A distanza di solo qualche giorno dall’audizione della Ministra Trenta, della quale abbiamo riferito nel Notiziario n. 86 del 9 u.s., in data 1 agosto u.s. si è svolta, presso le Commissioni Difesa del Parlamento riunite in seduta congiunta, l’audizione del Capo di SMD, gen. C. Graziano, il quale lascerà a novembre il comando delle nostre FF.AA. e andrà a presiedere il Comitato Militare dell’ Unione Europea, audizione in questo caso limitata al solo intervento iniziale del Capo di SMD, essendo stata rinviata al dopo ferie la parte relativa alla discussione (sul ns. sito, video e resoconto).
Il Capo di SMD ha affrontato quattro temi: il quadro internazionale e i compiti delle FF.AA.; la riorganizzazione FF.AA. all’interno di un orizzonte quindicinale; il bilancio finanziario della nostra Amministrazione; le problematiche del personale della Difesa.
A giudizio del gen. Graziano, il contesto internazionale appare estremamente complesso e complicato, e anche in continua mutazione sul piano delle minacce che mostrano “continuamente una capacità di sorprendere la comunità internazionale che si dimostra spesso impreparata e disorientata.. di fronte alla necessità di garantire una risposta rapida, unitaria e globale ”. E, tra le minacce più preoccupanti, il Capo di SMD ha indicato quella “terroristica di matrice confessionale”. Occorre pertanto essere pronti a difendersi e a tal riguardo ha segnalato la centralità della difesa cybernetica, a cui andrà dedicata molta attenzione.
In materia di riordini / ristrutturazione, il Capo SMD ha ricordato come “il processo di trasformazione che interessa le FF.AA. dura ormai ininterrottamente dalla fine degli anni 90” e che “se da un lato ha generato grandissima flessibilità, dall’altra parte richiede ora un periodo lungo di stabilità programmatica”. Ha quindi accennato, ma in modo lieve e solo interrogativo, al destino delle scelte operate dal Libro Bianco (di cui il gen. Graziano è stato grande ispiratore e sostenitore), che invece nelle sue precedenti audizioni ne era stato al centro, con ripetute richieste di approvarne i provvedimenti attuativi. E’ di tutta evidenza come il mutato atteggiamento sia in relazione al nuovo quadro politico-parlamentare.
Sotto il profilo finanziario, il Capo di SMD ha ricordato che il bilancio della Difesa sfiora i 21 mld di € che, con i fondi del MISE e delle missioni si arrivi quest’anno complessivamente a 24,7, risorse certo importanti che però consentono di mantenere in piena efficienza solo la quota parte degli assetti impiegata nelle missioni. Sul piano delle voci di bilancio, le spese di investimento toccherebbero il 21% e dunque in linea con altre nazioni; quelle per il personale il 67% (molto superiore dunque ad altre nazioni, questo però lo diciamo noi); infine, quelle per l’esercizio solo il 10% (detti numeri sommati fanno 98, ne mancano 2 per arrivare a cento: dove stanno?), con l’Esercito che è in affanno e per la quale F.A. il Capo di SMD ha auspicato una legge ad hoc, dopo gli investimenti per gli F35 a favore dell’Aeronautica e la legge navale per la Marina varate negli anni scorsi.
Il gen. Graziano ha quindi affrontato le questioni del personale, che ha detto essere “al centro del sistema Difesa”, e rispetto al quale ha segnalato, in termini di priorità assolute, i temi relativi al benessere organizzativo e alla sicurezza dell’ambiente di lavoro. Ha parlato in particolare del personale militare (6.200 le unità impegnate nelle missioni internazionali, 7.200 quelli operanti in Strade Sicure), e ha ribadito più volte la necessità che siano costantemente allineati i trattamenti del personale delle FF.AA. rispetto alle altre categorie del comparto sicurezza e difesa, nel rispetto del principio della della c.d. equiordinazione. E per i civili?
Infine, a differenza della Ministra Trenta che in audizione ci ha totalmente oscurato, il Capo SMD ha anche accennato alle problematiche del personale civile, che ha definito “pilastro fondamentale” del sistema Difesa. Ha ricordato la riduzione dei ruoli di cui alla legge 244/2012, e soprattutto l’invecchiamento della forza lavoro per mancanza di turnover. Da qui la richiesta di un “mutamento profondo” delle politiche sin qui adottate verso il “comparto civile”, che dovrà assumere “un ruolo di maggiore responsabilità”, e ha richiesto l’assunzione di nuove unità di personale, in primis verso Stabilimenti, Arsenali ed Enti del mantenimento.
Grazie al Capo di SMD per l’attenzione, ma in questi anni non è che si sia proceduto molto in questo senso di marcia…..
Luca Frusone, deputato M5S e membro della Commissione Difesa della Camera
Dopo avere votato nei giorni scorsi, sulla “piattaforma Rousseau”, i programmi in materia di energia, Esteri e Lavoro, gli iscritti al Movimento 5 Stelle (M5S) hanno votato ieri il programma sulla Difesa, e la cosa deve interessarci, atteso che il M5S è attualmente al primo posto nelle intensioni di voto degli italiani (29%, mezzo punto in più del PD, nell’ultimo sondaggio di EMG per il TG di LA7 reso noto lunedì 9 u.s.), e che pertanto potrebbe, dopo il voto, andare al governo e magari esprimere pure il Ministro della Difesa.
In funzione di detto voto, sul sito di Beppe Grillo sono stati pubblicati i 5 punti programmatici, rispetto ai quali il M5S ha aperto la consultazione con i propri iscritti e che riguardano i seguenti quesiti:
Tutela militare: bisogna equiparare i diritti dei militari a quelli degli altri lavoratori del settore civile? (e pensare che, da noi, c’è qualcuno che vorrebbe invece “equiparare” i civili ai militari….);
Risorse umane: in che modo valorizzare e ottimizzare le risorse umane interne alla Difesa?;
Patrimonio immobiliare: si deve favorire il recupero delle strutture in via di dismissione del Ministero della Difesa a vantaggio di opere di utilità sociale o lasciare il compito di dismissione al demanio?;
Sistemi d’arma: in ottica revisione modello Difesa, tagliare i sistemi di armamenti prettamente offensivi, vedi F-35, destinando le risorse ad altri strumenti innovativi come la cyber security, o lasciare la programmazione come oggi pianificata?;
Bilancio Trasparente: scegliere gli investimenti economici sulla base di una rigida valutazione costi/benefici o mantenere lo stato attuale senza una valutazione? (quale è la mente che ha partorito questa domanda?).
