Notiziario n. 106 del 1 ottobre 2015 –

MobilitaAbbiamo sottoscritto in data 29 settembre, separatamente rispetto alle altre OO.SS. firmatarie e alla presenza del Sottosegretario Rossi, il “Protocollo d’intesa tra l’amministrazione della difesa e le organizzazioni sindacali rappresentative del personale civile non dirigente”, che reca le nuove procedure per i reimpieghi (allegato A),  per la mobilità volontaria ordinaria (allegato B)  e  straordinaria (allegato C), e il prospetto con criteri e punteggi per la formazione delle graduatorie (allegato D),  tutti già pubblicati sul nostro sito, ma che ripubblichiamo su questa stessa pagina.

Come già anticipato nella “News” con la quale ne abbiamo dato notizia ai lavoratori, l’intesa raggiunta conclude una vicenda difficile, lunga e complessa, partita nel lontano aprile 2011 e che si è chiusa finalmente dopo quattro anni,  anche per l’attenzione riservata a questa importantissima partita dall’on. Rossi , che si è molto impegnato e speso per il raggiungimento di un risultato certamente storico all’interno della Difesa.

Questa vicenda parte infatti da molto lontano, dalle piattaforme che FLP e CGIL-CISL-UIL avevano presentato nel 2008  per la definizione del 2° CCNI Difesa,  mai organicamente riscritto se non per piccoli e separati pezzi.  La nostra idea in piattaforma era che dovesse essere attuata la procedura di mobilità prevista dal 1° CCNI (bando annuale),  che era stata sempre volutamente disattesa dall’A.D. Non se ne fece nulla, inizialmente.  Il momento buono sembrò essere arrivato ad aprile 2011,  con le riunioni tecniche a PERSOCIV del 6 e 7 di quel mese, ma poi ancora una volta non se ne fece nulla, e per oltre  un anno e mezzo.  La ripresa del confronto avvenne solo nell’autunno 2012, con i tavoli tecnici a PERSOCIV dell’ 11 sett. (Notiziario n. 120 di pari data) e del 17 ott. (Notiziario n. 137 di pari data),  ma anche allora la questione si arenò per tutta una serie di punti controversi (pareri O.P.; trasferimenti funzionali, è cioè d’ufficio, in ambito regionale; graduatorie dei dipendenti in esubero). L’ultimo confronto, in ordine di tempo, fu quello avvenuto sul tavolo politico, presieduto dall’allora Sottosegretaria Pinotti  il 20.01.2014, che ancora una volta non approdò ad alcun risultato a causa del nodo irrisolto dei pareri dell’O.P. in materia di mobilità volontaria (la formulazione in quella circostanza proposta da A.D. fu:“parere vincolante d’impiego in relazione alle esigenze funzionali di F.A. nel profilo professionale”, dal contenuto molto chiaro ed evidente).

Questa ricostruzione storica del lungo, ancorchè discontinuo, difficile e complesso percorso, serve a comprendere il grande valore dell’accordo di oggi, che davvero costituisce un fatto storico nella nostra Amministrazione, atteso che per la prima volta i lavoratori civili avranno procedure di mobilità con regole chiare e definite come avviene da sempre nelle altre AA.PP.,  e non saranno più soggetti ai pareri discrezionali degli Organi Programmatori (SS.MM., SGD, etc), come sempre avvenuto sinora.  Dispiace che questo accordo non abbia visto la firma di tutte le OO.SS.,  verrebbe da pensare che chi non ha firmato, non lo ha fatto forse perché in cuor suo preferiva rimanessero in vita i “pareri” degli OO.PP..  “De gustibus non disputandum est”,  sui gusti non si può discutere, dicevano gli antichi romani con grande saggezza…..

La FLP DIFESA esprime invece grande soddisfazione per la nuova procedura di mobilità, che traguarda gli obiettivi che ci eravamo prefissati;  minore soddisfazione  esprimiamo, invece, sul fronte della nuova procedura di reimpiego, modificata rispetto a quella prevista dal CCNI. A questo risultato, la nostra O.S. ha contribuito in modo sostanzioso e su alcuni versanti addirittura decisivo, attraverso le proprie osservazioni e proposte (vds. Notiziari n. 76 e n. 93, e che ripubblichiamo su questa stessa pagina come allegati 1  e 2) e attraverso la trattativa conclusiva avvenuta in data 28 u.s., direttamente con il Sottosegretario on. Rossi.

Per quanto attiene alla mobilità volontaria, sin dal 2011 e poi anche nelle nostre “osservazioni e proposte”  di cui ai Notiziari sopra richiamati,  FLP DIFESA ha indicato con chiarezza gli obiettivi: la necessità di allineamento alle procedure in essere nelle altre AA.CC.  e che prevedono bandi di norma annuali, regolati da criteri ben precisi;   la inderogabile necessità di eliminare i “pareri” -oggi praticamente vincolanti– degli O.P.,  affidando a PERSOCIV  il ruolo di gestore pieno della procedura, in un quadro di regole ben definite come peraltro avviene nelle altre AA.CC., e non più quello, oggi in essere,  di sanzionare trasferimenti decisi sulla base di pareri di fatto vincolanti degli O.P.;  infine, la previsione di deroghe e precise garanzie per situazioni gravi e legge 104”.  Ebbene, dobbiamo dire che tutti e quattro questi obiettivi sono stati centrati: la nostra procedura è allineata a quella delle altre AA.CC. (bando annuale),  è accompagnata da criteri ben definiti e trasparenti,  è prevista una procedura straordinaria per situazioni ex L.104 e altre di particolare valore sociale,  e soprattutto non esistono più i “pareri”. Meglio di così…….

Per quanto attiene invece alla nuova procedura di reimpiego, va preliminarmente considerato il nuovo quadro normativo introdotto dal D. Lgs. 150 (Brunetta), che ne ha condizionato la riscrittura rispetto a quella prevista dal CCNI 06.07.2000.  La nuova procedura prevede inizialmente l’esame di livello locale, a similitudine di quanto sempre avvenuto;  poi, alcuni passaggi intermedi che a nostro avviso appesantiscono un po’ la procedura con supervisione di SMD che assume un ruolo decisivo, nel segno del nuovo ruolo disegnato dal Libro Bianco;  infine, nell’ultimo tratto del percorso, e qui sta il punto critico, il passaggio dal “consenso” sin qui richiesto alle OO.SS. nazionali sui piani di reimpiego definitivi e nominativi, alla semplice “partecipazione”  (unica relazione prevista nella prima proposta dell’AD)   poi divenuto anche ”avviso” (aggiunzione introdotta nella seconda proposta dell’Amministrazione su nostra sollecitazione), che è relazione comunque ben diversa rispetto al “consenso”.  In questa perdita di ruolo e di interlocuzione delle OO.SS., hanno giocato certo le norme liberticide introdotte da Brunetta;  ma ha giocato anche il fatto che, a tenere su questa posizione, è stata solo ed unicamente FLP DIFESA, come dimostrano le proposte formulate in corso di trattativa da altre sigle, in primis CGIL-CISL-UIL. E appare quanto meno paradossale leggere sul loro comunicato relativo alla riunione del 24 u.s. a SMA l’affermazione  che i reimpieghidevono essere programmati secondo l’iter previsto dal C.C.N.I.”, mentre nello stesso momento l’A.D. stracciava di fatto quell’iter dalla nuova procedura  introducendo una gestione non condivisa, e su questo non si è detto nulla. Mah!

Preso atto allora che tutti i nostri sforzi in solitaria erano risultati vani per mantenere l’espressione del “consenso”, nell’ultima trattativa con il Sottosegretario Rossi abbiamo chiesto e ottenuto: la cancellazione in procedura del riferimento all’ambito dei 50 KM nei reimpieghi; la specificazione, nella procedura di mobilità, che il punteggio al personale già reimpiegato non vada attribuito a chi è destinatario di sedi espressamente richieste;  infine, ed è la parte politicamente più significativa, l’introduzione nel protocollo  dell’impegno delle Parti, e dunque anche dell’A.D., a superare eventuali criticità connesse con il reimpiego del personale”, che, nel quadro di situazione che si era venuto a determinare,  non è certo poca cosa. Sempre nel “protocollo”, documento politico e non tecnico,  abbiamo richiesto e ottenuto l’impegno appunto “politico”, e non solo tecnico,  dell’A.D.  a fornire puntuali informazioni alle OO.SS.  Pur tuttavia, rispetto alla procedura di mobilità, esprimiamo minore soddisfazione in ordine alla nuova procedura di reimpiego,  significativamente modificata rispetto a quella prevista dal CCNI Difesa 6.07.2000,  che di fatto non vincola  più l’AD a definire con le  Parti sociali  i piani di reimpiego. Ma, nelle condizioni di solitudine in cui di fatto ci siamo trovati e a fronte del nuovo quadro normativo, crediamo di aver quantomeno limitato i danni.

