La notizia l’ha data direttamente lei stessa, la Ministra per la P.A. e la Semplificazione, Marianna Madia: via twitter, ha comunicato che era stato firmato il decreto che dispone la prossima assunzione di 636 vincitori di concorsi pubblici, definiti dalla stessa Ministra “forze nuove e competenti”. Particolare per noi della Difesa sicuramente non secondario e trascurabile, tra le 636 unità da assumere pare proprio non figuri nessuno dei vincitori dei concorsi civili per il nostro Ministero. E tutto questo, nonostante i ripetuti gridi di allarme lanciati dai Vertici Militari della Difesa, con riferimento in particolare alle crescenti criticità di Poli e Arsenali, e gli impegni, a più riprese e in più sedi, ribaditi dai Vertici politici della Difesa, Ministra e Sottosegretario, a fronte delle crescenti sofferenze dei nostri Enti a causa del mancato turnover. Come mai questo? Proviamo di seguito a fornire il nostro punto di vista al riguardo.
Le ultime assunzioni di vincitori di concorsi civili per la Difesa risalgono oramai al 2011 (DPCM 10.03.2011), e hanno riguardato n. 232 unità, per le quali si è provveduto attingendo alle graduatorie 2006/2007 e sulla base dei piani di riparto di cui ai “comunicati Persociv” datati 15 giu. e 31 ago. 2011. Da quel momento, nulla di nuovo sotto il sole, nonostante nel corso di quello stesso anno la D.G. avesse inoltrato alla F.P. la richiesta di autorizzazione ad assumere che, sulla base dei dati a nostra conoscenza, riguardava n. 208 assunzioni, dei quali: n. 7 ripartite tra Dirigenti, Professori, vittime del terrorismo e altri; n. 24 per l’area 2^ (tutti assistenti tecnici); infine, n. 175 per l’area 3^ e dunque nel numero esatto di carenze rilevate al 31.10.2012 in sede di rideterminazione degli organici – poi recepiti con DPCM 22.01.2013 – a seguito dei tagli della Legge n. 135/2012 (c.d. spending review).
Viceversa, sempre al 31.12.2012, le aree 1^ e 2^ evidenziavano un numero di eccedenze complessivamente pari a circa 1.500 posizioni nel rapporto tra organici ed effettivi (vds. nostro Notiziario n. 136 del 17.10.2012), ridottisi poi a circa la metà a distanza un anno (n. 169 di area 1^ e n. 730 di area 2^, dati questi comunicati dal D.G. di PERSOCIV nella riunione del 23 ottobre 2013, si veda il nostro Notiziario n. 119 del 5.11.2013).
Ebbene, temiamo che la mancata autorizzazione ad assumere alla Difesa possa essere dovuta al fatto che le eccedenze di cui sopra – oggi verosimilmente ridotte a circa 600/700 in ragione delle cessazioni dal servizio intervenute nel frattempo – non sono state riassorbite attraverso i c.d. “pensionamenti in soprannumero” con le regole pre-Fornero. Pensionamenti, questi, previsti dalla stessa L. 135, e poi oggetto di specifica circolare attuativa (F.P. n. 3 del 29.07.2013), a seguito della quale FLP DIFESA chiese un incontro (nota allegata al Notiziario n. 97/2013, che ripubblichiamo su questa stessa pagina). Richiesta più volte ribadita, anche recentemente, da noi e da altri, ma mai assolta dall’A.D.
Appare allora evidente, a nostro modesto avviso, come, anche in ragione di quanto previsto dalla Legge 30.10.2013, n. 125, la condizione di permanente eccedenza nelle aree 1^ e 2^, oltre a penalizzare i colleghi che avrebbero potuto essere collocati in pensione in condizioni di miglior favore, ha di fatto impedito l’assunzione di “forze nuove e competenti” per dirla alla Madia, e cioè dei vincitori di concorso di cui alle graduatorie 2008/2009 ( e menomale che la loro validità è stata prorogata, altrimenti.…..).
