Notiziario FLP Difesa n. 70 del 21 novembre 2023 –
Invictus games
Riportiamo di seguito il testo della nota inviata oggi da questa Segreteria Nazionale al Gabinetto del Ministro e ai vertici della nostra Amministrazione relativa alle tematiche di interesse del personale ex militare transitato nei ruoli del personale civile, e alle molteplici criticità che nel tempo si sono andate esasperando creando diffuso malessere e disagio.
“Dopo la emanazione della circolare di Persociv sulla materia in oggetto, datata 25 luglio 2023, i cui contenuti si sono riverberati nelle disposizioni attuative di Arma, si sono aggravate e rese ancor più evidenti di sempre le gravi criticità già da anni rappresentate ai diversi livelli dei vertici di questa Amministrazione, per le quali abbiamo ripetutamente formulato richieste di confronto e di istituzione di un tavolo tecnico, ad oggi inascoltate.
La scelta che ci risulta essere stata adottata da codesta AD è stata quella di istituire un tavolo tecnico senza partecipazione delle parti sindacali, che esclude ogni possibilità:
di contribuire ad una valutazione esaustiva sull’impatto delle misure da adottare;
di formulare proposte finalizzate ad una gestione del transito che tenga conto anche delle esigenze di contemperamento delle cure familiari con la vita professionale del personale interessato, e ad un complessivo benessere organizzativo che dovrebbe riverberare i suoi benefici effetti in una migliore organizzazione del lavoro.
Per contro, il rigido approccio adottato dalla parte datoriale non fa che penalizzare e ulteriormente minare la già fragile condizione dei molti colleghi costretti a lasciare la divisa che avevano scelto di portare; li fa sentire sempre più figliastri discriminati, dopo aver dato al paese, spesso per ragioni di servizio, la propria salute; e dopo la perdita della salute, arriva lo scotto sulle questioni di seguito riportate.
Le procedure di transito, l’inquadramento in soprannumero, l’anzianità di servizio:
La circolare sopracitata prevede al punto 2.c. che il personale transitato venga inquadrato in soprannumero nell’organico della F.A. di provenienza , e in posizione eccedentaria rispetto alla dotazione organica del personale civile, ma non richiama quanto previsto dal DM 18.04.2022 art. 2 comma 5 relativamente alla anzianità : non vi è infatti alcuna menzione della parte relativa all’anzianità maturata, laddove si prevede che il personale transitato conservi l’anzianità assoluta riferita al grado, l’anzianità complessivamente maturata e la posizione economica acquisita. Posto che parrebbe palese che con tale affermazione il legislatore avesse voluto garantire al personale che transita la valenza dell’esperienza maturata da militare sia ai fini del trattamento giuridico che di quello economico, abbiamo invece già visto che questo non sempre avviene, come nei bandi per la mobilità interna in cui gli anni da militare hanno una minore valenza, o in quelli delle progressioni interne alle quali il suddetto personale non può partecipare prima dei due anni dal transito, al pari di personale neo-assunto.
Criteri per la scelta della sede di 1^ assegnazione
La circolare prevede che la scelta della sede di assegnazione avvenga sulla base delle esigenze funzionali delle FF.AA./CC di provenienza, e non più tenendo conto della ultima regione in cui il dipendente ha prestato servizio da militare. Dunque si applicano all’ex militare transitato le stesse norme previste per l’assegnazione a sede del militare, senza tener conto della differenza fra quest’ultimo (in buona salute, idoneo ed in servizio) e l’ex militare (che in salute non lo è più, che è portatore di patologie permanenti adeguatamente classificate e in molti casi ricondotte a causa di servizio) che del primo non ha più né la salute né lo status giuridico.
Un personale che mediamente non è più giovanissimo, che è gravato dalla necessità di specifica assistenza sanitaria, che ha comunque una famiglia e dei figli cui assicurare le cure dovute, che ha responsabilità economiche nei loro confronti, che viene messo in estrema difficoltà se destinato a sedi distanti dall’ultimo luogo di lavoro e di residenza, in quanto è chiamato a scegliere se trasferire forzatamente, sradicandola, tutta la famiglia, o in alternativa accollarsi nuovi carichi economici trasferendosi da solo in una casa nel nuovo posto di lavoro.
Nessun margine di tutela è dunque più assicurato al transitato e alla sua famiglia, stante l’impossibilità di mantenere lo “status quo ante”, logistico, economico e familiare, maturato prima del transito.
Deroga ai criteri di 1^ assegnazione
Farraginosa è la procedura indicata: l’istante deve presentare richiesta di assegnazione di sede in deroga entro 30 giorni dall’istanza di transito, corredandola della documentazione sanitaria prodotta dalla Commissione Medica, in contrasto con la normativa vigente (DPR. 445/2000 e l.241/1990) nella quale si fa divieto di aggravamento del procedimento amministrativo disponendo l’acquisizione d’ufficio degli atti già in possesso dell’Amministrazione.
L’ obbligo di 5 anni di permanenza dopo l’assegnazione di sede – punto 4. della circolare:
dopo il danno di aver perso la salute, una pena accessoria e discriminante: il transitato DEVE permanere presso la sede assegnata per ALMENO 5 ANNI dalla data di sottoscrizione del contratto individuale di lavoro. Perché questo vincolo capestro, che esclude il dipendente dal concorso in condizioni di pari opportunità di mobilità rispetto ai colleghi? Quale malefatta deve espiare? E perché, come detto al punto precedente, l’anzianità complessiva non può contare ai fini della eventuale selezione fra più candidati? Perché si deve equiparare questa condizione a quella di un neo-assunto? E per quale ragione questo limite imposto dalla circolare non può essere superato neanche nel caso di una mobilità straordinaria prevista per legge, come nel caso dell’assistenza all’handicap o in quello della presenza di figli minori di 3 anni? E perché ancora si esclude persino la possibilità di comando presso altra amministrazione, anche questa disciplinata da una legge dello Stato?
La mobilità
Parimenti, dopo anni di richieste di confronto e di tavoli tecnici sulla regolamentazione della mobilità, da anni ingessata dall’insormontabile vincolo del grado di scopertura, ancora nessuna iniziativa da parte di questa Amministrazione.
Lo scorso 20.03.2023 Persociv ha effettivamente annunciato “…l’intendimento di concordare con le OOSS modalità e tempi di avvio del confronto volto a definire i criteri generali di priorità per la mobilità fra le sedi di lavoro, in attuazione dell’art. 5 comma 3 let b) del CCNL 09.05.2022, compatibilmente con i modelli relazionali già avviati” .
Ma da quella data non ci sono aggiornamenti, e la mobilità ordinaria è di fatto impossibile.
Val la pena ricordare che su tutti questi argomenti, e molti altri di dettaglio, si era fatto parte attiva anche Il CUG con un documento (che riproponiamo in allegato), approvato nel 2020 e di seguito trasmesso a codesto Gabinetto, con il quale erano state proposte specifiche “Azioni Positive”. Ma nessun seguito ha avuto neanche questa iniziativa.
Chiediamo un intervento urgente di codesto Gabinetto al fine di sospendere la circolare del 25 luglio e di convocare finalmente un confronto utile ad una revisione dei temi trattati.
Si resta in attesa di cortese urgente riscontro.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia BISOGNI – Christian PALLADINO
In data 16 ottobre si è svolto un incontro , già programmato nella precedente riunione, con il Capo di SMA Gen. S.A. Luca Goretti, con la presenza del Capo del 1° Reparto Gen. B.A. Alberto Surace e del delegato per le relazioni sindacali Col Giacomo Mastria.
La Forza Armata ha illustrato le iniziative avviate rispetto alle criticità rappresentate dalle Parti Sociali nel corso del precedente incontro dello scorso mese di giugno, fra cui alcune problematiche di ambito territoriale che risultano risolte. o in fase di risoluzione anche attraverso ulteriori verifiche da mettere in atto da parte dello Stato Maggiore e altre di livello Nazionale sulle quali Flp Difesa ha ribadito la propria posizione, che illustriamo di seguito:
Relazioni sindacali territoriali e lavoro agile: pur dando atto all’Amministrazione di aver agito per il miglioramento delle relazioni sindacali a livello periferico e per il superamento, in alcuni Enti, delle posizioni ostative in merito al lavoro agile, permangono difficoltà e a nostro avviso c’è la necessità di ulteriori interventi, che SMA si è impegnato a mettere in atto.
