Tra i problemi che le lavoratrici e i lavoratori hanno posto con più forza alla nostra attenzione nel corso degli ultimi mesi, un posto certamente di rilevo occupa il problema innescato dall’emanazione della circolare PERSOCIV n. 16749 del 14.03.2016 avente per oggetto “Benefici pensionistici derivanti da supervalutazione di periodi di servizio in lavori insalubri, polverifici, imbarchi ai sensi degli articoli 19 e 25 del D.P.R. 29.12.1973, n. 1092”, a cui è poi seguita la circolare con errata corrige n. 23994 del 15.04.2016.
A tal proposito, nel rinviare al nostro precedente Notiziario n. 62 del 27 giugno 2017 per i problemi innescati dalla circolare di che trattasi e per gli accadimenti che si sono registrati in successione, riportiamo di seguito la nota unitaria CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA e CONFSAL UNSA inviata in data odierna all’attenzione della Ministra.
“Gentile Ministra, la Direzione generale del personale civile del Ministero della Difesa ha, con circolare del 14.03.2016, dettato una serie di disposizioni relative ai benefici pensionistici derivanti da supervalutazione di periodi di servizio in lavori insalubri, polverifici, imbarchi ex artt. 19 e 25 del D.P.R. 1092/1973. Con la medesima circolare la predetta amministrazione ha espressamente abrogato una serie di circolari precedenti, restringendo fortemente le ipotesi in cui spetta il riconoscimento dei benefici, in parte recependo taluni gli arresti della giurisprudenza, in altra parte fornendo essa stessa l’interpretazione delle norme vigenti, parte delle quali, a giudizio delle scriventi OO.SS., assolutamente obsolete ed inadeguate.
Tale delicata problematica – che ha immediatamente prodotto conseguenze inattese e drammatiche per le lavoratrici ed i lavoratori coinvolti, particolarmente in coloro che proprio in forza di quei benefici stavano o avrebbero dovuto essere posti in quiescenza – è stata fin da allora subito affrontata dalle scriventi rappresentanze sindacali, che a più riprese hanno chiesto ed ottenuto di discuterne dapprima con la Direzione Generale del personale, invero rimasta sempre sulla propria rigida ed inflessibile posizione, e poi con l’ex Sottosegretario delegato, On. Domenico Rossi, invero sul caso dimostratosi più disponibile alla comprensione della dimensione del problema e, quindi, anche alla possibile individuazione delle soluzioni immediatamente praticabili. Al punto che, anche profittando delle motivazioni contenute nella sentenza n. 331/2015 della Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio, lo stesso Sottosegretario aveva rimandato la discussione dell’argomento al tavolo di confronto che si sarebbe dovuto svolgere lo scorso 20 Luglio, in attesa di verificare preliminarmente l’esito del tavolo bilaterale che avrebbe dovuto tenersi tra una delegazione di SMD e la dirigenza dell’INPS, necessario ad approfondire di più e meglio gli aspetti d’interesse legati alla predetta sentenza, oltre che a valutare la possibilità di intervenire, modificandone i contenuti, sull’ormai vecchio e inadeguato Decreto luogotenenziale n.1100/1019.
Eppure, sebbene il tema proposto oggi alla Sua cortese attenzione sia più che mai attuale e, purtroppo, tuttora foriero dei gravissimi danni arrecati ai trattamenti di quiescenza pressoché ormai raggiunti da molte di quelle lavoratrici e/o lavoratori – persone che starebbero per maturare il loro sacrosanto diritto alla pensione se solo venissero loro riconosciuti quei periodi di servizio legittimamente rivendicati-, e malgrado i nostri ripetuti inviti destinati tanto a SMD quanto alla Direzione generale del personale, ancora oggi non sappiamo quando e se saremo mai convocati per discutere dell’annosa questione, né ci è dato di sapere se l’incontro a suo tempo disposto dal Sottosegretario Rossi con la dirigenza dell’Inps si sia mai effettivamente tenuto e, nel caso, quale effetto concreto abbia poi eventualmente sortito.
In tale compromessa condizione, non resta alle scriventi OO.SS. che prendere ufficialmente atto del fallimento dei propositi declinati nella riunione del 5 Luglio scorso, e dell’ingiustificabile silenzio fatto fin qui colpevolmente calare sul tema sia dal vertice politico del Ministero – poiché la semplice riconsegna delle deleghe da parte dell’ex Sottosegretario non esaurisce né potrebbe in alcun modo interrompere l’esercizio delle responsabilità che investono le sue funzioni -, sia dalla predetta Direzione generale – con ogni probabilità ancora ferma nel suo proposito – e quindi forse disinteressata a regolare definitivamente la materia.
In ogni caso sul tema, considerati i guasti già provocati e quelli che saranno presto prodotti in danno delle lavoratrici e dei lavoratori civili rappresentati e interessati da quei processi in costanza di applicazione dei contenuti di quella circolare, le scriventi organizzazioni sindacali La invitano ad intervenire quanto prima nel merito della questione esposta, disponendo l’immediata verifica degli esiti della riunione conseguiti da SMD nell’incontro ordinato dal Sottosegretario Rossi con la dirigenza dell’INPS e, quindi, la tempestiva riapertura del tavolo di confronto tra le parti.
Confidiamo nella Sua nota sensibilità istituzionale e personale, gentile Ministra, certi che appena raggiunta dalla presente comunicazione disporrà l’adozione di tutti i provvedimenti del caso.