Noi, in tutta franchezza, non abbiamo ancora compreso il perché di questa scelta attendista dell’A.D., che peraltro non è mai stata spiegata, nelle sue ragioni e finalità, né ai diretti interessati (i vincitori di concorso) né alle OO.SS. della Difesa. Ora, però, il segnale di allarme che proviene dal decreto di cui ha dato notizia la Ministra Madia, pensiamo sia evidente a tutti, e rispetto ad esso crediamo sia doveroso da parte dell’Amministrazione fornire, e presto, delle spiegazioni e rendere noto i propri intendimenti.
Per quanto sopra, abbiamo inviato alla Ministra e al Sottosegretario delegato la nota pubblicata su questa stessa pagina come allegato 1.
Pubblichiamo il testo del disegno di legge (DDL) recante la delega al Governo, da esercitare nei 12 mesi successivi, per la “riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche”, entrato nel Consiglio dei Ministri che si è tenuto nella giornata di ieri 10 luglio 2014. e poi presumibilmente adottato nello stesso testo.
Il provvedimento in questione rappresenta la seconda puntata della cosiddetta “riforma” della Pubblica Amministrazione annunciata dal Presidente Renzi e dalla Ministra per la P.A. Madia, la prima tappa essendo rappresentata dal Decreto Legge 24.06.2014, n. 90, che ripubblichiamo su questa stessa pagina, sui contenuti del quale rinviamo al documento della nostra Confederazione consegnato alla Commissione lavoro della Camera il 9 u.s. e che è disponibile sul nostro sito quale quale allegato al Notiziario n. 74 del 10 luglio 2014.
Il DDL in argomento contiene, tra le altre cose, all’art. 7, alcuni provvedimenti di riorganizzazione di Amministrazioni dello Stato, sia centrali che periferiche, e, all’art. 10, le tanto attese norme riguardanti la Dirigenza Pubblica.
Pubblichiamo altresì uno stralcio del comunicato stampa diffuso da Palazzo Chigi al termine della riunione del Consiglio dei Ministri.
Come per il DL 90, seguiranno nei prossimi giorni specifici Notiziari della nostra O.S. in ordine ai contenuti e ai nostri commenti e giudizi sul DDL, sia quelli di carattere generale che emanerà la nostra Confederazione sia quelli più specifici curati dallo scrivente Coordinamento Nazionale sulle questioni che dovessero interessare direttamente il Ministero della Difesa.
Facendo seguito al nostro precedente Notiziario n. 35 del 5 aprile 2014, riportiamo di seguito il testo del Notiziario FLP n. 22 del 13 giugno 2014 nel quale la nostra Federazione dà notizia di aver chiesto alla Ministra Madia, nel corso della riunione di giovedì 12 u.s., la sospensione della circolare della Funzione Pubblica n. 2 del 17 febbraio 2014, che pubblichiamo su questa stessa pagina, a cui è seguito l’annuncio da parte della Ministra del prossimo avvio in sede ARAN di un confronto negoziale sulla a materia relativa al diritto alla salute.
” Come è ovvio, in queste ore l’attenzione è centrata sulla riforma della Pubblica Amministrazione approvata in Consiglio dei Ministri e i cui testi non sono ancora disponibili. La FLP se ne occupa e continuerà ad occuparsene, una volta che gli stessi saranno resi ufficiali provvedendo ad evidenziare le parti condivisibili e quelle assolutamente inutili o dannose per la Pubblica Amministrazione e per i lavoratori pubblici, come già avvenuto nella nostra nota sui 44 punti proposti da Renzi/Madia.
Tuttavia, noi non dimentichiamo le altre importanti questioni sul tappeto, alcune delle quali hanno a che fare con i diritti costituzionali dei lavoratori quale è, ad esempio, il diritto alla salute, negato da una recente Circolare della Funzione Pubblica – la numero 2 del 17 febbraio 2014 – firmata dall’ex-Ministro D’Alia la quale prevede che in caso di visite, prestazioni specialistiche, terapie, esami diagnostici non si possa usufruire del cosiddetto trattamento malattia anche nel caso in cui non si abbiano più a disposizione i permessi retribuiti.
