Notiziario n. 24 del 22 febbraio 2017 –

Terza riunione negoziale, oggi, a PERSOCIV, per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2017,  che come noto fisserà anche i numeri e i criteri per la terza fase di sviluppi economici all’interno delle aree, che avranno questa volta decorrenza dal 1 gennaio 2017. La nuova proposta messa a punto da PERSOCIV, ovviamente anche sulla base dei confronti con le OO.SS. nella precedenti riunioni dell’8.02.2017 (si veda a tal riguardo il Notiziario n. 16 di pari data), reca novità importanti ed è su di esse, in particolare, che si è sviluppato il confronto odierno con FLP DIFESA (pubblichiamo su questa pagina la  bozza di ipotesi di accordo predisposta dalla D.G. per la riunione)

In via preliminare, la nostra O.S. ha richiamato l’attenzione della delegazione di parte pubblica sul fatto che parrebbe allo stato superato il rischio di poter incorrere nel limite massimo del 20% di sviluppi economici nel 2017 previsto dalle prime bozze del TUPI (Testo Unico sul Pubblico Impiego, l’ultimo dei decreti attuativi della L. 124/2015), che obbligava le Parti a correre velocemente per chiudere rapidamente l’accordo al fine di evitare  il dimezzamento dei 12.000 sviluppi previsti per quest’anno. Rischio superato, pare, alla luce delle ultime bozze del decreto attuativo, che parlano genericamente di “quota limitata di dipendenti”  ai quali attribuire le progressioni economiche, senza vincolo percentuale alcuno.  Questo ovviamente offre più tempo alle Parti per ragionare e riflettere insieme sulle scelte da operare,  e la dr.ssa Corrado ha convenuto perfettamente con questa nostra riflessione di partenza.

Ciò premesso, diamo conto della nuova proposta di AD e dei contenuti della riunione odierna.

POSIZIONI ORGANIZZATIVE – TURNI,REPERIBILITA’,PPL – INDENNITA’ Di MOBILITA’

Nella nuova bozza di ipotesi di accordo, la D.G. prevede minori assegnazioni per Posizioni Organizzative-P.O. (-87.975,35 €), Particolari Posizioni di lavoro-PPL (-235.365,24 €) e Turni (-300.748,76 €), in ragione della effettiva spesa 2015, mentre l’accantonamento per la reperibilità risulta lo stesso. A tal proposito, va utilmente segnalato ai colleghi che nel terzo tavolo tecnico riunitosi proprio ieri, si è registrata una convergenza tra Amministrazione e Parti sociali sulla necessità di proporre al Tavolo politico una ulteriore riduzione del 10% sugli accantonamenti dei fondi necessari a finanziare la reperibilità, riduzione sulla quale la nostra O.S. ha espresso condivisione. Trattasi di quasi 330.000 € che, al pari dei risparmi di cui sopra, confluirebbero nei fondi locali (FUS e Performance), e questo in linea con gli approdi attuali del tavolo tecnico che, pur persistendo le difficoltà nell’acquisire i dati necessari ad una rigorosa analisi della situazione in essere, ha inteso fornire un segnale forte nella direzione del recupero di somme necessarie a rimpolpare i fondi locali ormai asfittici.

Circa l’indennità di mobilità, è stata accolta la nostra richiesta di ridurre lo stanziamento previsto in ragione delle minori esigenze (l’accantonamento passa a 100.000 €, con un risparmio di € 70.000 €).

SVILUPPI ECONOMICI 2017

La seconda bozza predisposta dalla D.G. conferma i 12.000 passaggi complessivi per il 2017, già certificati da FP e MEF. Di diverso, rispetto alla prima bozza,  è la distribuzione dei numeri tra le diverse fasce all’interno delle tre aree. Su nostra precisa richiesta, la dr.ssa Corrado ha comunque assicurato che la predetta redistribuzione è solo il frutto di una operazione di attualizzazione  (allineamento degli sviluppi per fascia ai numeri di dipendenti oggi presenti nelle fasce), rimanendo comunque invariato il rapporto percentuale, e che produce comunque un risparmio di spesa pari a € 29.092,50.

In merito ai criteri per le procedure selettive (vds allegati 12 della nuova bozza predisposta dalla D.G.), va detto che la D.G. ha già operato alcuni aggiustamenti.  In primo luogo, ha aumentato significativamente il peso del criterio “esperienza professionale”, raddoppiando il punteggio per ogni anno di attività nella stessa area (da 0,5 a 1) alzandone il massimo da max 15 a max 30, e questo a noi va bene, ma riducendone il max punteggio raggiungibile per l’anzianità nella fascia retributiva, il perchè non abbiamo ben capito.

Sempre in tema di esperienza professionale maturata, la DG non ha accolto la nostra proposta di recuperare i punteggi (0,25) del 2016 per l’anzianità di ruolo nelle aree inferiori e gli 0,25 punti per l’anzianità nelle PP.AA. “in ruoli diversi da quelli del personale civile del MD” e quella di cancellare la previsione di punteggio per le PO in ragione della disomogeneità di attribuzione e per coerenza con l’assenza di punteggi per gli incarichi in area 2^, proposte tutte che abbiamo oggi comunque riproposto.

Per quanto attiene ai “titoli di studio” e relativi punteggi, la nuova proposta della D.G. alza per l’area 3^, come FLP DIFESA aveva chiesto,  i punteggi dei primi tre titoli, ma riconferma in toto i successivi cinque,  non adottando per la predetta area 3^ il modello MEF come noi avevamo richiesto. Per l’area 2^, invece, recepita interamente la proposta FLP, con incremento del punteggio a partire dalla licenza elementare.

La vera novità nella nuova proposta della D.G. stà però tutta nella previsione della “formazione”  come terzo criterio per le procedure selettive, a fattor comune per le tre aree e nei termini di cui all’allegato 13 (riferimento a tutta la vita lavorativa e all’attività istituzionale di AD, e dunque a raggio molto largo).

A tal riguardo, FLP DIFESA ha osservato come la proposta della formazione quale terza gamba per gli sviluppi economici nasca dalla necessità di evitare gli effetti negativi che si sono avuti nella procedura 2016, che verosimilmente verrebbero accentuati utilizzando le valutazioni di cui alle schede performance. Questo, a nostro giudizio, dovrebbe portare la Ministra Pinotti ad avere maggiore consapevolezza sul fallimento del sistema di valutazione di cui alla Direttiva 10.11.2015, e procedere rapidamente nella direzione da noi proposta (sospensione del procedimento 2016 e richiesta di deroga alla FP per il 2017, si veda il Notiziario n. 23 del 20.02.2017).  Ciò detto, a nostro giudizio occorre però evitare di cadere dalla padella nella brace, e cioè di avere come terza gamba un criterio ancor più penalizzante per la maggioranza dei colleghi,  atteso che i differenziali  di partecipazione ai processi formativi tra i lavoratori civili potrebbero essere più accentuati rispetto a quelli derivanti dai processi di valutazione. Sappiamo bene che la Difesa è il luogo dove si è sempre fatta poca formazione per tutti e tanta formazione per pochi,  e questo naturalmente allargherebbe la forbice e non amplierebbe le opportunità.

Stiamo dunque ben attenti alle scelte che facciamo, questo il richiamo venuto dalla nostra O.S., senza inseguire strategie oggi improponibili, come era avvenuto nel 2010.  Se MEF e FP certificheranno  una ipotesi di accordo che prevederà la formazione come terzo criterio, sarà effettivamente la formazione a contribuire in quota parte (max 50 punti) alle selezioni, come peraltro sta avvenendo nel Ministero dei Beni Culturali  dove le selezioni si stanno facendo sulla base della formazione fissata dall’accordo, come ha confermato la dr.ssa Corrado che ha detto di averne avuto notizia direttamente dal Direttore Generale di quel Ministero. Attenzione, dunque, a non cadere dalla padella nella brace. In ogni caso, visto che l’art. 18 del CCNL 2006/2009 prevede l’utilizzo della formazione quale criterio per gli sviluppi solo a condizione che  “le Amministrazioni abbiano garantito la formazione a tutto il personale interessato” (N.B.:“tutto”) abbiamo chiesto che preliminarmente alla scelta, l’A.D. garantisca alle OO.SS. il pieno soddisfacimento di detta condizione vincolante. Nelle more che venga chiarito questo aspetto, FLP DIFESA ha riformulato la proposta avanzata nella riunione precedente: far riferimento alla “valutazione dell’apporto partecipativo individuale all’attività progettuale” di cui al FUS 2016, il che consentirebbe di uscire dai ristretti ambiti della valutazione della “performance individuale”;  inoltre, abbiamo riproposto la rimodulazione dei punteggi (50 punti nella fascia 100-91; 45 punti nella fascia 90-71; etc.) o, in alternativa, di prendere a riferimento un punteggio per gli sviluppi pari al 50% della valutazione per l’attività progettuale, che eliminerebbe gli effetti distorsivi delle fasce e offrirebbe una maggiore progressività.