Diminuzione fondi per lo straordinario del personale civile: Ci è stato rappresentato che la verifica effettuata da parte dello SMA ha confermato quanto da noi evidenziato ma che le assegnazioni sono inevitabilmente legate al numero dei dipendenti in servizio. Come O.S. abbiamo ribadito la necessità di superare questa logica in quanto la diminuzione dei dipendenti aumenta il carico di lavoro pro-capite e quindi le assegnazioni dovrebbero essere in controtendenza rispetto alla consistenza organica e non seguire la stessa.
Tabelle organiche : Rispetto alle T.O. forniteci nel corso dell’ultima riunione avevamo sottolineato l’inadeguatezza delle stesse e avevamo richiesto che fossero forniti documenti più recenti che comprendessero la consistenza organica attuale, ricevendo una prima assicurazione verbale in merito. In questa occasione, invece, l’Amministrazione ha rappresentato che dalle interlocuzioni intercorse tra SMD e Persociv è emerso che tali informazioni, riportanti gli elementi di dettaglio relativi al personale civile, devono essere fornite dalla Direzione del personale civile.
E’ di tutta evidenza come sia a questo punto palese che al rimbalzo di competenze consegua il continuo rinvio della produzione dei dati reali all’interno della F.A.. Dati che peraltro vengono continuamente arbitrariamente anemizzati dalla stessa Forza Armata in ragione delle fuoriuscite per pensionamento o altro: una politica che ha concorso a mettere in seria difficoltà il personale civile, spesso costretto a sobbarcarsi il lavoro dei colleghi andati in pensione, per il cui posto tabellare non è più previsto il ripianamento. Una situazione inaccettabile, aggravata dal blocco delle assunzioni, sia quelle già autorizzate con DPCM, che pure coprirebbero solo in minima parte quelle previste dal Piano Triennale del Fabbisogno del Personale. Vale la pena ricordare che l’informazione sulle tabelle organiche e la consistenza di ogni singolo Ente risulta fondamentale per la comprensione delle prospettive possibili per le progressioni verticali, per le necessità assunzionali, e, non ultimo, ai fini della gestione della mobilità.
A questo punto abbiamo richiesto allo SMA che ci venisse fornito l’organico con il quale la F.A. intende in futuro, scaduti i termini della legge 244 sulla revisione dello strumento militare, perseguire gli obiettivi istituzionali e lo stato attuale rispetto a tale organico, nonché la previsione di quante delle nuove assunzioni siano destinate alla F.A.
Mobilità: A proposito delle procedure di mobilità ordinaria bloccata da più anni nel nostro Dicastero, abbiamo portato all’attenzione del Capo di SMA la necessità di un suo sollecito intervento su SMD perché venga applicato il protocollo firmato dall’amministrazione e dalle OO.SS. nel 2015 ma di fatto mai applicato, questo perché l’amministrazione non ha mai fornito il grado di scopertura dei posti disponibili, causando di fatto gli arresti domiciliari del personale civile impossibilitato a fare domanda di trasferimento, posto che oggi ci si può trasferire da un Ente ad un altro solo in modalità “straordinaria”, essendo in possesso della legge 104 in condizioni di gravità o avendo figli in età minore dei tre anni; ovvio che la questione sia ulteriormente viziata dalla mancata conoscenza del grado di scopertura connesso con lo stato attuale delle T.O. . Anche a tal proposito il Gen. Goretti si è preso l’impegno di interessare gli Organi di vertice.
Incremento del fondo risorse decentrate: A seguito delle nostre sollecitazioni nel corso del precedente incontro, il Capo di SMA è intervenuto a sostegno della necessità di recuperare risorse ad incremento del FRD, con una lettera (che si allega) al Gabinetto del Ministro e a SMD nonché con specifiche interlocuzioni presso la Commissione difesa.
Nel dare atto della pronta iniziativa abbiamo ulteriormente sottolineato che permangono differenziazioni non giustificabili nel trattamento economico accessorio del personale civile rispetto a quello militare sia in termini di benessere che di gestione delle indennità come ad esempio l’indennità di trasferta.
72° stormo di Frosinone
Il Gen Goretti ha confermato la soppressione del 72° stormo di Frosinone al 2025 (già programmato da almeno 5 anni) con il previsto trasferimento a Viterbo delle attività; nel merito come Flp Difesa abbiamo sottolineato come sia ineludibile il rispetto del protocollo sulle procedure di mobilità straordinaria (reimpiego) con il previsto coinvolgimento delle Parti Sociali, sia per la procedura ordinaria che per la procedura semplificata, al fine del ricollocamento del personale presso altri Enti della Difesa o altre Pubbliche Amministrazioni a valle delle desiderate dei dipendenti coinvolti.
E’ tutto, cordialissimi saluti
p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA – Ilio BONOMI – Maria Teresa D’URZO
Notiziario FLP DIFESA n. 24 del 31 marzo 2021 –
Il Gen. Fabio Sardone, Capo del 1° Reparto di SMA
Si è tenuto, il 30 marzo, un incontro in sede tecnica con il Capo del 1° Reparto, Gen. B.A. Fabio SARDONE, avente all’ordine del giorno, al primo punto, le linee di indirizzo e organici del personale Civile impiegato in A.M. e, al secondo punto, i criteri, le modalità di accesso e i consuntivi dei corsi di formazione effettuati.
Relativamente al primo punto (“organici personale civile AM”), l’Amministrazione ha rappresentato lo studio in atto che traguarda il “modello 2025” partendo dalla necessità prioritaria di contrazione, nel rispetto dei vincoli imposti dalla legge 244/12, delle posizioni organiche che erano 4211, come da D.M. del 29 giugno 2016, e che dovranno diventare nel 2025 in numero assai minore, previsto oggi in 3016 unità.
Partendo dalla consistenza effettiva attuale, 3240 dipendenti civili (comprensivo di circa 240 militari transitati) a cui sommare le 195 professionalità da stabilizzare provenienti dal Campalgenio, lo studio in atto si pone l’obiettivo di privilegiare le professionalità pregiate esistenti, di unificare ed eventualmente accentrare a Stato Maggiore alcune funzioni oggi residuali negli AA.CC., e valutare le posizioni organiche in stretta correlazione con le T.O. di singolo Ente, prevedendo anche una distribuzione del personale civile per aree di impiego (33% in area tecnico manutentiva, 21% nelle scuole di formazione, 17% negli Enti dell’area operativa, 17% in area supporti, ecc.).
Proprio su quest’ultimo punto, la previsione normativa di riduzione organica ha portato lo SMA ad elaborare un “modello” che stabilisce l’anemizzazione delle posizioni organiche oggi vacanti e non funzionali al progetto futuro e delle pp.oo. temporaneamente previste ma non incluse nel disegno ordinativo futuro e che verranno anemizzate nel momento in cui diventeranno vacanti. In questo contesto il modello allo studio prevede anche delle “posizioni quadro” ossia posizioni organiche oggi non alimentate in quanto carenti di personale ma che potranno essere attivate dallo SMA, una volta raggiunti i limiti imposti alle dotazioni organiche, e che rappresenteranno le carenze della Forza Armata…
Relativamente al secondo punto (“formazione”), l’Amministrazione ha fornito i dati del piano di formazione che ha visto ridursi il personale formato, essenzialmente come conseguenza delle difficoltà concretizzatesi con lo stato emergenziale in atto ma che ha comunque permesso di formare 395 dipendenti civili nel corso del 2020, la maggior parte, come nel 2019, con corsi Difeform (353). Inoltre ha evidenziato i criteri di segnalazione applicati sintetizzandoli nella congruenza tra profilo professionale e tipologia di corso, nell’accrescimento professionale del dipendente e la congruenza tra le esigenze funzionali dell’Ente e la tipologia di corso.
Nel proprio intervento, FLP Difesa ha sottolineato la carenza di informazione e confronto sia a livello centrale che territoriale, soprattutto nel corso dell’ultimo anno, ponendo l’accento sul fatto che, proprio in tema di revisione organica, la trasparenza e il confronto a tutti i livelli oltre ad essere un diritto delle Rappresentanze Sindacali può rappresentare un valore aggiunto nella definizione di un ”modello”che, se condiviso, eviterebbe eventuali frizioni in corso di attuazione ed ha sollecitato SMA affinché, la ridefinizione degli organici degli Enti, sia accompagnata da una attenta verifica sugli effetti prodotti sul personale dalla Direttiva di SMD-SGD del giugno 2017 (“attribuzione di funzioni e compiti al personale civile”) e dal coinvolgimento delle Parti sindacali a monte delle scelte. SMA ha dichiarato disponibilità al riguardo.