Ma al contempo riteniamo sia giusto sappia, che se nelle prossime due settimane non dovessimo ancora ricevere nessun segnale tangibile sul tema avanzato, le scriventi OO.SS. si riterranno libere di ricorrere a tutti gli strumenti di lotta a propria disposizione per rivendicare il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti di vedersi riconosciuti quei benefici che nel tempo hanno legittimamente maturato e di cui sono stati ingiustamente privati.
Con viva cordialità.
FP CGIL – F. Quinti UIL PA – S. Colombi FLP DIFESA – GC. Pittelli CONFSAL–UNSA – GF. Braconi “
Pubblichiamo in allegato 1, il comunicato unitario l’affissione in tutte le bacheche e per la diffusione tra le lavoratrici e i lavoratori interessati.
In allegato 2 e 3, ripubblichiamo le circolari PERSOCIV di cui all’apertura del presente Notiziario e, in allegato 4, la sentenza della Corte dei Conti del Lazio n. 331 pubblicata il 9 luglio 2015.
Come i colleghi ricorderanno, ci siamo già ripetutamente occupati del c.d. “lavoro agile”.
Lo abbiamo fatto una prima volta con il Notiziario n. 58 del 12.06.2017, nel quale abbiamo riferito della Direttiva Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3/2017 che avviava finalmente nel settore pubblico quanto già positivamente sperimentato nel settore privato circa l’attuazione dello “smart-working”, positiva evoluzione del “telelavoro”, e prevedeva che, entro tre anni, in ogni A.P. – e fino al 10% dei lavoratori pubblici che lo avessero richiesto – ci si potesse avvalere delle nuove modalità di lavoro agile, mantenendo in ogni caso inalterate le opportunità di crescita e di carriera per tutti i dipendenti che ne avessero usufruito.
Ce ne siamo poi successivamente occupati attraverso il Notiziario n. 61 del 22.06.2017, nel quale abbiamo riferito delle disposizioni recate dalla legge 22.05.2017, n. 81 e, in ultimo, all’interno del Notiziario n. 79 del 21.08.2017, nel quale abbiamo dato conto della positiva iniziativa avviata con il fg. n. 53544 del 28 luglio u.s. da SGD, che aveva chiesto a tutte le FF.AA. di verificare la possibilità di realizzare progetti di smart working all’interno degli Enti/Comandi dipendenti, e di individuare, al contempo, eventuali attività lavorative ritenute compatibili.
Allo stato, non sono ancora noti gli approdi conclusivi della verifica avviata da SMD, e non sappiamo se parimenti abbia agito anche SEGREDIFESA nei confronti degli Enti dell’area T/A.
Atteso comunque l’interesse che l’argomento suscita tra i colleghi, diamo ora conto, della circolare INAIL n. 48 del 2.11.2017, che reca le prime istruzioni operative in materia di assicurazione, tariffe, retribuzione imponibile, tutela assicurativa e tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, e lo facciamo riportando, di seguito, la nota diffusa dal nostro Dipartimento Politiche Assistenziali e Previdenziali.
” Con circolare n. 48 del 2 novembre 2017, l’INAIL ha ripreso la legge 22 maggio 2017, n. 81 che ha disciplinato il lavoro agile, cioè “un modo di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, che si concretizza in forme flessibili di svolgimento della prestazione rispetto all’orario e al luogo”. La legge, tra le altre cose, ha esplicitamente esteso la tutela assicurativa INAIL al lavoratore “agile” (art. 23) contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.
Con la circolare in oggetto, l’INAIL ha dettato le prime istruzioni operative per una corretta applicazione della nuova normativa, con riferimento all’obbligo assicurativo, tariffe, retribuzione imponibile, tutela assicurativa e tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.
Per quanto attiene il tema che interessa la tutela assicurativa, l’INAIL rileva come l’obbligo assicurativo (e la conseguente tutela) sussista qualora si svolga una delle attività previste dall’art. 1 del T.U. Infortuni n. 1124/65 (Attività protette). Al ricorrere di tale presupposto, anche al lavoro agile si devono applicare “i criteri di carattere generale validi per tutti gli altri lavoratori”, che, come noto, riconoscono la indennizzabilità agli eventi infortunistici occorsi come conseguenza di un rischio comunque connesso alla prestazione lavorativa (nesso eziologico). La tutela, quindi, opera per la fattispecie degli infortuni in itinere e anche nei confronti di tutti gli eventi verificatisi all’esterno dei locali aziendali e nel luogo scelto dal lavoratore, purché causati da un rischio in ogni caso riconducibile all’attività lavorativa.
Per il riconoscimento delle prestazioni, riveste particolare importanza l’accordo scritto ex art. 19 della legge 81/2017, con il quale sono regolamentate le concrete modalità di svolgimento del lavoro agile e che “si configura come lo strumento utile per l’individuazione dei rischi lavorativi ai quali il lavoratore è esposto e dei riferimenti spazio-temporali”. Appare ovvio come un accordo scritto, carente sotto tale profilo, determini un iter più accidentato nel riconoscimento delle prestazioni infortunistiche, giacché l’individuazione della necessaria connessione tra rischio e attività lavorativa appare più difficoltosa”.
