Notiziario n. 91 del 23 agosto 2018 –

Due buone notizie sono arrivate in questi giorni, addolcendo in un qualche modo la ripresa delle attività lavorative dopo il periodo di ferie. Ci riferiamo alle notizie relative alle somme in arrivo per il pagamento degli assegni familiari  di luglio e agosto ai lavoratori aventi titolo e di somme FUA e FUS riferiti agli anni 2017 e 2018. Ma andiamo con ordine.

ASSEGNI FAMILIARI.

A causa di un problema tecnico della Ditta che gestisce i flussi dei dati dei dipendenti civili, non sono stati corrisposti ai colleghi aventi titolo con i relativi cedolini stipendiali  gli assegni familiari riferiti ai mesi di luglio e agosto. Ne sono seguiti, da parte degli stessi lavoratori interessati,  forti proteste e iniziative direttamente indirizzate a NoiPA, che  l’hanno indotta a correre immediatamente ai ripari.

Ebbene, informiamo le lavoratrici ed i lavoratori interessati che NoiPA ha reso noto:

Informiamo inoltre che, al momento in cui scriviamo, è già visibile sul sistema NoiPA il cedolino straordinario relativo al pagamento di luglio/agosto.

SOMME FUA /FUS 2017 e INDENNITA’ 2018

La Corte dei Conti ha ammesso a registrazione i decreti del Ministero dell’Economia e Finanze relativi alle somme in titolo, cui seguirà ora da parte della nostra D.G. l’adozione dei c.d. “decreti di riparto” necessari per la corresponsione degli emolumenti.

Le somme FUA/FUS rese disponibili dal MEF sono le seguenti:

A tal riguardo, si deve ricordare che il MEF ha assegnato a suo tempo (era novembre scorso)  al FUA 2017 “ulteriori somme” complessivamente pari a € 9.993.438,33, che l’Ipotesi di accordo, sottoscritta solo in data 11 luglio 2018 dalle sigle firmatarie del CCNL, ha interamente destinato a livello locale con una ripartizione pari al 15% per la remunerazione della performance individuale (quota pro capite € 42,93 al netto degli oneri a carico dell’Amministrazione) e all’85% per i progetti locali (FUS,  quota pro capite € 243,27 al netto degli oneri a carico dell’Amministrazione).

Entrambe queste quote, però, per poter essere corrisposte ai lavoratori, necessitano preliminarmente della certificazione dell’Ipotesi di accordo datata 11.07.2018 da parte di MEF e FP. (gli importi resi pubblici in questi giorni da altre sigle, con comunicati stranamente identici nel testo e negli schemi grafici, mettono insieme impropriamente, anche sotto il profilo della tempistica di pagamento, risorse fisse e ulteriori del FUA 2017 , pervenendo così alle annunciate € 426,72 al netto oneri A.D.).

Infine, giusta comunicazione di PERSOCIV a FLP DIFESA, per ottobre sono annunciati i pagamenti relativi agli adeguamenti stipendiali e agli arretrati degli sviluppi economici 2017.

(Giancarlo Pittelli)

 

Notiziario n. 116 del 10 ottobre 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgBotta autolesionistica, risposta decisa, e replica alquanto debole e impacciata: è questo il condensato  dell’interscambio dei giorni scorsi tra CGIL-CISL-UIL e PERSOCIV sui contenuti dell’accordo FUA 2016 da loro firmato il 30 setembre u.s.. Il risultato finale è un autogol clamoroso, con effetti negativi sui tavoli locali.

Ripercorriamo in breve quanto accaduto: CGIL-CISL-UIL inviano in data 3 u.s. una nota di contestazione di un passaggio della circolare PERSOCIV n. 53923 del 13 settembre, che poteva essere interpretata nel senso che il 15% del FUS potesse essere destinato a remunerare, oltre alla  performance individuale, anche “specifici progetti”.  Una indicazione certo un pò forzata, ma  paradossalmente non proprio così negativa, atteso che l’effetto indotto avrebbe potuto essere quello di destinare ai progetti locali risorse maggiori rispetto all’85% già previsto. E a chi come noi avrebbe voluto destinare alla performance meno del 15% (la CGIL voleva l’1%!), la cosa non risultava poi così indigesta.

Proprio in virtù della considerazione di cui sopra, non appare allora per nulla peregrina un’altra possibile lettura della nota di CGIL-CISL-UIL, ed è quella che le tre sigle abbiano cercato, ora per allora, di modificare il quadro, preso alla fine atto che il combinato disposto tra Direttiva performance  e l’art. 14 dell’accordo FUA da loro sottoscritto limiti molto la contrattazione locale, e affidi di fatto al Dirigente il potere totale in materia di distribuzione delle risorse FUS anche in ordine ai progetti locali.

A rafforzare questa interpretazione viene in aiuto proprio la fermissima risposta di PERSOCIV, che pubblichiamo su questa stessa pagina, che non si è certo limitata a fornire una risposta tutto sommato anche facile sul punto controverso (15%), ma ha spaziato a tutto tondo, con toni anche perentori, e con una chiusura che non ammette repliche (“l’attività progettuale realizzata in sede locale presuppone, ai fini della misurazione e valutazione della prestazione resa, l’utilizzo dello strumento previsto dalla Direttiva”),  il che, in parole povere, significa che le contrattazioni locali saranno decisamente limitate (lo temevamo!).

E che questa interpretazione possa essere davvero la più plausibile, lo dimostra in fondo la stessa replica, visibilmente impacciata, del 6 u.s. delle tre OO.SS., che volutamente e frettolosamente hanno chiuso il contenzioso esaltando la pagliuzza  (evviva, il 15% va solo alla performance!) e facendo invece finta di non vedere la trave  enorme che i firmatari sindacali dell’accordo FUA 2016 hanno contribuito a generare, in primis non opponendosi a suo tempo alla Direttiva sulla performance che, associando i criteri di distribuzione del FUS a quelli della performance,  ha di fatto compromesso la contrattazione locale (solo FLP DIFESA l’ha contestata, impugnandola presso il TAR), e in secondo luogo non battendosi per temperarne gli effetti dentro l’accordo FUA, che addirittura prevede che i tavoli locali possano affidare al Dirigente anche l’85% destinato ai progetti, una autentica provocazione che aggiunge la beffa al danno.

E allora se le tre OO.SS. vedono solo la pagliuzza e non la trave che sta dentro la risposta della D.G., significa che le affermazioni di Persociv circa i limiti dei tavoli locali siano di fatto da loro accettati, e questo apre brutti scenari per detti tavoli, e anche per quelli già chiusi con accordi vecchio tipo. In sostanza, la risposta della D.G. innescata dalla nota di CGIL-CISL-UIL ha peggiorato, e molto, il quadro di situazione.  Per questo, non appare una gran bella idea quella di fornire agli Enti il carteggio tra D.G. e le tre OO.SS…

Rimaniamo in ogni caso convinti che la contrattazione locale vada comunque difesa a spada tratta, dicendo innanzitutto “NO” all’unificazione tra l’85% FUS e il 15% performance, e poi cercando di salvaguardare la contrattazione anche in materia di distribuzione FUS, discutendo, se non dei criteri di valutazione, già determinati, almeno della loro applicazione, che ragionevolmente non può essere la stessa tra performance (valutazione complessiva annuale) e progetti (valutazione parziale su singoli progetti).

(Giancarlo Pittelli)

Allegatorisposta-di-persociv-a-cgil-cisl-uil

Notiziario n. 112 del 30 settembre 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgCon mail del 27 u.s., PERSOCIV ha informato le OO.SS. nazionali che l’Ipotesi di accordo relativa alla distribuzione del FUA 2016 siglata il 3.08.2016  aveva avuto il sostanziale via libera di M.E.F. e F.P. (vds allegato 1) e che, pertanto,  il testo dell’accordo, “conformato secondo le indicazioni ricevute dagli Organi certificatori”, sarebbe stato messo in firma alla Parti sindacali nei giorni 29 e 30 c.m. (vds allegato 2).

Ebbene, coerentemente con le posizioni assunte durante tutto il corso della trattativa nazionale di cui c’è ampia traccia nei nostri Notiziari diffusi a conclusione di ogni riunione,  e in linea peraltro con la scelta conclusiva operata dalla nostra Delegazione nazionale in ordine all’Ipotesi di accordo,  FLP DIFESA non sottoscriverà l’accordo definitivo per i motivi ben noti ai colleghi e specificati nella “Nota a verbale” (in allegato 3), che abbiamo già inviato a PERSOCIV per essere allegata al C.C.N. Integrativo FUA 2016.   

A nostro giudizio, la trattativa negoziale con l’A.D. per la distribuzione del FUA  si è conclusa quest’anno nel peggiore dei modi, con un accordo decisamente al ribasso che prevede per l’anno in corso un  numero di passaggi economici decisamente insufficienti,  la cancellazione di fatto della contrattazione locale per la distribuzione del FUS, addirittura con la previsione vergognosa di un possibile affidamento fiduciario al Dirigente delle relative risorse  in abbinata a quelle destinate alla remunerazione della performance,  e con la prepotente entrata in scena della valutazione della predetta performance,  sia per quanto riguarda la gestione del 15% delle risorse locali che, ancor di più,  per quanto attiene il suo peso all’interno dei criteri che presiederanno ai passaggi economici, decisamene sovradimensionato (50 punti, gli stessi di titoli e esperienza professionale!). Un mezzo disastro, sia per gli effetti che prevedibilmente produrrà sulla  nostra gente che, ancor di più,  per i pericolosi lasciti sul fronte delle relazioni sindacali.

A fronte di questi pesantissimi approdi negoziali, non potrà allora che apparire logica e coerente la scelta unanime della delegazione FLP DIFESA, peraltro condivisa e sostenuta da tutto il nostro gruppo dirigente,  di non sottoscrivere il predetto CCNI.  Un scelta di differenziazione alla quale la nostra O.S. non è usa, avendo sottoscritto responsabilmente tutti gli accordi degli ultimi quindici anni, ma che quest’anno, altrettanto responsabilmente, ha scelto di non sottoscrivere per non diventare complice di un’operazione che segna, a nostro avviso, il punto più basso degli accordi nazionali di questi anni.

Come si ricorderà,  la trattativa era partita il 21 giugno u.s. (vds Notiziario n. 77 di pari data) ed era apparsa già segnata in partenza dalla “intesa programmatica”  di cui all’art. 16  dell’accordo FUA 2015, che confermava i 7.002  passaggi economici 2016 richiesti da CGIL-CISL-UIL Difesa nella riunione del  21.01.2016 (vds comunicato di pari data) e seduta stante generosamente accolti dalla dr.ssa Corrado.