Abbiamo rappresentato, ancora una volta, la necessità di una revisione della legge 244/12 (agli obiettivi della quale, almeno in relazione alla riduzione degli organici del personale civile, la FA si è mostrata quasi rassegnata…) i cui effetti nefasti si stanno concretizzando anche in questa fase di revisione delle posizioni organiche, effetti che impediscono, tra l’altro, la possibilità di mobilità, che si presenta oggi bloccata nella fattispecie “ordinaria” (l’ultimo bando è del 23.01.2019!) e con evidenti criticità in quella “straordinaria”, con l’aggravante che il raggiungimento dei “numeri” previsti dalla L. 244/12 ha, infatti, evidenziato un atteggiamento di chiusura della F.A. nei confronti di istanze di mobilità, anche per gravi motivi, di personale proveniente dalle altre FF.AA.
Abbiamo chiesto le risultanze del progetto “personale civile in azzurro” che si prefiggeva l’obiettivo di riduzione del disallineamento nell’impiego del personale civile, ricevendo come risposta la necessità da parte dell’Amministrazione di rivedere gli obiettivi prefissati adeguandoli al nuovo modello, a nostro avviso sembra un cambio di rotta ed un ritorno ai già noti M.O.S. di singolo Ente. Il progetto da anni allo studio della F.A., sostanzialmente finalizzato a costruire dei “moduli organizzativi standard” destinati a diventare la struttura base, individuata anche attraverso accorpamenti di E.d.O, Il tutto in funzione dell’assetto futuro della Forza Armata
Relativamente al secondo punto all’OdG, abbiamo dato atto all’Amministrazione di aver sempre portato avanti un percorso virtuoso in tema di formazione, segnalando altresì la necessità di ampliare ulteriormente la formazione locale e decentrata e di sfruttare il più possibile la formazione e-learning. Per quanto attiene i criteri di segnalazione, in linea con la necessità di digitalizzazione e innovazione, anche formativa, della Pubblica Amministrazione indicata dal Governo, abbiamo rappresentato la necessità di aumentare le competenze dei dipendenti pubblici che devono essere, a nostro avviso, svincolate dal profilo professionale posseduto e tendere al raggiungimento di competenze trasversali e di accrescimento anche culturale.
Nel suo intervento Flp Difesa ha inoltre posto all’attenzione del Generale alcune questioni di particolare interesse per il personale Civile relativamente alle posizioni assicurative dei dipendenti, chiedendo se fossero risolte le criticità nel confronto con l’INPS. L’Amministrazione si è riservata ulteriori approfondimenti in merito in modo da darcene tempestiva e precisa informazione.
In ultimo, è stato chiesto lo stato dell’arte relativamente al reimpiego del personale civile in forza al S.G.S. di Padova, per il quale è prevista la chiusura al 31/12/2021 e che non ha ancora visto partire il confronto di livello territoriale originariamente programmato per la metà del mese di marzo. SMA ha rassicurato che il confronto territoriale verrà avviato in tempi brevi e che il ritardo è stato dovuto alla volontà di svolgerlo in presenza, vista l’importanza rivestita dai reimpieghi del personale, ma che con l’inasprimento delle misure di contenimento epidemiologico verrà probabilmente avviato in videoconferenza. Sul piano pratico SMA ha confermato il ricevimento delle collocabilità da parte delle altre F.A. che permetteranno il reimpiego complessivo su Padova con opzioni anche su Venezia e in minima parte su Vicenza.
In allegato su questa stessa pagina, le slide proiettate da SMA nel corso dell’incontro
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE– Maria Pia Bisogni e Ilio Bonomi
Nella Gazzetta Ufficiale n. 50 – 4^ serie speciale concorsi – del 30 giugno u.s., sono stati pubblicati due bandi di concorso per professionalità civili destinate alla Difesa, che pubblichiamo pure sul nostro sito:
il primo, emanato da SNA (Scuola Nazionale dell’Amministrazione), è relativo al “concorso pubblico, per esami, per l’ammissione di trecentoquindici allievi al corso-concorso selettivo di formazione dirigenziale per il reclutamento di 210 dirigenti nelle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo e negli enti pubblici non economici”,dei quali n. 13 destinati al Ministero della Difesa;
il secondo, emanato dalla Commissione per l’attuazione del progetto RIPAM (RIqualificazione Pubbliche AMministrazioni), relativo al “concorso pubblico per titoli ed esami, per la copertura di 133 posti di personale non dirigenziale, a tempo pieno ed indeterminato, da inquadrare nell’Area III, posizione retributiva/fascia retributiva F1, o categorie o livelli equiparati, nel profilo di funzionario amministrativo, nei ruoli di diverse amministrazioni”, dei quali n.48 destinati al Ministero della Difesa.
Si tratta di due iniziative sicuramente importanti e degne di attenzione, che certamente porteranno un po’ di ossigeno rispetto alle criticità da tempo in essere nella nostra Amministrazione a causa delle carenze storiche di professionalità civili, in particolare di quelle tecniche, che costituiscono oramai da anni il “leit motiv” di ogni nostro incontro con i Vertici politici del Dicastero e pure di quelli con i Vertici tecnici delle FF.AA., in particolare con Esercito e Marina, che attraverso i rispettivi Comandi Logistici gestiscono gli Stabilimenti dell’area industriale e toccano con mano la gravità del problema.
Un problema, quello delle carenze di professionalità civili nel MD, che tende a crescere ed ad acuirsi di anno in anno, e questo a causa del crescente differenziale tra il numero dei lavoratori che lasciano il servizio (pensionamento o altro) e quello relativo ai nuovi ingressi nei ruoli civili, davvero esigui.
Un problema che ha avuto recentemente, sul fronte delle attività industriali della Difesa, giusto spazio e risalto nella risoluzione della Commissione Difesa del Senato sulle problematiche degli Enti industriali (ne abbiamo parlato nel Notiziario n. 63 del 25.06.2020), con accenti che lasciano immaginare come o si avvierà in Difesa una politica occupazionale finalmente seria ed efficace, oppure continueremo a gridare alla luna ma senza risolvere neanche in piccola parte il problema, come di fatto è avvenuto sinora.
Sul tema occupazionale, s’è registrato in questi giorni un fatto nuovo, che inevitabilmente si incrocia con i bandi di concorso, in quanto gli arrivi attesi di nuovo personale verranno compensati da uscite di altro personale. Ci riferiamo ai tanti lavoratori, anche di area 3^ e di profilo tecnico, che, spinti anche dal desiderio di migliorare la propria posizione professionale ma soprattutto economica (visto che allo stato non sono state ancora trovate soluzioni concrete alla vexata quaestio del GAP retributivo), si accingono a lasciare il MD per le Dogane essendo risultati vincitori dei bandi di mobilità indetti dall’Agenzia ad agosto 2019, (e noi siamo felici che ci siano riusciti e facciamo loro davvero molti auguri), e con tanto di “nulla osta” all’uscita da parte della nostra D.G. d’intesa con gli OO.PP. Un via libera che, però, appare oggettivamente in contraddizione rispetto alle ben note criticità e carenze di professionalità civili nel M.D.
A tal proposito, preso atto delle forti contraddizioni che emergono in questa vicenda e delle evidenti e preoccupanti ricadute sul piano interno agli Enti d’impiego, abbiamo scritto al Ministro Guerini e al Sottosegretario Tofalo la lettera che ad ogni buon conto pubblichiamo in questa pagina, con relativo allegato.
LA SEGRETERIA NAZIONALE (Maria Pia BISOGNI e Pasquale BALDARI)
Notiziario FLP DIFESA n. 85 del 27 settembre 2019 –
Con la pubblicazione avvenuta nella mattinata di oggi delle graduatorie definitive (riportiamo, a fine articolo in fondo a questa pagina il link per accedervi), si conclude il secondo bando di mobilità volontaria ordinaria per il personale civile della Difesa. Una procedura, questa, che tanta indignazione ha suscitato tra i Colleghi per avere riproposto, a quasi tre anni di distanza, le stesse criticità emerse nel primo bando del 2016 e che lo hanno reso, nuovamente, incapace di rispondere alle esigenze di mobilità di centinaia di lavoratrici che con i tanto agognati trasferimenti speravano di poter conciliare vita professionale ed esigenze familiari.