Già nel primo incontro con il Ministro della Pubblica Amministrazione, avvenuto ai primi di aprile, la CSE aveva posto con forza la questione relativa al diritto di curarsi al meglio; ieri, nella riunione convocata sulla riforma, la nostra Confederazione ha nuovamente posto il problema alla Ministra, che ci ha risposto positivamente annunciando l’apertura di una sessione di contrattazione per affrontare la disciplina della tutela del diritto alla salute dei dipendenti pubblici (malattia, permessi retribuiti, congedi, ecc.) e di aver già predisposto un atto di indirizzo per l’ARAN a tale fine.
Abbiamo accolto la notizia con cauta soddisfazione e riteniamo certamente questo un passo avanti. Però è un fatto che tra contrattazione, eventuale accordo e passaggio agli organi di controllo, la soluzione non potrà aversi prima di qualche tempo. Per questo abbiamo in data odierna scritto al ministro chiedendo che, nelle more, vengano sospesi gli effetti della Circolare della Funzione Pubblica citata.
Siamo fiduciosi che la nostra richiesta possa essere accolta e assicuriamo a tutti i lavoratori che, pur impegnati nella più ampia questione della riforma, non perderemo di vista quello che per noi è un importante conquista di civiltà.
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 14 del 04.04.2014 relativo agli inaccettabili contenuti della circolare n. 2/2014 con la quale la Funzione Pubblica “chiarisce” che per visite diagnostiche e specialistiche o terapie bisognerà usare i permessi retribuiti oppure istituti ritenuti similari escludendo l’assenza per malattia.
” La nostra classe politica dimostra ancora una volta di disprezzare i lavoratori che assicurano ogni giorno i servizi alla collettività. Dopo il blocco dei contratti, degli stipendi e delle carriere, infatti, ora arriva anche la negazione del diritto alla salute.
Il decreto legge 101/2013, convertito nella legge 125/2013, ha introdotto disposizioni restrittive in materia di assenze per malattia dei dipendenti pubblici al fine di “contrastare il fenomeno dell’assenteismo nelle pubbliche amministrazioni”. In particolare la legge ha modificato la normativa vigente in materia di assenze per visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici, prevedendo espressamente che, per effettuarli, non si possa più ricorrere all’assenza per malattia, nemmeno nel caso in cui siano già stati utilizzati i giorni di permesso retribuito per documentati motivi personali.
Ovviamente, non si è fatto attendere più di tanto l’intervento della Funzione Pubblica la quale con la Circolare n.2 del 17 febbraio scorso, a firma dell’ex-Ministro D’Alia, chiarisce che per visite diagnostiche e specialistiche o terapie bisogna usare i permessi retribuiti oppure istituti che la Funzione Pubblica ritiene similari ma che tali non sono e cioè permessi brevi per motivi personali o banca delle ore.
Una vera e propria aberrazione che vorrebbe cancellare diritti costituzionalmente garantiti come quello alla salute, previsto dall’articolo 32 della Costituzione, che recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Questa restrizione viene per di più imposta in una situazione generale di innalzamento progressivo dell’età media dei dipendenti pubblici conseguente anche all’impossibilità di accedere alla pensione per effetto della controriforma Fornero.
Ci chiediamo: cosa succederà se e quando il dipendente avrà terminato le ore di permesso per motivi personali e quelle di permesso breve (la cui durata giornaliera non può superare la metà dell’orario di lavoro ed è pari a 36 ore annue)? Dovrà utilizzare le giornate di ferie?
E cosa pensano i nostri governanti, che ci divertiamo a prendere giornate di malattia per poterci curare anche quando non ne abbiamo bisogno? Ricordiamo a costoro che oggi per chi si ammala c’è una decurtazione non solo del salario di produttività ma anche di parti del salario di base e che nessuno rinuncia volentieri a quote della propria retribuzione se non è necessario.
Ricordiamo invece ai lavoratori che comunque la visita specialistica, la prestazione diagnostica o la terapia possono essere concomitanti con una situazione di malattia, che in questi casi farà sempre fede il certificato di malattia del proprio medico curante e che l’attestazione dell’avvenuta visita (o terapia ecc.) servirà solo a giustificare l’assenza dal proprio domicilio in caso di visita fiscale.