La vicenda rovinosa dei passaggi non può comunque, in nessun caso, far passare in second’ordine le due cadute verticali altrettanto rovinose richiamate in apertura,  la prima legata all’avvento corposo su FUS e passaggi economici della performance individuale e la seconda, certo di maggior rilievo,  che comporta il rischio della cancellazione di fatto della contrattazione locale per la distribuzione dl FUS.

A tal riguardo, ci permettiamo di rivolgere un appello a tutte le Rappresentanze locali affinchè non seguano la sollecitazione delle Parti firmatarie dell’accordo FUA (art. 14, comma 2) a valutare la possibilità di “destinare le somme del medesimo a incremento del trattamento economico accessorio correlato alla performance individuale di cui al precedente art. 12”.  Andare su questa strada significa di fatto azzerare la contrattazione locale in materia di distribuzione delle risorse destinate ai progetti locali che è prevista dai nostri CCNL, in un momento in cui  la richiesta di tutti i Sindacati del P.I. è rivolta alla modifica del D.Lgs. 150 e al recupero pieno della contrattazione (vds. IL SOLE 24 ORE del 28.09.2016) attraverso il nuovo CCNL.

Le contrattazioni FUS vanno pertanto mantenute, a tutti i costi!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: certificazione-fua-2016-da-fp-e-mef

Allegato 2: ccni-fua-2016-testo-definitivo-articolato-allegati

Allegato 3: ccni-fua-2016-nota-a-verbale-flp-difesa

3.10.2016 – Pubblichiamo il testo dell’accordo FUA 2016 con le firme delle Parti aderenticcni-fua-2016-del-30-09-2016

Notiziario n. 96 del 5 agosto 2016

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgPERSOCIV ci ha inviato ieri il testo integrale – con i relativi allegati – dell’Ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2016 con le firme delle Parti accettanti  (A.D. e, sul fronte sindacale, CGIL, CISL, UIL e UNSA), che abbiamo tempestivamente pubblicato sul nostro sito e che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1. Come noto, FLP DIFESA non ha sottoscritto detta Ipotesi  e ha presentato una nota a verbale (qui ripubblicata in allegato 2) per le ragioni illustrate nel Notiziario n. 95 del 2 u.s.,  e lo stesso hanno fatto USB e INTESA, quest’ultima pare proprio al fotofinish.

Si è chiusa  così una trattativa lunga e impegnativa,  che ha avuto un percorso davvero tortuoso e in alcuni tratti anche ondivago, con cambi di rotta repentini e una mole di polemiche e di comunicati  (nella circostanza anche poco unitari), che danno il senso dello scontro di idee che si è consumato nei confronti di A.D. e anche dentro le stesse OO.SS., le cui divisioni finali ne sono la prova evidente. L’Ipotesi  reca note a verbale di ben sei sigle su sette (cosa mai vista), che danno la misura delle criticità delle scelte operate e segnano anche una sconfitta per chi ha gestito la trattativa, alla fine scontentando tutti o quasi.

Ciò premesso, come abbiamo sempre fatto in passato, proponiamo ai colleghi alcune sottolineature sui contenuti  che riteniamo importanti dell’accordo,  condite da alcune nostre ulteriori considerazioni.

Partiamo innanzitutto dalla dotazione del FUA:  le somme certe del FUA 2016 sono pari quest’anno a € 57.142.318,00 al lordo oneri a carico dell’A.D., e dunque con una differenza in negativo di € 994.133 €, dovuta in parte alla diminuzione del personale in servizio pari a 238 unità in meno sul 2015 (ripubblichiamo su questa pagina in allegato 3 la tabella di dettaglio delle somme che formano il FUA fornita dalla D.G. nella riunione del 6 luglio u.s.).  Rispetto a questa dotazione del FUA 2016, la distribuzione delle somme prevista dal prospetto allegato 13 dell’Ipotesi ripropone il modello consolidato di ripartizione, con una riconferma degli stanziamenti 2015 per Posizioni Organizzative (€ 2.525.281,00), Turni (€ 7.271.960,00) e PPL (3.158.260,00)  e una riduzione degli accantonamenti per  l’indennità di mobilità (€ 170.000, rispetto ai 370.000 del 2015 ) e reperibilità (€ 3.299.926,03 rispetto ai 3.666.584,48 del 2015), per come richiesto da FLP. Infine, il Fondo per Agenzia Industrie Difesa è pari a € 2.285.3692,72 (il solito 4%)

Ciò premesso, ci soffermeremo ora sugli aspetti più “pesanti” dell’Ipotesi 2016, che riguardano: passaggi economici e criteri selettivi; la contrattazione per il FUS.; la remunerazione della performance.

PASSAGGI ECONOMICI

Come si ricorderà, inizialmente il numero di passaggi previsti per il 2015 e poi 2016 era complessivamente pari a 1.095 (vds Notiziario n. 105 del 29.09.2015), conseguenza obbligata  in rapporto all’organico di fascia che AD volle a suo tempo inserire nel DM 19.11.2014.  Preso atto del limite che ciò comportava, AD si rese disponibile su nostra richiesta a predisporre e modificare il predetto DM mantenendo invariati i complessivi volumi organici ma cancellando l’organico di fascia (il provvedimento, firmato dalla Ministra, è ora al vaglio della Corte dei Conti, e solo dopo la sua entrata in vigore sarà possibile realizzare i 7.002 passaggi 2016). Ricordiamo questa storia, peraltro ben nota,  a chi  in queste settimane si è addirittura vantato di aver convinto l’AD ad aumentare  i passaggi 2016 dagli iniziali 1.095 ai 7.002 oggi previsti…..

Rimossa la condizione ostativa che impediva la realizzazione di un numero di passaggi superiori ai 1095, si è posta allora  la domanda: quanti passaggi realizzare con decorrenza 1.1.2016? E qui iniziano purtroppo i nostri guai: CGIL-CISL-UIL, nella riunione del 21.01.2016, ne chiedono 7.000 alla dr.ssa Corrado e la dr.ssa Corrado – seduta stante – accoglie la proposta (si veda il comunicato unitario CGIL-CISL-UIL di pari data), rimodulando i numeri in addirittura…. 7.002  (invitiamo i colleghi a non sorridere troppo).

La formalizzazione dei numeri avverrà poi attraverso l’art. 16 dell’Ipotesi FUA 2015, e anche qui su espressa richiesta di CGIL-CISL-UIL che la dr.ssa Corrado,  inizialmente orientata a non scrivere numeri precisi ma solo ad un impegno per un “congruo numero” , alla fine accetta. Sulla predetta “intesa” , di cui all’art. 16 dell’Ipotesi e poi anche dell’Accordo FUA 2015,  la nostra O.S. espresse allora totale discordanza attraverso le “note a verbale” allegate, la prima all’Ipotesi e la seconda all’Accordo 2015. Altre sigle, oggi ricredutesi, hanno siglato quell’Intesa  senza dire nulla, ma non certamente FLP DIFESA. Anche questo vogliamo ricordare a qualcuno che in questi giorni, in modo platealmente strumentale, ci ha associato alle sigle che hanno condiviso l’Intesa ex art 16: non trucchiamo le carte per favore, e anche per decenza!

Del tutto ovvio e naturale dunque, per noi, sin dall’avvio della trattativa FUA 2016, riprendere la nostra battaglia per aumentare il numero di passaggi 2016, e questa volta anche con il conforto delle migliaia di lavoratori sentiti attraverso le centinaia di assemblee fatte in primavera e pubblicizzate sul nostro sito.

Il resto è storia recente, si rileggano i Notiziari con i contenuti e gli esiti delle riunioni (Notiziario n 77  del 21 giugno;  Notiziario n. 86 del 6 luglio, Notiziario n. 89 del 20 luglio, Notiziario n. 91 del 27 luglio e, ultimo, il Notiziario n. 95 del 2 u.s.).

Sulla nostra proposta di sommare i numeri previsti per i passaggi 2016 (7.002) con quelli quantificati per il 2017 (9.972),  portando così il totale passaggi con decorrenza 1.1.2016 al numero di 16.974, c’è stata una iniziale apertura e disponibilità da parte della dr.ssa Corrado, confermata dall’invio, a tutte le sigle con mail a firma dello stesso D.G. del 4 luglio u.s. ,per la visione e la successiva discussione nel prossimo incontro, le bozze di un, eventuale, nuovo art.10, punto 2 dell’Ipotesi di Accordo e di un nuovo Allegato 13 contenenti la previsione di sviluppi economici per 16.974 dipendenti (63% circa)”,  e dunque con una copertura molto superiore a quella con i 7.002 passaggi 2016 che risulta pari ad uno striminzito e ridicolo 26,06 %.

Ma la fiera opposizione di CGIL CISL UIL Difesa, che hanno giudicato questa proposta addirittura “scandalosa”  e “irricevibile”,  l’ha bloccata subito. Qui ci sarebbe voluto più coraggio da parte dello stesso D.G., che invece ha riposto subito nel cassetto la proposta a 16.974 quasi chiedendo scusa e mettendo in campo giustificazioni che non reggono neanche sul piano della logica più elementare: se il ritorno ai 7.002 è giustificato con la necessità di mantenere risorse adeguate per finanziare performance  e FUS, quando nel 2017 i passaggi totali da finanziare raggiungeranno il numero di 19.002 e le quote pro capite saranno dunque inferiori a quelle che sarebbero state quest’anno con 16.974 passaggi, allora il problema non si porrà? Allora basteranno le risorse rimanenti per performance individuale e progetti? E perché ora no?

Risibile poi il troppo rabberciato tentativo di difesa da parte di alcune sigle firmatarie che, per giustificare la scelta folle dei 7.002, hanno fatto appello al senso di responsabilità di chi sta con i piedi per terra e si batte per accordi sostenibili e praticabili:  se 12.000 sono i passaggi previsti per il 2017, allora se  ne sarebbero potuti fare 12.000 anche quest’anno, o no?  E perché non lo si è voluto fare? Va detto che la proposta dei 16.974 passaggi 2016 era stata ovviamente valutata e verificata dalla D.G. anche sotto il profilo della praticabilità economica e normativa, e sappiamo tutti che se la dr.ssa Corrado l’ha poi ritirata è solo perchè CGIL-CISL-UIL Difesa hanno alzato il muro o opposto fierissima resistenza.