I numeri finali rendono, più di ogni altro commento, la misura del fallimento della procedura di mobilità volontaria interna 2019:
n. 622 le istanze di partecipazione alla procedura 2019 di mobilità interna ordinaria volontaria;
n. 172 i “vincitori”, comprendendo assegnatari iniziali e interpello, dell’agognato trasferimento in altra sede
Le tante criticità denunciate a più riprese da FLP DIFESA (si vedano in proposito i nostri Notiziari n. 66 del 18.7.19, n. 54 del 13.6.19, n. 52 del 03.6.2019) stanno rendendo un miraggio ciò che da anni chiediamo e che è realtà in altre Amministrazioni dello stesso Comparto Funzioni Centrali: una procedura snella e trasparente, che consenta la mobilità interna senza vincolarla a incomprensibili poteri di veto, spesso oscuri e incomprensibili.
Quello che rimane per noi sconcertante, però, è che tali vizi, primo fra tutti il famigerato grado di scopertura, erano da tutti conosciuti e altrettanto prevedibili ne sarebbero state le conseguenze.
Effetti che noi denunciammo già a febbraio di quest’anno (vedasi Notiziario n. 21 del 26.2.19) in sede di riunione tecnica a Persociv, dove FLP DIFESA chiese l’annullamento immediato del bando in corso per poi andare, con rapidità, ad un chiarimento politico sul grado di scopertura zero, a premessa dell’emanazione, in tempi certi e rapidissimi, di un nuovo bando in linea con le aspettative dei Lavoratori.
Altre OO.SS. chiesero invece in quella stessa occasione di portare a compimento il bando pur con le criticità già evidenti, chiedendo “l’emissione di un nuovo bando di mobilità al termine delle procedure di quello in corso” (che verosimilmente non ci sarà, in quanto si andrà dritti al 2020), offrendo la disponibilità “a proseguire i necessari incontri tecnici sull’argomento” (che poi non ci sono stati) e chiedendo “le TT.OO. e le relative vacanze di tutti gli Enti per le verifiche del caso.” (che non sono mai arrivate).
Purtroppo la nostra richiesta rimase allora una voce isolata e oggi, a sette mesi da quella riunione a PERSOCIV e a tre anni dalla prima procedura di mobilità, non ci rimane che l’amara consolazione di aver visto giusto.
La nostra battaglia per una procedura di mobilità più giusta e trasparente, però, non si ferma qui, alle sole recriminazioni.
Già in occasione della prossima riunione a Persociv, programmata per il prossimo 1° ottobre, proporremo al tavolo tecnico una riflessione sui risultati della procedura appena conclusa inserendo, poi, questa delicata e sentitissima problematica nell’agenda delle questioni da portare all’attenzione del nuovo Vertice Politico.
Ci auguriamo, in questa battaglia, di ritrovare un fronte sindacale compatto, unica via per superare le resistenze interne all’A.D. al superamento dei “gradi di scopertura zero”.
Intanto formuliamo ai vincitori del bando di mobilità interna 2019 i nostri auguri affinché possano svolgere, nella nuova sede di servizio, le proprie funzioni con ritrovata serenità e a coloro che non sono risultati vincitori chiediamo di supportarci nella nostra battaglia per ottenere una procedura di mobilità interna volontaria ordinaria realmente capace di dare una risposta alle legittime aspettative dei Lavoratori e alle loro Famiglie.
29.01.2013, il Ministro Di Paola inaugura CEFODIFE
La c.d. “riforma” della Pubblica Amministrazione targata Renzi-Madia colpisce, e pesantemente, anche il Ministero della Difesa e il suo personale civile. Ci riferiamo, in particolare, agli artt. 4 (“Mobilità obbligatoria e volontaria”) e 21 (“Unificazione delle Scuole di Formazione”) del DL 24.06.2014, n. 90.
Con l’art. 4, viene di fatto introdotta la “mobilità d’ufficio” nel raggio di 50 Km dall’attuale Ente d’impiego, entro il quale tutti gli Uffici Pubblici in esso presenti, della Difesa ma anche di altre AA.PP., costituiscono una “medesima unità produttiva”, dunque un ente virtuale all’interno del quale la mobilità potrà essere disposta d’ufficio, e dunque prescindendo dalla volontà del lavoratore. Più oltre, lo stesso art. 4 stabilisce che, con decreto del Ministro per la P.A., possono essere fissati criteri per agevolare questo processo “anche con passaggi diretti di personale tra amministrazioni senza preventivo accordo…”. C’è dunque un motivo in più, oltre a quello relativo alle necessità assunzionali del M.D. (vds. Notiziario n. 75 del 14 u.s.), per richiedere l’uscita, e anche molto rapidamente, dall’attuale condizione di eccedenza nelle aree 1^ e 2^, che si può realizzare attraverso i c.d. “pensionamenti in soprannumero” previsti dal D.L. 95/2012 (spending review), che l’A.D. sinora ha tenuto infruttuosamente in stand by.
Con l’art. 21, invece, viene disposta la soppressione di cinque scuole di formazione, tra le quali purtroppo anche CEFODIFE, le cui funzioni verranno attribuite alla Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA), scelta questa che si accompagna anche ad una vergognosa riduzione del 20% di risorse destinate alla formazione. Questa soppressione, certo inattesa anche alla luce del rilievo che la nostra Scuola sembrava aver assunto a seguito del DPR 16.04.2013, n. 70, reca un danno davvero enorme alla Difesa, sia nel breve che nel lungo termine. Sicuramente nel breve termine: dopo la positiva esperienza dello scorso anno, quando, dopo anni e anni di vane richieste da parte della nostra O.S., le OO.SS. erano state chiamate da SEGREDIFESA per il confronto di merito sul piano di formazione 2013 (si vedano i nostri Notiziari n. 79 dell’8 lug. e n. 111 del 9 ott. 2014), eravamo in attesa della convocazione per discutere il piano di formazione triennale 2014-2016, una volta che il Comitato Scientifico avesse deliberato al riguardo. Di che cosa andremo a discutere ora con l’Amministrazione? Ma c’è un altro e più grande problema: CEFODIFE gestisce formazione anche per il personale di aree diverse dalla 3^ e, soprattutto, gestisce formazione tecnico-specialistica per le esigenze del M.D., che ora non sappiamo proprio che fine faranno. Difficile davvero immaginare che SNA possa caricarsi anche di questi due versanti formativi (sarebbe attrezzata per farlo?), e dunque occorrerà trovare delle soluzioni che consentano al M.D. di continuare a curare in proprio sia la formazione per le due prime aree sia quella più strettamente tecnico-specialistica. E di questo, vorremmo discutere e presto con il Sottosegretario. Ma il danno prodotto dalla soppressione di CEFODIFE si produrrà anche nel lungo termine, atteso che verrà meno il ruolo che alla nostra Scuola era stato assegnato sul fronte dell’”elevazione qualitativa delle professionalità “ (art.3, comma 2, lett. a) e b) L. 244/2014) e dei processi di formazione legati al riordino in chiave riduttiva delle FF.AA., di cui all’art. 12 <<2259-quater>> del D. Lgs. n. 8/2014. Ci si chiede, allora: che fine farà ora la formazione del personale nel M.D.? Problemi enormi, dunque, e tra questi, in primo luogo, ovviamente, il destino degli attuali 36 lavoratori civili della Scuola, verosimilmente destinati al reimpiego in ambito M.D., atteso che l’art. 21 non pare recare opzioni diverse al riguardo.
Il DL 90 andrà convertito in legge entro il 23 agosto; sono stati presentati oltre 1500 emendamenti, di cui 98 interessano l’art. 4 e 40 l’art. 21. Nell’esame in Commissione Difesa della Camera, il relatore ha espresso un “orientamento favorevole” sul DL 90, mentre il SSS Rossi ritiene opportuno un “approfondimento” anche in ordine alla soppressione di CEFODIFE (si veda il resoconto della seduta pubblicato su questa stessa pagina).
L’on. D. Rossi, Sottosegretario di Stato alla Difesa
Dopo la prima riunione del 17 aprile u.s. (si veda il Notiziario n. 41 di pari data), nel pomeriggio di ieri l’on. Domenico Rossi ha incontrato le OO.SS., ancora una volta a tavoli uniti, anche se la cosa potrebbe avere prossimamente sviluppi diversi, dei quali comunque provvederemo a informare subito i lavoratori.
