Nel S.O. n. 12/L della G.U. n. 34 dell’11.02.2014, sono statipubblicati i decreti di cui sotto, attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 per il riordino in chiave riduttiva dello strumento militare nazionale, già pubblicati sul nostro sito web e che entreranno in vigore a far data dal 26. 02.2014:
– D.Lgs. 28.01.2014, n. 7 recante disposizioni per la riduzione degli assetti ordinamentali delle FF.AA.
– D.Lgs. 28.01.2014, n.8 recante disposizioni in materia di personale militare e civile della Difesa.
Si chiude così, almeno per il momento, una vicenda lunga e complessa durata oltre due anni, partita nel lontano 2011 quando, nel suo primo incontro con le OO.SS. nazionali, il neo Ministro Di Paola espresse il preciso intendimento di procedere ad un profondo riordino in chiave riduttiva dello strumento militare, reso necessario dalle sofferenze e dai disequilibri del bilancio. Nell’aprile dell’anno successivo, il Consiglio dei Ministri approvò in prima lettura il disegno di legge delega che FLP DIFESA, praticamente da sola, contestò radicalmente in quanto mancante di tagli veri a sprechi e privilegi, ispirato da logiche penalizzanti nei confronti dei civili e fortemente sperequato sul piano delle opzioni per la gestione degli esuberi. Partimmo allora con una serie di iniziative di contrasto (in primis, la manifestazione nazionale del 6 luglio 2012) ma anche con proposte concrete, che raggiunsero però solo in minima parte i loro obiettivi anche per una certa sottovalutazione che venne allora da altre OO.SS..
Quello fu il momento cruciale: avremmo dovuto lottare, tutte insieme le OO.SS., e con i denti, per far scrivere ben altre cose nella delega e per raggiungere i nostri obiettivi. Anche per impedire, come poi è fatalmente avvenuto, che l’A.D. si trincerasse dietro il paravento della delega per dire no alle nostre richieste (“non si può fare, non sta scritto nella delega”, ci è stato detto più volte). Non andò così, purtroppo: solo FLP DIFESA scese allora in campo e, anche per questa solitudine, vennero sconfitte quasi tutte le nostre proposte di modifica, e la legge, votata da Camere in smobilitazione (era il novembre 2012) e sotto forte pressione dei Vertici militari e dei poteri forti, è quella che conosciamo
Una legge che, in previsione della scrittura dei decreti attuativi, determinava un contesto di partenza per tutti noi assolutamente poco agevole e rendeva il percorso oltremodo difficile e irto di ostacoli.
Dobbiamo però dire che il risultato finale, quello recato dai Decreti Legislativi di cui sopra, risulta di certo meno sconfortante rispetto a quello che era ragionevolmente immaginabile. A questo importante risultato, hanno concorso due ordini di motivi: in primo luogo, la significativa apertura del nuovo Ministro Mauro dopo le chiusure dei precedenti Ministri La Russa e Di Paola, ai quali veniva l’orticaria al sol sentir parlare di Sindacati, una apertura che si è poi concretizzata nei tavoli tecnici e politici che hanno avuto esiti complessivamente soddisfacenti a giudizio di tutte le Parti; in secondo luogo, ha decisamente pesato in positivo anche la compattezza e l’unitarietà del tavolo sindacale che, nei diversi confronti con l’A.D., ha parlato sostanzialmente la stessa lingua lasciando fuori ogni divisione. E il risultato c’è stato, e con esso anche la prova provata che l’azione unitaria premia sempre e comunque.
A questo positivo risultato, la nostra O.S. ha dato, noi pensiamo, un contributo importante. In primo luogo, sul piano delle proposte concrete e sostenibili a fronte di quella delega (ripubblichiamo sul sito il documento fatto pervenire dalla nostra O.S. al Sottosegretario in data 15 luglio, subito dopo la consegna alle OO.SS. della prima bozza dei decreti attuativi e dunque prima dei tavoli di confronto). Come è facile dimostrare, nei decreti legislativi c’è davvero parte significativa delle nostre proposte. In secondo luogo, sul piano della qualità dell’interlocuzione, che ci è stata riconosciuta da molte parti
Rispetto agli ultimi testi noti, i Decreti presentano novità in negativo ma anche positive conferme.
Decreto Legislativo 28 gennaio 2014, n. 7(assetti ordinamentali)
1. Va innanzitutto rilevato come, contro le stesse indicazioni della Commissione Difesa della Camera fortemente sollecitate da FLP DIFESA, è stata confermata, in materia di riordini e reimpieghi, la cancellazione di ogni riferimento alla contrattazione decentrata, curiosamente mantenuta in altra parte (art.12, D.Lgs. 8). Un segnale negativo, che fa molto riflettere e che ci pone in forte allarme.
2. Cancellate anche le originarie previsioni che subordinavano il Segretario Gen. al Capo di SMD, in particolare in materia di nuovi armamenti, posti ora sotto il controllo del Parlamento (D.Lgs. n. 8, art.14). E’ questa la parte politicamente più significativa, in quanto è stato al momento fermato il tentativo di depotenziamento del Segretariato a favore di SMD. La nostra denuncia (Notiziario n. 82/2013), le iniziative di lotta poste in essere dai lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL (al cui fianco FLP DIFESA è sempre stata) e le continue sollecitazioni rivolte alle Commissioni Difesa che sono andate a buon segno, hanno evidentemente avuto un peso decisivo. Rimane però un problema: contro l’indicazione data dalle stesse Commissioni Difesa, e la cosa appare rilevante, l’art. 15 novellato del COM rinvia ad un successivo Regolamento per la ripartizione di compiti e funzioni. Potrebbe ancora passare da qui il tentativo di alleggerire le due DD.GG. che rappresentano, insieme a SGD e alle altre DD.GG., uno dei luoghi di più marcata civilizzazione e per questo vanno difese.
3. All’interno dello stesso art. 15, comma 2-bis, let. e, è prevista l’attribuzione di compiti tecnico-amministrativi al personale civile. Un importante e significativo riconoscimento, che occorrerà rendere compiutamente esigibile in sede di ridefinizione di organici e organigrammi degli Enti, e per questo non potremo tollerare i tentativi in atto di segno diverso. Altrimenti sarà solo aria fritta!
4. Confermati tutti i provvedimenti di riordino, con il rinvio al 31.03.2014 di quelli già previsti al 31.12.2013, e il monitoraggio da noi richiesto ancorché con cadenza annuale (art.2188-quinquies)
Decreto Legislativo 28.01.2014, n.8 (personale militare e civile).
Trova conferma l’espunzione dell’art. 2209-sexies relativo all’esenzione del servizio del personale militare, reso obbligato dal clamore suscitato dai media. Niente più “scivoli d’oro”, dunque, per i nostri colleghi con le stellette, compensati però da una riserva del 5% di mobilità verso le altre AA.PP., con possibilità di attingere anche alla quota non utilizzata riservata ai civili (15%).
Nella parte che più interessa il personale civile (art. 12), segnaliamo ai colleghi:
– la conferma della cancellazione della mobilità in ambito regionale ai fini dell’assorbimento delle eccedenze, richiesta sulla quale, come noto, la nostra O.S. si è ripetutamente spesa in questi mesi e pure qui praticamente da sola, anche con ripetute sollecitazioni in sede politica che hanno prodotto un decisivo parere di entrambe le Commissioni Difesa, che ha poi dato il là alla modifica;
– eliminato l’ordine di priorità nelle opzioni previste per l’assorbimento eccedenze (art. 2259-ter), ma senza l’inversione richiesta degli ultimi due punti (mobilita verso altre PP.AA. e part-time);
– permane la norma che prevede il passaggio del FESI al FUA, ma solo della sua parte strutturale e non anche di quella variabile, che era stata invece richiesta da tutto il tavolo sindacale;
– confermati in toto l’art. 2259-quater relativo a formazione e finanziamenti aggiuntivi e l’art. 2250-sexies relativo agli Enti della c.d. area industriale, rimodulato a seguito dei confronti di luglio, che prevede l’avvio di processi di internalizzazione di servizi e lavori per gli Enti dei settori logistici di F.A. (Arsenali e Poli in primis), i cui risparmi saranno destinati all’efficientamento, con ricognizione annuale di servizi e lavori esternalizzati ed esame dei settori di spesa improduttivi;
– non vanno poi dimenticate alcune importanti assicurazioni venute, sempre su nostra sollecitazione, sia sui tavoli nazionali che dal Ministro in sede di audizione, sui transiti dei militari nei ruoli civili, previsti solo a domanda e sottoposti, al pari di quelli verso altre PP.AA., ai vincoli assunzionali;
– rimane invece ancora aperta la questione relativa alla tabella di equiparazione (art.2209-quinquies) rispetto alla quale l’A.D. ha inviato alla F.P. una proposta che reca una secca indicazione (SU in area 2^ e U. in area 3), come FLP DIFESA chiedeva da anni, e dunque al netto delle favorevoli opzioni inizialmente previste e relative alle posizioni apicali (Primo Maresciallo e Luogotenente).
L’amm. Di Paola, ideatore della delega, con il Ministro Mauro
Nella seduta odierna, il Consiglio dei Ministri (CdM) ha approvato in seconda e definitiva lettura i due decreti legislativi attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare rielaborati dall’Ufficio Legislativo dopo i pareri espressi dalle Commissioni Difesa (Notiziario n. 134 del 23 dic u.s.) sugli schemi adottati in prima lettura l’8 agosto u.s. (Notiziari n. 89 e 92/2013). Al momento in cui scriviamo, non conosciamo ancora i testi finali usciti dal CdM; pur tuttavia, le novità introdotte ci erano state anticipate nel corso della riunione che le OO.SS. nazionali hanno avuto nel pomeriggio di ieri 9 gennaio con il Sottosegretario Pinotti, e alla quale ha partecipato in avvio anche il Ministro della Difesa.
Il sen. Mauro ha tenuto innanzitutto a precisare come, nella scrittura finale dei due testi, la quasi totalità delle indicazioni espresse dalle due Commissioni Difesa fosse stata accolta. Ha quindi espresso piena soddisfazione per il lavoro sin qui svolto ringraziando le OO.SS. per il contributo offerto, ma ha affermato al contempo di essere comunque consapevole che alcuni problemi permangono ancora irrisolti. Per questo, ha delineato i propri intendimenti per il prossimo futuro: innanzitutto, l’uscita del “libro bianco” della Difesa, che avrà come fulcro il tema della “formazione continua” ; poi, a seguire, l’apertura di una fase di riflessione e di confronto, in sede politico-parlamentare ma anche con le Parti sociali, che dovrebbe traguardare la riforma dell’attuale modello difesa. In questo contesto, ha concluso il Ministro, è suo preciso intendimento quello di valorizzare al massimo la componente civile, della quale ha riconosciuto il ruolo importante e decisivo all’interno del Ministero Difesa, e di voler perseguire questo obiettivo anche attraverso un confronto costante, aperto e costruttivo, con le Rappresentanze sindacali.
