Pubblichiamo i testi, con le relative relazioni illustrative e relazioni tecniche, dei due schemi di decreti legislativi attuativi della c.d riforma della pubblica amministrazione (legge 7 agosto 2015, n. 124), posti all’esame del Consiglio dei Ministri n. 30 del 19 maggio 2017 su proposta della Ministra alla P.A. M. Madia, e dallo stesso approvati in seconda e definitiva lettura.
I provvedimenti di cui trattasi, che interessano enormemente i lavoratori pubblici, recano:
Modifiche al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.150 in materia di valutazione della performance dei dipendenti pubblici (in allegato 1);
Modifiche e integrazioni al testo unico del pubblico impiego (TUPI), di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche(in allegato 2).
I testi che pubblichiamo sono datati 18 maggio 2017 e rappresentano l’ultima stesura prima dell’esame del Consiglio dei Ministri del giorno successivo, ma potrebbero subire ulteriori modifiche, prima della firma dei provvedimenti da parte del Capo dello Stato e della successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che recherà ovviamente i testi definitivi dei due decreti.
Pubblichiamo altresì il testo del comunicato stampa diffuso da Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei Ministri, che riassume la sostanza delle disposizioni innovative.
Avremo comunque modo, nei prossimi giorni, di esaminare attentamente i due testi e di proporre le nostre considerazioni al riguardo dei due provvedimenti, che ci toccano molto da vicino anche dipendenti civili della Difesa.
La Ministra alla PA Marianna Madia in riordino alla Camera
Si riporta di seguito il testo del “comunicato stampa” diffuso in data di ieri dalla FLP in merito alla preannunciata presentazione da parte della Ministra Madia dello schema di decreto legislativo, attuativo della legge 124/2015, che reca il “Testo Unico sul Pubblico Impiego” (TUPI), di cui abbiamo più volte parlato nei nostri precedenti Notiziari.
“L’invio alle Camere, per il prescritto parere, del Decreto delegato di riordino del Testo unico dei dipendenti civili dello Stato è l’ennesima occasione per un nuovo, ingiustificato, attacco al lavoro e ai milioni di lavoratori e lavoratrici dei settori pubblici.
Invece di mettere in campo le azioni prodromiche e necessarie per l’apertura del negoziato all’Aran delle trattative per il rinnovo dei contratti pubblici, e a prevederne il dovuto finanziamento – afferma Marco Carlomagno, Segretario Generale della FLP – la Ministra della Funzione Pubblica licenzia un testo che non solo non supera le parti punitive volute da Brunetta all’atto della rilegificazione del lavoro pubblico, ma le peggiora, inserendo una serie di norme sulle presenze, l’assenteismo e la valutazione della perfomance individuale, assolutamente ingiustificate e non motivate.
I fenomeni di assenteismo e di mancata rilevazione delle presenze, che noi condanniamo fermamente – continua Carlomagno – sono assolutamente residuali rispetto alla platea di lavoratori e in netta diminuzione in questi anni. Non giustificano quindi il clima di caccia alle streghe e di criminalizzazione di questi mesi. Così come prevedere il licenziamento in caso di presunta valutazione negativa o di mancata accettazione della mobilità “selvaggia”, toglie solo diritti e non da alcuna garanzia, in mancanza di modalità applicative uniformi di tali istituti che resterebbero assolutamente discrezionali.
La verità – prosegue Carlomagno – è che in questo modo il Governo cerca l’alibi per reiterare il vergognoso blocco dei contratti che dura ormai da 8 anni, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale che a giugno 2015 si pronunciò proprio sul ricorso della FLP.
Altro che rinnovo dei contratti e modifica delle leggi Brunetta che CGIL, CISL, UIL e CONFSAL sbandierarono a fine Novembre 2016 quando firmarono l’incredibile patto preelettorale che nelle intenzioni di Renzi doveva servire a vincere il referendum e che invece si è rivelato, come era del tutto prevedibile, solo un’ennesima beffa per i lavoratori.
Roma, 8 febbraio 2017
L’UFFICIO STAMPA “
Lo schema di decreto dovrebbe approdare il Consiglio dei Ministri la settimana p.v. Lunedì forse l’incontro con i Sindacati. Seguiremo molto da vicino l’iter di questo provvedimento, anche per le più volte richiamate implicazioni e ricadute sulla partita degli sviluppi economici 2017 in corso nella Difesa, e ne daremo come al solito puntualmente conto ai lavoratori.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 135 del 25.11.2016 –
La Ministra alla P.A., Marianna Madia
Si riporta di seguito il testo del “comunicato stampa” diffuso dalla nostra Federazione in data di ieri e relativo alla “marchetta pre-elettorale” gentilmente offerta da CGIL-CISL-UIL al duo delle meraviglie Renzi-Madia con l’obiettivo di rassicurare i lavoratori pubblici sui prossimi rinnovi contrattuali.