Per quanto attiene al “protocollo d’intesa”, abbiamo in parte già detto. Ne segnaliamo comunque ai colleghi le altre parti politicamente importanti, e in particolare l’affermazione del ruolo nuovo di PERSOCIV in materia di mobilità volontaria, per la quale ci battiamo da sempre.  Segnaliamo infine che il “protocollo” reca l’impegno a effettuare dopo il primo anno di applicazione della procedura una verifica circa la necessità di revisionare la stessa, attraverso un preventivo confronto sindacale”, come richiesto espressamente da FLP.

Dunque, possiamo dirci complessivamente soddisfatti del lavoro svolto e del risultato ottenuto,  dando atto all’on. Rossi di essersi speso positivamente nella circostanza, soprattutto sulla questione “pareri” (in allegato 3 su questa pagina, la sua dichiarazione sull’accordo).

Mercoledì 7 p.v. è in calendario una nuova riunione con il Sottosegretario: si parlerà della tabella di equiparazione militari civili e delle attuali problematiche di accesso a internet (nostre richieste con lettere del 31.07.2015 e del 14.09.2015, che ripubblichiamo su questa stessa pagina, allegati 4 e 5),  e anche delle problematiche relative al FUA/FUS 2015, di cui abbiamo abbondantemente riferito nel Notiziario 105 dopo la riunione a PERSOCIV.

Si parlerà anche di Libro Bianco (ha fatto rumore il nostro Notiziario n. 99 del 21 settembre sul tentativo di affidare  le carriere militari a SMD, oltre 3300 ad oggi gli accessi sul nostro sito) e della ripresa del confronto sul Regolamento ex D.Lgs. 7/2014.

(Giancarlo Pittelli)

Protocollo e allegati:  29.09.15 –  Protocollo d’intesa A.D – OO.SS. nazionali    Allegato A – procedura di reimpiego  Allegato B- procedura mobilità volontaria ordinaria      Allegato C – procedura mobilità straordinaria    Allegato D – Tabella criteri punteggio per graduatorie

Allegato 1: 08.07.2015 – Osservazioni e proposte FLP DIFESA su mobilità vol. e coll.

Allegato 2: 04.09.2015-ulteriori osservazioni e proposte FLP DIFESA su mov.vol. e reimp.

Allegato 3: Dichiarazione del Sottosegretario Rossi sul protocollo d’intesa

Allegato 4: 31.07.2015 – Lettera a Sottosegretario  internet e sollecito risposte cat.spec.

Allegato 5: 14.09.15- lettera FLP DIFESA a SSS per tabella di equiparazione mil-civ

13.10.2015 – Pervenuto dal Gabinetto il protocollo con firme, che pubblichiamo di seguito:  Protocollo 29.09.2015 mobilità e rempieghi con firme 

Notiziario n. 103 del 26 settembre 2015 –

Il gen. Carlo Magrassi, nuovo Segretario Generale del Ministero Difesa
Il gen. Carlo Magrassi, nuovo Segretario Generale del Ministero Difesa

Nella giornata di ieri 25 settembre, si è finalmente tenuto l’incontro, da tempo sollecitato dalle OO.SS.,  con il Segretario Generale (S.G.) del M.D., Gen. C.A. Enzo Stefanini, che ha avuto per oggetto il trasferimento di Enti dell’area T.A. presso il comprensorio dell’ex Aeroporto di Centocelle (Roma), prima riunione sull’argomento posto che sinora era state disattese tutte le richieste d’incontro.

La riunione, pur essendo ancora interlocutoria,  è servita ad un primo esame delle problematiche legate al complesso trasferimento,  e ha consentito (finalmente)  alle OO.SS. di acquisire informazioni di rilievo e di chiarire alcuni aspetti legati a problematiche degli Enti coinvolti, dalla tempistica, alla logistica, alla prevenzione e sicurezza dei luoghi di lavoro.

In premessa, il S.G.  Stefanini ha  precisato che il progetto di trasferimento è ancora in fase di studio preliminare,  motivo per il quale le ipotesi formulate sono suscettibili di cambiamento, e che sono ancora al vaglio scelte che potrebbero integrarlo. Ha quindi chiarito che lo spostamento è essenzialmente dovuto all’esigenza di reperire spazi presso palazzo Esercito agli Uffici di Gabinetto, che dovranno liberare Palazzo Baracchini, e a quelli dello Stato Maggiore Difesa (SMD) che libereranno palazzo Caprara,  ma che è anche spinta dalla necessità di immettere sul mercato immobili di pregio, in ragione della previsione della Legge di Stabilità 2015 che impone all’ A.D.  la vendita di immobili per far fronte al taglio di 220 mln., tenuto anche conto che la vendita di alloggi non sta avendo i risultati sperati.

Dalle dichiarazioni e dalle informazioni che ci sono state fornite, è emerso che, rispetto alle due opzioni  in campo (attuale configurazione SGD/DNA, la prima;  futura configurazione SGD senza DNA, la seconda), si dovrebbe attuare il trasferimento di sede basandosi di fatto sulla nuova configurazione ordinativa prospettata dal Libro Bianco, che prevede un notevole ridimensionamento del Segretariato in quanto le competenze in materia di armamenti e logistica verranno transitate alla nuova figura del DNAL (Direttore Nazionale Armamenti e Logistica). Pertanto, gli Enti al momento interessati al trasferimento risultano essere:

Le restanti UU.OO., compresa la struttura di vertice del Segretariato, dovrebbero essere rilocati presso l’area di Palazzo Aeronautica.  Dovranno invece trovare un diversa collocazione (al momento sono ancora al vaglio diverse ipotesi) ISPEDIFE, BILANDIFE e ONORCADUTI, mentre COMMISERVIZI E GENIODIFE saranno oggetto di riorganizzazione e probabilmente di diversa collocazione rispetto alla situazione attuale.  Infine, PERSOMIL E PREVIMIL rimarranno a Palazzo Messe.   Dunque, come si può capire, una profonda riorganizzazione logistica di molti Enti centrali.

Per quanto attiene alla tempistica del trasferimento,  le attuali opzioni prevedono l’inizio delle operazioni a partire da metà gennaio 2016 e il termine delle stesse entro la prima settimana di marzo. A detta dello stesso gen. Stefanini, nonostante lo stato di avanzamento dei lavori del nuovo palazzo sia sostanzialmente in linea con la tempistica prefissata,  è probabile un piccolo slittamento: le nuove strutture saranno consegnate probabilmente entro fine anno, chiavi in mano, accessoriate e adeguate agli standard di sicurezza.  Gli archivi sono previsti nel piano seminterrato.

Questi, in sintesi, i contenuti della relazione introduttiva del Segretario Generale, a cui sono seguiti gli interventi in successione delle OO.SS., che hanno tutti messo in evidenza la necessità di porre in essere idonee misure di mobilità interna (tutte le domande di trasferimento presentate verranno bloccate e saranno considerate tutte insieme)  e definire un percorso di reimpiego secondo la procedura attualmente vigente  (è stata questa la proposta di FLP DIFESA). Si dovranno prendere in considerazione anche le richieste di trasferimento verso Centocelle che provengono da personale civile di Enti diversi ubicati nel territorio romano,  al fine di di limitare al massimo il disagio di quanti, per motivi personali (L.104, per es.) e di famiglia (maternità, per es.), vorrebbero non seguire il proprio Ente a Centocelle.  Abbiamo anche  evidenziate alcune criticità riguardo la logistica (mensa, parcheggi, viabilità, timbratura), rispetto alle quali l’Amministrazione ha assicurato sin da subito buoni pasto sino all’entrata in funzione della mensa e utilizzo di forme  di orario flessibile.  Di quanto rappresentato,  ha preso atto  il gen. Stefanini,  che si è impegnato a calendarizzare da subito una serie d’incontri tecnici di livello territoriale,  mirati ad individuare le misure più idonee a limitare i disagi del personale e superare le possibili criticità.

Nel nostro intervento, oltre a rappresentare quanto sopra evidenziato e anche l’insostenibile stato di indeterminatezza che caratterizza l’attuale quadro di riordino del Ministero,  abbiamo chiesto, per quanto di competenza del Segretariato,  la convocazione di incontri di esame e di approfondimento in ordine al profondo processo di ridimensionamento e riorganizzazione dell’area T.A., in considerazione delle previsioni del Libro Bianco e dell’oramai prossimo taglio delle posizioni dirigenziali civili (DL 95/2012 e DPCM organici 22/01/2013), che potrebbero comportare sostanziali perdite di competenze delle Direzioni Generali o una loro diversa configurazione ordinativa (COMMISERVIZI E GENIODIFE). Anche nel merito di quanto sopra,  dobbiamo registrare un impegno del S.G. e della struttura di vertice del Segretariato a garantire il necessario confronto, anche attraverso tavoli tecnici a cadenza quindicinale.

In conclusione un incontro ancora interlocutorio che ci ha fornito informazioni e chiarimenti importanti, sui quali ora confrontarci con i lavoratori. E’ chiaro che vigileremo affinché gli impegni presi dal S.G. si concretizzino e affinchè sia garantito il diritto delle Parti sociali a una corretta informazione e loro coinvolgimento,  al fine di poter esercitare al meglio tutte le forme di tutela dei lavoratori.