Il risultato pratico di questa follia è presto detto: se si fossero fatti 16.974 passaggi 2016, altrettanti lavoratori avrebbero avuto l’incremento stipendiale dal 1 gennaio 2016, con tutte le ricadute in prospettiva (liquidazione e previdenza). Averne voluto fare solo 7.002, significa aver di fatto negato a quasi 10.000 lavoratori l’incremento stipendiale già da quest’anno. E un danno, si o no?  I lavoratori non hanno dubbi: è un danno, e anche grave. Da qui l’ incazzatura,  i segnali negativi alle OO.SS. responsabili, i connessi tentativi di distrazione di massa (“19.000 passaggi in due anni”) e i diversi conflitti interni.

Quello che appare incomprensibile è invece l’atteggiamento di A.D.  che, dopo i gruppi di lavoro e gli annunciati  impegni per far crescere il trattamento economico dei civili, alla prima favorevole occasione si tira indietro, mostrando la sua vera faccia da autentica matrigna. Un’occasione persa, dunque, e una grave sconfitta per la categoria, rispetto alla quale siamo fieri  di esserci opposti con tutte le nostre forze.

In merito ai criteri per le selezioni (allegato 12), nei precedenti Notiziari abbiamo puntualmente riferito delle novità intervenute a seguito dei confronti con l’Amministrazione,  nei quali crediamo di aver comunque dato come FLP DIFESA un contributo serio. Dobbiamo solo informare i colleghi sulle novità maturate nell’ultimo tavolo: la rimodulazione dei numeri di cui all’art. 19 (intesa sui 12.000 passaggi 2017); la cancellazione di P.O. e corsi ISSMI dai punteggi per le selezioni in 3^ area; il riferimento al miglior punteggio del 2014-2015 conseguito nella valutazione dell’apporto partecipativo ai progetti locali; infine, l’impegno (dichiarazione congiunta n. 1) ad attivare il tavolo su P.O. e Turni/Reperibilità /PPL in ottobre.

CONTRATTAZIONE SUL FONDO DI SEDE

La vicenda passaggi, ovviamente la più sentita dai colleghi, rischia di metter in secondo piano altre scelte perdenti dell’Ipotesi di accordo, quelle riferibili agli artt. 14  (FUS) e 12 (performance individuale). Iniziamo dalla prima, la distribuzione del FUS, alla quale viene destinato l’85% delle risorse che perverranno all’Ente (la quota pro capite FUS sarà quest’anno pari a € 763,71 lordo AD) mentre il restante 15% sarà destinato invece alla performance.  Desideriamo chiedere alle RSU e a tutti i Rappresentanti sindacali locali: quando verrete convocati per il FUS, cosa ci andrete a fare?  Di fatto, solo a ratificare le decisioni del Dirigente!  Il Dirigente proporrà i progetti; il Dirigente costruirà autonomamente i percorsi per valutare la loro realizzazione; il Dirigente peserà gli apporti partecipativi  di ciascun e darà i voti, senza neanche un confronto generale, anche minimo, con le Rappresentanze locali (OO.SS. territoriali e le stesse RSU elette direttamente dai lavoratori per rappresentarli). Inoltre  (udite, udite),  sarà addirittura possibile che le Rappresentanze affidino fiduciariamente al Dirigente anche le risorse del FUS per farlo decidere direttamente anche sul FUS. Uno sconcio!

In cosa si traduca questo nuovo modello di relazione sindacale locale, è presto detto: nella cancellazione di fatto della contrattazione locale sul FUS,  che neanche quel sant’uomo di Brunetta aveva osato sopprimere e che invece ora nel MD è avvenuto, attraverso la breccia aperta dalla Direttiva performance del 10.11.2015 (criteri di valutazione per il FUS uguali a quelli della performance) che a suo tempo, a parte FLP DIFESA, nessuna sigla ha osato contestare e che oggi vede invece tanti contestatori (vds note a verbale). Ora, che l’AD proponga questo nuovo modello ultrabrunettiano sul livello locale può essere anche comprensibile; un po’ meno, francamente, che lo facciano proprio i Sindacati nazionali, in particolare quelli che contro Brunetta hanno lottato e protestato, o quelli che oggi (ma solo oggi, però) dicono di non condividere il modello di relazioni sindacali imposto da Brunetta.

Il diritto alla contrattazione è stato affermato dalla Corte Costituzionale nella sentenza di luglio scorso in merito al ricorso FLP e la stessa determina del Sottosegretario Rossi del 4.12.2015 recava il “riconoscimento del valore della contrattazione decentrata di posto di lavoro”.  Se questo è il valore della contrattazione locale, campa cavallo che l’erba cresce!  Un autentico suicidio!

REMUNERAZIONE PERFORMANCE INDIVIDUALE

Passando alla remunerazione della performance,  art. 12 dell’Ipotesi di accordo,  già ora si cominciano a vedere i primi effetti.  Il primo dei quali è che andrà remunerata con risorse del FUA, come prevede il D. Lgs  brunettiano n. 150/2009, e  a tal proposito, l’Ipotesi di accordo prevede che, rispetto al totale delle risorse inviate agli Enti, il 15% sia destinato alla performance (quota pro-capite € 134,77 lordo AD)  con l’accorpamento in tre fasce di punteggi (O-40; 41-70; 71-100) delle cinque fasce previste dalla Direttiva 10.11.2015, il che a noi fa venire qualche dubbio sulla sua praticabilità tecnica.

A FLP DIFESA,  il 15% di risorse appare un po’ sovradimensionato, tenuto conto della sperimentalità del sistema e delle ben note criticità, però non è certo per questo che non abbiamo sottoscritto l’Ipotesi (avevamo proposto il 10%, altri l’1%…).  La cosa per noi incomprensibile e inaccettabile è invece un’altra: è il peso che la valutazione della prestazione individuale (alias performance) avrà all’interno dei criteri selettivi (allegato 12): per la “valutazione della prestazione individuale”, che peraltro non è neanche ricompresa tra i criteri di cui all’art. 16 CCNL 2006/2009, è previsto un punteggio massimo uguale a quello stabilito per esperienza professionale e titoli di studio/professionali (50 punti). A noi sembra troppo sovradimensionato, e inaccettabile inoltre ci sembra che questa scelta di sia stato operata dietro precisa indicazione della FP.

Concludiamo qui questa disamina dell’Ipotesi di accordo,  chiedendo scusa  ai colleghi per la lunghezza di questo Notiziario, comunque necessaria per far comprender al meglio i problemi innescati.

Buone ferie ai colleghi e…… non pensate troppo all’Ipotesi FUA 2016.  Ci sarà tempo a settembre!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Ipotesi di accordo FUA 2016

Allegato 2: 02.08.2016 – Nota a verbale FLP DIFESA su ipotesi FUA 2016

Allegato 3: Prospetto fornito da PERSOCIV nella riunione del 6.7.2016 delle somme che alimentano il FUA 2016

INVITIAMO TUTTI I COLLEGHI A PARTECIPARE AL NOSTRO SONDAGGIO

SULLE SCELTE DELL’IPOTESI DI ACCORDO FUA 2016

CHE E’ PUBBLICATO NELLA PARTE ALTA DELLA HOME DEL SITO

Notiziario n. 77 del 21 giugno 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgE partito in  data odierna, a PERSOCIV, il confronto negoziale con A.D. per la distribuzione del FUA 2016 che quest’anno,  in ragione delle novità presenti nella bozza della D.G. (che, appena ricevuta, abbiamo provveduto a pubblicare sul nostro sito per l’opportuna conoscenza di tutti i lavoratori, e che ripubblichiamo su questa pagina come allegato 1) in materia di passaggi economici e di premialità (performance individuale), presenta allo stato, a nostro avviso,  non poche criticità, che abbiamo puntualmente rappresentato alla dr. Corrado.

Partiamo innanzitutto dalla dotazione del FUA:  le somme certe del FUA 2016 sono pari quest’anno a € 57.634.654,00 al lordo oneri a carico dell’A.D., e dunque con una differenza in negativo di € 501.793 €, dovuta verosimilmente alla diminuzione del personale in servizio pari a 238 unità in meno rispetto al 2015 (abbiamo comunque richiesto la tabella di dettaglio delle somme che formano il FUA).  Rispetto a questa dotazione del FUA 2016, la distribuzione delle somme prevista dal prospetto allegato 13 della bozza di ipotesi predisposta da PERSOCIV, che alleghiamo,  ripropone il modello consolidato di ripartizione, con una riconferma degli stanziamenti 2015 per posizioni organizzative (€ 2.525.281,00), indennità di mobilità (€ 370.000) e PPL, turni e reperibilità (rispettivamente 3.158.260,00; 7.271.960,00 e 3.666.584,48). In merito a quest’ultima fattispecie (reperibilità), abbiano rappresentato l’esigenza, nella prospettiva realistica di una costante e progressiva riduzione dei FUS nei prossimi anni, di un rivisitazione di questo istituto, che ha rappresentato – come noto a tutti – l’impegno disatteso di questi anni del tavolo nazionale. Infine, la dotazione FUA per Agenzia Industrie Difesa, è quest’anno pari a € 2.305.386,16 € e corrisponde al solito 4% del totale somme FUA.

Ciò premesso, entriamo ora nella parte relativa alle novità del FUA 2016, che riguardano: passaggi e relativi criteri selettivi; la remunerazione della performance individuale;  contrattazione locale sul FUS.

PASSAGGI ECONOMICI 2016

La bozza predisposta dalla D.G. prevede 7.002 passaggi complessivi con decorrenza 1.1.2016, con i contingenti di cui all’art. 10,  e dunque con la riconferma in toto dell’ ”intesa programmatica”  recepita all’art. 16 dell’ipotesi di accordo 2015, che ha visto allora il dissenso forte della nostra O.S. .