Infine, in merito agli sviluppi 2018 che la D.G. propone nel numero di 8.000, abbiamo innanzitutto fatto presente che trattasi di un numero superiore ai fini dell’attribuzione di un passaggio di fascia a tutti i lavoratori nell’arco del triennio 2016-2018; abbiamo però anche osservato che a fine triennio si riprodurrebbe la stessa situazione ereditata dal 2010, con i tre quarti del personale con un passaggio in più rispetto al restante quarto, un effetto  penalizzante per una parte di lavoratori che si sarebbe potuto evitare solo se si fossero alzati i numeri degli sviluppi 2016 all’interno di un impegno triennale che prevedeva il secondo passaggio di fascia nell’anno 2018 di coloro che avevano avuto il primo nel 2016.

Infine, abbiamo posto il problema delle risorse: per finanziare 8.000 sviluppi (ammesso che tali restino)  nel 2018 servono 16 mln di €: dove li troviamo a fronte dell’attuale dotazione del FUA Difesa che presenta margini strettissimi? Tagliando consistentemente o quasi azzerando PO, Turni, reperibilità, atteso che gli relativi accantonamenti attuali si attestano sui 13 mln €, e non basterebbero comunque?

Emerge a tal proposito, in tutta la sua forza ed evidenza, la necessità di trovare rapidissimamente risorse per incrementare il nostro FUA, questione questa che però fa registrare, allo stato, la mancanza di risposte da parte di AD e del Governo, molto attenti invece, come sempre, sul fronte del personale militare (per il riordino delle carriere, resi disponibili 977 mln, ne parleremo in un prossimo Notiziario).

PERFORMANCE INDIVIDUALE E FUS

I risparmi conseguenti ai minori impegni finanziari in materia di PO, turni, PPL, indennità di mobilità e sviluppi economici, pari allo stato a 723.181,85 € (ma potrebbero ulteriormente crescere, in funzione del taglio del 10% della reperibilità) andranno a riversarsi tutti sui fondi locali, il che porterà a un incremento di 3,08 € dell’importo pro capite per la performance individuale (da 9,93 a 13,01 €) e di 17,42 € di quello relativo al FUS 2017, importi tutti al netto oneri A.D. Il corposo stanziamento per finanziare i 12.000 sviluppi economici 2017 (€ 22.348.985, 03), uniti ai 14.287.919,19  impegnati per i 7.002 sviluppi 2016, hanno di fatto ridotto al lumicino gli importi pro capite per remunerare performance e FUS .

A tal proposito, abbiamo ribadito alla dr.ssa Corrado la nostra perplessità sul fatto che la performance individuale 2017, rispetto alla quale manteniamo tutte le nostre ben note riserve, possa essere remunerata con meno di 10 € annui netti in tasca, il che  offenderebbe la nostra dignità di lavoratori ed sarebbe lesiva dello stesso buon nome dell’Amministrazione.  Motivo per il quale abbiamo riproposto alla dr.ssa Corrado l’utilità di espungere l’art. 12 dall’ipotesi di accordo, dirottandone le somme al FUS e chiarendone le motivazioni all’interno della relazione illustrativa che accompagnerà l’ipotesi nell’iter per la certificazione. Il D.G. si è ulteriormente riservato di verificarne la praticabilità e l’accoglibilità.

Per quanto attiene al FUS, abbiamo apprezzato la riformulazione del comma 2 dell’art. 14 della bozza predisposta dalla D.G., che finalmente non prevede più, come nell’accordo FUA 2016, la possibilità dei tavoli locali di destinare le somme FUS alla performance individuale, il che ha costituito la reiterata richiesta di FLP DIFESA non accolta nella trattativa 2016 e che oggi trova finalmente accoglimento.

Preso atto di questa apertura significativa della D.G., abbiamo però segnalato alla dr.ssa Corrado la necessità di alzare il peso specifico e le competenze dei compiti assegnati ai tavoli locali, che al momento sembrerebbero sviliti e limitati alla mera ripartizione del FUS tra le finalità d’impiego di cui al comma 1.

A tal proposito, abbiamo detto di essere consapevoli che l’integrazione richiesta dipende molto dalle modifiche (se ci saranno) della Direttiva sulla performance del 10.11.2015; abbiamo pero riproposto la nostra idea che, a direttiva invariata, sia comunque possibile affidare al tavolo locale le scelte e le modalità di applicazione all’attività progettuale dei criteri previsti per la valutazione della performance.

Questi i contenuti e le risultanze della riunione odierna, ancora del tutto interlocutoria. Continueremo la discussione e la trattativa nella prossima riunione, che potrebbe essere calendarizzata entro metà marzo. A quel momento, speriamo solo che la Ministra abbia finalmente operato le sue scelte sulla direttiva performance 2017, atteso le ricadute ovvie sulla trattativa FUA.

Come già noto ai colleghi, martedì 28 p.v. la Ministra Pinotti ha convocato le OO.SS. nazionali, non già sulle tantissime questioni irrisolte e per dare le risposte che attendiamo da anni, ma sul DDL attuativo del Libro Bianco, di cui abbiamo parlato nel Notiziario n. 18 del  9 febbraio   e n. 21 del 16 febbraio ai quali naturalmente rinviamo, che sta come noto molto a cuore alla nostra Ministra.

 Venerdì 24 p.v. è convocata la Direzione Nazionale della nostra O.S., che discuterà in ordine alle questioni ancora aperte e assumerà le proprie decisioni in merito all’incontro con la Ministra.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 22.02.2017 – 2a Bozza PERSOCIV ipotesi e allegati FUA 2017

Notiziario n. 16 dell’8 febbraio 2017 –

La seconda riunione di oggi a PERSOCIV ha di fatto avviato il confronto negoziale sulla distribuzione del FUA 2017,  dopo la riunione del tutto interlocutoria del 18 gennaio u.s., e di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 10 di pari data.  Riunione, quella di oggi,  nella quale FLP DIFESA ha rappresentato le proprie posizioni e presentato le proprie proposte di integrazione e modifica rispetto alla bozza “esplorativa” di ipotesi di accordo messa a punto dalla D.G. (pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 la bozza predisposta da PERSOCIV con i propri allegati, e in allegato 2  le proposte di FLP DIFESA sui criteri per gli sviluppi 2017).

In premessa, la delegazione FLP DIFESA ha detto al D.G. di apprezzare molto l’enorme accelerazione che quest’anno è stata impressa alla definizione dell’accordo FUA, atteso che negli anni passati questo avveniva di norma a giugno/luglio. Un’accelerazione che nasce evidentemente dalla consapevolezza che, a fronte della preannunciata adozione da parte del Consiglio dei Ministri  dello schema di decreto attuativo della L. 124/2015 (TUPI, Testo Unico sul Pubblico Impiego) che dovrebbe recare dei vincoli percentuali non superabili (20% max) in materia di progressioni economiche,  il tempo a disposizione per mettere in  sicurezza i 12.000 sviluppi economici previsti nel 2017 è davvero molto poco.

Una consapevolezza che ovviamente è anche la nostra, atteso che sin da subito (lettera alla Ministra del 9 gennaio 2017, vds. Notiziario n. 6 di pari data) abbiamo chiesto l’urgente avvio della trattativa FUA, e che comunque si associa alla enorme responsabilità che avvertiamo al fine di evitare che al danno procurato nel 2016 (solo 7.002, gli sviluppi economici realizzati; circa mille i non transitari 2010, di nuovo bloccati nel 2016) si associ la beffa di dover subire la riduzione di oltre la metà dei 12.000 sviluppi economici 2017.

Ma andiamo con ordine, partendo innanzitutto dalla dotazione:  le somme certe del FUA 2017 sono pari quest’anno a € 42.854.398,81al lordo oneri a carico dell’A.D., e dunque con una differenza in negativo di 14.287.919.19 €, che è l’importo esatto delle risorse impegnate per i 7.002 sviluppi 2016. Questa dotazione iniziale potrebbe però arricchirsi a seguito dell’eventuale disponibilità di “ulteriori somme” (si veda l’art. 19 della bozza della DG), la cui distribuzione sarà affidata a un nuovo e successivo accordo. Rimane comunque aperto il problema dell’incremento del FUA, oggi totalmente inadeguato, già posto più volte alla Ministra.