Prima di chiudere, diamo notizia ai lavoratori che, mentre si teneva la riunione con il Gen. Stefanini,  il Consiglio dei Ministri, su proposta della Ministra Pinotti,  ha provveduto a nominare il suo successore nella persona del gen. di S.A. Carlo Magrassi, che ne prenderà il posto a partire dal 9 ottobre p.v.,  conferendo altresì l’incarico di Vice Segretario Generale Militare al gen. C.A. Nicolò Falsaperna.

Il gen. Carlo Magrassi è persona ben conosciuta,  avendo rivestito l’incarico di Capo di Gabinetto dei Ministri Mauro prima e Pinotti dopo, e di Consigliere militare di Palazzo Chigi, prima con il Presidente Letta e ultimamente con il Presidente Renzi.

Quasi sicuramente, sarà l’ultimo Segretario Generale con l’incarico di Direttore Nazionale degli Armamenti,  atteso che il Libro Bianco ne sottrae le competenze al Segretario Generale affidandole al nuovo DNAL, che dipenderà dal Capo di SMD.

Al gen. Magrassi  vanno naturalmente le felicitazioni della nostra O.S. e gli auguri di buon lavoro.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 99 del 21 settembre 2015 –

Il Capo di SMD Graziano e la Ministra Pinotti
Il Capo di SMD Graziano e la Ministra Pinotti

Cominciano le manovre per il varo dei provvedimenti attuativi del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” (LB, vds. allegato 2 su questa stessa pagina),  e si inizia con provvedimenti molto pesanti. Come noto, all’art. 294, è scritto che il predetto LB “costituisce direttiva ministeriale per tutte le articolazioni dell’A.D.” ,  e anche per questo sono in piena attività, presso Stato Maggiore Difesa (SMD), i gruppi di lavoro che stanno studiando i provvedimenti e i percorsi più rapidi ed efficaci da sottoporre alla “valutazione del Ministro” per realizzare “una nuova struttura organizzativa dello strumento militare” che andrà a variare l’esistente.

L’obiettivo dichiarato del L.B., lo abbiamo ripetuto più volte, è il deciso potenziamento dell’organizzazione interforze (IF) e la crescita davvero notevole, di ruolo e di competenze, del Capo di SMD, il vero, nuovo “padrone” della Difesa”, che dovrebbe concretizzarsi attraverso modifiche  estremamente pesanti dell’attuale assetto: l’istituzione del “Vice Comandante per le Operazioni”,  che avrà responsabilità, delegata  dal Capo di SMD, di pianificazione e di impiego delle forze in operazioni (art. 173);  il transito della pesantissima funzione di Direttore Nazionale Armamenti dal Segretariato (SGD)  a SMD, accompagnata dalla costituzione del Comando Logistico della Difesa (CLD) e dall’istituzione del “DNAL” (Direttore Nazionale degli Armamenti e Responsabile Logistica), come prevede l’art. 174; la nascita della “Direzione di Formazione I.F.”,  altro passaggio notevole, che assorbirà tutte le competenze in materia di formazione;  e ancora, l’istituzione della “Commissione di valutazione Interforze” (art. 181), che andrà a rivoluzionare l’attuale modello di avanzamento delle carriere militari  e attribuirà al Capo di SMD il potere di determinare le promozioni della dirigenza militare di tutte le FF.AA.  (1500 Ufficiali, contro gli attuali 60 esaminati di SMD).  Un tassello fondamentale, ovviamente,  forse il primo e il più importante,  nel ridisegno del ruolo potenziato di SMD e di contestuale depotenziamento delle singole FF.AA., e che produrrà “quell’uomo forte solo al comando” che a noi non piace per niente.

E, proprio in ragione della sua centralità, che è da qui che sembra stiano partendo le prime manovre. Siamo in possesso di una bozza di decreto, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, recante“proroga delle missioni internazionali delle FF.AA.”,  che il Consiglio dei Ministri dovrebbe varare entro il 30 p.v. che dovrebbe prorogare al 31 dicembre p.v. le missioni internazionali, in attesa della legge quadro ancora all’esame del Senato.

Incredibile a dirsi, all’interno di questo provvedimento,  ben conosciuto nei suoi contenuti abituali, qualcuno ci ha infilato, all’art. 8,  il regime transitorio dell’avanzamento degli ufficiali dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare a decorrere dall’anno 2016” che prevede anche un taglio della dirigenza militare, ma anche, ed questo è il punto, all’art. 10, alcune modifiche del D. Lgs. 15.03.2010, n. 66 (il c.d. “Codice dell’Ordinamento militare”)  che prevedono l’istituzione, al posto delle attuali “Commissioni di vertice” oggi in essere nelle FF.AA., di una “Commissione unica interforze” presieduta dal Capo di SMD,  e alla quale faranno capo tutte le scelte in materia di avanzamento della Dirigenza militare di tutte le Forze Armate, Carabinieri compresi. Così si potenzia il ruolo del Capo SMD.

Ci chiediamo: ma l’istituzione di questa “Commissione Unica interforze”  ha i requisiti di necessità e urgenza previsti dalla legge per essere inserita in un decreto legge?  No, non li possiede, non c’è dubbio, e se non li ha, è di tutta evidenza la forzatura che si sta tentando per controllare un pezzo fondamentale delle FF.AA. (le carriere), e gli interrogativi che si pongono in merito al possibile riproporsi di analoghe forzature per quanto attiene altre parti del LB., anche quelli che ci interessano più da vicino come componente civile. E la cosa ci preoccupa!

Nel segnalare ai lavoratori quanto sopra, ci impegniamo a sollecitare forze politiche e Parlamento a vigilare per impedire il varo di norme non urgenti, da convertire poi in legge magari con voto di fiducia….

Vi invitiamo a partecipare al nostro sondaggio sull’uso dei decreti legge per attuare il Libro Bianco, che troverete nella parte a sinistra alta della home page di questo sito.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: La bozza Decreto proroga missioni internazionali

Allegato 2: Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa

Notiziario n. 87 del 10 agosto 2015 –

Il gen. Graziano in audizione alla Camera il 6 agosto 2015
Il gen. Graziano in audizione alla Camera il 6 agosto 2015

Era molto attesa l’audizione in Commissione Difesa della Camera del Capo di SMD, gen. C. Graziano, e cioè del Comandante in capo delle FF.AA.italiane. Già programmata per il 31 luglio u.s., l’impegno era poi stato annullato per un problema tecnico  e quindi riprogrammata al 6 agosto dal nuovo Presidente, l’on. Francesco Saverio Garofani.

Diciamo subito che la “performance” del gen. Graziano non è piaciuta granchè.  Doveva essere il Libro Bianco, con le problematiche annesse e connesse che si porta dietro, ad essere al centro del confronto, e in particolare lo sviluppo dei lavori del Comitato Guida  e dei diversi “gruppi” che vi stanno lavorando intensamente in SMD.  Invece il gen. Graziano ha parlato più di scenari e criticità nei teatri internazionali, in particolare nell’area euro-mediterranea (ad un certo punto, è sembrato quasi di ascoltare l’audizione del Ministro degli Esteri),  lasciando così al Libro Bianco – forse volutamente – un posto del tutto secondario.

Il gen. Graziano ha parlato molto dei rischi legati alla situazione internazionale, in particolare quella libica, di cui ha elencato le diverse criticità;  ha quindi affermato che, “è evidente la necessità di definire con coerenza e chiarezza quelle che sono le aree di prioritario interesse nazionale in cui essere in grado di intervenire”, anche perché mentre “aumentano i rischi per la sicurezza, diminuiscono le risorse finanziarie”, segnalando che le spese per il personale hanno già superato il 73%, con una grave contrazione dell’ esercizio.  Ha poi delineato il quadro degli impieghi operativi attuali: 12.000 gli uomini impiegati, di cui 5000 nelle missioni all’estero e i restanti 7000 in operazioni in Patria (“strade scure”; “mare sicuro”; etc.).  Infine, ha fatto un excursus storico che, partendo dalla riforma Andreatta e passando attraverso l’introduzione del modello professionale,  è poi approdato alla L. 244/2012 (riassetto delle FF.AA.), di cui il gen. Graziano ha però dato una lettura riduttiva in chiave solo economicistica. Infine ha parlato del LB  (“molto atteso da noi militari”), il cui obiettivo è una  “razionalizzazione e modernizzazione delle FF.AA.” per cui occorre dare “massima priorità al processo di integrazione interforze”  e consolidare “nel vertice delle FF.AA. il ruolo di una “unica regia” (quello del CaSMD, appunto).  Solo un fugace accenno, invece,  ad alcune delle novità epocali in esso contenute (DNAL che accorpa DNA e Logistica, alle dipendenze del CaSMD) e invece proprio nulla su:  crescita  del ruolo  del CaSMD e connesso depotenziamento delle FF.AA.; incremento incarichi di vertice;  LB come “direttiva ministeriale”  e non coinvolgimento del Parlamento sulle scelte riformatrici; etc. etc..