Come detto e ridetto più volte, e riproposto anche nella circostanza alla delegazione dell’AD, prevedere 7.002 rispetto ai 26.871 lavoratori del MD al 1.1.2015, significa assicurare il passaggio di fascia solo al 26,06 %  dei lavoratori civili del MD  a fronte di percentuali di copertura enormemente più robuste che si registrano in altre AA.CC. Davvero poca cosa i 7.002 passaggi di oggi rispetto alla percentuale realizzata nella precedente tornata 2010 del M.D., quando la copertura è stata del 69,82% (n. 21.826 passaggi rispetto ai 31.260 lavoratori allora presenti), e poca cosa anche rispetto alle percentuali di copertura realizzate in altre Amministrazioni Centrali con riferimento alle progressioni 2016: Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca con il 39% (2.328 progressioni rispetto ai 5.978 lavoratori presenti);  Ministero dello Sviluppo Economico con il 75% (2.060 progressioni rispetto ai 3.230 lavoratori presenti); Agenzia Entrate con il 43 % (17.595 progressioni rispetto alle 41.000 presenze); Ministero dell’Economia e Finanze con il 67 % (6.390 progressioni rispetto alle 9.500 presenze), e la lista potrebbe continuare, includendo anche AID (vds. Notiziario n. 63 del 18.05.2016). Perché non alzare i numeri, facendo in modo che, oltre ai 7.002, altre migliaia di lavoratori abbiano qualche migliaio di € in più in busta paga sin dal 1.1.2016 e non aspettare gli anni a venire? Ma non abbiamo in Difesa il problema legato al basso trattamento economico dei civili? Ed ora, che si presenta l’occasione, perché ne impediamo la crescita sin da quest’anno per molti più lavoratori, dopo i 6 anni di duro blocco?

Qualcuno dice che i 7002 passaggi sono destinati ai colleghi che nel 2010 sono rimasti fermi al palo. Intento lodevolissimo e condivisibilissimo, lo abbiamo detto in più circostanze. Ci chiediamo però: siamo sicuri che, con i criteri di cui all’allegato 12, l’obiettivo venga centrato in pieno? Noi non ne siamo affatto convinti, e lo abbiamo detto alla dr. Corrado,  anzi pensiamo che con quei criteri si possa raggiungere invece un risultato ben diverso: che molti di quelli che sono rimasti al palo nel 2010 lo siano anche nel 2016, e viceversa che molti di quelli che nel 2010 hanno avuto il passaggio di fascia  ne ri-beneficino anche nel 2016. Una iattura possibile e indigesta, che potrebbe starci dentro i criteri proposti da PERSOCIV: anzianità nei ruoli civili e di fascia, ancorchè rimodulate e con maggior peso rispetto al 2010, hanno un peso di max 33 punti, mentre il combinato disposto tra titoli, incarichi e idoneità porta a 42 punti, e dunque è possibilissimo che si riproponga la situazione del 2010, quando titoli, incarichi e idoneità hanno fatto la differenza.

Certo, si potrebbe agire alzando di più il peso dell’ anzianità nei ruoli civili e di fascia, soprattutto quest’ultima, come previsto dall’accordo sui passaggi 2016 del MEF che abbiamo segnalato alla dr.ssa Corrado (1,5 punti per ciascun anno di permanenza nella fascia retributiva d’appartenenza), e si potrebbe parimenti ridurre/eliminare il peso di incarichi, titoli (già dimezzato rispetto al 2010)  e idoneità (già ridotto rispetto al 2010 essendo riferito solo a idoneità per posizioni di inquadramento superiore, non esistendo tecnicamente l’idoneità per i passaggi interni, infatti nell’accordo MEF si parla di “riqualificazioni”). E si potrebbe azzerare del tutto il peso (max 25 punti) legato alla valutazione della prestazione resa, come noi abbiamo chiesto espressamente, atteso che i criteri selettivi di cui all’art. 18 CCNL 2006/2009 nulla prevedono al riguardo. Ma l’obiettivo di assicurare a tutti i 7.000 non transitati nel 2010 il passaggio di fascia 2016 non sarebbe neanche in tal caso certo, visto anche quanto prevede il comma 7 dell’art. 18 sopra richiamato (“i criteri… sono equamente valutati…. e tra loro combinati e ponderari in modo da evitare la prevalenza dell’uno sull’altro” e più oltre  “evitare di considerare la mera anzianità di servizio”, il che potrebbe anche portare alla non certificazione dell’ipotesi di accordo arrivando alla fine fuori tempo massimo per la realizzazione dei passaggi economici 2016.

C’è un modo per evitare questo rischio e assicurare il passaggio ec. 2016 a tutti i 7000 esclusi dalla fascia superiore nel 2010?  C’è, a nostro avviso, ed è quello di alzare corposamente il numero dei passaggi 2016, il che, anche in presenza di criteri più o meno vicini a quelli proposti da PERSOCIV (ma qualche correttivo andrebbe comunque introdotto: perché escludere dagli incarichi i contabili agli assegni?) ridurrebbe praticamente allo zero il rischio di una nuova esclusione nel 2016 dei colleghi esclusi del 2010.

Su questa base, abbiamo proposto alla dr.ssa Corrado l’accorpamento del numero di passaggi 2016 (n. 7.002) con quello previsto per il 2017 di cui  all’art. 19 della bozza di PERSOCIV (n. 9.972) per un complessivo di n. 16.974 passaggi cui dare a tutti decorrenza 1.1.2016, alzando cosi la percentuale di copertura, che arriverebbe dunque al 63% (63 lavoratori del MD su cento accederebbero alla fascia superiore, e dunque più vicino alle percentuali di altre AA.CC.) e assicurerebbe anche ad altri 9.972 lavoratori un migliaio di euro in più sin dal 1.1.2016. E’ questa, ragionevole e ragionata, la nostra proposta.

REMUNERAZIONE PERFORMANCE INDIVIDUALE

Dal 1.01.2016, come noto, è entrato in vigore il “sistema di misurazione e valutazione della performance” di cui alla Direttiva della Ministra del 10.11.2015, che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 2,  rispetto alla quale, com’è altrettanto noto, pende di fronte al TAR Lazio il ricorso promosso da FLP DIFESA, e solo da FLP DIFESA (altre sigle producono dossier, denunciano criticità e chiedono tavoli, ma poi sul concreto accettano il sistema di valutazione voluto da Brunetta, che è a nostro avviso del tutto ingestibile nelle condizioni date del Ministero Difesa). Il primo effetto della performance è che andrà remunerata con risorse del FUA, come prevede il D. Lgs brunettiano n. 150/2009,  e pertanto la bozza predisposta da PERSOCIV prevede che le risorse che residuano dagli accantonamenti di cui abbiamo già detto (P.O; passaggi ec.; turni; etc.), per la precisione 24.082.282,30 €, vadano suddivise al 50% tra remunerazione della performance e destinazione al FUS. Con il risultato che la quota pro capite del FUS, già ridotta per effetto del finanziamento dei passaggi, passerà dalle 1079,09 € del 2015 alle 337,68 lordo lav. del 2016 (attenzione: il dato finale riportato nel prospetto allegato 13 della bozza della D.G. si riferisce alla quota pro capite FUS + performance). Ovvia e consequenziale, da parte di chi come noi contesta alla radice il sistema di valutazione,  la proposta di ridurre ai minimi termini l’accantonamento per la performance (azzerarlo non si po’, purtroppo, in base alle norme vigenti).

C’è però un altro problema: la predetta direttiva, passata di fatto senza grandi contestazioni sul fronte sindacale a parte FLP DIFESA, prevede (pg 2, primo capoverso) che il sistema di valutazione adottato per la performance individuale sia operante anche per il trattamento “correlato ad eventuali obiettivi aggiuntivi conseguiti mediante specifici progetti”, e dunque per la distribuzione del FUS. Questa indicazione viene tradotta, nella bozza di PERSOCIV, art.14, nella previsione che “il titolare dell’Ente procede alla distribuzione del FUS secondo i punteggi e nelle misure previste dall’art.12”, che è a sua volta figlio di  quanto previsto dall’allegato C  della Direttiva del 10.11.2015. Dunque, sarà il titolare dell’Ente a distribuire le risorse per i progetti locali (FUS) dopo quelle per la remunerazione della performance. La conseguenza automatica è che verrà di fatto cancellata la contrattazione locale prevista dai nostri contratti, e che fino ad oggi ha governato la distribuzione del FUS: cosa andranno a fare le OO.SS terr e le  RSU, se i criteri di distribuzione sono predeterminati a monte e gestiti solamente dal Dirigente? Nel proporre queste considerazioni alla dr.ssa Corrado, che ci ha detto di comprendere il problema ma di essere in un qualche modo vincolata alle previsioni sopra richiamate della Direttiva, abbiamo provocatoriamente detto che, stando così le cose, la cosa più coerente sarebbe quella di dichiarare morta e sepolta la contrattazione locale sul FUS, evitando di perdere tempo e risorse. Lo abbiamo detto ovviamente in forma provocatoria, perché riteniamo che una O.S. seria non possa in alcun modo accettare questo stato di cose che porta dritto all’azzeramento del ruolo del Sindacato in materia di distribuzione del fondo di produttività.  Noi siamo convinti che non solo noi di FLP DIFESA, ma anche tutto il resto del tavolo sindacale, non possa certo mettere una firma su un testo di accordo che annienta il ruolo delle Parte sociali a livello locale. Il diritto alla contrattazione è stato affermato dalla Corte Costituzionale e la stessa determina del Sottosegretario Rossi del 4.12.2015 reca il “ricoscimento del valore della contrattazione decentrata di posto di lavoro”.  Il problema, lo ripetiamo, sta nella Direttiva sulla performance, che è passata praticamente senza colpo ferire a parte il contrasto posto in essere da FLP Difesa. Occorre dunque una forte iniziativa, primariamente politica ma anche tecnica per trovare una soluzione adeguata, al fine di recupere pienamente ruolo sostanza e dignità dei tavoli locali. Lo faremo!

Per completare il quadro sul FUA 2016, aggiungiamo che abbiamo espresso forte dissenso in merito alla previsione dell’art. 1, comma 1, dell’allegato 11 (“fondo trattamento economico di trasferimento”)  che alza da 30 a 50 KM la distanza minima utile a percepire l’indennità di mobilità, in caso di reimpiego post riordini dell’AD.  Un dissenso motivato anche dal fatto che non riteniamo la norma sulla mobilità d’ufficio entro i 50 KM introdotta dal DL 90/2014 applicabile a questo nostro istituto, che, non dimentichiamolo, serve a ridurre il disagio del trasferimento e dunque è strategico per i reimpieghi. Prossima riunione il 6 di luglio: considerati i tempi stretti e i problemi, non andiamo un po’ in là?

ACCORDO FUA 2015

Come preannunciato nel nostro Notiziario n. 72 del 14 giugno u.s., abbiamo sottoscritto in data odierna l’accordo definitivo per la distribuzione del FUA 2015 (che pubblichiamo su questa pagina in allegato 3),  certificato con rilievi da FP e MEF (che pubblichiamo su questa pagina in allegato 4), che ha portato ad alcune leggere modifiche (espunto il comma  1 dell’art. 13 dell’Ipotesi sottoscritta il 1 marzo u.s., si veda il Notiziario n. 25 di pari data)  ma anche alla riduzione imposta dal MEF, peraltro senza fornire alcuna motivazione alla stessa nostra D.G., della dotazione FUA 2015 per un importo pari a €  828.540, che ha conseguentemente ridotto la quota pro capite di FUS (da 1101,20 € a 1079,09 €, lordo lavoratore).