” A diciotto mesi dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale il blocco reiterato dei contratti pubblici, emessa a seguito del ricorso fatto solo dalla FLP nel colpevole silenzio della cosiddetta triplice, dopo due leggi di stabilità che hanno stanziato pochi spiccioli per i rinnovi, Renzi e la Madia, a pochi giorni dalla consultazione referendaria, si convertono sulla via di Damasco e convocano a Palazzo Vidoni, sede della Funzione Pubblica, solo i sindacati “amici”.
Per mettere in campo quest’operazione smaccatamente elettorale non esitano a violare ogni regola di democrazia e di partecipazione, escludendo dall’incontro tutti coloro che solo pochi giorni fa sono stati dichiarati soggetti rappresentativi nei comparti del pubblico impiego e legittimati a sottoscrivere gli accordi.
Ma è tutta una manfrina.
Se il Governo vuole veramente rinnovare i contratti stanzi nella legge di stabilità del 2017 le somme necessarie e non le elemosine, modifichi da subito le norme penalizzanti sul lavoro pubblico e sulla contrattazione, emani le direttive all’Aran,consenta finalmente l’apertura vera del negoziato. Nelle sedi e con i soggetti competenti e soprattutto mettendo sul tavolo le risorse.
Ed eviti queste sceneggiate che offendono solo l’intelligenza e la dignità di milioni di lavoratori.
Roma, 24 novembre 2016″
L’incontro di ieri fa il paio con quanto sta succedendo in molte AA.CC., dove i Vertici politici abbondano in promesse e impegni per imbonire i lavoratori e portarli alle urne a votare “SI” al referendum. Ne abbiamo contezza anche nel M.D., con gli impegni su fondo integrativo e progressioni tra le aree, di cui non c’è traccia alcuna nel DDL Bilancio. Dunque, a babbo morto.
Ma i lavoratori fessi non sono…….
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 101 del 1 settembre 2016 –
Il Premier Renzi e la Ministra Madia: soddisfatti per la riforma della Dirigenza?
Pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato, il testo dello schema di decreto legislativo sulla riforma della Dirigenza pubblica adottato nella scorsa settimana in prima lettura dal Consiglio dei Ministri, e trasmesso alle Camere per il parere di competenza.
Come noto, il Governo è impegnato da oltre due anni in una corposa riforma della Pubblica Amministrazione, sulla quale peraltro la nostra Federazione ha già espresso un giudizio pesantemente negativo, riforma che, secondo il collaudato modello renziano, ha viaggiato su due binari paralleli: un primo provvedimento d’urgenza (DL 90/2014, poi convertito nella Legge 114/2014) e una legge delega (la n.124 del 7.8.2015) che ha già prodotto alcuni Decreti Legislativi, ultimi quelli relativi al licenziamento disciplinare (D.Lgs 166/2016) e, ma ancora solo in prima lettura in attuazione dell’articolo 11 della L.124/2015, quello inerente la c.d. riforma della Dirigenza pubblica, il cui testo appunto è appunto qui pubblicato.
Lo schema di riforma della Dirigenza ha avuto una gestazione laboriosa e travagliata, che ha costretto il Governo a ripetuti rinvii, in ultimo per le resistenze opposte in merito al futuro dei Dirigenti di 1^ fascia, di cui hanno peraltro ampiamente riferito tutti i media, che hanno di fatto costretto l’Esecutivo ad arrivare proprio al fotofinish rispetto alla scadenza della delega (28.08.2016).
Parecchie le novità previste dallo schema di decreto: ruolo unico della dirigenza; incarichi di 4 anni rinnovabili solo una volta; concorso annuale per il conferimento degli incarichi; valutazione della performance individuale del Dirigente in ordine agli obiettivi concreti e misurabili fissati in sede di incarico, con effetti sul 30% della busta paga (40% per i Dirigenti Generali); “parcheggio” con perdita della retribuzione accessoria per i Dirigenti che non abbiano ottenuto degli incarichi, e per ogni anno di “parcheggio” taglio del 10% della retribuzione fissa, con obbligo per i dirigenti “parcheggiati” di partecipare ad un numero minimo di selezioni per nuovi incarichi; infine, ultima mediazione sugli attuali Dirigenti di 1^ fascia, in primis Direttori generali dei Ministeri, che avranno riservato il 30% dei posti a concorso.
Ovviamente, la riforma di che trattasi non tocca minimamente i Dirigenti Militari delle FF.AA. (gradi da Colonnello in su), come anche Magistrati, Avvocati/Procuratori dello Stato, Diplomatici, Prefettizi e altri, che continueranno pertanto ad operare in base alle norme vigenti. Per esempio, i Dirigenti Militari, a differenza dei Dirigenti civili, valutano la performance individuale dei lavoratori civili, oltre che quella per la carriera dei sottoposti con le stellette, ma la propria performance individuale, legata ai risultati dell’E.D.R./Ufficio in cui rivestono il ruolo di Dirigente, non sarà in nessun modo valutata.
