Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n.19 del 31.07.2012, con il quale la nostra Confederazione CSE riferisce sul deludente incontro con il Ministro della F.P., Filippo Patroni Griffi.
“La buona notizia è che non taglieremo le tredicesime”. Basterebbero queste parole, con le quali il ministro Patroni Griffi ha aperto il confronto con i sindacati ieri, a comprendere il livello raggiunto.
Il ministro non ha presentato nessun piano industriale e nemmeno si è giustificato per il fatto che l’accordo del 3 maggio non è stato tramutato né in una legge né recepito da nessun provvedimento legislativo in discussione. Si è limitato ad addurre problemi di finanza pubblica, a negare anche l’evidenza sostenendo che non ci sono tagli lineari e a minimizzare la portata dei decreti legge sulla “spending review”, sui quali peraltro ha tentato di deresponsabilizzarsi e gettare la croce sul Parlamento. Infine si è limitato a dire che è disposto ad affrontare la materia relativa alla gestione degli esuberi, tra l’altro sventolando tabelle che poi si è rifiutato di darci e nelle quali dovrebbero essere quantificati gli esuberi divisi per amministrazione.
Dal punto di vista sindacale la situazione non è stata molto più incoraggiante; l’interesse principale sembrava essere se sulla gestione degli esuberi ci fosse la concertazione, l’esame congiunto o la consultazione. Come se la discussione tra quale di questi istituti sia applicabile, tutti tra l’altro molto blandi, bastasse ad affievolire la gravità della situazione o ad offrire maggiori garanzie ai lavoratori.
La CSE nel suo intervento ha invitato il Ministro a prendersi le sue responsabilità sui provvedimenti della “spending review” visto che il maxi-emendamento votato oggi dal Senato è opera del governo di cui lui fa parte; il Segretario Generale della CSE ha poi lamentato la mancanza di un piano industriale per migliorare l’efficienza della Pubblica Amministrazione e il totale abbandono dell’accordo del 3 maggio che, lo ricordiamo, prevedeva lo sblocco della contrattazione integrativa – anche con la possibilità di passaggi economici – un piano di riorganizzazione discusso preventivamente con il sindacato che migliorasse i servizi ai cittadini e il clima interno alle amministrazioni deteriorato dagli insulti di Brunetta degli ultimi tre anni, la revisione profonda del Decreto Legislativo 150/2009 a partire dalle improponibili fasce di merito brunettiane e, nel caso si fossero resi necessari provvedimenti di mobilità, piani di formazione e ricollocazione contrattati con il sindacato. Abbiamo contestato la visione di questo governo che invece ha deciso di partire dal fondo: taglia migliaia di posti di lavoro e di servizi ai cittadini e poi ci costruisce sopra un piano di riorganizzazione ingestibile che renderà inefficienti anche i servizi che oggi sono efficienti e darà la stura ai prossimi governi per dire che la pubblica amministrazione non funziona e bisogna tagliarla. In sostanza, trattano i servizi pubblici e i dipendenti pubblici come se fossero dei bancomat ai quali attingere in caso di necessità senza riguardo alcuno né per i cittadini né per i lavoratori e tanto meno per i diritti costituzionali di entrambe queste parti.
Surreale è stata la risposta del ministro alla domanda della CSE sul come contava di attuare l’accordo firmato il 3 maggio. Ci ha detto che purtroppo ci sono parti che si possono attuare e parti che non si potranno attuare. Come se uno che firma un contratto potesse decidere quali parti rispettare e quali no. In Italia è possibile anche questo!!