La sottoscrizione dell’accordo 2015, necessaria per poter procedere alla distribuzione delle risorse,  è stata accompagnata dalla presentazione di una nota a verbale della nostra O.S. che qui pubblichiamo in allegato 5, nella quale,  oltre a riproporre la nostra posizione di dissenso sui passaggi 2016, segnaliamo l’inaccettabilità del taglio del FUA imposto dal MEF, rispetto al quale interverremo presso il nostro Vertice politico.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:  Bozza PERSOCIV Ipotesi di Accordo FUA 2016 con allegati

Allegato 2: 10.11.2015 – direttiva sistema misurazione e valutazione performance individuale 2016

Allegato 3: Accordo definitivo FUA 2015 con allegati per la firma delle Parti

Allegato 4: Note FP e MEF-IGOP, certificazione ipotesi FUA 2015 con rilievi

Allegato 5: 21.06.2016-Nota a verbale di FLP DIFESA accordo FUA 2015

23.06.2016 – Pubblichiamo di seguito la “comunicazione” pervenuta ieri alle OO.SS. Nazionali da PERSOCIV e relativa a Turni/Reperibilità/PPL 2016:

Notiziario n. 72 del 14 giugno 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgGli Organi certificatori (MEF e FP) hanno dato il via libera all’ipotesi di accordo FUA 2015 del personale del Ministero Difesa siglata in data 1 marzo 2016 (si veda il Notiziario n. 25 di pari data, ripubblichiamo comunque l’ipotesi di accordo su questa stessa pagina in allegato 4). Lo hanno fatto, nella circostanza, solo con  alcuni piccoli rilievi che daranno luogo corrispondentemente solo ad alcune piccole modifiche del testo, ma anche con una non lieve correzione della dotazione del Fondo complessivo (cancellati circa 800.000 € sulla parte variabile, erroneamente calcolati in origine dal MEF) che darà luogo ad una riduzione di circa 22 € della quota pro capite del FUS 2015. Nei prossimi giorni, verosimilmente, verremo chiamati a sottoscrivere il predetto accordo in via definitiva.

Inoltre, per quanto ci risulta,  BILANDIFE ha già adottato i due “decreti di riparto” delle somme FUA appostate sui pertinenti capitoli del bilancio,  il primo relativo alle somme FUA 2015 mentre il secondo riferito a PPL/Turni/Reperibilità 2016. A breve, come da  News della D.G. che pubblichiamo su questa pagina in allegato 1,  BDUS  richiederà agli Enti area T/O i dati necessari per il pagamento di queste spettanze, e lo stesso farà la stessa D.G. per gli Enti area T/A..

Ciò premesso, proviamo ora a fare il punto di situazione delle somme FUA/FUS in arrivo negli Enti della Difesa, provando al contempo ad indicare i prevedibili (e dunque non ancora certi) tempi di pagamento.

FUA 2013

Importo pro capite di 7,46 lordo lavoratore derivanti dai risparmi del FUA e destinato al FUS, e che quindi dovrà essere distribuito con i criteri degli accordi FUS 2013 al personale in servizio alla data del 1 gennaio di quell’anno. Il pagamento potrebbe avvenire entro luglio p.v.

FUA 2014

Importo pro capite di 26,45 euro lordo lavoratore discendente dall’accordo sulle “ulteriori somme” del 22.09.2015 (si veda il Notiziario n. 102 di pari data) , anch’esso destinato al FUS, e che quindi dovrà essere distribuito con i criteri degli accordi FUS 2014 al personale in servizio alla data del 1 gen. di quell’anno. Il pagamento potrebbe avvenire anch’esso entro luglio p.v.·

In allegato 2 e 3, le due circolari della D.G. recentemente pubblicate sul sito istituzionale.

FUA 2015

entro luglio p.v., potrebbero essere pagate i restanti tre/dodicesimi (ultimi tre mesi) di Turni/Reperibilità e PPL (Particolari Posizioni di Lavoro) relativi all’anno 2015;

entro settembre/ottobre pp.vv., potrebbe essere pagato il FUS 2015 così come sarà rideterminato in sede di accordo definitivo dopo il taglio di 800.000 € circa sulle risorse variabili operato dal MEF in sede di certificazione. Siccome l’importo pro capite lordo lavoratore previsto dall’ipotesi di accordo siglata il 1.03.2016 era pari a € 1.102,20, al netto della riduzione pro-capite conseguente al ricalcolo del MEF (circa 22 €) il nuovo importo pro capite del FUS 2015 dovrebbe aggirarsi intorno a 1.080 euro. In aggiunta al FUS 2015, potrebbero essere pagate entro lo stesso periodo altre spettanze connesse al FUA 2015  (PP.OO. e Indennità di Mobilità).

FUA 2016

Entro luglio potrebbero essere pagate i primi cinque dodicesimi (gennaio/maggio) di Turni/Reperibilità/ PPL 2016, in considerazione dell’ultrattività dell’accordo 2015 riconosciuto per queste fattispecie.  In aggiunta, anche il pagamento dei primi 5 mesi dello “straordinario”  anno 2016.  

A breve (martedì 21 giugno p.v.), partirà  a PERSOCIV il confronto negoziale per la distribuzione del FUA 2016, il cui piatto forte sarà certo rappresentato dai passaggi economici con decorrenza 1 gennaio c.a.Ebbene, dopo le novità introdotte in AID (tre volte il numero inizialmente previsto, vds Notiziario n. 63 del 18.05.2016 ) e dopo la decisa reazione negativa dei lavoratori registrata anche nelle numerose assemblee fatte e misurabile anche dal nostro sondaggio sul sito (60 % di non favorevoli),  interverrà l’auspicato ravvedimento operoso di A.D. e  CGIL-CISL-UIL per alzare il numero dei passaggi oltre i previsti 7.002?

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 09.06.2015 – Comunicato PERSOCIV

Allegato 2: Circ. PERSOCIV 36568-13.06.16 – saldo FUS 2013 e 2014

Allegato 3: Circ PERSOCIV 36708-13.06.16- pagamento competenze accessorie

Allegato 4: Ipotesi di accordo FUA 2015 del 01.03.2016

Notiziario n. 105 del 29 settembre 2015 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgSeconda riunione, ancora del tutto interlocutoria e per nulla conclusiva, con la delegazione dell’AD presieduta dal Direttore Generale di PERSOCIV per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2115,  operazione questa, mai come quest’anno difficile e complessa, anche in ragione della compresenza di alcuni nodi, tutt’oggi non risolti.  Come i colleghi ricorderanno, la prima riunione, tenutasi il 29 luglio u.s.,  era servita solo a fare un primo punto di situazione sulle somme disponibili e a fornire una prima ipotesi di distribuzione delle somme.  Nella riunione di oggi  si è entrati più nel vivo, e la più importante novità da noi fortemente sollecitata da tempo e attesa dai colleghi, è la previsione di una seconda fase di passaggi interni alle aree dopo la prima tornata con decorrenza 1.1.2010,  che non aveva avuto sinora repliche a causa del blocco delle retribuzioni introdotte dal 2011 da Berlusconi e poi confermato  sino al 31.12.2014 dai Governi che sono succeduti. Ma andiamo con ordine.

Partiamo innanzitutto dalla dotazione del FUA 2015:  le somme certe e disponibili del FUA 2015 sono pari quest’anno a € 52.860.917,00  al lordo oneri a carico dell’A.D., e dunque con una significativa differenza in negativo di € 3.821.531,00 rispetto al 2014.  Rispetto a questa dotazione del FUA 2015,  la distribuzione delle somme prevista dal prospetto allegato 12 della bozza di ipotesi pervenuta da PERSOCIV, che pubblichiamo come allegati 1 e 2 su questa stessa pagina, ripropone il modello consolidato di ripartizione, con una riconferma degli stanziamenti 2014 per posizioni organizzative (€ 2.525.281,00) e indennità di mobilità (€ 370.000) e una crescita di PPL, turni e reperibilità (soprattutto) in ragione delle esigenze comunicate a PERSOCIV  dagli Organi Programmatori (SGD, SS.MM., etc.).  La dotazione del Fondo per Agenzia Industrie Difesa è quest’anno pari a € 2.114.436, pari al solito 4% delle somme FUA disponibili per l’anno in corso.  Per i passaggi interni con decorrenza 1.1.2015, l’accantonamento previsto è pari a € 2.025.112,64. Dunque,  in ragione degli importi residuati a valle degli accantonamenti, la quota pro capite FUS 2015 si attesterebbe quest’anno a 837,54 € al lordo oneri AD., a fronte di  € 963 (somme certe) + € 26,45 (somme variabili) nel 2014. Dunque quota FUS minore rispetto all’anno scorso.

Questo il quadro complessivo della proposta di distribuzione illustrata dalla dr.ssa Preti, rispetto ai cui contenuti abbiamo espresso come FLP DIFESA le seguenti osservazioni e proposte.

In merito alla dotazione del FUA 2015, al pari di quanto avvenuto negli anni precedenti sin dal 2013 (si veda il Notiziario n. 71 del 20 giugno),  la nostra O.S. ha sollecitato la  D.G. a richiedere al MEF il dettaglio relativo alla provenienza delle voci che compongono il  FUA Difesa 2015,  che il MEF ha sempre negato in questi ultimi anni alla faccia della tanto esibita, ma mai praticata, trasparenza.  La dr.ssa Preti ci ha allora ricordato che, a seguito delle nostre sollecitazioni ripetute negli anni, ha richiesto sistematicamente il prospetto delle somme che alimentano il FUA,  ma che il MEF li ha sempre altrettanto sistematicamente negati.  Riproporremo il problema sul tavolo politico,  atteso che mai quest’anno, a fronte del possibile taglio delle risorse variabili, è necessario avere piena conoscenza delle somme disponibili, e lo faremo nella già programmata riunione con il Vertice politico del 7 ottobre p.v..

