Notiziario FLP Difesa n. 10 del 04 febbraio 2021 –

Marco Carlomagno, Segr. Gen. FLP

Riportiamo di seguito l’articolo pubblicato sull’Huffington Post di ieri, a firma del Segretario generale FLP Marco Carlomagno, che riporta il pensiero di FLP rispetto all’esperienza del lavoro agile emergenziale, le sue valutazioni e le sue proposte, convinti come siamo che questa esperienza sia un patrimonio da non disperdere e punto di partenza per una più specifica regolamentazione di livello contrattuale del lavoro agile, strumento imprescindibile per dare vere risposte alle esigenze di innovazione della P.A..  Per questo il lavoratore agile non deve essere in alcun modo discriminato e sottostimato. Piuttosto, deve essere incentivato al pari dei colleghi che lavorano in presenza, anche mediante il ricorso a parte dei fondi che potranno affluire tramite il Recovery Plan. Rilevante dunque il ruolo che i Piani Organizzativi di Lavoro Agile avranno nel ridisegnare l’organizzazione del lavoro delle pubbliche amministrazioni.

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(di Marco Carlomagno, segretario generale FLP)

“La definizione dei POLA (Piani Organizzativi per il Lavoro Agile) costituisce un’importante occasione, da non sprecare, se veramente vogliamo innovare le nostre Pubbliche Amministrazioni rendendole sempre più adeguate in termini di efficacia ed efficienza, assecondando i processi di ripresa economica e di rilancio cui saremo chiamati nei prossimi mesi.

Il lavoro agile emergenziale, pur con i limiti derivanti dalla necessità di  un’attuazione immediata per cercare di scongiurare il diffondersi della pandemia, con scarse risorse informatiche disponibili, processi lavorativi ancora in gran parte cartacei, modelli organizzativi arcaici e poche tutele contrattuali nella gestione del rapporto di lavoro fino a oggi pensato unicamente come lavoro in presenza, ha dimostrato comunque tutte le potenzialità di questa modalità lavorativa in termini di conciliazione vita-lavoro, di miglioramento della sostenibilità del sistema dei trasporti delle nostre città, di valorizzazione delle professionalità, di miglioramento dei servizi resi ai cittadini e agli utenti.

È di tutta evidenza, quindi, che tale esperienza non deve essere perduta e deve costituire l’occasione per mettere a regime le sue potenzialità, facendola convivere con le altre modalità lavorative che ovviamente non scompariranno, trovando i giusti equilibri affinché ogni modalità non sia penalizzata ai fini dei percorsi di carriera e di percezione del salario di produttività.

È altrettanto inutile interpretare con categorie vecchie problemi nuovi che si stanno ponendo: chi immagina di dividere ancora il lavoro pubblico tra smart working e lavoro in presenza fa un errore metodologico enorme. I modelli organizzativi pubblici, che non funzionavano nemmeno prima della pandemia, devono modificarsi e contenere al loro interno lo smart working.

Parlare quindi di produttività del lavoro agile contrapposta a quella del lavoro in presenza è sbagliato e discriminatorio. Noi della FLP sosteniamo che bisogna prima di tutto investire sul personale e incrementare i fondi di produttività, attraverso l’eliminazione dei tetti di legge al salario accessorio e la confluenza dello straordinario risparmiato all’interno dei fondi destinati alla contrattazione integrativa, e poi passare dalla logica dell’adempimento burocratico a quello del risultato conseguito.

La mera presenza in ufficio non è sinonimo di produttività e spesso costringe soprattutto le fasce più deboli a non poter acquisire parti di reddito se non al costo di stare in ufficio molte ore, sottratte alla famiglia.

Chi pensa di non valorizzare il lavoro di gruppo e poi ripartire il salario aziendale solo in base alla presenza in servizio ragiona in modo anacronistico, inviso agli stessi lavoratori pubblici, e contrario alla valorizzazione delle competenze acquisite dai lavoratori.

La tentazione di regolamentare per legge il lavoro agile a regime, senza che questo processo parta dal basso, coinvolga in primo luogo le lavoratrici e i lavoratori, bypassando i Contratti collettivi nazionali di lavoro, per noi è sbagliata.

Bisogna ridefinire con urgenza il quadro di riferimento contrattuale, riscrivendo gli ordinamenti professionali, garantendo il diritto alla carriera, investendo sulla formazione diffusa, su  nuovi sistemi di valutazione seri, trasparenti, legati a obiettivi di gruppo e di team, liberando le ingenti risorse economiche già disponibili che oggi sono imbrigliate nei vincoli frapposti dalle Amministrazioni e dagli Organi di controllo, mediante interpretazioni cervellotiche e vincoli di legge punitivi ancora esistenti.

In tale ambito i POLA non possono essere una cosa a parte rispetto a un piano di rilancio delle PA che, utilizzando quota parte delle risorse derivanti dal Recovery Plan, non si limiti, come pure è necessario, agli investimenti sulle infrastrutture e sulle dotazioni tecnologiche, ma interessi nel suo complesso tutti i fattori (umani, organizzativi, gestionali) alla base del suo miglior funzionamento.

Ecco perché per noi della FLP il rinnovo dei contratti di lavoro, scaduti ormai da più di due anni, non può essere ancora rinviato o derubricato, ma è una priorità, perché si tratta di uno strumento decisivo per vincere la sfida del cambiamento.

Non siamo certo annoverabili tra i conservatori, tra chi preferisce vivacchiare nell’immobilismo che nuoce ai lavoratori ed ai cittadini. Ma non siamo certamente neanche tra coloro che pensano a un futuro del lavoro senza regole, diritti, tutele e che non vede l’ora di precarizzare anche il lavoro pubblico”.

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Di seguito riportiamo il link per leggere l’articolo direttamente sul blog:  https://bit.ly/3pFZacp

Seguiremo da vicino tutti gli sviluppi, sul fronte del comparto e sul quello del Ministero della Difesa, e ne daremo come al solito puntualmente conto ai colleghi.

Cordiali saluti.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario FLP DIFESA n. 9 del 2 febbraio 2021 –

Marco Carlomagno, Segretario Generale FLP

Si riporta il testo integrale del comunicato della Segreteria Generale FLP che contiene la lettera inviata dal nostro Segretario Generale Marco Carlomagno ha inviato al giornalista del Corriere della Sera che, in un articolo comparso ieri, gli ha messo in bocca posizioni che non ci appartengono, generando alcune smaccate, scomposte  e interessate strumentalizzazioni da parte di alcune sigle, atteso che non c’è una sola frase detta o scritta negli ultimi 10 anni dalla nostra Federazione o dal suo segretario Generale che sia in linea o si ponga in continuità con la dichiarazione riportata dal giornale.

