La Ministra R. Pinotti con il Capo di SMD C. Graziano
Il sogno, inizialmente ispirato dal gen. R. Mosca Moschini – già Comandante generale della Guardia di Finanza, poi Capo di SMD, quindi consigliere militare del Presidente della Repubblica e oggi, a quasi 80 anni, ancora sulla cresta dell’onda in qualità di Segretario del Consiglio Supremo di Difesa – e poi a lungo coltivato dalla Ministra Pinotti, di operare una storica riorganizzazione del modello difesa con più potere e più leve decisive attribuite al Capo SMD, che rappresenta nella sostanza il cuore del progetto “Libro Bianco”, risulta allo stato naufragato e, per il momento, deve essere necessariamente riposto nel cassetto
Con la firma del decreto di scioglimento delle Camere operato il 28 dicembre u.s. dal Presidente Mattarella e con la fine della XVII legislatura, infatti, tutte le proposte legislative in itinere o ancora in corso d’esame da parte del Parlamento, sono automaticamente decadute. Tra queste, anche il DDL 2728 attuativo del Libro Bianco, approdato in prima lettura al Senato, ma mai sottoposto al voto dell’aula.
Come si ricorderà, il “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” era stato elaborato da un gruppo di c.d. “esperti” e poi reso pubblico sul sito del nostro Ministero il 30 aprile 2015 (lo ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 4). Ne abbiamo evidenziato i contenuti, per alcuni versi preoccupanti e pericolosi, attraverso i numerosi Notiziari che abbiamo dedicato da allora ad oggi (ricordiamo in particolare il Notiziario n. 48 dell’11.05.2015). E abbiamo seguito il percorso parlamentare del Disegno di Legge attuativo (DDL 2728) adottato il 10.02.2017 dal Consiglio dei Ministri e titolato “Riorganizzazione dei vertici del Ministro Difesa e delle relative strutture. Deleghe al Governo per la revisione del modello operativo delle FF.AA.…” , che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3, e abbiamo registrato al contempo alcune reazioni forti e negative indotte sia all’interno del M.D. (pensiamo alle posizioni ostili assunte a suo tempo dall’allora Capo di SMM amm. De Giorgi) sia sul fronte politico-parlamentare, anche in ambito stessa maggioranza, che ne hanno di fatto rallentato il percorso e lo hanno poi condotto su un binario morto. Gli unici passaggi effettuati, nell’oltre anno e mezzo di stazionamento al Senato (alla Camera non è mai approdato, ovviamente), sono stati l’esame e il via libera delle Commissioni Bilancio e Difesa, la quale ultima in data 11 ottobre u.s. ha espresso parere favorevole a maggioranza dei suoi componenti e con voto positivo anche di pezzi della minoranza (Forza Italia, per es.). Su questa stessa pagina, rispettivamente in allegato 1 e 2, i resoconti delle sedute conclusive delle due Commissioni.
Una sola norma contenuta del DDL non approvato è comunque già diventata legge: è quella relativa al mandato non più biennale ma triennale dei nuovi vertici delle Forze Armate, che è entrata in vigore attraverso l’inserimento nel decreto legge fiscale collegato alla legge di bilancio 2018 (D.L. 16.10.2017, n. 148, che è poi stato convertito senza modifiche nella Legge 4.12.2017, n. 172).
Di questo allungamento del mandato hanno già beneficiato: il Cte gen. dell’Arma, T. Del Sette, che lascerà proprio oggi l’incarico al neo nominato nuovo Cte dei CC Gen. G. Nistri; il Capo di SME gen. D. Errico, che a sua volta lascerà l’incarico il 27 febbraio p.v. al neo nominato nuovo Capo di SME gen. S. Farina; infine, il gen. C. Graziano Capo di SMD, che lascerà il suo incarico a novembre p.v. e dunque sarà ancora in carica dopo le elezioni e la nomina del nuovo Ministro della Difesa, che potrebbe ripresentare in CdM il DDL in argomento. E siamo certi che il gen. Graziano solleciterà il nuovo Ministro a farlo il prima possibile.
Il DDL 2728, oggi decaduto, a noi interessava però per un altro motivo. Lo abbiamo ricordato nel nostro ultimo Notiziario n. 3 del 9.01.2017, parlando delle novità assunzionali frutto delle iniziative poste in essere in conseguenza dell’accordo del 5 aprile. Tra queste, la riattivazione delle “scuole allievi operai”, punto forte delle richieste sindacali unitarie, e che si è poi tradotta nella presentazione di due emendamenti governativi allo stesso DDL, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 5.
Che oggi sono ovviamente decaduti, ma dei quali solleciteremo al nuovo Ministro l’urgente recupero o tramite il nuovo DDL attuativo del LB o con altro veicolo normativo.
Il Capo di SMD Claudio Graziano e la MInistra Roberta Pinotti
Con il Notiziario n. 60 del 20 giugno u.s., avevamo segnalato la lentezza con la quale procedeva l’esame, in Commissione Difesa del Senato, del Disegno di Legge (DDL 2728) attuativo del Libro Bianco, adottato il 10.02.2017 dal Consiglio Ministri e recante “Riorganizzazione dei vertici del Ministro Difesa e delle relative strutture. Deleghe al Governo per la revisione del modello operativo delle Forze Armate…” (su questa stessa pagina in allegato 3 pubblichiamo il testo del DDL 2728, insieme con altri interessanti documenti parlamentari in allegato 4).
Qualcosa deve essere cambiato negli ultimi tempi se è vero, come è vero, che abbiamo assistito nel corso delle ultime settimane ad una forte accelerazione dei lavori in Commissione, impressa dal Presidente Latorre.
Nel Notiziario n. 60 sopra richiamato avevamo anche segnalato la decisione della stessa Commissione Difesa, assunta in data 13 giugno u.s., di sentire “soggetti qualificati, tra cui gli ex Capi di SM, le rappresentanze del personale militare e i sindacati del personale civile” , e noi eravamo in attesa dell’audizione, avendola peraltro richiesta insieme a CGIL e UIL (ns. nota unitaria del 20.03.2017, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 6).
Ma con una decisione imprevista e imprevedibile, frutto evidentemente delle forti pressioni venute dai piani alti del Ministero e in particolare dai Vertici militari, solo una settimana dopo la stessa Commissione Difesa ha deliberato di chiedere a parecchi soggetti (Capi di S.M. in carica; Segretario Generale/DNA; ex Ministri: perché alcuni si ed altri no?); Capi di SM a riposo: perché alcuni si ed altri no?, Centri Studi e anche COCER e OO.SS. del personale civile di “fornire dei contributi scritti”, ma solo attraverso un apposito modello e relativamente a dieci prefissati argomenti, tra i quali di nostro maggiore interesse: la revisione delle attribuzioni del Ministro; la riconfigurazione dei Vertici militari; la nuova politica degli investimenti; l’istituzione del Polo per l’alta formazione e la ricerca; gli interventi di razionalizzazione della sanità mil.; il nuovo modello operativo interforze e la standardizzazione organizzativa; la rimodulazione del modello professionale e i suoi obiettivi; la riforma del sistema di formazione). Dunque, una sorta di compitino scritto a casa per scolari diligenti, senza neppure la possibilità di esprimere un giudizio conclusivo. Ma si può?