Secondo problema sulla dotazione FUA 2015, ci sono quasi 4 mln in meno rispetto al 2014. Innanzitutto corre l’obbligo di segnalare che, su nostra richiesta, l’Amministrazione ha precisato che gli attuali € 52.860.917 al lordo oneri AD rappresentano la dotazione di partenza del FUA 2015, che potrebbe godere di una successiva  implementazione, allo stato stimata in circa 6 milioni di € ulteriori.  Che deriverebbero anche dall’applicazione dalla circolare MEF n. 20 dell’8.05.2015 recante istruzioni applicative circa il ricalcolo, a partire dal 2015, dei fondi della contrattazione integrativa in applicazione dell’art. 9 – comma 2 bis – del DL 78/2010 così come modificata dalla legge di stabilità 2014, al fine, attraverso la stabilizzazione delle decurtazioni intervenute, di conferire in futuro alla dotazione dei FUA una connotazione di maggiore stabilità.  Come già da noi riferito in precedenza, ipotizzando il sopra richiamato incremento di circa 6 mln di €,  la dotazione definitiva del FUA 2015 potrebbe allora stare all’interno di una forbice compresa tra 58 e 59 mln di €,  ma su di essa pesa oggi, in ogni caso,  la tagliola determinata dalla legge di assestamento del bilancio 2015,  già votata dal Senato e oggi all’esame della Camera  (A.C. 3305),  che non prevede le somme c.d. “variabili” del FUA 2015,  che nel 2014 erano state pari nel M.D. a € 1.128.838,00.  Rappresenteremo il problema sul tavolo del 7 ottobre p.v., chiedendo un impegno del Vertice politico affinché  lo scippo (perché tale appare) delle somme variabili  non venga consumato. Resta però il problema antico: è necessario per quanto possibile irrobustire la dotazione del FUA.  La dr.ssa Preti ha fornito nella riunione di oggi le risposte da noi sollecitate nella precedente del 29 luglio: le risorse derivanti dai recuperi relativi allo svolgimento di attività extra lavorative ex art. 1 L. 662/1996, che il D.Lgs 165/2001 destina al FUA, per ISPEDIFE sarebbero pari  solo a 22mila €, mentre per quanto attiene l’accordo del 13.02.2013 A.D./OO.SS.  sulla destinazione al FUA del 25% dei risparmi derivanti dal riordino in chiave interforze della Sanità militare, non sarebbe risultato alcun risparmio.  Però!  Porremo pure questa questione sul tavolo politico del 7 p.v.,  e vedremo le risposte del Vertice. Rimane comunque ferma la nostra convinzione sulla possibilità di implementazione delle risorse FUA attraverso l’anticipazione sin a partire da quest’anno delle risorse derivanti dai riordini delle FF.AA. di cui ai DD.LLgs. n. 7 e 8/2014, attuativi della legge delega 244/2012.

Per quanto riguarda turni, reperibilità e PPL, gli accantonamenti prospettati prevedono incrementi rispetto al 2014 per tutte le fattispecie, essendo state recepite tutte le esigenze segnalate dagli Organi Programmatori,  al netto delle decurtazioni operate negli anni precedente (-16% reperibilità, -8% per PPL e -6% per turni).  Colpisce in particolare l’incremento dell’assegnazione alla “reperibilità” (€ 4.530.497,39 €  rispetto ai 3.582.900,00 €  del 2014, ben oltre il 25%, che pare in gran parte dovuto alle richieste di SMM),  di cui francamente non comprendiamo le ragioni atteso l’utilizzo eccessivo che di questo istituto si fa in ambito MD.  A tal riguardo,  la nostra O.S. ha detto alla dr.ssa Preti di non essere assolutamente d’accordo, atteso che ogni incremento di somme per la reperibilità comporta una corrispondente riduzione del FUS, e pertanto abbiamo chiesto di confermare l’accantonamento 2014.

La novità positiva del FUA 2015, invece,  come già detto, potrebbe essere data dalla seconda tornata dei passaggi interni alle aree con decorrenza 1.1.2015,  per i quali è confermata nella bozza di ipotesi di accordo predisposta dalla D.G. l’ipotesi più favorevole legata all’attuale consistenza nelle diverse fasce retributive di personale:  n. 481 in area 3^ e n. 614 in area 2^, per un numero complessivo di 1095 (in area 1^, come noto, non è possibile prevedere passaggi, atteso che tutto il personale ausiliario occupa la fascia apicale), con una  spesa complessiva pari a € 2.025.112,64 anch’essa al lordo oneri datoriali.  Va a tal riguardo precisato che la quantificazione dei passaggi, di cui al prospetto contenuto nell’art. 10 della bozza di ipotesi, originano dalla attuali disponibilità di fascia derivanti al 1.01.2015 dal rapporto tra organici e presenze effettive, ricomprendendo nel calcolo anche gli ipotizzati transiti dalla fascia inferiore.  L’A.D. ha dunque fatta propria  la nostra richiesta su nuovi passaggi entro l’area non appena fuori dal blocco delle retribuzioni,  e di questo diamo ampiamente  atto alla dr.ssa Preti  per aver onorato l’impegno assunto (vds. nota congiunta AD-FLP di luglio 2013, che pubblichiamo questa pagina come allegato 3).

Con separato accordo integrativo, come già avvenuto nel 2010, saranno individuati criteri e punteggi per la formazione della graduatorie, trattandosi di selezione sulla base di requisiti e titoli posseduti.

La novità invece molto negativa, allo stato dell’arte, e che blocca l’accordo FUA 2015,  è data dal vuoto cosmico che tuttora pervade la questione relativa al sistema di valutazione da adottare per la distribuzione del FUS. Cassata dai rilievi della FP la norma contenuta nell’accordo 2014 (valutazione da 1 a 1,5), ma anche nei precedenti, e non ancora varato a tutt’oggi dall’A.D. il nuovo sistema di valutazione della performance individuale (e non si sa ancora il perché),  non esiste allo stato nella nostra Amministrazione un sistema di valutazione ai fini della distribuzione del FUS.  Per il FUS 2014, la determina  in data 15.02.2015 (vds allegato 4 su questa stessa pagina) a firma del Sottosegretario Rossi aveva salvato la situazione, recuperando i vecchi parametri di valutazione.  Per il FUS 2015, invece, non c’è ancora nulla, atteso che la determina datata 1 agosto 2015 (vds. allegato 5 su questa pagina),  anch’essa firmata dal Sottosegretario Rossi e resa nota alle OO.SS. nella riunione del 6 agosto c.a. (si veda il Notiziario di pari data n. 86),  nulla dice al riguardo del FUS 2015, come avevamo già segnalato ai colleghi in quel Notiziario.  Questo buco, evidente e clamoroso di cui non si comprendono ancora le ragioni,  e che potrebbe produrre effetti negativi anche per quanto attiene i “passaggi interni”, impedisce di fatto la chiusura dell’accordo FUA, mentre il tempo passa e la fine dell’anno è sempre più vicina.   Ma  impedisce indirettamente anche il varo dei progetti locali (in molti Enti, in particolare a Roma, PERSOCIV in primis, non sono stati varati progetti locali di produttività in mancanza dell’accordo nazionale, cosa del tutto naturale in condizioni normali),  e in ogni caso la sottoscrizione degli accordi per la distribuzione del FUS 2015. Una situazione incredibile, mai avvenuta negli anni precedenti, dunque di natura assolutamente straordinaria, rispetto alla quale occorre porre in essere accorgimenti straordinari, tenuto conto che siamo oramai all’ultimo trimestre dell’anno.  Invitiamo  pertanto le nostre strutture territoriali ed RSDU a prendere in esame l’utilità di sollecitare gli Enti a convocare urgentemente le OO.SS/RSU per il varo dei progetti locali 2015, laddove non ancora varati.  Per quanto ci riguarda, nella riunione del 7 p.v., porremo con forza questa questione al Vertice politico, chiedendo innanzitutto spiegazioni e richiamando l’Amministrazione alle proprie responsabilità, che appaiono allo stato ben evidenti, facendo riserva sin da ora di azioni di tutela nelle opportune sedi.

Proseguiamo questo Notiziario con un rapido  aggiornamento sui tempi di  corresponsione delle somme FUA/FUS in arrivo, che peraltro conferma quanto da noi già anticipato in precedenti Notiziari. Già corrisposto il FUS 2014 e i saldi FUS 2012 e 2013 con il cedolino di agosto,  rimangono da corrispondere Posizioni Organizzative e  i 2/12 residui di turni, reperibilità e PPL 2014, che verranno corrisposte con il cedolino di ottobre.  Per quanto invece riguarda turni, reperibilità e PPL 2015,  verranno corrisposte con il cedolino di novembre p.v. ulteriori sei/dodicesimi (e non cinque, come in un primo tempo sembrava),  e dunque comprenderanno le indennità fino a tutto il corrente mese di  settembre. Le relative segnalazioni da parte degli Enti dovranno pervenire a BDUS improrogabilmente entro e non oltre il 14 p.v. (le nostre strutture territoriali sono invitate a vigilare affichè questa scadenza venga rispettata).  Per quanto riguarda invece le ulteriori somme (c.d “variabili” del FUA 2014 pari a € 26,45 lordo lav., vds Notiziario n. 102 del 25.09.2015),  se ne parlerà sicuramente nel 2016.

Concludiamo infine con il segnalare alle lavoratrici e ai lavoratori interessati che abbiamo consegnato alla dr.ssa Preti la circolare n. 161601 datata 17 giugno 2015 della competente Direzione Generale del Ministero dei Beni Culturali,  che pubblichiamo come allegato 6 su questa stessa pagina, segnalando la necessità che anche il personale civile della Difesa “in peculiari situazioni personali sociali e familiari” possa usufruirne della possibilità  riconosciuta ai nostri colleghi dei Beni Culturali ai quali, a domanda,  può essere concessa “una pausa ridotta, con corresponsione del buono pasto, pari a 10 minuti,  termine minimo indicato dall’art. 8 del Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n. 66, recante << attuazione delle direttive 93/104/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro >>”. IL D.G. si  è riservato  un approfondimento al riguardo,  e una risposta a breve.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Bozza accordo FUA 2015 – Versione per la riunione del 29-09

Allegato 2: Allegati Accordo FUA 2015 – Versione per la riunione del 29-09

Allegato 3: Nota congiunta A.D. – FLP 22.07.2013

Allegato 4: Determina 13.02.2015 su FUA 2014

Allegato 5: Determina 1.08.2015 su FUA 2016

Allegato 6: Circolare BAC pausa orario

Notiziario n. 8 del 19 gennaio 2015 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgAl  momento in cui ci accingiamo a scrivere questo Notiziario, non è ancora arrivata la convocazione,  che il Sottosegretario Rossi aveva preannunciato indicativamente per la seconda settimana di gennaio, per risolvere il problema innescato dai rilievi dalla Funzione Pubblica (FP) sull’ipotesi di accordo sul FUA 2014.