Questi i 5 quesiti. Ci chiediamo: tutto qui per il programma M5S per la Difesa? Sì, tutto qui, purtroppo. Colpisce molto, e spiace dirlo, che le questioni complesse e complicate del sistema Difesa vengano semplificate in questo modo, con domandine tipo “lascia o raddoppia” mancanti di una preventiva analisi, seria e approfondita, della situazione attuale e delle alternative possibili, concrete e praticabili.
Francamente, c’è da rimanere un po’ sconcertati di fronte a tal genericità, dove, solo per fare tre esempi:
neanche un quesito riguarda il progetto di legge attuativo del Libro Bianco attualmente all’esame del Senato (A.S. 2728) che, se varato, stravolgerebbe l’attuale assetto del MD creando pericolosamente l’”uomo forte” (il Capo di SMD) che porrebbe problemi di ben più larga portata;
neanche un pensiero (e un quesito) viene dedicato al ruolo dei quasi 27.000 lavoratori civili che, se impiegati pienamente, consentirebbero la più efficace delle spending review nel M.D., restituendo in una miriade di casi il personale militare ai ruoli che gli sono propri, quelli appunto di militari, per i quali è anche giusto che percepiscano più soldi, e tanti più soldi di noi, mentre non lo è per nulla, come oggi avviene, in condizioni di pari impiego;
e dove, infine, non si pongono quesiti sulla attuale insostenibilità del bilancio della Difesa, dove oltre il 73% delle risorse si spende per il personale (al 90%, militare) con una conseguente e corposa riduzione delle spese di esercizio, che è fonte di enormi criticità, mentre nella media europea le spese per il personale viaggiano sul 50%.
Il problema della abnorme spesa per il personale era stato posto qualche giorno fa, proprio sul sito di Beppe Grillo, da un giornalista, Toni De Marchi de IL FATTO QUOTIDIANO, che aveva parlato dei militari come di una “delle caste più organizzate” e di una “categoria che mantiene privilegi assurdi, che sfuggono all’opinione pubblica”. Ebbene, successivamente, è stato pubblicato sullo stesso blog un “post scriptum”, ufficiale ma non firmato, che sconfessa pienamente il De Marchi, giudicando “affermazione fuori da ogni logica che i militari siano una casta”, e negando in toto i privilegi dei militari, che sarebbero invece appannaggio “solo degli alti Cti” (sul nostro sito, il link con il sito del M5S con l’articolo e video di De Marchi e il post di precisazione del M5S).
Siamo un po’ delusi: da una forza che si dice nuova e ambisce al governo, ci si aspetterebbe francamente qualcosa di più.
Servirebbe una maggiore conoscenza dei problemi e un maggiore ascolto, anche per evitare questi scivolamenti da vecchia politica.
Parziale della sala mensa durante l’assemblea del personale civile del Polo di M.P.S. di Nola
Prosegue, senza soste, il programma di assemblee unitarie che, insieme a FP CGIL e UIL PA, stiamo portando in giro per l’Italia. Dopo quelle negli Arsenali Militari di Taranto e la Spezia e nei Poli di Mantenimento Pesante di Piacenza e Nola (ultima in ordine di tempo), e cioè dei quattro Enti “più pesanti” della Difesa, che hanno visto dappertutto una grande partecipazione di lavoratrici e lavoratori nelle condizioni date, nella settimana che si apre oggi sono in programma tre nuove assemblee, di cui due a Roma (Palazzo Marina per Enti MM; palazzo Esto per Enti di via 20 settembre e viale dell’Università) e la terza, giovedì p.v., nell’Arsenale della Marina Militare di Augusta. Proseguiremo poi nelle prossime settimane con due altre assemblea a Roma (Enti di Centocelle e Enti della Cecchignola) e nelle più importanti sedi della Difesa (Firenze, Napoli, Torino, Messina, e tante altre), all’interno di una agenda di cui daremo puntualmente conto sul nostro sito.
Al centro di queste assemblee, l’illustrazione da parte delle tre sigle organizzatrici dei contenuti dello “storico accordo” del 5 aprile scorso con il Vertice politico, a cui segue sempre il momento per noi più importante, quello degli interventi diretti di lavoratrici e lavoratori, che esprimono apertamente le loro opinioni, pongono domande e quesiti ed evidenziano problemi e profili a partire dallo specifico lavorativo, rappresentando in qualche caso posizioni anche critiche, come è giusto che sia in un confronto vero e senza filtri. Un grande bagno di democrazia e di confronto, che rappresenta un fatto davvero importante.
Ma mentre va avanti questo nostro programma di assemblee, e nelle more degli incontri con l’Amministrazione delle prossime settimane di cui si sta organizzando l’agenda proprio in queste ore, abbiamo pensato di aprire un sondaggio sul nostro sito per conoscere più da vicino l’opinione dei colleghi.
Premettiamo innanzitutto che questo nostro sondaggio, al pari dei tanti altri sin qui pubblicati, non è gestito da alcuna agenzia demoscopica specializzata e, anche per questo, non ha nulla di scientifico. E’ un prodotto del tutto domestico, che si basa su un campione spontaneo (i lavoratori che partecipano al sondaggio) e i cui risultati (non scientifici) hanno solo la pretesa di individuare gli orientamenti di massima dei colleghi. E sotto questo profilo, la nostra esperienza ci dice che quasi sempre si azzeccano.
Il sondaggio attualmente pubblicato sul nostro sito, e davvero in questa prima settimana molto partecipato da parte dei colleghi, propone il seguente quesito: “Dopo l’accordo del 5 aprile, e nelle more della sua attuazione, quali ritieni debbano essere ora le priorità del tavolo nazionale?”, offrendo per la risposta sette possibili opzioni: DDL Libro Bianco; Formazione; FUA e Passaggi 2017;performance 2017; piani di assunzioni; protocollo mobilità interna e protocollo funzioni civili, che rappresentano tutti materie e argomenti di notevole importanza e anche di stretta attualità sindacale di livello nazionale.