La Commissione ha però contestualmente disposto che, ad essere auditi in seduta plenaria, fossero solo il Ministro della Difesa e il Capo di SMD, e cioè i due soggetti che, avendo fortemente voluto il Libro Bianco (che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 5) e avendo di fatto scritto il DDL 2728, ne sono i naturali e interessati promoter. Di norma, le audizioni hanno una ratio un po’ diversa che quella di rappresentare le sole posizioni dominanti o a favore…… o no?
Immediata la reazione da parte di molti, in primis i COCER che, come abbiamo letto, nel ribadire una valutazione negativa del DDL 2782 e nel chiederne profonde modifiche, si sarebbero rifiutati di offrire il contributo richiesto in quanto “i contenuti dell’Atto sono indicati in maniera talmente riassuntiva che è quasi impossibile esprimere un parere” e ritenendo inoltre del tutto inadeguata la semplice “compilazione di una tabellina”.
Come dar loro torto? E’ lo stesso ragionamento fatto da noi: se il Parlamento ritiene di chiederci solo dei compitini scritti, che mancano di sintesi e di giudizio conclusivo, e di audire solo i promoter del DDL (Capo SMD e Ministra), bene, lo faccia, ma non chieda a noi di partecipare alla finzione. Troppo davvero!
Giovedì scorso 13 u.s. l’audizione del Capo di SMD (domani 18 luglio ci sarà la Ministra): ne pubblichiamo su questa stessa pagina la registrazione audio-video in allegato 1 e il resoconto parlamentare in allegato 2, e invitiamo tutti ad ascoltarla o leggerla. Sentirete il gen. Graziano esaltare le virtù taumaturgiche del DDL attuativo del Libro Bianco, ma senza neanche un minimo accenno al nodo gordiano che vi sta sotto: lo strapotere del suo riconfigurato ruolo, che cumula enormi competenze, operative ed anche economiche, mai viste sinora e che vanno a rompere gli attuali equilibri tra i Vertici ( SGD/DNA e SMD), e che, proprio per questo, inducono preoccupazioni anche sul piano della democrazia, atteso che all’orizzonte già si staglia l’“uomo forte della Difesa” che da oltre cinquant’anni è fuori dalla nostra storia.
E sentirete anche il profondo e alto dibattito che ne è seguito tra i membri della Commissione Difesa…..
Sembra davvero scomparso dai radar il Disegno di Legge (DDL) di attuazione del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”, che reca la “Riorganizzazione dei vertici del Ministro difesa e delle relative strutture” e conferisce inoltre deleghe al Governo in materie diverse (formazione, per es).
Come si ricorderà, il DDL era stato adottato dal Consiglio dei Ministri in data 10 febbraio u.s. e, dopo lunghissima gestazione negli Uffici di Palazzo Chigi, era finalmente approdato al Senato e assegnato alla IV Commissione (DDL n. 2728, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, insieme, in allegato 2, al testo del Libro Bianco che vide la luce l’oramai lontano 30 aprile 2015 e, giusta previsione degli artt. dal 293 in avanti, avrebbe dovuto essere implementato entro i sei mesi successivi, e siamo già, invece, oltre i due anni).
C’è dunque qualcosa che non sta andando nel verso sperato, in primis dalla Ministra Pinotti, dal Capo di SMD gen. Graziano che ne diventerà il primo beneficiario, e anche dal gen. Mosca Moschini, in pensione dal 2006 dopo essere stato Capo di SMD dal 2001 al 2004 ma tuttora in auge come Segretario del Consiglio Supremo di Difesa, che né è stato l’ispiratore e ne è tuttora di fatto il nume tutelare.
Quello che pare stia creando qualche problema è la crescente percezione, che ci risulta alquanto condivisa e trasversalmente bipartisan all’interno dei gruppi parlamentari, di ciò che sta effettivamente dietro all’operazione Libro Bianco. Sono in molti infatti a pensare che, dietro al paravento delle supposte esigenze operative interne ed internazionali legate alla sicurezza e alla difesa del Paese, ci sia al fondo il tentativo di creare l’uomo forte della Difesa, che rappresenterebbe un fatto del tutto nuovo che confliggerebbe apertamente con la nostra storia e stravolgerebbe gli equilibri fissati dalla L. 25/1997.
Ricordiamo le principali scelte del Libro Bianco: il ruolo preponderante e assoluto del Capo di SMD, il nuovo vero “padrone” della Difesa, in possesso di tutte le vecchie leve, ma anche di nuove e robuste (il costituendo Comando Logistico Difesa, per es.), che fissano competenze di fatto più efficaci rispetto a quelle dello stesso Ministro e che ridurranno fortemente le competenze attuali e l’autonomia delle FF.AA., in primo luogo in materia di carriere della dirigenza militare e di formazione, e che produrranno “quell’uomo forte solo al comando” che non può non preoccupare chi crede fortemente nell’equilibrio dei poteri come del vero sale della democrazia; inoltre, il forte depotenziamento di SEGREDIFESA, che perderà la funzione più importante, la Direzione Nazionale degli Armamenti, che transiterà a SMD, con tutti gli interessi, legati all’industria privata della Difesa, che si trascinerà dietro.
Immaginiamo per un momento il futuro Capo di Stato Maggiore Difesa disegnato dal DDL 2728: Comandante in capo delle Forze Armate Italiane, e dunque di tutta l’area operativa che rappresenta oggi l’87% della Difesa, ma con aggiunti poteri enormi e di fatto esclusivi in materia di armamenti, di logistica, di selezione della classe dirigente militare e di formazione della stessa. Qualcuna ha parlato di ritorno ai tempi di Badoglio, che certo appare una immagine forzata, ma ha comunque il pregio di dare il senso dei rischi sottesi all’operazione. E, di questi rischi, pare proprio che se ne siano accorti in molti in Parlamento, e anche per questo il percorso non risulta facile allo stato.
Anche i tempi non giocano a favore dell’operazione Libro Bianco: in questi giorni, la Commissione Difesa del Senato è impegnata nell’esame dell’Atto Senato n. 396 (Schema decreto legislativo sul riordino di ruoli e carriere del personale delle FF.AA. ), e siamo già a maggio… Si aggiunga che le elezioni politiche anticipate, si dice a settembre in contemporanea a quelle tedesche, appare oggi una eventualità che non si può escludere, e con l’interruzione della legislatura il DDL verrebbe cestinato. Ma anche nel caso di voto alla scadenza naturale (febbraio 2018), i tempi a disposizione non sono poi così rassicuranti.
Intanto, le OO.SS. rimangono in attesa di essere convocati dal Sottosegretario Rossi per discutere appunto del DDL..