POSIZIONI ORGANIZZATIVE, INDENNITA’ MOBILITA’, TURNI,REPERIBILITA’ E PPL

La distribuzione delle somme di cui all’allegato 13 della bozza di ipotesi 2017 predisposta da PERSOCIV ripropone il modello consolidato di ripartizione, con una riconferma degli stanziamenti 2016 per posizioni organizzative (€ 2.525.281,00), indennità di mobilità (€ 170.000) e PPL, turni e reperibilità (rispettivamente 3.158.260,00; 7.271.960,00 e 3.299.926,03),importi lordo oneri AD.

A tal riguardo, dobbiamo necessariamente far riferimento all’antefatto riferibile alla seconda riunione di ieri pomeriggio del tavolo tecnico per la “verifica, in chiave riduttiva…delle posizioni organizzative, delle particolari posizioni di lavoro, dei turni e della reperibilità”  (Nota congiunta n. 1 all’Accordo definitivo FUA 2016, siglato il 30 settembre u.s.). Nel merito, non sono stati fatti concreti passi avanti, considerato che, in maniera sostanzialmente convergente, tutte le Parti sociali (la riunione era a tavoli uniti…) hanno convenuto di non ritenere ancora soddisfacenti i dati forniti dall’A.D. con un documento di sintesi che tale è rimasto. In attesa allora che vengano forniti gli elementi conoscitivi da noi richiesti che permettano i necessari approfondimenti, si è concretizzato, dunque, un nuovo rinvio finalizzato a consentire l’acquisizione, entro un paio di settimane, dei dati richiesti dalle OO.SS. e traguardare il risultato di una proposta di razionalizzazione degli istituti in esame entro la fine del mese di aprile. Tempi non in linea con l’urgenza sopra richiamata di dover chiudere rapidamente l’ipotesi FUA 2017, per cui abbiamo chiesto che risultanze del tavolo tecnico producano effetti solo dal 2018.

Per l’indennità di mobilità, abbiamo chiesto di verificare la possibilità di ridurre lo stanziamento previsto.

SVILUPPI ECONOMICI 2017

La bozza predisposta dalla D.G. prevede i 12.000 passaggi complessivi, già certificati da FP e MEF. Un numero importante, quest’anno, che disegna uno scenario enormemente diverso (siamo, per il 2017, a oltre il 45% di copertura) e che, se associato ai 7002 sviluppi del 2016, porta ad una copertura di oltre il 71% nel rapporto tra sviluppi da realizzare e numero di personale effettivo al 1.1.2017. Dunque, no problem da parte nostra sui 12.000 sviluppi previsti, anche se un numero maggiore sarebbe servito a compensare i numeri bassi del 2016 e a mettere legno in cascina in previsione dei  vincoli che verranno introdotti dal TUPI.

In merito ai criteri per le procedure selettive (vds allegato 12 della bozza predisposta dalla D.G.), va detto che la D.G. ha già operato alcuni aggiustamenti, frutto dell’esperienza 2016.  Rispetto ad essi, abbiamo presentato una nostra proposta che alleghiamo al presente Notiziario, rinviando alla stessa per il dettaglio.

In sintesi: abbiamo proposto di recuperare i punteggi (0,25) del 2016 per l’anzianità di ruolo nelle aree inferiori del MD e gli 0,25 punti per l’anzianità nelle PP.AA. “in ruoli diversi da quelli del personale civile del MD” e di cancellare la previsione di punteggio per le PO, in ragione della disomogeneità di attribuzione sul territorio nazionale e per coerenza con l’assenza di punteggi per gli incarichi in area 2^; abbiamo chiesto di rivedere i titoli di studio e relativi punteggi, adottando per l’area 3^il modello MEF e mantenendo la valutabilità solo per i titoli coerenti con le attività del profilo posseduto, mentre per l’area 2^ si rimanda al dettaglio della nostra proposta;   per quanto invece attiene alla valutazione della prestazione professionale, preso atto dalle parole della dr.ssa Corrado degli intendimenti della FP. di non certificare ipotesi di accordo con due soli criteri, e preso altresì atto della improponibilità come terzo criterio della formazione in ragione di quanto previsto dall’art. 18, comma 6, let. c), del CCNL 2016-2009, abbiamo proposto di far riferimento alla “valutazione dell’apporto partecipativo individuale all’attività progettuale” di cui al FUS 2016, che consentirebbe di uscire dai ristretti ambiti della valutazione della “performance individuale”. In merito ai punteggi, abbiamo proposto di rimodularli nei termini prospettati nel nostro prospetto, o, in alternativa, di prendere a riferimento un punteggio per gli sviluppi pari al 50% della valutazione per l’attività progettuale, che eliminerebbe gli effetti distorsivi delle fasce e offrirebbe una progressività più lineare. Infine, abbiamo chiesto di dettagliare nell’ipotesi FUA 2017 gli impegni per il 2018 di cui alla nota congiunta n.1 dell’accordo 2016

PERFORMANCE INDIVIDUALE E FUS

Il corposo stanziamento per finanziare i 12.000 sviluppi economici 2017 (€ 22.378.077, 53), uniti ai 14.287.919,19 e impegnati per i 7.002 sviluppi 2016, hanno di fatto ridotto al lumicino gli importi pro capite per remunerare la performance (€ 13,18) e per il FUS (€ 74,70), somme tutte al lordo oneri AD. Dunque, questa operazione si poteva ben fare anche nel 2016, altro che dire allora, da parte A.D. ma anche da parte delle sigle richiedenti le 7002 progressioni 2016 ,  che i 16.974 sviluppi da noi richiesti non si potevano fare perché avrebbero svuotato i fondi per performance e FUS. E ora?

Rimane comunque il fatto che l’idea che la performance 2017, rispetto alla quale  manteniamo tutte le nostre ben note riserve, possa essere remunerata con meno di 10 € offende la nostra dignità di lavoratori ed è lesiva dello stesso buon nome dell’Amministrazione. Motivo per il quale abbiamo proposto alla dr.ssa Corrado l’espunzione dell’art. 12 della bozza di ipotesi di accordo predisposta dalla DG, dirottandone le somme al FUS, chiarendone le motivazioni all’interno della relazione illustrativa che accompagnerà l’ipotesi nell’iter per la certificazione. Il D.G. si è riservato di verificarne la praticabilità.

Per quanto attiene al FUS, abbiamo ribadito la stessa richiesta avanzata nel 2016 di modificare il comma 2 dell’art. 14. A differenza dell’anno scorso, quando in molti non compresero i vincoli introdotti dalla Direttiva 10.11.2015 in materia di FUS con il seguito dei problemi ben noti, quest’anno le OO.SS. a fattor comune hanno chiesto di rivedere la Direttiva, restituendo ai tavoli locali dignità e operatività in merito ai criteri di distribuzione del FUS. Vedremo la risposta della Ministra,  che tarda come al solito ad arrivare. Nelle more,  e in vigenza del testo della Direttiva del 10.11.2015,  abbiamo riproposto, al pari dello scorso anno,  la modifica del comma 2, oggi richiesto da tutte le OO.SS., affidando al tavolo locale le scelte e le modalità di applicazione all’attività progettuale dei criteri previsti per la valutazione della performance.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Bozza PERSOCIV 3.02.2017 Ipotesi di accordo FUA 2017

Allegato 2:08.02.2017- Proposte FLP DIFESA criteri sviluppi 2017

Pubblichiamo anche  Le graduatorie definitive degli sviluppi economici 2016 di Agenzia Industrie Difesa 

Notiziario n. 116 del 10 ottobre 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgBotta autolesionistica, risposta decisa, e replica alquanto debole e impacciata: è questo il condensato  dell’interscambio dei giorni scorsi tra CGIL-CISL-UIL e PERSOCIV sui contenuti dell’accordo FUA 2016 da loro firmato il 30 setembre u.s.. Il risultato finale è un autogol clamoroso, con effetti negativi sui tavoli locali.

Ripercorriamo in breve quanto accaduto: CGIL-CISL-UIL inviano in data 3 u.s. una nota di contestazione di un passaggio della circolare PERSOCIV n. 53923 del 13 settembre, che poteva essere interpretata nel senso che il 15% del FUS potesse essere destinato a remunerare, oltre alla  performance individuale, anche “specifici progetti”.  Una indicazione certo un pò forzata, ma  paradossalmente non proprio così negativa, atteso che l’effetto indotto avrebbe potuto essere quello di destinare ai progetti locali risorse maggiori rispetto all’85% già previsto. E a chi come noi avrebbe voluto destinare alla performance meno del 15% (la CGIL voleva l’1%!), la cosa non risultava poi così indigesta.

Proprio in virtù della considerazione di cui sopra, non appare allora per nulla peregrina un’altra possibile lettura della nota di CGIL-CISL-UIL, ed è quella che le tre sigle abbiano cercato, ora per allora, di modificare il quadro, preso alla fine atto che il combinato disposto tra Direttiva performance  e l’art. 14 dell’accordo FUA da loro sottoscritto limiti molto la contrattazione locale, e affidi di fatto al Dirigente il potere totale in materia di distribuzione delle risorse FUS anche in ordine ai progetti locali.