Il Ministro ha poi abbandonato la sala riunione per altro impegno con i COCER, lasciando alla sen. Pinotti il compito di illustrare le modifiche apportate ai testi dei decreti rispetto a quelli adottati in prima lettura dal CdM, novità che proviamo a sintetizzare corredandole di alcune nostre prime considerazioni.
Decreto Legislativo sugli assetti ordinamentali
Sono state espunte le modifiche/integrazioni contenute negli artt. 29, 33 e 41 del testo uscito ad agosto dal CdM, che, in particolare in materia di armamenti, subordinavano il Segr. Gen. al Capo SMD. E’ questa la parte politicamente più significativa, in quanto è stato fermato il tentativo di depotenziare SGD a favore di SMD (si ricordi l’audizione dell’amm. Binelli Mantelli…). La denuncia della nostra O.S. (Notiziario n. 82 del 15 lug), le iniziative di lotta poste in essere dai lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL (al cui fianco FLP DIFESA è sempre stata, e praticamente in solitudine) e le continue sollecitazioni da noi rivolte alle Commissioni Difesa che sono andate a buon segno, hanno evidentemente avuto un peso decisivo. Rimane però un problema: contro l’indicazione data dalla Commissioni, e la cosa appare rilevante, l’art. 15 novellato del COM rimane quello uscito dal CdM di agosto, e rinvia ad un successivo Regolamento per la ripartizione di compiti e funzioni tra SMD e SGD e delle attribuzioni di comando nei riguardi del personale. Potrebbe ancora passare da qui il tentativo di alleggerire le due DD.GG. che rappresentano, insieme a Segretariato e altre DD.GG., uno dei luoghi di più marcata civilizzazione della Difesa, e per questo vanno difese. Noi pensiamo che le pesantissime osservazioni venute dalle Commissioni Difesa sulla necessità di mantenere l’attuale ripartizione tra SMD e SGD non potranno non essere tenute presenti anche in sede di scrittura del Regolamento; pur tuttavia, si dovranno mantenere alte l’attenzione e la mobilitazione dei lavoratori. E’ quello che la nostra O.S. cercherà di fare, sperando di non restare ancora da sola.
2. All’interno dello stesso art. 15, è stata espunta la parola “tendenziale” dal comma 2-bis, let. e, che prevede l’attribuzione di compiti tecnico-amministrativi al personale civile. Un importante e significativo riconoscimento, al quale però occorrerà dare concretezza e operatività in sede di ridefinizioni di organici e organigrammi degli Enti della Difesa. Altrimenti sarà solo aria fritta!
3. In ultimo, non possiamo non rilevare, nella prima pagina dello schema di decreto (“RITENUTO…”), la totale non condivisione dei contenuti della parte relativa al sistema di relazioni sindacali, che insieme ad altre sigle sindacali abbiamo chiesto venga espunto. Ma nel nostro intervento abbiamo anche evidenziato l’inaccettabilità del rigetto dell’indicazione venuta dalla Commissione Difesa della Camera di far espresso riferimento alla contrattazione decentrata, come da noi richiesto.
Decreto Legislativo sul personale militare e civile
Dopo il clamore suscitato dai media, è doveroso dar subito conto che è stata espunto l’art. 2209 sexies relativo all’esenzione del servizio del personale militare. Niente più “scivoli d’oro”, dunque, per i nostri colleghi con le stellette, compensati però da una riserva del 5% di mobilità verso altre AA.PP., con possibilità di attingere anche alla quota non utilizzata riservata ai civili (15%).
Nella parte che più interessa il personale civile (art. 12), segnaliamo ai colleghi:
– la cancellazione della mobilità in ambito regionale ai fini dell’assorbimento delle eccedenze, richiesta sulla quale, come noto, la nostra O.S. si è ripetutamente spesa in questi mesi e anche qui praticamente da sola; sulla questione, a seguito delle nostre sollecitazioni in sede politica, vi è stato un parere molto chiaro di entrambe le Commissioni Difesa che ha dato il là alla modifica;
– non si dovrà seguire alcun ordine di priorità nelle opzioni previste per l’assorbimento eccedenze;
– purtroppo, permane la norma che prevede il passaggio al FUA della sola quota strutturale del FESI (e non anche di quella variabile) del personale transitato, su cui abbiamo chiesto un ripensamento;
– non vanno infine dimenticati, le importanti assicurazioni venute, su nostra sollecitazione, sia sui tavoli nazionali che dal Ministro in sede di audizione, sui transiti dei militari nei ruoli civili.
Rimane ancora aperta la questione relativa alla tabella di equiparazione, rispetto alla quale la sen. Pinotti ha comunque confermato in riunione l’invio alla F.P. della proposta A.D. che reca una secca indicazione (SU in area 2^ e U. in area 3), come noi chiedevamo da anni, al netto delle favorevoli opzioni relative alle posizioni apicali (primo Maresciallo e Luogotenente) inizialmente previste.
Queste, le novità intervenute nell’ultima stesura dei testi. Rispetto a queste novità, non possiamo non esprimere una certa soddisfazione. Considerando la situazione di partenza, e cioè i paletti estremamente penalizzanti fissati dalla legge delega che FLP DIFESA (da sola!) ha cercato a suo tempo di contrastare in tutti i modi (mobilitazione; controproposte; iniziative varie; manifestazione nazionale del 6.07.2012; etc.), dobbiamo dire che il combinato disposto tra le cose portate a casa nei confronti di luglio e quelli emersi oggi, evidenzia un risultato certamente positivo, dovuto anche – è giusto riconoscerlo – alla disponibilità e all’attenzione riservate dall’attuale Vertice politico. Una soddisfazione per la nostra O.S., che aveva esplicitato sin da subito le proprie “osservazioni e proposte” (si veda il documento allegato al Notiziario n. del 15.07.2013), la gran parte delle quali risultano recepite.
Naturalmente la soddisfazione è solo relativa al fatto che, a fronte di quella legge concepita e voluta dall’amm. Di Paola, siamo riusciti a limitare i danni. Ma non certo a risolvere lo spinoso problema legato alla mancata civilizzazione e al riconoscimento dei nostro ruolo e funzioni, che necessitano di essere demarcati e distinti rispetto a quelli dei militari. Risolleveremo la questione nel corso del prossimo incontro con il Ministro, preannunciato per febbraio, che avvierà il confronto sul nuovo modello Difesa.
Completiamo questo Notiziario dando ancora conto di un paio di cose: la prima, il ribadito e forte impegno del sen. Pinotti e del Ministro per ottenere dalla F.P. una deroga per l’assunzione dei vincitori di concorso; la seconda, la nostra richiesta di istituire un “Osservatorio A.D-OO.SS.” per seguire tutto il processo di riduzione. Infine, è fissato per il 20 p.v. l’avvio del confronto con il SSS Pinotti su mobilità e reimpieghi.
Ed ora, attendiamo di conoscere i testi definitivi dei DD. LLgs. usciti dal C.d.M e, a seguire, proporremo ai colleghi le nostre riflessioni generali su questa lunga vicenda che ci ha impegnato due anni.
Pubblichiamo di seguito: i testi dei decreti; il comunicato stampa di Palazzo Chigi; le slide predisposte dall’A.D.
I sen. Mauro e Pinotti in un incontro con le OO.SS.
Non si può certo dire che le Commissioni Difesa di Camera e Senato siano state particolarmente tenere con gli schemi di decreti attuativi presentati dal Ministro Mauro e poi adottati in prima lettura dal CdM in data 8 ago. u.s. (Vedi Notiziario n. 92/2013). Tutt’altro! Pur con qualche sottolineatura e sfumatura diversa, i pareri delle due Commissioni, e dunque dell’intero Parlamento, appaiono sostanzialmente convergenti ed esprimono posizioni di aperto dissenso nei confronti di alcune scelte tenacemente volute dai Vertici militari, esprimendo osservazioni e raccomandazioni che, proprio perché simili, dovrebbero pesare ai fini delle scelte definitive del Ministro e del Governo sui due provvedimenti.
Osservazioni e posizioni che, su alcuni aspetti di primaria importanza, FLP DIFESA accoglie con grande soddisfazione, atteso che molte delle questioni oggetto di parere sono state sollevate dalla nostra O.S. nel documento recante “Osservazioni e proposte di FLP DIFESA” (si veda il Notiziario n. 82 del 15.07.2013) e successivamente proposte all’attenzione delle Commissioni Difesa (audizione parlamentare del 22.10.2013, vds. Notiziario n. 115 di pari data).
Esaminiamo allora, pur se in modo necessariamente veloce e sintetico, i pareri presentati dai relatori Vattuone (Senato) e Scanu (Camera) sui due provvedimenti, poi approvati a maggioranza dalle due Commissioni, che pubblichiamo , insieme a quelli presentati dall’opposizione, su questa stessa pagina.
SCHEMA DECRETO ATTUATIVO SULL’ORDINAMENTO (ATTO DI GOVERNO N. 32)
– il Parlamento “opta per il mantenimento dell’attuale assetto della catena di comando a vertice della Difesa, scongiurando un’eccessiva concentrazione di poteri a favore del Capo di SMD e un conseguente assorbimento del ruolo del Segretario Generale” che era esattamente quanto da noi denunciato da luglio in avanti, in tutte le sedi, sul depotenziamento del ruolo del Segretario Generale Sarebbe interessante conoscere su questo “parere” l’opinione del Segretario Generale che nella sua audizione ha difeso strenuamente quella previsione e anche quella (di cui diremo dopo) in materia di armamenti, certo paradossale se si considera il suo ruolo di “capo” dell’area tecnico-amministrativa;
– contestato il rinvio ad un successivo Regolamento per la ripartizione delle funzioni e dei compiti tra gli Organi tecnici del Ministero, sulla base del principio “delegata potestas non potest delegari” che il Ministro si era sforzato, evidentemente a vuoto, di contrastare nell’audizione del 12 u.s.;
– in materia di armamenti, il Parlamento chiede espressamente, come noi avevamo sollecitato nel documento consegnato alle Commissioni Difesa, l’espunzione della previsione che subordinava le attribuzioni del Segretario Generale “nell’ambito delle direttive tecnico-operative del Capo di SMD, al fine si assicurare l’unitarietà del comando”, rivendicando peraltro la centralità decisionale (“pareri vincolanti”) in ordine alle “eventuali proposte di rimodulazione del Capo di SMD”;
– proposta della Commissione Difesa della Camera di “prevedere un ruolo consultivo del Comitato dei Capi di SM, in rapporto diretto con il Ministro”, che ridimensiona un pò il ruolo del Capo di SMD;
– in materia di funzioni e compiti di personale civile (art. 15 novellato COM, lettera e), le Commissioni chiedono l’espunzione della parola “tendenziale”, come richiesto da tutte le OO.SS. nazionali.