Ricordiamo brevemente il problema:  dei quattro rilievi operati dalla FP con la nota datata 13.11.2014, resa nota  alle OO.SS. solo un mese più tardi, tre non comportano particolari problemi,  mentre l’ultimo sì in quanto, in ordine alla affermata “incontrattabilità” del sistema di valutazione,  obbligherà  alla espunzione nell’accordo definitivo del comma 1 dell’art. 12 dell’Ipotesi.  La modifica prospetta dal D.G. di PERSOCIV nel corso della riunione del 16 dic. u.s.  (si veda il Notiziario n. 131 di pari data)  ci era apparsa da subito ragionevole,  in quanto avrebbe garantito “l’ulteriore corso del contratto”  e, conseguentemente,  lo sblocco dei quattrini oggi bloccati,  e inoltre non avrebbe creato alcun problema in ordine all’attuazione degli accordi locali FUS,  a condizione che, come avevamo chiesto nella nota del 16 dicembre al Sottosegretario, venisse assicurata  una totale  garanzia al riguardo,  evidentemente tutta e solo politica, con una idonea iniziativa di carattere operativo.  E questa garanzia politica è arrivata proprio dallo stesso Sottosegretario il quale, nel corso della riunione da noi richiesta del 22 dicembre u.s. (si veda il Notiziario di pari data n. 133),  si era detto disposto a firmare una “determina”  con la quale, in via straordinaria per il solo 2014, si disponeva il recupero quasi integrale del testo del comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi di accordo,  il cui effetto sarebbe stato quello di confermare in toto l’impianto di distribuzione del FUS 2014 nei termini concordati nell’ipotesi di accordo  e, con esso, tutti gli accordi locali e le risultanze delle valutazioni effettuate in loco. Una soluzione ragionevole, lo ripetiamo,  rispetto alla quale altre sigle hanno sospeso il giudizio,  chiedendo ulteriore tempo  per approfondire il problema e per firmare l’accordo FUA.  Un supplemento di riflessione che ci è già costata un mese di ritardo, e che si tradurrà in un ritardo pari nell’arrivo delle risorse FUA.

Nell’attesa della convocazione, che comunque risollecitiamo attraverso questo nostro Notiziario, e nelle more della soluzione che le Parti riterranno di adottare,  ci sembra però necessaria,  anche sulla base di quanto avvenuto negli ultimi anni,  una  riflessione a tutto tondo sulle questioni che fanno capo al FUA.

E’ indiscutibile che la gestione del FUA viva oggi nel MD, ma non solo,  una stagione fortemente critica.  Risorse che si riducono anno dopo anno,  fissate a  insindacabile scelta del MEF e senza alcuna trasparenza sul calcolo;  tempi di corresponsione di FUA e FUS che si allungano di anno in anno;  ipotesi di accordo  sistematicamente messe in discussione dal duo delle meraviglie FP/MEF, spesso con pretesti incomprensibili e molto spesso contraddittori, che comunque obbligano le Parti a riscrivere gli accordi di fatto sotto dettatura;   accordi FUS messi in discussione, non solo per i riflessi conseguenti ai rilievi degli Organi certificatori,  ma anche per le entrate a gamba tesa di molti Ispettori, che, in sede di controllo, contestano la  legittimità degli accordi locali rimettendoli in discussione,  con il rischio reale che i lavoratori possano essere costretti a restituire il FUS già percepito, magari con interessi e rivalutazione.  Non se ne può davvero più, soprattutto quando si pensa che, alla fin fine,  si tratta solo di poche centinaia di euro: se MEF e FP impegnassero più utilmente  il loro tempo, forse lo Stato ne trarrebbe maggiori  utilità!

Appare allora non più rinviabile, a nostro avviso,  una riflessione a 360° sulle criticità attuali in merito alla distribuzione di FUA e FUS,  e noi di FLP DIFESA l’abbiamo già fatto,  scrivendo alla Ministra Pinotti  la nota che pubblichiamo su questa stessa pagina con le nostre proposte per il FUA 2015, che recano in particolare la richiesta di dar subito il via alla trattativa con le OO.SS. per la definizione dell’accordo sui passaggi economici interni con decorrenza 1.1.2015, posto che la Legge di Stabilità 2015 ne ha di fatto decretato lo sblocco.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 14.01.15- lettera a Ministra problematiche FUA e proposte per il 2015

Allegato 2:  Nota FP n. 63712-13.11.2014 – rilievi su ipotesi FUA 2014

Allegato 3: Protocollo-A.D-OO.SS del 13.02.2013 sui riordini della Sanità Mlitare

Notiziario n. 131 del 16 dicembre 2014 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgE ti pareva!   Nonostante che l’ipotesi di accordo 2014 (qui ripubblicata) sulla distribuzione del FUA 2014 fosse di fatto copia conforme dell’accordo 2013 che era stato a suo tempo certificato dagli Organi di controllo,  la Funzione Pubblica e il MEF- Ragioneria Generale sono riusciti ancora una volta (oramai è un classico) a formulare dei rilievi sull’ipotesi sottoscritta in data 13 giugno 2014 (vds. Notiziario n. 66 del 17.06.2014).

Come noto, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 40-bis, comma 2, del D.Lgs. 165/2001 introdotto dal D.Lgs 150/2009 (c.d. legge Brunetta),  F.P. e MEF debbono accertare e certificare la compatibilità economico finanziaria (il MEF) e la rispondenza ai vincoli e ai limiti imposti dal CCNL e dalle norme di legge (la FP) dell’ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA. Ebbene, a fronte di una ipotesi di distribuzione del FUA 2014 che – ribadiamo – riproduce pari pari l’accordo 2013,  con la nota del 13.11.2014 della FP che pubblichiamo su questa stessa pagina  vengono formulati in buona sostanza quattro rilievi:

Appare evidente come  i primi tre rilievi non creino di fatto alcun problema, nel senso che basterà integrare l’accordo definitivo;  per quanto invece riguarda l’ultimo rilievo, quello relativo al sistema di valutazione, il problema è davvero grande come una casa.  E spieghiamo subito il perché.

L’ “invito” della FP,  che ai fini della certificazione tale non è essendo nei fatti un obbligo, ad “applicare il sistema di valutazione”  e l’affermata sua “incontrattabilità”,  significano di fatto che nell’accordo definitivo non dovrà più essere presente il comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi di accordo, che  reca il sistema di valutazione contrattato dalle Parti firmatarie dell’ipotesi di accordo.

Una condizione assolutamente nuova, quella dettata da FP e MEF, e finanche incomprensibile, atteso che il predetto comma 1 ripropone alla lettera, nell’ipotesi FUA 2014,  il testo integrale già presente nell’accordo FUA 2013,  che non aveva dato luogo ad alcun rilievo o condizione da parte degli Organi certificatori.  E allora come mai, ci si chiede, a fronte di un immutato quadro normativo,  FP e MEF pretendono oggi una modifica non richiesta negli anni precedenti? Occorrerà approfondire la cosa…

Di fronte al “diktat” della FP,  la prima risposta dovrebbe essere quella di mostrare la schiena dritta, una risposta che però l’Amministrazione temiamo escluda in partenza, come dimostra ampiamente l’esperienza degli anni precedenti quando gli accordi definitivi sono stati tutti sottoscritti recependo in toto le raccomandazioni/indicazioni degli Organi certificatori.  E anche in questa circostanza, il copione si è ripetuto:  l’Amministrazione ci ha proposto di integrare/modificare l’ipotesi di accordo 13.06.2014.

No problem ovviamente per le integrazioni sui primi tre rilievi; sul quarto, quello indiscutibilmente più pesante, la proposta è stata quella di stralciare il comma 1 dell’art. 12 sostituendolo con la previsione che “la remunerazione della produttività progettuale (dunque dei progetti già fatti)  è operata sulla base delle risultanze del sistema di valutazione dell’Amministrazione”.

La soluzione, sul piano strettamente tecnico, ci è apparsa abbastanza ragionevole, tenuto conto:

Da qui, la nostra disponibilità ad accogliere la proposta dell’Amministrazione, tenuto conto che consentirebbe di sottoscrivere l’accordo definitivo, condizione questa ineludibile perché  PERSOCIV possa procedere alla richiesta al MEF di accreditamento  delle risorse FUA 2014 c.d. “fisse”,  mentre per le c.d. “variabili” occorrerà quest’anno sottoscrivere una nuova  e specifica ipotesi  accordo. Sul piano strettamente tecnico, perché questo è il tavolo di PERSOCIV,  la soluzione appare ragionevole e avrebbe il merito di chiudere la trattativa FUA 2014 per sbloccarne le risorse.

Ovviamente non ci sfuggono i possibili riflessi negativi sugli gestione del FUS 2014: ci potrebbero essere Dirigenti che, sulla base dello stralcio del comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi di accordo, potrebbero essere indotti a rimettere in discussione le modalità di misurazione e di valutazione dell’apporto partecipativo del dipendente sinora ricompreso nel range tra 1 e 1,5. E questo ovviamente creerebbe un enorme problema, tenuto conto del fatto che siamo praticamente ad anno concluso, a progetti già quasi tutti completati, e, in moltissimi casi, a valutazioni e misurazioni già operate.

E’ il motivo per il quale siamo già intervenuti presso il Sottosegretario Rossi con la lettera che alleghiamo al presente Notiziario: prima di chiudere l’accordo definitivo, serve l’assoluta garanzia – tutta e solo politica, con il seguito delle più adeguate iniziative di carattere operativo – che le modifiche ipotizzate in sede di accordo definitivo FUA 2014 non comportino la rimessa in discussione degli accordi locali sul FUS 2014 e la modifica delle modalità di misurazione e valutazione della  produttività  individuale rispetto a quelli adottate negli Enti, e peraltro a fronte di una norma, il comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi FUA 2014, presente negli accordi FUA degli anni precedenti e mai contestata da FP e MEF. Per questo abbiamo chiesto un incontro urgente al Sottosegretario Rossi: se questa assoluta garanzia ci sarà, bene;  altrimenti, occorrerà trovare un’altra soluzione e occorrerà  trovarla in ogni caso, atteso che le risorse FUA andranno ovviamente sbloccate e distribuite ai lavoratori,  che i loro progetti li hanno già fatti.

