Notiziario FLP Difesa n. 78 del 06 dicembre 2022 –
Pubblichiamo di seguito il testo della lettera dello scorso 6 dicembre, a firma del Segretario Generale della CSE Marco Carlomagno, inviata al Ministro per la Pubblica Amministrazione On. Paolo Zangrillo che riepiloga, in sintesi, le principali criticità da affrontare e le azioni e proposte della Confederazione in materia di Lavoro Pubblico.
Prot.n.0173/CSE22 Roma, 06 dicembre 2022
Al Ministro per la Pubblica Amministrazione On.le Paolo Zangrillo
Oggetto: Lavoro pubblico. Le analisi e la proposte della CSE al nuovo Governo. Richiesta incontro.
Gentile Ministro,
l’insediamento del nuovo Governo impone che le questioni relative al buon funzionamento della PA, alla valorizzazione del lavoro pubblico, al riconoscimento del ruolo del personale e alla sua centralità nei processi di riforma del Paese, vengano riaffermati e messi al centro dell’agenda di Governo.
E’ evidente come molte delle azioni legate all’attuazione del PNRR passino proprio per le Amministrazioni centrali e territoriali dello Stato chiamate ad uno sforzo eccezionale per realizzare gli ambiziosi progetti del Piano e permettere di accedere concretamente ai fondi ed ai finanziamenti previsti.
Lo scenario in cui questo però deve realizzarsi, a distanza di più di un anno dall’avvio, è ancora assolutamente problematico.
Decenni di tagli, di mancati investimenti, di sottovalutazione del ruolo dello Stato e delle sue funzioni, ha impoverito in modo significativo la capacità e il funzionamento delle diverse Amministrazioni, che oggi già fanno fatica ad assolvere a compiti ordinari e routinari, figuriamoci quelli straordinari in termini progettuali ed innovativi che il PNRR richiede.
Le iniziative legislative messe in campo nell’ultimo anno non hanno invertito la tendenza, sia perché non basta approvare nuove norme per cambiare il modo di lavorare, ma soprattutto perché le iniziative assunte appaiono nella maggioranza dei casi non propriamente centrate, generiche o in qualche caso eccessivamente ambiziose, ma nei fatti prevedibilmente irrealizzabili.
Manca, infatti, nei programmi messi in campo dai Governi che si sono succeduti in questi due anni, un disegno organico di investimenti sulle nostre PA, che non si limitino ad interventi spot, ma che ne riscrivano ambiti e competenze, oggi in molti casi duplicate, che semplifichino le procedure e gli adempimenti, operando una operazione di disboscamento di tutto quel groviglio di norme, primarie e secondarie, emanate dai diversi centri di responsabilità, che appesantiscono l’azione degli Uffici, deresponsabilizzano gli addetti, allontanano le decisioni.
Le Amministrazioni quando funzionano male, non è solo per il caos organizzativo, funzionale e istituzionale, ma anche per i mancati investimenti, i tagli, le esternalizzazioni, le mancate assunzioni.
Riteniamo ineludibile affrontare in modo serio la questione dei livelli salariali, assolutamente insufficienti, falcidiati da più di un decennio di blocco contrattuale e da incrementi irrisori basati su tassi di inflazione programmata e su indici di adeguamento al netto dell’andamento dei prezzi petroliferi, stimati poco più dell’1,5% annuo, a fronte di un inflazione che ormai supera le due cifre.
Ma quali sono, in sintesi, le principali criticità da affrontare ?
retribuzioni basse, non in linea con i compiti richiesti, e scarsamente attrattive per i nuovi assunti;
scarso utilizzo della contrattazione integrativa e delle politiche retributive basate sul raggiungimento degli obiettivi e sulle perfomance;
percorsi di carriera bloccati e mancata valorizzazione del personale;
organici ridotti mediamente del 50% in meno rispetto alla dotazione organica, al di sotto della media di tutti i Paesi della Unione Europea ;
anzianità media degli addetti superiore ai 50 anni;
politiche di reclutamento sottodimensionate, basate ancora in gran parte su contratti a termine e non attrattive per i bassi livelli salariali di ingresso;
qualificazione del personale non in linea con gli obiettivi proposti per la inesistente politica formativa di questi anni;
permanenza della cultura del mero adempimento, arretratezza tecnologica, culto dell’atto amministrativo, e non del lavoro per singolo processo e mirato al raggiungimento dell’obiettivo;
bassi livelli di digitalizzazione e di innovazione organizzativa con molte Amministrazioni ancora al palo e con poche eccezioni (Agenzia Entrate, INPS etc) che hanno invece iniziato ad instaurare un rapporto diretto con l’utenza con la fruibilità da remoto di molti servizi;
criticità nella gestione del clima interno e del benessere organizzativo;
carente sicurezza sul lavoro, con uffici non a norma;
Le azioni e le proposte della CSE
Vi è un punto chiave su cui bisogna uscire dalla retorica che in questi decenni ha impedito l’adeguamento degli stipendi con riferimento all’aumento del costo della vita, non riducendo affatto i costi complessivi della spesa pubblica, perché le misure adottate mentre hanno penalizzato le lavoratrici ed i lavoratori, hanno permesso a pochi di arricchirsi con l’esternalizzazione dei servizi, la svendita di molti asset pubblici, la creazione delle cosiddette società in House, a danno dell’efficacia dei servizi resi.
L’inflazione in forte crescita e l’impennata dei costi energetici necessitano di azioni e interventi urgenti.
Una crescita di salari e stipendi adeguata all’andamento del costo della vita permette non solo di tutelate il potere di acquisto, ma anche di rilanciare i consumi, evitando il rischio recessione.
Bisogna superare l’attuale inadeguato metodo di presunta indicizzazione all’aumento dei prezzi. (IPCA) Il riferimento che si utilizza nei rinnovi contrattuali è infatti quello dell’inflazione programmata che viene fissato annualmente dal Ministero dell’Economia. L’indicatore, che esclude dal calcolo le variazioni dei prezzi dell’energia, è assolutamente inaffidabile e non più applicabile nella situazione attuale.
Uno strumento reale di collegamento tra inflazione e stipendi, abbandonato nel 1993, può e deve essere ripristinato, tenuto conto che è in vigore in altri Paesi dell’UE, come ad esempio il Belgio, senza che questo abbia comportato situazioni di paventato default. Così come è inaccettabile il valore attuale della cosiddetta Indennità di Vacanza Contrattuale individuata nelle legge di bilancio 2022 nella misura dello 0,30% fino a giugno 2022 e dello 0,50% a decorrere a luglio 2022. In una situazione in cui i Contratti nazionali si rinnovano a distanza di annidalla scadenza naturale, una rivalutazione dello 0,50% per anno a fronte di un’inflazione che viaggia verso il 10% è un vero scippo e una misura che impoverirà sempre di più le lavoratrici ed i lavoratori.
Il Disegno di Legge Bilancio 2023, all’esame del Parlamento, purtroppo non stanzia risorse per il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro scaduti da ormai due anni (in alcuni settori come la Presidenza del Consiglio da circa 6), che vengono di fatto congelati, mentre viene prevista unicamente l’erogazione di una somma una tantum, riassorbibile, pari all’1,5% di incremento degli stipendi, a titolo di acconto.
E’ di tutta evidenza come tale iniziativa sia inaccettabile, a fronte di un’inflazione annua che solo per il 2022 si attesta intorno al 10%, e nella sua pochezza, sia anche iniqua, in quanto applica una percentuale fissa su livelli retributivi di partenza diversi, come ad esempio quelli degli impiegati rispetto ai dirigenti, con il risultato che gran parte delle risorse sarà destinata a chi già guadagna di più. Un indebolimento del potere di acquisto che avrà effetti non solo sulla vita di milioni di lavoratrici e lavoratori e sulle loro famiglie, ma avrà anche un effetto recessivo molto forte.
Chiediamo la modifica della norma, lo stanziamento necessario per il rinnovo dei contratti, il superamento dell’attuale, inadeguato, metodo di indicizzazione.
Occorre inoltre rafforzare il taglio del cuneo fiscale per tendere a un aumento delle buste paga e defiscalizzare, anche nel settore pubblico, il salario accessorio.
E’ necessario rivalutare il valore dei buoni pasto: questa voce, non strettamente salariale, ma che comunque concorre in qualche modo al salario di moltissimi lavoratori, è ferma dal 2006.
Riteniamo che sia arrivato il momento di adeguarla all’inflazione che negli ultimi sedici anni è stata tutt’altro che ferma.
Per quanto concerne gli aspetti organizzativi, ordinamentali e istituzionali riteniamo necessario mettere al centro del confronto con il nuovo Governo queste ulteriori proposte:
No a ulteriori interventi legislativi, si ad una vera semplificazione amministrativa, che ridisegni processi e competenze, prevedendo centri di responsabilità che siano effettivamente protagonisti dei processi lavorativi e delle mission aziendali.