SCHEMA DECRETO ATTUATIVO SUL PERSONALE (ATTO DI GOVERNO N. 33)
– clamorosa bocciatura a tutto tondo delle previsioni della norma contenuta nell’art 2209-quinquies relativa all’ “esenzione dal servizio” per il personale militare, meglio conosciuta con il nome coniato dai media (”scivoli d’oro”), che invece il Ministro in sede di audizione aveva difeso in maniera convinta, ma che evidentemente, oltre a noi, non ha convinto neanche i parlamentari;
– altrettanto clamorosa appare la bocciatura della scelta, ufficializzata dal Capo di SMD nella sua audizione parlamentare e da noi resa evidente a tutti con il Notiziario n. 126 del 23 nov. u.s., di sottrarre competenze a PERSOMIL e PREVIMIL per attribuirle direttamente alle FF.AA. Le Commissioni chiedono di “garantire il mantenimento di tutti gli atti amministrativi relativi allo stato giuridico e al trattamento economico e normativo del personale militare presso la Direzione Generale del personale militare”. Evidentemente, la denuncia della nostra O.S., e quella ben più efficace dei lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL e delle loro RSU, che sono scese in piazza per difendere uno dei pochissimi punti di civilizzazione della Difesa, ha avuto efficacia ed effetto. Peccato solo che in questa battaglia, CGIL-CISL-UIL e altre O.S. abbiano maturato scelte diverse;
– in materia di riassorbimento delle eccedenze di personale civile (art. 2259-ter del COM), entrambe le Commissioni chiedono di escludere, tra le opzioni, la mobilità interna su base regionale come FLP DIFESA ha tenacemente (e praticamente da sola) chiesto in tutti questi mesi, alla quale la nostra Amministrazione in sede di confronto aveva sempre risposto picche. La condizione posta dalle Commissioni prevede che “le procedure di mobilità interna limitino il reimpiego del personale civile nel solo ambito comunale e provinciale e a domanda dell’interessato”. Ancor più efficace!
– sui transiti nei ruoli civili della Difesa dei militari in eccedenza, i pareri li assimilano a quelli verso le altre PP.AA, con i chiarimenti e le precisazioni da noi richiesti e già resi dai Vertici politici.
Questi, in estrema sintesi, gli aspetti a nostro giudizio più interessanti recati dai “pareri” espressi dalle due Commissioni Difesa che, sempre a nostro avviso, smontano alcuni pezzi importanti dei due provvedimenti, forse quelli su quali lo Stato Maggiore Difesa aveva maggiormente investito e sui quali si era più tenacemente impegnato. E la cosa assume un enorme significato politico, proprio perché viene dalla maggioranza che sostiene questo Governo. Un parere favorevole che nasconde, di fatto, una sostanziale bocciatura delle parti più significative dei provvedimenti. E, in questo nostro Notiziario, non abbiamo neanche accennato alla “questione alloggi”, perché essa appare di quasi esclusivo interesse del personale militare, su cui però il parere recato è altrettanto “pesante”. Se poi ci aggiungiamo il disimpegno di Forza Italia, che però non ha presentato una propria e autonoma proposta di parere (l’on. Cicu ha espresso contrarietà perché viene “contemplata la soppressione della misura dell’esenzione dal servizio”…….) e le ben più corpose osservazioni in negativo di M5S e SEL, che sono arrivate a proporre per il decreto sul personale addirittura parere contrario, allora siamo ad una quasi Caporetto.
Al momento in cui scriviamo questo Notiziario, non sappiamo ancora, ovviamente, in quale considerazione il nostro Ministro e il Governo, di cui Egli fa parte, terranno i “pareri” del Parlamento che, non va assolutamente dimenticato, hanno carattere esclusivamente consultivo. Anche per questo, forse, sarebbe stata necessaria a suo tempo una maggior attenzione in merito ai contenuti della legge delega sul fronte politico e parlamentare. Ma anche naturalmente su quello sindacale, atteso che, come la storia dimostra senza tema di smentita, FLP DIFESA è stata l’unica a scendere in piazza, quando ancora non era legge dello Stato, contro le scelte contenute nella delega, oggi purtroppo vincolanti.
Attenderemo ora con ansia di conoscere gli approdi conclusivi dei provvedimenti e i testi definiti che verranno adottati in seconda lettura dal Governo, che sicuramente vedranno la luce entro la fine di quest’ anno per poter entrare in vigore entro i tempi fissati dalla delega. Ovviamente ne daremo conto ai lavoratori, accompagnandoli con un nostro più esaustivo giudizio, come sempre abbiamo fatto sinora.
Forse, il 27 p.v., riunione con il Ministro: ma serve proprio, ora, dopo i pareri resi dal Parlamento?
Difesa a tutto campo delle scelte contenute negli schemi di decreti attuativi della legge delega per la riduzione dello strumento militare, in particolare per quanto attiene la distribuzione di competenze tra Capo di SMD e Segretario Generale; apertura minima, ma strumentale, sulla vicenda che è esplosa sui media, quelli dei c.d. “scivoli d’oro” dei militari; infine, alcune precisazioni per quanto attiene il transito dei militari in esubero verso i ruoli civili, questione posta dalla nostra O.S. in modo molto forte. Sono questi i punti di nostro maggior interesse dell’audizione di giovedì 12 u.s. del Ministro Mauro di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite in seduta congiunta, che è stata presieduta dal Presidente sen. La Torre e il cui video pubblichiamo, completo di tutti gli interventi, su questa stessa pagina.
Il sen. Mauro è partito innanzitutto dalla precisazione che l’operazione che si andrà a fare è solo una riduzione dello strumento militare dettata dagli attuali squilibri di bilancio, ma non rappresenta una riforma del modello Difesa, alla quale Egli, dopo il varo dei decreti attuativi e dopo la pubblicazione del “Libro Bianco” della Difesa , intenderebbe porre mano subito dopo anche con il concorso del Parlamento. Si è quindi soffermato sulla grave situazione finanziaria della Difesa (nel 2014, -2,6% per la Funzione Difesa), soprattutto sul versante dell’esercizio, evitando però di esprimere la propria valutazione sulla permanente dinamica in crescita delle spese per il personale (al 71%, dato SMD). La grandissima parte delle quali (90%) servono ad alimentare i trattamenti economici del personale militare che, nonostante il blocco pluriennale delle retribuzioni dei lavoratori pubblici, sono comunque cresciuti in questi anni (DPCM 2010; una tantum; etc.). Con una nuova spending review alle porte, quella allo studio del prof. Cottarelli, che l’AD dovrà subire non avendo realizzato l’unica vera ed efficace spending review: la civilizzazione!
Il Ministro ha poi ricordato come le norme delegate relative alla gestione delle eccedenze di personale siano nate dal concerto con altre AA.PP. e ha detto che la ratio che li ha ispirate non è stata certo quella di assicurare privilegi, ma solo quella “di evitare problemi”. Ha quindi preso in esame le diverse fattispecie interessanti i militari. In primo luogo, i transiti verso i ruoli civili delle PP.AA., che dovranno avvenire nei limiti delle facoltà assunzionali delle AA. riceventi, attraverso una apposita tabella di corrispondenza (nessun accenno dal Ministro ai termini del confronto con le OO.SS. – si veda il Notiziario n. 122 del 12 nov. u.s.), e con il corredo dell’ assegno ad personam che rimarrà a carico dell’AD.. Dette regole dovranno valere anche per i transiti nei ruoli civili della Difesa (precisazioni già venute, su nostra sollecitazione, nel corso della riunione con la sen. Pinotti del 23 ott. u.s., Notiziario n. 116), rispetto ai quali però il Ministro ha chiarito che dovranno avvenire anch’essi su base volontaria. Il Ministro ha quindi affermato che i transiti verso i ruoli civili dell’AD saranno comunque all’interno della dotazione a 20.000 unità entro il 2024, comprensive delle nuove assunzioni da fare e dunque senza alcun soprannumero, e ha anche ricordato le novità in positivo, frutto del confronto con le OO.SS. di luglio scorso, riferite agli Enti dell’area industriale e alla formazione. Ebbene, FLP DIFESA esprime piena soddisfazione per queste importanti precisazioni venute dal Ministro in sede istituzionale e di fronte alle Commissioni Difesa, atteso che da mesi la nostra O.S. pone e ripone questi problemi, anche perché la modifica condivisa dall’Amministrazione e recepita nel testo di decreto attuativo riscritto dopo i confronti di luglio con le OO. SS., è stata poi incredibilmente cassata nel testo uscito da Palazzo Chigi. Una soddisfazione che non nasce certo da posizioni pregiudiziali nei confronti dei militari, che non fanno parte della nostra cultura sindacale, ma solo dalla necessità di difendere i ruoli civili che non possono diventare sfogatoio di esuberi, e questo a tutela del ruolo e delle funzioni di tutti i civili, vecchi e nuovi.
Il sen. Mauro si è poi soffermato sulle altre due opzioni previste per il personale militare, l’ARQ (solo in via subordinata, in quanto avviata d’autorità) e, più in particolare, sull’ “esenzione dal servizio”, gli “scivoli d’oro” come connotati dai media, che hanno davvero indignato la pubblica opinione. Il Ministro ha però difeso questa scelta, arrivando addirittura ad affermare che “si tratta di un meccanismo volto a evitare situazioni tipo esodati”. Un paragone davvero incredibile! Il Ministro ne ha proposto una lettura volutamente e decisamente alleggerita: innanzitutto perchè l’85% diventerebbe nei fatti solo il 70%; in secondo luogo perchè, essendo riferita al solo trattamento stipendiale, il risparmio per le casse statali ci sarebbe comunque; in terzo luogo, perchè le previsioni di SMD fanno riferimento a numeri molto contenuti, solo qualche centinaio; e, infine, chicca conclusiva, perchè trattasi di norma non nuova nelle nostre leggi. A questo proposito, il Ministro avrebbe però dovuto aggiungere due cose: che la norma precedente (“esonero”) prevedeva il 50% e non l’85% dello stipendio e che la stessa è stata cancellata dall’ordinamento da parte del Governo Monti. E non si tratta certo di dettagli! Aggiungiamo, infine, che non una sola parola è venuta dal Ministro riguardo alla richiesta avanzata da tutte le OO.SS. della Difesa di estendere la norma anche al personale civile, attraverso apposito veicolo normativo. Con queste premesse, la disponibilità del Ministro a modificare l’istituto dell’ esenzione appare non poco strumentale.