A rafforzare questa interpretazione viene in aiuto proprio la fermissima risposta di PERSOCIV, che pubblichiamo su questa stessa pagina, che non si è certo limitata a fornire una risposta tutto sommato anche facile sul punto controverso (15%), ma ha spaziato a tutto tondo, con toni anche perentori, e con una chiusura che non ammette repliche (“l’attività progettuale realizzata in sede locale presuppone, ai fini della misurazione e valutazione della prestazione resa, l’utilizzo dello strumento previsto dalla Direttiva”),  il che, in parole povere, significa che le contrattazioni locali saranno decisamente limitate (lo temevamo!).

E che questa interpretazione possa essere davvero la più plausibile, lo dimostra in fondo la stessa replica, visibilmente impacciata, del 6 u.s. delle tre OO.SS., che volutamente e frettolosamente hanno chiuso il contenzioso esaltando la pagliuzza  (evviva, il 15% va solo alla performance!) e facendo invece finta di non vedere la trave  enorme che i firmatari sindacali dell’accordo FUA 2016 hanno contribuito a generare, in primis non opponendosi a suo tempo alla Direttiva sulla performance che, associando i criteri di distribuzione del FUS a quelli della performance,  ha di fatto compromesso la contrattazione locale (solo FLP DIFESA l’ha contestata, impugnandola presso il TAR), e in secondo luogo non battendosi per temperarne gli effetti dentro l’accordo FUA, che addirittura prevede che i tavoli locali possano affidare al Dirigente anche l’85% destinato ai progetti, una autentica provocazione che aggiunge la beffa al danno.

E allora se le tre OO.SS. vedono solo la pagliuzza e non la trave che sta dentro la risposta della D.G., significa che le affermazioni di Persociv circa i limiti dei tavoli locali siano di fatto da loro accettati, e questo apre brutti scenari per detti tavoli, e anche per quelli già chiusi con accordi vecchio tipo. In sostanza, la risposta della D.G. innescata dalla nota di CGIL-CISL-UIL ha peggiorato, e molto, il quadro di situazione.  Per questo, non appare una gran bella idea quella di fornire agli Enti il carteggio tra D.G. e le tre OO.SS…

Rimaniamo in ogni caso convinti che la contrattazione locale vada comunque difesa a spada tratta, dicendo innanzitutto “NO” all’unificazione tra l’85% FUS e il 15% performance, e poi cercando di salvaguardare la contrattazione anche in materia di distribuzione FUS, discutendo, se non dei criteri di valutazione, già determinati, almeno della loro applicazione, che ragionevolmente non può essere la stessa tra performance (valutazione complessiva annuale) e progetti (valutazione parziale su singoli progetti).

(Giancarlo Pittelli)

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Notiziario n. 112 del 30 settembre 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgCon mail del 27 u.s., PERSOCIV ha informato le OO.SS. nazionali che l’Ipotesi di accordo relativa alla distribuzione del FUA 2016 siglata il 3.08.2016  aveva avuto il sostanziale via libera di M.E.F. e F.P. (vds allegato 1) e che, pertanto,  il testo dell’accordo, “conformato secondo le indicazioni ricevute dagli Organi certificatori”, sarebbe stato messo in firma alla Parti sindacali nei giorni 29 e 30 c.m. (vds allegato 2).

Ebbene, coerentemente con le posizioni assunte durante tutto il corso della trattativa nazionale di cui c’è ampia traccia nei nostri Notiziari diffusi a conclusione di ogni riunione,  e in linea peraltro con la scelta conclusiva operata dalla nostra Delegazione nazionale in ordine all’Ipotesi di accordo,  FLP DIFESA non sottoscriverà l’accordo definitivo per i motivi ben noti ai colleghi e specificati nella “Nota a verbale” (in allegato 3), che abbiamo già inviato a PERSOCIV per essere allegata al C.C.N. Integrativo FUA 2016.   

A nostro giudizio, la trattativa negoziale con l’A.D. per la distribuzione del FUA  si è conclusa quest’anno nel peggiore dei modi, con un accordo decisamente al ribasso che prevede per l’anno in corso un  numero di passaggi economici decisamente insufficienti,  la cancellazione di fatto della contrattazione locale per la distribuzione del FUS, addirittura con la previsione vergognosa di un possibile affidamento fiduciario al Dirigente delle relative risorse  in abbinata a quelle destinate alla remunerazione della performance,  e con la prepotente entrata in scena della valutazione della predetta performance,  sia per quanto riguarda la gestione del 15% delle risorse locali che, ancor di più,  per quanto attiene il suo peso all’interno dei criteri che presiederanno ai passaggi economici, decisamene sovradimensionato (50 punti, gli stessi di titoli e esperienza professionale!). Un mezzo disastro, sia per gli effetti che prevedibilmente produrrà sulla  nostra gente che, ancor di più,  per i pericolosi lasciti sul fronte delle relazioni sindacali.

A fronte di questi pesantissimi approdi negoziali, non potrà allora che apparire logica e coerente la scelta unanime della delegazione FLP DIFESA, peraltro condivisa e sostenuta da tutto il nostro gruppo dirigente,  di non sottoscrivere il predetto CCNI.  Un scelta di differenziazione alla quale la nostra O.S. non è usa, avendo sottoscritto responsabilmente tutti gli accordi degli ultimi quindici anni, ma che quest’anno, altrettanto responsabilmente, ha scelto di non sottoscrivere per non diventare complice di un’operazione che segna, a nostro avviso, il punto più basso degli accordi nazionali di questi anni.

Come si ricorderà,  la trattativa era partita il 21 giugno u.s. (vds Notiziario n. 77 di pari data) ed era apparsa già segnata in partenza dalla “intesa programmatica”  di cui all’art. 16  dell’accordo FUA 2015, che confermava i 7.002  passaggi economici 2016 richiesti da CGIL-CISL-UIL Difesa nella riunione del  21.01.2016 (vds comunicato di pari data) e seduta stante generosamente accolti dalla dr.ssa Corrado.

La vicenda rovinosa dei passaggi non può comunque, in nessun caso, far passare in second’ordine le due cadute verticali altrettanto rovinose richiamate in apertura,  la prima legata all’avvento corposo su FUS e passaggi economici della performance individuale e la seconda, certo di maggior rilievo,  che comporta il rischio della cancellazione di fatto della contrattazione locale per la distribuzione dl FUS.

A tal riguardo, ci permettiamo di rivolgere un appello a tutte le Rappresentanze locali affinchè non seguano la sollecitazione delle Parti firmatarie dell’accordo FUA (art. 14, comma 2) a valutare la possibilità di “destinare le somme del medesimo a incremento del trattamento economico accessorio correlato alla performance individuale di cui al precedente art. 12”.  Andare su questa strada significa di fatto azzerare la contrattazione locale in materia di distribuzione delle risorse destinate ai progetti locali che è prevista dai nostri CCNL, in un momento in cui  la richiesta di tutti i Sindacati del P.I. è rivolta alla modifica del D.Lgs. 150 e al recupero pieno della contrattazione (vds. IL SOLE 24 ORE del 28.09.2016) attraverso il nuovo CCNL.

Le contrattazioni FUS vanno pertanto mantenute, a tutti i costi!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: certificazione-fua-2016-da-fp-e-mef

Allegato 2: ccni-fua-2016-testo-definitivo-articolato-allegati

Allegato 3: ccni-fua-2016-nota-a-verbale-flp-difesa

3.10.2016 – Pubblichiamo il testo dell’accordo FUA 2016 con le firme delle Parti aderenticcni-fua-2016-del-30-09-2016

Notiziario n. 95 del 2 agosto 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgSi è chiusa oggi la trattativa negoziale con l’Amministrazione per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2016, e si è chiusa a nostro avviso nel peggiore dei modi, con un accordo decisamente al ribasso che prevede per l’anno in corso un  numero di passaggi economici decisamente insufficienti, la cancellazione di fatto della contrattazione locale per la distribuzione del FUS, addirittura con la previsione vergognosa di possibile affidamento fiduciario al Dirigente delle relative risorse,  e con la prepotente entrata in scena della valutazione della performance individuale,  sia per quanto riguarda la gestione del 15% delle risorse locali che, ancor di più,  per quanto attiene il suo peso all’interno dei criteri che presiederanno ai passaggi economici, che appare decisamente sovradimensionato (50 punti, gli stessi di titoli e esperienza professionale!).  Un mezzo disastro, sia per gli effetti che prevedibilmente produrrà nella categoria che per i lasciti sul fronte delle relazioni sindacali.