Purtroppo però, questo comportamento arrogante è non solo tollerato ma alimentato da buona parte della controparte sindacale. La CSE non ha nessuna intenzione di lasciare correre comportamenti irresponsabili nel merito e nel metodo di un governo che non ha visione e preferisce salvare le banche piuttosto che fornire servizi, tutelare la salute, la ricerca e la scuola; che se deve escludere qualcuno dai tagli “salva” la politica con i suoi costi e si dimentica dei disabili. Per questo nei prossimi giorni continueremo sulla strada già intrapresa che ha visto la CSE impegnata in forti azioni di contrasto alle scelte sbagliate di governo e parlamento, concretizzatesi nella giornata di mobilitazione nazionale dello scorso 25 luglio. Riuniremo a breve i nostri organismi statutari e decideremo quali nuove iniziative assumere, ricercando in questo il massimo di convergenza sindacale possibile e non escludendo nessuna forma di lotta, compreso lo sciopero generale nazionale dei lavoratori pubblici .
LA SEGRETERIA GENERALE CSE “
Notiziario n. 104 del 26 luglio 2012 –
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 18 del 25.07.2012, in cui si dà notizia del grande successo della giornata di mobilitazione generale indetta da CSE e da FLP nella giornata di ieri 25 luglio a difesa del lavoro pubblico e, nello stesso tempo, della mancata presenza del Ministro Patroni Griffi all’incontro con le OO.SS., che si doveva tenere ieri presso il Ministero della Funzione Pubblica.
Colpo di scena stamani alla riunione convocata presso il Ministero della Funzione Pubblica che doveva essere presieduta dal Ministro Patroni Griffi all’indomani dell’approvazione dei Decreti legge sulla spending review.
Il Ministro ha fatto sapere di non poter essere presente in quanto impegnato al Senato nella discussione dei provvedimenti in vista della loro approvazione in Commissione Bilancio ed ha comunicato per il tramite del Consigliere Naddeo, Capo del Dipartimento, la disponibilità a fissare una nuova riunione non prima di lunedì 30 luglio.
Riteniamo grave quanto avvenuto, poiché vi è il rischio fondato che il confronto si apra dopo la pronuncia del Senato, e quindi a cose fatte, su provvedimenti che in gran parte erano invece regolati dall’accordo sottoscritto lo scorso 3 maggio con il Ministro, e che sono stati ampiamente disattesi e stravolti nei provvedimenti Governativi.
Un segnale assolutamente sbagliato che purtroppo rafforza le preoccupazioni sulle voci ricorrenti circa l’imminente adozione di nuovi interventi punitivi nei confronti dei lavoratori pubblici, del loro potere d’acquisto e della tutela del posto di lavoro. Di tutto avvremmo bisogno in un momento così difficile tranne che di un Ministro che sfugge al confronto.
Una ragione di più per intensificare le iniziative decise dalla Segreteria generale della CSE, d’intesa con la FLP (Federazione lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche), contro le norme inique contenute nei Decreti sulla spending review, culminate nella giornata di mobilitazione generale che oggi ha visto, in mattinata, il presidio ed il volantinaggio presso le sedi centrali dei Ministeri e delle Agenzie fiscali, e l’attivazione di un “info-point” nei pressi di Piazza Colonna (Palazzo Chigi) durato tutta la giornata e che ha permesso alla nostra Organizzazione sindacale di portare tra la gente le nostre proposte a tutela del lavoro pubblico, per la difesa dei servizi pubblici come fattore di equità sociale e di democrazia..
Nel primo pomeriggio la protesta è proseguita con una partecipata manifestazione indetta da CSE ed FLP presso il Senato in concomitanza con le votazioni della Commissione.
Ma la nostra iniziativa non si ferma qui.
Nelle prossime ore la Segreteria generale, anche a seguito della riunione già prevista per il 30 luglio pv valuterà tutte le ulteriori iniziative di lotta da intraprendere che verranno tempestivamente comunicate a tutte le strutture.
LA SEGRETERIA GENERALE CSE
Notiziario n. 98 del 17 luglio 2012 –
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 17 diffuso in data odierna che contiene le proposte della nostra Confederazione per modificare i provvedimenti già in vigore sulla c.d. “spending review” (D.L. 27.06.2012, n. 87 e D.L. 6.07.2012, n. 95), e comunica che la Federazione FLP ha indetto per mercoledì 25 luglio p.v. una giornata di mobilitazione nazionale dei lavoratori pubblici in concomitanza con la riunione convocata in pari data dal Ministro Patroni Griffi.
