Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 39 del 17.09.2015 con il quale la nostra Federazione fa un punto di situazione, mentre il Governo sta mettendo a punto la manovra finanziaria 2016, sulle problematiche vecchie e nuove che affliggono il pubblico impiego e sulle necessarie iniziative di contrasto da porre in essere urgentemente.
” Nonostante la sentenza della Corte che si è pronunciata positivamente sul ricorso della FLP mirato a ottenere lo sblocco dei contratti nazionali di lavoro nel pubblico impiego, il Governo continua a fare orecchie da mercanti e lancia segnali sempre più preoccupanti che lasciano intravvedere una volontà, neanche troppo mascherata, di arrampicarsi sugli specchi e non ottemperare, o a farlo solo apparentemente, a quanto disposto dalla Corte.
Come se non bastasse, nella legge di assestamento di bilancio, approvata nei giorni scorsi al Senato e ora all’esame della Camera, il Governo per cercare di fare quadrare i conti in rosso a causa delle stime sbagliate derivanti da un calo delle entrate fiscali, dovuto in buona parte all’indebolimento delle politiche di contrasto all’evasione fiscale, ha pensato bene di non attribuire circa 80 milioni di euro ai Fondi di amministrazione, con il risultato di tagliare in modo ancora più drastico le già esigue risorse destinate alla produttività.
Una manovra inaccettabile che va respinta con forza.
E diciamo anche con chiarezza che nessuno pensi di barattare il reintegro di queste risorse, che ci spettano e sono già nostre, con un ulteriore rinvio dell’apertura della fase negoziale per il rinnovo dei contratti nazionali.
O che questo possa giustificare l’ignobile silenzio del governo sul rinnovo contrattuale!
L’iniziativa sul salario e sui diritti si intreccia con la difesa dei livelli di presenza e di democrazia sui territori.
Sta entrando infatti prepotentemente nella fase operativa l’operazione voluta da Monti con la spending review di smantellamento degli Uffici sul territorio e di sostanziale depotenziamento delle Amministrazioni centrali.
L’inaccettabile operazione di chiusura di 23 Prefetture che segue di qualche mese quella delle Ragionerie territoriali dello Stato ( che già avevano visto scomparire qualche anno fa le Direzioni Provinciali del Tesoro) da il segno di quanto sta già avvenendo e dovrà avvenire nei prossimi mesi con controriforme dipinte come azioni di rinnovamento che non razionalizzano un bel nulla, non rendono più operative e fruibili le strutture, ma tagliano servizi, presidii di legalità e colpiscono nella carne viva i diritti di decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici, alle prese con spostamenti di centinaia di chilometri per mantenere ( per quanto ?) il posto di lavoro, dopo essersi visto ridurre drasticamente lo stipendio.
La nostra opposizione a queste politiche miopi viene da lontano e le nostre iniziative in questi mesi si sono dispiegate su vari fronti:
Mobilitazione negli Uffici e sui territori;
Iniziative, anche giurisdizionali, contro le ingiustizie e le sopraffazioni perpetrate ai danni dei lavoratori per vedere riconosciuto il diritto alla contrattazione, alla professionalità ed alla dignità del nostro lavoro;
Sensibilizzazione della società civile , delle associazioni, dei gruppi parlamentari per cercare di uscire dall’isolamento in cui hanno cercato di rinchiudere il lavoro pubblico, testimoniando in tutte le sedi possibili le nostre buoni ragioni;
Partecipazione ad iniziative di democrazia diretta e di difesa della partecipazione e dei diritti come ad esempio l’adesione alla campagna referendaria di Possibile contro il JobsAct e la “buona” scuola, che lo ricordiamo è ancora in corso (la raccolta di firme termina a fine settembre) e per la quale chiediamo a tutti i lavoratori di continuare a firmare;
Contrasto alla politica di divisione tra pubblico e privato, garantiti e non garantiti, cercando di trovare un terreno comune di iniziativa e di proposta.