” Pubblichiamo la lettera di precisazioni inviata stamani dal Segretario generale della FLP Marco Carlomagno  in merito ai contenuti dell’articolo pubblicato ieri sull’edizione on line del Corriere della Sera a firma di Lorenzo Salvia. Nota che riteniamo faccia chiarezza rispetto ad alcuni punti dell’articolo citato.

Cogliamo l’occasione però per denunciare come sia in atto da parte di alcune Organizzazioni sindacali un’operazione di vero e proprio sciacallaggio del tutto strumentale nei confronti delle posizioni della nostra Organizzazione sindacale che – è del tutto evidente – non possono rilevarsi da alcune frasi riportate dalla stampa nelle poche e sintetiche righe un articolo, ma che invece quotidianamente sono oggetto dei nostri comunicati e soprattutto delle azioni che ogni giorno poniamo in campo in tutte le sedi Istituzionali, negoziali e di singola Amministrazione.

Tra l’altro è piuttosto singolare come questi attacchi provengano proprio da chi (vedi Cisl e Uil) negli anni scorsi appoggiarono le politiche dell’ex Ministro Brunetta in materia di disarticolazione del lavoro pubblico,  di individuazione delle famigerate quattro fasce di merito e di blocco della contrattazione nazionale e integrativa.

O di chi negli anni successivi (Cgil), anche con governi diversi o “amici”, ha avallato il recepimento all’interno dei CCNL del lavoro pubblico quote obbligatorie di risorse da destinare alla perfomance  individuale basata su elementi di valutazione  discrezionali e divisivi.

Tra l’altro la previsione di destinare fino al 50% del salario di produttività nel suo complesso (e quindi comprendendo  in tale percentuale le voci erogate prioritariamente alla remunerazione della produttività collettiva di Ente e di Ufficio) è già prevista dai vigenti CCNL del lavoro pubblico e attuata in molte Amministrazioni, mentre la parte rilevante della nostra proposta è quella di implementare le risorse complessivamente destinate alla contrattazione integrativa superando la logica dei tagli e dei tetti ai Fondi imposti proprio a suo tempo da Brunetta e poi confermata dai Governi che si sono succeduti.

Evidentemente la FLP, con la sua crescita di consenso, di credibilità e di attenzione da parte dei media, dà fastidio a chi pensa di avere il monopolio della rappresentanza e quindi, invece di operare  per la ricerca di un quadro comune tra le parti sindacali, caratterizzato da un confronto di idee e proposte, anche franco ma corretto, e mirato a individuare le migliori soluzioni in una fase così difficile e complessa, preferisce tentare di delegittimare i competitor, con comunicati e post diffusi in queste ore decisamente offensivi.

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Gentile dott. Salvia,

con riferimento all’articolo pubblicato ieri sull’edizione on line del Corriera della Sera sul lavoro agile a regime, che riprendevano in alcune parti il nostro colloquio, svolto in un clima costruttivo, alcune mie dichiarazioni, ovviamente sintetizzate per gli spazi concessi, non rendono appieno il senso delle mie valutazioni.

 In particolare il tema relativo ai premi di produttività nel lavoro pubblico necessita di alcune doverose precisazioni.

Quando parlavo di possibili percentuali di retribuzione da destinare alla produttività non mi riferivo certamente allo stipendio, che è parte fondamentale base della retribuzione e come tale, non correlato direttamente agli incrementi  della perfomance, alla quale invece nei Contratti collettivi nazionali è destinata parte delle risorse della contrattazione decentrata.

In tale ambito le quote da destinare alla produttività, che per la FLP si deve basare su tre pilastri (raggiungimento degli obiettivi di Ente, di singolo Ufficio e individuale), debbono essere incrementate per accompagnare i processi di modernizzazione e digitalizzazione delle nostre Pubbliche Amministrazioni,  superando gli attuali vincoli che oggi impediscono di erogarle, seppure siano in molti casi stanziate e nella disponibilità degli Enti, recuperando anche quelle destinate, ad esempio, allo straordinario che, con un lavoro per obiettivi basato sui risultati e non sulla mera presenza fisica in Ufficio, andranno ricomprese nella produttività per il personale in lavoro agile a regime.

In tale ambito, e con il pieno utilizzo delle risorse disponibili e implementate, riteniamo che, come già avviene in molte Amministrazioni virtuose, le risorse complessive destinate alla produttività collettiva e individuale possano arrivare fino al 50 per cento di quelle disponibili in contrattazione integrativa.

Infine, proprio per l’importanza di far decollare il lavoro agile come fattore di innovazione, il quadro normativo e contrattuale dovrà essere necessariamente adeguato per non penalizzare tale modalità di prestazione lavorativa ai fini dei percorsi di carriera e di percezione del salario di produttività.

Nel ringraziarla ancora per la disponibilità dimostrata, Le chiedo gentilmente di voler pubblicare tali precisazioni, al fine di sgombrare ogni dubbio sulle posizioni del sindacato che rappresento, che sono già state in queste ore oggetto di strumentalizzazioni o di letture interessate.

Un cordiale saluto, Marco Carlomagno

Roma, 2 febbraio 2021″ 

Questa la lettera inviata al giornalista, che siamo sicuri servirà a fare definitivamente chiarezza.

Si invitano  tutte le nostre strutture a farla girare tra i nostri iscritti e tra tutti i lavoratori, anche per respingere al mittente le indecorose strumentalizzazioni cui stiamo purtroppo assistendo.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

                                                      

Notiziario FLP Difesa n. 74 del 05 agosto 2020 –

Marco Carlomagno, Segretario Generale della CSE

Pubblichiamo di seguito il Notiziario n. 32 del 31 luglio 2020 della Confederazione Indipendente Sindacati Europei, che riferisce della richiesta alla Funzione Pubblica di intervenire sulla materia del riavvio delle attività in presenza di cui alla deroga all’art. 87 del DL 18 marzo 2020, formulando istruzioni di dettaglio indispensabili per evitare l’applicazione indiscriminata della norma, con particolare riguardo alla necessità di effettuare una ricognizione delle attività telelavorabili, di assicurare che il rientro si svolga comunque in totale sicurezza, di assicurare specifiche garanzie per i lavoratori “fragili”.

Come è noto nei giorni scorsi la Confederazione CSE, unitamente alle altre confederazioni, ha sottoscritto con la Ministra per la Pubblica Amministrazione un nuovo Protocollo sicurezza per definire congiuntamente tutte le misure idonee a garantire un graduale riavvio delle attività in presenza, garantendo la massima sicurezza alle lavoratrici, ai lavoratori e ai cittadini che frequentano gli Uffici pubblici.