A fronte di questi pesantissimi approdi negoziali, che da quanto ci risulta potrebbero essere sottoscritti, oltre che da CGIL-CISL-UIL, anche da sigle che solo qualche giorno diffondevano via FB dubbi sulle nostre scelte  e da altre che  giudicavano “irresponsabili” i fautori di modifiche dell’accordo (anche sui 12.000 passaggi 2017) ora bellamente fatte proprie,  non potrà che apparire logica e coerente la scelta unanime della delegazione FLP DIFESA, peraltro condivisa e sostenuta da tutto il nostro gruppo dirigente,  di non sottoscrivere la predetta ipotesi di accordo. Una scelta di differenziazione alla quale la nostra O.S. non è usa, avendo sottoscritto responsabilmente tutte le ipotesi di accordo FUA degli ultimi quindici anni, ma che quest’anno altrettanto responsabilmente ha scelto di non sottoscrivere per non diventare complice di un’operazione che segna, a nostro avviso, il punto più basso degli accordi nazionali di questi anni.

Come si ricorderà,  la trattativa era partita il 21 giugno u.s. (vds  Notiziario n. 77 di pari data) ed era apparsa già segnata in partenza dalla “intesa programmatica”  di cui all’art. 16 dell’accordo FUA 2015, che confermava i 7.002  passaggi economici 2016 espressamente richiesti da CGIL-CISL-UIL Difesa nella riunione del  21.01.2016 e seduta stante graziosamente accolti dalla dr.ssa Corrado (la richiesta era di 7.000 passaggi 2016; la risposta è stata di….7.002: no comment per carità di patria).

In tutte le successive riunioni  (8 luglio-vds. Notiziario n. 86;  20 luglio, vds Notiziario n. 89;  27 luglio, vds Notiziario n. 91)  abbiamo sempre cercato di evidenziare il danno enorme che sarebbe stato arrecato ai lavoratori, dopo sei anni di blocco delle retribuzioni e in un momento in cui l’orizzonte dei conti pubblici tornava a preoccupare,  da una scelta così al ribasso che, nel confronto con le altre AA.CC. e anche con Agenzia Industrie Difesa, faceva del nostro Ministero il fanalino di coda.  Abbiamo davvero confidato nel ravvedimento operoso di AD, che ad un certo punto ha fatto propria la nostra proposta sui 16.974 passaggi per il 2016, rimangiandosela però solo un minuto dopo sotto i colpi poderosi inferti dalle scandalizzate CGIL-CISL-UIL Difesa: quando si dice la tenacia nelle proprie scelte!  Ma quella proposta ha lasciato anche in CGIL, CISL e UIL Difesa segni evidentissimi, sviluppandone le forti contraddizioni al loro interno, tuttora presenti, e obbligandole ad azioni separate, che oggi forse si ricompongono nella rivendicazione del grande risultato raggiunto (sic) e nella celebrazione dell’agognato traguardo (boh).

La vicenda rovinosa dei passaggi non può comunque, in nessun caso, far passare in second’ordine le due cadute verticali altrettanto rovinose richiamate in apertura,  la prima legata alla cancellazione di fatto della contrattazione locale per la distribuzione dl FUS e la seconda all’avvento poderoso su FUS e passaggi  economici della performance individuale. Avanti tutta!  Ne vedremo i grandi risultati a breve!

Con riserva di ulteriori riflessioni al riguardo, pubblichiamo in allegato su questa stessa pagina  la nota a verbale presentata oggi.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 02.08.2016 – Nota a verbale FLP DIFESA su ipotesi accordo FUA 2016

INVITIAMO TUTTI I COLLEGHI A PARTECIPARE AL NOSTRO SONDAGGIO

SULLE SCELTE DELL’IPOTESI DI ACCORDO FUA 2016

CHE E’ PUBBLICATO NELLA PARTE ALTA DELLA HOME DEL SITO

Notiziario n. 89 del 20 luglio 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgTerza riunione, stamattina a PERSOCIV, per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2016,  ancora però non risolutiva pur a fronte del fatto che la dr.ssa Corrado aveva sciolto, con la mail a sua firma del 15 u.s., il dilemma relativo al numero dei passaggi economici da realizzare con decorrenza 1.1.2016,  posizionando alla fine l’Amministrazione sulla richiesta di gennaio 2016 di CGIL-CISL-UIL per 7.002 posti a concorso e abbandonando per strada l’opzione dei 16.974 da noi avanzata e, ad un certo punto, sviluppata dalla stessa D.G. con rinvio alla “discussione“ delle Parti. Dunque, una riunione imprevedibilmente ancora interlocutoria, che è segno evidente di una qualche difficoltà di qualcuna delle Parti a chiudere un accordo così al ribasso.  Ma andiamo per gradi.

LE NOVITA’ CONTENUTE NELLA TERZA BOZZA DELL’IPOTESI DI ACCORDO

Queste le più importanti novità presenti nell’ultima bozza predisposta di PERSOCIV anche sulla scolta delle risultanze del precedente confronto del 6 luglio u.s. (vds Notiziario n. 82 di pari data):

Queste, in estrema sintesi, le novità della giornata emerse sul nostro tavolo, che ha però visto la gran parte del tempo occupata dalla discussione sulle due questioni che, sin dalla prima riunione del 21 giugno 2016 (vds Notiziario n. 77 di pari data), FLP DIFESA considera al centro di questa complessa trattativa. E anche per questo ne riferiamo in modo dettagliato ai lavoratori.

PASSAGGI ECONOMICI 2016

Abbiamo pubblicato sul nostro sito,  non appena pervenuta,  il testo della mail che la dr.ssa Corrado  ha inviato alle OO.SS. nazionali nella quale, rispetto alle due ipotesi in campo, il D.G. afferma che “l’AD ha sempre voluto dar corso” all’impegno di realizzare nel 2016 n. 7002 passaggi di fascia. A tal proposito, abbiamo detto alla dr.ssa Corrado che l’impressione che ne avevamo ricevuta, noi e peraltro non solo noi, dopo l’invio della “proposta” di 16.974 passaggi “per la discussione” delle Parti, era francamente diversa.

La proposta  dei 16.974 passaggi appare la più ragionevole perché consentirebbe: di anticipare al 2016 il passaggio di fascia per 9.972 lavoratori in più rispetto ai 7.002 di partenza, assicurando sin da quest’anno bei soldini in busta paga dopo 6 anni di blocco;  di traguardare un grado di copertura (rapporto tra passaggi previsti e personale in servizio) più vicino a quello realizzato in altre AA.CC. e anche nella stessa Agenzia Industrie Difesa; infine, di garantire maggiormente, al 100% si può dire, il passaggio di fascia del personale bloccato nel 2010, il che costituisce  una priorità condivisa (se si realizzano solo 7.002 passaggi, non è poi così sicuro che i beneficiati siano solo i bloccati 2010).  Una apertura importante, ci era sembrata quella della dr.ssa Corrado, che l’A.D. non ha avuto il coraggio di portare fino in fondo  facendo marcia indietro al primo richiamo all’ordine venuto da alcune sigle che hanno gridato addirittura allo “scandalo”. E a pagare saranno certo i lavoratori.

Poco convincenti anche le motivazioni fornite dal D.G. per il ritorno all’opzione 7.002, che giustificherebbero  la scelta di questi numeri con la necessità di mantenere risorse adeguate per finanziare performance  e FUS.  Vien da chiedersi:  e nel 2017, quando comunque i passaggi totali da finanziare raggiungeranno il numero di 16.974, questo problema non si porrà più, magari di fronte ad  un FUA meno dotato di quello 2016?  Allora basteranno le risorse rimanenti per performance individuale e progetti? E perché ora no?

Letti i diversi comunicati sindacali sinora pubblicati,  ci sembra che gli esiti della riunione odierna denotino che anche sul fronte più favorevole, emerga qualche distinguo e comunque ci sia ancora qualche problemino a sottoscrivere la scelta dei 7.002.  Per quanto ci riguarda, preso atto che la partita dei passaggi 2016 non è ancora chiusa,  abbiamo riproposto alla dr.ssa Corrado la nostra ben nota posizione: subito 16.974 passaggi con decorrenza 1.1.2016 o, in  alternativa, numeri superiori, di poco o di molto, nel quadro di una “intesa programmatica triennale che fissi i numeri relativi al triennio 2016-2018, con l’obiettivo di traguardare, entro quest’arco temporale, un secondo passaggio di fascia per tutti i lavoratori” come abbiamo scritto nella “nota a verbale” predisposta da FLP DIFESA e allegata all’accordo FUA 2015. Un’intesa che non potrà riguardare però solo 25.000 passaggi, come qualcuno chiede, perché questo significherebbe un passaggio di fascia per tutti, con riproposizione, a  fine triennio, della situazione di oggi: un terzo di lavoratori penalizzati con un solo passaggio rispetto ai due passaggi degli altri due terzi.