Superare il conflitto tra competenze e ruoli delle Amministrazioni centrali e di quelle territoriali, con riferimento alle competenze amministrative, oggi duplicate o con competenze condivise. Questo, al momento, crea difficoltà nell’individuazione del reale interlocutore istituzionale da parte di cittadini e imprese, contribuisce a deresponsabilizzare i decisori, rende meno fluido il circuito dell’adozione degli atti e dei provvedimenti.
Chiudere la stagione delle esternalizzazioni e delle cosiddette operazioni in Houseche hanno dimostrato non solo di non produrre migliori e più efficienti servizi, ma che sono costati tanti soldi alla collettività. Se ben attuati esistono modelli organizzativi che possono permettere alle PA erogatrici di servizi e prestazioni, di muoversi correttamente in una logica di costi-benefici.
Prevedere una stagione di nuove assunzioni, non precarie o a termine, che da un lato ripianino organici ormai agli sgoccioli, e che allo stesso tempo siano indirizzate verso le nuove professionalità necessarie.
Dare effettività e concretezza al nuovo ordinamento professionale del personale definito dai CC.NN.LL. che unitamente alle nuove professionalità reclutate, permetta la piena valorizzazione e il costante aggiornamento professionale di quelle esistenti.
Investire sulla digitalizzazione delle Amministrazioni, la reingegnerizzazione dei processi e soprattutto sulla interoperabilità delle banche dati.
Implementare nuovi modelli organizzativi che incentivino il lavoro per obiettivo, la trasversalità delle competenze, il lavoro di gruppo, l’autonomia professionale.
In questa ottica il lavoro agile è uno strumento fondamentale, e l’esperienza di questi anni non deve essere abbandonata.
Nei mesi scorsi, a fronte dell’emergere della crisi di approvvigionamento energetico, e all’emergenza climatica che ha portato all’invivibilità delle nostre città per le alte temperature e ai gravissimi fenomeni idrogeologici, come da ultimo l’alluvione nelle Marche e a Ischia, abbiamo chiesto a tutte le Amministrazioni e agli Enti di incentivare il lavoro agile in tutti i casi e per tutte le attività che potevano essere svolte da remoto. In un’ottica non solo di efficienza, ma anche di risparmio dei costi sostenuti dai lavoratori e dalle Amministrazioni, in un momento in cui l’abnorme e ingiustificato aumento dei prezzi petroliferi, e in particolare del gasolio da autotrazione, sta facendo lievitare di giorno i giorno i prezzi dei beni di consumo con conseguenze dirette sul potere di acquisto di lavoratori e pensionati.
Per la CSE il lavoro agile è più di un pur importante strumento di conciliazione vita lavoro, o di efficientamento energetico. E’ un cambio di paradigma, che investe l’organizzazione del lavoro e dei processi, i modelli organizzativi, le sfere di autonomia e di responsabilità, il lavoro per obiettivi, lo sviluppo professionale.
Queste in estrema sintesi le proposte che Le anticipiamo e che riteniamo possano essere oggetto di uno specifico confronto con le Confederazioni e le Federazioni sindacali per non fare del PNRR l’ennesima occasione perduta, e per dare invece un effettivo rilancio, maggiore efficienza e piena dignità alle nostre Pubbliche amministrazioni e al lavoro pubblico.
In attesa, quindi, di un Suo riscontro e di poterla incontrare quanto prima, Le inviamo i più cordiali saluti.
IL SEGRETARIO GENERALE Marco Carlomagno
Inevitabile osservare come le proposte contenute nella nota siano assolutamente di estrema attualità ed interesse del personale della Difesa: -al salario basso si aggiunga per noi la sparizione dei 21 milioni finora destinati a remunerare la performance organizzativa; -gli incrementi contrattuali e l’indennità di vacanza contrattuale dovrebbero essere senz’altro rivisitati, stante l’attuale tasso di inflazione , così come non si giustificano rinvii per il rinnovo del CCNL (come invece risulta dal DDL di Bilancio); – bisogna intervenire in modo efficace, e non con misure tampone limitate dall’esiguità delle risorse assegnate, sul fronte delle assunzioni, stanti le rilevanti carenze organiche e l’invecchiamento del personale, anche chiudendo la negativa esperienza delle esternalizzazioni; – valorizzazione dell’esperienza del lavoro agile, da recuperare senza remore non solo come insostituibile strumento di conciliazione tra vita professionale e vita privata, ma anche come un cambiamento epocale di paradigma che ribalta in senso innovativo, moderno e costruttivo l’arcaica concezione del modello di rapporto tra lavoratore e Amministrazione; per questo molto di più ci si deve aspettare dal Governo al fine di perseguire la reale modernizzazione del lavoro pubblico, alla stregua del PNRR, che ne promuove il potenziamento e l’implementazione indispensabili alla crescita del nostro Paese.
E’ tutto, come di consueto vi terremo aggiornati. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 91 del 27 settembre 2017 –
Il DG AID G.C. Anselmino in visita all’Arsenale di Messina
Come è avvenuto spesso nel corso degli ultimi anni, anche quest’anno l’arrivo dell’autunno, che segna il tratto conclusivo dell’anno e ci avvicina alla sua conclusione, si accompagna alla preoccupazione circa le prospettive future di alcune delle Unità Produttive (UP) di Agenzia Industrie Difesa.
Come si ricorderà, l’art. 5 del Decreto Legge n. 215 del 29.12.2011, poi convertito nella Legge 24.02.2012, n. 13, disponeva il rifinanziamento di AID per gli anni 2012, 2013 e 2014 e la previsione che, a partire dal 2015, venisse soppresso ogni rifinanziamento con conseguente “liquidazione” delle Unità Produttive che a quella data non avessero ancora raggiunto la condizione di “economica gestione”. Successivamente, con la legge di stabilità 2016, arrivò l’ulteriore proroga (comma 379 dell’art. 1 della L. 190/2014), e con essa quel poco di ossigeno necessario a traguardare, entro i due anni concessi, e dunque al bilancio 2016, la condizione di economica gestione per tutte le U.P. di AID. Si deve inoltre ricordare che, dal 1.1.2016, Agenzia Industrie Difesa non ha più goduto di alcun finanziamento pubblico (negli anni precedenti, i finanziamenti erano stati pari a 6 mln di € nel 2012, 5 mln nel 2013 e 4 mln nel 2014).
Il termine fissato “al bilancio 2016” è stato successivamente “prorogato al bilancio 2017” dal c.d. “decreto milleproroghe” (art 8 comma 3 del D.L. 30.12.2016, n. 244, poi convertito nella L. 27.02.2017, n. 19), e dunque, a meno di ulteriori proroghe francamente oggi non immaginabili, questi ultimi mesi segneranno il destino futuro di quegli Stabilimenti che non hanno ancora raggiunto l’economica gestione.
Che alcune U.P. manifestino, allo stato, ancora qualche problema, è reso evidente dal bilancio consuntivo 2016 di Agenzia Industrie Difesa e dai contenuti della relativa relazione sulla gestione, che hanno visto la luce a luglio u.s. sul sito istituzionale di AID. Si legge infatti riassuntivamente a pg. 16 del documento di bilancio, che pubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina,: “In particolare si segnala che, rispetto all’anno precedente, si è rafforzata l’economica gestione sia nello Stabilimento Militare del Munizionamento Terrestre di Baiano di Spoleto (per il quarto anno consecutivo) che dello Stabilimento Militare Ripristini e Recuperi del Munizionamento di Noceto; lo Stabilimento Chimico Farmaceutico di Firenze (per il decimo anno consecutivo) ha confermato l’economica gestione; l’UP di Torre Annunziata e l’Arsenale di Messina hanno visto un netto miglioramento della perdita ed infine tutte le altre Unità Produttive dell’Agenzia hanno conseguito un generalizzato miglioramento”. Miglioramento si, ma (par di capire) la condizione di economica gestione non è stata ancora traguardata.
Delineato così il quadro di situazione di partenza, insieme a CGIL FP e UIL PA abbiamo inviato all’ing. Gian Carlo Anselmino, D.G. di Agenzia Industrie Difesa, una richiesta di incontro per fare un punto di situazione in merito all’attuale situazione delle diverse U.P. e alle relative prospettive.
Nella stessa lettera, abbiamo anche rappresentato al D.G. Anselmino:
in primo luogo, lo stato di disappunto dei lavoratori per la mancata corresponsione delle spettanze FUS 2016, che come noto il personale civile del MD ha quasi dappertutto percepito con il cedolino di agosto;
in secondo luogo, la necessità che si apra rapidamente il tavolo negoziale nazionale per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2017, che come noto dovrebbe contenere criteri e numeri della procedura selettiva per la nuova fase di sviluppi economici interni alle aree, questa volta con decorrenza 1.1.2017, come previsto dall’art. 10 dell’accordo FU Agenzia dell’anno 2016.
Con l’occasione informiamo i colleghi che, nella riunione del 7 agosto u.s., il Consiglio dei Ministri ha deliberato, su proposta della Ministra della Difesa Roberta Pinotti, la conferma per un ulteriore triennio dell’ing. Gian Carlo ANSELMINO nell’incarico di Direttore Generale di Agenzia Industrie Difesa.
