Il Ministro M. Mauro e il Sottosegretario R. Pinotti
Giovedi mattina, 18 luglio p.v., il Ministro della Difesa prof. M. Mauro incontrerà le OO.SS. della Difesa. Sarà, questa, la prima vera occasione di confronto con il nuovo Ministro, atteso che l’incontro precedente del 10 giugno u.s. ebbe un carattere molto particolare, essendosi tenuto solo qualche ora prima dal funerale del cap. Giuseppe Larosa, tragicamente scomparso due giorni prima in Afghanistan.
Al centro dell’incontro con il Ministro, ci saranno gli schemi di decreti attuativi della legge delega sulla riduzione dello strumento militare (L. 244/2012), le cui bozze, predisposte dall’Ufficio Legislativo, ci sono state consegnate nel corso dell’incontro con il Sottosegretario delegato del 3 luglio u.s. (si veda il Notiziario n. 77 di pari data che reca in allegato tutti i documenti ricevuti), riunione nella quale, come si ricorderà, la stessa on. Pinotti sollecitò le OO.SS. a produrre eventuali osservazioni e a fornire contributi in merito ai contenuti delle bozze. Ed è esattamente quello che abbiamo fatto.
Nei giorni successivi alla riunione con il Sottosegretario, abbiamo letto con estrema attenzione tutti i documenti che ci sono stati consegnati, e in particolare i due schemi di decreti legislativi relativi, il primo agli assetti ordinamentali e il secondo al personale, militare e civile. Ebbene, diciamo subito che, nel complesso, sotto il profilo dei contenuti, l’impressione che ne abbiamo tratto non è sicuramente positiva. Siamo certamente soddisfatti del fatto che, finalmente, le OO.SS. vengano chiamate a pronunciarsi sulla bozza di un testo, e dunque a monte della presentazione dei provvedimenti (un’autentica rivoluzione rispetto a La Russa e Di Paola), ma per quanto attiene ai contenuti non possiamo, allo stato, certo essere soddisfatti. E diciamo questo, avendo ben chiari i limiti che la delega comporta.
La nostra posizione critica su quella legge è stata chiara sin dal momento del suo approdo in Parlamento come disegno di legge, e ne abbiamo indicato sin da subito le parti che non ci convincevano e che avremmo voluto cambiassero. Riguardavano, in primo luogo, le norme relative al personale civile, fortemente penalizzato a nostro giudizio dalle scelte di Di Paola, che voleva tagliare 10.000 posti di lavoro, dopo i 12.500 tagliati negli anni precedenti da Tremonti, di fatto non concedendo nulla in cambio. Ci colpì, in particolare, la sproporzione nei confronti del personale militare: anche lì tagli, e notevoli, ma a fronte di una serie di garanzie e di opzioni per rendere l’operazione la meno cruenta possibile. Cercammo in tutti i modi di far cambiare quel provvedimento, ne fanno fede le iniziative da noi portate avanti, dalla straordinaria manifestazione nazionale di protesta del 6 luglio 2012 (si veda il Notiziario n. 94/2012) al documento prodotto all’attenzione della Commissione Difesa della Camera (si veda il Notiziario n.159/2012). L’intervento dei poteri forti, le forti e ripetute pressioni dei Vertici della Difesa, politici e militari, e l’intesa delle forze che sostenevano allora il Governo Monti, in particolare PDL e PD, alla fine portarono all’approvazione della legge da parte del Parlamento. A nostro avviso, il Sindacato registrò allora una amara sconfitta, e la registrò anche per per le sue divisioni, mostrate anche in una circostanza come questa dove si stava per scrivere la storia, della Difesa e nostra, dei prossimi dieci anni. Peccato!
Oggi, però, quel provvedimento è legge dello Stato, e le norme che lo compongono costituiscono la strettoia entro cui organizzare i percorsi di riduzione. Ci è molto chiaro questo aspetto. Pur tuttavia, riteniamo che alcune scelte siano possibili e compatibili anche all’interno dei paletti fissati dalla delega.
E, proprio a partire da questa convinzione, che, raccogliendo l’invito del Sottosegretario Pinotti, FLP DIFESA ha elaborato il documento che pubblichiamo come allegato in questa stessa pagina, che è articolato in due parti, la prima che ripropone la nostra analisi sulla delega e la seconda che reca le nostre osservazioni e proposte in merito ai contenuti delle bozze predisposte dall’Ufficio legislativo. E dopo averlo messo a punto, lo abbiamo inviato questa stessa mattina al Gabinetto. Ora chiediamo ascolto e attendiamo fiduciosi le risposte del Ministro.
Nei giorni scorsi, i media hanno concesso molto spazio ad una vicenda che interessa da vicino la nostra Amministrazione e suscita peraltro un comprensibile interesse nell’opinione pubblica: ci riferiamo alla controversa vicenda legata all’acquisto degli aerei militari “Joint Strike Fighter F-35”.