Ebbene, al momento in cui scriviamo, nelle scelta dei colleghi partecipanti, la fa indubitabilmente da padrone, con il 48%, l’opzione “FUA e Passaggi 2017”, e questo sembra alquanto scontato. Meno scontato appare, invece, il secondo posto dell’opzione “protocollo funzioni civili” (23%), il che dimostra in maniera inequivocabile l’attenzione posta dalla nostra gente alle questioni legate all’impiego civile, alle relative funzioni e attribuzioni, dopo anni di sottovalutazione del nostro ruolo e di scarsa considerazione da parte di A.D.. Per questo, l’operazione “protocollo funzioni civili” deve essere un’operazione di sostanza e non di facciata, in particolare in area T/O, e per questo è ineludibile, in via preliminare, l’entrata in vigore della nuova tabella di corrispondenza tra gradi militari e inquadramenti civili, come sostenuto da CGIL-UIL-FLP. Seguono tutte le altre opzioni (piano assunzioni con il 10%; protocollo mobilità con il 9% e, più staccate con solo il 3% delle scelte, le restanti tre opzioni tra le quali, e la cosa ci sorprende non poco, la formazione).
Invitiamo tutti i colleghi a partecipare a questo nostro sondaggio, accessibile dall’apposito spazio collocato nella parte destra alta della home.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 39 del 5 aprile 2017 –
La Ministra Roberta Pinotti e il Sottosegretario Domenico Rossi
L’incontro di oggi con la Ministra era molto atteso dai colleghi, anche a seguito dell’impegno assunto dalla sen. Pinotti con le OO.SS. nazionali, a conclusione del precedente incontro del 28.02.2017 (vds. Notiziario n. 27 del 1.03.2017), di approfondire tutte le questioni che sono alla base della “vertenza” aperta da CGIL FP, UIL PA ed FLP DIFESA e di fornire risposte al riguardo in occasione di un prossimo incontro, inizialmente previsto per la settimana successiva, e poi slittato ad oggi per le verifiche con MEF e FP.
Le questioni che abbiamo posto a base della nostra vertenza sono tutte ben note ai lavoratori.
La prima, sicuramente la più sentita, riguardava l’incremento del trattamento accessorio del personale civile della Difesa, a fronte delle scarsa attenzione riservata nel passato al problema e che ci collocano nella parte bassa della classifica delle retribuzioni accessorie dei lavoratori del Pubblico Impiego. A tal riguardo, nei giorni immediatamente successivi alla riunione con la sen. Pinotti, abbiamo assistito alla diffusione, in particolare sul territorio romano e in misura poco significativa anche su altri territori, di notizie strumentali e demagogiche tendenti ad accreditare presunte ed immaginifiche richieste da parte della Ministra di “disponibilità dei sindacati presenti a discutere sul riconoscimento, anche per il personale civile, della specificità funzionale già riconosciuto per il personale militare”, rispetto alla quale richiesta una sola sigla si sarebbe dichiarata disponibile e tutte le altre no. Con comunicato del 3 marzo 2017, CGIL FP-UIL PA–FLP DIFESA e CONFSAL-UNSA hanno denunciato la “falsità” delle notizie di cui sopra e il film che è stato rappresentato ai colleghi, rispetto alle quali è arrivata oggi una risposta di chiarezza e di verità.
La seconda questione in campo riguardava le c.d. “progressioni verticali”, e cioè i passaggi da area ad area previsti dall’ art. 14 del CCNL 2006/2009, che in altre AA.CC. sono state già attuate da tempo e che invece nella nostra Amministrazione non sono state sinora mai avviate. Dentro questa questione sta anche lo spinoso ed annoso problema legato al personale ausiliario di area 1^, per il quale, nelle more della soppressione di detta area che sta dentro le piattaforme per il prossimo rinnovo contrattuale di tutte e tre le sigle, CGIL-UIL-FLP chiedevano da tempo l’avvio di un percorso finalizzato al progressivo svuotamento della Prima Area. La questione “progressioni tra le aree”, anche in ragione dell’attuale quadro normativo, è comunque legata alla “questione” relativa alle necessità assunzionali, in particolare per l’area industriale.
L’ultima questione riguardava la mancata entrata in vigore della tabella di corrispondenza tra gradi militari e inquadramenti civili, nei termini convenuti nel lontano novembre 2013 con l’allora Sottosegretario Pinotti e che, a distanza di oltre tre anni, non è mai stata recepita in DPCM, nonostante le rassicurazioni che avevamo avuto dal Sottosegretario Rossi sul via libera da parte di FP e sulla prevista emanazione del DPCM per fine novembre. Una tabella che pareva messa in discussione dalla previsione contenuta nello schema di decreto attuativo sul riordino di ruoli e carriere militari, che prevede lo sviluppo direttivo della carriera dei marescialli, il che confliggerebbe apertamente con l’inquadramento di quel ruolo in area 2^.
Altre questioni presenti nella piattaforma unitaria: il confronto sul DDL attuativo Libro Bianco; la Direttiva performance; la rivisitazione del protocollo 29.09.2015 in previsione del nuovo bando di mobilità interna volontaria; e, altre sui quali nei mesi scorsi sono state avviate precise iniziative presso le AA.CC..
Sui contenuti dell’incontro con la Ministra e sulle sue risultanze finali, abbiamo predisposto insieme a CGIL FP e UIL PA il comunicato unitario che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, e che raccomandiamo ai fini della massima diffusione tra tutti i colleghi e della affissione in tutte le bacheche negli Enti. In allegato 2, invece, il post su facebook della Ministra Pinotti
Vi informeremo circa il programma unitario di assemblee che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi.
Il Presidente Gentiloni tra i Ministri Minniti e Pinotti
Dunque, nell’incontro di domani con la Ministra Pinotti, si parlerà anche di altre questioni e non solo del Disegno di legge attuativo del Libro Bianco (di cui abbiamo riferito nei Notiziari n. 18 del 9.02. e n. 21 del 16.02.2017), che sinora costituiva l’unico punto dell’o.d.g. fissato dal Gabinetto. A tal riguardo, la Direzione Nazionale FLP DIFESA si era espressa negativamente venerdì 24 u.s. (vds. Notiziario n. 25 di pari data) votando all’unanimità un documento, poi inviato al Gabinetto a fine mattinata dello stesso giorno, con il quale si preannunciava la nostra non partecipazione all’incontro, ove l’o.d.g. non fosse stato integrato. Ebbene, nel pomeriggio inoltrato dello stesso 24 u.s., il Gabinetto ci ha inviato la nota, che pubblichiamo in allegato 1 su questa pagina, con l’integrazione dell’odg, e dunque parteciperemo all’incontro, curiosi di sapere cosa la Ministra ci dirà.