 Le misure del Protocollo coesistono con il nuovo quadro normativo delineato dalla conversione in legge del Decreto rilancio che all’art. 263 detta nuove misure in materia di lavoro agile, sia nella fase transitoria fino al 31 dicembre 2020, che a regime.

 Ma è proprio tale norma che nella sua applicazione sta creando numerose difficoltà interpretative,  per la sua oggettiva  formulazione contradditoria che sta portando a pericolose fughe in avanti in numerose amministrazioni.

 Comportamenti e azioni che non tengono conto della situazione sanitaria ancora critica, in particolare a livello internazionale, e che non è questo certamente il momento di prevedere rientri del personale in forma generalizzata, vanificando tra l’altro l’esperienza di questi mesi che ha dimostrato come il lavoro agile, seppure emergenziale, sia una formidabile occasione per innovare i processi, garantire i servizi a cittadini e imprese, conciliare i tempi vita lavoro, tutelare la sicurezza e la salute pubblica.

 Che la situazione necessiti ancora di una particolare attenzione lo dimostra la proroga di queste ore dello stato di emergenza nazionale fino al 15 ottobre 2020.

 Ecco il perché la Confederazione CSE nella giornata di ieri ha inviato una nota alla Ministra Dadone – allegata al presente notiziario – nella quale, oltre a sollecitare una modifica normativa da apportare al più presto con uno dei decreti di prossima emanazione, chiede di diramare  da subito opportune istruzioni che, seppure all’interno del quadro normativo vigente, superino le interpretazioni restrittive, punitive e pericolose di queste ore, e garantiscano il pieno rispetto dei contenuti del Protocollo sottoscritto.

la Segreteria Generale FLP

Pubblichiamo su questa pagina in allegato 1, la lettera del Segretario Generale CSE Marco Carlomagno alla Ministra Dadone, e in allegato 2 la mail di convocazione del Ministro P.A. per il giorno 6 agosto p.v. ore 17,30, avente ad oggetto il “lavoro agile”.

Cordialissimi saluti                                                        IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: 2020.07.30 nota CSE alla Ministra Dadone

Allegato 2: 2020.08.04 PCM-DFP – convocazione 06.08.2020 ore 17,30 – lavoro agile

Notiziario FLP Difesa n. 60 del 18 giugno 2020 – 

Villa Pamphili sede degli Stati Generali dell’Economia

Pubblichiamo di seguito il Comunicato Stampa del 15 giugno 2020 della Confederazione Indipendente Sindacati Europei, che riporta le considerazioni e le proposte presentate agli Stati Generali dell’Economia.

“La Confederazione Indipendente Sindacati Europei (CSE) è intervenuta oggi agli Stati Generali dell’Economia convocati a Villa Pamphili dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

La CSE ha presentato un documento che elenca i problemi storici della nostra economia, le occasioni perdute degli ultimi trent’anni e gli errori da non ripetere se si vuole ripartire con una crescita non solo sostenuta, ma anche solida e duratura. Nell’ultima parte del documento vengono, infine, declinate le ricette proposte dal sindacato al Governo.

Il problema della nostra economia è storicamente la specializzazione basata sui settori a basso valore aggiunto, unita a una catena di politiche industriali – dichiara Carlomagno al termine della sessione di confronto.

Siamo fra i paesi che arrivano costantemente tardi all’appuntamento con l’innovazione tecnologica, attiriamo pochi investimenti dall’estero e spesso ci accontentiamo di competere sul prezzo con economie che possono vantare mano d’opera a basso costo. A forza di assecondare le spinte neoliberiste abbiamo finito per distruggere la legislazione sul lavoro, una volta fra quelle più avanzate al mondo.

Abbiamo indicato al Governo quattro punti sui quali lo Stato deve intervenire, con massicci investimenti pubblici e riorganizzazioni: nell’immediato è necessario il sostegno alla domanda interna attraverso risorse che coprano le emergenze di cittadini e imprese. Subito dopo deve partire la spinta all’innovazione attraverso una profonda riorganizzazione della pubblica amministrazione, lo snellimento delle procedure burocratiche, investimenti pubblici nel capitale umano e nell’innovazione e ricerca di base.

Abbiamo già perso due formidabili occasioni, nell’ultimo trentennio, per modificare la struttura della nostra economia – conclude Carlomagno – la prima dopo la crisi valutaria del 1992, la seconda dopo il “quantitative easing” avviato dalla BCE. Entrambe le volte le risorse sono andate ad alimentare il capitalismo finanziario e di relazione. E’ ora che lo Stato intervenga direttamente, finanziando la transizione verso la green economy e gli investimenti diretti nella ricerca, soprattutto di base. Non vorremmo più vedere interventi a pioggia ma solo investimenti mirati. Se non cambiamo rotta adesso saremo condannati ad un ruolo irrilevante nella competizione internazionale.”

Roma, 14 giugno 2020

L’Ufficio Stampa”

Pubblichiamo in allegato su questa pagina il documento “Progettiamo il rilancio” presentato da CSE agli Stati generali dell’Economia di Villa Pamphilj lunedì 15 giugno 2020.

Cordialissimi saluti

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato : 14.06.2020_proposte_CSE_per_Governo

 

Notiziario n. 22 del 23 febbraio 2016 –

Rino Di Meglio, Coord. Naz. GILDA e Segr. Confederale di CGS
Rino Di Meglio, Coord. Naz. GILDA e Segretario Generale CGS

Si riporta di seguito, in carattere corsivo colorato,  il comunicato stampa diffuso in data odierna dalla  CGS – Confederazione Generale Sindacale -, il nuovo soggetto confederale  del P.I. che nasce dalla confluenza, all’interno di un progetto comune,  di quattro delle Federazioni maggiormente rappresentative nei comparti più importanti del lavoro pubblico:  FGU (Federazione Gilda-Unams) nella Scuola; FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche) nei Ministeri, nelle Agenzie fiscali e nella Presidenza del Consiglio;  NURSIND (Sindacato delle Professioni Infermieristiche) nella Sanità  e Unione Artisti UNAMS negli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale, che con l’imminente rilevazione della rappresentatività all’Aran sarà una delle più grandi Confederazioni sindacali autonome. Prima iniziativa: la presentazione a Straburgo di un ricorso contro il Governo per ottenere un indennizzo in ordine al il blocco dei contratti.