Il programma militare F-35 riguarda l’acquisto di caccia bombardieri d’attacco, è capeggiato dagli USA e interessa altri 8 Stati, tra cui l’Italia (la sede di produzione italiana è a Cameri) che vi prende parte avendo siglato nel 2007 il relativo protocollo (“Memorandum of Understanding”). Il nostro Paese dovrebbe acquistare entro il 2023 in tutto n. 90 aerei (dai 131 inizialmente previsti), con una spesa che dovrebbe superare i 16 miliardi di €, dei quali ben 3 già spesi. Quanto una manovra finanziaria! Ora, non c’è dubbio che, al di là degli aspetti tecnici e militari sui quali non ci pronunciamo per palese incompetenza, la vicenda legata all’acquisto degli F-35 appare fortemente intrecciata con la gravissima crisi economica che il Paese sta vivendo. Ci siamo già posti in precedenza, e continuiamo a porci , la seguente domanda: nel momento in cui il Paese vive questa difficilissima situazione economica; nel momento in cui molte aziende italiane sono costrette a chiudere e le fila dei disoccupati si ingrossano paurosamente; nel momento in cui cresce in modo preoccupante la precarietà e l’insicurezza delle nuove generazioni e l’economia è oramai in piena recessione e con prospettive negative anche per l’anno in corso; nel momento in cui si chiede ai cittadini sempre maggiori sacrifici (più imposte, più tasse, meno retribuzioni, meno pensioni, etc.) e in cui a noi stessi, dipendenti pubblici, vengono ribloccati i contratti e le retribuzioni fino a tutto il 2014; nel momento in cui tutto questo accade, ha davvero senso spendere quelle cifre per l’acquisto di costosissimi aerei militari, che peraltro hanno già evidenziato alcuni problemi che li rendono allo stato non pienamente affidabili sul piano operativo?
Proprio a partire da questa premessa, è stata presentata nei giorni scorsi dall’opposizione (M5S e SEL), ma sottoscritta anche da 18 deputati della maggioranza, una mozione che chiedeva la sospensione immediata del programma di realizzazione degli F-35. Evidente la spaccatura all’interno di PD (soprattutto) e di SC, che poi è stata ricomposta attraverso la presentazione di una seconda mozione approvata con 381 sì e 149 no dalla Camera, che aveva bocciato precedentemente quella dell’opposizione (pubblichiamo i due testi su questa stessa pagina).
La mozione che ha avuto il sì della Camera: innanzitutto impegna il Governo “a non procedere a nessuna fase di ulteriore acquisizione senza che il Parlamento si sia espresso nel merito”, con ciò imponendo uno stop politicamente molto significativo all’autonomia del Governo in materia di acquisto di armamenti; in secondo luogo, promuove “una indagine conoscitiva delle Commissioni sui sistemi d’arma destinati alla Difesa in vista del Consiglio europeo di dicembre”, scelta questa che è servita in primo luogo a ricomporre le crepe nella maggioranza e anche nel Governo (sono volate scintille tra i Ministri Mauro e Delrio), ma che potrebbe in ogni caso essere anche utile ad approfondire tutti i termini del problema, e tra questi, naturalmente, anche le ricadute sul piano occupazionale (ricordiamo che è in fase di apertura la struttura di assemblaggio dei velivoli di Cameri che dicono possa dare lavoro a circa 10.000 addetti e coinvolgere 60 imprese nazionali)
Per quanto ci riguarda, CSE ed FLP hanno già avuto modo in passato di esprimere le proprie nette posizioni al riguardo, anche in sede istituzionale nel corso dell’audizione del 23 maggio u.s. presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato; come FLP DIFESA, vi abbiamo dedicato addirittura uno specifico Notiziario (n. 2 del 9 gennaio 2012). Comprendiamo bene, però, che il problema è complesso, e che qualunque scelta attraversa la coscienza di ogni cittadino oltre che la propria sensibilità civile e politica.
Sul tema F-35, attiveremo sulla home page del nostro sito uno specifico sondaggio al quale invitiamo tutti a partecipare.
Il Ministro Mauro e le AA.AA. al funerale del cap. La Rosa
A distanza di 40 giorni dal giuramento prestato nelle mani del Presidente della Repubblica, e dopo un periodo molto denso di impegni sia sul fronte internazionale (Herat, Kabul e Beirut) sia su quello interno, il nuovo Ministro della Difesa sen. Mario Mauro ha incontrato le OO.SS. rappresentative del personale civile. E’ stato un incontro molto breve, anche perché avvenuto a solo qualche ora di distanza dalla celebrazione del funerale di stato del cap. Giuseppe La Rosa, morto tragicamente in Afghanistan sabato scorso, che dunque non ha reso possibile alcun confronto di merito. Pur tuttavia, le parole di saluto che il Ministro ha rivolto alle OO.SS, di cui ha riconosciuto il ruolo importante, e soprattutto i primi segnali che da Lui sono venuti in merito alle relazioni sindacali, ci consentono di esprimere una valutazione sicuramente positiva di questo primo incontro, che ci lascia ben sperare circa il prosieguo del confronto. Ma andiamo con ordine.