Pubblichiamo su questa stessa pagina, in allegato 1, la circolare INAIL n. 48 del 2.11.2017, mentre in allegato 2, 3 e 4 rispettivamente: la Direttiva n. 3/2017 della PdCM; la legge 81/2017 e, infine, la presentazione del “lavoro agile” predisposta da SMD a beneficio dei propri Enti.
Si riporta di seguito il testo del comunicato unitario CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA – CONFSAL UNSA su i contenuti e sulle risultanze della riunione di oggi a PERSOCIV.
“Si è svolta stamani a PERSOCIV la riunione convocata sui seguenti argomenti:
– Eventuale integrazione dei fondi FUA 2017 da parte del M.E.F. (le risorse economiche aggiuntive sarebbero quantificabili tra i 5,8 e i 6,0 milioni di euro, anche se non ancora allocate dal MEF sui capitoli della difesa);
– Ipotesi alimentazione fondi per la retribuzione della produttività (L.244/2012): stando al calcolo fatto dalla D.G., nell’ipotesi massima di destinazione al FUA del 10% dei risparmi conseguiti, le somme attribuite sarebbero di poco superiori ai 2,6 mln di euro (la DG ha predisposto lo schema di DM, che ci è stato consegnato brevi mano e sul quale ci siamo riservati eventuali osservazioni e contributi), che verrà poi inviato al MEF.
La distribuzione di queste somme, una volta formalizzate, sarà oggetto di apposito accordo negoziale.
Un incontro, quello odierno, al quale abbiamo ritenuto di dover responsabilmente partecipare solo e soltanto per l’importanza dei temi proposti alla discussione. Dopo aver ascoltato la relazione introduttiva della dr.ssa Corrado, le scriventi OO.SS. sono intervenute e – affidandosi ad un unico intervento preventivamente concordato – hanno sostanzialmente e preliminarmente dichiarato quanto segue:
“Oggi ci saremmo aspettati di discutere con Lei, prima di ascoltare l’illustrazione degli argomenti proposti all’ordine del giorno, delle ragioni che hanno indotto le lavoratrici e i lavoratori a scendere in piazza numerosi con noi a Roma, e in tutte le maggiori sedi della Difesa lo scorso 19 Ottobre, per protestare contro l’insopportabile e ripetuta inosservanza del sistema delle relazioni sindacali da parte di codesta direzione generale. Che si è fin qui essenzialmente distinta solo per aver sempre voluto procedere in maniera del tutto unilaterale all’emanazione di atti e circolari riguardanti il personale civile amministrato, senza avvertire mai l’esigenza di coinvolgere preliminarmente le organizzazioni sindacali del personale, come invece previsto dalla normativa vigente e come del resto si fa in tutte le altre amministrazioni statali. Ciò che rivendichiamo oggi con forza per il prossimo futuro, quindi, è una maggiore predisposizione di codesta D.G. a favorire la partecipazione attiva delle rappresentanze sindacali del personale nella fase di formazione dei processi decisionali che coinvolgono o interessano le lavoratrici e i lavoratori civili della Difesa, piuttosto che costringere il sindacato a porli successivamente in discussione. Solo per fare un esempio: anche in funzione dell’odierna discussione, non è stata trasmessa preliminarmente la documentazione afferente i temi posti al tavolo, che invece poi ci è stata consegnata a mano in sede di riunione, differendo così i tempi di messa a punto dei nostro contributi. E’ un problema di metodo che continuiamo a rilevare, certo, ma anche di merito e soprattutto di rispetto del ruolo delle organizzazioni sindacali, che dovrà essere immediatamente corretto se codesta DG vorrà adeguarsi ai contenuti delle intese raggiunte tra il Governo e le Confederazioni sindacali, in particolare sulla necessità di garantire il rilancio delle relazioni sindacali/industriali. Intese che su quello specifico argomento come noto hanno poi di seguito prodotto e originato l’emanazione delle disposizioni contenute nel c.d. “decreto Madia” modificativo del D.Lgs Per quanto attiene al merito della discussione odierna, ci riserviamo di inviare le nostre osservazioni”.
Nella sua replica finale la dr.ssa Corrado, riferendosi in particolare alla questione delle relazioni sindacali da noi sollevata, ha sostanzialmente riconosciuto le nostre ragioni dicendosi dispiaciuta per le difficoltà sorte nel rapporto tra le parti e dichiarandosi subito disponibile a correggerlo, anche raccogliendo l’invito avanzato nell’occasione dalle scriventi OO.SS.
Saremo molto attenti a verificare che ciò accada, pronti se del caso ad utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione qualora alle parole pronunciate non corrispondessero poi i fatti.
Si riporta di seguito il testo del comunicato unitario CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA – CONFSAL UNSA su i contenuti e sulle risultanze della riunione di ieri a palazzo Esercito con SME–RGF e DIPE.
“La sessione informativa con RGF (Reparto Generale Finanziario) e DIPE (Dipartimento Impiego Personale Esercito) ha riguardato i provvedimenti di riordino contenuti nella scheda tecnica predisposta dall’ufficio Organizzazione delle Forze, qui allegata e alla quale naturalmente rinviamo.