Altra parte estremamente significativa della relazione del Ministro è stata quella dedicata al problema, da noi posto sin da luglio, circa la riduzione di competenze del Segretariato a favore di SMD. La tesi del Ministro è che le previsioni contenute nello schema di decreto attuativo c.d. “ordinamentale” sono “perfettamente legittime” e in linea con le norme legislative vigenti e l’impianto determinato dalla Legge 25/1997; inoltre, che la scelta prevista dall’art. 15 novellato del COM di rinviare al “Regolamento” per la distribuzione delle competenze tra Segretariato ed Stamadifesa appaiono coerenti con la previsione dell’art. 2 del D. Lgs. 165/2001. Non una sola parola, invece, non una, sull’incremento dei costi per unità di prodotto lavorato, che è palesemente connesso con il transito di competenze agli SS.MM.
In merito alla questione relativa ai sistemi d’arma, il sen. Mauro ha ritenuto del tutto legittima la previsione che il Segretario Generale si debba muovere “nell’ambito delle direttive tecnico-operative del Capo di SMD” (art. 41 novellato del COM), precisando che l’integrazione del testo è solo “meramente specificativa e non modificativa nè ampliativa”. Nessuna parola e nessun giudizio sono venute dal Ministro in merito al tentativo in atto di sottrarre competenze a PREVIMIL E PERSOMIL per attribuirle agli SS.MM., rese evidenti dal Capo SMD nel corso dell’ultima audizione parlamentare (vds Notiziario n. 126 del 25 nov. u.s.), e contro il quale tentativo sono oggi in lotta i lavoratori delle due DD.GG.. Ne prendiamo atto, ci interroghiamo solo su quale sia davvero la spending review che ha in testa il Ministro!
Infine, il sen. Mauro ha fornito alcune risposte in merito alle “preoccupazioni” espresse dalle Parti sociali: ha assicurato che la riduzione dei posti di lavoro non produrrà macelleria sociale e ha confermato la disponibilità a recepire alcune richieste del Sindacato (cancellazione dell’aggettivo “tendenziale” a proposito di attribuzione di compiti e funzioni al personale civile, art. 15 novellato del COM; rivisitazione dell’ordine di priorità delle fattispecie previste ai fini del riassorbimento delle eccedenze, art. 12 decreto attuativo sul personale). Non altre, però, come quella che chiedeva una mobilità interna su base regionale solo subordinata ad una istanza individuale, esattamente come previsto per i militari. E nulla il Ministro ha detto sulla riconducibilità alle regole del CCNI Difesa in materia di reimpieghi (il riferimento, concordato con l’AD nei confronti di luglio, è stato poi cassato nel testo uscito dal CdM).
Gli interventi successivi hanno delineato le diverse posizioni dei partiti: il via libera da parte di SC e di FI (ma non era passata all’opposizione?); il sì , ancorchè un po’ critico, da parte del PD; il no secco, invece, con richiesta non accolta di differimento della delega, da parte di M5S e SEL. Dunque, di fatto il via libera ai decreti.
Le Commissioni Difesa sono già convocate per martedì p.v. per il parere di competenza, che è comunque previsto per giovedì. Dopo il quale, si va in CdM per la seconda lettura. Ci si chiede: e cosa si fa dei tanti problemi che gli stessi partiti hanno evidenziato? Per questi, ha detto il Ministro, ci saranno i decreti modificativi previsti dalla L. 244 entro i successivi 24 mesi. Campa cavallo!
Seconda puntata relativa all’audizione del Capo di SMD, amm. Luigi Binelli Mantelli, avvenuta in data 21 u.s. di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato in seduta congiunta, che ha chiuso il ciclo di audizioni dei Vertici militari in merito agli schemi dei decreti attuativi della delega per il riassetto delle FF.AA. La prima puntata (Notiziario n. 126 del 23 u.s.) l’abbiamo dedicata alle esternazioni del Capo SMD sulla ravvisata necessità di sottrarre competenze a PERSOMIL e PREVIMIL e di attribuirle alle FF.AA., che dovrebbe costituire il piatto forte del redigendo Regolamento ex art. 15.
In quest’altra parte del suo intervento, il Capo di SMD ha fornito alcuni spunti davvero interessanti. E’ innanzitutto partito dai crescenti squilibri finanziari di bilancio (la spesa per il personale è arrivata a toccare il 71%, quella per l’investimento il 18% e quella per l’esercizio solo l’11%), che rendono necessaria una riqualificazione della spesa per rendere “virtuoso e non virtuale” lo strumento militare. E’ seguito il grido di dolore sul blocco delle retribuzioni del personale militare (le c.d. “promozioni bianche” ) e sulla ingiusta “penalizzazione delle pensioni militari”, affermazioni che ci appaiono francamente contraddittorie a fronte degli squilibri di bilancio prima evidenziati (naturalmente, non una sola parola sul blocco delle retribuzioni civili e sulle nostre regole di accesso alle pensioni, decisamente più penalizzanti).
Dopo aver accennato al “significato taglio della dirigenza militare” previsto dai decreti (-30% Generali/Ammiragli; – 20% Colonnelli/Capitani di vascello) e dei Sottufficiali (-6% ) accompagnato “da uno speculare incremento ponderale della truppa” (+6% ), il Capo di SMD è quindi passato a illustrare le opzioni previste per la gestione delle eccedenze militari (“esenzione dal servizio”; “estensione dell’ARQ”; “transiti“; etc.), e ha difeso a spada tratta le scelte operate nei decreti attuativi, al punto da affermare che ove si toccasse solo una di quelle opzioni, l’intero processo di riassetto ne verrebbe minato nel profondo, affermazione che a noi suona francamente eccessiva e forse anche un pò pretestuosa.
Interessanti e ben calibrate ci sono apparse invece alcune considerazioni in merito all’impiego di personale civile. In primis, il “problema invecchiamento” della forza lavoro civile in conseguenza del mancato turnover (allo stato, 15mila lavoratori hanno un’età compresa tra 46 e 55 anni e ben 9mila tra 56 e 65 anni), con la previsione di raggiungimento di un’età media di 56 anni nel 2020 e addirittura di 59 anni nel 2024. Le criticità connesse a questo stato di cose sono presenti soprattutto negli Enti dell’area industriale che sono in grande sofferenza, e per i quali è necessario prevedere un “piano straordinario di assunzioni”, con un invito esplicito (“datemi una mano”) rivolto dall’Ammiraglio ai parlamentari presenti. Musica per le nostre orecchie, atteso che FLP DIFESA chiede da molti anni di imboccare questa strada, l’unica che può arrestare il declino degli Stabilimenti e consentire la trasmissione dei saperi lavorativi.
Infine, da parte del Capo di SMD, un richiamo, pienamente condivisibile, sulla necessità di reperire risorse aggiuntive da destinare “alla manutenzione delle strutture industriali”, oggi in grande sofferenza
Questi, in estrema sintesi, i passaggi che ci sono apparsi i più significativi dell’intervento dell’amm. Binelli Mantelli, di cui sul nostro sito sono pubblicati sia il testo predisposto per l’audizione che il video con gli interventi dei membri della Commissione e le risposte dell’audito (vedasi a tal riguardo gli allegati al Notiziario n. 126 del 23 novembre 2013).
Chiudiamo, informando che l’audizione del Ministro, prevista per il 3 u.s., è stata annullata e differita ad altra data, e annullato pure il calendario dei lavori di questa settimana delle due Commissioni.
Decisa anche una proroga di 10 giorni per i pareri delle Commissioni Difesa sui decreti: rinvii solo tecnici o bolle dell’altro in pentola (una proroga della delega, per esempio: si legga la risoluzione in allegato) ?
Il sen. Bruno Alicata, relatore in Commissione Difesa
Mercoledì 9 ottobre u.s. è stato formalmente avviato dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato l’esame dei due schemi di decreto legislativo attuativo della legge delega 244/2012 sulla riduzione dello strumento militare, che dovrà concludersi con il “parere” di rito entro il prossimo 1° dicembre. Ma mentre la Commissione Difesa della Camera ha rinviato alla prossima riunione l’intervento dei propri relatori, in quella del Senato si sono già svolte le relazioni illustrative, affidate ai senn. Vattuone (PD) e Alicata (PDL) (si vedano i “resoconti” pubblicati in questa stessa pagina).
Il sen. Vattuone si è occupato del primo dei due decreti attuativi, quello sui nuovi assetti ordinamentali. Dopo aver ricordato che l’attuazione della delega avverrà “tramite la tecnica della novella al Codice dell’ordinamento militare di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010” e le finalità in termini di riduzione e di riequilibrio della spesa (50% su personale; 25 % su investimenti e esercizio), il relatore ha ricordato innanzitutto “la novella all’articolo 15 del Codice, che, riproducendo le funzioni e i compiti attualmente previsti per il Ministero della Difesa, ne demanda infatti la ripartizione tra le aree e gli uffici a un regolamento di organizzazione”, che, lo ricordiamo, dovrà anche ripartire le funzioni e i compiti tra le due componenti del personale con “tendenziale attribuzione di quelli tecnici e amministrativi al personale civile”. Ha poi passato in rassegna la riorganizzazione delle diverse aree delle FF.AA. e i diversi provvedimenti di riduzione, pari al 31% dell’attuale assetto, che dovranno essere ultimati entro il 2018.