Sul personale civile, il solito richiamo alla necessità di “valorizzarne il ruolo”,  zero richiami alla c.d. “specificità” e l’auspicio di “più integrazione con i militari”   e  per l’“attribuzione di incarichi di maggiore responsabilità”.

Di questo tentativo da parte del gen. Graziano di eludere nella sostanza i temi veri della discussione sul LB,  se ne è accorto subito l’on. G. P. Scanu, di nuovo capogruppo PD in Commissione, che ha innanzitutto chiarito che ci sarà certamente bisogno di ulteriori approfondimenti (prevista a settembre una nuova audizione),  ha contestato decisamente la lettura economicistica data dal CaSMD sulla L. 244 che “ha invece operato scelte strutturali, conferendo al Parlamento un ruolo essenziale nelle scelte in materia di Difesa” e ha concluso dicendo che il LB “non è un atto legislativo, ma un atto del Governo”,  le cui scelte dovranno passare in Parlamento. Parole nette e chiare, nelle quali ci ritroviamo pienamente atteso che sono le cose che FLP DIFESA ha detto sin da subito, e che danno anche il senso del tentativo di fuga in avanti operato dalla Ministra  che rischia però ora di trovare sul LB contrasto e opposizione nelle Camere,  come è dimostrato dal fatto che l’intervento dell’on. Scanu  è stato ripreso e dichiaratamente condiviso da altri parlamentari, a partire dall’ex Presidente Vito di FI.  A settembre ne vedremo delle belle, Ministra avvisata mezza salvata…

Un’ ultima annotazione: l’on. Vito ha  protestato perché la vicenda dei fucilieri MM Latorre e Girone non ha trovato alcuno spazio nell’intervento iniziale del gen. Graziano. E la cosa è apparsa davvero un po’ strana…..

(Giancarlo Pittelli)

*   Il video integrale dell’audizione del CaSMD del 6 agosto 2015 in Commissione Difesa della Camera  (clicca e ascolta)

Notiziario n. 77 del 14 luglio 2015 –

Il gen. C.A. Claudio Graziano, Capo di SMD
Il gen. C.A. Claudio Graziano, Capo di SMD

Da quanto ne sappiamo, STAMADIFESA è impegnata in questi giorni in un grande sforzo di elaborazione sulle scelte del Libro Bianco (LB). Diversi i “gruppi di lavoro” all’opera già da settimane, riunioni tecniche che si susseguono una dopo l’altra, mai come ora SMD appare davvero l’ombelico del MD. Perché?

Il motivo è tutto da ricercare nelle opportunità che le prossime settimane, così ricche di eventi potenzialmente favorevoli,  potrebbe assicurare in relazione agli obiettivi fissati dal “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”  (LB) , al cui  ultimo capitolo, il decimo, si afferma che detto LB “costituisce direttiva ministeriale per tutte le articolazioni dell’A.D. e pertanto gli obiettivi, quando riconosciuti come raggiungibili a normativa vigente, vanno immediatamente perseguiti”. Più oltre (paragrafo 296),  il LB fissa anche dei tempi precisi: entro tre mesi, una ristretta Commissione non meglio precisata predisporrà la revisione della governance del Ministro;  entro sei mesi, “il Capo di SMD predisporrà per la valutazione del Ministro una nuova struttura organizzativa dello strumento militare”, che potrebbe variare pesantemente quella in essere, anche discendente dalla L. 244/2012 e dal D. Lgs. 7;  inoltre, sempre entro sei mesi, lo stesso “Capo di SMD predisporrà, per l’approvazione del Ministro, una Revisione Strategica della Difesa…e sarà elaborato un nuovo ciclo di pianificazione”. Una vera rivoluzione!

Se così è, il problema sta allora tutto nello stabilire quali siano “gli obiettivi, riconosciuti come raggiungibili a normativa vigente”,  che potrebbero così essere “immediatamente perseguiti”  attraverso percorsi veloci e semplificati, evitando impegnativi passaggi legislativi ordinari o ulteriori deleghe.  Le domande allora sono: è obiettivo “raggiungibile  a normativa vigente”  l’istituzione del “Vice Comandante per le Operazioni”  che avrà responsabilità, delegata  dal Capo di SMD, di pianificazione e di impiego delle forze in operazioni, con l’ausilio di un COI IF (para. 173)?  E lo è  il transito della funzione di Direttore Nazionale Armamenti da SGD a SMD,  che sarà accompagnata dalla costituzione del Comando Logistico della Difesa (CLD) e porterà alla nascita del “DNAL” (Direttore Nazionale degli Armamenti e Responsabile Logistica), come prevede il para. 174?  E lo è  l’istituzione della “Commissione di valutazione Interforze” (para. 181),  che andrà a rivoluzionare l’attuale modello di avanzamento delle carriere e attribuirà al Capo di SMD il potere di determinare le promozioni della dirigenza militare di tutte le FF.AA.?  E  lo è  l’istituzione di nuove strutture con relative posizioni apicali e staff,  come la nascente Direzione di Formazione I.F.,  che certo non ridurranno i livelli gerarchici come pure promette il LB? E lo è, infine, il depotenziamento delle FF.AA. e dei loro Vertici, a tutto vantaggio del ruolo del Capo di SMD?

Ebbene, di fronte a questa matassa intricata,  le  prossime scadenze parlamentari offrono un’opportunità irripetibile per accelerare e semplificare  i percorsi ai fini del raggiungimento degli obiettivi fissati dal LB:: l’estate incombe, e con essa la chiusura delle Camere;  le Commissioni Difesa sono alla vigilia della rielezione dei Presidenti;  in casa PD, l’ on. Scanu,  già dimessosi  da Capogruppo e che in passato qualche dispiacere lo ha dato alla Ministra, potrebbe essere il nuovo Presidente alla Camera. E i gruppi di opposizione hanno già richiamato la centralità delle Camere. Allora, forse è meglio accelerare i tempi……

Noi la pensiamo diversamente, convinti come siamo che gli obiettivi fissati dal LB,  alcuni dei quali molto preoccupanti perché orientati alla creazione dell’ uomo forte (il Capo di SMD) il che in materia di difesa pone pesantissimi problemi,  debbano tutti passare al vaglio o quantomeno alla discussione del Parlamento. Per questo lanciamo un appello: giovedì p.v., il Capo di SMD sarà in audizione in Parlamento, sarebbe davvero interessante che venisse interrogato sugli intendimenti che stanno maturando in ordine alle modalità, ai percorsi e ai tempi necessari per dare attuazione ai sopra richiamati obiettivi del Libro Bianco…

Alla nostra prossima puntata sul LB, vorremmo riflettere un pò sui nuovi poteri del Capo di SMD.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato:    Libro Bianco – 30.04.2015 

 

Notiziario n. 53 del 22 maggio 2015 –

Il Sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi
Il Sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi

A parte qualche accenno isolato, apparso a tutti davvero molto stonato sulla presunta “opportunità” offerta dalla riforma in arrivo, mai come questa volta, di fronte al Sottosegretario on. Domenico Rossi,  le OO.SS. della Difesa hanno mostrato la schiena dritta,  parlato lo stesso linguaggio ed espresso i medesimi giudizi negativi sul “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa”  (LB), che è stato partorito come noto da professoroni ed “esperti”  ben pagati e nel chiuso delle stanze del Ministero,  i quali hanno disegnato la difesa dei prossimi 15 anni senza però aver mai ascoltato coloro che nel Ministero della Difesa  ci vivono e ci operano dalla mattina alla sera.  Così si fa nell’epoca del renzismo dilagante,  che trova nella nostra Ministra, e non da oggi, una convinta estimatrice e sostenitrice.

Il Sottosegretario ha parlato per oltre 40 minuti,  un fatto per Lui alquanto inusuale dal momento che l’essenzialità è sempre stato uno dei tratti essenziali nel suo rapporto con le OO.SS.. Evidentemente, l’on. Rossi  era ben conscio dell’impatto estremamente negativo che la pubblicazione del LB aveva generato nei lavoratori civili (nel sondaggio attivo sulla home page del nostro sito, al momento in cui scriviamo, oltre il 60% lo giudica “pessimo” e un altro 7% “insufficiente”) e nelle loro Rappresentanze. Ed allora, essendo evidentemente Egli stesso ben conscio dell’inadeguatezza complessiva – di analisi, ma soprattutto di proposta – del LB sui temi del personale civile,  ha cercato di esaltarne le grandi potenzialità in prospettiva futura, nel cui orizzonte sta scritta a Suo dire una presenza civile fortemente valorizzata nelle professionalità che esprime, e finalmente liberata dai tantissimi lacci e lacciuoli che sinora l’hanno imprigionata e subordinata alla componente militare. E, naturalmente, non poteva mancare in questo quadro il riferimento alle misere retribuzioni del personale civile (una grande scoperta dei professoroni ed esperti che hanno messo a punto il LB ?),  rispetto alle quali l’on Rossi pensa si possa aprire ora una stagione nuova segnata dall’impegno dell’AD a ridurne le forbici con i militari e anche con altri pezzi della P.A.. Dunque, nella rappresentazione che ne ha fatto il Sottosegretario, sembra proprio che il LB possa essere la panacea di tutti i nostri mali. Ad un certo punto, l’on Rossi si è accorto dei dubbi generati nell’altra parte del tavolo, e allora si è chiesto: << Non vorrei che qualcuno pensasse alla canzone di Mina “parole, parole, parole”>>, riferendosi verosimilmente al richiamo del nostro Notiziario n. 48 dell’11 u.s.