La quale Ministra, però, nella scorsa settimana si è occupata di ben altro. Ci riferiamo all’avvenuta adozione in data 23 u.s. da parte del Consiglio dei Ministri, e proprio su proposta della sen. Pinotti, di un decreto attuativo della legge delega n. 244/2012, il quale “detta disposizioni per il riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle FF.AA., in un contesto di equiordinazione del loro ordinamento con quello delle Forze di Polizia ad ordinamento civile” (si legga il comunicato stampa di Palazzo Chigi che pubblichiamo su questa pagina in allegato 2, che accompagniamo, in allegato 5, con il “video” della Ministra inviato nei telefonini di tutti i militari! Vedere per credere!).
Pubblichiamo su questa stessa pagina, rispettivamente in allegato 3 e 4, il testo del decreto attuativo e la “relazione illustrativa” (ancora suscettibili di modifiche) che girano sul web, dai quali traiamo alcuni aspetti per noi molto interessanti:
conferma, per il 2017, del bonus sicurezza di 80 euro a favore del personale militare e successiva stabilizzazione del predetto bonus dal 2018, dunque una misura che renderà strutturale gli 80 € per il personale militare ( e non anche per i civili, come da noi richiesto!) con reddito imponibile entro i 28.000 €;
incremento dei parametri di ogni ruolo e grado, il che assorbirà la maggior parte delle risorse disponibili (trattasi di 650 milioni nel 2017 e di oltre 1 miliardo nel 2018….. ma solo per noi civili non si trova il becco di un quattrino?); transiti facilitati tra i ruoli; trasformazione della qualifica di luogotenente in grado; riconoscimento del carattere dirigenziale al ruolo ufficiali; infine, “lo sviluppo direttivo della carriera del ruolo marescialli”, in linea con il Libro Bianco 8art. 217) ma in palese conflitto con la tabella concordata a novembre 2013 con le OO.SS.
Quest’ultimo aspetto è per noi di straordinario interesse, anche in ragione degli impegni assunti da Ministra e Sottosegretario. A tal riguardo, mentre si osserva che le modifiche all’art. 930 COM che giravano nel web risultano stralciate, riportiamo il passaggio di pg.7 della “relazione illustrativa”, diffusa da COCER e da alcuni siti e che qui pubblichiamo, che afferma che “le più qualificate funzioni (direttive) di comando, coordinamento e controllo, in corrispondenza alle attribuzioni che … il CCNL relativo al personale del comparto ministeri 2006/2009, prevede per i dipendenti della pubblica amministrazione “Area Terza”. Cosa ??????
Ma davvero le funzioni dei marescialli verranno rese corrispondenti a quelle di area 3^ dell’ordinamento del comparto Ministeri? Ma nella tabella concordata da OO.SS. nazionali e sen. Pinotti – allora Sottosegretario – il 12.11.2013 (vds. Notiziario n. 122 di pari data) non era prevista la corrispondenza delle attribuzioni dei Sottufficiali (e dunque anche dei marescialli) al personale civile di area 2^ dell’ordinamento Ministeri? E il Sottosegretario Rossi, solo qualche mese fa (riunione del 10 ottobre 2016, vds Notiziario n. 117 di pari data) non ci aveva confermato il “sostanziale via libera della F.P. alla tabella convenuta con le OO.SS., che avrebbe visto la luce entro il successivo mese di novembre”, cosa poi mai avvenuta?
Dalla predetta relazione illustrativa, parrebbe proprio che le cose siano cambiate, e anche senza alcuna informazione le OO.SS..
Alla riunione di domani, ci saremo dunque. Anche per conoscere dalla voce della Ministra lo stato di avanzamento di tutti gli impegni assunti, e in primis proprio quelli relativi alla tabella di corrispondenza militari/civili.
Allegato 5: video della Ministra sul decreto attuativo riordino carriere FF.AA. inviato sui telefonini di servizio
Notiziario n. 25 del 24 febbraio 2017 –
La sen. Roberta Pinotti è diventata Ministra della Difesa il 22 feb. 2014, primo ministro donna in un Ministero storicamente e tradizionalmente “maschile”. Avevamo salutato la sua nomina veramente con grande piacere e con la quasi certezza che potesse essere arrivata davvero la volta buona (vds. Notiziario n. 17 del 24.02.2014), visto come si era spesa da Sottosegretario delegato alle relazioni sindacali, la qualità nuova dei confronti avuti in quel periodo con le Parti sociali e i connessi risultati (decreti attuativi della legge 244/2012; nuova tabella di equiparazione; etc.), e l’attenzione prestata alle problematiche del personale civile che avevano suscitato allora l’apprezzamento quasi unanime delle OO.SS. Una quasi certezza che sembrava avesse trovato nei giorni immediatamente successivi un sigillo autorevolissimo e politicamente impegnativo quando, di fronte alle Commissioni Difesa riunite congiuntamente, aveva pronunciato parole mai sentite prima sul ruolo del personale civile (vds. Notiziario n. 25 del 17.03.2014)
Purtroppo per noi, in questi tre anni, le cose sono andate avanti in una direzione totalmente diversa. In questi tre anni esatti di mandato, abbiamo infatti assistito:
sul piano del merito dei problemi, alla mancata soluzione, anche parziale, di quelli ereditati dal passato (trattamenti economici allineati al basso rispetto ad altri settori del P.I.; problematiche del personale di area 1^; problematiche dell’area industriale e assenza di un piano di assunzioni straordinario; etc.) e al contestuale emergere e progressivamente acuirsi di altri problemi (DDL Libro Bianco, con il carico da novanta che si porta dietro; inadeguato e penalizzante sistema di valutazione della performance ; riordini delle FF.AA. che penalizzano l’impiego civile nei confronti dei militari; retromarcia rispetto alle regole per l’attribuzione di funzioni e compiti ai civili; aumento della forbice normativo/retributiva rispetto ai militari, e proprio ieri il CdM ha dato il via libera al riordino delle carriere rendendo disponibili 977 mln!; etc.);
sul piano delle relazioni sindacali, ad una progressiva caduta del livello di interlocuzione con le OO.SS. nazionali, in tantissimi casi neanche degnate di una benchè minima risposta rispetto a questioni d’interesse della categoria anche formalmente poste, e oramai sistematicamente sentite su tavoli regolati da inaccettabili restrizioni (venti minuti per sigla, se va bene) che mortificano l’interlocutore e sviliscono ogni confronto; a quelle che sono apparse quasi delle prese in giro (non sapremmo come chiamarle diversamente) come avvenuto sulla tabella di equiparazione, che segna, a nostro avviso, la pagina più bassa delle relazioni sindacali dell’ultimo ventennio; e infine, ad una forte restrizione delle agibilità locali che costa anche economicamente ad A.D. e rispetto alla quale ci si è volutamente tappati gli occhi.