Su questa strada intendiamo andare avanti con convinzione e decisione, perché la situazione è certamente difficile, ma è anche più in movimento di quanto non lo fosse fino a qualche mese fa, prima della pronuncia della Corte.
Nelle prossime ore comunicheremo in dettaglio a tutte le nostre strutture le iniziative che come FLP metteremo in campo da subito per ridare fiato, forza e gambe alle nostre proposte e rivendicazioni.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP”
Notiziario n. 99 del 21 settembre 2015 –
Il Capo di SMD Graziano e la Ministra Pinotti
Cominciano le manovre per il varo dei provvedimenti attuativi del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” (LB, vds. allegato 2 su questa stessa pagina), e si inizia con provvedimenti molto pesanti. Come noto, all’art. 294, è scritto che il predetto LB “costituisce direttiva ministeriale per tutte le articolazioni dell’A.D.” , e anche per questo sono in piena attività, presso Stato Maggiore Difesa (SMD), i gruppi di lavoro che stanno studiando i provvedimenti e i percorsi più rapidi ed efficaci da sottoporre alla “valutazione del Ministro” per realizzare “una nuova struttura organizzativa dello strumento militare” che andrà a variare l’esistente.
L’obiettivo dichiarato del L.B., lo abbiamo ripetuto più volte, è il deciso potenziamento dell’organizzazione interforze (IF) e la crescita davvero notevole, di ruolo e di competenze, del Capo di SMD, il vero, nuovo “padrone” della Difesa”, che dovrebbe concretizzarsi attraverso modifiche estremamente pesanti dell’attuale assetto: l’istituzione del “Vice Comandante per le Operazioni”, che avrà responsabilità, delegata dal Capo di SMD, di pianificazione e di impiego delle forze in operazioni (art. 173); il transito della pesantissima funzione di Direttore Nazionale Armamenti dal Segretariato (SGD) a SMD, accompagnata dalla costituzione del Comando Logistico della Difesa (CLD) e dall’istituzione del “DNAL”(Direttore Nazionale degli Armamenti e Responsabile Logistica), come prevede l’art. 174; la nascita della “Direzione di Formazione I.F.”, altro passaggio notevole, che assorbirà tutte le competenze in materia di formazione; e ancora, l’istituzione della “Commissione di valutazione Interforze” (art. 181), che andrà a rivoluzionare l’attuale modello di avanzamento delle carriere militari e attribuirà al Capo di SMD il potere di determinare le promozioni della dirigenza militare di tutte le FF.AA. (1500 Ufficiali, contro gli attuali 60 esaminati di SMD). Un tassello fondamentale, ovviamente, forse il primo e il più importante, nel ridisegno del ruolo potenziato di SMD e di contestuale depotenziamento delle singole FF.AA., e che produrrà “quell’uomo forte solo al comando” che a noi non piace per niente.
E, proprio in ragione della sua centralità, che è da qui che sembra stiano partendo le prime manovre. Siamo in possesso di una bozza di decreto, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, recante“proroga delle missioni internazionali delle FF.AA.”, che il Consiglio dei Ministri dovrebbe varare entro il 30 p.v. che dovrebbe prorogare al 31 dicembre p.v. le missioni internazionali, in attesa della legge quadro ancora all’esame del Senato.
Incredibile a dirsi, all’interno di questo provvedimento, ben conosciuto nei suoi contenuti abituali, qualcuno ci ha infilato, all’art. 8, il “regime transitorio dell’avanzamento degli ufficiali dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare a decorrere dall’anno 2016” che prevede anche un taglio della dirigenza militare, ma anche, ed questo è il punto, all’art. 10, alcune modifiche del D. Lgs. 15.03.2010, n. 66 (il c.d. “Codice dell’Ordinamento militare”) che prevedono l’istituzione, al posto delle attuali “Commissioni di vertice” oggi in essere nelle FF.AA., di una “Commissione unica interforze” presieduta dal Capo di SMD, e alla quale faranno capo tutte le scelte in materia di avanzamento della Dirigenza militare di tutte le Forze Armate, Carabinieri compresi. Così si potenzia il ruolo del Capo SMD.