Nel suo intervento,  FLP DIFESA ha riproposto il giudizio fortemente negativo sul LB già espresso in precedenza, e più dettagliatamente nel Notiziario sopra richiamato. Negativo innanzitutto sul piano del metodo, atteso che le Parti Sociali sono state escluse da ogni confronto: il Sottosegretario ci ha chiesto a dicembre scorso un contributo, lo abbiamo anche dato, e pure dettagliato (12 le pagine del nostro “contributo”, che ripubblichiamo sul questa stessa pagina), ma non ce n’è traccia nel LB, neanche infinitesimale:  probabilmente,  non è stato neanche letto dai professoroni ed esperti che l’hanno redatto! Troppo sforzo, per lor signori. Ma giudichiamo il LB in modo complessivamente negativo anche e soprattutto sul piano dei contenuti: il mancato coinvolgimento del Parlamento e la sua temuta estromissione dalle scelte di riforma definite nel LB già “direttiva ministeriale”;  il preoccupante depotenziamento del ruolo del Segr. Gen. che perde la pesantissima funzione di Direttore Nazionale degli Armamenti a vantaggio del Capo di SMD (per questo da oggi potrà essere un civile!) e con essa verosimilmente le DD.GG. tecniche; l’annunciata privatizzazione (sinonimo di liquidazione) dell’area industriale del MD, e in particolare di Poli ed Arsenali, che nel question time  in Parlamento del 21 u.s. (qui pubblicato) la Ministra ha esteso anche agli Stabilimenti AID, con quello che si porterà dietro in termini di effetti sulla presenza civile (e menomale che il D.Lgs. n. 8/2014 prevedeva un’operazione diffusa di reinternalizzazioni!);  la crescita enorme ed abnorme della governance  del Capo di SMD che diventa il vero “padrone” della Difesa (le leve effettive di riforma sono più in mano sua che del Ministro, lo hanno capito tutti) con il conseguente depotenziamento delle singole FF.AA. (pensiamo solo agli effetti prodotti nel loro ambito dalla costituzione del Comando Logistico Difesa),  su cui si è espresso in modo preoccupato anche l’ex Capo di SMM amm. Luigi Binelli Mantelli;  il non chiarito rapporto con il riassetto in atto delle FF.AA., innescato dalla L. 244/2012 e regolato dai due decreti attuativi n. 7 e n. 8/2014, semplicemente dimenticati dai professoroni ed esperti nei 10 capitoli del LB che hanno scritto;  l’altrettanto non chiarito argomento relativo al “chi paga” il costo finanziario di questa ennesima riforma, con i chiari di luna che oggi vivono le casse dello Stato; e, infine, il forte legame che viene disegnato dal LB tra Difesa e industria privata, che diventerà in futuro l’asse centrale e strategico.   Sono questi, a  nostro giudizio,  i punti più critici del LB, che comunque – lo abbiamo detto – presenta anche aspetti positivi e interessanti: gli intendimenti in materia di formazione; la previsione di una legge pluriennale sugli investimenti; l’idea che occorra far crescere nel Paese l’attenzione e la cultura sui grandi temi della Difesa.  Ma certo, alla fine, il nostro giudizio è, e resta, complessivamente negativo.

Sulle problematiche legate alle scelte del LB in materia di lavoro civile, c’è stato un giudizio unanime e molto negativo da parte di tutte (o quasi) le OO.SS. presenti. La nostra O.S. ha ricordato al Sottosegretario come il LB, al riguardo, non dica assolutamente nulla di nuovo, tradendo le promesse di chi aveva parlato del  LB come una sorta di  “carta dei diritti” della componente civile.  Solo una mezza paginetta in un testo di 68 pagine e 6 miseri paragrafi rispetto ai 300 totali del LB (lo stesso on. Rossi ha parlato freudianamente in riunione di “capitoletto”);  4 righe e mezzo nella relazione di oltre 22 pagine della Ministra nell’audizione alle Commissioni Esteri e Difesa del 14 u.s. (si veda il resoconto stenografico della seduta che pubblichiamo su questa stessa pagina): sono i segni del rilievo che hanno nel LB i lavoratori civili. Solo forma ed apparenza, ha detto l’on. Rossi… ma in questi casi la forma diventa sostanza!  Se poi leggiamo quei 6 paragrafi del LB, ha proseguito la nostra O.S.,  a parte i positivi intendimenti in materia di formazione,  lo sconforto è evidente:  si parla di introdurre il precariato nel MD (il “riequilibrio” di cui al paragrafo 233) e  si ricorre (paragrafi nn. 231 e 234) al solito armamentario, oramai trito e ritrito, sulla “valorizzazione” del personale civile e sulla necessita di superare gli “steccati” che storicamente hanno circoscritto i civili in ruoli inadeguati rispetto ai militari. Queste cose le abbiamo sentite già parecchie volte, in particolare dalla Ministra Pinotti. La domanda è: cosa si è fatto in questi 14 mesi? Nulla!

In tutto questo tempo, FLP DIFESA ha continuamente posto e riproposto, sino a un paio di mesi fa da sola e ora fortunatamente in ottima compagnia di altre sigle,  l’urgenza prioritaria di avviare il tavolo per la scrittura del “Regolamento” previsto dall’art. 1 del D.Lgs. n. 7/2014 allo scopo di fissare una volta per tutte i criteri  per l’attribuzione di compiti e funzioni ai lavoratori civili, dirigenti e non. Nell’impegno dell’allora Sottosegretaria Pinotti, sembrava dovesse essere il primo appuntamento in agenda: in questi 14 mesi non se ne è fatto invece niente, zero assoluto. E, nel frattempo, in sede di definizione degli organigrammi e incarichi  degli Enti riorganizzati nel quadro del riassetto delle FF.AA. previsto dal D.Lgs. n. 7/2014,  il peso complessivo dei lavoratori civili è rimasto lo stesso, se non anche peggiorato: altro che civilizzazione!

Se questa è la storia, diventa allora davvero poco credibile riparlare di “valorizzazione” e di “superamento degli steccati”, dal momento che in questi mesi non si fatto nulla,  e questa è una responsabilità precisa dell’attuale Vertice politico. Le parole della Ministra Pinotti avevano generato tanta speranza, ed anche per questo oggi la delusione è più cocente e la rabbia è montata enormemente. Ad avviso dell’on. Rossi, l’ “inadempienza”  sarebbe stata causata essenzialmente dalla necessità  di mettere a punto le strategie con il Libro Bianco prima di agire concretamente.  Bene, abbiamo replicato noi, se così è,  allora non c’è più ragione oggi di rimanere fermi al palo,  e dunque ci sono le condizioni per cominciare a smontare da subito, uno ad uno, gli “steccati”. Per questo, la nostra O.S. ha proposto al Sottosegretario di avviare rapidamente, da subito, il tavolo di confronto tra OO.SS. e AD  sul “Regolamento”.  L’on. Rossi, però, ci ha detto di aver ancora bisogno di qualche giorno per darci risposta sui tempi di avvio del tavolo. Siamo ovviamente, e comprensibilmente, un po’ perplessi (ancora approfondimenti dopo 13 mesi di ripetute  nostre richieste?),  ma – si sa – la pazienza è la virtù dei forti.

Martedì 26 p.v. rivedremo l’on. Rossi, e non potremmo non chiedergli qualcosa di più preciso al riguardo.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa 

Allegato 2: 10.12.2014 il documento di FLP DIFESA con le proposte per il Libro Bianco 

Allegato 3: 14.05.2015-Resoconto stenografico audizione Ministra

Allegato 4: 21.05.2015 – Question time Ministra Pinotti

Notiziario n. 49 del 14 maggio 2015 –

L'aula della Commissione Difesa del Senato, sede dell'audizione
L’aula della Commissione Difsa del Senato, sede dell’audizione

Come già anticipato nei nostri precedenti Notiziari, oggi pomeriggio, alle 14.30, la Ministra della Difesa Roberta Pinotti riferirà alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato,  riunite congiuntamente,  in merito ai contenuti del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”. Trattasi di un appuntamento di rilevante interesse politico e fortemente atteso,  anche in considerazione dei problemi che la redazione prima,  e la pubblicazione del testo dopo, hanno generato a diversi livelli.