Un bilancio, davvero impietoso, che oggi sta sotto gli occhi di tutti. E dopo questo quasi disastro, dopo anni di disattenzione in cui i problemi si sono molto acuiti e dopo che sono rimaste inevase decine di richieste di incontro alla Ministra e al Sottosegretario, cosa fa oggi la nostra Ministra? Finalmente ci convoca, ma per parlare del DDL attuativo del Libro Bianco, a provvedimento già bello e impacchettato e già passato in CdM, dopo aver richiesto alle OO.SS. i loro contributi verosimilmente finiti in chissà quale polveroso cassetto, e senza il confronto preventivo su cui si era impegnato il Sottosegretario Rossi.
Che ci andiamo a fare, allora? Sul DDL Libro Bianco, il confronto lo chiederemo alle Commissioni Difesa. E’ invece sulle altre questioni, tutte irrisolte, che desidereremmo discutere e avere finalmente le risposte che attendiamo invano da anni e anni. In merito alla convocazione del 28 p.v., la Direzione Nazionale FLP DIFESA, appositamente convocata in data odierna, ha approvato all’unanimità il documento, che pubblichiamo su questa stessa pagina insieme ad una locandina (rispettivamente, allegati 1 e 2), con preghiera di massima diffusione tra tutti i lavoratori.
La Ministra Pinotti a colloquio con il nuovo premier Gentiloni
Alla fine, la montagna ha partorito il topolino. Dopo la botta dolorosissima del referendum, dopo le dimissioni di Renzi e dopo una crisi lampo, il risultato è presto detto: un nuovo governo Renzi, ma senza Renzi.
Tra i ministri confermati, c’è ovviamente anche la sen. Pinotti che ha ottenuto il reincarico di Ministra della Difesa all’interno del nuovo Governo presieduto dal nuovo premier, Paolo Gentiloni. Una rinomina che, pare, nessuno ha mai messo in discussione in queste ore, stante la forte sponsorizzazione venuta dai Vertici militari, interessati a garantire continuità alla vigilia del varo dei provvedimenti attuativi del Libro Bianco, e dall’industria della Difesa che sappiamo bene quanto conti nelle vicende di casa nostra.
Dunque, Roberta Pinotti continuerà a fare la Ministra della Difesa ancora per qualche mese, in attesa che la parola torni finalmente al popolo come chiede la quasi totalità delle forze politiche, PD compreso, pare. Ma attenzione: la sen. Pinotti sarà ministra in una situazione però molto diversa dal passato.
Innanzitutto, sotto il profilo politico generale, l’esecutivo di cui farà parte la sen. Pinotti avrà di fatto un mandato a tempo, “governo balneare” si usava dire nella prima repubblica, e dunque per definizione autonomia limitata e corte prospettive, come peraltro risulta essere evidente nelle stesse intenzioni di Matteo Renzi, di cui la Ministra è sostenitrice sin dalla prima ora. Ebbene, questi elementi di partenza non potranno non essere tenuti in debita considerazione anche per quanto la gestione del nostro Ministero e i provvedimenti che verranno varati, in primis il riassetto della Difesa secondo le linee del Libro Bianco.
Ma la situazione appare oggi diversa anche sotto il profilo di nostro maggior interesse, quello sindacale, atteso che la sen. Pinotti viene da due anni e mezzo di impegni disattesi nei confronti del personale civile e delle sue Rappresentanze, e tenuto conto che questo peserà enormemente nei mesi a venire.
La sua prima volta da Ministra della Difesa era stata davvero tutt’altra cosa. Arrivava al vertice del Dicastero dopo anni di impegnativo lavoro, anche come Presidente, nelle Commissioni parlamentari Difesa; e, per quanto di nostro più stretto interesse, vi arrivava anche dopo l’ottima performance da Sottosegretaria alla Difesa del Governo Letta (Ministro era il sen. Mario Mauro), che noi riteniamo essere stato il punto più alto nelle relazioni sindacali degli ultimi anni (pensiamo alle “intese” sui decreti attuativi della legge di riduzione dello strumento militare n. 244/2012 e sulla tabella di equiparazione militari/civili). Anche gli esordi e i primi passi da Ministra erano stati positivi: il ricordo va, in particolare, alle importanti e significative parole dedicate ai lavoratori civili, mai sentite prima, in occasione della esposizione del suo programma di governo del Dicastero, di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 25 del 17.03.2014. Poi, di fatto, più nulla o quasi, in un crescendo rossiniano in cui i vecchi problemi non sono stati risolti e altri di nuovi se ne sono aggiunti.
Sul piano del metodo, le relazioni sindacali sono arrivate al punto più basso: la concessione a CGIL-CISL-UIL dei tavoli separati anche sul livello politico, che costringeva il povero Sottosegretario Rossi a ripetere su cinque tavoli diversi le stesse cose a distanza di soli pochi minuti, sono cose che fanno davvero sorridere fuori dal M.D.; poi, la cancellazione dei permessi di servizio, che ha segnato negativamente le relazioni sindacali locali.
Sul piano del merito, le cose sono andate addirittura peggio. Se ne stanno accorgendo, alla fine, anche CGIL-CISL-UIL che, quasi un anno fa ottenevano lo strombazzato incontro separato del dicembre 2014 (solo annunci in salsa renziana, avevamo allora commentato nel Notiziario n. 136 del 22.12.2015). Di quella famosa lista, comunicata alle OO.SS. con il fg. UDG n. 47764 del 14.12.2015 che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, non abbiamo portato a casa nulla ma proprio nulla, almeno di non considerare una vittoria i 7.002 passaggi economici 2016 (sic) e il protocollo d’intesa del 2.05.2016 che ha derubricato a “protocollo” una previsione di legge a noi molto favorevole, che avevamo strappato nei tavoli tecnici di luglio 2013.
Come si comprende bene, le prospettive di questo “Pinotti 2” non sono di certo le migliori. In ogni caso, servirà discontinuità, nel metodo e nel merito. Il “metodo Renzi” non ha pagato, forse sarà bene rendersene conto!