In attesa degli sviluppi di questa intricata vicenda, proponiamo ai colleghi un paio di riflessioni conclusive. La prima: alla luce dei recenti accadimenti, ultima quella di oggi, tra i quali in primis quelli conseguenti ai rilievi operati su accordi locali da ispettori,  appare evidente la necessità di ripensare l’impianto storico dell’accordo nazionale e le scelte di distribuzione delle risorse. Su questo, abbiamo ampiamente discusso nel nostro recente Congresso nazionale e avvieremo a breve alcune iniziative.

La seconda riflessione è invece la seguente: alla luce dei rilievi MEF/FP, crediamo che siamo oramai prossimi  alla riproposizione per il 2015 di un “sistema di valutazione della performance” nel Ministero Difesa, ancorchè rivisto e corretto rispetto a quello, indirigeribile  e da noi contrastato con il ricorso al Giudice,  adottato con le Direttive del 23.12.2010 e poi sospeso dal Sottosegretario  Magri. Ove così fosse,  è chiaro che nei prossimi giorni, anche prima della fine dell’anno, verremo a conoscenza delle scelte che l’A.D. intende operare sul nuovo sistema di valutazione,  attesa la sua  “incontrattabilità”.

Attendiamo di sapere. La nostra opinione al riguardo è chiara da molto tempo, e l’abbiamo anche riproposta nella riunione di oggi: per le condizioni date del MD e per quelle di prospettiva fino al 2018, appare  improponibile un sistema di valutazione del personale civile. Ne riparleremo, e molto, nel caso.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 16.12.14- lettera a SSS con richiesta di incontro per FUA 2014

Allegato 2: Nota FP n. 63712-13.11.2014 – rilievi su ipotesi FUA 2014

Allegato 3: Nota FP n. 50850-13.12.2012 – rilievi su ipotesi FUA 2012

Alleagto 4: Nota PdC n.25335-07.05.2014- centralinisti non vedenti

Allegato 5: 13.06.2014 – Ipotesi accordo distribuzione FUA 2014 con firme

Notiziario n. 95 dell’11 settembre 2014 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgCon msg. del 2 set. u.s., STATESERCITO CUSE (Centro Unico Stipendiale Esercito) ha fornito agli Enti della F.A. “le istruzioni operative per la comunicazione dei dati a cura e responsabilità dei Capi Servizio Amministrativo finalizzate alla liquidazione” delle somme FUA e FUA in pagamento, di cui abbiamo già riferito nel nostro precedente Notiziario n. 85 del 6 agosto u.s.., al quale rinviamo. I Servizi Amministrativi dovranno procedere all’invio a CUSE “entro le ore 16.30 del giorno 15 settembre c.a. a mezzo mail” dei fogli excel con gli importi destinati a ciascun dipendente.

Analoghi messaggi sono stati inviati, in pari data, agli Enti di F.A. anche da parte delle corrispondenti strutture centrali di SMM, SMA e Cdo Generale CC; per quanto riguarda invece il personale dell’area centrale, Persociv aveva già dato indicazioni al riguardo con la circolare n. 53323 dell’11.08.2014 (qui pubblicata), fissando al 9 settembre il termine ultimo per l’invio dei dati relativi alle somme da corrispondere a ciascun dipendente. Ci si chiede come mai i messaggi delle FF.AA. interessanti il personale civile in servizio presso l’area operativa abbiano visto la luce con oltre venti giorni di ritardo rispetto alla circolare D.G. nella parte recante le indicazioni riferite al personale dell’area centrale.  Perché questo ritardo?

Il termine temporale del 15 settembre per l’invio da parte degli Enti dei dati richiesti deve intendersi perentorio, in quanto quei dati dovranno poi essere trasmessi a stretto giro da BDUS a NoiPA per l’inserimento delle somme nei cedolini di ottobre p.v.. Proprio per questo, sollecitiamo tutti i nostri Coordinamenti Territoriali e le RSU a verificare che i servizi Amministrativi ottemperino in tempo all’invio dei dati richiesti, in quanto, in ragione della ristrettezza dei tempi a disposizione, è del tutto evidente che, in caso diverso, i pagamenti ai lavoratori di quegli Enti che non avessero comunicato i dati richiesti entro la data indicata, verrà effettuato in ritardo con i cedolini dei mesi successivi ad ottobre.

Le somme che verranno corrisposte sono le seguenti:

Invece, per quanto attiene le Posizioni Organizzative 2013, a breve la D.G. dovrebbe emanare la circolare con i nomi dei percettori, e le somme potrebbero essere pagate con lo stesso cedolino di ottobre.

Con riferimento alle PPL, c’è una novità, segnalata anche nei messaggi delle FF.AA., e riguarda i centralinisti non vedenti percettori dell’indennità di mansione di cui all’art. 9 della legge 113/1985. Una novità che ci fa particolarmente piacere, atteso che FLP DIFESA aveva segnalato il problema in sede di riunione per la sottoscrizione dell’accordo definitivo sul FUA 2013 (vds. Notiziario n. 52 del 7.05.2013) non concordando con la posizione espressa da PERSOCIV. La quale opera ora una correzione di tiro: si legga la circolare della stessa D.G. n. 49501 del 22.07.2014 inviata agli Enti e all’Unione Italiana Ciechi, non pubblicata sul sito di Persociv, ma che gli interessati troveranno pubblicata su questa stessa pagina. In ragione di questa novità, i messaggi delle FF.AA. chiedono agli Enti di riconteggiare le somme 2013 relative all’indennità di cui trattasi, il cui saldo verrà anch’esso corrisposto con il cedolino di ottobre.

Infine, in relazione ad alcuni rilievi ispettivi sugli accordi locali FUS, pubblichiamo su questa stessa pagina due interessanti note pervenute da SMA, e le raccomandiamo all’attenzione dei nostri dirigenti e delle RSU.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Circolare Persociv 53323 dell 11.08.2014 liquidazione_FUS e FUS

Allegato 2: Circolare Persociv 49501 del 22.07.2014 -_Indennita mansione per centralinisti non vedenti

Allegato 3: Nota SMA 29.08.2014

Allegato 4: Nota SMA 03.09.2014

 

FUS


Via libera dal MEF per il pagamento del FUS 2017 (risorse fisse), dei dodicesimi residui 2017 e dei sette/dodicesimi (da gennaio a luglio) relativi al 2018 di Turni, Reperibilità e PPL. I tempi previsti per i pagamenti. Già emesso da NoiPA il cedolino straordinario esigibile dal 27 agosto per il pagamento defgli assegni familiari non corrisposti a luglio e agosto.

23 Ago 2018 - Flp Difesa

Via libera dal MEF per il pagamento del FUS 2017 (risorse fisse), dei dodicesimi residui 2017 e dei sette/dodicesimi (da gennaio a luglio) relativi al 2018 di Turni, Reperibilità e PPL. I tempi previsti per i pagamenti. Già emesso da NoiPA il cedolino straordinario esigibile dal 27 agosto per il pagamento defgli assegni familiari non corrisposti a luglio e agosto.

Notiziario n. 91 del 23 agosto 2018 – Due buone notizie sono arrivate in questi giorni, addolcendo in un qualche modo la ripresa delle attività lavorative dopo il periodo di ferie. Ci riferiamo alle notizie relative alle somme in arrivo per il pagamento degli assegni familiari  di luglio e agosto ai lavoratori aventi titolo e […]


Botta, risposta e replica tra CGIL CISL UIL e PERSOCIV in ordine alla distribuzione delle risorse locali del FUA 2016. Un autogol clamoroso, a nostro giudizio, che mette ancora più in difficoltà le Rappresentanze locali

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Notiziario n. 116 del 10 ottobre 2016 – Botta autolesionistica, risposta decisa, e replica alquanto debole e impacciata: è questo il condensato  dell’interscambio dei giorni scorsi tra CGIL-CISL-UIL e PERSOCIV sui contenuti dell’accordo FUA 2016 da loro firmato il 30 setembre u.s.. Il risultato finale è un autogol clamoroso, con effetti negativi sui tavoli locali. […]


Via libera con rilevi, da MEF e FP, all’accordo definitivo sul FUA 2016. Il testo definitivo firmato, che FLP DIFESA non ha sottoscritto. Appello alle Rappresentanze locali: difendiamo la contrattazione dai tentativi di liquidarla

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Notiziario n. 112 del 30 settembre 2016 – Con mail del 27 u.s., PERSOCIV ha informato le OO.SS. nazionali che l’Ipotesi di accordo relativa alla distribuzione del FUA 2016 siglata il 3.08.2016  aveva avuto il sostanziale via libera di M.E.F. e F.P. (vds allegato 1) e che, pertanto,  il testo dell’accordo, “conformato secondo le indicazioni ricevute […]


Passaggi 2016, contrattazione locale sul FUS e valutazione performance i veri buchi neri dell’Ipotesi di accordo FUA 2016. Quattro solo le sigle firmatarie e note a verbale di ben sei sigle su sette: danno la misura esatta delle criticità e dei problemi innescati

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Notiziario n. 96 del 5 agosto 2016 – PERSOCIV ci ha inviato ieri il testo integrale – con i relativi allegati – dell’Ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2016 con le firme delle Parti accettanti  (A.D. e, sul fronte sindacale, CGIL, CISL, UIL e UNSA), che abbiamo tempestivamente pubblicato sul nostro sito e che […]


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22 Giu 2016 - Flp Difesa

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Notiziario n. 77 del 21 giugno 2016 – E partito in  data odierna, a PERSOCIV, il confronto negoziale con A.D. per la distribuzione del FUA 2016 che quest’anno,  in ragione delle novità presenti nella bozza della D.G. (che, appena ricevuta, abbiamo provveduto a pubblicare sul nostro sito per l’opportuna conoscenza di tutti i lavoratori, e […]


Via libera da MEF e FP all’accordo FUA 2015, si riduce però un pò il FUS. Punto di situazione sui pagamenti FUA e FUS in arrivo. E il 21 p.v. partirà la trattativa FUA 2016

14 Giu 2016 - Flp Difesa

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Notiziario n. 72 del 14 giugno 2016 – Gli Organi certificatori (MEF e FP) hanno dato il via libera all’ipotesi di accordo FUA 2015 del personale del Ministero Difesa siglata in data 1 marzo 2016 (si veda il Notiziario n. 25 di pari data, ripubblichiamo comunque l’ipotesi di accordo su questa stessa pagina in allegato […]


Seconda riunione FUA 2015. Prevista una seconda tornata di passaggi interni, ma accordo ancora lontano per mancanza della determina sul FUS

29 Set 2015 - Flp Difesa

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Le nostre proposte per il FUA 2015 con la richiesta di avviare subito il confronto per i passaggi economici

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