C’è in primo luogo la questione legata all’ “ufficialità” del testo. La telenovela purtroppo continua. Dopo i diversi testi che si sono rincorsi uno dopo l’altro nei giorni scorsi (ne abbiamo ampiamente riferito nel Notiziario n. 46 del 4 maggio u.s.), sin a partire  dal  primo pubblicato in assoluta anteprima da FLP DIFESA e che ha fatto davvero un gran rumore,  c’è ora la prova provata del diverso testo inviato in Parlamento. Pubblichiamo su questa stessa pagina il testo uscito dalla stamperia del Senato, che risulta  diverso (si veda il paragrafo iniziale) da quello pubblicato sul sito istituzionale. Vedremo se e cosa dirà la Ministra a tal riguardo,  certo è che quanto avvenuto ha esposto l’A.D. a critiche e sorrisini.

Entrando poi nei contenuti  del  Libro Bianco, c’è subito un primo rilevantissimo problema di ordine politico, che immaginiamo troverà posto negli interventi dei componenti le Commissioni. Il Libro Bianco (ultimo capitolo, paragrafo 294) costituisce “direttiva ministeriale”  a normativa vigente, dunque già operativa prima di qualsiasi confronto politico di merito con il Parlamento. Se è vero come è vero che le politiche di sicurezza e difesa sono centrali nella vita di un Paese e del nostro in particolare nella fase storica che stiamo vivendo, il preventivo coinvolgimento del Parlamento appariva  non solo utile, ma doveroso.  Cosa diranno a tal proposito i membri della Commissioni Difesa ed Esteri?  Anche sulla politica estera, il Libro Bianco affronta questioni di tale natura (e la riunione congiunta di oggi con le due Commissioni Esteri lo dimostra ampiamente), traccia linee e strategie, non nuove per la verità, ma che forse avrebbero dovuto coinvolgere in via diretta il Ministero degli Esteri. Così non è stato, problemi al riguardo?

Ci sono poi altri nodi di carattere politico, di cui abbiamo riferito nel nostro precedente Notiziario n. 48 dell’11 u.s.:   il ruolo preponderante e assoluto del Capo di SMD, il nuovo vero “padrone” della Difesa, con leve vecchie e soprattutto nuove (il costituendo Comando Logistico Difesa, in primis)  molto più efficaci e operative rispetto a quelle dello stesso Ministro,  che ridurranno fortemente le competenze attuali e l’autonomia delle FF.AA. e che proprio per questo hanno già determinato parecchi mal di pancia; il depotenziamento del Segretariato, che perderà la funzione più importante, la Direzione Nazionale degli Armamenti, che transiterà a SMD,  con tutti gli interessi legati all’industria che si trascina dietro; c’è  il rapporto non chiarito con il massiccio riordino in chiave riduttiva (di strutture e di personale) delle FF.AA. innescato dalla Legge 244/2012 e dai due decreti attuativi del 2014 “firmati” dalla stessa sen. Pinotti allora Sottosegretario ,  rispetto ai quali gli stessi  pareri a suo tempo espressi dalle Commissioni Difesa sembrano stati riposti dal Libro Bianco in un angolo dimenticato; ci sono le novità annunciate sul  bilancio, con il superamento della storica tripartizione in personale/esercizio/investimento (ma non è materia di esclusivo dominio della Camere?); c’è il problema delle risorse che servono per questa riforma e del chi ne paga i costi,  in un momento di grande difficoltà sociale e di sofferenza economica, e ci sono  infine le  problematiche del personale, in primis quello civile,  per il quale si registra la corposa marcia indietro rispetto alle previsioni dell’art.1 D.Lgs. n. 7 e alle stesse linee programmatiche della Ministra.

Insomma, ce n’è abbastanza per attendere con curiosità ed interesse la riunione di oggi, in primo luogo  le cose che dirà la Ministra e in secondo luogo gli interventi dei parlamentari, con l’auspicio che non si celebri un rituale stantio e che il dibattito sia vero e non venga compresso, come già avvenuto.

 (Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Libro Bianco – testo pubblicato dal Senato

Allegato 2: Libro Bianco – testo pubblicato sul sito del M.D.

Notiziario n. 48 dell’ 11 maggio 2015 –

La Ministra della Difesa, sen. Roberta Pinotti
La Ministra della Difesa, sen. Roberta Pinotti

Ha fatto davvero rumore, all’interno dell’A.D. e non solo, la pubblicazione sul nostro sito in data 22 aprile u.s. del testo del “Libro Bianco”, che ha avuto il merito di rendere per la prima volta note le scelte che si andavano delineando nelle segrete stanze del Ministero. Certo, era solo un’ “ipotesi di lavoro”,  come è stata connotata nella mail a noi inviata dal Gabinetto,  ma,  al di là di un utile snellimento del testo (paragrafi da 353 a 300) e della diversa forma grafica, l’impianto complessivo e le scelte sono rimaste in massima parte le stesse nel testo definitivo,  pur a fronte di qualche pur importante novità. Ci dispiace molto che l’anticipazione fatta dalla nostra O.S. abbia determinato il “grave disappunto” della nostra Ministra  (si veda il comunicato del 30 u.s., che pubblichiamo su questa pagina in allegato 1),  ma il problema non è chi ha pubblicato notizie su scelte di cui i lavoratori e le Parti sociali sono state tenute totalmente fuori,  semmai è chi quel testo lo ha fatto uscire dalle segrete stanze del M.D. Una prova di nuova governance?

Ciò premesso, e come già anticipato, proviamo a proporre ai lavoratori alcune prime considerazioni in undici punti sulla “riforma” disegnata dal “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”, che ripubblichiamsu questa stessa pagina in allegato 6.