Il Capo di SMD gen. Graziano e la Ministra Pinotti
A oltre quaranta giorni dal via libera del Consiglio dei Ministri del 9 feb. u.s., ha visto finalmente la luce sul sito del Senato il Disegno Di Legge (DDL) attuativo del Libro Bianco che era stato pubblicato a fine aprile 2015. Il parto è stato particolarmente lungo e laborioso: quasi due anni per la messa a punto del DDL (la previsione del Libro Bianco era invece di max sei mesi), e ora questo ulteriore ritardo nell’ufficializzazione del testo, lasciano immaginare che l’operazione tesa a modificare profondamente l’attuale assetto della Difesa non scorra poi così piana,come certamente vorrebbero gli ideatori e i sostenitori .
Pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 il provvedimento in argomento, classificato come Atto Senato n. 2728 e recante “Riorganizzazione dei vertici del Ministero della difesa e delle relative strutture. Deleghe al Governo per la revisione del modello operativo delle Forze armate, per la rimodulazione del modello professionale e in materia di personale delle Forze armate, nonché per la riorganizzazione del sistema della formazione” e ne pubblichiamo anche tutti i documenti a corredo: la “Relazione illustrativa”, la “Relazione tecnica”, l’ “Analisi tecnico-normativa” e l’Analisi dell’impatto della regolamentazione (AIR)”.
Dunque, si apre ora la fase decisiva dell’esame da parte dei due rami del Parlamento, e noi speriamo che il provvedimento venga significativamente modificato. Il nostro giudizio al riguardo è stato molto netto sin dal primo apparire del Libro Bianco, e nel frattempo non abbiamo certo cambiato opinione.
Il punto più critico riguarda il nuovo ruolo, preponderante e assoluto, attribuito al Capo di SMD, il nuovo vero “padrone” della Difesa, in possesso di leve vecchie e nuove (la DNA-Direzione Nazionale Armamenti e il costituendo Comando Logistico Difesa ,in primis), molto più efficaci e operative rispetto a quelle dello stesso Ministro, che ridurranno fortemente le competenze attuali e l’autonomia delle FF.AA., in primo luogo in materia di carriere della dirigenza militare e di formazione, e che produrranno “quell’uomo forte solo al comando” che a noi, convinti che in democrazia sia fondamentale l’equilibrio tra i poteri, non piace per nulla.
Ma ci sono anche altre scelte che riteniamo negative: il depotenziamento di SEGREDIFESA, che perderà la funzione più importante, la DNA, che transiterà a SMD, con tutti gli interessi legati all’industria della difesa che si trascinerà dietro; il rapporto non chiarito con il massiccio riordino in chiave riduttiva (di strutture e di personale) delle FF.AA. avviato dalla Legge 244/2012 e dai tre decreti attuativi (nn. 7 e 8/2014 e n. 91/2016); le corpose novità in materia di bilancio, non più tripartito; c’è il problema delle risorse che servono per questa riforma e del chi ne pagherà i costi, in un momento di grande sofferenza sociale ed economica del Paese; c’è inoltre il progetto di soppressione dell’area industriale della Difesa, con previsione di cessione di strutture e personale all’industria privata; e c’è infine, per noi civili, l’ulteriore nostra marginalizzazione per dare più ruolo e funzioni ai militari, in primis in area SMD.
Seguiremo da vicino i lavori parlamentari e cercheremo anche di interloquire con le Commissioni competenti, con la speranza che alla fine il provvedimento venga molto modificato. Non sarà certamente una cosa facile.
E’ in atto infatti un’offensiva mediatica dei Vertici della Difesa tesa a fornire all’opinione pubblica una lettura rassicurante e positiva del provvedimento: dopo l’intervista alla Ministra Pinotti del 1 marzo u.s. (“Nasce il Pentagono italiano, comando unico e risparmi, così cambiano le Forze Armate”) di cui abbiamo già dato conto ai colleghi con il Notiziario n. 32 del 16.03.2017, il giornale “La Repubblica” ha dato spazio a una nuova intervista, questa volta al Capo di SMD gen. Claudio Graziano, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3.
Il pretesto era quello di parlare di cyberdifesa, ma poi l’intervista vira tutta sul progetto di riforma, di cui vengono evidenziati i supposti benefit, tra i quali i tutti da dimostrare tagli di generali e ammiragli, segnalando finanche le virtù taumaturgiche del progetto al punto da affermare che, dopo la riforma, non assisteremo più “ai capitoli peggiori della nostra storia militare segnati dalla mancanza di coordinamento tra le singole FF.AA.: aerei che colpiscono nostre navi e viceversa”, che offre una visione non proprio esaltante delle FF.AA. che furono, e che in parte ancora oggi sono. No comment, al riguardo!
Infine, pubblichiamo in allegato 4 la richiesta unitaria di audizione sul DDL in argomento inviata da CGIL FP – UIL P A e FLP DIFESA al Presidente della IV Commissione Difesa del Senato
Ha destato molta sorpresa, all’interno ma anche all’esterno del Ministero della Difesa, l’intervista concessa dalla Ministra Pinotti a La Repubblica e pubblicata il 1 marzo u.s. (gli interessati la troveranno anche su questa pagina in allegato 1). Il titolo, davvero un po’ pomposo (“Nasce il Pentagono italiano, comando unico e risparmi, così cambiano le Forze Armate”), lascia trasparire il filo conduttore della narrazione della Ministra, che mette in positivo le scelte contenute nel disegno di legge di iniziativa governativa attuativo del Libro Bianco, di cui abbiamo già riferito nei Notiziari n. 18 del 9.02.2017 e n. 21 del 16.02.2017.
Una narrazione, quella della Ministra, portata avanti attraverso messaggi precisi: un “progetto organico” ne sarebbe alla base; prevederebbe una “riduzione del numero di generali e ammiragli” in tutt’uno con la riduzione di comandi; la scelta di rimodulare la Difesa in chiave interforze sarebbe in linea con l’idea originaria del Ministro Andreatta e preserverebbe comunque “l’identità delle FF.AA., ma al netto di ogni competizione”; infine, la creazione del “pentagono italiano” a Roma-Centocelle, dove verrà collocata la nuova Direzione Nazionale Armamenti e Logistica (DNAL), il Comando Operativo Interforze (COI) e “dove si è pensato di costruire la struttura con i vertici di tutte le FF.AA.”, lasciando così immaginare utilità non solo organizzative, ma anche economie di ordine finanziario. Sin qui la Ministra.
L’intervista ha sì destato sorpresa, ma anche irritazione, per es. in Parlamento, atteso che le scelte contenute nel DDL non possono allo stato essere ancora ritenute acquisite. Ma ha in particolare innescato interrogativi e riflessioni. Quale sarebbe il “progetto organico”? quello di fare del Capo di SMD il dominus incontrastato della Difesa con un potere di fatto superiore allo stesso Ministro? E dove starebbe la supposta riduzione di ammiragli e generali, atteso che “le aliquote di avanzamento, ogni anno, vengono fatte in base alle vacanze che si creano e in base ai congedi per limiti di età degli alti ufficiali”? E gli annunciati “tagli di risorse e accorpamenti di Enti e comandi” sono cose che in Difesa si vivono e si praticano da molti anni, dove starebbe dunque la grande novità? E, in quanto alla tutela dell’identità di ciascuna F.A., qualcuno si è chiesto cosa farà il Capo di una F.A., se non “presenziare alle cerimonie in giro per l’Italia, visto che non potrà decidere più su nulla, tranne mantenere l’operatività della propria forza armata, con i soldi e i mezzi che il Grande Capo elargirà.”.