La dr.ssa Corrado al momento della firma della convenzione con Difesa Servizi SpA (aprile 2015)
Con DPCM 15.10.2015, la dr.ssa Anita Corrado è stata nominata nuovo Direttore Generale di PERSOCIV e prende il posto della dr.ssa E. Preti, che la sostituirà nell’incarico di D.G. di COMMISERVIZI.
La dr.ssa Preti ha diretto per cinque anni la Direzione Generale per il Personale Civile, avendo ottenuto l’incarico nel dicembre 2009, e dunque solo qualche settimana dopo l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 27.10.2009, n. 150 – più tristemente conosciuto come Decreto Brunetta – che ha portato notevoli rivolgimenti (quasi tutti in negativo) nella vita delle Pubbliche Amministrazioni, e in particolare nelle relazioni sindacali, profondamente destrutturate rispetto alle regole fissate nei contratti di lavoro, e ancor più destrutturate nel nostro Ministero in conseguenza dalla miope scelta di separare i tavoli sindacali. Nello stesso periodo, molti cambiamenti sono avvenuti anche sotto il profilo organizzativo a causa della riorganizzazione in chiave riduttiva che l’area T/A (e dunque anche le DD.GG.) ha subito a seguito dei diversi tagli operati negli organici, l’ultimo dei quali recepito con DM 16.01.2013, tuttora vigente in attesa di quello discendente dal DL 95/2012 (spending review) non ancora attuato sino ad oggi in ambito M.D.. Ebbene, in questo quadro di situazione non facile, sono state fatte in questi cinque anni cose importanti (il CCNI 3.11.2010 sul Nuovo Sistema di Classificazione e la positiva gestione degli sviluppi economici 2010, per es.); altre su cui il nostro giudizio è stato diverso; altre, infine, che abbiamo non solo non compreso, ma anche apertamente osteggiato. Come delegata del Ministro alla contrattazione integrativa, la dr.ssa Preti è stata per noi un interlocutore serio e corretto, aperto al confronto, anche ostico in alcuni momenti, ma sempre attenta alle nostre ragioni e proposte, e sempre rispettosa del ruolo delle controparti, e di tutte le controparti. Non è merito di poco. Alla dr.ssa Enrica Preti, gli auguri di buon lavoro nel nuovo e importante incarico al quale è stata chiamata.
Da oggi, nuovo Direttore Generale di PERSOCIV è la dr.ssa Anita Corrado, che in questi ultimi cinque anni ha diretto COMMISERVIZI. Dalle note biografiche tratte direttamente dal sito del Ministero, leggiamo che è torinese di nascita ed è in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito presso l’Università degli Studi di Roma il 19/07/79. In servizio presso il Ministero della Difesa dal 20/6/82, ha lavorato dal 1982 al 1987 presso CONTENDIFE, quindi presso la Segreteria del Sottosegretario di Stato della Difesa on. Gaetano Gorgoni svolgendo mansioni dirigenziali, e poi presso GENIODIFE dal 1989 al 1995 acquisendo una notevole esperienza in materia contrattuale. Nominata Dirigente con D.M. 31 gennaio 1995, ha prestato servizio presso MARIPERS come Direttore della 10^Divisione Bilancio e Affari amministrativi dal 1° luglio 1995 al 15 giugno 1998; quindi, dal 1998 al 2002, ha prestato servizio presso la VI^ Divisione di COMMISERVIZI. Dal 2002 al 2007 è stata Capo del 4° Reparto di ARMAEREO, che si occupava degli aspetti giuridico-amministrativi relativi ai contratti nazionali ed internazionali. In quel periodo, ha frequentato diversi corsi di approfondimento e aggiornamento sulle normative e sulle tecniche contrattuali della P.A., svolti presso la Scuola Superiore della P.A. e presso CIVILSCUOLADIFE, oggi purtroppo soppressa, nonché corsi privati presso il CEIDA. Dal 20 febbraio 2007 al 13 ottobre 2009 è stata Vice Direttore Generale di GENIODIFE, ed ha presieduto il Gruppo di lavoro per la redazione del Regolamento per i lavori nell’ambito degli appalti nel settore della Difesa. Infine, il 14 ottobre 2009 è stata nominata Direttore Generale di COMMISERVIZI, incarico che ha svolto ininterrottamente sino al 12 u.s..
Alla dr.ssa Corrado, le più vive felicitazioni di FLP DIFESA per l’importante incarico al quale è stata chiamata, e gli auguri più sinceri di buon lavoro, anche nel rapporto con le OO.SS. nazionali. Distribuzione FUA 2015 e criteri di attribuzione sviluppi economici dal 1.01.2015, i primi e più importanti impegni dopo aver ricevuto la delega alla contrattazione da parte della Ministra Pinotti.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 110 del 9 ottobre 2015 –
Ottobre, tempo di finanziaria o, come è più corretto dire da qualche anno a questa parte, tempo di “legge di stabilità”. Ormai siamo vicini al 15 ottobre, data fatidica entro la quale il Consiglio dei Ministri dovrà adottare il disegno di legge di stabilità 2016 che dovrà poi essere trasmesso a Bruxelles, e le cronache dei media sono quotidianamente piene di notizie e di indiscrezioni sulle misure che dovrebbero trovare posto nella manovra finanziaria: previdenza (modifiche della Fornero), pubblico impiego (meno di 500 mln per il rinnovo dei CCNL?) e spending review le partite più gettonate. Per quanto attiene ai tagli della spesa pubblica (si era parlato di 10 mld di euro, ma verosimilmente saranno di meno), dopo il meritorio lavoro di ricognizione e anche di proposte, fatto dal precedente Commissario Carlo Cottarelli, ci sta lavorando sopra il nuovo Commissario nominato dal Governo, Yoram Gutgeld, naturalmente insieme ai tecnici della Presidenza del Consiglio e del Ministero dell’Economia. Le ipotesi più attenzionate sembrerebbero essere la riduzione significativa delle società partecipate, il disboscamento degli Enti inutili e una nuova stretta ai bilanci dei Ministeri. E tra questi, ovviamente, anche quello del Ministero della Difesa.
Come noto, il bilancio della nostra Amministrazione viaggia da qualche anno intorno ai 22/23 miliardi di €, e tiene conto dei contributi del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) per i programmi relativi agli armamenti e dello specifico Fondo del Ministero dell’Economia (MEF) per le missioni militari. Ebbene, nella “Nota di aggiornamento” approvata dal Consiglio dei Ministri nello scorso aprile, che corregge gli obiettivi di finanza pubblica fissati dal “Documento di economia e Finanza” (DEF), è recepita una precisa richiesta della nostra Amministrazione di incrementare di circa 1,2 mld di euro le risorse destinate alle spese delle Forze Armate nel triennio 2015-2017, e più precisamente: 300 mln nel 2015, 440 mln nel 2016 e 480 mlm nel 2017. Nelle intenzioni della richiedente Ministra Pinotti, queste risorse aggiuntive dovrebbero essere destinate, da una parte a fronteggiare gli aumenti dei costi dei programmi di armamento già avviati (per es.: Forza NEC, per la digitalizzazione dell’Esercito), e, dall’altra, verrebbero impegnati in investimenti in nuovi programmi di armamento, ancora non meglio precisati. Una parte di queste risorse dovrebbe servire anche per l’acquisto di nuovi cacciabombardieri F-35, rispetto ai quali la risoluzione già votata in Parlamento sul dimezzamento dei velivoli da acquistare, non ha trovato sinora attuazione.
Ebbene, è circolata in questi giorni la notizia che il Ministro dell’Economia Padoan, alle prese con la difficile quadratura della legge di stabilità, avrebbe in animo di operare un taglio del 3% del bilancio della Difesa (tra i 400/500 mln, ma qualcuno ha anche fatto una previsione più precisa: 478 mln), gran parte del quale riguarderebbe proprio le spese per armamenti. E ad essere colpita, sarebbe in primis la F.A. Esercito.
Che ci sia qualcosa di vero, lo dimostra le forte presa di posizione del Sottosegretario Rossi che, in una dichiarazione del 5 u.s. che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, ha espresso “profonda preoccupazione per la prossima legge di Stabilità perché non vi sono più margini di riduzione delle risorse disponibili senza rischiare di incidere direttamente sull’efficienza delle FF.AA.”, poi ribadite anche al quotidiano “La Repubblica”.
Che la Difesa abbia già dato nel corso di questi anni, in particolare dal 2008 a oggi, è cosa ampiamente risaputa; è però altrettanto vero, a nostro avviso, che di fronte alla situazione di crisi profonda che il Paese continua a vivere nonostante gli annunci ottimistici di Renzi su una ripresa ancora molto timida, non pare utile in questo momento impegnare in spese per armamenti delle risorse che potrebbero invece essere più utilmente destinate verso altri obiettivi, creazione di posti di lavoro e riduzione delle tasse in primis.
Concludiamo, informando i colleghi che la Ministra della Difesa R. Pinotti ha illustrato in data 6 ottobre u.s. alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato lo stato delle missioni internazionali in corso (sintesi dell’intervento su questa stessa pagina, allegato 2).