Con riferimento ai diversi argomenti, queste le posizioni da noi unitariamente rappresentate:
Implementazione della Direttiva SMD sui criteri d’impiego del personale civile: la proposta elaborata da RGF è all’attenzione del Capo di SME. A tal proposito, abbiamo chiesto e ottenuto che, dopo il via libera del gen. Errico, si apra il confronto con le OO.SS. nazionali prima di rendere operativa detta implementazione, e che la stessa sia intrecciata con la ridefinizione degli organici degli Enti in ragione della dotazione di F.A. attribuita dal DM 29.06.2016.
Riordino dei Servizi Amministrativi: abbiamo fortemente lamentato come la riconfigurazione degli Uffici Amministrazione in Direzioni di Intendenza e, a cascata gli altri provvedimenti, non prevedano al loro interno delle professionalità civili, anche con incarichi di responsabilità. Un ulteriore segnale che pare confermare, a nostro giudizio, una policy di F.A. che, anche nel settore storicamente di elezione dell’impiego civile, quello amministrativo, non operi un reale cambio di passo in linea con gli stessi impegni della Ministra. Ne riparleremo a breve, quando discuteremo con la F.A. dei criteri d’impiego del personale civile, e in quella sede verificheremo i reali intendimenti.
Ufficio Matricola CUSE: abbiamo chiesto di aumentare le posizioni civili all’interno del costituendo Ufficio Matricola del CUSE nel quadro del progetto di centralizzazione delle attività matricolari in approvazione da parte di SMD. In aggiunta, con riferimento alle competenze in materia di trattamento economico, abbiamo segnalato la necessità di estendere al trattamento economico del personale civile la possibilità di ottenere i flussi di ritorno da parte di NoiPA prima di rendere operative le variazioni stipendiali, allo scopo di evitare gli errori e i ritardi sin qui registrati.
Costituzione Centro Veterani Difesa: abbiamo chiesto di verificare la possibilità di prevedere l’impiego di professionalità civili, allo stato non previste.
Scuola di Lingue Estere di Perugia: pur apprezzando l’incremento dei funzionari linguistici da 8 a 33, abbiamo espresso le nostre preoccupazioni in ordine al decentramento dei corsi e alla perdita dell’autonomia amministrativa.
Deposito Munizioni ed Esplosivi di Malcontenta (VE): su nostra richiesta, DIPE ha confermato l’avvio tra pochi giorni della procedura di reimpiego che, come già precedentemente concordato, sarà di tipo ordinario.
A conclusione della riunione, RGF ci ha consegnato il prospetto relativo ai protocolli d’intesa/accordi sottoscritti dalla Forza Armata nelle diverse sedi, che evidenziano i principali immobili in dismissione, e che qui si allega.
In allegato 1, la scheda tecnica predisposta da SME RGF; in allegato 2, il comunicato unitario da affiggere in bacheca; infine, in allegato 3, il prospetto con i protocolli d’intesa/accordi sottoscritti dalla F.A. in merito ai beni immobiliari dismissibili.
In allegato 4, pubblichiamo il comunicato unitario che dà conto della discussione con SME DIPE avvenuta all’interno della stessa riunione in merito alla vicenda “soppressione buoni pasto” che ha interessato COMFOP SUD e CERIMANT NAPOLI, e di cui alle diverse note unitarie indirizzate nel corso di questi mesi alle Autorità Centrali.
Si riporta di seguito il testo del comunicato diffuso in data di ieri che reca l’esame da parte della CSE dei contenuti e delle scelte operate dal Governo in sede di redazione del Disegno di Legge per il Bilancio 2018 (DDL 2960), il cui iter parlamentare è già iniziato al Senato.
“A leggere solo i saldi del Disegno di Legge di bilancio per il 2018 presentato dal Governo Gentiloni alle Camere, si sarebbe tentati di dire che, finalmente, quella immaginata non è una “finanziaria” elettorale. La previsione è, infatti, di un calo delle entrate fiscali (-0,6 per cento del PIL) dovuto principalmente alla cancellazione delle clausole di salvaguardia (cioè non aumenteranno, come previsto, IVA e accise), compensato in parte da (blande) misure di lotta all’evasione fiscale, in parte da una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali. Ciononostante, è previsto un calo del deficit complessivo, finanziato da un calo della spesa maggiore del calo delle entrate fiscali. Tutto bene, verrebbe da dire poiché, in vista delle elezioni, si tende a spendere tanto e a peggiorare i conti pubblici per assicurarsi consenso.
Invece no! Basta leggere le varie voci della Legge di bilancio per rendersi conto che prosegue la tendenza, che ha contraddistinto tutta la legislatura, di dare mance e mancette anziché i servizi che i cittadini aspettano e si rischia di peggiorare ulteriormente la condizione competitiva dell’Italia e di conseguenza il lavoro, sempre più precario e meno specializzato. Inoltre, i tagli di spesa sembrano appartenere più alla categoria della fantasia contabile che a quella della realtà verificabile e della trasparenza.
Vi facciamo alcuni esempi: in un Paese che ha favorito – o comunque accettato senza battere ciglio – la chiusura della maggior parte delle fabbriche che costruiscono bus e treni, e nel quale i pendolari sono costretti a viaggiare in carri bestiame perennemente in ritardo, continua a latitare un piano trasporti nazionale ma arriva la possibilità di detrarre dalle tasse il 19 per cento degli abbonamenti di bus e treni. Cioè, si continuerà a viaggiare in carri bestiame ma si potrà dire a chi si lamenta: “Cosa vuoi, ti ho dato la mancia, non lamentarti!”.