”  La neo costituita Confederazione Generale Sindacale, composta da FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche), FGU (Federazione Gilda-Unams), NURSIND (Sindacato delle Professioni Infermieristiche) e Unione Artisti UNAMS, si rivolge alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per chiedere il risarcimento per i lavoratori gravemente danneggiati dal mancato rinnovo contrattuale che si protrae da oltre sei anni

Ottenere la condanna del Governo che non ha ottemperato alla sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco del contratto del pubblico impiego e chiedere il risarcimento per i lavoratori gravemente danneggiati dal mancato rinnovo contrattuale che si protrae da oltre sei anni. Sono questi gli obiettivi del ricorso presentato alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) dalla CGS, Confederazione Generale Sindacale, composta da FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche), FGU (Federazione Gilda-Unams), NURSIND (Sindacato delle Professioni Infermieristiche) e Unione Artisti UNAMS.

L’iniziativa è stata illustrata oggi in conferenza stampa da Rino Di Meglio, coordinatore nazionale FGU e segretario generale CGS, e Marco Carlomagno, segretario generale FLP e vice segretario generale CGS.

“Il blocco dei contratti di 3 milioni e mezzo di lavoratori e lavoratrici del pubblico impiego – ha spiegato Carlomagno – ha provocato una perdita del potere d’acquisto che stimiamo in almeno 4 mila euro pro capite per il personale delle aree ed in quasi 8 mila euro per i dirigenti, oltre alle ricadute sui contributi pensionistici persi. Con questo ricorso, che sarà gratuito per gli iscritti ai quali chiederemo soltanto un piccolo contributo per le spese organizzative e gestionali, chiediamo alla CEDU il riconoscimento di un congruo indennizzo per i lavoratori e la condanna del Governo che, a distanza di 7 mesi, non solo ha stanziato una cifra irrisoria e provocatoria (5 euro lordi mensili), ma non ha neanche avviato la dovuta negoziazione all’Aran, ignorando la sentenza della Consulta.

Elaborando i dati della Ragioneria generale dello Stato e quelli dell’Istat basati sull’indice IPCA (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato), la FLP ha calcolato che dal 2010 al 2015 l’incremento delle retribuzioni medie lorde non percepito a causa del blocco è del 10,3% (in allegato 1, in dettaglio i dati relativi ai vari comparti del pubblico impiego, ndr).

L’iniziativa giurisdizionale portata avanti dalla CGS prevede anche la presentazione di un ricorso al Tribunale di Roma per l’accertamento del diritto ai rinnovi contrattuali a far data non solo dal 30 luglio 2015 (giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della sentenza n. 178 della Corte Costituzionale), ma anche per i periodi precedenti durante i quali era stato disposto il blocco contrattuale.

“Il ricorso ai giudici di Strasburgo – ha dichiarato Di Meglio – segna l’esordio nel mondo sindacale della neo costituita Confederazione Generale Sindacale che raggruppa le organizzazioni rappresentative dei comparti più importanti del Pubblico Impiego: Scuola, Sanità, Ministeri, Agenzie fiscali e Afam.  Parallelamente all’istanza avanzata alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, la CGS e le quattro sigle sindacali che la compongono continueranno a incalzare il Governo affinché metta a disposizione risorse dignitose per rinnovare finalmente i contratti “. 

Seguiranno, a breve,   i dettagli organizzativi dell’iniziativa, che era stata già preannunciata dalla nostra Federazione e che trova oggi conferma in via ufficiale. Dunque, un impegno rispettato, a favore dei nostri iscritti, e più in generale di tutte le lavoratrici e i lavoratori del pubblico impiego

In allegato 1, la “scheda” della nuova Confederazione; in allegato 2,  le tabelle elaborate dalla GCS con la stima del danno subito a seguito del mancato rinnovo contrattuale; inoltre, il video della conferenza stampa di presentazione del ricorso a Strasburgo.

  FLP DIFESA – Coordinamento nazionale

Allegato 1: La “scheda” della nuova Confederazione CGS 

Allegato 2: Le tabelle elaborate da CGS

Il video della Conferenza Stampa di presentazione del ricorso

 

Notiziario n. 75 del 10 luglio 2015 –

La Corte Costituzionale ha dato ragione a FLP
La Corte Costituzionale ha dato ragione a FLP

Riportiamo di seguito il Notiziario n. 33 dell’8 luglio u.s. con il quale la nostra Federazione evidenzia come, a distanza oramai di due settimane dalla storica sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso presentato nel 2011 da FLP che ha dichiarato illegittimo l’attuale blocco dei contratti di lavoro del settore pubblico,  continuino i maldestri ma oramai infruttuosi tentativi da parte di alcune sigle, in primis CGIL-CISL-UIL,  di volersi appropriare di un risultano che certo non appartiene a loro e alle loro iniziative. Ma la verità storica è un’altra, e i lavoratori pubblici questo lo hanno già ben compreso.

” A distanza di circa due settimane dalla pronuncia della Corte Costituzionale sul ricorso della FLP continuano i tentativi da più parti di appropriarsi dei meriti di questa storica decisione.

E’ vero: le vittorie hanno sempre tanti padri.    Ma la verità è una sola!

Nel 2011 la FLP decise di mettere in campo una straordinaria iniziativa denominata “un euro per fare giustizia” che coinvolse migliaia di lavoratori e lavoratrici nel proporre  un ricorso, tramite il giudice del lavoro, per vedere riconosciuta l’incostituzionalità della norma che bloccava “sine die” i contratti del pubblico impiego.

Ma non ci siamo limitati a proporre ricorso.

In questi anni abbiamo accompagnato l’iniziativa giurisdizionale con una serie di azioni, di mobilitazione e di sensibilizzazione della politica e della società civile, portando la voce dei lavoratori pubblici all’interno del Forum PA e dei Palazzi di Camera e Senato nel corso di numerose audizioni.

Più di un anno fa abbiamo messo in mora le controparti inviando la piattaforma per il rinnovo dei contratti alla Funzione Pubblica e all’ARAN.

Se la Corte si è pronunciata per l’incostituzionalità, nonostante le fortissime pressioni del Governo e dei mass media, è perché in questi mesi abbiamo tenuto alta la vigilanza e la mobilitazione. Non dimentichiamoci da ultime le iniziative con il Movimento 5 Stelle e il Gruppo dei Verdi che in modo esplicito hanno appoggiato le nostre posizioni.

Se adesso si riparla di contratti, se CGILCISLUIL si affannano fuori tempo massimo a predisporre piattaforme contrattuali, tra l’altro generiche e prive di ogni reale riferimento economico,  il merito è solo della FLP.

Fino a pochi giorni fa “lor signori” balbettavano di compatibilità economiche, di privilegi dei lavoratori pubblici e chiedevano timidamente solo una contrattazione normativa, senza alcun beneficio economico, per non disturbare i governi amici.