Si riporta, di seguito, la nota del Dipartimento Politiche Previdenziali e Assistenziali della nostra Federazione che dà notizia della circolare INPS n. 154 del 17 settembre u.s., che reca alcuni chiarimenti in materia di trattamento della c.d. “buonuscita” dei lavoratori statali.
“Dopo l’entrata in vigore del decreto legge 90/2014, che ha modificato il potere unilaterale di risoluzione del rapporto di lavoro da parte delle pubbliche amministrazioni, e dell’art. 13 della legge 190/2014 (legge stabilità 2015), che ha congelato l’applicazione della penalizzazione, con riferimento ai lavoratori che maturano il diritto a pensione anticipata entro il 31 dicembre 2017, la cui decorrenza della pensione sia successiva al 31 dicembre 2014, erano necessarie alcune precisazioni tecniche sui termini di pagamento della buonuscita.
L’INPS, dopo la circolare n.74, ha finalmente fornito queste ulteriori indicazioni con la circolare n. 154 del 17 settembre 2015, che si pubblica su questa stessa pagina, chiarendo che per il personale che raggiunge la massima anzianità contributiva (42 anni e 6 mesi nel 2015 e 42 anni e 10 mesi dal 2016 per i maschi, mentre per le donne sono 41 anni e 6 mesi nel 2015 e 41 anni e 10 mesi dal 2016) il termine di pagamento della buonuscita è sempre pari non più a 24 mesi, ma a 12 mesi dalla cessazione dal servizio.
Solo in casi residuali il cui trattamento è colpito da riduzioni sulla pensione (taglio dell’1-2% per ogni anno di anticipo rispetto all’età di 62 anni), il termine di pagamento slitta a 24 mesi dalla cessazione dal servizio.
Visto il congelamento dell’applicazione delle riduzioni e penalizzazioni fino al 31 dicembre 2017, il personale che va a riposo si giova quindi di una decorrenza più vantaggiosa rispetto alla precedente per avere in tasca la buonuscita.
Termini in vigore attualmente per liquidare il TFS o TFR nel P.I. dal 01.2014
Per inabilità o decesso 15 gg- +90 gg
per limiti di età /cessazione d’ufficio 12 mesi +90 gg
per dimissioni volontarie 24 mesi +90 gg
per scadenza contratti a termine 12 mesi +90 gg
per risoluzione unil. max anz. contr. 12 mesi + 90 gg
Rateizzazioni del TFS o TFR dal 1.01.2014
prima rata fino a 50 mila €
seconda rata importo lordo compreso tra 50 e 100 mila €
terza rata importo oltre 100 mila € DIPARTIMENTO POLITICHE PREVIDENZIALI E ASSISTENZIALI”
In allegato, la circolare INPS n. 154 del 17 settembre 2015
Il dr. Franco Massi, Vice Segretario Generale Civile
C’è una parola che in queste settimane circola tanto tra i palazzoni romani del Ministero della Difesa: il suo nome è “specificità”, e il progetto che ne è alla base, è il dichiarato tentativo di far riconoscere la particolare condizione d’impiego del personale civile, che si porterebbe dietro più retribuzione e più diritti. Ci sembra però che, allo stato, il progetto viaggi essenzialmente (per non dire: esclusivamente) negli Enti maggiori di Roma (appunto, i “palazzi”), visti gli scarsi risultati di diffonderlo nei molto più vasti territori periferici, e, in secondo luogo, che venga sospinto a piene mani da pezzi importanti (e interessati) dall’A.D. .
Cosa sta succedendo? Se lo chiedono in molti a Roma, e allora proviamo a dire la nostra ai colleghi.
Innanzitutto cerchiamo di dare sostanza e significato alla parola “specificità”, che è entrata nel vocabolario del Ministero della Difesa nel lontano 2010 (erano i tempi di Berlusconi, Tremonti, Brunetta e compagnia cantando) attraverso l’art. 19 della Legge 4.11.2010, n. 183, che ha appunto riconosciuto la “specificità” d’impiego del personale del comparto sicurezza e difesa, e al suo interno, ovviamente, anche dei militari appartenenti alle FF.AA. Una caratterizzazione fortemente voluta dai Vertici e dalle Rappresentanze militari, al fine di circoscrivere una sorta di “area protetta” nell’ambito del P.I., poi venuta utile in innumerevoli circostanze (pensiamo, per es., alla deroga introdotta dalla Legge Fornero).
La cosa non poteva passare inosservata, e certo non lo fu agli occhi di FLP DIFESA che rivendicò (da subito, apertamente e ripetutamente) l’urgenza di dare risposta alla non più rinviabile necessità di ridurre le forbici, normative e retributive, tra lavoratori civili e militari, che apparivano sempre più divaricate anche in ragione di quell’ intervenuto riconoscimento di “specificità”. FLP DIFESA lo rivendicò nelle piazze (manifestazione nazionale indetta dalla nostra O.S. in data 6.07.2012), su tutti i tavoli (ne fanno fede i resoconti delle riunioni), in tutte le circostanze e in tutte le sedi anche istituzionali: ripubblichiamo su questa stessa pagina il documento che consegnammo il 16.05.2012, in sede di audizione in Senato sul disegno di legge delega per il riassetto in chiave riduttiva delle FF.AA (allegato 1), e quello consegnato alla Commissione Difesa della Camera nel corso dell’audizione del 22.10.2013 sugli schemi dei DD. LLgs. attuativi della L. 244, di cui riportiamo quanto scritto al punto n. 2, let H: ”Infine, abbiamo ritenuto grave l’assenza di qualsiasi richiamo alla specificità del ruolo del personale civile della Difesa…… e la mancanza di qualsiasi correttivo sul fronte delle problematiche che più stanno a cuore ai dipendenti civili: le enormi, e proprio per questo inaccettabili, differenze di trattamento, retributivo e normativo, tra la componente civile e militare nelle medesime condizioni di impiego” (allegato 2). Sarebbe davvero interessante comprendere dov’erano allora, e dove sono stati in tutti questi anni, i crociati di oggi.
Arriviamo così ai giorni nostri: dopo i tempi della disattenzione, arriva oggi il tempo del rilancio. Ma a rilanciare la questione è stranamente la stessa Amministrazione, che da storica matrigna dei lavoratori civili ne diventa per la prima volta mamma amorevole. Se ne fa carico, in particolare, il Vice Segretario Generale, che si dice sia rimasto colpito dalla “miseria” delle retribuzioni del personale civile. E cosa fa? Incontra la RSU di un Ente di Palazzo Esercito in data 18 giugno u.s., e parla di precise iniziative avviate dall’A.D. per il transito del personale civile nelle “categorie speciali” (da far recepire nell’allora DDL delega Madia, poi diventato legge ma senza risultato alcuno sotto questo profilo), il che configurerebbe di fatto un ritorno alla sfera pubblicistica del rapporto di lavoro e l’uscita dal comparto Ministeri; in aggiunta, legata al predetto ritorno, il Vice Segr. Generale avrebbe parlato anche della volontà di A.D. di reperire “200mil nel bilancio 2015 da destinare in prima opzione ed in parte preponderante nella quota fissa della retribuzione, e la rimanenza al FUA”. Di questi intendimenti dell’Amministrazione riferiti dal Vice Segretario Generale, c’è traccia scritta nel “verbale della riunione delle RSU dell’area amministrativa del Ministero della Difesa” (una diecina, le RSU rappresentate), che pubblichiamo su questa pagina (allegato 3). Certo, appare strano che di dette intenzioni l’A.D. non ne avesse mai fatto menzione negli incontri con le OO.SS. nazionali, come altrettanto strano appare il fatto che, a conclusione di quella riunione delle RSU dell’area T/A, sia stato deciso “un incontro con le OO.SS. per un tavolo tecnico riguardante la specificità del personale civile” mai avvenuto sinora: noi siamo stati invano in questi mesi in attesa di una chiamata per l’utile confronto…
E mentre langue il confronto vero sul fronte sindacale e si fa strada la demagogia, fervono invece le iniziative: l’AD promuove un “gruppo di lavoro” (Presidente il Sottosegretario Rossi; Coordinatore Tecnico il Vice Segretario Generale) per esaminare la tematica del trattamento economico e normativo del personale civile e prospettare soluzioni volte a “un incremento dei trattamenti economici” e alla messa a punto “di proposte, anche innovative, tenuto conto dello specifico contesto d’ impiego”. Di questo gruppo di lavoro, costituito con DM 16.06.2015, il Sottosegretario Rossi ne ha riferito alle OO.SS. solo il 6 agosto 2015. Perché?
C’è allora qualcosa di ancora poco chiaro in questa storia! Iniziamo a parlarne, dunque, in attesa dei futuri sviluppi.
L’ “operazione specificità” nasce da una iniziativa in prima persona della stessa A.D., e cioè del soggetto che sinora ha sempre fatto orecchie da mercante, e ancora di più in questo anno e mezzo di governo Pinotti, avendo la Ministra sinora tradito i suoi stessi proclami (audizione parlamentare del 15.03.2014). L’ultimo segnale: il Libro Bianco che, a detta di tutti, è scandalosamente privo di attenzione verso i civili. Ci chiediamo: ravvedimento operoso da parte dei Vertici politici e dell’Amministrazione, o c’è dell’altro?