Inoltre, c’è di nuovo un finanziamento per chi assume con contratto a tutele crescenti (cioè precariato a vita) gli “under 35”, ma non si creano le condizioni per aumentare il lavoro qualificato e stabile. Non è bastato il flop della decontribuzione per tre anni, con il numero di assunti che è calato non appena è finito il bonus. Si continua a buttare fumo negli occhi degli italiani facendo credere che il lavoro stabile si crea dando soldi agli imprenditori anziché finanziando la formazione (università e scuola) e investendo in ricerca e sviluppo, settori in cui il divario con i paesi a maggior industrializzazione (Germania in testa) cresce anziché ridursi.
Stessa cosa per la lotta alla povertà e la spesa sanitaria: pochi soldi per l’una e tagli continui sull’altra. Il definanziamento della sanità per il quadriennio 2015-2018 toccherà i 10,5 miliardi di euro, che si aggiungono ai 14,5 miliardi di tagli del periodo 2010-2014 (dati della Corte dei Conti). Sono queste le vere poste con le quali sono stati finanziati gli “80 euro di Renzi” e l’eliminazione delle tasse sulla prima casa. Come dire: “Ti diamo un po’ di soldi in più se riesci a goderteli e non muori prima per l’abbassamento dei livelli delle cure mediche”. Se poi ci si mettono pure le regioni come la Lombardia, che intende sottrarre la nostra salute ai medici di famiglia per consegnarla ad un “gestore”, che avrà a disposizione un tetto massimo di spesa per ciascuno di noi e le nostre cure (si inizia dai malati cronici) e se risparmierà potrà tenersi una parte del risparmio, si comprende bene a cosa stiamo andando incontro.
Non mancano ovviamente i finanziamenti per le ristrutturazioni, dove si raggiunge il massimo della fantasia: dal 2018 ci saranno detrazioni fiscali per chi si fa i giardini pensili! Sembra una barzelletta ma vi assicuriamo che è vero!
Così come sono rifinanziati i 500 euro di mancia ai neodiciottenni, senza prevedere alcun limite di reddito (quindi compresi i maggiorenni ricchi o super ricchi).
Mance anche ai dipendenti pubblici al posto dei recuperi salariali dovuti per il blocco del contratti quasi decennale. In questo caso però, purtroppo, la responsabilità non è solo governativa ma sindacale e trova la propria fonte nell’accordo sciagurato del 30 novembre 2016 firmato dal Governo con CGIL, CISL, UIL, cui ha poi successivamente aderito CONFSAL e nel quale sono pattuiti 85 euro medi lordi di aumento ma solo dall’ultimo anno di contratto, il 2018. Per il 2016 e il 2017 altri due anni di blocco degli stipendi giacché sono previsti arretrati pari a circa 17 euro medi lordi mensili a fronte di un’indennità di vacanza contrattuale che è già di circa 10 euro.
Quello descritto non è il quadro congiunturale di un Paese che normalmente gode di buona salute. Tutt’altro. Abbiamo un’Italia sempre più a due velocità (Nord e Sud) ma le politiche economiche di questi anni, anziché avvicinare il Sud al Nord, sono riuscite a portare parte del Nord verso il Sud. Se esaminiamo la crescita del PIL regionale, infatti, possiamo vedere che alcune regioni come le Marche e l’Umbria, tradizionalmente associate al centro-nord, sono invece “scivolate” verso il Sud facendo registrare aumenti di PIL sensibilmente inferiori alla media nazionale. Si tratta di regioni che negli anni della crisi hanno dovuto accentuare la propria vocazione manifatturiera a bassa innovazione anziché riposizionarsi nei segmenti di produzione a più alto valore aggiunto.
La sintesi della salute del nostro Paese ce la dà il Global Innovation Index, che misura appunto il tasso di innovazione e di competitività del nostro Paese, indicando per ogni Stato i punti di forza e di debolezza. I dati che ci riguardano sono allarmanti: non riusciamo a trasformare le nostre grandi potenzialità creative, soprattutto nel design e nelle idee, in maggiore competitività a causa dei mancati investimenti in capitale umano e investimenti pubblici di base. A questo si aggiunge l’incapacità di attrarre investimenti esteri a causa del nostro farraginoso sistema di leggi, fiscali e civili, e dei nostri obsoleti modelli di business.
Siamo nell’era dell’economia della conoscenza e per non precipitare ancora di più sul mercato globale c’è bisogno di forti investimenti in capitale umano e di piani nazionali di innovazione manifatturiera. Entrambe le cose non portano consenso immediato come le mance elettorali, i bonus su assunzioni per un lavoro che non c’è o le detrazioni per i giardini pensili, ma hanno effetti duraturi nel tempo.
Avremmo bisogno di statisti, anziché di venditori. Prima ce ne rendiamo conto e prima ci risolleveremo. Una legge di bilancio che, invece, usa ancora una volta fantasie contabili e mance a fini elettorali non ci porta da nessuna parte.
LA SEGRETERIA GENERALE CSE “
Nel segnalare che del DDL 2960 abbiamo già detto nel Notiziario n. 109 del 31.10.2017 per gli aspetti di più diretto interesse dei lavoratori civili della Difesa, e nel far ovviamente riserva di ulteriori informazioni al riguardo, facciamo presente che su questa stessa pagina sono pubblicati sono pubblicati:
in allegato 1: la relazione illustrativa e tecnica che accompagna il DDL (Tomo 1);
in allegato 2: l’articolato del DDL inviato al Senato dopo la firma del decreto autorizzatorio da parte del presidente Mattarella (Tomo 2-Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020).