Il Sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi, già generale di CA dell’Esercito ed ex Presidente COCER IF
Il Sottosegretario Rossi ha incontrato oggi le OO.SS., a tavoli separati (cinque in totale, uno per la triplice e quattro per ciascuna delle altre OO.SS.), nei quali ha fatto la stessa relazione per cinque volte consecutive in due ore (così si usa in Difesa…) illustrando la proposta di A.D. per risolvere la spinosa questione relativa ai “lavori insalubri”, innescata dalla circolare PERSOCIV n. 16749 del 14.03.2016 (vds. allegato 1 pubblicato su questa stessa pagina) in virtù degli effetti prodotti sul personale in servizio che vede azzerarsi o allontanarsi di molto il beneficio pensionistico (dai numeri forniti dal Sottosegretario, sono 8 i lavoratori bloccati e 711 quelli pensionandi nei prossimi 10 anni).
Come si ricorderà, nei mesi scorsi non avevano prodotto alcun risultato pratico né il primo confronto tecnico richiesto dalla nostra O.S. (Notiziario n. 52 del 28.04.2016) né il secondo incontro a PERSOCIV (Notiziario n. 118 del 12.10.2016), in quanto la D.G. ritiene la circolare frutto del portato normativo e in linea con la nota sentenza del 2012 della Corte dei Conti. Da qui, il rinvio al tavolo politico.
Sul punto, questi gli intendimenti di A.D.: predisporre una modifica al Decreto Luogotenenziale n.1100/1919 per attualizzare l’elenco dei lavori insalubri; predisporre uno schema di provvedimento di modifica del DPR 1092/1973 nella parte (art. 25) in cui prevede l’applicabilità del beneficio ai soli “operai” e da cui poi le sentenze di Consiglio di Stato (Sz. IV, n. 70/1998) e Corte dei Conti (n. 545/2012), prevedendone l’applicabilità a tutto il personale (operaio e non) operante nelle aree c.d. “attive”; infine un DM con la rivisitazione dell’elenco dei “polverifici”. Questi gli intendimenti di A.D., accompagnati dalla disponibilità della Direzione Generale di riesaminare, se richiesto, la situazione di servizio dei lavoratori interessati.
Preso atto di questi intendimenti, la nostra O.S. ha segnalato in primo luogo che la circolare continuerà comunque a produrre i suoi effetti negativi sul personale in servizio, che ledono a nostro avviso precisi diritti acquisiti e peraltro sulla base di precedenti disposizioni della stessa D.G.; in secondo luogo, le soluzioni legislative prospettate, ancorchè utili ed opportune ai fini della cancellazione del riferimento alla oramai inattuale categoria degli “operai”, presentano però tempi e percorsi lunghi e peraltro da concertare con altri soggetti, che comunque, se e quando arriveranno, produrranno i loro effetti solo ex post, e dunque non risolveranno il danno già prodotto o che si produrrà sui lavoratori oggi in servizio. Il rischio evidente è che si producano una montagna di contenziosi contro A.D. e i Dirigenti responsabili.
Nella seconda parte della riunione, abbiamo rifatto al Sottosegretario Rossi l’elenco delle nostre ben note doglianze, ottenendo, come al solito, “non risposte” anche difficili da comprendere e rinvii sine die:
su “fondo aggiuntivo” e “progressioni verticali”, di cui non c’è nulla nel maxiemendamento relativo alla legge di bilancio 2017 votato lunedì scorso dalla Camera, l’on Rossi ha detto che A.D. sta continuando a lavorare, come e con quali strumenti e tempi non è dato sapere;
sulla “tabella di corrispondenza militari/civili” ci sono ulteriori ritardi e dunque non sia sa quando uscirà il DPCM (abbiamo detto all’on. Rossi che sono già passati 3 anni, e dunque ai ritardi non ci crediamo più);
sul “Libro Bianco”, abbiamo appreso dal comunicato sulla riunione ultima del Consiglio Supremo di Difesa che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, che “a breve inizierà l’iter parlamentare” dei provvedimenti attuativi, evidentemente già impacchettati: e il confronto preventivo con le OO.SS. su cui A.D. si era impegnata?;
nessuna risposta, allo stato, nonostante gli impegni precisi assunti, su “problema transito forestali”, su transito competenze di PREVIMIL all’Arma CC e sulle “agibilità sindacali”, questione quest’ultima in campo da due anni e mezzo;
infine, le forti criticità che stanno emergendo dai tavoli locali in materia di distribuzione del FUS 2016, frutto di un accordo FUA mal fatto e poi dopo anche mal gestito, di cui il Sottosegretario ha detto di non sapere nulla (mah!), e quelle più recenti conseguenti alla nota PERSOCIV sui turnisti, diffusa senza alcun confronto con le OO.SS.
Un mare di questioni irrisolte, come si vede, che producono malessere sul personale civile, come da noi accertato nel corso delle numerose assemblee fatte in questi due mesi, e che da qui a fine anno dovranno trovare risposte e impegni precisi da parte del Vertice politico, altrimenti apriremo una fase vertenziale che risulta non più rinviabile.
Parte da domani 6 ottobre, un programma di assemblee che vedrà impegnati i dirigenti FLP DIFESA su tutto il territorio nazionale, e che da qui a tutto novembre ci porterà negli Enti più importanti del M.D. (gli appuntamenti con i Dirigenti nazionali verranno segnalati nello spazio agenda nazionale di questo sito), e con una triplice finalità: informare i lavoratori interessati in merito agli ultimi sviluppi sulle importantissime partite attualmente in gioco; raccogliere valutazioni e contributi dai colleghi, ovviamente anche critici, all’interno di una grande campagna di ascolto dei lavoratori che serva anche in funzione di una vertenza sostenibile; avviare una forte mobilitazione della categoria che traguardi una iniziativa nazionale a sostegno delle nostre richieste nel caso di risposte inadeguate da parte di A.D.
Sono tre, in particolare, i temi relativi alla Difesa che porremo al centro di queste assemblee: l’incremento del trattamento economico civile; le linee attuative del protocollo 2.05.2016 sulle funzioni civili e la tabella di equiparazione tra gradi militari e posizioni civili; le scelte suicide dell’accordo FUA 2016. Naturalmente, parleremo anche d’altro: dalla c.d. riforma della P.A. ai temi legati al rinnovo contrattuale; dal processo di riordino delle FF.AA. alle preoccupanti prospettive disegnate dal Libro Bianco; dalle criticità della sistema di valutazione a quelle riferibili alla 1^ area, e altri argomenti eventualmente sollecitati direttamente dai colleghi. Ma i tre temi di cui sopra, per la loro importanza, occuperanno un posto rilevante.