L’ “altro” parrebbe emergere proprio dagli intendimenti manifestati dal Vice Segretario Generale e di cui c’è traccia nel verbale già richiamato della riunione del 19 giugno u.s. delle RSU dell’area T/A, laddove si parla di “implementare l’art. 3 del D. Lgs. tra le categorie speciali” . Attenzione, però: l’art. 3 del D. Lgs. 165 ha per titolo “personale in regime di diritto pubblico”, e riguarda dunque tutte le categorie non contrattualizzate (magistrati, avvocati/procuratori dello Stato, diplomatici, prefettizi, e infine il personale delle FF.AA. e delle Forze di polizia). Allora il disegno vero dell’A.D. potrebbe consistere nel far rientrare il personale civile nella sfera pubblicistica, cosa questa che sarebbe funzionale al quadro di prospettiva che abbiamo di fronte da qui al 2024, con centinaia di Enti da sopprimere/riordinare e migliaia di posti da cancellare, civili e militari (31.000, quanti di loro da transitare nei ruoli civili?). Riportarci nella sfera di diritto pubblico, potrebbe servire allo scopo, in quanto il nuovo status assicura mano libera all’A.D. E per raggiungere lo scopo, l’A.D è disponibile a trovare un po’ di soldi, anche se i 200 mln cui fa riferimento il verbale RSU appaiono di questi tempi una chimera. La cassa è in mano al MEF……. Sul tema, ci siamo trovati di fronte in questi giorni a raccolte di firme (ma perché, c’è qualcuno tra di noi che non vorrebbe più soldi o più diritti?) e improbabili comunicati sindacali in cui si afferma che il transito nelle categorie speciali ex art. 3 D.Lgs. 165 sarebbe compatibile con il permanere nel comparto contrattuale dei Ministeri, e che potremmo fare come i Vigili del Fuoco i quali invece, guarda caso, sono entrati nell’art. 3 proprio abbandonando il comparto di contrattazione! A Roma dicono: “o ce fanno o ce so’”. Scelgano loro la fattispecie più pertinente, ma non offendano la logica e l’intelligenza dei colleghi!
Al di la, comunque, di ogni strumentalizzazione, demagogia e del tentativo di dare sponda alle iniziative ancora così poco chiare (nei contenuti, ma soprattutto nei veri obiettivi) dell’A.D., noi di FLP DIFESA la pensiamo così:
– attenderemo serenamente le risultanze del “gruppo di lavoro”, preannunciate per la fine di questo mese, anche se –lo ridiciamo– non comprendiamo perché non anche una presenza sindacale al suo interno;
– parteciperemo in modo molto attivo e propositivo al successivo confronto con l’A.D. già preannunciato dal Sottosegretario, che intenderebbe chiudere entro novembre p.v.. per poter poi dar corso agli approfondimenti con MEF e FP. Solo in quella sede avremo modo di scoprire le carte vere (con le relative pezze giustificative, che esigeremo!) e i reali intendimenti di AD., e solo allora potremo farci un’idea sui pro e i contro dell’operazione proposta, dire la nostra, e assumere le idonee iniziative.
– nel frattempo, chiariamoci noi le idee e costruiamo una piattaforma unitaria. Facciamolo presto quel confronto chiesto dalle RSU area T/A: una bella assemblea pubblica, con la presenza di tutte le OO.SS. e le RSU interessate, in una grande sala di Roma, di fronte ai lavoratori. Facciamolo! Noi siamo pronti.
Seconda riunione, ancora del tutto interlocutoria e per nulla conclusiva, con la delegazione dell’AD presieduta dal Direttore Generale di PERSOCIV per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2115, operazione questa, mai come quest’anno difficile e complessa, anche in ragione della compresenza di alcuni nodi, tutt’oggi non risolti. Come i colleghi ricorderanno, la prima riunione, tenutasi il 29 luglio u.s., era servita solo a fare un primo punto di situazione sulle somme disponibili e a fornire una prima ipotesi di distribuzione delle somme. Nella riunione di oggi si è entrati più nel vivo, e la più importante novità da noi fortemente sollecitata da tempo e attesa dai colleghi, è la previsione di una seconda fase di passaggi interni alle aree dopo la prima tornata con decorrenza 1.1.2010, che non aveva avuto sinora repliche a causa del blocco delle retribuzioni introdotte dal 2011 da Berlusconi e poi confermato sino al 31.12.2014 dai Governi che sono succeduti. Ma andiamo con ordine.
Partiamo innanzitutto dalla dotazione del FUA 2015: le somme certe e disponibili del FUA 2015 sono pari quest’anno a € 52.860.917,00 al lordo oneri a carico dell’A.D., e dunque con una significativa differenza in negativo di € 3.821.531,00 rispetto al 2014. Rispetto a questa dotazione del FUA 2015, la distribuzione delle somme prevista dal prospetto allegato 12 della bozza di ipotesi pervenuta da PERSOCIV, che pubblichiamo come allegati 1 e 2 su questa stessa pagina, ripropone il modello consolidato di ripartizione, con una riconferma degli stanziamenti 2014 per posizioni organizzative (€ 2.525.281,00) e indennità di mobilità (€ 370.000) e una crescita di PPL, turni e reperibilità (soprattutto) in ragione delle esigenze comunicate a PERSOCIV dagli Organi Programmatori (SGD, SS.MM., etc.). La dotazione del Fondo per Agenzia Industrie Difesa è quest’anno pari a € 2.114.436, pari al solito 4% delle somme FUA disponibili per l’anno in corso. Per i passaggi interni con decorrenza 1.1.2015, l’accantonamento previsto è pari a € 2.025.112,64. Dunque, in ragione degli importi residuati a valle degli accantonamenti, la quota pro capite FUS 2015 si attesterebbe quest’anno a 837,54 € al lordo oneri AD., a fronte di € 963 (somme certe) + € 26,45 (somme variabili) nel 2014. Dunque quota FUS minore rispetto all’anno scorso.
Questo il quadro complessivo della proposta di distribuzione illustrata dalla dr.ssa Preti, rispetto ai cui contenuti abbiamo espresso come FLP DIFESA le seguenti osservazioni e proposte.
In merito alla dotazione del FUA 2015, al pari di quanto avvenuto negli anni precedenti sin dal 2013 (si veda il Notiziario n. 71 del 20 giugno), la nostra O.S. ha sollecitato la D.G. a richiedere al MEF il dettaglio relativo alla provenienza delle voci che compongono il FUA Difesa 2015, che il MEF ha sempre negato in questi ultimi anni alla faccia della tanto esibita, ma mai praticata, trasparenza. La dr.ssa Preti ci ha allora ricordato che, a seguito delle nostre sollecitazioni ripetute negli anni, ha richiesto sistematicamente il prospetto delle somme che alimentano il FUA, ma che il MEF li ha sempre altrettanto sistematicamente negati. Riproporremo il problema sul tavolo politico, atteso che mai quest’anno, a fronte del possibile taglio delle risorse variabili, è necessario avere piena conoscenza delle somme disponibili, e lo faremo nella già programmata riunione con il Vertice politico del 7 ottobre p.v..
Secondo problema sulla dotazione FUA 2015, ci sono quasi 4 mln in meno rispetto al 2014. Innanzitutto corre l’obbligo di segnalare che, su nostra richiesta, l’Amministrazione ha precisato che gli attuali € 52.860.917 al lordo oneri AD rappresentano la dotazione di partenza del FUA 2015, che potrebbe godere di una successiva implementazione, allo stato stimata in circa 6 milioni di € ulteriori. Che deriverebbero anche dall’applicazione dalla circolare MEF n. 20 dell’8.05.2015 recante istruzioni applicative circa il ricalcolo, a partire dal 2015, dei fondi della contrattazione integrativa in applicazione dell’art. 9 – comma 2 bis – del DL 78/2010 così come modificata dalla legge di stabilità 2014, al fine, attraverso la stabilizzazione delle decurtazioni intervenute, di conferire in futuro alla dotazione dei FUA una connotazione di maggiore stabilità. Come già da noi riferito in precedenza, ipotizzando il sopra richiamato incremento di circa 6 mln di €, la dotazione definitiva del FUA 2015 potrebbe allora stare all’interno di una forbice compresa tra 58 e 59 mln di €, ma su di essa pesa oggi, in ogni caso, la tagliola determinata dalla legge di assestamento del bilancio 2015, già votata dal Senato e oggi all’esame della Camera (A.C. 3305), che non prevede le somme c.d. “variabili” del FUA 2015, che nel 2014 erano state pari nel M.D. a € 1.128.838,00. Rappresenteremo il problema sul tavolo del 7 ottobre p.v., chiedendo un impegno del Vertice politico affinché lo scippo (perché tale appare) delle somme variabili non venga consumato. Resta però il problema antico: è necessario per quanto possibile irrobustire la dotazione del FUA. La dr.ssa Preti ha fornito nella riunione di oggi le risposte da noi sollecitate nella precedente del 29 luglio: le risorse derivanti dai recuperi relativi allo svolgimento di attività extra lavorative ex art. 1 L. 662/1996, che il D.Lgs 165/2001 destina al FUA, per ISPEDIFE sarebbero pari solo a 22mila €, mentre per quanto attiene l’accordo del 13.02.2013 A.D./OO.SS. sulla destinazione al FUA del 25% dei risparmi derivanti dal riordino in chiave interforze della Sanità militare, non sarebbe risultato alcun risparmio. Però! Porremo pure questa questione sul tavolo politico del 7 p.v., e vedremo le risposte del Vertice. Rimane comunque ferma la nostra convinzione sulla possibilità di implementazione delle risorse FUA attraverso l’anticipazione sin a partire da quest’anno delle risorse derivanti dai riordini delle FF.AA. di cui ai DD.LLgs. n. 7 e 8/2014, attuativi della legge delega 244/2012.