  1. Dopo l’illustrazione delle ragioni che ne sono alla base (capitolo 1), i due successivi capitoli sono dedicati al “quadro strategico”  e alle “politiche in materia di sicurezza e difesa”. Partendo dall’attuale diffusa instabilità internazionale, generatrice di possibili conflitti in aree geografiche vicine al nostro Paese, si teorizza, ai fini della sicurezza, la centralità della regione euro-mediterranea non disgiunta però da quella dell’area euro-atlantica, sottolineando il “ruolo internazionale” del nostro Paese. Una parte, questa, forse un po’ troppo scolastica e ridondante, che peraltro ripropone  analisi e scelte in materia di politica estera, di sicurezza e di difesa  già note e consolidate.  Nulla di nuovo, insomma.
  2. Con il Libro Bianco, il Governo intende avviare una nuova profonda trasformazione della Difesa (capitolo 6). Ancora un’altra riforma, dunque.   Con quali risorse, in tempi di magra come quelli che viviamo ed ora appesantiti dalla sentenza n. 70/2015 della Corte Costituzionale?  Il Libro Bianco non fornisce alcuna risposta a questa domanda,  atteso che le riforme a costo zero nei fatti non esistono.  Dove si prenderanno allora le risorse necessarie per avviare e portare a compimento questa nuova riforma, già definita epocale?  In tema di bilancio,  l’operazione che con il Libro Bianco si propone è il “superamento dell’attuale tripartizione delle spese” (personale/esercizio/investimenti) e la rimodulazione in tre bacini (“personale/operatività FF.AA./missioni militari”),  così il progressivo crollo  dell’esercizio che si è verificato in questi anni si noterà un po’ meno. Ma non è che le risorse si trovano con il gioco delle tre carte.  Per fare la riforma, ci vogliono soldi, tanti soldi. Da dove si prenderanno? Nel primo testo da noi pubblicato, era anche scritto “l’auspicio per un progressivo aumento di risorse per la Difesa con l’obiettivo di puntare a 2% del PIL nel medio termine” (parte finale paragrafo 39), che  nel testo definitivo è opportunamente scomparso. Averlo scritto nel primo testo,  fa comunque pensare.
  3. La riforma di cui sopra si porta dietro un nuovo riassetto delle FF.AA. (capitolo 7). L’ennesimo!!!! La legge delega n. 244/2012 e i due decreti attuativi (DD. LLgs. nn. 7 e 8/2014) hanno rivisto in chiave fortemente riduttiva l’assetto delle FF.AA. (-30% delle strutture entro il 2019; da 190.000 a 150.000 i militari e da 28.700 a 20.000 i civili nel 2024). Il Libro Bianco non chiarisce però il legame tra Legge 244 e questa nuova riforma,  semplicemente perché non ne parla proprio: in tutto il testo, si cita solo un paio di volte la Legge 244 e neanche una sola volta i due DD. LLgs. attuativi, che peraltro sono già in fase di costosa attuazione: pensiamo solo ai riordini in itinere dei Poli Esercito e Arsenali MM.  Questa “dimenticanza” appare perlomeno assai sospetta. Quante energie e quanti soldi è già costata sinora la L. 244?  Facciamo finta di avere scherzato?  La cosa appare incomprensibile anche sotto un altro punto di vista: quel  riassetto, la Ministra Pinotti ha contribuito a definirlo in veste allora di Sottosegretario, l’ha condiviso, sostenuto, e valorizzato anche negli incontri con le OO.SS.. Già invecchiato precocemente?  E se così fosse, quanti soldini è costato ai cittadini questo scherzetto?
  4. Il Libro Bianco esalta a più riprese la necessità di riforma della governance, con in primis l’annunciata implementazione delle attribuzioni del Ministro, cui verosimilmente si accompagnerà l’incremento di spesa per consulenti e collaboratori esterni.  Insomma, il Ministro vuole avere maggiori leve di comando a sua disposizione.  Il modello è quello tipicamente renziano, con il disegno dell’uomo politico solo al comando, che ora prende corpo anche nell’ A.D.  Ci si deve chiedere, però,  quale sarà il ruolo del Parlamento – espressione dei cittadini elettori – in rapporto alle scelte in materia di difesa ricondotte alla governance politica del Ministro.  E’ illuminante, ma anche preoccupante a nostro avviso, l’ultimo capitolo, paragrafo 294: il Libro Bianco costituisce “direttiva ministeriale”  a normativa vigente, dunque già operativa prima di qualsiasi confronto politico di merito con il Parlamento, chiamato a esprimersi solo su leggi nuove e non sulle scelte operate all’interno del MD in vigenza di leggi esistenti.  Sotto questo profilo,  si va molto oltre la stessa riforma Andreatta del 1997, che il Libro Bianco peraltro incensa (ma i guasti di quella riforma sono tuttora visibili ed evidenti, specie in area industriale). Perché la Ministra illustrerà il 14 maggio p.v. alle Commissioni Difesa riunite (la convocazione è pubblicata su questa pagina, allegato 5) il Libro Bianco/Direttiva solo dopo la sua pubblicazione? Non sarebbe stato utile ed  opportuno un confronto con il Parlamento prima dell’emanazione del Libro Bianco/Direttiva? Una sottovalutazione preoccupante, a noi pare, del ruolo del Parlamento, che fa il paio con il mega ruolo attribuito al Capo di SMD  che – in sintonia con la giustamente molto contestata riforma della c.d. “buona scuola” –  appare come il “Preside”  della Difesa,  con poteri enormi e a cui tutto fa capo. E’ il Capo di SMD che definirà la nuova riforma delle FF.AA., proponendo entro sei mesi un nuovo riassetto in chiave più interforze e una nuova struttura organizzativa dello strumento militare. Così messa la questione, e con un ruolo al minimo del Parlamento, la riforma della governance crea una sorta di diarchia (Ministro e Capo di SMD),  nella quale però il ruolo del Ministro appare meno forte e con meno leve rispetto a quello del Capo di SMD.  Era un po’ quello che le alte gerarchie militari volevano, o no?
  5. La crescita prepotente del ruolo e delle competenze del Capo di SMD si associa al depotenziamento del Segretario Generale. La funzione di Direttore Nazionale degli Armamenti (D.N.A.)  viene sottratta al Segretario Generale e abbinata alla funzione di “Responsabile per la logistica” (L).  Dal nuovo DNAL (Direttore Nazionale degli Armamenti e Responsabile per la Logistica),  posto alle dipendenze del Capo di SMD, dipenderanno Reparti e  GG. tecniche e anche il costituendo  Comando Logistico della Difesa,  che diventerà l’asse centrale nel supporto a tutte le FF.AA..  Rispetto all’area Operativa,  quella  Amministrativa risulta pertanto alquanto ridimensionata,  perdendo peso e consistenza: in sede di esame dei DD. LLgs. attuativi L.244,  il Parlamento si era espresso in modo diverso. Sorge allora il dubbio che il disegno portato avanti dai Vertici militari ai tempi del Ministro Mauro, e dallo stesso a suo tempo bloccato con il rinvio al Regolamento per la ripartizione delle competenze tra le due aree, potrebbe aver trovato un diverso compimento, anche perché l’idea di depotenziare PERSOMIL e PREVIMIL sembra per ora accantonata:  evidentemente, ha pagato la lotta dei lavoratori delle due DD.GG. che sono scesi in piazza per difendere il loro posto di lavoro, con la sola FLP DIFESA al loro fianco. In ogni caso occorrerà attendere la riorganizzazione ex DL 95/2012 (spending review Governo Monti) dell’area di SGD, ancora non attuata: qualche problema si porrà, tenuto conto del taglio di 24 figure dirigenziali.  Il potenziamento del ruolo del Capo di SMD,  responsabile in primis dell’impiego delle Forze funzione per il quale si avvarrà di un “Vice Cte per le operazioni” e  del “Comando Operativo di Vertice Interforze” posto al di sopra dei c.d. “comandi di componente”, segna in ogni caso una fortissima accelerazione in avanti del processo di “interforzizzazione” delle FF.AA., che perderanno così molta autonomia. Anche per questo,  si sono già registrate le prime grida di allarme come quelle di cui si è reso portavoce l’ex Capo di SMD, Amm. Binelli Mantelli, che in una intervista al IL SECOLO XIX – si legga l’allegato e pubblicato su questa stessa pagina – denuncia che la sen. Pinotti sarebbe stata “influenzata”  dal gen. Mosca Moschini,  grida all’isolamento dell’A.M.  e si mostra allarmato da scelte che privilegiano l’Esercito a discapito delle altre FF.AA.  La logistica interforze sembra andare proprio in questa direzione, e comunque oggi a capo di  SMD, SGD e COI ci sono tutti Generali provenienti dall’Esercito….  Il testo definitivo del “Libro Bianco”  reca però anche una buona novella, e cioè la  previsione di un civile nell’incarico di Segretario Generale, incarico sinora riservato rigorosamente a un militare. E si capisce anche il perché: tolta la polpa (DNA) e dunque con competenze  molto ridotte, un civile viene meglio, si sà!
  6. Particolare attenzione ed enfasi il “Libro Bianco” lo pone sul rapporto tra Difesa e industria, con la quale si creerà una “stretta collaborazione”.  E’ prevista la revisione del “modello acquisizioni”,  ma nel testo definitivo è scomparsa la previsione di “esternalizzazione di alcuni funzioni della Difesa a imprese o società private”  presente nel primo testo da noi anticipato il 22 aprile (paragrafo 328). Menomale!   Confermata invece l’idea che sarà esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcune strutture tecnico-industriali della Difesa e, grazie a specifiche norme, il relativo personale”.   Mai si era adombrata così esplicitamente l’intenzione di privatizzare Poli e Arsenali o, meglio, di liquidare in futuro l’intera  aria industriale del M.D., atteso che neanche un solo rigo viene dedicato nel Libro Bianco al futuro degli Enti di Agenzia Industrie Difesa. E’ futuro della Difesa anche quella, o no?
  7. Anche come conseguenza diretta di questo nuovo e straordinario rapporto con l’industria, e allo scopo dichiarato di assicurare stabilità nel tempo agli investimenti, il Libro Bianco prevede che il Parlamento approvi una legge pluriennale sugli investimenti con copertura di almeno 6 anni. Una scelta forse suggerita dalla vicenda F-35, rispetto al quale  non sono arrivate dal Libro Bianco le risposte che qualcuno attendeva sul c.d. “lodo Scanu”  (riduzione acquisti e scelta del Parlamento ex art.4   244). Pare invece che il MD abbia recentemente confermato l’acquisto di tutti i  90 aerei per 13 mld di €!. Alla base della legge pluriennale,  che ovviamente dovrà essere votata dal Parlamento, ci saranno comunque i contenuti  della “Revisione Strategica della Difesa”, approvata entro sei mesi dal Ministro su proposta del Capo SMD, e dunque fatta in proprio in ambito Difesa, cui seguirà un nuovo ciclo di pianificazione.
  8. La nuova riforma avrà al centro il personale militare: troppo al centro, a ben vedere! Confermato il modello a 150.000 nel 2024, l’obiettivo è quello di FF.AA. più giovani e operative e di un riequilibrio nella ripartizione tra gradi e categorie. Previste nuove modalità di arruolamento (in particolare per i sottufficiali), di trattenimento in servizio, di avanzamento, di progressione di carriera, di formazione e addestramento (su base interforze), con un nuovo sistema di valutazione e misure di accompagnamento ed esodo agevolato (torna l’idea degli “scivoli d’oro”?).  I militari verranno articolati in due categorie in quota parte al 50%,  di cui la prima in servizio permanente (oggi pari all’88%)  e la seconda con contratti a tempo determinato  (oggi pari al  12%), e verrà anche creata una “riserva”, con una capacità operativa a più basso contenuto di professionalità, ma integrabile.  Prevista anche una nuova struttura del trattamento economico, più carriera e più soldi (ancora?), e pure  un’indennità di congedo.   Ci chiediamo: chi paga tutto questo?  La spesa per il personale (oggi al 73% del bilancio!) non schizzerà ancora più in alto? E ancora:  perché nulla o quasi di dice sui circa 30.000 militari che dovrebbero lasciare le FF.AA. da qui al 2024 per l’attuazione del modello a 150.000?  E “come” e in “che misura” avverranno i transiti nei ruoli civili del MD?  E’ un gran problema, ma non c’è neanche un solo accenno.  Infine, nulla o quasi sul “Servizio Civile Nazionale”, che darebbe una dimensione anche civile alla difesa.
  9. In materia di formazione, il Libro Bianco indica la strategia futura, lasciando intravvedere in un qualche modo – questa almeno è la nostra impressione – il tentativo di recupero all’interno del MD di attività formative andate con la soppressione di CEFODIFE. Non possiamo che apprezzare evidentemente, tenuto conto della strategicità della formazione e delle previsioni del D. Lgs. n.8/2014.
  10. In questo Libro Bianco, al personale civile tocca il ruolo della cenerentola, secondo un antico copione. Una mezza paginetta in un testo di oltre 60 pagine, appena 6 paragrafi sui 300 complessivi!  Per noi, solo le solite affermazioni general generiche sulla “valorizzazione” del  lavoro civile, che lasciano ovviamente  il tempo che trovano.  “Parole, parole, parole” recitava una famosa canzone di Mina. Nessun accenno all’ “attribuzione  di compiti e funzioni specifiche  al personale civile”, voluto dall’ allora Sottosegretario Pinotti  e che aveva costituito il positivo approdo del D. Lgs n. 7/2014 (art. 1, comma 2-bis, let e),  e, cosa ancor più grave, nessun indicazione operativa nel segno degli impegni programmatici solennemente assunti dalla Ministra di fronte alle Commissioni Difesa il 15.03.2014.  Sembra tutto cancellato, d’ un solo colpo.  E menomale che il Sottosegretario Rossi aveva chiesto alle OO.SS. di fornire dei contributi per la stesura del Libro Bianco,  e noi l’avevamo anche preso in parola, producendo un documento di ben 12 pagine, che ripubblichiamo ad ogni buon conto su questa pagina come allegato 3.   Non c’è assolutamente nulla di quanto da noi e da altre sigle richiesto.  C’era un punto forte nelle nostre argomentazioni,  quell’“attribuzione di compiti e funzioni al personale civile dirigente e non dirigente”  fissato dalla norma di legge sopra richiamata e poi seguito dall’impegno solenne in Parlamento della Ministra Pinotti.  La cui attuazione avrebbe innescato la “separazione di competenze” tra le due categorie,  anche con evidenti e rilevanti benefici economici e operativi per il MD atteso che, a parità di impiego, il lavoro civile costa la metà della metà di quello militare  (questa, abbiamo detto più volte, è la prima spending review  del MD, quella più semplice e a portata di mano). Niente di tutto questo, ma con una chicca conclusiva che segnaliamo all’attenzione dei colleghi. Nel  primo testo da noi pubblicato il 22 u.s., c’erano un paio di cosette interessanti, che recepivano peraltro alcune richieste contenute nel documento FLP DIFESA inviato al Sottosegretario: la prima (paragrafo 258)  prevedeva “norme per sancire una più estesa differenziazione e peculiarità del personale civile della Difesa rispetto al resto del personale della P.A.”   e la seconda (paragrafo 260) che “saranno introdotte norme per una più ampia valorizzazione stipendiale…. e saranno nel tempo superate tutte le differenziazioni di natura amministrativa con il personale militare in caso d’impieghi equivalenti”Ebbene, nel testo definitivo,  la prima frase è scomparsa del tutto e la seconda è stata così riscritta: “ove indispensabile per evidenti motivi di equità, saranno inserite previsioni per corrispondere ai civili, in caso di medesimo impiego operativo all’estero, un’indennità equivalente a quella corrisposta ai militari”.  Segnaliamo ai colleghi l’aggettivo”indispensabile”: che penna straordinaria e fantasiosa!  C’è bisogno di commenti?  Nel contributo richiesto dal Sottosegretario Rossi e  prodotto da FLP DIFESA, il riconoscimento della specificità/peculiarità del personale civile  e la riduzione della forbice tra militari e civili in situazione d’impiego equivalenti, erano due richieste centrali. Ebbene, non c’è la benchè minima traccia nel testo definitivo del Libro Bianco.   Questo, sig.ra Ministra,  è dunque il modo con il  quale  si progetta e si costruiscono i percorsi  per  “superare definitivamente quegli “steccati” che hanno circoscritto tradizionalmente i civili della Difesa a specifici compiti e funzioni, escludendoli da altre riservate di norma al personale militare”,  come Ella affermava il 15.03.2014? Delle due, l’una:  o  chi ha scritto il testo definitivo se n’è fregato bellamente degli intendimenti della nostra Ministra, fornendo così un primo straordinario esempio della nuova governance, o la stessa sen. Pinotti ha fatto marcia indietro rispetto ai suoi stessi impegni. E’ lecito chiedere qualche risposta?    In merito poi alle assunzioni  del personale civile, dopo anni di blocco del turnover  e il conseguente depauperamento degli organici e delle professionalità, l’unica cosa che viene proposta nel Libro Bianco è un incremento, in prospettiva futura, delle assunzioni a tempo determinato (precariato). Altro che un“piano straordinario di assunzioni”  per l’area industriale della Difesa!  Marcia indietro anche qua?
  11. Infine, il testo definitivo manca della prefazione di Renzi, presente invece nel testo (“ipotesi di lavoro”) da noi pubblicato il 22 aprile : trattasi di un segnale di presa di distanza?