Ci chiediamo: ma l’istituzione di questa “Commissione Unica interforze” ha i requisiti di necessità e urgenza previsti dalla legge per essere inserita in un decreto legge? No, non li possiede, non c’è dubbio, e se non li ha, è di tutta evidenza la forzatura che si sta tentando per controllare un pezzo fondamentale delle FF.AA. (le carriere), e gli interrogativi che si pongono in merito al possibile riproporsi di analoghe forzature per quanto attiene altre parti del LB., anche quelli che ci interessano più da vicino come componente civile. E la cosa ci preoccupa!
Nel segnalare ai lavoratori quanto sopra, ci impegniamo a sollecitare forze politiche e Parlamento a vigilare per impedire il varo di norme non urgenti, da convertire poi in legge magari con voto di fiducia….
Vi invitiamo a partecipare al nostro sondaggio sull’uso dei decreti legge per attuare il Libro Bianco, che troverete nella parte a sinistra alta della home page di questo sito.
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 38 del 15.09.2015 2015 con il quale il “Dipartimento politiche previdenziali ed assistenziali” della nostra Federazione fa un utilissimo punto punto di situazione sull’istituto della c.d “pensione anticipata” alla vigilia di possibili provvedimenti di modifica della legge Fornero di cui parlano quasi quotidianamente gli organi di informazione.
“Visto l’attuale balletto sulle modifiche alla Legge Fornero, e considerato che è in scadenza al 31.12.2015 la legge sulla “Opzione Donna”, il Dipartimento ritiene cosa utile fare il punto della situazione pensionistica sull’istituto della cosiddetta “pensione anticipata” varata dal duo Monti-Fornero, prima che avvengano auspicabilmente modifiche a fine anno con la legge di stabilità 2016.
La pensione anticipata è una prestazione economica che i lavoratori dipendenti ed autonomi chiedono con apposita domanda e l’importo mensile erogato dall’INPS può aversi, quando non si raggiunge l’età anagrafica per accedere alla pensione di vecchiaia, soltanto, se sono stati versati i contributi per un certo numeri di anni (minimo 20).
Per i lavoratori dipendenti, dal 1 gennaio 2012 si può conseguire la pensione anticipata quando si matura un’anzianità contributiva pari a 42 anni e 1 mese per il 2012, 42 anni e 5 mesi per il 2013, 42 anni e 6 mesi nel 2015, e 42 anni e 10 mesi dal 2016 al 2019; per le lavoratrici dipendenti, invece, i requisiti sono ridotti in ogni caso di dodici mesi.
Il requisito contributivo aumenta in quanto soggetto all’adeguamento relativo alle “speranze di vita”. Per i soggetti il cui primo accredito contributivo decorre dal 1 gennaio 1996 si può conseguire il diritto a pensione anticipata, correlandola al compimento di 63 anni, a condizione che siano stati versati almeno 20 anni di contribuzione “effettiva” (obbligatoria, volontaria, da riscattare), con esclusione di quella “figurativa” e che l’ammontare mensile della prima rata di pensione dovrà risultare non inferiore ad un importo soglia mensile pari a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale. Anche per questi dal 1 gennaio 2016 il requisito anagrafico viene elevato a 63 anni e 7 mesi, ma non operano penalizzazioni.
Per i soggetti che accedono alla pensione anticipata ad una età inferiore a 62 anni, era prevista una riduzione pari ad un punto percentuale per ogni anno di anticipo nell’accesso alla pensione rispetto all’età di 62 anni, elevata a due punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni.
Detta riduzione non si applica a coloro che accedono alla pensione anticipata a decorrere dal 1 gennaio 2015 e che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, anche se la decorrenza della pensione si colloca successivamente alla predetta data e l’interessato ha un età inferiore ai 62 anni alla data di collocamento in pensione (legge di stabilità 2015).