Per quanto riguarda turni, reperibilità e PPL, gli accantonamenti prospettati prevedono incrementi rispetto al 2014 per tutte le fattispecie, essendo state recepite tutte le esigenze segnalate dagli Organi Programmatori, al netto delle decurtazioni operate negli anni precedente (-16% reperibilità, -8% per PPL e -6% per turni). Colpisce in particolare l’incremento dell’assegnazione alla “reperibilità” (€ 4.530.497,39 € rispetto ai 3.582.900,00 € del 2014, ben oltre il 25%, che pare in gran parte dovuto alle richieste di SMM), di cui francamente non comprendiamo le ragioni atteso l’utilizzo eccessivo che di questo istituto si fa in ambito MD. A tal riguardo, la nostra O.S. ha detto alla dr.ssa Preti di non essere assolutamente d’accordo, atteso che ogni incremento di somme per la reperibilità comporta una corrispondente riduzione del FUS, e pertanto abbiamo chiesto di confermare l’accantonamento 2014.
La novità positiva del FUA 2015, invece, come già detto, potrebbe essere data dalla seconda tornata dei passaggi interni alle aree con decorrenza 1.1.2015, per i quali è confermata nella bozza di ipotesi di accordo predisposta dalla D.G. l’ipotesi più favorevole legata all’attuale consistenza nelle diverse fasce retributive di personale: n. 481 in area 3^ e n. 614 in area 2^, per un numero complessivo di 1095 (in area 1^, come noto, non è possibile prevedere passaggi, atteso che tutto il personale ausiliario occupa la fascia apicale), con una spesa complessiva pari a € 2.025.112,64 anch’essa al lordo oneri datoriali. Va a tal riguardo precisato che la quantificazione dei passaggi, di cui al prospetto contenuto nell’art. 10 della bozza di ipotesi, originano dalla attuali disponibilità di fascia derivanti al 1.01.2015 dal rapporto tra organici e presenze effettive, ricomprendendo nel calcolo anche gli ipotizzati transiti dalla fascia inferiore. L’A.D. ha dunque fatta propria la nostra richiesta su nuovi passaggi entro l’area non appena fuori dal blocco delle retribuzioni, e di questo diamo ampiamente atto alla dr.ssa Preti per aver onorato l’impegno assunto (vds. nota congiunta AD-FLP di luglio 2013, che pubblichiamo questa pagina come allegato 3).
Con separato accordo integrativo, come già avvenuto nel 2010, saranno individuati criteri e punteggi per la formazione della graduatorie, trattandosi di selezione sulla base di requisiti e titoli posseduti.
La novità invece molto negativa, allo stato dell’arte, e che blocca l’accordo FUA 2015, è data dal vuoto cosmico che tuttora pervade la questione relativa al sistema di valutazione da adottare per la distribuzione del FUS. Cassata dai rilievi della FP la norma contenuta nell’accordo 2014 (valutazione da 1 a 1,5), ma anche nei precedenti, e non ancora varato a tutt’oggi dall’A.D. il nuovo sistema di valutazione della performance individuale (e non si sa ancora il perché), non esiste allo stato nella nostra Amministrazione un sistema di valutazione ai fini della distribuzione del FUS. Per il FUS 2014, la determina in data 15.02.2015 (vds allegato 4 su questa stessa pagina) a firma del Sottosegretario Rossi aveva salvato la situazione, recuperando i vecchi parametri di valutazione. Per il FUS 2015, invece, non c’è ancora nulla, atteso che la determina datata 1 agosto 2015 (vds. allegato 5 su questa pagina), anch’essa firmata dal Sottosegretario Rossi e resa nota alle OO.SS. nella riunione del 6 agosto c.a. (si veda il Notiziario di pari data n. 86), nulla dice al riguardo del FUS 2015, come avevamo già segnalato ai colleghi in quel Notiziario. Questo buco, evidente e clamoroso di cui non si comprendono ancora le ragioni, e che potrebbe produrre effetti negativi anche per quanto attiene i “passaggi interni”, impedisce di fatto la chiusura dell’accordo FUA, mentre il tempo passa e la fine dell’anno è sempre più vicina. Ma impedisce indirettamente anche il varo dei progetti locali (in molti Enti, in particolare a Roma, PERSOCIV in primis, non sono stati varati progetti locali di produttività in mancanza dell’accordo nazionale, cosa del tutto naturale in condizioni normali), e in ogni caso la sottoscrizione degli accordi per la distribuzione del FUS 2015. Una situazione incredibile, mai avvenuta negli anni precedenti, dunque di natura assolutamente straordinaria, rispetto alla quale occorre porre in essere accorgimenti straordinari, tenuto conto che siamo oramai all’ultimo trimestre dell’anno. Invitiamo pertanto le nostre strutture territoriali ed RSDU a prendere in esame l’utilità di sollecitare gli Enti a convocare urgentemente le OO.SS/RSU per il varo dei progetti locali 2015, laddove non ancora varati. Per quanto ci riguarda, nella riunione del 7 p.v., porremo con forza questa questione al Vertice politico, chiedendo innanzitutto spiegazioni e richiamando l’Amministrazione alle proprie responsabilità, che appaiono allo stato ben evidenti, facendo riserva sin da ora di azioni di tutela nelle opportune sedi.
Proseguiamo questo Notiziario con un rapido aggiornamento sui tempi di corresponsione delle somme FUA/FUS in arrivo, che peraltro conferma quanto da noi già anticipato in precedenti Notiziari. Già corrisposto il FUS 2014 e i saldi FUS 2012 e 2013 con il cedolino di agosto, rimangono da corrispondere Posizioni Organizzative e i 2/12 residui di turni, reperibilità e PPL 2014, che verranno corrisposte con il cedolino di ottobre. Per quanto invece riguarda turni, reperibilità e PPL 2015, verranno corrisposte con il cedolino di novembre p.v. ulteriori sei/dodicesimi (e non cinque, come in un primo tempo sembrava), e dunque comprenderanno le indennità fino a tutto il corrente mese di settembre. Le relative segnalazioni da parte degli Enti dovranno pervenire a BDUS improrogabilmente entro e non oltre il 14 p.v. (le nostre strutture territoriali sono invitate a vigilare affichè questa scadenza venga rispettata). Per quanto riguarda invece le ulteriori somme (c.d “variabili” del FUA 2014 pari a € 26,45 lordo lav., vds Notiziario n. 102 del 25.09.2015), se ne parlerà sicuramente nel 2016.
Concludiamo infine con il segnalare alle lavoratrici e ai lavoratori interessati che abbiamo consegnato alla dr.ssa Preti la circolare n. 161601 datata 17 giugno 2015 della competente Direzione Generale del Ministero dei Beni Culturali, che pubblichiamo come allegato 6 su questa stessa pagina, segnalando la necessità che anche il personale civile della Difesa “in peculiari situazioni personali sociali e familiari” possa usufruirne della possibilità riconosciuta ai nostri colleghi dei Beni Culturali ai quali, a domanda, può essere concessa “una pausa ridotta, con corresponsione del buono pasto, pari a 10 minuti, termine minimo indicato dall’art. 8 del Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n. 66, recante << attuazione delle direttive 93/104/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro >>”. IL D.G. si è riservato un approfondimento al riguardo, e una risposta a breve.
n data odierna, si è tenuto l’incontro a tavoli uniti tra le OO.SS. nazionali e Agenzia Industrie Difesa (AID), rappresentata nella circostanza dal Direttore Generale ing. Gian Carlo Anselmino e dal “Responsabile sviluppo del capitale umano e dell’organizzazione”, dott. Pierluigi Palmigiani.