Dove sta la logica in tutto questo, Dio solo lo sa, e forse neanche Lui ne comprenderà appieno le ragioni.
Tra i decreti attuativi mancanti, c’è anche quello relativo al Testo Unico sul Pubblico Impiego (in acronimo TUPI), ancora in fase di studio da parte della F.P. Sono annunciate parecchie novità, e una in particolare ci toccherà da vicino legandosi alla stretta attualità delle vicende del nostro Ministero.
Ne riparleremo con il prossimo Notiziario di lunedì 5 p.v..
Renzi & Madia: ed hanno pure il coraggio di sorridere….
Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 22 diffuso in data odierna dalla Segreteria Generale FLP con il quale la nostra Federazione dà notizia degli intendimenti della premiata ditta Matteo Renzi & Marianna Madia, preannunciati dalla stampa, in merito al rinnovo dei contratti del P.I.
” Da notizie in nostro possesso, confermate dal Giornale “Il Messaggero” in edicola oggi, solitamente ben informato sulle dinamiche interne a Palazzo Vidoni, il Governo avrebbe ormai ultimato la scrittura dell’atto di indirizzo all’ARAN, in vista dell’apertura delle trattative dei rinnovi contrattuali fermi come è noto da ben 7 anni.
Ebbene le linee ispiratrici sarebbero queste:
le cifre stanziate sono assolutamente irrisorie (300 milioni per 3.5000.000 di lavoratori) e allora che si fa… si decide di destinare gli aumenti contrattuali solo ad una parte dei lavoratori, perché gli altri, si sa, sono ricchi con stipendi di 1.300 euro;
la produttività va pagata solo a pochi, inserendo nei contratti le odiose fasce volute da Brunetta, per cui a buona parte dei lavoratori e delle lavoratrici (il 50% ) andrebbe automaticamente un salario accessorio dimezzato rispetto ad oggi e ad un restante 25% dei lavoratori un bel niente…
Ovviamente questo ricco contratto decorrerebbe dal 2016 perché del 2015, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale, il Governo Renzi non ne vuole proprio sentir parlare…
Ecco questo è il menù che stanno predisponendo ai nostri danni…
A questa sciagurata ipotesi come FLP ci contrapporremo con forza :
sul piano contrattuale come Confederazione CGS con la presentazione della piattaforma contrattuale che riprende e rafforza quella già presentata negli anni scorsi come FLP a Governo ed Aran, chiamando le altre OO.SS a forme di lotte adeguate e non come sta avvenendo a scioperi di facciata;
sul piano giurisdizionale con il ricorso alla Corte Europea per i diritti dell’uomo (ricorsocgs.it), a cui hanno aderito già circa 30.000 lavoratori e con il quale chiediamo un indennizzo pari almeno a 4.000 euro per il pregresso e la condanna del Governo ad aprire con immediatezza le trattative per un reale rinnovo contrattuale
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Pubblichiamo su questa stessa pagina l’articolo de IL Messaggero di ieri
La molto pensierosa Ministra alla P.A. Marianna Madia
Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 6 diffuso in data 4 febbraio u.s. dalla nostra Federazione, con il quale la Segreteria Generale FLP dà conto ai colleghi degli esiti estremamente deludenti e delle risultanze negative dell’incontro che le OO.SS. del pubblico impiego hanno avuto in pari data con la Ministra alla Funzione Pubblica, Marianna Madia.
” Poteva e doveva essere una riunione importante.
Finalmente, dopo la sentenza della Consulta sull’incostituzionalità del blocco dei contratti e alla vigilia del varo dei decreti delegati di attuazione della riforma della pubblica amministrazione, il Ministro convocava le OO.SS. a Palazzo Vidoni.
E invece, come le altre ultime volte, la riunione si è dipanata su un copione ormai rituale.
Una mera consultazione “successiva” sulla predisposizione dello schema di decreto delegato sul “rito abbreviato” deciso dal Governo per dare soddisfazione all’onda mediatica montata ad arte, per licenziare in “48 ore” coloro che timbrano il cartellino e se ne vanno a spasso.
Nessun accenno agli altri Decreti delegati che pure ci risultano scritti e che dovrebbero riscrivere da capo a fondo il rapporto di lavoro e l’assetto della nostra pubblica amministrazione.
Nessun riferimento, se non nella brevissima replica finale, al rinnovo dei contratti e alla necessità di implementare il ridicolo stanziamento previsto dalla legge di stabilità 2016.