Ha poi preso la parola il sen. Alicata (PDL) che ha invece relazionato sul secondo dei due provvedimenti (quello sul personale). Ha ricordato innanzitutto i tagli previsti al 2024 (10.000 unità civili e 33.000 militari), ma anche quelli ex DL 95/2012, già effettuati nei ruoli civili (DPCM 23.01.2013) e da effettuare nei ruoli militari al 31.12.2015 con organico fissato a 170.000 unità, e segnalando al contempo anche i tagli importanti sul fronte dirigenziale. Ha quindi affrontato la questione relativa alla gestione del personale in eccedenza, con le diverse opzioni sul fronte del personale militare, molto più rassicuranti e garantiste rispetto a quelle, molto meno rassicuranti, sul fronte civile che prevedono in ultima istanza anche il collocamento in disponibilità. C’è un passaggio nell’intervento del sen. Alicata che ci ha particolarmente colpito: è quello in cui si afferma che per il personale militare non dirigente in eccedenza “sono invece previsti transiti a domanda nei ruoli del personale civile dell’amministrazione della difesa o di altre amministrazioni pubbliche (nell’ambito dei posti resi disponibili dalle amministrazioni interessate entro il limite delle relative facoltà assunzionali)”. Dunque, ad avviso del relatore, le due fattispecie di transito (verso i ruoli civili della Difesa, la prima; verso le altre PP.AA., la seconda) sarebbero regolate in modo analogo (su istanza individuale e entro il limite delle rispettive facoltà assunzionali). Bene, ad essere franchi, confessiamo di aver avuto una diversa impressione, anche in considerazione della modifica del testo operato dal Consiglio dei Ministri che, all’art. 2209 quater (transiti verso i ruoli civili Difesa), aveva espunto la frase concordata con le OO.SS. “nell’ambito del 20% delle relative facoltà assunzionali” e nella quale, va detto, non era comunque stato previsto il transito solo a domanda. Ovviamente, sosterremo a spada tratta l’interpretazione del sen. Alicata che, ove così fosse, ci risolverebbe davvero un gran problema. Il relatore ha infine affrontato le questioni che riguardano il personale civile (rimodulazione triennale degli organici e piani di riassorbimento delle eccedenze), e ha ricordato la riserva del 15% in materia di mobilità verso altre PP.AA. e l’estensione a 60 mesi del periodo utile a fruire del collocamento in disponibilità.
Ultima annotazione: mentre è già partito l’esame delle Commissioni Difesa, non ci sono ancora notizie in merito alla ripresa del confronto con le OO.SS., su cui il vertice politico si era impegnato a luglio. Abbiamo pertanto inviato al Sottosegretario Pinotti la nota che alleghiamo al presente Notiziario.
Mercoledì 9 ottobre p.v. inizierà l’esame parlamentare dei due schemi di decreti attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 sulla riduzione dello strumento militare. A due mesi esatti dalla loro adozione in prima lettura dal Consiglio dei Ministri (CdM), il 2 ottobre u.s. entrambi i provvedimenti sono stati assegnati ad ambedue le Commissioni Difesa (Atto n. 32, lo schema di D. Lgs. sugli assetti ordinamentali; Atto n. 33, lo schema di D. Lgs. sul personale, tutti e due pubblicati in questa stessa pagina come allegati). Successivamente, i Presidenti La Torre e Vito hanno nominato i relatori nelle persone dei rispettivi Capogruppi di PD e PDL: i senn. Vattuone e Alicata (per il Senato) e gli onn. Scanu e Cicu (per la Camera).
L’esame parlamentare dei due provvedimenti dovrebbe dunque procedere parallelamente, ancorchè separatamente, all’interno delle due Commissioni. Nel corso della prima riunione del 9 p.v., dovrebbero essere fissati i tempi per la relazione dei relatori (potrebbe essere martedì 15 ottobre) e, soprattutto, dovrebbe essere definito il calendario delle audizioni. Auspichiamo che vengano sentite anche le rappresentanze del personale, e dunque le OO.SS. della Difesa e i COCER interforze: per quanto ci riguarda, FLP DIFESA ha già formalizzato la richiesta di audizione con la nota inviata in data 23 settembre u.s. ai due Presidenti delle Commissioni Difesa, che ripubblichiamo in questa stessa pagina. L’esame delle Commissioni dovrà comunque necessariamente concludersi entro 60 giorni dalla data di assegnazione, con l’espressione del relativo “parere” che sarà di carattere esclusivamente consultivo; successivamente, il CdM provvederà alla definitiva adozione dei due provvedimenti attuativi, anche recependo le osservazioni e le proposte eventualmente contenute nei due pareri. Infine, come ultima tappa, ci sarà la pubblicazione dei due decreti in G.U., che dovrà accadere entro i 12 mesi dalla data di pubblicazione in Gazzetta della legge delega n. 244/2012, avvenuta in data 16 gennaio 2013 (G.U. n. 13).
Dopo avere così delineato il percorso, ancora lungo come si vede, che dovrà portare all’entrata in vigore dei due decreti, proviamo ora a mettere a fuoco le principali questioni sul tappeto. I colleghi ricorderanno certamente gli esiti positivi dei confronti di luglio tra l’Amministrazione e le OO.SS. nazionali: rispetto ai testi messi a punto dall’Ufficio Legislativo, molte le integrazioni e le modifiche positivamente operate su proposta unitaria delle OO.SS. (tra queste: previsione di “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi al personale civile; rimodulazione delle norme riferite agli Stabilimenti dell’area industriale; riserva del 15% nella mobilità verso le altre AA.PP. per il personale civile della Difesa; risparmi derivanti dai riordini destinati in quota parte a FUA e formazione; e altre). Ma i testi adottati dal CdM evidenziano però anche dei punti di forte arretramento rispetto a quanto concordato nei confronti di luglio: la mancata previsione del limite assunzionale nei transiti del personale militare in esubero verso i ruoli civili della Difesa; la cancellazione dell’espresso riferimento alla “contrattazione decentrata d’amministrazione” per i reimpieghi; la cancellazione per i civili dell’opzione “esenzione” , mantenuta invece, e in che termini, per i militari. A questo, vanno poi aggiunti i punti su cui si era deciso di rinviare a settembre il confronto: la previsione del 50% di riserva dei posti nei concorsi civili per i volontari; la previsione di mobilità su base regionale nei piani triennali; e altre ancora.
Ebbene, a luglio avevamo concordato con il Ministro di riprendere il confronto sui testi usciti dal CdM subito dopo la pausa estiva. E’ già trascorso oltre un mese, il tempo stringe, è tempo di riavviare il tavolo.
Concludiamo con una informazione: in relazione alla denuncia resa in Parlamento dal Coordinatore di “Rete Italia Disarmo” circa l’acquisizione di tre veicoli F35 pur a fronte del temporaneo stop imposto dalla mozione votata il 26 giugno u.s., il Ministro Mauro è stato invitato a riferire in Commissione Difesa.
Il sen. N. La Torre e l on. E. Vito, Presidenti delle Commissioni Difesa
“Question time” con il Ministro della Difesa nella seduta pomeridiana del Senato del 19 u.s., nella quale il sen. Mauro ha risposto ad interrogazioni a risposta immediata su vari argomenti, ed in particolare sui profili di attuazione della revisione dello strumento militare nazionale. Come è noto, il c.d. “question time” costituisce un momento dell’attività delle Camere nella quale vengono illustrate una serie di interrogazioni parlamentari già presentate, di solito riguardanti argomenti di particolare urgenza, e a cui viene data risposta in aula dall’organo esecutivo, nella circostanza direttamente dal Ministro.
Con riferimento ai due schemi di decreti legislativi adottati dal Consiglio dei Ministri l’8 agosto u.s., il primo sul personale e il secondo sull’ordinamento sui cui contenuti abbiamo riferito diffusamente nei nostri recenti Notiziari nn. 89, 91 e 92, alcuni parlamentari interroganti hanno chiesto: “l’apertura di una fattiva dialettica tra Governo e Parlamento con il confronto sui decreti attuativi” (sen. Pegorer, PD); “a che punto è il processo di revisione degli organici” (sen. Piccinelli, PDL). Altri componenti della Commissione hanno invece posto altre questioni riguardanti il piano di dismissioni dei beni della Difesa (sen. Di Biagio, SCpI) mentre altri infine hanno posto questioni relative al solo personale militare: “alloggi di servizio”,“riallineamento delle carriere del personale appartenente al ruolo dei marescialli” e ”previdenza complementare dei volontari in ferma prefissata” (sen. Battista, M5S).
Nella sua risposta, il Ministro Mauro ha innanzitutto comunicato che, nella stessa giornata, il provvedimento relativo al personale era all’esame della “Conferenza Unificata Stato-Regioni” (sul nostro sito pubblichiamo il relativo “parere”); ha poi comunicato che “dalle prossime settimane – è già stata data comunicazione alle Commissioni di merito di Camera e Senato – comincerà l’esame in sede parlamentare”.
E questa è davvero una notizia, atteso che la delega ha tempo un anno per essere esercitata e scade a metà gennaio, e dunque il tempo a disposizione non è davvero molto. Si è poi soffermato sulla riduzione degli organici militari e civili, che avranno due distinte fasi temporali, la prima entro il 31.12.2015 in attuazione dei tagli della spending review (L. 135/2012) e la seconda entro il 31.12.2024 ( L.244/2012).
In termini numerici, al 1 gen. 2016, gli organici militari dovranno ridursi a 174.900 unità (-5370), mentre quelli civili si attesteranno sulle 28.179 posizioni, con un saldo negativo di 2.069 unità. A tal proposito, segnaliamo la tabella riportata nell’allegato B del resoconto di riunione, forse là collocata impropriamente ma indubbiamente interessante, che contiene la dinamica di riduzione nel quadriennio 2012-2015. Ovviamente, l’auspicio di tutti è che questi tagli coincidano con i pensionamenti in soprannumero previsti dalla Legge 135/2012, i cui termini temporali sono stati prorogati al 31.12.2015 dal DL 31.08.2013, n. 101, ai fini della maturazione dei requisiti pre Fornero, atteso che dal 1 gennaio 2016 decorrerà il primo “piano di riassorbimento delle unità in eccedenza” previsto dall’art.12 del decreto attuativo c.d “ordinamentale”.
Interessante anche le risposte fornite dal Ministro in merito al piano di dimissioni degli immobili, operazione dalla quale la Difesa dovrebbe ricavare il 30% delle quote dei fondi d’investimento immobiliare cedute. E’ previsto “un bacino di oltre 1.500 beni prontamente dismissibili”, di cui n. 20 idonei a confluire in un fondo immobiliare, n. 390 che potrebbero essere oggetto di accordi con AA.PP. interessate e n. 1.146 non utilizzabili, che verranno conferiti gradualmente all’Agenzia del Demanio.
