissare configurazione base, organico e incarichi apicali il che, proprio perché convenuto sul tavolo nazionale, costituisse punto di partenza condiviso in previsione del secondo e più importante passaggio, quello relativo ai tavoli locali di confronto con le Rappresentanze sindacali locali e le RSU, chiamate a definire, negli aspetti più specifici, gli elementi di organizzazione dei tre Arsenali. E, invece, come noto, questo secondo tavolo alla fine non s’è fatto, e non lo si è fatto perché SMM ha considerato esaurito il confronto nazionale di avvio del percorso di riordino degli Arsenali MM, e questo anche per il sostanziale via libera espresso da altre sigle sindacali, circostanza questa ribadita anche nel corso della riunione odierna da parte di SMM presente all’incontro.
Come era facile immaginare, però, i confronti locali non hanno imboccato la strada immaginata da SMM. Il primo (e per ora unico) confronto locale avviato, quello di Augusta, si è malamente interrotto subito, con una durissima presa di posizione unitaria delle RSU e di tutte le OO.SS. territoriali (che ripubblichiamo su questa pagina), che hanno respinto al mittente il progetto di riordino di quell’Arsenale in quanto appariva evidente, agli occhi di tutte le OO.SS./RSU, quanto da noi più volte denunciato e cioè il tentativo di SMM di costruire le condizioni per l’affidamento a personale militare dei posti e degli incarichi più importanti, soprattutto quelli che fanno riferimento alla parte lavorazioni, con la collocazione in posizione secondaria dei lavoratori civili.E, verosimilmente, il brutto avvio di Augusta ha consigliato la F.A. a non dare il via agli altri due confronti locali (Taranto e La Spezia) e di rivedere il quadro generale, cosa che COM LOG sta ora facendo. A nostro giudizio, appare di tutta evidenza la necessità di riprendere le fila sul livello nazionale sul progetto del modello arsenalizio base, prima di dare il via agli imprescindibili confronti locali e al solo scopo di rendere più agevole il lavoro di quei tavoli con riferimento alle specificità di ciascun Ente. Proprio per questo, FLP DIFESA ha chiesto che, una volta completato il lavoro di COM LOG, sia fissato con sollecitudine un incontro di livello nazionale prima di dare il via ai confronti locali, posizione questa che è stata condivisa anche da altre sigle, e rispetto alla quale la F.A. si è riservata una risposta.
Nel suo intervento, FLP DIFESA ha anche posto alcuni interrogativi di carattere più generale. In primis, quale sarà il veicolo normativo che recepirà il riordino degli arsenali: un Decreto Ministeriale, come prevede il D.Lgs. n. 7/2014, o invece più semplicemente un provvedimento del Capo SMM come previsto dallo schema di regolamento modificativo del TUOM che è stato inviato alle OO.SS il 31 marzo u.s. (che ripubblichiamo su questa pagina), e rispetto al quale FLP DIFESA ha richiesto al Gabinetto un incontro (solo noi?). In secondo luogo, la quantità di provvedimenti di riordino previsti dallo schema di regolamento modificativo sopra richiamato, che interessa tanti Enti della MM (Maricommi; Infermerie; Servizio Fari e segnalamenti; etc. etc.), il cui iter è stato avviato senza un incontro preliminare tecnico con SMM, e rispetto al quale abbiamo richiesto al Gabinetto un incontro (stessa domanda di prima: solo noi?). E, soprattutto, le novità disegnate nel “Libro Bianco”, che prevedono l’affidamento di tutti i poli manutentivi al costituendo Comando Logistico della Difesa, e cioè a livello interforze, e “la possibilità che l’industria possa assorbire alcune strutture tecnico-industriali della Difesa e, grazie a specifiche norme, il relativo personale..” (testuale). Dunque, un quadro di situazione nuovo, che pone molti interrogativi, che non potevano ovviamente trovare risposta su un tavolo tecnico quale quello di oggi con il Cte Log. Attendiamo dunque l’incontro richiesto al Gabinetto, sperando di non essere stata l’unica OS. a farlo.
Nell’incontro odierno si è anche discusso, come da noi richiesto con nota del 14 u.s. a SMM, delle problematiche legate alla pulizia, esplose in molti Enti MM (Roma, Ancona, etc.) ma in primis negli Arsenali di Taranto, Spezia e Augusta, e dovute al taglio nei finanziamenti operato da SMM con conseguenti vertenze da parte delle OO.SS. del personale delle ditte private. A tal proposito, l’amm. Marzano ha assicurato che il problema è seguito con la massima attenzione da COM LOG. Per risolvere definitivamente il problema, occorrerebbero circa 5/600mila €, allo stato non disponibili. Pur tuttavia, con il prossimo assestamento di bilancio, dovrebbero essere rese disponibili somme importanti da destinare al reintegro dei fondi tagliati, ancorchè in misura ancora parziale. Per chiudere sull’argomento, aggiungiamo che in data odierna si è tenuto a Roma un incontro tra Amministrazione Difesa e le OO.SS. di categoria del personale delle imprese di pulizia, i cui esiti non ci sono allo stato ancora noti.
In conclusione, un incontro sicuramente positivo quello di oggi con il Comandante Logistico della MM, che siamo sicuri è servito a chiarire le posizioni e che auspichiamo possa essere stato utile a rilanciare in modo positivo e costruttivo il confronto con la F.A. sul riordino degli Arsenali.
Infine, informiamo i colleghi che siamo a conoscenza di una importante deliberazione della Corte dei Conti sugli esiti dell’indagine condotta da alcuni magistrati istruttori avente per oggetto: “Processi di razionalizzazione e valorizzazione degli arsenali militari gestiti dal M.D.”.Ne riparleremo a breve.
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