In questi ultimi giorni, diverse questioni inerenti alla valutazione della performance individuale del personale civile delle aree funzionali del Ministero della Difesa sono emerse all’attenzione dei colleghi.
In primo luogo, i ritardi con i quali si è proceduto da parte dell’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) al conteggio delle rispettive medie ponderate in ordine alle cosiddette “valutazioni multiple” ai sensi di quanto previsto dalla seconda alinea, secondo capoverso, del punto 1.7 della “Sistema di misurazione e valutazione della performance” datato 10.11.2015. Dette medie purtroppo non sono state ancora partecipate a tutti gli Enti del Ministero della Difesa, e dunque vi è il rischio reale che si creino problemi di non poco conto ai lavoratori ai fini della presentazione delle domande di partecipazione alla procedura selettiva per le progressioni economiche con decorrenza 1.1.2017 (da qui, la lettera del 30 ottobre u.s. di sollecitazione inviata da CGIL FP-UIL PA-FLP DIFESA E CONFSAL UNSA agli Organi Programmatori).
In secondo luogo, ed evidentemente anche in conseguenza dei ritardi di cui sopra di OIV, lo slittamento del pagamento della “quota performance” prevista dall’accordo FUA 2016 (CCNI 30.09.2016, € 101,56 netto oneri AD), di fatto sbloccata da PERSOCIV solo in data 23 u.s. con la circolare n. 64587, quota che dovrebbe essere corrisposta a dicembre p.v. a condizione che le somme da pagare siano caricate nel portale NoiPA non oltre il 21 novembre p.v., e che gli Enti periferici provvedano a caricare i dati di loro competenza entro il 16 p.v. e quelli centrali più l’Arma dei CC entro il 20 p.v.. Un ritardo, inoltre, che, per una parte non indifferente di lavoratori, si è riversato purtroppo anche sulla quota FUS 2016, a tutt’oggi ancora non percepita in ragione della scelta, da noi fortemente avversata, che è stata operata da alcuni tavoli locali di dare attuazione all’art. 14, comma 2, del CCNI nella parte in cui prevedeva la possibilità di destinare le somme FUS (l’85%) “a incremento del trattamento economico accessorio correlato alla performance individuale…” (15%). Ricordiamo, a tal riguardo, che negli Enti in cui quella scelta non è stata operata, il FUS 2016 è già stato percepito con il cedolino di ottobre u.s..
Infine, l’attenzione dei lavoratori è oggi per gran parte indirizzata alla “valutazione della prestazione professionale” (performance individuale 2016), che costituisce, dopo la “esperienza professionale maturata” e i “titoli di studio culturali e professionali”) la terza gamba dei criteri selettivi finalizzati alle progressioni economiche con decorrenza 1.1.2017 fissati dal CCNI 9.10.2016 su FUA 2017.
A tal riguardo, informiamo i colleghi che il sistema di valutazione della performance 2016 è stato validato da OIV , in linea con quanto previsto dall’art. 14, comma 4, let. c) del D. Lgs. 150/2009 e delle delibere della soppressa CiVIT nn. 5 e 6/2012. La validazione, formalizzata da OIV con fg. n. 1637 del 14.09.2017 che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina, è intervenuta a conclusione dell’esame della “Relazione sulla performance 2016” del giugno 2017, redatta da Amministrazione Difesa e che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 5 insieme al documento di OIV denominato “processo di validazione” (in allegato 2), che reca le considerazioni conclusive dell’Organismo di valutazione, e ad altri due documenti (le “risorse disponibili” in allegato 3 e la “scheda di sintesi” in allegato 4). Va detto che i giudizi di OIV che ne supportano la validazione risultano tutti positivi e attestano la “conformità” del nostro sistema (sul contesto esterno; sull’azione di A.D. in materia di performance; sugli obiettivi individuali; sulla sua efficienza, e addirittura sulle pari opportunità e sul bilancio di genere), giudizi che, per quanto ci riguarda, facciamo fatica a fare nostri e, con noi, pensiamo, i lavoratori che, proprio per averlo sperimentato sulla propria pelle, in grande parte esprimono valutazioni di ordine ben diverso (si vedano i risultati del sondaggio attivato sul nostro sito).
Prima di concludere, informiamo che, dopo l’azione di protesta che CGIL-UIL-FLP-UNSA hanno avviato contro il D.G. PERSOCIV, qualcosa si sta muovendo: con il cedolino di novembre verranno pagate le somme relative agli sviluppi economici 2016 (si veda sul nostro sito la risposta di NoiPA a un collega).
A distanza di quindici giorni dall’adozione da parte del Consiglio dei Ministri “salvo intese”, secondo la formula in voga da qualche anno che apre a successive rivisitazioni del testo come avvenuto anche in questa circostanza, il disegno di legge di bilancio 2018 è finalmente approdato in Parlamento (DDL 2960)dopo il decreto autorizzatorio di presentazione alle Camere firmato dal Presidente della Repubblica in data 29 u.s. ed ora, a partire dal Senato, comincerà il complesso iter parlamentare per il varo della legge che entrerà in vigore il 1 gennaio p.v..
Pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 il testo bollinato dalla Ragioneria dello Stato, che è composto da 120 articoli, e realizza nel complesso una manovra da 20 miliardi di €. Le diverse misure saranno finanziate dai tagli della spesa pubblica previsti per il 2018, dalle misure derivanti dalla lotta all’evasione fiscale e da un allargamento della rottamazione delle cartelle.
Il grosso della manovra (15,7 mld di € per il 2018 e 11,4 mld per il 2019) sarà assorbito dalla neutralizzazione delle c.d. “clausole di salvaguardia” , che bloccheranno i previsti aumenti di IVA e accise che avrebbero comportato un sicuro aumento dei prezzi al consumo con quel che segue e consegue.
Tra le altre misure particolarmente importanti, vanno sicuramente annoverate quelle a sostegno della occupazione giovanile e delle assunzioni agevolate nei confronti degli under 29, gli incentivi per gli investimenti industriali (industria 4.0) e il c.d “reddito di inclusione sociale” per il quale sono previsti 600 milioni nel 2018, 900 milioni nel 2019, 1.200 milioni nel 2020.
Tra le misure certamente più attese dai dipendenti pubblici, quelle relative allo stanziamento delle risorse per il rinnovo dei contratti pubblici dopo ben sette lunghi anni di blocco, rimosso solo a seguito della ben nota sentenza della Corte Costituzionale n. 178 depositata il 23 luglio 2015, con la quale la Consulta, investita della questione dal Tribunale di Roma a seguito del ricorso presentato dalla FLP, aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale sopravvenuta – dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza nella Gazzetta Ufficiale e nei termini indicati in motivazione – del regime di sospensione della contrattazione collettiva. Il che costituisce l’indubbio merito storico della nostra Federazione. Le risorse stanziate nel DDL bilancio 2018 per i rinnovi contrattuali dovrebbero essere pari a 1,7 mld di €, le quali, unite a quelle previste dalla leggi di bilancio 2016 e 2017, portano a 2,85 mld € l’accantonamento complessivo.
Un capitolo a parte merita la vicenda, di straordinario interesse per il personale civile della Difesa, legata all’accordo del 5 aprile con il Vertice politico della Difesa. Ebbene, le norme che attendevamo (Fondo aggiuntivo di 21 mln annui per il triennio e progressioni tra le aree) e che, in base agli impegni assunti dalla Ministra, avrebbero dovuto trovare posto all’interno del DDL di bilancio, purtroppo allo stato non ci sono ancora. Sapevamo che non sarebbe stata cosa facile, e facile in effetti non è stato per ragioni sostanzialmente tecniche (MEF). Ne è ben consapevole la stessa Ministra che, in data di ieri, ha diffuso un “comunicato stampa”, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2,che così testualmente recita: “Nel disegno di legge di bilancio non hanno, al momento, per ragioni tecniche, trovato collocazione alcuni importanti provvedimenti a favore del personale civile della Difesa per i quali il Ministro si era fortemente impegnata, insieme al Governo, nell’ambito di obiettivi condivisi con le organizzazioni sindacali. Il Fondo integrativo per il trattamento economico e le progressioni fra le aree funzionali rappresentano per la Difesa obiettivi prioritari per la valorizzazione del personale civile. Per questo il Ministro assicura l’impegno personale nelle sedi parlamentari affinché i provvedimenti siano inseriti nella legge di bilancio”. In questa legge, dunque!
Nel prenderne atto, ci riserviamo nei prossimi giorni una più attenta valutazione, anche alla luce di quanto dovesse maturare in sede parlamentare, e ci riserviamo di assumere, anche unitariamente, le più idonee iniziative del caso.
La partita è ancora tutta da giocare, e la giocheremo davvero fino in fondo.
Nella mattinata di oggi, sul sito “concorsi on line” del M.D., è stata pubblicato il bando di selezione per realizzare il transito nella fascia economica immediatamente superiore di n. 9.940 dipendenti civili del M.D., e che ad ogni buon conto pubblichiamo anche su questa stessa pagina in allegato 1.
Come noto, detto bando è stato anticipato dalla circolare PERSOCIV n. 63283 del 17 u.s., che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2 e di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 100 di pari data, con la quale la D.G. ha fornito informazioni circa le modalità, le tempistiche, i percorsi operativi e la procedura per la gestione della procedura esclusivamente telematica, attraverso la specifica piattaforma da oggi on line.
Dopo la pubblicazione del bando, a partire da oggi 30 ottobre 2017, sarà possibile per i lavoratori civili in servizio alla stessa data proporre le istanze di partecipazione alla procedura. Il tempo disponibile per la presentazione per via telematica delle predette domande – su apposito modulo differenziato per area di appartenenza – è fissato fino al 21 novembre, termine perentorio a partire da oggi.
A tal proposito, atteso che la procedura è telematica, consigliamo ai colleghi interessati che non lo abbiano già fatto di effettuare subito la pre-registrazione (accreditamento) attraverso il sito “concorsi on line” (accessibile anche da qui, cliccare ), spazio “Registrati”, opzione “Registrazione senza Smart Card”, avendo a portata di mano un documento di riconoscimento valido e un cellulare, al quale perverrà in corso di registrazione un “PIN” per l’identificazione del profilo. L’opzione “Registrazione con Smart Card”, per il tramite della Carta Multiservizi Difesa (CMD), non risulta allo stato attiva. Attraverso la registrazione, il lavoratore acquisirà le proprie credenziali (username e password) per accedere al proprio profilo e procedere poi a tutte le operazioni successive.