Questa è la verità !

La FLP ha dimostrato che in questo paese se non si hanno scheletri nell’armadio, non si difendono apparati e caste di impresentabili, che hanno perso ogni rapporto con i lavoratori e i loro bisogni per gestire holding economiche, si può non solo fare sindacato, ma ottenere anche risultati concreti per i lavoratori.

Ma in questa vicenda si sono visti anche altri sindacati.

Quelli che si sono schierati dalla parte di “Tafazzi”, cercando di mascherare il proprio immobilismo parolaio e demagogico con comunicati nichilisti il cui assunto è “con la sentenza della Corte non cambia nulla e anzi vi tolgono pure gli 80 euro”.

A loro rispondiamo che per noi i contratti vanno rinnovati da subito e  con incrementi economici che riconoscano la perdita del potere d’acquisto degli ultimi sei anni.

Il riconoscere l’incostituzionalità sopravvenuta, come avrebbe statuito la Consulta  secondo il comunicato stampa diramato il 24 giugno, non significa in alcun modo che i contratti che andremo a rinnovare non possano prevedere il riconoscimento economico di quanto non corrisposto negli anni di blocco.

 Non te lo impedisce la contrattazione che invece dovrà prevedere forme di recupero di quanto ingiustamente sottratto.

E comunque, ove dovessero permanere resistenze e impedimenti a riconoscere quanto spettante in sede contrattuale, verificheremo tutte le iniziative affinchè comunque il personale venga indennizzato per il grave danno economico subito nel periodo di blocco contrattuale.

Come vedete quest’importante sentenza , che tra l’altro andrà attentamente letta quando depositata per coglierne appieno tutti gli aspetti e le potenzialità, interrompe l’inaccettabile situazione discriminatoria di questi anni e apre nuovi scenari di partecipazione per i lavoratori.

Nei giorni immediatamente successivi all’annuncio della sentenza la FLP ha scritto a Renzi e alla Madia chiedendo l’immediata apertura della contrattazione perché non un solo minuto ancora si può perdere.

E nelle prossime ore notificheremo alla Funzione Pubblica e all’Aran l’integrazione alla piattaforma presentata con l’indicazione delle  nuove richieste economiche e professionali.

Perché noi facciamo sul serio.

LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Ripubblichiamo su questa stessa pagina, a beneficio dei pochi che ancora non li avessero letti, i documenti della Corte, l’intervista al Segretario Generale FLP Marco Carlomagno sul quotidiano La Repubblica del 25 giugno 2015 e la lettera  inviata al Presidente Renzi e alla Ministra alla PA Madia all’indomani della sentenza con la richiesta di avvio immediato del tavolo negoziale all’ARAN.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato1:  I documenti della Corte Costituzionale: Avviso della Cancelleria della Corte Costituzionale di udienza pubblica    Corte Costituzionale – calendario dell’ udienza del 23.06.2015    Il comunicato Ufficiale della Corte Costituzionale

Allegato 2: La Repubblica 25.06.2015 – Intervista al Segretario Generale FLP

Allegato 3: La lettera del Segr. Gen. FLP al Presidente Renzi e alla Ministra alla PA Madia

Notiziario n. 93 del 4 settembre 2014 –

Renzi e Madia  sorridenti e soddisfatti
Renzi e Madia, sorridenti e soddisfatti

Riportiamo di seguito il testo del Notiziario FLP n. 29 del 3 settembre 2014 nel quale la FLP dà notizia dell’annuncio del Ministro Madia relativamente alla proroga anche per il 2015 del blocco dei contratti dei lavoratori pubblici e sollecita una mobilitazione unitaria di tutto il Pubblico Impiego.

 “Il Governo Pinocchio getta la maschera e annuncia, per bocca del Ministro per la Pubblica amministrazione Madia, l’ulteriore blocco dei contratti dei dipendenti pubblici anche per il 2015.

Nonostante le smentite agostane dopo le prime voci raccolte in ambienti governativi, Renzi ha preferito la via più facile: continuare ad usare i 3,3 milioni di dipendenti pubblici come bancomat e lasciare che evasione fiscale, società partecipate, corruzione continuino imperterrite a drenare risorse pubbliche.

Non sono bastati i quasi 400mila posti di lavoro persi nel settore pubblico negli ultimi 10 anni, il 15 per cento del salario lasciato per strada grazie ad un blocco contrattuale che va avanti dal 2010, un’intera categoria che da ceto medio sta precipitando pericolosamente nella categoria dei nuovi poveri, un calo dei consumi così forte da innescare una deflazione che ci fa tornare indietro di oltre cinquant’anni.

Soprattutto, non sono bastate le proposte costruttive presentate dal sindacato – FLP in primis – per raggiungere risparmi e recuperare fondi anche per rinnovare i contratti. Renzi, così come i governi che si sono succeduti negli ultimi dieci anni ha individuato nel pubblico impiego la categoria da colpire oppure semplicemente non ha il coraggio di fare scelte eque perché deve “comprare” il consenso politico.

Abbiamo 180 miliardi di evasione fiscale ma, si sa, gli evasori votano; abbiamo migliaia di società partecipate che hanno più consiglieri di amministrazione che dipendenti, che non producono alcun servizio per la collettività e drenano miliardi di euro ogni anno. E Renzi aveva anche annunciato (tra le centinaia di annunci di cui è costellata la sua non-azione di governo) un piano per eliminarne la maggior parte ma qualcuno deve averlo richiamato all’ordine: le casse del PD sono vuote e gli stipendi dei consiglieri di amministrazione di nomina politica servono anche a finanziare i partiti e così il piano è letteralmente sparito; la corruzione è arrivata oltre i livelli di guardia ma nemmeno in quel campo, a parte gli annunci, si muove nulla.

“Di fronte a questa situazione non resta più alcuno spazio di mediazione – così ha commentato l’annuncio del Ministro Madia il Segretario generale della FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e funzioni pubbliche) Marco Carlomagno.

“L’annuncio del Ministro è la riprova che abbiamo fatto bene ad adire la Corte Costituzionale contro il blocco contrattuale e speriamo che entro l’anno questa si pronunci positivamente.

“Riuniremo nei prossimi giorni i nostri organismi decisionali– ha concluso Carlomagno – ma di fronte a un attacco di questo genere occorre che, unitariamente, il movimento sindacale e i pubblici dipendenti mettano in campo una forte mobilitazione. Verificheremo la fattibilità di uno sciopero generale della categoria per i primi giorni di ottobre!