FUS E CONTRATTAZIONE LOCALE

La terza bozza predisposta da PERSOCIV riproponeva in toto l’impianto delle precedenti, a parte gli importi, come si può evincere dalla lettura degli artt. 13 e 14. Abbiamo pertanto ribadito alla dr.ssa Corrado il nostro grido d’allarme sul fatto che, in particolare il combinato disposto tra i commi 2 e 3 dell’art. 14, avesse come effetto quello di “cancellare la contrattazione locale prevista dai nostri contratti, e che fino ad oggi ha governato la distribuzione del FUS“:  cosa andranno a fare le OO.SS locali e le  RSU, se tutto è affidato al giudizio e alle scelte del Dirigente? Non si può chiedere alle OO.SS. nazionali di mettere una firma sulla cancellazione della contrattazione locale sul FUS, che ne diventerebbe la conseguenza automatica.  Nel corso del confronto, è emersa comunque la disponibilità della dr.ssa Corrado a sopprimere il comma 2.  Preso atto di questo, e ribadito da parte nostra la richiesta di cancellare anche il comma 3  che ci appare quasi offensivo per le Parti locali, abbiamo allora chiesto alla dr.ssa Corrado la riscrittura del comma 2  attraverso un nuova formulazione  che recuperi ruolo sostanza e dignità dei tavoli locali e definisca lo specifico del confronto negoziale locale con il Dirigente per l’attribuzione del FUS,  atteso che i criteri di distribuzione delle somme non potranno che essere quelli fissati dalla Direttiva performance del 10.11.2015, che nessuno, tranne FLP DIFESA, a suo tempo ha contestato.

Prossima riunione, il 27 p.v.: si troverà la quadra per chiudere il cerchio sul numero di passaggi 2016?

(Giancarlo Pittelli)

Le bozze predisposte da PERSOCIV per la riunione di oggi

News del 15 luglio 2016, h. 13.00 –

dLa dr.ssa Anita Corrado, Direttore di PERSOCIV e delegata dal Ministro alla contrattazione nazionale, ci ha fatto pervenire poco fa una mail con il nuovo testo – completo dei relativi allegati – dell’ ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA 2016 , accompagnandola con la seguente testuale comunicazione:

“L’Amministrazione Difesa ha preso atto degli esiti del secondo incontro, avvenuto il 6 luglio 2016, nell’ambito della trattativa per la definizione dell’accordo integrativo di amministrazione sul FUA per l’anno 2016 e ha predisposto un nuovo testo della piattaforma, recependo, nei limiti del possibile, le osservazioni e le richieste formulate dalle OOSS.

L’Amministrazione Difesa ha sempre voluto dare corso, nel rispetto reciproco dei ruoli, all’intesa programmatica sugli sviluppi economici da realizzare nel 2016, raggiunta in sede di sottoscrizione definitiva dell’accordo integrativo di amministrazione sulla distribuzione del FUA per l’anno 2015 (art. 16), e il contestuale impegno a proseguire nel 2017 il percorso di crescita professionale dei dipendenti (nota congiunta all’accordo).

L’Amministrazione ha esaminato le proposte delle OO.SS. di verifica della possibilità di effettuare già nel 2016 un programma di sviluppi economici che interessi il maggior numero possibile di lavoratori. Le stesse, tuttavia, da un lato incontrano il limite invalicabile dell’incompatibilità finanziaria, dall’altro, in caso di coinvolgimento di un numero comunque molto elevato di dipendenti, creerebbero, nell’immediato, uno squilibrio nell’impiego delle risorse del FUA, in quanto i dipendenti che non accedessero agli sviluppi economici parteciperebbero alla distribuzione di una quota limitata di risorse del fondo.

L’Amministrazione ritiene, pertanto, che la trattativa debba proseguire sulla base dell’impegno a realizzare per l’anno 2016 un numero di sviluppi economici pari a 7.002 unità e a proseguire nel 2017 il programma di crescita economica e professionale dei dipendenti e confida in una sua rapida conclusione. Quest’ultima è, infatti, presupposto indispensabile per la realizzazione tempestiva degli sviluppi economici, per i quali condizione critica di successo è la definizione delle graduatorie entro il 2016.

Facendo seguito quindi agli accordi intercorsi, si trasmette, in allegato, la convocazione relativa al giorno 20 Luglio 2016 avente all’ordine del giorno il Fondo Unico di Amministrazione 2016.

Si coglie altresì l’occasione per trasmettere, in annesso, documentazione utile allo svolgersi del predetto incontro.

Cordiali saluti.    Dr.ssa Anita CORRADO”

In merito ai contenuti della comunicazione, prendiamo atto che la dr.ssa Corrado si dichiari da sempre convinta della scelta dei 7.002 passaggi nel 2016; francamente, con l’invio alle OO.SS., alla vigilia della riunione del 6 luglio u.s., dello sviluppo dell’ipotesi sui 16.794 passaggi da realizzare tutti nel 2016, era sembrato un pò diverso, come le stesse CGIL-CISL-UIL avevano fatto notare nel loro comunicato del 6 luglio 2016 parlando espressamente di una “proposta” diversa  (oltre che “scandalosa”) , e come avevano interpretato peraltro tutti i soggetti comunque interessati, a partire dagli stessi lavoratori civili, che avevano giudicato la “proposta” dei 16.974 passaggi in modo altamente positivo (nel sondaggio pubblicato sul nostro sito, oltre l’80% dei partecipanti condivide l’ipotesi a 16.974).

Interessanti poi le motivazioni fornite: la scelta dei 7.002 si giustificherebbe con la necessità di mantenere risorse adeguate per finanziare performance individuale e progetti locali. Ci chiediamo allora:  e nel 2017, quando comunque i passaggi totali da finanziare raggiungeranno il numero di 16.974, allora questo problema non si porrà più, magari di fronte ad  Fondo meno dotato di quello del 2016? Allora basteranno le risorse rimanenti per performance individuale e progetti?  Boh…..

Bene, nell’informare  doverosamente i lavoratori di questi ulteriori sviluppi della vicenda, rinviamo le nostre valutazioni di dettaglio al tavolo di confronto nazionale del 20 p.v., di cui forniremo un ampio resoconto e daremo ovviamente ampia informazione ai lavoratori.

Una cosa perciò ci sentiamo di dirla sin da subito: che questa vicenda è stata gestita male, molto male,  e che ancora una volta l’Amministrazione si è comportata nei confronti dei propri dipendenti civili in modo sconfortante e sconcertante.  E questo comportamento pone, indiscutibilmente,  un problema politico grande quanto una casa.

FLP DIFESA – Coordinamento Nazionale

I documenti pervenuti da PERSOCIV:

Notiziario n. 72 del 14 giugno 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgGli Organi certificatori (MEF e FP) hanno dato il via libera all’ipotesi di accordo FUA 2015 del personale del Ministero Difesa siglata in data 1 marzo 2016 (si veda il Notiziario n. 25 di pari data, ripubblichiamo comunque l’ipotesi di accordo su questa stessa pagina in allegato 4). Lo hanno fatto, nella circostanza, solo con  alcuni piccoli rilievi che daranno luogo corrispondentemente solo ad alcune piccole modifiche del testo, ma anche con una non lieve correzione della dotazione del Fondo complessivo (cancellati circa 800.000 € sulla parte variabile, erroneamente calcolati in origine dal MEF) che darà luogo ad una riduzione di circa 22 € della quota pro capite del FUS 2015. Nei prossimi giorni, verosimilmente, verremo chiamati a sottoscrivere il predetto accordo in via definitiva.

Inoltre, per quanto ci risulta,  BILANDIFE ha già adottato i due “decreti di riparto” delle somme FUA appostate sui pertinenti capitoli del bilancio,  il primo relativo alle somme FUA 2015 mentre il secondo riferito a PPL/Turni/Reperibilità 2016. A breve, come da  News della D.G. che pubblichiamo su questa pagina in allegato 1,  BDUS  richiederà agli Enti area T/O i dati necessari per il pagamento di queste spettanze, e lo stesso farà la stessa D.G. per gli Enti area T/A..

Ciò premesso, proviamo ora a fare il punto di situazione delle somme FUA/FUS in arrivo negli Enti della Difesa, provando al contempo ad indicare i prevedibili (e dunque non ancora certi) tempi di pagamento.

FUA 2013

Importo pro capite di 7,46 lordo lavoratore derivanti dai risparmi del FUA e destinato al FUS, e che quindi dovrà essere distribuito con i criteri degli accordi FUS 2013 al personale in servizio alla data del 1 gennaio di quell’anno. Il pagamento potrebbe avvenire entro luglio p.v.