La riunione è stato aperta dal Vice Capo di Gabinetto, dr.ssa Antonietta Fava, che ha presentato al Ministro le delegazioni sindacali presenti. E’ intervenuto successivamente, a nome di tutte le OO.SS. presenti, il collega Bonomo che ha in primo luogo espresso il cordoglio delle Forze Sociali per la tragica scomparsa del cap. La Rosa, e a seguire ha segnalato al Ministro la necessità di avviare con la maggiore rapidità possibile il confronto di merito sulle diverse questioni ancora aperte che toccano i civili, a partire innanzitutto dai contenuti dei decreti attuativi della legge delega di riordino dello strumento militare.
Nel suo intervento, il Ministro Mauro ha innanzitutto presentato alle Parti sindacali i due Sottosegretari di Stato presenti all’incontro, la sen. Roberta Pinotti, alla quale ha attribuito la delega alle relazioni sindacali, e l’on. Gioacchino Alfano, che seguirà invece i rapporti con le rappresentanze militari. Ha poi incentrato quasi tutto il suo intervento sull’attuazione della legge delega, ricordando innanzitutto che le Camere l’hanno approvata a larghissima maggioranza, e senza neanche il ricorso al voto di fiducia. Ha poi evidenziato l’obiettivo di fondo sotteso alla riforma delle FF.AA., che è quello di un riequilibrio di bilancio che ci avvicini alle medie degli altri Paesi (50% personale; 25% investimentiistro le delgazioni siche cxi avvicini alle mediecc; 25% esercizio), allontanandoci progressivamente dagli squilibri attuali (rispettivamente 70, 18 e 12 %); ma ha anche opportunamente ricordato che l’approccio a questo traguardo non può essere di tipo né rigido né ideologico, e che pertanto tutte le soluzioni attuative vadano attentamente vagliate nei loro effetti “affinchè il personale si senta garantito” , aggiungendo che, sotto questo profilo, il confronto di merito con le OO.SS. assume una valenza decisiva.
E questo, ha proseguito il Ministro, anche per comprendere meglio i problemi, i bisogni e le aspettative del personale, civile e militare, che devono rappresentare un punto di riferimento obbligato nella costruzione e nell’attuazione dei provvedimenti attuativi. Per far questo, ha aggiunto il sen. Mauro, è necessario “uno scambio costante di informazioni” tra Parti sociali e A.D., che vedrà nel Sottosegretario Pinotti il primo soggetto di interlocuzione, “diretta e continua”, con le OO.SS. e la pianificazione di “momenti di confronto a scadenze precise”. Il primo incontro potrebbe avvenire a breve, avvierà il confronto sui contenuti dei decreti attuativi della delega e consentirà di “entrare nel merito dei passaggi, normativi e legislativi, sin dal primo divenire delle bozze”. A seguire, e sulla scorta delle risultanze degli incontri con l’on. Pinotti, il Ministro si è reso disponibile sin da ora ad un secondo incontro con le OO.SS., finalizzato ad affrontare le questioni eventualmente ancora aperte.
Questo primo incontro si è poi chiuso con l’invito del Ministro alle OO.SS. di partecipare alle esequie del cap. La Rosa, invito pienamente raccolto dalla nostra delegazione che è stata presente alla celebrazione, alla cui famiglia vogliamo far giungere i sentimenti di cordoglio e di solidarietà di tutta la nostra O.S.
Notiziario n. 82 del 15 luglio 2013 – Giovedi mattina, 18 luglio p.v., il Ministro della Difesa prof. M. Mauro incontrerà le OO.SS. della Difesa. Sarà, questa, la prima vera occasione di confronto con il nuovo Ministro, atteso che l’incontro precedente del 10 giugno u.s. ebbe un carattere molto particolare, essendosi tenuto solo qualche ora […]
Notiziario n. 75 del 29 giugno 2013 – Nei giorni scorsi, i media hanno concesso molto spazio ad una vicenda che interessa da vicino la nostra Amministrazione e suscita peraltro un comprensibile interesse nell’opinione pubblica: ci riferiamo alla controversa vicenda legata all’acquisto degli aerei militari “Joint Strike Fighter F-35”. Il programma militare F-35 riguarda l’acquisto […]
Notiziario n. 65 del 10 giugno 2013 – A distanza di 40 giorni dal giuramento prestato nelle mani del Presidente della Repubblica, e dopo un periodo molto denso di impegni sia sul fronte internazionale (Herat, Kabul e Beirut) sia su quello interno, il nuovo Ministro della Difesa sen. Mario Mauro ha incontrato le OO.SS. rappresentative […]