Al primo punto dell’ o.d.g., l’informazione relativa ai pensionamenti nelle Unità Produttive (U.P.) dell’Agenzia. A tal riguardo, ci è stata rappresentata l’intenzione dell’Agenzia di avviare, in applicazione dell’art. 3 della circolare n. 2/2015 della Funzione Pubblica, il percorso di “pensionamenti unilaterali” per favorire il “ricambio e il ringiovanimento del personale” per coloro che hanno i requisiti richiesti e senza alcuna penalizzazione economica. Il personale interessato a tale processo dovrebbe ammontare a circa un centinaio di dipendenti, variamente distribuiti tra le unità operative, e per gli anni 2015, 2016, 2017. Detti pensionamenti dovrebbero essere avviati nel mese di ottobre p.v., e successivamente saranno sottoposti al visto degli organi di controllo. L’ing. Anselmino ha voluto anche precisare che, già adesso, si registra l’interesse e una generalizzata disponibilità dei lavoratori. Nel nostro intervento, abbiamo espresso apprezzamento per gli intendimenti di AID, ma rappresentando al contempo l’esigenza di acquisire i numeri precisi relativi al personale diretto ed indiretto coinvolto. Abbiamo anche fatto presente la necessità di tener conto di eventuali indisponibilità al collocamento a riposo, prevedendo comunque sin da subito affiancamenti al personale pensionando al fine di non disperdere il know-now.
Al secondo punto dell’o.d.g., la gestione dei contratti interinali e tirocini formativi. Anche in questo caso ci è stata comunicata l’intenzione di incrementare l’attivazione, a carico dell’Agenzia, di contratti interinali legati alle effettive commesse stipulate. Con riferimento ai tirocini formativi, il D.G. ha espresso anche la volontà di ricercare con altre Istituzioni, oltre quelle già interessate, forme di collaborazione per incrementare il numero dei giovani interessati a questi percorsi formativi. Nel nostro intervento, abbiamo sottolineato il nostro apprezzamento per l’impegno dell’Agenzia nell’affrontare due temi che a noi stanno particolarmente a cuore, l’occupazione e la formazione, tenendo presente che l’obiettivo finale dovrà traguardare un’occupazione stabile attraverso contratti a tempo indeterminato e una formazione che permetta ai giovani di avere prospettive di lavoro certe, e non sia una nuova forma di sfruttamento.
Va però detto che, in relazione agli impegni assunti in precedenza, attendevamo l’illustrazione del “Piano di rilancio delle attività”, che invece è stato riferito essere ancora in fase di elaborazione. Una volta pronto, come da noi richiesto, verranno avviati in ogni U.P dei confronti con le OO.SS./RSU in merito alle attività specifiche, ed entro fine dell’anno verrà fatto il punto conclusivo sul tavolo nazionale.
In relazione poi ad alcuni articoli di stampa riguardanti la demolizione di due fregate all’interno della Arsenale MM di La Spezia, ci è stato riferito che per la fregata “Alpino” al momento non risulta nulla al riguardo, mentre per la fregata “Carabiniere” è stato sottoscritto un contratto in cui AID si farà carico della demolizione della stessa, nel rispetto ovviamente delle normative vigenti.
Infine, il dr. Palmigiani ha comunicato alle OO.SS. l’avvio del progetto “L’Agenzia siamo noi”, finalizzato alla formazione manageriale, al quale parteciperanno i Direttori di ogni Stabilimento, i quadri direttivi e anche un rappresentante della RSU di ogni singola U.P.. Tale corso si svilupperà in quattro mezze giornate, individuate nei mesi di ottobre-novembre e gennaio-febbraio.
Concludiamo con alcune informazioni sui FUA. In data odierna, abbiamo sottoscritto l’accordo relativo alla distribuzione delle “ulteriori risorse 2014” che diffonderemo appena ci perverrà da AID, mentre per la trattativa FUA 2015, si è in attesa della definizione dell’ipotesi relativa al personale M.D.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 102 del 25 settembre 2015 –
In data 22 settembre u.s., a PERSOCIV, è stato sottoscritto dalle Parti l’accordo definitivo per la distribuzione delle “ulteriori risorse” (altrimenti conosciute come “risorse variabili), del FUA 2014, la cui “ipotesi di accordo”, siglata il 26 marzo u.s., ha successivamente avuto il via libera degli Organi certificatori (l’accordo è pubblicato in allegato 1 su questa stessa pagina).
Come già detto in precedenza, si è trattato di una “prima volta” in senso assoluto, atteso che fino all’anno scorso gli accordi FUA prevedevano l’automatica destinazione al FUS delle risorse variabili, e quindi non erano soggette a nuova trattativa, come invece dal 2014 occorre fare per precisa imposizione del MEF.
Le “risorse variabili” 2014 ammontano in toto a € 1.128.838,00 al lordo degli oneri dell’AD, di cui 45.153,52 ( il solito 4%), è destinato al Fondo Unico dell’ A.I.D. mentre la restante parte – € 1.083.684,48 – andrà ad incrementare il FUA dell’A.D., che dunque per il 2014 è pari complessivamente a € 54.315.150,08. Rispetto alle somme in gioco (€ 1.083.684,48), l’accordo prevede la destinazione di 1.000.000,00 di euro al FUS e la restante parte (€ 83.684,48) per coprire le maggiori esigenze segnalate da vari Enti relativamente alla “reperibilità”, che – lo ripetiamo ancora – rappresenta l’indennità che, in sede di assegnazione agli Enti dopo la ricognizione operata dalla DG. a marzo 2014, ha subito la riduzione maggiore (-16%, contro il -8% per le PPL e il -6% per i turni). Una scelta dunque anche giustificata, ma che a nostro avviso – e lo abbiamo rappresentato in trattativa – si pone un po’ in contraddizione con quanto affermato dalla stessa D.G. nella circ. n. 46647 del 10.07.2014 (“l’ulteriore fabbisogno, qualora espressione di un’esigenza incomprimibile, potrà essere finanziato dagli Enti con onere a carico del FUS, senza possibilità di attingere al FUA”). E’ di tutta evidenza che quegli Enti che hanno scrupolosamente ottemperato a questa indicazione risultano oggi in un qualche modo penalizzati, e con essi il loro personale, rispetto a quelli che invece hanno chiesto di coprire le maggiori esigenze con il FUA. Però ribadiamo anche che queste 84mila € sottratte al FUS verosimilmente vi rientreranno attraverso i risparmi FUA che emergeranno sicuramente anche per il 2014.L’incremento di € 1.000.000,00 del Fondo Unico di Sede, in rapporto alle 28.502 unità di personale presente al 1.01.2014, porterà ad un aumento di € 26,45 (lordo lavoratore) della quota media pro capite del FUS, che pertanto passa dalle 963,00 € fissate nell’accordo FUA 2014 a € 989,45, sempre lordo lavoratore.
Parlando di risorse variabili, non possiamo certo non ricordare la tagliola che pende, determinata dalla legge di assestamento del bilancio 2015 votata dal Senato e oggi all’esame della Camera (A.C. n. 3305, il cui testo pubblichiamo su questa stessa pagina, allegato 2), che non vede stanziate le somme c.d. “variabili” dei FUA, con un taglio complessivo per circa 80 mln di €, all’interno del quale ci sarebbero ovviamente anche le decurtazioni del FUA Difesa. Nell’attesa del pronunciamento della Camera, dobbiamo dire che non è ancora chiara la motivazione che supporta questa scelta del MEF, potendosi anche trattare di un semplice accantonamento prudenziale. Quello che possiamo ragionevolmente presumere è che, come già detto nel Notiziario n. 84 del 30.07.2015, la dotazione del FUA 2015 potrebbe stare all’interno di una forbice compresa tra 58 e 59 mln di €. Ne riparleremo il 29 p.v., nel corso della seconda riunione negoziale per definire l’ipotesi di accordo FUA 2015.
Prima di chiudere, proviamo a fare il punto di situazione aggiornato sulle partite FUA/FUS ancora aperte. Già corrisposto il FUS 2014 e i saldi FUS 2012 e 2013 con il cedolino di agosto, rimangono da corrispondere: i 2/12 a saldo di turni, reperibilità e PPL 2014, che dovrebbero essere corrisposte con il cedolino di ottobre; le Posizioni Organizzative 2014 (per i percettori, vds. circolare PERSOCIV n. 55212 del 4.09.2015) che dovrebbero essere pagate pure in ottobre; per gli ulteriori 5/12 di turni, reperibilità e PPL 2015, è invece probabile che i pagamenti slittino a novembre. Per quanto riguarda invece le ulteriori somme del FUA 2014 (€ 26,45 lordo lav.) di cui al presente Notiziario, se ne parlerà sicuramente nel 2016.
Martedì 29 p.v., seconda riunione negoziale a PERSOCIV per definire l’ipotesi di accordo FUA 2015. Ne daremo, come al solito, ampiamente conto ai colleghi.
Il Gen. Li Causi in visita al 64° Deposito AM di Porto S. Stefano
Presso la sala riunioni del 1° Reparto di SMM di palazzo Aeronautica, si è svolta nel pomeriggio di oggi una riunione tecnica a tavoli separati presieduta dal Capo del 1° Reparto, gen. Maurizio Agrusti, che ha avuto all’o.d.g. aggiornamenti sui progetti di riordino relativi agli Enti della AM per gli anni 2015-2016.