E qui si arriva al vero nodo del problema, la figura del nuovo Capo di SMD, il nuovo e vero Capo di tutte le FF.AA., che “deciderà tutto: i finanziamenti, gli investimenti, le promozioni dei generali e ammiragli, insomma avrà un potere “totale”, mai visto, diciamo noi, nei settant’anni della nostra storia repubblicana, e questo pone davvero un gran problema. La Ministra su questo però glissa, nascondendosi dietro il paravento dell’ ex Ministro Andreatta, che certamente è stato l’ispiratore della legge 25/1997, ma che non ha mai pensato, per esempio, di sottrarre la Direzione Nazionale Armamenti al Segretario Generale o la logistica alle FF.AA. per trasferirle sotto SMD.
Sul bilancio della Difesa, infine, è vero che siamo al di sotto del 2% del PIL, ma la Ministra dovrebbe anche ricordare che gran parte degli investimenti militari gravano sul bilancio del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) e che, se calcolati insieme, i due bilanci supererebbero, e anche di molto, il tetto del 2%.
Su questa stessa pagina, ina allegato 2, pubblichiamo anche l’articolo de“Il Manifesto” sull’intervista della Ministra.
Ovviamente la sen. Pinotti non ha dedicato neanche una parola ai civili e neanche un rigo ai problemi veri che vive oggi la Difesa, in primis quelli degli Enti industriali abbandonati al loro destino, senza risorse e senza turnover. Lo ha ricordato, in una intervista a “La Nazione”, l’ex Capo di SMM amm. G. De Giorgi, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3.
Anche di questi problemi, che la nostra gente vive sulla propria pelle, vorremmo discutere con la Ministra nell’ incontro che era previsto per oggi, ma che è stato differito al 21 p.v.. (si veda l’allegato 4 pubblicato su questa stessa pagina).
Intanto pare che l’Uffico Drafting del Senato abbia restituito il testo del DDL all’ Ufficio legislativo del nostro Ministero: problemi?? e quali?
Libro Bianco, ci siamo. A distanza di oltre venti mesi dalla sua uscita (30 aprile 2015) nel testo che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, ci troviamo verosimilmente alla vigilia dell’adozione “di alcuni provvedimenti prioritari e per la delega a successivi specifici dispositivi legislativi”, dei quali pertanto “inizierà a breve l’iter parlamentare”.
La notizia proviene da una fonte autorevolissima, il Consiglio Supremo di Difesa, che nella sua ultima riunione del 24 novembre u.s. ha “fatto il punto sui lavori per l’attuazione del Libro Bianco della Difesa” (ne abbiamo parlato nel nostro Notiziario n. 140 del 1.12.2016; ripubblichiamo inoltre in allegato 2 il comunicato stampa del Quirinale). E una ulteriore conferma, altrettanto autorevolissima, è venuta recentemente dal Presidente Gentiloni che, in sede di presentazione in Parlamento del programma del suo Governo per il voto di fiducia delle Camere, ha fatto espresso riferimento all’attuazione del “Libro Bianco” tra le priorità del suo Governo. Leggiamo la dichiarazione del Premier riportate da un’agenzia: “Intendiamo ridare slancio a tre riforme in corso: quella della pubblica amministrazione, del processo penale e del libro bianco della difesa” (ITALPRESS, 13.12.2016, h.11.42), notizia poi ripresa dalla stampa e da altri media.
Dunque, il tempo è arrivato, ci sono voluti quasi due anni, ma ora ci siamo. E allora, essendo alla vigilia del varo dei primi provvedimenti attuativi, un ripasso sul tema sarà utile, anche per comprendere bene il quadro che abbiamo di fronte.
Il “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” (in sigla, LB) costituisce il progetto del nuovo assetto della Difesa per i prossimi quindici anni. Fortemente voluto dalla Ministra Pinotti, ha registrato convinte adesioni tra alcuni Vertici militari, primo fra tutti l’attuale Capo di SMD e già Capo di SME gen. C. Graziano, ma pure forti contrasti all’interno delle FF.AA, come quella del già Capo di SMM, amm. G. De Giorgi, oggi in pensione dopo l’abbandono forzato per l’ affare Tempa Rossa (ma oggi prosciolto, vds. articolo de IL TEMPO di ieri su questa stessa pagina in allegato 3), che pareva per questo non avesse ottenuto quella deroga che a breve altri Vertici ora avranno (gli attuali Capo SMD, Capo SME e il Cte Gen. Arma CC). Ma i motivi forse non erano solo quelli….
Queste alcune scelte “rivoluzionarie” disegnate dal LB: : il ruolo preponderante e assoluto del Capo di SMD, il nuovo vero “padrone” della Difesa, in possesso di leve vecchie e nuove (il costituendo Comando Logistico Difesa, in primis), molto più efficaci e operative rispetto a quelle dello stesso Ministro, che ridurranno fortemente le competenze attuali e l’autonomia delle FF.AA., in primo luogo in materia di carriere della dirigenza militare e di formazione; il depotenziamento di SEGREDIFESA, che perderà la funzione più importante, la Direzione Nazionale degli Armamenti, che transiterà a SMD, con tutti gli interessi legati all’industria che si trascinerà dietro; c’è il rapporto non chiarito con il massiccio riordino in chiave riduttiva (di strutture e di personale) delle FF.AA. avviato dalla Legge 244/2012 e dai tre decreti attuativi (nn. 7 e 8/2014 e n. 91/2016); ci sono le corpose novità sul bilancio, con il superamento della storica tripartizione in personale/esercizio/investimento; c’è il problema delle risorse che servono per questa riforma e del chi ne paga i costi, in un momento di grande difficoltà sociale e di sofferenza economica, nel quale si registra addirittura un aumento delle spese militari (si legga l’articolo de IL FATTOQUOTIDIANO che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 4); c’è anche il cancellino già pronto sull’area industriale della Difesa, per la quale si registra la preoccupante previsione dell’art. 280 del LB che parla di cessione di strutture e personale all’industria privata; e c’è, infine, per noi, al di là delle dichiarazioni di facciata dei Vertici, l’ulteriore marginalizzazione del personale civile per dare più ruolo e più funzioni al personale militare, in primis in area SMD. Lo abbiamo già verificato in questi mesi, o no?
E ci sono, soprattutto, gli impegni non assolti assunti dal Sottosegretario Rossi di aprire il confronto con le OO.SS. in fase di costruzione dei provvedimenti attuativi. Sta diventando un classico, ancora una volta ci troveremo di fronte al fatto compiuto, con schemi di provvedimenti già belli e impacchettati. Così è!