                                                                                                        LA SEGRETERIA GENERALE FLP “.

                                                                               

Preghiamo di dare la massima diffusione tra i lavoratori al presente Notiziario.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 31 del 1 aprile 2014 –

M. Carlomagno (penultimo a destra) ospite al TG5
M. Carlomagno (secondo da destra) ospite al TG5

Trascriviamo di seguito integralmente la nota che in data odierna la  Segreteria Generale della CSE ha inviato al Presidente del Consiglio Matteo Renzi in ordine ai recenti annunci del Governo  in materia di rilancio dell’economia, di spending review e di riordino della PA.

”  Signor Presidente del Consiglio, la riforma dello Stato, dei livelli di governo e della pubblica amministrazione, unitamente alla necessità di dare un primo segnale per rilanciare il potere d’acquisto di chi  ha meno, hanno costituito le prime opzioni del nuovo Governo da Lei presieduto. Sono senza dubbio un primo passo, assolutamente condivisibile, tanto è che in questi anni tali materie sono state oggetto di numerose iniziative della nostra confederazione sindacale.Siamo infatti convinti che sia necessario uscire dalla crisi economica attraverso una politica di rilancio dei consumi che può essere garantita solo dando fiato ai salari, agli stipendi ed alle pensioni  da troppi anni bloccati. Scelte, queste annunciate, che per la CSE debbono però avere garanzia di finanziamento e di stabilità anche negli anni a venire, non solo per i lavoratori dipendenti ma anche per i pensionati. Debbono dare speranza alle nuove generazioni creando occupazione, unitamente ad una riforma del mercato del lavoro che deve essere in grado di superare la precarietà.

Con la stessa franchezza con la quale abbiamo commentato i primi annunci in materia di proposte per il rilancio dei consumi e di riforme istituzionali, dobbiamo dirle che abbiamo accolto con notevole preoccupazione molti aspetti della relazione che il Commissario Cottarelli ha presentato nei giorni scorsi in Senato.  Nel rilevare come Ella abbia a questo proposito voluto rappresentare come il lavoro svolto dal Commissario sia un lavoro “tecnico” e che invece le scelte politiche spettano al Governo intendiamo  quindi  da subito ribadire alcuni concetti per noi dirimenti. L’approccio di Cottarelli e del suo staff, a differenza di quanto annunciato  all’insediamento, è ancora legato  alle politiche nefaste dei tagli lineari, si muove in buona  parte nella medesima direzione del passato, e mediante annunci roboanti di presunte eccedenze di circa 85.000 pubblici dipendenti, riprende del tutto impropriamente la propaganda anti dipendente pubblico ormai in voga da anni nel nostro Paese, inaugurata dalle campagne sui “fannulloni” tante care a Brunetta ed ai governi precedenti.  L’idea di fare “rivisitazione della spesa” solo sulle spalle dei lavoratori pubblici, prima bloccando i contratti, poi tagliando in modo consistente il salario di produttività ed infine minacciando licenziamenti di massa, è non solo ingiusta e lesiva della dignità e della professionalità di centinaia di migliaia di lavoratori, ma è anche profondamente sbagliata dal punto di vista dell’equità, della sostenibilità e della tenuta dello stato sociale.

Bisogna invece, ed è quello che noi auspichiamo, mettere in campo una politica e scelte che aggrediscano i veri nodi legati agli sprechi ed ai privilegi, alle tantissime ed ingiustificate esternalizzazioni delle attività, alle consulenze, ai mega stipendi  dei manager ed a quelli dei troppi dirigenti generali della pubblica amministrazione, alle duplicazioni organizzative e gestionali  volute in questi anni dal sistema dalla cattiva politica per creare consenso e poltrone. Questo Paese ha certamente bisogno di ripensare alla pubblica amministrazione in modo organico e lo deve fare partendo dalle preannunciate riforme istituzionali e dei livelli di governo, garantendo al Paese una pubblica amministrazione sempre più vicina ai cittadini, semplificata nelle procedure,  fattore di sviluppo e non di freno della nostra economia.  Si può, anzi si deve  parlare  di spending review, ma senza diminuire i servizi  e le tutele per i più deboli, senza abbassare la guardia ed il presidio sul territorio nei campi della legalità e della sicurezza, del contrasto all’evasione fiscale e previdenziale, recuperando le sacche di inefficienza, riorganizzando la macchina organizzativa, mettendo al centro di un processo  veramente riformatore e non, invece, demolitore  le risorse umane e le professionalità tanto presenti nel nostro lavoro pubblico.

Per fare questo è necessaria una coraggiosa politica di tagli agli sprechi, ma soprattutto  un’immediata iniziativa  del Governo per  rinnovare i contratti dei lavoratori del pubblico impiego. Ripensare la PA, significa garantire servizi e “buone pratiche”, contare su dipendenti motivati, formati e meglio pagati. Significa mettere in soffitta, nell’organizzazione del lavoro e degli Uffici e nella gestione del rapporto di lavoro, quella burocrazia e quelle farraginosità ottocentesche che Brunetta ha riproposto con un’anacronistica rilegificazione, ridando invece nuova dinamica alla partecipazione , all’impegno ed al merito. Per fare avanzare un vero processo di innovazione e di riforma è necessario che riprenda un confronto serrato ed a tutto campo con chi ogni giorno opera nei diversi settori della PA, evitando le semplificazioni ed i consigli dei soliti noti, e/o dei tagliatori di testa per professione. Non è possibile che di riforme e di lavoro pubblico ne parlino tutti tranne coloro che ogni giorno vivono in prima persona le problematiche e sono quelli che poi dovranno far camminare sulle loro gambe le scelte assunte.

La CSE, confederazione sindacale rappresentativa nei comparti del pubblico impiego, nata dieci anni fa per dare voce ai  lavoratori ed alle lavoratrici che non si sentivano più rappresentati da sindacati ormai burocratizzati e lontani dai loro bisogni ed aspettative, che volevano vedere riconosciuta la propria dignità e contribuire con il proprio lavoro al miglior funzionamento delle  amministrazioni in cui operavano, non intende certo rinunciare al suo ruolo di rappresentanza, in un momento in cui c’è bisogno di più  e vero sindacato.

Tenuto conto quindi della centralità delle questioni poste  e di quanto  da Lei più volte dichiarato con riferimento all’importanza delle stesse, Le chiediamo  l’immediata apertura di un confronto, reale e non formale, con le parti sociali, a partire da un urgente incontro per  rappresentarle le nostre priorità e proposte.

In attesa di riscontro inviamo distinti saluti.