Come si ricorderà, in quella riunione del 17 aprile tutte le OO.SS. avevano rappresentato, ciascuno a partire dalle proprie valutazioni, le questioni ancora aperte e sulle quali sviluppare il successivo confronto con l’A.D.. In quella circostanza, FLP DIFESA aveva richiamato l’attenzione del Vertice politico su alcuni punti (DM sugli organici; Regolamento ex art. 1 D. Lgs. n. 8, con particolare riferimento alla c.d. “civilizzazione “ e alla connessa riorganizzazione dell’area centrale; riordini FF.AA., e in particolare quelli di Poli e Arsenali;formazione; mobilità e reimpieghi), dei quali abbiamo ampiamente riferito nel Notiziario n. 41 di pari data. In ordine a tutte queste questioni e anche su altre da noi poste in tempi successivi, sono venute dal Sottosegretario le prime risposte, di cui diamo dettagliatamente qui conto ai colleghi.
1. DM sugli organici: l’avevamo messo al primo punto del nostro intervento nella riunione del 17 aprile, e la risposta è puntualmente arrivata, e di questo diamo atto all’on. Rossi. Ci è stato consegnato in riunione lo schema di D.M. (che pubblichiamo su questa stessa pagina), che ripartisce tra gli Organi Programmatori e distribuisce per profili professionali e per regioni, le dotazioni civili fissate dal DPCM 22.01.2013. E’ questo un passaggio nodale: a seguire, gli OO.PP. dovranno a loro volta distribuire al loro interno i numeri ad essi assegnati, rideterminando organici e organigrammi degli Enti, con relative funzioni e incarichi. Sarà quello il momento di dar corpo e sostanza alle linee della Ministra e alle previsioni normative del D. Lgs n. 7/2014 che prevede ”l’attribuzione di funzioni e compiti tecnico amministrativi al personale civile” . Entro la prossima settimana, faremo pervenire al Sottosegretario le nostre osservazioni al riguardo, e pertanto invitiamo i colleghi interessati a inviarci entro e non oltre il 2 luglio p.v. eventuali proposte e contributi.
2. Regolamento ex art.1 D. Lgs. 7/2014: l’on. Rossi ha dato la propria disponibilità ad un confronto specifico sul tema, da noi fortemente sollecitato nel primo incontro e riproposto nell’odierna riunione anche a seguito di alcuni fatti di cui siamo a conoscenza e dei quali abbiamo informato il Sottosegretario. Come noto, a mente di quanto previsto dall’art. 1 comma 2-bis del D. Lgs. n. 7, si dovrà redigere a breve il Regolamento per la ripartizione di compiti e funzioni tra le due aree del nostro Ministero, e in quella sede si dovranno definire gli ambiti precisi riservati ai lavoratori civili e i vincoli per l’attribuzione delle funzioni. Quel Regolamento incorporerà verosimilmente anche la riorganizzazione dell’area centrale conseguente al DL 95/2012, e dunque la nuova struttura di SGD, DD.GG. e UU.CC., ed è di tutta evidenza che se l’orizzonte è quello di una marcata civilizzazione del Ministero – dicemmo al Vertice politico nell’incontro del 17 aprile – occorrerà allora “aggiungere” e non “togliere”, e dunque andrebbero decisamente accantonati gli intendimenti di chi vorrebbe sottrarre competenze a PERSOMIL e PREVIMIL per trasferirle agli Stati Maggiori. La direttrice di marcia, purtroppo, allo stato, non sembra però questa: siamo infatti a conoscenza, e lo abbiamo riferito all’on. Rossi, che il Comitato dei Capi di SM di marzo 2014 ha “disposto” entro il 2014 la costituzione del Centro Unico Stipendiale Interforze (CUSI), “con graduale passaggio di competenze delle Direzioni Generali del personale (Persomil e Previmil)”, stabilendo in aggiunta la tempistica che prevede, in particolare, entro il 2015 l’ “acquisizione delle competenze PERSOMIL/PREVIMIL in materia T.E. e finanziarie”. Un fatto che riteniamo grave, atteso che appare evidente come organi tecnici non possano decidere su cose che il D. Lgs. 7 rinvia al Regolamento, su cui ci sono stati precisi impegni del Vertice politico al confronto con le OO.SS. Stante questa situazione, abbiamo chiesto che si apra rapidamente il tavolo tecnico proposto dall’on. Rossi.
3. Riordini Enti area industriale: il Sottosegretario ha promesso un impegno in prima persona per lo sblocco delle assunzioni da parte della F.P., dal quale Poli e Stabilimenti trarrebbero naturalmente un po’ di ossigeno. La nostra O.S. ha segnalato che restano altri nodi, e in primis l’attuazione di quanto previsto dall’art.12 <<art.2259-sexies>> del D.Lgs. n. 8/2014 (reinternalizzazioni) e la revisione dei piani industriali, di cui ancora non c’è traccia.
4. Mobilità: l’impegno del Sottosegretario è quello di avviare uno specifico confronto sia sul fronte della mobilità interna che di quella esterna, rispetto alla quale dovremo però prima leggere bene il DL Renzi-Madia. FLP DIFESA ha risegnalato la necessità di rivedere la procedura di reimpiego, operazione questa resa urgente non solo dai riordini in arrivo, ma anche dalla ravvisata inefficacia da parte del DG di PERSOCIV (vedi sotto “blocco permessi servizio”) delle norme del CCNI Difesa 6.07.2000. Collegata in qualche modo a mobilità e reimpieghi, c’è poi la spinosa questione legata al destino delle attuali posizioni soprannumerarie (aree 1^ e 2^) conseguenti al DL 95/2012, in ordine alle quali FLP DIFESA ha evidenziato la necessità di operare una nuova verifica sui numeri e di decidere il da farsi.
5. Formazione: se, come avevamo detto nella riunione del 17 aprile,”una nuova idea e una diversa pratica della formazione potrà diventare la leva attraverso la quale si dà sostanza ad un impiego nuovo e diverso del personale civile, nel segno indicato dalla Ministra”, è di tutta evidenza che la scelta contenuta nell’art. 21 del D.L. 90 (Renzi-Madia) di sopprimere CEFODIFE, attribuendone le competenze alla Scuola Naz. Amm., con conseguenti effetti su personale, corsi in programma, risorse, strumenti e prospettive legate al D. Lgs. 8, va in tutt’altra direzione e costituisce una perdita notevolissima per il MD, su cui occorrerà ragionare e presto. Abbiamo perciò chiesto all’on. Rossi che con la massima urgenza si promuova un incontro al riguardo, nel contesto del più generale confronto sugli effetti del DL, al quale il Sottosegretario ha attribuito assoluta priorità e che sicuramente porterà ad un prima riunione, già entro 1-2 settimane.
Questi gli argomenti introdotti dal Sottosegretario, con le relative considerazioni successivamente svolte dalla nostra O.S. al tavolo di riunione. Dobbiamo però dare conto ai colleghi anche delle risposte fornite dall’on. Rossi su alcune questioni emerse recentemente e da noi poste alla Sua attenzione.
6. Blocco “permessi di servizio” per la partecipazione a riunioni sindacali: in merito alla nota del D.G. di PERSOCIV di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 68 del 23.06.2014, il Sottosegretario si è impegnato a promuovere una specifica riunione per l’approfondimento e la ricerca di soluzioni possibili e praticabili. Diamo atto al Sottosegretario per l’attenzione riservata a questo problema che rischia di bloccare i tavoli locali e lo ringraziamo del suo impegno, segno evidente della consapevolezza maturata al riguardo, e confidiamo che, nell’agenda degli incontri a venire, questa questione occupi uno dei primi posti. A fronte di questa consapevolezza dell’Amministrazione, resa evidente anche dalla considerazione presente nella stessa nota del D.G. agli OO.PP. (“…il rilievo che la questione assume in materia di relazioni sindacali”), è apparso davvero incomprensibile il silenzio assordante al tavolo da parte di alcune sigle, reso evidente anche dall’assenza di ogni riferimento nei comunicati diffusi dopo la riunione. Bene, ne prendiamo atto, il problema comunque deflagrerà sui tavoli locali (è un po’ la convinzione di tutti), come peraltro è già avvenuto a Roma a seguito di una convocazione proprio di PERSOCIV sul FUS 2014, che ha portato tutte le OO.SS. territoriali a inviare al Vice D.G. la nota unitaria, che pubblichiamo su questa stessa pagina.