Il Sottosegretario alla Difesa. on. Domenico Rossi
La riunione di oggi con il Sottosegretario Rossi è servita in primo luogo a fare un punto di situazione in merito alle scelte e alle iniziative avviate dal Vertice politico per dare risposta all’annoso problema legato all’inadeguato trattamento economico del personale civile; ma è anche servita a discutere di altre questioni e a calendarizzare una serie di incontri su alcune partite importanti tuttora aperte. E’ questo, in estrema sintesi, il succo della riunione odierna. Ma andiamo con ordine.
TRATTAMENTO ECONOMICO PERSONALE CIVILE
Come si ricorderà, le risultanze conclusive dello studio (riferito all’anno 2013) condotto dal “Gruppo di lavoro” di cui al DM 16.06.2015 avevano evidenziato il notevole gap esistente tra i trattamenti economici in essere nella Difesa e quelli di altre AA.PP. Nel settore pubblico contrattualizzato, il trattamento nel MD presentava un differenziale medio di -9% sui dirigenti e di -15% sui non dirigenti, e le differenze riguardavano in misura minore il trattamento stipendiale (differenze intorno a -3/4%) e in modo molto più corposo l’accessorio (per il personale delle aree funzionali, il differenziale negativo si attestava sul –34%), mentre sul fronte dei dirigenti, invece, il differenziale risultava addirittura positivo (+ 11%).
Delle quattro soluzioni ipotizzate dallo stesso on. Rossi nel corso della riunione del 20 aprile u.s. (vds. Notiziario n. 47 di pari data), la scelta finale operata dalla Ministra, come avevamo immaginato e scritto nel Notiziario, è caduta sulla costituzione di un “fondo integrativo”, aggiuntivo rispetto al FUA, sul tipo di quello in essere nel Ministero della Salute, alimentato da risorse provenienti in parte dal MD e in parte dal MEF.
A tal riguardo, la nostra Amministrazione ha già avanzato una proposta formale alla Funzione Pubblica (competente per gli aspetti normativi) e al MEF (competente per gli aspetti finanziari), che è già stata oggetto di un primo incontro trilaterale di approfondimento nei giorni scorsi, e altri ne seguiranno. Il Sottosegretario ci ha detto che A.D. intende accelerare al massimo questi confronti e completarli in tempi che consentano di sfruttare il veicolo offerto dalla legge di stabilità 2017, e proprio nella giornata di domani l’on. Rossi avrà un incontro sul tema con il Sottosegretario alla P.A. Rughetti. Lo stesso Sottosegretario ha anche preannunciato una nuova riunione con le OO.SS. in data 28 settembre p.v., nella quale verremo informati delle risultanze di quegli incontri e degli eventuali sviluppi operativi.
Nel suo intervento, FLP DIFESA ha preso atto delle comunicazioni venute dall’on. Rossi, che lascerebbero immaginare un impegno straordinario su questa partita da parte del nostro Vertice politico, che è certo ben consapevole che tanto tempo è trascorso invano e che oggi c’è, in aggiunta, un problema di credibilità della stessa Amministrazione, innescato dalle scelte suicide operate sui passaggi economici 2016 (si è scelto di negare a 10.000 lavoratori civili il passaggio di fascia dal 1 gennaio c.a., con un danno medio di circa 1000 €). Un’Amministrazione che nega consapevolmente questa opportunità ai propri dipendenti non può non apparire poco credibile in ordine alle reali intenzioni di accrescere il loro trattamento ec.
La nostra O.S. ha comunque chiesto di avere copia, per la riunione del 28 p.v., del documento conclusivo prodotto dal “Gruppo di Lavoro” ad aprile u.s. e della proposta formale che l’Amministrazione ha inviato a FP e MEF. Abbiamo anche chiesto quale dotazione finanziaria sia ipotizzabile per codesto Fondo e quali le modalità/criteri previsti per la sua distribuzione ai lavoratori civili. Atteso quanto previsto dalla Direttiva della Ministra del 10.11.2015 e confermata dall’Ipotesi FUA 2016, che prevede che la distribuzione del FUA avvenga con gli stessi criteri adottati per la remunerazione della performance individuale, spereremmo in modalità di distribuzione francamente diverse (tipo FESI?)
Attendiamo dunque le risposte che l’on. Rossi ci darà nella riunione del 28 p.v., e allora saranno più chiare a tutti la serietà, la sostenibilità e la reale praticabilità dell’operazione. Vedremo, dunque!
Nella seconda parte della riunione, abbiamo discusso con l’on. Rossi delle altre questioni ancora inevase, da noi segnalate con lettera del 7 giugno u.s. (vds Notiziario n. 70 del 9.06.2015). Ne forniamo una sintesi per argomento, accompagnandola con le considerazioni/richieste avanzate dalla nostra O.S..
Tabella di equiparazione tra gradi militari e inquadramenti civili: nella puntata precedente (riunione con l’on. Rossi del 15 giugno 2016, vds Notiziario n. 47 di pari data) avevamo appreso del via libera della FP alla tabella convenuta con l’allora Sottosegretaria Pinotti il 12.11.2013 (vds. Notiziario n. 122 di pari data); nella riunione di oggi, invece, l’on. Rossi ci ha informato che il MEF avrebbe già fornito alla stessa FP il parere richiesto, che però non è ancora noto alla nostra Amministrazione, e del quale ci sarà riferito nella prossima riunione del 28 settembre p.v. Dunque, la telenovela continua, questa benedetta tabella non riesce a vedere la luce a distanza di quasi tre anni da quel lontano giorno in cui fu concordata. Il sospetto che qualche manina nascosta ne rallenti dietro le quinte volutamente il percorso ci sta tutto, ovviamente. Siamo dunque alle battute conclusive? Lo speriamo davvero, non dimenticando comunque che esistono altri importanti problemi legati al transito del personale ex militare, che occorrerà affrontare presto.
Problematiche benefici previdenziali da lavori insalubri, polverifici e imbarchi: il tavolo tecnico disposto dal Sottosegretario su nostra richiesta e di cui alla nota del Gabinetto del 6 luglio u.s. verrà fissato entro il 10 ottobre p.v., con una variante non di poco: a coordinarne i lavori, non sarà PERSOCIV, ma Stato Maggiore Difesa. A seguire, il tavolo politico che dovrà poi trarne le conclusioni sul piano operativo. Anche qui, abbiano osservato che sono già passati invano ben 7 mesi dall’emanazione della contestata circolare della D.G.
Funzioni del Personale civile: SMD ha già convocato per il 22 p.v. il tavolo tecnico per la prosecuzione dei lavori avviati in data 28.07.2016 e di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 93 pari data, chiamato a lavorare sulle “specifiche e coordinate direttive applicative” previste dal protocollo sottoscritto dalla Ministra Pinotti e dalle OO.SS. nazionali in data 2.05.2016 (vds. Notiziario n. 55 di pari data).
Misurazione e valutazione performance individuale: l’on. Rossi ci ha invitato a fornire entro metà ottobre proposte di integrazione/modifica della Direttiva del 10.11.2015, in previsione del 2017. Ne abbiamo preso atto e daremo come sempre il nostro contributo, pur nella riconferma della nostra critica radicale al sistema brunettiano e alla sua applicazione nel MD (pendente il nostro ricorso al TAR).