FUA 2014

Importo pro capite di 26,45 euro lordo lavoratore discendente dall’accordo sulle “ulteriori somme” del 22.09.2015 (si veda il Notiziario n. 102 di pari data) , anch’esso destinato al FUS, e che quindi dovrà essere distribuito con i criteri degli accordi FUS 2014 al personale in servizio alla data del 1 gen. di quell’anno. Il pagamento potrebbe avvenire anch’esso entro luglio p.v.·

In allegato 2 e 3, le due circolari della D.G. recentemente pubblicate sul sito istituzionale.

FUA 2015

entro luglio p.v., potrebbero essere pagate i restanti tre/dodicesimi (ultimi tre mesi) di Turni/Reperibilità e PPL (Particolari Posizioni di Lavoro) relativi all’anno 2015;

entro settembre/ottobre pp.vv., potrebbe essere pagato il FUS 2015 così come sarà rideterminato in sede di accordo definitivo dopo il taglio di 800.000 € circa sulle risorse variabili operato dal MEF in sede di certificazione. Siccome l’importo pro capite lordo lavoratore previsto dall’ipotesi di accordo siglata il 1.03.2016 era pari a € 1.102,20, al netto della riduzione pro-capite conseguente al ricalcolo del MEF (circa 22 €) il nuovo importo pro capite del FUS 2015 dovrebbe aggirarsi intorno a 1.080 euro. In aggiunta al FUS 2015, potrebbero essere pagate entro lo stesso periodo altre spettanze connesse al FUA 2015  (PP.OO. e Indennità di Mobilità).

FUA 2016

Entro luglio potrebbero essere pagate i primi cinque dodicesimi (gennaio/maggio) di Turni/Reperibilità/ PPL 2016, in considerazione dell’ultrattività dell’accordo 2015 riconosciuto per queste fattispecie.  In aggiunta, anche il pagamento dei primi 5 mesi dello “straordinario”  anno 2016.  

A breve (martedì 21 giugno p.v.), partirà  a PERSOCIV il confronto negoziale per la distribuzione del FUA 2016, il cui piatto forte sarà certo rappresentato dai passaggi economici con decorrenza 1 gennaio c.a.Ebbene, dopo le novità introdotte in AID (tre volte il numero inizialmente previsto, vds Notiziario n. 63 del 18.05.2016 ) e dopo la decisa reazione negativa dei lavoratori registrata anche nelle numerose assemblee fatte e misurabile anche dal nostro sondaggio sul sito (60 % di non favorevoli),  interverrà l’auspicato ravvedimento operoso di A.D. e  CGIL-CISL-UIL per alzare il numero dei passaggi oltre i previsti 7.002?

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 09.06.2015 – Comunicato PERSOCIV

Allegato 2: Circ. PERSOCIV 36568-13.06.16 – saldo FUS 2013 e 2014

Allegato 3: Circ PERSOCIV 36708-13.06.16- pagamento competenze accessorie

Allegato 4: Ipotesi di accordo FUA 2015 del 01.03.2016

Notiziario n. 25 del 1 marzo 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgNella mattinata di oggi, abbiamo sottoscritto  l’ipotesi  di  accordo  per la distribuzione del FUA 2015,  il cui testo integrale è pubblicato su questa stessa pagina in allegato 2.  Di seguito, i contenuti dell’accordo.

Le somme FUA 2015 messe a bilancio dal MEF, finalmente con i dati  di dettaglio forniti dalla nostra D.G.,   sono pari a €  58.964.991,00, al lordo oneri di AD.  Rispetto  al  2014,  la  dotazione  FUA  2015  mostra  un  buon incremento (+ 3.411.381,00 €), come noi avevamo ipotizzato sin dalla prima riunione del 30 luglio 2015 (si veda il Notiziario n. 84 di pari data),  ai quali dovranno essere aggiunte le “risorse ulteriori” non ancora quantificate, che saranno comunque oggetto di successivo accordo.

Da questa  disponibilità  iniziale,  debbono essere  detratti  gli accantonamenti  per  le    voci finanziate dal FUA, che sintetizziamo per punti mettendoli in raffronto con le somme 2014.

Ø  Fondo AID: è pari al 4% della dotazione del fondo (€ 2.358.599,64  lordo AID); inoltre, come sempre, è assicurata al personale AID la stessa quota pro capite FUS destinata al personale della Difesa.

Ø  Posizioni   Organizzative  (P.O.):  confermate   per   il   2015   sia   la   somma   accantonata   negli anni precedenti (2.525.281,00 lordo oneri AD) sia  il contingente  numerico (n. 1.723 unità).

Ø Particolari  posizioni  di  lavoro  (PPL),  turni  e  reperibilità: confermati, quasi al centesimo, gli accantonamenti  2014,  come da noi richiesto sin dal primo confronto di merito (vds. Notiziario n. 105 del 29.09.2015), a fronte del sostanzioso incremento inizialmente previsto dalla D.G. per il finanziamento di queste tipologie di lavoro. Per le PPL,  l’accantonamento è pari a € 2.380.000,00 € ;   per i turni,  €  5.480.000,00 ;  per la reperibilità,  € 2.763.062,91  e ricomprende anche lo stanziamento successivo di cui all’accordo del 22.09.2015 sulle “ulteriori risorse” (tutti gli importi sono al netto degli oneri datoriali).  Circa la loro disciplina, rimane invariata rispetto a quella dell’anno precedente che aveva visto l’introduzione  di  alcune novità per quanto attiene l’indennità di imbarco/lavorazione (quote maggiorate per il personale interessato con eliminazione della differenziazione tra  lavoro a bordo e quello a terra)  e l’indennità per distruzione armi chimiche prevista per il CETLI – Centro Tecnico Logistico Interforze NBC di Civitavecchia (allineamento delle indennità per ogni giornata di effettivo servizio in sede).

Ø Indennità di mobilità: la somma accantonata è pari a 370mila €, e dunque risulta uguale a quella 2014.

Ø   Fondo Unico di Sede (FUS): la quota pro capite 2015 risulta pari a € 1.101,20 al netto oneri dell’AD, tenuto conto  dei  dipendenti  in  servizio  al 1.01.2015 (n.  27.109),   e dunque fa  registrare  un buon  incremento  (+ € 138,20) rispetto  alla quota FUS 2014 che è stata pari a € 963,00.

Confermate anche le finalità del FUS nelle percentuali previste  dall’accordo 2014: fino al 10% per “remunerare situazioni e condizioni di lavoro caratterizzanti l’attività istituzionale dell’Ente”;  fino  al  15% per “remunerare i turni e le reperibilità, il cui fabbisogno ecceda l’assegnazione”;  fino al 3% per “compensare il lavoro straordinario qualora le risorse siano esaurite”;   la restante  parte,  infine,  in  quota  non  inferiore  al  72%,  andrà  a  finanziare  progetti  e programmi locali di produttività.

Sono gli stessi del 2014 anche i criteri per la distribuzione del FUS, non più recepiti all’interno dell’ipotesi di accordo in virtù del rilievo proveniente dalla F.P. (il sistema di valutazione non può essere contrattato),  ma analoghi a quelli dell’anno 2014 (coefficiente tra 1,0 e 1,5) in virtù della determina del Sottosegretario del 4.12.2015, venuta dopo l’azione legale intrapresa da FLP DIFESA.

Dunque, come si vede, l’ ipotesi di accordo  reca un impianto sostanzialmente fotocopia rispetto a quella del 2014, ancorchè fortunatamente diverso nelle somme in aumento relative al Fondo di Sede. Con una sola, rilevante novità: l’intesa programmatica  di cui all’art. 16, che prevede complessivamente n. 7.002 passaggi interni alle aree con decorrenza 1.01.2016, destinati a chi è rimasto tagliato fuori dai passaggi 2010 e dunque finalizzati a completare la prima tornata, senza alcuna concessione all’avvio, già dal corrente anno 2016, di una prima tranche di progressioni relative alla seconda tornata.