Per richiedere la pensione anticipata si presenta la domanda, informando l’Ufficio di appartenenza, via Web attraverso il portale INPS (www.inps.it) utilizzando l’apposito PIN, richiesto in precedenza allo stesso portale, oppure tramite Enti di Patronato che mettono a disposizione i necessari servizi telematici o infine tramite telefono chiamando il numero gratuito da rete fissa 803164 o il numero da rete mobile a pagamento 06164164.
La pensione anticipata spetta a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, mentre per quelli iscritti ai Fondi decorre dal giorno successivo alla cessazione dal servizio, previa maturazione dei requisiti contributivi finora descritti.
Il Governo Renzi ha intenzione con la prossima legge di stabilità di intervenire sulle pensioni, introducendo una maggiore flessibilità in uscita, anche attraverso una riduzione dell’assegno INPS, per consentire ai lavoratori di decidere in piena libertà e così incentivare il ricambio generazionale.
Si parla di un’uscita flessibile con penalizzazioni che consentirebbe il pre- pensionamento ad una età minore rispetto a quella prevista, ma con una decurtazione percentuale del proprio assegno nell’ordine del 3% per ogni anno di mancata contribuzione… Ma soltanto nei prossimi mesi saremo in grado di conoscere la linea intrapresa dal Governo e i progetti di legge che andranno all’approvazione parlamentare, e vi terremo informati.
Il Dipartimento Politiche Previdenziali ed Assistenziali”
Vi terremo naturalmente informati degli sviluppi della questione.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 95 del 14 settembre 2015 –
Riunione al Gabinetto del Ministro tra Vertici politici e OO.SS. nazionali
In data 17 agosto u.s., la Corte dei Conti ha registrato il D.P.C.M. 26.06.2015 recante le “tabelle di equiparazione” che dovranno regolare la mobilità dei lavoratori pubblici tra i diversi comparti, e qualche giorno fa la F.P. ha pubblicato il testo integrale, che rendiamo disponibile anche su questa stessa pagina (allegato 1)
Il provvedimento, come noto, era stato concepito in ragione delle esigenze di ricollocazione del personale dipendente delle Province soppresse. Come si ricorderà, sullo schema di DPCM presentato dalla Ministra Madia, si era tenuta il 2 aprile u.s. una riunione tecnica tra le Confederazioni Sindacali (per noi, la CSE) e la Funzione Pubblica (F.P.) per l’esame dello schema di provvedimento e delle c.d. “tabelle di equiparazione” o “di corrispondenza” tra i livelli economici di inquadramento, che serviranno a regolare i transiti tra i diversi comparti della P.A. partendo dal livello d’inquadramento nell’Amministrazione cedente e individuando il corrispondente livello di inquadramento nell’Amministrazione ricevente. Dunque, uno strumento fondamentale per regolare i processi di mobilità, in primis quelli che interessano il personale delle ex Province alleggerite di molte funzioni a seguito della Legge Del Rio. Il punto più critico ed importante stava allora nella ricerca di precise garanzie ai fini del mantenimento da parte del personale in mobilità dei livelli retributivi in godimento nell’Amministrazione cedente (vds. Notiziario n. 36 del 7.04.2015), che però l’art. 3 del DPCM certo non risolve in quanto dispone sì la conferma dei trattamenti, ma “limitatamente alle voci con carattere di generalità e natura fissa e continuativa”, che certo non garantiscono in toto.
Venendo ora alle questioni di casa nostra, dobbiamo dire che il DPCM 26.06.2015 non reca alcuna tabella di equiparazione tra gradi militari e inquadramenti civili, cosa che invece interessa molto chi lavora nel M.D. Non se ne era parlato nella riunione in F.P. del 2 aprile, si pensò allora perché le tabelle esaminate erano quelle relative al personale contrattualizzato e i militari non lo sono, ma ora abbiamo la conferma che il DPCM non reca nulla al riguardo, e la circostanza rafforza i dubbi da noi avanzati in precedenza.