Libro Bianco per la sicurezza e la difesa (LB):l’on Rossi ha riconfermato l’intendimento di avviare il confronto con il Sindacato una volta che AD avrà operato le proprie scelte attuative. Ne abbiamo preso atto, segnalando comunque all’on. Rossi che ci risulta che sia già stato messo a punto il testo di un DDL delega, e che quindi sarebbe davvero utile e opportuno aprire rapidamente il confronto, anche per non trovarci di fronte ad un prodotto già definito e impacchettato, come avvenuto in passato.
Progressioni tra le aree e problematica personale area 1^: nessuna novità di rilievo, da parte del Sottosegretario. Non sono ancora terminati, dopo nove mesi (!), gli approfondimenti su cui la stessa Ministra si era impegnata e di cui alla nota Gabinetto del 14.12.2015, e pertanto nessuna soluzione è ancora ipotizzabile. Abbiamo segnalato al Sottosegretario l’enorme ritardo con il quale A.D. continua a muoversi su questo fronte, e ci siamo chiesti se la strada intrapresa sia davvero la più concreta e praticabile, tenuto conto del campo assai ristretto a nostra disposizione (scarsa capienza in area 2^; ben nota difficolta di ottenere risorse dal MEF; tempi lunghi per dare soluzione totale al problema). Per questo motivo, atteso che siamo oramai alla vigilia dell’apertura del confronto in sede ARAN per il rinnovo del contratto, abbiamo ribadito la nostra idea sulla necessità di un impegno comune, di AD e di tutte le OO.SS., per portare su quel tavolo la proposta di soppressione dell’area 1^, che risolverebbe d’incanto tutti i problemi e in tempi anche molto rapidi (si veda il Notiziario n. 94 del 1.08.2016).
Infine, abbiamo segnalato all’on. Rossi la necessita di prevedere, anche con una certa sollecitudine, specifici incontri dedicati: alle problematiche innescate dal previsto ingresso nei ruoli civili del personale del Corpo Forestale (D.Lgs. n. 177/2016); a quelle legate alla sottrazione di competenze a PREVIMIL (D.M. 22.06.2016); infine, a quelle legate alle ben nota, difficile agibilità attuale dei tavoli locali.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 73 del 15 giugno 2016 –
Il Sottosegretario alla Difesa, on. Domenico Rossi
Nell’incontro di oggi in sala Piccio di Palazzo Aeronautica, il Sottosegretario Rossi ha dato risposte, pur in alcuni casi ancora interlocutorie, su tutte le questioni da noi segnalate con la lettera del 7 giugno u.s. e di cui al Notiziario n. 70 del 9.06.2015. Ne forniamo una rapida sintesi per argomento, accompagnandola con le considerazioni e le richieste avanzate dalla delegazione FLP DIFESA.
Tabella di equiparazione tra gradi militari e inquadramenti civili: con nostra lettera dell’11 aprile u.s., allegata al Notiziario n. 42 di pari data, avevamo posto il problema sulla mancata emanazione del DPCM con la nuova tabella di regolazione dei transiti del personale ex militare, chiedendoci se il corposo ritardo accumulato (oltre due anni!) non fosse dovuto ad un qualche ripensamento. Ebbene, l’on. Rossi, nel ricordare e riconfermare la scelta a suo tempo operata dalla Ministra Pinotti – allora Sottosegretaria – sulla nuova configurazione della tabella (personale ex SU. in area 2^ e personale ex U. in area 3^), ci ha informati che la Funzione Pubblica ha fatto propria la tabella proposta da AD, e la circostanza non appare certo di poco conto. Per renderla operativa con l’adozione del previsto DPCM, però, la FP è in attesa di avere il parere del MEF, al quale peraltro è già stato richiesto. Siamo dunque in dirittura d’arrivo? Noi ci speriamo ovviamente, non dimenticando comunque che esistono altri problemi non risolti legati al transito del personale ex militare, sui quali intendiamo comunque ritornare a breve.
Bando di Mobilità Interna Volontaria: al Sottosegretario, che ha confermato in sede di riunione che il bando verrà pubblicato on line il 20 p.v., FLP DIFESA ha segnalato una serie di criticità che sembrano emergere. In primo luogo la limitatezza dei posti dichiarati vacanti (“esigenze funzionali”) dagli Organi programmatori (n. 1650) che rappresentano una minima percentuale delle vacanze reali desumibili dal raffronto organici/effettivi e peraltro in gran parte presenti in area T/A e molto meno nell’area di più diffusa presenza civile (area T/O – solo 514 posti a bando!!), al quale si potrebbe associare un “grado di scopertura” – non ancora reso noto da AD, ma essenziale in termini di trasparenza dell’operazione – tale da rendere impossibili molte uscite. Il combinato disposto tra posti limitati e basso grado di scopertura determinerebbe di fatto il quasi fallimento del 1° bando di mobilità e l’instaurarsi di una condizione di “blocco di fatto” della mobilità interna nel Ministero Difesa. C’è qualcuno che sta lavorando sottotraccia per questo, essendo ben consapevole che il fallimento del bando di mobilità comporterebbe nei fatti il ritorno alla vecchia procedura? E’ una domanda legittima, che abbiamo esteso al Sottosegretario Rossi, e cioè al firmatario insieme a noi del protocollo del 29.09.2016 (si veda la nostra News di pari data), al quale abbiamo chiesto una particolare attenzione sulla vicenda anche in considerazione della rilevanza che la stessa riveste per tantissimi lavoratori.
Circolari PERSOCIV: la D.G. ha emanato di recente due circolari che hanno innescato dei problemi, la prima 11523 del 23.02.2016 (permanenza sede 1^ assegnazione del personale ex mil. transitato) e la seconda n. 31848 del 19.05.2016 (benefici pensionistici da lavori insalubri, polverifici e imbarchi).
In merito alla prima circolare relativa agli ex militari transitati, il Sottosegretario ha accolto il ragionamento da noi proposto e di cui al Notiziario n. 49 del 6.04.2016, sul fatto che la mobilità del personale ex militare transitato nei ruoli civili dovesse rientrare a pieno titolo nel “protocollo d’intesa del 29.09.2015” e dunque senza la forzatura dei tre anni in sede di 1^ assegnazione introdotta da PERSOCIV su imput del “Comitato dei Capi di SM di FA”. Pertanto, la circolare di che trattasi viene di fatto azzerata e il personale ex militare potrà partecipare tranquillamente ai bandi di mobilità.