Diciamo subito, e l’abbiamo ribadito nel nostro intervento, che per noi chi viene meno ai doveri di pubblico dipendente e con il proprio comportamento infanga milioni di lavoratrici e lavoratori è il principale nemico di chi come noi vuole mettere il lavoro pubblico, i suoi addetti e le grandi professionalità presenti, al servizio della collettività e del bene del Paese.
In questi anni, in tempi anche diversi da questi, non ci siamo mai tirati indietro e all’interno dei Contratti nazionali di lavoro abbiamo con coraggio disciplinato con severità tali fattispecie.
Oggi non solo i contratti, ma la stessa legge, prevede forti sanzioni nei confronti di chi non rispetta l’orario di lavoro o con mezzi fraudolenti falsifica le presenze.
Predisporre uno specifico decreto delegato su questo, individuando in modo raffazzonato e confuso nuovi termini per il dispiegarsi del procedimento disciplinare, non cambia la sostanza e contribuisce solo a dare l’idea che fino ad ora i lavoratori pubblici fossero dei privilegiati. Cosa assolutamente falsa.
Questo decreto cosi com’è non solo non serve, perché la materia è ampiamente regolamentata, ma, ironia della sorte, fa passare in secondo piano, perché non caratterizzati dal cosiddetto rito abbreviato, reati assolutamente devastanti per il buon funzionamento della Pa quali quelli della corruzione e della concussione che per il Governo evidentemente sono meno importanti di questo.
Una visione vecchia, quella che promana dallo sgangherato Decreto delegato, della macchina amministrativa (altro che amministrazione digitale) che fa della mera presenza in Ufficio il parametro principale per valutare la produttività e la qualità del lavoro, che rischia di creare problemi all’efficienza delle Amministrazioni ed ai lavoratori quando, in modo goffo, rischia di assimilare all’assenza fraudolenta dal lavoro anche attestazioni quali quelle certificate in occasione delle tante attività esterne svolte, in particolare nel calcolo della congruità del tempo di viaggio come tempo di lavoro.
Utilizzare lo strumento del Decreto delegato, sottoposto a un iter di approvazione abbastanza lungo, non risponde neanche all’esigenza di immediatezza che evidentemente il Governo voleva dare in pasto all’opinione pubblica. Ma l’effetto annuncio è ottenuto. Anche se poi la faccenda si complica solamente.
Eppure il rinnovo dei contratti era ed è l’occasione non solo per recuperare il potere d’acquisto falcidiato da un blocco ormai settennale, ma anche per mettere mano all’ordinamento, alla classificazione del personale, al rapporto di lavoro.
Invece la strada perseguita da Renzi e dalla Madia è purtroppo assolutamente in linea con la ricetta Brunetta. Blocco dei contratti, smantellamento delle garanzie e delle tutele preesistenti tramite interventi unilaterali che rilegificano tutti gli istituti del rapporto di lavoro in senso punitivo.
Siamo stanchi di ascoltare generiche e stereotipate affermazioni sulla valorizzazione dei lavoro pubblico smentite immediatamente dopo da comportamenti diametralmente opposti.
Nella replica Marianna Madia ha detto che ora, con la ripresa economica, ci sarebbero le condizioni per riprendere il percorso contrattuale.
Sia coerente allora con tale assunto. Non si nasconda dietro l’alibi del mancato accordo sui comparti contrattazione. Si impegni ad emanare da subito l’atto di indirizzo per il rinnovo dei contratti che, vista l’eterogeneità delle nuove possibili aggregazioni, non può che essere orizzontale e trasversale. Rinunci a legificare su materie proprie della contrattazione e le inserisca negli atti di indirizzo. Chieda da subito l’integrazione delle risorse perché con 5 euro al mese non si fa nessun contratto. E apra un confronto serio, non limitato alle due ore canoniche, sui decreti di attuazione della riforma e sul modello organizzativo.
Altrimenti sono solo chiacchiere… svogliate e distratte tra un tweet e l’altro…
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
News del 14 agosto 2015 – h. 8.00
La Ministra Marianna Madia in posa per Vanity Fair
Informiamo i colleghi che, dopo la firma del Capo dello Stato, nella Gazzetta Ufficiale n. 187 di ieri 13 agosto 2015 è stata pubblicata la legge 7 agosto 2015, n. 124 recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle Pubbliche Amministrazione, che era stata approvata in via definitiva dal Senato il 4 agosto u.s. con 145 voti favorevoli e 97 contrari.