                                                                 Il Segretario Generale CSE – Marco Carlomagno

 

Notiziario FLP Difesa n. 39 del 14.03.2012 –

Marco Carlomagno, segr. gen. FLP

Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 14  di data odierna con il quale la nostra Federazione dà conto dei notevoli risultati conseguiti da FLP nelle elezioni RSU:

Dai dati raccolti finora e non ancora definitivi, si profila un buonissimo risultato elettorale della FLP sia in termini di crescita di consensi (voti espressi dai lavoratori in favore delle nostre liste, in certi casi anche fortemente significativi) e di relativi seggi conquistati, che in termini di penetrazione in molti enti e uffici dove non eravamo presenti prima di questa tornata elettorale.

In alcuni comparti, come quello della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la FLP, unitamente allo SNAPRECOM (altro sindacato di categoria affiliato alla nostra Confederazione) si conferma quale prima forza sindacale con circa il 42% dei consensi complessivi, mentre nella Scuola, Sanità, Regioni e Enti Locali, Ricerca e Università, pur non essendo rappresentativi come FLP, siamo riusciti a “bucare” territori dove non eravamo assolutamente presenti nelle precedenti elezioni mentre, in quelli dove già c’eravamo, abbiamo consolidato e in taluni casi incrementato i consensi e il numero delle RSU elette. Per quanto riguarda il comparto Scuola, ad esempio, siamo riusciti a presentare liste in quasi il 30% degli istituti della provincia di Caserta (nel 2007 non esistevamo), e buone notizie arrivano dal comparto Sanità, dove abbiamo conseguito un risultato di grande prestigio figurando nella città di Cosenza il sindacato più votato con il 30,8% (anche qui non eravamo nemmeno presenti 5 anni fa), mentre in posti come l’Università di Messina (11% di voti) e l’Istituto Superiore della Sanità (6,5%) abbiamo mantenuto inalterate le nostre presenze.

Ma i risultati più positivi li abbiamo ottenuti nelle Agenzie Fiscali, nei Ministeri e negli Enti pubblici non economici, comparti in cui eravamo già rappresentativi e dove abbiamo ulteriormente rafforzato la nostra presenza e consistenza.

Come sapete, in tali comparti ci siamo presentati con la sigla FILP, un progetto partito due anni fa con la fusione della FLP (ministeri e agenzie fiscali) e della FIALP (parastato) che con i risultati di queste elezioni si appresta a diventare, nell’ambito del nuovo macrocomparto delle amministrazioni centrali una forza sindacale autonoma con più del 10% di rappresentatività complessiva.

Forniamo ora una serie di dati che danno il senso a quanto dichiarato.

Nelle Agenzie Fiscali, la FILP ottiene più di 4.300 voti pari a circa il 10% del comparto (rispetto ai 2.857 voti ottenuti nel 2007 – pari al 6,23%).

Nei Ministeri la FILP aumenta del 15% i voti del 2007 ottenendo più di 9.100 voti pari a oltre il 7% (rispetto agli 8.185 voti del 2007 – pari al 5,58%).

Negli Enti pubblici economici la FILP conferma la sua già consistente presenza con il 10% presso l’INPS, il 18,5% presso l’INAIL, il 9,5% presso l’INPDAP, il 25% presso la Croce Rossa Italiana e il 16% presso l’ENPALS (riportiamo per brevità solamente gli enti principali del parastato).

La lettura “arida” dei dati, altamente positiva per FLP, lascia maggiormente soddisfatti se pensiamo ad alcune vere e proprie eccellenze che evidenziamo di seguito:

ü  in ambito nazionale, si contraddistingue la FLP nel ministero del Lavoro, nella Corte dei Conti e nell’Avvocatura Generale dello Stato dove raddoppiamo i voti ottenuti nel 2007, nelle Agenzie Fiscali con un incremento del 50%, il ministero dell’Interno con un + 30% e il ministero della Difesa con un + 20%;

ü  in ambito territoriale sottolineiamo i risultati eccellenti della FLP Difesa in tutto il Nord Est dell’Italia con una percentuale superiore al 32%, la FLP Finanze nelle regioni Puglia e Umbria, la FLP Giustizia negli Uffici siciliani tra i quali spicca Ragusa con una soglia del 63% dei consensi complessivi, la FLP Infrastrutture a Venezia con il  36% dei voti e la FLP Interno, primo sindacato negli Uffici Territoriali di Trapani con il 20%;

ü  gli uffici di Roma un’attenzione particolare la vogliamo riservare a tale realtà dove storicamente siamo stati sempre scarsamente presenti in quanto la FLP, è bene ricordarlo, è nata prettamente negli uffici periferici e ha avuto forti difficoltà di inserimento negli uffici centrali e periferici romani. Stavolta, invece, con il forte contributo dei nostri quadri sindacali siamo riusciti a marcare tantissime presenze significative anche in questo particolare segmento. Citiamo i  risultati ottenuti agli uffici centrali dell’Agenzia del Territorio (ex Catasto) con un terzo dei voti totali appannaggio della FILP (oltre il 37% dei consensi), quelli della FLP BAC negli Uffici Centrali e Periferici dei Beni Culturali con  una percentuale superiore al 20% su tutto il territorio romano,  la FLP Difesa in enti come Maricapitale e Stato Maggiore Esercito con percentuali superiori al 30%,  la FLP Mise (ministero dello Sviluppo Economico) e la FLP Salute (ministero della Salute) con risultati nei loro uffici centrali superiori al 15%.

Un riconoscimento all’impegno profuso da tutto il nostro gruppo dirigente, dai  coordinamenti nazionali e territoriali di settore, alle strutture territoriali di federazione,  unitamente al grosso sforzo di carattere organizzativo ed economico straordinario che la Federazione ha fatto, ha consentito di rendere la presenza della FLP e della  FILP, generalizzata sul territorio nazionale e, per certi versi ed in alcuni contesti, alla pari delle altre organizzazioni sindacali dotate di strutture organizzative e risorse economiche ben diverse dalle nostre.

Di fronte a questi risultati non ci appare sbagliato affermare che è stato premiato il nostro modo di fare sindacato, libero ed autonomo, ma soprattutto attento ai problemi concreti della gente ed imparziale, senza dover essere né “antagonisti” in modo preconcetto, né “filopadronali” o meglio “filoamministrazione”.

I lavoratori pubblici sono stanchi di essere disprezzati e bistrattati, cercano nuove forme di tutela sindacale e premiano chi cerca di lavorare con professionalità, indipendenza di giudizio e passione, caratteristiche queste che noi abbiamo cercato di mettere in tutte le nostre iniziative.