A tal proposito, riportiamo quanto già riferito nel precedente Notiziario n. 23 del 24 feb. 2016:  “L’obiettivo di assicurare in prima battuta il passaggio di fascia a chi nella tornata 2010 non ne ha usufruito è un obiettivo giusto e condivisibile, ma a nostro avviso non ci si può limitare a questo. La scelta dei 7.000 passaggi (7002, pardon) per assicurare a tutti i lavoratori civili il primo passaggio di fascia, era l’impegno assunto dalle Parti per il 2011.  Ma oggi siamo nel 2016, e in tutto questo periodo  abbiamo subito il vergognoso blocco dei contratti e delle retribuzioni, restando al palo per cinque lunghi anni. Per questo, a nostro avviso, oggi non può più essere sufficiente il solo completamento del primo giro di passaggi;  oggi  sarebbe stato necessario fare un ulteriore passo in avanti,  per lanciare il segnale che tutti i lavoratori attendevano: i passaggi economici riprendono, si completa il primo giro, ma si parte già da quest’anno con il secondo giro, con l’impegno di traguardare il secondo passaggio per tutti in 3 anni.  E, sulla base di questo ragionamento, abbiamo proposto alla dr.ssa Corrado di aumentare significativamente (intorno a 10mila) l’intesa programmatica per i passaggi con decorrenza 1.1.2016 e di aggiungervi anche un intesa programmatica per gli anni a venire 2017 e 2018.  Una proposta, la nostra, che muoveva nella direzione,  per la quale ci battiamo da tempo,  di progressiva storicizzazione del salario di produttività, finalizzata a stabilizzare in termini di  retribuzione fondamentale (certa) crescenti quote di retribuzione accessoria (incerta per definizione), con l’effetto indiretto,  ma per noi meritevolissimo, di sottrarre risorse alla performance individuale, che tanto sta preoccupando in questi giorni i colleghi. Ma, come era prevedibile, alla fine la dr.ssa Corrado non ha ritenuto di modificare la propria proposta, che, val a pena di segnalarlo, prevede passaggi per 7.002 lavoratori, escludendone però gli altri 20.000”.

I 7.002 lavoratori civili della Difesa che beneficeranno dei passaggi di fascia previsti per il 2016 rappresentano il 25,53 % del totale (7.002 passaggi rispetto ai 27.416 lavoratori presenti al 1.1.2016, dati PERSOCIV forniti su nostra richiesta, vds allegato 3 su questa stessa pagina). Davvero poca cosa rispetto alla percentuale realizzata nella precedente tornata 2010 quando la percentuale di copertura è stata del 69,82 % (n. 21.826 passaggi rispetto ai 31.260 lavoratori presenti).

E anche poca cosa rispetto alle percentuali di copertura realizzate in altre Amministrazioni Centrali con riferimento alle nuove progressioni: Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca con il 39% (2.328 progressioni rispetto ai 5.978 lavoratori presenti);  Ministero dello Sviluppo Economico con il 75% (2.060 progressioni rispetto ai 3.230 lavoratori presenti);  Agenzia delle Entrate con il 43 % (17.595 progressioni rispetto alle 41.000 presenze); Ministero dell’Economia e Finanze con il 69 % (6.584 progressioni rispetto alle 9.500 presenze), e la lista potrebbe continuare.

Da questi dati, emerge una verità crediamo non particolarmente entusiasmante, che si fa fatica a mandare giù.  Il Ministero della Difesa, sul piano dei numeri e delle possibilità di progressione economica offerti al proprio personale,  indossa la maglia nera.  Perché questo?  E menomale che l’A.D., consapevole della necessità di incrementare il basso trattamento economico del proprio personale civile, ha addirittura costituito un gruppo di lavoro (DM 16.06.2015) di cui peraltro si sono perse le tracce.  E ora che concretamente c’era la possibilità di un incremento delle retribuzioni, che cosa fa? Circoscrive al mimino i passaggi, così i differenziali medi con le altre AA.CC cresceranno. Quando si dice la coerenza….

Come i colleghi sanno,  non è nostro costume presentare “note a verbale” sugli accordi, ma in questo caso non abbiamo potuto fare a meno di differenziare la nostra posizione in merito all’intesa programmatica di cui all’art. 16, e abbiamo perciò presentato la “nota a verbale”  che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.

Ritorneremo a breve sulla vicenda passaggi 2016, anche perché non la consideriamo chiusa. L’intesa programmatica non è ancora un accordo,  e dunque c’è ancora tempo per un ripensamento. Ma c’è necessità che le lavoratrici e i lavoratori si facciano sentire questa volta, e gridino tutta la loro insoddisfazione.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:  Nota a verbale FLP DIFESA ipotesi di accordo FUA 2015

Allegato 2:  Ipotesi di accordo FUA 2015 del 01.03.2016

Allegato 3: Presenze effettive all’interno delle fasce retributive alla data del 1.1.2016 – dati PERSOCIV)

Notiziario n. 10 del 21 gennaio 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgLa quinta riunione negoziale non è servita, purtroppo, a chiudere la trattativa FUA 2015. C’erano a nostro avviso le condizioni per farlo, tenuto anche conto che siamo già nel 2016 e che ogni settimana in più di ritardo lo sconteremo in un corrispondente ritardo nell’avvio del confronto sulla partita che più conta, gli sviluppi economici 2016, oltre che in altrettanto ritardo nei pagamenti FUA/FUS 2015.  Ma la trattativa non si è chiusa in quanto altre sigle hanno ritenuto di allungare il brodo, non si capisce bene il perché.

Partiamo dalle risultanze  della precedente riunione del 12 gennaio u.s. (vds Notiziario n. 5 di pari data).  Preso atto della non percorribilità e della non utilità di avviare sviluppi economici con decorrenza 1.1.2015, e individuato il problema nelle forche caudine di cui al DM 14.11.2014 (organici di fascia) che l’AD ha voluto inserire nonostante i ripetuti allarmi da noi lanciati,  si era convenuto con la dr.ssa Corrado di concentrarsi sugli “sviluppi 1.1.2016″,  a due sole condizioni però: che l’AD si impegnasse a modificare preliminarmente il DM eliminando ogni riferimento all’organico di fascia;  che le Parti si impegnassero “ad avviare un numero di passaggi con decorrenza 1.1.2016 congruo alle attese dei colleghi”, come da noi richiesto nel Notiziario del 12 gennaio.  Ebbene, dalla relazione introduttiva della dr.ssa Corrado, ci è parso che le due condizioni fossero ambedue soddisfatte. Per quanto attiene alla modifica del DM sugli organici,  la dr.ssa Corrado ci ha detto che SMD sta già lavorando in questa direzione, atteso peraltro che il provvedimento andava comunque rivisto nel 2016 in base al D. Lgs. n. 8.   Per quanto invece riguarda l’impegno sul numero di “sviluppi 1.1.2016” da avviare, la risposta è contenuta nella formulazione del secondo dei due nuovi articoli dell’ipotesi di accordo, che qui pubblichiamo insieme al nuovo dettaglio delle somme (vds. allegati 1 e 2),  che prevede l’avvio nel 2016 di “un congruo numero di passaggi da una fascia retributiva a quella immediatamente superiore all’interno delle aree”.  Va anche aggiunto che la dr.ssa Corrado ci ha informato che, in ordine ad ambedue gli impegni, ne è stata positivamente verificata la praticabilità in sede FP e MEF, che sono gli Organi che dovranno poi certificare i relativi accordi.  

Dunque, un buon lavoro, non c’è dubbio, quello fatto da PERSOCIV, e peraltro in tempi estremamente ristretti, di cui abbiamo dato atto alla dr.ssa Corrado.  Che peraltro si è mossa anche sulla scorta del “mandato” direttamente venuto dalla Ministra per individuare  un  percorso  per  definire  le occorrenti  soluzioni  volte a svolgere,  anche  in modo  graduale,  le predette  progressioni” (vds nota Gabinetto n. 47764 del 14.12.2015), mandato apprezzato proprio da quelle sigle che ora frenano..…Mah!

Sembrava, quello degli “sviluppi 2016”, l’unico vero nodo, sciolto il quale si sarebbe potuto procedere speditamente a chiudere la trattativa 2015.  Anche perché da A.D. sono arrivate le altre risposte attese:

C’erano le condizioni per chiudere l’accordo 2015?  A nostro avviso, si.  Giudichino i lavoratori!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 21.01.2016 – Integrazioni bozza ipotesi di accordo FUA 2015 proposte da AD 

Allegato 2: 21.01.2016 – il nuovo dettaglio delle somme

 

 

fondo unico di amministrazione ministero difesa


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Seconda riunione a PERSOCIV per la definizione dell’ipotesi di accordo sul FUA 2017 con i criteri per i 12.000 sviluppi economici previsti quest’anno. La bozza esplorativa predisposta dalla D.G. e le proposte presentate da FLP DIFESA. Occorre chiudere rapidamente l’accordo, il Testo Unico sul P.I. è in arrivo… Pubblicate le graduatorie definitive degli sviluppi economici 2016 di Agenzia Industrie Difesa

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Notiziario n. 72 del 14 giugno 2016 – Gli Organi certificatori (MEF e FP) hanno dato il via libera all’ipotesi di accordo FUA 2015 del personale del Ministero Difesa siglata in data 1 marzo 2016 (si veda il Notiziario n. 25 di pari data, ripubblichiamo comunque l’ipotesi di accordo su questa stessa pagina in allegato […]


Firmata l’ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA 2015. Il testo firmato, l’analisi dei contenuti e la nota a verbale presentata da FLP DIFESA sulla questione passaggi interni

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