Sul nostro sito, pubblichiamo il resoconto parlamentare sul “question time” del Ministro Mauro.
A conclusione di questo Notiziario, in relazione all’imminente avvio da parte delle Commissioni Difesa di Camera e Senato dell’esame sui contenuti dei decreti attuativi della delega ex Legge 244/2012, comunichiamo di aver già inviato l’allegata richiesta di audizione ai due Presidenti e a tutti i componenti.
I sen. Mauro e Pinotti nell’incontro del 18 luglio con le OO.SS.
Secondo incontro, oggi pomeriggio, con il Ministro della Difesa sen. Mario Mauro sui contenuti degli schemi di decreti attuativi della delega per il riordino dello strumento militare, incontro unitariamente richiesto dalle OO.SS. a fine riunione di ieri 29 luglio con il Sottosegretario delegato sen. Roberta Pinotti, a sua volta collocata a conclusione dei tavoli tecnici che si sono tenuti nella scorsa settimana. Dobbiamo quindi informare i colleghi su tutti i diversi passaggi di questa intensa settimana di confronti, e cercheremmo di farlo procedendo con ordine e, come nostra abitudine, in modo dettagliato.
Come si ricorderà, in data 3 u.s. (vds. Notiziario n. 77 di pari data) è stata consegnata alle OO.SS. nazionali la prima bozza degli articolati, con relativi allegati, dei due schemi di decreti legislativi (il primo sulla parte ordinamentale; il secondo sul personale civile e militare) attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244. A seguire, in data 15 luglio, la nostra O.S. presentò un proprio articolato documento recante, da una parte le nostre ben note posizioni critiche sulla legge delega, e dall’altra una serie di osservazioni e proposte modificative dei testi dei due decreti attuativi messi a punto dall’Ufficio Legislativo (il documento da noi elaborato è pubblicato sul nostro sito come allegato al Notiziario n. 82 del 15 u.s.). In data 18 luglio il Ministro ha incontrato le OO.SS. nazionali. In quella sede, illustrammo al sen. Mauro le nostre osservazioni e proposte di modifica, indicando da subito i limiti oggettivi derivanti dai paletti della delega (che aveva visto il Sindacato escluso da ogni confronto di merito sui contenuti della stessa) sui quali sarebbe stata comunque necessaria operare una riflessione, chiedendo al contempo di avviare tavoli tecnici di confronto per verificare la praticabilità di alcune modifiche finalizzate a ridurre la sproporzione esistente, enorme ed inaccettabile, delle opzioni diversamente offerte ai militari e ai civili a fronte dei tagli di posizioni organiche. In quella circostanza, il Ministro dichiarò la propria disponibilità al coinvolgimento delle OO.SS. anche in fase di costruzione dei provvedimenti legislativi (proprio quello che era mancato con Di Paola), una novità di non poco conto che apprezzammo molto. E, da questa apertura, sono nati i confronti tecnici della scorsa settimana (23, 24 e 25 luglio), ancorché all’interno di ambiti temporali molto ristretti dettati dalla tempistica indicata dal Ministro.
La intensa “tre giorni” di tavoli tecnici con l’Amministrazione ha indiscutibilmente portato ad alcuni buoni risultati, ancorchè ancora tutti da consolidare, che non possono essere in alcun modo sottovalutati. Risultati tutti dovuti alla capacità delle OO.SS., ed in modo sostanzialmente condiviso, di interloquire credibilmente con l’Amministrazione, che ne ha riconosciuto la fondatezza delle osservazioni e la sostenibilità delle proposte di integrazione e modifica, pur a fronte di quella delega e dei paletti e criteri da essa fissati. E, in apertura della riunione di ieri 29 luglio con il Sottosegretario Pinotti, sono finalmente arrivate le risposte dall’A.D., che il Capo Ufficio Legislativo ha così sintetizzato:
Schema D.Lgs. sul personale
i transiti dei militari in esubero nei ruoli civili potranno avvenire solo a domanda e nel rispetto degli organici e dei vincoli assunzionali (questione per noi pregiudiziale) e nel limite max del 20% annuo;
estensione al personale civile della Difesa della possibilità di esenzione dal servizio (ex esonero per noi) per come prevista per il personale militare, con retribuzione stipendiale dell’85% (era il 50%);
crescita dal 25 % al 100 della parte strutturale del FESI (il fondo dei militari) che andrà ad alimentare il nostro FUA in caso di transito di personale militare nei ruoli civili;
destinazione al FUA Difesa, in quota parte dal 2 al 5%, dei risparmi certificati che deriveranno dai processi di riordino delle FF.AA.;
destinazione, sempre in quota parte dal 2 al 5%, dei risparmi certificati per finanziare la formazione e ammissione dei civili ai corsi svolti negli Istituti militari in misura non inferiore al 20% ;
moduli formativi di base e di specializzazione per il personale civile di tutte le aree;
elevazione da 48 a 60 mesi del periodo di permanenza in servizio del personale eccedente che maturi entro quel termine i requisiti per la pensione, opzione più favorevole di quella prevista dalla L. 135;
avvio di processi di internalizzazione di servizi e lavori per gli Enti della c.d. “area industriale” (Arsenali M.M. e Poli E in primis) i cui risparmi verranno destinati all’efficientamento degli Enti, con ricognizione annuale di servizi e lavori esternalizzati ed esame dei settori di spesa improduttivi;
eliminazione di ogni riferimento alle “fasce retributive”, ma solo ad area e profili professionali;
adozione, e non approvazione, previo esame con le OO.SS., del piano di assorbimento delle eccedenze
rinvio a specifica relazione sindacale per tutta una serie di partite e di passaggi.
Schema D.Lgs. sugli assetti ordinamentali
obbligo di informazione preventiva alle OO.SS. sui provvedimenti di riordino, quelli inseriti nel D. Lgs. e quelli riconducibili all’art. 10 c. 3 del COM, e applicazione delle procedure contrattuali sui reimpieghi;
“Osservatorio” con le Rappresentanze del personale sullo stato di attuazione dei processi di riordino;
Acquisizione del parere delle OO.SS. ai fini dell’adozione del Regolamento di ripartizione di compiti e funzioni del Ministero Difesa, con “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi a Uffici dirigenziali retti da Dirigenti civili
Queste, in estrema sintesi, le proposte sindacali che il Capo Ufficio legislativo ha dichiarato essere state recepite. Trattasi di modifiche/integrazioni importanti, apportate all’interno dei due testi e nei termini da noi richiesti, e di questo diamo atto all’Amministrazione. Tuttavia, restano ancora dei problemi.
Innanzitutto, ci sono delle richieste del Sindacato rimaste tuttora irrisolte, e per noi comunque importanti: l’estensione della “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi anche a Uffici non dirigenziali retti da funzionari civili; la questione della “tabella di equiparazione”, rispetto alla quale non è stata fornita alcuna risposta rispetto alla proposta unitaria del tavolo sindacale di prevedere il transito secco di tutti i SU in area 2^ e degli U in area 3^; inevasa anche la proposta, avanzata nel corso dell’incontro con il Ministro del 18 u.s. (Notiziario n. 84 di pari data) per l’inserimento, nel provvedimento legislativo allo studio per la riforma della legge Fornero, di una norma ad hoc che consenta, almeno da qui al 2018, il recupero delle modalità di maggior favore per l’accesso al trattamento pensionistico ex L. 135/2012; la questione del 50% di riserva dei posti nei concorsi civili per il personale militare volontario; la mobilità interna anche su base regionale (avevamo chiesto fosse prevista solo “a domanda” e con modalità da ridefinire attraverso un apposito tavolo); ed altre di minor portata. Non potevamo accettare che queste questioni rimanessero irrisolte, e pertanto era necessario che il confronto tra le Parti proseguisse. Per questo, tutte le OO.SS. hanno rappresentato la necessità del rinvio a settembre della presentazione in Consiglio dei Ministri dei provvedimenti e, per questo motivo, tutte le sigle presenti hanno avanzato una richiesta di incontro urgente con il sen. Mauro, che si è tenuta oggi pomeriggio, e sui cui contenuti e risultanze conclusive proviamo ora a fornire una sintesi.
Dopo la breve introduzione del Sottosegretario Pinotti, che ha sintetizzato le risultanze dei tavoli tecnici e le richieste sindacali, è iniziato il consueto giro di tavolo della Parti sociali che ancora una volta, pur con diverse sottolineature, hanno evidenziato posizioni sostanzialmente unitarie e condivise.
FLP DIFESA ha innanzitutto riconosciuto il buon lavoro fatto dai tavoli tecnici, che ha portato alle modifiche/integrazioni sopra ricordate; ha però anche segnalato le questioni irrisolte sopra indicate, sulle quali occorrerà comunque riprendere la discussione e trovare auspicabilmente punti d’incontro.
Ha quindi segnalato al Ministro che restavano comunque altri nodi sul tappeto, e di spessore questa volta tutto politico. Ne abbiamo già parlato diffusamente nei nostri precedenti Notiziari, e vi abbiamo dedicato tutta la prima parte del “Documento” recante le osservazioni e proposte di FLP DIFESA inviato in data 15 u.s. al Gabinetto (vds. Notiziario n. 82 di pari data). I problemi di fondo, abbiamo detto al sen. Mauro, restano due, l’uno intrecciato all’altro: in primo luogo, l’enorme differenziazione tuttora esistente, in termini normativi e retributivi, tra personale militare e civile, che la delega avrebbe potuto e dovuto ridurre, e che viceversa non ha fatto; in secondo luogo, il mancante riconoscimento di ruolo e funzioni del personale civile, che, ove fossero state affermate, avrebbero potuto avviare quel processo di “civilizzazione” del Dicastero, che rappresenta la grande incompiuta della ristrutturazione Andreatta di metà anni ’90. Su questi nodi, la delega non ha fornito le risposte che attendevamo, e che continuiamo comunque ad attendere. Per questo, abbiamo chiesto al Ministro che, alle aperture in sede tecnica che abbiamo apprezzato, si affianchino impegni politici seri affinché, in tempi rapidi, queste due questioni vengano affrontate e avviate a soluzione allo scopo di aprire orizzonti nuovi all’impiego dei civili. Questo, a nostro avviso, potrebbe avvenire attraverso il riconoscimento di una qualche “specificità” della nostra categoria, o anche per altra strada, per noi non fa molta differenza, l’importante è che la forbice tra militari e civili si riduca e che il processo di civilizzazione cominci a marciare finalmente nella Difesa. Infine abbiamo ricordato al Ministro due ultime questioni. La prima: occorre affrontare, una volta per tutte, il problemi degli sprechi che ancora si annidano nella nostra Amministrazione e dei privilegi che appaiono ancora tanti, e a tal riguardo abbiamo ricordato l’ “ausiliaria” che costerà nel 2013 ben 430,6 milioni di euro, con un incremento rispetto al 2012 di 74,6 milioni pari al 21% (intervento del relatore sul Documento programmatico pluriennale 2013-2015 – Commissione Difesa della Camera del 24 luglio u.s.). In secondo luogo, in relazione alle voci che circolano su una possibile, seconda spending review in arrivo, abbiamo segnalato l’insostenibilità per la Difesa di ulteriori tagli di risorse e di posizioni organiche, che metterebbero certamente in grandissima sofferenza la nostra Amministrazione, e forse anche in modo irreparabile. Con la L.244, la Difesa ha avviato una operazione profonda e pluriennale di riduzione di spesa, e per questo deve restare fuori da ulteriori tagli, che rischierebbero di mandarla in default.