In merito alla seconda circolare relativa ai benefici previdenziali da lavori insalubri, polverifici e imbarchi, il Sottosegretario ha accolto la richiesta unitaria di parte sindacale di un tavolo tecnico, respinta a suo tempo dal D.G. di PERSOCIV (vds Notiziario n. 52 del 28.04.2016), dispondendone il rapido avvio dei lavori con il compito di operare in primo luogo una ricognizione presso gli Enti interessati per quantificare meglio il problema e in secondo luogo per ricercare le più idonee soluzioni al problema, che – lo abbiamo ricordato all’on. Rossi – ha di colpo azzerato benefici acquisiti, e acquisiti peraltro sulla base di precise disposizioni (circ. PERSOCIV n. 17521 del 3.03.2006), e che quasi certamente innescherà contenziosi e conflitti anche in sede giudiziaria. Nel prendere atto della positiva apertura dell’on. Rossi, non possiamo però far a meno di osservare che in ogni caso la circolare di che trattasi non viene sospesa, come pure le OO.SS. avevano unitariamente chiesto, con tutti gli effetti che allo stato ne derivano. Urge allora avviare il tavolo, e questo abbiamo chiesto all’on. Rossi.
Misurazione e valutazione performance individuale: l’on. Rossi ci ha comunicato che ha disposto l’istituzione di un “osservatorio”, che avrà il compito di operare una ricognizione a tutto tondo e di monitorare le criticità che stanno via via emergendo nell’attuazione della direttiva a firma della Ministra del 10.11.2015, sulle risultanze del quale verrà avviato di seguito un tavolo di confronto con le OO.SS. Nel prendere atto dell’iniziativa del Sottosegretario, abbiamo comunque riconfermato in pieno il nostro giudizio sulla inadattabilità del modello brunettiamo nelle condizioni date del Ministero Difesa per i motivi più volte richiamati, per ultimo nel Notiziario n. 69 del 6 u.s. , per i quali abbiamo rilanciato il ricorso al TAR Lazio del quale attendiamo serenamente il pronunciamento. Vedremo, nel frattempo, se emergeranno ulteriori novità in materia di performance organizzativa alla luce della risposta di OIV al quesito proposto da SMD, e di cui abbiamo riferito nel Notiziario sopra richiamato.
Libro Bianco per la sicurezza e la difesa (LB): l’on Rossi ha detto che non appena saranno note le scelte attuative in merito al personale civile (§ 231….236) e alla nuova organizzazione dello strumento militare (§ 295), si aprirà il tavolo di confronto con le OO.SS. (prevedibilmente entro luglio). Ne abbiamo preso atto, con l’auspicio che i contributi che verranno da quel tavolo trovino questa volta ascolto adeguato da parte dell’A.D., atteso che i precedenti contributi richiesti alle OO.SS. ai fini della redazione del L.B. (per il nostro, vds Notiziario n. 130 dell’11.12.2014) ha sortito magri risultati.
Trattamento economico personale civile: la Ministra Pinotti, ancorchè subito informata dall’on. Rossi sulle risultanze e sulle opzioni operative prospettate a conclusione dei lavori del “Gruppo di lavoro” istituito con DM 16.06.2015 (si veda il Notiziario n. 47 del 20.04.2016), non ha ancora operato la relativa scelta. Non appena lo farà, auspicabilmente a breve, l’on. Rossi convocherà le OO.SS. per fornire loro la preannunciata informazione al riguardo e raccogliere utili contributi da parte loro.
Funzioni del Personale civile: l’on. Rossi ha reso noto che è stato già costituito il tavolo tecnico bilaterale SMD-SGD che dovrà lavorare sulle “specifiche e coordinate direttive applicative” previste dal protocollo sottoscritto dalla Ministra Pinotti e dalle OO.SS. nazionali in data 2.05.2016 (vds. Notiziario n. 55 di pari data). Tenuto conto dei tempi fissati dal protocollo (90 gg.), attendiamo già nel corso di questo mese una riunione con SMD-SGD per il previsto confronto con le OO.SS.. A tal proposito, abbiamo segnalato al Sottosegretario l’esigenza di procedere a passi veloci anche per la centralità che la questione riveste per i lavoratori civili, e ricordato l’importanza decisiva che FLP DIFESA annette a queste “direttive”, come da noi rappresentato alla Ministra in occasione della firma.
Schema DM rideterminazioni organici civili: pubblichiamo su questa stessa pagina il testo pervenuto dal Gabinetto nella giornata di ieri, che in ogni caso non modifica i volumi in capo a ciascuna F.A. in base al DM 19.11.2014 vigente, opera solo qualche aggiustamento interno agli dotazioni degli OO.PP. su base regionale, avrà un orizzonte temporale limitato (nel 2017, nuovo DM ex D.Lgs 8/2014) ed è solo finalizzato a cancellare l’organico di fascia, da noi richiesto in più sedi e circostanze, al fine di rendere possibili i passaggi economici in numero superiore alla attuali scoperture di fascia (un migliaio). A tal riguardo, abbiamo chiesto, anche in previsione dell’avvio del tavolo negoziale a PERSOCIV sul FUA 2016, che parta rapidamente il percorso che dovrà portare alla sua registrazione.
Il 21 ottobre u.s. si è tenuta, al Quirinale, la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD) che è stata come al solito presieduta dal Capo dello Stato e alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente Renzi, le Ministre Pinotti e Guidi, i Ministri Gentiloni, Alfano e Padoan e il Capo SMD, gen. Claudio Graziano. All’o.d.g., l’esame della situazione internazionale e l’attuazione del Libro Bianco.
In avvio dei lavori, il CSD ha esaminato la situazione internazionale sulla base delle relazioni presentate dai Ministri degli Esteri Gentiloni e della Difesa Pinotti, concentrandosi in particolare sulle crescenti criticità presenti nella sempre più instabile regione mediterranea, che vede il moltiplicarsi dei conflitti e ondate migratorie in aumento, che la Comunità Internazionale cerca di fronteggiare con sempre maggiori difficoltà. In questo difficile contesto, a giudizio del CSD, l’Italia deve concentrare i propri sforzi “sulle situazioni e sulle esigenze di più immediato e diretto interesse per la sicurezza nazionale, con realismo e concretezza”, e operare in primis “per la pacificazione e la stabilizzazione della Libia e, nello stesso tempo, per concorrere alla sconfitta dell’offensiva terroristica..”
La seconda parte della riunione è stata invece dedicata al processo di riforma in corso nel Ministero della Difesa. A tal riguardo, riportiamo uno stralcio del comunicato diffuso dalla Presidenza della Repubblica a conclusione della riunione: “In merito al processo di riforma delle Forze Armate, illustrato dal Ministro della Difesa, il Consiglio ha evidenziato l’importanza delle attività che stanno svolgendo in questa fase gli Stati Maggiori e il Segretariato Generale della Difesa, attraverso i comitati e i gruppi di lavoro istituiti, per tradurre in proposte tecniche concrete, da sottoporre al vaglio del Ministro, i principi e gli orientamenti generali enunciati nel Libro Bianco.In un quadro di generale qualificazione e riduzione della spesa pubblica, il processo di razionalizzazione originato dal Libro Bianco dovrà conferire il massimo impulso allo sviluppo delle componenti operative, umane e tecniche, dello strumento militare, finalizzandole attentamente al contrasto dei rischi e delle minacce che gli scenari di crisi e di conflittualità prospettano al nostro Paese e all’Europa. Occorrono scelte chiare sul piano tecnico e organizzativo come anche flessibilità e prontezza di risposte in campo normativo.Il Consiglio condivide il Libro Bianco e sostiene il perseguimento dei suoi obiettivi. Il progetto di riorganizzazione delle Forze Armate in corso riveste grande importanza e urgenza per il nostro Paese. La sua sollecita attuazione, con il sostegno del Parlamento e del Governo, potrà garantire all’Italia e all’Europa uno strumento essenziale ed efficace, al passo con i tempi”. In allegato 2 che pubblichiamo su questa stessa pagina, il testo del Libro Bianco.