Su questa stessa pagina, in allegato 1, pubblichiamo il testo integrale della Legge 124 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
Come già ricordato in nostre precedenti News, la c.d. “riforma” della P.A. voluta dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dalla Ministra alla P.A. Marianna Madia, si è articolata in due momenti:
– il primo si è concretizzato con l’entrata in vigore del Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 90 recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari” pubblicato sulla GU n.144 del 24.06.2014 e poi convertito nella legge 11 agosto 2014, n. 114 che è stata pubblicata nella G.U.n.190 del 18.08.2014 – Suppl. Ordinario n. 70. Trattasi della legge che ha introdotto la mobilità d’ufficio sui 50 KM, che ha soppresso CEFODIFE, che ha dimezzato permessi e distacchi sindacali, etc., e di cui ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3 il testo recepito nel “Quaderno FLP DIFESA n. 7/2014” a suo tempo predisposto dalla nostra O.S..
– il secondo momento è invece consistito nella presentazione, da parte del Presidente del Consiglio di concerto con i Ministri alla P.A. e dell’Economia e Finanze, di un disegno di legge delega recante “riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche”, che è stato approvato in prima lettura dal Senato in data 30 aprile 2015, quindi approvato con modifiche dalla Camera dei Deputati il 17 luglio u.s., ed definitivamente licenziato dal Senato il 4 agosto u.s.
Trattasi di una legge delega che contiene ben 14 deleghe che dovrebbero sostanziarsi in una ventina di decreti legislativi attuativi, che dovranno vedere la luce entro 18 mesi.
I punti più importanti della legge 124, con la quale ci dovremo confrontare nei prossimi mesi, riguardano: la riforma della dirigenza (previsto un solo ruolo diviso su tre livelli – statale, regionale e locale -, senza più distinzione tra 1 e 2^ fascia), la previsione di un testo unico per il pubblico impiego (superamento delle dotazioni organiche, nuove regole in materia di mobilità, potenziamento delle competenze dell’ARAN, etc.), la carta della cittadinanza digitale, la c.d. “razionalizzazione” degli uffici periferici del Governo con il taglio di alcune Prefetture, il rafforzamento dei poteri della Presidenza del Consiglio, la soppressione del Corpo dei Forestali e la riduzione di numero delle Camere di Commercio.
Il provvedimento in questione interessa da vicino tutti i lavoratori delle Pubbliche Amministrazioni, e dunque anche chi lavora nel Ministero della Difesa, e a tal riguardo la nostra Federazione ha già espresso le proprie valutazioni critiche con il documento inviato alla 1^ Commissione Affari costituzionali della Camera e di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 61 del 15 giugno u.s..
Ripubblichiamo in ogni caso, in allegato 2 su questa pagina, il comunicato stampa diffuso in data 5 agosto dalla Segreteria Generale FLP all’indomani dell’approvazione finale da parte del Senato.
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 19 del 31 marzo 2015 che reca una prima riflessione della nostra Federazione sull’avvio del confronto politico sulla mobilità nel pubblico impiego, che partirà con la riunione in agenda per domani 2 aprile sulle c.d. “tabelle di equiparazione” o “di corrispondenza”.
” Dopo l’ incessante serie di articoli sulla stampa nazionale relativi alla prossima uscita delle tabelle di equiparazione fra i comparti di contrattazione legate alla mobilità intercompartimentale nel Pubblico impiego è finalmente arrivata la convocazione per il 2 aprile p.v presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica.
Si tratta forse della sola riunione che la Ministra per la Pubblica Amministrazione, o molto più probabilmente un suo delegato, porrà in essere per informare ( bontà sua ), su una materia che è invece specificatamente contrattuale, le OO.SS. sull’equiparazione delle professionalità tra i diversi comparti della PA interessati ai processi di ristrutturazione e chiusura.
Si ripete quindi il film che abbiamo già visto in occasione della “non riforma PA” Renzi Madia di cui al DL 90/2014 e al DDL delega ora in discussione al Senato, avviata senza alcun vero confronto con chi rappresenta i lavoratori pubblici italiani, mediante la celebrazione di una riunione (l’unica avutasi con la Ministra) all’immediata vigilia dell’approvazione dei provvedimenti .
Le scelte del DL 90/2014 non hanno reso più fruibile la macchina pubblica agli utenti, non hanno limitato lo scempio delle corruttele, non hanno recuperato sul fronte delle esternalizzazione dei servizi, anzi in alcuni casi (esempio il Ministero dell’Ambiente) hanno confermato spese faraoniche per fantomatiche società in house che con il proprio personale si sostituisce in tutto e per tutto ai lavoratori pubblici con un evidente spreco di risorse.
Proprio per questo, e ancor prima della riunione del 2 aprile, la FLP ribadisce innanzitutto il proprio NO, forte e deciso, a quel modello di non “riforma della PA” basata sulla mobilità forzosa e il demansionamento del personale.
Siamo ancora di più convinti che un serio processo di riorganizzazione della macchina pubblica debba prevedere investimenti certi e processi di riorganizzazione finalizzati ad una pubblica amministrazione che recuperi competenze e attività; riteniamo assolutamente non più rinviabile l’apertura di una vera stagione contrattuale in cui si parli del lavoro pubblico e dei suoi dipendenti e del loro diritto ad un salario in linea con quello percepito dalla altre pubbliche amministrazioni europee.