Nel suo intervento, il Ministro ha innanzitutto confermato che l’esame dei provvedimenti da parte del Consiglio dei Ministri è in agenda per il 2 agosto p.v., appuntamento a suo giudizio non rinviabile in considerazione dei tempi fissati dalla delega per il varo dei provvedimenti attuativi. Ha però confermato piena disponibilità e impegno, innanzitutto a difendere tutti gli approdi dei tavoli tecnici nelle verifiche tecniche preliminari all’esame degli “schemi” da parte del Consiglio dei Ministri; in secondo luogo, alla prosecuzione del confronto con le OO.SS. per approfondire tutte le questioni rimaste ancora irrisolte, al fine di trovare punti di convergenza che poi verrebbero recepiti in seno ai decreti che il Consiglio dei M. adotterà in via definitiva dopo l’espressione dei pareri da parte delle due Commissioni Difesa.
In merito alle questioni più squisitamente politiche da noi poste (riconoscimento pieno del ruolo e delle funzioni del personale civile e impegni concreti per ridurre la forbice, retributiva e normativa, tra personale militare e civile), il Ministro si è detto disponibile ad aprire un tavolo politico di confronto per la riforma della Difesa, “che individui le specificità e per chi”, nel cui contesto sarebbe possibile rivedere ruolo e funzioni del personale civile. Un’apertura davvero importante, che segue peraltro a quella del primo incontro, e potrebbe aprire scenari nuovi e prospettive interessanti per la categoria. Il Ministro ha però segnalato la difficoltà nel far “digerire” tutti i contenuti dei decreti alle altre AA.PP., che dovrebbero, a suo giudizio, aiutare questa grande operazione di riassetto in chiave riduttiva delle FF.AA., per esempio accettando nei propri ruoli il personale militare in esubero. Ove così fosse, ha detto il Ministro, sarebbe certo più facile procedere nella direzione di quella “civilizzazione “ tanto invocata.
Queste le risultanze degli incontri tecnici e di quelli politici, il primo con l’on Pinotti di ieri e quello conclusivo di oggi con il Ministro. Un giudizio complessivamente positivo il nostro, ma ovviamente subordinato: innanzitutto alla conferma, in sede di preesame dei provvedimenti prima dell’approdo in Consiglio dei Ministri, di quanto convenuto nei tavoli tecnici e alla successiva adozione da parte del CdM; in secondo luogo, all’effettivo prosieguo del confronto con le OO.SS. per trovare soluzioni rispetto alle questioni irrisolte; infine, all’apertura di un tavolo politico finalizzato a disegnare una nuova Difesa, nella quale il personale civile possa finalmente trovare quello spazio e quei riconoscimenti mai avuti nel passato.
(Giancarlo Pittelli)
In allegato, le ultime stesure dei testi dei decreti attuavi con le modifiche intervenute a seguito dei confronti tecnici con le OO.SS.:
Il tavolo con il Ministro e le delegazioni sindacali
Il Ministro della Difesa sen. M. Mauro ha incontrato nella mattinata di oggi le OO.SS. della Difesa e discusso con loro dei provvedimenti attuativi della legge 31.12.2012, n. 244 recante delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale. Si è trattato, lo diciamo subito, di un incontro per noi molto confortante e positivo, rispetto al quale, proprio in considerazione della sua estrema importanza, desideriamo dare con questo Notiziario, molto più lungo del solito, esaurienti informazioni al riguardo.
Nel suo breve intervento introduttivo, il Ministro ha innanzitutto confermato piena disponibilità al confronto con le OO.SS. sui contenuti dei provvedimenti attuativi, anche attraverso l’apertura di specifici tavoli tecnici, preannunciando comunque la sua intenzione di sottoporre entro questo mese all’esame del Consiglio dei Ministri gli schemi dei decreti legislativi ai fini della loro adozione. Ha quindi dato la parola ai rappresentanti sindacali, dichiarandosi interessato a conoscerne le relative posizioni.
Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha innanzitutto ringraziato il Ministro per aver voluto coinvolgere il Sindacato già in fase di costruzione dei decreti, riconoscendone così indirettamente il ruolo di interlocutore importante, un ruolo, questo, di fatto negato dai predecessori La Russa e Di Paola. La nostra O.S. ha ritenuto di cogliere questa opportunità, ribadita e sollecitata nel corso dell’incontro del 3 u.s. dal Sottosegretario Pinotti presente alla riunione odierna, e ha elaborato un proprio documento articolato in due parti, la prima che ripropone la nostra analisi critica e il nostro giudizio sui contenuti della legge delega e la seconda che reca le nostre osservazioni e proposte in merito ai contenuti delle bozze predisposte dall’Ufficio legislativo, che abbiamo, nei suoi punti essenziali, illustrato al Ministro.
Siamo partiti innanzitutto da un paio di importanti considerazioni di carattere generale. La prima ha riguardato i tagli di personale e la sproporzione abissale esistente tra personale civile e personale militare in merito alle diverse opzioni connesse alla riduzione graduale delle dotazioni organiche: al personale militare viene offerto un ventaglio notevole di possibilità, anche molto interessanti; a noi, in raffronto, quasi nulla, e con la triste prospettiva della “disponibilità” (cassa integrazione degli statali). Ebbene, questa macroscopica sproporzione nasce da un sistema di regole diverse, presenti nell’ordinamento e non modificate dalla legge delega come pure noi avevamo richiesto, che producono questo stato di fatto. Un diverso sistema di regole che, per i militari fa riferimento alla “specificità” sanzionata dall’art. 19 della Legge 183/2010 che costituisce una breccia per far passare ogni norma, mentre a noi tutto (o quasi) è vietato in virtù di un ordinamento generale che ci ingabbia. Se questa è la situazione, ha proseguito la nostra O.S., è di tutta evidenza che una riflessione andrà operata a tal riguardo: noi pensiamo che sia stato giusto riconoscere la specificità del ruolo del personale militare; al tempo stesso, però, pensiamo che il ruolo del personale civile abbia anch’esso una propria specificità che vada riconosciuta. Fin tanto che questo nodo non verrà affrontato, i risultati non potranno che essere questi. Seconda considerazione generale: FLP DIFESA ha sempre pensato e detto che la riforma dovesse fornire un’opportunità forse irripetibile per ripensare il ruolo e la funzione della componente civile, traguardando quella “civilizzazione” che è stata l’obiettivo mancato della riforma del compianto Ministro Andreatta, e questa anche in chiave di spending review (a parità d’impiego, il costo del lavoro civile è meno della metà di quello militare). Invece, così purtroppo non è stato, Di Paola aveva ben altri obiettivi, e, nella fase di costruzione della delega, molta parte del Sindacato è stata a guardare. Ebbene, a nostro avviso, pur attraverso le rigide strettoie determinate dalla legge delega 244/2012, noi pensiamo che alcune scelte nella direzione di una maggiore civilizzazione siano comunque possibili, ed è questa la filosofia ispiratrice del documento presentato da FLP DIFESA. E, dopo queste due premesse, siamo passati ad illustrare al Ministro le nostre più importanti osservazioni e proposte.
* SCHEMA DI D. LGS. RELATIVO ALLA RIDUZIONE DEGLI ORGANICI CIVILI
Transiti nei ruoli civili: l’art. 3, comma 2, let. a), della Legge 244 prevede che la riduzione delle dotazioni organiche civili sia ispirata al principio della “elevazione qualitativa delle professionalità”. Ebbene, se così è, appare evidente che per rispettare questo principio occorra primariamente non inflazionare i ruoli civili, come accadrebbe giocoforza nel caso di massicci transiti del personale militare, che costituisce una delle opzioni, la più praticabile, tra quelle messe in campo dalla legge delega. Occorre allora mettere dei vincoli precisi per quel transito: rispetto delle dotazioni organiche e dei vincoli assunzionali vigenti. E’ stata la nostra prima richiesta (inascoltata) a Di Paola, e purtroppo in perfetta solitudine. Oggi abbiamo sentito posizioni analoghe da parte di altre sigle.
Gestione eccedenze civili: come appare in tutta evidenza, questa operazione ha valenza politica più che tecnica, e per questo abbiamo proposto la rimodulazione dell’art. 2259-quater al fine di dare spessore al profilo politico delle scelte e alle relazioni sindacali (esame e accordo tra le Parti): abbiamo anche chiesto che gli elenchi vengano fatti con riferimento solo ad area e profilo (e non anche alla fascia retrib.). Per quanto attiene i pensionamenti, abbiamo proposto che venga inserita nel provvedimento legislativo allo studio di riforme della legge Fornero una norma ad hoc che consenta, almeno da qui al 2018, il recupero delle modalità di maggior favore di cui alla L. 135/2012.
Formazione: se l’obiettivo è elevare la qualità professionale dei civili, la formazione ne diventa lostrumento decisivo. Abbiamo pertanto chiesto innanzitutto più risorse, e per questo, con riferimento all’art. 4, comma 1, let c) della delega, abbiamo proposto che quota parte dei risparmi certificati derivanti dalla riduzione delle FF.AA. sia destinata a fare formazione, e di qualità. In secondo luogo, atteso anche le limitazioni imposte dal DPR 70/2013, abbiamo segnalato la necessità che i piani straordinari annuali d prevedano anche moduli formativi per i lavoratori di area 2^ e 1^.