7. Comparto Sicurezza e Difesa: il Sottosegretario ha smentito in modo netto l’intendimento, che una O.S. gli aveva attribuito, a impegnarsi per il transito del personale civile nel comparto sicurezza e difesa (si veda il nostro Notiziario n. 60 del 6.05.2014). Ha precisato invece che la sua intenzione è quella di lavorare per il riconoscimento di una qualche specificità della categoria, che possa consentire in futuro di ridurre la forbice enorme che divide oggi il trattamento economico civile da quello militare. Una posizione che condividiamo in pieno, e che era poi quella rappresentata nella parte conclusiva del Notiziario di cui sopra.
8. Libro bianco: abbiamo segnalatola necessità, da noi già evidenziata nel Notiziario n. 67 del 19.06.2014, che, oltre alla consultazione on line dei cittadini, vengano coinvolte anche le Parti Sociali nella riflessione e successiva progettazione del nuovo modello difesa. L’on. Rossi ha preso atto e ne riferirà alla Ministra.
A conclusione della riunione, vista la densità delle questioni oggetto di prossimi confronti con l’A.D., su nostra richiesta, l’on. Rossi ha convenuto sulla utilità di definire una agenda specifica, che ora aspettiamo.
Dopo il positivo confronto durato molti mesi sui contenuti dei decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare, si è tenuto in data odierna il primo confronto con l’Amministrazione Difesa in materia di mobilità. Un confronto che molto opportunamente è stato presieduto dal Sottosegretario, sen. Roberta Pinotti, a dimostrazione che esistono nodi politici che vanno prioritariamente affrontati e risolti, cosa della quale la sen. Pinotti si è peraltro detta ben consapevole.
In previsione di questa riunione, il Gabinetto ha inviato alle OO.SS. due documenti con le proposte dell’Amministrazione, il primo sulla procedura di mobilità interna a domanda e il secondo sulla procedura di reimpiego del personale in conseguenza dell’attuazione di provvedimenti di riordino degli Enti (soppressioni e riorganizzazioni), documenti che sono stati in avvio sinteticamente illustrati alle OO.SS. dal Vice Capo di Gabinetto e che sono pubblicati su questa stessa pagina. E’ poi iniziato il consueto giro di tavolo.
La nostra O.S. ha ricordato innanzitutto che il confronto odierno seguiva quello avviato nella seconda metà del 2012 e arenatosi già alla terza riunione di fronte al nodo, tutto politico e allora non sciolto, sui pareri degli Organi Programmatori (O.P.) sulla mobilità interna (vds. Notiziari nn. 110, 120 e 137/2012). Un nodo che, a leggere la proposta attuale, si ripropone anche oggi, in modo addirittura più accentuato, atteso che viene previsto il “parere vincolante d’impiego in relazione alle esigenze funzionali di F.A. nel profilo professionale”. E peraltro senza che vengano esplicitati nel documento attraverso quali vie e quali strumenti, oggettivi e trasparenti, verrebbero rilevate le “esigenze funzionali”, in mancanza dei quali rimarrebbe solo la discrezionalità dell’ O.P., che abbiamo sperimentato in questi anni. Quale è stata allora la nostra richiesta? Che l’A.D. si doti di regole precise e trasparenti, come avviene in tutte le altre Amministrazioni, che passino attraverso quattro fasi precise(ricognizione delle posizioni e delle sedi da ripianare; presentazione delle istanze da parte dei lavoratori interessati; graduatorie formate sulla base di criteri convenuti con le OO.SS.; sanzione dei trasferimenti). Una procedura, questa, senza alcun elemento di discrezionalità e dunque senza alcun parere degli O.P., cosa che peraltro recupererebbe Persociv al ruolo di soggetto pienamente gestore della mobilità, come peraltro avviene per le DD.GG. delle altre AA.PP., abbandonando quel ruolo impropriamente “notarile” che oggi riveste.
Sulla seconda partita, quella relativa alla mobilità collettiva (c.d. reimpieghi post provvedimenti di riordino), la proposta venuta dall’A.D. pone problemi ancor più stringenti, che toccano il ruolo attribuito alle Parti Sociali. Prassi ultraventennali e norme del CCN Integrativo Difesa assegnavano sinora al Sindacato un ruolo fondamentale di interlocuzione, sia sul piano nazionale che su quello locale, che era chiamato a definire insieme all’O.P. il piano definitivo di reimpiego. Un ruolo sostanzialmente confermato anche nella proposta 2011 dell’AD (si veda il documento pubblicato sul nostro sito), ma che invece nella proposta attuale viene annullato in quanto manca qualsiasi richiamo alla contrattazione decentrata e le fattispecie di relazioni sindacali richiamate sono “esame congiunto” a livello locale e “partecipazione” dei piani di reimpiego a livello nazionale, in una parola la cancellazione di fatto della contrattazione. Non si comprende, ha poi proseguito la nostra sigla, da cosa origini questo giro di valzer, atteso che in questi venti anni non ci sono stati problemi e che il quadro normativo non si è modificato dal 2012 a oggi. Qui, il nodo politico è ancora più marcato, perché riguarda il ruolo di interlocuzione effettiva delle Parti Sociali, ed è un nodo che, per noi, va sciolto prima di ogni discussione su criteri, fattispecie e numeri. Altra nostra annotazione ha riguardato il ruolo preponderante assegnato a SMD, che limita quello degli OO.PP.
In replica, la sen. Pinotti ha detto di aver ben compreso i problemi posti, sui quali, dopo i dovuti approfondimenti, fornirà le risposte richieste nel corso della prossima riunione (entro 2/3 settimane).
Le questioni afferenti ai contenuti dei decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare sono state al centro del confronto di oggi pomeriggio con il Sottosegretario delegato sen. Pinotti, che ha fatto registrare alcune importanti aperture dell’Amministrazione su tutta una serie di problemi evidenziati dal Sindacato, anche se non possiamo nascondere che alcuni nodi permangono irrisolti e su di essi dovremo concentrare la nostra attenzione. E’, questo, in estrema sintesi, il succo del confronto di oggi pomeriggio con la sen. Pinotti, che FLP DIFESA aveva formalmente richiesto con propria nota del 14 u.s. (allegato al Notiziario n. 112 del 15 u.s.).
In apertura di riunione, il Sottosegretario ha dato risposta alle questioni ancora aperte legate ai decreti attuativi, da noi e da altre sigle poste nelle riunione del 17 set. e richiamate nel documento presentato alle Commissioni Difesa. Vediamone i contenuti e le osservazioni proposte dalla nostra O.S.
ATTRIBUZIONI DEL PERSONALE CIVILE: l’ art. 15 del C.O.M., novellato dal decreto attuativo c.d. ordinamentale, sarà riformulato, al comma 2-bis let. e), attraverso l’espunzione della parola “tendenziale”. Dunque, la nuova norma contiene una previsione netta (“funzioni e compiti tecnico-amministrativi al personale civile, dirigente e non”), che evidentemente non consente varianti al riguardo e muove certamente nella direzione da noi auspicata, quella della c.d. “civilizzazione”. Fatta la norma, dovremo ora vigilare come OO.SS., e certo lo faremo, affinchè gli OO.PP. disegnino le strutture organizzative e prevedano impieghi e incarichi in funzione di questa novità positiva.
FESI (Fondo Efficienza Servizi Istituzionali): all’art. 6 del D. Lgs. ordinamentale, l’art. 1805-bis verrà riformulato, come noi chiedevamo, prevedendo che il transito di personale militare nei ruoli civili venga accompagnato dal versamento al FUA della quota media pro-capite delle risorse strutturali insieme a quota aggiuntiva derivante dalle risorse variabili, sulla base di approfondimenti da operare.
AREA INDUSTRIALE E ASSUNZIONI: in merito a questo problema, da noi ripetutamente sollevato e rappresentato in tutte le sedi, il Sottosegretario Pinotti, che si è detta particolarmente attenta alle problematiche di quell’area, ha preannunciato che l’A.D. si adopererà in tutti i modi perché venga inserita nella legge di stabilità 2014 una deroga che consenta di procedere alle assunzioni di vincitori di concorsi, operazione questa necessaria per dare un qualche respiro agli Enti e Stabilimenti che vivono una situazione di estrema sofferenza a causa del mancato turnover di questi anni. Una buona notizia, che va nel segno da noi auspicato; ne prendiamo atto con piacere e ne attendiamo la concretizzazione, rimanendo comunque convinti, oggi più che mai alla luce dei prossimi pensionamenti in soprannumero ex L.135, che sia necessario un piano straordinario di assunzioni civili, attingendo per questo alle graduatorie di concorsi già espletati per la Difesa negli anni passati e tuttora valide.