Davvero non riusciamo a comprendere come chi ci governa sia arrivato a disprezzarci così tanto da non comprendere che misure come questa, lungi dal portare soldi nelle casse dello Stato, possono rivelarsi provvedimenti-boomerang non solo per l’effetto diretto ma per quello indiretto dal quale già cent’anni fa scienziati dell’organizzazione, pur di matrice conservatrice, mettevano in guardia.
Infatti, a forza di essere trattati come delinquenti abituali, i lavoratori perdono motivazione e mettono, anche non volontariamente, in atto forme di autodifesa che sono controproducenti anche per i “padroni”.
I sindacati servono a tutelare i lavoratori e ad incanalare le giuste rivendicazioni individuali in contratti e vertenze collettive che vedano i lavoratori prestare la propria opera più sereni e liberi dai bisogni e l’azienda (in questo caso lo Stato e la collettività) prosperare. Purtroppo, i governi che si sono succeduti dimostrano di non tenere in alcun conto i rappresentanti dei lavoratori (a meno che non siano disposti a scambi indicibili che pure sono avvenuti nel recente passato) ed hanno inoltre la convinzione di poter gestire un rapporto diretto con i lavoratori contraddistinto da minacce, insulti e tagli di salario. È ora che i lavoratori facciano sentire la propria voce e che si organizzino, anche con misure di autodifesa, contro leggi o circolari che intendono tagliare anche i diritti elementari.
La FLP, sia chiaro, si opporrà con ogni mezzo a questo ennesimo attacco ai diritti (tutelati anche costituzionalmente) dei lavoratori pubblici.
Nell’incontro che la nostra confederazione avrà con il nuovo Ministro della Pubblica amministrazione, Madia, questo problema sarà certamente posto con forza. Stiamo inoltre valutando eventuali profili di illegittimità della norma in questione.
Stavolta davvero si è passata la misura e non abbiamo alcuna intenzione di stare fermi e aspettare LA SEGRETERIA GENERALE FLP
N.B. : A tal proposito, rendiamo noto che la questione è stata sottoposta dalla nostra Confederazione CSE direttamente alla attenzione della Ministra della FP Marianna Madia nel corso dell’incontro avuto con la stessa proprio in data odierna a Palazzo Vidoni, e che sarà oggetto di successivo e specifico Notiziario, al quale naturalmente rinviamo.
Notiziario n. 75 del 14 luglio 2014 – La notizia l’ha data direttamente lei stessa, la Ministra per la P.A. e la Semplificazione, Marianna Madia: via twitter, ha comunicato che era stato firmato il decreto che dispone la prossima assunzione di 636 vincitori di concorsi pubblici, definiti dalla stessa Ministra “forze nuove e competenti”. Particolare per […]
News dell’11 luglio 2014 – ore 19.00 Pubblichiamo il testo del disegno di legge (DDL) recante la delega al Governo, da esercitare nei 12 mesi successivi, per la “riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche”, entrato nel Consiglio dei Ministri che si è tenuto nella giornata di ieri 10 luglio 2014. e poi presumibilmente adottato nello stesso testo. Il provvedimento in questione rappresenta la seconda […]
Notiziario n. 65 del 16 giugno 2014 – Facendo seguito al nostro precedente Notiziario n. 35 del 5 aprile 2014, riportiamo di seguito il testo del Notiziario FLP n. 22 del 13 giugno 2014 nel quale la nostra Federazione dà notizia di aver chiesto alla Ministra Madia, nel corso della riunione di giovedì 12 u.s., […]
Notiziario n. 35 del 5 aprile 2014 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 14 del 04.04.2014 relativo agli inaccettabili contenuti della circolare n. 2/2014 con la quale la Funzione Pubblica “chiarisce” che per visite diagnostiche e specialistiche o terapie bisognerà usare i permessi retribuiti oppure istituti ritenuti similari escludendo l’assenza per malattia. ” […]