Queste le questioni affrontate:
Progetti di riordino già conclusi: allo stato, risulta già attuato il provvedimento relativo alla revisione del settore “benessere” di COMAER: accentramento presso il Comando AM Roma di tali attività per tutti gli Enti del sedime di Centocelle, per il Comando Supporti di Vertice, per quelli dell’area SMA del palazzo AM. Soppresse analoghe articolazioni del CSA e del COMLOG in data 31 agosto 2015
Progetti di riordino in itinere: riportiamo di seguito i provvedimenti di riordino in corso di attuazione, indicando per ciascuno tipologia, procedura e data di reimpiego prevista, e il punto di situazione:
Settore Meteo: in fase di conclusione la riorganizzazione del Settore con provvedimenti che riguardano l’USAM di Palazzo AM, il CNMCA di Pratica di Mare, il RESMA di Vigna di Valle; prevista la procedura semplificata, si è in attesa delle sanzioni da parte di Persociv del piano di reimpiego;
2° Deposito AM di Gallarate: soppressione e transito delle funzioni a Cameri (NO), con procedura ordinaria; il piano di reimpiego definitivo (accolte tutte le desiderata dei lavoratori tranne due, il cui reimpiego è previsto in Cameri-NO) è stato inviato alle OO.SS. nazionali per l’ espressione di consenso, a seguito della quale si entrerà in fase esecutiva;
Squadriglia TLC di Ciampino (RM): soppressione e transito delle funzioni su Borgo Piave, con procedura ordinaria; piano di reimpiego già definito e approvato, in attesa di sanzione da PERSOCIV;
50° Stormo Piacenza: confermata la soppressione con rilocazione della componente operativa a Ghedi (BS), ma è allo studio un’ipotesi di proroga con possibile costituzione di un Distaccamento Aeronautico in loco nel qual caso, la procedura di reimpiego diverrebbe ovviamente semplificata;
Cdo 1° Reparto Genio AM Milano: rilocazione delle funzioni sul sedime di Villafranca (VR), il piano di reimpiego è già definito e approvato, e si è in attesa di sanzioni da parte di PERSOCIV;
Nucleo Manutenzione Veicoli Storici di Guidonia: le attività rilocate in altro sedime, procedura semplificata, personale destinato presso il 60° Stormo di Guidonia;
Gruppo Rifornimenti di Torricola; elaborato piano di reimpiego con procedura ordinaria, il personale dovrebbe essere reimpiegato nel sedime di Ciampino.
64° Deposito Terr. AM di Porto Santo Stefano
La riunione è stata l’occasione per fare un punto di situazione su questo Deposito AM, la cui soppressione, originariamente prevista per il 2018, è stata anticipata da SMA al 31.12.2016 e poi ulteriormente anticipata al 31.03.2016, con previsione di un Ufficio stralcio operativo per i tre mesi successivi, dal 1.4.2016 al 30.6.2016. LO SMA ha confermato l’intendimento di reimpiegare tutto il personale presso il 4° Stormo AM di Grosseto (oltre 50 km. di distanza dalla attuale sede), in assenza di altre soluzioni possibili in ambito MD o AA.PP. A tal proposito, va detto che la RSU dell’Ente e le OO.SS. territoriali CGIL-CISL-UIL-FLP si oppongono all’anticipo di chiusura anche in ragione della manifestata disponibilità di alcuni Comuni limitrofi a P.S. Stefano di prendere in carico alcune unità di personale (si vedano, a tal proposito, la nota unitaria CGIL-CISL-UIL-FLP ed RSU datata 13.08.2015, il verbale di riunione locale del 26 agosto 2015 e la nota di risposta di SMA del 17.09.2015, tutti pubblicati su questa stessa pagina). Sul punto, la nostra O.S. ha sottolineato la necessità che vengano verificate in sede politica, celermente e fattivamente, possibili soluzioni legate al transito di tutto o di parte del personale presso gli Enti locali che hanno dato segnali di disponibilità in tal senso. Anche in ragione di quanto sopra, abbiamo richiesto allo SMA un differimento del provvedimento di soppressione, o riportandolo alla data originaria (2018) o rimodulandone la tempistica nel 2016 al fine di poter verificare nel dettaglio le disponibilità manifestata da alcuni Comuni del circondario, e approfondirne i termini. Stato Maggiore Aeronautica non ha escluso la possibilità di un differimento della data di decorrenza del provvedimento, in presenza di impegni e percorsi ben definiti che ovviamente vedano l’imprimatur del Gabinetto del Ministro, rispetto al quale non mancheremo come O.S. di avviare le più utili iniziative.
Compenso lavoro straordinario per il personale civile di supporto alle attività legate alla esercitazione Trident 2015 . – In relazione alla iniziativa posta in essere dalla RSU del 37° Stormo AM di Trapani- Birgi che ha richiesto al proprio Comando, a fronte del possibile utilizzo di personale civile per le attività di supporto alla già citata Esercitazione, un potenziamento dei fondi per il lavoro straordinario, FLP DIFESA ha sollecitato SMA ad attivarsi affinchè venga celermente soddisfatta la richiesta della RSU, peraltro successivamente fatta propria dallo stesso Comando dell’Ente. A tal riguardo, il gen. Agrusti si è riservato di fornisci una risposta quanto prima possibile.
Su questa stessa pagina sono pubblicate anche le slide di illustrazione dei provvedimenti predisposte dal 1° Reparto ed il resoconto della riunione con la nostra O.S.
Notiziario FLP Difesa n. 78 del 06 dicembre 2022 – Pubblichiamo di seguito il testo della lettera dello scorso 6 dicembre, a firma del Segretario Generale della CSE Marco Carlomagno, inviata al Ministro per la Pubblica Amministrazione On. Paolo Zangrillo che riepiloga, in sintesi, le principali criticità da affrontare e le azioni e proposte della […]
Notiziario n. 91 del 27 settembre 2017 – Come è avvenuto spesso nel corso degli ultimi anni, anche quest’anno l’arrivo dell’autunno, che segna il tratto conclusivo dell’anno e ci avvicina alla sua conclusione, si accompagna alla preoccupazione circa le prospettive future di alcune delle Unità Produttive (UP) di Agenzia Industrie Difesa. Come si ricorderà, l’art. […]
Notiziario n. 113 del 13 ottobre 2015 – Con DPCM 15.10.2015, la dr.ssa Anita Corrado è stata nominata nuovo Direttore Generale di PERSOCIV e prende il posto della dr.ssa E. Preti, che la sostituirà nell’incarico di D.G. di COMMISERVIZI. La dr.ssa Preti ha diretto per cinque anni la Direzione Generale per il Personale Civile, avendo […]
Notiziario n. 110 del 9 ottobre 2015 – Ottobre, tempo di finanziaria o, come è più corretto dire da qualche anno a questa parte, tempo di “legge di stabilità”. Ormai siamo vicini al 15 ottobre, data fatidica entro la quale il Consiglio dei Ministri dovrà adottare il disegno di legge di stabilità 2016 che dovrà […]
Notiziario n. 109 del 6 ottobre 2015 – Si riporta, di seguito, la nota del Dipartimento Politiche Previdenziali e Assistenziali della nostra Federazione che dà notizia della circolare INPS n. 154 del 17 settembre u.s., che reca alcuni chiarimenti in materia di trattamento della c.d. “buonuscita” dei lavoratori statali. “Dopo l’entrata in vigore del decreto […]
Notiziario n. 108 del 6 ottobre 2015 – C’è una parola che in queste settimane circola tanto tra i palazzoni romani del Ministero della Difesa: il suo nome è “specificità”, e il progetto che ne è alla base, è il dichiarato tentativo di far riconoscere la particolare condizione d’impiego del personale civile, che si porterebbe […]
Notiziario n. 105 del 29 settembre 2015 – Seconda riunione, ancora del tutto interlocutoria e per nulla conclusiva, con la delegazione dell’AD presieduta dal Direttore Generale di PERSOCIV per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2115, operazione questa, mai come quest’anno difficile e complessa, anche in ragione della compresenza di alcuni nodi, tutt’oggi […]
Notiziario n 104 del 28 settembre 2015 – n data odierna, si è tenuto l’incontro a tavoli uniti tra le OO.SS. nazionali e Agenzia Industrie Difesa (AID), rappresentata nella circostanza dal Direttore Generale ing. Gian Carlo Anselmino e dal “Responsabile sviluppo del capitale umano e dell’organizzazione”, dott. Pierluigi Palmigiani. Al primo punto dell’ o.d.g., l’informazione […]
Notiziario n. 102 del 25 settembre 2015 – In data 22 settembre u.s., a PERSOCIV, è stato sottoscritto dalle Parti l’accordo definitivo per la distribuzione delle “ulteriori risorse” (altrimenti conosciute come “risorse variabili), del FUA 2014, la cui “ipotesi di accordo”, siglata il 26 marzo u.s., ha successivamente avuto il via libera degli Organi certificatori (l’accordo è […]
Notiziario n. 101 del 23 settembre 2015 – Presso la sala riunioni del 1° Reparto di SMM di palazzo Aeronautica, si è svolta nel pomeriggio di oggi una riunione tecnica a tavoli separati presieduta dal Capo del 1° Reparto, gen. Maurizio Agrusti, che ha avuto all’o.d.g. aggiornamenti sui progetti di riordino relativi agli Enti della […]