La scelta di privilegiare, ancora una volta, la proposta sindacale e di renderla evidente attraverso i nostri manifesti, i nostri slogan, la disponibilità dei nostri attivisti e dirigenti sindacali hanno fatto il resto e i lavoratori pubblici hanno riconosciuto questo impegno e questa serietà.

Adesso occorre proseguire nel progetto sindacale della FILP, attraverso l’ulteriore potenziamento della FLP e della FILP che scaturisce dal voto dei lavoratori; occorre formare le nuove RSU elette, occorre dare più forza alle proposte e alla nostra presenza nelle Amministrazioni e nei territori, occorre rimanere in mezzo alle gente con le nostre proposte e le nostre idee.

… e noi siamo assolutamente intenzionati a farlo!

LA SEGRETERIA GENERALE

Preghiamo di dare la massima diffusione tra i lavoratori al presente Notiziario.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE

Marco Carlomagno


Pubblicato ieri sull’Huffington Post l’articolo a firma di Marco Carlomagno, Segretario Generale FLP, che riporta l’analisi della nostra O.S. sull’esperienza del lavoro agile emergenziale, patrimonio da non disperdere ai fini della successiva regolamentazione del lavoro agile ordinario, a partire dalla redazione dei POLA. L’importanza del L.A. per ridisegnare l’organizzazione del lavoro nelle P.A. Il possibile utilizzo di parte dei fondi derivanti dal Recovery Plan per incentivare tutto il lavoro pubblico, senza discriminazioni.

4 Feb 2021 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 10 del 04 febbraio 2021 – Riportiamo di seguito l’articolo pubblicato sull’Huffington Post di ieri, a firma del Segretario generale FLP Marco Carlomagno, che riporta il pensiero di FLP rispetto all’esperienza del lavoro agile emergenziale, le sue valutazioni e le sue proposte, convinti come siamo che questa esperienza sia un patrimonio […]


Lettera del Segretario Generale FLP Marco Carlomagno all’autore dell’articolo comparso nell’edizione on line di ieri sul Corriere della Sera. Che ha generato alcune smaccate, scomposte  e interessate strumentalizzazioni anche da parte di alcune sigle, atteso che non c’è una sola frase detta o scritta negli ultimi 10 anni dalla nostra Federazione o dal suo Segretario Generale che sia in linea o si ponga in continuità con la dichiarazione riportata dal giornale. Dà fastidio la nostra crescita e l’attenzione dei media

2 Feb 2021 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 9 del 2 febbraio 2021 – Si riporta il testo integrale del comunicato della Segreteria Generale FLP che contiene la lettera inviata dal nostro Segretario Generale Marco Carlomagno ha inviato al giornalista del Corriere della Sera che, in un articolo comparso ieri, gli ha messo in bocca posizioni che non ci […]


La lettera del Segretario Generale della confederazione CSE Marco Carlomagno alla Ministra Dadone sul “rientro in sicurezza”: necessario intervenire sulla materia e fornire chiarimenti operativi per arginare fughe in avanti e comportamenti rischiosi da parte delle P.A. . E’ necessario evitare l’applicazione indiscriminata della norma che prevede la deroga all’art. 87 del D.L. 18 marzo 2020, fare una ricognizione attuale delle attività telelavorabili, assicurare rientri in sicurezza, tutelare i lavoratori “fragili”. Domani 6 agosto è convocato l’incontro OO.SS.- Funzione Pubblica in materia di “lavoro agile”.

5 Ago 2020 - Flp Difesa

La lettera del Segretario Generale della confederazione CSE Marco Carlomagno alla Ministra Dadone sul “rientro in sicurezza”: necessario intervenire sulla materia e fornire chiarimenti operativi per arginare fughe in avanti e comportamenti rischiosi da parte delle P.A. . E’ necessario evitare l’applicazione indiscriminata della norma che prevede la deroga all’art. 87 del D.L. 18 marzo 2020, fare una ricognizione attuale delle attività telelavorabili, assicurare rientri in sicurezza, tutelare i lavoratori “fragili”. Domani 6 agosto è convocato l’incontro OO.SS.- Funzione Pubblica in materia di “lavoro agile”.

Notiziario FLP Difesa n. 74 del 05 agosto 2020 – Pubblichiamo di seguito il Notiziario n. 32 del 31 luglio 2020 della Confederazione Indipendente Sindacati Europei, che riferisce della richiesta alla Funzione Pubblica di intervenire sulla materia del riavvio delle attività in presenza di cui alla deroga all’art. 87 del DL 18 marzo 2020, formulando […]


La confederazione CSE, intervenuta agli Stati Generali dell’Economia convocati a Villa Pamphilj dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha presentato un documento riportante la propria analisi sui problemi storici della nostra economia, sulle occasioni perdute degli ultimi 30 anni, e sugli errori da non ripetere, e nel quale sono formulate le proprie proposte per progettare il rilancio: per la Pubblica Amministrazione, una profonda riorganizzazione che preveda snellimento burocratico, investimenti pubblici sul capitale umano, innovazione e ricerca di base.

19 Giu 2020 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 60 del 18 giugno 2020 –  Pubblichiamo di seguito il Comunicato Stampa del 15 giugno 2020 della Confederazione Indipendente Sindacati Europei, che riporta le considerazioni e le proposte presentate agli Stati Generali dell’Economia. “La Confederazione Indipendente Sindacati Europei (CSE) è intervenuta oggi agli Stati Generali dell’Economia convocati a Villa Pamphili dal […]


Nasce CGS, Confederazione Generale Sindacale, nuovo soggetto rappresentativo nel P.I. Prima iniziativa: ricorso a Straburgo per il risarcimento sul mancato rinnovo contrattuale

23 Feb 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 22 del 23 febbraio 2016 – Si riporta di seguito, in carattere corsivo colorato,  il comunicato stampa diffuso in data odierna dalla  CGS – Confederazione Generale Sindacale -, il nuovo soggetto confederale  del P.I. che nasce dalla confluenza, all’interno di un progetto comune,  di quattro delle Federazioni maggiormente rappresentative nei comparti più importanti […]


Continuano i maldestri tentativi di appropriazione. Ma i lavoratori l’hanno compreso bene: se i contratti del settore pubblico sono stati sbloccati, il merito è solo di FLP.

10 Lug 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 75 del 10 luglio 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario n. 33 dell’8 luglio u.s. con il quale la nostra Federazione evidenzia come, a distanza oramai di due settimane dalla storica sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso presentato nel 2011 da FLP che ha dichiarato illegittimo l’attuale blocco dei contratti di lavoro […]



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ELEZIONI RSU: GRANDE AFFERMAZIONE E CRESCITA DI FLP

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