Dopo aver accantonato l’accordo del 3 maggio scorso e aver avallato le inique norme sul lavoro pubblico all’interno del decreto legge n. 95 del 6 luglio 2012 sulla spending-review, il ministro Patroni Griffi ha convocato le confederazioni sindacali per il 25 luglio, probabilmente per dare immediata attuazione alle parti più vincolanti e punitive per i lavoratori pubblici del predetto decreto.
Altro che legge delega e confronto sui decreti attuativi, che avevano portato la CSE a suo tempo a firmare l’accordo del 3 maggio con il quale si era concordata la fine dei tagli lineari, la valorizzazione del personale, la riorganizzazione della macchina pubblica anche attraverso specifici programmi di formazione e riqualificazione del personale, la revisione e l’introduzione di nuovi e diversi criteri di managerialità e di valutazione reale delle performance.
Con questi presupposti ci presenteremo alla riunione del 25i luglio e chiederemo conto al Ministro delle scelte operate, chiedendo al Governo e al Parlamento chiamato a convertire in legge il decreto, le modifiche necessarie per rispettare gli impegni assunti e invertire l’inaccettabile politica di smantellamento della pubblica amministrazione e dei diritti dei lavoratori.
LA SEGRETERIA GENERALE CSE
Si prega di dare la massima diffusione tra i lavoratori della Difesa al presente Notiziario.
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 4 del 15.03.2012 che recepisce il comunicato emanato dalla nostra Confederazione al termine dell’incontro che si è tenuto in data 14 u.s. a Palazzo Vidoni tra il Ministro della P.A. Patroni Griffi e le Confederazioni maggiormente rappresentative del settore pubblico.
Si è svolto ieri 14 marzo a Palazzo Vidoni un incontro fra il Ministro Patroni Griffi e le Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative, le Regioni, l’UPI e l’ANCI con all’ordine del giorno la ripresa del confronto – dopo la pausa per le elezioni RSU – sulle problematiche legate al Pubblico Impiego.
Occorre ricordare come nei precedenti incontri e dopo una prima fase di carattere dialettico legata alla ripresa delle relazioni sindacali interrotte da oltre due anni per “merito” dell’ex Ministro Brunetta, le parti avevano concordato l’apertura di ben quattro tavoli tecnici che avrebbero dovuto riguardare:
– il monitoraggio degli esuberi e della mobilità in ambito pubblico;
– i risparmi di gestione della PA e la contrattazione integrativa;
– il modello contrattuale unico per tutto il Pubblico Impiego;
– la possibile rivisitazione di alcune delle attuali norme sul lavoro pubblico, da noi considerate “vessatorie” e sulle quali era necessario un ripensamento anche di carattere politico.
Nella riunione di ieri, il Ministro Patroni Griffi ha ripercorso l’agenda degli argomenti e ha rilanciato la disponibilità a siglare un nuovo “protocollo di intesa sul lavoro pubblico”, elencando una serie di contenuti da inserire nel confronto che sembrano andare in forte controtendenza rispetto al percorso “brunettiano”.
La formazione, la riqualificazione del personale, finalmente le relazioni sindacali con un’analisi sul tema della contrattazione e della concertazione, ed anche l’analisi delle esigenze di personale nei diversi settori della PA con ridefinizione concordate delle procedure di mobilità, sono i temi al centro della nuova fase che dovrebbe concludersi, appunto, con la stesura di un “protocollo di intesa sul lavoro pubblico”.