I risultati delle recenti elezioni RSU 2015, le centinaia di assemblee svolte negli uffici, nelle direzioni, nelle scuole, nei ministeri, nelle agenzie fiscali, nelle sedi centrali e periferiche della pubblica amministrazione italiana, hanno consegnato la fotografia di un lavoratore pubblico che, anche premiando le liste della FLP su tutto il territorio nazionale, ha condiviso la nostra scelta di fondo di batterci per la difesa ed il rispetto dei diritti costituzionali, il diritto al lavoro e il diritto al salario.
E su questo continueremo la nostra battaglia e porteremo avanti il nostro impegno.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Naturalmente, vedremo se tra le tabelle che verranno presentate ci sarà anche quella relativa alla equiparazione tra gradi militari e posizioni civili, su cui c’è la nota proposta avanzata da A.D. e OO.SS
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 2 del 2 gennaio 2015 con il quale la nostra Federazione prende posizione in merito alla operazione di disinformazione, strumentalizzazione e di criminalizzazione legata alla incresciosa vicenda delle assenze fatte registrare dai Vigili Urbani di Roma l’ultimo dell’anno.
“I giornali (e le televisioni) oggi traboccano di indignazione per il fatto che oltre l’ottanta per cento dei vigili urbani della capitale fosse assente per malattia o per donazione di sangue l’ultimo dell’anno.
Negli stessi giorni, otto vigili del fuoco del Comando Provinciale di Brindisi, venivano spediti d’urgenza sul rimorchiatore che doveva prestare soccorso e poi trainare la Norman Atlantic, sulla quale hanno trovato la morte un numero ancora imprecisato di persone. Gli otto vigili sono rimasti sei giorni in balia del mare in burrasca senza che nessuno abbia dato loro il cambio o li avesse preavvertiti che la missione sarebbe stata così lunga, dando loro la possibilità di portarsi anche solo un cambio di biancheria. Hanno vomitato l’anima per sei lunghi giorni a causa delle condizioni proibitive del mare e del luogo dove si svolgevano le operazioni di salvataggio, con i telefoni cellulari scarichi, costretti ad affidarsi ai telefoni satellitari dei rimorchiatori per comunicare il loro stato di salute ai familiari.
Ebbene, per il trattamento che hanno ricevuto, nessuna indignazione, solo silenzio da parte della maggior parte della stampa e televisione.
Uomini e donne, come i vigili del fuoco di Brindisi, gli ispettori del lavoro, quelli del fisco, le forze dell’ordine, ogni giorno rischiano la vita per assicurare il rispetto delle leggi in Italia, ma in questi giorni la classe politica ha parlato di pubblico impiego solo per rivendicare la licenziabilità più facile utilizzando in modo assolutamente demagogico le assenze dal servizio dei vigili urbani capitolini l’ultimo dell’anno senza fare distinzioni tra ferie, congedi, assenze per malattie e mancata prestazione di lavoro straordinario.
Ricordiamo che anche coloro che non rischiano la vita assicurano comunque servizi importanti soprattutto per le fasce più deboli della popolazione, nei settori della scuola, della ricerca, della sanità, della giustizia, dei beni culturali, ricambiati da anni con insulti dei politici e contratti, carriere, stipendi da fame e, per di più, bloccati da cinque anni.
Lo avevano capito imprenditori certo non illuminati cent’anni fa che se tratti male o li denigri, prima o poi questi tendono a lavorare senza motivazione; lo aveva ribadito Pietro Micheli, dimessosi meno di un anno dopo essere stato chiamato da Brunetta a riformare la pubblica amministrazione, che sbatté la porta affermando che non si potevano fare riforme solo con i tagli e insultando gli attori principali di una riforma del pubblico impiego cioè i lavoratori.
Sono cambiati i direttori d’orchestra ma la musica non è cambiata!
Se ci sono state irregolarità o comportamenti censurabili o sanzionabili lo si faccia, ma basta con le generalizzazioni e gli attacchi ai lavoratori ed alle lavoratrici del pubblico impiego. La disorganizzazione degli uffici, i ritardi, la forte burocrazia, il lassismo e la corruzione sono dovuti alle gestioni clientelari delle strutture pubbliche sia a livello centrale che locale, volute e funzionali ai partiti ed alla cattiva politica, spesso e volentieri in accordo con i sindacati compiacenti, i cosiddetti confederali e i sindacati di comodo, quelli gialli “corporativi”.