Come si ricorderà, la Legge 244/2012 prevede per il personale militare transiti anche in via ordinaria (e non più solo per inidoneità fisica ex D.I.M. 18.04.2002) nei ruoli civili, e rende pertanto necessaria, anche alla luce delle intervenute modifiche dell’ordinamento professionale, la ridefinizione della tabella. La prima proposta venuta da A.D. (Notiziario n. 45 del 18.04.2013, la tabella proposta da A.D. è ripubblicata su questa stessa pagina, allegato 3) prevedeva per il grado apicale dei SU. la possibilità di inquadramento in area 3^ anche senza laurea o in virtù di incarichi attribuiti dall’ordinamento agli U., peraltro senza limiti temporali minimi. Rispetto a questa proposta iniziale, si saldò poi una posizione unitaria di tutte le OO.SS. che prevedeva il transito secco dei SU. in area 2^ e degli U. in area 3^, una posizione successivamente fatta propria dall’allora Sottosegretaria Pinotti nella riunione del 12.11.2013 (Notiziario n. 122 di pari data), e conseguentemente fu inoltrata alla F.P. una proposta di tabella con quelle previsioni secche, priva dei due asterischi in calce (vds. allegato 3)
Ebbene, da quel lontano novembre 2013 sono già passati invano 22 mesi, sviluppi non ce ne sono stati sinora e l’A.D. è apparsa sempre evasiva al riguardo. A nostro avviso, la cosa comincia a puzzare un po’ e, dopo aver letto il Libro Bianco, anche di più. Come già detto (Notiziario n. 86 del 6.08.2015, ultima riunione con il Sottosegretario), non ci sorprenderebbe molto se, alla luce delle previsioni del D. Lgs. 8/2014 sulla gestione delle eccedenze militari e del Libro Bianco (art. 217, incarichi di responsabilità per i Marescialli), sia in atto un deciso ripensamento da parte dell’AD e che domani ci si possa magari trovare davanti, già bella e confezionata, una tabella diversa. O magari siamo di fronte a un tentativo di prendere tempo per sfruttare al massimo la vecchia tabella del D.I.M 18.04.2002 con centinaia di ingressi in area 3^. In ogni caso, a nostro avviso, servono risposte urgenti, e in virtù di questa esigenza abbiamo inviato in data odierna al Sottosegretario Rossi la lettera che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato 2
Notiziario n. 100 del 22 settembre 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 39 del 17.09.2015 con il quale la nostra Federazione fa un punto di situazione, mentre il Governo sta mettendo a punto la manovra finanziaria 2016, sulle problematiche vecchie e nuove che affliggono il pubblico impiego e sulle necessarie iniziative di […]
Notiziario n. 99 del 21 settembre 2015 – Cominciano le manovre per il varo dei provvedimenti attuativi del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” (LB, vds. allegato 2 su questa stessa pagina), e si inizia con provvedimenti molto pesanti. Come noto, all’art. 294, è scritto che il predetto LB “costituisce direttiva ministeriale per […]
Notiziario n. 98 del 19 settembre 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 38 del 15.09.2015 2015 con il quale il “Dipartimento politiche previdenziali ed assistenziali” della nostra Federazione fa un utilissimo punto punto di situazione sull’istituto della c.d “pensione anticipata” alla vigilia di possibili provvedimenti di modifica della legge Fornero di cui […]
Notiziario n. 95 del 14 settembre 2015 – In data 17 agosto u.s., la Corte dei Conti ha registrato il D.P.C.M. 26.06.2015 recante le “tabelle di equiparazione” che dovranno regolare la mobilità dei lavoratori pubblici tra i diversi comparti, e qualche giorno fa la F.P. ha pubblicato il testo integrale, che rendiamo disponibile anche su […]