Ci è sembrata questa, nel merito e nel metodo, una buona inversione di tendenza rispetto al passato e non abbiamo mancato di farlo presente al Ministro nell’intervento che ha caratterizzato la nostra Organizzazione Sindacale, intervento nel quale abbiamo anche richiamato la necessità di una seria riflessione sulla possibilità di aprire la stagione contrattuale nei comparti, non solo sul fronte delle problematiche di carattere giuridico-ordinamentale, ma anche attraverso l’utilizzo di una parte dei fondi derivanti dallo “spending review”, dai risparmi di gestione che ogni amministrazione pubblica dovrebbe aver messo in cantiere anche attraverso i processi di riorganizzazione ed il recupero degli sprechi.
In sintesi, va bene un nuovo protocollo sul lavoro pubblico se serve a dare un segnale di ritrovata democrazia e la fine di conventio ad excludendum (che però stanno continuando su altri tavoli in questi giorni); e va bene anche la revisione degli spazi di contrattazione, chiusi dal precedente governo attraverso il ricorso alla rilegificazione del rapporto di lavoro.
Ma sia chiaro che la CSE non è intenzionata a riprendere la contrattazione per parlare esclusivamente di mobilità ed esuberi ma principalmente di contratti e di condizioni di lavoro.
E’ di tutta evidenza che l’agenda degli argomenti e la disponibilità manifestata a voce dal Ministro, dovranno trovare serie e concrete conferme nel corso dei prossimi appuntamenti e, soprattutto, alla prova dei fatti.
Con riserva di aggiornamenti, si inviano cordialissimi saluti.
LA SEGRETERIA GENERALE CSE
Si prega di dare la massima diffusione tra i lavoratori al presente Notiziario.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
UN NUOVO MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, MA È SULLE PROSSIME MISURE GOVERNATIVE CHE GIUDICHEREMO L’OPERATO DEL GOVERNO
Filippo Patroni Griffi
L’annuncio di un intervento sulle pensioni e la volontà di non “perdere tempo” a incontrare le parti sociali ci preoccupa molto. Se il buongiorno si vede dal mattino…
Nei giorni scorsi, oltre a nominare i sottosegretari, il governo Monti si è dotato di un nuovo Ministro per la Pubblica Amministrazione. Pare sia stato lo stesso Presidente della Repubblica a chiederlo con insistenza e sicuramente la nomina di un Ministro che si occupi di un settore vitale per il paese ma tanto bistrattato dal precedente governo è un buon segnale.
Un po’ meno buono è il segnale che ci arriva dalla persona scelta a ricoprire questo ruolo che però, come è nostra abitudine giudicheremo solo dagli atti che deciderà di adottare.
Il nuovo ministro, infatti, è Filippo Patroni Griffi. Napoletano, Consigliere di Stato, ha svolto vari incarichi istituzionali sia con governi di centro-destra che di centrosinistra.
Gli ultimi incarichi sono: capo di gabinetto del Ministro Brunetta e componente della CIVIT, la Commissione per la valutazione, l’indipendenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, ovvero l’organismo principale nell’architettura dell’assurdo sistema di valutazione voluto dal ministro Brunetta.
Insomma, un “grand commis” buono per tutte le stagioni e al servizio dello Stato in un momento in cui ci vorrebbe un segnale di discontinuità, progettualità e indipendenza dal potere politico per rilanciare un settore deriso, insultato quotidianamente e oggetto di continui tagli da parte di Brunetta e Tremonti.
Comunque, al di là della nomina del singolo ministro, quello che ci preoccupa sono le voci che si rincorrono circa le prossime (e ormai imminenti) misure governative.
Nei giorni scorsi abbiamo inviato al Presidente del Consiglio una “road map” fiscale divisa tra misure di lotta all’evasione fiscale, per il recupero immediato di 50 miliardi, e provvedimenti per la crescita del Paese.
Dopo le rassicuranti dichiarazioni del Senatore Monti sulla propria volontà di far pagare chi non ha mai pagato però, ora è praticamente certo che vi sarà un intervento, l’ennesimo, sulle pensioni di anzianità e sull’età pensionabile. Inoltre, abbiamo iniziato a sentire di nuovo parlare di “sacrifici tra generazioni” e di sacrifici da dividere tra tutti.