Il primo dei tre temi, quello relativo all’incremento economico, è materia di strettissima attualità: origina dalla presa d’atto (finalmente!) da parte di A.D. dei livelli assolutamente insufficienti – nel confronto con le altre AA.PP., ma anche dentro il MD con i militari – del trattamento economico dei lavoratori civili. Rispetto alle quattro ipotesi prese in esame per accrescerlo (vds. Notiziario n. 47 del 20.04.2016), la scelta finale operata dalla Ministra è caduta sulla costituzione di un fondo integrativo, aggiuntivo rispetto al FUA, sul tipo di quello in essere nel Ministero Salute, alimentato da risorse provenienti in parte dal MD e in parte dal MEF (vds. Notiziario n. 105 del 13.09.2016). A tal riguardo, il Vertice politico ha già avanzato una proposta formale alla F.P. (competente per gli aspetti normativi) e al MEF (competente per gli aspetti finanziari), e dei relativi esiti il Sottosegretario Rossi informerà le OO.SS. nella riunione già convocata per il 10 ottobre.
Per quanto attiene alle linee attuative del protocollo del 2.05.2016, in data 22 u.s. è di fatto partito il confronto con SMD e SGD (vds. Notiziario n. 109 di pari data) ma, all’esame attento che abbiamo successivamente operato dei contenuti della bozza predisposta dai due Organi di vertice, sono emerse tutte una serie di criticità, in particolare sull’area tecnico/operativa, che abbiamo già puntualmente rappresentato a SMD e che confidiamo inducano ad una correzione di rotta, perché le linee applicative dovranno essere chiare ed esaustive, senza buchi e margini di indeterminatezza e di discrezionalità. Solo così, si potrà aprire una fase davvero nuovo nell’impiego civile nel MD. A tal proposito, diventa anche fondamentale la rapida adozione della nuova tabella di equiparazione, che langue (volutamente) da tre anni.
Per quanto riguarda infine le scelte suicide dell’accordo FUA 2016, i colleghi sanno bene che FLP DIFESA non ha sottoscritto quell’accordo per i motivi richiamati nella nota a verbale allegata all’accordo definitivo, di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 112 del 30 u.s. (siamo stati l’unica O.S. a presentarla; ci si chiede: che fine hanno fatto le altre 4 note allegate all’Ipotesi? Problemi risolti? Non parrebbe proprio..).
A parte l’accordo FUA, oramai definitivo e di cui sarà interessante monitorare gli effetti (cominciano a fioccare i distinguo… ne riparleremo), e di tutta evidenza che trattamento economico, funzioni civili e tabella saranno al centro delle relazioni sindacali nelle prossime settimane.
Ma cosa si dovrà fare se le risposte dell’AD fossero inadeguate? Abbiamo aperto un apposito sondaggio sul nostro sito (in alto,a sinistra) cui invitiamo tutti a partecipare. Allo stato, oltre l’80% dei colleghi si è espresso per avviare “forti iniziative di lotta”. Siamo proprio d’accordo.
I lavoratori interessati a conoscere e a confrontarsi con FLP DIFESA negli Enti dove non abbiamo ancora una presenza organizzata, sono invitati a farcelo sapere. Cercheremo di non mancare al confronto!
Vi aspettiamo in tanti nelle nostre assemblee!
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 136 del 22 dicembre 2015 –
La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti
La politica degli annunci, che ha contraddistinto l’operato del Governo Renzi negli oltre venti mesi di sua attività e che è stata aspramente contestata e contrastata in altre sedi da gran parte del Sindacato, sbarca anche nel Ministero Difesa. E’ questo, in estrema sintesi, il succo conclusivo della riunione odierna, nella quale la sen. Pinotti ha proposto la propria narrazione sulle problematiche del personale civile a distanza di 20 mesi già trascorsi dalla sua nomina e illustrato gli “indicatori di lavoro” (così li ha definiti) per il 2016. Il tutto, di fronte ad un uditorio sindacale attento e disposto a crederle, con un’unica e sola voce stonata, la nostra, che per questo è stata visibilmente contrastata dalla stessa Pinotti.
L’intervento iniziale della Ministra è stato dedicato ad illustrare i diversi punti della “comunicazione” datata 14.12.2015, qui allegata, inviata a tutte le OO.SS. nazionali: risparmi dai riordini destinati al FUA; protocollo d’intesa in materia di funzioni civili; conferma della tabella di equiparazione tra militari e civili; impegni su sviluppi economici e progressioni tra le aree; sessione informativa sul Libro Bianco.
E’ poi partito il consueto giro del tavolo sindacale, che ha espresso, nella quasi generalità, un sostanziale apprezzamento per le parole della Ministra ed una sostanziale fiducia negli impegni 2016. Con un’unica voce dissonante, quella di FLP DIFESA, che ha opposto una diversa narrazione degli accadimenti di questi venti mesi, accadimenti peraltro documentati e documentabili e che a nostro avviso occorrerebbe tenere in debita considerazione per verificare la coerenza e la fondatezza degli annunci e degli impegni.
E questa voce dissonante, nel mare calmo e placido della riunione odierna, non è piaciuta evidentemente molto alla nostra Ministra che, capita l’antifona, ha subito richiamato lo scrivente Coordinatore Generale alla brevità: erano passati meno di 30 secondi dall’inizio dell’intervento…. Ma con che cosa di così dirompente avevamo iniziato il nostro intervento, tale da suscitare la così forte ed immediata reazione della Ministra? Molto semplicemente, avevamo fatto presente alla sen. Pinotti che la riunione odierna era stata preceduta da una riunione separata solo con CGIL-CISL-UIL avvenuta in data 14 dicembre u.s., i cui contenuti e i cui approdi conclusivi erano stati oggetto di ovvia pubblicizzazione da parte di quelle sigle (della serie: il Ministro parla solo con noi) e successivamente oggetto di mera “comunicazione” alle altre OO.SS. (vds seconda riga nota del Gabinetto di pari data, qui allegata). Con quale rispetto per il principio di pari dignità ed opportunità di tutte le OO.SS. rappresentative e firmatarie dei contratti sancito dalle leggi vigenti e degli stessi CC.CC.NN.LL., lo lasciamo alla libera valutazione dei lavoratori. La nostra Ministra sarà anche renziana doc e andrà anche alla Leopolda, ma in questa circostanza ha rispolverato pratiche da prima Repubblica, che non vedevamo da anni in questo Ministero e che pensavamo appartenessero ad un’epoca ormai superata dalla storia: non è così, evidentemente. La denuncia da parte nostra, avvenuta nell’incredibile silenzio delle altre OO.SS. che questa vicenda pure l’ hanno subito come noi, ha sortito la visibilissima reazione negativa della Ministra, che peraltro non ha dedicato una sola parola in sede di replica per spiegare quanto avvenuto. Immaginiamo perché non c’era davvero nulla da spiegare rispetto ad una scelta che oggettivamente appare ingiustificata e ingiustificabile. E che noi, per nostra dignità, non potevamo tacere di fronte alla Ministra, che quella scelta aveva fatto.