Questi i passaggi del comunicato del Quirinale, che pubblichiamo su questa pagina come allegato 1, rispetto ai quali proponiamo un paio di riflessioni. La prima: il CSD evidenzia “l’importanza delle attività dei comitati e dei gruppi di lavoro di lavoro costituiti” che hanno il compito di formulare “proposte tecniche concrete da sottoporre al vaglio del Ministro”. Preso atto del sigillo del CSD, va però ricordato che, negli interventi in Commissione Difesa, quasi tutti i parlamentari hanno rivendicato il diritto-dovere delle Camere di pronunciarsi sulle scelte di riorganizzazione delle FF.AA. e sulla riforma del MD. Non è davvero una cosa di poco conto. Tutt’altro.
La seconda riflessione che proponiamo riguarda invece l’affermazione, evidentemente tutta politica, che “il Consiglio condivide il Libro Bianco e sostiene il perseguimento dei suoi obiettivi”. Se il CSD ha ritenuto necessario, a sei mesi dall’uscita del Libro Bianco e mentre ferve il lavoro dei “comitati e gruppi di lavoro”, procedere alla riaffermazione della propria condivisione, potrebbe essere questo il segnale dell’emergere di posizioni di dissenso dalle indicazioni del Libro Bianco, in particolare in settori (pensiamo a SGD o ad alcuni SS.MM.) che a quelle scelte pagano un tributo molto grande in termini di autonomia.
I genn. Magrassi (a sx) e Stefanini si salutano durante la cerimonia di avvicendamento
Il gen. Carlo Magrassi è il nuovo Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti (DNA), e forse sarà l’ultimo Dirigente a fregiarsi di ambedue questi titoli (Segretario Generale e Direttore Nazionale degli Armamenti). Come si ricorderà (vds. nostro Notiziario n. 103/2015), è stato nominato, su proposta della Ministra Pinotti, nella riunione del Consiglio dei Ministri del 25 settembre u.s., che ha inoltre conferito l’incarico di Vice Segretario Generale Militare al gen. Nicolò Falsaperna, permanendo nell’incarico di Vice Segretario Generale civile il dr. Franco Massi.
Il gen. Carlo Magrassi è persona ben conosciuta, anche da parte delle OO.SS. nazionali, avendo rivestito l’incarico di Capo di Gabinetto dei Ministri Mauro prima e Pinotti dopo, e di Consigliere militare di Palazzo Chigi, prima con il Presidente Enrico Letta e ultimamente con il Presidente Matteo Renzi. Sarà quasi sicuramente l’ultimo Segretario Generale con l’incarico di Direttore Nazionale degli Armamenti, atteso che il Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa ne sottrae le competenze al Segretariato Generale, attribuendole alla costituendo figura del DNAL (Direttore Nazionale degli Armamenti e della Logistica), posto direttamente alle dipendenze del Capo di SMD.
La cerimonia di avvicendamento con il predecessore gen. Enzo Stefanini si è svolta il 9 ottobre u.s. nella Caserma “Amione” di Roma, alla presenza della Ministra Roberta Pinotti, del Sottosegretario Domenico Rossi, del Capo di SMD gen. Claudio Graziano e dei Vertici di tutte le FF.AA.e del Cdo Gen. CC.
Nel suo intervento, la Ministra ha sottolineato il ruolo di SGD nel processo di innovazione e di ricerca collegata ai materiali d’armamento, nell’approvvigionamento di mezzi, materiali e sistemi d’arma per le Forze armate e nel supporto all’industria italiana della Difesa, ed ha ringraziato i “militari e civili che quotidianamente lavorano insieme per la ricerca e lo sviluppo delle eccellenze del paese”, segnalando le regole trasparenti e di garanzia nei rapporti del MD con il delicato settore dell’industria della Difesa. Non poteva la Ministra, nella circostanza, non accennare anche alle novità (pesanti, a nostro avviso) che emergono dai nuovi scenari prospettati dal Libro Bianco in merito all’organizzazione futura del Segretariato Generale, ma lo ha fatto in modo un pò soft e ottimistico: il nuovo Segretariato, ha detto la sen. Pinotti, “si concentrerà sulle responsabilità amministrative e di gestione e vedrà una ulteriore valorizzazione delle professionalità civili”. “Ulteriore”? E quando è avvenuta la precedente valorizzazione? Mah……
La sostanza vera che emerge dalle scelte del Libro Bianco è invece un’altra: il forte depotenziamento del nuovo Segretariato e, dunque, dell’intera area T/A, che perderà le attuali e corpose competenze in materia di armamenti e logistica, che verranno poste alle dipendenze di SMD (“forte collegamento con il Capo di SMD”, ha detto la sen. Pinotti…). Passa, infatti, innanzitutto per questa strada, la creazione di quell’ “uomo forte“ nel MD nel segno del modello renziano, che a noi proprio non piace, essendo convinti da sempre dell’importanza degli equilibri in democrazia. Soprattutto in un’organizzazione militare, come venne disegnato a suo tempo dalla legge dei Vertici (Legge 2.12.1962, n. 25) che oggi le scelte del Libro Bianco andranno a stravolgere, come da FLP DIFESA già denunciato da tempo.
Il depotenziamento di SGD rappresenta, a nostro avviso, l’operazione strategica nella creazione dell’ “uomo forte”, ma viaggia anche su altri fronti, come il tentativo da noi denunciato (Notiziario n. 99 del 21 settembre) di inserire nel D.L. di proroga delle missioni l’istituzione della “Commissione unica interforze” presieduta dal Capo di SMD per l’ avanzamento della Dirigenza militare di tutte le FF.AA. (Carabinieri compresi), un tentativo poi abortito. O come quello, attualmente in corso, di accelerare al massimo i tempi di attuazione delle previsioni del Libro Bianco, su cui pare si debba pronunciare a breve il Consiglio Supremo di Difesa.
(Giancarlo Pittelli)
libro bianco 2015 per la sicurezza internazionale e la difesa
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Notiziario n. 45 del 4 maggio 2017 – Sembra davvero scomparso dai radar il Disegno di Legge (DDL) di attuazione del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”, che reca la “Riorganizzazione dei vertici del Ministro difesa e delle relative strutture” e conferisce inoltre deleghe al Governo in materie diverse (formazione, per es). […]
Notiziario n. 33 del 20 marzo 2017 – A oltre quaranta giorni dal via libera del Consiglio dei Ministri del 9 feb. u.s., ha visto finalmente la luce sul sito del Senato il Disegno Di Legge (DDL) attuativo del Libro Bianco che era stato pubblicato a fine aprile 2015. Il parto è stato particolarmente lungo e […]
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