Ad ogni buon conto, per chi non lo avesse ancora fatto, alleghiamo un “promemoria” appositamente messo a punto dalla nostra O.S. a beneficio dei colleghi, che reca, passo dopo passo, tutte le istruzioni, le FAQ (Frequently Asked Questions, domande poste frequentemente) la configurazione e i contatti per la registrazione o l’accesso al portale dei concorsi on line del Ministero della Difesa.
Non sono ammesse modalità di partecipazione alla procedura selettiva diverse da quella on line; i lavoratori che non fossero nelle condizioni di assolvervi, potranno far capo all’Ufficio personale del proprio Ente, presentando l’allegato 1 alla sopra richiamata circolare n. 63283 (“fac-simile autocertificazione”), che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3, che dovrà essere compilato in ogni sua parte e debitamente sottoscritto, e sarà poi l’Ufficio Personale dell’Ente a trasporlo in forma telematica.
Tutte le comunicazioni di carattere collettivo, e dunque d’interesse della generalità dei partecipanti e con valore di notifica, verranno pubblicate sul sito di Persociv, sezione “Sviluppi economici 2017”; quelli di carattere personale verranno invece veicolate direttamente agli interessati anche attraverso messaggio email inviato alla casella di p.e. indicata al momento della registrazione.
Il numero di passaggi 2017 messi a concorso sono, come noto, n. 9.940, dopo l’inopinato taglio disposto dalla F.P. che ha assunto quest’anno, come criterio base per la determinazione del numero dei posti da mettere a concorso, il coinvolgimento non superiore al 50% della platea dei potenziali beneficiari, con esclusione di tutti coloro che hanno avuto lo sviluppo economico nell’anno 2016.
Rimane purtroppo, allo stato, per quei lavoratori che hanno avuto nel 2016 “valutazioni multiple” della performance individuale, il problema dei punteggi relativi alla “valutazione della prestazione professionale”, atteso il ritardo con il quale OIV ha provveduto al riguardo e atteso che molti Enti sono tuttora sprovvisti degli elenchi tramessi da PERSOCIV. In allegato 4, la lettera unitaria CGIL-UIL-FLP-UNSA inviata agli OO.PP..
Buona partecipazione alla procedura alle lavoratrici e ai lavoratori che vi prenderanno parte.
Notiziario n. 116 del 15 novembre 2017 – Tra i problemi che le lavoratrici e i lavoratori hanno posto con più forza alla nostra attenzione nel corso degli ultimi mesi, un posto certamente di rilevo occupa il problema innescato dall’emanazione della circolare PERSOCIV n. 16749 del 14.03.2016 avente per oggetto “Benefici pensionistici derivanti da supervalutazione […]
Notiziario n. 115 del 14 novembre 2017 – Come i colleghi ricorderanno, ci siamo già ripetutamente occupati del c.d. “lavoro agile”. Lo abbiamo fatto una prima volta con il Notiziario n. 58 del 12.06.2017, nel quale abbiamo riferito della Direttiva Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3/2017 che avviava finalmente nel settore pubblico quanto già […]
Notiziario n. 113 dell’ 8 novembre 2017 – Si riporta di seguito il testo del comunicato unitario CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA – CONFSAL UNSA su i contenuti e sulle risultanze della riunione di oggi a PERSOCIV. “Si è svolta stamani a PERSOCIV la riunione convocata sui seguenti argomenti: – […]
Notiziario n. 112 dell’ 8 novembre 2017 – Si riporta di seguito il testo del comunicato unitario CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA – CONFSAL UNSA su i contenuti e sulle risultanze della riunione di ieri a palazzo Esercito con SME–RGF e DIPE. “La sessione informativa con RGF (Reparto Generale Finanziario) e DIPE […]
Notiziario n. 111 del 7 novembre 2017 – Si riporta di seguito il testo del comunicato diffuso in data di ieri che reca l’esame da parte della CSE dei contenuti e delle scelte operate dal Governo in sede di redazione del Disegno di Legge per il Bilancio 2018 (DDL 2960), il cui iter parlamentare è […]
Notiziario n. 110 del 6 novembre 2017 – In questi ultimi giorni, diverse questioni inerenti alla valutazione della performance individuale del personale civile delle aree funzionali del Ministero della Difesa sono emerse all’attenzione dei colleghi. In primo luogo, i ritardi con i quali si è proceduto da parte dell’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) al conteggio […]
Notiziario n. 109 del 31 ottobre 2017 – A distanza di quindici giorni dall’adozione da parte del Consiglio dei Ministri “salvo intese”, secondo la formula in voga da qualche anno che apre a successive rivisitazioni del testo come avvenuto anche in questa circostanza, il disegno di legge di bilancio 2018 è finalmente approdato in Parlamento […]
Notiziario n. 108 del 30 ottobre 2017 – Nella mattinata di oggi, sul sito “concorsi on line” del M.D., è stata pubblicato il bando di selezione per realizzare il transito nella fascia economica immediatamente superiore di n. 9.940 dipendenti civili del M.D., e che ad ogni buon conto pubblichiamo anche su questa stessa pagina in allegato 1. Come […]