Ci chiediamo solo se rimarrà un episodio a sé senza seguito, oppure se in epoca Pinotti si riapriranno nel Ministero Difesa tavoli di confronto riservati con le OO.SS., caminetti e sale più o meno verdi. Vedremo!
L’intervento di FLP DIFESA è poi entrato nel merito degli annunci della Ministra e degli impegni per il 2016.
FONDO UNICO DI AMMINISTRAZIONE
Va bene, ovviamente, l’anticipo al 2016 di destinazione al FUA dei risparmi dai riordini: è stata una nostra precisa proposta, presentata nella riunione con il Sottosegretario del 12 nov. u.s. (vds Notiziario n. 123 di pari data). Il raddoppio delle percentuali (dal 2-5% al 4-10%) ci sta però un po’ stretto, francamente pensavamo a qualcosa di più, atteso che è la base iniziale della nuova forbice è sotto il 5%. Rimangono comunque due problemi insoluti: la dotazione esigua del nostro FUA anche rispetto agli altri Ministeri e la forbice che si allarga nei confronti delle retribuzioni del personale militare, che godranno quest’anno non solo degli 80 € previsti in L. di stabilità “per il riconoscimento dell’impegno profuso al fine di fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale” (esclusi i civili: avranno impegnato il loro tempo al mare?) ma anche di un incremento del loro fondo d (FESI) di 74 mln. (dichiarazioni COCER).
TABELLA DI CORRISPONDENZA MILITARI CIVILI.
La Ministra ha confermato la propria scelta sulla tabella convenuta con le OO.SS. il 22.11.2013, e di questo le siamo grati. Ma non ha sciolto la riserva circa i tempi di emanazione del DPCM di recepimento, per cui è quasi sicuro che i tempi indicati di recente dal Sottosegretario Rossi (entro fine anno) slitteranno. Possibile, abbiamo chiesto alla Ministra, che a oltre due anni questa benedetta tabella non veda la luce? Delle due, l’una: o la F.P. (che ha emanato tutte le altre tabelle) segue poco le sollecitazioni del M.D., o una manina nascosta ne ostacola l’entrata in vigore. Una manina evidentemente interessata, perché nel frattempo i transiti proseguono con la vecchia tabella che porta all’inquadramento in area 3^ di ex marescialli e luogotenenti. Zero risposte al riguardo…
FUNZIONI E COMPITI DEL PERSONALE CIVILE
L’annuncio/impegno della Ministra è per un “protocollo d’intesa” da siglare entro il primo trimestre 2016. A oltre due anni dall’entrata in vigore dell’art. 1 del D.Lgs. n. 7/2014 (“attribuzione di funzioni e compiti al personale civile” da recepire in apposito “Regolamento”), trascorsi invano nonostante le ripetute sollecitazione di FLP DIFESA e ultimamente di tutte le sigle, è di tutta evidenza che il “protocollo”, peraltro tutto ancora da costruire, non può ovviamente soddisfarci e pone evidenti interrogativi sulla sua reale efficacia. Inoltre, non va sottaciuto che in questi due anni in cui non si è fatto nulla, i riordini sono comunque andati avanti nel segno di una marcata militarizzazione (si pensi solo a quelli di Poli e Arsenali). Zero risposte da parte della Ministra, che di impegni in materia di civilizzazione ne aveva presi e tanti.
PASSAGGI ECONOMICI DENTRO LE AREE E PROGRESSIONI TRA LE AREE
Il numero di passaggi complessivi previsto dall’AD è pari a 1.095, un numero irricevibile atteso che dalla prima tornata (21.826 passaggi realizzati) è stato escluso un terzo del personale, poi bloccato per anni. Il problema nasce dall’organico di fascia poco opportunamente inserito in un DM firmato dalla stessa Ministra, ne abbiamo ampiamente riferito nel nostro recente Notiziario n. 134 del 15.u.s. : proprio per questo, ci si aspettava un preciso impegno politico, anche in sede MEF e FP, volto ad elevare e di molto il numero dei passaggi 2015. Invece ci troviamo di fronte ad un semplice “mandato a PERSOCIV” che non si comprende bene cosa possa fare nel quadro esistente. Zero risposte anche qui.
In merito alla progressioni verticali tra le aree, a noi pare che l’effetto annuncio abbia raggiunto in questo caso la vetta massima. Abbiamo rappresentato i non facili ostacoli connessi alla fattibilità dell’operazione all’interno del vigente quadro normativo, abbiamo chiesto alla Ministra cosa intende fare per superare quegli ostacoli, ma anche qui zero risposte da parte della sen. Pinotti.
LIBRO BIANCO
La Ministra ha preannunciato una sessione informativa sulle questioni civili, e ci ha chiesto dei contributi. Ci siamo permessi di ricordarle che i contributi sono già stati offerti dalle OO.SS. (per quanto ci riguarda, ben 12 pagine A4 di analisi e proposte – vds. Notiziario n. 130 dell’11.12.2014), e che da quel momento è trascorso invano un anno. Zero risposte anche qui. Va anche detto che la Ministra ha precisato che l’art. 280 del Libro Bianco (passaggio all’industria privata di strutture tecnico-industriali del MD) “riguarda Agenzia Industrie Difesa”. Ci si chiede: che significa questo? E come mai lo si dice solo ora?
Questi gli esiti della riunione con la Ministra, che ha incontrato le OO.SS. dopo ben 20 mesi dal primo e unico incontro (17.04.2014). Quando la nostra O.S. le ha ricordato questo, la Ministra ci ha detto in modo deciso che c’è un Sottosegretario delegato, circostanza però poco valutata ai fini dell’incontro del 14 u.s.
La riunione si è chiusa con un appello da libro cuore della Ministra (“rassicurate i lavoratori che ci preoccupiamo di loro”). Lo facciamo davvero molto volentieri, ma ricordando al contempo che i lavoratori si sentiranno rassicurati solo dai fatti e dai risultati concreti. Di parole, ne abbiamo sentite tante, forse troppe!
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