RISERVA CONCORSI CIVILI: SMD, presente in riunione, ha affermato che la previsione, contenuta nel decreto attuativo sul personale, di riserva a favore dei volontari del 50% dei posti nei concorsi civili, che FLP DIFESA ha chiesto di cancellare, non è attuabile in quanto la norma è già prevista dal comma 2 dell’art. 1014. Peccato che in materia non siano state a suo tempo sentite le OO.SS.
COMPETENZE SEGRETARIO GENERALE: nessuna risposta è venuta sulla nostra richiesta di espungere l’integrazione contenuta nell’art. 15 novellato che di fatto riduce le competenze del Segretario generale in materia di armamenti, ritenute di sua “pertinenza e responsabilità” anche dalla relazione alla Commissione Difesa della Camera degli onn. Scanu e Cicu (si veda l’allegato).
MOBILITA’ E REIMPIEGHI: il Sottosegretario ha accolto la richiesta sindacale di avviare un tavolo tecnico-politico sulle materie, e dunque se ne riparlerà in una prossima, apposita riunione. Ne prendiamo atto, anche se non possiamo nascondere la nostra viva preoccupazione per alcuni elementi emersi nel corso della riunione. In primo luogo, che l’Amministrazione non intenderebbe recedere sul punto dei “pareri” sostanzialmente vincolanti degli OO.PP., che di fatto renderebbero i nostri percorsi di mobilità interni poco assimilabili a quelli in essere presso altre AA.PP., che prevedono procedure con criteri, punteggi e graduatorie e senza alcun parere; in secondo luogo, il mantenimento nel decreto attuativo sul personale (art. 2259-ter), tra le possibilità previste ai fini della predisposizione del piano di riassorbimento delle eccedenze civili, della opzione “mobilità in ambito regionale“; infine, del no venuto dalla Funzione Pubblica al riferimento alla contrattazione decentrata per la definizione dei piani di reimpiego del personale a seguito di soppressioni/riorganizzazioni di Enti della Difesa. E’ di tutta evidenza che non si può affrontare la massa di provvedimenti in arrivo senza le garanzie offerte da precisi riferimenti a regole condivise e sottoscritte, fidando solo sulla disponibilità dell’Amministrazione, che oggi c’è, come confermato dalla sen. Pinotti in sede di riunione, ma domani chissà, magari in presenza di un Vertice politico diverso. Riproporremo le questioni nel tavolo che dovrebbe essere convocato a scadenza ravvicinata.
TRANSITI DI PERSONALE MILITARE NEI RUOLI CIVILI: è stato affermato in riunione, anche con il supporto del parere espresso dalla Funzione Pubblica, che le modalità di transito del personale militare in eccedenza saranno le stesse, sia per il passaggio nei ruoli civili che per quello in ambito altre AA.PP. Dunque, anche i transiti nei ruoli civili della Difesa dovranno avvenire “a domanda”, in base alla capienza organica, e nel rispetto dei vincoli assunzionali fissati dalla legge. Anche di questo prendiamo atto con piacere, anche perché si eviterà l’ingolfamento dei ruoli civili; al tempo stesso osserviamo che, stando così le cose, alla luce delle limitate capienze oggi esistenti nelle diverse aree, di transiti di militari eccedenti nei nostri ruoli ne dovremmo vedere davvero ben pochi. Bene, vedremo se i fatti confermeranno queste rassicurazioni e queste previsioni. Ne riparleremo.
ESENZIONE: anche in questo caso la Funzione Pubblica avrebbe detto no all’estensione ai civili della norma (art.2209-sexies in decreto attuativo sul personale), immaginiamo perché la cosa configurerebbe un eccesso di delega (la nostra richiesta ai tempi del d.d.l. non è stata recepita). Bene, anzi male; pur tuttavia, registriamo le considerazioni al riguardo venute dagli onn. Scanu e Cicu nelle relazione prima richiamata ( “con riferimento al nuovo istituto dell’esonero del servizio, rileva come debba essere attentamente valutata la proponibilità di un istituto così impegnativo e la sua compatibilità con il quadro generale che regola la materia previdenziale”). Riflettiamoci tutti!
TABELLA DI EQUIPARAZIONE MIL/CIV: a breve (11-14 nov) riprenderà il confronto tra le Parti. La nostra posizione al riguardo è ben nota: i Sottufficiali tutti in area 2^ e gli Ufficiali in area 3^.
Nel corso della riunione, sono state affrontate anche altre questioni, altrettanto importanti:
1. PENSIONAMENTI IN SOPRANNUMERO: la dr.ssa Pretiha fornitoi numeri aggiornati in merito alla indagine esperita con circolare n. 55028 del 6.09.2013, dalla quale emergerebbero, alla data odierna, n. 899 eccedenze totali (169 di area 1^ e 730 di area ^) a fronte di un bacino complessivo di pensionabili con i requisiti pre-Fornero pari a n. 2529 (180 diarea 1^ e 2349 di area 2^). Ne riferiremo dettagliatamente a breve, con un successivo e specifico Notiziario.
2. DOTAZIONI ORGANICHE: gli Organi di Vertice stanno provvedendo a distribuire le nuove dotazioni ex DPCM 22.01.2013 tra gli OO.PP. e ad articolarle nei diversi profili professionali.
3. STRUTTURA DEL SEGRETARIATO,DD.GG. E UU.CC: l’A.D. sta mettendo a punto il provvedimento modificativo del DM 16.01.2013. Ci risulta anche che sia stato costituito apposito “Gruppo di progetto” per lo studio della ripartizione delle funzioni relative alla gestione del personale, verosimilmente propedeutico alle scelte su struttura e competenze delle future DD.GG..
Su tutte e tre queste questioni, attesa la loro enorme rilevanza, abbiamo chiesto di poterne discutere a breve, ricordando l’impegno del Ministro a coinvolgere le OO.SS. a monte delle scelte di riorganizzazione.
Come già anticipato nel nostro precedente Notiziario n. 101 del 14 u.s., la riunione di oggi con il Sottosegretario sen. Roberta Pinotti doveva servire, in base a quanto concordato nell’ultimo incontro di luglio, a riprendere e organizzare il confronto tra Sindacato e Amministrazione sulle principali questioni aperte, in ordine alle quali in quel Notiziario avevamo proposto una sintetica ricognizione. Ebbene, la riunione c’è stata, le OO.SS., ciascuna per la propria parte ma in modo sostanzialmente condiviso, hanno messo sul tavolo tutte quelle importanti questioni, ma l’approdo conclusivo della riunione è stato un general generico rinvio da parte del Sottosegretario a successivi e imprecisati (nei tempi e negli argomenti) confronti che, per quanto ci riguarda, non può certo soddisfarci. Ma andiamo con ordine.
Dopo una breve introduzione della sen. Pinotti, che ha confermato in premessa l’impegno del Ministro a riprendere il confronto con le OO.SS. sulle questioni ancora aperte legate ai decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare, è iniziato il giro di tavolo con gli interventi di tutte le OO.SS. presenti. Nel suo intervento, FLP DIFESA ha riproposto le posizioni che avevamo già anticipato:
MOBILITA’: il confronto tecnico sulla mobilità interna, avviato a Persociv nell’autunno 2012, si era arenato su un nodo politico: i pareri, di fatto vincolanti, degli Organi Programmatori in merito alle istanze di mobilità interna. Occorre, abbiamo detto al Sottosegretario, riprendere il confronto tecnico, ma a partire dallo scioglimento di quel nodo tutto politico. E occorre riprendere subito il confronto, anche perché, alla luce di quanto previsto dai decreti attuativi, è necessario definire altre partite (mobilità regionale, attualizzazione della procedura di reimpiego) che oggi appaiono più urgenti.
LINEE GENERALI DI RIORGANIZZAIONE: era, dopo la mobilità, il secondo punto iscritto all’o.d.g. della riunione, ma di esse non abbiamo sentito alcuna specifica proposta da parte dell’Amministrazione. Nel suo intervento, la FLP ha ricordato le importanti ed apprezzate aperture del Vertice politico attuale in merito alla valorizzazione del personale civile (Sch. D.Lgs c.d. “ordinamentale”: “tendenziale attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile”, dirigente e non), che però dovranno essere codificate nel redigendo “Regolamento”. E per questo, FLP ha richiesto l’ avvio di un tavolo di confronto finalizzato a rendere concrete ed esigibili quelle importanti aperture del Ministro.