Fondo di produttività: tenuto conto della crescente riduzione della dotazione del FUA a causadelle norme introdotte da Tremonti, e in considerazione della necessità di procedere già nel 2014 ad una nuova tornata di passaggi interni, abbiamo chiesto, sempre in base all’art. 4, comma 1, let c) della delega, che nel decreto legislativo venga inserita una espressa norma che destini annualmente al FUA quota parte dei risparmi certificati dell’anno precedente derivanti dai riordini delle FF.AA..
Area industriale: nel condividere l’estensione al 2019 della riserva del 60% delle nuove assunzioni, abbiamo segnalato al Ministro la situazione di estrema criticità degli Stabilimenti di lavoro, Arsenali MM e Poli in primis, e abbiamo sollecitato un suo intervento urgente sulla F.P., per ottenere l’autorizzazione richiesta da Persociv per l’assunzione di 208 vincitori di concorsi che fornirebbe un po’ di ossigeno. In aggiunta, per il riefficientamento di quegli Enti, abbiamo segnalato la necessità di un piano straordinario di assunzioni, attingendo in primis agli idonei dei concorsi già espletati.
* SCHEMA DI D. LGS. RELATIVO AGLI ASSETTI ORDINAMENTALI
Segretariato: nel segno delle scelte della L. 25 sui Vertici, abbiamo espresso la nostra contrarietà al suo depotenziamento, reso evidente dalle bozze, a tutto vantaggio di SMD, e abbiamo chiesto un passo indietro rispetto alle novità che si intende introdurre agli artt. art. 15 e 41 Codice Ordinamento Mil.
Organi consultivi: abbiamo proposto la costituzione di un “Osservatorio” a composizione mista paritetica A.D.-OO.SS., con il compito di seguire e monitorare tutte le fasi del processo di riordino.
Reimpieghi: abbiamo richiesto che, ai fini della ricollocazione del personale, il Decreto attuativo faccia espresso riferimento alla procedura di cui al CCNI 2000, anche rivisitata attraverso specifico accordo
A conclusione del nostro intervento, evidenziata la complessità delle questioni, abbiamo chiesto al Ministro tavoli tecnici di approfondimento a carattere tematico, e conseguentemente un differimento dell’invio dei provvedimenti a Palazzo Chigi a dopo agosto, tenuto anche conto che l’assegnazione alla Commissione parlamentare prima dell’interruzione estiva comporterebbe di fatto una contrazione notevole dei tempi a sua disposizione per l’esame dei provvedimenti e il relativo parere (60 giorni).
Dobbiamo dire che, ancora una volta, abbiamo ascoltato posizioni non dissimili da parte delle altre sigle, che lasciano intendere che una piattaforma unitaria potrebbe tranquillamente essere costruita, e gestita unitariamente nel rapporto con l’Amministrazione. Perché continuiamo a farci del male sul fronte sindacale, mantenendo assurde, irreali e controproducenti divisioni, peraltro senza fondamento alcuno? Quanto più forte e sostenibile sarebbe la nostra battaglia se la conducessimo tutti insieme!
E’ seguita la replica del Ministro Mauro, e francamente è stata questa la parte che ci ha più piacevolmente sorpresi. Il sen. Mauro ha esordito sottolineando che il riordino delle FF.AA. è una condizione imposta dalla situazione di forte sofferenza del bilancio della Difesa (ridotto del 19% dal 2003 a oggi), e che pertanto non ha le caratteristiche proprie di una riforma, per come erroneamente e sistematicamente viene connotata dai media, spesso ammantati, a suo giudizio, di una certa cultura preconcetta nei confronti di tutto ciò che comunque ruota intorno alla Difesa e alle sue scelte.
Ha quindi confermato la sua intenzione di portare in Consiglio dei Ministri i due provvedimenti indicativamente per fine luglio, allo scopo di assicurare tempi sufficienti per traguardare l’obbligo imposto dalla delega (i decreti debbono vedere la luce entro 12 mesi dalla data di pubblicazione in G.U della legge, avvenuta – lo ricordiamo – il 16 gennaio 2013). Il sen. Mauro ha però al tempo stesso precisato che l’accelerazione dell’iter relativo ai provvedimenti non comporterà in alcun modo una compressione nel confronto che potrà dispiegarsi attraverso tavoli tecnici per temi, con l’impegno del Ministro che gli approdi dei tavoli vengano poi recepiti nei testi dei decreti delegati adottati in via definitiva dal Consiglio dei Ministri. E, a tal proposito, ha dato il via alla costituzione di cinque tavoli tecnici: strumenti normativi (leggasi parte generale);formazione; tabella di corrispondenza gradi militari-posizioni d’inquadramento civile; mobilità e reimpieghi; destinazione dei risparmi al FUA.
Rispondendo poi a due delle questioni da noi poste, ha innanzitutto convenuto sui limiti attuali di scrittura dei decreti attuativi in considerazione dei vigenti vincoli normativi, che fanno capo da una parte alla specificità del ruolo dei militari e dall’altra all’ordinamento generale, non modificato dalla legge delega (e doveva essere quella l’occasione per avviare un minimo di riequilibrio tra le due categorie). Nel condividere la premessa del nostro ragionamento (se esiste una specificità del ruolo militare, una qualche specificità andrebbe riconosciuta anche a chi, i lavoratori civili, lavorano a fianco dei militari e nelle stesse sedi di lavoro), ha dato la propria disponibilità ad approfondire il “problema specificità” al fine di trovare soluzioni adeguate e praticabili, che naturalmente non potranno che trovare posto in provvedimenti legislativi successivi. Un’apertura davvero notevole, e che apre prospettive interessanti.
Infine, rispondendo all’altra questione da noi posta in merito al palese ridimensionamento del Segretario Generale a tutto vantaggio del Capo di Stato Maggiore Difesa, ha comunicato di aver già dato precise indicazioni all’Ufficio legislativo per la modifica del testo degli artt. 15, 33 e 41 presente nelle prime bozze (quelle a noi consegnate) del D. Lgs. sugli assetti ordinamentali , che ricondurranno ad unità le attribuzioni del Ministero della Difesa rinviando ad un successivo Regolamento da adottare la ripartizione delle competenze. Dovremo ricevere a breve la nuova stesura degli articoli di cui sopra, che, immaginiamo, dovrebbero recuperare in pieno il ruolo del Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti, le cui caratteristiche sono state ben illustrate dal gen. Claudio Debertolis nel corso della sua audizione presso le Commissioni difesa di Camera e Senato del 16 luglio u.s., il cui intervento troverete pubblicato sul nostro sito. Troverete anche pubblicata sulla stessa pagina di questo Notiziario, le deleghe attribuite dal Ministro Mauro ai due Sottosegretari (G.U. n. 158 dell’ 8 u.s.).
Conclusivamente, un incontro davvero positivo quello di oggi con il Ministro Mauro, che ha manifestato grande apertura e volontà di coinvolgimento del Sindacato, restituito finalmente al ruolo che gli è proprio, quello di interlocutore importante dell’A.D. . Quanto lontani appaiono i tempi del fratello La Russa e dell’ammiraglio Di Paola! Speriamo solo che lungo questa strada si proceda senza ripensamenti.
Notiziario n. 15 del 18 febbraio 2014 – Nel S.O. n. 12/L della G.U. n. 34 dell’11.02.2014, sono stati pubblicati i decreti di cui sotto, attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 per il riordino in chiave riduttiva dello strumento militare nazionale, già pubblicati sul nostro sito web e che entreranno in vigore a far […]
Notiziario n. 2 del 10 gennaio 2014 – Nella seduta odierna, il Consiglio dei Ministri (CdM) ha approvato in seconda e definitiva lettura i due decreti legislativi attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare rielaborati dall’Ufficio Legislativo dopo i pareri espressi dalle Commissioni Difesa (Notiziario n. 134 del 23 dic u.s.) sugli schemi […]
Notiziario n. 134 del 23 dicembre 2013 – Non si può certo dire che le Commissioni Difesa di Camera e Senato siano state particolarmente tenere con gli schemi di decreti attuativi presentati dal Ministro Mauro e poi adottati in prima lettura dal CdM in data 8 ago. u.s. (Vedi Notiziario n. 92/2013). Tutt’altro! Pur con […]
Notiziario n. 132 del 16 dicembre 2013 – Difesa a tutto campo delle scelte contenute negli schemi di decreti attuativi della legge delega per la riduzione dello strumento militare, in particolare per quanto attiene la distribuzione di competenze tra Capo di SMD e Segretario Generale; apertura minima, ma strumentale, sulla vicenda che è esplosa sui […]
Notiziario n. 129 del 5 dicembre 2013 – Seconda puntata relativa all’audizione del Capo di SMD, amm. Luigi Binelli Mantelli, avvenuta in data 21 u.s. di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato in seduta congiunta, che ha chiuso il ciclo di audizioni dei Vertici militari in merito agli schemi dei decreti attuativi della […]
Notiziario n. 112 del 15 ottobre 2013 – Mercoledì 9 ottobre u.s. è stato formalmente avviato dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato l’esame dei due schemi di decreto legislativo attuativo della legge delega 244/2012 sulla riduzione dello strumento militare, che dovrà concludersi con il “parere” di rito entro il prossimo 1° dicembre. Ma mentre […]
Notiziario n. 110 dell’ 8 ottobre 2013 – Mercoledì 9 ottobre p.v. inizierà l’esame parlamentare dei due schemi di decreti attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 sulla riduzione dello strumento militare. A due mesi esatti dalla loro adozione in prima lettura dal Consiglio dei Ministri (CdM), il 2 ottobre u.s. entrambi i provvedimenti sono […]
Notiziario n. 105 del 23 settembre 2013 – “Question time” con il Ministro della Difesa nella seduta pomeridiana del Senato del 19 u.s., nella quale il sen. Mauro ha risposto ad interrogazioni a risposta immediata su vari argomenti, ed in particolare sui profili di attuazione della revisione dello strumento militare nazionale. Come è noto, il […]
Notiziario n. 87 del 30 luglio 2013 – Secondo incontro, oggi pomeriggio, con il Ministro della Difesa sen. Mario Mauro sui contenuti degli schemi di decreti attuativi della delega per il riordino dello strumento militare, incontro unitariamente richiesto dalle OO.SS. a fine riunione di ieri 29 luglio con il Sottosegretario delegato sen. Roberta […]
Notiziario n. 84 del 18 luglio 2013 – Il Ministro della Difesa sen. M. Mauro ha incontrato nella mattinata di oggi le OO.SS. della Difesa e discusso con loro dei provvedimenti attuativi della legge 31.12.2012, n. 244 recante delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale. Si è trattato, lo diciamo subito, di […]