Noi della FLP che non abbiamo gestito assunzioni o chiesto promozioni, in questi anni abbiamo denunciato inascoltati le storture e le inefficienze della PA che contemporaneamente penalizzava i cittadini per la scarsa qualità dei servizi ed i lavoratori abbandonati, demotivati e lasciati senza una vera guida all’iniziativa e alla coscienza personale.
E adesso la politica non può certo cavarsela con la criminalizzazione o la denigrazione dei lavoratori. Con la minaccia quotidiana del licenziamento o il blocco reiterato dei contratti e del riconoscimento delle professionalità.
Gli stipendi restano bloccati, gli insulti identici a quelli dell’era Brunetta.
O ”riforme” fatte con decreti legge raffazzonati o Disegni di legge punitivi da far passare sotto l’emozione di casi costruiti ad arte.
Serve un vero piano industriale capace di definire gli ambiti delle competenze e delle funzioni tra amministrazione centrale e poteri locali, che ridisegni le attività, motivi il personale, investa sulla tecnologia e sui saperi.
Che metta in campo un piano di assunzioni che stabilizzi chi per tanti anni, da precario, ha permesso il funzionamento di scuole, università, enti di ricerca, ospedali e musei. Che riconosca un ruolo e un futuro a chi si è messo in gioco ed ha superato le tante procedure concorsuali indette e non portate a compimento in questi anni.
Che garantisca il giusto equilibrio tra esperienza e nuove professionalità e che trovi le risorse per fare questo da una vera lotta agli sprechi, agli appalti gonfiati, alle esternalizzazioni, alla corruzione che sono il vero male di questo Paese.
Infine, non possiamo non rilevare come quanto è avvenuto sia il prodotto inevitabile della cosiddetta disintermediazione renziana, della chiusura verso ogni forma di confronto e negoziazione con le forze sociali.
Abbiamo speso mesi e mesi a spiegare che solo il sindacato può rappresentare coerentemente la sintesi delle varie esigenze delle categorie lavorative e che le rivendicazioni vanno ascoltate e non liquidate con un’alzata di spalle.
Se il Governo continua così andrà sempre peggio e sarà sempre più difficile continuare ad usare dipendenti e pensionati come bancomat senza aspettarsi reazioni forti. La motivazione è ormai ai minimi storici, i dipendenti pubblici attingono al loro senso di responsabilità che però è sempre più in contrasto con le tasche vuote e le umiliazioni continue.
Se Renzi e la Madia vogliono punire i lavoratori pubblici per questo, ancora una volta noi di FLP non possiamo che gridare forte il nostro dissenso:
BASTA CON LA CRIMINALIZZAZIONE DEL LAVORO PUBBLICO!
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Notiziario n. 93 del 4 settembre 2014 –
Renzi e Madia, sorridenti e soddisfatti
Riportiamo di seguito il testo del Notiziario FLP n. 29 del 3 settembre 2014 nel quale la FLP dà notizia dell’annuncio del Ministro Madia relativamente alla proroga anche per il 2015 del blocco dei contratti dei lavoratori pubblici e sollecita una mobilitazione unitaria di tutto il Pubblico Impiego.
“Il Governo Pinocchio getta la maschera e annuncia, per bocca del Ministro per la Pubblica amministrazione Madia, l’ulteriore blocco dei contratti dei dipendenti pubblici anche per il 2015.
Nonostante le smentite agostane dopo le prime voci raccolte in ambienti governativi, Renzi ha preferito la via più facile: continuare ad usare i 3,3 milioni di dipendenti pubblici come bancomat e lasciare che evasione fiscale, società partecipate, corruzione continuino imperterrite a drenare risorse pubbliche.
Non sono bastati i quasi 400mila posti di lavoro persi nel settore pubblico negli ultimi 10 anni, il 15 per cento del salario lasciato per strada grazie ad un blocco contrattuale che va avanti dal 2010, un’intera categoria che da ceto medio sta precipitando pericolosamente nella categoria dei nuovi poveri, un calo dei consumi così forte da innescare una deflazione che ci fa tornare indietro di oltre cinquant’anni.
Soprattutto, non sono bastate le proposte costruttive presentate dal sindacato – FLP in primis – per raggiungere risparmi e recuperare fondi anche per rinnovare i contratti. Renzi, così come i governi che si sono succeduti negli ultimi dieci anni ha individuato nel pubblico impiego la categoria da colpire oppure semplicemente non ha il coraggio di fare scelte eque perché deve “comprare” il consenso politico.
Abbiamo 180 miliardi di evasione fiscale ma, si sa, gli evasori votano; abbiamo migliaia di società partecipate che hanno più consiglieri di amministrazione che dipendenti, che non producono alcun servizio per la collettività e drenano miliardi di euro ogni anno. E Renzi aveva anche annunciato (tra le centinaia di annunci di cui è costellata la sua non-azione di governo) un piano per eliminarne la maggior parte ma qualcuno deve averlo richiamato all’ordine: le casse del PD sono vuote e gli stipendi dei consiglieri di amministrazione di nomina politica servono anche a finanziare i partiti e così il piano è letteralmente sparito; la corruzione è arrivata oltre i livelli di guardia ma nemmeno in quel campo, a parte gli annunci, si muove nulla.