SCHEMI DECRETI ATTUATIVI DELLA DELEGA EX L.244: la nostra O.S. ha ricordato innanzitutto le positive risultanze dei confronti tra le Parti di luglio scorso; ha quindi segnalato, rispetto a quelle risultanze, le importanti conferme venute dagli schemi di provvedimento adottati dal Consiglio dei Ministri, ma ha anche indicato i punti di arretramento (la scomparsa dei vincoli relativi alle facoltà assunzionali della Difesa nei transiti dei militari in esubero nei ruoli civili; l’esclusione dei civili dall’ “esenzione” prevista invece per i militari; il soppresso riferimento alla contrattazione decentrata sui reimpieghi; etc.); infine, ha ricordato i punti irrisolti (uno su tutti: la previsione di mobilità interna su base regionale) e l’ancora non definita tabella di corrispondenza tra gradi militari e posizioni civili, che guiderà tutte e operazioni di transito dei militari nei ruoli civili della Difesa e in quelli delle altre PP.AA. Per questo, anche in relazione all’impegno assunto dal Vertice politico a luglio scorso di proseguire il confronto con le OO.SS. fino all’adozione definitiva dei provvedimenti da parte del CdM, ha chiesto la riapertura urgente del confronto con le OO.SS. allo scopo di ricercare, come a luglio, soluzioni condivise e migliorative dei testi attuali, da tutte le OO.SS. ritenute ancora non soddisfacenti.
PENSIONAMENTI IN SOPRANNUMERO EX LEGGE 135/2012: con riferimento alla ricognizione avviata da Persociv con la recente circolare n. 52028 (vds. Notiziario n. 97 del 9 set. u.s.), abbiamo rappresentato l’esigenza di disporre di dati aggiornati rispetto alle posizioni soprannumerarie e di poter discutere con l’Amministrazione sugli aspetti comunque connessi all’applicazione della circolare F.P. n. 3., ricordando la nostra formale richiesta di confronto inviata in data 5 agosto (anche altre OO.SS. hanno fatto analoga richiesta). In aggiunta, abbiamo richiamato l’attenzione del Sottosegretario sulla necessità di una urgente iniziativa di ordine politico-parlamentare finalizzata a sciogliere positivamente i nodi controversi del DL 101 legati alla imminente redazione (entro il 30 p.v.!) del piano di “previsione delle cessazioni dal servizio” , finalizzato alla verifica della riassorbibilità delle posizioni soprannumerarie e condizione necessaria anche ai fini della copertura dei posti vacanti nelle aree carenti attraverso l’ assunzione dei vincitori di concorsi pubblici. A tal proposito, abbiamo segnalato come il combinato disposto tra i pensionamenti in soprannumero e le eventuali mancate assunzioni potrebber creare, anche nel breve periodo, una situazione di estrema sofferenza negli Enti, in particolare in quelli dell’area industriale (Arsenali e Poli, in primis), rendendo peraltro inefficace l’estensione al 2019 della riserva del 60% di assunzioni per quelli Enti, prevista dai decreti attuativi.
A conclusione, con riferimento a interventi precedenti di altre OO.SS., abbiamo chiesto che gli Enti evitino di convocare le OO.SS. per la ridefinizione dei propri organici sulla base dei numeri complessivi fissati dalla Legge 148/2011, atteso che nel frattempo lo scenario è cambiato con l’ultimo taglio operato dalla L. 135/2012, rispetto al quale occorre effettuare quanto prima la ripartizione tra i diversi profili e la distribuzione tra gli OO.PP.; infine, abbiamo segnalato la necessità inderogabile di individuare una soluzione che consenta di corrispondere le indennità per prestazioni rese (turni/reperibilità) e per PPL in tempi più ristretti rispetto a quelli attuali determinati dalle nuove regole.
Queste i contenuti dell’intervento fatto in riunione dalla nostra O.S., che ha avuto un filo conduttore preciso: la richiesta, per le diverse questioni poste, molte delle quali hanno tempi di definizione estremamente ravvicinati, di un confronto urgente con l’Amministrazione.
Nulla di tutto questo, però. E’ infatti caduta nel vuoto la nostra richiesta di calendarizzazione immediata di incontri specifici, in particolare su decreti attuativi, pensionamenti, assunzioni e mobilità. Tutto è stato differito, come già detto in apertura, a successivi e imprecisati (nei tempi e negli argomenti) confronti che, per quanto ci riguarda, tradisce le nostre aspettative rispetto a questo incontro. Colpisce in particolare, rispetto al percorso di luglio, la mancata calendarizzazione di incontri sui decreti attuativi della delega. Alla luce della riunione odierna, non possiamo non chiederci se ci sia davvero l’intenzione e/o la possibilità di modificare i testi usciti dal CdM, frutto forse di difficili equilibri raggiunti anche nei confronti di MEF e FP, che proprio per questo potrebbe essere arduo intaccare.
Ora, dovremo attendere la/le convocazione/i da parte dell’Amministrazione, su quali tavoli (tecnici o politici) ancora non è dato sapere, che deciderà in proprio tempi e argomenti dei confronti con le OO.SS., anche sulle questioni che rivestono particolare urgenza e rilevanza. Non è lo stesso copione con cui si sono sviluppati i positivi confronti di luglio, tutt’altro! E allora, perché oggi è andata così?
L’impressione che abbiamo avuto, lo diciamo con estrema franchezza ai colleghi, è che la riunione odierna sia servita solo a smarcare un impegno precedentemente assunto dal Sottosegretario, a fronte però di un quadro di situazione completamente modificato rispetto a luglio, che offre allo stato poche certezze sul fronte della durata del Governo. E questo ha certo riflessi anche sulle cose di casa Difesa.
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Notiziario FLP Difesa n. 68 del 15 luglio 2020 – Nella Gazzetta Ufficiale n. 50 – 4^ serie speciale concorsi – del 30 giugno u.s., sono stati pubblicati due bandi di concorso per professionalità civili destinate alla Difesa, che pubblichiamo pure sul nostro sito: il primo, emanato da SNA (Scuola Nazionale dell’Amministrazione), è relativo al […]
Notiziario FLP DIFESA n. 85 del 27 settembre 2019 – Con la pubblicazione avvenuta nella mattinata di oggi delle graduatorie definitive (riportiamo, a fine articolo in fondo a questa pagina il link per accedervi), si conclude il secondo bando di mobilità volontaria ordinaria per il personale civile della Difesa. Una procedura, questa, che tanta indignazione ha […]
Notiziario n. 77 del 21 luglio 2014 – La c.d. “riforma” della Pubblica Amministrazione targata Renzi-Madia colpisce, e pesantemente, anche il Ministero della Difesa e il suo personale civile. Ci riferiamo, in particolare, agli artt. 4 (“Mobilità obbligatoria e volontaria”) e 21 (“Unificazione delle Scuole di Formazione”) del DL 24.06.2014, n. 90. Con l’art. […]
Notiziario n. 69 del 25 giugno 2014 – Dopo la prima riunione del 17 aprile u.s. (si veda il Notiziario n. 41 di pari data), nel pomeriggio di ieri l’on. Domenico Rossi ha incontrato le OO.SS., ancora una volta a tavoli uniti, anche se la cosa potrebbe avere prossimamente sviluppi diversi, dei quali comunque provvederemo […]
Notiziario n. 4 del 20 gennaio 2014 – Dopo il positivo confronto durato molti mesi sui contenuti dei decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare, si è tenuto in data odierna il primo confronto con l’Amministrazione Difesa in materia di mobilità. Un confronto che molto opportunamente è stato presieduto dal Sottosegretario, sen. […]
Notiziario n. 116 del 23 ottobre 2013 – Le questioni afferenti ai contenuti dei decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare sono state al centro del confronto di oggi pomeriggio con il Sottosegretario delegato sen. Pinotti, che ha fatto registrare alcune importanti aperture dell’Amministrazione su tutta una serie di problemi evidenziati dal […]
Notiziario n. 102 del 17 settembre 2013 – Come già anticipato nel nostro precedente Notiziario n. 101 del 14 u.s., la riunione di oggi con il Sottosegretario sen. Roberta Pinotti doveva servire, in base a quanto concordato nell’ultimo incontro di luglio, a riprendere e organizzare il confronto tra Sindacato e Amministrazione sulle principali questioni aperte, […]