Dunque, questo Libro Bianco avrebbe dovuto rappresentare un passaggio decisivo verso la c.d. “civilizzazione” e invece segna, a nostro avviso,  un deciso passo indietro, che rende oramai poco credibile alla categoria chi, al dunque, si è tirato indietro rispetto agli impegni assunti.  Ci si dimostri il contrario!

Si apre quindi per noi lavoratori civili uno scenario davvero preoccupante, rispetto al quale dovremo scendere in campo e difenderci. Con le OO.SS. unite e non separate, così almeno si spera: la straordinaria manifestazione dell’altro giorno dei lavoratori della scuola, qualcosa dovrebbe pur aver insegnato…. Motivare dai tavoli separati la nostra gente a scendere in piazza, appare francamente un po’ arduo: o no?

Queste le nostre prime considerazioni sul “Libro Bianco”. Nell’invitare tutti a partecipare al  sondaggio sul Libro Bianco in home page del nostro sito, attendiamo ora di sentire l’audizione della Ministra e poi decideremo il da farsi.

  (Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:  Comunicato Ministero della Difesa del 30 04 2015

Allegato 2: L’opinione dell’ex Capo di SMD, amm. Binelli Mantelli

Allegato 3: il documento di FLP DIFESA inviato al Sottosegretario il 10.12.2014 con le proposte per il Libro Bianco

Allegato 4: 11.05.2015 – Lettera a Comm. Difesa con richiesta audizione su Libro Bianco

Allegato 5: Audizione Ministra Pinotti su Libro Bianco 14.05.2015

Allegato 6: Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa

News del 29 aprile 2015 – h. 18.00

FrontespizioPubblichiamo il testo definitivo del “Libro Bianco per a Sicurezza internazionale e la Difesa”, che ci risulta essere stato formalmente trasmesso nella giornata di ieri 28 aprile alle Camere con nota accompagnatoria della Ministra Pinotti, e anche alle articolazioni di vertice della nostra Amministrazione, e che domani verrà pubblicato sul sito istituzionale.

Rispetto a quello pubblicato su questo nostro sito con la “News” del 22 aprile u.s.,  e che fatto davvero un botto clamoroso in quanto per la prima volta i contenuti e le scelte del Libro Bianco sono usciti dalle segrete stanze del nostro Ministero e sono diventate di pubblico dominio, quello che pubblichiamo su questa pagina, e che  costituisce il testo definitivo,  si presenta innanzitutto senza più la “prefazione” del Presidente del Consiglio e l’ “indirizzo” della Ministra Pinotti, e poi decisamente più snello, con un numero di paragrafi ridotti (sono passati da 353 a 300) e alcuni aggiustamenti.

Ci sono alcune novità anche di una qualche importanza, per esempio la previsione di un Dirigente civile nell’incarico di Segretario Generale, incarico sinora riservato rigorosamente a un militare anche perché ad esso afferivano le competenze di Direttore Nazionale degli Armamenti (DNA) che oggi si vogliono scorporare,  ma per il resto ci sembra che le scelte più importanti e significative (governance; nuovo riordino FF.AA.; rapporti con l’industria; personale militare; etc.) siano rimaste sostanzialmente le stesse.

In alcuni casi, invece, gli approdi del testo definitivo ci appaiono addirittura peggiorativi rispetto al primo testo, ed è peraltro proprio il  caso della parte relativa al personale civile. Ci ritorneremo diffusamente nei prossimi giorni.

Nel pubblicare dunque il testo definitivo  e nel raccomandarlo caldamente alla lettura dei colleghi, facciamo comunque riserva nella prossima settimana di uscire con uno specifico Notiziario che recherà una nostra prima riflessione su questo Libro Bianco, con una particolare attenzione rivolta alle questioni che toccano più da vicino  i lavoratori civili.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato:  Libro Bianco 2015 – testo definitivo

libro bianco 2015 per la sicurezza internazionale e la difesa


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