“Di fronte a questa situazione non resta più alcuno spazio di mediazione – così ha commentato l’annuncio del Ministro Madia il Segretario generale della FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e funzioni pubbliche) Marco Carlomagno.
“L’annuncio del Ministro è la riprova che abbiamo fatto bene ad adire la Corte Costituzionale contro il blocco contrattuale e speriamo che entro l’anno questa si pronunci positivamente.
“Riuniremo nei prossimi giorni i nostri organismi decisionali– ha concluso Carlomagno – ma di fronte a un attacco di questo genere occorre che, unitariamente, il movimento sindacale e i pubblici dipendenti mettano in campo una forte mobilitazione. Verificheremo la fattibilità di uno sciopero generale della categoria per i primi giorni di ottobre!
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “.
Preghiamo di dare la massima diffusione tra i lavoratori al presente Notiziario.
News FLP DIFESA del 25 maggio 2017, h. 20.00 – Pubblichiamo i testi, con le relative relazioni illustrative e relazioni tecniche, dei due schemi di decreti legislativi attuativi della c.d riforma della pubblica amministrazione (legge 7 agosto 2015, n. 124), posti all’esame del Consiglio dei Ministri n. 30 del 19 maggio 2017 su proposta della Ministra alla […]
Notiziario n. 17 del 9 febbraio 2017 – Si riporta di seguito il testo del “comunicato stampa” diffuso in data di ieri dalla FLP in merito alla preannunciata presentazione da parte della Ministra Madia dello schema di decreto legislativo, attuativo della legge 124/2015, che reca il “Testo Unico sul Pubblico Impiego” (TUPI), di cui abbiamo […]
Notiziario n. 135 del 25.11.2016 – Si riporta di seguito il testo del “comunicato stampa” diffuso dalla nostra Federazione in data di ieri e relativo alla “marchetta pre-elettorale” gentilmente offerta da CGIL-CISL-UIL al duo delle meraviglie Renzi-Madia con l’obiettivo di rassicurare i lavoratori pubblici sui prossimi rinnovi contrattuali. ” A diciotto mesi dalla sentenza della […]
Notiziario n. 101 del 1 settembre 2016 – Pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato, il testo dello schema di decreto legislativo sulla riforma della Dirigenza pubblica adottato nella scorsa settimana in prima lettura dal Consiglio dei Ministri, e trasmesso alle Camere per il parere di competenza. Come noto, il Governo è impegnato da oltre due […]
Notiziario n. 62 del 17 maggio 2016 – Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 22 diffuso in data odierna dalla Segreteria Generale FLP con il quale la nostra Federazione dà notizia degli intendimenti della premiata ditta Matteo Renzi & Marianna Madia, preannunciati dalla stampa, in merito al rinnovo dei contratti del […]
Notiziario n. 17 dell’8 febbraio 2016 – Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 6 diffuso in data 4 febbraio u.s. dalla nostra Federazione, con il quale la Segreteria Generale FLP dà conto ai colleghi degli esiti estremamente deludenti e delle risultanze negative dell’incontro che le OO.SS. del pubblico impiego hanno avuto […]
News del 14 agosto 2015 – h. 8.00 Informiamo i colleghi che, dopo la firma del Capo dello Stato, nella Gazzetta Ufficiale n. 187 di ieri 13 agosto 2015 è stata pubblicata la legge 7 agosto 2015, n. 124 recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle Pubbliche Amministrazione, che era stata approvata in via […]
Notiziario n. 35 del 1 aprile 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 19 del 31 marzo 2015 che reca una prima riflessione della nostra Federazione sull’avvio del confronto politico sulla mobilità nel pubblico impiego, che partirà con la riunione in agenda per domani 2 aprile sulle c.d. “tabelle di equiparazione” o “di […]
Notiziario FLP DIFESA n. 3 del 5 gennaio 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 2 del 2 gennaio 2015 con il quale la nostra Federazione prende posizione in merito alla operazione di disinformazione, strumentalizzazione e di criminalizzazione legata alla incresciosa vicenda delle assenze fatte registrare dai Vigili Urbani di Roma l’ultimo dell’anno. […]
Notiziario n. 93 del 4 settembre 2014 – Riportiamo di seguito il testo del Notiziario FLP n. 29 del 3 settembre 2014 nel quale la FLP dà notizia dell’annuncio del Ministro Madia relativamente alla proroga anche per il 2015 del blocco dei contratti dei lavoratori pubblici e sollecita una mobilitazione unitaria di tutto il Pubblico […]