In un Paese che ha circa 120 miliardi l’anno di evasione fiscale e un’economia sommersa che drena dal bilancio dello Stato risorse per circa altri 300-400 miliardi tra evasione contributiva e mancato pagamento di altri oneri sociali, sarebbero insopportabili sacrifici generazionali che si mantengono all’interno delle stesse famiglie, quelle a reddito fisso. Così come non potrebbe esserci niente di più iniquo che dividere i sacrifici tra coloro che hanno tantissimo e non hanno mai pagato e coloro che a malapena arrivano a fine mese e che hanno sopportato sin qui tutto il peso della crisi.
La stessa reintroduzione dell’ICI sulla prima casa sarebbe iniqua qualora non ci fossero detrazioni talmente consistenti da escludere dalla tassazione tutti i contribuenti a reddito fisso che hanno solo la casa di proprietà.
L’equità che immagina la FLP è basata sul recupero dei soldi di evasione fiscale e contributiva, sulla lotta agli sprechi, il taglio dei costi della politica a partire da subito (non dalla prossima legislatura) e a tutti i livelli (non solo i Parlamentari ma la riduzione secca del numero di persone che in questo Paese vivono di politica) e di misure che chiedono a chi non ha mai pagato di contribuire finalmente alle spese dello Stato.
Intervenire sulle pensioni non è la soluzione quando ci sono da recuperare 400 miliardi almeno che oggi sfuggono completamente a qualunque tassazione, quando ci sono troppe persone che vivono di politica con stipendi assurdi e benefit da sultani, quando i redditi da lavoro pagano imposte tre o quattro volte maggiori rispetto alla rendita finanziaria. Oggi l’Italia è un vero e proprio “paradiso fiscale” per le rendite finanziarie. Bisogna invertire la tendenza e smetterla di penalizzare chi lavora e chi produce.
Altro che intervenire sulle pensioni!!!!!
L’altra cosa che ci preoccupa sono le dichiarazioni del Presidente del Consiglio che ha affermato di non poter parlare con le parti sociali prima della presentazione delle prime misure economiche, che verranno presentate venerdì prossimo, perché non c’è tempo. Non sappiamo se cambierà idea e deciderà di incontrarci durante questo week-end ma l’idea che incontrare le parti sociali sia una perdita di tempo è preoccupante. Non vorremmo che si passasse da un governo che faceva incontri segreti solo con una parte del sindacato (CISL e UIL soprattutto) a uno che addirittura non incontra i sindacati ma si limita a illustrare le proprie proposte ai partiti in incontri nei sotterranei.
La democrazia non è un concetto astratto, bisogna praticarla sempre. Solo così ci sarà la possibilità di avere un Paese finalmente pacificato e unito per superare la crisi.
Le nostre considerazioni, ovviamente, non tolgono nulla al fatto che, come sempre, non abbiamo pregiudizi e che esamineremo attentamente le proposte del governo prima di esprimere le nostre valutazioni.
Notiziario n. 108 del 31 luglio 2012 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n.19 del 31.07.2012, con il quale la nostra Confederazione CSE riferisce sul deludente incontro con il Ministro della F.P., Filippo Patroni Griffi. “La buona notizia è che non taglieremo le tredicesime”. Basterebbero queste parole, con le quali il ministro Patroni Griffi ha […]
Notiziario n. 104 del 26 luglio 2012 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 18 del 25.07.2012, in cui si dà notizia del grande successo della giornata di mobilitazione generale indetta da CSE e da FLP nella giornata di ieri 25 luglio a difesa del lavoro pubblico e, nello stesso tempo, della mancata presenza […]
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Notiziario FLP Difesa n. 40 del 15.03.2012 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 4 del 15.03.2012 che recepisce il comunicato emanato dalla nostra Confederazione al termine dell’incontro che si è tenuto in data 14 u.s. a Palazzo Vidoni tra il Ministro della P.A. Patroni Griffi e le Confederazioni maggiormente rappresentative del settore pubblico. […]
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